“SIAMO TUTTI UNO” è più del vetro: è una luce che aspetta di trovare chi saprà riconoscerla

“SIAMO TUTTI UNO” — Prima volta a Murano: la prima scultura con una moneta originale incastonata. Una scultura che unisce secoli di tradizione muranese e la luce di un impulso artistico. Borovčanin e Furlan firmano la prima scultura con una moneta originale.

The First Sculpture in Murano Featuring an Original Coin — “WE ARE ALL ONE” — A Sculpture Bridging Centuries of Murano Tradition and the Light of an Artistic Impulse

Con immensa gioia e profonda gratitudine, l’artista Jelena Borovčanin apre al pubblico uno dei capitoli più luminosi del suo percorso creativo: la scultura monumentale “SIAMO TUTTI UNO”, attualmente esposta nella prestigiosa galleria Atelier Muranese a Venezia, sull’isola di Murano.

Quest’opera è assolutamente unica nella storia di Murano: per la prima volta, nel cuore del vetro muranese è incastonata una moneta originale, posizionata sopra un mosaico raffigurante la Mappa del Mondo. Realizzata in collaborazione con la rinomata New Murano Gallery e il Maestro Mario Furlan, la scultura è presentata proprio nel luogo dove, da secoli, si custodisce lo spirito autentico dell’arte vetraria veneziana.

“SIAMO TUTTI UNO” non appartiene solo allo spazio espositivo — appartiene a chiunque creda nell’energia pura della connessione. Al centro della scultura si trova la Figura Umana — simbolo di un essere dotato di MENTE, capace di risvegliare ciò che è nascosto e di unire cielo e terra, spiritualità e materia, sogno e realtà.

Attraverso 16 simboli scolpiti con meticolosa cura (l’albero secolare, il melograno, la figura umana, la croce, il cuore, il pesce, l’ape, la mela, le ali, l’aureola, la sfera, le mani, la moneta, il mosaico del mondo e i fili di vetro), prende vita la narrazione di un mondo in continuo flusso di luce e silenzio. Un significato speciale risiede proprio nella moneta — custode discreto dell’equilibrio, posta tra ali angeliche e la sfera terrestre — un ponte tra il sublime e il transitorio.

Dal punto di vista critico, l’opera funziona come una meditazione aperta: lo spettatore non la osserva solo con gli occhi, ma la apre intuitivamente con il cuore. La scultura è allo stesso tempo un poema visivo e un punto energetico di incontro.

Jelena Borovčanin sarà presente di persona a Venezia fino al 6 luglio, e sarà lieta di presentare l’opera a tutti i visitatori e ai rappresentanti dei media che desiderano coglierne il messaggio silenzioso dal vivo.


Galleria Atelier Muranese — SIAMO TUTTI UNO
Autrice: Jelena Borovčanin
jelenaborovcanin87@gmail.com,
www.jelenaborovcanin.com
Da Jelena Borovcanin <jelenaborovcanin87@gmail.com> 

Quattro giornate scandite da concerti diffusi sul territorio dall’alba a notte fonda

Rinasce il Brain Zone Music Festival, che dal 3 al 6 luglio tornerà ad animare Brenzone sul Garda (VR). Una vera maratona musicale, con le sue quattro giornate scandite da una sequenza di concerti diffusi sul territorio dall’alba a notte fonda. Brain Zone suonerà infatti in tutte le frazioni di Brenzone sul Garda, con spettacoli musicali distribuiti nei luoghi più caratteristici: spiagge, strade, piazzette, trasformate in teatri all’aperto. Si farà anche musica in movimento, con concerti itineranti.

L’ultima edizione del festival risale al 2019: interrotto dall’avvento del Covid, Brain Zone si è preso una lunga pausa. Ma ora torna con la sua quarta edizione a far confluire sulla sponda veronese del lago di Garda nomi di punta del jazz nazionale (Fabrizio BossoFrancesco BearzattiMauro Ottolini), rimanendo aperto anche agli stimoli della black music, il funk, le sonorità esotiche. Un inedito spazio sarà riservato anche alla musica classica (Ilaria Loatelli). Tutti i concerti (tranne uno) del festivalsono a ingresso gratuito. Brain Zone Music Festival è organizzato dal Comune di Brenzone sul Garda in collaborazione con la Pro Loco di Brenzone sul Garda e l’Associazione Albergatori Brenzone.

Comune di Brenzone sul Garda – Pro Loco di Brenzone sul Garda – Associazione Albergatori Brenzone

Brain Zone Music Festival

IV° Edizione
3-6 luglio 2025
Brenzone sul Garda (VR)

La giornata inaugurale del festival, giovedì 3 luglio, si svolgerà interamente nella frazione di Assenza di Brenzone. Il concerto di prima serata sarà in Piazza San Nicolò con le sonorità brasiliane del quartetto Smarty’s Music. L’effetto tiratardi sarà affidato a una jam session con il Francesco Palmas Trio e gli artisti del festival al Bar Barino 2.0.

Venerdì 4 luglio la musica sarà accesa dalla scoppiettante Magicaboola Brass Band, con un concerto itinerante sul lungolago (Assenza-Porto-Magugnano) dalle ore 17:30. L’orario aperitivo sarà coperto dal trio di Francesco Palmas (Castelletto, piazzetta Olivo), mentre la serata sarà suddivisa tra due concerti: quello veracemente spagnoleggiante dei Verano Flamenco (Castelletto di Brenzone, sul porto) e quello più intriso di sonorità black della cantante Chiara Luppi con la Us Band (Castelletto di Brenzone, Piazza M.M.D. Mantovani). La jam notturna, ancora affidata a Francesco Palmas e altri artisti residenti del festival, si terrà al Bar El Cosset di Castelletto.

