Mostra collettiva Biennio di Fotografia Accademia Belle Arti di Catania a cura di Carmen Cardillo
Museo Virtuale di Milo Piazza del Municipio
Il progetto Ars Memoriae, promosso dalla Scuola di Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Catania in collaborazione con il Comune di Milo, mira a valorizzare e conservare gli archivi fotografici vernacolari del territorio etneo. La Scuola di Fotografia, attiva in questo ambito dal 2008, ha integrato nel suo curriculum la materia di Archiviazione Fotografica, guidata dalla docente Carmen Cardillo, un’artista e studiosa esperta nel campo. Questo progetto punta a trasformare la lettura socio-antropologica ed economica del passato in nuove potenzialità tecniche ed espressive per il futuro. Gli archivi fotografici vernacolari, ricchi di informazioni preziose, sono diventati oggetto di grande interesse antropologico poiché permettono di ricostruire le storie delle comunità locali e i loro processi evolutivi. Gli studenti hanno lavorato sull’archivio Sessa-Arcidiacono, che contiene fotografie storiche di Milo, una comunità montana famosa per essere stata meta di artisti e intellettuali. Grazie al sostegno del Comune di Milo, gli studenti hanno potuto esporre i risultati del loro lavoro nel Museo Virtuale locale.
Inaugurazione 18 luglio 2024 ore 19.00
Interventi: Sindaco di Milo Alfio Cosentino Direttore Aba Ct Prof. Gianni Latino Coordinatore Corso Fotografia Prof. Carmelo Nicosia Presidente f.f. Ordine Architetti PPC di Catania Arch. Veronica Leone Consigliera Ordine Architetti PPC di Catania Arch. Melania Guarrera Professore Paolo Sessa collezione foto storiche del Comune di Milo Curatrice Prof.ssa Cardillo Aba Ct
Autori in mostra: Giuseppe Calabrese Gabriele Capodanno Martina Flores Paola Gusmano Latorre Deborah Guarnera Roberta Deborah Longo Edoardo Orlando Alessandro Rizzo Lorenza Maria Mattia Romano Carmelo Stancampiano Sofian Tiznaoui Erica Trovato Andrea Valisano Giulia Vecchio
Dal 18 al 30 luglio Apertura dal lunedi alla domenica dalle ore 18 alle 21
Sabato e domenica apertura ore 10-12.30 Per prenotazioni visite fuori orario Rivolgersi alla Proloco Milo +39 331 155 5443
A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini. Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.
Padiglione nazionale della Repubblica del Kazakistan 60th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia
A cura di Danagul Tolepbay con la collaborazione di Anvar Musrepov
Jerūiyq: Journey Beyond the Horizon, ospitata presso il Padiglione della Repubblica del Kazakistan nello storico edificio del Museo Navale e curata da Danagul Tolepbay in collaborazione con Anvar Musrepov, offre una moderna interpretazione delle antiche leggende kazake.
Il concetto si allinea con il tema principale della Biennale Arte 2024 “Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere”, curato da Adriano Pedrosa, focalizzandosi sul concetto dell’ “Altro” e delle diverse narrazioni culturali.
KAZAKHSTAN PAVILION @ Ilaria Zago
Padiglione della Repubblica del Kazakistan alla 60. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia Jerūiyq: Viaggio Oltre l’Orizzonte
17.04 > 24.11.2024
Museo Storico Navale
Commissario: Aida Balayeva, Ministro della Cultura e dell’Informazione Curatori: Danagul Tolepbay e Anvar Musrepov
Location: Padiglione della Repubblica del Kazakistan, Biennale Arte 2024 presso l’Edificio Storico del Museo Storico Navale, Riva S. Biasio Castello, 2148, 30122, Venezia VE, Italia (Lo spazio viene messo a disposizione per la prima volta per l’esposizione del padiglione nazionale).
Il progetto espositivo immagina un futuro in cui entità umane e non umane si fondono in un paesaggio utopico. In mezzo alle turbolenze geopolitiche e alle migrazioni di massa, la mostra invita i visitatori a esplorare mondi immaginari, viaggi spaziali e rituali futuristici, con l’intersezione di topologia e algoritmi. Presentando opere che spaziano dal futurismo decoloniale al cosmismo, celebra la ricca eredità culturale del Kazakistan e ridefinisce l’utopia attraverso la tradizione e l’innovazione, liberandosi dalla censura sovietica.
Al centro di questa esposizione si trova l’antica leggenda kazaka di Jerūiyq, una terra promessa mantenuta viva attraverso la tradizione orale. Questo luogo mitico rappresenta una ricerca di conoscenza e aspirazione, un tema che emerge chiaramente nelle opere degli artisti. I racconti di Asan Kaigy, un filosofo della steppa del XV secolo, narrano i suoi tentativi di condurre i nomadi verso terre utopiche libere da malattie e fame. La parola “kaigy,” che in kazako si traduce in “tristezza,” riflette la profondità emotiva di questa ricerca, risuonando nelle melodie malinconiche del kobyz e nei numerosi sforzi per realizzare utopie nelle steppe kazake.
KAZAKHSTAN PAVILION @ Ilaria Zago
La mostra traccia lo sviluppo dell’immaginario utopico nell’arte kazaka dagli anni ’70 fino ad oggi. Opere chiave includono:
“Earth and Time. Kazakhstan” di Kamil Mullashev, che immagina il Kazakistan come un’utopia cosmica.
“Baikonur-2” di Sergey Maslov, che rappresenta l’arte contemporanea kazaka dei primi anni.
“Presence” dei The2vvo (Eldar Tagi e Lena Pozdnyakova), un’installazione audio generativa multi-canale creata con intelligenza artificiale, esplorando relazioni non lineari con il tempo e la natura.
