Venezia, Scoletta dell’Arte: DIGITAL REFORM. Mostra interattiva di digital art e AI art

Esposta alla Scoletta dell’Arte dei Tiraoro e Battioro — la sede della Corporazione degli artigiani del XVIII secolo che producevano fili e foglie d’oro — dal 19 aprile al 15 settembre 2024, in concomitanza con la 60ª Biennale d’Arte di Venezia, la mostra proporrà un viaggio interattivo attraverso l’artigianato digitale, creando un legame diretto con l’arte del passato e coinvolgendo attivamente il pubblico attraverso il gioco. 

Scoletta dell’Arte: DIGITAL REFORM 
A cura di Antonio GEUSA
progetto di TAEX.com
 
fino al 15.09.2024
Scoletta dei Battioro e Tiraoro 
Campo San Stae, Venezia 

L’esposizione è presentata da TAEX, piattaforma interdisciplinare per artisti, curatori e collezionisti per analizzare, discutere, creare, esporre le nuove forme d’arte digitali. Coinvolgendo esperti provenienti da diversi campi del sapere – dalla sociologia all’antropologia, dall’architettura alla storia dell’arte – la loro missione è dare spazio a una nuova comunità artistica. Una comunità con una solida base di esperienza e un approccio critico. 

La piattaforma TAEX è guidata da curatori alla scoperta di nuovi nomi, contesti rilevanti e volti all’analisi costante del mercato oltre che aver stabilito connessioni con istituzioni offline come Christie’s Education e Art Basel.

Il progetto espositivo presentato a Venezia, curato dal critico Antonio Geusa, restituisce all’antico edificio della Scoletta il ruolo originale di Scuola d’Arte — fili e foglie d’oro vengono sostituiti da linee di codici e opere audiovisive mentre l’allestimento è strutturato come un percorso di apprendimento innovativo e non convenzionale, finalizzato a conoscere la creazione dell’arte digitale e la sua relazione con la storia dell’arte. Come nelle antiche scuole artigiane, la formazione passa qui attraverso l’esperienza diretta delle opere con le quali è possibile anche interagire, un’opportunità per comprendere meglio il mondo delle nuove tecnologie applicate all’arte e il suo contesto storico. 

Tra gli artisti coinvolti ci sono Shu Lea Cheang, pionera della Net Art e artista vincitrice del Premio LG Guggenheim 2024 dedicato alla promozione di artisti che lavorano all’intersezione tra arte e tecnologia, MAOTIK e Funa Ye che già fanno parte della piattaforma TAEX a cui si affiancano nuovi artisti con un curriculum consolidato: Andrea Meregalli, Francesco D’Isa e Accurat. 

Il percorso di apprendimento inizia con un’installazione interattiva di Andrea Meregalli You Are Making Art, che mette lo spettatore nel ruolo sia dell’artista che dell’opera d’arte, grazie all’aiuto di una piattaforma di AI programmata per produrre costantemente nuove immagini durante i 6 mesi di mostra. Le radici dell’opera affondano nella metà degli anni ’60 del secolo scorso, quando gli artisti iniziarono a creare situazioni performative per estremizzare il processo di dematerializzazione dell’opera d’arte. 

L’installazione di Andrea Meregalli riprende questa missione, aggiornandola con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e problematizzando l’idea stessa della paternità del prodotto artistico digitale. 

Da un lavoro concettuale, si passa ad un lavoro analitico incentrato sui canoni che regolano l’estetica. Errors del filosofo artista Francesco D’Isa è costituito da un insieme di stampe digitali e un’installazione interattiva. In entrambe le opere, l’artista commenta la natura soggettiva di ciò che costituisce un errore nel fare arte in collaborazione con l’intelligenza artificiale. Utilizzando programmi text-to-image disponibili su Internet, l’artista compone prompt personalizzati che generano bug nel sistema, causando risposte inaspettate che interrompono la richiesta originale pur mantenendo la coerenza interna. Qui, l’artista si pone come uno psicoanalista umano, cercando di sondare la complessità del subconscio della macchina.

La fase successiva del percorso di apprendimento proposto dalla mostra è rappresentata dall’installazione immersiva di MAOTIK che richiama quei momenti fondamentali della storia della digital art a partire dagli anni ‘60 in cui gli artisti, molti dei quali anche ingegneri, hanno creato attrezzature e software personalizzati per trovare una “nuova visualità” in linea con la loro contemporaneità.

Di conseguenza, l’artista ha sviluppato un software originale e programmato l’installazione multi-canale per creare un’esperienza audio-visiva totale, diretta e coinvolgente per lo spettatore.  

L’esposizione prosegue con una “mostra all’interno della mostra”, schizzi di grandi Maestri in connessione con il percorso proposto. Opere di Theodore Gericault, Abraham Bloemaert, George Rouault, Kazimir Malevich, provenienti da una collezione privata, evidenziano i vari passaggi della realizzazione: dal bozzetto al perfezionamento, dall’artigianato classico alla rottura con le convenzioni.

La sezione seguente riporta il visitatore alla contemporaneità con i ritratti Neo-Mastr di Funa Ye, un lavoro che parla di tecnologia e identità. Questa serie di pezzi unici, realizzati utilizzando la tecnologia GAN (GAN è un’architettura di deep learning/apprendimento automatico composta da due reti neurali che competono e si ottimizzano a vicenda, per creare immagini fake indistinguibili da quelle reali) approfondisce l’identità multiforme, la cultura e l’estetica della Cina moderna attraverso la rappresentazione artistica guidata dall’AI. Con l’aspetto di un muro pieno di vecchi ritratti, il progetto analizza le immagini online delle minoranze etniche cinesi e i selfie di Smart – una sottocultura nota in Cina per avere una forte identità culturale e sociale ben definita. I selfie vengono utilizzati poi per creare avatar unici e distintivi. 

