
COSTRUIRE UN PORTO GATEWAY PER LA SICILIA !
Cosimo Inferrera
Emerito della Classe Medico Biologica Accademia Peloritana – Università di Messina

“Dobbiamo costruire una Santa Casa, un Tempio splendido e divino da riempire di gloriose memorie …” scrive Albert Pike. Occorre l’élite, che alzi lo sguardo sull’orizzonte, dove mare e cielo si fondono, come cuore e intelletto si fondono in una persona superiore.
Uomo e natura, filosofia e scienza, religione e misteri hanno corrispondenze biunivoche, nonostante l’esoterismo dei linguaggi abbia creato artificiose separatezze. Alla integrazione del sapere si richiama l’Anatomia Patologica, sostanza basilare della Medicina tra morfologia e funzione, tra lesioni e sintomi, tra filosofia e scienza.La filosofia si basa su procedure di pensiero rigorose – come la matematica, la medicina, la scienza – perché la filosofia è alla ricerca della verità. L’arte no, si basa su intuizioni, su invenzioni, su illusioni, sulla sorpresa, sul dolore e sul piacere. Due modi di vedere la vita, due modi di pensare che possono aiutare a capire: il primo logico, il secondo analogico.
Platone (Atene 428/7 a.C. – Atene 348/7 a.C.) ha saputo esprimere verità metafisiche, oltre che per concetti anche per immagini: per questo è il filosofo più letto. <Logos> è il ragionamento, il discorso razionale perfetto, che sa raggiungere la verità e comunicarla. Quali sono le sue regole? 1.Il procedimento diairetico, il saper dividere la molteplicità delle cose, l’articolazione strutturale di esse. 2.Il procedimento sinottico, l’unità dell’idea in un solo sguardo, l’insieme delle cose disperse. I due procedimenti si intersecano fra loro, non si può comprendere bene l’uno senza l’altro. De Chirico (Volos 1888 – Roma 1978) pensa per immagini e raffigurazioni, come l’anatomo patologo. Alessandro Bazan (Accademia Belle Arti Palermo, Laboratorio Italia nuove tendenze) scrive che <l’arte, quando c’è esiste perché disarciona determinati dogmi, li tradisce, li contesta o li alimenta >. Quello che mi ha sempre attratto dell’Arte … dell’Anatomia Patologica … è l’incidente, la sproporzione, la dissonanza, e la loro incredibile capacità di trasformarsi in armonia e conoscenza.
L’anatomo patologo estrae concetti dalle immagini e va su verità oltre il visibile. Nella lettura fra collegamento stabile dello Stretto di Messina e Mar Mediterraneo mi sembra di tirare le fila dell’epicrisi dopo il riscontro diagnostico, cioè di una autopsia a fini medici per lo studio delle basi della “Questione meridionale”.
Serve il Ponte non solo dalla costa siciliana a quella calabra, ma che proietti la Sicilia verso il mare africano. Naturalmente ci riferiamo al ponte con campata unica inferiore a 2mila metri, non a quello originario, che supponeva di impiantare fra Scilla e Cariddi un arco di 3 km e 200 metri, mai approvato come esecutivo. Il ponte di Xihoumen in Cina, il più grande del mondo per la ferrovia ed il gommato avrà una luce di 1488 m, circa la metà di quello finora previsto per lo Stretto di Messina. Ed è noto come maggiore sia la luce fra i piloni più cresce il costo dell’opera in modo esponenziale. Torneranno utili alcuni studi sui fondali, a suo tempo portati avanti dalla società Stretto di Messina, che, secondo i “pontisti”, sconsiglierebbero l’ipotesi di un tunnel ancorato al fondo sia in alveo che subalveo. Nel primo caso, la violenza delle correnti provocherebbe sollecitazioni orizzontali sulla struttura; nel secondo caso la eventuale faglia a seguito di un terremoto 5.0 Rickter potrebbe squarciare la galleria. Non a caso si fa rilevare che nel contesto sismico di San Francisco – analogo a quello dello Stretto di Messina – nel 1936 si escluse la galleria per preferire il ponte, che poi resistette al terremoto di 7.1 Rickter del 1989.
Serve la Macroregione Europea del Mediterraneo (occidentale ed orientale), una struttura di governance multilevel che, con il superamento dei limiti territoriali garantisca la partecipazione delle autorità regionali, locali e dei cittadini alle politiche di cooperazione europea ed euromediterranea per la cultura, la tutela ambientale, la ricerca scientifica, l’innovazione, i sistemi energetici, la connettività territoriale, la mobilità urbana sostenibile.
