Al via dal 1° agosto il Festival dedicato alla fotografia contemporanea

Dal 1° agosto al 12 ottobre 2025San Lucido (CS) si trasforma in un palcoscenico diffuso per la fotografia contemporanea. Torna Fotografia Calabria Festival, giunto alla sua quarta edizione, con un programma ricco di mostre, incontri e progetti speciali che animeranno il centro del Tirreno calabrese per oltre due mesi. Sostenuto da Strategia Fotografia 2024, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, e con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Festival si conferma tra gli appuntamenti più vivaci dedicati alla fotografia d’autore in Italia, grazie a una proposta curatoriale che intreccia ricerca visiva, educazione e respiro internazionale.

Fotografia Calabria Festival 2025
Il progetto è sostenuto da Strategia Fotografia 2024, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura
 
Dal 1° agosto al 12 ottobre – San Lucido (CS)
 
Tutto pronto per la IV edizione del festival della fotografia contemporanea in Calabria: la lineup completa e le novità del 2025.

Tra le novità di quest’anno, si segnala l’attivazione della Residenza Singapore Exchangein collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Singapore e il DECK Photography Art Centre, che vedrà protagonista la fotografa Camilla Marrese, selezionata attraverso una open call per svolgere una residenza artistica a Singapore nel 2026. A conferma della sua vocazione pubblica e accessibile, il Festival introduce anche supporti tiflodidattici progettati dall’architetto Fabio Fornasari, in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, per offrire un’esperienza inclusiva alle persone cieche e ipovedenti. Grande attenzione viene riservata anche alla formazione: nasce quest’anno Fotografia Calabria Festival Educationalcon il supporto di Fondazione Deloitte, un programma nazionale rivolto alle scuole secondarie, la cui prima edizione ha coinvolto l’IIS S. Lopiano di Cetraro. La mostra realizzata dagli studenti sarà visibile all’interno del programma ufficiale del Festival.

Ideato e organizzato dall’Associazione Culturale Pensiero Paesaggio, con la direzione artistica di Anna CatalanoFotografia Calabria Festival 2025 conferma il suo ruolo come piattaforma per riflettere sul contemporaneo attraverso la fotografia, intrecciando culture, generazioni e paesaggi.

IL TEMA E LE MOSTRE IN PROGRAMMA

L’edizione 2025 si sviluppa attorno a un tema profondo e aperto alla riflessione: “Radici comuni: luoghi”, che invita a interrogarsi sul legame tra gli spazi che attraversiamo e le radici – culturali, affettive, politiche – che ci legano ad essi. Come sottolinea Anna Catalanodirettrice artistica del Festival: “Ogni paesaggio, ogni edificio, ogni spazio urbano o rurale, anche quello che appare più banale o dimenticato, è radicato in una memoria che lo definisce. Le fotografie, in questo viaggio visivo, raccontano proprio queste radici comuni: quella connessione profonda che ci lega ai luoghi che abitiamo, ma anche a quelli che abbiamo perso, rimosso o che esistono solo nei nostri sogni e nelle nostre percezioni”. Le sedici mostre in programma per l’edizione 2025 di Fotografia Calabria Festival raccontano così luoghi reali e immaginati, territori attraversati dalla storia e dalla memoria, identità in movimento, legami familiari, appartenenze ritrovate o negate.

Ad aprire idealmente la riflessione sono due autrici che, da prospettive diverse, mettono in scena il legame tra memoria e identità: Marie Tomanova, con il progetto It Was Once My Universe, racconta il ritorno nella sua terra d’origine, in Repubblica Ceca, dopo anni vissuti negli Stati Uniti, dando forma a un dialogo fragile e potente tra ciò che è stato e ciò che si è diventati; mentre Lys Arango, in The River Ran Blank, indaga le trasformazioni delle Asturie post-industriali, documentando il passaggio da una civiltà mineraria a un futuro ancora incerto, tra riconversione ecologica e perdita delle radici sociali. Radici spezzate e territori feriti emergono con forza nei lavori di Mykhaylo Palinchak, che in Highlight documenta i luoghi dei crimini di guerra in Ucraina, e di Hashem Shakeri, che con Cast Out of Heaven mostra le città satellite sorte ai margini di Teheran, simboli di isolamento e promesse mancate. A questi si affiancano visioni più liriche e intimiste, come quella di Alessandro Mallamaci, che con Un luogo bello restituisce un ritratto affettivo della fiumara Sant’Agata e del paesaggio calabrese, e quella di Kazuaki Koseki, che in Summer Fairies racconta l’antico legame tra uomo e natura attraverso la luce effimera delle lucciole giapponesi.

Uno sguardo critico sul presente è invece quello di Alessandro Toscano, che in Overtourism ci mostra, attraverso un processo di elaborazione digitale, la relazione esistente tra identità storico-architettonica e le dinamiche del turismo globale in alcune delle principali città d’arte italiane. La Memoria delle Stazioni, progetto a cura di Archivio Luce, propone invece un atlante visivo costruito attraverso immagini d’archivio che ripercorrono la storia delle stazioni ferroviarie italiane: luoghi di passaggio e trasformazione, simboli di radici mobili, migrazioni e ritorni, che portano in superficie una memoria collettiva stratificata e spesso rimossa.

Memoria, territorio e identità si intrecciano anche nella mostra collettiva che raduna i progetti di Paul Gambin (Parlami d’Amore), che mescola paesaggio, suono e iconografia personale in una narrazione emozionale e stratificata, Jung Ui Lee, che in Urban Tattoo – This is Beautiful trasforma il caos visivo delle insegne commerciali coreane in segni di memoria collettiva e resilienza urbana, e Ciro Battiloro, che con Silence Is A Gift racconta con sguardo partecipe e profondo le dinamiche familiari e comunitarie in quartieri popolari del Sud Italia, restituendo la densità affettiva di luoghi spesso marginalizzati. Nell’altra collettiva in mostra al festival trovano spazio tre lavori accomunati da una sensibilità verso il corpo, la cura e le dinamiche trasformative che attraversano il paesaggio umano e naturale. Caring for our past di Chiara Negrello esplora la relazione intima e generativa tra l’autrice e la badante ucraina che ha assistito sua nonna, costruendo un racconto visivo fatto di convivenza, memoria e attenzione reciproca. Connessioni, di Sofia Pagliaro e Gaia Tognoni, nasce da un laboratorio con donne sopravvissute alla violenza e mette in scena immagini manipolate, intime, che restituiscono spazio e voce a soggettività in trasformazione. In MetamorphosisClaudia Fuggetti rilegge invece il paesaggio naturale come corpo simbolico e vitale, capace di rigenerarsi di fronte alla crisi ecologica e antropocentrica.

Il percorso prosegue con una serie di sguardi che indagano forme di resistenza quotidiana, appartenenza comunitaria e tensione tra centro e margine, estendendo la riflessione sulle radici comuni anche alle geografie più fragili o dimenticate. Con I LicutianiAndrea Salvucci entra in una comunità spontanea sulle rive del mare a Catania, dove un rituale quotidiano – il bagno collettivo – diventa espressione di appartenenza e resistenza. Un’attenzione simile ai margini attraversa anche lo sguardo di Melissa Peritore, che in Sementeryo racconta la vita quotidiana nelle comunità che abitano i cimiteri urbani di Manila, restituendo dignità a esistenze invisibili e marginalizzate. Lo sguardo si spinge poi verso contesti geopolitici più ampi con Maja Nydal Eriksen, che in Awaiting The Bridge esplora l’identità sospesa dell’isola di Quemoy, al confine tra Taiwan e Cina, tracciando un racconto fatto di attese, confini e disconnessioni. A chiudere idealmente il percorso è Ashes of the Arabian’s Pearl di Valentin Joseph Valette, vincitore del Fotografia Calabria Festival Award 2025, concorso internazionale promosso dal Festival per sostenere giovani talenti emergenti. Il suo lavoro è un’indagine visiva sul Sultanato dell’Oman, dove resti architettonici, spazi urbani e vite migranti raccontano la memoria stratificata di un regno in transizione, tra nostalgia, mito e futuro.

GLI APPUNTAMENTI DEL WEEKEND INAUGURALE

Il programma prenderà il via venerdì 1° agosto, con l’opening in Piazza Monumento, e una grande proiezione notturna“I Lupi”, video inedito realizzato dal Collettivo Cesura con gli scatti di Andrea Nicotra, Camilla Pedretti, Alessandro Sala e Marco Zanella ela curatela di Alex Majoli – che restituisce un ritratto corale, intimo e potente della valle cosentina. Sabato 2 agosto sarà la volta dell’apertura ufficiale delle mostre, di un seminario condotto da Lys Arango sul tema della transizione energetica e della memoria industriale, delle letture portfolio con esperti internazionali come Diego OrlandoMarco Pisciottani e Paul Gambin, e infine della presentazione di tre libri fotografici“Un luogo bello” di Alessandro Mallamaci“It was once my universe” di Thomas Beachdel e Marie Tomanova, e “Silence is a gift” di Ciro Battiloro. Un weekend inaugurale denso di appuntamenti, che mette in dialogo progetti, autori, visioni e pubblici diversi.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero, ad eccezione del seminario e delle letture portfolio, su prenotazione, tutti i dettagli sono presenti sul sito ufficiale alla pagina: www.fotografiacalabriafestival.it/ita/programma

UN PROGETTO CORALE TRA TERRITORIO, FORMAZIONE E VISIONE INTERNAZIONALE

Tra i progetti speciali di questa edizione, anche il ritorno di “Residenza Radicale“, un progetto di Fotografia Calabria Festival, ideato da Anna Catalano, direttrice e fondatrice del Festival, curato da Diego Orlando. La residenza ha coinvolto tre giovani fotografi – Alessandra GattoArianna Mattietti Orani e Alvin Ng (Singapore) – in un viaggio di esplorazione della Calabria, partendo dalla Fabbrica di Liquirizia Amarelli di Corigliano-Rossano, tra memoria, comunità e territorio. Grazie al sostegno di Carlomagno, che ha accompagnato la residenza lungo il territorio regionale e ospitato parte del lavoro a Palazzo Pignatelli, e alla collaborazione con MAECI e MUDIAC, il fotografo Alvin Ng continuerà la sua ricerca in Calabria con una nuova fase di studio a Catanzaro. Infine, come già anticipato, la fotografa Camilla Marrese è stata selezionata per la Residenza Singapore Exchange, un progetto di Fotografia Calabria Festival sostenuto dall’Ambasciata d’Italia a Singapore e dal DECK Photography Art Centre Singapore. La residenza nasce con l’obiettivo di promuovere lo scambio culturale tra giovani artisti e artiste attraverso due open call parallele, una in Italia e una a Singapore.