Posizionata non a caso vicino alle finestre della Scoletta affacciate sul Canal Grande, l’installazione di Accurat, uno studio italiano che applica l’approccio Data Humanism per analizzare le informazioni. Si tratta di un’opera che mette in discussione il ruolo della “pittura paesaggista” nel contesto attuale e su come possa essere ripensata nell’era digitale. Utilizzando un approccio basato sui dati e con Venezia come soggetto, Accurat crea un nuovo “dipinto” che rappresenta visivamente i metadati relativi alla morfologia della città forma della città e al suo funzionamento sociale, realizzato con un plotter che simula l’azione di un pittore.

Infine è importante notare che ogni mezzo ha i suoi detrattori, spesso dovuti a un uso scorretto. È questo il punto affrontato nel lavoro di Shu Lea Cheang, UKI Virus Rising, che solleva l’allerta sull’apprendimento tramite le nuove nuove tecnologie. Un monito essenziale sui rischi dell’abuso illustrato sotto forma di un’animazione digitale.

Vera (TAEX AI) 

Arricchiscono la mostra due progetti speciali, sempre ideati da TAEX, per rafforzare il concetto principale della mostra insieme all’aspetto educativo: verrà messo a disposizione dei visitatori un computer con Vera, il programma personalizzato di TAEX per convertire testo in immagini. Grazie all’AI addestrata su un database di opere d’arte digitale, gli utenti potranno trasformare i loro input in opere originali che successivamente potranno ricevere via email. 

TAEX Card Game

Per coloro che preferiscono un approccio più analogico per valutare l’affidabilità dell’intelligenza artificiale sulla conoscenza della storia dell’arte, viene proposto ai visitatori un gioco di carte a quiz a cui è possibile partecipare da soli, in coppia o in gruppo. Tutte le domande e le risposte sono fornite dall’AI: ogni carta presenta una domanda, 4 possibili risposte, quella giusta secondo l’AI e una spiegazione quando la macchina non la indovina correttamente.



ARTISTI IN MOSTRA

Shu Lea Cheang è un’artista e regista taiwanese-americana, che lavora con net art, performance partecipative multi-player, video e installazione. Avendo un ampio background nell’attivismo artistico, il suo lavoro promuove la libertà di espressione e critica l’oppressione politica, le questioni tecnologiche e ambientali. Come artista multimediale, ha ottenuto il riconoscimento per il suo pezzo di net art BRANDON (1998-1999), la prima commissione di web art del Guggenheim Museum. Una delle commissioni più recenti e straordinarie di Cheang è la mostra personale 3x3x6 per la 58ª Biennale di Venezia (2019), dove l’artista ha rappresentato Taiwan.

MAOTIK (Mathieu Le Sourd) è un artista digitale francese, che crea lavoro all’intersezione tra arte, scienza e tecnologia – ambienti immersivi, installazioni interattive, sculture architettoniche digitali e performance audiovisive. MAOTIK utilizza strumenti generativi per creare una sinergia speculare tra il mondo reale e quello digitale, codificando algoritmi inestricabilmente ispirati alla natura. Crea sculture audiovisive che possono respirare, muoversi e cambiare forma; una miscela di natura, scienza e tecnologia che porta esperienze uniche e irripetibili al pubblico. Le sue opere sono state esposte ad Art Basel, Frieze London, FIAC Paris, British Film Institute e recentemente alla Digital Art Fair di Hong Kong con TAEX. 

Funa Ye è un’artista cinese che esplora il rapporto tra le realtà della vita quotidiana e la connessione percepita tra autorità e vita sociale. La sua pratica studia le diverse strutture di potere, i gruppi etnici e lo spazio immaginario della propaganda che si sforza per il concetto di ‘perfezione’ all’interno di un sistema ideologico e di un paesaggio utopico. È stata artista residente presso la K11 Foundation (Hong Kong), Pro Helvetia Swiss Council 2018 Studio Residency (Berna) ed ha esposto il suo lavoro a livello internazionale.

Andrea Meregalli è un artista e architetto italiano. Si occupa di design a diversi livelli. Ha sempre sviluppato progetti di ricerca attraverso la pittura, il disegno, le tecniche di stampa, le tecnologie digitali e la creazione di libri unici. Ha lavorato per anni senza mostrare nulla, poi, quasi per caso, ha elaborato il suo dolore e ha iniziato a rendere pubblico il suo lavoro.

Francesco D’Isa è un filosofo e artista italiano. Ha esposto le sue opere a livello internazionale in gallerie e centri d’arte contemporanea. Ha debuttato con il romanzo grafico “I.” (Nottetempo, 2011) e da allora ha pubblicato saggi e romanzi con rinomati editori come Hoepli, effequ, Tunué eNewton Compton. Tra le sue opere più note figurano il romanzo “La Stanza di Therese” (Tunué, 2017) e il saggio filosofico “L’assurda evidenza” (Edizioni Tlon, 2022). Più di recente, ha pubblicato il romanzo grafico “Sunyata” con Eris Edizioni nel 2023. Francesco è direttore editoriale della rivista culturale “L’Indiscreto” e contribuisce con scritti e illustrazioni a varie riviste, sia in Italia che all’estero.

ACCURAT è una società di design data-driven con sede a Milano e a New York. Offre una varietà di servizi di design per i suoi clienti, creando visualizzazioni di dati personalizzati di alto livello e scoprendo correlazioni e tendenze nei dati estratti dalla sua piattaforma di analisi visiva geospaziale. 

TAEX è una piattaforma di arte digitale che sta costruendo una nuova comunità di collezionisti che plasmano il futuro dell’arte. Mostrano e co-producono opere di artisti di spicco con il plauso della critica, selezionati da curatori qualificati.

