Doppia esposizione per l’artista ligure Carlo Bacci a Tellaro

Nella meravigliosa piazzetta di Tellaro, nel Golfo dei Poeti, doppia esposizione per l’artista Carlo Bacci.
Fino al 21 luglio espone al Fourteen arTellaro i suoi Liguri Apuani, nella rassegna Itai Doshin (diversi corpi stessa mente), curata da Guido Ferrari.
Mentre nella sala espositiva dello storico albergo Delle Ondine, che si affaccia sul mare, l’artista vi aspetta con la serie Occhiate fino al 4 agosto.

“Nella vetrina dello spazio Fourteen ArTellaro ci sarà la coppia dei miei Liguri Apuani, che in questa sede vanno a rappresentare la parte femminile e maschile che abitano in ognuno di noi.
Trovo ispirazione e forza sempre dalle nostre radici, i nostri antenati che hanno vissuto, combattuto e difeso una lingua di terra, non definita dalle cartine geografiche, che si estende dal mar Ligure all’Appennino Tosco Emiliano alle Alpi Apuane.
Zappe, forconi, vanghe e pennati sono i protagonisti, oggetti della tradizione contadina, da sempre presenti nelle mie opere, consumati dall’usura e dal tempo passano da oggetto a soggetto in una sorta di suggestione fanciullesca, evocando le statue Stele della Lunigiana”.

Carlo Bacci esplora con maestria il duplice significato della parola che evoca sia il colpo d’occhio che il pesce del nostro mare.
Con un tratto deciso e fiero, l’artista attinge alla sua storia personale per raccontare la tensione emotiva ed erotica che si manifesta negli sguardi dei suoi personaggi, sguardi che seducono e sfidano.
Questi uomini, donne e pesci si muovono nel contesto amato dall’artista: il mare di Tellaro.


La strategia di comunicazione per l’artista Carlo Bacci è affidata a Sara Servizi Editoriali.
www.saraservizieditoriali.it
ufficiostampa@saraservizieditoriali.it

A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.

* Centro Culturale Altinate | San Gaetano, Padova: GRANDE SUCCESSO PER MONET oltre 180.000 visitatori

Si è conclusa, con un risultato eccezionale, la mostra dedicata a Monet al Centro Culturale Altinate | San Gaetano di Padova.

Qualche numero:
184.594 visitatori.
400 scolaresche provenienti da tutta Italia per un totale di circa 10.000 alunni.
1700 gruppi prenotati, provenienti da ogni zona d’Italia (75% con particolare riferimento a Piemonte, Lombardia, Marche, Campania e Toscana) e dall’estero (25% con prevalenza da Austria, Francia, Germania e Svizzera).
2000 visite guidate

60 capolavori di Monet, tra cui glicini e ninfee, ponti giapponesi, iris e paesaggi londinesi, tutti provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi, hanno emozionato in questi mesi migliaia di visitatori.  Le lunghissime e incessanti code non sono certo passate inosservate.

Un esito molto importante per la Città di Padova e per Arthemisia, che dichiara: “Le nostre aspettative si attestavano intorno ai 110-120.000 visitatori al massimo, non ci aspettavamo un tale entusiasmo – dice Iole Siena, Presidente di Arthemisia. Entusiamo confermato non solo dai numeri ma anche da migliaia di commenti dei visitatori, che traboccano di emozioni, gioia, ringraziamenti. Credo – continua Iole Siena – che il successo sia legato per il 50% alle opere esposte, e per l’altro 50% all’attenzione maniacale che mettiamo nella cura di ogni visitatore della mostra, nel nostro impegno incessante a fornire ogni strumento per capire l’arte, per imparare e, perché no, anche per divertirsi guardando le mostre. Quando progettiamo una mostra, non pensiamo agli storici dell’arte, che già sanno, ma a chi non sa, ai bambini, alle persone che non hanno fatto studi specialisti, a tutti insomma. Penso che la ragione del successo delle nostre mostre sia questa.”

L’Assessore alla cultura e al turismo del Comune di Padova Andrea Colasio sottolinea: “Si tratta di un record assoluto per la nostra città: la mostra più visitata in assoluto al Centro Culturale Altinate / San Gaetano e una delle più visitate a Padova negli ultimi anni. Numeri che mostrano ancora una volta come avere una strategia ben chiara premia. Abbiamo investito sul San Gaetano per la valorizzazione culturale e la promozione turistica e questa mostra ci conferma come l’aver allestito questo spazio per le grandi mostre internazionali ha portato Padova ad essere una delle città più dinamiche a Nord Est per quanto riguarda questi eventi. Tra le maggiori ricerche effettuate sul sito turismopadova.it negli ultimi mesi troviamo, oltre all’Urbs Picta, proprio la mostra con i capolavori di Monet, a dimostrazione del grande richiamo turistico avuto. Ringrazio Arthemisia e la presidente Iole Siena, oltre che la direzione del Musée Marmottan Monet di Parigi, che ci ha permesso di celebrare a Padova i 150 anni dalla prima mostra parigina che sancì un importante punto di svolta nell’arte con la nascita del movimento Impressionista.”

La mostra “Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Paris“, è stata promossa dal Comune di Padova, prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Musée Marmottan Monet di Parigi ed è stata curata da Sylvie Carlier, curatrice generale del Musée Marmottan Monet, con la co-curatela della storica dell’arte Marianne Mathieu e l’assistente alla curatela del Musée Marmottan Monet Aurélie Gavoille.
La mostra ha visto come sponsorGenerali Valore Cultura e AcegasApsAmgamedia partner la Repubblica, special partnerRicola e mobility partnerFrecciarossa Treno Ufficiale.
Catalogo edito da Skira.