Nel fine settimana il Brain Zone Music Festival sarà davvero mattiniero: sabato 5 luglio ritrovo alle ore 7:30 all’Hotel La Caletta Bolognese di Castelletto di Brenzone per una matinée con il duo formato da Francesco Bearzatti (clarinetto, sax) e Federico Casagrande (chitarra). Seguirà un flusso ininterrotto di esibizioni musicali: alle ore 12 un concerto aperitivo nel plateatico della pizzeria MADA di Castelletto con il trio di Francesco Palmas; alle ore 17:30 sulla Spiaggia Malibù Beach Bar ad Assenza di Brenzone con gli Hierba Mala y su Orquesta; alle ore 18 con la parata musicale itinerante della Magicaboola Brass Band (lungolago Porto-Magugnano-Castelletto); un secondo concerto aperitivo con il trio di Francesco Palmas alle ore 19 (porto di Porto di Brenzone). Per la serata la musica si sposterà a Castello, con un concertodella Magicaboola Brass Band in piazza della Chiesa e quello del duo che affianca Mauro Ottolini allo storico DJ Daniele Baldelli presso il campo sportivo Noi Crosma.

La giornata conclusiva del festival, domenica 6 luglio, inizierà con un’altra levata musicale molto mattiniera: alle ore 7:30 la pianista classica Ilaria Loatelli si esibirà al Garden Hotel Du Lac di Porto di Brenzone. Gli ascolti mattutini continueranno a Castelletto in Piazza M.M.D. Mantovani (ore 11:30) con la cerimonia di benedizione delle barche alla quale parteciperà il Corpo Bandistico di Castelletto di Brenzone con a seguire unconcerto sulla barca con la Magicaboola Brass Band. E poi sul pontile di Magugnano (ore 12) con il trio di Francesco Palmas.

La fascia pomeridiana sarà altrettanto ricca di proposte: i Ridillo presenteranno il loro nuovo album alle ore 17:30 alla Spiaggia Acquafresca (vicino al Circolo nautico Acquafresca). I Funkasin a partire dalle ore 18 saranno protagonisti di un concerto itinerante che attraverserà Assenza, Porto e Castelletto, con arrivo in Piazza Ferrari a Magugnano. Ritroveremo ancora il trio di Francesco Palmas in piazzetta Olivo di Castelletto alle ore 18:30 e la Magicaboola Brass Band tra la piazza M.M.D. Mantovani e il porto di Castelletto.

Piazza Ferrari di Magugnano ospiterà la serata conclusiva del festival con una doppia esibizione: alle ore 20:30 iFunkasin e alle ore 21:30 il sestetto “Storyville Story” co-diretto da Fabrizio Bosso (tromba) e Mauro Ottolini (trombone), con il loro revival di moderna sensibilità del jazz di New Orleans affidato alla voce di Vanessa Tagliabue Yorke.

Il festival si accomiaterà definitivamente dai suoi ascoltatori con una jam session del trio di Francesco Palmas assieme ad altri musicisti del festival al Bar La Nuova Pinta di Magugnano.


Informazioni:
brenzonemusicfestival@gmail.com
I.A.T. Porto di Brenzone: tel. 045 7420076
info@brenzone.it
 
tutti i concerti sono gratuiti
tranne il concerto di sabato 5 luglio Ottolini & Baldelli: biglietto unico euro 10
 
Ufficio Stampa: Daniele Cecchini
e-mail: dancecchini@hotmail.com
Da Daniele Cecchini <daniele@musicforward.it>

Diamante si conferma tra i centri italiani dell’arte urbana

Si è conclusa con grande partecipazione e attenzione la prima edizione di FAC – Festival delle Arti e delle Culture, il progetto promosso da Gulìa Urbana, in collaborazione con il Comune di Diamante e OSA – Operazione Street Art, che per una settimana ha trasformato la città in un laboratorio di arte pubblica, incontro e progettazione culturale.

FAC – Festival delle Arti e delle Culture
Diamante si conferma tra i centri italiani della street-art: conclusa con successo l’edizione 2025 del Festival che ha reso la città tirrenica un laboratorio di arte pubblica internazionale.

Diamante, storica “Città dei Murales” sin dal 1981, quando oltre ottanta artisti italiani e internazionali furono invitati a dipingere le pareti del centro storico, ha consolidato con FAC la propria identità nel panorama dell’arte urbana. Con questa nuova edizione, la città non si è limitata a rinnovare la propria vocazione visiva, ma ha scelto di mettersi in gioco come spazio attivo di produzione culturale. Un luogo dove l’arte urbana non è solo decorazione, ma diventa strumento di relazione, confronto e visione sul futuro.

Cinque nuove opere di street-art firmate da artisti italiani e internazionali hanno riscritto muri e prospettive. L’irlandese Aches, con il sostegno dell’Ambasciata Irlandese in Italia, ha affrontato il tema dell’unione tra i popoli, fondendo nel suo lavoro generazioni, memorie e linguaggi. Slim Safont, dalla Spagna, ha raccontato i mestieri tradizionali e la trasmissione del sapere manuale. L’artista madrilena Marta Lapeña ha costruito una narrazione poetica del territorio, evocando simboli identitari come il cedro. L’italiano Edoardo Ettorre, in collaborazione con Formedil Cosenza, ha dedicato la sua opera al tema della sicurezza sul lavoro, richiamando con forza la centralità del corpo e della dignità di chi opera nei cantieri. A completare il ciclo di interventi sarà, nel mese di luglio, l’opera monumentale di Joys, che darà vita a un playground artistico a Largo Savonarola, pensato come spazio pubblico inclusivo e accessibile.

