La 28ma edizione presenta un programma con artisti straordinari

Jazz & Wine in Montalcino: grandi artisti e calici di qualità in un’atmosfera magica.

Dal 22 al 27 luglio a Montalcino (Siena) torna il festival nato dalla collaborazione tra l’azienda vinicola Banfi, la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma ed il Comune di Montalcino

Grandi artisti e calici di qualità in un’atmosfera magica, per celebrare la felice unione tra la musica jazz e la città del Brunello.

Dal 22 al 27 luglio torna Jazz & Wine in Montalcino. Giunto alla 28ma edizione, il festival nasce dalla collaborazione tra la rinomata azienda vinicola Banfi, la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz Jazz Club di Roma ed il Comune di Montalcino

In questi 28 anni, grazie alla sua formula originale, in cui collaborano fianco a fianco una realtà culturale come l’Alexanderplatz e un vero mecenate come Banfi, Jazz & Wine in Montalcino ha attratto sul proprio palcoscenico moltissimi tra i più famosi artisti jazz internazionali ed italiani. Con la direzione artistica di Eugenio Rubei che segue la scia della visione del suo storico direttore artistico, Giampiero Rubei, il festival offre spazio alle proposte più diverse del panorama jazz internazionale, aprendosi a sporadiche incursioni nel pop: un mix di linguaggi che vince e convince consacrando questo cartellone come uno dei più amati di sempre, seguito da un pubblico che – nel tempo – continua a crescere.

Si parte martedì 22 luglio, nella suggestiva cornice di Castello Banfi, con LEGEND OF JAZZ KENNY BARRON TRIO. Considerato uno dei più grandi pianisti jazz al mondo, celebre per il suo stile lirico e raffinato, Barron ha inciso oltre quaranta album da leader e ricevuto numerosi premi, tra cui 13 nomination ai Grammy e il titolo di NEA Jazz Master. Da oltre un decennio guida un affiatato trio con Kiyoshi Kitagawa al contrabbasso e Johnathan Blake alla batteria.

Mercoledi 23 luglio, sempre a Castello Banfi, arriva ENRICO PIERANUNZI TRIO. Sul palco accanto al noto pianista, eccellenza assoluta del jazz italiano, saliranno Francesco Petreni, batterista senese di notevole qualità tecnico-musicale, e il fenomenale contrabbassista danese Thomas Fonnesbaek, con il quale ha una collaborazione pluriennale da cui sono nati album intensi e travolgenti. Un trio da non perdere, considerato tra le migliori formazioni europee.

Giovedì 24 luglio la rassegna si sposta tra le mura medievali della Fortezza di Montalcino dove, in esclusiva per la Toscana, si esibisce la cantautrice MALIKA AYANE. Con cinque partecipazioni al Festival di Sanremo, ha vinto due “Premi della Critica Mia Martini”. Sei album e numerose collaborazioni con artisti come Bocelli, Cremonini, Jazzanova, per celebrare i quindici anni di carriera è tornata live con Malika Ayane a Teatro 2024. 

Uno spettacolo di grande levatura quello di venerdì 25 luglio. Sul palco NICOLA PIOVANI ORCHESTRA con “Note a margine”, una sorta di racconto autobiografico commissionato a Nicola Piovani dal Festival di Cannes nel 2003 (col titolo “Leçon Concert”). Sulla scia di memorie e aneddoti, il Maestro ripercorre alcuni grandi incontri che hanno segnato il suo percorso, da Federico Fellini, ricordato con affetto per le piccole manie e per la maestria di regista, dai Taviani a Vincenzo Cerami e Roberto Benigni, con episodi narrati con leggerezza e sincerità. Esperienze di vita tra musica, cinema, teatro che Piovani racconta accompagnandole con le note del suo pianoforte, insieme al sassofono e al contrabbasso. Raccontare in musica aiuta a capire il senso del racconto di Piovani il quale ha sottolineato «Non ricordo un solo momento della mia vita in cui non ci sia stata la musica». 

Il concerto è in collaborazione con Winenews che ha fortemente voluto il grande artista a Montalcino, sul palco di Jazz & Wine.

Sabato 26 luglio, in vista del ventennale, tornano sul palcoscenico di Jazz & Wine in Montalcino i “Latin Mood”, gruppo guidato da JAVIER GIROTTO FABRIZIO BOSSO con “Desde cuando”. Un nuovo album, un’occasione rinnovata per produrre nuova musica in quel linguaggio infinitamente variegato che è il Latin Jazz. Nel concerto, insieme alle nuove composizioni, non mancheranno brani storici del gruppo, tratti dagli album precedenti, “Sol” e “Vamos”.

La 28ma edizione di Jazz & Wine in Montalcino chiude domenica 27 luglio con AVISHAI COHEN QUARTET, uno dei trombettisti più originali ed acclamati della scena jazz contemporanea mondiale, noto per il suo suono personale e la costante ricerca artistica. Con lui sul palco Jonathan Avishai al piano, Yoni Zelnik al contrabbasso e Ziv Ravitz alla batteria. La sua musica continua a superare i confini del jazz tradizionale, imponendolo come una delle voci più innovative della sua generazione.

Direzione artistica:  Eugenio Rubei (Alexanderplatz Jazz Club di Roma, Sound&Image)

Tutti gli spettacoli di Jazz & Wine in Montalcino avranno inizio alle ore 21.45.


Informazioni
jazzandwinemontalcino.it
fondazionebanfi.it
 
Prenotazioni
Vivaticket.com – Infoline: 892 234
Informazioni di contatto
Alessandro Maola
info@alessandromaola.it
Da Alessandro Maola <alessandromaola@onclusivenews.com>

Castello di Rivoli: “Enduring Game: Espandere Nuovi Modelli di Fare Museo”

CIMAM – International Committee for Museums and Collections of Modern Art è lieto di annunciare il titolo e l’abstract della sua 57ª Conferenza Annuale, che si terrà a Torino, Italia, dal 28 al 30 novembre 2025.

Intitolata “Enduring Game: Espandere Nuovi Modelli di Fare Museo”, con il motto guida “Of Necessity Virtue” (Di Necessità Virtù), l’edizione di quest’anno invita i professionisti museali a riunirsi in uno spirito di indagine critica e immaginazione collettiva per esplorare il ruolo in evoluzione delle istituzioni d’arte contemporanea in un contesto globale sempre più complesso.

CIMAM ANNUNCIA IL TITOLO E L’ABSTRACT
DELLA CONFERENZA ANNUALE 2025 A TORINO

Questa edizione segna il ritorno di CIMAM in Italia dopo quasi cinquant’anni, dal suo ultimo appuntamento italiano a Bologna e Prato nel 1976. La conferenza inizierà il 28 novembre presso OGR Torino, centro di innovazione e cultura della Fondazione CRT, e si concluderà il 30 novembre.

L’evento, organizzato da CIMAM, è supportato dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT e dalla Fondazione CRT, ed è curato dal Comitato dei Contenuti, in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, la Fondazione Torino Musei e il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, coinvolgendo musei e istituzioni culturali della città. Questa collaborazione tra le principali istituzioni culturali torinesi sottolinea l’impegno della città nel promuovere l’arte contemporanea e il dialogo culturale.
 
Enduring Game: Espandere Nuovi Modelli di Fare Museo
Of Necessity Virtue (Di Necessità Virtù)
I musei sono agenti attivi di valori sociali. Comprendere i musei e i loro team all’interno di un contesto sociale ed economico va ben oltre qualsiasi schema politico standardizzato o elenco di prestazioni.
Anziché interpretare negativamente il reale, dobbiamo mirare a inventare il museo del futuro a partire dai nuovi ordini emergenti. Lo scopo della Conferenza Annuale di CIMAM è quindi analizzare lo stato attuale e prevedere le traiettorie future delle istituzioni di arte contemporanea. La Conferenza Annuale di quest’anno consiste nell’ascoltare voci che ispirano e accendono le nostre menti, e nel trovare un linguaggio per descrivere i paradigmi emergenti, nuovi modi di organizzare team, programmi, contenuti. La voce del museo, in tempi di profonda disattenzione verso la cultura, è fondamentale per motivare la cittadinanza, educare, custodire non solo opere e pratiche, ma anche la libertà e il diritto alla speranza per un mondo equo.

