Il JMuseo taglia un primo grande traguardo. Il 30 giugno il museo civico della città ha sfondato la soglia dei 20.000 ingressi dal giorno della sua apertura. Un risultato ragguardevole per una struttura inaugurata solamente dodici mesi fa, il cui nome si sta ora diffondendo grazie all’attrattività dei primi appuntamenti che ha ospitato nonché alla raccolta di animali del Museo civico di storia naturale, all’esposizione “La terra dei giganti” e, naturalmente, a “Banksy & Friends: l’arte della ribellione”.
Proprio la mostra dedicata agli artisti controcorrente ha contribuito in maniera sostanziale al raggiungimento dell’obiettivo, facendo raddoppiare il dato medio sugli ingressi mensili. Dall’inaugurazione dell’esposizione (23 aprile 2024), infatti, il JMuseo ha registrato oltre 6.200 visite. Fino a quel giorno, il museo contava poco più di 13.800 ingressi.
“Il JMuseo è una bellissima struttura, con un grande potenziale, ma come ho detto più volte necessita di grande impegno per essere riempito di contenuti in grado di attirare un grande pubblico – dichiara il sindaco della Città di Jesolo, Christofer De Zotti -. È una sfida importante, che ci stimola molto a individuare soggetti adatti al JMuseo. Si tratta inevitabilmente di un impegno a lungo termine che incrocia quello dello sviluppo della città e dei suoi servizi. La strada imboccata da Jesolo per diventare una vera e propria città di mare passa anche dall’ampliamento dell’offerta cultura e su questo il JMuseo riveste certamente un ruolo da protagonista”.
A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini. Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.
Un grande ritorno per la seconda tappa di Blues In Villa 2024, in un incontro appassionato tra jazz e musica latinoamericana.
Appuntamento nel centro storico di Porcia (PN) venerdì 12 luglio alle ore 21:15, dove sul palco di Piazza L. Remigi si terrà il concerto della cantante dominicana Josmil Neris in quartetto con il suo progetto “Quiero El Sur“. L’evento, a ingresso libero, fa anche parte del cartellone di “PURLILIUM ESTATE 2024“, organizzato dal Comune di Porcia, che per la prima volta accoglie un concerto di Blues In Villa nel proprio centro storico.
In “Quiero El Sur” ritmi latini e jazz si fondono in armonia: bolero, tango, son, flamenco si vestono di freschezza e rinascono con una luce nuova grazie agli arrangiamenti accattivanti e la maestria dei musicisti che accompagnano la calda voce di Josmil Neris: Marco Ponchiroli al pianoforte, Alvise Seggi al basso, Marco Carlesso alla batteria.
Un progetto in cui la cantante dominicana può raccontare le proprie origini spagnole e afro caraibiche, ricercando la bellezza di quella musica che ancora oggi costituisce parte integrante di un prezioso bagaglio culturale: un ricco mosaico di ricordi frammentati ma ben distinti che rimandano alla peculiare impronta del popolo latinoamericano in centro/sud America e nel mondo.
Nel 2022, proprio in occasione di un concerto organizzato da Associazione Culturale Blues In Villa APS, “Quiero el Sur” è diventato un album live pubblicato a marzo 2024, che si può ascoltare anche nelle piattaforme di streaming e che trovate nei migliori negozi di CD.
In caso di pioggia, il concerto si terrà presso Villa Correre Dolfin.
Blues In Villa – Blues&Jazz Festival proseguirà il proprio percorso venerdì 26 luglio al Parco di Villa Varda di Brugnera con il doppio concerto dell’americano Chris Cain, i toscani T.R.E.S. Radio Express Service e l’opening Act di Franco Toro.
Blues In Villa – Blues&Jazz Festival 2024 è realizzato dall’Associazione Culturale Blues In Villa APS con la collaborazione ed il supporto di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, i Comuni di San Quirino, Porcia e Brugnera, e importanti partner privati quali OESSE, Ricci Group, Banca 360 FVG e Salvadori Arte.
Blues In Villa – Blues&Jazz Festival 2024 è realizzato dall’Associazione Culturale Blues In Villa APS con la collaborazione ed il supporto di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, i Comuni di San Quirino, Porcia e Brugnera, e importanti partner privati quali OESSE, Ricci Group, Banca 360 FVG e Salvadori Arte.
Con il sostegno di Comune di San Quirino Comune di Porcia Comune di Brugnera Regione Friuli Venezia Giulia Oesse SalvadoriArte Banca360FVG Ricci Group srl
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Si alza il sipario sull’edizione 2024 del Dolomiti Blues & Soul Festival: T.R.E.S. Gegè Telesforo e Sir Waldo Weathers
È partito il conto alla rovescia per il festival che torna a scaldare le fresche serate estive delle Dolomiti bellunesi: il Dolomiti Blues&Soul parte il 13 luglio con oltre 20 appuntamenti che ci faranno ballare fino ad agosto inoltrato.
Una promessa che si mantiene da 23 edizioni, quella di una vera e propria celebrazione della montagna bellunese sulle profonde note della musica afroamericana.
Una rassegna itinerante alla scoperta dei borghi più o meno nascosti, dalle piazze di Cortina d’Ampezzo al piccolo borgo di Pozzale, passando per la casa natale del pittore Tiziano e per le antiche segherie della Valle del Boite.
Waldo Weathers
DOLOMITI BLUES&SOUL FESTIVAL 2024: LA MUSICA ALLE MONTAGNE DAL 13 LUGLIO AL 18 AGOSTO
Ancora una volta, la selezione musicale nasce dal cuore e toccherà il profondo dell’anima, con artisti in arrivo da tutto il mondo per suonare a ritmo disoul, funk, swing, rock’n’roll, r&b, gipsy, new orleans e molto altro: ottima musica e divertimento, panorami strabilianti e gastronomie locali, oltre a tanto colore, diversità, scambio e integrazione.