Una Varietà di Espressioni Artistiche
La mostra presenta una ricca collezione di opere in cui droni e robot si intrecciano con spiriti e rituali sacri in “Alastau” di Anvar Musrepov. La cultura nomade trova espressione in stazioni cosmiche in “Mobile Block” di Saken Narynov, e pitture monumentali visionarie aprono portali a nuovi regni in “New Child. Rebirth” di Yerbolat Tolepbay.
Artisti in mostra:
Kamil Mullashev,Yerbolat Tolepbay, Saken Narynov (1946-2023) Sergey Maslov (1952-2002), The2vvo, composto da Eldar Tagi e Lena Pozdnyakova Anvar Musrepov.
KAZAKHSTAN PAVILION @ Ilaria Zago
La Repubblica del Kazakistan è orgogliosa di presentare il suo secondo padiglione con la mostra “Jerūiyq: Viaggio oltre l’orizzonte” alla 60. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. La mostra, allestita presso l’edificio storico del Museo Storico Navale, offre una moderna interpretazione dell’antica leggenda di Jerūiyq, ispirata alle leggende kazake e al viaggio visionario del filosofo del XV secolo Asan Kaigy. Commissionata da Aida Balayeva, Ministro della Cultura e dell’Informazione, e curata da Danagul Tolepbay con il co-curatore Anvar Musrepov, la mostra riflette l’impegno del Kazakistan nei confronti del patrimonio culturale e dell’innovazione artistica. “Jerūiyq: Viaggio oltre l’orizzonte” si allinea al tema principale della Biennale Arte 2024 “Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere”, curato da Adriano Pedrosa, incentrato sul concetto di “Altro” e sulle diverse narrazioni culturali.
Artisti in mostra – Note biografiche
Kamil Mullashev, nato nel 1944 a Urumqi, in Cina, è un artista versatile con una presenza globale. Dopo aver studiato a Urumqi e all’Istituto d’arte Surikov di Mosca, oggi vive e lavora ad Astana, in Kazakistan.
Yerbolat Tolepbay, nato nel 1955, figura chiave delle belle arti kazake, vive e lavora ad Almaty, Kazakistan. Celebrato a livello internazionale, le sue opere magistrali sono profondamente legate all’eredità kazaka e gli sono valse l’Ordine del Chevalier francese per le arti e la letteratura.
Saken Narynov (1946-2023) ha vissuto e lavorato ad Almaty, in Kazakistan, combinando le competenze architettoniche e scultoree con la sua passione per la scienza e la filosofia. Le sue opere innovative continuano a ispirare.
Sergey Maslov (1952-2002), figura centrale della scena artistica contemporanea kazaka, ha vissuto ad Almaty. I suoi metodi non convenzionali e la sua arte intrisa di miti hanno lasciato un segno profondo.
The2vvo, con Eldar Tagi (nato nel 1987) e Lena Pozdnyakova (nata nel 1985), originari di Almaty, ora duo artistico nomade con sede a Berlino. Il loro lavoro integra suono, arti visive e performance.
Anvar Musrepov, nato nel 1994, artista e curatore con sede ad Astana, si occupa di nuovi media, concentrandosi sul futuro e sull’identità. I suoi contributi hanno plasmato in modo significativo la new media art nell’ambiente dell’arte contemporanea locale.
Jerūiyq: Journey Beyond the Horizon alla Biennale Arte 2024 presenta un futuro visionario in cui entità umane e non umane convergono in un’utopia re-immaginata. Nella nostra epoca di status mondiale postcoloniale e di turbolenze geopolitiche, il fenomeno della migrazione di massa si manifesta come una tendenza costante. Questo chiama a reimmaginare, a dare voce a narrazioni rimaste invisibili, poco rappresentate e comprese. Ciò richiede la reimmaginazione di narrazioni che sono state invisibili. Questa mostra invita i visitatori a esplorare portali in mondi immaginari, voli spaziali, rituali futuristici e l’intersezione tra topologia e algoritmi.La mostra, che presenta opere di artisti kazaki dal 1979, riflette l’evoluzione del pensiero utopico, del futurismo decoloniale, della spiritualità, del Modernismo e del Cosmismo.
Vi invitiamo ad unirvi a noi nello storico Museo Navale per il ricevimento di apertura di “Jerūiyq: Journey Beyond the Horizon”, una mostra trasformativa che ridefinisce i concetti di arte, cultura e creatività, celebrando il patrimonio culturale del Kazakistan in un contesto globale.
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Tre giorni di attività e spettacoli al Porto Turistico di Roma, dalle 18.00 alle 24.00 ad ingresso gratuito
A. Zuliani – A. Cicini – G. Maritati – A. Morelli – V. Prodon – S. Cavallari
Torna la magia del Roma Buskers Festival, manifestazione ideata, prodotta e realizzata da Gruppo Matches srl in collaborazione con i comitati di quartiere del Municipio X, volta a divulgare le più raffinate forme d’arte di strada declinandole in chiavi di ricerca contemporanea. Oggi in una conferenza stampa la presentazione del ricchissimo programma della manifestazione.