La conferenza sarà articolata in tre sessioni di lavoro collettive attorno al paradosso di dover affrontare cambiamenti sistemici importanti e difficili – tagli economici e un clima crescente di antagonismo politico e sociale – reinventando al contempo la missione sociale, pedagogica e culturale delle molteplici istituzioni dedicate all’arte contemporanea.
 
Il programma della Conferenza                
(28-30 novembre 2025)
Il Comitato dei Contenuti propone un programma di tre giorni attentamente pensato per favorire un coinvolgimento profondo e una riflessione condivisa. Ogni giornata inizierà con un discorso di benvenuto e un intervento artistico, seguiti da una keynote di 40 minuti e da atti performativi complementari, per creare un’atmosfera di attenzione intellettuale e corporea.

I partecipanti prenderanno poi parte a sessioni di lavoro in piccoli gruppi, concepite non come discussioni convenzionali ma come laboratori di pensiero, in cui riflessioni generali e astratte convivono con conversazioni pratiche su problemi e strategie rilevanti nel contesto attuale. Ascoltare e contribuire in egual misura è uno degli obiettivi della conferenza.

Ogni giornata si concluderà con una breve sessione di sintesi, che riassumerà le idee chiave e metterà a confronto prospettive comuni e divergenti.

Giorno 1: Fare Meno vs. Fare Diversamente
Si comincerà con una riflessione sul cambiamento di paradigma in corso, per motivare i partecipanti a entrare attivamente nel dibattito, divisi in gruppi con moderatori ospiti. Le sessioni iniziali metteranno in discussione presupposti radicati e costruiranno un vocabolario condiviso per pensare alla trasformazione istituzionale. “Fare meno” non come rinuncia, ma come ricalibrazione, valorizzando il qualitativo rispetto al quantitativo nel lavoro culturale.

Giorno 2: Mappare i Desideri
Dopo la performance e la keynote, una serie di brevi presentazioni inviterà i delegati a esprimere aspirazioni pragmatiche e immaginare modelli istituzionali critici e resilienti, evitando idealismi utopici.

Giorno 3: Transazioni e Trasmissioni. Tattiche di Insieme
I gruppi si confronteranno su come la comunicazione museale viene recepita dal pubblico, interrogandosi su cosa viene trasmesso e come e su quanto il pubblico sia veramente informato e coinvolto. Si esplorerà anche la nozione di “transazione” non solo come scambio di informazioni ma anche come modello di relazionalità espansa, aprendo a nuove potenzialità di co-produzione e modelli collaborativi oltre i confini istituzionali.

La conferenza si propone come un forum per il dialogo e l’immaginazione del museo del futuro, dove il pensiero teorico e astratto si intreccia con strategie pratiche e concrete. Un incontro basato sulla convinzione che, grazie a un coinvolgimento collettivo e partecipativo, i musei possano ritrovare equilibrio e riaffermare la loro rilevanza in un mondo frammentato.

Tour post-conferenza – Arte contemporanea nelle Langhe e a Milano
(1 e 2 dicembre 2025)
Il tour post-conferenza inizierà il 1° dicembre nelle Langhe, regione nota per i suoi vigneti e le eccellenze gastronomiche, oggi anche polo sempre più dinamico per l’arte contemporanea. Installazioni site-specific e musei a cielo aperto trasformano il paesaggio in un itinerario culturale. Tra le tappe più note: un murale multicolore di Liam Gillick e Hito Steyerl, una scultura in alluminio di Jean-Marie Appriou tra i vigneti di Roddino e Neviglie, la Cappella del Barolo trasformata da Sol LeWitt e David Tremlett, e i parchi d’arte di Castelnuovo Calcea, Sandretto Re Rebaudengo e Camo, con opere di Carsten Höller, Marguerite Humeau, Ugo Nespolo, Emanuele Luzzati e altri.

Sono previste visite con uno storico dell’arte, degustazioni di vino e una cena ad Alba, nel cuore della terra del tartufo.

Il 2 dicembre il gruppo si trasferirà a Milano per esplorare spazi d’arte contemporanea come la Fondazione Prada, il Mudec e l’Hangar Bicocca.
 
Registrazione
Per partecipare alla Conferenza Annuale è necessario effettuare l’iscrizione al seguente link:

Il Comitato per i Contenuti della Conferenza Annuale 2025 di CIMAM è composto da: Chus Martínez, Direttrice dell’Istituto Art Gender Nature di Basilea – che sarà il Presidente; Chiara Bertola, Direttrice della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino; Bernardo Follini, Curatore Senior della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; Leevi Haapala, Preside dell’Accademia di Belle Arti dell’Università delle Arti di Helsinki; Malgorzata Ludwisiak, Ph.D., Esperta di gestione museale, Curatrice indipendente, Docente universitaria, Varsavia; Francesco Manacorda, Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea; Victoria Noorthoorn, Direttrice del Museo de Arte Moderno di Buenos Aires; Davide Quadrio, Direttore del MAO Museo d’Arte Orientale; Kamini Sawhney, Responsabile Progetti d’Arte Pubblica, BlrHubba, esperta museale e curatrice indipendente, Bangalore.
 
Informazioni sul CIMAM
Fondato nel 1962, il CIMAM – Comitato Internazionale per i Musei e le Collezioni d’Arte Moderna è una piattaforma globale dedicata a promuovere il dialogo, la collaborazione e l’innovazione nel settore dei musei d’arte contemporanea. Attraverso le sue Conferenze Annuali, pubblicazioni e programmi, CIMAM si impegna a plasmare il futuro dei musei d’arte moderna e contemporanea e a promuovere l’eccellenza in questo ambito.


Castello di Rivoli
Piazza Mafalda di Savoia
10098 Rivoli – Torino
Info: +39 0119565222
come arrivare

Le attività del Castello di Rivoli sono realizzate primariamente grazie al contributo della Regione Piemonte.
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Ufficio Stampa Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Manuela Vasco | press@castellodirivoli.org | tel. 011.9565209
 
PCM Studio di Paola C. Manfredi
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Da Press Office <press@castellodirivoli.org>

Un nuovo tassello che concorre alla ricerca e alla divulgazione della storia di Venezia

Il Museo di Torcello entra nella rete della Fondazione Musei Civici di Venezia. Concessione 

La Giunta comunale nella sua ultima seduta  ha approvato, su proposta dell’assessore al Patrimonio, Paola Mar,  gli indirizzi per la concessione del Museo di Torcello al Comune di Venezia da parte della Città metropolitana, con l’obiettivo di valorizzarne il patrimonio storico e le collezioni, ampliando così l’offerta culturale dei Musei Civici di Venezia.

Con il decreto del Sindaco Metropolitano n. 55/2025 del 30 giugno 2025, il Museo di Torcello – Palazzo del Consiglio e Palazzo dell’Archivio, con le rispettive collezioni – viene concesso al Comune di Venezia per la durata di nove anni ad uso gratuito. La concessione comprende anche l’ampio terreno a prato di interesse archeologico posto a est della Basilica, sul quale insiste l’Oratorio di San Marco, oltre all’universalità dei beni mobili e delle collezioni storiche.