Tra le altre partnership del Festival, si segnala anche quella con ArteInVivo, rassegna artistica anch’essa ospitata a San Lucido, da cui nasce Radici in Movimento: un progetto che vede la fotografa Sofia Uslenghi ritrarre gli artisti di flamenco contemporaneo ospiti di ArteInVivo. Il lavoro, che sarà presentato come parte integrante del programma di Fotografia Calabria Festival, esplora il flamenco come arte viva, incarnata e in trasformazione, immersa nell’atmosfera estiva di San Lucido e nella luce vibrante della Calabria.

Un progetto come questo non potrebbe esistere senza il coinvolgimento attivo del territorio che lo accoglie: “San Lucido non è solo la cornice del Festival, ma parte viva e integrante del suo racconto” – sottolinea il Sindaco Cosimo De Tommaso – “Negli ultimi anni questa iniziativa è cresciuta insieme alla nostra comunità, portando qui autori, studenti e pubblico da tutta Italia e dall’estero. Il Festival è per noi un laboratorio culturale aperto, dove arte e paesaggio si incontrano per generare nuove visioni di futuro”.

Fondato su una rete ampia e trasversale di collaborazioni, il Festival è reso possibile grazie al sostegno di Fondazione CaricalCarlomagnoCaffè GuglielmoIl ConvivioIsca HotelsIncanto, e alla sinergia con importanti partner culturali e istituzionali: Archivio Luce CinecittàForum Austriaco di CulturaCentro CecoAmbasciata d’UcrainaMUDIAC di Catanzaro e Parco Archeologico di Sibari. Il progetto gode inoltre del patrocinio di Calabria Straordinaria, del Comune di San Lucido e del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria (DISPeS), a conferma del suo radicamento territoriale e del dialogo costante tra arte, educazione e paesaggio.


FCF AWARD 2025: IL VINCITORE È VALENTIN JOSEPH VALLETTE

Annunciato il vincitore del Fotografia Calabria Festival Award 2025, il concorso riservato a fotografi emergenti che, come ogni anno, richiama il tema centrale del Festival, quest’anno “Radici comuni: luoghi“. A conquistare la giuria è stato Valentin Joseph Valette con il progetto “Ashes of the Arabian’s Pearl”. Francese di origine algerina, Valette è fotografo, autore e dottorando in antropologia visiva. Il suo lavoro si muove tra Nord Africa, Paesi del Golfo e Francia, e utilizza la fotografia come strumento di ricerca e riflessione politica e sociale.

Ashes of the Arabian’s Pearl” è un’indagine visiva sulle trasformazioni del Sultanato dell’Oman, un viaggio iniziato nel 2020 alla morte del Sultano Qābūs Bin Sa’īd e proseguito durante i primi anni del regno del suo successore, Haitham Bin Tariq. Attraverso un racconto che intreccia passato e presente, Valette documenta i cambiamenti economici, sociali e culturali del Paese, con particolare attenzione alle vite dei lavoratori migranti e agli spazi urbani in transizione. Nel progetto, la memoria del glorioso regno di Qābūs si cristallizza in dettagli architettonici e paesaggistici fuori tempo, i cosiddetti tomason: luoghi sospesi, resti dimenticati di un’epoca che cerca di resistere all’oblio. Le immagini evocano un dialogo tra due realtà, quella degli artigiani migranti che costruiscono il Paese e quella delle élite locali, dando forma a una narrazione stratificata, sospesa tra nostalgia, mito e futuro. Un’opera che esplora la nozione di luogo come spazio del potere, della memoria e della proiezione politica.

A decretare il vincitore è stata una giuria d’eccellenza composta da Elena Boille (Internazionale), Gabriella Macchiarulo (Archivio Luce Cinecittà), Francesca Marani (Vogue Italia), Elisa MeddeMarco PisciottaniIlaria Sponda (Der Greif) e Anna Catalano, direttrice artistica del Festival. Il progetto verrà prodotto come mostra personale all’interno della IV edizione del Festival e sarà accompagnato da un premio in denaro di € 3000.


CONTATTI
www.fotografiacalabriafestival.it
www.instagram.com/fotografiacalabriafestival/
info@fotografiacalabriafestival.it
 
UFFICIO STAMPA
Daccapo Comunicazione
info@daccapocomunicazione.it
Marcello Farno – Ester Apa
Da Daccapo Comunicazione <info@daccapocomunicazione.it> 

Prorogata al 30 settembre 2025 la scadenza del Concorso Internazionale Marisa Cerruti

Sarà prorogata al 30 settembre 2025 la scadenza per partecipare al Concorso Internazionale “Marisa Cerruti”, promosso dalla Fondazione Bruno Zevi e dedicato all’ideazione e realizzazione di un moderno strumento di comunicazione multimediale dell’architettura, capace di rilanciare in modo innovativo e radicale il messaggio della rivista L’architettura – cronache e storia, e dei suoi valori, nel presente contesto storico. 

La Fondazione Bruno Zevi
indice il
Concorso Internazionale “Marisa Cerruti”
per la comunicazione de L’architettura

Scadenza prorogata al 30 settembre 2025

Il Concorso è aperto a tutti quelli che posseggono adeguate competenze ed esperienze nel settore della comunicazione di contenuti multimediali e interdisciplinari (singoli, gruppi, associazioni, società pubbliche e private, istituzioni); per il progetto vincitore è previsto un importo onnicomprensivo pari a 30.000,00 €, oltre IVA di legge, che sarà corrisposto nell’arco dei tre anni, in corrispondenza con gli stati di avanzamento del lavoro. 

Il nuovo progetto di comunicazione è pensato come uno strumento agile, flessibile, capace di raggiungere soprattutto i giovani, orientandoli nelle scelte professionali e nella comunicazione della complessità dell’architettura e del paesaggio. Deve possedere caratteristiche di innovazione, può proporre qualunque tipo di tecnologia (sempre open source) e canale di diffusione, deve essere concretamente realizzabile secondo i tempi previsti e facilmente gestibile. 

La partecipazione al Concorso è gratuita e la scadenza delle candidature è fissata al 30 settembre 2025. Tutti i documenti e i dettagli per la partecipazione sono all’interno del bando, scaricabile sul sito della fondazione www.fondazionebrunozevi.it 


INFO

Concorso Internazionale “Marisa Cerruti” per la comunicazione de L’architettura

Fondazione Bruno Zevi
Via Nomentana 150 – Roma
Tel +39 06.8601369
info@fondazionebrunozevi.it
www.fondazionebrunozevi.it

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.com

ORGANI STORICI IN CADORE, al via la 37ma edizione

ORGANI STORICI IN CADORE,
AL VIA LA 37ma EDIZIONE

Torna Organi storici in Cadore, storica manifestazione inserita nel programma 2025 del Cadore Dolomiti Music Festival, giunto alla sua 37ma edizione, che prenderà il via il 18 luglio per concludersi il 7 settembre ed organizzato dall’Associazione Organi Storici in Cadore – Dolomiti e dalla Magnifica Comunità di Cadore.

Il magnifico contesto che accoglie questo festival dedicato ad un prestigioso patrimonio organario – ovvero il complesso naturale che sono le Dolomiti bellunesi, patrimonio UNESCO – è una perfetta cornice che aggiunge valore per tutto quel pubblico accorso in alta quota per trascorrere serene e felici vacanze estive.

È particolarmente folto l’itinerario concertistico di Organi storici in Cadore dedicato a questo antico strumento musicale e coinvolgerà l’intero Cadore, dalla Valle del Boite al Comelico, Cortina d’Ampezzo e alcune località che hanno fatto parte del Cadore, come ad esempio Caprile, con un ricco calendario di proposte non solo concertistiche ma che prevedono anche visite guidate e seminari.

Saranno tanti gli storici organi coinvolti in questo ricco programma che si terrà nelle basiliche, chiese parrocchiali e pievi del Cadore e che vedrà coinvolti un folto numero di musicisti.

Guarda qui il programma completo

Organi Storici in Cadore è organizzato con la collaborazione di Comuni, Parrocchie e Associazioni locali, Asolo Musica Veneto e con il patrocinio dell’Arcidiaconato del Cadore e grazie al contributo della Regione Veneto, dell’Amministrazione provinciale di Belluno e del Consorzio dei Comuni B.I.M. Piave di Belluno, con il supporto dell’ufficio stampa A-Z Press.

Soggetto proponente e capofila, la Magnifica Comunità di Cadore è un’ente storico che costituisce il punto di riferimento culturale del territorio cadorino.

