Benedetta Paravia aka Princess Bee fa beneficenza con i ricavi dell’opera “Winners”

“Era il 2016 quando Sua Altezza lo Sceicco di Dubai Mohammed bin Rashid al Maktoum e suo figlio il Principe Ereditario Hamdan guardavano la Regina durante il Royal Ascot pochi secondi prima che il cavallo Portage della loro scuderia Godolphin fosse chiamato per il primo premio. Ero accanto a loro e fui veloce ad immortalare quel momento. La foto fu bellissima, con il profilo dello sceicco Mohammed che guardava dritto e il volto di suo figlio dietro di lui. Per la creazione dell’NFT sono intervenute le foto dei cavalli Godolphin, vincitori di varie competizioni, i cui pixel danno un effetto anni 2000”. 

Così Benedetta Paravia racconta la sua opera “Winners” che recentemente è stata acquistata da Caterina Bonora, Direttore di DFI CAPITAL SP per l’equivalente di 25.100 euro. L’opera è stata esposta da dicembre a gennaio nello spazio ftNFT Phygital Space a Dubai.

Benedetta Paravia aka Princess Bee tra gli artisti digital più quotati al mondo: “Winners” venduto a Dubai per 100.000 AED

Attraverso le sue opere Paravia finanzia i propri stimati progetti solidali. Da Marzo di quest’anno Intisar Almshalah, una ragazza di Gaza a cui era stato diagnosticato un cancro al fegato all’età di 5 anni, vive a Roma con la sua famiglia. Paravia, attraverso la onlus A.N.G.E.L.S. (Associazione Nazionale Giovani Energie Latrici di Solidarietà) aveva preso in carico il destino di questa bambina ottenendo per lei il trapianto di fegato che fu eseguito presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. A seguito del trapianto furono necessari altri 3 complicati interventi nel corso degli anni. La ragazza ora sta bene, ha diciannove anni, è trilingue e molto studiosa. 

Vittima del conflitto israelo-palestinese, la sua casa è stata distrutta durante un bombardamento, spingendo Paravia ad un ulteriore intervento per portarla, insieme alla sua famiglia, fuori da Gaza e poi al sicuro a Roma.

Benedetta Paravia, in arte Princess Bee, artista, produttrice, consulente e filantropa vive dal 2002 tra l’Italia e gli Emirati dove è cittadina onoraria per essere “pioniera di talento” avendo contribuito positivamente allo sviluppo della società locale. 

L’artista non è nuova ad opere, mostre e performance eclatanti legate a interventi solidaristici. Nel 2022 presso Palazzo Bembo a Venezia ha inaugurato WOMEN IN LOVE: la potenza naturale del piacere femminile per denunciare le mutilazioni genitali femminili. Lo scopo centrale di questo progetto artistico-culturale-umanitario è attuare il cambiamento attraverso la sensibilizzazione di pubblico e critica sul tema delle MGF (clitoridectomia, escissione ed infibulazione) al fine di contribuire a porre fine a questa terribile violenza perpetrata su bambine e giovani donne.

Durante la mostra sono stati esposti i frames fotografici di 7 video NFT che ritraggono ognuno 7 donne volontarie di nazionalità diverse ed attraverso l’uso di un QR Code si visualizzavano i video dell’estasi che ognuna delle donne ha donato alla causa. Le immagini hanno suscitato un forte impatto emotivo attraverso la rappresentazione di un vero orgasmo, ossia la forza della natura femminile in contrapposizione alla violenza del crimine delle MGF.

WOMEN IN LOVE ha beneficiato del Patrocinio del Ministero della Cultura e della Città di Venezia, ed è stato premiato presso la Camera dei Lords a Londra, con decreto precedentemente firmato dalla Regina, con la motivazione “Best Project 2022 for Women Empowerment”. Un prestigioso premio per le persone leaders che hanno a cuore il bene della società in cui vivono e che è stato dedicato alla Regina stessa dopo la sua scomparsa.

Sono 125 milioni le donne nel mondo che convivono con una delle mutilazioni genitali esistenti, mentre sono 4 milioni le bambine che, ogni anno, rischiano di subirne una.

La spinta solidaristica e l’impegno sociale sono, dunque, gli elementi fortemente motivanti dell’arte e dell’impegno di Benedetta Paravia. Questa scelta artistico-culturale, che definisce anche quest’ultima opera della Paravia, continua con il Progetto WOMEN IN LOVE un’esperienza che è diventata un Progetto apprezzato e continuativo che si articolerà con nuove iniziative anche nel prossimo futuro. 


www.womeninlove.it
www.loveangels.it
@benedettaparavia 

UFFICIO STAMPA
Davide Federici info@davidefederici.it

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* Brescia, Museo di Santa Giulia: Maurizio Galimberti, fotocollage di piazza della Loggia

A cinquant’anni dalla strage di piazza della Loggia, Maurizio Galimberti racconta quei tragici fatti, scomponendo le fotografie e le testimonianze originali dell’epoca e ricomponendole attraverso la sua cifra tecnica più caratteristica, il fotocollage e la polaroid.

MAURIZIO GALIMBERTI
Brescia, Piazza Loggia 1974
Brescia, Museo di Santa Giulia

Mostra prorogata fino al
25 agosto 2024

Sono passati cinquant’anni dalla strage di piazza della Loggia a Brescia.

Il 28 maggio 1974, durante una manifestazione contro il terrorismo neofascista, un ordigno, posizionato all’interno di un cestino portarifiuti, deflagrò provocando la morte di otto persone e ferendone altre centodue.

In occasione del cinquantenario della strage, il Museo di Santa Giulia a Brescia ospita, dall’8 marzo al 25 agosto 2024, la mostra di Maurizio Galimberti, dal titolo Brescia, Piazza Loggia 1974, promossa dalla Fondazione Brescia Musei e curata da Renato Corsini, da un’idea di Paolo Lodovici e Maurizio Galimberti.

Il progetto sviluppato da Maurizio Galimberti trae spunto da fotografie originali di Pietro Gino Barbieri, Silvano Cinelli, Renato Corsini e Eugenio Ferrari fornite dall’Archivio di Casa della Memoria, dall’Archivio storico Silvano Cinelli e dall’Archivio Corsini/Ferrari ed è uno degli appuntamenti della VII edizione del Brescia Photo Festival, promosso da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con il Ma.Co.f – Centro della Fotografia Italiana, quest’anno declinato attorno al titolo Testimoni, un termine che sottolinea la capacità dei fotografi di documentare il presente favorendo la lettura della storia attraverso il racconto che ne fanno le immagini.