Il Comune di Venezia si occuperà della gestione del complesso museale, attraverso la Fondazione Musei Civici, operativamente, a partire dall’autunno 2025. Per MUVE l’ingresso di Torcello, che raccoglie un patrimonio storico archeologico, medievale e moderno, rappresenta un nuovo tassello che concorre alla ricerca e divulgazione della storia di Venezia e delle civiltà che hanno vissuto, lambito, attraversato la laguna e le isole, contribuendo alla diffusione e conoscenza di uno dei suoi siti storici più antichi e significativi: un percorso che parte dai ritrovamenti che attestano gli intensi scambi commerciali che coinvolgevano la laguna e i suoi abitanti dal II millennio a.C., snodandosi tra testimonianze venete, preromane e romane, bizantine e altomedievali e attraversa i tempi gloriosi della Serenissima fino al XIX secolo.

Questo passaggio – dichiara l’assessore al Patrimonio Paola Mar – ci permette di avviare un progetto di valorizzazione concreto e qualificato per il Museo di Torcello, che rappresenta un tassello fondamentale dell’identità veneziana e lagunare. Lavoreremo con la Fondazione Musei Civici per valorizzarlo ulteriormente, come merita la sua storia millenaria.

Si tratta di un altro risultato importante – afferma il sindaco Luigi Brugnaro  perché conferma la nostra visione di città che investe sulla cultura e sulla valorizzazione del proprio patrimonio. Torcello è un luogo simbolico, un museo a cielo aperto che racchiude le radici di Venezia. Vogliamo che sia sempre più accessibile, attrattivo e adeguatamente gestito, in linea con il lavoro che stiamo portando avanti su tutto il sistema museale cittadino.

L’ingresso nella rete di MUVE del museo dell’isola di Torcello  conclude Mariacristina Gribaudi, Presidente di Fondazione Musei Civici di Venezia –  rappresenta un nuovo e significativo passo nella valorizzazione e restituzione ai cittadini, ai visitatori, al mondo, del patrimonio storico, culturale, ambientale di Venezia e della Laguna. La gestione coordinata e integrata con gli altri musei civici veneziani permetterà di renderlo sempre più accessibile, vivo e connesso alla città, nel rispetto della sua unicità.


CONTATTI PER LA STAMPA

Fondazione Musei Civici di Venezia
Chiara Vedovetto
con Alessandra Abbate
press@fmcvenezia.it
www.visitmuve.it/it/ufficio-stampa
 
In collaborazione con
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
Roberta Barbaro
roberta@studioesseci.net  
Simone Raddi
simone@studioesseci.net
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

Senduki – Killabeatmaker – Puuluup – Nubras – Ajde Zora – Maluf System – Elhzo – RedNilo 

Settore Musei Civici Bologna | Museo internazionale e biblioteca della musica

(s)Nodi – festival di musiche inconsuete


XIV edizione

Senduki
 | Killabeatmaker
 | Puuluup | Nubras | Ajde Zora | Maluf System | Elhzo | RedNilo 

22 luglio – 9 settembre 2025, ogni martedì ore 21.00


Museo internazionale e biblioteca della musica

Strada Maggiore 34, Bologna

www.museibologna.it/musica

Con l’estate torna il viaggio nelle musiche di tutto il mondo al Museo internazionale e biblioteca della musica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna.
Si svolge dal 22 luglio al 9 settembre 2025, ogni martedì alle ore 21.00, la quattordicesima edizione di (s)Nodi festival di musiche inconsuete, la rassegna rivolta a tutti coloro che vogliono vivere la stagione estiva ascoltando musica dal vivo in città, alla scoperta di tradizioni poco note legate all’uso e al suono degli strumenti.

La rassegna, apprezzata da un pubblico appassionato di esperienze sonore originali, propone come di consueto un tour musicale di otto appuntamenti attraverso rotte non lineari, spaziando tra le diverse latitudini, per conoscere e raccontare alcune fra le più interessanti traiettorie della musica popolare e folklorica contemporanea, oltre i confini geografici e di genere.
A fare da filo conduttore nelle proposte artistiche selezionate tramite avviso pubblico è ancora una volta l’attenzione verso il talento e l’originalità nella capacità di contaminare linguaggi musicali differenti.
Una cifra distintiva – quella del superamento dei canoni stilistici in una feconda e inaspettata commistione – che caratterizza (s)Nodi festival di musiche inconsuete fin dagli inizi e ha contribuito ad attirare la crescente attenzione di musicisti internazionali.

In occasione dell’edizione 2025 verrà inaugurato il nuovo impianto audio della sala eventi, generosamente donato al Museo della Musica da dB Technologies, azienda leader internazionale nel settore dell’audio professionale.

Si debutta il 22 luglio partendo dalla Calabria con Senduki, frutto di un incontro tra esperienze diverse sul terreno del world oriented che mescola tratti forti di musica roots con il dub, il pop e l’energia del rock. Musica transitoria da una realtà residuale che non appartiene ad un genere preciso ma mette tutti i suoi ingredienti nella planet soup musicale, in cui strumenti primordiali come la lira, la zampogna, i doppi flauti, il malarruni, i tamburelli incontrano un drumming anomalo, la spinta elettroacustica e il digitale sperimentale. E su tutto, un modo di cantare antico, trascinante e vitale.

Il 29 luglio scopriamo Killabeatmaker, produttore musicale e performer di Medellín esploso al WOMEX Worldwide Music Expo 2023, che trasforma ogni palco in un’esplosione di energia. Con un sound che fonde bassi profondi, beat urbani ed elettronica con i ritmi tradizionali della Colombia, dà vita a un mix sonoro potente e originale. Le sue esibizioni dal vivo sono vere e proprie esperienze sensoriali: beatboxing, rap, percussioni elettroniche e vibrazioni globali si intrecciano alla gaita di Guadalupe Giraldo e alle percussioni di Julián Ramírez in uno show ad alto voltaggio, dove i musicisti non si limitano a suonare la musica, ma a viverla e a farla vivere fino in fondo.

Il 5 agosto arriva il duo neo-zombie post-folk estone Puuluup, idolatrato in patria e applaudito in tutto il mondo grazie alla partecipazione come ospiti a Eurovision Song Contest 2024. Ramo Teder, polistrumentista e pioniere del looping, e Marko Veisson, antropologo appassionato di musica africana, suonano la talharpa, antica lira estone, con un approccio totalmente originale. Con loop, effetti e tecniche inedite, trasformano il suono naturale dello strumento in un universo di sibili, crepitii ed echi ipnotici, creando brani che mischiano poesia, humour surreale, nonsense e ritmo, in un mix irresistibile di neo zombie post-folk futurista: uno spettacolo magnetico capace di reinventare la tradizione con ironia e sperimentazione.

Il 12 agosto è di scena Nubras (parola che in lingua urdu significa lanterna che illumina nuovi percorsi), ensemble internazionale in cui musicisti da Italia, Spagna e Romania danno vita a un dialogo sonoro senza confini capace di intrecciare la tradizione del Sud Italia e dei Balcani con l’eleganza della musica da camera. E così gli archi incontrano la fisarmonica, la gajda, il sax e la voce intensa di Roxana, artista italo-romena di origine Rom con all’attivo una lunga collaborazione con Moni Ovadia, assieme alle travolgenti percussioni di Giovanni Lo Cascio, figura storica della world music italiana, rendendo ogni loro concerto un’esperienza musicale unica capace di celebrare la diversità e l’incontro tra culture.

Il 19 agostoAjde Zora, gruppo che nasce nel 2012 dall’incontro tra cinque musicisti italiani e la voce intensa della cantante serba Milica Polignano. Da un primo viaggio nel repertorio balcanico più frenetico, il progetto si trasforma, abbracciando le sonorità gitane dell’Est Europa. La sua forza sta nella fusione delle diverse radici musicali dei suoi membri, capaci di dar vita a uno spettacolo esplosivo, fatto di ritmo, passione ed emozione: uno spettacolo dinamico e coinvolgente per un viaggio sonoro che travolge e conquista, portando sul palco l’anima libera e vibrante della musica rom contaminata da sonorità moderne.