Dalla lunghissima storia (i suoi statuti risalgono al 1338) è erede della storia unitaria della regione e conserva l’identità culturale, le risorse ambientali e promuove la formazione e lo sviluppo morale ed economico delle comunità locali, individuando e valorizzando gli elementi di carattere unitario che, nel rispetto delle realtà istituzionali e sociali, possono contribuire al progresso complessivo del territorio anche mediante iniziative volte a favorire il raccordo e la concertazione.

Quella delle Dolomiti Bellunesi è una delle aree naturalistiche più belle e celebri al mondo, dal 2009 è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale. Grazie alla bellezza delle cime, all’unicità paesaggistica e all’importanza scientifica a livello geologico e geomorfologico.

Un’area di 142 mila ettari di territorio, separati tra loro da vallate, fiumi ed altri gruppi di montagne che per il 70% si trovano nel territorio della provincia di Belluno, in Veneto.


WEB: https://www.magnificacomunitadicadore.it/
INFO: cadore dolomiti music festival 2025


Ufficio Stampa A-Z Press
info@a-zpress.com
Da A-Z Press <info@a-zpress.com>

Fino al 18 agosto, sculture e installazioni in riva al lago di Bolsena (VT)

In copertina: Franco Alessandrini
Fino al 18 agosto GRANCARO welcome on board 2025: Sculture e installazioni in riva al lago di Bolsena (VT)

Fino al 18 agosto 2025, sculture e installazioni della nuova edizione di Grancaro welcome on board animeranno le rive del Lago di Bolsena: un progetto di Lorenzo e Francesco Cozza Caposavi, realizzato con la direzione artistica di Francesca Perti e Mara Van Wees, in collaborazione con Asp Tra le Volte di Francesco Pezzini.

Il progetto Grancaro ha come intento quello di dare ospitalità agli artisti per confrontarsi e riflettere sull’eccezionalità del luogo, un sito di rigorosa bellezza e di lunga storia sulle sponde di uno dei laghi più affascinanti d’Italia, il lago di Bolsena. Il golfo del Grancaro è un tratto di costa rimasto miracolosamente intatto, un paesaggio agricolo ed arcaico che rappresenta un raro esempio di difesa e rispetto del territorio – sito archeologico palafitticolo, di età villanoviana ( X sec a.C) ma anche quartiere generale delle truppe alleate durante la seconda guerra mondiale, come dimostra il limitrofo cimitero di guerra del Commonwealth di Bolsena.

Per questa quarta edizione, sulla prateria dell’azienda agricola Cozza Caposavi, è stato realizzato il Terzo Paradiso, un simbolo dell’infinito ideato da Michelangelo Pistoletto. Il termine paradiso proviene dall’antico persiano e significa giardino protetto , come lo è la terra che lo ospitaun secret garden nascosto e incastonato tra una spiaggia di sabbia nera e una parete verticale di bosco. Nel 2003, l’artista contemporaneo Pistoletto scrive il manifesto del Terzo Paradiso e ne disegna il simbolo, un Nuovo Segno di Infinito. Una reinterpretazione del simbolo matematico con un terzo intreccio aggiunto. Gli intrecci rappresentano i tre paradisi: il primo quello naturale, il secondo quello artificiale e industriale che mette in pericolo il primo e il terzo che supera il conflitto tra i primi due. Scrive Michelangelo Pistoletto nel suo manifesto: Il Terzo Paradiso è il nuovo mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità in questo frangente epocale. Il simbolo è stato realizzato con rotoballe, legni e pietre originate e trovate in loco.

Le sculture ed installazioni di GRANCARO 2025. 

Fabio Maria Alecci, con le opere GARDE-ROBE e CUCIRE IL TEMPO, e Gianluca Esposito, con PERISCOPIO e DOLCE DORMIRE, s’immedesimano nella vita degli uomini e animali del lontano passato nelle grotte preistoriche che si affacciano dall’alto sul lago. Franco Alessandrini propone NUREYEV, una figura esile danzante. Patrick ALO’ presenta il suo NERONE, una ventata di contemporaneo in una delle iconografie classiche più sedimentate nell’immaginario occidentale. Lidia Bachis fa svettare sul lago una bandiera con immagini che si rifanno ai miti antichi, le Sirene, la Circe. Ernesto Lamagna espone MINOR TAURUS, un nano che si maschera da toro, portato in spalla da una donna. Carmine Leta, con GRANDE MOEBIUS, un nastro in fil di ferro che gioca all’infinito, cambia orizzonte e crea miraggi. Susanne Kessler fa serpeggiare la sua LINEA BIANCA tra alberi e prato, un bianco che assume man mano significati diversi per poi reimmergersi nelle acque del lago. Alessio Paternesi propone IL BACIO, un incontro ravvicinato. Leonardo Perosillo costruisce Caos, una torre | albero, una struttura precaria che s’immagina di sopravvivenza in tempi sempre più incerti. Enrico Pulsoni installa RESPIRO, una meridiana che cerca di espandersi mentre avvinghia a sé un flottante respiro ellettico. Gian Marco Sanna appende tra gli alberi un’immagine che rispecchia il lago e Paul Wiedmer collega sul lungo viale alberato le sue sculture in ferro colorate, OSPITI, che si stringono in un abbraccio agli ontani.

OPERE PERMANENTI DELLE PRECEDENTI EDIZIONI

Carlo Birotti | Tommaso Cascella | Ettore Consolazione | Umberto Corsucci | Ugo Cordasco | Stefania Fabrizi | Paola Romoli Venturi | Samuele Vesuvio | | David Fagioli | Ettore Marinelli | Giovanna Martinelli | Maria Pizzi | Eliana Prosperi | Oliviero Rainaldi | Massimo Saverio Ruiu | Silvia Stucky | TITO | Alessandro Twombly | Mara van Wees | Samuele Vesuvio già installate in un percorso “open air”, che si snoda in uno dei luoghi più misteriosi, energetici e suggestivi del lago di Bolsena

Il Grancaro è da una parte un contenitore di storia, dall’altra diventa un laboratorio di idee dove l’arte contemporanea si confronta e si fonde con il patrimonio storico archeologico e naturalistico. Questo dialogo tra epoche diverse non solo arricchisce il panorama artistico, ma offre anche nuove prospettive per la conservazione e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale. L’incontro tra arte e archeologia, tra contemporaneità e tradizione, si configura come un’esperienza trasformativa, capace di risvegliare la coscienza collettiva e di rinnovare il legame tra l’individuo e il territorio.


PROMOSSO DA: GRANCARO Welcome on Board con la collaborazione di APS TRAleVOLTE
UN PROGETTO DI: Lorenzo e Francesco Cozza Caposavi.
DIREZIONE ARTISTICA DI: Francesca Perti, Mara van Wees con la collaborazione di Francesco Pezzini
OPERE DI: Fabio Maria Alecci – Franco Alessandrini – Patrick Alò – Tito Amodei – Lidia Bachis – Carlo Birotti – Tommaso Cascella – Ettore Consolazione – Ugo Cordasco – Umberto Corsucci – Gianluca Esposito – Stefania Fabrizi – David Fagioli – Marco Fioramanti – Susanne Kessler – Ernesto Lamagna – Carmine Leta – Ettore Marinelli – Giovanna Martinelli – Alessio Paternesi – Leonardo Perosillo – Maria Pizzi – Eliana Prosperi – Enrico Pulsoni – Olivieri Rainaldi – Paola Romoli Venturi – Massimo Saverio Ruiu – Gian Marco Sanna – Silvia Stucky – Alberto Timossi – Alessandro Twombly – Mara van Wees – Samuele Vesuvio – Paul Wiedmer 

DOVE: Località Golfo del Grancaro Cozza Caposavi | Bolsena – VT
ORARI:  Aperto la domenica dal 13 luglio fino al 18 agosto; Il sabato e giorni feriali su appuntamento cell. 349 568 6189 | e-mail grancaro@libero.it
MAIN SPONSOR: Residenza d’epoca VESCONTE – www.vesconteresidenza.com

UFFICIO STAMPA
Roberta Melasecca – blowart
roberta.melasecca@gmail.com
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it> 

Una vita dedicata all’arte, l’arte come fondamento di vita

EDEN | NO HUMAN VIRUS
Un progetto artistico di Giacomo Borzoni
A cura di Joh Capozzolo
9-10 Agosto 2025 | Sala Associazione Mutuo Soccorso | Forte dei Marmi (LU)

Per Giacomo Borzoni ogni opera è un’esigenza vitale, una figlia meditata e partorita con tutto sé stesso. Ogni tela è attraversata da un’urgenza espressiva profonda, che trasforma la pittura in un atto necessario, un antidoto per lenire le ferite esistenziali e un mezzo per raccontare le contraddizioni del nostro tempo.

EDEN | NO HUMAN VIRUS è il nuovo progetto multidisciplinare dell’artista apuano, un’esperienza artistica multisensoriale che invita a riflettere sulla devastazione dell’Eden originario, metafora di un mondo in cui l’essere umano si è trasformato nel virus stesso che minaccia l’equilibrio della creazione.

Attraverso il suo codice comunicativo complesso e mai esplicito — fatto di simboli, ossimori cromatici, personaggi estranianti e ambientazioni straniate — Borzoni propone una personale chiave di lettura della realtà contemporanea, tesa a educare lo sguardo dello spettatore e ad accendere, nel paradosso, una fiammella di speranza.
La sua arte diventa così messaggio universale, dialogo tra l'”io” e il “noi”, tra il dolore e il desiderio di redenzione.