Accanto agli interventi artistici, FAC ha proposto un articolato calendario di iniziative che ha coinvolto cittadini, visitatori e operatori culturali. Tra i momenti più significativi, il patto di gemellaggio firmato dai Comuni di Diamante e Santa Sofia d’Epiro, due realtà accomunate da una visione condivisa sull’arte pubblica come motore di coesione sociale e sviluppo locale. L’incontro è stato accompagnato dalla sfilata dei gruppi arbëreshë e da una conferenza istituzionale presso il Museo DAC.

La settimana ha visto anche l’apertura di una mostra collettiva dedicata agli artisti diamantesi, con oltre venti autori coinvolti, oltre a talk pubblici su temi chiave come arte, formazione e sicurezza, tour guidati tra le opere e momenti musicali diffusi nei luoghi del festival.

FAC 2025 si è confermato come un progetto ad alto impatto culturale e sociale, capace di attivare sinergie tra artisti, istituzioni, enti formativi e comunità. Un’esperienza che rafforza l’identità di Diamante come città aperta al dialogo, alla bellezza e alla sperimentazione culturale.

Il progetto proseguirà nei mesi successivi con nuove iniziative e attività sul territorio, nella prospettiva di una cultura urbana che continui a generare connessioni, processi e visioni nel tempo.


CONTATTI
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UFFICIO STAMPA Gulìa Urbana:
Daccapo Comunicazione
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Marcello Farno / Ester Apa
Da Daccapo Comunicazione <info@daccapocomunicazione.it> 

In Campidoglio presentazione della VI edizione del Roma Buskers Festival 2025

Il Roma Buskers Festivalsi terrà il 4, 5 e 6 luglio 2025 presso il Porto Turistico di Roma, palcoscenico a cielo aperto dove artisti di strada provenienti da tutto il mondo porteranno musica, acrobazie, spettacoli lungo la promenade affacciata sul mare. Sei le postazioni allestite per le performance itineranti che prenderanno vita ogni sera a partire dalle 18.30, ed un palco centrale che sarà il cuore pulsante del festival, animato da concerti e momenti collettivi fino a tarda notte. A chiudere l’ultima serata, una spettacolare jam finale vedrà tutti gli artisti sul palco. Presente, inoltre, un mercatino vintage e artigianale in collaborazione con Hippie Market e una curata area street-food. L’ingresso è gratuito (Porto Turistico di Roma – Lungomare Duca degli Abruzzi 84). Info e programma completo del RBF: www.romabuskers.com.

Sesta edizione del Roma Buskers Festival (RBF), festival internazionale degli Artisti di strada ideato e organizzato dall’agenzia di comunicazione Gruppo Matches

Il Roma Buskers Festival è aperto a tutti con ingresso gratuito e ogni anno sposa una causa sociale. Per questa edizione ha con sé la Cooperativa Comici Camici E.T.S. che promuove la clownterapia negli ospedali. Il RBF, che si svolge in collaborazione con la SIAE-Società Italiana degli Autori ed Editori, ha ottenuto i Patrocini di Municipio Roma X, Ferpi-Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, Alis-Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, Croce Rossa Italiana, Ostia Clean-Up, LIPU, Haute Culture e Porto Turistico di Roma, e il supporto dei partner Grimaldi Lines e AmicoBlu, leader in Italia nel noleggio di furgoni a breve e medio termine. Nasce con questa edizione la prestigiosa collaborazione con il Parco archeologico di Ostia antica, che ha assicurato l’ingresso gratuito al Parco a tutti gli artisti italiani ed internazionali che si esibiranno al Roma Buskers Festival. Il Parco a sua volta sarà promosso all’interno del Festival come eccellenza turistica e culturale del territorio. 


Media partner ufficiali del Roma Buskers Festival Italpress e Canale10
Radio ufficiale dell’evento Radio Globo.
Da Media Gruppo Matches <media@gruppomatches.com>

IA Responsabile: una definizione, sette principi

Dalla necessità non rinviabile di un quadro condiviso per l’uso responsabile dell’Intelligenza Artificiale anche nel mondo delle professioni di relazioni pubbliche e comunicazione è nato il Venice PLEDGE. Nell’ultima edizione di InspiringPR, a maggio, FERPI ha ospitato l’evento europeo annuale di Global Alliance for Public Relations and Communication Management, che ha elaborato il documento che definisce i Principi Guida per un’Intelligenza Artificiale (IA) Responsabile nella Professione delle Relazioni Pubbliche e della Comunicazione di Global Alliance.

Tali principi guida sono destinati ad indirizzare l’uso dell’IA nel lavoro di tutti i giorni, il modo in cui viene offerta consulenza strategica, e ad influenzare le applicazioni sociali più ampie. Poiché l’IA continua a evolversi, il documento è da considerarsi in fieri, pensato, per avanzare in parallelo allo sviluppo tecnologico. I principi, inoltre, non sono indipendenti, ma si integrano in un più ampio ecosistema di standard etici professionali, linee guida delle associazioni membri di Global Alliance e norme di legge locali, nazionali e internazionali. E sono principi che si fondano innanzitutto sull’etica e su un comportamento responsabile e sono allineati ai 16 principi etici di Global Allian

Un codice per l’uso responsabile dell’IA nelle relazioni pubbliche e nella comunicazione: sottoscritto a Venezia il “Venice PLEDGE”

Il documento, promosso da Global Alliance, è ora uno dei codici deontologici di riferimento per tutte le organizzazioni associate, sottoscritto anche da FERPI. 

