ONE SKY ONE WORLD Un cielo nel mondo – Festival degli Aquiloni per la Pace
Dopo il successo della primavera, ARTEVENTO CERVIA – Festival Internazionale dell’Aquilone torna dal 3 al 12 ottobre conlo spin off autunnale One Sky One World, concludendo in grande stile la sua 45esima edizione. L’obiettivo è celebrare collettivamente i 40 anni dalla nascita dell’omonima Giornata Mondiale del Volo degli Aquiloni per la Pace, invitando il pubblico a diventare il fulcro di una grande mobilitazione collettiva incentrata sul tema dell’aquilone, emblema di libertà, pace, fraternità e sostenibilità.
Aderendo al progetto R1PUD1A di Emergency e preparando la Marcia per la Pace in collaborazione con FondazionePerugiAssisi, quest’anno ARTEVENTO ha in serbo un calendario ricco di appuntamenti pensati per celebrare l’idea di Europa ecreare dialogo, consapevolezza e coinvolgimento nelle grandi questioni attuali, pur mantenendo sempre l’impronta originale e frizzante tipica della manifestazione. Il primo weekend di ottobre sarà dedicato ad una vasta gamma di iniziative, quali laboratori tematici per adulti e bambini, la grande mostra “Il Giro del Mondo in 80 Aquiloni”, la Parata per la Pace e il volo One Sky One World, che chiuderà le celebrazioni del weekend,con la presenza di alcuni grandi nomi del mondo dell’aquilonismo internazionale.
A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini. Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.
Juliette Wayenberg Grete (Wykofer) A cura di Bianca Ceriani
Inaugurazione 26 settembre 2025 ore 17.30 – 21.30
Galleria Zema Via Giulia 201 – Roma
Fino al 15 novembre 2025
Il giorno 26 settembre 2025 alle ore 17.30, la Galleria Zema presenta la mostra personale Grete (Wykofer) di Juliette Wayenberg a cura di Bianca Ceriani: un progetto fotografico nel quale l’artista “scava tra gli archivi di famiglia, seleziona e riquadra i negativi per poi stamparli in cianotipia, virando e scolorando i risultati”.
Come scrive infatti la curatrice, «C’è un filo invisibile che attraversa il tempo e unisce il passato al presente. Un filo che lega le esistenze fragili dei bambini ebrei perseguitati nella Germania nazista – minacciati da una mareggiata e protetti da una donna ebrea – a quelle dei bambini venuti al mondo nei primi anni Venti del terzo millennio. È il filo delle genealogie familiari, della memoria che resiste e della Storia che ritorna – con le sue ferite, le sue tensioni, le sue inquietudini mai sopite. […]
Le immagini del progetto nascono – in gran parte – da fotografie d’epoca dei suoi avi. Il processo di ingrandimento e stampa a cui sono sottoposte unifica il linguaggio visivo, riconoscibile in una cromia che oscilla tra toni tenui e i contrasti intensi del blu. Il mezzo fotografico si fa testimone fedele di questa ricerca: indica, ricorda, tramanda, si lascia manipolare per farsi racconto; e l’artista lo impiega con sapienza. Il lessico formale di Wayenberg, infatti, mescola con misura e consapevolezza i procedimenti storici della fotografia e le pratiche post-fotografiche contemporanee, che mettono in discussione la funzione culturale del medium nella società dell’immagine».
E così, continua Bianca Ceriani, «l’operato politico e sociale della trisnonna ebrea, la testimonianza dell’inondazione del 1930 a Wyk auf Föhr – trasformato nella lallazione familiare in Wykofer –, le gravidanze dell’autrice, la paura di far nascere altri umani in un mondo scosso, ieri come oggi, dai bombardamenti, si intrecciano e si legano con l’elemento unificatore dell’emulsione fotosensibile. La cianotipia, con la sua funzione alchemica, si fa metafora dei cicli vitali: nascita e morte, distruzione e ricostruzione prendono forma tra luce e acqua, con un richiamo etico che appartiene tanto al singolo quanto alla società».