Partendo dalle fotografie scattate il giorno della strage, e includendo anche alcune immagini di manifesti, scritte murali, fototessere, il reportage dei funerali e dei disegni di bambini, Galimberti ha realizzato una nuova, potentissima lettura.

Il valore storico e documentale di queste immagini originali è stato sottoposto a un processo di scomposizione e ricomposizione, tipico della cifra tecnica più caratteristica di Galimberti.

Il risultato è una installazione di 40 fotocollage di grande formato alle quali si aggiungono sei Polaroid 50×60, ottenute attraverso la trasposizione dell’immagine su lastra e sviluppo a strappo da negativo.

Galimberti crea in questo modo un nuovo racconto dove tutti gli elementi che compongono le sue opere sono messi in evidenza, al fine di restituire al visitatore un nuovo e diverso tono di drammaticità ai fatti documentati e stimolare inediti spunti di riflessione.

Maurizio Galimberti riesce a musealizzare quelle fotografie e, senza minimamente alterarne la sostanza, le trasforma in un percorso creativo del proprio pensiero se l’iconografia della strage di piazza della Loggia a Brescia tornerà a vivere con rinnovata attenzione, una parte di merito sarà anche da attribuire a Galimberti, capace di proporre un linguaggio della fotografia autoriale che si nutre di ricerche e di sperimentazioni partendo da lontano, rifiutando casuali improvvisazioni e confermando una profonda conoscenza del mezzo, delle sue potenzialità e del suo grande valore comunicativo.
Renato Corsini, Curatore

Dopo la proficua collaborazione in occasione di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura Abbonamento Musei si conferma ancora una volta al fianco di Fondazione Brescia Musei per la promozione della mostra Maurizio Galimberti. Brescia, Piazza Loggia 1974, nell’ambito della VII edizione del Brescia Photofestival. Questa sinergia sottolinea ancora una volta la mission comune di Abbonamento Musei e della Fondazione, volta a fare della visita ai musei e alle mostre un valore da coltivare quotidianamente e, allo stesso tempo, a rinsaldare la relazione tra le persone e i luoghi di cultura.
Simona Ricci, Direttrice Associazione Abbonamento Musei

Catalogo Skira Arte.

Maurizio Galimberti (Como, 1956) è attivo sulla scena artistica internazionale da più di trent’anni; è conosciuto in tutto il mondo, oltre che per la caratteristica poetica dei suoi progetti, anche per i ritratti di star come Lady Gaga, Robert De Niro, Johnny Depp e Umberto Eco e per aver realizzato pubblicazioni e mostre site specific su New York, Parigi, Milano, Roma e Venezia. È stato testimonial mondiale di Polaroid International e oggi è considerato dalla critica più un instant artist che non esclusivamente un fotografo.


La Fondazione Brescia Musei è una fondazione di partecipazione pubblico–privata presieduta da Francesca Bazoli e diretta da Stefano Karadjov. Fanno parte di Fondazione Brescia Musei Brixia. Parco archeologico di Brescia romana, Museo di Santa Giulia, Pinacoteca Tosio Martinengo, Museo delle Armi Luigi Marzoli, Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia, Castello di Brescia Falco d’Italia e Cinema Nuovo Eden. Fondazione Brescia Musei è con Pinacoteca Tosio Martinengo e Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia, ente capofila della Rete dell’800 Lombardo. I Musei Civici di Brescia sono inclusi nell’offerta di Associazione Abbonamento Musei.

Fortemente voluto dal Comune di Brescia, il Macof – Centro della fotografia italiana, è lo spazio espositivo dedicato alla fotografia italiana, aperto nel maggio 2016 nell’importante sede del palazzo barocco Martinengo Colleoni. È affidato alla direzione artistica di Renato Corsini e si avvale della consulenza di un comitato scientifico formato da due indiscussi protagonisti della fotografa italiana, Gianni Berengo Gardin e Uliano Lucas, e dalla storica della fotografia Tatiana Agliani. È un luogo di informazione, studio e ricerca sulla fotografia italiana e sulla sua storia, uno spazio aperto alla discussione sul linguaggio visivo, sulle tendenze che caratterizzano oggi la fotografia italiana e sulle sue prospettive future.


MAURIZIO GALIMBERTI
Brescia, Piazza Loggia 1974
A cura di Renato Corsini
Brescia, Museo di Santa Giulia (via dei Musei 81/b)
8 marzo – 28 luglio 2024
 
Orari
8 marzo – 31 maggio: martedì – domenica, 10 – 18 (ultimo ingresso ore 17.15)
1 giugno – 30 settembre: martedì – domenica, 10 – 19 (ultimo ingresso ore 18.15)
aperto 1° aprile 2024: lunedì dell’Angelo (Pasquetta)

Prorogata fino al 25 agosto 2024
La mostra è visitabile acquistando il biglietto Brescia Photo Festival-Santa Giulia, che include anche la mostra Franco Fontana. Colore.
Intero: 12€
Ridotto: 9€
Speciale (under 26, disabili fino al 67%) e Gruppi: 8€
Scuole: 6€
Prevendita: 1€

In alternativa, la mostra può essere visitata anche acquistando il biglietto Museo Unesco, che permette di visitare anche Brixia. Parco archeologico di Brescia romana e il Museo di Santa Giulia.
Intero: 15€
Ridotto: 12€
Speciale (under 26, disabili fino al 67%): 8€
Gruppi: 10 €
 
Scuole: 4€
Prevendita: 1€

Biglietti acquistabili online al sito www.ticketlandia.com

Catalogo
Skira Arte
 
Informazioni e prenotazioni:
Fondazione Brescia Musei
tel. 030.2977833 – 834 | cup@bresciamusei.com
 
Ufficio stampa Brescia Photo Festival VII Edizione
CLP Relazioni Pubbliche
Clara Cervia
T. 02 36 755 700
clara.cervia@clp1968.it

Ufficio stampa
Fondazione Brescia Musei
Francesca Raimondi
T. +39 331 8039611
raimondi@bresciamusei.com

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Doppia esposizione per l’artista ligure Carlo Bacci a Tellaro

Nella meravigliosa piazzetta di Tellaro, nel Golfo dei Poeti, doppia esposizione per l’artista Carlo Bacci.
Fino al 21 luglio espone al Fourteen arTellaro i suoi Liguri Apuani, nella rassegna Itai Doshin (diversi corpi stessa mente), curata da Guido Ferrari.
Mentre nella sala espositiva dello storico albergo Delle Ondine, che si affaccia sul mare, l’artista vi aspetta con la serie Occhiate fino al 4 agosto.