Inizialmente incentrato su sei principi elaborati nel 2024, il Venice PLEDGE è stato implementato da un settimo principio nel workshop di revisione organizzato dallo European Council di Global Alliance, ospitato da FERPI il 16 maggio 2025, cui hanno partecipato numerosi soci FERPI, delegati provenienti da tutto il mondo in rappresentanza di oltre 20 organizzazioni internazionali e i consiglieri del board di Global Alliance.

Sottoscrivendo il Venice PLEDGE le organizzazioni riunite in Global Alliance hanno riaffermato il proprio impegno a integrare nella pratica professionale un’IA Responsabile. Oggi i 7 principi (approvati formalmente dal comitato esecutivo della Federazione ad inizio giugno) sono diventati uno dei documenti di riferimento del corpus etico e deontologico di Global Alliance e delle organizzazioni ad essa associate, tra cui appunto Ferpi, insieme al Global Code of Ethics e agli altri documenti costitutivi. 

Così il Presidente di FERPI, Filippo Nani: “Invito l’intera community della Comunicazione a partecipare attivamente per costruire insieme un nuovo paradigma di riferimento. Come Federazione, siamo pronti a dare il nostro contributo affinché l’etica non sia solo un principio, ma una pratica consolidata nel nostro lavoro quotidiano, attraverso un uso responsabile delle tecnologie emergenti”. FERPI presenterà dal vivo i contenuti del Venice PLEDGE in un incontro dedicato alla comunicazione responsabile durante l’assemblea annuale della Federazione in programma a Napoli il 12 luglio, con l’obiettivo di utilizzare il documento come un codice di autoregolamentazione, ma anche come una piattaforma di riflessione e dialogo.

 IA Responsabile: una definizione, sette principi

Global Alliance definisce l’IA Responsabile come lo sviluppo e l’applicazione dell’intelligenza artificiale in maniera etica (ethical), trasparente (transparent) e centrata sull’essere umano (human-centred), impiegata strategicamente per supportare, e non sostituire, il giudizio umano, la creatività e la comunicazione. Focus quindi su responsabilità (accountability), equità (fairness) e accuratezza (accuracy), minimizzando bias, disinformazione e danni. L’IA Responsabile si concentra sulla mitigazione dei rischi tramite la tutela della privacy e la protezione dei dati, riflettendo i valori professionali e organizzativi, e garantendo una corretta attribuzione, governance e supervisione umana per salvaguardare fiducia, integrità e benessere sociale.

Questi i 7 principi guida: Ethics First [Etica al primo posto]; Human-Led Governance [Governance a guida umana]; Personal and Organizational Responsibility [Responsabilità personale e organizzativa]; Awareness, Openness, and Transparency [Consapevolezza, apertura e trasparenza]; Education and Professional Development [Formazione e sviluppo professionale]; Active Global Voice [Una voce globale e proattiva]; Human-Centred AI for the Common Good [L’essere umano al centro dell’IA per il bene comune].

Un impegno globale

Tante e da ogni parte del mondo  le organizzazioni di professionisti delle Relazioni Pubbliche  che hanno partecipato alla sessione di revisione del The Venice PLEDGE a Venezia: ABERJE – Brazilian Association for Business Communication (Brasile), Apriori World (Croazia), APRN – Asean Public Relations Network (ASEAN), ASCOPA – Association of Strategic Communication and Public Affairs (Repubblica Ceca), APCE – Portuguese Association of Corporate Communication (Portogallo), CSCE – Centre for Strategic Communication Excellence (Australia), CIPR – Chartered Institute of Public Relations (Regno Unito), DRPG – German Public Relations Association (Germania), EPRA – Estonian Public Relations Association (Estonia), FERPI – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (Italia), GCCC – Global Communication Certification Council (Stati Uniti), IABC – International Association of Business Communicators (Stati Uniti), IPRM – Institute Public Relations Malaysia (Malesia), NIPR – Nigerian Institute of Public Relations (Nigeria), PRII – Public Relations Institute of Ireland (Irlanda), PRINZ – Public Relations Institute of New Zealand (Nuova Zelanda), ProComm – Finnish Association of Communication Professionals (Finlandia), PRSP – Public Relations Society of the Philippines (Filippine), Reputation Lighthouse (Stati Uniti), The PRomise Foundation (India), ULAB – University Liberal Arts Bangladesh (Bangladesh), USMP – San Martín de Porres University (Perù), We Are Com (Francia).

A questo link una breve presentazione del Venice PLEDGE, che vuole costituire anche una call to action per tutti coloro interessati ad un uso responsabile dell’IA nella propria professione di Relatori Pubblici e Comunicatori.


Media Relations FERPI
Diana Daneluz
Mail: mediarelationferpi@gmail.com
 
Comunicazione InspiringPR 2025
Giorgio Pezza
Mail: pezza.giorgio@gmail.com
Da Ferpi Media Relations <mediarelationferpi@gmail.com> 

Un concerto nel luogo simbolo di Trieste: la Risiera di San Sabba

Teatro, musica e cinema per i primi giorni di inizio luglio, tra cui spicca un concerto in un luogo simbolo di Trieste e monumento nazionale, la Risiera di San Sabba che, in seguito all’occupazione del territorio da parte delle forze tedesche, fu trasformata in un Campo di detenzione e di polizia, una delle realtà più note dell’universo concentrazionario nazista.

