L’astronomia ha ispirato un pioniere dell’arte astratta?

di Cristian Horgos

Questo saggio visivo mira a esplorare la possibilità che lo strumento definitivo per esplorare l’astronomia risieda nel nostro inconscio. La pittrice astratta Hilma af Klint ha raggiunto un risultato straordinario in questo senso. L’autrice ha notato che la sua collezione principale, “I dieci più grandi”, dipinta nel 1907, presenta almeno dieci somiglianze con immagini astronomiche ultramoderne. Una possibile spiegazione potrebbe risiedere nel potere dell’inconscio o in un’intuizione sorprendente.

Questo articolo è la continuazione della storia storia “Da Neolitico a previsioni astrofisiche, attraverso l’inconscio”
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Recentemente, nell’aprile del 2025, l’astronoma Britt Lundgren ha pubblicato sul “Leonardo Journal” un articolo sulla sorprendente somiglianza tra le forme geometriche astratte nell’opera di Hilma af Klint e i diagrammi scientifici nelle Lectures (1807) del fisico ottocentesco Thomas Young. Inoltre, Britt Lundgren ha notato nello stesso studio che le osservazioni della costellazione della Lira da parte di William Herschel e quelle della Nebulosa di Orione da parte dell’astronomo Charles Messier si riflettono nelle opere d’arte di Af Klint.

Poiché Hilma Af Klint dipingeva in segreto, la sua opera d’arte non era nota al Dr. Carl Jung. Altrimenti, il padre della psicologia analitica sarebbe stato interessato alle sue visioni con molteplici riflessi nella scienza. Sappiamo, invece, dal libro “L’uomo e i suoi simboli”, che il Dr. Jung ha prestato attenzione al modo in cui Jackson Pollock dipingeva la micromateria in trance.

Alla luce dei dipinti di Hilma Af Klint, possiamo osare pensare che non solo il microcosmo, ma anche il macrocosmo, possa essere intuito dall’inconscio.

Ma prima di tutto, notiamo che nel 2019, l’astronoma Britt Lundgren dell’Università della Carolina del Nord ad Asheville ha visitato il Museo Guggenheim di New York per ammirare una mostra delle opere della pittrice svedese Hilma Af Klint. Lundgren ha notato una sorprendente somiglianza tra le forme geometriche astratte nelle opere di Af Klint e i diagrammi scientifici di Thomas Young. Così è iniziato un viaggio quadriennale, partito dall’intersezione tra scienza e arte, che è culminato in un articolo di prossima pubblicazione sulla rivista Leonardo, che ne argomenta il collegamento. Si tratta di Leonardo, Volume 58, Numero 2, Aprile 2025.

L’abstract è il seguente: “L’artista svedese Hilma af Klint è nota per essere stata influenzata dagli sviluppi scientifici a cavallo tra il XX e il XX secolo. Tuttavia, molti dei suoi dipinti del 1914 e il 1916 presentano somiglianze con i diagrammi pubblicati molto prima nel “Corso di lezioni di filosofia naturale e arti meccaniche” del 1807 del matematico inglese Thomas Young. Elementi e temi chiave nelle serie “La colomba, Il cigno, Parsifal e Pale d’altare” di af Klint suggeriscono che le Lezioni di Young potrebbero essere state una fonte importante per il suo lavoro. L’autore esplora questa idea e altri parallelismi tra la vita e l’eredità della scienziata visionaria e del pioniere dell’arte astratta.”

Lo stesso studio è disponibile su MIT Press: LEGGI

Nella seguente citazione si notano somiglianze tra l’astronomia e la serie del Cigno di Af Klint: “I dipinti realistici di cigni, che precedono le opere più astratte e geometriche della stessa serie, potrebbero essere stati ispirati anche dalle incisioni delle Lectures di Young. I diagrammi in bianco e nero della Tavola XXXI, che seguono immediatamente le due tavole a colori di Lectures, contengono illustrazioni astronomiche che presentano una sorprendente somiglianza con gli elementi de Il Cigno, n. 5 di Af Klint (Fig. 7). Nelle Fig. 453 e 454 di Lectures, Joseph Skelton (1783–1871) incise riproduzioni delle osservazioni dell’astronomo britannico William Herschel (1738–1822) della costellazione della Lira e delle osservazioni dell’astronomo francese Charles Messier (1730–1817) della Nebulosa di Orione. La costellazione della Lira include la stella Vega, nota anche come α-Lyrae, una delle stelle più luminose del cielo notturno. C’è una somiglianza tra il motivo punteggiato sullo sfondo dei cigni di af Klint e le osservazioni illustrate di Herschel di Vega viste al telescopio. Anche la forma del cigno nella serie di af Klint sembra rispecchiare la forma della Nebulosa di Orione disegnata da Messier e riprodotta nella Figura 455 delle Lezioni di Young.

Secondo Carl Jung, non è necessariamente un plagio.

