Gambettola (FC): in Romagna la stamperia Pascucci celebra 200 anni di attività

Un simbolo della Romagna. Ci sono simboli che raccontano un popolo meglio di mille parole. In Romagna, in tutte le case si trova un grembiule da cucina, una tovaglia, uno telo, uno strofinaccio, una tenda stampati a mano dalla Stamperia Pascucci, non sono solo oggetti: è memoria, identità, appartenenza, cultura popolare diffusa.

200 ANNI PORTATI BENE 1826-2026
SIMBOLO DI ROMAGNA E CULTURA POPOLARE DIFFUSA
DA SETTE GENERAZIONI E DA DUE SECOLI LA FAMIGLIA PASCUCCI DI GAMBETTOLA (FC)
SI PASSA IL TESTIMONE DELL’ARTE ARTIGIANA DELLE STAMPE A MANO SU TESSUTO

Da ottobre 2025 a dicembre 2026

UN ANNO DI FESTEGGIAMENTI PER ONORARE L’IMPORTANTE TRAGUARDO

Mostre, incontri, eventi unici, presentazioni, dibattiti, spettacoli, laboratori, visite guidate, nuovi libri e un grande evento estivo per celebrare le arti
Scrittori, critici d’arte, attori, filosofi, musicisti insieme per onorare l’Antica Bottega Pascucci.

E QUELLA VOLTA CHE LUCIO DALLA DISSE CHE VOLEVA LE TOVAGLIE PASCUCCI PERCHE’ IL LORO SEGNO È UNICO

Fondata nel 1826, la Stamperia Pascucci di via Verdi è ancora oggi la stessa bottega che dalle origini non ha mai interrotto la sua attività. È guidata da Riccardo e Giuseppe Pascucci con i figli Matteo e Veronica, settima generazione della famiglia.

A consolidare il marchio è stata la civiltà contadina che, alla fine dell’Ottocento, durante fiere ed esposizioni, usava coprire il dorso dei buoi con coperte stampate a mano. Questo gesto conferiva solennità alle sfilate e metteva in risalto l’abilità artigianale locale. Anche le tende ombreggianti utilizzate sulle spiagge hanno contribuito, nel tempo, a esaltare il marchio della Romagna

Entrare nell’Antica Bottega di Gambettola significa varcare la soglia di un museo vivente: al centro domina l’antico mangano di legno del 1826, mentre sugli scaffali si conservano oltre seimila stampi incisi a mano, in tanti anni di storia, che già da soli sono autentiche opere d’arte, mentre maestri artigiani lavorano senza fretta creando opere uniche. Più che una bottega un atelier artistico.  

La tecnica è quella tradizionale della stampa xilografica: matrici di pero intagliate a mano (oggi da Giuseppe Pascucci), impregnate di pasta colorante a base di ossido di ferro, vengono battute con un mazzuolo su tessuti naturali come lino e canapa. Il celebre colore ruggine resta il marchio di fabbrica della Stamperia, oggi affiancato da nuove tonalità in dialogo con il gusto contemporaneo.

Il gesto dell’artigiano, però, è sempre lo stesso da due secoli: intingere lo stampo, batterlo sul tessuto, imprimere il motivo. Un rito antico che, ogni volta, genera l’emozione di un’opera nuova.

Nel 2026 la Stamperia Pascucci festeggerà i suoi 200 anni di attività, affermandosi come la più antica testimone dell’arte della stampa su tessuto. Da sette generazioni la famiglia custodisce e rinnova questo sapere artigiano, creando manufatti che spaziano dai tessili per la casa e l’arredamento alla biancheria, dalle coperte agli accessori per la moda: un grande sodalizio tra arte e artigianato. pezzi unici ed eccellenze del Made in Italy.

Arte e collaborazioni

Dagli anni Duemila, la Stamperia Pascucci ha intrapreso un percorso capace di colmare il divario tra artigianato e arte, invitando numerosi artisti e amici a donare i propri disegni da trasformare in opere tessili. Il primo è stato Tonino Guerra, che ha scelto la Bottega di Gambettola per valorizzare la sua poesia attraverso la stampa: le sue farfalle e le sue donnine sono diventate segni distintivi sia suoi che della produzione Pascucci. Tra i frequentatori illustri anche il premio Nobel Dario Fo, affascinato dalla carta macchiata di colore su cui realizzava i suoi schizzi; Tinin Mantegazza, giornalista e creatore del celebre pupazzo Dodò de L’Albero Azzurro, che ha affidato le sue inconfondibili illustrazioni di animali e aforismi, trasformati in cuscini, tovaglie e arazzi; il pedagogo cesenate Gianfranco Zavalloni, con le sue luminose e solari illustrazioni; e l’architetto Ilario Fioravanti, che più volte ha tratto ispirazione dagli stampati di Casa Pascucci. Grazie a queste collaborazioni, i manufatti della Stamperia si sono trasformati in preziosi arazzi, oggi richiesti e apprezzati in esposizioni in diverse città del mondo

Amici e personalità celebri

La storica Bottega di Via Verdi ha ospitato nel tempo tante figure di rilievo tra le quali il cantautore Lucio Dalla (che ha frequentato la bottega per 25 anni) che ordinava l tovaglie, tende, cuscini, per le sue case e la sua barca perché diceva che il segno della stamperia Pascucci era unico  e che condivideva il loro stile di essere artigiani; il premio Oscar Roberto Benigni, mentre proprio quest’anno nella visita ufficiale in Italia dei reali inglesi, sua Maestà la Regina Camilla ha ricevuto in dono (apprezzandolo) una tovaglia stampata a ruggine.

Negli anni anche collaborazioni con case di moda importanti come Fendi che ha realizzato delle borse con le stampe originali portando il nome della stamperia in tutto il mondo.

Queste le dichiarazioni della Famiglia Pascucci: «Per noi stampare a mano non è solo un mestiere, ma un gesto che abbiamo visto ripetersi in famiglia per generazioni, un modo per raccontare la Romagna a ogni colpo di mazzuolo. Festeggiare 200 anni non significa fermarsi: è solo una tappa di un viaggio che continua. Abbiamo deciso di vivere questo anniversario come un anno di festa, per condividere il nostro lavoro di artigiani- artisti, dove tradizione e cultura si incontrano, ma soprattutto per trasmettere il nostro modo di intendere il tempo e le relazioni umane.»