Si, perché il Festival Dolomiti Bues&Soul non è mai solo musica. Anche quest’anno, ad accompagnare le serate danzanti, ci saranno mostre fotografiche e pittoriche, premi musicali, omaggi e proiezioni di film, il tutto realizzato attraverso un messaggio di impegno sociale che caratterizza l’ideazione del festival fin dalla sua nascita.
Sabato 13 luglio Chiesa Nostra Signora del Cadore, Ex Villaggio ENI a Borca di Cadore Ore 21.00 – Guido Maria Grillo
Sabato 20 luglio Piazza Tiziano, Pieve di Cadore Ore 21.00 – Willy Mazzer & Headhunters Blues Band
Domenica 21 luglio Agriturismo La Pausa, Pozzale di Cadore Ore 18.00 – The Swingers
Venerdì 26 luglio Segheria De Vido, San Vito di Cadore Ore 21.00 – Hooverville Entertainers
Sabato 27 luglio Cinema Antelao, Valle di Cadore Ore 21.00 – Adam Holzman con Big Bang Theory Ingresso: 15 euro
Domenica 28 luglio Piazza Di Bona, Cortina d’Ampezzo Ore 18.00 – Laura Djae Afrodyte
Venerdì 2 agosto Hotel Boite, Ex Villaggio ENI, Borca di Cadore Ore 21.30 – Overmiles
Sabato 3 agosto Sala De Lotto, San Vito di Cadore Ore 21.00 – Gegè Telesforo Big Mama Legacy Ingresso: 15 euro
Domenica 4 agosto Piazza Masi Simonetti, Zoppè di Cadore Ore 18.00 Max Lazzarin, the Southern Connection feat Angelo Chiocca
Mercoledì 7 agosto Sala polifunzionale di Laggio di Cadore Ore 21.00 Il trio Positiva – Rockabilly Gang
Venerdì 9 agosto Spazio eventi in Località Laguna, Borca di Cadore Ore 21.00 – Hubert Dorigatti & Bayou Side
Sabato 10 agosto Piazza Menegus, San Vito di Cadore Ore 21.00 – Stephanie Ocean Ghizzoni & The Blue Mantras
Domenica 11 agosto Casa Natale del Tiziano, Pieve di Cadore Ore 18.00 – An evening with Ellen River & Chris Horses
Venerdì 16 agosto Piazzale della Chiesa Nostra Signora del Monte, Ex Villaggio ENI, Borca di Cadore Ore 21.00 – T.R.E.S Radio Express Service
Sabato 17 agosto Sala De Lotto, San Vito di Cadore Ore 21.00 – Sir Waldo Weathers with Henry Carpaneto Organ Trio Ingresso: 15 euro Opening act: Verena Unplugged
Domenica 18 agosto Zona pedonale, San Vito di Cadore Ore 18.00 – Jazz Experience Orchestra
Tres
Per questa 23esima edizione, infatti, la rassegna Dolomiti Blues&Soul scende in campo al fianco della sezione territoriale di Libera, associazione che dal 1995 promuove i valori della giustizia sociale.
Una promessa di grande valore in tutti i sensi: questo è il Dolomiti Blues&Soul Festival 2024.
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A Padova si festeggia il successo per la grande mostra dedicata a MONET che chiuderà i battenti con 180mila ingressi. Data la grande richiesta, sabato 13 e domenica 14 luglio, ultimi due giorni di mostra, sarà possibile visitare l’esposizione fino alle 22.30 (ultimo ingresso ore 21.30). Inoltre, in occasione del Serprino Festival, a tutti i visitatori della mostra verrà offerta una degustazione dell’omonimo e rinomato vino bianco autoctono.
Immagine dell’allestimento
ULTIMA SETTIMANA PER MONET A PADOVA
Sono quasi 180.000 gli ingressi registrati a oggi per la grande mostra dedicata a Claude Monet, il Padre dell’Impressionismo, che ha totalmente rapito il pubblico con i 60 capolavori esposti al Centro Culturale Altinate | San Gaetano. Viste le numerosissime richieste e il gran numero di prenotazioni, sabato 13 e domenica 14 luglio, ultimi due giorni di mostra, sarà possibile visitare l’esposizione con orario prolungato fino alle 22.30 (ultimo ingresso ore 21.30).
Immagine dell’allestimento
La mostra “Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Paris” – tributo che il Comune di Padova e Arthemisia hanno voluto rivolgere a Monet proprio a 150 anni dalla nascita del movimento impressionista – è un viaggio nella vita e nei luoghi più amati da Monet, un modo per entrare nel suo giardino privato e dove ritrovare le sue ninfee, gli iris, i salici piangenti e i ponti giapponesi; opere tutte provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi che custodisce la più grande e importante collezione di dipinti dell’artista francese, frutto della generosa donazione fatta dal figlio Michel nel 1966.
L’esposizione, di importante rilevanza sia a livello nazionale che internazionale per la sua portata scientifica, rappresenta anche un evento eccezionale dal momento che è una delle ultime occasioni, almeno per qualche anno, per poter vedere in Italia le maggiori opere di Monet.
Immagine dell’allestimento
L’Assessore alla cultura e al turismo del Comune di Padova Andrea Colasio sottolinea: “Sono veramente soddisfatto per il bilancio che già adesso possiamo tracciare: Monet ha incantato i padovani e decine di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. Un risultato che è il frutto di un lavoro che viene da lontano, con la decisione di questa Amministrazione di investire per riqualificare le sale espositive del San Gaetano in modo da poter accogliere opere d’arte così preziose e delicate e di pianificare una programmazione di mostre di respiro internazionale. Ma il merito va anche a Arthemisia e al Musée Marmottan Monet di Parigi che hanno allestito una mostra tanto ricca e affascinante quanto coinvolgente nel suo allestimento con un intelligente approccio divulgativo che ha fatto apprezzare i capolavori esposti anche a chi non è un esperto d’arte. Padova è oramai stabilmente nel circuito internazionale delle città che offrono grandi eimportanti mostre d’arte, completando l’offerta artistica, storica e culturale della città e inserendosi tra le mete più ambite per il turismo di qualità.”