Antonio Geusa – Curatore

Da oltre 20 anni la sua missione è quella di facilitare la produzione, la circolazione e la ricezione dell’arte contemporanea. Il suo lavoro comprende l’organizzazione di conferenze e seminari, la cura di mostre e lo studio e l’insegnamento della storia dell’arte. Il suo campo di competenza è l’arte e le nuove tecnologie – ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Università di Londra in Media Arts. In particolare, negli ultimi due anni, è stato coinvolto nella realizzazione di progetti di arte digitale. Attualmente è uno dei curatori della piattaforma TAEX, specializzata in arte digitale.  È anche l’iniziatore e curatore del festival di arte ed ecologia “Echoes of Eco” (dal 2011), del relativo “Video Art Laboratory” (dal 2016), di “Art Digital”, il primo festival di arte digitale in Russia (2005-2010), e della piattaforma di arte digitale “Techne” (2016-2020). Inoltre, ha una notevole esperienza nella cura di progetti educativi. Nel recente passato, tra le altre cose, ha lavorato come curatore aggiunto per la Tate Gallery di Londra; è stato membro della giuria e del comitato di esperti per vari premi di arte contemporanea; e ha collaborato con varie università e organizzazioni artistiche in tutto il mondo. Particolarmente noto e frequentemente citato è il suo studio sulla storia della video arte russa. Non meno importante per lui è il suo lavoro come docente e relatore. È titolare della cattedra di Storia dell’Arte contemporanea presso l’Università di Tomsk e collabora con varie istituzioni specializzate nell’insegnamento dell’arte contemporanea. Luoghi in cui è stato invitato a tenere un talk includono: Centre Pompidou, Parigi; Università degli studi di Milano-Bicocca, Milano; Bozar, Bruxelles, Belgio; Photographers’ Gallery, Londra.


Scoletta dell’Arte: Digital Reform
A cura di Antonio Geusa
19.04 > 15.09.2024
Opening 18 Aprile ore 16
ORARI
martedì-domenica ore 10-18
Scoletta dei Tiraoro e Battioro
Santa Croce 1980
30135 Venezia

Responsabile TAEX 
Stefanie De Regel 
stefanie@taex.com

SITO WEB e SOCIAL MEDIA 
taex.com 
instagram.com/taex_com
twitter.com/taex_com

CONTATTI STAMPA 
Cristina GATTI Press & P.R.
press@cristinagatti.it  

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Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
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* Palazzo Tadea a Spilimbergo: Il Tour de France di Robert Capa e altri fotografi della Magnum

Tour de France di Robert Capa e altri fotografi della Magnum, questo il titolo della grande mostra, organizzata dal CRAF_Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia con Suazes e Magnum Photos, nella sede di Palazzo Tadea a Spilimbergo, in collaborazione con la Regione FVG, Comune di Spilimbergo, con il sostegno della Fondazione Friuli e il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine. L’esposizione si inaugurerà sabato 6 luglio alle ore 18 nel Palazzo la Loggia in p.zza Duomo.

TOUR DE FRANCE
di Robert Capa e altri fotografi della Magnum
Spilimbergo (Pn), Palazzo Tadea
6 luglio – 29 settembre 2024

INAUGURAZIONE SU INVITO
sabato 6 luglio, ore 18
Spilimbergo (Pn), Palazzo la Loggia, p.zza Duomo

L’occasione è quello di celebrare un avvenimento unico: La partenza del Tour de France 2024 dall’Italia, una prima tappa il 29 giugno da Firenze per raggiungere Rimini, per poi proseguire per altre tre tappe “italiane” che attraverseranno l’Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte per poi ricondurre la Grande Boucle in territorio francese. Sarà l’occasione per celebrare due figure leggendarie del ciclismo italiano, che il Tour l’hanno vinto in epoche diverse, Gino Bartali (1948) e Marco Pantani (1998), ma contempla anche la presentazione di un grande italiano delle due ruote, che il Tour lo vinse per ben due volte, nel 1924 (quest’anno il centenario della vittoria) e 1925: Ottavio Bottecchia, “el furlan de fero”.L’esposizione composta da oltre 80 immagini dei maestri della celebre agenzia fotografica Magnum esplora la dimensione umana di questa pratica sportiva che fa del ciclismo uno degli sport più popolari e amati. Raccontando le epopee dei campioni e delle grandi manifestazioni internazionali, Tour de France in primis, ma anche la quotidiana, straordinaria umanità di campioni e del grande pubblico che ai bordi delle strade e al traguardo li sostiene, immedesimandosi con loro e con il loro impegno.

Sudore, fango, tenacia, imprese di uomini che macinano chilometri misurandosi innanzitutto con sé stessi, la propria forza e i propri limiti. Colpiscono le immagini di uomini stremati, che letteralmente crollano sull’asfalto o sul pavé appena superato il traguardo, la partecipazione emotiva dei loro sostenitori, l’indifferente serenità di una mandria che continua a brucare mentre gli umani sembrano impazzire per l’impresa del loro campione.

La spettacolare sequenza di immagini in mostra è aperta da una serie, poco nota, di fotografie realizzate da Robert Capa nel 1939 quando venne incaricato dalla rivista “Match” di seguire il Tour de France di quell’anno. Fotografie dove l’attenzione si sposta prevalentemente nella partecipazione del pubblico alla corsa, cogliendo sguardi ed equilibri compositivi. Un’altra serie raccoglierà foto realizzate da Guy Le Querrec nel Tour de France del 1954; all’epoca il fotografo aveva solo 13 anni e si trovava in Bretagna per passare le vacanze estive e dove, in quell’edizione, passava la celebre corsa ciclistica. Circa 30 anni dopo, nel 1985, il fotografo venne invitato a seguire la squadra ciclistica della Renault-Elf durante gli allenamenti invernali; in questa stagione scattò fotografie del campione Laurent Fignon e seguì il campionato di ciclocross.