TRIESTE ESTATE 2025
Gli appuntamenti musicali, teatrali e cinematografici di inizio luglio, tra cui un concerto nel luogo simbolo di Trieste della Risiera di San Sabba

Martedì 1 luglio (ore 21.15, a pagamento), al giardino del Museo Sartorio con Approdi “Per un pugno di Riso“, stand-up comedy night, condotta da Andrea Mitri, Special guest Rosario Mancuso. Terza edizione del concorso nazionale dedicato ai comici under 35 pronti a sfidarsi a colpi di battute e sarcasmo: sei giovani talenti saliranno sul palco per conquistare il pubblico in 12 minuti a testa. A decretare il vincitore, una giuria di esperti affiancata dagli spettatori.
Secondo appuntamento con l’opera lirica, martedì 1 luglio al Castello di San Giusto (ore 21.15, a pagamento): replica di “Tosca“, capolavoro di Puccini, con la regia di Stefania Panighini e la direzione di Enrico Calesso. L’opera è interpretata da un cast di primissimo piano, impreziosito da uno dei tenori italiani più stimati nel mondo, Fabio Sartori, dall’eccellente soprano russo Elena Pankratova, da anni ormai sui migliori palchi internazionali, qui nel ruolo del titolo, e da una colonna portante del canto italiano, Ambrogio Maestri, come Scarpia. Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste.

Nel cortile interno della Risiera di San Sabbamercoledì 2 luglio (ore 21.00, a ingresso libero), viene proposto il concerto “Musiche dal campo-ghetto di Terezin” dedicato alle composizione create nel campo-ghetto di Terezìn e realizzato nell’ambito del Festival Viktor Ullmann 2025.  Una rassegna che si propone di far conoscere la musica di autori perseguitati dal nazifascismo, composta nei campi di concentramento, nei ghetti o in esilio. Alla Risiera di San Sabba saranno eseguite musiche di Gideon Klein, Viktor Ullmann e Karl Weigl. Con Albane Carrère, mezzo soprano, e l’ensemble Mark Rothko: Carlo Lazari e Giada Visentin, violini; Benjamin Bernstein, viola; Marianna Sinagra, violoncello.

Beethoven era sordo, ma noi ci sentiamo ancora?” va in scena mercoledì 2 luglio (ore 21.15, a pagamento) al giardino del Museo Sartorio, da una pièce di Eric-Emmanuel Schmitt. Una sessantenne combattiva, grazie alla musica, cambia la propria vita e quella delle amiche. Perché l’uomo moderno non sente più emozioni, sentimenti, gioia? Chi è venuto a mancare: Beethoven o noi? Per Approdi “Per un pugno di Riso”, con Valentina Laura Rosi, regia di Massimo Olcese.

Mercoledì 3 luglio, al giardino del Museo Sartorio (ore 21.00, a ingresso libero), a cura della SISSA viene proposta la lezione-concerto “La musica delle macchine: il Disklavier e la generazione artificiale da Bach a oggi“, che esplora il tema della musica generata artificialmente. Durante la serata, momenti di approfondimento su che cosa sia davvero l’AI e come riesca a comporre si alternano a momenti di ascolto di brani generati artificialmente ed eseguiti da un Disklavier, un pianoforte acustico comandato digitalmente. Il programma musicale è vario: si parte dalla musica tonale di Bach per arrivare alle sperimentazioni contemporanee di Ardavan Vossoughi, esplorando come l’AI affronti stili e linguaggi diversi.

Nelle tre giornate proseguono infine gli appuntamenti cinematografici in varie sedi, nell’ambito del ShorTS International Film Festival, a cura dell’Associazione Maremetraggio.

La rassegna Trieste Estate è organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, con la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia e dell’Assessorato alle Politiche del Territorio, il supporto di PromoTurismoFVG e la collaborazione del Trieste Convention & Visitors Bureau.


LA RISIERA DI SAN SABBA

Il grande complesso di edifici nacque come stabilimento industriale per la lavorazione del riso nel periferico rione di San Sabba. Costruito tra 1898 e 1913, fu in attività fino ai primi anni Trenta, quando la produzione – tra il 1927 e il 1934 – cessò. A partire dal 1930, il Regio esercito italiano iniziò a utilizzare come magazzino una parte dei locali del comprensorio che, dopo il 1940, venne trasformato a tutti gli effetti in caserma militare. In seguito all’occupazione del territorio da parte delle forze tedesche, l’ex opificio fu trasformato in Polizeihaftlager (Campo di detenzione e di polizia, una delle realtà tipiche dell’universo concentrazionario nazista).
Dopo la liberazione e fino ai primi anni Sessanta la Risiera di San Sabba fu campo di raccolta per profughi in fuga dai Paesi oltre la “cortina di ferro”.

Nel 1965 il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat dichiarava la Risiera Monumento Nazionale per il suo rilevante interesse storico e politico. Venivano quindi vincolati, come area di interesse storico, il cortile interno, le micro-celle e l’area dove era sorto il forno crematorio. Il decreto diede il via ufficiale al lento iter che portò la Risiera a divenire uno dei luoghi della memoria più significativi legati alle vicende dell’occupazione nazista d’Italia.

Nel 1975, dopo un’importante ristrutturazione progettata dall’architetto triestino Romano Boico, il museo e memoriale viene aperto al pubblico come Civico Museo della Risiera di San Sabba – Monumento Nazionale.