Immagine dell’allestimento
Ma a Padova c’è Monet ma non solo.
Questo fine settimana, infatti, al San Gaetano l’arte incontra la cultura e i sapori locali. In occasione del Serprino Festival 2024, sempre nei due ultimi giorni di apertura al pubblico, a tutti i visitatori della mostra verrà offerta una degustazione dell’omonimo e rinomato vino bianco autoctono dalle 18.00 alle 22.30.
Il “Serprino Festival” è un evento organizzato da Consorzio Tutela Vini Colli Euganei nell’ambito di un progetto di valorizzazione dei prodotti dell’agroalimentare patavino che si estenderà fino all’autunno 2024. Il progetto, realizzato con il contributo di Camera di Commercio di Padova e il supporto di Ente Parco Colli Euganei, vedrà protagonisti, nei suoi appuntamenti settembrini, il Colli Euganei Fior d’Arancio in tutte le tipologie e il Colli Euganei Rosso abbinati a pietanze tipiche della cucina padovana.
L’occasione è anche per brindare al recente riconoscimento dei Colli Euganei come Riserva Mondiale della Biodiversità Unesco.
Immagine dell’allestimento
L’Assessore alle attività produttive e commercio Antonio Bressa dichiara: “Celebriamo la fortunata esposizione di Monet con una bella sinergia volta ad affiancare le bellezze dell’arte con le eccellenze del nostro territorio. Diamo così continuità alla promozione del Serprino sulla scia delle iniziative in corso sul nostro territorio per far conoscere la qualità delle produzioni dei nostri colli. Ringrazio la Camera di Commercio e il Consorzio di Tutela dei Vini dei Colli Euganei che prontamente hanno raccolto l’opportunità di questa partenrship all’insegna dell’arte e del buon vivere.”
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Ha il nome di Antonio Presti l’asteroide 20049. La pubblicazione è avvenuta nell’ultimo numero del Bollettino ufficiale della International Astronomical Union (IAU) del luglio 2024, su proposta dell’astrofisico Mario Di Martino dell’INAF – Osservatorio Astrofisico di Torino e membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione GAL Hassin.
Intitolato al presidente di Fiumara D’Arte l’asteroide 1993FZ20 e il mecenate, a sua volta, dedica il corpo celeste al quartiere periferico della città di Catania
“20049 Antoniopresti” è un asteroide della Fascia Principale tra le orbite di Marte e di Giove, scoperto il 21 marzo 1993 all’interno del programma osservativo UESAC – The Uppsala-ESO-Survey of Asteroids and Comets dell’ESO in Cile e dell’Anglo-Australian Observatory in Australia nel periodo 1992-1993, che aveva come obiettivo principale lo studio di numerosi asteroidi e comete nelle vicinanze del pianeta Giove.
Asteroide
«Ho pensato alla grande professionalità e all’impegno culturale e sociale di Antonio Presti – sottolinea Mario Di Martino – la motivazione che ho proposto alla IAU è la seguente: Antonio Presti (nato nel 1957) è un mecenate siciliano, fondatore di Fiumara d’Arte, un museo all’aperto in Sicilia che ospita una serie di sculture e installazioni di land art create da artisti internazionali e situate lungo le rive del fiume Tusa. A Librino, quartiere periferico di Catania, ha creato il museo internazionale a cielo aperto MAGMA, e sull’Etna Il belvedere dell’anima – La visione dell’invisibile».
Il mecenate a sua volta, non appena appresa la notizia, ha voluto dedicare il riconoscimento alle mamme e ai bambini del quartiere di Librino, dove è impegnato da anni in prima persona: «Una felice sorpresa di stupore e meraviglia sapere che da oggi il mio nome viene a far parte della Fascia Principale degli Asteroidi – commenta il maestro Antonio Presti – spero che questo asteroide a me dedicato possa contribuire a restituire la visione dell’invisibile, in una società contemporanea dove la cecità ottunde la visione della bellezza. Bisogna ricollegare gli occhi al cuore di ognuno di noi per potere (ri)conquistare la luce dell’Universo. Ringrazio affettuosamente il Gal Hassin e il suo presidente Giuseppe Mogavero e l’astrofisico Mario Di Martino. Dedico a mia volta alle mamme, ai bambini e a tutta la gente di Librino “20049 Antoniopresti”, affinché possano essere protetti dalla visione della bellezza di un corpo celeste. Abbiamo sempre parlato di Bellezza Universale e oggi quell’universo restituisce con questo riconoscimento una rinnovata energia. Spero che il quartiere, alzando gli occhi al cielo, possa trovare sempre verso l’alto quel nutrimento di bellezza. Per questo motivo dedicherò una delle prossime opere monumentali all’asteroide 20049».
Antonio Presti al GAL Hassin di Isnello
Nel 2022 il mecenate siciliano ha ricevuto il Premio GAL Hassin per la Civiltà con una motivazione che viene a rafforzare il riconoscimento del nome dell’asteroide: «Ad Antonio Presti, che ha dedicato la sua vita e le sue forze al trionfo della Bellezza in tutte le sue forme artistiche e culturali. Con le sue splendide Opere ha portato la cultura e la formazione nella loro forma più alta, più nobile, coinvolgendo migliaia di bambine e bambini, studenti, famiglie, associazioni, artisti di tutto il mondo per trasformare luoghi, territori e coscienze attraverso l’educazione alla Bellezza e alla Civiltà. Ad Antonio, che sa parlare al cuore svelando l’invisibile».