Ufficio Stampa Arthemisia
Salvatore Macaluso | sam@arthemisia.it
press@arthemisia.it | T. +39 06 69380306 | T. +39 06 87153272 – int. 332

A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.

* Lecco, Palazzo delle Paure: MILANO ANNI ‘60

Lucio Fontana, Piero Manzoni, Enrico Baj, Bruno Munari e altri maestri dell’arte nata a Milano negli anni ‘60 sono i protagonisti dell’estate culturale di Lecco.

Dal 13 luglio al 24 novembre 2024, Palazzo delle Paure ospita una mostra che racconta un decennio straordinario, nel quale il capoluogo lombardo ha confermato il proprio ruolo da protagonista sulla scena culturale internazionale.

L’esposizione, curata da Simona Bartolena, prodotta e realizzata da ViDi cultural, in collaborazione con il Comune di Lecco e il Sistema Museale Urbano Lecchese, completa il ciclo espositivo di Percorsi nel Novecento, programma ideato dalla Direzione del Sistema Museale Urbano Lecchese e affidato per la sua progettazione e realizzazione a ViDi Cultural che analizza la scena culturale italiana del XX secolo.

LECCO
PALAZZO DELLE PAURE
13 LUGLIO – 24 NOVEMBRE 2024
 
MILANO ANNI ‘60
Da Lucio Fontana a Piero Manzoni,
da Enrico Baj a Bruno Munari
 
A cura di Simona Bartolena

“Chiude, con questa ultima mostra – afferma Simona Piazza, assessore alla cultura del Comune di Lecco -, il ciclo espositivo dedicato al Novecento promosse a Palazzo del Paure da ViDi cultural in collaborazione con il Comune di Lecco. Un lungo viaggio nella storia dell’arte, che porta anche questa volta in città una grandissima esposizione, che offre una nuova preziosa occasione per visitare il Palazzo delle Paure, dove ammirare anche il nuovo allestimento della Galleria di Arte Moderna e Contemporanea ospitata all’ultimo piano”.

“Questa serie di “grandi mostre” – prosegue Simona Piazza – ha portato a una crescita nel numero di visitatori, sia locali, sia provenienti da fuori città o provincia, e ha contribuito a posizionare Palazzo delle Paure tra i luoghi e i musei in grado di ospitare grandi esposizioni. Un ringraziamento va alla società ViDi, al manager delegato Fabio Sanvito e alla curatrice Simona Bartolena, che tante volte ha curato le esposizioni appartenenti a questi cicli espositivi, nonché a tutto il settore cultura del Comune di Lecco per il supporto dato”.

La rassegna presenta 60 opere di autori quali Lucio Fontana, Piero Manzoni, Enrico Baj, Bruno Munari, Arturo Vermi, Ugo La Pietra, Gianni Colombo, Grazia Varisco e altri, capaci di raccontare e approfondire i nuovi linguaggi artistici e le ricerche rivoluzionarie, sorte a Milano in questo irripetibile momento storico, caratterizzato da un clima di grande fermento che porterà a un radicale cambiamento del pensiero creativo.

“Gli anni Sessanta sono stati un decennio straordinario per Milano. – dichiara la curatrice Simona Bartolena – Un periodo vivacissimo, nel quale il quartiere di Brera era teatro di un costante germogliare di ricerche, movimenti, situazioni aperte al contesto internazionale. Sulle tracce di Fontana, una lunga serie di artisti si avventura in territori tutti da esplorare, tra sperimentazione, indagini percettive, azioni performative, ricerca di nuove strade espressive per la pittura. Dagli spazialisti ai nucleari, da Azimuth al Cenobio, fino alle innovazioni del Gruppo T: un susseguirsi di linguaggi di rottura, dall’indiscutibile modernità, apprezzatissimi ancora oggi. In un clima di crescita e ottimismo, gli anni Sessanta portano un contributo fondamentale all’arte contemporanea.

Se per le mostre precedenti lo sguardo era aperto a tutta Italia, in questa ultima esposizione del percorso lecchese ho sentito il bisogno di stringere il focus su Milano, uno dei cuori pulsanti della cultura italiana dell’epoca. Mentre a Roma cresceva la Pop Art della Scuola di Piazza del Popolo e a Torino nasceva l’esperienza dell’Arte povera, Milano vede la diffusione di linguaggi più spinti sulla percezione, sulla concettualità e sul segno minimale.

In mostra si è cercato di raccontare anche artisti meno noti al grande pubblico, ma straordinari per le loro ricerche innovative, e di ricordare anche luoghi fondamentali fuori dal quartiere di Brera, come ad esempio l’eccezionale esperienza delle Botteghe di Sesto. A testimoniare questa realtà sarà esposto un libro già di proprietà dell’allora custode del palazzo di Sesto San Giovanni, con schizzi e disegni originali di tutti gli artisti dove lì avevano gli atelier: un oggetto emozionante, che ci porta nel vivo di un luogo che ha fatto storia.

Inevitabilmente la mostra si chiude con un accenno al violento cambio di passo della fine del decennio. L’attentato di Piazza Fontana e tutto ciò che ne conseguì pesa come un macigno sulla città. Cambia il clima, cambia il modo di pensare all’arte, si sente la necessità di un nuovo impegno sociale e politico: siamo ormai negli anni Settanta”

Già dal secondo dopoguerra Milano è teatro di una lunga serie di attività culturali: aprono nuove gallerie, si inaugurano mostre, si formano gruppi e movimenti, vengono pubblicati manifesti. Gli artisti reagiscono alle distruzioni belliche cercando strade sempre più sperimentali e linguaggi più idonei alla nuova condizione sociale e antropologica e tessendo una rete di relazioni e dialoghi che la rendono una delle capitali indiscusse dell’arte europea.