Il 26 agosto si va alla scoperta del Maluf System, ovvero Marzouk Mejri, polistrumentista nato a Tebourba che unisce le radici tunisine alle esperienze maturate nella scena musicale napoletana, da James Senese alla Nuova Compagnia di Canto Popolare, passando per 99 Posse ed Enzo Avitabile. Nel suo nuovo progetto con Salvatore Morra, musicista ed etnomusicologo napoletano, reinventa il maluf, uno dei generi urbani più originali della Tunisia, esplorandone la rinascita nei contesti migratori e intrecciando scale modali arabe e sonorità tradizionali da entrambe le sponde del Mediterraneo, dando vita a un suono che racconta identità in movimento e nuove forme di appartenenza.

Settembre sarà il mese dedicato alle musiche africane.
Il 2 settembreElhzo, ovvero il progetto solista di Demba Seye Gueye, batterista e polistrumentista senegalese da anni attivo in Italia, combina la tradizione griot con il jazz europeo. Dopo una lunga tournée nei festival di tutta Europa, esce Yakaar, il suo secondo album in cui all’estrema padronanza ritmica unisce una sorprendente versatilità compositiva, grazie anche ai contributi di artisti come Nilza Costa e Astou Seck. E l’intenso live della sua power band genera un linguaggio musicale carico di energia in cui si intrecciano orgoglio, radici, multiculturalità e attualità, in un amalgama straordinario di ritmi ancestrali e sonorità contemporanee.

Ultimo appuntamento il 9 settembre con il nuovo progetto che RedNilo presenta in anteprima a (s)Nodi, nato da dieci anni di collaborazioni e sperimentazioni, incontri, ricerche e scambi nella valle del Draa. Chitarre elettriche graffianti, guembri pulsanti e percussioni tribali raccontano il percorso musicale tra Marocco ed Europa del duo italo-marocchino, che fonde gnawa, hassani, tuareg e rock psichedelico: un rituale urbano ipnotico e migrante, che evoca trance e memoria diasporica e che per l’occasione sarà arricchito da un live screening originale – curato da Undervilla Productions – ispirato al cinema panafricano e a memorie personali.

(s)Nodi festival di musiche inconsuete fa parte di Bologna Estate 2025, il cartellone di attività promosso da Comune di Bologna e Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.

PROGRAMMA

Martedì 22 luglio 2025 ore 21.00 > Senduki
Elisa Surace (voce, tamburello)
Mimmo Morello (zampogne, fiati, voce)
Carmine Torchia (basso elettrico, voce)
Peppe Costa/YoSonu (batteria, elettronica, voce)
Ettore Castagna (lira, chitarra elettrica, malarruni, voce)

Martedì 29 luglio 2025 ore 21.00 > Killabeatmaker

Killabeatmaker (beatboxing, rap, voce e beat AKAI)
Guadalupe Giraldo (percussioni, gaita colombiana, voce)
Julián Ramírez (percussioni)

Martedì 5 agosto 2025 ore 21.00 > Puuluup
Ramo Teder (talharpa, voce, looper, effetti)
Marko Veisson (talharpa, voce, effetti)

Martedì 12 agosto 2025 ore 21.00 > Nubras
Roxana Ene (voce)
Giulia Anita Bari (violino)
Carla Mulas Gonzalez (violino)
Nino Conte (fisarmonica)
Giorgio Gadotti (sax contralto, gajda)
Giovanni Lo Cascio (percussioni)

Martedì 19 agosto 2025 ore 21.00 > Ajde Zora
Milica Polignano (voce)
Giulio Gavardi (chitarra, sax)
Giorgio Marinaro (basso)
Micol Tosatti (violino)
Francesco Mattarello (fisarmonica)
Francesco Prearo (batteria)

Martedì 26 agosto 2025 ore 21.00 > Maluf System
Marzouk Mejri (voce, bendir, darbuka, tar, ney)
Salvatore Morra (oud orientale, oud tunisino, chitarra)

Martedì 2 settembre 2025 ore 21.00 > Elhzo
Demba Seye Gueye aka Elhzo (voce, batteria, percussioni)
Maria Francesca Melloni (voce)
Hikaru Hashimoto (chitarra)
Salvatore Bovalina (basso)
Antonio Freno (tastiere)
Andrea Zucchi (sax baritono)
Tim Trevor-Briscoe (sax alto)

Martedì 9 settembre 2025 ore 21.00 > RedNilo
Reda Zine (chitarra, guembri, voce)
Danilo Mineo (batteria, percussioni, voce)
Matteo Bombarda (live screening)

Informazioni
Museo internazionale e biblioteca della musica
Strada Maggiore 34 | 40125 Bologna
Tel. +39 051 2757711
museomusica@comune.bologna.it
www.museibologna.it/musica
Facebook: Museo internazionale e biblioteca della musica
Instagram: @museomusica
TikTok: @museomusicabo
YouTube: MuseoMusicaBologna

Settore Musei Civici Bologna
www.museibologna.it
Facebook: Musei Civici Bologna
Instagram: @bolognamusei
YouTube: @museicivicibologna 

Elisabetta Severino – Silvia Tonelli
Ufficio Stampa / Press Office Settore Musei Civici Bologna
Tel. +39 051 6496658 / 051 2193469
ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it
elisabetta.severino@comune.bologna.it – silvia.tonelli@comune.bologna.it
www.museibologna.it
Da Ufficiostampabolognamusei Ufficiostampabolognamusei <ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it>

Una conferenza per ricostruire aspetti della vita dei bambini nel passato e altro ancora

TRIESTE ESTATE: ARCHEOLOGIA, MUSICA E FORMAT ESCLUSIVI
Gli eventi in programma da martedì 22 a giovedì 24 luglio
Archeologia di sera: Modellino giocattolo di cavallo e cavaliere dalla Collezione Cipriota (VIII-VII sec.a.C.) del Museo d’Antichità J.J. Winckelmann – inv. 4872

Ritorna al Giardino del Museo d’Antichità J. J. Winckelmann la rassegna Archeologia di Seramartedì 22 luglio, alle 20.30 (ingresso libero) con la conferenza di Nadia Pezzulla “Archeologia dell’infanzia in Friuli Venezia Giulia: uno stato dell’arte“: una riflessione su un filone di studi archeologici sviluppatosi soprattutto nell’ultimo decennio, ancora poco noto in ambito divulgativo. Dopo una prima introduzione al tema, vengono presentati alcuni casi studio selezionati da siti archeologici del Friuli Venezia Giulia, appartenenti a diverse epoche e culture, che hanno restituito elementi significativi per ricostruire aspetti della vita dei bambini nel passato.
Nadia Pezzulla lavora per i Musei Civici di Trieste – Posizione Organizzativa Musei Artistici come Funzionario direttivo culturale. Nel 2018 ha conseguito un dottorato di ricerca in Archeologia Orientale all’Università di Roma La Sapienza con una ricerca sui bambini nel Vicino Oriente antico, tra sepolture, oggetti quotidiani e testi medico-legali. Si occupa da anni di didattica dell’archeologia anche con attività di volontariato per promuovere l’archeologia tra i più giovani.
A seguire il concerto del Gruppo Strumentale Lumen Harmonicum e del tenore Paolo Venier, che proseguono nel loro itinerario alla scoperta di pagine tratte dal Fondo Musicale del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, declinate di volta in volta, in ordine alfabetico, all’insegna di un motto e abbinate a composizioni inedite espressamente realizzate per la serata.
In occasione dell’appuntamento, è prevista l’apertura straordinaria del Museo dalle 19.00 alle 20.30, con la possibilità di seguire un breve visita guidata gratuita dalle 19.30 alle 20.00.