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste T
el. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it
Da Federica Zar <zar@apscom.it> 

Caterina Giglio ci conduce in un’avventura radiante dei sensi

Rosa Basile e Gianluca Marziani presentano la personale di Caterina Giglio dal titolo Legami.

A meno di un anno dal grande progetto romano presso Palazzo Velli, una mostra e un libro dove vennero raccolte oltre cento opere che attraversavano gli ultimi cinque anni di metodica concentrazione dell’artista, arriva un progetto che lega passato e futuro sul filo di un disegnare ispirato. La mostra da Basile Contemporary propone una rigorosa selezione di alcune opere del 2024 che dialogano con diversi inediti, in particolare con le tele di grande formato su fondali dal nero cosmico.

Basile Contemporary presenta la mostra

“Legami”

di Caterina Giglio
a cura di Gianluca Marziani

Opening: 1 luglio 2025 dalle 19:00 alle 22:00
Basile Contemporary – Galleria d’Arte Contemporanea
Via di Parione 10 – Roma

La mostra elabora l’impianto curatoriale in tre momenti: il colore fluo su una prima parete, il bianco su una seconda parete, il nero su una terza parete. Ogni dominante diviene lo specchio psicanalitico del paesaggio emotivo, un impalpabile habitat senza perimetri apparenti, materia non oscura ma mai esplicita nel suo gioco di sensazioni ottiche, come se la superficie fosse sostanza navigabile in cui galleggiare a lungo tra dubbi e domande, fondendo i sogni alle molecole karmiche dell’invisibile dentro il colore.

Caterina Giglio ci conduce in un’avventura radiante dei sensi, tra costellazioni di corpi liberi che sono la ragione complessa dei suoi sentimenti, lungo una luminosa galassia dove ogni opera rappresenta la stella di quel momento vissuto, la luce di un istante unico ma sempre connesso al resto. L’artista ci dona le sue sorelle sensuali, materne, veggenti, regine di accoglienza e dialogo, un ecosistema spirituale nel flusso di una meravigliosa pittura interiore.   

Le matrici fluorescenti sembrano arcobaleni amniotici, un’aurora carezzevole tra le umane debolezze, la solitudine accolta, le fragilità che ci rendono liberi… timbri tonali da sole caldo e mediterraneo rigoglioso, cromie vitali in cui la ferita emotiva somiglia ad una danza cosmica, legàmi eleganti in cui paura e coraggio guidano le gimnopedie spontanee di questi meravigliosi esseri pittorici. Si respira, si balla, si riposa, si medita, si prega, si ama… rituali lenti e ciclici dei corpi bianchi in questo pantone antropocenico, summa di vita interiore nel paesaggio ideale che il nostro sguardo tramuta in un passaggio metaforico nel reale. 

Nel bianco piatto si condensa la luce dell’aurora e la scala archeggiante degli arcobaleni: qui l’evanescenza senza orizzonte si trasforma in una tonalità musicale del vuoto pienissimo; un bianco che è puraluce senza ombra e abbaglio, un prezioso timbro dell’accoglienza catartica per trasformare il dolore in una tenace cucitura e l’amore in un’onda pacifica che tinge la bianchitudine. 

E poi arriva il nero, la forza oscura che mostra il suo senso d’infinito navigabile, il flusso infinito ove la meraviglia del bianco risplende come un colore di fondamenta essenziali, sintesi di ogni sintesi, nota unica e capolettera cosmico di un alfabeto delle stagioni sentimentali. La linea continua del bianco come fosse un deus ex machina sulla lavagna cosmica ove tutto è possibile: acrobazie e sospensioni, salti e abbracci, una miriade di legami che prendono le forme ginniche di una palestra del cuore… 

Chiudiamo con il quadro nero su cui compare la città ideale dell’artista, un edificio che sembra aver riordinato i labirinti ottici di Escher dentro la luce cristallina di Piero della Francesca, verso l’idea pittorica di una casa senza fondamenta, ancorata nel magma antimaterico del nero: architettura tra volo e immersione senza confini, isola di abitanti nomadi dai corpi agili, oasi gotica per chi viaggia sulla frequenza del cosmo lungo la potenza del cuore umano. 


INFORMAZIONI UTILI
TITOLO: LEGAMI
DOVE: Basile Contemporary – Galleria d’Arte Contemporanea, via di Parione 10, Roma
OPENING: martedì 1 luglio 2025 dalle ore 19:00 alle ore 22:00
A CURA DI: Gianluca Marziani

IN COLLABORAZIONE CON: Rosa Basile
 
CONTATTI
TEL. Galleria: 06 97165279
SITO: www.basilecontemporary.com 
MAIL: basilecontemporary@gmail.com | info@basilecontemporary.com 
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CULTURALIA DI NORMA WALTMANN
 
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tel : +39-051-6569105
email: info@culturaliart.com
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Da CULTURALIA <info@culturaliart.com>

Arte e architettura: strumenti di comunicazione sociale e educazione ambientale

L’Istituto Bienal Amazônia e la Galleria Saphira & Ventura sono lieti di annunciare la seconda edizione del progetto culturale “Side by Side: Innovation in Focus”, che si svolgerà dal 21 giugno al 15 luglio 2025, durante la Biennale di Architettura di Venezia. L’evento, omaggia l’architetto Oscar Niemeyer e pone al centro dell’attenzione il ruolo essenziale di arte e architettura come strumenti di comunicazione sociale e educazione ambientale, riunendo architetti e artisti di fama internazionale. 