Il riconoscimento del nome dell’asteroide ad Antonio Presti valorizza la sua grande opera culturale e scientifica, il suo immenso impegno umanitario e artistico, il suo importante e costante contributo per le nuove generazioni. «Antonio Presti – sottolinea Giuseppe Mogavero, Presidente del GAL Hassin – suggerisce la Bellezza della cultura e della conoscenza. Aveva ragione Fedor Dostoevskij: la Bellezza salverà il mondo».
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Si chiude la trentasettesima edizione di Deltablues con due artisti, uno statunitense e uno italiano, che hanno letteralmente fatto la storia della musica Soul e Blues: Bobby Rush e Fabio Treves.
ROVIGO, PIAZZA ANNONARIA 12 LUGLIO THE SACROMUD PUGNO COLLECTIVE BOBBY RUSH BAND 13 LUGLIO FINALI I.B.C. TREVES BLUES BAND feat. PAOLO BONFANTI, MAURIZIO “GNOLA” GLIELMO
Quando si nomina Bobby Rush, si parla di una leggenda del blues che ha vinto 2 Grammy Award e 14 Blues Music Awards ed è presente dal 2006 nella prestigiosa “Hall of Fame”.
In oltre 70 anni di carriera artistica ha collaborato da pari a pari con vere leggende della musica Blues e Soul, per citarne solo alcuni dei maggiori Howlin ‘Wolf, Muddy Waters, Little Walter, Albert King e recentemente Buddy Guy e Christone “Kingfish” Ingram e ha all’attivo più di 400 registrazioni, 75 pubblicazioni e 27 album in studio a suo nome.
Il suo stile, “folk-funk” da lui inventato e che ha fatto scuola, raccoglie elementi di soul, blues rurale, pop “nero”, rock e disco.
Al talento musicale e compositivo unisce una gagliarda presenza scenica con una vocalità ipnotica e insinuante e un esperto uso della chitarra elettrica e dell’armonica.
Questa leggenda del blues americano, ha pubblicato il suo ultimo album ‘All My Love For You’ il 18 agosto dello scorso anno, a 89 anni di età, per Deep Rush Records.
L’apertura della prima delle due serate conclusive, venerdì 12 luglio, è affidata alla band marchigiana SACROMUD, vincitrice del concorso dello scorso anno per la partecipazione all’IBC 2024, e quindi reduci da Memphis dove hanno con successo partecipato lo scorso gennaio alla fase finale della più grande kermesse mondiale riservata alle nuove migliori band e solo duo da tutto il mondo.
SACROMUD però oltre alla meritata partecipazione sono una band consolidata, composta da grandi musicisti a partire da Maurizio Pugno e Raffo Barbi, capace di proporre un progetto musicale innovativo ma saldamente ancorato alle radici del Blues.
Sabato 13 si inizierà con le esibizioni dei tre finalisti al concorso nazionale per la partecipazione, in rappresentanza dell’Italia, all’International Blues Challenge di Memphis nel gennaio 2025, il più grande appuntamento mondiale per musicisti Blues emergenti, organizzato dalla Blues Foundation di Memphis alla quale Deltablues è l’unico festival italiano socio.
Quest’anno i tre finalisti, estremamente qualificati, che si disputeranno il successo, sono: Flavio Delladio Band, Guitar Bo Band, Umberto Porcaro Band.
A seguire il concerto che chiuderà la ventisettesima edizione di Deltablues sarà affidato a Fabio Treves con la sua Treves Blues Band che festeggia quest’anno 50 anni di ininterrotta carriera e non poteva mancare al Deltablues che inaugurò nella prima edizione nel lontano 1988.
Sono poche le band in Italia e nel mondo che possono vantare un simile traguardo!
Fondata nel 1974 la Treves Blues Band ha superato in mezzo secolo cambiamenti epocali di mode e costumi, sorretta dall’instancabile desiderio di far conoscere la bellezza e l’unicità del Blues, diventando un modello per migliaia di musicisti, diffondendo e facendo apprezzare il Blues in Italia e all’estero.
Sarà accompagnato dalla storica formazione che vede il talentuoso Alex Kid Gariazzo alle chitarre, voce, mandolino, ukulele, il granitico Gabriele “Gab D” Dellepiane al basso e l’eclettico Massimo Serra alla batteria.
Avrà inoltre per questo appuntamento due ospiti illustri, tra i tanti grandi artisti che hanno collaborato in carriera, Paolo Bonfanti e Maurizio “Gnola” Glielmo.
Il Deltablues Polesine è organizzato da Ente Rovigo Festival, grazie all’importante sostegno economico della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con il patrocinio della Provincia di Rovigo e della Regione del Veneto, il sostegno dei Comuni di Rosolina, Lendinara e Loreo.
Partner di questa trentasettesima edizione del Festival Rovigo Jazz Club, Assonautica Veneto Emilia, Slow Food Rovigo, le web radio RadioBlueTu di Rovigo e Stazione Blues Radio di Bologna, il magazine Il Blues, Az Blues e Rootsway.
Si ringraziano COOP Alleanza 3.0
Per informazioni consultare il sito internet www.deltablues.it, spedire una mail a info@deltablues.it, telefonare al 346 6028609, visitare le pagine Facebook Deltablues.it e Instagram DeltabluesRovigo,
Tutti i concerti con ingresso a pagamento prevedono la riduzione sul costo dei biglietti del 20% per i minori anni 18, i possessori UNIVERCITY CARD del Consorzio Università Rovigo, i soci Rovigo Jazz Club e Slow Food Rovigo, i soci COOP Alleanza 3.0
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Si è conclusa la quinta edizione del Roma Buskers Festival, la manifestazione ideata, prodotta e realizzata da Gruppo Matches srl in collaborazione con i comitati di quartiere del Municipio X e pensata per divulgare le più raffinate forme d’arte di strada.