EVENTI NEL 2026

Un anno intero di iniziative dunque: incontri, laboratori, presentazioni di libri, visite guidate, spettacoli, nuovi lavori editoriali dedicato all’identità romagnola, veglie, sorprese culturali e tante mostre sia a Gambettola che in tutta l’Emilia-Romagna

Ogni incontro racconterà non solo la bellezza delle tele stampate, ma anche il valore di un mestiere antico che ha saputo dare forma e colore alla Romagna e che ne ha decorato artisticamente la vita quotidiana.

Le celebrazioni ufficiali, inizieranno a dicembre 2025 con una mostra diffusa a cielo aperto, un unicum nel panorama italiano, dove le porte d’ingresso delle case del centro storico di Gambettola saranno addobbate con tende stampate a mano a tema natalizio; un colpo d’occhio sorprendente, di grande bellezza cromatica e poetica. 

Le Mostre saranno il fil rouge dei festeggiamenti e dopo la mostra natalizia sarà la volta di quella preziosa e storica delle “Coperte da buoi”, inaugurazione il 17 gennaio – Sala Fellini a Gambettola- in occasione della Festa di Sant’Antonio, con materiale fotografico d’epoca, arazzi, coperte e attrezzi d’epoca per un tuffo nelle radici romagnole del mondo contadino. A maggio sempre a Gambettola “I colori che ridono” opere d’arte e dediche intitolate alla Stamperia. In estate le mostre saranno varie ed itineranti, una speciale mostra presso i locali della Regione Emilia-Romagna le famose Tende al mare a Cesenatico, un allestimento speciale per il festival musicale Borgo Sonoro nelle Terre del Rubicone, Una mostra a Riolo Terme mentre a Brisighella una suggestiva esposizione di madonne realizzate da artisti romagnoli sarà realizzato anche un allestimento nella prestigiosa Biblioteca Malatestiana di Cesena.

Oltre alle importanti mostre anche incontri, presentazioni, spettacoli, veglie. Gli appuntamenti saranno a cadenza mensile, e porteranno a Gambettola artisti studiosi scrittori e giornalisti per approfondire di volta in volta i valori e i temi legati alla secolare esperienza della Bottega Pascucci ad iniziare dall’attore e scrittore Roberto Mercadini, anch’esso amico della bottega che il 15 gennaio che presenterà il nuovo lavoro editoriale di Chiara Pascucci dedicato alla storia della bottega. Altri importanti protagonisti, lo storico dell’arte e pittore cesenate Massimo Pulini, il giornalista e scrittore Salvatore Giannella che a fine 2026 presenterà il suo ultimo libro sia descrittivo che fotografico sul valore sociale della stamperia. Inoltre, aperture straordinarie e visite guidate in collaborazione con il FAI, spettacoli teatrali e burattini, veglie e cantastorie.

Il primo agosto (data che riconduce al 1826) in collaborazione con l’amministrazione comunale di Gambettola e la Regione Emilia Romagna un grande evento culturale e ricreativo che raccoglierà il favore di grandi e piccini.  

Gli appuntamenti si svolgeranno nei teatri e nelle sale principali del Comune di Gambettola ma anche in tante Città e luoghi simbolo della Romagna come la prestigiosa Biblioteca Malatestiana di Cesena, Cesenatico, Casola Valsenio, Roncofreddo, Brisighella.
Il programma sarà pubblicato passo dopo passo sul sito e sui canali social della Stamperia.

Gli eventi sono sostenuti e patrocinati dall’Amministrazione Comunale di Gambettola, dalla Regione Emilia-Romagna e supportati dalle associazioni del territorio.


Ufficio Stampa
 
CRISTINA MINOTTI 
cristinaminotti.asanisimasa@gmail.com
Da cristina minotti <cristinaminotti.asanisimasa@gmail.com>

Varcare la Frontiera di Cizerouno arriva ad Agrigento con il Tolerance Poster Show

Nell’ambito di Agrigento 2025 capitale italiana della cultura e grazie alla collaborazione con l’associazione Cizerouno di Trieste debutta ad Agrigento il Tolerance Poster Show, iniziativa internazionale concepita dal designer Mirko Ilić e dalla Tolerance Project inc. di New York che ha già attraversato oltre 40 paesi con più di 200 esposizioni.

Installazione
Varcare la Frontiera di Cizerouno arriva ad Agrigento
Tolerance Poster Show fa tappa in Sicilia
Da martedì 9 a mercoledì 31 dicembre 2025
Piazza Pirro Marconi, Agrigento

Dal 9 dicembre 2025 in piazza Pirro Marconi sono esposti stendardi monumentali che riproducono alcuni dei manifesti realizzati da graphic designer di tutto il mondo.
Ogni autore è stato invitato a interpretare la parola tolleranza nella propria lingua d’origine dando vita a un’esplorazione visiva e multilingue che declina, attraverso forme e colori, il significato profondo della coesistenza, dell’empatia e della dignità condivisa. Le creatività arrivano da Sud Africa, Gran Bretagna, Spagna, Stati Uniti, Francia, Serbia, Croazia, Brasile, Ucraina e altri paesi.

Il progetto, coordinato da Massimiliano Schiozzi e Vincenzo Luongo, mette in rete più realtà geograficamente distanti – Agrigento, Trieste, Lampedusa, Gorizia – ma accomunate da simili dinamiche di frontiera: luoghi in cui storia, cultura e migrazione si intrecciano e generano nuove forme di convivenza. La presentazione ufficiale al pubblico avverrà domenica 14 dicembre nell’ambito di una serie di eventi diffusi in città.

Il Tolerance Poster Show torna in Sicilia dopo l’anteprima lampedusana realizzata nell’estate 2025 e fortemente voluta e sostenuta dal Parco Archeologico e  Paesaggistico della Valle dei Templi di  Agrigento.
A Trieste, invece, nell’ambito della dodicesima edizione del festival Varcare la Frontiera organizzato da Cizerouno realizzato grazie al sostegno della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, il progetto si è sviluppato in coorganizzazione con il Comune di Trieste e nel cuore del quartiere più multietnico della città, Barriera Vecchia.