Al Teatro Verdi, alle 20.30 (a pagamento) va in scena la replica dell’operetta “Al Cavallino Bianco” di Raph Benatzky: allestimento, orchestra e coro della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi, in collaborazione con l’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG, Maestro Concertatore e Direttore Ayrton Desimpelaere, regia di Andrea Binetti.


Sinatra & i Grandi Crooners” ci aspettano al Giardino del Museo Sartorio, ore 21.00 (a pagamento): un omaggio ai grandi cantanti della Golden Era dello Swing americano, un viaggio musicale che celebra i successi iconici di Sinatra e di Dean Martin, Bobby Darin, Sammy Davis Jr, Louis Armstrong e molti altri. Lo spettacolo riporta in vita le atmosfere eleganti e glamour degli anni ’50. Gli abiti e gli aneddoti affascinanti arricchiscono il racconto in musica.


Mercoledì 23 luglio
, in piazza Verdi, alle 21.00 (ingresso libero), l’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG presenta “Ocho Rios a 45 anni dalla fondazione dell’orchestra“, attiva per più di venticinque anni nell’ambiente della musica afro-caraibica e tra le primissime orchestre di salsa e latin jazz in Italia. Dopo 45 anni, l’orchestra ha rimesso assieme l’organico, includendo nella propria formazione elementi provenienti da diverse estrazioni musicali, dalla musica popolare al jazz e pop, e da diversi Paesi (Italia, Slovenia, Venezuela, Colombia, Tunisia). I 15 solisti presentano musiche afro-cubane, salsa e latin jazz, come nella tradizione.

 “Transalpina Love Express“, al Giardino del Museo Sartorio, alle 21.00 (ingresso libero) è invece un bellissimo racconto della Transalpina, linea ferroviaria che attraversava tutto l’impero Austro-Ungarico e in Italia faceva tappa anche a Trieste, Gorizia, Villacco. Le storie dei personaggi in questo spettacolo teatrale si intrecciano con la linea ferroviaria e gli eventi storici di queste terre. Protagonisti come attori e cantanti Anna Viola, Raffaele Prestinenzi, Elisa Colummi Angelo Albertelli (sua la consulenza storica) con l’ensemble della Civica Orchestra di Fiati “Giuseppe Verdi” – città di Trieste.

Suonare Cantare Estate“, al Giardino del Museo Sartorio, apre gli appuntamenti di giovedì 24 luglio, alle 20.30 (ingresso libero), una rassegna che porta sul palco quattro autori della scena locale e i loro gruppi con le loro musiche originali.

Al Castello di San Giusto, alle 20.30 (a pagamento), con “Trash Nite – Special Guest Corona“, Trieste diventa la capitale della dance: una serata dedicata agli anni d’oro della dance, tra glitter, nostalgia e hit. Un’edizione speciale del format Trash Nite, pensata per celebrare l’immaginario pop anni ’90 e 2000 con ironia e stile, tra musica, cultura e performance live. Regina assoluta della serata è Olga Maria de Souza, in arte Corona, icona della eurodance mondiale e voce dietro a “The Rhythm of the Night,”Baby Baby”, “Try Me Out” e “I Don’t Wanna Be a Star”.


Il cartellone di Trieste Estate al Giardino del Museo d’Antichità J. J. Winckelmann prosegue giovedì 24 luglio alle 21.00 (ingresso libero) con la replica di “Intervista col passato – Il caso di J. J. Winckelmann. La formula dello spettacolo, prodotto dall’Unione Performativa Arti APS, è quella di un format suggestivo, che trasporta il pubblico nel cuore di misteri, casi risolti e irrisolti del passato, combinando intrattenimento, storia e interattività e permettendo agli spettatori di diventare dei detective. Attraverso interviste immaginarie con i protagonisti del passato, la serata offre un’esperienza che stimola l’interesse verso la storia. Guidati dal presentatore di questo moderno tribunale, gli spettatori del pubblico analizzano le testimonianze, riflettono sugli approfondimenti degli inviati e infine votano l’ipotesi più plausibile con l’obiettivo di riscrivere la storia attraverso gli occhi della modernità. Il caso analizzato in questa circostanza è l’enigmatico omicidio di Johann Joachim Winckelmann, avvenuto l’8 giugno 1768 a Trieste. I partecipanti ascoltano le testimonianze dei personaggi coinvolti, esaminano le prove e, come una moderna giuria, decidono quale versione dei fatti è la più convincente.


Concerto della Ceman Orchestra, “Oltre i confini“, in piazza Verdigiovedì 24 luglio, alle 21.00 (ingresso libero), a cura del Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Tartini” di Trieste, direttore il Maestro Andrej Bursać, musiche di Mozart, Sibelius e Britten.
La Ceman Orchestra-Central European Music Academies Network Orchestra, raccoglie in un unico organico giovani musicisti di alto livello, provenienti da culture e nazioni diverse. Collaborano all’iniziativa accademie di grandissima tradizione musicale di tutta Europa. L’orchestra, costituita su iniziativa del Conservatorio Tartini di Trieste, con il sostegno dell’InCE–Iniziativa Centro Europea, ha debuttato nel 2018 e si è esibita con successo in prestigiose sedi internazionali. L’incarico di direttore musicale dell’Orchestra è affidato al Maestro Romolo Gessi. La tournée estiva 2025 vede la partecipazione solistica del pianista Uglješa Brkljač e del Maestro Andrej Bursać, entrambi designati dall’Accademia delle Arti dell’Università di Novi Sad.


In caso di maltempo o di allerta meteo dichiarata, gli eventi saranno annullati, spostati in altre sedi o posticipati: si consiglia di verificare le informazioni, sempre aggiornate, sui canali social e digitali del Comune di Trieste.

La rassegna Trieste Estate è organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, con la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia e dell’Assessorato alle Politiche del Territorio, il supporto di PromoTurismoFVG e la collaborazione del Trieste Convention & Visitors Bureau.


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it
Da Federica Zar <zar@apscom.it> 

Alla Tenuta Rasocolmo una mostra di Ilde Barone a cura di Mariateresa Zagone

Sabato 26 luglio, alle ore 19,00 presso Tenuta Rasocolmo, si concluderà la stagione dedicata alle arti visive contemporanee con l’inaugurazione della mostra “Solenne cosa essere donna nella veste bianca”, dell’artista ragusana Ilde Barone a cura della critica d’arte Mariateresa Zagone, con il patrocinio del Comune di Messina.

Il bianco, l’assenza del colore e della forma, è nelle opere dell’artista, come nei versi della poetessa Emily Dickinson, premessa indispensabile per una condizione di libertà dell’anima e della mente, non-luogo delle infinite possibilità, e soprattutto luce, luce abbagliante come quella siciliana. Sono opere colorate di bianco che non ripudiano i colori del mondo ma li accolgono in una sfrangiata ed intensa luminosità. C’è una sacralità pudica e non ieratica nelle donne di Ilde, un sapore antico di fanciulle, di ricami e di corredi che ricorda quello dell’universo muliebre ritratto da Berhe Morisot o da Mary Cassat, non nel senso, pur nobilissimo, di “copia” inteso da Winckelmann, quanto nell’affermazione gentile della sensibilità, della modalità di stare al mondo del femminile.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 17,00 alle ore 21,00 fino a sabato 13 settembre previo comunicazione telefonica al 393 3343760.

Spetta a lei chiudere il ciclo estivo degli appuntamenti con l’arte contemporanea del Summer fest che coinvolge da sei anni artisti siciliani. Ma gli appuntamenti continueranno in autunno con la pubblicazione del Bando per Residenze d’Artista e con la seconda edizione di Arteincontro/Outdoor.