BIOGRAFIE
Juliette Wayenberg. Laureata in Archeologia a La Sapienza Università di Roma e diplomata in mimo corporeo, ha frequentato numerosi Master in Fotografia. Attualmente è docente di Fotografia Sperimentale in vari istituti di Roma e provincia. Tra gli ultimi lavori segnaliamo: dicembre 2024 Mostra collettiva pop-up di Raw Messina presso il Lux Lucis Ristorante (Forte dei Marmi); ottobre 2024 Wykofer, mostra personale, curata da G. Stabile, Raw Messina (Roma); giugno 2024 One Love, mostra collettiva pop-up di Raw Messina presso Bi-Box Art Space (Biella); novembre 2023 Mon père, ma mère et le désert, stand di Raw Messina curato da G. Stabile, The Others Art Fair (Torino); dicembre 2021 PROCESS, mostra personale, curata da T. Vetromile, Officine Gualandi (Roma). www.juliettewayenberg.com
Galleria Zema. Fondata a Roma il 6 marzo del 2025 da Emanuela Zamparelli, la Galleria ZEMA è uno spazio indipendente dedicato esclusivamente all’esposizione e promozione dei lavori di artiste donne, e in particolare della fotografia contemporanea femminile. La galleria rappresenta fotografe italiane e internazionali, accomunate da uno sguardo autonomo, critico e consapevole sul presente, e diverso da altri sguardi. Attraverso un programma espositivo che intreccia ricerca artistica, impegno sociale e riflessione culturale, la galleria si propone come luogo di visibilità e ascolto, dove il corpo, l’identità, la memoria e il conflitto diventano temi da indagare per dare nuova forma e contenuto al vissuto e alla memoria, alla ribellione e all’intimità. ZEMA non è solo una galleria, ma un progetto curatoriale, uno spazio vivo in cui la fotografia si fa linguaggio, relazione e resistenza.
Pubblicato il 12 Settembre 12:25
Juliette Wayenberg Grete (Wykofer) A cura di Bianca Ceriani
Inaugurazione 26 settembre 2025 ore 17.30 – 21.30 Fino al 15 novembre 2025 Orari: martedì ore 16:00 – 19:30, dal mercoledì al sabato ore 15:00 – 19:30
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Giorno 4 Ottobre, in occasione della 21° giornata dedicata al contemporaneo (promossa da AMACI), dalle ore 17 presso la galleria FORO G gallery verrà presentato “Cunzamu fora”, un progetto ideato da Roberta Guarnera, Michela Magazzù e Anna Viscuso.
Si tratta di un’opera partecipata e realizzata dal 7 al 9 Agosto in occasione di Battitu Festival organizzato e promosso da Trinacria Theatre Company e solo in questa occasione verrà “restituita” al pubblico questa “grande” tavolata, con lo spirito di convivialità che la stessa tavola porta con sé.
Vi aspettiamo in via Lago Grande 43
FORO G gallery foroggallery.com Via Lago Grande 43B 98165 Ganzirri (ME) Instagram: @forog.gallery
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Anaïs Drago – Relevé (di Marco Ortolan)Lorenzo Simoni QuartetEdoardo Ferri – Federico Campanello – Fabrizio DobertiNot to Mention Trio
Le forme del jazz a venire Ravenna, 26-27 settembre, 3-4 ottobre 2025
Nasce a Ravenna una nuova manifestazione musicale, Le forme del jazz a venire, organizzata da Jazz Network ETS con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, dedicato alla valorizzazione degli artisti under 35. L’iniziativa, che si svolgerà nell’arco di due fine settimana (26-27 settembre e 3-4 ottobre), porterà sotto i riflettori formazioni jazzistiche emergenti che hanno le carte in regola per accedere a uno status professionale elevato.
“Le forme del jazz a venire” accentuerà particolarmente l’elemento giovanile: l’età media degli artisti coinvolti (esecutori e per la maggioranza anche compositori) è infatti di 25 anni. A rimarcare il ruolo fondamentale dell’elemento anagrafico è anche la location che ospiterà i concerti (tutti a ingresso gratuito): il Cisim di Lido Adriano, col suo valore aggiunto di centro di aggregazione giovanile.
Il trio di Edoardo Ferri, Federico Campanello e Fabrizio Doberti, il progetto “Relevé” di Anaïs Drago, il Not to Mention Trio e Lorenzo Simoni Quartet e dimostreranno come il jazz contemporaneo non segua più una logica di costante progresso lineare (come ai tempi in cui Ornette Coleman registrava il disco The Shape of Jazz to Come, che chiaramente ispira il nome della rassegna) bensì si muova in una pluralità di direzioni, nutrendosi delle più disparate tradizioni musicali, oltre che di quella strettamente jazzistica. Non più “la forma” ma “le forme del jazz a venire”.
Il chitarrista Edoardo Ferri, il contrabbassista Federico Campanello e il batterista Fabrizio Doberti saranno i protagonisti dell’esordio di “Le forme del jazz a venire”, venerdì 26 settembre. Il materiale originale del trio e le improvvisazioni collettive si integrano con spunti compositivi derivanti dal jazz classico e contemporaneo, dalla musica europea, dal rock. L’unità stilistica è raggiunta grazie alla vivace interazione fra le personalità di tre musicisti che vanno annoverati fra i più brillanti giovani della scena jazzistica italiana.