Nel suo ultimo libro, “L’uomo e i suoi simboli”, il Dr. Carl Jung fa un esempio di come “un’idea o un’immagine possano tornare dall’inconscio alla mente conscia”. In altre parole, è probabile che Hilma af Klint abbia visto ma dimenticato i diagrammi di Thomas Young. Ci sono molte ragioni per cui dimentichiamo cose che abbiamo notato o sperimentato; e ci sono altrettanti modi in cui possono essere richiamate alla mente. Un esempio interessante è quello della criptomnesia, o “ricordo nascosto”. Un autore può scrivere con costanza seguendo un piano prestabilito, elaborando un’argomentazione o sviluppando la trama di una storia, quando improvvisamente divaga. Forse gli è venuta in mente un’idea nuova, o un’immagine diversa, o una sottotrama completamente nuova. Se gli chiedete cosa ha spinto la digressione, non sarà in grado di dirvelo. Potrebbe persino non aver notato il cambiamento, sebbene abbia ora prodotto materiale completamente nuovo e apparentemente sconosciuto in precedenza. Eppure a volte si può dimostrare in modo convincente che ciò che ha scritto presenta una sorprendente somiglianza con l’opera di un altro autore, un’opera che crede di non aver mai visto. Io stesso ho trovato un esempio affascinante di ciò nel libro di Nietzsche “Così parlò Zarathustra”, dove l’autore riproduce quasi parola per parola un episodio riportato in una nave. diario di bordo per l’anno 1686. Per puro caso avevo letto questo racconto di marinaio in un libro pubblicato intorno al 1835 (mezzo secolo prima che Nietzsche scrivesse); e quando trovai il passaggio simile in Così parlò Zarathustra, rimasi colpito dal suo stile peculiare, diverso dal linguaggio abituale di Nietzsche. Ero convinto che anche Nietzsche dovesse aver visto il vecchio libro, sebbene non vi facesse alcun riferimento. Scrissi a sua sorella, che era ancora in vita, e lei mi confermò che lei e suo fratello avevano effettivamente letto il libro insieme quando lui aveva 11 anni. Credo, dal contesto, sia inconcepibile che Nietzsche avesse la minima idea di stare plagiando questa storia. Credo che cinquant’anni dopo fosse inaspettatamente affiorata alla sua mente cosciente. In questo tipo di casi si tratta di un ricordo autentico, seppur irrealizzato. Una cosa molto simile può accadere a un musicista che ha ascoltato una melodia contadina o una canzone popolare durante l’infanzia e la scopre emergere come tema di un movimento sinfonico che sta componendo in età adulta. “Un’idea o un’immagine è tornata dall’inconscio alla mente conscia”. Carl Jung – “L’uomo e i suoi simboli”

Af Klint, un Nostradamus dell’astrofisica scientifica

Questo saggio non è un articolo accademico, ma spero vivamente che possa costituire un punto di partenza per la ricerca futura degli esperti junghiani, poiché il risultato di Hilma af Klint è piuttosto insolito.

In effetti, Aniela Jaffé aveva previsto che l’inconscio potesse intuire non solo il microcosmo, ma anche il macrocosmo.

“(…) Non importa affatto che queste relatività, discontinuità e paradossi valgano solo ai margini del nostro mondo, solo per l’infinitamente piccolo (l’atomo) e l’infinitamente grande (il cosmo)”, è una citazione di Aniela Jaffé, vedi Jung – “L’uomo e i suoi simboli”

Come ho già scritto nell’introduzione, il Dr. Carl Jung ha prestato attenzione al modo in cui il pittore astratto americano Jackson Pollock (1912-1956) ha dipinto la micromateria in stato di trance. E la spiegazione del Dott. Carl affondava nel profondo della psiche.

“Gli strati più profondi della psiche perdono la loro unicità individuale man mano che si ritirano sempre più nell’oscurità. Più in basso, cioè man mano che si avvicinano ai sistemi funzionali autonomi, diventano sempre più collettivi fino a universalizzarsi e a estinguersi nella materialità del corpo, cioè nelle sostanze chimiche. Il carbonio del corpo è semplicemente carbonio. Quindi, ‘in fondo’, la psiche è semplicemente ‘mondo'” Jung – “L’uomo e i suoi simboli”

Per quanto riguarda il macrocosmo, la raccolta “I dieci più grandi” (1907) di Af Klint riflette un immaginario astrofisico ultramoderno. Questa connessione merita ulteriori approfondimenti, poiché il lavoro di Af Klint precede di diversi decenni l’osservazione diretta dei fenomeni cosmici da parte del telescopio Hubble. Ad esempio, non poteva conoscere concetti come le onde gravitazionali o le orbite attorno ai buchi neri.

Molteplici indizi che la collezione “Dieci più grandi” riguardi il Cosmo

Forse vale la pena sottolineare alcuni indizi che i suoi dipinti “astrali” riguardassero il cosmo. In primo luogo, si credeva che Hilma af Klint fosse una chiaroveggente a cui voci spirituali avevano detto di dipingere “sul piano astrale”. Naturalmente, sottolineerei la parola “astrale”.

Inoltre, secondo il libro “Hilma af Klint: Pittrice Occulta e Pioniera Astratta” di Fant Åke, Hilma af Klint stessa afferma: “Sopra il cavalletto, vidi un simbolo di Giove ♃ intensamente illuminato, che apparve per diversi secondi. Poi il mio lavoro iniziò immediatamente, in modo tale che le immagini venissero dipinte direttamente attraverso di me, senza schizzi preliminari ma con grande vigore. Non avevo idea di cosa i dipinti dovessero rappresentare, eppure lavorai rapidamente e con sicurezza, senza alterare una sola pennellata”. Ovviamente, il simbolo del pianeta Giove pone le cose in una luce astronomica. E, cercando su internet le parole chiave “Hilma af Klint, cosmico / cosmologia”, possiamo trovare diversi articoli che esplorano questo tema.


Da Cristian Horgos <cristian.horgos@qubiz.com>

Zhang Zhaoying – La nuova Generazione della pittura cinese dagli anni ’90

La mostra “Lifelong Beauty” presenta in anteprima nazionale il percorso artistico di Zhang Zhaoying, esponente della Nuova Generazione che ha saputo reinterpretare, con una perizia espressiva unica, l’evoluzione della pittura cinese dagli anni ’90 a oggi, attraversando un periodo di grandi cambiamenti sociali, economici e culturali.

L’esposizione, a cura di Lü Peng, Li Guohua e Carlotta Scarpa, è organizzata da L-ART∙CONTEMPORARY con Manuela Schiavano, sarà allestita al secondo piano del Museo di Palazzo Grimani, parte dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna.

Zhang Zhaoying: Lifelong Beauty
A cura di Lü Peng, Li Guohua, Carlotta Scarpa

8 Maggio – 3 Agosto 2025
Inaugurazione e anteprima stampa: 7 Maggio alle ore 17.00 

Museo di Palazzo Grimani | Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna
Ramo Grimani 4858 – 30122 Venezia

Come sostiene il noto storico dell’arte cinese Lü Peng: “Sebbene influenzato dal Rinascimento, dal modernismo europeo e dalle avanguardie, Zhang Zhaoying ha evitato di aderire rigidamente a schemi pittorici predefiniti, creando una sintesi straordinaria tra la tecnica libera e la pittura controllata, esplorando le trasformazioni culturali e le nuove dinamiche sociali della globalizzazione, per interrogarsi infine sulla bellezza e la verità universale”. 

