La mostra POP/BEAT a Vicenza è prorogata fino al 28 luglio

Vicenza continuerà ad essere Pop/Beat fino ad estate inoltrata. La grande mostra “Pop/Beat – Italia 1960-1979“, in corso alla Basilica Palladiana di Vicenza sarà infatti prorogata fino al 28 luglio, un mese in più rispetto a quella che era la data prefissata.

Un mese in più per immergersi, nel fresco salone dalla Basilica, all’interno di questo originalissimo racconto d’arte e trasformazione sociale.



POP/BEAT – Italia 1960-1979
Liberi di Sognare
Vicenza, Basilica Palladiana
Prorogata al 28 luglio 2024

«La proroga della mostra Pop/Beat fino al 28 luglio – spiega l’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città Ilaria Fantin –permetterà non solo ai vicentini ma anche ai turisti che visiteranno Vicenza durante l’estate di trovare una proposta del tutto originale in Basilica Palladiana. Un’occasione in più per fare tappa nella nostra città che accoglie con monumenti unici al mondo ed eventi di grande qualità i sempre più numerosi ospiti italiani e stranieri».

Curata da Roberto Floreani e promossa congiuntamente dal Comune di Vicenza e da Silvana Editoriale, “Pop/Beat – Italia 1960-1979” sta incontrando l’apprezzamento del pubblico che in questi mesi ha affollato le sale della Basilica Palladiana, immergendosi in questo racconto che per la prima volta in Italia racconta ed espone insieme le generazioni Pop e Beat italiane, per sottolineare la statura assoluta della Pop italiana in Europa. Una mostra scientificamente coraggiosa con il grande pregio di essere divertente, leggera e adatta a tutti, ideale per aprire la città a energie creative nuove e diversificate.


Ufficio Stampa
 
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STUDIO ESSECI – Sergio Campagnolo
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Roma, PrimaLinea Studio: bipersonale di Alessandra Cecchini e Andrea Frosolini

Sabato 22 giugno 2024 dalle ore 18:00 inaugura presso il rinnovato spazio espositivo di PrimaLinea Studio, Just Add Water la mostra bipersonale di Alessandra Cecchini e Andrea Frosolini. I due membri dell’artist-run space Spazio Insitu presentano per l’occasione una serie di installazioni inedite sul tema della sirena, figura allegorica e pervasiva dell’immaginario collettivo.

Sabato 22 giugno 2024 dalle 18:00
 
PrimaLinea Studio presenta
Just add water:
Something fishy
 
bipersonale di Alessandra Cecchini e Andrea Frosolini
 
A cura del Collettivo PrimaLinea Studio
 
PrimaLinea Studio, Via Giovan Battista Gandino 31

Sulla sinusoide sinuosa si muove senza se amala
ti ammalia, balia bagnata
fatata fanciulla ti alliscia
ti culla poi ti lascia
in balia delle onde
Melodia confonde
Dalla superficie alle acque fonde Da limpide a torbide in un turbine remando verso l’apice
poi vicino al culmine l’incudine sconvolge ma le bolge, sconquassa sugli scogli

Cachaça e catrame Brame
Branchie e squame Fame
Unghie e piume
Le ali sbatte, bocca inghiotte
flut di brut tra i flutti
frutti di mare
ossi di seppia
lische sul fondale
fiori del male
free shipping
Sci nautico
Shibari all’albero
un oscuro scrutare
parte la nave
stella polare
stella di mare
e il naufragar m’è dolce

Nell’Odissea le sirene sono descritte come figure seducenti e mortifere, che soggiogano il viaggiatore attirandolo con canti melodiosi. Queste fanciulle virginali, incarnano con la loro ambiguità il binomio Eros e Thanatos. Secondo alcune interpretazioni, con il canto invitano il viaggiatore a ottenere la conoscenza “onnisciente” che porta alla morte minacciando di compromettere i legami familiari e civili. Questa creatura fantastica e ancestrale è indagata dagli artisti in chiave antropologica con i più recenti strumenti tecnologici attraverso la cultura post-internet e pop. Ne conseguono lavori che analizzano la percezione di sé e degli altri e che considerano le rivoluzioni del nostro tempo. Le installazioni, in parte realizzate con le intelligenze artificiali, sono declinate su oggetti di uso comune. Le figure androgine nell’opera Come on girl look at you (but it’s not you)  di Alessandra Cecchini, sono ibridate non solo dal punto di vista di genere ma anche da quello tecnico: analogico e digitale. Le sue immagini antropomorfe stampate su veli mettono in dubbio le nostre certezze riguardo al passaggio dal reale al virtuale dando origine a nuovi luoghi di incontro-scontro tra osservazione e pensiero. I corpi che osserviamo hanno connotati umani che vanno oltre le classiche fattezze per scompaginare in forme irreali e post-umane. Il tema dell’ibrido ricorre anche in May Jailer di Andrea Frosolini che includendo nell’opera l’elemento sonoro indaga l’aspetto antropologico della sirena. La traccia audio presente nell’installazione è frutto della fusione di brani metal, originariamente molto violenti con le voci delle popstar più amate della musica contemporanea e simula il canto melodioso della sirena. L’artista, in chiave critica, schietta ma ironica, cita icone e movimenti della cultura pop ’90-’20, evidenziando le modalità effimere dell’ultra-attualità. Il titolo della mostra allude a un episodio della serie teen H2O, infatti nel complesso la mostra ha una carattere spiccatamente femminile che esalta la contrapposizione tra vita e morte intesa sia come forza creativa che distruttiva. Questo principio esistenziale dell’analisi freudiana, si riduce alla pulsione di vita (Eros), che implica il principio della sopravvivenza e alla pulsione di morte (Thanatos), che si manifesta invece in tendenze autodistruttive. Questa pluralità è rintracciabile anche nel rapporto con la tecnologia: i nuovi strumenti tecnologici e le nuove culture nate in rete, come le sirene, sono generatori di nuove bellezze, di nuove estetiche ma rappresentano anche la minaccia di morte dei vecchi sistemi e del vecchio gusto. La rivoluzione sociale in atto e la rapida diffusione di nuove identità sono interpretate da alcuni come una possibilità di autodeterminazione, mentre per altri rappresentano una minaccia per la sopravvivenza della specie. Questi principi sono reiterati in Buy my purple wig for my mermaid video opera condivisa in cui gli assunti sono espressi tramite l’elemento del pozzo, oggetto dalla duplice valenza, fonte di vita o pericolo di morte. Nel complesso Just Add Water è un viaggio attraverso la percezione di sé e degli altri in cui esplorare il valore del dualismo e il contrasto tra minaccia e bellezza attraverso il filtro della tecnologia e della cultura contemporanea.