Da Mariateresa Zagone <mtzagone@gmail.com> 

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Dal 26 settembre al 4 ottobre un evento imprescindibile per Firenze

BIAF 
Biennale Internazionale d’Antiquariato di Firenze
34ma Edizione
Firenze, Palazzo Corsini 
26 settembre – 4 ottobre 2026

Il Segretario Generale della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, Bruno Botticelli – in carica dallo scorso aprile – annuncia ufficialmente le date dell’edizione 2026 della storica manifestazione: la 34ma BIAF si terrà da sabato 26 settembre a domenica 4 ottobre 2026, come sempre nella prestigiosa cornice di Palazzo Corsini, nel cuore di Firenze. La preview, a invito, è fissata per il venerdì 25 settembre, riservata a collezionisti, Soprintendenti, Direttori di musei e ai possessori della VIP card. 

“È per me un grande onore, nel mio nuovo ruolo di Segretario Generale, poter confermare il ritorno della Biennale che, dal 1959 è il luogo dell’arte e dell’Antiquariato Italiano di fronte al mondo. Vorrei che l’appuntamento con la BIAF diventasse sempre più un evento imprescindibile per Firenze, a cui non si può mancare. Un appuntamento come lo Scoppio del Carro nei giorni di Pasqua, le grandi prime del Maggio Musicale, il Calcio Storico in Santa Croce, gli eventi di Pitti, le grandi mostre dei musei fiorentini, tutti eventi che, insieme alla Biennale, portano a Firenze un pubblico internazionale amante dell’arte, dell’antiquariato, della musica e del bello – ha dichiarato Botticelli – Tutto questo grazie all’aiuto delle Istituzioni, al supporto degli sponsor storici e spero di nuovi, allo sviluppo di sempre maggiori sinergie e collaborazioni con le realtà economiche e culturali della città”.

Ulteriori dettagli sul programma, sugli espositori e sugli eventi collaterali saranno resi noti nei prossimi mesi.

Per informazioni: www.biaf.it


UFFICI STAMPA 
Italia:
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
www.studioesseci.net
Tel. 049 663499; rif. Roberta Barbaro roberta@studioesseci.net
 
Toscana:
Ester di Leo
esterdileo@studioesterdileo.it
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net> 

Porto Turistico di Roma: Madrina della kermesse, Luce Cardinale 

Il Porto Turistico di Roma, bene in confisca che vanta un ampio progetto di riqualificazione sociale e territoriale del quale l’agenzia di comunicazione GRUPPO MATCHES è tra i più attivi operatori, diventa una volta di più luogo di aggregazione culturale e di ispirazione con Ostia IN Corto – Short Film Fest.

Questa prima edizione proporrà al pubblico opere innovative e originali, cortometraggi capaci di riflettere nuove tendenze, tematiche e prospettive del cinema indipendente nazionale e internazionale. Una rassegna ad ingresso gratuito, ricca di ospiti e di incontri, condotta dal palco da Francesco DI BRIGIDA, insieme alla Madrina del Festival Luce CARDINALE, con Masterclass che approfondiranno temi importanti sul mondo dell’audiovisivo che ogni sera, alle 18.30, anticiperanno le proiezioni delle 21.30.

La manifestazione, ideata e realizzata da Gruppo Matches attraverso la sua divisione GM Production, ha il sostegno del MiC-Ministero della Cultura e di SIAE – Società Italiana Autori ed Editori, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, e il Patrocinio dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello.

La Direzione generale di Ostia IN Corto è di Andrea CICINI, Ceo di Gruppo Matches, che dal 2017 segue le iniziative e la comunicazione del Porto Turistico di Roma, con una ventennale esperienza nel mondo dei grandi eventi e delle Kermesse cinematografiche internazionali. “In un territorio che trasuda cinema, quale è Ostia, — ha detto Cicini – è per noi motivo di orgoglio lanciare questo nuovo Festival del cinema breve, complice una surreale arena sospesa tra terra e mare. Un nuovo progetto per il territorio, per condividere cultura senza confini attraverso le emozioni che solo la pellicola sa offrire, soprattutto raccontata dallo sguardo di giovani registi e sceneggiatori”. La direzione artistica del Festival è invece affidata ad Alberto DE ANGELIS, professionista di settore, affiancato da Cristina BORSATTI, responsabile di GM Production.

Ogni Festival che si rispetti ha la sua Madrina. Non fa eccezione Ostia IN Corto – Short Film Fest che avrà sul palco come Madrina l’attrice romana Luce Cardinale. Nipote di Claudia Cardinale, attrice italiana considerata come la più importante emersa negli anni ’60, definita a quei tempi dalla stampa internazionale come ‘la donna più bella del mondo’, ne ha seguito con passione e versatilità le orme, a partire dalla formazione iniziale, al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, nel 2013. Il suo debutto cinematografico arriva con “Anni felici” di Daniele Luchetti. Tra i film in cui ha recitato “Un posto sicuro” di Luca Tartaglia, “I sogni sospesi” di Manuela Tempesta, “La tela” di Sergio Rubini e a teatro “Enrico V” di Pippo del Bono. La giovane attrice accompagnerà i protagonisti di Ostia IN Corto durante tutta la durata del Festival.

Quattro serate a tema scandiranno il programma di Ostia IN Corto – Short Film Fest 2025, condotte da Francesco Di Brigida. Esperto critico cinematografico, collabora tra gli altri con l’Adriatic Film Festival fin dalla prima edizione (2018) e con diversi eventi di cinema, anteprime e talk tra l’Abruzzo e Roma.

Territori IN Corto, sarà il leitmotiv della prima serata dedicata a lavori capaci di esaltare le specificità di un luogo e occasione per presentare i corti provenienti dalla CALL FOR STUDENTS, che in questa prima edizione ha come tema “I giovani e il loro territorio”, quello di Ostia, rivolta a studenti delle scuole secondarie di secondo grado del Municipio X di Roma.   

La seconda serata, Nuovi linguaggi IN Corto“, proporrà opere che sperimentano nel cinema nuove forme espressive.   

Animazioni IN Corto” è la terza serata,incentrata sul cinema breve d’animazione. 

A chiudere il festival, Circuiti IN Corto“: sullo schermo alcuni tra i migliori corti del panorama cinematografico italiano.

Prima delle proiezioni serali, alle 18,30, Il pubblico interessato potrà seguire alcune Masterclass. Giovedì 24 lugliosarà la volta di Xin Alessandro Zheng, regista classe 1997, in concorso nel 2020 alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia con il cortometraggio Where the leaves fall. Titolo dell’incontro: La procrastinazione dell’artista. Sbloccare l’artista. Un’inedita Masterclass dedicata al lato psicologico della creazione, al rapporto con il proprio lato creativo, al blocco dello scrittore. Venerdì 25 luglio, il regista Lorenzo Pallotta, autore di alcuni apprezzati lungometraggi documentari (Sacro Profano, presentato nel 2021 ad Alice nella Città e Terra Nova, il paese delle ombre lunghe, selezionato nel 2023 al Torino Film Festival) guiderà l’incontro Sguardi nel tempo. Cinema e memoria. Una masterclass pensata per chi vuole interrogarsi sulle forme nuove, spesso incontrollate, attraverso cui il cinema continua a reinventarsi.   Il regista Matteo De Liberato, autore di fortunati cortometraggi e direttore artistico di Allegorie Distribution, a partire dalle esperienze del suo ultimo documentario lungo Cento – Assalto al moro, introdurrà, sabato 26 luglio, Raccontare l’Altro, trovare l’Universale. Storie da culture diverse, Masterclass dedicata a tutti coloro che vogliono affrontare con consapevolezza e profondità la messa in scena di storie ambientate in un contesto culturale e nazionale differente dal proprio.  A chiudere le Masterclass sarà il regista Gianluca Santoni, quest’anno candidato alla cinquina David come Miglior Esordio alla Regia con la sua opera prima di lungometraggio Io e il secco, che domenica 27 luglio proporrà l’incontro Supereroi in incognito. Dirigere attori professionisti e non professionisti sull’affascinante tema della compresenza e della direzione di attori professionisti e non professionisti nella composizione del casting di un’opera.  