Attraverso un percorso espositivo di 26 quadri, l’artista decostruisce e ricostruisce iconografie tradizionali, intrecciando passato e presente, tradizione e innovazione, e sviluppando una narrazione visiva che invita lo spettatore a un dialogo tra culture e che si integra perfettamente con le sale del Museo di Palazzo Grimani, uno straordinario esempio di architettura rinascimentale tosco-romana a Venezia, riccamente decorata con stucchi e affreschi da artisti come Giovanni da Udine, Francesco Salviati e Federico Zuccari, che conserva la memoria di Giovanni Grimani e della sua collezione di statue greche e romane che si possono ammirare nella Tribuna e nella Sala del Doge.

Nato a Guangzhou, Zhang Zhaoying ha studiato pittura a olio all’Istituto di Belle Arti del Sichuan e ha proseguito la sua formazione a Bruxelles e all’Università di Scienza e Tecnologia di Macao, dove si è specializzato in arte scenica e teatro dell’assurdo. Questi studi hanno contribuito a rendere la sua pittura altamente drammatica.

Temi contemporanei come la globalizzazione, il consumismo, i social media e la tecnologia AI hanno trasformato il mondo, portando a un’esplosione di informazioni e immagini di civiltà diverse. L’artista affronta questo flusso di forme e significati con un approccio di grande respiro e con un’impronta irriverente, utilizzando un metodo di compilazione, riorganizzazione e riappropriazione. E così gli spettacoli di Broadway, i circhi, gli artisti e i personaggi storici diventano parte delle sue opere, non come semplice montaggio o sovrapposizione, ma come strumento per rispondere ai cambiamenti del mondo, scoprire le connessioni tra gli individui e indagare la società contemporanea. 

Le narrazioni che si susseguono senza sosta appaiono come scene teatrali, ma poi improvvisamente si rivelano come “giochi” o “trappole visive” per lo spettatore. L’equivoco che si viene a creare è dato da due trame distinte, quella dell’iconografia di fondo coerente e leggibile, e l’altra data da elementi di disturbo, nonsense che galleggiano sulla superficie del quadro, come un polipo o un gambero gigante che campeggiano su un cielo terso in uno scorcio da vecchia cartolina: rebus allegorici che si limitano e si controllano a vicenda. Vi è in Zhang una sottile e insistita tecnica di rappresentazione figurativa tesa a lanciare esche al fruitore che, in mancanza di precise coordinate spaziali e logiche, vive una crisi analoga a un dramma di Beckett.

Stilisticamente, Zhang integra varie tecniche, dalle pennellate morbide a quelle più decise, mantenendo una coerenza espressiva e una capacità pittorica straordinarie. In mostra sono presenti diverse opere della serie Lifelong Beauty. Ed è proprio la bellezza uno dei temi maggiormente esplorati dall’artista: un concetto dinamico da indagare laddove l’osservazione della vita dai margini lo induce a smontare e ricomporre continuamente le sue percezioni. Il suo incessante lavoro cattura l’interazione tra immaginazione, aspettativa e realtà, invitando lo spettatore a confrontarsi con le manifestazioni transitorie e diverse della bellezza. Ogni cornice del quadro è in definitiva una finestra che offre una visione su un universo parallelo: un invito a vivere questi istanti effimeri e ad apprezzare l’intricato connubio che si cela dietro le aspirazioni umane.

Sebbene l’artista non offra risposte chiare, ci guida a riesaminare e ripensare tutto ciò che è risolto e infallibile, e questa capacità di adattamento e di innovazione rende la sua arte un contributo particolarmente significativo al panorama artistico contemporaneo.

Zhang Zhaoying è nato a Guangzhou, in Cina, nel 1988. Ha conseguito una laurea in Belle Arti presso il Dipartimento di Pittura a Olio dell’Istituto di Belle Arti del Sichuan e un Master in Belle Arti all’Académie royale des Beaux-Arts. Attualmente, sta completando il suo dottorato presso l’Università di Scienza e Tecnologia di Macao e insegna presso la Scuola dell’Istituto di Belle Arti di Tianjin. È anche supervisore post-laurea alla Sahmyook University. Zhaoying è considerato una delle figure di spicco tra gli artisti della generazione post-1985, distinguendosi per una prospettiva fortemente internazionalizzata. Le sue opere riflettono una mentalità ibrida, che attraversa diversi mezzi, linguaggi e temporalità, e si nutrono di una profonda ricerca iconologica. Ha esposto le sue opere in numerose mostre personali, tra cui la Yibo Gallery a Shanghai nel 2021 e il Museo d’Arte dell’Università di Nanchino nel 2019, così come in varie gallerie e spazi espositivi in Cina. Il suo lavoro è stato anche presentato in importanti mostre collettive a livello internazionale, tra cui “Global Painting” al MART di Rovereto, la Biennale di Chengdu e diverse mostre in Germania, Svizzera, e New York. Le sue opere fanno parte di collezioni prestigiose come il MART di Rovereto, il Museo Nazionale d’Arte della Cina, la White Rabbit Gallery e il Today Art Museum, tra gli altri. 

www.zhaoyingzhang.wordpress.com

Lü Peng, è un curatore, critico e storico dell’arte cinese.È nato a Chongqing, nel Sichuan, nel 1956 e si è laureato in Studi Politici alla Sichuan Normal University nel 1982. Nel 1992 è stato direttore artistico della prima biennale d’arte cinese: Guangzhou Biennial Art Fair.

Tra i suoi successi curatoriali:
Global Painting. La Nuova pittura cinese al Mart di Rovereto, una restituzione composita dell’arte contemporanea cinese che traccia un importante passaggio storico (2024);
Passage to History: 20 Years of La Biennale di Venezia and Chinese Contemporary Art, co-curata con Achille Bonito Oliva alla 55. Biennale d’Arte (2013);
la Biennale di An’ren del 2011;
Pure Views: New Painting from China (Asia Art Museum, San Francisco, 2011);
Pure Views: New Painting from China (Louise Blouin Foundation, Frieze, London, 2010);
Reshaping History (Pechino, 2010), una mostra su larga scala che presentava più di mille opere di quasi duecento tra gli artisti cinesi più innovativi del primo decennio del 21° secolo;
A Gift to Marco Polo, un evento collaterale per la Biennale di Venezia del 2009 che ha messo in mostra otto dei più importanti artisti contemporanei cinesi.