Alessandra Cecchini,il suo lavoro riguarda l’immagine che è intesa come forma esteriore e le dinamiche attraverso le quali determina, costruisce la nostra percezione del mondo. Quest’ultimo, frammentato e ricomposto, contrapposto e duale, appare come il territorio di incontro-scontro tra reale e virtuale. Il risultato è un contesto ibrido entro il quale l’artista ricerca gli elementi contraddittori e i confini labili così come gli spazi di continuità.

Andrea Frosolini, La sua ricerca ha origine dall’osservazione di pratiche comunicative contemporanee con l’intento di offrire nuove visioni e punti di vista tramite processi di sintetizzazione digitali della realtà. L’opera diviene un pretesto per raccontare crudamente la realtà, da una parte convertendo in un’unica forma il rapporto, quasi inscindibile, che intercorre tra superficie, volume e contenuto; dall’altra legittimando come spazio potenzialmente infinito di contestualizzazione del reale.


PrimaLinea Studio
Via Giovan Battista Gandino 31, 00167, Roma, RM
Opening sabato 22 giugno dalle ore 18:00
La mostra è visitabile dal lunedì al sabato, dalle 16:00 alle 20:00 
dal 22 giugno fino al 7 settembre con una pausa estiva
l’Ingresso è libero su appuntamento 
INFO E CONTATTI STAMPA:
+39 3896904704
primalinea@mail.com 

Brescia: alla Pieve di Urago Mella va in scena “Synesthesia – atto II”

È stata inaugurata venerdì 14 giugno alle 18.00 “Synesthesia – Atto II”, seconda edizione dell’esposizione di una selezione di lavori degli studenti del triennio della Scuola di Decorazione Artistica dell’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia.

L’esposizione, allestita presso la Pieve di Urago Mella, in via della Chiesa 136, a Brescia, è aperta al pubblico il fine settimana: sabato 15, domenica 16, sabato 22 e domenica 23 giugno, dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

La mostra espone una selezione di lavori degli studenti del triennio della Scuola di Decorazione Artistica dell’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia.

L’esposizione, allestita presso la Pieve di Urago Mella, in via della Chiesa 136, a Brescia, è aperta al pubblico il fine settimana: sabato 15, domenica 16, sabato 22 e domenica 23 giugno, dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

La mostra dà spazio alle diverse sfaccettature della Decorazione Artistica e mostrare al pubblico la sua essenza: la decorazione, così come l’arte stessa, è una disciplina sempre contemporanea.

L’esposizione vuole dare spazio alle diverse sfaccettature della Decorazione Artistica e mostrare al pubblico la sua essenza: la decorazione, così come l’arte stessa, è una disciplina sempre contemporanea. 

“Il decoratore nel tempo si relaziona creativamente con vari temi del sapere umano”, ricorda Andrea Mariconti, coordinatore della Scuola di Decorazione Artistica dell’Accademia SantaGiulia, è un professionista capace di integrare arte, scienza, umanesimo e tecnologie moderne”.

I materiali e gli strumenti tecnici combinati alla conoscenza e alla ricerca sono fondamentali per lo sviluppo della figura del decoratore che è un artigiano-imprenditore-creativo in grado di intervenire in contesti diversi grazie al proprio stile e alla propria sensibilità artistica.

La mostra, frutto della didattica del percorso triennale, descrive una disciplina ampia e versatile, che evolve e si adatta ai cambiamenti del tempo, con un occhio puntato al settore del lavoro contemporaneo, alla committenza e alle nuove tecnologie.

“La riflessione etica sugli strumenti a disposizione oggi, inclusa l’intelligenza artificiale, è cruciale”, continua il professor Mariconti. “Come in passato con altre innovazioni, le nuove tecnologie sono inizialmente accolte con resistenza, ma col tempo diventano parte integrante delle competenze e della cultura dell’epoca, fungendo da mezzo e supporto per diverse attività, come emerge proprio dalle opere degli studenti presentate”.


Valeria Magnoli
Ufficio stampa
GRUPPO FOPPA
COOPERATIVA SOCIALE ONLUS

Via Cremona, 99 – 25124 Brescia
Tel. 030/3770554 – Fax 030/3776740
ufficiostampa@foppagroup.it
www.foppagroup.it  

RSVP – JISBAR : “Sketch to Scale” – Incontro e dedicace al Sist’art Gallery Venezia

Un evento esclusivo dell’artista JISBAR, dedicato alla presentazione del suo nuovo libro “Sketch to Scale”. Il libro sarà disponibile in pre-vendita a partire dal 13 giugno e in vendita ufficiale dal 17 giugno. L’evento si terrà il 22 giugno, alle ore 17:00, nella storica Sist’art Gallery, situata in 135 Piazza San Marco, Venezia.

« Sketch to Scale » è molto più di un semplice libro; è un’opera introspectiva e rivelatrice. JISBAR condivide le sue esperienze, i progetti, le collaborazioni significative e le mostre, accompagnate da ricche illustrazioni delle sue opere. I dettagli di produzione aggiungono un tocco unico: copertina rigida con rivestimento soft touch, rilegatura cucita e pagine interne in carta satinata da 150 g/m2 con stampa ad alta definizione.

L’incontro rappresenta una prima opportunità per collezionisti, appassionati e lettori di interagire con l’autore e scoprire le opere presentate nel libro. La serata includerà una mostra dedicata e una sessione di dediche direttamente dall’artista. L’evento è destinato a essere una fonte di ispirazione, esplorando le interconnessioni tra arte e letteratura.

La prefazione del libro “Sketch to Scale” è stata firmata da Richard Orlinsky.
« Jisbar è la nuova stella del Pop Art. Con umiltà, parla della sua ammirazione per gli artisti che lo hanno ispirato, offre la sua visione personale della storia dell’arte e modifica le regole per rafforzare il proprio stile. Mi sono visto in lui; un artista autodidatta che non ha paura di condividere i suoi dubbi, i suoi sogni e una sensibilità esasperata. » estratto dalla Prefazione scritta da Richard Orlinsky.

Per partecipare all’evento esclusivo di presentazione del libro “Sketch to Scale” di JISBAR, seguite queste indicazioni:
Data e Ora : 22 giugno, ore 17:00
Luogo : Sist’art Gallery, 135 Piazza San Marco, 30124 Venezia, Italia
Prenotazioni : Per confermare la vostra presenza, si prega di RSVP clicca qui
Dettagli dell’Evento : Unisciti a noi per una serata di arte e cultura, con una sessione di dediche
dal vivo e l’opportunità di incontrare l’artista.
Accesso : L’evento è aperto al pubblico ma la registrazione è obbligatoria a causa della limitata
disponibilità.