Rispetto al decennio precedente, dove prevalevano codici espressionisti e informali, negli anni Sessanta gli autori abbandonano l’istinto e il gesto veemente, per assumere un atteggiamento nuovo, più calibrato. Molti di essi guardano ai tagli di Lucio Fontana che tratta la tela non più come superficie ma come materia; altri restano fedeli alla pittura, cercando di rinnovarne l’idea.

Il percorso espositivo si apre con il grande “padre” Lucio Fontana, elemento propulsore e catalizzatore di questa stagione, riferimento imprescindibile per questa generazione, nonché fondatore dello Spazialismo, movimento al quale aderiscono artisti quali Gianni Dova, Roberto Crippa, Cesare Peverelli; parallelamente, Milano dà i natali al Movimento nucleare, creato da Enrico Baj e Sergio Dangelo.

Nel settembre 1959 esce il primo numero della rivista Azimuth, la cui storia non si può scindere da quella dei suoi due fondatori, Enrico Castellani e Piero Manzoni. Più che una pubblicazione, Azimuth è un “ritrovo intellettuale”, un’esperienza radicale dall’apertura internazionale, un luogo di confronto, di dibattito, di scoperta, dalle cui pagine si assiste al superamento della pittura in senso tradizionale, alla nascita di nuovi linguaggi, alla possibilità di contaminazione con altre realtà.

Dopo l’esperienza di Azimuth, la mostra documenta le sperimentazioni del Gruppo T, formato da personalità quali Gianni Colombo, Davide Boriani, Grazia Varisco, la cui ricerca si concentra sul rapporto tra tempo e spazio e l’idea di movimento nell’opera d’arte e che ha come padre putativo Bruno Munari che con le sue Macchine inutili e con i suoi Negativo-positivo – esposte a Palazzo delle Paure – aveva già introdotto importanti elementi di riflessione sia sul tema del dinamismo sia su quello della percezione.

Nel panorama di questo generale rifiuto della pittura intesa nel senso tradizionale del termine, si distingue un sodalizio di artisti, nato ufficialmente nel 1962, definito come il Gruppo del Cenobio, dal nome dell’omonima galleria d’arte milanese, che vede tra i suoi protagonisti Agostino Ferrari, Ugo La Pietra, Ettore Sordini, Angelo Verga e Arturo Vermi; questi artisti, pur sposando la volontà di un superamento dell’atto pittorico classico, propongono una riflessione diversa, che salva la pittura ma attribuendole un valore espressivo-scritturale.

Una parentesi è inoltre dedicata alla realtà delle Botteghe di Sesto, a Sesto San Giovanni, dove avevano sede numerosi studi d’artista, diventate in breve tempo delle importanti fucine di sperimentazione e che annovera artisti noti a livello internazionale, quali Enrico Castellani, Arturo Vermi, Turi Simeti, Antonio Scaccabarozzi, Agostino Bonalumi, ma anche autori di cui si è attualmente persa la memoria ma che hanno contribuito all’evoluzione della scena artistica milanese del tempo. In mostra si può ammirare un libro con opere autografe e originali, realizzato per il custode dello stabile dagli artisti residenti nell’area delle Botteghe, da Castellani a Vermi, da Simeti a Scaccabarozzi.

Accompagna la mostra un catalogo realizzato da Ponte43 per le edizioni ViDi cultural.


MILANO ANNI ‘60.
Da Lucio Fontana a Piero Manzoni, da Enrico Baj a Bruno Munari.
Lecco, Palazzo delle Paure (piazza XX Settembre)
13 luglio – 24 novembre 2024

Orari:
martedì 10-14
da mercoledì a domenica 10-18
lunedì chiuso
La biglietteria chiude un’ora prima
 
Biglietti:
Intero: € 10,00
Ridotto: €8,00 (ragazzi dai 13 ai 18 anni, over 65 anni, studenti universitari muniti di
tessera, gruppi precostituiti da almeno 8 persone e fino ad un massimo di 20, soci FAI
e TCI con tessere in corso di validità, 1 accompagnatore per ogni abbonato Trenord).
Ridotto speciale Trenord (weekend e festivi): €7,00 (Per gli Abbonati Trenord in possesso di tessera IO VIAGGIO)
Ridotto speciale Trenord (feriali): €6,00 (Per gli Abbonati Trenord in possesso di tessera IO VIAGGIO)
Scuole (di ogni ordine e grado) e bambini (dai 6 ai 12 anni): € 4,00
Gratuito: disabile e un accompagnatore, giornalisti con tessera in corso di validità, guide turistiche abilitate, bambini fino ai 5 anni di età, soci ICOM muniti di tessera in corso di validità, soci Abbonamento Musei Lombardia muniti di tessera in corso di validità, un accompagnatorie di gruppi ogni 15 persone, docenti delle scuole di Lecco di ogni ordine e grado)

Informazioni
Tel. 0341 286729
palazzopaure@comune.lecco.it | www.simulecco.it/ | www.vidicultural.com
 
Prenotazioni visite guidate gruppi e scuole:
palazzopaure@comune.lecco.it
 
Ufficio stampa Comune di Lecco
Tel. 0341.481262 | ufficio.stampa@comune.lecco.it
 
Ufficio stampa ViDi
CLP Relazioni Pubbliche, T. +39 02 36755700
Marta Pedroli marta.pedroli@clp1968.it | www.clp1968.it

A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.