L’EVENTO

EDEN | NO HUMAN VIRUS si svolgerà in due momenti distinti:

  • Sabato 9 Agosto 2025 | ore 18:30
    Serata inaugurale riservata su invito a giornalisti, critici d’arte, docenti, operatori culturali, galleristi e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara.
  • Domenica 10 Agosto 2025 | dalle ore 10:00 alle 20:00
    Apertura al pubblico per la visita libera della mostra.

Sala Associazione Mutuo Soccorso, Via G. Montauti 6, Forte dei Marmi (LU)

IL PROGRAMMA DEL 9 AGOSTO

  • Presentazione a cura della giornalista e divulgatrice culturale Ilaria Guidantoni
  • Proiezione in anteprima del videoclip artistico “Eden | No Human Virus” di Joh Capozzolo, con musiche originali
  • Conversazione tra Giacomo Borzoni e Ilaria Guidantoni, accompagnata da sonorizzazioni live e aforismi proiettati
  • Presentazione del testo critico di Alessia Bertelli, storica dell’arte
  • Percorso narrativo tra le opere pittoriche di Borzoni, che culmina nello svelamento dell’opera manifesto “Eden”
  • Rinfresco conviviale e visita libera

I Protagonisti della serata:

  • Giacomo Borzoni, pittore apuano, una vita dedicata a un’arte cruda e realista che smaschera le contraddizioni del presente
  • Joh Capozzolo, artista multimediale, sound designer e curatore dei contenuti audiovisivi dell’evento
  • Ilaria Guidantoni, giornalista e saggista, da anni impegnata nella divulgazione culturale
  • Alessia Bertelli, docente e critica d’arte

EDEN | NO HUMAN VIRUS non è solo un evento espositivo, ma un invito alla coscienza collettiva: una riflessione necessaria e urgente, in cui l’arte diventa specchio della società e stimolo al cambiamento.



INFO E CONTATTI STAMPA
Paola Martino
paolamartinoufficiostampa@gmail.com
+39 02 36595379
Da Paola Martino ufficio stampa <paolamartinoufficiostampa@gmail.com> 

Castello di Rivoli: Inserzioni

Il Castello di Rivoli presenta, nel solco dei festeggiamenti dei quarant’anni dell’istituzione, la nuova serie Inserzioni, un nuovo formato volto a commissionare ad artisti contemporanei un’opera pensata per il Castello. Gli artisti coinvolti nella prima edizione del progetto sono: Guglielmo Castelli (Torino – Italia, 1987), Lydia Ourahmane (Saïda – Algeria, 1992) e Oscar Murillo (Valle del Cauca – Colombia, 1986). In concomitanza con Inserzioni, il Museo presenta anche l’opera vincitrice del premio Collective 2025, Culture Lost and Learned by Heart: Butterfly, 2021, di Adji Dieye (Milano – Italia, 1991) e la recente acquisizione tramite il bando PAC del Ministero della Cultura italiano di Mare con gabbiano, 1967, di Piero Gilardi (Torino – Italia, 1942-2023) e di a.C., 2017, di Roberto Cuoghi (Modena – Italia, 1973).

Inserzioni: Guglielmo Castelli, Lydia Ourahmane, Oscar Murillo
 
26 settembre – febbraio 2026

Inserzioni introduce nuove commissioni nel tessuto della Collezione del Castello di Rivoli, invitando una selezione di artisti particolarmente rilevanti oggi a intervenire ciascuno in una sala del Museo per relazionarsi con l’architettura aulica, la storia espositiva del museo e le altre opere attualmente allestite. Il format, della durata di sei mesi e rinnovato due volte l’anno, trasforma sale tradizionalmente dedicate alla Collezione in una mostra collettiva in continua evoluzione, portando le nuove voci a cui normalmente i musei dedicano una sala a parte al centro della narrazione istituzionale. Questo permette di arricchire l’offerta culturale degli allestimenti della Collezione con artisti, movimenti e aree geografiche finora non pienamente rappresentati nella storia espositiva e nel patrimonio artistico del Museo.
 
Ispirandosi alla formula inaugurata dal primo direttore Rudi Fuchs per la prima mostra Ouverture del 1984, ogni artista è invitato a creare un’opera specificamente concepita per una delle sale auliche del Castello, quasi a collaborare con esse, attraverso il tempo storico. Come per la prima mostra, gli artisti vengono messi al centro del progetto, sottolineando il valore delle ricerche individuali di ciascuno di loro. Il Museo intende mantenere la sua caratteristica apertura alle voci degli artisti come momento chiave nella scrittura della storia dell’arte. Questo modus operandi incorpora oggi principi di grande urgenza come quelli di inclusione, apertura ad altre culture e approcci e partecipazione sociale e culturale.
 
Una delle particolarità del Castello di Rivoli è il suo carattere di luogo non finito. Questa sua caratteristica lo trasforma in un “contenitore” che gli artisti possono letteralmente o metaforicamente completare inserendosi, così da far nascere esperienze e allestimenti unici. Spesso le opere sono arricchite dal dialogo con le sale in cui vengono allestite e, viceversa, le sale a volte diventano più forti grazie agli interventi artistici in esse contenuti.
 
Inserzioni apre al pubblico da venerdì 26 settembre 2025 sino a febbraio 2026.
Il progetto è sostenuto da Radical Commissioning Group, un gruppo ristretto di benefattori che crede, come il Museo, nella necessità di dare carta bianca agli artisti per creare opere visionarie, dando allo stesso tempo la possibilità all’istituzione di espandere la propria voce.

Guglielmo Castelli
Guglielmo Castelli ha lavorato a un nuovo corpo di opere da inserire nella sala affrescata dedicata ai Continenti. L’artista presenta una nuova serie scultorea, che vede alcuni dei personaggi che popolano i suoi dipinti sfuggire da essi per esibire in forma bidimensionale in curiosi ambienti tridimensionali un’idea di infanzia silenziosa e d’attesa. Realizzate su ritagli di carta, le figure umane delle opere sono coreografate attorno a piccole maquette di tavoli progettati dall’artista di un ambiente casalingo e teatrale immaginario. Alle pareti, una serie di nuovi dipinti – tra cui uno monumentale di oltre tre metri – raffigurano le atmosfere fantastiche e condensate tipiche di Castelli in cui si svolgono molteplici azioni, ripetute cadute e altrettanti fallimenti. Nella sala adiacente, lunga e sottile, sono esposte alcune opere su carta e per la prima volta una speciale presentazione dei materiali preparatori e dei quaderni di schizzi di Castelli, che comprendono studi per i personaggi del suo mondo inventato, apparenti scarti che divengono ecosistema e stratificazione insieme a prove di composizione che rivelano il processo di realizzazione dei suoi quadri.
 
Lydia Ourahmane
La nuova commissione di Lydia Ourahmane è realizzata in collaborazione con la sorella Sarah Ourahmane, compositrice e musicista. Una composizione scritta per tre cantanti ipovedenti si sviluppa in tre stanze del museo. Appena visibile ma percepibile al tatto, la partitura è incastonata nelle pareti di ogni stanza e rimane dunque permanentemente a disposizione per future esecuzioni. Per leggere la partitura, ogni cantante si muove lungo i muri o le ringhiere del Castello, seguendo con il tatto le frasi musicali. Negoziando i limiti della composizione come linguaggio e della composizione in braille come mezzo, la partitura viene interpretata dai cantanti mentre si muovono. Il margine dell’interpretazione è aumentato dalla coreografia spaziale, poiché i cantanti camminano mentre cantano. Quando si traduce una frase musicale in Braille, la cella a sei punti riporta uno dopo l’altro vari dati: l’altezza e il ritmo di ogni nota, oltre alla chiave e all’ottava in cui è scritta la composizione. Le partiture si presentano come un’unica riga con le note, la loro durata, l’altezza in ottave, le legature, le pause e le istruzioni interpretative comunicate in sequenza. Riducendo la quantità di ornamenti o istruzioni interpretative, ogni cantante apporta la propria logica personale a ogni frase. Il coro di elementi composto dall’architettura, lo spazio e il corpo inoltre contribuisce a dare forma alla partitura. I cantanti devono quindi memorizzare gli elementi distinti e poi ricomporli, creando una possibilità amplificata di entropia, di evoluzione e di sviluppo.
 
Oscar Murillo
In seguito a una visita al Museo, Oscar Murillo ha scelto la Sala 18 come ambientazione per la sua installazione immersiva site-specificA see of history, 2025. L’opera riunisce 48 dipinti della serie Disrupted Frequencies di Murillo in un grande piano dipinto che invita i visitatori a esperire l’opera dal basso, come un affresco caduto e sospeso nel tempo. Composta da un arazzo di tele intrecciate – provenienti dal database Frequencies di Murillo – l’installazione esplora una tensione tra visione e vastità, immaginando nuovi territori scolpiti in un mare di segni stratificati. Iniziata nel 2013, Frequencies prevedeva il posizionamento di tele vuote sui banchi di scuola di tutto il mondo e la cattura dei segni consci e inconsci lasciati dagli studenti. Concepite dall’artista come dispositivi di registrazione analogica, queste tele fungono da registro frammentato di una frequenza culturale e sociale globale. Su questi frammenti, Murillo ha lavorato in varie tonalità di blu, applicando pennellate gestuali di pittura a olio e una miscela di pigmento iridescente che ricorda sia l’oceano sia il cielo, elementi che contemporaneamente legano e separano lo spazio geografico. In questo terreno sospeso, la storia e il tempo diventano fluidi, incerti e aperti alla riconfigurazione.
 