In un estratto dal libro, JISBAR commenta: « Quest’opera è il riflesso della mia anima d’artista; ogni pagina si volge come un’eco della mia vita, unendo introspezione ed espressione. È un invito a scoprire non solo la mia arte ma anche il mio percorso personale e professionale. Dedico a questo progetto ogni sera, dalle 20:00 alle 23:00, con lo stesso spirito autodidatta che ha guidato la mia carriera artistica. Considero questo libro una vera opera d’arte, alla stregua di uno dei miei quadri o sculture. »

Pre-vendita : A partire dal 13 giugno su instagram di JISBAR o sul suo sito web https://www.jisbar-art.com/

Disponibilità : Disponibile presso la Sist’art Gallery, Piazza San Marco, 30124, Venezia a partire dal 17 giugno

Formati : Libro di 292 pagine, copertina rigida con rivestimento soft touch, rilegatura cucita e pagine interne in carta satinata da 150g/m2 con stampa ad alta definizione

Prezzo : Al pubblico – 65 euro
Per ulteriori informazioni : www.jisbar-art.com

Nato nel 1989, questo artista francese di pop-street sta ridefinendo la scena artistica con il suo mix unico di arte classica e influenze moderne del pop e street art. Operando tra Parigi e Lisbona, l’opera di JISBAR è una ricca tessitura di riferimenti culturali e innovazione artistica.
Per maggiori informazioni, visitate https://www.jisbar-art.com/


Contatto Stampa per JISBAR
AGENCE ANONYME PARIS

Emilie Melloni-Quemar
 emilie@anonymagence.com // +33(0)6.75.73.08.28

Pubblicato il 20 maggio 2024

Chiasso (Svizzera), Spazio Officina – GIULIANO VANGI: IL DISEGNO

Fino al 21 luglio 2024 lo Spazio Officina ospita la mostra GIULIANO VANGI: IL DISEGNO, a cura di Marco Fagioli e Nicoletta Ossanna Cavadini con progetto di allestimento di Mario Botta. L’esposizione, che si inserisce nel filone dei maestri del XXI secolo, costituisce la prima antologica sulla carriera artistica che abbraccia otto decenni del maestro fiorentino Giuliano Vangi (Barberino di Mugello 1931- Pesaro 2024). L’artista è recentemente scomparso, dopo aver a lungo e con entusiasmo lavorato alla realizzazione di questa mostra che tratta per la prima volta in senso antologico il tema del disegno dal 1944 al 2024.

A sinistra: Giuliano Vangi, Studio di uomo con canottiera 2015 Disegno su carta intelata 170 x 118 cm
Collezione dell’artista, Pietrasanta – Foto ©Stefano Buonamici
A destra: Giuliano Vangi, Uomo con canottiera 2016 Bronzo, lega di nichel, vetro, porcellana 166 x 80 x 56 cm
Collezione dell’artista, Pietrasanta – Foto ©Stefano Buonamici


Spazio Officina, Chiasso
Centro Seminariale Villa Pontiggia, Breganzona


GIULIANO VANGI: IL DISEGNO
FINO AL 21 LUGLIO 2024

L’esposizione è incentrata in particolare sullo studio del disegno e della rappresentazione figurativa volta alla realizzazione dell’opera scultorea. In mostra allo Spazio Officina saranno esposti quasi duecento disegni di studio, a matita e china con biacca e acquarellature, oltre che acqueforti, di piccolo e grande formato, nonché due sculture, di cui l’ultimo bronzetto – Uomo che urla – realizzato proprio nei primi mesi del 2024. In particolare in questa mostra antologica sarà esposta una selezione della sua produzione grafica a partire dal 1944, anno in cui iniziò ad eseguire i disegni accademici, fino ad arrivare al 2024 con opere di grande valore emozionale: complessivamente otto intensi decenni di attività artistica, il che costituisce una prima a livello espositivo.

L’artista elabora ed esprime i suoi sentimenti ed impressioni usando il mezzo primario fra pensiero ed esecuzione, ossia il disegno, che a sua volta si trasforma alla fine del processo creativo in scultura. La forza creativa di Vangi lo porta anche alla sperimentazione di diverse tecniche grafiche dell’incisione, tra cui l’acquaforte, il bulino, l’acquatinta e la puntasecca; tecnica,quella dell’incisione, sperimentata come modo ideale del suo fare, richiamando l’importanza della tradizione e affermando che la sua ricerca oscilla costantemente tra memoria e modernità. Il segno o grapheion, come atto creativo e originale, lo induce a ridisegnare e a rielaborare uno stesso tema più volte, poiché la sua grafica esprime tutta la poetica dell’artista. Per arrivare a sviluppare la propria arte, Vangi attinge direttamente dal vero, ispirandosi al soggetto “uomo” in tutte le sue declinazioni dei sentimenti dell’anima: attraverso il segno è quindi in grado di trasmettere il suo codice intellettuale di grande levatura.

Una sezione distaccata della mostra si trova presso il Centro Seminariale Villa Pontiggia a Breganzona (Lugano): nel parco sono presenti due sculture di Vangi (Persona, 2003, e Parallelepipedo rosso, 2010), mentre nel padiglione ligneo disegnato da Mario Botta viene collocata per l’occasione la scultura in acciaio Jolanda (2022). Questa sede della mostra sarà visitabile solo su iscrizione, ogni sabato mattina durante i due mesi di apertura della mostra. Viene così messo in evidenza da un lato il rapporto con il territorio, dall’altro l’amicizia professionale che lega Mario Botta a Giuliano Vangi.

Il catalogo presenta un ricco apparato con tutte le immagini delle opere in mostra, i saggi dei co-curatori Marco Fagioli e Nicoletta Ossanna, e un’intervista all’architetto Mario Botta. Negli apparati vi è la biografia, una bibliografia specifica, l’elenco delle mostre (Edizioni Silvana Editoriale, 24×24, italiano e inglese, pp. 304, CHF/Euro 38.-)

L’esposizione vanta la sinergia con il Comune di Pesaro, quest’anno Capitale italiana della cultura, dove Giuliano Vangi viveva e dove si trova il suo Atelier. L’esposizione è resa possibile grazie al Dicastero Attività culturali del Comune di Chiasso, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino e di AGE SA, con il contributo dell’Associazione amici del m.a.x. museo (aamm) e (per la conferenza) del Circolo “Cultura, insieme” Chiasso. Si ringraziano in particolare Villa Pontiggia-Seminar & Workshop, M. Zardi & Co. SA e Verzaschella, main sponsor della mostra. Sponsor tecnici: One Logistics Group, helvetia, Ellipticum, Alchimia Restaurant Chiasso.