Roma: Alessia Babrow presenta due nuove opere della serie LOVE MY MOTHER

Dopo l’esposizione nel mese di giugno dell’immagine simbolo della nuova serie Love My Mother in via Del Governo Vecchio 69 a Roma, il giorno 18 luglio 2024 Alessia Babrow presenta due ulteriori opere in altrettanti cantieri del Gruppo Pouchain per il Progetto #EX_TRA: Universal Heartbeat e Love is Stronger Than Hate, in Via del Governo Vecchio 115 e in Via Sora 24.

PROGETTO #EX_TRA
 
Alessia Babrow
presenta due nuove opere della serie LOVE MY MOTHER
 
Inaugurazione 18 luglio 2024
 
Via del Governo Vecchio 115 / Via Sora 24
Roma

Universal Heartbeat e Love is Stronger Than Hate nascono come due interventi urbani eseguiti rispettivamente nel 2023 e 2021 e rivisitati per la serie Love My Mother: dove non arriva il cuore delle persone, dovrebbe subentrare la buona educazione, il senso civico e il rispetto. Infatti, chi siamo, ciò che diciamo e cosa facciamo ha un impatto su tutto ciò che ci circonda, e da questo assunto dovrebbe nascere un senso di responsabilità individuale che ancora facciamo fatica ad integrare come collettività. La tecnologia di oggi rappresenta la massima espressione di questa interconnessione: esistiamo in relazione a chi e cosa c’è oltre noi e la comunicazione è fondamento delle nostre interazioni. Anche se abitiamo in paesi diversi, città, stati o nazioni, siamo tutti conviventi in questa grande casa chiamata Terra: ogni anno ci sono almeno 100 conflitti armati in corso, con conseguenze devastanti sotto ogni punto di vista e, nonostante la nostra storia ci rammenti continuamente gli orrori della guerra, continuiamo ad ignorare le cause che portano a questo tipo di risoluzioni. Ricordare quanto ogni persona e ogni più piccola azione contribuiscano attivamente nel creare una nuova e permanente cultura di pace è essenziale finché continueremo ad assistere a scenari che non dovrebbero più far parte del nostro presente.

La serie Love My Mother è costituita da 12 opere dove i bambini sono i protagonisti, i portavoce di valori spesso dimenticati. «I bambini sono delle tele vergini già perfette in sé, su cui noi imprimiamo la nostra storia, sia da un punto di vista sociale, individuale e collettivo. I bambini ci ricordano la magia, la bellezza e la sacralità della vita», continua l’artista, «il mio è un atto di speranza rivolto al nostro presente e al loro futuro, immaginando che le prossime generazioni vivranno nel rispetto di questa terra e dei suoi abitanti».

Con il progetto #EX_TRA e con l’hashtag a cui è legato, Exempla Trahunt, gli esempi trascinano, il Gruppo Pouchain, leader nel settore del restauro monumentale, mette a disposizione i propri ponteggi con l’obiettivo di portare all’aperto, nella città, nelle strade, un’opera d’arte, nell’ottica di aprire la strada a nuovi percorsi socio-artistici e culturali e dimostrando che il senso di cooperazione genera e dona valore.

Alessia Babrow, artista italo-sudafricana, ha indirizzato la sua opera verso un’indagine del concetto di arte come funzione sociale, interrogandosi su tematiche che spaziano dall’ambiente alla società, al patrimonio e dignità degli esseri umani. Fin dai suoi esordi artistici, Alessia Babrow si è dedicata ad un confronto con tematiche quali l’ambiente, la globalizzazione, temi sociali e di denuncia spingendosi fino alla religione, intesa come cultura di una data popolazione. Definita un’artista poliedrica, esplora le varie forme d’arte contemporanea impiegando diversi linguaggi espressivi, che spaziano dalla fotografia alla performance, video art, installazioni, assemblaggi e interventi urbani. Sviluppa una propria estetica che caratterizza tutto il suo operato, contraddistinguendosi per la ricerca indirizzata alla scoperta dell’io in relazione al mondo circostante. Le sue opere trovano un complemento con il fruitore che viene indirizzato attraverso titoli eloquenti, a volte provocatori, ma sempre evocativi. Uno slittamento continuo operato attraverso la ricerca artistica strettamente connessa a quella personale e al messaggio sociale di cui l’espressione della Babrow diventa veicolo primario e la stessa tecnica impiegata ne sono il mezzo e il linguaggio espressivo. Negli anni è stata esposta in Cina, Russia, Stati Uniti, Grecia, Austria e Italia.


PROGETTO #EX_TRA
Alessia Babrow
Love my Mother
Promosso da Gruppo Pouchain

Inaugurazione 18 luglio 2024
Via del Governo Vecchio 115 / Via Sora 24 – Roma

Gruppo Pouchain
Via della Giustiniana, 1012 – Roma
Tel.+39 06.85384001
info@gruppo-pouchain.comex_tra@gruppo-pouchain.com
https://gruppo-pouchain.com

Alessia Babrow
babrow.pressoffice@gmail.com

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca
Melasecca PressOffice – Interno 14 next – blowart
roberta.melasecca@gmail.com

A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.

Capizzi: Incontro nel Santuario di San Giacomo Maggiore

Nei festeggiamenti di San Giacomo a Capizzi non poteva mancare un testo sull’Apostolo, la cui festa cade il 25 luglio. A scrivere “Un cuore puro per una fede ardente. San Giacomo di Zebedeo, Apostolo” è stato Giacomo Testa Camillo e la ricerca sarà presentata nel Santuario di San Giacomo Maggiore di Capizzi, mercoledì 17 luglio, alle ore 19. L’iniziativa è organizzata dalla parrocchia dei santi Nicolò e Giacomo del centro nebroideo.