“Nella vetrina dello spazio Fourteen ArTellaro ci sarà la coppia dei miei Liguri Apuani, che in questa sede vanno a rappresentare la parte femminile e maschile che abitano in ognuno di noi.
Trovo ispirazione e forza sempre dalle nostre radici, i nostri antenati che hanno vissuto, combattuto e difeso una lingua di terra, non definita dalle cartine geografiche, che si estende dal mar Ligure all’Appennino Tosco Emiliano alle Alpi Apuane.
Zappe, forconi, vanghe e pennati sono i protagonisti, oggetti della tradizione contadina, da sempre presenti nelle mie opere, consumati dall’usura e dal tempo passano da oggetto a soggetto in una sorta di suggestione fanciullesca, evocando le statue Stele della Lunigiana”.

Carlo Bacci esplora con maestria il duplice significato della parola che evoca sia il colpo d’occhio che il pesce del nostro mare.
Con un tratto deciso e fiero, l’artista attinge alla sua storia personale per raccontare la tensione emotiva ed erotica che si manifesta negli sguardi dei suoi personaggi, sguardi che seducono e sfidano.
Questi uomini, donne e pesci si muovono nel contesto amato dall’artista: il mare di Tellaro.


La strategia di comunicazione per l’artista Carlo Bacci è affidata a Sara Servizi Editoriali.
www.saraservizieditoriali.it
ufficiostampa@saraservizieditoriali.it

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* Centro Culturale Altinate | San Gaetano, Padova: GRANDE SUCCESSO PER MONET oltre 180.000 visitatori

Si è conclusa, con un risultato eccezionale, la mostra dedicata a Monet al Centro Culturale Altinate | San Gaetano di Padova.

Qualche numero:
184.594 visitatori.
400 scolaresche provenienti da tutta Italia per un totale di circa 10.000 alunni.
1700 gruppi prenotati, provenienti da ogni zona d’Italia (75% con particolare riferimento a Piemonte, Lombardia, Marche, Campania e Toscana) e dall’estero (25% con prevalenza da Austria, Francia, Germania e Svizzera).
2000 visite guidate

60 capolavori di Monet, tra cui glicini e ninfee, ponti giapponesi, iris e paesaggi londinesi, tutti provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi, hanno emozionato in questi mesi migliaia di visitatori.  Le lunghissime e incessanti code non sono certo passate inosservate.

Un esito molto importante per la Città di Padova e per Arthemisia, che dichiara: “Le nostre aspettative si attestavano intorno ai 110-120.000 visitatori al massimo, non ci aspettavamo un tale entusiasmo – dice Iole Siena, Presidente di Arthemisia. Entusiamo confermato non solo dai numeri ma anche da migliaia di commenti dei visitatori, che traboccano di emozioni, gioia, ringraziamenti. Credo – continua Iole Siena – che il successo sia legato per il 50% alle opere esposte, e per l’altro 50% all’attenzione maniacale che mettiamo nella cura di ogni visitatore della mostra, nel nostro impegno incessante a fornire ogni strumento per capire l’arte, per imparare e, perché no, anche per divertirsi guardando le mostre. Quando progettiamo una mostra, non pensiamo agli storici dell’arte, che già sanno, ma a chi non sa, ai bambini, alle persone che non hanno fatto studi specialisti, a tutti insomma. Penso che la ragione del successo delle nostre mostre sia questa.”

L’Assessore alla cultura e al turismo del Comune di Padova Andrea Colasio sottolinea: “Si tratta di un record assoluto per la nostra città: la mostra più visitata in assoluto al Centro Culturale Altinate / San Gaetano e una delle più visitate a Padova negli ultimi anni. Numeri che mostrano ancora una volta come avere una strategia ben chiara premia. Abbiamo investito sul San Gaetano per la valorizzazione culturale e la promozione turistica e questa mostra ci conferma come l’aver allestito questo spazio per le grandi mostre internazionali ha portato Padova ad essere una delle città più dinamiche a Nord Est per quanto riguarda questi eventi. Tra le maggiori ricerche effettuate sul sito turismopadova.it negli ultimi mesi troviamo, oltre all’Urbs Picta, proprio la mostra con i capolavori di Monet, a dimostrazione del grande richiamo turistico avuto. Ringrazio Arthemisia e la presidente Iole Siena, oltre che la direzione del Musée Marmottan Monet di Parigi, che ci ha permesso di celebrare a Padova i 150 anni dalla prima mostra parigina che sancì un importante punto di svolta nell’arte con la nascita del movimento Impressionista.”

La mostra “Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Paris“, è stata promossa dal Comune di Padova, prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Musée Marmottan Monet di Parigi ed è stata curata da Sylvie Carlier, curatrice generale del Musée Marmottan Monet, con la co-curatela della storica dell’arte Marianne Mathieu e l’assistente alla curatela del Musée Marmottan Monet Aurélie Gavoille.
La mostra ha visto come sponsorGenerali Valore Cultura e AcegasApsAmgamedia partner la Repubblica, special partnerRicola e mobility partnerFrecciarossa Treno Ufficiale.
Catalogo edito da Skira.


Ufficio Stampa Arthemisia
Salvatore Macaluso | sam@arthemisia.it
press@arthemisia.it | T. +39 06 69380306 | T. +39 06 87153272 – int. 332

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* Lecco, Palazzo delle Paure: MILANO ANNI ‘60

Lucio Fontana, Piero Manzoni, Enrico Baj, Bruno Munari e altri maestri dell’arte nata a Milano negli anni ‘60 sono i protagonisti dell’estate culturale di Lecco.