Giuliano Vangi nasce a Barberino di Mugello il 13 marzo 1931.
Fin da giovane Giuliano Vangi dimostra forte abilità artistica e passione che lo portano a realizzare disegni intrisi di sapienza tecnica e formale. L’artista si forma presso l’Istituto d’Arte Porta Romana e l’Accademia di Belle Arti di Firenze, e fin dagli esordi si dedica completamente alla scultura quale allievo di Bruno Innocenti.
Dal 1950 al 1958 a Pesaro, dove insegna presso l’Istituto d’Arte della città. Nel 1959 si trasferisce a San Paolo del Brasile: qui si dedica alla ricerca astratta, lavorando su cristalli e metalli. Nel 1962 rientra in Italia, si stabilisce a Varese e insegna all’Istituto d’Arte di Cantù. Sono anni, questi, in cui Vangi recupera il tratto figurativo ricorrendo a quelle doti plastiche dalla straordinaria forza espressiva ed evocativa che gli sono proprie.
La sua produzione artistica viene esposta in mostra nel 1967 alla Strozzina di Palazzo Strozzi, a Firenze, evento cui seguirà una ricca serie di mostre in diverse città europee: Stoccarda, Monaco, Francoforte, Amburgo, Londra. Nel 1977 è protagonista della mostra tenutasi al Palazzo della Permanente di Milano. Nel 1983 vince il premio dell’Accademia di San Luca e in seguito il premio Feltrinelli per la scultura all’Accademia dei Lincei. Nel 1988 porta per la prima volta le sue opere in Oriente in una mostra a Tokyo, presso la Gallery Universe. Nel 1994 è nominato Professore Onorario presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara.
Alla fine degli anni ‘90 allo scultore vengono commissionate opere da enti pubblici e religiosi importanti, tra cui la lupa collocata nel centro storico di Siena. Nel 2002 Vangi riceve il Praemium Imperiale per la scultura.
L’artista acquista fama a livello internazionale e nel 2002 nella città di giapponese di Mishima gli viene dedicato un museo che espone un centinaio delle sue opere. Tra le numerose mostre personali realizzate si ricordano quella a Firenze al Forte Belvedere nel 1995, agli Uffizi nel 2000, all’Ermitage di San Pietroburgo nel 2002 e al Museo Hakone nel 2002, quella del 2011 con opere di diversi materiali e policromi al Palazzo Pretorio a Barberino di Mugello, suo paese di origine. Nello stesso anno riceve il premio Giotto e l’Angelico. Nel 2023 ha esposto al Mart di Rovereto, in una mostra dal titolo Colloquio con l’antico. Pisano, Donatello, Michelangelo.
Giuliano Vangi si spegne a Pesaro il 26 marzo 2024.


Una sezione della mostra è ospitata presso Villa Pontiggia a Breganzona (Lugano, via Lucino 75). Nel suo parco sono stabilmente presenti due sculture di Giuliano Vangi, Persona (2003) e Parallelepipedo rosso (2010); nel padiglione ligneo disegnato da Mario Botta (realizzato in occasione della mostra dedicata all’architetto ticinese nel 2018 Spazio Sacro a Locarno e trasferito poi a Breganzona) è collocata per il periodo espositivo la scultura in acciaio Jolanda (2022). Ad unire Mario Botta e Giuliano Vangi è stata una profonda amicizia ultraventennale, che ha portato a diverse collaborazioni artistiche di pregio internazionale.

Presso Villa Pontiggia sono pure visibili due grandi disegni di Giuliano Vangi e un bozzetto in terracotta, preparatori dell’opera scultorea Parallelepipedo rosso (2010).

La sede della mostra a Villa Pontiggia sarà accessibile solo su prenotazione, ogni sabato mattina durante il periodo espositivo, con visita guidata (dalle 10.00 alle 11.00 oppure dalle 11.00 alle 12.00; massimo 25 persone). Le visite guidate sono gratuite. La prenotazione è obbligatoria, inviando una e-mail a info@maxmuseo.ch o telefonando al numero +41 58 122 42 60.

Alla mostra è abbinato il catalogo GIULIANO VANGI: IL DISEGNO con saggi specifici redatti da Marco Fagioli (storico e critico d’arte, co-curatore), “Modernità e classicità nei disegni e nelle sculture di Giuliano Vangi”, e da Nicoletta Ossanna Cavadini (direttrice del m.a.x. museo e Spazio Officina, co-curatrice), “Il disegno nell’opera di Giuliano Vangi”. Presente anche un’intervista all’architetto Mario Botta in relazione alla venticinquennale amicizia con Giuliano Vangi.

Il volume è pubblicato da Silvana Editoriale, pp. 304, CHF/Euro 38.-

Vi è anche un mini-catalogo su Villa Pontiggia, in quanto luogo immersivo nel mondo dell’arte espositiva, con una scelta critica di immagini delle opere scultoree del percorso espositivo. Fidia Edizioni d’Arte per il Centro Culturale Chiasso, Lugano 2024, CHF/Euro 15.-, pp.112, CHF/EURO 15.

In occasione della mostra GIULIANO VANGI: IL DISEGNO viene realizzato un video a cura di 3D Produzioni, con interviste ai co-curatori Marco Fagioli e Nicoletta Ossanna Cavadini, nonché all’architetto Mario Botta.

Il filmato sarà trasmesso sul canale tv La7, nel format Artbox, martedì 11 giugno 2024 (in seconda serata) con replica il 13 giugno (seconda serata); lo stesso sarà visibile su La7d sabato 15, lunedì 17 e venerdì 21 giugno. Inoltre, la puntata sarà disponibile gratuitamente sul sito www.la7.it/artbox a partire da mercoledì 12 giugno.

È anche in visione FOCUS on VANGI, prodotto da Gekofilm Srl, opera diretta da Emerson Gattafoni con executive producer Valeria Cagnoni. Si tratta di un docufilm sulla vita e le opere di Giuliano Vangi, ritenuto dalla critica militante il più grande scultore italiano contemporaneo.

FOCUS on VAGNI è un racconto e un viaggio tra progetti e opere, ricordi, emozioni, ricerca e passione del grande scultore con interventi dell’architetto Mario Botta, di Vittorio Sgarbi, Nicola Loi dello Studio Copernico di Milano e Koko Okano, direttrice del Museo Vangi di Mishima.