Dopo i saluti di don Antonio Cipriano, arciprete della stessa parrocchia, e dell’arch. Leonardo Giuseppe Principato Trosso, sindaco di Capizzi, intervengono don Pietro Pizzuto, arciprete di Sinagra e docente presso l’Istituto teologico San Tommaso di Messina, e Giuseppe Restifo, ricercatore indipendente già professore ordinario di Storia moderna presso l’Università di Messina.

I lavori sono moderati da Carmela Purrazzo, dottoressa in Scienze della comunicazione dei Beni culturali. Sarà presente l’autore Giacomo Testa Camillo.

La ricerca sull’apostolo Giacomo è l’esito del percorso di studi teologici dello stesso autore e si svolge su due piani: prima una struttura tipica di ambito teologico e dopo la storia della diffusione del culto di San Giacomo, che appare davvero straordinaria e ricca. Il testo non può mancare di affrontare la descrizione della devozione a San Giacomo a Capizzi, andando però al di là della storia locale verso considerazioni di carattere più generale, strettamente legate alla questione del rapporto fra fede e religiosità popolare.


Associazione culturale “Cantiere sociale” Messina –
comunicato stampa – 15 luglio 2024

A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.

* Torna Verde Grazzano. Il luogo delle emozioni

27, 28 e 29 settembre: tre, intensissimi, sono i giorni dell’edizione 2024 di “Verde Grazzano”, l’appuntamento che riunisce nel contesto unico del Castello e del Parco di Luchino Visconti, il più bel mondo italiano dei pollici verdi.

In questo, che è il salotto buono del giardinaggio, si viene per ammirare, e naturalmente comprare, piante rare, particolari, mai banali. Ma anche, e forse soprattutto, per regalarsi una bella esperienza in buona compagnia.

VERDE GRAZZANO 2024
Parco del Castello di Grazzano Visconti (Pc)
27 – 29 settembre 2024

Nelle tre giornate, un venerdì pomeriggio, sabato e domenica della manifestazione, il calendario degli eventi di Verde Grazzano offre decine di occasioni, meglio opportunità. Incontri che si svolgono en plein air, o meglio passeggiando a piccoli gruppi nel silenzio del magnifico parco storico, per conoscere le api o le farfalle, imparare a interpretare il linguaggio della natura, i segreti dei fiori e degli alberi, il loro messaggio alchemico, conoscere i segreti delle iris barbate, fare propria l’arte di comporre un bel mazzo di fiori o originali ghirlande, oppure composizioni di fiori pressati, o la tradizione dell’acquerello botanico. Comprendere la vera genesi di leggende e storie che hanno creato, su piante o fiori, veri o falsi miti e stereotipi. Ma Verde Grazzano invita anche ad avvicinarsi alla botanica olistica, imparando a utilizzare, dopo averlo creato, il proprio smudge. O ad applicarsi all’arte di intrecciare i giunchi o creare cappelli floreali da indossare o ancora modellare un piccolo fiore in argilla. O scoprire ciò che nessuno si aspetta: l’esistenza di una Oasi tropicale nella nordica Valcuvia.

Ciascuno di questi magic moment è firmato da uno degli espositori di Verde Grazzano. Manifestazione che non dimentica, ovviamente, il suo essere mostra mercato di piante e fiori. Creature che, una volta arrivate nella loro definitiva casa, debbono avere le cure per trasformarsi nelle meraviglie che sanno essere. E per questo gli espositori sono a disposizione per trasferire al pubblico i loro segreti sulle rose, anziché sui bonsai, sulle viole e sulle piante mellifere, gli agrumi…Naturalmente incontrando i visitatori nei loro stand ma anche in incontri pubblici, dove alle spiegazioni segue l’opportunità di ottenere risposte dei grandi esperti alle proprie curiosità e necessità.

Tre giorni da favola, da godere in ogni attimo. Magari scoprendo anche quello scrigno che è Grazzano Visconti, con il suo castello, il teatro, il borgo medioevale e soprattutto un parco dove esoterismo e botanica vanno a braccetto e che Carlo Contesso e altri esperti vi conducono a decrittare.

Giorni intensissimi, tanto che in molti hanno già scelto di trascorrerli interamente, alloggiando nello stesso luogo, per respirarne la malia e far tesoro di tutte le opportunità che Verde Grazzano quest’anno offre.

Programma consultabile a sito: verdegrazzano.it


verdegrazzano.it
info@verdegrazzano.it
IG: verdegrazzano
FB: Verde Grazzano  
 
Main partner: Allianz S.p.A.
In collaborazione con FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – Delegazione di Piacenza
Con il supporto di Grandi Giardini Italiani
 
Ufficio Stampa:
Studio ESSECI
Sergio Campagnolo +39 049 663499
Ref. Roberta Barbaro – roberta@studioesseci.net

A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.