“Side by Side: Innovation in Focus”,
architettura, arte e sostenibilità si incontrano a Venezia

L’inaugurazione ufficiale si terrà sabato 21 giugno al Kunst Depot Campiello Widmann, con un convegno dalle 18:00 alle 21:00, dedicato a un dialogo aperto sulle sfide e le soluzioni per un futuro sostenibile. Oltre a offrire riflessioni e spunti teorici, il progetto esplora anche la dimensione pratica dell’architettura contemporanea, mostrando come l’innovazione possa – e debba – convivere con la responsabilità ambientale. L’iniziativa, infatti, sarà una vetrina per opere e progetti innovativi nei campi dell’architettura e del design sostenibile.

Curato da Alcinda Saphira e coordinato dall’economista Louis Ventura, PhD, l’evento non si limiterà all’esposizione artistica, ma includerà anche seminari tematici e incontri interdisciplinari. Il programma riunisce un’ampia gamma di voci – architetti, artisti, designer, accademici, ambientalisti e diplomatici – per costruire un dialogo inclusivo e rappresentativo, in grado di dare spazio a prospettive spesso trascurate.

Questa edizione vede la partecipazione di architetti di rilievo internazionale come Benedito Abbud (SP), Seferin Arquitetura da Saúde (Brasile), Patrícia O’Reilly (SP) ed Ester Carro (SP). Oltre a loro, parteciperanno all’evento anche artisti emergenti e affermati, tra cui Bari Bing (USA), Ju Barros (Brasile), Maycon Nunes (Brasile), Ana Olivier & Ricardo Stumn (Brasile), Barbara Tyler (USA), Saori Kurioka (Giappone/USA), Maria T Ason (USA),  Mathilda (Argentina), Ali CXC (Turchia), Dominika Koczot & Greg Hajdarowicz (Lisbona), Renata Ferraz (Brasile), Nashimia, Rose Maiorana (Brasile), Pedro Gui (Brasile) e Liz Carvalho (USA), oltre a Júlia Isabel (Croazia).

Sostenuto da FGV – Europe, ODS Amazônia e New York Contemporary Art Society, il progetto si inserisce in un programma itinerante che culminerà alla COP30 di Belém do Pará, sede dell’Instituto Bienal Amazônia, diretto da Alcinda Saphira e co-fondato dall’architetto Milene Coutinho, responsabile della direzione artistica.

Venezia, con la sua storia artistica e architettonica senza pari, sarà lo scenario perfetto per accogliere questo evento internazionale, capace di coinvolgere la comunità locale e stimolare un dialogo globale. Unitevi a noi in questo viaggio tra innovazione e consapevolezza, dove arte e architettura si intrecciano per promuovere un mondo più equo e sostenibile.


INFORMAZIONI
Data: 21 giugno – 15 luglio 2025 (diviso in 2 fasi: 21-30 giugno e 3-15 luglio)
Indirizzo: Kunst Depot Campiello Widmann, Rio Terà dei Biri, 5415, Venezia
Curatore: Alcinda Saphira
Coordinatore: Louis Ventura, PhD
Addetto stampa: Paula Ramagem
Organizzazione: Instituto Bienal Amazônia e Saphira & Ventura
Supporto: Bienal Somos Todos Amazônia, FGV Europe, Camera di commercio Brasile-USA, NYICAS, IDEA Paris, Instituto DS Amazônia e e-DAU

info@artSVgallery.com
www.InstitutoBienalAmazonia.org | www.SaphiraVentura.com

Ufficio stampa Venezia: Davide Federici
info@davidefederici.it | https://www.davidefederici.it/
Da Davide Federici – Ufficio stampa <info@davidefederici.it> 

L’iniziativa dell’Anpi e di Emergency è un segnale di vicinanza e sostegno concreto

“Lasciate perdere, non vi impegnate nella solidarietà con Gaza, tanto non c’è niente da fare”: questo è il messaggio intimidatorio che anche sulle sponde dello Stretto arriva dal governo israeliano. L’Anpi di Messina, di tutta risposta, ha organizzato l’iniziativa “Artisti Solidali con Gaza”. Hanno risposto in 85 fra pittori, scultori e fotografi, i quali hanno donato ciascuno una propria opera per una mostra, che è stata un vero successo non solo dal punto di vista artistico. L’obiettivo era quello di raccogliere fondi per l’ospedale che Emergency ha aperto e tiene in funzione a Gaza; appena sarà pronto il rendiconto delle offerte raccolte partirà il contributo per l’organizzazione fondata da Gino Strada e tenuta molto viva a Messina dal gruppo locale.

Al termine della tre giorni della mostra l’Anpi porge un sincero ringraziamento a tutti quelli che hanno dato il loro contributo alla riuscita della manifestazione, un progetto che ha unito sensibilità artistica e impegno civile al fine di sostenere una delle aree più colpite da crisi umanitarie nel mondo. Cosa stia avvenendo nella Striscia di Gaza è sotto gli occhi di tutti: si è aperto un baratro di disumanità. La risposta della società civile messinese ha rappresentato un momento di solidarietà concreta.

L’iniziativa dell’Anpi e di Emergency si è posta come un segnale di vicinanza e sostegno concreto.

La mostra “Artisti Solidali con Gaza” è stata concepita non solo come un gesto umanitario, ma anche come un atto di denuncia verso l’inerzia delle istituzioni europee e la diplomazia occidentale. Attraverso l’arte, si è voluto dar voce a un sentimento di indignazione e dolore condiviso da molti.

Il successo dell’iniziativa è stato reso possibile grazie alla generosità e all’impegno di numerosi protagonisti. Non solo gli 85 artisti che hanno donato le loro opere, dimostrando una straordinaria sensibilità, ma anche i soci della Galleria Spazioquattro, che hanno messo a disposizione il loro spazio espositivo e la loro esperienza e professionalità.