Dal 13 luglio al 24 novembre 2024, Palazzo delle Paure ospita una mostra che racconta un decennio straordinario, nel quale il capoluogo lombardo ha confermato il proprio ruolo da protagonista sulla scena culturale internazionale.

L’esposizione, curata da Simona Bartolena, prodotta e realizzata da ViDi cultural, in collaborazione con il Comune di Lecco e il Sistema Museale Urbano Lecchese, completa il ciclo espositivo di Percorsi nel Novecento, programma ideato dalla Direzione del Sistema Museale Urbano Lecchese e affidato per la sua progettazione e realizzazione a ViDi Cultural che analizza la scena culturale italiana del XX secolo.

LECCO
PALAZZO DELLE PAURE
13 LUGLIO – 24 NOVEMBRE 2024
 
MILANO ANNI ‘60
Da Lucio Fontana a Piero Manzoni,
da Enrico Baj a Bruno Munari
 
A cura di Simona Bartolena

“Chiude, con questa ultima mostra – afferma Simona Piazza, assessore alla cultura del Comune di Lecco -, il ciclo espositivo dedicato al Novecento promosse a Palazzo del Paure da ViDi cultural in collaborazione con il Comune di Lecco. Un lungo viaggio nella storia dell’arte, che porta anche questa volta in città una grandissima esposizione, che offre una nuova preziosa occasione per visitare il Palazzo delle Paure, dove ammirare anche il nuovo allestimento della Galleria di Arte Moderna e Contemporanea ospitata all’ultimo piano”.

“Questa serie di “grandi mostre” – prosegue Simona Piazza – ha portato a una crescita nel numero di visitatori, sia locali, sia provenienti da fuori città o provincia, e ha contribuito a posizionare Palazzo delle Paure tra i luoghi e i musei in grado di ospitare grandi esposizioni. Un ringraziamento va alla società ViDi, al manager delegato Fabio Sanvito e alla curatrice Simona Bartolena, che tante volte ha curato le esposizioni appartenenti a questi cicli espositivi, nonché a tutto il settore cultura del Comune di Lecco per il supporto dato”.

La rassegna presenta 60 opere di autori quali Lucio Fontana, Piero Manzoni, Enrico Baj, Bruno Munari, Arturo Vermi, Ugo La Pietra, Gianni Colombo, Grazia Varisco e altri, capaci di raccontare e approfondire i nuovi linguaggi artistici e le ricerche rivoluzionarie, sorte a Milano in questo irripetibile momento storico, caratterizzato da un clima di grande fermento che porterà a un radicale cambiamento del pensiero creativo.

“Gli anni Sessanta sono stati un decennio straordinario per Milano. – dichiara la curatrice Simona Bartolena – Un periodo vivacissimo, nel quale il quartiere di Brera era teatro di un costante germogliare di ricerche, movimenti, situazioni aperte al contesto internazionale. Sulle tracce di Fontana, una lunga serie di artisti si avventura in territori tutti da esplorare, tra sperimentazione, indagini percettive, azioni performative, ricerca di nuove strade espressive per la pittura. Dagli spazialisti ai nucleari, da Azimuth al Cenobio, fino alle innovazioni del Gruppo T: un susseguirsi di linguaggi di rottura, dall’indiscutibile modernità, apprezzatissimi ancora oggi. In un clima di crescita e ottimismo, gli anni Sessanta portano un contributo fondamentale all’arte contemporanea.

Se per le mostre precedenti lo sguardo era aperto a tutta Italia, in questa ultima esposizione del percorso lecchese ho sentito il bisogno di stringere il focus su Milano, uno dei cuori pulsanti della cultura italiana dell’epoca. Mentre a Roma cresceva la Pop Art della Scuola di Piazza del Popolo e a Torino nasceva l’esperienza dell’Arte povera, Milano vede la diffusione di linguaggi più spinti sulla percezione, sulla concettualità e sul segno minimale.

In mostra si è cercato di raccontare anche artisti meno noti al grande pubblico, ma straordinari per le loro ricerche innovative, e di ricordare anche luoghi fondamentali fuori dal quartiere di Brera, come ad esempio l’eccezionale esperienza delle Botteghe di Sesto. A testimoniare questa realtà sarà esposto un libro già di proprietà dell’allora custode del palazzo di Sesto San Giovanni, con schizzi e disegni originali di tutti gli artisti dove lì avevano gli atelier: un oggetto emozionante, che ci porta nel vivo di un luogo che ha fatto storia.

Inevitabilmente la mostra si chiude con un accenno al violento cambio di passo della fine del decennio. L’attentato di Piazza Fontana e tutto ciò che ne conseguì pesa come un macigno sulla città. Cambia il clima, cambia il modo di pensare all’arte, si sente la necessità di un nuovo impegno sociale e politico: siamo ormai negli anni Settanta”

Già dal secondo dopoguerra Milano è teatro di una lunga serie di attività culturali: aprono nuove gallerie, si inaugurano mostre, si formano gruppi e movimenti, vengono pubblicati manifesti. Gli artisti reagiscono alle distruzioni belliche cercando strade sempre più sperimentali e linguaggi più idonei alla nuova condizione sociale e antropologica e tessendo una rete di relazioni e dialoghi che la rendono una delle capitali indiscusse dell’arte europea.

Rispetto al decennio precedente, dove prevalevano codici espressionisti e informali, negli anni Sessanta gli autori abbandonano l’istinto e il gesto veemente, per assumere un atteggiamento nuovo, più calibrato. Molti di essi guardano ai tagli di Lucio Fontana che tratta la tela non più come superficie ma come materia; altri restano fedeli alla pittura, cercando di rinnovarne l’idea.

Il percorso espositivo si apre con il grande “padre” Lucio Fontana, elemento propulsore e catalizzatore di questa stagione, riferimento imprescindibile per questa generazione, nonché fondatore dello Spazialismo, movimento al quale aderiscono artisti quali Gianni Dova, Roberto Crippa, Cesare Peverelli; parallelamente, Milano dà i natali al Movimento nucleare, creato da Enrico Baj e Sergio Dangelo.