Tre giorni di musica, spettacoli e attività, più di 40 esibizioni al giorno e artisti provenienti da tutto il mondo hanno animato la promenade del Porto Turistico di Roma: un successo che non può che confermare il ruolo centrale del Festival nel panorama culturale del territorio.
Roma Busker Festival tornerà nel 2025
Grande successo per la V edizione del Roma Buskers Festival Tre giorni di emozioni, spettacoli e attività al Porto Turistico di Roma per una kermesse sempre più amata
Roma Busker Festival tornerà nel 2025
“Una quinta edizione dal carattere funambolico, energetico, partecipata e viva” – ha dichiarato Andrea Cicini, Ceo del gruppo Matches organizzatore del Festival – “un evento capace ancora una volta di suscitare emozioni, commozione e sorrisi nel pubblico. È stato bello vedere tanti volti, tante storie. In questa edizione è venuta a trovarci una nonna di centouno anni, divenuta ormai l’emblema del nostro ‘sogno’. L’abbiamo festeggiata sotto il palco, con tante persone che applaudivano e gioivano.Poco prima, da quello stesso palco, avevo detto che l’anima del Festival è nel portare tutti sullo stesso piano, ossia rivivere le emozioni di quando si era bambini, senza età. Nella semplicità e nei sorrisi risiede quel senso che il Roma Buskers Festival vuole donare. Per me ha significato tanto, perché questo progetto mette al centro la vera inclusione, nel suo linguaggio universale come solo l’arte di strada può, senza barriere, fatta di cultura e sostenibilità, un perfetto abbraccio di valori in un’unica direzione”.
Sette postazioni e un palco centrale hanno accolto i migliori performer della scena busker italiana e internazionale, dal Messico con Lev Radagan al Giappone con Gaku, passando per l’Argentina con Camila Fenandez, dal giovane cantautore lidense Caffa a Max Goedecke dalla Germania, da Fil a Loop ‘n Loompa da Guru the Mago a Fulvio Bennato alla sassofonista Sabrina De Mitri e tanti altri. Bellissima come sempre la tradizionale parata di tutti gli artisti coinvolti nel programma, che quest’anno ha visto anche l’ Associazione Long Feng – Kong Fu con la danza del Leone Cinese e oltre 30 praticanti di Kong Fu ShaoLin, l’esibizione della SiO Orchestra giovanile di Conegliano, la toccante poesia di strada di Benedetta Badaracco e l’eleganza sulle punte della Famiglia Danzante, sino all’esplosività e dei Circensema del Circen Dolomites Festival, tornati anche in questa quinta edizione.
Grande anche l’affluenza di pubblico che nei tre giorni ha confermato l’interesse nel Festival del litorale romano e si è riversato lungo il chilometro della Marina del Porto assistendo alle numerose performance e prendendo poi parte alle attività ideate per grandi e piccini. Anche quest’anno la manifestazione ha infatti rivendicato il suo carattere green e solidale mediante la collaborazione con associazioni e realtà di carattere territoriale e nazionale, come “Una Breccia nel muro” oltre l’autismo, la LIPU di OSTIA, la Croce Rossa Italiana – Comitato Municipio 10 di Roma, e Ostia Clean Up, organizzazione no-profit che ha promosso per l’evento un contest fotografico sul Porto Turistico di Roma.
“Una quinta edizione che racchiude l’anima del Roma Buskers Festival”, ha detto ancora Cicini, “che ci ha dato tanto in termini di condivisione, sperimentazione, coesione. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la sinergia con l’Amministrazione e la Direzione della Marina, con Alessandro Mei che ringrazio, i comitati di quartiere e i nostri preziosi partner. Chiudiamo questi tre giorni con uno sguardo carico di speranza al 2025. Ci vediamo l’anno prossimo e di tutte queste emozioni fatene un buon tesoro!” L’evento ha avuto il patrocinio del Municipio X, in collaborazione con SIAE, e ha vantato la partnership con Grimaldi Lines, The Village e l’Hippie Market, posizionato in una zona adibita a mercatino d’eccellenza. Sul posto anche un’area Street Food in cui è stato possibile gustare prodotti enogastronomici locali. Fondamentali le media partnership con l’Agenzia DIRE e con Radio Globo, emittente ufficiale del Festival.
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Federica Marangoni: La Goccia, 1971 Vetro blu soffiato e gocce massicce, pezzo unico. Maestro Livio Seguso
Oltre cinquant’anni di carriera, una ricerca votata alla sperimentazione continua e pionieristica con diversi mezzi tecnologici e materiali, in cui persiste il rapporto speciale con il vetro, spaziando in modo eclettico e interdisciplinare nell’indagine creativa e comunicativa. L’artista e designer veneziana Federica Marangoni si racconta nella mostra al Museo del Vetro di Murano.
Fino al 24 Novembre 2024 Murano (Ve), Museo del Vetro, Spazio Ex Conterie
Federica Marangoni. ON THE ROAD 1970-2024. Non solo vetro
A cura di Chiara Squarcina e Federica Marangoni
Un excursus che prende forma in diversi ambienti del Museo, in un percorso coinvolgente, in dialogo con l’architettura stessa: a partire dalle prime sperimentazioni con il vetro, dal 1970, anno in cui Marangoni apre a Venezia il suo Fedra Studio Design e inizia a usare questo materiale, lavorando con frequenza costante in molte fornaci muranesi. Progetta oggetti di design per la produzione, così come sculture in vetro e grandi installazioni, integrando video e la luce al neon, combinati con la trasparenza e la fragilità del vetro. Dalla metà degli anni Settanta rivolge la sua curiosità e la sua attenzione creativa a quel mondo tecnologico allora ancora allo stato embrionale. Una ricerca ininterrotta sul rapporto luce e artificio, realtà e finzione, gioco dell’effimero, della trasparenza, della mobilità virtuale dell’immagine.