* Venezia, Fondazione Bevilacqua La Masa: mostra a chiusura del programma Atelier 2023-2024

Campo magneticodidascalie immagini in alto da sinistra a destra
01, L’atelier di Nadezda Golysheva a Palazzo Carminati, photo Giacomo Bianco
02, L’atelier di Matteo Rattini a Palazzo Carminati, photo Giacomo Bianco
03, Carlo Negro, dettaglio di un dipinto, photo Giacomo Bianco

Campo magneticodidascalie immagini al centro da sinistra a destra
04, Una scultura di Matilde Sambo, Palazzo Carminati, photo Giacomo Bianco
05, Giovanni Sambo, dettaglio di un’installazione, photo Giacomo Bianco
06, Giuseppe Lo Cascio, dettaglio dell’atelier a palazzo Carminati, photo Giacomo Bianco
07, Jacopo Zambello, dettaglio di un dipinto, photo Giacomo Bianco

Campo magneticodidascalie immagini in basso da sinistra a destra
08, Chiara Peruch, dettaglio di un dipinto, photo Giacomo Bianco
09, L’atelier di Elsa Scagliarini, Chiostro dei SS Cosma e Damiano, photo Giacomo Bianco

L’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa apre al pubblico giovedì 18 luglio alle ore 18, presso Palazzetto Tito Campo magnetico. Gli artisti degli Atelier 2023-2024, l’evento espositivo, a cura di Cristina Beltrami, che conclude il programma degli studi assegnati annualmente a quindici talentuosi giovani artisti.
Il programma di residenze dell’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa, nato nel 1898, è uno dei più antichi programmi di ospitalità per giovani artisti. Ogni anno gli atelier situati nei prestigiosi spazi di Palazzo Carminati a San Stae e nel chiostro dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca vengono assegnati per concorso ai quindici meritevoli artisti e quest’anno hanno ospitato: Nadezda Golysheva, Alexander Koch, Giuseppe Lo Cascio, Enrico Loquercio, Rebecca Michelini, Carlo Negro, Eric Pasino, Chiara Peruch, Matteo Rattini, Giovanni Sambo, Matilde Sambo, Elsa Scagliarini, Pierluigi Scandiuzzi, Stefano Stoppa, Jacopo Zambello .


Campo magnetico
Gli artisti degli Atelier

2023-2024

Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa

Palazzetto Tito, Dorsoduro, 2826 – Venezia

Inaugurazione giovedì 18 luglio alle 18.00

19 luglio – 8 settembre 2024 mercoledì – domenica, 10.30 – 17.30

L’intuizione del titolo della mostra – Campo magnetico – nasce dall’osservazione di un dato oggettivo. La collettiva tiene insieme degli artisti di diversa provenienza, accomunati dalla giovane età e da un legame, più o meno stretto e continuativo con il territorio ma selezionati da una giuria quanto mai eterogenea la cui scelta finale ne è stata l’inevitabile conseguenza.

Il Campo magnetico dunque non è da intendersi come un tema predeterminato ma come una situazione di fatto per questi artisti che per undici mesi hanno condiviso spazi, una città, incontri, viaggi, un curatore, esperienze generando un polo attrattivo.

La definizione scientifica di campo magnetico spiega infatti che esso si crea dall’interazione elettromagnetica di singole scariche elettriche che, insieme, creano un campo energetico d’attrazione: più alta è la corrente più intenso è il campo di forza. Quindici artisti dunque come quindici singole entità portatrici di energia, in un intreccio costante sfociato in un’esposizione finale quanto mai condivisa.

La vera sfida per tutti noi è stata quella di dare vita a una mostra di destini incrociati; non costruita per giustapposizioni ma nella quale un’opera fosse capace di parlare all’altra, come direbbe Aby Warburg in un rapporto di “buon vicinato”. Non dunque un’infilata di spazi testimoni di differenti pratiche artistiche ma un parlarsi tra pittura, scultura, installazioni, fotografia e video.

Mesi in cui alcuni si sono aperti a nuovi materiali, altri a temi inattesi, altri ancora a formati inconsueti… confermando però sempre la linea del percorso originario, altri invece addirittura hanno portato il proprio lavoro su territori inesplorati. Entrambi due cammini di grande coraggio. Le opere esposte in questa collettiva finale non sono che la testimonianza di un’evoluzione inevitabile che se per alcuni è stata una conferma per altri si è rivelata come una virata radicale.

Campo magnetico intende infatti mostrare l’alchimia che si è creata all’interno degli studi, un concetto legato alla pratica di laboratorio, di perfezionamento, di incastri calcolati, quel “Processo che, nel caos indistinto della psiche, chiarifica e mette a fuoco i contrasti o conflitti che vi si annidano […] per poi comporli in un nuovo equilibrio” (Maurizio Calvesi, 1997).

Quel nuovo equilibrio nato dal “caos” dei primi incontri e trasformatosi – non senza inevitabili e fruttuosi conflitti – in un equilibrio nuovo, più consapevole che ha portato all’allestimento di questa collettiva negli spazi storici di Palazzetto Tito.


Informazioni
Titolo
: Campo magnetico. Gli artisti degli Atelier 2023-2024
Curatore: Cristina Beltrami
Sede: Palazzetto Tito, Venezia
Apertura: dal 19 luglio all’8 settembre 2024, dal mercoledì alla domenica, dalle 10.30 alle 17.30
Info: 041 274 7570 – info@bevilacqualamasa.it

Le attività degli Atelier 2023-2024 sono sostenute da

A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.

Aperture straordinarie del Museo dell’Opificio delle Pietre Dure

A partire da luglio il Museo dell’Opificio delle Pietre Dure amplia la sua offerta culturale con una serie di aperture straordinarie pomeridiane e serali del Museo, programmate nei venerdì sera dei giorni 12 e 26 luglio; 2 e 30 agosto; 13 settembre sera (ore 19:00-23:00); ed in tutti i giovedì pomeriggio di settembre e ottobre (5, 12, 19, 26 settembre; 3, 10, 17, 24, 31 ottobre – ore 14:00-18:00).

