
Quattro flotillas provenienti da porti europei e nordafricani stanno tentando di raggiungere la Striscia di Gaza, con l’obiettivo dichiarato di rompere l’assedio navale imposto da Israele e consegnare aiuti umanitari. La missione, che riunisce decine di imbarcazioni e attivisti da oltre quaranta Paesi, rappresenta il più grande sforzo coordinato degli ultimi anni per aprire un corridoio marittimo alternativo.
L’iniziativa è sostenuta da una rete internazionale di movimenti civili, fra cui la Freedom Flotilla Coalition, e vede la partecipazione di figure simboliche come Greta Thunberg. L’intento è duplice: portare beni essenziali e al tempo stesso attirare l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale sulla crisi umanitaria in corso nella Striscia.
Il percorso, tuttavia, è segnato da incidenti e ostacoli. In Tunisia alcune imbarcazioni sono state bersaglio di attacchi con droni che hanno provocato incendi, mentre nei mesi precedenti altri tentativi — come quelli delle navi Madleen e Handala — erano stati intercettati dalle forze israeliane e costretti a dirigersi verso il porto di Ashdod. Israele ribadisce che qualsiasi aiuto deve transitare attraverso i canali ufficiali, e ha già annunciato di considerare le flotillas una minaccia alla sicurezza.
Nonostante rischi concreti — dalle condizioni meteo agli attacchi, fino alla possibilità di essere fermati in acque internazionali — gli attivisti insistono sul valore simbolico e politico della missione. La fase decisiva è ora imminente: le imbarcazioni si stanno avvicinando al Mediterraneo orientale, dove si deciderà se questa mobilitazione internazionale resterà un gesto di testimonianza o riuscirà a rompere, almeno simbolicamente, l’isolamento di Gaza.

La situazione attuale delle quattro flotillas
a cura di Paolo Pantani
Paolo Pantani, che collabora con Experiences da Napoli, in contatto con Michele Borgia, rappresentante e portavoce ufficiale della Flotilla per l’Italia ha chiesto notizie aggiornate sulla situazione attuale delle quattro Flotillas impegnate a rompere il blocco israeliano imposto alla striscia di Gaza. Michele Borgia gli ha comunicato il testo seguente.
Freedom Flotilla Coalition (FFC)
È una coalizione storica che da quasi vent’anni organizza missioni navali per portare aiuti umanitari a Gaza, ma specialmente per rompere il blocco israeliano. Nel maggio 2025 una delle loro navi, la Conscience, è stata colpita da droni a 14 miglia dalla costa di Malta, con danni e feriti a bordo.
Nel giugno 2025 la nave Madleen, della stessa coalizione, è stata intercettata e bloccata a circa 100 miglia nautiche da Gaza.
A luglio 2025 anche la nave Handala è stata intercettata e bloccata a circa 50 miglia nautiche da Gaza.Gli attivisti a bordo sono stati rapiti e deportati, la nave confiscata.
Il 24 settembre 2025 è prevista una nuova partenza di navi civili da Catania, in coordinamento con la Thousand Madleens to Gaza e la Global Sumud Flotilla e da Otranto con le barche di Freedom Flotilla Italia.
Infine il 1° ottobre è prevista un’ennesima partenza per Gaza da Otranto.
Global Sumud Flotilla
Partita il 13 settembre 2025 dal porto di Augusta (Italia) e da Tunisi, con partecipanti da oltre 40 paesi, tra cui veterani USA.
La flotilla ha subito attacchi con droni su alcune navi prima della partenza, ma ha potuto salpare con ingenti aiuti umanitari a bordo.
L’obiettivo è spezzare il blocco israeliano per portare cibo e medicine ai palestinesi. Il viaggio è nella sua fase finale (settembre 2025).
Thousand Madleens to Gaza
Iniziativa intitolata alla prima pescatrice di Gaza Madleen Kulab e alla nave Madleen del 2025.
Collabora con la Freedom Flotilla Coalition, unendosi come parte della stessa azione navale prevista a settembre.
Presenza attiva sui social network con aggiornamenti costanti.
F. lotta
È un gruppo che si unisce alla causa per rompere il blocco, navigando con la Freedom Flotilla Coalition e le altre.
Anche loro sono attivi sui social e impegnati a portare aiuti e solidarietà ai palestinesi, partecipando all’azione navale congiunta a fine settembre.
In sintesi, tutte e quattro le flotillas sono in coordinamento e stanno procedendo con missioni navali congiunte nel settembre 2025, mirate a sfidare il blocco israeliano su Gaza portando aiuti umanitari.
Negli ultimi mesi hanno subito attacchi e impedimenti militari, ma mantengono alta la mobilitazione e la visibilità internazionale con trasparenza e tecnologia di tracciamento live delle navi.
Il fine ultimo è quello di fare pressioni sui governi perché si interrompa ogni complicità con Israele, si interrompano le collaborazioni militari, gli accordi commerciali e le collaborazioni accademiche.
Website: https://globalsumudflotilla.org/
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