Giuliano Vangi: il disegno
a cura di Marco Fagioli e Nicoletta Ossanna Cavadini
Spazio Officina (Via Dante Alighieri 4), Chiasso (Svizzera) 26 maggio – 21 luglio 2024

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A Bruxelles un nuovo evento con il libro “Trieste è un’isola” di Francesco De Filippo

A Bruxelles (rue du Commerce 49) giovedì 13 giugno, all’Ufficio di collegamento della Regione Friuli Venezia Giulia , è stato presentato il libro Trieste è un’isola (Castelvecchi editore) dello scrittore e giornalista Francesco De Filippo. L’incontro ha rappresentato il terzo appuntamento collaterale alla mostra L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo, allestita all’Istituto Italiano di Cultura fino al 31 luglio, promossa e sostenuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giuliae dall’Associazione Foemina APS di Trieste e realizzata in coproduzione con Istituto stesso.

L’autore è stato introdotto da Marianna Accerboni, ideatrice e curatrice dell’incontro e della mostra, e da un rappresentante del Circolo di Bruxelles dell’Associazione Giuliani nel Mondo.

All’Ufficio di Collocamento della REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA a BRUXELLES
presentazione del libro TRIESTE È UN’ISOLA di Francesco De Filippo, nell’ambito della mostra L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo

Il libro è un poliziesco intenso, complesso ma anche ironico in cui un ex agente dei servizi segreti, napoletano momentaneamente in esilio a Trieste, si trova suo malgrado a dover indagare su una vicenda che affonda le radici negli ultimi, difficili anni della seconda Guerra mondiale, cruciali per il destino di Trieste. Quelli in cui vissero intensamente e operarono le artiste protagoniste della mostra allestita all’Istituto Italiano di Cultura: Leonor Fini, attiva a Parigi ma sempre molto legata alla città, Maria Lupieri, Maria Melan, Anita Pittoni e una giovanissima Miela Reina. Il protagonista, Vincenzo Tagliente, seguendo la vicenda di una turista in cui si era casualmente imbattuto, scoprirà le tragedie avvenute nel territorio oggi appartenente alla Slovenia, il dramma dei 300mila profughi istriani, il faticoso periodo del dopoguerra. Perché – afferma De Filippo – è sempre illusoria la linea che divide il passato dal presente e, unendo decine di tessere, miracolosamente si ricompongono esistenze dolorose che non chiedevano altro che di essere testimoniate.

De Filippo racconta tutto questo con maestria mettendo insieme un mosaico che vede non soltanto una straordinaria ricchezza linguistica ma anche una sorta di fusione e compenetrazione di piani e stili narrativi. È come se le forme della scrittura trovassero tutte insieme un nido, e in questo è calzante la metafora dell’isola che l’autore cita spesso.

Scrittore, saggista e giornalista italiano, Francesco De Filippo (Napoli 1960) è autore di oltre venti libri, tra romanzi, saggi e varia, diversi dei quali tradotti in Francia, Germania e Repubblica Ceca. Il romanzo d’esordio, Una storia anche d’amore (Rizzoli, 2001), ha vinto il premio Cypraea, è entrato in cinquina per il Premio Berto ed è stato finalista al Premio Arezzo. Il successivo, L’affondatore di gommoni (Mondadori, 2004), è stato pubblicato nella Repubblica Ceca e in Francia, dove è stato selezionato per il Supercampiello Europa e per il prestigioso premio Polar. La regista Maria Luisa Bigai ne ha poi ricavato una pièce teatrale dal titolo Bestie da sbarco/Sconcerto. Numerosi suoi racconti sono stati pubblicati su quotidiani e periodici (la Repubblica, Carta, Il manifesto) e compaiono in varie antologie. I diritti di alcuni suoi romanzi sono stati opzionati da due società produttrici per realizzare dei film. Ha vinto premi letterari internazionali, tra cui il Paris Noir. Già corrispondente per Il Sole 24 Ore, è responsabile dell’Agenzia Ansa per il Friuli Venezia Giulia. Fra le sue ultime opere Filosofia per i prossimi umani (con Maria Frega – Giunti, 2020), e per Castelvecchi La nuova via della seta (2019), No vax: il grande sogno negato (2022) e i romanzi Le visioni di Johanna (2019), Prima sterminammo gli uccelli… (2020).



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Roma, Villa Altieri: presentato il convegno dal titolo “Cura della libertà e libertà della cura”

All’interno del progetto Opera Unica* di Angelo Gallo promosso da A-HEAD Project di Angelo Azzurro ONLUS, sabato 8 Giugno 2024 è stato presentato a Villa Altieri il convegno dal titolo “Cura della libertà e libertà della cura” moderato dalla Dottoressa Stefania Calapai, dal Dottor Francesco Cro e dalla Giornalista Barbara Speca, con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale.

A-Head Project ha presentato il convegno
“Cura della libertà e libertà della cura”
 
La sfida di Franco Basaglia a 100 anni dalla nascita
 
A-HEAD Project di Angelo Azzurro ONLUS
ha presentato l’ultima tappa del connubio arte-psichiatria all’interno della mostra Opera Unica* di Angelo Gallo a
Villa Altieri
Viale Manzoni 47 – Roma

Negli anni A-HEAD Project di Angelo Azzurro Onlus porta avanti un’importante opera di lotta allo stigma della malattia mentale in un percorso sinergico con l’arte contemporanea. In occasione dei 100 anni dalla nascita del lungimirante psichiatra Franco Basaglia, è stato ribadito da parte della Onlus il sodalizio tra arte e psichiatria che ha dimostrato essere vincente.

Infatti all’interno del progetto OPERA UNICA* dell’artista Angelo Gallo, promosso da A-HEAD Project, sabato 8 Giugno 2024 è stato presentato a Villa Altieri il convegno dal titolo “Cura della libertà e libertà della cura” moderato dalla Dottoressa Stefania Calapai, dal Dottor Francesco Cro e dalla Giornalista Barbara Speca, con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale.

Si è discusso di cura della libertà e libertà della cura, ricordando la dura battaglia combattuta da Franco Basaglia affinché la salute mentale fosse un diritto e non una dura punizione, un approccio terapeutico fondato sul dialogo e non sull’annientamento del paziente in difficoltà. Si è spaziato dall’arte come metodo di cura parlando della creatività come strumento per superare l’incomunicabilità del malato. Si è illustrato il pensiero analitico di Carl Gustav Jung,  che considerava fondamentale l’analisi delle immagini interne del paziente nella terapia psichiatrica, i cosiddetti “archetipi”. Fino ad arrivare al delicato quanto importante reinserimento in società attraverso l’attività lavorativa. Sono state analizzate le nuove frontiere riguardanti le cure psichiatriche testate durante la pandemia, ponendo un importante accento su tecniche alternative come la telepsichiatria, ma anche tecniche che prevedono l’ analisi della mente strettamente legate agli studi junghiani della conoscenza del Sé e nuovi approcci basati sull’esplorazione della propria interiorità favoriti dalle sostanze psichedeliche, oggetto di studio e ricerca negli ultimi 20 anni

Sulla scia del pensiero di Franco Basaglia, attraverso il progetto A-HEAD l’Associazione Angelo Azzurro considera l’arte una via privilegiata per combattere i disturbi della Salute mentale e lo stigma nei confronti di essi nella nostra società. Molte opere d’arte contemporanea si ispirano direttamente alle teorie di Foucault e di Basaglia, mettendo in discussione le norme sociali e le istituzioni che influenzano la percezione e il trattamento delle persone con disturbi mentali.