Opificio delle Pietre Dure

APERTURE STRAORDINARIE DEL MUSEO DELL’OPIFICIO DELLE PIETRE DURE

luglio – ottobre 2024

Varie aperture straordinarie del Museo saranno quest’anno arricchite anche da eventi musicali organizzati in collaborazione con il Conservatorio Luigi Cherubini, con il coro Musica Harmonica e con altri interlocutori.

Si comincia già con l’apertura serale del 12 luglio, nel corso della quale il coro dell’Associazione Musica Harmonica propone il concerto: Rinascimento e polifonia. Percorso attraverso la musica polifonica europea del Quattrocento e Cinquecento, con brevi performances dal suo repertorio a cappella per sei componenti: Nada Jagodic e Antonella Lorenzi (soprani), Silvia Tazzari (contralto), Giovanni Beccheroni (tenore). Roberto Iraso e Antonio Muti (bassi). Dirige il Maestro Antonio Muti.

Inoltre nel corso delle aperture straordinarie che si terranno nei giovedì pomeriggio di settembre e ottobre saranno organizzate visite guidate gratuite condotte dai professionisti che operano nell’Istituto, sede di prestigiosi laboratori di restauro e della Scuola di Alta Formazione e Studio, che illustreranno ai visitatori le opere esposte nel Museo, testimonianza della tradizione del “commesso” in pietre dure e della storia dell’Opificio.

Per l’accesso al Museo è richiesto il pagamento del biglietto di ingresso (intero 6 €, ridotto 2 €, gratuito per gli aventi diritto). La biglietteria chiude 30 minuti prima dell’orario di chiusura del Museo. La visita guidata al Museo è gratuita, per gruppi di circa 20 persone, con partenza ogni ora. Non è prevista la prenotazione: sarà sufficiente richiedere di essere inseriti nei gruppi per la visita guidata direttamente sul posto.

Date e orari:
Aperture straordinarie serali del Museo dell’OPD con orario 19:00 – 23:00 (la biglietteria chiude alle 22:30):
12/07/2024: esibizione del Coro Musica Harmonica
26/07/2024
02/08/2024
30/08/2024
13/09/2024: concerto degli allievi del Conservatorio Cherubini
Aperture straordinarie pomeridiane del Museo dell’OPD con orario 14:00 – 18:00 (la biglietteria chiude alle 17:30):
05/09/2024: visite guidate gratuite
12/09/2024: visite guidate gratuite
19/09/2024: visite guidate gratuite
26/09/2024: visite guidate gratuite
03/10/2024: concerto degli allievi del Conservatorio Cherubini; visite guidate gratuite
10/10/2024: concerto degli allievi del Conservatorio Cherubini; visite guidate gratuite
17/10/2024: concerto degli allievi del Conservatorio Cherubini; visite guidate gratuite
24/10/2024: concerto degli allievi del Conservatorio Cherubini; visite guidate gratuite
31/10/2024: visite guidate gratuite
 
Aperture straordinarie del Museo. Biglietto di ingresso e informazioni per le visite guidate
Il costo del biglietto di ingresso al Museo osserverà le tariffe ordinarie (intero 6 €, ridotto 2 €, gratuito per gli aventi diritto. Info: https://www.beniculturali.it/agevolazioni). La visita guidata è gratuita.
La biglietteria del Museo chiude mezz’ora prima (17.30 per le aperture pomeridiane, 22.30 per quelle serali).
Durante le aperture straordinarie del Museo nei giovedì pomeriggio sono previste visite guidate gratuite per gruppi di circa 20 persone, con partenza ogni ora circa. Non è prevista prenotazione per le visite guidate: gli interessati potranno richiedere di essere inseriti nei gruppi per la visita guidata direttamente sul posto contestualmente all’accesso.

Per informazioni: 
Opificio delle Pietre Dure – Ufficio Promozione Culturale
opd.promozioneculturale@cultura.gov.it

Sito web: https://opificiodellepietredure.cultura.gov.it/
Facebook: https://www.facebook.com/OpificioPietreDure
Instagram: https://www.instagram.com/opificiodellepietredure
 
Ufficio Stampa: Studio ESSECI,
Sergio Campagnolo +39 049 663499
Ref. Simone Raddi: simone@studioesseci.net

A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.

* Jesolo: GRANDE SUCCESSO della mostra al JMUSEO “Banksy&Friends: l’arte della ribellione”

Il JMuseo taglia un primo grande traguardo. Il 30 giugno il museo civico della città ha sfondato la soglia dei 20.000 ingressi dal giorno della sua apertura. Un risultato ragguardevole per una struttura inaugurata solamente dodici mesi fa, il cui nome si sta ora diffondendo grazie all’attrattività dei primi appuntamenti che ha ospitato nonché alla raccolta di animali del Museo civico di storia naturale, all’esposizione “La terra dei giganti” e, naturalmente, a “Banksy & Friends: l’arte della ribellione”.

Proprio la mostra dedicata agli artisti controcorrente ha contribuito in maniera sostanziale al raggiungimento dell’obiettivo, facendo raddoppiare il dato medio sugli ingressi mensili. Dall’inaugurazione dell’esposizione (23 aprile 2024), infatti, il JMuseo ha registrato oltre 6.200 visite. Fino a quel giorno, il museo contava poco più di 13.800 ingressi.