Si prosegue sabato 27 settembre con la violinista Anaïs Drago, alla guida di un trio con il clarinettista Federico Calcagno e il batterista e percussionista Max Trabucco. La formazione, fresca di debutto discografico (il live Relevé), traduce in musica gli spunti estetici di artisti e autori quali Paul Klee, Umberto Boccioni e Alejandro Jodorowsky, utilizzando il vocabolario del jazz classico e d’avanguardia nonché della musica classico-contemporanea. A saldare questi ingredienti c’è un sapiente uso dell’improvvisazione, che si manifesta in una sorta di gioco di citazioni impazzite. Vincitrice del Top Jazz 2021 come miglior nuovo talento, Anaïs Drago firma un progettomultidisciplinare dai peculiari impasti sonori.
Il secondo fine settimana di “Le forme del jazz a venire” si aprirà, venerdì 3 ottobre, con l’esibizione del Not to Mention Trio, formazione romagnola che unisce i talenti del pianista e tastierista Marco Pierfederici, del bassista elettrico Vito Bassi e del batterista Mattia Zoli. La band lavora sulle formule ben collaudate del jazz moderno, proiettate in una dimensione attuale e giocosa, esibendo una curiosità che va ben oltre il jazz: le loro scalette si aprono al funk e alla fusion e si completano anche con classici del repertorio internazionale.
Per la serata conclusiva, sabato 4 ottobre, è atteso il quartetto di Lorenzo Simoni. Sebbene ancora giovanissimo, il sassofonista toscano vanta già numerose affermazioni in concorsi nazionali e internazionali, alcune delle quali proprio con la formazione che porterà a Ravenna. In essa Simoni ha riunito musicisti coi quali già suonava separatamente da anni. La band è nata quindi già con una solida intesa, per affrontare un repertorio di composizioni originali del leader.
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Tracce sparse a Carbognano 2025 – II edizione Inaugurazione 27 settembre 2025 ore 17.00 Chiesa di Santa Maria della Concezione | Carbognano (VT)
L’Associazione Tracce Sparse, con il patrocinio del Comune di Carbognano e della Pro loco “Giulia Farnese” di Carbognano, in collaborazione con SIC Sculture in Campo di Bassano in Teverina e Micromuseo di Spicciano, presenta, il 27 settembre 2025 alle ore 17.00, presso la Chiesa di Santa Maria della Concezione, la seconda edizione di Tracce sparse,mostra itinerante che si snoda in un percorso artistico nel centro storico di Carbognano e che si distingue per l’eterogeneità delle proposte e per l’aderenza ad una logica policentrica e dialogica.
Già lo stesso titolo, Tracce sparse, evoca una condizione di “disseminazione”: una costellazione di segni e presenze che non si raccolgono in un unico spazio ma si diluiscono in un processo frammentato ed erratico. Ogni intervento porta con sé la propria identità, il proprio linguaggio, sia per il medium scelto – pittura, scultura, installazione – sia per le tematiche affrontate, comunque immerse in un profondo dialogo tra antico e contemporaneo. E proprio il dialogo è al centro dell’iniziativa, consentendo, così, l’incontro tra artisti emergenti e figure già consolidate.
Ogni opera genera, dunque, un sistema di relazioni plurale e mai concluso, dando forma ad un archivio in divenire e lasciando sul territorio “tracce” permanenti: la loro natura “sparsa” non è casuale ma rappresenta la cifra curatoriale del progetto, si allarga nel spazio e nel tempo, incontrando altre opere, altri sguardi, altri frammenti. Il visitatore non è spettatore passivo ma diventa esploratore attivo, capace di costruire la propria esperienza e le proprie connessioni personali.
Le opere d’arte dell’edizione 2025 sono realizzate da Giulia Laurito, Sofia Massimi e Mitzkeya, con la partecipazione di Paolo Angelosanto – andando così ad aggiungersi alle opere dell’edizione precedente – di Stefania Fabrizi, Diletta Amori, Eirene, Gabriele Massei e Vanessa Serrano.
Per l’occasione, Roberto Vignoli presenta un progetto fotografico negli spazi della Chiesa S. Maria della Concezione, per la durata di un mese, mentre tutte le opere della prima e seconda edizione sono permanenti e visitabili tutto l’anno. Durante l’inaugurazione sarà possibile osservare anche l’intervento pittorico di Stan Luminita.