Nel settembre 1959 esce il primo numero della rivista Azimuth, la cui storia non si può scindere da quella dei suoi due fondatori, Enrico Castellani e Piero Manzoni. Più che una pubblicazione, Azimuth è un “ritrovo intellettuale”, un’esperienza radicale dall’apertura internazionale, un luogo di confronto, di dibattito, di scoperta, dalle cui pagine si assiste al superamento della pittura in senso tradizionale, alla nascita di nuovi linguaggi, alla possibilità di contaminazione con altre realtà.

Dopo l’esperienza di Azimuth, la mostra documenta le sperimentazioni del Gruppo T, formato da personalità quali Gianni Colombo, Davide Boriani, Grazia Varisco, la cui ricerca si concentra sul rapporto tra tempo e spazio e l’idea di movimento nell’opera d’arte e che ha come padre putativo Bruno Munari che con le sue Macchine inutili e con i suoi Negativo-positivo – esposte a Palazzo delle Paure – aveva già introdotto importanti elementi di riflessione sia sul tema del dinamismo sia su quello della percezione.

Nel panorama di questo generale rifiuto della pittura intesa nel senso tradizionale del termine, si distingue un sodalizio di artisti, nato ufficialmente nel 1962, definito come il Gruppo del Cenobio, dal nome dell’omonima galleria d’arte milanese, che vede tra i suoi protagonisti Agostino Ferrari, Ugo La Pietra, Ettore Sordini, Angelo Verga e Arturo Vermi; questi artisti, pur sposando la volontà di un superamento dell’atto pittorico classico, propongono una riflessione diversa, che salva la pittura ma attribuendole un valore espressivo-scritturale.

Una parentesi è inoltre dedicata alla realtà delle Botteghe di Sesto, a Sesto San Giovanni, dove avevano sede numerosi studi d’artista, diventate in breve tempo delle importanti fucine di sperimentazione e che annovera artisti noti a livello internazionale, quali Enrico Castellani, Arturo Vermi, Turi Simeti, Antonio Scaccabarozzi, Agostino Bonalumi, ma anche autori di cui si è attualmente persa la memoria ma che hanno contribuito all’evoluzione della scena artistica milanese del tempo. In mostra si può ammirare un libro con opere autografe e originali, realizzato per il custode dello stabile dagli artisti residenti nell’area delle Botteghe, da Castellani a Vermi, da Simeti a Scaccabarozzi.

Accompagna la mostra un catalogo realizzato da Ponte43 per le edizioni ViDi cultural.


MILANO ANNI ‘60.
Da Lucio Fontana a Piero Manzoni, da Enrico Baj a Bruno Munari.
Lecco, Palazzo delle Paure (piazza XX Settembre)
13 luglio – 24 novembre 2024

Orari:
martedì 10-14
da mercoledì a domenica 10-18
lunedì chiuso
La biglietteria chiude un’ora prima
 
Biglietti:
Intero: € 10,00
Ridotto: €8,00 (ragazzi dai 13 ai 18 anni, over 65 anni, studenti universitari muniti di
tessera, gruppi precostituiti da almeno 8 persone e fino ad un massimo di 20, soci FAI
e TCI con tessere in corso di validità, 1 accompagnatore per ogni abbonato Trenord).
Ridotto speciale Trenord (weekend e festivi): €7,00 (Per gli Abbonati Trenord in possesso di tessera IO VIAGGIO)
Ridotto speciale Trenord (feriali): €6,00 (Per gli Abbonati Trenord in possesso di tessera IO VIAGGIO)
Scuole (di ogni ordine e grado) e bambini (dai 6 ai 12 anni): € 4,00
Gratuito: disabile e un accompagnatore, giornalisti con tessera in corso di validità, guide turistiche abilitate, bambini fino ai 5 anni di età, soci ICOM muniti di tessera in corso di validità, soci Abbonamento Musei Lombardia muniti di tessera in corso di validità, un accompagnatorie di gruppi ogni 15 persone, docenti delle scuole di Lecco di ogni ordine e grado)

Informazioni
Tel. 0341 286729
palazzopaure@comune.lecco.it | www.simulecco.it/ | www.vidicultural.com
 
Prenotazioni visite guidate gruppi e scuole:
palazzopaure@comune.lecco.it
 
Ufficio stampa Comune di Lecco
Tel. 0341.481262 | ufficio.stampa@comune.lecco.it
 
Ufficio stampa ViDi
CLP Relazioni Pubbliche, T. +39 02 36755700
Marta Pedroli marta.pedroli@clp1968.it | www.clp1968.it

A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
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Roma: Alessia Babrow presenta due nuove opere della serie LOVE MY MOTHER

Dopo l’esposizione nel mese di giugno dell’immagine simbolo della nuova serie Love My Mother in via Del Governo Vecchio 69 a Roma, il giorno 18 luglio 2024 Alessia Babrow presenta due ulteriori opere in altrettanti cantieri del Gruppo Pouchain per il Progetto #EX_TRA: Universal Heartbeat e Love is Stronger Than Hate, in Via del Governo Vecchio 115 e in Via Sora 24.

PROGETTO #EX_TRA
 
Alessia Babrow
presenta due nuove opere della serie LOVE MY MOTHER
 
Inaugurazione 18 luglio 2024
 
Via del Governo Vecchio 115 / Via Sora 24
Roma

Universal Heartbeat e Love is Stronger Than Hate nascono come due interventi urbani eseguiti rispettivamente nel 2023 e 2021 e rivisitati per la serie Love My Mother: dove non arriva il cuore delle persone, dovrebbe subentrare la buona educazione, il senso civico e il rispetto. Infatti, chi siamo, ciò che diciamo e cosa facciamo ha un impatto su tutto ciò che ci circonda, e da questo assunto dovrebbe nascere un senso di responsabilità individuale che ancora facciamo fatica ad integrare come collettività. La tecnologia di oggi rappresenta la massima espressione di questa interconnessione: esistiamo in relazione a chi e cosa c’è oltre noi e la comunicazione è fondamento delle nostre interazioni. Anche se abitiamo in paesi diversi, città, stati o nazioni, siamo tutti conviventi in questa grande casa chiamata Terra: ogni anno ci sono almeno 100 conflitti armati in corso, con conseguenze devastanti sotto ogni punto di vista e, nonostante la nostra storia ci rammenti continuamente gli orrori della guerra, continuiamo ad ignorare le cause che portano a questo tipo di risoluzioni. Ricordare quanto ogni persona e ogni più piccola azione contribuiscano attivamente nel creare una nuova e permanente cultura di pace è essenziale finché continueremo ad assistere a scenari che non dovrebbero più far parte del nostro presente.