 Al centro dell’incontro, la necessità di un approccio terapeutico fondato sul dialogo, la comprensione e l’ascolto, la creazione di progetti che favoriscano l’inclusione e l’empowerment delle persone con disturbi mentali, l’arte come mezzo per mettere in discussione le norme sociali e le istituzioni, e poi il lavoro come riabilitazione psicosociale e l’applicazione della telemedicina nel campo psichiatrico. “Libertà della cura vuol dire soprattutto poter accedere alla Salute e quindi anche alla Salute mentale – spiega Fabrizio Starace, presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (Siep)-. La salute è un diritto costituzionalmente garantito ma emergono diseguaglianze pesantissime tra le diverse aree del Paese, disagi soprattutto nel Sud Italia. Citando Sandro Pertini ‘la libertà senza giustizia sociale è una conquista vana’. In quest’ottica risulta essenziale l’attività del Servizio sanitario Nazionale e il costante monitoraggio del governo centrale per garantire a tutti i cittadini l’uniformità del diritto alla Salute, anche della Salute mentale, in un sistema plurale e universalistico come il nostro in cui la salute non può essere considerata un mero prodotto di mercato”.

La presidente di Angelo Azzurro Onlus Stefania Calapai:“Da psichiatra e presidente di Angelo Azzurro Onlus per me il sodalizio tra arte e psichiatria è risultato essere un connubio  vincente per la lotta allo stigma della malattia mentale. In questo convegno cerchiamo di gettare un ponte tra l’enorme lavoro di Basaglia, che ricordiamo a 100 anni della sua nascita, ed il nostro. Importante inoltre per noi è essere affiancati da un’istituzione come Città Metropolitana di Roma Capitale che ci permette di dare un’ulteriore spinta al lavoro che svolgiamo da anni”

L’incontro ha visto inoltre ila partecipazione ed altri interventi di rilievo: Fabio De Chirico, Direttore Servizio II Arte contemporanea Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura; Dottor Giuseppe Capparelli, storico dell’arte; Dottor Guido Alberto Valentini, Sociologo; Dottor Gianluigi Passaro, psicologo e psicoterapeuta; Dottoressa Vittoria Quondamatteo, Psicologa psicoterapeuta analista junghiana; Dottoressa Emanuela Mari, PhD Psicologa; Dottor Eugenio Marino, Medico e Presidente di Doctorium; Dottor Piero Cipriano, Psichiatra e Psicoterapeuta


Il progetto A-HEAD nasce nel 2017 per volere della famiglia Calapai per la lotta allo stigma dei disturbi mentali e dalla collaborazione tra l’Associazione Angelo Azzurro ONLUS ed artisti e dj di respiro internazionale: infatti con il progetto A-HEAD Angelo Azzurro, curato da Piero Gagliardi dal 2017, mira a sviluppare un percorso conoscitivo delle malattie mentali attraverso l’arte, sostenendo in maniera attiva l’arte contemporanea e gli artisti che collaborano ai vari laboratori che da anni l’associazione svolge accanto alle attività di psicoterapia più tradizionali. Data la natura benefica del progetto, con A-HEAD la cultura, nell’accezione più ampia del termine, diviene un motore generatore di sanità, nella misura in cui i ricavati sono devoluti a favore di progetti riabilitativi della Onlus Angelo Azzurro, legati alla creatività, intesa come caratteristica prettamente umana, fondamentale per lo sviluppo di una sana interiorità. Lo scopo globale del progetto è quello di aiutare i giovani che hanno attraversato un periodo di difficoltà a reintegrarsi a pieno nella società, attraverso lo sviluppo di nuove capacità lavorative e creative.


A-Head Project – Opera Unica* di Angelo Gallo
Promossa da A-Head – Angelo Azzurro Onlus
Con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale
A cura di Simona Spinella – Testi critici di Simona Spinella e Giuseppe Capparelli
 
Fino al 27 giugno 2024
Villa Altieri – Città Metropolitana di Roma Capitale
Viale Manzoni 47 – Roma
Orari: dal lunedì al giovedì ore: 9.00-19.00; venerdì 9.00-17.00
 
Angelo Azzurro ONLUS
infoangeloazzurro@gmail.com – tel. 3386757976
https://associazioneangeloazzurro.org
www.facebook.com/Aheadangeloazzurrowww.instagram.com/angelo_azzurro_onlus

Ufficio Stampa Angelo Azzurro
Alessio Morganti
alessio.mrg@hotmail.it – tel. 3401472901
Barbara Speca
barbaraspeca@libero.it
 
Ufficio stampa A-HEAD
Roberta Melasecca_Interno 14 next – Melasecca PressOffice
roberta.melasecca@gmail.com – tel. 3494945612
cartella stampa su www.melaseccapressoffice.it

Messina, FORO G gallery: Seconda performance “Vesto di memoria” di Roberta Guarnera

Mercoledì 19 Giugno alle 19.00, presso Colapesce libri, gusti e idee, in collaborazione con la FORO G gallery, si terrà la seconda performance di Roberta Guarnera “Vesto di memoria”, chiamando il pubblico ad interagire.

Con “Vesto di memoria” voglio trattare il concetto di tradizione e di trasmissione. Il corredo è un oggetto di tradizione e trasmissione ed in Sicilia era molto sentito, soprattutto nell’ambiente femminile e con esso è annesso il concetto di casa. Quando penso al significato di tradizione e trasmissione ecco che la fotografia trova a mio avviso terreno fertile perché è il mezzo ed il linguaggio con il quale custodiamo il nostro passato. Un giorno ho trovato delle vesti appartenute a mia nonna materna e decido dunque di dare un nuovo significato al corredo. Centrando il focus sulla storia, la tratto come una reliquia e ricamo sulle vesti parti di fotografie di mia nonna, evidenziando così il suo vissuto. Da lì l’obbligo / performativo della vestizione in cui il mio corpo si fa tramite del racconto fotografico.