Con Tracce sparse Carbognano si trasforma in un museo a cielo aperto, dove il linguaggio dell’arte contemporanea si intreccia con le stratificazioni storiche e architettoniche: dal Castello Farnese, un tempo dimora di Giulia Farnese, alle numerose chiese del Cinque e Seicento, fino ai vicoli che rivelano l’antica origine etrusca del borgo. Tracce Sparse si configura, quindi, come un laboratorio diffuso di produzione culturale, capace di ridefinire il ruolo del borgo, proiettandolo oltre i confini geografici e trasformandolo in un luogo di ricerca, incontro e riflessione sul contemporaneo.
INFO Tracce sparse a Carbognano 2025 II edizione Promosso da Associazione Tracce Sparse Con il patrocinio e il contributo del Comune di Carbognano e della Pro Loco di Carbognano In collaborazione con SIC Sculture in Campo di Bassano in Teverina e Micromuseo di Spicciano Artisti 2025: Giulia Laurito, Sofia Massimi e Mitzkeya Con la partecipazione di Paolo Angelosanto Mostra fotografica di Roberto Vignoli Intervento pittorico di Stan Luminita Inaugurazione 27 settembre 2025 ore 17.00
Chiesa di Santa Maria della Concezione Via San Maria 5 – Carbognano (VT)
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MTR | musica – teatro – ricerca A Napoli la quarta edizione della rassegna sui linguaggi artistici contemporanei
Dal 3 ottobre al 20 novembre 2025 la Fondazione Il Canto di Virgilio presenta sei appuntamenti tra musica contemporanea di ricerca, teatro filosofico e arti visive. Direzione artistica di Rosalba Quindici. In scena lavori in prima mondiale interpretati da artisti di chiara fama.
Ritorna, con la quarta edizione, MTR | musica – teatro – ricerca, lo spazio di produzione e ricerca dedicato ai linguaggi artistici contemporanei nella loro trasversalità, prodotto dalla Fondazione Il Canto di Virgilio in collaborazione con l’Associazione Quidra. La rassegna di sei appuntamenti, in programma a Napoli dal 3 ottobre al 20 novembre 2025, si consolida come un crocevia dove la musica d’avanguardia dialoga con il teatro filosofico, la danza e le arti visive, dando vita a produzioni inedite e site-specific. Cuore pulsante della manifestazione sarà la Domus Ars di via Santa Chiara 10 (Napoli), con un significativo appuntamento al Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo.
MTR 2025 gode della collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, dell’Istituto per la Storia del Pensiero Filosofico e Scientifico Moderno del CNR e dell’Associazione Quidra. E’ prodotta con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Campania, La direzione artistica è di Rosalba Quindici.
“Mtr vuole essere uno spazio di ricerca sulla contemporaneità attraverso i linguaggi della musica e del teatro filosofico. Come direttrice artistica – ma ancor prima come compositrice –, mi interessava coniugare due intenti: realizzare l’aspirazione di autori e interpreti a esprimersi in maniera originale e offrire al pubblico l’occasione per fruire di eventi inediti e per certi versi inconsueti. Grazie alla Fondazione Il Canto di Virgilio, che ha creduto nel progetto, la rassegna è diventata una realtà consolidata che spero contribuisca sempre più a collocare Napoli in una cornice mitteleuropea.” Rosalba Quindici, Direttrice artistica della rassegna Mtr
La quarta edizione si articola in sei appuntamenti: Venerdì 3 Ottobre 2025, ore 19.00 – Domus Ars (Via S. Chiara, 10 – Napoli) presentazione del programma e conferenza inaugurale del compositore e direttore d’orchestra Tonino Battista sul “Satyricon” di Bruno Maderna.
Giovedì 9 Ottobre 2025, ore 20.30, e venerdì 10 Ottobre, ore 19.00 – Teatro Galleria Toledo (Via Concezione a Montecalvario, 34 – Napoli) teatro filosofico musicale con “Tiresiə reloaded – Fantasia giocosa sull’identità di genere“, testo e regia di Rosario Diana. Con Andrea Renzi, Cecilia Lupoli, Martina Di Leva, Antonio Elia (attori) e Arianna Montella (danzatrice). Scenografia di Nera Prota, in collaborazione con Rebecca Carlizzi e Arianna Canfora.
Venerdì 24 Ottobre 2025, ore 19.00 – Domus Ars vernissage mostra fotografica “Salta i confini” di Francesco Blenx.
Venerdì 7 Novembre 2025, ore 19.00 – Domus Ars concerto per trombone contemporaneo con Raffaele Marsicano. Musiche di Berio, Stockhausen, Ceccarelli, Maldonado, Marsicano.