Lü è attualmente direttore del Museo di arte contemporanea di Chengdu, direttore di CHINART, agenzia di gestione delle istituzioni d’arte cinesi, ed è professore associato delDipa rtimento di Storia e Teoria dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Hangzhou, Zhejiang. Dal 2017 è Presidente della L-Art University e Professore del Sichuan Fine Arts Institute e Xi’an Academy of Fine Arts.

A Gennaio 2024 ha pubblicato con Rizzoli, “Storia dell’arte cinese del XX al XXI secolo” già edito incinese nel 2006 da Peking University Press ed inglese nel 2010 dalla casa editrice Charta.

Con questa pubblicazione storica, Lü Peng analizza in modo incisivo ed appassionato gli sviluppi dell’arte cinese dalla fine della dinastia Qing fino agli anni di apertura del XXI secolo tracciando abilmente questa evoluzione, non solo nella Cina continentale, Taiwan e Hong Kong, ma anche in centri importanti come Parigi e Tokyo. Questa narrazione completa è un punto di riferimento per conoscere la storia dell’arte cinese del XX e XXI secolo.


Zhang Zhaoying: Lifelong Beauty
A cura di Lü Peng, Li Guohua, Carlotta Scarpa

8 Maggio – 3 Agosto 2025

DOVE
Museo di Palazzo Grimani | Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna
Ramo Grimani 4858 – 30122 Venezia

ORARI DI VISITA
Dal martedì alla domenica 
10.00 > 19.00  La mostra è compresa nel ticket d’ingresso al Museo
Ingresso gratuito per le categorie di legge e per tutti nei seguenti giorni:  1 e 2 Giugno, 6 Luglio, 3 Agosto 2025

ORGANIZZAZIONE 
L-ART·CONTEMPORARY con Manuela Schiavano

MAGGIORI  INFO 
CS Art Management
press@csartmanagement.com

CONTATTI PER LA STAMPA 
Cristina Gatti Press & P.R. 
press@cristinagatti.it

Gorizia: Terza edizione della rassegna prodotta dall’Associazione Opera Viva

Al via la terza edizione della rassegna “Caffè Letterari”, prodotta dall’Associazione Opera Viva – ideazione e direzione artistica di Lorena Matic – con un format che mette in luce figure della letteratura e della cultura che coincidono con la storia del Friuli Venezia Giulia.

CAFFÈ LETTERARI. Ungaretti il Poeta innamorato
Al via da martedì 6 maggio la terza edizione della rassegna prodotta dall’Associazione Opera Viva

Quest’anno dedicato a “Ungaretti il Poeta innamorato”, capace di imprimere un segno indelebile con i suoi versi scritti durante il periodo della Grande Guerra sul Carso, “Caffè Letterari” si apre a Gorizia, martedì 6 maggio, alle ore 11.30, al Palazzo Werdemnberg (sede della Biblioteca Statale Isontina) con una conferenza dal titolo “Eredità culturale”, a cura del dott. Luca Caburlotto, Direttore della Soprintendenza Archivistica del Friuli Venezia Giulia e della Biblioteca Statale Isontina. Un affondo storico inedito sulla celebrazione del Milite Ignoto a Gorizia attraverso un’esamina degli articoli di giornale del periodo tra ottobre/novembre 1921 a Gorizia, con punti di vista di testate con diversi profili e tendenze.

“Mantenendo il consueto format e la partecipazione attiva dei giovani, con lo scopo di far conoscere autori e opere alle nuove generazioni” – sottolinea il direttore artistico di “Caffè Letterari”, Lorena Matic – “il progetto propone una riflessione sulla poetica di Ungaretti, poeta innamorato come innamorata è l’età dell’adolescenza, nel pieno della fragilità dell’individuo, come lo era Ungaretti al fronte. Prendendo in considerazione tre poesie (I fiumi, Soldati e Mattina), il progetto spazia dallo studio alla scrittura, dal disegno all’animazione, dall’interpretazione attoriale alla realizzazione delle musiche, e – sviluppato con ampia partecipazione di studenti e giovani professionisti – reinterpreta il pensiero del poeta e lo riversa nel contemporaneo, creando una connessione tra la storia e il presente”.

Secondo appuntamento in programma, giovedì 15 maggio 2025, ore 17.30, al Museo del Villaggio del Pescatore (Duino Aurisina) con “Echi di Storia”, uno spettacolo itinerante tra le postazioni museali con l’attore Gualtiero Giorgini: plastici, cimeli, reperti, documenti e memorie della Grande Guerra prendono vita per voce dell’attore e immergono lo spettatore in una innovativa “visita guidata” interattiva e recitata.

La conclusione del progetto si terrà a Trieste, al Teatro Miela, giovedì 22 maggio 2025 ore 11.30, con lo spettacolo “I segreti degli Stati d’Animo”, un’inedita lettura della poetica di Ungaretti messa in relazione con l’età dell’adolescenza. Le tre poesie – I fiumi, Soldati e Mattina – sono il filo rosso nelle riprese sui sentieri della Grande Guerra e nelle azioni dei giovani attori, intervallate da animazioni video, frutto delle illustrazioni realizzate dagli studenti del ITS Deledda Fabiani. Uno spettacolo che prevede la proiezione del filmato e l’azione sul palcoscenico dell’attore Gualtiero Giorgini che evidenzia, tra storia e contemporaneità, l’attualità della poetica di Ungaretti.