Nuove aquisizioni allestite in Collezione
Adji Dieye, Piero Gilardi, Roberto Cuoghi
 
Vincitrice della seconda edizione del Premio Collective per il Castello di Rivoli, Adji Dieye (Milano – Italia, 1991) presenta per la prima volta al Museo Culture Lost and Learned by Heart: Butterfly, 2021, donata al Castello dall’Associazione Collective. La pratica di Dieye si sviluppa nell’intersezione tra immagine, spazi urbani e memoria culturale. Attraverso l’uso di materiali di archivio o relativi alla pubblicità e all’architettura, l’artista indaga come si formano e trasformano le epistemologie nazionali, interrogando le strutture visive e ideologiche che modellano l’identità collettiva.
 
Grazie alla vincita dell’avviso pubblico PAC – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, il Castello di Rivoli ha acquisito Mare con gabbiano, 1967, importante opera storica di Piero Gilardi (Torino – Italia, 1942-2023). L’opera è uno tra i primissimi esempi di Tappeti-natura, serie che ha scritto un importante capitolo della storia dell’arte, anticipando l’attuale attenzione per tematiche ecologiste. Per valorizzare questa acquisizione, il Museo, in collaborazione con la Fondazione Centro Studi Piero Gilardi, presenta una sala dedicata all’artista con ulteriori opere, tra cui una rara Macchina per discorrere, 1963, e materiali documentari.

Grazie alla vincita dell’avviso pubblico Strategia Fotografia 2024, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, il Castello di Rivoli ha acquisito la serie fotografica a.C., 2017, di Roberto Cuoghi (Modena – Italia, 1973). Mai esposta al pubblico, a.C. riguarda opere scultoree e esperimenti di decadimento realizzati nello studio dell’artista a Milano per Imitatio Christi, il progetto da lui sviluppato per la sua partecipazione al Padiglione Italia della Biennale di Venezia nel 2017.


Castello di Rivoli
Piazza Mafalda di Savoia
10098 Rivoli – Torino
Info: +39 0119565222
come arrivare

Le attività del Castello di Rivoli sono realizzate primariamente grazie al contributo della Regione Piemonte.
Facebook | Twitter | Instagram

Ufficio Stampa Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Manuela Vasco | press@castellodirivoli.org | tel. 011.9565209
 
PCM Studio di Paola C. Manfredi
Via Farini, 71 | 20159 Milano | www.paolamanfredi.com
Francesca Ceriani | francesca@paolamanfredi.com | T. +39 340 9182004
Federica Farci | federica@paolamanfredi.com | T. +39 342 0515787


Da Press Office <press@castellodirivoli.org>

Giovanni Bellini torna a casa alla Querini Stampalia

How to deal with a masterpiece. A tribute
Venezia, Fondazione Querini Stampalia
Giovanni Bellini: Presentazione di Gesù al Tempio, 1475 ca. Fondazione Querini Stampalia – Photo Adriano Mura

Un omaggio a uno dei capolavori del Rinascimento, la Presentazione di Gesù al Tempio di Giovanni Bellini, che torna dal 10 luglio 2025 alla Fondazione Querini Stampalia per abitare dentro un guscio che lo custodirà esponendolo e illuminandolo. Una colonna sonora e una trama olfattiva accompagneranno un’esperienza evocativa, avvolgente.

Confrontarsi con un capolavoro non è mai un gesto neutro. Richiede rispetto, consapevolezza e un ascolto profondo. Significa relazionarsi con un’opera che trascende il tempo, che custodisce lo sguardo del suo autore e quello di generazioni di osservatori: non si espone semplicemente, ma si accoglie, si entra in dialogo.

How to deal with a masterpiece è un tributo, non solo all’opera in sé, ma anche alla sua capacità di generare senso, emozione e bellezza ogni volta che viene rivelata in un nuovo contesto. È un invito a viverla, non solo a guardarla. Un atto di cura e una visione condivisa che trasforma l’allestimento in un’esperienza collettiva, in cui l’arte diventa spazio d’incontro e partecipazione.

Ad accogliere la Presentazione di Gesù al Tempio è uno spazio completamente trasformato. Non una semplice scenografia, ma una vera e propria architettura, che rimanda alla tradizione delle architetture effimere e sorprendenti che Venezia nei secoli ha realizzato in occasioni solenni, per esaltare il potere dell’immaginazione e celebrare un rito collettivo. E’ una declinazione contemporanea di una consuetudine storica. Una struttura che rompe le gerarchie e rinnova il rapporto tra gli spettatori e l’opera, che trasforma il rientro del capolavoro di Giovanni Bellini in Museo in un’esperienza immersiva e sensoriale.

«Le opere hanno sempre viaggiato: dentro casse, nei bauli, arrotolate sotto il braccio come baguette. Hanno viaggiato per essere messe in salvo, per essere custodite. Alcune non sono mai tornate. Molte si spostano per occasioni speciali come le mostre temporanee, creando un doppio fertile movimento — non sono solo le persone ad andare incontro all’arte, ma è l’arte stessa a muoversi, a offrirsi a sguardi nuovi. Un dialogo continuo tra spazio, tempo e visione, che rinnova e moltiplica i significati» sottolinea Cristiana Collu, Direttrice della Fondazione Querini Stampalia, che prosegue: «La Presentazione di Gesù al Tempio di Giovanni Bellini torna a casa. E la meraviglia del suo ritorno è il cuore di questo incontro

e noi non lo abbiamo voluto mettere solo in cornice ma direttamente dentro uno scrigno profumato, attraversato da luci morbide e sonorità nuove: un’architettura effimera e colorata, che rinnova la sua vocazione a essere casa e insieme soglia, viaggio e ritorno, un guscio, un nido, un bozzolo per accogliere la meraviglia di una bellezza ritrovata.»

A firmare l’allestimento è Izaskun Chinchilla, architetta madrilena che ha fatto del colore, della sperimentazione materica e del gusto per il dettaglio gli elementi distintivi della sua poetica visiva. I suoi progetti, spesso visionari, nascono da un approccio multidisciplinare che fonde architettura, design, artigianato e sensibilità ambientale. Il suo stile – riconoscibile per le forme sinuose, i materiali leggeri e l’uso sorprendente della luce – è qui pienamente dispiegato in un allestimento che trasforma lo spazio in una dimensione quasi fiabesca. Nulla è lasciato al caso: ogni elemento è pensato per dialogare con l’opera, accompagnando lo spettatore in un’esperienza collettiva che coinvolge vista, udito e olfatto.

Il corpo fisico del Cocoon, come struttura che accoglie il quadro, gioca con la cultura materiale della rigidità e morbidezza. La struttura rigida in legno di betulla permette al feltro acustico, ottenuto da bottiglie di plastica riciclate, di adagiarsi con dolcezza e deformarsi, sinuoso, sull’ossatura principale, raggiungendo la fluidità di un materiale semirigido e permettendo, attraverso il controllo delle curve prodotte, di filtrare la luce all’interno. Le tende in velluto consentono di esporre il quadro in modo più aperto, visibile all’intero Salotto Verde, oppure in una modalità più riservata e avvolgente. Questa dualità riflette il modo con cui la vita veneziana è rappresentata nei quadri di Gabriel Bella, esposti in una sala vicina. Bella raffigura la profusione delle architetture temporanee a Venezia e mostra come le costruzioni tessili fossero funzionali a colmare, e talvolta a sfidare, gli spazi progettati per restare immutabili, trasformandoli con teatralità e imprevedibilità. L’ambiente è pervaso da una composizione sonora originale ideata da Gavino Murgia, che guida il visitatore come un respiro musicale, intimo e avvolgente. I suoni, profondi, arcaici, evocano echi di spiritualità e memorie ancestrali. Una trama sonora che invita a un ascolto profondo e contemplativo.

A completare l’esperienza sensoriale Mystic Incense di The Merchant of Venice – Murano Collection: un profumo caldo e penetrante, che accoglie con eleganti note di incenso ispirate alla Muda d’Egitto offre ulteriori informazioni sulle spezie e le essenze comuni nella Venezia del XV secolo. Suggestioni orientali si mescolano a raffinate sfumature legnose e gourmand, contribuendo in modo decisivo a generare un’esperienza di avvicinamento all’arte più immersiva, avvolgente e memorabile.

Il Presidente della Fondazione Paolo Molesini sottolinea il valore di questa scelta:

«Non si tratta solo del ritorno di un capolavoro, ma della nascita di un’esperienza in cui arte, architettura e sensorialità si fondono in un unico respiro. Il risultato è un invito a ritrovare la capacità di stupirsi, di lasciarsi attraversare dalla bellezza e dal mistero che Giovanni Bellini cattura in quell’attimo in cui il divino sfiora l’umano».

Il Cocoon, inserito nel Salotto Verde, intende occuparne una parte significativa e creare un nuovo centro d’attenzione. Propone, di fatto, una rilettura dell’importanza delle opere della collezione, attribuendo al Bellini un ruolo centrale. Introdurre questa deformazione del continuum storico all’interno del museo significa affermare una gerarchia che tiene conto del nostro sguardo attuale sugli oggetti. Il Bellini occupa più spazio – anche mentale – e sposta l’attenzione, cambia la percezione del museo e la sua comprensione oggi, attraverso piccole operazioni spaziali che legittimano il confronto tra valori contemporanei e storici per comprendere meglio il contesto dell’opera.

Il Cocoon offre una casa al quadro. Lo ricollega agli stimoli sensoriali che gli erano familiari: gli restituisce i suoni e gli odori del suo tempo, gli riserva attenzione e centralità, genera uno spazio proporzionato alla sua misura. Ma il Cocoon è anche una casa per chi guarda, non solo individualmente, ma come gruppo. Una famiglia che si avvicina al dipinto può restare sorpresa, commentare, dedicare del tempo agli odori, ai suoni, ai dettagli visivi, e creare una memoria collettiva. Un gruppo di amiche o sorelle, di studenti alla fine di un percorso scolastico, può trovare in questo spazio un’intimità davanti all’opera, facendone uno degli snodi centrali della propria esperienza veneziana.