Venerdì 14 Novembre 2025, ore 19.00 – Domus Ars concerto di Selene Framarin in “Confini sonori: il clarinetto tra colto e popolare“. Brani di Berio, Widmann, Marais, Padre Komitas.
Giovedì 20 Novembre 2025, ore 19.00 – Domus Ars concerto di chiusura con Francesco D’Orazio, “Il violino da Bach a Hosokawa“. Verranno eseguiti brani di Bach, Berio, Hosokawa, Saariaho, Sciarrino.
MTR | musica > teatro > ricerca non è una semplice rassegna, ma un progetto organico di ricerca sulla contemporaneità. Con la sua dimensione trasversale rappresenta uno spazio di sperimentazione, nel quale, accanto a proposte delle avanguardie storiche, trovano posto brani e lavori inediti e site-specific.
La rassegna si articola su tre assi fondamentali:
Promozione della ricerca musicale, con iniziative di respiro nazionale e internazionale, che coinvolgono musicisti e performer di alta caratura per valorizzare e rinnovare il repertorio contemporaneo.
Indagine teorico-critica attraverso gli strumenti dell’arte, con il teatro filosofico-musicale di Rosario Diana, che affronta temi cruciali della nostra epoca, come l’identità di genere (in “Tiresiə reloaded”), le migrazioni e le marginalità.
Ricerca e Publicazione: i risultati delle attività di ricerca confluiscono in pubblicazioni su riviste scientifiche di alto profilo, come la rivista “Research Trends in Humanities” e il collegato “Quaderno PTH – Performative Thinking in Humanities” (Federico II Editoriale – https://serena.sharepress.it/index.php/rth/issue/view/808), garantendo una ricaduta duratura oltre l’evento performativo.
Tutte le opere sono coprodotte da Fondazione “Il Canto di Virgilio”, in collaborazione con l’Associazione Quidra e l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
“Con Mtr la Fondazione Il Canto di Virgilio rinnova il suo impegno nel creare un ponte tra la ricerca umanistica e la scena artistica, offrendo al pubblico occasioni di incontro tra pensiero e creatività. Crediamo che solo favorendo la complicità tra ricerca e arti performative si possano generare nuove forme di bellezza e di conoscenza da condividere con la comunità.” Carlo Maria Faiello, Presidente della Fondazione Il Canto di Virgilio
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AMART 2025: la nuova campagna firmata Frova, Castori e Solcia unisce l’antico al presente con creatività e ironia
Per l’edizione 2025 di AMART, la prestigiosa esposizione di antiquariato promossa dall’Associazione Antiquari Milanesi (in programma al Museo della Permanente dal 5 al 9 novembre), torna protagonista una comunicazione visiva che affascina, incuriosisce e sorprende. A firmarla, ancora una volta, l’agenzia Frova, Castori e Solcia, che prosegue con coerenza e originalità il percorso creativo avviato nel 2023. Al centro della campagna, resta il claim distintivo di AMART: “Antiquariato. Un piacere contemporaneo.”
Intorno a questa affermazione prende vita un nuovo progetto che gioca con intelligenza su contrasti visivi e semantici: terminologie moderne, spesso legate al linguaggio quotidiano e tecnologico, vengono accostate a opere d’antiquariato di grande pregio, proposte come i loro antesignani storici.
AMART Milano, Museo della Permanente 5-9 novembre 2025
Nascono così sei soggetti visivi raffinati e ironici, in cui antichi arredi, oggetti d’arte e preziosi manufatti dialogano con parole come “happy hour”, “master chef” o “tablet”, dando vita a un cortocircuito creativo capace di esaltare l’attualità dell’antico.La campagna sarà lanciata a luglio 2025 e si svilupperà su stampa, media digitali, affissioni selezionate e canali social, con l’obiettivo di intercettare e coinvolgere un pubblico sempre più ampio e trasversale.Con il suo linguaggio visivo distintivo, capace di reinterpretare la tradizione con spirito innovativo, AMART si conferma come un appuntamento centrale nel panorama culturale milanese, in grado di valorizzare la bellezza, la storia e l’intramontabile fascino dell’antiquariato.
CREDITS Direzione creativa: Antonio Frova – Marco Castori Copy: Antonio Frova Art Direction: Marco Castori Accounting / Strategic Planning: Guido Solcia
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concertazione amichevole – Nunzia Esposito – Prima classificata 2017Oro vivo – Francesco Malavolta – Primo Classificato 2022Erosion – Abdoulaye Toure – Primo calssificato 2023Una musica per due – Luisa Genca – foto finalista
HUMAN 2025 Contest Fotografico
È online il bando per la partecipazione alla quinta edizione del contest fotografico Human, indetto dall’associazione Energia per i Diritti Umani APS di Roma.