Infine, anche Gorizia è tappa del progetto, creando così una connessione culturale di ampio respiro tra GO! 2025 – Nova Gorica – Gorizia, capitale europea della cultura 2025 e Agrigento 2025 capitale italiana della cultura. Il Tolerance Poster Show in ogni luogo che lo ospita assume un aspetto diverso, dall’installazione diffusa a pubbliche affissioni, da bandiere a stendardi monumentali. Ad Agrigento fino al 31 dicembre 2025 saranno visibili 4 stendardi per un totale di 256 metri quadrati di creatività che celebrano la tolleranza.


associazione culturale
cavò
via san rocco 1/a
cavana
34121 Trieste

www.cizerouno.it
#varcarelafrontiera
#cavanastories

#cavò
Da info <info@cizerouno.it> 

RACCONTI AL FEMMINILE – Quattro serate di musica dedicate alla creatività delle donne

Dal 26 al 29 dicembre 2025, il suggestivo Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova a Napoli ospita la terza edizione di “Racconti al Femminile”, la rassegna musicale gratuita che esplora e celebra i nuovi linguaggi sonori plasmati dalle donne. Un evento promosso e finanziato dal Comune di Napoli, inserito nel ricco cartellone di “Natale a Napoli”, e rivolto a tutta la cittadinanza e ai turisti in un momento magico come quello delle festività natalizie.

“RACCONTI AL FEMMINILE”

Quattro serate di musica gratuita dedicate alla creatività delle donne: protagoniste Beth Orton, Ada Montellanico, Ginevra Di Marco, Indra Rios-Moore

Dopo il successo delle precedenti edizioni, che hanno visto alternarsi sul palco artiste del calibro di Nada, Cristina Donà, Amalia Grè, Rita Marcotulli, Lina Sastri, Patrizia Laquidara, Ebbanesis, Fatoumata Diawara, Wallis Bird, Andrea Motis e Marina Rei; “Racconti al Femminile” consolida la sua missione: dare voce a storie, emozioni e messaggi di resistenza e bellezza attraverso l’arte delle donne, intrecciando la potenza della parola con l’universalità della melodia. 

Sul palco quattro straordinarie artiste di caratura internazionale come l’inglese Beth Orton e il suo sound folk-tronico (26 dicembre), la cantante jazz romana Ada Montellanico (27 dicembre), la toscana Ginevra Di Marco già voce del Consorzio Suonatori Indipendenti (28 dicembre) e la jazzista newyorkese Indra Rios Moore (28 dicembre), che daranno vita a quattro serate di emozioni e storie attraverso il loro sound unico e originale.

Questa terza edizione non è solo un semplice cartellone concertistico, ma un vero e proprio percorso narrativo che esplora le geografie sonore contemporanee con uno sguardo femminile.

La scelta della location, il Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova (Piazza S. Maria La Nova, 44 Napoli), non è casuale. Le sue sale cariche di storia e arte dialogano idealmente con le voci delle artiste, creando un connubio unico tra patrimonio storico e creatività contemporanea.
In un periodo di forte afflusso turistico, la rassegna si propone come un faro di alta qualità culturale, offrendo sia ai napoletani che ai visitatori un’alternativa raffinata e profondamente legata all’identità cittadina, nota in tutto il mondo per la sua vivacità artistica e la sua capacità di accoglienza.

Il palcoscenico di Santa Maria La Nova accoglierà quattro eccezionali artiste di caratura internazionale, ognuna con la sua storia e il suo sound unico, per un viaggio emozionante tra jazz, folk, world music e canzone d’autore. Questa edizione sottolinea l’internazionalità della ricerca artistica femminile, unendo voci dall’Inghilterra, dagli USA e dall’Italia, a testimonianza di un network creativo senza confini.

“Racconti al Femminile” si conferma quindi come un omaggio alla creatività e all’universo artistico femminile, sottolineando l’importanza del ruolo della donna nella musica e nell’arte contemporanea. Ogni performance diventa così un momento di condivisione, empatia e dialogo, che valorizza non solo il patrimonio artistico individuale delle interpreti, ma anche quello collettivo e culturale di Napoli, da sempre crocevia di contaminazioni e rinascita artistica. In un momento storico in cui le istanze di parità sono più che mai centrali, la rassegna offre una testimonianza concreta e vibrante del contributo femminile alla cultura globale.


IL PROGRAMMA

26 DICEMBRE – BETH ORTON
La rassegna si apre con la poetessa del folk elettronico. La voce intensa e ipnotica della britannica Beth Orton, tra chitarre acustiche e tappeti sonori elettronici, creerà un’atmosfera perfetta per immergersi nelle emozioni delle feste. Un sound “folktronico” che ha fatto scuola e che trova a Napoli, città di contrasti e di stratificazioni, un palcoscenico ideale.

27 DICEMBRE – ADA MONTELLANICO
Il jazz più raffinato incontra Napoli con una delle voci più amate e colte della scena italiana. Ada Montellanico porterà in scena un concerto di grande passione, ricerca armonica e pura poesia. Il suo approccio intimo e profondo al jazz rappresenta un ponte tra la tradizione italiana della canzone e il linguaggio universale dell’improvvisazione.

28 DICEMBRE – GINEVRA DI MARCO
Energia e intensità si fondono nel concerto di Ginevra Di Marco, storica voce del Consorzio Suonatori Indipendenti, artista capace di unire la potenza della tradizione popolare con le sonorità della musica contemporanea. La sua è una voce che ha cantato le battaglie e le storie, portando in scena una vitalità rock e un impegno civile che raramente si incontrano.

29 DICEMBRE – INDRA RIOS-MOORE
Gran finale con la vocalist newyorkese Indra Rios-Moore, una forza della natura in grado di fondere jazz, soul e spiritualità in un sound avvolgente e senza confini. La sua voce, calda e potente, è uno strumento di pura emozione, capace di trasportare il pubblico in un viaggio dall’intensità rara. Un’esperienza musicale indimenticabile per chiudere in bellezza la rassegna.