Federica Marangoni: Angelo Narciso, 2004 Specchio, ala in vetro di Murano alt. 120 cm fatta a mano senza stampo, baule in ferro alt. 180 cm. Maestro Pino Signoretto
Ad accogliere i visitatori all’ingresso è La bricola, nata come installazione di luce su pavimento specchiante, realizzata per l’Euro-Domus di Torino nel 1971. Nel giardino trovano invece posto le grandi sculture multimediali, come la scala Go Up Ladder, esposta nel 2013 a Basilea, in cracked neon rosso e rete metallica. Gli spazi esterni del museo accolgono inoltre opere in vetro degli anni Ottanta, legate al tema del giardino e delle sue implicazioni simboliche.
Courtesy Fondazione Musei Civici di Venezia
La Stanza della leggerezza raccoglie le opere realizzate dagli anni Ottanta ad oggi, che richiamano i concetti di aria, luce, volo, bellezza, archetipi di memorie antiche e allo stesso tempo eterne. Lo spazio “ex Conterie” si articola in cinque sezioni: Il sogno fragile. Anni Settanta e Ottanta dove trova posto, tra gli altri, anche il gruppo Natura sotto vetro; Elettronica madre di un sogno umanistico, che approfondisce la ricerca portata avanti dall’artista sull’uso della tecnologia nelle opere in vetro e sull’elettronica nell’arte e nella comunicazione; Itinerari della memoria, con il modello in scala della fontana-scultura, La trappola della memoria, opera pubblica per l’Expo 1992 di Siviglia; La traccia, sezione tesa a dimostrare in modo particolare come il pensiero progettuale non si interrompe ma è piuttosto un labirinto dove esperienze, sogni, metafore, riferimenti alla storia si ammassano e ritornano come il flusso stesso del ricordo e del sogno; infine, Il volo, con la grandiosa installazione Il volo impossibile, già esposta a Valencia e Barcellona.
Museo del Vetro Fondamenta Marco Giustinian, 8 Murano, Venezia Orario: tutti i giorni > 10.00 – 18.00 (ultimo ingresso ore 17.00) 3 maggio – 28 settembre > venerdì e sabato, 10.00 – 20.00 (Ultimo ingresso ore 19.00)
Ufficio Stampa STUDIO ESSECI – Sergio Campagnolo Via San Mattia 16, 35121 Padova Tel. +39.049.663499 www.studioesseci.net
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È stata prorogata fino al 30 luglio 2024 la mostra personale “6_24” della scultrice Roberta Morzetti, ospitata dalla Basile Contemporary di Roma in via di Parione 10. Curata da Marco Giammetta con Rosa Basile e arricchita da un testo storico critico di Silvano Manganaro, l’esposizione si presenta come un percorso che indaga l’attuale stato dell’essere con l’obiettivo di far riflettere lo spettatore sulla moderna sovrapposizione del virtuale sul reale.
“È ancora attuale chiedersi quale sia oggi la posizione delle donne nel campo dell’arte, ovvero quale sia la reale inclusione delle artiste nel sistema arte/mercato italiano? In particolare, la visibilità a loro dedicata è in grado di riflettere un reale cambiamento su quell’ancestrale pregiudizio sufficiente a rendere la disparità di genere un ricordo del passato? Roberta Morzetti è una delle pochissime donne scultrici Italiane completamente dedicata ad un lavoro complesso e fisicamente deteriorante, che lei utilizza come strumento di espressione della contemporaneità e di emancipazione. Il nostro è stato un incontro tra donne, e tra donne abbiamo riflettuto sul rapporto tra essere e apparire, tra il dire ed il fare, tra la bellezza esteriore ed interiore, condividendo una visione unitaria sul senso dell’io.” – Rosa Basile
Prorogata fino al 30 luglio 2024 la mostra“6_24” di Roberta Morzetti
a cura di Marco Giammetta con Rosa Basile
UN DIALOGO AL FEMMINILE TRA FORMA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Basile Contemporary Via di Parione 10, Roma
All’interno della galleria romana verranno esposte 15 opere scultoree che chiamano alla mente forme umane, simboli e immagini, le quali rappresentano un ponte metaforico tra l’io vissuto più profondo e la forza evocativa di una bellezza che non mira ad avere compiacimento, ma a stimolare riflessioni e suggestioni, amplificate da costanti riferimenti mitologici. Roberta Morzetti indaga sul vissuto dell’essere umano, dando vita ad un’esposizione che si presenta come un vero e proprio percorso di consapevolezza alla scoperta della propria bellezza interiore: da qui il titolo “6_24”, con il numero sei che indica l’essere più profondo, da scovare dentro di noi e con il quale connettersi. Esiste uno stretto rapporto tra l’artista e “l’essere” inteso come capacità percettiva del nostro corpo, la cui pelle rappresenta il confine tra il dentro e il fuori: è la pelle a ricevere frequenze e vibrazioni e a comunicare sensazioni che si trasformano in emozioni. Il profondo rapporto con l’interiorità che spinge l’artista a scavare nella propria anima nasconde un importante messaggio contro la superficialità e la ricerca ossessiva della perfezione esteriore, che alimentano la vanità e la fame di consenso, ostacoli alla vera libertà.
FERONIA_24 (2024) Tecnica mista con resine lavorate a fuoco. Mixed technique with fire-worked resins. mc H 1 0 0 x L 9 0 x P 5 0
Il fine principale di Morzetti è quello di portare l’osservatore – con innocente sincerità – a “vedere”, senza filtri, i segni provocati dalle esperienze della vita e riflettere sul valore terapeutico che il dolore può generare, se vissuto come occasione e non come sconfitta. Il lavoro dell’artista che emerge in “6_24” si basa su un continuo confronto tra linguaggi semantici diversi, quello dell’io e quello della comunicazione che, senza mai sovrapporsi, trovano la strada per connettersi e raccontare una storia. Roberta Morzetti spiega: “La scultura è un’attività di confine tra l’io e la metafora e ha il potere di far emergere energie nascoste aggirando le barriere coscienti”.