La serie Love My Mother è costituita da 12 opere dove i bambini sono i protagonisti, i portavoce di valori spesso dimenticati. «I bambini sono delle tele vergini già perfette in sé, su cui noi imprimiamo la nostra storia, sia da un punto di vista sociale, individuale e collettivo. I bambini ci ricordano la magia, la bellezza e la sacralità della vita», continua l’artista, «il mio è un atto di speranza rivolto al nostro presente e al loro futuro, immaginando che le prossime generazioni vivranno nel rispetto di questa terra e dei suoi abitanti».

Con il progetto #EX_TRA e con l’hashtag a cui è legato, Exempla Trahunt, gli esempi trascinano, il Gruppo Pouchain, leader nel settore del restauro monumentale, mette a disposizione i propri ponteggi con l’obiettivo di portare all’aperto, nella città, nelle strade, un’opera d’arte, nell’ottica di aprire la strada a nuovi percorsi socio-artistici e culturali e dimostrando che il senso di cooperazione genera e dona valore.

Alessia Babrow, artista italo-sudafricana, ha indirizzato la sua opera verso un’indagine del concetto di arte come funzione sociale, interrogandosi su tematiche che spaziano dall’ambiente alla società, al patrimonio e dignità degli esseri umani. Fin dai suoi esordi artistici, Alessia Babrow si è dedicata ad un confronto con tematiche quali l’ambiente, la globalizzazione, temi sociali e di denuncia spingendosi fino alla religione, intesa come cultura di una data popolazione. Definita un’artista poliedrica, esplora le varie forme d’arte contemporanea impiegando diversi linguaggi espressivi, che spaziano dalla fotografia alla performance, video art, installazioni, assemblaggi e interventi urbani. Sviluppa una propria estetica che caratterizza tutto il suo operato, contraddistinguendosi per la ricerca indirizzata alla scoperta dell’io in relazione al mondo circostante. Le sue opere trovano un complemento con il fruitore che viene indirizzato attraverso titoli eloquenti, a volte provocatori, ma sempre evocativi. Uno slittamento continuo operato attraverso la ricerca artistica strettamente connessa a quella personale e al messaggio sociale di cui l’espressione della Babrow diventa veicolo primario e la stessa tecnica impiegata ne sono il mezzo e il linguaggio espressivo. Negli anni è stata esposta in Cina, Russia, Stati Uniti, Grecia, Austria e Italia.


PROGETTO #EX_TRA
Alessia Babrow
Love my Mother
Promosso da Gruppo Pouchain

Inaugurazione 18 luglio 2024
Via del Governo Vecchio 115 / Via Sora 24 – Roma

Gruppo Pouchain
Via della Giustiniana, 1012 – Roma
Tel.+39 06.85384001
info@gruppo-pouchain.comex_tra@gruppo-pouchain.com
https://gruppo-pouchain.com

Alessia Babrow
babrow.pressoffice@gmail.com

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca
Melasecca PressOffice – Interno 14 next – blowart
roberta.melasecca@gmail.com

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Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
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Capizzi: Incontro nel Santuario di San Giacomo Maggiore

Nei festeggiamenti di San Giacomo a Capizzi non poteva mancare un testo sull’Apostolo, la cui festa cade il 25 luglio. A scrivere “Un cuore puro per una fede ardente. San Giacomo di Zebedeo, Apostolo” è stato Giacomo Testa Camillo e la ricerca sarà presentata nel Santuario di San Giacomo Maggiore di Capizzi, mercoledì 17 luglio, alle ore 19. L’iniziativa è organizzata dalla parrocchia dei santi Nicolò e Giacomo del centro nebroideo.

Dopo i saluti di don Antonio Cipriano, arciprete della stessa parrocchia, e dell’arch. Leonardo Giuseppe Principato Trosso, sindaco di Capizzi, intervengono don Pietro Pizzuto, arciprete di Sinagra e docente presso l’Istituto teologico San Tommaso di Messina, e Giuseppe Restifo, ricercatore indipendente già professore ordinario di Storia moderna presso l’Università di Messina.

I lavori sono moderati da Carmela Purrazzo, dottoressa in Scienze della comunicazione dei Beni culturali. Sarà presente l’autore Giacomo Testa Camillo.

La ricerca sull’apostolo Giacomo è l’esito del percorso di studi teologici dello stesso autore e si svolge su due piani: prima una struttura tipica di ambito teologico e dopo la storia della diffusione del culto di San Giacomo, che appare davvero straordinaria e ricca. Il testo non può mancare di affrontare la descrizione della devozione a San Giacomo a Capizzi, andando però al di là della storia locale verso considerazioni di carattere più generale, strettamente legate alla questione del rapporto fra fede e religiosità popolare.


Associazione culturale “Cantiere sociale” Messina –
comunicato stampa – 15 luglio 2024

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* Torna Verde Grazzano. Il luogo delle emozioni

27, 28 e 29 settembre: tre, intensissimi, sono i giorni dell’edizione 2024 di “Verde Grazzano”, l’appuntamento che riunisce nel contesto unico del Castello e del Parco di Luchino Visconti, il più bel mondo italiano dei pollici verdi.

In questo, che è il salotto buono del giardinaggio, si viene per ammirare, e naturalmente comprare, piante rare, particolari, mai banali. Ma anche, e forse soprattutto, per regalarsi una bella esperienza in buona compagnia.

VERDE GRAZZANO 2024
Parco del Castello di Grazzano Visconti (Pc)
27 – 29 settembre 2024

Nelle tre giornate, un venerdì pomeriggio, sabato e domenica della manifestazione, il calendario degli eventi di Verde Grazzano offre decine di occasioni, meglio opportunità. Incontri che si svolgono en plein air, o meglio passeggiando a piccoli gruppi nel silenzio del magnifico parco storico, per conoscere le api o le farfalle, imparare a interpretare il linguaggio della natura, i segreti dei fiori e degli alberi, il loro messaggio alchemico, conoscere i segreti delle iris barbate, fare propria l’arte di comporre un bel mazzo di fiori o originali ghirlande, oppure composizioni di fiori pressati, o la tradizione dell’acquerello botanico. Comprendere la vera genesi di leggende e storie che hanno creato, su piante o fiori, veri o falsi miti e stereotipi. Ma Verde Grazzano invita anche ad avvicinarsi alla botanica olistica, imparando a utilizzare, dopo averlo creato, il proprio smudge. O ad applicarsi all’arte di intrecciare i giunchi o creare cappelli floreali da indossare o ancora modellare un piccolo fiore in argilla. O scoprire ciò che nessuno si aspetta: l’esistenza di una Oasi tropicale nella nordica Valcuvia.