Una visione che accoglie il pubblico in un’esperienza intima e potente, capace di farsi anche momento condiviso. Perché alcune opere, come questa, non fanno semplicemente ritorno: rinascono, e tornano a parlarci con una voce nuova.

Per l’occasione, nel prossimo autunno verrà organizzata una Giornata di studi interamente dedicata alla Presentazione di Gesù al Tempio di Giovanni Bellini. L’incontro vedrà la partecipazione di studiosi di rilievo internazionale e rappresenterà un’importante occasione per approfondire il valore storico, artistico e culturale dell’opera. Un momento di confronto e riflessione pensato per contribuire in modo concreto alla sua valorizzazione e tutela, restituendole tutta la complessità e la ricchezza di significati che le appartengono.

Per coinvolgere attivamente la membership su questo progetto speciale è stata avviata una campagna di crowdfunding rivolta in particolare agli ‘Amici della Querini’, con l’obiettivo di raccogliere 3.000 euro. Si invita a contribuire con una donazione minima di 10 euro, attraverso la piattaforma Rete del Dono. L’iniziativa ha un duplice significato: da un lato consente di sostenere in modo concreto il progetto, dall’altro rafforza il senso di appartenenza e la partecipazione culturale alla vita della Fondazione, valorizzando il legame tra l’opera e la sua comunità.


How to deal with a masterpiece. A tribute è un progetto sostenuto
da InfinityHub, ECOcero, Linealight, The Merchant of Venice, Gavino Murgia, Studio Associato Danesin.
 
Fondazione Querini Stampalia
Castello 5252 – 30122 Venezia
+ 39 041 2711411
fondazione@querinistampalia.org querinistampalia.org
 
Contatti per la stampa Fondazione Querini Stampalia Sara Bossi
+39 041 2711441
+39 339 8046499
s.bossi@querinistampalia.org
 
Studio ESSECI
di Sergio Campagnolo s.a.s. Simone Raddi
+39 347 0481694
simone@studioesseci.net
 
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

Trieste: gli eventi in programma da venerdì 25 a lunedì 28 luglio

TRIESTE ESTATE: SPAZIO AI GIOVANI E NON SOLO!
Gli eventi in programma da venerdì 25 a lunedì 28 luglio nel segno della grande musica e della prosa, anche dialettale.

La più importante orchestra internazionale giovanile jazz al mondo – la Jeunesse Musicale World Big Band – si esibisce venerdì 25 luglio sul palco in piazza Verdi, alle 21.00 (ingresso libero), nell’ambito del TriesteLovesJazz in collaborazione con More Than Jazz, per la rassegna Trieste Estate, promossa dal Comune di Trieste. Composta da 18 talentuosi musicisti jazz provenienti da più di 15 Paesi, la band collabora con alcuni dei migliori direttori, musicisti e compositori della scena internazionale e vanta tournée in prestigiosi locali e la partecipazione a festival jazz in tutta Europa e nel mondo. La JM Jazz World Orchestra è un programma internazionale di JM International, la più antica e più grande organizzazione no-profit di musica giovanile del mondo, che si distingue nello scenario musicale dal 1945. Luis Bonilla, trombonista, compositore, bandleader, artista discografico ed educatore musicale delle nuove generazioni, dirige la JM tra nuovi arrangiamenti e una selezione di brani dall’ultimo album Jazz Pops/Pop Swings.

Uno spettacolo di musica e prosa sulla vita di Verdi come un romanzo va in scena al Giardino del Museo Sartorio, sempre venerdì 25 luglio, alle 21.00 (ingresso libero): “Giuseppe Verdi legge Verdi“, a cura di Movie&Theater – Milano, pianoforte e voce recitante, diretto e interpretato da Massimiliano Finazzer Flory. Una grande occasione per ascoltare al pianoforte le più belle musiche di Giuseppe Verdi, dalla Traviata all’Aida, dal Nabucco al Falstaff, raccontate con i pensieri e le parole autentiche del più grande compositore italiano.  Massimiliano Finazzer Flory personifica Verdi con uno straordinario make-up e racconta le tante sfaccettature e i lati straordinari della personalità del massimo operista dell’Ottocento per permettere al pubblico di seguire le vicende di un uomo schivo e generoso che non amava gli onori e che considerava la Sua opera più grande non il suo ricco repertorio di melodramma ma la costruzione a sue spese della Casa di Riposo per Musicisti.

Big One – The European Pink Floyd Show” viene invece proposto al Castello di San Giusto, alle 21.00 (a pagamento), a cura di VignaPRe Good Vibrations Entertainment. A 50 anni dall’uscita di Wish you were here e 30 dalla pubblicazione di The Division Bell, la musica della rock band più influente di tutti i tempi risuona ancora con i Big One, considerata dalla critica internazionale la “migliore band europea” per l’esecuzione dal vivo della musica dei Pink Floyd. Il nuovo spettacolo dei Big One si pone l’obiettivo di riprodurre nella maniera più fedele possibili gli arrangiamenti e le sonorità dei Pink Floyd, utilizzando una strumentazione vintage, combinata a luci ed effetti multimediali che guidano il pubblico in un’esperienza multisensoriale a 360 gradi nell’immaginario della storica band britannica.

La serata di sabato 26 luglio si apre alle 20.30 al Castello di San Giusto (a pagamento) con il concerto del cantautore, autentico viaggiatore su terre inesplorate dell’anima e della cultura, Vinicio Capossela Se il Senno è sulla Luna – La follia: da Ariosto a Basaglia” ispirato proprio a Trieste e, in particolare, dall’opera d’arte pubblica partecipata “Corrispondenze immaginarie” di Mariangela Capossela, riassunta nell’omonimo documentario curato da Piero Pieri e Alessandro Spanghero, realizzato grazie a Teatro degli Sterpi e Hangar Teatri e prodotto dalla Rai Sede Regionale Friuli Venezia Giulia, che verrà proiettato prima dell’inizio del concerto. A cura di VignaPR e Good Vibrations Entertainment.

Al nuovo album e live di Sarah Jane Morris viene dedicato, sempre sabato 26 luglio, alle 21.00 (ingresso libero), in piazza Verdi, il concerto “Sarah Jane Morris Sisterhood“, un omaggio del TriesteLovesJazz ad alcune delle più grandi interpreti femminili della musica contemporanea, legate tra loro da un sentimento di vicinanza, di “sorellanza” appunto, per scelte artistiche e lotte personali e che sono state l’ispirazione lungo l’arco del suo “viaggio musicale”: da Bessie Smith e Billie Holiday, da Nina Simone a Miriam Makeba, da Aretha Franklin a Janis Joplin, da Rickie Lee Jones a Patti Smith, fino ad Annie Lennox e Sinead O’Connor. Icona del jazz moderno, Sarah Jane Morris ha sempre attratto l’attenzione su di sé sia per il suo impegno civile che per la sua voce dalle radici soul e forte come un’onda sismica. Questo nuovo progetto rappresenta l’apice della sua straordinaria carriera. Sul palco, con Sarah Jane Morris – voce, Tony Remy – chitarra, Marcus Bonfanti – chitarra, Anders Olinder – pianoforte, tastiere, Henry Thomas – basso, Martyn Barker – batteria.

Per il cartellone teatrale di Trieste Estate, al Giardino del Museo Sartoriosabato 26 luglio, alle 21.00 (ingresso libero) va in scena la commedia in tre atti di Carlo Goldoni “I Rusteghi“, nell’ambito del Festival Internazionale Ave Ninchi – Teatro nei Dialetti del Triveneto e dell’Istria, con la Compagnia La Goldoniana – F.I.T.A. (San Stino di Livenza – VE). Commedia universalmente riconosciuta come “una delle vette del teatro comico settecentesco”, è legata al contrasto fra generazioni che la rende sempre attuale: da una parte due giovani che istintivamente si arrogano il diritto di fare da soli le proprie scelte, sostenuti dal naturale buon senso di un mondo femminile inquieto, ingenuamente e inconsapevolmente ribelle; dall’altra quattro “rusteghi” vecchi più d’animo che d’età, impauriti dal nuovo, ostinatamente fermi alla difesa di valori sorpassati, di virtù ridotte a sterili fissazioni, di beni e di un potere da preservare contro una cultura sconosciuta. Il mondo esterno resta sistematicamente fuori dalle loro mura domestiche, ove ne arrivano soltanto echi indistinti e rari bagliori.

Prosegue anche domenica 27 luglio l’offerta teatrale al Giardino del Museo Sartorio, alle 21.00 (ingresso libero), con “Elcandegesso“, commedia in due atti di Giuliano Bozzo, regia di Alberto Moscatelli – Compagnia Teatroroncade Aps  – F.I.T.A. (Roncade – TV). Commedia brillante che esalta un ricco tourbillon di personaggi ben caratterizzati e colorati nelle loro molteplici sfaccettature: la moglie Adele, saggia ma ironica, il figlio Piermaria, impegnato e altruista, la figlia Marinamaria “chic & snob”, una colf “rock & roll”, una suocera scaltra e divertente, un fratello “love & peace”… ma soprattutto lui, “Elcandegesso”… cercheranno di tener testa a un Giansilvio che rappresenta con più o meno eccessi l’italiano medio che alberga in ognuno di noi. Nell’ambito del Festival Internazionale Ave Ninchi – Teatro nei Dialetti del Triveneto e dell’Istria.