Il percorso proseguirà con fotografie Christopher Anderson dedicate al ciclista Lance Amstrong nel 2004 che suggeriscono il triste epilogo della carriera di questo sportivo per doping. Una sezione sarà dedicata agli spettatori con i loro riti con foto di Mark Power, Robert Capa, Harry Gruyaert e Richard Kalvar. Poi le immagini realizzate dal fotografo francese Harry Gruyaert nel Tour del 1982 e una sezione dedicata ai velodrom, con immagini di René BurriStuart Franklin e Raymond Depardon.

Il fotografo italiano Alex Majoli sarà presente con delle fotografie dedicate al celebre produttore di bici milanese Alberto Masi con sede del suo laboratorio sotto le curve del Velodromo Vigorelli. Infine una selezione di immagini di Peter Marlow dedicate a frammenti di quotidianità dei corridori impegnati nel giro della Bretagna nel 2003. Il progetto vuole indagare, attraverso lo sguardo di celebri fotografi di Magnum, la dimensione umana di uno degli sport più seguiti dal grande pubblico.

Scegliere la sensibilità degli autori di questa agenzia permette di andare oltre alle gesta sportive, e porre l’attenzione sulle alchimie del ciclismo, l’unico sport, come ripeteva Gianni Mura, dove “chi fugge non è un vigliacco”.

La mostra che chiuderà i battenti domenica 29 settembre (da martedì a venerdì 14.00-20.00 e sabato domenica 11.00-20.00 con ingresso gratuito) sarà accompagnata da un catalogo curato da Alvise Rampini e Marco Minuz, edito da Silvana Editoriale.


Per informazioni: www.craf-fvg.it
 
Ufficio stampa
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
tel. 049663499
rif. Simone Raddi simone@studioesseci.net
www.studioesseci.net

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Nasce Iris e Periplo Nerd: il nuovo blog per gli appassionati di Cultura Pop e Vintage

Siamo entusiasti di presentarvi Iris e Periplo Nerd, il nuovo blog nato dalla collaborazione con il rinomato sito di viaggi Iris e Periplo Travel.
Questa nuova piattaforma è dedicata a tutti gli appassionati della cultura pop e vintage degli anni ’70, ’80 e ’90.

Iris e Periplo Nerd si propone di essere il punto di riferimento per chi vuole rivivere le emozioni della propria infanzia e giovinezza attraverso articoli approfonditi e contenuti multimediali su temi come robottoni giapponesi, retrogames, cartoni animati, anime e manga.

Sul blog e sulle pagine social dedicate, potrete viaggiare nel tempo e riscoprire quei personaggi e quelle storie che hanno segnato un’epoca e che continuano a far parte della nostra vita quotidiana.
Ogni post è pensato per trasportarvi in un mondo fatto di nostalgia e passione, dove i ricordi diventano vivi e attuali.

Unitevi a noi in questa avventura e seguite Iris e Periplo Nerd per non perdervi neanche un aggiornamento.
Siamo pronti a condividere con voi le nostre conoscenze, curiosità e aneddoti su tutto ciò che ha reso unici quegli anni.

In più, Iris e Periplo Nerd apre le porte alla rubrica “Intervista il Nerd“!
Se siete appassionati di cultura pop e vintage e desiderate raccontare la vostra storia, scriveteci una mail e presentatevi. Le interviste saranno scritte e pubblicate settimanalmente sul nostro blog.
Non vediamo l’ora di conoscervi!

SITO WEB

E-mail: salghero@iriseperiplonerd.com

La strategia di comunicazione per Iris e Periplo Nerd è affidata a Sara Servizi Editoriali.
www.saraservizieditoriali.it
ufficiostampa@saraservizieditoriali.it


Sara Servizi Editoriali
Addetta Stampa – Promozione
Web: https://www.saraservizieditoriali.it/
Contatto: info@saraservizieditoriali.it

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Pisa, Museo della Grafica: “Lorenzo Viani nella linea espressionista dell’arte contemporanea”

Il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi (Comune di Pisa, Università di Pisa) è lieto di invitarvi all’inaugurazione della mostra:

venerdì 5 luglio, ore 18:00

Evento gratuito, ingresso libero

Per maggiori informazioni: cliccare il logo

Museo della Grafica – Lungarno Galilei, 9 – Pisa
Tel. 050/2216060 (62-67-59-70)
E-mail: museodellagrafica@adm.unipi.it
www.museodellagrafica.sma.unipi.it
www.facebook.com/museodellagrafica
www.instagram.com/museodellagrafica

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Messina: al Parco Ecologico San Jachiddu la mostra “Leggere il Paesaggio”

L’esposizione documenta il percorso di formazione realizzato a Messina dal mese di novembre 2022 al mese di maggio 2023 nell’ambito dell’omonimo progetto di Italia Nostra, vincitore del bando Cepell Educare alla lettura 2020. L’esperienza del corso di formazione è stata raccontata ad aprile scorso come modello progettuale inedito di educazione al paesaggio presso il Museo di Geografia dell’Università di Padova nell’ambito del seminario Paesaggi disegnati, curato da Giulia Mirandola per il Corso di Laurea Magistrale in Scienze per il Paesaggio, diretto dalla prof.ssa Benedetta Castiglioni.

Inaugurazione mostra Leggere il Paesaggio e proiezione del film La vocazione di perdersi
 
Messina, Parco Ecologico San Jachiddu
8 luglio 2024 ore 19:00

Attraverso un’esposizione di albi illustrati, taccuini, poster, video, fotografie, schede, mappe e altro ancora la mostra ricostruisce i ‘sentieri’ percorsi dai docenti che hanno partecipato al corso Leggere il Paesaggio, ideato e realizzato da Germana Giallombardo e Annalisa Raffa in collaborazione con Venera Leto della libreria indipendente Colapesce.

Che cos’è il Paesaggio? In che modo si può leggere il Paesaggio?

Il materiale in mostra nasce dalla sperimentazione di molteplici approcci alla lettura del Paesaggio, per scoprire come il legame fra le persone e i luoghi possa essere intimo e profondo e come risieda proprio in questa relazione la bellezza del Paesaggio. Occorre sollecitare tutti i nostri sensi per esserne consapevoli e per prenderci cura di ciò che ci circonda e di cui siamo parte.