“Il JMuseo è una bellissima struttura, con un grande potenziale, ma come ho detto più volte necessita di grande impegno per essere riempito di contenuti in grado di attirare un grande pubblico – dichiara il sindaco della Città di Jesolo, Christofer De Zotti -. È una sfida importante, che ci stimola molto a individuare soggetti adatti al JMuseo. Si tratta inevitabilmente di un impegno a lungo termine che incrocia quello dello sviluppo della città e dei suoi servizi. La strada imboccata da Jesolo per diventare una vera e propria città di mare passa anche dall’ampliamento dell’offerta cultura e su questo il JMuseo riveste certamente un ruolo da protagonista”.


Ufficio Stampa Arthemisia
Salvatore Macaluso | sam@arthemisia.it
press@arthemisia.it | T. +39 06 69380306 | T. +39 06 87153272 – int. 332

A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.

* Padova: la grande mostra dedicata a MONET si avvia a chiudere con 180mila ingressi

A Padova si festeggia il successo per la grande mostra dedicata a MONET che chiuderà i battenti con 180mila ingressi. Data la grande richiesta, sabato 13 e domenica 14 luglio, ultimi due giorni di mostra, sarà possibile visitare l’esposizione fino alle 22.30 (ultimo ingresso ore 21.30). Inoltre, in occasione del Serprino Festival, a tutti i visitatori della mostra verrà offerta una degustazione dell’omonimo e rinomato vino bianco autoctono.

ULTIMA SETTIMANA PER MONET A PADOVA

Sono quasi 180.000 gli ingressi registrati a oggi per la grande mostra dedicata a Claude Monet, il Padre dell’Impressionismo, che ha totalmente rapito il pubblico con i 60 capolavori esposti al Centro Culturale Altinate | San Gaetano.
Viste le numerosissime richieste e il gran numero di prenotazioni, sabato 13 e domenica 14 luglio, ultimi due giorni di mostra, sarà possibile visitare l’esposizione con orario prolungato fino alle 22.30 (ultimo ingresso ore 21.30).

La mostra “Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Paris” – tributo che il Comune di Padova e Arthemisia hanno voluto rivolgere a Monet proprio a 150 anni dalla nascita del movimento impressionista – è un viaggio nella vita e nei luoghi più amati da Monet, un modo per entrare nel suo giardino privato e dove ritrovare le sue ninfee, gli iris, i salici piangenti e i ponti giapponesi; opere tutte provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi che custodisce la più grande e importante collezione di dipinti dell’artista francese, frutto della generosa donazione fatta dal figlio Michel nel 1966.

L’esposizione, di importante rilevanza sia a livello nazionale che internazionale per la sua portata scientifica, rappresenta anche un evento eccezionale dal momento che è una delle ultime occasioni, almeno per qualche anno, per poter vedere in Italia le maggiori opere di Monet.

L’Assessore alla cultura e al turismo del Comune di Padova Andrea Colasio sottolinea: “Sono veramente soddisfatto per il bilancio che già adesso possiamo tracciare: Monet ha incantato i padovani e decine di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. Un risultato che è il frutto di un lavoro che viene da lontano, con la decisione di questa Amministrazione di investire per riqualificare le sale espositive del San Gaetano in modo da poter accogliere opere d’arte così preziose e delicate e di pianificare una programmazione di mostre di respiro internazionale. Ma il merito va anche a Arthemisia e al Musée Marmottan Monet di Parigi che hanno allestito una mostra tanto ricca e affascinante quanto coinvolgente nel suo allestimento con un intelligente approccio divulgativo che ha fatto apprezzare i capolavori esposti anche a chi non è un esperto d’arte. Padova è oramai stabilmente nel circuito internazionale delle città che offrono grandi e importanti mostre d’arte, completando l’offerta artistica, storica e culturale della città e inserendosi tra le mete più ambite per il turismo di qualità.”

Ma a Padova c’è Monet ma non solo.

Questo fine settimana, infatti, al San Gaetano l’arte incontra la cultura e i sapori locali.
In occasione del Serprino Festival 2024, sempre nei due ultimi giorni di apertura al pubblico, a tutti i visitatori della mostra verrà offerta una degustazione dell’omonimo e rinomato vino bianco autoctono dalle 18.00 alle 22.30.

Il “Serprino Festival” è un evento organizzato da Consorzio Tutela Vini Colli Euganei nell’ambito di un progetto di valorizzazione dei prodotti dell’agroalimentare patavino che si estenderà fino all’autunno 2024. Il progetto, realizzato con il contributo di Camera di Commercio di Padova e il supporto di Ente Parco Colli Euganei, vedrà protagonisti, nei suoi appuntamenti settembrini, il Colli Euganei Fior d’Arancio in tutte le tipologie e il Colli Euganei Rosso abbinati a pietanze tipiche della cucina padovana.

L’occasione è anche per brindare al recente riconoscimento dei Colli Euganei come Riserva Mondiale della Biodiversità Unesco.

L’Assessore alle attività produttive e commercio Antonio Bressa dichiara: “Celebriamo la fortunata esposizione di Monet con una bella sinergia volta ad affiancare le bellezze dell’arte con le eccellenze del nostro territorio. Diamo così continuità alla promozione del Serprino sulla scia delle iniziative in corso sul nostro territorio per far conoscere la qualità delle produzioni dei nostri colli. Ringrazio la Camera di Commercio e il Consorzio di Tutela dei Vini dei Colli Euganei che prontamente hanno raccolto l’opportunità di questa partenrship all’insegna dell’arte e del buon vivere.”


Ufficio Stampa Arthemisia
Salvatore Macaluso | sam@arthemisia.it | press@arthemsia.it | T. +39 06 69308306

Relazioni esterne Arthemisia
Camilla Talfani | ct@arthemisia.it

Ufficio stampa Comune di Padova
Franco Tanel | tanelf@comune.padova.it

A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.