Ufficio stampa
Words for You tommaso.sarasini@wordsforyou.itgiulia.orlando@wordsforyou.it
Hungry Promotion giulio@hungrypromotion.it
Da giulio di donna <feedback@hungrypromotion.it> 

Società Filologica Friulana: Echi della memoria che ancora parla al presente

Due documentari etnografici che esplorano riti, comunità e identità del territorio, attraverso la forza della memoria condivisa: li presenta la Società Filologica Friulana, mercoledì 17 dicembre alle 18.00, a Palazzo Mantica (via Manin 18, Udine) a conclusione delle attività realizzate nell’ambito del progetto PRIMIS PLUS – Storie di multiculturalità: viaggio sensoriale attraverso il prisma delle minoranze, finanziato dal Programma Interreg VI-A Italia–Slovenija 2021–2027 e dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Echi della memoria
Un viaggio nelle tradizioni che ancora parlano al presente.

Prodotti da Marco D’Agostini e Marta Pascolini, i due documentati narrano la “La Passione del Venerdì Santo a Erto” e, in “Lis cidulis“, il lancio notturno delle cidulis da parte dei giovani di Cercivento nell’estate 2024.

Ne “La Passione del Venerdì Santo a Erto” la troupe segue le fasi di allestimento e costruzione dei set che, in un anfiteatro naturale, fanno da sfondo alla narrazione delle ultime ore di Gesù. Le testimonianze degli abitanti accompagnano il processo creativo, svelando il lavoro, le competenze e l’impegno necessari a dar vita a una messa in scena coinvolgente e realistica. Non mancano i momenti dedicati alle prove di recitazione e alla descrizione di un’organizzazione complessa che coinvolge l’intero paese.
l racconto prosegue con la documentazione della processione lungo le vie storiche di Erto: i soldati romani con lance, fiaccole, scudi ed elmi; Gesù con la croce; i due ladroni; numerosi popolani e quindici tamburi che avanzano tra due ali di folla. Nella parte finale si assiste al momento culminante del rito: la scena della crocifissione, ambientata nella zona più alta dell’anfiteatro naturale. La rappresentazione si conclude con l’illuminazione dei crocifissi da una luce rossa, accompagnata dal rullo profondo dei tamburi.

Lis cidulis” documenta la preparazione e il lancio notturno delle rotelle di legno infuocate da parte dei giovani di Cercivento nell’estate 2024. Ispirandosi al filmato di Olivia Pellis del 1973, è stato seguito il rito insieme ai ragazzi del paese, raccogliendo le loro testimonianze sulla tradizione e sulla vita comunitaria. Su un pianoro sopra l’abitato, viene acceso il grande fuoco per la preparazione delle rotelle. Il racconto culmina nel momento del rito, quando viene pronunciata la formula dedicata al primo lancio a San Giovanni. La cidule  viene colpita con una mazza e sfreccia nel cielo in un arco luminoso. Il secondo lancio è dedicato alle autorità religiose, il terzo ai giovani della compagnia; quelli successivi vengono offerti simbolicamente alle coppie del paese. Queste rotelle infuocate disegnano traiettorie simili a stelle cadenti, mentre i ragazzi si alternano nel rito chiamando a gran voce il nome delle giovani e augurando prosperità alle coppie.


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it
Da Federica Zar <zar@apscom.it>

OSM – “gioielli sinfonici” il nuovo appuntamento con l’orchestra sinfonica di Matera

L’Orchestra Sinfonica di Matera torna protagonista con un nuovo appuntamento della Quarta Stagione Concertistica Autunno–Inverno 2025 dell’istituzione musicale della città di Matera: Gioielli Sinfonici, in programma mercoledì 17 dicembre alle ore 20:30 all’Auditorium Raffaele Gervasio. Un concerto che propone un itinerario raffinato e coinvolgente nel repertorio sinfonico tra Otto e Novecento, affidato alla bacchetta di Pietro Mianiti e impreziosito dalla presenza del contrabbassista Ermanno Calzolari, solista di fama internazionale.

SIBELIUS, ROTA E BIZET PER “GIOIELLI SINFONICI”:
NUOVO APPUNTAMENTO CON L’ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA

Mercoledì 17 dicembre 2025, all’Auditorium “Raffaele Gervasio” di Matera, l’Orchestra Sinfonica di Matera presenta Gioielli Sinfonici, un concerto che attraversa il repertorio sinfonico europeo tra Otto e Novecento. Sul podio il direttore Pietro Mianiti; solista della serata il contrabbassista Ermanno Calzolari.
 Ingresso ore 20:00 – inizio ore 20:30.
Info e biglietti su orchestrasinfonicamatera.it

Il programma si apre con l’Andante festivo di Jean Sibelius, pagina di intensa spiritualità e solenne cantabilità, capace di evocare atmosfere nordiche sospese tra lirismo e contemplazione. Segue il Divertimento concertante per contrabbasso e orchestra di Nino Rota, rarità del repertorio novecentesco che mette in luce, con eleganza e ironia, le potenzialità virtuosistiche ed espressive del contrabbasso, strumento solista non convenzionale ma di grande fascino timbrico.

Protagonista di questa pagina è Ermanno Calzolari, interprete raffinato e musicista di straordinaria esperienza, che ha ricoperto per oltre vent’anni il ruolo di Primo Contrabbasso al Teatro San Carlo di Napoli e collaborato con alcune delle più prestigiose orchestre e solisti del panorama internazionale. Premiato nel 2022 con il riconoscimento alla carriera “Oltre l’orizzonte”, Calzolari affianca all’attività concertistica un intenso impegno didattico presso il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli.

La seconda parte del concerto è dedicata alla Sinfonia in Do maggiore di Georges Bizet, composizione giovanile di sorprendente freschezza e brillantezza, nella quale si riconoscono già la vitalità melodica e l’energia ritmica che renderanno celebre il compositore francese. Un capolavoro di equilibrio formale e slancio espressivo, che conclude la serata con un finale di travolgente vitalità.