Presentato il programma del Roma Buskers Festival V edizione (5-6-7 luglio 2024)
“Una quinta edizione spumeggiante, coinvolgente, emotivamente intensa, che mi commuove” ha dichiarato Andrea Cicini, Ceo di Gruppo Matches. “Un progetto dall’anima gentile, nobile, pura e dal cuore immenso, che dona al Porto Turistico di Roma ed al territorio di Ostia grandissima dignità culturale e sociale”. Un’iniziativa, quella del Buskers Festival, nata per rilanciare infatti il Porto e la sua Marina, secondo un modello di sinergia generativa che Cicini ha da tempo a cuore: “Ringrazio l’amministratore Donato Pezzato che da subito mi ha concesso l’opportunità di creare questo progetto assieme al supporto instancabile del direttore Alessandro Mei. Un progetto concreto che racchiude tutto il senso di quello che sostanzia le mie attività da tutta una vita, prima all’estero ed ora nel mio Paese, fatte di passione, umiltà ed emozioni, quelle che dobbiamo imparare a ristabilire nella vita quotidiana nostra e dei nostri figli. Sarà bello vederci sorridere tutti durante la nostra tre giorni!”.
“Quello della Marina è diventato uno spazio sociale e di comunità. Il Roma Buskers Festival conferma questa vocazione e non possiamo che esserne felici” ha dichiarato Stefano Cavallari, Amministratore Gestione servizi del Porto Turistico di Roma. “Per questa ragione voglio ringraziare tutti coloro che promuovono e svolgono attività in questo luogo, come il Gruppo Matches e gli artisti di strada protagonisti di tre splendide giornate di spettacolo”.
“Voglio dire grazie al Gruppo Matches che, insieme al Porto, sta dando vita a un connubio perfetto”, ha dichiarato Andrea Morelli, Assessore alla Scuola e Politiche Giovanili del Municipio X. “Tanto spazio ai giovani, alla loro creatività e al loro coraggio: questo è ciò che fa di Ostia un territorio in perenne rinnovamento. Si sta lavorando insieme per creare qualcosa di bello, un senso crescente di comunità. Ed è ciò che il Buskers Festival dimostra ogni anno”.
Gli ha fatto eco Valentina Prodon, Vicepresidente del X Municipio: “Quello del Buskers Festival è un lavoro grandissimo, che valorizza le ricchezze del nostro territorio. Un appuntamento ormai annuale, fiore all’occhiello del panorama culturale del Municipio e di tutta Roma. Questo è fondamentale, non solo per lo spazio dedicato ai giovani ma per la sua natura inclusiva, di ‘melting pot’ culturale.
Così Vincenzo Giojelli, presente oggi in rappresentanza dei comitati di quartiere del Municipio X che aderiscono all’iniziativa: “Abbiamo accolto con grandissimo favore il Buskers Festival 2024, un evento che porta tantissimi colori e un’atmosfera di festa unica nel suo genere. Siamo certi che manifestazioni di questo genere contribuiscano a rendere al territorio la visione e l’aspetto turistico che merita lo scenario ostiense e, in particolare, il porto turistico del mare di Roma”.
“Con grande convinzione e piacere abbiamo aderito all’invito a essere presenti al Roma Buskers Festival 2024, una bellissima occasione di intrattenimento sul litorale romano”, ha dichiarato Alberto Zuliani, presidente dell’Associazione “Una breccia nel muro” che segue bambine, bambini e adolescenti con autismo. “Saremo presenti con un nostro stand sulla promenade dalle 18 alle 22 in ognuno dei tre giorni del festival e con un info-point gestito dai nostri operatori. Daremo informazioni sulla condizione autistica, purtroppo sempre più diffusa”.
Gli spettacoli animeranno Ostia dal 5 al 7 luglio per la quinta edizione della kermesse ospitata al Porto Turistico di Roma (Lungomare Duca degli Abruzzi, 84 – dalle 18.00 alle 24.00) che, per l’occasione, si trasformerà in un grande palcoscenico in grado di accogliere artisti da tutto il mondo: acrobati, giocolieri, musicisti, trampolieri, che si esibiranno in più di 40 spettacoli al giorno. Come di consueto durante le tre giornate saranno presenti postazioni dislocate e adibite alle performance degli artisti che si riverseranno lungo l’intera promenade del per meravigliare e sorprendere il pubblico.
Tanti i nomi attesi: Gaku dal Giappone, l’Argentina Camila Fernandez, Max Goedecke dalla Germania, la SiO Orchestra di Conegliano diretta dal Maestro Roberto Fantinel, che si esibirà con i suoi 70 ragazzi il venerdì ed il sabato dalle ore 20 per l’apertura del palco centrale. Da Ostia presenti il giovane Cantautore Caffa, e l’iconica Caracca Tamburi che sfilerà con tutti gli artisti del Festival per la tradizionale parata del6 Luglio alle ore 18:00.
L’evento ha il patrocinio del Municipio X, ed è in collaborazione con SIAE, e vanta la partnership con Grimaldi Lines, The Village, e con l’Hippie Market che occuperà una zona adibita a mercatino d’eccellenza mentre un’area Street Food offrirà prodotti enogastronomici locali ed esteri.
Importante Media Partnership dell’Agenzia Nazionale di Stampa DIRE e di Radio Globo, emittente ufficiale del Festival.
Anche quest’anno la manifestazione rivendica il suo carattere green e solidale attraverso la collaborazione con associazioni e realtà di carattere territoriale e nazionale. Fondamentale la sinergia con la LIPU di OSTIA, con la Croce Rossa Italiana – Comitato Municipio 10 di Roma, presente con un presidio medico e alcune attività promozionali a sostegno della prevenzione, nonché con Ostia Clean Up, organizzazione no-profit che ha promosso per l’evento un contest fotografico sul Porto Turistico di Roma.
L’accesso alla zona sarà libero, gratuito, inclusivo e privo di barriere architettoniche. Come nella grande tradizione dei buskers, il pubblico potrà esprimere il suo apprezzamento con offerta libera “a cappello”.