Già quattro strategie macroregionali dell’UE interessano 19 paesi europei e 9 paesi terzi:
-la strategia per la regione del MarBaltico (EUSBSR, 2009)
-la strategia per la regione del Danubio (EUSDR, 2010)
-la strategia per la regione adriatica ionica (EUSAIR, 2014)
-la strategia per la regione alpina(EUSALP, 2015)
Le strategie macroregionali e di bacino marittimo dell’UE rappresentano quadri politici per affrontare sfide e problematiche comuni ad una determinata area geografica, che non possono essere risolte in maniera efficace a livello di singolo Stato e richiedono, pertanto, un approccio condiviso e azioni coordinate e/o armonizzate a livello di più Stati e/o Regioni. Sono dunque costruite sulla base di criteri di funzionalità, in considerazione delle problematiche comuni a più territori. Alle strategie macroregionali e di bacino marittimo partecipano sia Stati membri sia non membri dell’UE, il che rappresenta anche un importante meccanismo per facilitare la cooperazione transeuropea, cioè il percorso di accesso dei Paesi candidati all’adesione all’UE e al dialogo con i Paesi del vicinato.
Le quattro strategie macroregionali ed i relativi corridoi europei, finanziati con risorse europee sono stati realizzati rapidamente (Core network). La quinta strategia macroregionale mediterranea – approvata dal PE nel 2012 – ed il corridoio europeo TEN-T1 da Salerno verso sud, finanziato con risorse nazionali restano tuttora sulla carta (Comprehnsive network). Ecco perché la istituzione della Macroregione Europea Mediterranea (occidentale e orientale) costituisce la «mission» dell‘Associazione Europa Mediterraneo (AEM), associazione di promozione sociale, ente del terzo settore. L’AEM s’ispira ai valori della Costituzione Italiana, della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (1950) per rilanciare il Sud dell’Europa e del Mediterraneo.
Le regioni europee e italiane del nord e del centro fino alla Puglia fanno dell’integrazione, dell’efficienza, dell’efficacia la forza propulsiva verso il progresso. Realizzano non solo le quattro strategie macroregionali, ma anche i rispettivi corridoi della Rete TEN-T ed un radicale cambio della qualità di vita.
Le regioni del meridione italiano perseverano invece nella politica di separatezza ed inefficienza del peggiore regionalismo (A. Piraino, 2025). Il Sud non promuove neanche l’iter per la istituzione della Macroregione Europea del Mediterraneo,approvata dal PE nel 2012, che dovrebbe aprirsi alle regioni rivierasche dello stesso mare, tessendo un prospero commercio, soprattutto con il nord Africa. Il continente africano non è più solo una terra di risorse, ma il nuovo epicentro delle dinamiche geopolitiche mondiali (G. Saccà, 2025).
Adriano Giannola (SVIMEZ), Gerardo Bianco (ANIMI), Aurelio Misiti (CNIM), Pierpaolo Maggiora (ARGE) lanciano il Dialogo Progettuale “Un Progetto di Sistema per il Sud in Italia e per l’Italia in Europa”. Vorrebbero riportare l’Isola alla sua originaria posizione centrale fra i popoli dell’area sud mediterranea, integrare il compartimento verticale Helsinki-Palermo con il compartimento orizzontale Suez-Gibilterra, innescare il secondo Motore, avviare il Partenariato Pubblico-Privato. L’industria italiana, caratterizzata da qualità e affidabilità ha l’opportunità eccezionale di integrarsi in modo strategico nella filiera tecnologica dello sviluppo industriale dei Paesi africani, contribuendo alla loro transizione energetica ed al conseguente sviluppo industriale e sociale. “Questa casa, questo palazzo, questa dimora di Dio, questo Tempio, con la sua alta volta, dovrà essere compiuto in ogni dimensione …” scrive Albert Pike.
La Macroregione Europea del Mediterraneo opererà in modo sinergico con il Piano Mattei, voluto dal Governo. Il porto di Augusta – non solo militare – con i suoi alti fondali per i super cargo container e l’ampio retroporto per assemblare i pre-lavorati artigianali e commerciali sarà il porto gateway della Sicilia, che catturauna parte del flusso di ricchezza in transito nel canale di Sicilia e lo avvia tramite il ponte sullo Stretto ferroviario AC e stradale dalla Sicilia alla Calabria, Lucania e Campania, ai mercati italiani ed europei. Sarebbe il primo passo per avviare a soluzione la <Questione Meridionale>, di cui mi parlò il Professore Giacomo Borruso, Magnifico Rettore dell’Università di Trieste, dicendo: “La concorrenza laggiù sarà fortissima. Uno Stato serio farebbe ad Augusta un porto civile per i cargo container !”
A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
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