Colapesce libri
Via Mario Giurba, 8, 98123 Messina ME
Da Roberta Guarnera robertagartwork@gmail.com  

Possagno: “Conservare per innovare”. Strategie e obiettivi per il Museo Canova

“Conservare per innovare” è lo slogan che Massimo Zanetti, neo Presidente della Fondazione Canova, e con lui la Direttrice del Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, Moira Mascotto, si sono proposti come linea programmatica.
Ad affiancarli Valerio Favero – nella sua doppia veste di Sindaco di Possagno e Vicepresidente – Elisa Basso, Marco Comellini, Isabella Finato, Gianantonio Tramet e Alessandro Vardanega, membri del nuovo Consiglio di Amministrazione entrato in carica lo scorso febbraio.

“Conservare per innovare” Strategie ed obiettivi per il Museo Canova.

Li annunciano Il neo Presidente Zanetti
e la Direttrice Mascotto

“Conservare – chiarisce il Presidente Zanetti – è, innanzitutto, saper rispettare, salvaguardare e valorizzare la meraviglia delle opere di Canova a noi affidate. L’obiettivo è di accompagnare al futuro quello scrigno di arte e magia che sono la Casa Museo e la Gypsotheca, con l’attenzione e la visione che questo unicum mondiale merita”.

“Innovare – secondo la Direttrice Mascotto – si traduce nell’avvicinare un pubblico sempre più ampio al nostro patrimonio artistico, offrendo contesti che consentano di apprezzare appieno i nostri tesori, comprenderli e farli propri. Questo significa non solo guidare le persone alla riscoperta del Museo e del vicino Tempio, ma anche far vivere loro l’armonia dei paesaggi del nostro territorio, quegli stessi che ispirarono il giovane Canova. In questo modo, infondiamo nuova linfa vitale alla sua arte, permettendo ai visitatori di connettersi profondamente con l’ispirazione che permea queste terre”.

“Abbiamo l’obiettivo di mettere il visitatore al centro del nostro Museo, garantendogli la migliore fruizione delle opere. Desideriamo che l’attenzione che gli dedichiamo, l’atmosfera accogliente e i servizi offerti rendano unici e indimenticabili i momenti passati qui, facendo sentire ognuno avvolto da un profondo senso di benessere. Questo è un luogo che invita sempre a tornare, consapevoli che ogni visita riserverà nuove sorprese e scoperte”.

Che non si tratti solo di buoni propositi lo confermano gli importanti interventi (ed investimenti) già in corso di concretizzazione. Innanzitutto il restauro e la messa in sicurezza da effetti sismici della seconda e terza campata dell’Ala Ottocentesca, un progetto ideato dal Comune di Possagno in collaborazione con il Museo Canova.

“I lavori saranno conclusi entro l’estate, annuncia il Presidente Zanetti, utilizzando tecnologie d’avanguardia. Intanto sarà integralmente innovato l’impianto di illuminazione, ricorrendo ai più aggiornati criteri di illuminotecnica museale”.

In parallelo si sta procedendo alla digitalizzazione della Gypsotheca.

“Questa fase – sottolinea la Direttrice – prevede la combinazione e l’integrazione di metodi e tecnologie innovative della geomatica, per la riproduzione digitale del complesso architettonico e di fruizione partecipata del pubblico. Il progetto, comprese le schede informative realizzate con rilievi laser scanner di alta precisione, con restituzione 3D, sarà consultabile su una piattaforma online con la possibilità di un’interazione partecipativa da parte del pubblico”.

Ottimizzare la conservazione e il godimento del patrimonio sono obiettivi prioritari, ma lo è altrettanto l’arricchimento mirato delle collezioni. A questo proposito la Fondazione ha deciso di scendere in campo, insieme alla Direzione, per portare a Possagno l’Autoritratto di Giorgione, un olio su tela realizzato dallo stesso Canova nel 1792. Un dipinto che, a partire dal titolo, racconta una storia singolare che svela il lato ironico e meno noto della personalità dell’Artista.

L’esito positivo della campagna di raccolta fondi permetterà di rendere l’opera fruibile da tutti: infatti, la tela, attualmente di proprietà privata, con l’acquisto diventerà pubblica e verrà esposta assieme agli altri dipinti che Canova realizzò nel corso della sua carriera, arricchendo la collezione possagnese.

Un Museo vivo com’è quello Canoviano è tale anche per gli eventi temporanei che sa proporre per aumentare e rinnovare la propria attrattività. In queste settimane, e sino al 29 settembre, è in corso l’affascinante mostra “Canova. Quattro Tempi. Fotografie di Luigi Spina”. Per essa, l’artista ha selezionato 32 fotografie in bianco e nero di grande formato, rappresentative dei temi amorosi, mitologici, eroici presenti nelle opere canoviane di Possagno, ponendole in dialogo con le opere stesse. Sono immagini che catturano l’attimo creativo dell’artista, quello in cui l’idea si trasmuta in forma e in gesso. Il momento in cui la genialità si misura con i limiti della materia, cercando di plasmarla, modificarla, assoggettarla alla forma desiderata.

Fondazione e Direzione, infine, stanno lavorando per rafforzare una rete di sinergie con il territorio, partendo dai rapporti già in essere con le vicine realtà culturali. Già vivace la collaborazione denominata Isola dei Musei della quale fanno parte il Museo Giorgione di Castelfranco Veneto, le Ville di Maser e Fanzolo e il Museo Civico di Asolo. Inoltre il Museo Canova ha recentemente sottoscritto l’accordo di programma Terre natie con gli enti proprietari di Casa Giorgione, Casa Tiziano e la Regione Veneto con l’intento di valorizzare i luoghi che hanno dato i natali ai tre grandi artisti.

Infine, non dimentichiamo il contesto di riferimento: un territorio che ha una naturale vocazione per esperienze sportive ed enogastronomiche. Un territorio da scoprire e da vivere.