In questa ricerca di confronto, l’artista apre il dialogo con l’intelligenza artificiale utilizzandone le potenzialità espressive, ma senza mai lasciarla prevaricare. Entrando all’interno della Basile Contemporary, i visitatori avranno l’opportunità di prendere parte ad un percorso in cui reale e virtuale si fondono e si confrontano: la nuova tecnologia muove l’opera nello spazio, la trasforma per darle una lettura alternativa lasciando che l’osservatore possa decidere da che punto di vista guardarla, in modo che l’esperienza rimanga unicamente soggettiva.
A tal proposito, il curatore della mostra Marco Giammetta afferma: “Oggi, tutto o quasi, avviene attraverso la mediazione di tecnologie in grado di veicolare il reale attraverso le immagini. Reale e virtuale perdono il loro rapporto dicotomico e si sovrappongono, generando una terza dimensione che è quella dell’illusorietà. L’essere inteso come dimensione materica e sensoriale, alimentato dall’esperienza e dal vissuto, si trasforma, si muta; tutto è possibile in questa dimensione virtuale ed allora possiamo essere ciò che vogliamo, ciò che non siamo e ciò che non saremo mai.Il virtuale diventa così potentissimo strumento di comunicazione in grado di negare la dimensione reale, confondendola con l’effimero e massificandone l’immagine.Le opere della Morzetti si interrogano sull’attuale stato dell’identità intesa come reale essenza dell’essere, per questo 6_24. È quindi gioco forza aprire, scavare, entrare dentro li corpo per ritrovarsi, per indagare sui reali valori dell’essere riportando l’esistenza al centro dell’io reale. La nostra responsabilità è sentire, valutare e consapevolmente agire.”
PAX_22 (2022) Tecnica mista con resine lavorate a fuoco. Mixed technique with fire-worked resins. cm H 130 x L 150 x P 25
Dalle sculture in mostra emergono le doti compositive dell’artista, così come lamaniacale capacità di modellazione della materia, la minuzia dei particolari e l’uso di elementi organici, dettagli che generano nelle opere un’armonia tra lo stile che esprimono e il patrimonio culturale e morale da cui prendono vita, proveniente dalla tradizione scultorea propria del territorio in cui vive e lavora l’artista. L’uso della fiamma deforma, distorce, plasma le opere, lasciando spazio a quel “dentro” che trasfigura l’immagine e scopre nervature, connessioni che si intrecciano alterando la neutralità del colore bianco, prediletto dalla scultrice. Il colore per Morzetti non è semplicemente una manifestazione fisica della luce che l’osservatore percepisce passivamente dall’esterno, ma è anche e soprattutto un’elaborazione dell’occhio e quindi della mente umana. Una visione goethiana che porta Morzetti a scegliere il bianco, in quanto colore della vita e della rinascita per la cultura occidentale, ma anche colore della morte per la cultura orientale. Un colore che in sé racchiude tutti i colori e che grazie alla sua neutralità rimarca con forza li rapporto tra chiaro e scuro, tra luce ed ombra, caratteristica propria dell’arte scultorea del periodo barocco. Le sue sculture dunque emanano luce, si librano nell’aria e – con il candore del bianco – si raccontano senza nascondere il peso dell’esperienza terrena; sono angeli in terra che hanno combattuto e sofferto e non si piegano all’oblio.
“Nel lavoro di Roberta Morzetti, la materia viene consapevolmente fatta oggetto di una alterazione e, potremmo dire, di un declassamento. Non più l’elemento nobile e prezioso della scultura tradizionale, ma qualcosa legato alla contemporaneità che, però, subisce una metamorfosi, una mutazione: la mutazione della materia che diventa mutazione del corpo […] Proprio come Icaro che, tentando di elevarsi sopra tutti gli altri per raggiungere il sole, scioglie le proprie ali e precipita rovinosamente a terra dando vita allo stesso tempo al suo “capolavoro” (divenendo cioè metafora di ogni spinta verso l’alto, di ogni volontà di elevarsi oltre la propria condizione), così la materia e i corpi della Morzetti, nel loro disfacimento, mirano alla stessa, drammatica, tensione.” – Silvano Manganaro
Roberta Morzetti – Biografia
Roberta Morzetti nasce a Tarquinia nel 1979. Si forma all’Accademia delle Belle Arti “Lorenzo da Viterbo” (ABAV), conseguendo nell’anno 2005 il diploma accademico con lode. Inizia le sue esperienze lavorative nel mondo dellamoda, ideando linee di abbigliamento con materiali riciclati (Leccaletichetta, Cementarmato, Aporie). A Roma, diviene assistente ai costumi di Andrea Viotti nella compagnia di Gabriele Lavia(“Le Nozze di Figaro”, regia di Matteo Tarasco, 2007, Teatro Eliseo; “Misura per Misura”, regia di Gabriele Lavia, 2007, Teatro Argentina), di Laura Costantini (per i musical “A un passo dal sogno”, 2008, “Portamitanterose.it”, 2009, regia di Marco Mattolini, Teatro Brancaccio; per il film “Non c’è due senza te”, regia di Massimo Cappelli, 2015), di Michela Marino (per il cortometraggio “Anni 30”, regia di Luciano Melchionna, 2008). Dal 2012, si dedica all’ideazione e alla realizzazione di sculture di medie e grandi dimensioni, eseguendo calchi direttamente sul proprio corpo, per poi rielaborare, incendiare ed assemblare con altri oggetti i lavori così ottenuti. Nel corso della sua carriera ha partecipato a molte mostre collettive e negli ultimi anni ad alcune personali a Roma Skin_20 e Tuscania Pax_22, ed è stata chiamata a partecipare con le proprie opere ad eventi d’arte come RAW, Arte in Nuvola a Roma e Paratissima a Torino.