I registi coinvolti nelle Masterclass presenteranno anche alcuni tra i loro più apprezzati cortometraggi, a partire da Where The Leaves Fall di Xin Alessandro Zheng, profonda riflessione sul tema dello sradicamento, attraverso la storia di Giacomo, un giovane italo-cinese di seconda generazione, guidato dal nonno nel contesto rituale della cultura d’origine. Di Lorenzo Pallotta verrà proiettato l’intenso cortometraggio Luis, in cui tra esitazioni e paure due fratelli condividono gli ultimi momenti insieme e devono superare la loro prima separazione. Matteo De Liberato presenterà I giorni delle arance, una storia di amore materno e di sacrificio ambientata in una Romania sotto il regime di Ceausescu. Qui, all’interno di una cella, Daiana, riceve poco prima di essere condannata a morte la visita di un giovane prete, attraverso il quale la donna scopre di avere ancora molto da perdere. Di Gianluca Santoni, infine, verrà proiettato il cortometraggio Indimenticabile, un toccante e insolito racconto d’innamoramento, tra una giovane donna disabile alla sua prima esperienza di intimità e di un ragazzo che lavora come escort.

Porto Turistico di Roma (Lungomare Duca degli Abruzzi 84)
24/27 luglio 2025 con ingresso libero:
ore 18.30 Masterclass | ore 21.30 Proiezioni

Info e contatti            

GM Production
e-mail: gm_production@gruppomatches.com
Segreteria organizzativa: Alessandra Borghesi
e-mail: a.borghesi@gruppomatches.com | T. 06 70495090 
Ufficio stampa: Diana Daneluz
e-mail: media@gruppomatches.com 
https://www.ostiaincorto.it/il-festival/
Da Media Gruppo Matches <media@gruppomatches.com>
Da Cristina Borsatti <crisborsatti@gmail.com>

Pinacoteca Comunale – Gaeta (Latina): Inaugurazione 18 luglio 2025

MICHELE ROSA
CENTENARIO DELLA NASCITA
1925 | 2025
 
Dinamica del Flusso Visuale
A cura di Roberta Melasecca
Da luglio a ottobre 2025
 
Dal 18 luglio al 30 settembre 2025 ore 19.00
Inaugurazione 18 luglio ore 19.00

Pinacoteca Comunale | Via De Lieto 2 – Gaeta (LT)

Dinamica del Flusso Visuale è un viaggio attraverso l’energia creativa di Michele Rosa, per celebrarne il Centenario della nascita: una serie di mostre antologiche e incontri, a cura di Roberta Melasecca, promosse dal Comune di Sora, dalla Fondazione Umberto Mastroianni e dalla Pro Loco di Sora sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo, che si snodano da luglio a ottobre 2025 in diverse sedi prestigiose. 

Dal 4 luglio al 31 ottobre 2025 una corposa raccolta di opere di Michele Rosa è esposta negli spazi del Museo della Media Valle del Liri di Sora, mentre dal 5 luglio al 31 ottobre 2025 è la Fondazione Umberto Mastroianni di Arpino ad ospitare un’articolata e significativa parte della produzione artistica di Rosa, comprendendo un vasto arco temporale, dagli anni ’50 del Novecento fino al primo del decennio del Duemila ed evidenziando gli aspetti più rappresentativi della sua intensa e complessa ricerca artistica che ha lasciato un’impronta nell’arte del Novecento. 

Si aggiungono altri appuntamenti che completano le celebrazioni del centenario e che mirano a valorizzare il percorso creativo e l’impegno di un artista dalla vibrante personalità: il dal 3 luglio al 31 agosto 2025 negli spazi di Europa Experience – David Sassoli (Roma); dal 10 luglio al 31 agosto 2025 presso il Rettorato Unicas di Cassino; dal 18 luglio al 30 settembre 2025 nella Pinacoteca Comunale di Gaeta. In occasione del Centenario, anche Unindustria Roma apre al pubblico la propria collezione permanente con 24 opere di Michele Rosa, datate 1990 – 2000, nella sede di Via Andrea Noale n. 206 – Roma. 

Artista, divulgatore e promotore culturale, animatore della vita artistica di un complesso territorio, la figura di Michele Rosa si staglia per quasi un secolo, precorrendo idee e correnti, mantenendo chiarezza interpretativa dei tempi vissuti. Con profondo coraggio ha affrontato le problematiche sociali, del lavoro, dell’ecologia, senza tralasciare le liriche intense dei paesaggi e le visioni estatiche del corpo femminile. È stato lucido testimone dei fenomeni sociali, culturali e artistici, intellettuale frenetico e coinvolgente, capace di esprimere la propria poetica attraverso l’arte fino agli ultimi giorni della sua vita, spentasi il 24 giugno 2021, a Sora, sua città natale. 

Michele nasce, infatti, a Sora il 1° settembre 1925. Frequenta a Roma prima il Liceo Scientifico e poi il Liceo Artistico Ripetta, continuando gli studi alla facoltà di Architettura. Inizia a dipingere già giovanissimo e frequenta gli ambienti di Trinità dei Monti, Piazza di Spagna e Via Margutta, insieme ad artisti, intellettuali e rappresentanti del mondo del cinema e dello spettacolo di quel tempo. Nel 1950 si trasferisce prima presso l’Ateneo di Napoli per poi spostarsi nel 1953 negli Stati Uniti, dove segue i corsi presso la facoltà di Fine Arts a Champaign, nell’Illinois: qui lavora al Dipartimento di Fisica Nucleare, sotto la direzione dello scienziato italiano Gilberto Bernardini. Alla fine del 1956 lascia gli USA per ritornare in Europa rifiutando la cattedra di Storia dell’Arte all’University of London

La sua ricerca artistica, già dall’inizio, è densa, quindi, delle contaminazioni contemporanee assorbite durante la formazione oltreoceano ma presenta uno stile personale che spazia dalla tradizione popolare e folkloristica per esplorare le tematiche della ricostruzione post-bellica, tra siti industriali e antichi borghi

Sensibile ai temi ambientali, il suo percorso affronta quelli del degrado ecologico, del mondo delle tradizioni e del paesaggio architettonico; documenta la crescente contestazione giovanile nella società arcaica e il nuovo periodo romano della “dolce vita“, vissuto stavolta nei locali alla moda come il Piper. Dalla metà degli anni Settanta si interessa al teatro sperimentale e underground. Dal 1958 iniziano le tante mostre presso Palazzo delle Esposizioni di Roma, mentre dal 1961 diventa direttore artistico della galleria La Saletta a Frosinone, dando vita ad un vero e proprio cenacolo culturale. Pur continuando le partecipazioni a Palazzo delle Esposizioni ed in altri luoghi di prestigio, come la GNAM di Roma, nel 1966 espone a Spalato e a Zagabria e nel 1967 alla galleria Montmartre di Parigi. Alterna un’intensa attività espositiva con la promozione culturale di altri artisti e colleghi, istituendo nel 1969 l’Arte Club Esposizione, a Sora, che per otto anni ospitò pittori da tutta Italia.