Alle ore 21:00 sarà proiettato il film La vocazione di perdersi di Francesco Clerici e Mattia Colombo, produzione e produzione esecutiva SpazioB**K con il sostegno di Topipittori, Vanvere edizioni, Edizioni Fioriblù e Loredana Farina. Il primo film sperimentale, poetico e corale sull’educazione alla lettura che documenta l’incontro tra libri illustrati, lettori e spazi attraverso le esperienze formative della libreria SpazioB**K in giro per l’Italia.

Una mostra e un film per esplorare, leggere, orientarsi nel paesaggio della natura e dei libri.

La mostra sarà visitabile presso il Parco Ecologico San Jachiddu fino al 13 luglio dalle ore 18:00 alle ore 20:00.


Annalisa Raffa e Germana Giallombardo
Referenti del progetto Leggere il Paesaggio 
Italia Nostra Messina messina@italianostra.org

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Base Club Experience in Baia di Sistiana (Trieste): Twenty Six, artista tech house

Conosciuto con il nome d’arte Twenty Six, Elia Viano è l’artista tech house atteso sabato 6 luglio 
al Base Club Experience in Baia di Sistiana (Duino Aurisina – Trieste – dalle 23.00 alle 04.00). Inoltre, in collaborazione con Gruppo Autotorino, durante la serata saranno presentate le ultime novità della gamma MINI Cooper e Countryman. Entro le 01.00 previsto ingresso omaggio alle donne con Woman Card.

Twenty Six, artista tech house popolare in Europa e America Latina, sabato 6 luglio al Base Club Experience in Baia di Sistiana  (Trieste)

Twenty Six, fin dall’inizio della sua carriera, ha attirato l’attenzione di etichette importanti come CR2 e Happy Techno, ricevendo il supporto di artisti rinomati come Blackchild, Jamie Jones, Cuartero, Dennis Cruz, Manda Moor, Reelow e Shaf Huse.  Nel corso degli anni, Twenty Six ha sviluppato un suono distintivo e ciascuna delle sue canzoni è facilmente riconoscibile per la sua atmosfera incredibilmente coinvolgente. Questo stile unico lo ha portato a pubblicare musica per altre importanti etichette, come Nervous e Glasgow.

Uno dei suoi brani, “STAN”, è diventato virale su TikTok, raccogliendo oltre 3 milioni di stream e ricevendo il supporto di artisti come FISHER, CLOONEE e WADE.  Nel 2023, ha pubblicato un album che definisce la carriera intitolato, “Buscando Money” in collaborazione con il cantante cubano Tayson Kryss. L’album ha scalato rapidamente le classifiche, raggiungendo la top 10 nelle classifiche virali globali e in paesi come Spagna, Cile, Uruguay, Ecuador e Colombia. Il successo di “Buscando Money” è ulteriormente dimostrato dal numero significativo di post su Shazam e TikTok, che hanno rapidamente influenzato la scena musicale argentina.  La presenza costante di Twenty Six negli spettacoli dal vivo lo ha mantenuto ai massimi livelli di performance. Si è esibito in vari paesi tra cui Spagna, Regno Unito, Francia, Germania, Ecuador, Colombia e Italia, calcando palcoscenici rinomati nel mondo.


Domenica 7 luglio, dalle 19.00 alle 24.00, al Base Club Experience (Baia di Sistiana) è in programma una performance live del percussionista Joe Renzini, un musicista formatosi in batteria Jazz al Conservatorio “A. Buzzolla” di Adria. Evento in collaborazione con Shi’s Restaurant, partner Aperol.


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135
Trieste Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it

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Palazzetto Bru Zane 2024-2025: una stagione romantica

L’amour est enfant de Bohèmee l’amore del Palazzetto Bru Zane per il repertorio romantico francese non fa eccezione!

Si affeziona alle figure più famose del XIX secolo come a perfetti sconosciuti, si innamora di tutti i generi, seri o comici, lirici o strumentali, apprezza i formati intimi tanto quanto le produzioni grandiose. La programmazione 2024-2025 segue naturalmente questo percorso del cuore, con una passione contagiosa.

Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française
 
2024-2025
Una stagione a dir poco romantica, con la Passione violoncello e un doppio anniversario per il compositore simbolo Georges Bizet

Per una volta, il primo festival della stagione, in programma dal 21 settembre al 24 ottobre al Palazzetto Bru Zane e alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia, non si concentra su un particolare compositore o periodo estetico. Passione violoncello rende omaggio a uno strumento che generalmente non viene considerato un re della sala da concerto come il violino o il pianoforte. Eppure il violoncello non è meno virtuoso di questi suoi colleghi e, dotato com’è di un’espressività perfettamente adatta alle esigenze del periodo romantico, si è conquistato in Francia un posto di tutto rispetto.

 In sette concerti, il festival autunnale veneziano propone una panoramica del repertorio dedicato al violoncello, concentrandosi su tre ambiti.

Il quintetto con due violoncelli, innanzitutto, sarà protagonista del concerto d’inaugurazione del festival sabato 21 settembre alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista. Se il pezzo di Schubert è molto conosciuto, spesso si dimentica che la Francia ha prodotto un ricco repertorio ancora tutto da scoprire, tra cui i quintetti con due violoncelli di Charles-Nicolas Baudiot e Théodore Gouvy.

Il concerto successivo, domenica 22 settembre, sarà incentrato sull’ensemble di violoncelli. Il corpus di partiture per questa formazione si è un po’ ampliato a cavallo del Novecento, uscendo dai confini della scuola. L’esplorazione di questo repertorio poco noto ci porterà in territori quasi sconosciuti, come le opere di Marie-Joseph Erb o di Hélène-Frédérique de Faye-Jozin.