Sul podio, Pietro Mianiti, direttore di solida esperienza internazionale, già alla guida di importanti istituzioni orchestrali e teatrali in Europa e nelle Americhe, e collaboratore di lunga data dell’Orchestra Sinfonica di Matera. La sua direzione unisce rigore interpretativo e sensibilità teatrale, qualità che rendono ogni esecuzione viva e comunicativa.

Nata nel 2022, la Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera rappresenta una delle realtà più dinamiche del panorama musicale italiano recente. Sostenuta dagli enti del territorio e riconosciuta dal Ministero della Cultura tra le nuove Istituzioni Concertistiche Orchestrali, l’orchestra si distingue per una programmazione attenta al grande repertorio sinfonico, con particolare attenzione alla musica del Novecento, e per la collaborazione con solisti e direttori di primo piano accanto a giovani talenti emergenti.

Gioielli Sinfonici si preannuncia dunque come una serata di grande musica, capace di coniugare rarità, capolavori e interpreti d’eccezione, confermando il ruolo dell’Orchestra Sinfonica di Matera come punto di riferimento culturale per la città e il territorio.
I concerti si svolgono all’Auditorium “Raffaele Gervasio”, con ingresso alle ore 20:00 e inizio alle ore 20:30.

Programma di sala:
Jean Sibelius            Andante festivo
Nino Rota                  Divertimento concertante per contrabbasso e orchestra
Allegro maestoso – alla marcia allegramente – Andante – Allegro marcato
Georges Bizet           Sinfonia in Do maggiore
Allegro vivo – Adagio – Scherzo: Minuetto – Finale: Allegro

Diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, si è perfezionato con Franco Petracchi presso la Scuola di Musica di Fiesole e l’Accademia “Walter Stauffer” di Cremona. Ha svolto un’intensa attività concertistica in ambito cameristico e solistico, collaborando con musicisti di fama internazionale. È stato Primo Contrabbasso di prestigiose istituzioni orchestrali, tra cui il Teatro San Carlo di Napoli, incarico ricoperto per oltre vent’anni. Attualmente è Primo Contrabbasso dell’Orchestra da Camera Italiana. Docente di Contrabbasso presso il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli, nel 2022 ha ricevuto il premio alla carriera “Oltre l’orizzonte”.

Nato a Parma, ha compiuto gli studi di viola, composizione e direzione d’orchestra. Ha ricoperto incarichi di rilievo in Italia e all’estero, collaborando con importanti teatri, orchestre e istituzioni musicali. È stato Direttore musicale dell’Associazione Prolirica del Perù e ha diretto numerose produzioni operistiche e sinfoniche. Ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano e partecipato a festival di rilievo internazionale. È docente presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano ed è regolarmente invitato a dirigere orchestre in Italia e all’estero.


Fondata nel 2022, la Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera è sostenuta dal Comune e dalla Provincia di Matera e dal Conservatorio “E.R. Duni”. È riconosciuta dal Ministero della Cultura tra le nuove Istituzioni Concertistiche Orchestrali. Sotto la direzione artistica di Saverio Vizziello, svolge un’intensa attività concertistica a Matera e sul territorio regionale, collaborando con solisti e direttori di rilievo internazionale e dedicando particolare attenzione al repertorio sinfonico del Novecento.


Sissi Ruggi
addetto stampa
dell’Orchestra Sinfonica di Matera – OSM
e-mail ufficiostampa@orchestrasinfonicamatera.it
Da Orchestra Sinfonica di Matera <ufficiostampa@orchestrasinfonicamatera.it>

La Nascita di una visione: Afro-Italian Fusion Cuisine

La Storia di Chef Danny Smaila Wahab: un Ponte di Sapori tra Due Mondi. Per lo Chef Danny Smaila Wahab, la cucina non è soltanto un mestiere: è un linguaggio universale, un’espressione d’amore e un ponte capace di unire culture diverse. La sua storia è un viaggio affascinante che lo ha portato dalla Nigeria, sua terra natale, al cuore dell’Italia, dove ha dato vita a Good Food: Afro-Italian Fusion Cuisine a Lodi.

Raccontiamo la storia dello Chef Danny Smaila Wahab e la nascita di Good Food: Afro-Italian Fusion Cuisine, il primo progetto culinario a Lodi che unisce tradizione africana e gastronomia italiana attraverso una visione culturale, sociale e imprenditoriale unica.

Radici Nigeriane, Cuore Italiano

Nato e cresciuto in Nigeria, Danny ha respirato fin da piccolo i profumi intensi e i sapori vibranti della cucina tradizionale africana. Ha osservato mani esperte all’opera, imparando i segreti delle ricette tramandate, la ricchezza dei prodotti autoctoni e l’arte di preparare piatti che nutrono non solo il corpo, ma anche lo spirito. Un’eredità culinaria intrisa di tradizione, calore familiare e identità: le solide fondamenta della sua passione.

Il suo arrivo in Italia ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo, un’immersione in un’altra cultura gastronomica millenaria: quella italiana. Danny ne ha subito ammirato la semplicità degli ingredienti, la precisione delle tecniche e l’armonia naturale che caratterizza la cucina mediterranea. Ha studiato, sperimentato e assimilato ogni sfumatura, fondendo la sua innata creatività con la disciplina della cucina italiana.

La Nascita di una Visione: l’Afro-Italian Fusion

Col tempo è maturata una visione audace: non scegliere tra due mondi, ma unirli. Dare vita a una cucina che non fosse né soltanto africana né soltanto italiana, ma una celebrazione autentica e innovativa di entrambe. Così nasce l’idea di Good Food: Afro-Italian Fusion Cuisine: un luogo dove le materie prime africane incontrano l’eleganza della tradizione italiana; dove la robustezza di cereali e tuberi africani si intreccia con la delicatezza dei prodotti mediterranei; dove metodi di cottura ancestrali si fondono con tecniche contemporanee.

Più di un Menù: un Messaggio

Good Food non è soltanto un menù di oltre 32 piatti, inclusi proposte vegane e gluten-free: è la manifestazione della filosofia di Danny. Ogni pietanza testimonia il suo impegno verso ingredienti freschi, sostenibili e di qualità; un omaggio alla diversità e un invito a scoprire sapori inediti. Lo Chef Wahab crede profondamente nel potere del cibo di unire le persone, abbattere barriere e raccontare storie.