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In un contesto storico mondiale segnato dalle recenti tensioni e conflitti a rischio di escalation – russo-ucraina e israelo-palestinese, solo per citarne alcune – e da un numero non facilmente precisabile di conflitti circoscritti in ambito locale, a San Giovanni Rotondo esperti di fama internazionale si sono confrontati sui grandi temi aperti dall’enciclica Pacem in terris di san Giovanni XXIII. Sebbene siano trascorsi sei decenni dalla data della sua promulgazione, oggi più di ieri, il messaggio del “Papa Buono” rivela tutta la sua straordinaria attualità. La Pacem in Terris è un appello alla pace e alla speranza per combattere qualsivoglia paura dell’avvenire; un patrimonio culturale, etico e morale, dal valore inestimabile, non rivolto solo alla missione pastorale, ma ad ogni persona, per la costruzione di una società e un’umanità migliori.
Ed è proprio da queste suggestioni che siamo partiti per realizzare un incontro, di cui presentiamo gli Atti (curati da Sacha M. De Giovanni, Tiberio Graziani e Michele Lippiello), il cui scopo è proprio quello di declinare l’epistola di Giovanni XXIII lungo tre direttrici:
– DIRITTO, AMBIENTE e GIUSTIZIA, con interventi autorevoli di Magistrati, Giuristi, rappresentanti delle Forze Armate, Diplomatici per discutere dell’impegno quotidiano nella lotta alle Mafie, nella Sicurezza nazionale, nella difesa della Costituzione e della biodiversità;
– PACE, FEDE e CULTURA, con interventi autorevoli del mondo cattolico e culturale, per descrivere il ruolo e l’impegno delle confessioni religiose per la diffusione e l’educazione alla Pace;
– GEOGRAFIA e GEOPOLITICA, con interventi autorevoli di Accademici, personalità ed esperti per la divulgazione di contenuti scientifici al fine di comprendere le principali questioni internazionali, con particolare attenzione ai teatri di guerra.
Il convegno, svoltosi nei giorni 27 e 28 ottobre 2023 nell’auditorium “Maria Pyle” del complesso architettonico della chiesa di San Pio, è stato organizzato dall’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, dall’Arcidiocesi di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo e dalla locale Amministrazione comunale, in collaborazione con: Vision & Global Trends, FederParchi, Ente Parco Nazionale del Gargano, Pax Christi (Punto Pace di Manfredonia), Comunità “Laudato Si’” di San Giovanni Rotondo, Unione Cattolica Italiana di Insegnanti, Dirigenti, Educatori e Formatori, Convento dei Frati Minori Cappuccini e Tele Radio Padre Pio.
Partecipano
Fabio Porta – Commissione Affari Esteri e Comunitari
Tiberio Graziani – Vision & Global Trends, Progetto Società Italiana di Geopolitica
Michele Lippiello – Direttore editoriale di Sicurezza e Giustizia
Sacha M. De Giovanni – Presidente di A.I.I.G. di Foggia
Mons. Francesco Pesce – Rettore di San Gregorio Nazianzeno presso la Camera dei Deputati
Per accedere alla Sala è richiesto abbigliamento formale, per gli uomini è obbligatoria la giacca.
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Esposta alla Scoletta dell’Arte dei Tiraoro e Battioro — la sede della Corporazione degli artigiani del XVIII secolo che producevano fili e foglie d’oro — dal 19 aprile al 15 settembre 2024, in concomitanza con la 60ª Biennale d’Arte di Venezia, la mostra proporrà un viaggio interattivo attraverso l’artigianato digitale, creando un legame diretto con l’arte del passato e coinvolgendo attivamente il pubblico attraverso il gioco.
Foto dell’esposizione
Scoletta dell’Arte: DIGITAL REFORM A cura di Antonio GEUSA progetto di TAEX.com
fino al 15.09.2024 Scoletta dei Battioro e Tiraoro Campo San Stae, Venezia
L’esposizione è presentata da TAEX, piattaforma interdisciplinare per artisti, curatori e collezionisti per analizzare, discutere, creare, esporre le nuove forme d’arte digitali. Coinvolgendo esperti provenienti da diversi campi del sapere – dalla sociologia all’antropologia, dall’architettura alla storia dell’arte – la loro missione è dare spazio a una nuova comunità artistica. Una comunità con una solida base di esperienza e un approccio critico.
La piattaforma TAEX è guidata da curatori alla scoperta di nuovi nomi, contesti rilevanti e volti all’analisi costante del mercato oltre che aver stabilito connessioni con istituzioni offline come Christie’s Education e Art Basel.
Il progetto espositivo presentato a Venezia, curato dal criticoAntonio Geusa, restituisce all’antico edificio della Scoletta il ruolo originale di Scuola d’Arte — fili e foglie d’oro vengono sostituiti da linee di codici e opere audiovisive mentre l’allestimento è strutturato come un percorso di apprendimento innovativo e non convenzionale, finalizzato a conoscere la creazione dell’arte digitale e la sua relazione con la storia dell’arte. Come nelle antiche scuole artigiane, la formazione passa qui attraverso l’esperienza diretta delle opere con le quali è possibile anche interagire, un’opportunità per comprendere meglio il mondo delle nuove tecnologie applicate all’arte e il suo contesto storico.
Tra gli artisti coinvolti ci sono Shu Lea Cheang, pionera della Net Art e artista vincitrice del Premio LG Guggenheim 2024 dedicato alla promozione di artisti che lavorano all’intersezione tra arte e tecnologia, MAOTIK e Funa Ye che già fanno parte della piattaforma TAEX a cui si affiancano nuovi artisti con un curriculum consolidato: Andrea Meregalli, Francesco D’Isa e Accurat.