Altrettanto liriche e importanti, le opere per violoncello solo con accompagnamento di pianoforte faranno anche parte del festival. In particolare, il concerto di giovedì 3 ottobre testimonierà dell’emancipazione dello strumento, che trova nel secolo romantico il posto che gli spetta come solista.

Il calendario completo è consultabile qui

In Italia e altrove (Roma, Monaco di Baviera, Parigi, Saintes, Montreal, Québec), opere per violoncello e orchestra completeranno questa rassegna.

Nel 2025 si presenterà una duplice occasione per celebrare Georges Bizet: il 150° anniversario della prima di Carmen e della morte del suo autore. Il festival Bizet, l’amore ribelle, in programma a Venezia dal 29 marzo al 16 maggio, è stato concepito a immagine del compositore, che si divideva tra opera, mélodie e pezzi per pianoforte (il suo strumento). Sette concerti permetteranno di scoprire una produzione musicale d’avanguardia e un’eredità che va ben oltre il successo di Carmen.

Imperdibile è, innanzitutto, Le Docteur Miracle, presentato in forma di concerto alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista domenica 30 marzo. Sarebbe sbagliato sottovalutare questa piccola opera composta dal musicista appena ventenne, in cui Bizet mostra un dono naturale per la commedia.

Un altro aspetto di Bizet messo in evidenza durante il festival sarà la sua qualità di pianista. Durante i concerti che organizzava, il compositore accompagnava e suonava a quattro mani o a due pianoforti le partiture recenti di Massenet, Saint-Saëns, Guiraud e Lalo. Roberto Prosseda, come solista, ci farà ascoltare martedì 6 maggio l’estetica di questa generazione, che rivisita il virtuosismo pianistico romantico.

Infine, la collaborazione con Asolo Musica prosegue per una seconda stagione. L’ambiente dell’Auditorium Lo Squero, propizio all’unione tra musica e poesia, ospiterà sabato 10 maggio un concerto di mélodies e duetti di Bizet e dei suoi contemporanei, interpretati dagli giovani artisti dell’Académie de l’Opéra national de Paris.

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E tra un festival e l’altro, il Palazzetto Bru Zane organizza eventi durante l’intera stagione, sia nella propria sede – dove si trova il cuore del suo lavoro di scoperta e divulgazione – sia in istituzioni partner. Fuori festival sono previsti quattro appuntamenti musicali incentrati sul romanticismo francese: a Natale, un concerto di pezzi per violino e pianoforte; per la Giornata internazionale dei diritti delle donne, un programma per trio con pianoforte; durante il carnevale, un cine-concerto; e per Art Night, un incontro tra mélodie francese e jazz. Il Palazzetto Bru Zane ospita anche conferenze dedicate ai grandi temi dell’anno e le attività didattiche del centro per le scolaresche del Veneto proseguono attraverso il programma “Romantici in erba”, così come i laboratori musicali organizzati per le famiglie.

Uno sguardo a oltralpe: la produzione di Carmen andata in scena a Rouen nel settembre 2023 – con scene, costumi e scenografie ricostruite in base a documenti d’epoca – sarà riproposta a Versailles a gennaio e a Hong Kong a marzo. L’operetta Le Docteur Miracle viaggerà tra Poitiers e la sua regione, Bordeaux, Venezia, la Normandia e la Svizzera. Abbinata alle musiche di scena dell’Arlésienne, con un adattamento poetico del dramma di Daudet recitato da un narratore, sarà a Tours in ottobre e al Théâtre du Châtelet in maggio e giugno.

Oltre a questi due temi e alle produzioni che proseguono in tournée, la stagione 2024-2025 promette altre grandi emozioni con L’Ancêtre di Camille Saint-Saëns a ottobre (Monaco), Mazeppa di Clémence de Grandval a gennaio (Monaco di Baviera) e Psyché di Ambroise Thomas a febbraio (Budapest e Vienna).

Infine, quasi a chiusura di stagione il Festival Palazzetto Bru Zane Paris, dal 24 maggio al 2 luglio 2025, offrirà un compendio del programma dei cicli veneziani.

Bizet verrà celebrato con il dittico L’Arlésienne & Le Docteur Miracle al Théâtre du Châtelet, in concerto all’Auditorium de Radio France, alla Philharmonie de Paris, alla Seine Musicale e in una conferenza all’Opéra-Comique, nella famosa Salle Bizet. Il programma del festival è completato da una serata dedicata alle opere per ensemble di violoncelli alla Philharmonie de Paris e dal ritorno in scena della prima versione del Faust di Gounod all’Opéra-Comique.

Pubblicazioni

La stagione 2024-2025 sarà scandita da cinque nuove uscite Bru Zane Label. La Vie parisienne di Jacques Offenbach, nella sua versione originale integrale del 1866, entrerà nella collana “Opéra français” in ottobre 2024 dopo tre anni di una tournée di successo. A novembre seguirà un video con libro – formato ancora inedito nelle collane dell’etichetta – permettendo di (ri)vedere Carmen, con i costumi, la scenografia e la messinscena della sua prima rappresentazione nel 1875. Nel solco del ciclo dedicato a Jules Massenet nel 2022, l’opera Grisélidis dal tema medievale e fantastico sarà pubblicata a gennaio 2025. Verrà seguita a marzo da un “Portrait Bizet“: il ritratto metterà in luce diverse gemme del compositore onorato questa stagione, tra cui DjamilehVasco de GamaLe Retour de Virginie e Le Golfe de Baïa. Infine, le influenze bretoni del Roi d’Ys di Édouard Lalo potranno essere scoperte in CD con libro a maggio 2025.

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INDIRIZZO
Palazzetto Bru Zane
Venezia, San Polo 2368
 
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In collaborazione con Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
Ref. Roberta Barbaro roberta@studioesseci.net
Tel. 049 663499

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Brescia, Museo di Santa Giulia e Castello: GIUSEPPE BERGOMI. SCULTURE 1982 / 2024

Dal 12 luglio al 1° dicembre 2024 Brescia celebra Giuseppe Bergomi (1953), artista bresciano tra i maggiori esponenti della scultura figurativa contemporanea, con una retrospettiva diffusa tra i chiostri di San Salvatore e di Santa Maria in Solario del Museo di Santa Giulia e le sale del Grande miglio in Castello.