Il progetto, prodotto da Opera Viva Associazione culturale, ideato e diretto da Lorena Matic, si realizza grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il contributo della Fondazione CRTrieste e la collaborazione della Soprintendenza Archivistica del Friuli Venezia Giulia, della Biblioteca Statale Isontina del Conservatorio di Musica G. Tartini Trieste, di Bonawentura Soc.Cooperativa, del Gruppo Speleologico Flondar e la partecipazione del ITS Deledda Fabiani Trieste. Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito, per rimanere aggiornati potete iscrivervi alla Newsletter su www.assocoperaviva.it


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it

A FORO G gallery una nuova mostra di dialogo tra Chiara Fronterrè e Roberta Guarnera

Dopo il primo dialogo artistico presso lo Studio BLU81 a Marzamemi “Dicotomia – Isolitudine” si sposta presso la FORO G gallery di Ganzirri, Messina, dal 10 al 25 Maggio.
La mostra curata da Chiara Fronterrè e Roberta Guarnera ed intitolata “Dicotomia- isolitudine” nasce dalla volontà di raccontare il concetto di “isola” (Sicilia), in cui entrambe le artiste vivono e lavorano con le loro rispettive gallerie. Nonostante i loro linguaggi siano ben distinti (Chiara è più legata alla pittura mentre Roberta alla fotografia “ibrida”) creano comunque un sodalizio, che non è solo artistico ma anche di spazi, un chiaro messaggio di voglia di fare rete.

Questo contrasto di “medium” vuole evidenziare anche la stessa diversità che caratterizza l’isola siciliana e scomponendo così i soliti stereotipi.
L’isolitudine viene enfatizzata nelle isole (pittoriche) di Chiara, che questa volta saranno all’interno dello spazio FORO G di Messina. Terre emerse ancora sconosciute e non contaminate, in alcune l’impiego della carta cotone riconducono a mappe geografiche ed invitano così il fruitore ad esplorarle attraverso una propria esperienza sensoriale.

Questa dicotomia continua con le fotografie ibride di Roberta, che con il progetto “Quel che resta/impronte” racconta del rapporto tra mare, natura e uomo.

Vernissage 10 Maggio dalle ore 18.30 fino alle 20 circa in via Lago Grande 43


FORO G gallery di Roberta Guarnera
Via Lago Grande 43 98165 Ganzirri, Messina

Il Polo Museale Sapienza aderisce alla Notte Europea dei Musei

Il Polo Museale Sapienza (PMS) riapre anche quest’anno le porte dei suoi musei tornando a partecipare al prestigioso appuntamento di rilevanza internazionale Notte Europea dei Musei 2025, in programma sabato 17 maggio 2025. Con l’evento Maggio Museale, i Musei di Sapienza accoglieranno i visitatori già a partire dalle ore 15.00, offrendo a famiglie, bambini e al grande pubblico, la possibilità di scoprire e ammirare le loro collezioni in maniera completamente gratuita e diprendere parte a divertenti e coinvolgenti laboratori ludico-didattici ea visite guidate. Questa anticipazione delle attività dei Musei di Sapienza confluisce poi nel programma della Notte dei Musei 2025, partendo alle 20.00 con il concerto della Salt Street Band sulla terrazza del Rettorato e proseguirà fino alle ore 24.00 con una vasta offerta di mostre, eventi, visite guidate tematiche e numerosi laboratori insieme ad altre iniziative di promozione culturale.

MAGGIO MUSEALE
Partecipazione del Polo Museale Sapienza alla
Notte Europea dei Musei 2025

Sabato 17 maggio 2025
apertura dalle 15.00 alle 24.00
 
visite guidate | mostre | eventi | laboratori ludico didattici | musica

Polo Museale Sapienza (PMS)
Città Universitaria |P.leAldo Moro, 5 |Roma
Ingresso e parcheggio gratuiti dalle 15.00 alle 24.00

Questo straordinario evento segna l’ottava edizione del Maggio Museale del PMS e rappresenta un’occasione unica per vivere in modo alternativo lo spazio universitario, dando la possibilità ad un pubblico ampio e variegato di prendere parte a un momento di scoperta, divertimento e incontro dalle prime ore del pomeriggio sino a sera tarda.

Valore aggiunto di questo imperdibile appuntamento artistico e culturale è la facilità di accesso agli spazi del Polo, grazie alla messa a disposizione del tutto gratuita del parcheggio interno del campus universitario e all’apertura di due ingressi, il primo situato in P.le Aldo Moro 5 e il secondo in Viale dell’Università 38. Inoltre, la vicinanza dei numerosi musei permette di raggiungere rapidamente e visitare senza sforzi una vasta gamma di strutture e collezioni.

IL POLO MUSEALE SAPIENZA

Il Polo Museale Sapienza, sotto la presidenza di Fabio Attorre e diretto da Claudia Carlucci, rappresenta una delle istituzioni culturali e scientifiche più rilevanti all’interno della Capitale e dell’Università di Roma. Comprende ben 19 musei universitari, di cui 7 fuori dalla Sapienza suddivisi tra Roma e Latina, ciascuno portatore di una propria specificità e identità culturale. Si tratta di musei di interesse storico, dedicati alla conservazione, alla tutela e alla valorizzazione di un ingente patrimonio, ma anche alla ricerca attiva, alla didattica e alla divulgazione. Le numerose collezioni rappresentano un autentico tesoro senza eguali e dal valore inestimabile, offrendo un’ampia gamma di scienze, tecnologie, reperti archeologici e opere d’arte che riflettono la complessità e la ricchezza della storia romana e non solo. La diversità e l’importanza delle collezioni presenti all’interno del PMS lo collocano tra le istituzioni culturali di maggior prestigio di Roma, contribuendo in modo significativo alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico e scientifico.

I musei che il Polo museale coordina sono: il Museo di Anatomia Comparata, il Museo di Anatomia Patologica, il Museo di Antropologia, il Museo delle Antichità Etrusche e Italiche, il Museo dell’Arte Classica, il Museo di Storia della Medicina, il Museo della Geografia, il Museo di Scienze della Terra, il Museo Erbario, il Museo Orto Botanico, il Museo di Zoologia, il Museo di Arte e Giacimenti Minerari, il Museo di Chimica, il Museo di Fisica, il Museo di Idraulica, il Museo di Merceologia, il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, il Museo Vicino Oriente Egitto e Mediterraneo, il Museo delle Origini.