Un nuovo progetto per conservare, catalogare e riallestire il corredo di vesti canoviane “Il restauro dei vestiti di Antonio Canova. Un nuovo progetto per conservare, catalogare e riallestire il corredo di vesti canoviane” è un’iniziativa volta al miglioramento dello stato conservativo dei quattro abiti dello Scultore che appartengono al patrimonio del Museo di Possagno.
Le attività di restauro, a cura della ditta Passarella Restauri, si sono concretizzate in quattro fasi di lavoro – lo smontaggio degli abiti, aspirazione e pulitura a secco dei tessuti, consolidamento a cucito laddove necessario – alle qualisono seguite la catalogazione dei cimeli e la loro collocazione in nuove teche, su dei manichini che vestono armonicamente gli abiti.
L’iniziativa conferma l’impegno del Museo nelle attività di conservazione e valorizzazione del suo patrimonio: le vesti portano con sé, oltre al grande pregio artigianale, anche un notevole valore storico essendo state indossate da Canova in alcuni dei momenti epocali della sua vita, come l’incontro con Napoleone a Parigi e la cerimonia per la posa della prima pietra del Tempio di Possagno.
La restituzione al pubblico che avverrà sabato 8 giugno sarà l’occasione per scoprire il nuovo allestimento predisposto in due sale finemente decorate del primo piano della Casa natale che fu dell’Artista, una delle quali finora chiusa al pubblico e denominata “la stanza del Viceré”, ovvero la stanza dove Ranieri d’Asburgo trascorse la notte tra il 17 e il 18 aprile del 1830. La nuova predisposizione degli spazi e degli indumenti migliorerà la qualità della conservazione e della fruizione del patrimonio canoviano.
Le attività di restauro e valorizzazione sono rese possibili con il patrocinio e il contributo della Regione Veneto e Unioncamere Veneto. In collaborazione e con il contributo della CCIAA di Treviso – Belluno. Si ringraziano per il sostegno Banca delle Terre Venete, Industria Cementi Giovanni Rossi Spa, Theke Museum, Alessia Vardanega, e l’Associazione Amici dell’Arte Lapidea di Pove del Grappa.


Info e contatti
Museo Gypsotheca Antonio Canova
Via A.Canova 74, Possagno (TV)
www.museocanova.it
 
Ufficio Stampa Museo Gypsotheca Antonio Canova
Laura Casarsa  comunicazione@museocanova.it
 
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
Rif. Simone Raddi  049.663499 simone@studioesseci.net

Venezia: SLEEPLESS VIDEO ART NIGHT – Maratona di Videoarte in occasione di Art Night 2024

La piattaforma di arte digitale CIFRA partecipa all’edizione 2024 di Art Night Venezia, con una LUNGA NOTTE BIANCA di VIDEOARTE, il 22 giugno.

Il 22 giugno 2024, durante Art Night Venezia, un evento speciale, un viaggio attraverso il tempo e lo spazio grazie all’arte digitale della piattaforma in streaming CIFRA. 

Per gli amanti dell’arte una lunga notte di proiezioni di video di artisti internazionali per scoprire nuovi mondi reali e immaginari. 

SLEEPLESS VIDEO ART NIGHT aprirà le porte alle 00.30 dello storico Auditorium di Santa Margherita  per iniziare le proiezioni all’1.00 fino alle 6.30 del mattino

Tre i temi principali sui quali verteranno le trenta proiezioni : “Collegare Est e Ovest, Nord e Sud”, “Nuovi Modi di Vedere” e “(Ri)Pensare i Media”( Bridging East and West, North and South,” “New Ways of Seeing,” and “(Re)thinking the Media.)

La serata si aprirà con l’introduzione di Menene Gras Balaguer, critica d’arte, filosofa e Direttrice della cultura e delle esposizioni di Casa Asia di Barcellona.

Tutte le opere che verranno presentate sono state selezionate tra quelle ricevute in occasione dell’open-call “Marco Polo (Re)imagined” lanciata da CIFRA tra aprile e maggio 2024. La Giuria selezionatrice è composta da Menene Gras Balaguer, Alessandra Bergamaschi (ricercatrice e curatrice italo-brasiliana) e Zairong Xiang (curatore, autore, educatore d’arte).

SLEEPLESS VIDEO ART NIGHT

La notte tra il 22 e il 23 giugno 2024 dalle 00.30 alle 6.30 

Auditorium Santa Margherita
Dorsoduro 3689 – Venezia
Evento di Università Ca’ Foscari di Venezia, Artnight Venezia in collaborazione con CIFRA

Cosa aspettarsi: 
Proiezioni di Video Arte: Opere straordinarie e provocatorie di artisti internazionali che stimolano l’immaginazione.
Atmosfera Unica: Luci soffuse nel antico Auditorium di Santa Margherita un’ambientazione che vi trasporterà in mondi lontani.
Rinfreschi Notturni: Una selezione di bevande e snack per mantenervi energici e vigili durante tutta la notte.
Incontri con gli esperti di VideoArte che hanno selezionato le opere

Perché partecipare:
Per i Coraggiosi: È un’esperienza intensa che metterà alla prova la vostra percezione dell’arte.
Per gli Insonni: Se la notte è il momento in cui la vostra mente è più viva e attiva, questo evento è fatto su misura per voi.
Per i Golosi di Arte: Non c’è miglior banchetto per la vostra fame di arte contemporanea e innovativa.
Dress Code: come volete, comodo ma se è creativo e rispecchia il vostro spirito artistico è anche meglio!

Evento di Università Ca’ Foscari di Venezia, Art Night Venezia in collaborazione con CIFRA.
L’ingresso è gratuito ma si prega di registrarsi per assicurarsi un posto a questo link:
https://share-eu1.hsforms.com/1j29uSpECQze7Gt5l9HqsTQ2d9nbb

Saranno possibili anche l’entrata a proiezione iniziata e l’uscita anticipata

Apertura ore 00.30 – Inizio proiezioni ore 01.00
0:30-1:15 – registrazione e inaugurazione
1:10-3:00 – New Way of Seeing (11 opere )
3:00-3:10 – Coffee Break
3:10-4:45 – Bridging East and West 9 opere
4:45-4:50 – Coffee Break
4:50-6:20 – (Re)thinking the Media (10 opere)
6:20-6:30 – Chiusura

Website
www.cifra.com
www.artnightvenezia.it

CIFRA (cifra.com) è una piattaforma di arte digitale che vanta oltre 1000 opere d’arte, spaziando  dalla video arte ai film sulla danza. E’ in grado di  trasformare ogni schermo in una finestra sull’incredibile, rendendo la notte di video proiezioni continue, un’affascinante maratona. 



Evento di Università Ca’ Foscari di Venezia, Art Night Venezia in collaborazione con CIFRA.DOVE Auditorium Santa Margherita – Dorsoduro 3689 Venezia 
ORARI 
la notte tra il 22 e il 23 giugno dalle 00.30 alle 6.30 
Saranno possibili anche l’entrata a proiezione iniziata e l’uscita anticipata
Sono previsti coffee break 
 
WEBSITES
cifra.com
Sito ufficiale Art Night 

HASHTAGS
#artnightvenezia2024
#sleeplessvideoartnight

INFO
per CIFRA.com
Anastasia Kozachenko-Stravinsky
a.stravinsky@cifra.com

CONTATTI STAMPA 
Cristina GATTI
PRESS &P.R.

press@cristinagatti.it