Dal 1974 fini ai primi anni ’80 un periodo di riflessione, provocato da una lunga malattia, e il conseguente allontanamento dalle partecipazioni e dall’attivismo nel mondo dell’arte lo portano a sviluppare un’attenta osservazione dei paesaggi e della natura: è un momento di ricarica interiore, preludio della fase successiva orientata all’informale e poi alla più pura astrazione attraversando l’interesse per la religiosità pagana, la mitologia e lo studio dei reperti archeologici

La ricerca di nuovi stimoli lo induce ad approfondire gli spazi dell’astrattismo dal 1990-1991. Torna a soggiornare per lunghi periodi a Parigi e in Francia, ottenendo anche lì numerosi riconoscimenti. L’uscita mai definitiva dall’arte puramente descrittiva è graduale, con brevi ritorni: emergono in modo ciclico i temi del periodo contemporary dell’esordio, dei processi industriali, della violenza sulle donne, delle introspezioni del sacro o del profano, così come la sublimazione del nudo femminile, affrontato continuamente e con tante tecniche differenti. 

L’immaginario del reale lo accompagna nel passaggio stilistico con le rappresentazioni atomiche e cosmiche che dimostrano l’assoluta libertà espressiva dell’età matura. Dalla metà dell’ultimo decennio del Novecento sperimenta la brillantezza dei colori acrilici e le lucentezze fluo sulla tela: fonte di ispirazione per questo tipo di opere sono le sfavillanti atmosfere quasi psichedeliche dell’illusorio mondo dell’effimero. Questa fase, insieme alla ormai definitiva prevalenza dell’astrazione, è anche spunto ideativo della pittura dalle forti valenze ambientaliste con il riuso di numerosi materiali. Il suo interesse per l’architettura offre nuovi campi esplorativi che lo inducono a realizzare una serie di insolite soluzioni artistiche che anticipano, stavolta nel campo delle arti visive, le invenzioni architettoniche formali del decostruttivismo internazionale degli anni ’80. Narra pittoricamente e in maniera quasi profetica, la problematica dei virus e il fenomeno pandemico. Negli ultimi anni affronta in termini astratti e concettuali le tematiche sulle banconote, come denuncia delle distorsioni dell’economia globale, per poi trattare l’ultima sua serie sui francobolli come elementi di sistemi desueti – ma nostalgici – della comunicazione.

Nel 2013 gli viene conferito dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il titolo onorifico di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica. Nel 2019 il Sindaco di Sora gli conferisce l’attestazione di “cittadino benemerito”, quale riconoscimento per l’attività svolta.

Il progetto si avvale della collaborazione di Europa Experience – David Sassoli Ufficio del Parlamento Europeo d’Italia; sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo; del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; della Main Sponsorship della Regione Lazio, del Consiglio Regionale del Lazio, della Provincia di Frosinone; del Financial Sponsor Banca Popolare del Cassinate; della Sponsorship di: Università degli Studi di Cassino, Pinacoteca Comunale di Gaeta, Unindustria-Roma, OMCeO-Milano, Abbazia di Montecassino-Cassino, LIUC University-Castellanza, Fondazione Plart-Napoli, Camera di Commercio-Frosinone-Latina. 

Nel corso delle celebrazioni del Centenario sono, inoltre, previsti incontri di approfondimento sulla figura di Michele Rosa. Un catalogo completerà e riunirà i diversi contributi con testimonianze e testi critici. 


MICHELE ROSA
CENTENARIO DELLA NASCITA 1925 | 2025
Dinamica del Flusso Visuale

A cura di Roberta Melasecca
Promosso da Comune di Sora, Fondazione Umberto Mastroianni, Pro Loco di Sora
Sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo
Ideazione e supervisione: Alessandro Rosa
Organizzazione: Alessandro Rosa, Errico Rosa
Testi e grafica allestimenti: Roberta Melasecca
Concept grafico e grafica locandina generale: Errico Rosa
Allestimenti: Alessandro Rosa, Roberta Melasecca
Motion graphics: Michelangelo De Nes
In collaborazione con: Europa Experience – David Sassoli. Ufficio del Parlamento Europeo d’Italia
Con il patrocinio: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Main Sponsorship: Regione Lazio, Consiglio Regionale del Lazio, Provincia di Frosinone
Financial Sponsorship: Banca Popolare del Cassinate-Cassino
Sponsorship: Unicas Università degli Studi di Cassino, Pinacoteca di Arte Contemporanea di Gaeta, Unindustria-Roma, OMCeO-Milano, Abbazia di Montecassino-Cassino, LIUC University-Castellanza, Fondazione Plart-Napoli, Camera di Commercio-Frosinone-Latina.  

Museo Media Valle del Liri – Sora
Dal 4 luglio al 31 ottobre 2025. Orari: dal lunedì al venerdì ore 9-13; sabato 9-13 / 15-19; domenica chiuso
Fondazione Umberto Mastroianni – Arpino
Dal 5 luglio al 31 ottobre 2025. Orari: Mese di luglio dal giovedì alla domenica 10.30-12 / 16.30-19.30
Europa Experience – David Sassoli – Roma
Dal 3 luglio al 31 agosto 2025- Orari: dal lunedì al sabato 10-19
Rettorato Unicas – Cassino
Dal 10 luglio al 31 agosto
Pinacoteca Comunale – Gaeta
Dal 18 luglio al 30 settembre 2025. Orari: dal martedì alla domenica 11-13 / 16-19

Contatti
fondaz.michelerosa@libero.it
www.rosamichele.it – wikipedia.org/wiki/Michele_Rosa_(pittore) – www.centenariomichelerosa.it 
Roberta Melasecca
Curator/Press – associazione blowart
roberta.melasecca@gmail.com
Da Roberta Melasecca <info@melaseccapressoffice.it>

Le ricostruzioni di Guido Dresti

” Ricostruzioni di Guido Dresti ” è il nome della mostra permanente di orologi solari e strumenti astronomici che sarà ospitata nello storico Palazzo Guglielmi di Craveggia , in Valle Vigezzo , dal 26 luglio al 21 settembre . La mostra sarà aperta al pubblico dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00.

L’antico palazzo si trova in Via Provinciale 12 e la mostra sarà aperta anche durante le vacanze di Natale e Pasqua, previo accordo.

L’inaugurazione avrà luogo il 26 luglio 2025 alle 17:00 , con un intervento della storica dell’orologeria Marisa Addomine . Seguirà una visita guidata.

Nelle due sale del palazzo saranno esposti 53 strumenti realizzati da Guido Dresti in 25 anni di attività . Tra questi, il meccanismo di Antikythera , un orologio equatoriale ( eliocronometro ), una riproduzione del famoso Astrario di Giovanni Dondi , orologi solari altimetrici, azimutali e meccanici, nonché astrolabi .

La gnomonica è la scienza che si occupa della progettazione e della costruzione di orologi solari . Guido Dresti è un appassionato da sempre che si è dedicato a questa antica disciplina fin dal suo pensionamento. Negli ultimi 25 anni, la sua passione lo ha portato a creare diverse meridiane.

È impegnato nel restauro di antiche meridiane e nella creazione di nuove, in particolare nella Val d’Ossola e nel vicino Canton Ticino in Svizzera.

Guido Dresti contribuisce regolarmente alle attività dell’Associazione Italiana di Gnomonica e partecipa a seminari nazionali. È anche membro de “La Voce di Hora”, un’associazione specializzata in orologeria meccanica. 

Collabora inoltre con esperti nazionali e internazionali.

La sua collezione di strumenti , esposta in mostre temporanee in diverse città italiane e internazionali , tra cui Pavia, Milano, Praga e Bellinzona, può ora essere ammirata dai visitatori a Palazzo Guglielmo I a Craveggia , paese in cui nacque e svolse la maggior parte della sua attività.

La mostra è organizzata dal Comune di Craveggia .


Cecilia Sandroni
Stampa globale e PR internazionali 
 
e giornalista
www.italienspr.com
Berlino – Sofia – Roma – Firenze
E-mail:  sandroni@italienspr.com  
Da Cecilia Sandroni <comunicazione@italienspr.com>