La sua cucina invita a sedersi e lasciarsi guidare in un viaggio sensoriale che sfugge alle definizioni tradizionali. Con Good Food, Danny non offre solo piatti deliziosi, ma un’esperienza che nutre l’anima, celebra la bellezza dell’incontro tra culture e sostiene attivamente le donne agricoltrici e commercianti africane, contribuendo a un impatto positivo e duraturo nelle comunità d’origine.

All’interno del progetto prende forma anche Good Food – Progetto Donna, un’iniziativa dedicata alla valorizzazione e alla formazione di donne africane, con particolare attenzione a:

  • Selezione e formazione di donne da inserire nell’avvio dell’attività
  • Women in Wine – Sudafrica: un esempio virtuoso di leadership femminile e inclusione nel settore vinicolo
  • Donne agricoltrici e commercianti africane, sostenute attraverso la scelta consapevole delle materie prime
  • La nascita di una nuova visione culinaria: l’Afro-Italian Fusion, ponte gastronomico e culturale tra Africa e Italia

Ufficio Stampa – Paola Martino
 paolamartinoufficiostampa@gmail.com
+39 02 36595379
Da Paola Martino ufficio stampa <paolamartinoufficiostampa@gmail.com> 

Mostra d’Arte personale di Afran ad ARTantide Gallery di Verona

ARTantide Gallery di Verona presenta La trama del Mito”, la nuova mostra personale dell’artista camerunense Afran, tra le voci più originali e raffinate del panorama artistico contemporaneo. Nato in Camerun e residente in Italia, Afran ha rappresentato il proprio Paese alla Biennale dArte di Venezia 2022 ed è oggi riconosciuto a livello internazionale per l’incredibile perizia tecnica con cui fonde pittura, scultura e una profonda ricerca concettuale.

L’esposizione, curata da Sandro Orlandi Stagl, trasforma gli spazi di ARTantide Gallery in un percorso attraverso i miti, antichi e contemporanei, che continuano a modellare la nostra percezione del mondo. Il titolo, La trama del Mito”, richiama l’uso emblematico che Afran fa del denim, materiale che diventa mezzo narrativo, simbolo dell’apparire nell’era dei social network e della memoria collettiva.

LA TRAMA DEL MITO
 
Una mostra d’arte personale di Afran che esplora il “mito” dell’apparire nell’era dei social network.
Dal 18 dicembre 2025 al 13 marzo 2026
ARTantide Gallery Verona – Via Angelo Messedaglia 7, 37135, Verona (VR)

Una mostra in cui i miti vestono il presente

La poetica di Afran indaga la fragilità dell’essere umano, eternamente alla ricerca di oracoli a cui affidarsi: miti classici, divinità, ma anche moderne forme di culto come verità precostituite, fake news e social network.
Nelle sue opere, la “trama” del denim diviene metafora della trama esistenziale delluomo contemporaneo, cucita e ricucita nel tentativo di dare un senso alle proprie contraddizioni.

Attraverso oltre 20 opere, tra dipinti, sculture e installazioni, la mostra invita il visitatore a interrogarsi su quali siano oggi i nuovi miti e come questi influenzino identità, desideri e paure.

Opere principali

Tra le opere più significative presenti nel percorso espositivo:

Opere in denim

  • Laocoonte rammendato – dipinto che trasforma il celebre gruppo scultoreo in un simbolo della nostra ansia di “riparare” la verità.
  • Medusa rammendata – un’icona femminile che sfida il consumismo dell’immagine e la sua costante manipolazione.
  • Street Imperator – scultura monumentale che fonde classicità e street culture.
  • – Eva – una figura arcaica che torna a interrogare le origini della colpa e della libertà.
  • Cavallo di Troia – dipinto che rilegge il mito come metafora della persuasione occulta contemporanea.
  • Paesaggio da rammendare – una riflessione poetica sulla necessità di “riparare” il mondo.
  • Gold Rush – dipinto che affronta il mito moderno della ricchezza come promessa salvifica.

Il ciclo dei funghi allucinogeni

Opere tra pittura e scultura:

  • Amanita – denuncia della proliferazione incontrollata delle fake news e dei nuovi culti digitali.

Dipinti su cartone

Una serie di lavori realizzati su cartoni da imballaggio, dove figure mitologiche e storiche emergono da materiali poveri, ribaltando con ironia e intelligenza le dinamiche del consumismo e della sacralizzazione dell’arte.

Un viaggio tra memoria, identità e critica sociale

“La trama del Mito” non è solo un’esposizione artistica, ma un vero e proprio percorso di riflessione:

  • sui miti che ancora abitano il nostro immaginario;
  • sul rapporto tra individuo e società;
  • sulla materia stessa dell’arte, capace di trasformare oggetti quotidiani in narrazioni universali;
  • sul bisogno di apparire nell’era dei social network.

Il denim, assume identità culturale e storica e diviene veicolo di critica sociale, mentre i funghi allucinogeni raccontano i pericoli della disinformazione digitale. I cartoni da imballaggio, infine, ricordano che anche il mito può essere “consumato”, riciclato, reinterpretato.

Un artista che parla al presente

Con la sua ricerca potente e raffinata, Afran propone un’arte che svela il presente attraverso i simboli del passato, invitando il pubblico a un confronto aperto con le proprie fragilità e convinzioni.

“La trama del Mito” è un’occasione unica per scoprire il lavoro di un artista capace di unire tecnica magistrale, profondità concettuale e uno sguardo lucido sulle contraddizioni del nostro tempo.