Ciascuno di questi magic moment è firmato da uno degli espositori di Verde Grazzano. Manifestazione che non dimentica, ovviamente, il suo essere mostra mercato di piante e fiori. Creature che, una volta arrivate nella loro definitiva casa, debbono avere le cure per trasformarsi nelle meraviglie che sanno essere. E per questo gli espositori sono a disposizione per trasferire al pubblico i loro segreti sulle rose, anziché sui bonsai, sulle viole e sulle piante mellifere, gli agrumi…Naturalmente incontrando i visitatori nei loro stand ma anche in incontri pubblici, dove alle spiegazioni segue l’opportunità di ottenere risposte dei grandi esperti alle proprie curiosità e necessità.

Tre giorni da favola, da godere in ogni attimo. Magari scoprendo anche quello scrigno che è Grazzano Visconti, con il suo castello, il teatro, il borgo medioevale e soprattutto un parco dove esoterismo e botanica vanno a braccetto e che Carlo Contesso e altri esperti vi conducono a decrittare.

Giorni intensissimi, tanto che in molti hanno già scelto di trascorrerli interamente, alloggiando nello stesso luogo, per respirarne la malia e far tesoro di tutte le opportunità che Verde Grazzano quest’anno offre.

Programma consultabile a sito: verdegrazzano.it


verdegrazzano.it
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IG: verdegrazzano
FB: Verde Grazzano  
 
Main partner: Allianz S.p.A.
In collaborazione con FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – Delegazione di Piacenza
Con il supporto di Grandi Giardini Italiani
 
Ufficio Stampa:
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* Venezia, Fondazione Bevilacqua La Masa: mostra a chiusura del programma Atelier 2023-2024

Campo magneticodidascalie immagini in alto da sinistra a destra
01, L’atelier di Nadezda Golysheva a Palazzo Carminati, photo Giacomo Bianco
02, L’atelier di Matteo Rattini a Palazzo Carminati, photo Giacomo Bianco
03, Carlo Negro, dettaglio di un dipinto, photo Giacomo Bianco

Campo magneticodidascalie immagini al centro da sinistra a destra
04, Una scultura di Matilde Sambo, Palazzo Carminati, photo Giacomo Bianco
05, Giovanni Sambo, dettaglio di un’installazione, photo Giacomo Bianco
06, Giuseppe Lo Cascio, dettaglio dell’atelier a palazzo Carminati, photo Giacomo Bianco
07, Jacopo Zambello, dettaglio di un dipinto, photo Giacomo Bianco

Campo magneticodidascalie immagini in basso da sinistra a destra
08, Chiara Peruch, dettaglio di un dipinto, photo Giacomo Bianco
09, L’atelier di Elsa Scagliarini, Chiostro dei SS Cosma e Damiano, photo Giacomo Bianco

L’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa apre al pubblico giovedì 18 luglio alle ore 18, presso Palazzetto Tito Campo magnetico. Gli artisti degli Atelier 2023-2024, l’evento espositivo, a cura di Cristina Beltrami, che conclude il programma degli studi assegnati annualmente a quindici talentuosi giovani artisti.
Il programma di residenze dell’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa, nato nel 1898, è uno dei più antichi programmi di ospitalità per giovani artisti. Ogni anno gli atelier situati nei prestigiosi spazi di Palazzo Carminati a San Stae e nel chiostro dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca vengono assegnati per concorso ai quindici meritevoli artisti e quest’anno hanno ospitato: Nadezda Golysheva, Alexander Koch, Giuseppe Lo Cascio, Enrico Loquercio, Rebecca Michelini, Carlo Negro, Eric Pasino, Chiara Peruch, Matteo Rattini, Giovanni Sambo, Matilde Sambo, Elsa Scagliarini, Pierluigi Scandiuzzi, Stefano Stoppa, Jacopo Zambello .


Campo magnetico
Gli artisti degli Atelier

2023-2024

Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa

Palazzetto Tito, Dorsoduro, 2826 – Venezia

Inaugurazione giovedì 18 luglio alle 18.00

19 luglio – 8 settembre 2024 mercoledì – domenica, 10.30 – 17.30

L’intuizione del titolo della mostra – Campo magnetico – nasce dall’osservazione di un dato oggettivo. La collettiva tiene insieme degli artisti di diversa provenienza, accomunati dalla giovane età e da un legame, più o meno stretto e continuativo con il territorio ma selezionati da una giuria quanto mai eterogenea la cui scelta finale ne è stata l’inevitabile conseguenza.

Il Campo magnetico dunque non è da intendersi come un tema predeterminato ma come una situazione di fatto per questi artisti che per undici mesi hanno condiviso spazi, una città, incontri, viaggi, un curatore, esperienze generando un polo attrattivo.

La definizione scientifica di campo magnetico spiega infatti che esso si crea dall’interazione elettromagnetica di singole scariche elettriche che, insieme, creano un campo energetico d’attrazione: più alta è la corrente più intenso è il campo di forza. Quindici artisti dunque come quindici singole entità portatrici di energia, in un intreccio costante sfociato in un’esposizione finale quanto mai condivisa.

La vera sfida per tutti noi è stata quella di dare vita a una mostra di destini incrociati; non costruita per giustapposizioni ma nella quale un’opera fosse capace di parlare all’altra, come direbbe Aby Warburg in un rapporto di “buon vicinato”. Non dunque un’infilata di spazi testimoni di differenti pratiche artistiche ma un parlarsi tra pittura, scultura, installazioni, fotografia e video.