Il tema di quest’anno è “il corpo come luogo”. L’obiettivo è esplorare e raccontare il corpo in ogni sua dimensione. Che sia inteso come spazio di identità, territorio sociale, luogo di relazione o luogo politico, il corpo è un campo personale e collettivo, dove si iscrivono esperienze, trasformazioni, desideri e limiti. Straordinario veicolo di significati e ricettore talvolta inconsapevole, esso costituisce uno degli ambiti che meglio registra ciò che si verifica a livello sociale e che, pertanto, può portarci a riflettere in maniera critica sulla realtà che viviamo ogni giorno.
L’iscrizione è gratuita, aperta a fotografǝ professionistǝ e non, e avviene online nella sezione dedicata sul sito www.energiaperidirittiumani.it. Il primo premio prevede un buono dal valore di 400 euro offerto dal Laboratorio Fotografico Corsetti. Sarà inaugurata a Roma, presso la Galleria delle Arti, sabato 29 novembre 2025, la mostra fotografica “HUMAN – Il corpo come luogo”, nella quale saranno esposte le 10 opere finaliste. Tramite la votazione del pubblico sul sito si può accedere a uno dei 10 posti finalisti, mentre i restanti 9 lavori verranno selezionati da una giuria di figure professioniste nel mondo della fotografia e dell’arte. Il termine per partecipare è il 31 ottobre 2025. Il bando completo di Human 2025 è disponibile qui: https://energiaperidirittiumani.it/human-il-corpo-come-luogo/.
Per questioni informative o amministrative relative alla partecipazione, ci si può rivolgere alla segreteria di Human: +39 06 89479213, human@energiaperidirittiumani.it.
Energia per i Diritti Umani APS è un’associazione di volontariato di carattere internazionalista che si occupa della tutela dei diritti umani. Ha iniziative in corso in Italia dal 1998, in Senegal dal 2000, in Gambia dal 2002 e in India dal 2003. Si occupa di sostegno a distanza, costruzione e avvio di scuole, prevenzione sanitaria (in particolare con la campagna Stop Malaria) e altri progetti per garantire l’autonomia della popolazione locale. È inoltre partner organizzatore della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Il contest fotografico “Human” nasce dall’idea di unire il potere comunicativo della fotografia con i temi cruciali dell’esistenza umana. L’obiettivo è di catturare l’essenza della persona e, allo stesso tempo, raccontare l’essere al mondo come un’esperienza collettiva, fatta di connessioni e di empatia verso il prossimo.
La giuria del concorso: Andrea Acocella [he/him] (Roma, 1991): storico dell’arte, attivista LGBTQIA+ e curatore indipendente. Dopo una laurea in Storia dell’Arte Medievale inizia un percorso di formazione professionale al Node Center di Berlino, dove si specializza in Queer Curating nel 2020. Nel 2022 co-fonda bar.lina, spazio indipendente di arte e letteratura LGBTQIA+, che pone la comunità artistica queer italiana e internazionale al centro del proprio sviluppo.
Francesco Amorosino: fotografo, proprietario e direttore del Fotostudio, insegnante di fotografia. Vincitore del SONY Award 2016 – categoria Still Life e finalista di vari premi europei tra cui il LensCulture 2015-Visual Storytelling.
Michele Cirillo: crea reportage focalizzati sui temi dei diritti umani, dell’identità e dei cambiamenti geopolitici degli ultimi anni. È docente all’Accademia Italiana – Arte Moda e Design e produce video dell’ufficio stampa della Camera dei deputati.
Laboratorio Fotografico Corsetti: dal 1971 un importante punto di riferimento per tuttǝ i maggiori fotografǝ italianǝ e stranierǝ.
Valentina Vannicola: indicata dalla rivista Forbes come una delle migliori fotografe italiane nel mondo, ha esposto in numerose gallerie e istituzioni italiane ed internazionali e in prestigiosi Festival di fotografia. Le sue foto sono state pubblicate su quotidiani, settimanali e periodici tra cui: L’Espresso, D di Repubblica, Philosophie, Il Manifesto, Insideart o Aracne.
Francesco Rombaldi: fondatore, Editor-in-Chief e curatore di Yogurt Magazine. Ideatore e curatore di numerose esposizioni e progetti nazionali ed internazionali.
Alessandro Calizza: artista, fondatore di Ombrelloni Art Space a Roma e del progetto Sa.L.A.D. – San Lorenzo Art District. Volontario di Energia per i Diritti Umani e responsabile del concorso fotografico HUMAN.
