
In un’epoca in cui l’arte rischia spesso di diventare tappezzeria, Banksy continua a graffiare la coscienza collettiva. La Banksy Humanity Collection porta in mostra non soltanto le sue immagini più iconiche, ma soprattutto le domande scomode. Un’esposizione dove ciascuno si sentirà di prendere posizione.




Banksy, il clandestino dell’arte
che parla di umanità
di Salvo Morelli
| Banksy in mostra ad Agrigento Dal 4 al 21 dicembre, Agrigento ospiterà l’ attesa grande esposizione dedicata a Banksy, con 240 opere allestite negli spazi espositivi della Camera di Commercio di Agrigento, in via Atenea. Un appuntamento che arricchisce il percorso verso Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, offrendo alla città un’occasione di incontro con uno dei linguaggi artistici più incisivi della contemporaneità. La presentazione della mostra avverrà nel foyer del Teatro Pirandello. Interverranno Maria Teresa Cucinotta, presidente della Fondazione per Agrigento 2025, Franco Miccichè, sindaco di Agrigento, Giuseppe Parello, direttore generale della Fondazione Agrigento Capitale. Sarà un momento per illustrare i contenuti dell’esposizione e il suo ruolo all’interno del programma della Capitale Italiana della Cultura 2025. La selezione delle opere permette di attraversare i temi chiave dell’artista: diritti umani, pace, critica sociale, ribellione, ironia e visione. L’allestimento valorizza la potenza comunicativa delle immagini e ne facilita la fruizione da parte di un pubblico eterogeneo. Nelle prime ore della giornata la mostra sarà riservata alle scuole. L’accesso al pubblico sarà possibile a partire dalle ore 11, per tutta la durata dell’esposizione. |
C’è chi dipinge per vendere e chi per parlare al mondo. Banksy, com’è noto, appartiene alla seconda categoria: quella dei sovversivi dell’aerosol, dei poeti del muro. Ora una mostra ad Agrigento, Banksy Humanity Collection, prova a restituirne il senso profondo: non il mistero dell’identità, ma quello della coscienza.
L’esposizione, curata dalla Banksy Modeste Collection, arriva a dicembre con un tempismo che non lascia spazio al caso. Una data scelta come dichiarazione d’intenti, per ricordare che l’arte, quando smette di essere solo decorazione, può ancora sporcarsi le mani con la realtà.
Il progetto nasce nel 2019 dall’idea di un gruppo di amici, che ha fondato la SAS Banksy Modeste Collection per conservare e diffondere il messaggio del più enigmatico tra gli street artist, trasformando ogni mostra in un atto di impegno civile. Da allora la collezione ha fatto tappa in 14 città francesi, attirando oltre 240.000 visitatori e raccogliendo più di 250.000 euro per progetti di beneficenza.
Ma più che un catalogo d’arte, questa mostra è una presa di posizione. I curatori non chiedono biglietti d’ingresso, ma donazioni libere. Il pubblico potrà anche acquistare serigrafie dedicate, parte del cui ricavato sarà devoluta a un’associazione locale impegnata sul territorio. Insomma, il messaggio è chiaro: l’arte non si contempla soltanto, si pratica.
L’arte come specchio del mondo
Dietro lo slogan Humanity Collection si nasconde una verità semplice: le opere di Banksy parlano di noi. Delle nostre paure, delle disuguaglianze che fingiamo di non vedere, dei paradossi quotidiani che riempiono le cronache. Ogni stencil, ogni topo in fuga, ogni bambina col palloncino è un dito puntato – a volte ironico, a volte amaro – sulle storture del potere e sull’indifferenza di chi guarda.
Le immagini sono provocatorie, certo, ma non gratuite. Banksy sa essere sarcastico come Swift e diretto come un titolo di giornale: mette il pubblico davanti alle proprie contraddizioni e poi, con un colpo di spray, gli toglie ogni alibi.
Un percorso che diventa esperienza
Il progetto non si limita a riempire le pareti. Accanto all’esposizione sono previsti incontri con la stampa e con associazioni locali, perché la street art non si accontenta di farsi vedere: vuole essere ascoltata, discussa, magari contraddetta. È questo, in fondo, il suo linguaggio più autentico.
La Banksy Humanity Collection si propone come un piccolo laboratorio di coscienza collettiva. Lontano dai vernissage di lusso e dai selfie di circostanza, preferisce la sostanza del messaggio: uguaglianza, solidarietà, giustizia. Tre parole che suonano antiche, ma che nei muri di Banksy ritrovano una giovinezza corrosiva.
E se l’artista resta invisibile, poco importa. Forse proprio lì sta la sua forza: nel far parlare le opere mentre lui tace. In un mondo che urla per esistere, Banksy dimostra che si può cambiare il mondo anche con un silenzio. Purché sia dipinto sul muro giusto.
| Dettagli dell’evento: Date: 4–21 dicembre Inaugurazione 3 dicembre ore 18 Luogo: Area espositiva della Camera di Commercio di Agrigento, via Atenea Ingresso: gratuito Sito https://share.google/rqd8vGCee9BGdT5Ul Melina Cavallaro – Uff. stampa & Promozione FREE TRADE Roma, Valerio de Luca – resp. addetto stampa – |
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