Foto dell’esposizione
Il percorso di apprendimento inizia con un’installazione interattiva di Andrea MeregalliYou Are Making Art, che mette lo spettatore nel ruolo sia dell’artista che dell’opera d’arte, grazie all’aiuto di una piattaforma di AI programmata per produrre costantemente nuove immagini durante i 6 mesi di mostra. Le radici dell’opera affondano nella metà degli anni ’60 del secolo scorso, quando gli artisti iniziarono a creare situazioni performative per estremizzare il processo di dematerializzazione dell’opera d’arte.
L’installazione di Andrea Meregalli riprende questa missione, aggiornandola con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e problematizzando l’idea stessa della paternità del prodotto artistico digitale.
Da un lavoro concettuale, si passa ad un lavoro analitico incentrato sui canoni che regolano l’estetica. Errors del filosofo artista Francesco D’Isa è costituito da un insieme di stampe digitali e un’installazione interattiva. In entrambe le opere, l’artista commenta la natura soggettiva di ciò che costituisce un errore nel fare arte in collaborazione con l’intelligenza artificiale. Utilizzando programmi text-to-image disponibili su Internet, l’artista compone prompt personalizzati che generano bug nel sistema, causando risposte inaspettate che interrompono la richiesta originale pur mantenendo la coerenza interna. Qui, l’artista si pone come uno psicoanalista umano, cercando di sondare la complessità del subconscio della macchina.
La fase successiva del percorso di apprendimento proposto dalla mostra è rappresentata dall’installazione immersiva di MAOTIK che richiama quei momenti fondamentali della storia della digital art a partire dagli anni ‘60 in cui gli artisti, molti dei quali anche ingegneri, hanno creato attrezzature e software personalizzati per trovare una “nuova visualità” in linea con la loro contemporaneità.
Di conseguenza, l’artista ha sviluppato un software originale e programmato l’installazione multi-canale per creare un’esperienza audio-visiva totale, diretta e coinvolgente per lo spettatore.
L’esposizione prosegue con una “mostra all’interno della mostra”, schizzi di grandi Maestri in connessione con il percorso proposto. Opere di Theodore Gericault, Abraham Bloemaert, George Rouault, Kazimir Malevich, provenienti da una collezione privata, evidenziano i vari passaggi della realizzazione: dal bozzetto al perfezionamento, dall’artigianato classico alla rottura con le convenzioni.
Foto dell’esposizione
La sezione seguente riporta il visitatore alla contemporaneità con i ritratti Neo-Mastr di Funa Ye, un lavoro che parla di tecnologia e identità. Questa serie di pezzi unici, realizzati utilizzando la tecnologia GAN (GAN è un’architettura di deep learning/apprendimento automatico composta da due reti neurali che competono e si ottimizzano a vicenda, per creare immagini fake indistinguibili da quelle reali) approfondisce l’identità multiforme, la cultura e l’estetica della Cina moderna attraverso la rappresentazione artistica guidata dall’AI. Con l’aspetto di un muro pieno di vecchi ritratti, il progetto analizza le immagini online delle minoranze etniche cinesi e i selfie di Smart – una sottocultura nota in Cina per avere una forte identità culturale e sociale ben definita. I selfie vengono utilizzati poi per creare avatar unici e distintivi.
Posizionata non a caso vicino alle finestre della Scoletta affacciate sul Canal Grande, l’installazione di Accurat, uno studio italiano che applica l’approccio Data Humanism per analizzare le informazioni. Si tratta di un’opera che mette in discussione il ruolo della “pittura paesaggista” nel contesto attuale e su come possa essere ripensata nell’era digitale. Utilizzando un approccio basato sui dati e con Venezia come soggetto, Accurat crea un nuovo “dipinto” che rappresenta visivamente i metadati relativi alla morfologia della città forma della città e al suo funzionamento sociale, realizzato con un plotter che simula l’azione di un pittore.
Infine è importante notare che ogni mezzo ha i suoi detrattori, spesso dovuti a un uso scorretto. È questo il punto affrontato nel lavoro di Shu Lea Cheang, UKI Virus Rising, che solleva l’allerta sull’apprendimento tramite le nuove nuove tecnologie. Un monito essenziale sui rischi dell’abuso illustrato sotto forma di un’animazione digitale.
Vera (TAEX AI)
Arricchiscono la mostra due progetti speciali, sempre ideati da TAEX, per rafforzare il concetto principale della mostra insieme all’aspetto educativo: verrà messo a disposizione dei visitatori un computer con Vera, il programma personalizzato di TAEX per convertire testo in immagini. Grazie all’AI addestrata su un database di opere d’arte digitale, gli utenti potranno trasformare i loro input in opere originali che successivamente potranno ricevere via email.
TAEX Card Game
Per coloro che preferiscono un approccio più analogico per valutare l’affidabilità dell’intelligenza artificiale sulla conoscenza della storia dell’arte, viene proposto ai visitatori un gioco di carte a quiz a cui è possibile partecipare da soli, in coppia o in gruppo. Tutte le domande e le risposte sono fornite dall’AI: ogni carta presenta una domanda, 4 possibili risposte, quella giusta secondo l’AI e una spiegazione quando la macchina non la indovina correttamente.
ARTISTI IN MOSTRA
Shu Lea Cheang è un’artista e regista taiwanese-americana, che lavora con net art, performance partecipative multi-player, video e installazione. Avendo un ampio background nell’attivismo artistico, il suo lavoro promuove la libertà di espressione e critica l’oppressione politica, le questioni tecnologiche e ambientali. Come artista multimediale, ha ottenuto il riconoscimento per il suo pezzo di net art BRANDON (1998-1999), la prima commissione di web art del Guggenheim Museum. Una delle commissioni più recenti e straordinarie di Cheang è la mostra personale 3x3x6 per la 58ª Biennale di Venezia (2019), dove l’artista ha rappresentato Taiwan.