Roberta Morzetti utilizza le sue sculture per raccontare e testimoniare il presente, sperimentando anche altre forme d’arte come nella creazione dei cortometraggi R_Esisto e Cutismea.
INFORMAZIONI UTILI TITOLO MOSTRA: 6_24 DOVE: Basile Contemporary – Galleria d’Arte Contemporanea, via di Parione 10, Roma OPENING: giovedì 13 giugno 2024 ore 18.30 DURATA: 13 giugno – 13 luglio 2024 A CURA DI: Marco Giammetta IN COLLABORAZIONE CON: Rosa Basile TESTO CRITICO: Silvano Manganaro INTERVENTO VISUAL: Lucio Arese INGRESSO GRATUITO ORARI: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 CONTATTI BASILE CONTEMPORARY TEL. Galleria:06 97165279 CELL. Rosa Basile: 340.0001260 SITO: www.basilecontemporary.com MAIL: basilecontemporary@gmail.com FACEBOOK: https://www.facebook.com/basilecontemporary/ INSTAGRAM: https://www.instagram.com/basile_contemporary
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Ritenuto il massimo esponente della chitarra acustica a livello mondiale e annoverato tra i più influenti chitarristi contemporanei, Tommy Emmanuel conferma i concerti di Padova (2 agosto) e Novara (3 agosto) con guest italiani Francesco Piu e Lovesick
TOMMY EMMANUEL, IL GIGANTE DELLA CHITARRA ACUSTICA TORNA IN TOUR IN ITALIA
Tommy Emmanuel è ritenuto unanimemente il massimo esponente della chitarra acustica a livello mondiale, capace di ridisegnare e sconvolgere lo stile chitarristico fingerstyle grazie alle sue straordinarie performance live, appassionando non solo i chitarristi ma chiunque gli si trovi di fronte in maniera sempre più consistente.
Attivo dal 1979, anno in cui registra il suo primo album solista ‘From Out Of Nowhere’, Tommy Emmanuel vanta nel corso della sua lunga carriera moltissime collaborazioni fra le quali Chet Atkins, Mark Knopfler, David ‘Dawg’ Grisman, Ian Cooper, Ian Date, Frank Vignola, Mike Dawes con il “nostro” Dodi Battaglia, con il quale incide ‘Dov’è Andata La Musica’, registrato per metà in Italia e per metà a Nashville, negli USA e persino con Michael Jackson nel brano ‘Much Too Soon’ pubblicato nel primo album postumo del 2010.
Nel 1997 corona un sogno quando pubblica ‘The Day Finger Pickers Took Over The World’, scritto insieme al suo mentore Chet Atkins, il quale poco dopo l’uscita del loro album dichiara: «Tommy Emmanuel è uno dei più grandi chitarristi che io abbia mai visto!».
Tommy Emmanuel è uno dei cinque C.G.P. (Certified Guitar Player) al mondo, titolo creato proprio da Chet Atkins per designare i chitarristi più influenti, insieme allo stesso Atkins, Jerry Reed, Steve Wariner e John Knowles.
Tra i suoi riconoscimenti spicca la recentevittoria ai Grammy Award 2024 come ‘Best Arrangement Instrumental or A Cappella’ per la versione di Folsom Prison Blues di Johnny Cash, oltre a due precedenti nomination ai Grammy Award, nonché la vittoria di due ARIA Awards (l’equivalente australiano dei Grammy).
È stato, inoltre, insignito della medaglia dell’‘Order of Australia’ per i riconoscimenti conseguiti nella musica e nello spettacolo come chitarrista e per il suo contributo nel sociale come sostenitore di “Kids Under Cover”, associazione che si occupa di costruire case e scuole per i giovani senza tetto.
Il suo approccio alla musica è puro e genuino e l’esuberanza della performance dal vivo palpabile e contagiosa.
Un talento unico, unito a un impatto scenico ed emozionale che trascende il lato puramente tecnico, fanno sì che i suoi innumerevoli concerti in giro per il mondo siano diventati eventi imperdibili, un’esperienza unica per poter catturare tutta l’energia e la magia che questo straordinario chitarrista sprigiona.
Gli appuntamenti live previsti nel Nord-Italia
VENERDI’ 2 AGOSTO 2024 nella suggestiva cornice del Castello di San Martino della Vaneza, Cervarese Santa Croce (PD) / Link acquisto biglietti: quiSABATO 3 AGOSTO 2024 al Phenomenon di Fontaneto d’Agogna (NO), che per l’occasione vestirà i panni di un teatro estivo / Link acquisto biglietti: qui Ad aprire il concerto di Cervarese Santa Croce (PD) sarà l’eclettico cantautore e chitarrista Francesco Piu che riscalderà il pubblico veneto con la sua miscela esplosiva di blues, funky, rock e soul in chiave elettroacustica. Ad oggi autore di nove album, l’ultimo dei quali ‘From The Living Room’ è il perfetto manifesto per celebrare i vent’anni di carriera solista, nel contesto del nuovo tour chiamato appunto ‘Twenty!!!‘ Il concerto di Fontaneto d’Agogna (NO) vedrà invece in apertura i Lovesick, entusiasmanti multistrumentisti le cui influenze sono profondamente radicate nel country americano, nel rock’n’roll, nel western-swing degli anni ’40 e ’50, atmosfere racchiuse nel nuovo album ‘Remember My Name‘, registrato in studio a Los Angeles e distribuito in tutto il mondo grazie a Dixiefrog / MGM Records.
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