Giuseppe Bergomi. Sculture 1982 / 2024, curata da Fondazione Brescia Musei, si compone di 84 opere in terracotta e in bronzo, realizzate lungo l’arco di tutta la carriera dell’artista.

BRESCIA
DAL 12 LUGLIO AL 1° DICEMBRE 2024
LA MOSTRA
GIUSEPPE BERGOMI. SCULTURE 1982 / 2024

La mostra diffusa tra il Museo di Santa Giulia e il Castello rende omaggio a uno dei maggiori esponenti della scultura figurativa contemporanea, attraverso 84 opere che ripercorrono l’intera carriera dell’artista bresciano.

La mostra si inserisce, nel più ampio progetto dedicato alla scultura negli spazi del Castello di Brescia che Fondazione Brescia Musei ha inaugurato con la mostra Davide Rivalta. Sogni di gloria (Castello, 26 maggio 2023-15 gennaio 2024) individuando proprio in questo luogo iconico uno spazio da dedicare alla valorizzazione dell’arte plastica, in vista della prossima inaugurazione di un itinerario di sculture all’aperto dedicato a Bruno Romeda e al suo compagno e collega Robert Courtright.

In Santa Giulia invece, il dialogo con gli spazi del Corridoio Unesco si pone in ideale continuità con l’esperienza di Palcoscenici archeologici, che ha portato negli ultimi tre anni artisti quali Francesco Vezzoli, Emilio Isgrò e Fabrizio Plessi a confrontarsi con le architetture del complesso monumentale di Santa Giulia e del Parco Archeologico.

Il percorso, ordinato cronologicamente, prende avvio dal 1978, anno in cui Bergomi, fresco di diploma all’accademia di Brera, esordisce alla Galleria dell’Incisione di Brescia con una mostra di soli dipinti, uno dei quali, Lione 1958, apre anche l’attuale rassegna. Il momento pivotale, capace di dare una svolta alla sua storia professionale e di convincerlo a lasciare la pittura per la terza dimensione fu la mostra Les realismes 1919-1939 al Centre Beaubourg di Parigi, com’ebbe modo di dire lo stesso Bergomi “questa mostra mi permise di capire che ero caduto in un equivoco”.

La sua parabola nell’ambito della scultura ebbe quindi inizio nel 1982, con una personale ancora alla Galleria dell’Incisione, dove propose la prima serie di terrecotte policrome, composta da lavori intellettualmente maturi, ma tecnicamente ancora bisognosi di studio e di approfondimento. In questa mostra, oggi, si possono ammirare alcune di queste opere, caratterizzate dalla presenza come modella della moglie Alma, soggetto che sarà una costante – come le figlie Valentina e Ilaria – della sua ricerca fino ai giorni recenti, e che sottolinea l’importanza dell’aspetto biografico in ogni sua creazione.

L’esposizione prosegue con la fase in cui, a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta del secolo scorso, le terrecotte di Bergomi perdono il colore. L’artista riprende in questo modo la tradizione scultorea millenaria che affonda le sue radici nella plastica antica, in particolare quella etrusca, nel tentativo di ricostruire, attraverso la plasticità della terra, una forma organica. Appartengono a questo periodo opere come Bagnante addormentata (1991), Grande nudo di adolescente(1991) o alcuni ritratti delle figlie Valentina e Ilaria, dove la figura umana è in bilico fra il realismo della rappresentazione e la proiezione dei soggetti in una dimensione astratta, densa di rimandi simbolici.

Negli anni Duemila, Bergomi passa dalla terracotta al bronzo, dando vita a una nuova fase del suo lavoro. Opere esemplari di questo momento sono Interno di bagno con figura femminile(2001), i busti di Ilaria con cappelli dalle differenti fogge, due bassorilievi della moglie, o ancora un suo Autoritratto (2004), in cui il colore, seppur su un nuovo supporto materico, torna a essere elemento caratterizzante.

Sono proprio le creazioni di questi anni, tra le quali la grandiosa Ellisse, volutamente allestite in una suggestiva sezione ospitata negli spazi esterni del museo di Santa Giulia, che stupiscono per l’incredibile dialogo tra i volumi e le architetture del monastero.

Negli anni più recenti Bergomi accetta la sfida di confrontarsi con la statuaria pubblica: da Uomini, delfini, parallelepipedi realizzata nel 2000 per l’acquario di Nagoya in Giappone, al monumento dedicato a Cristina Trivulzio di Belgiojoso, la prima scultura pubblica mai dedicata a Milano a una donna, fino al monumento per le vittime del Covid, Cacciata dal Paradiso, per il cimitero Vantiniano di Brescia, di cui è presentato un bozzetto in gesso.

Chiudono idealmente la mostra la magnifica Africa con violoncello, esposta alla Biennale di Venezia del 2011, e l’opera inedita Colazione a letto (2024) che, attraverso la raffigurazione della moglie, delle figlie e delle nipoti, rende omaggio a tre generazioni della sua famiglia.

La mostra è realizzata grazie al prezioso Fondo Romeda per l’arte contemporanea.

Catalogo Skira Arte.


Fondazione Brescia Musei è una fondazione di partecipazione pubblico–privata presieduta da Francesca Bazoli e diretta da Stefano Karadjov. Fanno parte di Fondazione Brescia Musei Brixia. Parco archeologico di Brescia romana, Museo di Santa Giulia, Pinacoteca Tosio Martinengo, Museo delle Armi Luigi Marzoli, Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia, Castello di Brescia e Cinema Nuovo Eden. Fondazione Brescia Musei è con Pinacoteca Tosio Martinengo e Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia, ente capofila della Rete dell’800 Lombardo. I Musei Civici di Brescia sono inclusi nell’offerta di Associazione Abbonamento Musei.