MAOTIK (Mathieu Le Sourd) è un artista digitale francese, che crea lavoro all’intersezione tra arte, scienza e tecnologia – ambienti immersivi, installazioni interattive, sculture architettoniche digitali e performance audiovisive. MAOTIK utilizza strumenti generativi per creare una sinergia speculare tra il mondo reale e quello digitale, codificando algoritmi inestricabilmente ispirati alla natura. Crea sculture audiovisive che possono respirare, muoversi e cambiare forma; una miscela di natura, scienza e tecnologia che porta esperienze uniche e irripetibili al pubblico. Le sue opere sono state esposte ad Art Basel, Frieze London, FIAC Paris, British Film Institute e recentemente alla Digital Art Fair di Hong Kong con TAEX.
Funa Ye è un’artista cinese che esplora il rapporto tra le realtà della vita quotidiana e la connessione percepita tra autorità e vita sociale. La sua pratica studia le diverse strutture di potere, i gruppi etnici e lo spazio immaginario della propaganda che si sforza per il concetto di ‘perfezione’ all’interno di un sistema ideologico e di un paesaggio utopico. È stata artista residente presso la K11 Foundation (Hong Kong), Pro Helvetia Swiss Council 2018 Studio Residency (Berna) ed ha esposto il suo lavoro a livello internazionale.
Andrea Meregalli è un artista e architetto italiano. Si occupa di design a diversi livelli. Ha sempre sviluppato progetti di ricerca attraverso la pittura, il disegno, le tecniche di stampa, le tecnologie digitali e la creazione di libri unici. Ha lavorato per anni senza mostrare nulla, poi, quasi per caso, ha elaborato il suo dolore e ha iniziato a rendere pubblico il suo lavoro.
Francesco D’Isa è un filosofo e artista italiano. Ha esposto le sue opere a livello internazionale in gallerie e centri d’arte contemporanea. Ha debuttato con il romanzo grafico “I.” (Nottetempo, 2011) e da allora ha pubblicato saggi e romanzi con rinomati editori come Hoepli, effequ, Tunué eNewton Compton. Tra le sue opere più note figurano il romanzo “La Stanza di Therese” (Tunué, 2017) e il saggio filosofico “L’assurda evidenza” (Edizioni Tlon, 2022). Più di recente, ha pubblicato il romanzo grafico “Sunyata” con Eris Edizioni nel 2023. Francesco è direttore editoriale della rivista culturale “L’Indiscreto” e contribuisce con scritti e illustrazioni a varie riviste, sia in Italia che all’estero.
ACCURAT è una società di design data-driven con sede a Milano e a New York. Offre una varietà di servizi di design per i suoi clienti, creando visualizzazioni di dati personalizzati di alto livello e scoprendo correlazioni e tendenze nei dati estratti dalla sua piattaforma di analisi visiva geospaziale.
TAEX è una piattaforma di arte digitale che sta costruendo una nuova comunità di collezionisti che plasmano il futuro dell’arte. Mostrano e co-producono opere di artisti di spicco con il plauso della critica, selezionati da curatori qualificati.
Antonio Geusa – Curatore
Da oltre 20 anni la sua missione è quella di facilitare la produzione, la circolazione e la ricezione dell’arte contemporanea. Il suo lavoro comprende l’organizzazione di conferenze e seminari, la cura di mostre e lo studio e l’insegnamento della storia dell’arte. Il suo campo di competenza è l’arte e le nuove tecnologie – ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Università di Londra in Media Arts. In particolare, negli ultimi due anni, è stato coinvolto nella realizzazione di progetti di arte digitale. Attualmente è uno dei curatori della piattaforma TAEX, specializzata in arte digitale. È anche l’iniziatore e curatore del festival di arte ed ecologia “Echoes of Eco” (dal 2011), del relativo “Video Art Laboratory” (dal 2016), di “Art Digital”, il primo festival di arte digitale in Russia (2005-2010), e della piattaforma di arte digitale “Techne” (2016-2020). Inoltre, ha una notevole esperienza nella cura di progetti educativi. Nel recente passato, tra le altre cose, ha lavorato come curatore aggiunto per la Tate Gallery di Londra; è stato membro della giuria e del comitato di esperti per vari premi di arte contemporanea; e ha collaborato con varie università e organizzazioni artistiche in tutto il mondo. Particolarmente noto e frequentemente citato è il suo studio sulla storia della video arte russa. Non meno importante per lui è il suo lavoro come docente e relatore. È titolare della cattedra di Storia dell’Arte contemporanea presso l’Università di Tomsk e collabora con varie istituzioni specializzate nell’insegnamento dell’arte contemporanea. Luoghi in cui è stato invitato a tenere un talk includono: Centre Pompidou, Parigi; Università degli studi di Milano-Bicocca, Milano; Bozar, Bruxelles, Belgio; Photographers’ Gallery, Londra.
Scoletta dell’Arte: Digital Reform A cura di Antonio Geusa 19.04 > 15.09.2024 Opening 18 Aprile ore 16 ORARI martedì-domenica ore 10-18 Scoletta dei Tiraoro e Battioro Santa Croce 1980 30135 Venezia
A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini. Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.
Tour de France di Robert Capa e altri fotografi della Magnum, questo il titolo della grande mostra, organizzata dal CRAF_Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia con Suazes e Magnum Photos, nella sede di Palazzo Tadea a Spilimbergo, in collaborazione con la Regione FVG, Comune di Spilimbergo, con il sostegno della Fondazione Friuli e il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine. L’esposizione si inaugurerà sabato 6 luglio alle ore 18 nel Palazzo la Loggia in p.zza Duomo.