Mesi in cui alcuni si sono aperti a nuovi materiali, altri a temi inattesi, altri ancora a formati inconsueti… confermando però sempre la linea del percorso originario, altri invece addirittura hanno portato il proprio lavoro su territori inesplorati. Entrambi due cammini di grande coraggio. Le opere esposte in questa collettiva finale non sono che la testimonianza di un’evoluzione inevitabile che se per alcuni è stata una conferma per altri si è rivelata come una virata radicale.

Campo magnetico intende infatti mostrare l’alchimia che si è creata all’interno degli studi, un concetto legato alla pratica di laboratorio, di perfezionamento, di incastri calcolati, quel “Processo che, nel caos indistinto della psiche, chiarifica e mette a fuoco i contrasti o conflitti che vi si annidano […] per poi comporli in un nuovo equilibrio” (Maurizio Calvesi, 1997).

Quel nuovo equilibrio nato dal “caos” dei primi incontri e trasformatosi – non senza inevitabili e fruttuosi conflitti – in un equilibrio nuovo, più consapevole che ha portato all’allestimento di questa collettiva negli spazi storici di Palazzetto Tito.


Informazioni
Titolo
: Campo magnetico. Gli artisti degli Atelier 2023-2024
Curatore: Cristina Beltrami
Sede: Palazzetto Tito, Venezia
Apertura: dal 19 luglio all’8 settembre 2024, dal mercoledì alla domenica, dalle 10.30 alle 17.30
Info: 041 274 7570 – info@bevilacqualamasa.it

Le attività degli Atelier 2023-2024 sono sostenute da

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Aperture straordinarie del Museo dell’Opificio delle Pietre Dure

A partire da luglio il Museo dell’Opificio delle Pietre Dure amplia la sua offerta culturale con una serie di aperture straordinarie pomeridiane e serali del Museo, programmate nei venerdì sera dei giorni 12 e 26 luglio; 2 e 30 agosto; 13 settembre sera (ore 19:00-23:00); ed in tutti i giovedì pomeriggio di settembre e ottobre (5, 12, 19, 26 settembre; 3, 10, 17, 24, 31 ottobre – ore 14:00-18:00).

Opificio delle Pietre Dure

APERTURE STRAORDINARIE DEL MUSEO DELL’OPIFICIO DELLE PIETRE DURE

luglio – ottobre 2024

Varie aperture straordinarie del Museo saranno quest’anno arricchite anche da eventi musicali organizzati in collaborazione con il Conservatorio Luigi Cherubini, con il coro Musica Harmonica e con altri interlocutori.

Si comincia già con l’apertura serale del 12 luglio, nel corso della quale il coro dell’Associazione Musica Harmonica propone il concerto: Rinascimento e polifonia. Percorso attraverso la musica polifonica europea del Quattrocento e Cinquecento, con brevi performances dal suo repertorio a cappella per sei componenti: Nada Jagodic e Antonella Lorenzi (soprani), Silvia Tazzari (contralto), Giovanni Beccheroni (tenore). Roberto Iraso e Antonio Muti (bassi). Dirige il Maestro Antonio Muti.

Inoltre nel corso delle aperture straordinarie che si terranno nei giovedì pomeriggio di settembre e ottobre saranno organizzate visite guidate gratuite condotte dai professionisti che operano nell’Istituto, sede di prestigiosi laboratori di restauro e della Scuola di Alta Formazione e Studio, che illustreranno ai visitatori le opere esposte nel Museo, testimonianza della tradizione del “commesso” in pietre dure e della storia dell’Opificio.

Per l’accesso al Museo è richiesto il pagamento del biglietto di ingresso (intero 6 €, ridotto 2 €, gratuito per gli aventi diritto). La biglietteria chiude 30 minuti prima dell’orario di chiusura del Museo. La visita guidata al Museo è gratuita, per gruppi di circa 20 persone, con partenza ogni ora. Non è prevista la prenotazione: sarà sufficiente richiedere di essere inseriti nei gruppi per la visita guidata direttamente sul posto.

Date e orari:
Aperture straordinarie serali del Museo dell’OPD con orario 19:00 – 23:00 (la biglietteria chiude alle 22:30):
12/07/2024: esibizione del Coro Musica Harmonica
26/07/2024
02/08/2024
30/08/2024
13/09/2024: concerto degli allievi del Conservatorio Cherubini
Aperture straordinarie pomeridiane del Museo dell’OPD con orario 14:00 – 18:00 (la biglietteria chiude alle 17:30):
05/09/2024: visite guidate gratuite
12/09/2024: visite guidate gratuite
19/09/2024: visite guidate gratuite
26/09/2024: visite guidate gratuite
03/10/2024: concerto degli allievi del Conservatorio Cherubini; visite guidate gratuite
10/10/2024: concerto degli allievi del Conservatorio Cherubini; visite guidate gratuite
17/10/2024: concerto degli allievi del Conservatorio Cherubini; visite guidate gratuite
24/10/2024: concerto degli allievi del Conservatorio Cherubini; visite guidate gratuite
31/10/2024: visite guidate gratuite
 
Aperture straordinarie del Museo. Biglietto di ingresso e informazioni per le visite guidate
Il costo del biglietto di ingresso al Museo osserverà le tariffe ordinarie (intero 6 €, ridotto 2 €, gratuito per gli aventi diritto. Info: https://www.beniculturali.it/agevolazioni). La visita guidata è gratuita.
La biglietteria del Museo chiude mezz’ora prima (17.30 per le aperture pomeridiane, 22.30 per quelle serali).
Durante le aperture straordinarie del Museo nei giovedì pomeriggio sono previste visite guidate gratuite per gruppi di circa 20 persone, con partenza ogni ora circa. Non è prevista prenotazione per le visite guidate: gli interessati potranno richiedere di essere inseriti nei gruppi per la visita guidata direttamente sul posto contestualmente all’accesso.

Per informazioni: 
Opificio delle Pietre Dure – Ufficio Promozione Culturale
opd.promozioneculturale@cultura.gov.it

Sito web: https://opificiodellepietredure.cultura.gov.it/
Facebook: https://www.facebook.com/OpificioPietreDure
Instagram: https://www.instagram.com/opificiodellepietredure
 
Ufficio Stampa: Studio ESSECI,
Sergio Campagnolo +39 049 663499
Ref. Simone Raddi: simone@studioesseci.net

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