Nuovo appuntamento con il teatro al Giardino del Museo Sartoriolunedì 28 luglio, alle 21.00, con il teatro dialettale del Festival Internazionale Ave Ninchi: in scena “Tuto pol suceder!“, commedia di Paolo Dalfovo e Walter Bertocchi, regia di Paolo Dalfovo – Compagnia Ex allievi del Toti Aps – F.I.T.A. (Trieste). Tuto pol suceder quando non si organizzano bene le serate, quando conosci le persone in chat, quando credi di aver previsto tutto o quasi, quando non sei proprio un «latin lover», quando non aspetti visite ma… quando tua moglie… E, soprattutto, succede di divertirsi e ridere tra mille equivoci e situazioni grottesche, fino al colpo di scena finale.

Per gli appuntamenti musicali, in piazza Verdi, alle 21.00 (ingresso libero), viene proposto il concerto “The Elton Show – Elton & Friends” a cura di Tempi e Ritmi: una celebrazione dei grandi successi di Elton John interpretata dall´artista Australiano/Triestino di adozione C.J. Marvin, che si esibisce brillantemente nel ruolo di Elton John vestendo i costumi sfarzosi, cantando e suonando il piano dal vivo.  Lo show percorre quattro decadi di musica inconfondibile, dagli anni ’70 a oggi, presentando i più grandi successi di Elton John; dall’intramontabile Your Song e rockers come Saturday Night’s Alright For Fighting, passando per I’m Still Standing e Can You Feel The Love Tonight? The Elton Show è una serata di spettacolare intrattenimento e un saluto affezionato alla musica, energia e all’anima del Rocket Man.

Per la rassegna Fuoricentro curata da Hangar Teatri, nelle giornate di venerdì 25, sabato 26, domenica 27 luglio sono state scelte ben tre location nel quartiere di Valmaura, per animarlo con performance teatrali e musicali: nel giardino Antolovich in programma eventi musicali; nella Microarea di Valmaura cinema e musica; nella Microarea di Piazzale Giarizzole danza e musica per tutte le età.

In caso di maltempo o di allerta meteo dichiarata, gli eventi saranno annullati, spostati in altre sedi o posticipati: si consiglia di verificare le informazioni, sempre aggiornate, sui canali social e digitali del Comune di Trieste.

La rassegna Trieste Estate è organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, con la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia e dell’Assessorato alle Politiche del Territorio, il supporto di PromoTurismoFVG e la collaborazione del Trieste Convention & Visitors Bureau.


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it
Da Federica Zar <zar@apscom.it> 

Finale per Sile Jazz e ultimo concerto estivo per Asolo Musica – Veneto Musica

Auditorium Lo Squero
La stagione dei concerti 2025
X edizione
 
Con il concerto Piano Solo Unlimited di Enrico Pieranunzi, sabato 26 luglio si conclude
la prima parte della X stagione musicale di Asolo Musica Veneto Musica a Lo Squero, realizzata in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini.

Con il concerto Piano Solo Unlimited di Enrico Pieranunzi, realizzato in collaborazione con Sile Jazz, sabato 26 luglio si chiude la prima parte della X edizione della stagione concertistica di Asolo Musica Veneto Musica all’Auditorium Lo Squero, con la direzione artistica di Federico Pupo. Il concerto rappresenta anche l’evento conclusivo di Sile Jazz 2025 – Acque Sonore, la rassegna musicale ideata e promossa da nusica.org che per otto settimane ha attraversato il territorio veneto portando il jazz contemporaneo in dialogo con paesaggi d’acqua, ville storiche, parchi fluviali e luoghi poco noti.

Tra gli appuntamenti più attesi di Sile Jazz, la Crociera Jazz in Laguna è un viaggio musicale e paesaggistico da Portegrandi all’Isola di San Giorgio Maggiore, immersi nel fascino della laguna veneziana al tramonto. La partenza è prevista alle 12:45 da Portegrandi, nel comune di Quarto d’Altino. Durante la navigazione verrà servito il pranzo a bordo, seguito dall’arrivo sull’isola alle 15:30. Dopo il concerto si ripartirà in barca, con cena a bordo durante il rientro. (costo totale 95 € a persona, per info e prenotazioni scrivere a info@silejazz.com).

Ad accompagnare il pubblico nel suo mondo intenso e personalissimo, tra musica classica e jazz, è un grande protagonista della scena italiana e internazionale, che ha portato la sua musica sui palcoscenici di tutto il mondo esibendosi nei più importanti festival internazionali, unico italiano ad aver suonato e registrato più volte nello storico “Village Vanguard” di New York con i celebri jazzisti Marc Johnson and Paul Motian. La sua arte riflette un’attività eclettica in cui pianismo, composizione e arrangiamento sono inscindibilmente intrecciati.

Con classe, eleganza e un programma denso di spunti e sorprese, Enrico Pieranunzi presenterà il suo mondo musicale senza confini dove musica classica e jazz convivono una a fianco all’altra per un’esperienza sonora che riesce a catturare appassionati e non di ogni genere musicale. Musicista tra i più versatili della scena musicale europea, Pieranunzi passerà in concerto da una canzone di Gershwin a Scarlatti, da un blues a una sua composizione che racconta una storia tutta sua; un singolarissimo viaggio musicale che, tra presente e passato, apre originalmente ad un panorama di storie, immagini ed emozioni, e invita il pubblico ad ampliare lo sguardo tra tracce di memorie e nuovi orizzonti da scoprire.

Un ultimo appuntamento da non perdere a Lo Squero prima della pausa estiva, una stagione che ha visto esibirsi sul palcoscenico della bellissima sala sull’Isola di San Giorgio straordinari musicisti e che riprenderà sabato 6 settembre con il concerto del Quartetto di Cremona interamente dedicato a Johann Sebastian Bach.

“Con gioia abbiamo accolto i tanti amici, vecchi e nuovi – racconta Federico Pupo, direttore artistico di Asolo Musica – che raggiungono San Giorgio per ascoltare gli artisti di questa X edizione impreziosita della presenza di Bruno Giuranna che con il Quartetto di Venezia ha eseguito l’integrale dei quintetti di Mozart.”

“La partnership tra Sile Jazz e Asolo Musica segna un punto d’incontro significativo tra due realtà culturali attente alla qualità artistica e all’esperienza del pubblico. – dichiara Alessandro Fedrigo, Direttore Artistico di Sile Jazz – È un’occasione unica per ascoltare uno dei più grandi interpreti del jazz europeo in uno degli spazi più suggestivi della laguna veneziana, al termine di una navigazione immersiva tra natura e musica.”

Nasce a Roma nel 1949. Pianista, compositore, arrangiatore, ha registrato più di 70 CD a suo nome spaziando dal piano solo al trio, dal duo al quintetto e collaborando, in concerto o in studio d’incisione, con Chet Baker, Lee Konitz, Paul Motian, Charlie Haden, Chris Potter, Marc Johnson, Joey Baron.

Pluripremiato come miglior musicista italiano nel “Top Jazz”, annualmente indetto dalla rivista “Musica Jazz” (1989, 2003, 2008) e come miglior musicista europeo (Django d’Or, 1997) Pieranunzi ha portato la sua musica sui palcoscenici di tutto il mondo esibendosi nei più importanti festival internazionali, da Montreal a Copenaghen, da Berlino e Madrid a Tokyo, da Rio de Janeiro a Pechino.

A partire dal 1982 si è recato numerose volte negli Stati Uniti dando concerti in varie città, tra cui New York, Boston, San Francisco.

Di rilievo la sua partecipazione a Spoleto Festival Usa 2007 (Charleston, North Carolina) che ne ha voluto dare un ritratto completo proponendolo in concerti di piano solo, duo e trio.

È l’unico musicista italiano di sempre ed uno dei pochissimi europei ad aver suonato e registrato più volte nello storico “Village Vanguard” di New York con Marc Johnson and Paul Motian (Camjazz, 2010).

Proprio per il “Live at The Village Vanguard” con Marc Johnson e Paul Motian (Camjazz, 2010) gli è stato assegnato nel 2014 l‘Echo Jazz Award – equivalente tedesco dello statunitense Grammy – come Best International Piano Player.

La prestigiosa rivista americana “Down Beat” ha incluso il suo CD “Live in Paris”, in trio con Hein Van de Geyn e André Ceccarelli (Challenge), tra i migliori CD del decennio 2000/2010.

Ha composto diverse centinaia di brani, alcuni dei quali sono ormai veri e propri standard suonati e incisi da musicisti di tutto il mondo (“Night bird”, “Don’t forget the poet”, “Fellini’s waltz”).

È stato scritto di lui:

“Pieranunzi è un pianista di intenso lirismo, in grado di swingare con energia e freschezza e, nello stesso tempo, di non perdere mai la sua capacità poetica. La sua musica canta”. 
(Nat Hentoff, 1990)

“Enrico Pieranunzi immette nuova linfa nel jazz contemporaneo”
(Ray Spencer, Jazz Journal International, 1992)

“Ricordate il suo nome, perdetevi nella sua musica”
(Josef Woodard, Jazz Times, 2000)

La X Stagione dei Concerti 2025 è organizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, dalla Regione        Veneto e da Bellussi Spumanti, CentroMarca Banca, Hausbrandt, Massignani & C., Zanta pianoforti


AUDITORIUM lo Squero
Fondazione Giorgio Cini – Isola di San Giorgio Maggiore – Venezia
Stagione concertistica 2025
 
Tutti i concerti avranno inizio alle 16.30
Per i biglietti: www.boxol.it/auditoriumlosquero
Con biglietto integrato il pubblico avrà la possibilità di visitare la Fondazione Cini, il Labirinto Borges, il Bosco con le Vatican Chapels e il Teatro Verde.
 