Paolo Mozzo
CEO EBLand – www.artantide.com
Fondatore MAT | Museo d’Arte Trasformativa
President – Italian Director | Biennale Italia – Cina
Ambasciatore | Cittadellarte – Fondazione Michelangelo Pistoletto
Da Paolo Mozzo <paolo.mozzo@artantide.com>

Pavia, Galleria Marco Fraccaro: personale di Silvestro Bonaventura 

Storie
Mostra personale di Silvestro Bonaventura
A cura di Rosanna Accordino
12 – 17 dicembre 2025
 
Galleria Marco Fraccaro, Collegio Fratelli Cairoli
Piazza Collegio Cairoli, 1 – Pavia

Le gallerie L2Arte di Pavia e HR Docks Gallery di Torino hanno il piacere di presentare Storie, la mostra personale dell’artista Silvestro Bonaventura, a cura di Rosanna Accordino, che inaugura venerdì 12 dicembre 2025 negli spazi della Galleria Marco Fraccaro presso il Collegio Fratelli Cairoli a Pavia, visitabile fino al 17 dicembre 2025.

Il titolo Storie che Silvestro Bonaventura ha scelto per il suo più recente progetto pittorico racchiude in sé l’essenza del proprio lavoro, il movente che determina la realizzazione di ciascuna opera, ovvero, raccontare storie, le proprie e quelle degli amici più cari, di chi lo circonda e condivide con l’artista gli spazi personali delle proprie abitazioni. Da ciò si evince una profonda capacità di immedesimazione, di ascolto e di interpretazione senza formalismi, attraverso prospettive inventate dall’autore e un linguaggio personalissimo.

L’artista vibonese ha costruito un immaginario iconografico unico nel panorama dell’arte contemporanea, capace di distinguersi e rendersi da subito riconoscibile. La sua identità pittorica è determinata dagli elementi chiave che caratterizzano le sue opere, dagli oggetti domestici protagonisti delle opere, dalle prospettive distorte, come se gli ambienti fossero immersi all’interno di un fluido, e i colori a contrasto. Vi è poi una componente magica e favolistica che amalgama il tutto rendendo l’opera un mondo alternativo, nel quale le fantasie del bambino diventano il punto di vista dell’artista che ha saputo coltivare l’innocenza e il gioco anche in età adulta.

Per l’occasione, la mostra verrà ospitata nei prestigiosi spazi della Galleria del Collegio Fratelli Cairoli fondata dal Prof. Marco Fraccaro, che sin dagli anni Settanta ospita eventi artistici distinguendosi per la grande attenzione rivolta all’arte contemporanea.


Informazioni mostra
Galleria Marco Fraccaro, Collegio Fratelli Cairoli, Piazza Collegio Cairoli, 1 – 27100 – Pavia
Inaugurazione/Inizio mostra: 12/12/2025, ore 18
Orari di apertura: da lunedì a sabato 17 – 19
Fine mostra: 17/12/2025
Ingresso libero
 
info@l2arte.it – 328 845 5928
www.l2arte.it
Da Press Galleria L2ARTE <press@l2arte.it>

Nuova luce sul Dittico di Perugino esposto in Palazzo Baldeschi 

Fondazione Perugia, insieme a Fondazione CariPerugia Arte, ha tenuto giovedì 11 dicembre, presso La Sala delle Colonne e a seguire a Palazzo Baldeschi in corso Vannucci a Perugia, la presentazione dedicata a Il dittico di Pietro Perugino e le acquisizioni di Fondazione Perugia. L’iniziativa ha registrato un’ampia partecipazione di studiosi, pubblico e rappresentanti delle istituzioni culturali, confermandosi un momento significativo di approfondimento attorno alle più recenti acquisizioni della Fondazione.

Le due tavole di Perugino esposte in Palazzo Baldeschi sono del periodo veneziano del Maestro

Lo evidenziano gli studi e le analisi presentate a Perugia

Durante l’incontro sono intervenuti Alcide Casini, Presidente di Fondazione Perugia; Francesco Federico Mancini, storico dell’arte; Antonio Natali, storico dell’arte; Gianluca Poldi dell’Università degli Studi di Udine; Vittoria Garibaldi, storico dell’arte. Gli interventi hanno ricostruito il percorso storico, critico e diagnostico del dittico composto dalle due tavole raffiguranti Cristo coronato di spine e la Vergine, attribuite al Perugino e acquisite all’asta Dorotheum di Vienna del 22 ottobre 2024.

Nel corso della presentazione è stato ricordato come l’acquisizione rappresenti un atto di tutela e valorizzazione del patrimonio umbro, oltre che un ritorno alla fruizione pubblica di opere che per decenni erano appartenute a collezioni private inglesi e svizzere. Le tavole, già esposte in diverse occasioni – da Campione d’Italia nel 2011 a Parigi nel 2014 fino a Perugia nel 2023 – erano state confermate come opere del Maestro da numerosi studiosi, pur nel persistere di un vivace dibattito attributivo. Proprio questa pluralità di letture è stata richiamata più volte dagli esperti intervenuti, che hanno sottolineato il ruolo del dittico come caso di studio di grande rilevanza per la conoscenza dell’opera matura di Pietro Vannucci. Questa acquisizione si inserisce in un percorso che da molti anni vede la Fondazione impegnata nella salvaguardia e nell’arricchimento del patrimonio storico-artistico legato al territorio umbro e, in particolare, nella conservazione e valorizzazione di testimonianze riconducibili al linguaggio e alla produzione del Perugino, figura identitaria per Perugia e per l’Umbria. Nel 1987, l’allora Cassa di Risparmio di Perugia acquisì in asta la Madonna con Bambino e due cherubini, databile all’ultimo decennio del XV secolo; nel 2017 si aggiunse il San Girolamo penitente (1520 ca.). L’ingresso delle due nuove tavole si affianca a queste precedenti acquisizioni, consolidando una linea d’azione coerente e continuativa dedicata alla tutela di un capitolo fondamentale della storia artistica regionale.

Una parte significativa della discussione ha riguardato gli influssi veneziani riscontrabili nelle due opere, in particolare collegati alla produzione di Alvise Vivarini. Questa componente ha permesso di inserire il dittico nel contesto della presenza del Perugino a Venezia negli anni 1494–1495, quando l’artista era stato chiamato a intervenire nella Sala del Gran Consiglio di Palazzo Ducale.

