
In tre mesi oltre quarantamila presenze per la mostra dedicata alla fotografa americana e per la riapertura del Museo del Genio. Dal 5 marzo 2026 il testimone passa a Robert Doisneau, nel segno dei 200 anni della fotografia e del gemellaggio tra Parigi e Roma.

| Museo del Genio, la rinascita che sorprende Roma: 40 mila visitatori per Vivian Maier e ora arriva Doisneau di Serena Galimberti, redattrice di Experiences specializzata in fotografia e arti visive contemporanee. Il Museo del Genio, da spazio riservato agli addetti ai lavori, si è trasformato in un laboratorio aperto. La fotografia – ieri con Maier, domani con Doisneau – è il filo rosso di una rinascita che promette continuità. |
Non era scontato. Restituire alla città un luogo rimasto a lungo ai margini dei circuiti culturali e trasformarlo in uno spazio vivo, capace di attrarre pubblico e critica, era una scommessa. Il bilancio dei primi mesi di attività del Museo del Genio – riaperto stabilmente al pubblico dal 31 ottobre 2025 – parla chiaro: oltre 40.000 visitatori in tre mesi tra museo e mostra temporanea, un’affluenza costante e trasversale, un interesse che ha coinvolto famiglie, scuole, studiosi, turisti e gruppi organizzati.
La grande protagonista di questa prima stagione è stata “Vivian Maier. The Exhibition”, la monografica dedicata alla fotografa americana nel centenario della nascita (1° febbraio 1926 – 1° febbraio 2026), conclusasi il 15 febbraio 2026 con uno straordinario successo di pubblico e di critica.
Vivian Maier, lo sguardo invisibile che ha conquistato Roma
La mostra, curata da Anne Morin e prodotta e organizzata da Arthemisia su progetto di Vertigo Syndrome in collaborazione con diChroma photography, ha proposto oltre 200 fotografie in bianco e nero e a colori, oggetti personali, documenti rari, registrazioni sonore e filmati in Super 8 . Un percorso ampio e immersivo dentro l’universo della tata–fotografa che, per tutta la vita, scattò in silenzio con la sua inseparabile Rolleiflex, documentando la vita quotidiana americana tra New York e Chicago.
La riscoperta della Maier – emersa solo nel 2007, quando l’archivio dei suoi negativi fu acquistato casualmente a un’asta – è ormai una delle storie più emblematiche della fotografia contemporanea. A Roma, il pubblico ha potuto attraversare le diverse sezioni tematiche: l’America del dopoguerra e i volti ai margini del sogno americano; le sperimentazioni in Super 8; le rare fotografie a colori realizzate con la Leica 35 mm; gli intensi autoritratti, veri e propri “selfie” ante litteram; l’infanzia, tema centrale nella vita e nell’opera di Maier.
Il successo non si è misurato soltanto nei numeri. Le visite guidate, i percorsi educativi e gli eventi collaterali hanno animato il calendario culturale del Museo, contribuendo a trasformare un edificio storico in un polo di incontro e confronto .
Il Museo del Genio: da istituto militare a centro culturale
La mostra su Maier ha avuto anche un valore simbolico: inaugurare una nuova fase per l’Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio (ISCAG), oggi conosciuto come Museo del Genio. Nato nei primi anni del Novecento e collocato nell’attuale complesso monumentale sul Lungotevere della Vittoria – costruito tra il 1936 e il 1939 su progetto del tenente colonnello Gennaro De Matteis – il museo custodisce un patrimonio tecnico e scientifico di straordinaria rilevanza.
Modelli di fortificazioni, plastici di ponti, strumenti delle specialità del Genio, l’attrezzatura radiotelegrafica originale di Guglielmo Marconi, uno dei primi telefoni attribuiti ad Antonio Meucci, documentano la simbiosi tra ingegneria militare e progresso tecnologico italiano. A questo si aggiungono una biblioteca di oltre 24.000 volumi, un archivio fotografico con più di 30.000 immagini e un patrimonio documentale di circa 150.000 pezzi.
La riapertura, promossa dal Ministero della Difesa, dall’Esercito Italiano e da Difesa Servizi, con produzione e organizzazione di Arthemisia e il patrocinio della Regione Lazio, ha puntato fin dall’inizio su una formula precisa: affiancare alla collezione permanente grandi mostre temporanee capaci di dialogare con il patrimonio storico.
Una sfida vinta
«Portare flussi costanti di visitatori in un museo di nicchia è stata una sfida», ha sottolineato Alessandra Taccone, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, partner del progetto, evidenziando il valore della cooperazione pubblico-privato nel rendere accessibile e vivo il patrimonio statale.
Sulla stessa linea Iole Siena, Presidente di Arthemisia, che ha parlato di un risultato non scontato e di una sfida riuscita, ringraziando l’Esercito Italiano e Difesa Servizi per l’opportunità offerta alla città .
La mostra su Vivian Maier, organizzata in partnership con Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e Poema, con sponsor Generali Italia (programma Generali Valore Cultura), mobility partner Frecciarossa Treno Ufficiale e media partner la Repubblica, ha dunque segnato un nuovo punto di riferimento nella stagione culturale romana.
Dal 5 marzo Robert Doisneau: la poesia del quotidiano
Sull’onda di questo entusiasmo, il Museo del Genio guarda già avanti. Dal 5 marzo 2026 le sale ospiteranno una grande mostra dedicata a Robert Doisneau, uno dei maestri indiscussi della fotografia del Novecento. Oltre 140 scatti ripercorreranno l’intera carriera dell’autore che ha trasformato la vita quotidiana in poesia visiva, rendendo Parigi un’icona universale.
La scelta non è casuale. Il 2026 è un anno simbolico: ricorrono i 200 anni dalla nascita della fotografia e il 70° anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma. La mostra su Doisneau si inserisce in questo doppio orizzonte, come dialogo ideale tra due capitali della cultura europea e come omaggio a uno sguardo profondamente umano, capace di raccontare l’amore, il lavoro, la strada.
Dopo la riscoperta di Vivian Maier e con l’arrivo di Robert Doisneau, il Museo del Genio consolida una linea curatoriale chiara: fare della fotografia internazionale un linguaggio privilegiato per interrogare il presente, dentro un luogo che custodisce la memoria tecnica e scientifica del Paese.
Note essenziali
Museo del Genio – ISCAG
Lungotevere della Vittoria 31, Roma
Riapertura al pubblico: 31 ottobre 2025
Mostra “Vivian Maier. The Exhibition”: 31 ottobre 2025 – 15 febbraio 2026
Visitatori nei primi tre mesi: oltre 40.000
Prossima mostra: Robert Doisneau, dal 5 marzo 2026
Informazioni: www.arthemisia.it
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