GIUSEPPE BERGOMI. Sculture 1982/2024
Brescia, Museo di Santa Giulia e Castello
12 luglio – 1° dicembre 2024
 
Orari:
Museo di Santa Giulia e Grande Miglio, Castello di Brescia: martedì – domenica
Fino al 30 settembre: 10 – 19 (ultimo ingresso ore 18.15)
Dal 1° ottobre al 1 dicembre: 10 – 18 (ultimo ingresso ore 17.15)
 
Ingresso gratuito
 
Catalogo:
Skira Arte
 
Informazioni e prenotazioni
Fondazione Brescia Musei
tel. +39 030 817 4200 | cup@bresciamusei.com
 
Ufficio stampa
Comune di Brescia
Rossella Prestini
r.prestini@comune.brescia.it
 
Ufficio stampa
Fondazione Brescia Musei
Francesca Raimondi
raimondi@bresciamusei.com
 
Ufficio stampa mostra
CLP Relazioni Pubbliche
Clara Cervia
T. 02 36 755 700
clara.cervia@clp1968.it
 

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* Trento: al Castello del Buonconsiglio lo spettacolare “caso Dürer”

A Trento, l’incontro tra Dürer e i nordici
con l’arte veneta e italiana
crea l’originale laboratorio
del Rinascimento Alpino.
Una grande mostra, per la prima volta,
documenta un momento magico della storia dell’arte.

Il Castello del Buonconsiglio sceglie, non a caso, un grande nordico, Albrecht Dürer, come protagonista della mostra simbolo del Centenario del museo, nato nel 1924. Dürer scoprì Trento e il Trentino negli anni 1494-95, restando affascinato dai paesaggi e dalle atmosfere di questi luoghi, catturandone l’essenza in una celebre serie di acquerelli. Ad attrarre il norimberghese fu un Principato dove l’arte e le arti erano coltivate con grande passione e dove il Rinascimento veniva declinato in modo del tutto originale.

DÜRER E GLI ALTRI. RINASCIMENTI IN RIVA ALL’ADIGE
Trento, Castello del Buonconsiglio
6 luglio – 13 ottobre 2024

Il passaggio di Albrecht Dürer in Trentino, avvenuto nel 1494/95, costituisce un episodio di grande rilevanza nella carriera del maestro norimberghese e nelle dinamiche dei rapporti artistici fra la Germania e l’Italia, lasciando tracce non indifferenti nella regione di Trento e nei territori dell’Adige. Johannes Cochlaeus nella sua Brevis Germaniae Descriptio rammentava nel 1512 da Norimberga che “Trento è la frontiera della Germania verso l’Italia, dove gli abitanti parlano la lingua italiana e la tedesca”. Su questa frontiera, e sugli scambi artistici che ne sono nati durante il Rinascimento, il Castello del Buonconsiglio organizza una grande mostra per festeggiare il centenario della sua istituzione come museo (1924-2024), in ideale continuità con Il Gotico nelle Alpi. 1350-1450, la grande retrospettiva dedicata alla tarda età medievale realizzata nel 2002. La mostra si propone di visualizzare la presenza – fugace ma particolarmente significativa – di Dürer in Trentino con disegni, acquerelli, incisioni e dipinti, evidenziando inoltre come, e in quali modi l’arte di Dürer abbia stimolato gli artisti locali a trovare nuove forme espressive. Partendo dallo spettacolare “caso Dürer”, il progetto intende infatti illustrare nei termini più ampi possibili le origini di quel Rinascimento originale, sui generis, che si sviluppa in Trentino tra 1470 e 1530/40.

Intervengono alla vernice Laura Dal Prà, direttore del Museo e i curatori della mostra Bernard Aikema, Giovanni Maria Fara e Claudio Salsi.


Settore comunicazione e promozione del Museo
Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali

IT – Via Bernardo Clesio, 5 – 38122 Trento
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Ufficio Stampa
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
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Referente Simone Raddi: simone@studioesseci.net

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Milano, iKonica Art Gallery: New York Views II dell’artista Lucio Forte

Sabato 6 Luglio si inaugura la seconda edizione della mostra personale ‘New York Views’, dell’artista Lucio Forte, presso iKonica Art Gallery.

Sono in esposizione una ventina di opere di piccole, medie e grandi dimensioni tra disegni a china, acquerelli, dipinti ad olio, digital art e stampe in tiratura limitata.

L’evento è curato da Andrea Colombo, che in una breve introduzione, scrive: ‘La mostra è incentrata su rappresentazioni pittoriche della città di New York, il pubblico potrà apprezzarne l’originale ricerca stilistica e concettuale che prevede una serie di rimandi al cinema, agli edifici storici e alle viste aeree della Grande Mela.’

Aperta al pubblico dal 1 al 9 Luglio, dal Lunedì al Sabato ore 16:30-19:30, Via Porpora 16, Milano, free entry. Opening Sabato 6 Luglio ore 18:30 -21:00.

Dall’alto in senso orario: On the Top, Manhattan Aerial, Water street, Pennsylvania, NY city hall

After last year’s success, the second appointment with the personal exhibition “New York Views”, by the artist Lucio Forte, opens on Saturday July 6.
Focused on pictorial representations of the city of New York, the public will be able to appreciate the original stylistic and conceptual research which includes a series of references to cinema, historical buildings and aerial views of the Big Apple.

About twenty small, medium and large-sized works are on display, including ink drawings, watercolours, oil paintings, digital art and limited edition prints.

Timetable: July 1-9, Mon – Sat, 4:30 pm – 7:30 pm. Via Porpora 16, Milano, free entry.

NY 1955

ufficio stampa di
L U C I O L A R S F O R T E

info@lucioforte.com
info@ikonica.eu

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