TITOLO: MAGGIO MUSEALE | Partecipazione del Polo Museale Sapienza alla Notte Europea dei Musei
QUANDO: sabato 17 maggio 2025
ORARI: dalle 15.00 alle 24.00
DOVE: Sapienza Università di Roma – Città Universitaria
INGRESSI: Piazzale Aldo Moro, 5 / Viale dell’Università, 38
INGRESSO LIBERO
PARCHEGGIO GRATUITO ALL’INTERNO DELLA CITTÀ UNIVERSITARIA
 
CONTATTI POLO MUSEALE SAPIENZA
EMAIL: polomusealesapienza@uniroma1.it
SITO WEB: https://polomuseale.web.uniroma1.it/
FACEBOOK: https://www.facebook.com/museiSapienza
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/museisapienza/
YOUTUBE: https://www.youtube.com/@polomusealesapienza4167/
 
UFFICIO STAMPA
CULTURALIA DI NORMA WALTMANN

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Triestebookfest – Gli appuntamenti di sabato 3 e domenica 4 maggio

GLI APPUNTAMENTI DI SABATO 3 E DOMENICA 4 MAGGIO
Tra i tanti eventi,
la presentazione in anteprima nazionale di “Sono libero, o non sono” di Riccardo Manzotti

Un fine settimana ricco di appuntamenti con storie, persone e altri luoghi immaginari nell’ambito della X edizione del Triestebookfest – L’isola che non c’è, con la direzione artistica della Presidente Loriana Ursich, in coorganizzazione con il Comune di Trieste, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, il sostegno de Le Fondazioni Casali ETS e della Fondazione CRTrieste, la media partnership de Il Piccolo e il patrocinio di FERPI-Federazione Relazioni Pubbliche Italiana.


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it

Siamo in Molise, a Villa san Michele, borgo settecentesco teatro di eventi franosi

Per l’edizione speciale 2025 di LIBRINFESTIVAL, insieme al FESTIVAL DEL TEMPO, il 3 maggio 2025 la libreria Cartacanta di Monterotondo ospita la presentazione del terzo libro in concorso del Premio Letterario Librinfestival 10 anni: I sopravvissuti di Antonella Presutti e Gianna Piano per Les Flâneurs Edizioni. Le autrici dialogheranno con Silvia Di Tosti e con Roberto Del Ciello. L’evento è inserito ne Il Maggio dei Libri 2025

Edizione speciale 2025
LIBRINFESTIVAL con il FESTIVAL DEL TEMPO

Presentazione III libro in concorso
Premio Letterario Librinfestival 10 anni

I sopravvissuti di Antonella Presutti e Gianna Piano

3 maggio 2025 ore 18.30
Libreria Cartacanta
Via Edmondo Riva 33 – Monterotondo (RM)

Il romanzo I sopravvissuti, arricchito da fotografie evocative, ci porta nel mistero del nostro passato. Come scrive nella prefazione Biba Giacchetti:«Siamo in Molise, a Villa san Michele, borgo settecentesco collinare. Nato in un’area montana vocata al pascolo, il borgo fu teatro di eventi franosi, fino a che negli anni Sessanta fu evacuato dopo una settimana di ininterrotte piogge torrenziali. La popolazione tentò di opporsi, ma il borgo sembrava smottare a valle e le case, anche se non erano crollate, divennero inagibili e pericolose. Oggi il borgo fantasma resta quasi intatto, avviluppato dalla natura. Un luogo di suggestioni spettrali e poetiche, oniriche e fantastiche. Villa san Michele, con le sue belle pietre, testimonia la cronaca di un evento del passato e l’inutile monito per il futuro. La furia della natura ci sorprenderà ancora in modi che non possiamo pienamente ipotizzare. Ma non è di questo che tratta la nostra storia. I testi di Antonella Presutti e Gianna Piano, e le struggenti immagini di Gianna Piano che lo accompagnano, smaterializzano gli eventi, trascendono i luoghi e il tempo in cui sono avvenuti. Predisponetevi quindi a entrare in una dimensione diversa che, pur esistendo nella natura umana, raramente viene frequentata».

Per il Premio Letterario Librinfestival 10 anni sono stati selezionati 5 titoli, all’insegna di un tema molto potente: “Desiderio”. Declinarlo in un contenuto letterario vuol dire cimentarsi con l’universo psicologico, filosofico, emotivo, relazionale, storico, nonché politico, dell’umanità. I cinque romanzi finalisti sono frutto di una scelta a cura di Silvia Di Tosti, alla base della quale è forte la volontà, la curiosità, la missione di offrire ai lettori un panorama letterario che esuli dalla moda, e dal tempo, e si concentri sulla scrittura, sulle storie, e sul tema. E saranno proprio i libri a alimentare e stimolare il confronto su qualcosa che abbiamo dimenticato o rimosso, e che facciamo coincidere con il desiderio materiale, ignorando le nostre tensioni, emozioni, sensibilità. Un orizzonte sfocato, su cui galleggiano le idee, le speranze, le illusioni perdute.

Prossimi appuntamenti: il 6 giugno, Otto anni di Juri Romanini, Exòrma Edizioni; il 26 giugno Atroce è la luce di Stefano Galardini, per 8ttoEdizioni. 

L’edizione speciale 2025 di LIBRINFESTIVAL, insieme al FESTIVAL DEL TEMPO è promossa dall’associazione Librinfestival, ISKRA Cooperativa sociale onlus e dall’associazione blowart, a cura di Silvia Di Tosti, Roberta Melasecca e Alessia Fedeli, in collaborazione con Movimento VulnerarTe APS, VulnerarTe Magazine, Kriolla Culture, La Linea d’Ombra lettori, sogni, autori Roma, Dide Distretto del Design, con il patrocinio di Cittadellarte Fondazione Pistoletto, con il contributo di Azienda Olio Vitali Sabina Dop


EDIZIONE SPECIALE 2025
LIBRINFESTIVAL con il FESTIVAL DEL TEMPO
Tema 2025: DESIDERIO
Da marzo a novembre 2025
26-28 settembre 2025 – Monterotondo (RM)
21-25 maggio – Genova (GE)
Promosso da associazione Librinfestival, associazione blowart, ISKRA Cooperativa sociale onlus
Con Movimento VulnerarTe APS, Kriolla Culture, La Linea d’Ombra lettori, sogni, autori Roma, Dide Distretto del Design. Media partner: VulnerarTe Magazine
Con il patrocinio di Cittadellarte Fondazione Pistoletto ONLUS
Con il contributo di Azienda Olio Vitali Sabina Dop