Durante il convegno sono stati presentati anche i risultati della recente campagna di indagini diagnostiche promossa da Fondazione Perugia. Le analisi hanno evidenziato una pittura a velature sottili, una craquelure compatibile con la tecnica a olio e l’uso di pigmenti quali vermiglione, biacca, terre e composti a base di rame e carbonio. È stato inoltre illustrato il particolare rivestimento in cuoio marrone decorato in oro, che ha contribuito nel tempo alla buona conservazione dei pannelli. Sono state documentate integrazioni antiche e moderne, un tassello di restauro sulla tavola della Madonna e tracce di attività xilofaga ormai stabilizzata.

La presentazione si è conclusa con la riflessione condivisa sul valore culturale dell’ingresso del dittico nelle collezioni di Fondazione Perugia: un arricchimento importante per il percorso espositivo di Palazzo Baldeschi.

SCHEDA TECNICA

Il dittico attribuito a Pietro Perugino, acquisito da Fondazione Perugia, è composto da due tavole raffiguranti Cristo coronato di spine e la Vergine, realizzate a olio su tavola e misuranti 33 × 27 cm ciascuna. I pannelli, sottili (7 mm), sono rivestiti da un cuoio marrone decorato in oro che richiama l’aspetto di una copertina libraria e che contribuisce alla protezione e alla conservazione delle opere. La conformazione complessiva suggerisce la funzione originaria di un piccolo altarolo domestico.

Le indagini diagnostiche evidenziano una pittura condotta a velature sottili, una craquelure coerente con la tecnica a olio e l’impiego di una tavolozza che comprende vermiglione, biacca, terre naturali, pigmenti a base di rame e nero di carbonio. Il disegno preparatorio risulta visibile in contorni marcati e lievi aggiustamenti in corso d’opera. Sono presenti restauri antichi e moderni, abrasioni, lacune e un tassello di riparazione sulla tavola della Madonna; si riscontrano inoltre esiti stabilizzati di attività xilofaga.

Dal punto di vista stilistico, il dittico presenta influssi della cultura veneziana di fine Quattrocento, in particolare della produzione di Alvise Vivarini. Questi elementi permettono di collocare le opere nel contesto del soggiorno veneziano del Perugino negli anni 1494–1495.

Per quanto riguarda la provenienza, il dittico transita da una collezione privata inglese a una svizzera prima di approdare sul mercato viennese, dove viene acquistato da Fondazione Perugia. Le due opere compaiono in diverse esposizioni internazionali – nel 2011, 2014 e 2023 – sempre con attribuzione al Maestro.


Ufficio Stampa e Comunicazione di Fondazione Perugia
Francesca Duranti
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Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net> 

A Randazzo si valorizza lo “Sciarone – Paesaggio di fuoco e di memoria”

L’Etna diventa un’aula a cielo aperto: a Randazzo si valorizza lo “Sciarone – Paesaggio di fuoco e di memoria”

Regione Siciliana, Comune di Randazzo, Unpli e Fondo Ambiente Italiano
ETNA, IL PARCO SCIARONE RACCONTA LA FORZA DEL VULCANO E LA VITA DELLA TERRA
Il 20 dicembre, alle 10.00 a Randazzo – presso l’ex cinema Moderno – il primo grande meeting dedicato al paesaggio di fuoco e memoria

C’è un luogo, sul versante nord dell’Etna, in cui il fuoco del vulcano e la memoria delle comunità s’incontrano. È il Parco Sciarone, poco distante dal centro medievale di Randazzo: paesaggio di sciare, boschi e colate laviche che raccontano, strato dopo strato, la capacità della natura di rinascere e delle persone di ricostruire legami profondi con la propria terra. Lì dove i boschi di roverella si intrecciano con le ginestre dell’Etna, i sentieri naturali corrono tra rocce nere e radure attrezzate per l’accoglienza.

Per restituire valore e visibilità a questo patrimonio, sabato 20 dicembre 2025 – al Centro Polifunzionale “ex Cinema Moderno” di Randazzo (via Cairoli 51) – si terrà il meeting “La forza del vulcano, la vita della terra”, primo appuntamento del programma di eventi “Sciarone – Paesaggio di fuoco e di memoria” promosso dall’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana, dal Comune di Randazzo, dalla Delegazione FAI di Catania e dal Gruppo FAI Etna Nord, con il coinvolgimento di università, associazioni e operatori del territorio. La giornata si aprirà alle ore 9.00 con la proiezione del video di Mario Mattia, primo tecnologo INGV, “Questo tempo da fine del mondo… eruzioni vulcaniche e catastrofi climatiche”, seguiranno i saluti istituzionali e, dalle 10.00 alle 12.00, la sessione tematica dedicata a “La forza del vulcano, la vita della terra”.

Sul palco si alterneranno vulcanologi, geologi, botanici, archeologi, geografi dell’Università di Catania e forestali della Regione Siciliana, per raccontare lo Sciarone come laboratorio a cielo aperto di biodiversità, resilienza naturale e memoria collettiva.

Al centro del meeting ci sarà proprio il Parco: la sua storia “dall’abbandono alla rinascita”, le colate laviche trasformate in paesaggi da vivere, la cenere che da scarto può diventare risorsa a impatto zero, il rapporto tra il vulcano e le comunità dell’Alcantara e di Randazzo, la rinascita delle sciare come scrittura vivente della natura. Ogni intervento offrirà chiavi di lettura diverse – scientifiche, paesaggistiche, educative – per arrivare a una convinzione condivisa: valorizzare il paesaggio etneo significa prendersi cura del futuro della Sicilia. Un evento che vuole dar vita al percorso, che continuerà nel 2026 con incontri dedicati ai prodotti d’eccellenza dell’Etna e con le Giornate FAI di Primavera, che vedranno Randazzo e lo Sciarone protagonisti di un itinerario di scoperta sul paesaggio vulcanico. Obiettivo comune è trasformare il Parco in un luogo educativo, emozionale e generativo: un’aula all’aperto per le scuole, uno spazio di ricerca per l’università, un laboratorio creativo per artis: ti e comunità.

Il meeting del 20 dicembre è dunque un invito a guardare l’Etna non solo come scenario, ma come bene comune da conoscere, rispettare e custodire. Partecipare significa contribuire a una nuova cultura del paesaggio, che riconosce nello Sciarone il simbolo di una Sicilia capace di trasformare la bellezza in responsabilità condivisa.


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