Un ruolo importante è stato svolto anche dalla stampa locale, che ha dato visibilità all’evento, sensibilizzando la comunità e favorendo la partecipazione. Senza questa rete di collaborazione, l’ottimo risultato ottenuto non sarebbe stato possibile.

La somma raccolta attraverso la vendita delle opere è stata interamente destinata al sostegno della clinica gestita da Emergency nella Striscia di Gaza. Il contributo economico, sebbene modesto rispetto alla vastità del problema, costituisce un aiuto concreto per garantire cure mediche essenziali a una popolazione in grave difficoltà.

L’iniziativa “Artisti Solidali con Gaza” ci ricorda che anche i piccoli gesti possono fare la differenza. “Quando mi sembrava di essere sul punto di perdere ogni speranza, sono stata invitata all’inaugurazione della mostra e oggi non posso far altro che ringraziare tutti quelli che si sono impegnati in quest’iniziativa”: l’intervento di Hana Barqawi, architetta palestinese adesso operante a Messina, è stato interrotto più volte dagli applausi e dagli abbracci dei presenti.

La solidarietà non può sostituire del tutto l’assenza di una politica internazionale di pace, ma sicuramente è il mezzo più efficace per poter dire “Restiamo umani”. E l’arte, in questo senso, si conferma uno strumento potente per sensibilizzare le coscienze e promuovere il cambiamento.


Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia
Comitato provinciale di Messina
comunicato stampa – 30 giugno 2025
Da Salvatore Drago <redazione.soldo@gmail.com> 

Rovigo: sipario su Hammershøi e Cristina Roccati, in attesa delle nuove mostre autunnali

Si sono chiuse le mostre rodigine dedicate ad Hammershøi e i pittori del silenzio tra il Nord Europa e l’Italiaa Palazzo Roverella, e a Cristina Roccati. La donna che osò studiare fisica, a Palazzo Roncale.

Cala il sipario su Hammershøi e Cristina Roccati,
in attesa delle nuove mostre autunnali a Palazzo Roverella e Palazzo Roncale

Per quanto riguarda Hammershøi si è trattato di una vera e propria sfida dopo nomi, noti al grande pubblico, come quelli di Kandinskij, Renoir e Toulouse-Lautrec. Con questa mostra la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ha voluto proporre al pubblico di Palazzo Roverella una mostra meno immediata, nella certezza che – dopo quasi vent’anni di mostre – i tempi fossero maturi per esplorare strade meno battute e per confermare il carattere di originalità e qualità della propria proposta culturale, consapevoli che uscire dalle vie consolidate significa non avere certezze rispetto alla risposta del pubblico.

Ebbene, dallo scorso 21 febbraio alla sera di domenica 29 giugno, ad ammirarla sono stati 43 mila visitatori, un numero di visitatori che va oltre le attese e che si è distribuito in modo uniforme lungo tutte le settimane, permettendo al pubblico la migliore esperienza possibile in mostra, e consentendo inoltre alla città di offrire al meglio i suoi servizi.

Il resto lo ha fatto Hammershøi, che grazie alla sua straordinaria qualità e capacità di parlare alla sensibilità contemporanea ha centrato l’obiettivo, riscuotendo un ampio ed unanime riconoscimento dalla stampa e dalla critica.

Le sue atmosfere sospese ed enigmatiche, la calma vibrante dei suoi interni, hanno offerto ai visitatori un’esperienza di visita profonda e coinvolgente.

Se da oggi in Italia il nome di Vilhelm Hammershøi suonerà più familiare al grande pubblico lo si dovrà a questa “scommessa”, che la Fondazione rinnoverà in autunno con la proposta della monografica sull’originale fotografo americano Rodney Smith. Fotografia tra reale e surreale.

Ancora un volta – sottolinea la Fondazione Cariparo, promotrice della mostra in collaborazione con l’Accademia dei Concordi e il Comune di Rovigo e con il sostegno di Intesa Sanpaolo – la proposta culturale di Palazzo Roverella assume un rilievo di carattere nazionale. Le proposte espositive del Roverella sono valutate tra le più interessanti in Italia e rendono Rovigo, e il Polesine, una meta turistica di sicuro interesse.

Domenica si è chiusa anche la mostra dedicata a Cristina Roccati, proposta a Palazzo Roncale. I numeri (circa 19 mila i visitatori)  e il flusso settimanale mantenutosi sostanzialmente costante nel tempo, anche nei mesi di proroga, hanno confermato la bontà della decisione di Fondazione di fare del Roncale non solo, o non tanto, una sede espositiva, ma un laboratorio culturale dove le mostre su personalità o momenti della storia del Polesine, oggetto della programmazione, divengono occasione per coinvolgere attivamente associazioni e realtà culturali del territorio con autonome proposte incentrate sul tema della mostra del momento.

L’esposizione sulla Roccati ha rappresentato il momento di sperimentazione sul campo di questa originale visione culturale voluta della Fondazione. E il Test Roccati ha confermato che la strada così imboccata è quella giusta. Questo nuovo modello si sta già attivando per il prossimo appuntamento polesano del Roncale, quello che dal 5 dicembre 2025 al 29 giugno 2026 sarà dedicato a Gian Antonio Cibotto (1925 – 2017) Il gusto del racconto, nel Centenario della nascita del popolare scrittore e intellettuale polesano.


Info:
Palazzo Roverella www.palazzoroverella.com

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