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A Sanremo Meeting Place i “non luoghi” come terreni di incontro nella poetica artistica di Lydia Hamblet
Si terrà dal 27 settembre, data del vernissage, al 9 novembre 2025 presso la Galleria Palla Blu in via Giacomo Matteotti 7 a Sanremo, “Meeting Place” la personale dell’artista britannica Lydia Hamblet la cui poetica, riflettendo su spazi, ambienti naturali, invita lo spettatore a considerare il proprio quotidiano attraverso le energie, le sensazioni, gli incontri stessi che lo generano.
“Le opere invitano a riflettere sui modi in cui l’ambiente si imprime nella memoria: impressioni che non sono mai statiche ma in costante mutamento, mutevoli come il tempo atmosferico. L’astrazione diventa un mezzo per trattenere questa transitorietà. Questi dipinti alludono a paesaggi sensoriali che appartengono tanto allo spettatore quanto a me stessa, suggerendo che anche gli incontri più brevi possono radicarsi profondamente dentro di noi” (Lydia Hamblet)
Il percorso espositivo, per la curatela di Elona Tataveshi Direttrice della Galleria Palla Blu, si snoda attraverso 7 opere visibili in Galleria più 5 presenti sul catalogo, ognuna delle quali diventa, nell’immaginario dello spettatore, un terreno d’incontro.
Un luogo in cui convergono segni, gesti, ricordi e stati emotivi. Ognuna delle tele nasce come un mondo a sé stante, che in Meeting Place si fonde come frammenti di paesaggi richiamati alla memoria.
Facendo riferimento alle filosofie di Edward Relph in Place and Placelessness, il soggetto di queste opere non corrisponde a delle coordinate geografiche, ma piuttosto a stati emotivi: freddezza e calore, intensità e distacco, intrecci o abbandoni.
Senza fare riferimenti a luoghi precisi, le opere della Hamblet insistono sul fatto che l’esperienza soggettiva stessa è una sorta di luogo in cui è possibile entrare e condividere.
Il nonluogo non è pertanto un posto che non c’è, è quello spazio reale che si carica del senso dell’assenza, della transizione, della solitudine nella moltitudine, della lontananza, di una gradazione dell’estensione che si risolve nella riflessione narrativa, propria dell’essere umano.
Ogni opera è espressione della lunga ricerca artistica di Lydia Hamblet sul tempo atmosferico e sull’azione che questi esercita nel richiamare alla memoria gli stati d’animo ad esso associati. In dipinti come Stung, The Opening e persino Entryway, incontriamo un espediente compositivo ricorrente: uno spazio rettangolare orientato orizzontalmente, idealmente associabile ad una piscina, un campo sportivo, a un palcoscenico o a una quinta teatrale che qui diventa un luogo indeterminato in cui confluiscono atmosfere, memorie, sensazioni. Ogni tela diventa una partitura sia personale che collettiva, dove il familiare e l’astratto si incontrano. Lydia Hamblet non fornisce risposte, ma accoglie lo spettatore sulla soglia di un luogo che è quello della riflessione.
Lydia Hamblet – Profilo
Lydia Hamblet (nata nel 1995) è un’artista britannica che vive a Londra. Ha conseguito il Master in Stampa presso il Royal College of Art nel 2020, dopo aver studiato al Camberwell College of Art. Tra le sue recenti mostre personali figurano “Noises in the Florid Sky”, Pictorum Gallery, Londra (Regno Unito) e “Two Months of Something”, AMP Gallery, Londra (Regno Unito). Le sue opere sono state esposte in recenti mostre collettive: “Poetry of the Earth”, Wilder Gallery, Londra (Regno Unito), “Surface, Millimetre” presso il Kinsgate Project Space, Londra (Regno Unito), “Breeze”, Enari Gallery, Amsterdam (NL), “A Journey into the Unknown”, Haricot Gallery, Londra (UK), “Between Light and Sun”, Galleria Palla Blu, San Remo (IT), “Flares in the Darkroom”, The Who Gallery, Londra (UK), “Taking a Broom to the Wasp’s Nest”, Pictorum Gallery, Londra (UK). Hamblet è stato incaricato da Canary Wharf di completare un murale pubblico permanente come parte del loro Art Trail nel 2023 e ha avuto opere acquisite dal Perèz Art Museum Miami, Florida (USA) per la loro collezione permanente.
Galleria Palla Blu
La Galleria Palla Blu è situata nel cuore di Sanremo, a 30 minuti di auto da Monaco. Dal 2020, anno della sua apertura, è diventata un punto di riferimento per l’eccellenza artistica e l’innovazione. E’ specializzata in arte moderna e contemporanea. Ha ospitato mostre di Pablo Picasso, Lydia Hamblet, Jemima Murphy, Nicolas Lefeuvre, Mogol, Sandro Nadalini Ristori, John McAllister, Gilles Aillaud, Samuel Jablon.