TOUR DE FRANCE di Robert Capa e altri fotografi della Magnum Spilimbergo (Pn), Palazzo Tadea 6 luglio – 29 settembre 2024
L’occasione è quello di celebrare un avvenimento unico: La partenza del Tour de France 2024 dall’Italia, una prima tappa il 29 giugno da Firenze per raggiungere Rimini, per poi proseguire per altre tre tappe “italiane” che attraverseranno l’Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte per poi ricondurre la Grande Boucle in territorio francese. Sarà l’occasione per celebrare due figure leggendarie del ciclismo italiano, che il Tour l’hanno vinto in epoche diverse, Gino Bartali (1948) e Marco Pantani (1998), ma contempla anche la presentazione di un grande italiano delle due ruote, che il Tour lo vinse per ben due volte, nel 1924 (quest’anno il centenario della vittoria) e 1925: Ottavio Bottecchia, “el furlan de fero”.L’esposizione composta da oltre 80 immagini dei maestri della celebre agenzia fotografica Magnum esplora la dimensione umana di questa pratica sportiva che fa del ciclismo uno degli sport più popolari e amati. Raccontando le epopee dei campioni e delle grandi manifestazioni internazionali, Tour de France in primis, ma anche la quotidiana, straordinaria umanità di campioni e del grande pubblico che ai bordi delle strade e al traguardo li sostiene, immedesimandosi con loro e con il loro impegno.
Sudore, fango, tenacia, imprese di uomini che macinano chilometri misurandosi innanzitutto con sé stessi, la propria forza e i propri limiti. Colpiscono le immagini di uomini stremati, che letteralmente crollano sull’asfalto o sul pavé appena superato il traguardo, la partecipazione emotiva dei loro sostenitori, l’indifferente serenità di una mandria che continua a brucare mentre gli umani sembrano impazzire per l’impresa del loro campione.
La spettacolare sequenza di immagini in mostra è aperta da una serie, poco nota, di fotografie realizzate da Robert Capa nel 1939 quando venne incaricato dalla rivista “Match” di seguire il Tour de France di quell’anno. Fotografie dove l’attenzione si sposta prevalentemente nella partecipazione del pubblico alla corsa, cogliendo sguardi ed equilibri compositivi. Un’altra serie raccoglierà foto realizzate da Guy Le Querrec nel Tour de France del 1954; all’epoca il fotografo aveva solo 13 anni e si trovava in Bretagna per passare le vacanze estive e dove, in quell’edizione, passava la celebre corsa ciclistica. Circa 30 anni dopo, nel 1985, il fotografo venne invitato a seguire la squadra ciclistica della Renault-Elf durante gli allenamenti invernali; in questa stagione scattò fotografie del campione Laurent Fignon e seguì il campionato di ciclocross.
Il percorso proseguirà con fotografie Christopher Anderson dedicate al ciclista Lance Amstrong nel 2004 che suggeriscono il triste epilogo della carriera di questo sportivo per doping. Una sezione sarà dedicata agli spettatori con i loro riti con foto di Mark Power, Robert Capa, Harry Gruyaert e Richard Kalvar. Poi le immagini realizzate dal fotografo francese Harry Gruyaert nel Tour del 1982 e una sezione dedicata ai velodrom, con immagini di René Burri, Stuart Franklin e Raymond Depardon.
Il fotografo italiano Alex Majoli sarà presente con delle fotografie dedicate al celebre produttore di bici milanese Alberto Masi con sede del suo laboratorio sotto le curve del Velodromo Vigorelli. Infine una selezione di immagini di Peter Marlow dedicate a frammenti di quotidianità dei corridori impegnati nel giro della Bretagna nel 2003. Il progetto vuole indagare, attraverso lo sguardo di celebri fotografi di Magnum, la dimensione umana di uno degli sport più seguiti dal grande pubblico.
Scegliere la sensibilità degli autori di questa agenzia permette di andare oltre alle gesta sportive, e porre l’attenzione sulle alchimie del ciclismo, l’unico sport, come ripeteva Gianni Mura, dove “chi fugge non è un vigliacco”.
La mostra che chiuderà i battenti domenica 29 settembre (da martedì a venerdì 14.00-20.00 e sabato domenica 11.00-20.00 con ingresso gratuito) sarà accompagnata da un catalogo curato da Alvise Rampini e Marco Minuz, edito da Silvana Editoriale.
A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini. Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.
Siamo entusiasti di presentarvi Iris e Periplo Nerd, il nuovo blog nato dalla collaborazione con il rinomato sito di viaggi Iris e Periplo Travel. Questa nuova piattaforma è dedicata a tutti gli appassionati della cultura pop e vintage degli anni ’70, ’80 e ’90.
Iris e Periplo Nerd si propone di essere il punto di riferimento per chi vuole rivivere le emozioni della propria infanzia e giovinezza attraverso articoli approfonditi e contenuti multimediali su temi come robottoni giapponesi, retrogames, cartoni animati, anime e manga.
Sul blog e sulle pagine social dedicate, potrete viaggiare nel tempo e riscoprire quei personaggi e quelle storie che hanno segnato un’epoca e che continuano a far parte della nostra vita quotidiana. Ogni post è pensato per trasportarvi in un mondo fatto di nostalgia e passione, dove i ricordi diventano vivi e attuali.
Unitevi a noi in questa avventura e seguite Iris e Periplo Nerd per non perdervi neanche un aggiornamento. Siamo pronti a condividere con voi le nostre conoscenze, curiosità e aneddoti su tutto ciò che ha reso unici quegli anni.
