I GRANDI MAESTRI DEL DESIGN. Episodio 3: la poltroncina DS4

In questo terzo episodio della nostra serie dedicata ai grandi maestri del design, ci soffermiamo sulla poltroncina DS4 disegnata da Charles Rennie Mackintosh. Un pezzo sobrio che racchiude in sé la tensione tra Art Nouveau e modernismo, la sensibilità architettonica di Mackintosh e la sua capacità di tradurre un’idea spaziale in forma d’arredo.

Sedia disegnata da C.R. Mackintosh per la sala da tè della signorina K. Cranston. Il mobile raffigurato è esposto al Lighthouse: il centro di interpretazione dedicato alle opere di C.R. Mackintosh e M. Macdonald, situato nell’edificio originariamente progettato da Mackintosh per il quotidiano Glasgow Herald. 

Charles Rennie Mackintosh (1868–1928) è stato un architetto, pittore e designer nato a Glasgow, considerato una delle figure di spicco del Movimento Moderno. Con Margaret Macdonald, che sposò nel 1900, l’amico Herbert McNair e la moglie Frances Macdonald, sorella di Margaret, tutti laureati alla Glasgow School of Art, formò un gruppo di artisti altamente innovativi per l’epoca, noti come “I Quattro”, influenzati dall’Art Nouveau, dal Simbolismo e dal movimento Arts and Crafts inglese.

L’autore e il contesto

Charles Rennie Mackintosh (Glasgow, 7 giugno 1868 – Londra, 10 dicembre 1928) è indiscutibilmente uno dei protagonisti del design e dell’architettura di fine Ottocento e inizio Novecento.

Formatosi alla Glasgow School of Art e collaboratore dello studio Honeyman & Keppie, Mackintosh sviluppò un linguaggio che combinava elementi del movimento Arts & Crafts, dell’Art Nouveau e di quel «Glasgow Style» che traeva ispirazione anche da forme giapponesi e dal gusto per l’essenzialità dei materiali.
Lavorò sull’intero progetto architettonico — edifici, interni, mobili — concependo gli elementi d’arredo come parti integrate dello spazio e non come accessori distinti.

Questa visione si colloca in un momento storico in cui le città industriali come Glasgow si trovavano a confrontarsi con le nuove esigenze funzionali e la ricerca di bellezza nelle «cose comuni». Mackintosh, più che un mero decoratore, fu un pensatore dello spazio e del oggetto.

Il modello DS4: nascita e caratteristiche

La poltroncina DS4 nasce nel 1918: una data significativa perché segna un momento di transizione nell’agire di Mackintosh, che aveva già alle spalle le sue architetture più note e si stava orientando verso l’arredo e l’interior design come parte della sua riflessione integrata.
Il modello si distingue per struttura in legno laccato nero (tipicamente frassino o ash) con seduta e braccioli curati, dimensioni che ruotano attorno a larghezza ≈ 52 cm, profondità ≈ 45 cm, altezza totale ≈ 75–76 cm.
Una caratteristica interessante è l’intarsio, in alcuni esemplari, di madreperla o dettagli raffinati sullo schienale — segno dell’attenzione all’artigianato e alla finitura, pur all’interno di un disegno dalle linee essenziali.
Va notato che, benché progettata nel 1918, la produzione della DS4 è entrata in catalogo solo molto più tardi, in particolare grazie all’edizione dell’azienda italiana Cassina, nell’ambito della sua linea «I Maestri».

La DS4 nel linguaggio del design

La DS4 occupa una posizione ibrida: non è concepita come una sedia “moderna” nel senso radicale del Bauhaus o del funzionalismo astratto, ma neppure come puro oggetto decorativo. Essa riflette la tensione di Mackintosh fra struttura e ornamento, praticità e poesia. Le proporzioni verticali, lo schienale alto rispetto al sedile, l’uso del legno laccato nero richiamano quanto fatto dall’architetto nei suoi progetti d’interni (come la famosa Hill House Chair) e più ampiamente nell’intero impianto espressivo del Glasgow Style.

La scelta di materiali nobili, l’attenzione ai dettagli — ad esempio l’intarsio madreperla — e la cura artigianale collocano la DS4 più vicino all’idea dell’arredo come oggetto d’arte che come semplice seduta. Al contempo la sua struttura rigida e geometrica evidenzia un approccio spaziale: la sedia diventa complemento, ma anche definizione dello spazio visivo, contribuendo a un ambiente coerente.
Infine, la produzione da parte di Cassina conferisce alla DS4 una rinnovata “uscita” internazionale: l’azienda, con la sua linea I Maestri, preleva capisaldi del design del Novecento e li rende accessibili — e contemporanei — non solo come pezzi da collezione ma come simboli viventi del design integrato.

Perché la DS4 importa oggi

In un panorama in cui il design è spesso associato a oggetti “iconici” e facilmente riconoscibili, la DS4 è un esempio di profondità: non tanto l’effetto wow immediato, ma la complessità di un oggetto che contiene storia, cultura e pedagogia del progetto.
Da un lato la DS4 è testimonianza di un momento in cui l’architetto-designer operava su molte scale: edificio, ambiente, arredo; dall’altro anticipatrice di concetti contemporanei come la totalità del progetto e la “firma” dello spaziatore.
Inoltre, per il lettore medio-alto interessato all’arte e al design, la DS4 offre un ponte fra due mondi apparentemente distanti: il gusto tardo-ottocentesco (Art Nouveau) e la nascente modernità del secolo XX. La sua semplicità estetica traduce una poetica complessa: rigore e grazia, struttura e decoro, tanto ambiti tipici di Mackintosh.
Infine, la DS4 ci invita anche a considerare il rapporto tra originalità e produzione: la sedia fu progettata nel 1918 ma ampiamente diffusa solo in epoca successiva. Questo pone questioni sulla “datazione del design” e sulla trasformazione degli oggetti da pezzi d’arredo a icone di collezione.


Cassina e «I Maestri»

L’azienda Cassina, fondata nel 1927, ha svolto un ruolo chiave nella canonizzazione del design del XX secolo.
Nel 1960-70, con la linea «I Maestri», Cassina acquisì i diritti per riproduzioni di modelli storici, tra cui quelli di Mackintosh (anni ’70). Questa operazione ha permesso la diffusione “ufficiale” della DS4 e di altri modelli nell’ambito del mercato internazionale del design, trasformando pezzi un tempo artigianali in elementi riconoscibili della cultura del progetto.
Per il lettore: è utile osservare come la traduzione di un progetto del 1918 in una produzione industriale (anche se di pregio) introduca elementi di mediazione — finitura, produzione, marketing — che modificano la “vicinanza” all’idea originaria, ma al contempo ne preservano l’essenza.


In conclusione, la a poltroncina DS4 di Charles Rennie Mackintosh è un oggetto che parla poco ma dice molto. In un’epoca in cui il design rischia talvolta l’effimero, la DS4 invita a rallentare lo sguardo sul complemento d’arredo come “parte di un tutto”, come sintesi di architettura, arte e mobilio. Per il pubblico colto interessato all’intersezione tra storia delle idee, design e cultura materiale, essa rappresenta un punto di riferimento che va ben oltre la mera estetica: è un compendio dell’approccio di Mackintosh – legato alla forma, al dettaglio, allo spazio – e un monito sul valore del progetto ben fatto e pensato.


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