Festival Tempo
Associazione culturale blowart
Roberta Melasecca
info@festivaldeltempo.itwww.festivaldeltempo.it

Librinfestival
Associazione culturale
Silvia Di Tosti
silviaditosti@libero.itwww.librinfestival.it

ISKRA Cooperativa sociale onlus
Alessia Fedeli – https://iskra.coop/

Alessandria festeggia il suo 857° compleanno con i “Palazzi nella Storia”

“Palazzi nella Storia” è l’evento dedicato all’apertura straordinaria, con visite guidate, di alcuni palazzi e siti di pregio della Città, pubblici e privati, in parte normalmente non accessibili al pubblico o abitualmente non considerati dal punto di vista della loro storia e valore storico-artistico e architettonico.

“Palazzi nella Storia”, 
Alessandria celebra il 857esimo Compleanno della Città 
sabato 3 e domenica 4 maggio
con l’apertura straordinaria dei suoi magnifici Palazzi

“Palazzi nella Storia” giunge quest’anno alla terza edizione: quelle precedenti, nel 2022 e 2024, hanno ottenuto un largo successo di pubblico, in buona parte proveniente da fuori Alessandria. Palazzi nella Storia fa parte del programma di manifestazioni per l’857° Compleanno della Città di Alessandria.

L’evento ha l’obiettivo di portare alla “riscoperta” di luoghi e palazzi che caratterizzano l’offerta culturale di Alessandria e la valorizzano come Città d’arte dotata di un ampio patrimonio storico-architettonico rappresentativo di epoche diverse, dal Medio Evo fino al Novecento.

Alessandria punta a posizionarsi come destinazione turistica e meta di “city break”, nel quadro di una strategia generale di marketing territoriale e promozione della Città che sta trovando riscontro, dal punto di vista turistico, nella crescita dei pernottamenti (+ 2,3% nel 2024 rispetto al 2023, con un aumento complessivo di circa il 13% fra 2021 e 2024) e nell’aumentata visibilità, confermata dalla crescente presenza sui mass media nazionali.

Palazzi nella Storia è organizzato da Comune di Alessandria, Alexala e ASM Costruire Insieme; si ringraziano per la collaborazione Poste Italiane e Banco BPM.

L’evento si svolgerà nei giorni di sabato 3 e domenica 4 maggio e coinvolgerà i seguenti palazzi:

Palazzo Municipale

–  Palazzo Municipale (sede del Comune – edificato come teatro a partire dal 1772 dall’architetto Giuseppe Caselli, l’edificio fu terminato nel 1830; interessanti affreschi ottocenteschi di Pietro Sassi);

–  Palazzo Cuttica di Cassine(elegante palazzo della fine del XVII secolo; ospita al piano nobile le collezioni del Museo Civico);

–  Palazzo delle Poste (sede centrale di Alessandria – firmato dall’architetto Franco Petrucci negli anni 1939-41, l’edificio è un esempio di architettura razionalista; il mosaico alla base della facciata fu realizzato su disegno di Gino Severini),

–  Sede Banco BPM, già sede storica della Cassa di Risparmio di Alessandria – la movimentata facciata neoclassica ottocentesca cela origini risalenti al XV secolo;

–  Palazzo Ghilini (sede della Provincia – bell’esempio di barocco piemontese, su progetto dell’architetto Benedetto Alfieri; fu terminato nel 1732).

Le aperture avranno luogo sabato 3 maggio, nel pomeriggio, e domenica 4 maggio, mattina e pomeriggio, e saranno articolate in visite guidate gratuite condotte da guide professioniste abilitate, della durata indicativa di un’ora e mezza e per gruppi di circa 20 persone.

Partenza dei gruppi davanti all’ingresso centrale di Palazzo Municipale, sotto i portici di Piazza della Libertà, secondo i seguenti orari:

sabato 3 maggio. pomeriggio: ore 15,30 e 17,30;
domenica 4 maggio, mattina: ore 9,30 e 11,30;
domenica 4 maggio, pomeriggio: ore 15,30 e 17,30.

Non sono previste prenotazioni; il pubblico sarà ammesso per ogni turno fino ad esaurimento dei posti; orari e percorsi dei tour guidati sono organizzati in modo da consentire, per chi lo volesse, di visitare a turno tutti i palazzi proposti.

“Palazzi nella Storia”, dice Giorgio Abonante, Sindaco di Alessandria, “punta alla valorizzazione e alla “scoperta” di un patrimonio storico-architettonico straordinario, poco conosciuto o difficilmente visibile da chi frequenta alcuni palazzi per lavoro o per servizi, o semplicemente ci passa davanti tra un impegno e l’altro della vita quotidiana. Con questo evento vogliamo comunicare l’attrattività e unicità di Alessandria come città d’arte, la qualità della vita che la nostra città può offrire, valorizzare una parte dell’identità urbana che testimonia la nostra storia e può costituire, nel presente e nel futuro, un’opportunità di sviluppo economico e di creazione di posti di lavoro nel settore turistico“.


Melina Cavallaro 
Uff. stampa & Promozione FREE TRADE Roma 
Valerio De Luca resp. addetto stampa
Via Piave 74 – 00198 Roma – www.freetrade.it  

Pier Tancredi De-Coll’ Opere 2022 allo Spazio dell’Angelo a Matera

Il prossimo 3 maggio 2025 alle ore 18.00, presso lo Spazio dell’Angelo a Matera (via Sant’Angelo 68, nel cuore del Sasso Caveoso), si inaugura la mostra personale di Pier Tancredi De-Coll’, “Opere 2022/2025”. L’esposizione sarà visitabile fino al 3 giugno, tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00, con ingresso libero.