In più, Iris e Periplo Nerd apre le porte alla rubrica “Intervista il Nerd“! Se siete appassionati di cultura pop e vintage e desiderate raccontare la vostra storia, scriveteci una mail e presentatevi. Le interviste saranno scritte e pubblicate settimanalmente sul nostro blog. Non vediamo l’ora di conoscervi!
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Lunedì 8 luglio sarà inaugurata a Messina presso il Parco Ecologico San Jachiddu la mostra Leggere il Paesaggio.
L’esposizione documenta il percorso di formazione realizzato a Messina dal mese di novembre 2022 al mese di maggio 2023 nell’ambito dell’omonimo progetto di Italia Nostra, vincitore del bando Cepell Educare alla lettura 2020. L’esperienza del corso di formazione è stata raccontata ad aprile scorso come modello progettuale inedito di educazione al paesaggio presso il Museo di Geografia dell’Università di Padova nell’ambito del seminario Paesaggi disegnati, curato da Giulia Mirandola per il Corso di Laurea Magistrale in Scienze per il Paesaggio, diretto dalla prof.ssa Benedetta Castiglioni.
Inaugurazione mostra Leggere il Paesaggio e proiezione del film La vocazione di perdersi
Messina, Parco Ecologico San Jachiddu 8 luglio 2024 ore 19:00
Attraverso un’esposizione di albi illustrati, taccuini, poster, video, fotografie, schede, mappe e altro ancora la mostra ricostruisce i ‘sentieri’ percorsi dai docenti che hanno partecipato al corso Leggere il Paesaggio, ideato e realizzato da Germana Giallombardo e Annalisa Raffa in collaborazione con Venera Leto della libreria indipendente Colapesce.
Che cos’è il Paesaggio? In che modo si può leggere il Paesaggio?
Il materiale in mostra nasce dalla sperimentazione di molteplici approcci alla lettura del Paesaggio, per scoprire come il legame fra le persone e i luoghi possa essere intimo e profondo e come risieda proprio in questa relazione la bellezza del Paesaggio. Occorre sollecitare tutti i nostri sensi per esserne consapevoli e per prenderci cura di ciò che ci circonda e di cui siamo parte.
Alle ore 21:00 sarà proiettato il film La vocazione di perdersi di Francesco Clerici e Mattia Colombo, produzione e produzione esecutiva SpazioB**K con il sostegno di Topipittori, Vanvere edizioni, Edizioni Fioriblù e Loredana Farina. Il primo film sperimentale, poetico e corale sull’educazione alla lettura che documenta l’incontro tra libri illustrati, lettori e spazi attraverso le esperienze formative della libreria SpazioB**K in giro per l’Italia.
Una mostra e un film per esplorare, leggere, orientarsi nel paesaggio della natura e dei libri.
La mostra sarà visitabile presso il Parco Ecologico San Jachiddu fino al 13 luglio dalle ore 18:00 alle ore 20:00.
Annalisa Raffa e Germana Giallombardo Referenti del progetto Leggere il Paesaggio Italia Nostra Messinamessina@italianostra.org
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Conosciuto con il nome d’arte Twenty Six, Elia Viano è l’artista tech house atteso sabato 6 luglio al Base Club Experience in Baia di Sistiana (Duino Aurisina – Trieste – dalle 23.00 alle 04.00). Inoltre, in collaborazione con Gruppo Autotorino, durante la serata saranno presentate le ultime novità della gamma MINI Cooper e Countryman. Entro le 01.00 previsto ingresso omaggio alle donne con Woman Card.
Twenty Six, artista tech house popolare in Europa e America Latina, sabato 6 luglio al Base Club Experience in Baia di Sistiana (Trieste)
Twenty Six, fin dall’inizio della sua carriera, ha attirato l’attenzione di etichette importanti come CR2 e Happy Techno, ricevendo il supporto di artisti rinomati come Blackchild, Jamie Jones, Cuartero, Dennis Cruz, Manda Moor, Reelow e Shaf Huse. Nel corso degli anni, Twenty Six ha sviluppato un suono distintivo e ciascuna delle sue canzoni è facilmente riconoscibile per la sua atmosfera incredibilmente coinvolgente. Questo stile unico lo ha portato a pubblicare musica per altre importanti etichette, come Nervous e Glasgow.
Uno dei suoi brani, “STAN”, è diventato virale su TikTok, raccogliendo oltre 3 milioni di stream e ricevendo il supporto di artisti come FISHER, CLOONEE e WADE. Nel 2023, ha pubblicato un album che definisce la carriera intitolato, “Buscando Money” in collaborazione con il cantante cubano Tayson Kryss. L’album ha scalato rapidamente le classifiche, raggiungendo la top 10 nelle classifiche virali globali e in paesi come Spagna, Cile, Uruguay, Ecuador e Colombia. Il successo di “Buscando Money” è ulteriormente dimostrato dal numero significativo di post su Shazam e TikTok, che hanno rapidamente influenzato la scena musicale argentina. La presenza costante di Twenty Six negli spettacoli dal vivo lo ha mantenuto ai massimi livelli di performance. Si è esibito in vari paesi tra cui Spagna, Regno Unito, Francia, Germania, Ecuador, Colombia e Italia, calcando palcoscenici rinomati nel mondo.
Domenica 7 luglio, dalle 19.00 alle 24.00, al Base Club Experience (Baia di Sistiana) è in programma una performance live del percussionista Joe Renzini, un musicista formatosi in batteria Jazz al Conservatorio “A. Buzzolla” di Adria. Evento in collaborazione con Shi’s Restaurant, partner Aperol.
Aps comunicazione Snc di Aldo Poduie e Federica Zar viale Miramare, 17 • 34135 Trieste Tel. e Fax +39 040 410.910 zar@apscom.it
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