Meeting Place – Lydia Hamblet Dal 27 settembre al 9 novembre 2025 Galleria Palla Blu Via Giacomo Matteotti 7, Sanremo Vernissage 27 settembre dalle 18.00 alle 20.00 Orari dal martedì alla domenica dalle 15.30 alle 19.30 o su appuntamento https://www.galleriapallablu.com/ info@galleriapallablu.com
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UN TUFFO NEL PASSATO, DOVE ROCK E BLUES SI FONDONO CON IL FOLK E IL FUNK DEGLI ANNI ’60 E ’70.
Simone Galassi, noto chitarrista rock blues modenese, da venerdì 19 settembre sul mercato discografico e sui principali store digitali con l’omonimo inedito album, anticipato dal singolo ‘ I Have To Tell You’, registrato e prodotto in collaborazione con Carlo Poddighe.
È come se il tempo si fosse fermato, come se il festival di Woodstock con tutti i suoi protagonisti fosse l’evento dell’estate, perché Simone Galassi non si atteggia, Simone Galassi è un uomo di quei tempi, solo che per uno strano scherzo del destino vive e suona nel XXI Secolo.‘SIMONE GALASSI’ L’ALBUM
Le 10 tracce dell’album sono il frutto di un lungo percorso musicale che ha finalmente visto l’artista emiliano definire su disco la sua grande evoluzione come musicista, frutto di centinaia di concerti in Italia e all’estero.
Una fotografia della sua anima, stralci di vita vissuta e una piccola raccolta della sua genuina essenza raccontate dalla sua funambolica chitarra, in un concentrato di rock blues con sfumature ed inclinazioni funk (genere che lo ha avvicinato alla musica suonata) dove emergono le anime di quegli artisti – come Jimi Hendrix e Rory Gallagher, passando per Cream, Led Zeppelin e Who su tutti – che hanno segnato il suo background personale.
Dieci brani dove affiora tutta l’energia rock blues degli anni d’oro, quando la chitarra era assoluta protagonista, ma con una sezione ritmica sempre molto presente e con l’aggiunta di organo Hammond e piano elettrico (Clavinet e Wurtlizer) nelle mani di Carlo Poddighe a ricamare un tappeto sonoro, soprattutto nelle ballad, tra distorsioni e sonorità più acustiche.
L’utilizzo di strumentazione analogica e vintage – sia in fase di esecuzione che di registrazione – conferisce al sound dell’album quell’atmosfera tipica degli anni a cui si rifà la personalissima musica di Simone Galassi, mentre i testi parlano apertamente della vita dei giorni nostri, senza richiami alla nostalgia e al passato.
CHI È SIMONE GALASSI
Simone Galassi è da anni uno degli artisti di spicco del sempre vasto panorama emiliano, noto per il suo caratteristico approccio alla chitarra in stile “old school”.
Attivo da oltre 30 anni con centinaia di concerti – sia in territorio nazionale che all’estero (soprattutto Germania, UK e Olanda) è particolarmente amato per le sue esibizioni in onore di Rory Gallagher, uno degli artisti che ha maggiormente influenzato sia lo stile chitarristico di Galassi ma, anche, il suo approccio alla musica.
Ma se il bluesman irlandese ha avuto un’influenza rilevante su Simone non possiamo dimenticare Jimi Hendrix e Jimmy Page, determinanti alla maturazione sia tecnica che emozionale di questo eterno “figlio dei fiori”, timido nella vita pubblica ma capace di trasformarsi in un vero “guitar hero” appena sale sul palcoscenico, certamente elemento a lui particolarmente congeniale.
Nella sua carriera vanta numerose collaborazioni con differenti artisti, e nel 2025 decide di mettere sul mercato il suo primo omonimo album autoprodotto.
Tutte le canzoni sono scritte e composte da Simone Galassi, tranne “95”, “Hazy Night” (musica Simone Galassi, testo Martin Lee) e “Shooting Stars” (musica Simone Galassi, testo Alda Lolli) in collaborazione con Carlo Poddighe che ha interamente registrato e prodotto l’album.
Simone Galassi: voce e chitarre
Carlo Poddighe: batteria, basso, pianoforte, organo Hammond, piano Wurtlizer e Clavinet, cori Cover art: Jim Grimwade Foto: Mirco “Mec”Pradelli, Letizia Mugri, Simone Galassi Ufficio Stampa: A-Z Press
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