Info Asolo Musica
0423 950150 – 392 4519244
info@asolomusica.com 
www.asolomusica.com

Fondazione Giorgio Cini

www.cini.it

Sabato 26 luglio

Squero Jazz
Enrico Pieranunzi, pianoforte
Piano Solo Unlimited
 
In collaborazione con Sile Jazz

Ufficio Stampa
Studio Pierrepi – Padova
Alessandra Canella canella@studiopierrepi.it
Giuseppe Bettiol  comunicati@giuseppebettiol.it
Federica Bressan ufficiostampa@studiopierrepi.it
www.studiopierrepi.it
Da Studio Pierrepi <canella@studiopierrepi.it>

Un Premio speciale intitolato all’attore Alvaro Vitali – Ospite Giorgio Colangeli

CINEMA. La serata inaugurale di Ostia IN Corto – Short Film Fest prima edizione
Un Premio speciale sarà intitolato all’attore Alvaro Vitali
 
Luce Cardinale Madrina del Festival | Porto Turistico di Roma | 24 – 27 luglio 2025

C’è anche l’omaggio dovuto a un attore italiano dalla lunga carriera e molto amato come Alvaro Vitali, nella prima edizione del festival di cinema breve “Ostia IN Corto – Short Film Fest“, al via domani, giovedì 24 luglio, al Porto Turistico di Roma, con la direzione generale di Andrea Cicini, Ceo di Gruppo Matches e la direzione artistica di Alberto De Angelis, professionista di settore, e Cristina Borsatti, responsabile di GM Production.

A consegnare il Premio speciale “Alvaro Vitali” alla Miglior Commedia di Ostia IN Corto – Short Film Fest sarà il regista e attore Claudio Di Napoli, amico fraterno dell’attore. Vitali, recentemente scomparso, noto soprattutto per i suoi ruoli comici, in particolare per il personaggio di Pierino, era da tempo legato al quartiere di Ostia, sia per ragioni professionali sia personali. Viveva, infatti, a due passi dal mare di Roma. Ha recitato nel film del 2013 “Tutti a Ostia Beach” e la sua ultima interpretazione è stata nella serie “Vita di Carlo” di Carlo Verdone, in parte girata sul lungomare di Ostia. Alvaro Vitali fu scoperto da Federico Fellini, che proprio ad Ostia girò il finale di “8 e ½”, esattamente dove oggi nasce il Porto Turistico di Roma.

Qui inizia l’avventura di Ostia IN Corto, la prima kermesse cinematografica a intitolare un premio a questo popolarissimo volto del cinema italiano. Il riconoscimento, da ora in poi, verrà consegnato ogni anno alla miglior commedia presente al festival.

Da domani, per quattro serate, 24, 25, 26 e 27 luglio, il Porto Turistico di Roma (Lungomare Duca degli Abruzzi 84), trasformerà una volta di più la sua marina in luogo di ispirazione e di aggregazione culturale aperto a tutti, con un Festival a ingresso gratuito che proporrà al pubblico opere innovative e originali, cortometraggi del cinema indipendente nazionale e internazionale, contributi di tanti ospiti ed incontri di approfondimento. Condotto dal critico cinematografico Francesco DI BRIGIDA, insieme alla Madrina del Festival, l’attrice Luce CARDINALE, offrirà infatti anche la possibilità di partecipare alle Masterclass gratuite sul mondo dell’audiovisivo che, ogni sera, alle 18.30, anticiperanno le proiezioni delle 21.30. La manifestazione è ideata e realizzata da Gruppo Matches, ha il sostegno del MiC-Ministero della Cultura e di SIAE – Società Italiana Autori ed Editori, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, e il Patrocinio del Municipio X e dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello. Media partner della manifestazione sono Italpress Canale 10.

L’emozione del cinema tra i venti e le note del mare” – ha commentato Andrea CICINI – “È per noi un’immensa felicità lanciare domani questo Festival del cinema breve, in una surreale arena sospesa tra terra e mare, quello di Roma. Un nuovo progetto per il territorio, con il prestigioso supporto dei Comitati di quartiere del Municipio X, che ringrazio. Più cultura senza confini attraverso le emozioni che solo la pellicola sa offrire, attraverso lo sguardo di giovani registi. Ostia terra di Cinema, litorale che ha accolto mille nomi del cinema italiano ed internazionale. È prezioso per me il Premio intitolato ad una grande maschera del cinema italiano, Alvaro Vitali, che sarà ricordato anche con una dedica di Carlo Verdone, suo grande amico. Non dobbiamo mai dimenticarci di sognare, di risvegliare il nostro essere bambini e di ritrovare le emozioni sane, vere, che oggi possiamo abbracciare assieme in questo nuovo “Sogno”, per tutti e di tutti, Ostia IN Corto”.

In programma presente e futuro del cinema

“Siamo profondamente grati per l’affetto che tanti autori e autrici, insieme alle produzioni e alle distribuzioni, hanno voluto dimostrarci, garantendo la proiezione di opere di straordinaria qualità, che rendono questa prima edizione di Ostia IN Corto particolarmente significativa”, commentano i direttori artistici del Festival, Alberto DE ANGELIS e Cristina BORSATTI. “Nella programmazione, abbiamo cercato di costruire una rassegna che fosse accogliente e viva, capace di raccontare il presente attraverso nuove voci e nuovi sguardi, intercettando talenti e tendenze che ci parlano del futuro del cinema. Non da ultimo, nelle nostre scelte, abbiamo sempre tenuto presente il nostro pubblico, quello di Ostia e del suo Porto Turistico, per quattro serate ricche di emozioni e di storie che lasceranno un segno positivo e di fiducia”. Tra i primi ospiti a portare il loro contributo al numero zero di Ostia IN Corto, troviamo Giorgio Colangeli, protagonista di uno dei corti proiettati il primo giorno della kermesse, il 24 luglio.

In programma 30 cortometraggi suddivisi in 4 serate tematiche.  “Territori IN Corto“, la prima, dedicata a lavori capaci di esaltare le specificità di un luogo. Tra i corti della serata, “Titanic, versione adatta per alle famiglie iraniane” della regista iraniana Farnoosh Samadi, in concorso al Toronto Film Festival e “Il compleanno di Enrico“, di Francesco Sossai, regista selezionato dal Festival di Cannes nella sezione Un certain regard. Saranno proiettati il 24 luglio anche i corti provenienti dalla CALL FOR STUDENTS, che ha come tema “I giovani e il loro territorio”, quello di Ostia, rivolta a studenti delle scuole secondarie di secondo grado del Municipio X di Roma.  La seconda serata, “Nuovi linguaggi IN Corto”, proporrà opere che sperimentano nel cinema nuove forme espressive., come “154“, diretto da Andrea Sbarbaro e Riccardo Copreni, con protagonista Giovanni Storti nel ruolo di un maestro d’asilo contattato per educare e addestrare un’intelligenza artificiale. Da non perdere, con la sua affascinante potenza visiva, “Sirens” di Ilaria Di Carlo, vincitore del Torino Film Festival come miglior cortometraggio.  “Animazioni IN Corto” è la terza serata, incentrata sul cinema breve d’animazione. In programma “Playing God“, diretto da Matteo Burani, di recente premiato al Tribeca Film Festival. Poi, “The Meatseller” di Margherita giusti, vincitore del Premio David di Donatello per il miglior cortometraggio nel 2024.  “Circuiti IN Corto” proporrà nell’ultima serata la cinquina dei cortometraggi in nomination nel 2025 per il David di Donatello al Miglior Cortometraggio. Oltra al corto vincitore del David, “Domenica sera” di Matteo Tortone, il pubblico avrà l’occasione di scoprire lavori di assoluto valore, che attraversano tanti linguaggi differenti: “The Eggregores’ Theory” di Andrea Gatopoulos, “La Ragazza di Praga” di Andree Lucini, “La Confessione” di Nicola Sorcinelli, “Majonezë” di Giulia Grandinetti.

L’evento nell’evento

In occasione del festival, GM Production, casa di produzione indipendente e ultima nata all’interno di Gruppo Matches, presenterà in anteprima i teaser trailer dei suoi primi lavori cinematografici brevi, alla presenza dei loro autori:Quinn di Gianluca Mangiasciutti e Stefano Usberghi, storia di un giovane alla ricerca della propria identità sessuale che, dopo aver subito un brutale pestaggio, decide di mettersi sulle tracce del proprio aggressore, non senza conseguenze; Puca di Sara Scalera, un dramma tutto al femminile, che parla di famiglia, infanzia e adolescenza e che racconta il rapporto tra tre sorelle in una cornice suggestiva di un paese del sud Italia. Due cortometraggi che indicano la rotta di questa nuova realtà produttiva che entra nel mondo cinematografico e televisivo, in tutte le sue forme, con l’obiettivo di affiancare giovani registi e sceneggiatori, per sviluppare e raccontare storie che sappiano parlare di questo nostro presente, che siano in grado di emozionare e di far riflettere.

Porto Turistico di Roma (Lungomare Duca degli Abruzzi 84) | 24-27 luglio 2025 con ingresso libero:

ore 18.30 Masterclass | ore 21.30 Proiezioni


Info e contatti  
GM Production
e-mail: gm_production@gruppomatches.com
Segreteria organizzativa: Alessandra Borghesi
e-mail: a.borghesi@gruppomatches.com | T. 06 70495090 
Ufficio stampa: Diana Daneluz
e-mail: media@gruppomatches.com 
https://www.ostiaincorto.it/il-festival/
Da Media Gruppo Matches <media@gruppomatches.com> 
Da Cristina Borsatti <crisborsatti@gmail.com>