Pier Tancredi De-Coll’
Opere 2022/2025
Mostra personale | Spazio dell’Angelo, Matera
3 maggio – 3 giugno 2025
Inaugurazione sabato 3 maggio, ore 18.00

La mostra, organizzata con il patrocinio del Comune di Matera e con il sostegno di Caruso Servizi Assicurativi S.r.l., propone una selezione di opere recenti dell’artista torinese: un percorso pittorico che coniuga forza cromatica, profondità spaziale e un’intensa componente emotiva. Alla serata inaugurale interverranno, oltre all’artista, Attilio Caruso e Nicola Filazzola, autore del testo critico che accompagna la mostra.

Le opere in mostra – tra cui Joyfull timeAtlaantideo figures, Colloqui misteriosi – rivelano l’inconfondibile cifra stilistica di De-Coll’, in bilico tra espressionismo e visione barocca, dove l’equilibrio tra sogno e concretezza genera una narrazione pittorica di forte impatto. Le sue figure, gli interni, le nature morte non sono semplici soggetti ma elementi strutturali che dialogano con lo spazio in cui si collocano, in una composizione che richiama la grande tradizione italiana da Giotto a Morandi.

Come osserva Nicola Filazzola nel testo critico, “Pier Tancredi unisce magia e realtà, catarsi e allegria… la sua è una pittura che rimanda al Barocco, figlia di un’arte che affonda nella percezione acuta del reale le radici della sua immaginazione”.

Pier Tancredi De-Coll’, nato a Torino nel 1959, è un artista di formazione espressionista con un’attività che spazia dal disegno alla pittura, passando per l’illustrazione e la grafica editoriale. Dopo gli esordi come vignettista per i quotidiani Stampa Sera e La Stampa (oltre 1.000 pubblicazioni tra il 1982 e il 1995), si è dedicato allo studio della pittura presso lo studio del maestro Serafino Geninetti.

Nel 1986 ha collaborato con lo scrittore Federico Audisio di Somma alla pubblicazione del libro Femmes, Donne Elettriche, illustrato da De-Coll’ e introdotto da Gianni Versace. Il percorso artistico di quegli anni è stato oggetto del volume Pura Pittura (Gli Ori, 2017), curato dalla Presidente dell’Accademia Albertina Paola Gribaudo.

Nel 2018 la Città di Arezzo gli ha dedicato un’importante mostra antologica presso la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, a cura di Liletta Fornasari. Le sue opere sono state selezionate per prestigiosi premi tra cui il Premio Sulmona, dove nel 2022 ha ricevuto una Menzione d’Onore dalla giuria presieduta da Vittorio Sgarbi.

Attualmente è membro della Consulta dell’Accademia Italiana D’Arte e Letteratura, e un suo lavoro è esposto permanentemente al Vittoriale degli Italiani nell’ambito della mostra D’Annunzio e la Cina. Partecipa alla corrente romana dell’Effettismo, fondata da Francesca Romana Fragale, e collabora con numerose gallerie in Italia.


Informazioni utili
Dove: Spazio dell’Angelo, Via Sant’Angelo 68 – Matera (Sasso Caveoso)
Aperta al pubblico dal 3 maggio al 3 giugno 2025
Orari di apertura: tutti i giorni, 10.00–13.00 | 16.00–19.00
Inaugurazione: Sabato 3 maggio, ore 18.00
Interventi: Pier Tancredi De-Coll’, Attilio Caruso, Nicola Filazzola
 
Per contatti e ulteriori informazioni:
Sissi Ruggi
Addetto stampa
e-mail ufficiostampa@sissiruggi.com

Maggio in Jazz nel cuore di Terre dei Borghi

Arquà Petrarca (PD) – Domenica 4 maggio 2025 – Le colline euganee si tingono di note e sapori con l’appuntamento speciale Maggio in Jazz, ospitato da VITICULTURE nel cuore di Terre dei Borghi, in via Pajone, a partire dalle ore 12.00.

VITICULTURE
Maggio in Jazz – Terre dei Borghi: una giornata tra musica, cicchetti e buon vino

Protagonista della giornata sarà il trio jazz formato da Antonio Cavicchi alla chitarra, Marc Abrams al contrabbasso e Riccardo Biancoli alla batteria, che accompagnerà il pubblico con raffinate sonorità tra classici del repertorio e composizioni originali. Un concerto immerso nella natura, pensato per chi ama la musica di qualità e la convivialità all’aria aperta.

Il trio composto da musicisti di grande esperienza, è da molti anni attivo sulla scena jazz italiana e internazionale. La lista delle loro collaborazioni, live e in studio, è lunghissima e comprende fra gli altri nomi quali Dizzy Gillespie, Gil Evans, Mal Waldron, Lee Konitz, Kenny Clarke, Chet Baker, Benny Golson e tutti i più importanti esponenti del jazz italiano. Sono inoltre tutti attivi come docenti nei Conservatori italiani. Da alcuni anni, hanno trovato nella formula del trio la formazione ideale per esprimere un jazz saldamente ancorato alla tradizione ma in cui possano confluire tutte le loro molteplici esperienze.

Il concerto prenderà il via alle ore 12.00, con una prima parte di circa 50 minuti. Dopo una breve pausa conviviale, ci sarà un successivo set di altri 50 minuti, e alla conclusione, i musicisti torneranno a suonare, aprendo il palco anche a eventuali ospiti e amici musicisti che vorranno unirsi, dando vita a un dialogo musicale aperto e spontaneo, nel vero spirito del jazz.

L’evento si arricchisce con la vendita di cicchetti e calici di vino, a cura di produttori locali, per un’esperienza che unisce cultura, enogastronomia e territorio in un’atmosfera rilassata e accogliente.

Maggio in Jazz è organizzato da VITICULTURE con l’intento di valorizzare la musica dal vivo in luoghi di pregio, offrendo al pubblico un’occasione unica di incontro e bellezza.


Dove:
VITICULTURE – Terre dei Borghi, Arquà Petrarca (PD) Contributo di 15 euro. Biglietto acquistabile sul luogo (include un cicchetto e un calice di vino).
È preferibile la prenotazione – info: terredeiborghi@gmail.com

Ufficio stampa
Studio Pierrepi
Alessandra Canella 
www.studiopierrepi.it