
Una grande installazione site-specific ripercorre quarant’anni di ricerca dell’artista croata, intrecciando pittura, scultura e materia in un dialogo serrato con lo spazio veneziano. Un lavoro che trasforma esperienza personale e memoria collettiva in forme aperte e in continua evoluzione.
Alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, il Padiglione della Croazia presenta Compelled by Fright and Beauty, progetto espositivo di Dubravka Lošić curato da Branko Franceschi e ospitato a Palazzo Zorzi. L’intervento, concepito come installazione site-specific, riunisce e rielabora un ampio corpus di opere realizzate nel corso di oltre quattro decenni, riconfigurandole in relazione allo spazio e alla sua stratificazione simbolica .
Il percorso prende avvio nel cortile, dove i cicli Campane Libertas (2014–2026), Rosario (2026) e Tondo (2020–2025) instaurano un dialogo dinamico tra forme scultoree in ferro corroso e bronzo e oggetti-dipinti in legno e tessuto. L’esposizione prosegue al piano nobile, nella Sala Codussi, con serie che includono Alba Albula, Piogia Parigi, Imago Anima, Rosario e Squali, in un allestimento che coniuga gesto pittorico, materia e costruzione plastica, evocando una teatralità affine tanto alla cultura veneziana quanto a quella di Dubrovnik, città natale dell’artista .

La pratica di Lošić si fonda su un’idea di opera come sistema aperto: ogni ciclo evolve nel tempo, si espande, si trasforma nei materiali e nelle relazioni interne. Pittura, tessuto, metallo e oggetti costruiti convivono in un linguaggio ibrido che affonda le radici nel modernismo, attraversa il postmodernismo e dialoga con esperienze neoavanguardiste, mantenendo al contempo un forte legame con tradizioni locali . La formazione all’Accademia di Belle Arti di Zagabria negli anni Ottanta ha orientato questa ricerca verso formati sperimentali e auto-generati, in cui la pittura diventa punto di partenza per espansioni materiche e concettuali.
Il lavoro si nutre di tensioni profonde: superfici che si contraggono, flussi di colore e materia, processi corrosivi che rendono la materia stessa protagonista. Le opere evocano movimenti sotterranei, personali e collettivi, traducendo esperienze intime in forme visive capaci di riflettere anche le fratture del presente. Il tema della libertà – radicato nella storia e nella cultura di Dubrovnik – emerge come valore estetico e politico, oggi amplificato dal contesto globale .
Le serie presentate – tra cui Libertas Bells, Tondo, Rosary, Imago Anima, Sharks, Rains Paris e Alba Albula – si sviluppano secondo una logica non lineare: ogni nucleo nasce da un’intuizione che può maturare nel tempo e non giunge mai a una conclusione definitiva. L’artista parte dalla pittura per poi trasformarla, incorporando tessuti, fili e materiali che ne ampliano il significato. Le opere vengono spesso avvolte, compresse, sigillate, ma lasciano comunque affiorare frammenti, suggerendo l’impossibilità di contenere completamente l’esperienza .

Photo by Veronica Arevalo © NMMU
In questo processo, il visibile e l’invisibile si confrontano continuamente. Alcuni lavori custodiscono elementi nascosti – memorie, immagini, tensioni interiori – mentre altri espongono tracce di intimità attraverso dettagli minimi, come fili che emergono dalla superficie. Il gesto artistico diventa così un atto di selezione: trattenere e proteggere, oppure lasciare emergere.
Nata a Dubrovnik nel 1964, Dubravka Lošić espone regolarmente dal 1983 in Croazia e a livello internazionale. La sua ricerca si distingue per la capacità di coniugare dimensione personale e linguaggio universale, dando forma a un’estetica in cui la materia diventa veicolo di esperienza e memoria. A Venezia, questa tensione si traduce in un progetto espositivo che non si limita a presentare opere, ma le mette in scena come un organismo in continua trasformazione, capace di rispondere al contesto e di rinnovarsi nel tempo.
L’inaugurazione è prevista per l’8 maggio 2026 alle ore 17.00. Il Padiglione sarà visitabile fino a novembre con orari differenziati stagionalmente.
| Articolo redazionale |
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