“La Quinta Stagione – IV Edizione” | Collettiva d’arte contemporanea a Genova

LA QUINTA STAGIONE – IV Edizione
Collettiva d’Arte Contemporanea
a cura di Benedetta Spagnuolo

16 – 21 Novembre 2025
Opening: Sabato 15 Novembre ore 17:30
Live sound performance: ore 18:00 – Marco Nocentini, “Eteria, una stagione dove il tempo è suono

Complesso Monumentale di Santa Maria di CastelloSala Espositiva La Cisterna
Via Santa Maria di Castello, 27 – Genova (IT)

Orari di apertura:
Tutti i giorni ore 17:00 – 19:30
Mattina su appuntamento – Ingresso libero

Sabato 15 novembre alle ore 17:30 inaugura la quarta edizione della collettiva d’arte contemporanea La Quinta Stagione, ospitata nella suggestiva sala espositiva La Cisterna, situata sotto il terzo chiostro del Complesso monumentale di Santa Maria di Castello a Genova— un luogo di straordinario fascino storico risalente al IX secolo.

La sala, insieme al sottoporticato, si trasforma per l’occasione in un contenitore di arte e linguaggi contemporanei, dove il dialogo tra passato e presente si rinnova attraverso le diverse forme espressive dell’arte multimediale.

L’evento è curato da Benedetta Spagnuolo e organizzato da ARTISTI ITALIANI – arti visive e promozione, con il patrocinio della Regione Liguria e del Comune di Genova.

La mostra internazionale, aperta al pubblico tutti i giorni dalle 17:00 alle 19:30 fino al 21 novembre, presenta opere di artisti contemporanei provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi — tra cui Austria, Lituania, Spagna, Taiwan e Olanda — molti dei quali espongono per la prima volta a Genova.

In occasione del vernissage è prevista una live sound performance di Marco Nocentini, dal titolo “Eteria, una stagione dove il tempo è suono”, un intervento sonoro pensato per dialogare con l’atmosfera della mostra, dove fotografie, pitture, installazioni, illustrazioni, grafiche e video offrono una visione ampia e stimolante della creatività artistica contemporanea internazionale.

Un dialogo tra epoche e linguaggi che si alimenta della tensione tra memoria e contemporaneità, dove l’arte diventa strumento di rilettura critica del presente.

L’arte non si arrende all’emergenza mondiale (guerra e cambiamento climatico), anzi scatena in realtà nuove idee e suggestioni. Per questo cambiamento bisogna pensare anche a una nuova rinascita e così la curatrice Benedetta Spagnuolo ha ideato per il suo progetto espositivo una tematica e un titolo che emanano esattamente il senso di ripresa e di rifioritura: La Quinta Stagione.

La Quinta Stagione nasce dall’esigenza, prima del curatore e poi dell’artista, di creare un mondo utopico “non fatto” di stagioni, “non composto” da tempo, “non gestito” dallo spazio; un mondo personale, un periodo ipotetico nel quale non esiste né il freddo né il caldo, dove non c’è temperatura né tempo.

Questa Quinta Stagione cancella le stagioni dell’anno e della vita e i periodi che non ci fanno sentire parte integrante del mondo; nasce come desiderio di creare dentro di noi una presunta vita sospesa da giudizi e fatta solo d’istinto e gioia di vivere.

In un periodo difficile come quello che stiamo vivendo, la nostra urgenza è proprio di fuggire al di là di questo lasso di tempo per poterci rifugiare “oltre” e avvicinarci sempre di più a una dimensione personale e utopica. Si crea così un nuovo assetto politico, sociale o religioso che non trova riscontro nella realtà ma che viene proposto come modello ideale; ecco perché nasce La Quinta Stagione, per un sano ed intimo benessere individuale.

L’artista espone dunque una vera e propria rinascita di se stesso, circondato da elementi non solo naturali ma anche surreali; ciò che conta è che sia parte integrante di questo mondo ipotizzato, che esso sia fatto di elementi reali o immaginari.

Siamo abituati a considerare le stagioni secondo la loro classica suddivisione astronomica, cioè come l’intervallo di tempo che passa tra un equinozio e un solstizio, e si distinguono quindi quattro stagioni: primavera, estate, autunno e inverno. Dobbiamo pensare invece alla Quinta Stagione come a un periodo in fase a-temporale, la cui durata è del tutto soggettiva.

Molti hanno citato il concetto di quinta stagione: lo ha fatto, per esempio, la cantautrice Cristina Donà nel suo quinto album del 2007; e lo hanno fatto i registi Peter Brosens e Jessica Woodworth nel 2012, con il loro omonimo film in lingua originale, La Cinquième Saison.

Nel caso di Cristina Donà, l’idea dell’album viene dalla medicina tradizionale cinese, secondo la quale la quinta stagione è il periodo intermedio tra le stagioni: un momento di passaggio durante il quale corpo e spirito si preparano al cambiamento. È intorno al concetto di “preparazione” all’eventualità di dover affrontare un momento duro che ruotano i brani della cantautrice.

Il film La Cinquième Saison, invece, tratta di una misteriosa calamità che colpisce un remoto villaggio belga nelle Ardenne: è sempre inverno, la primavera si rifiuta di arrivare, gli alberi cominciano a cadere, la terra diventa arida e le provviste scarseggiano. Il ciclo della natura è sconvolto, la natura prende il sopravvento provocando l’implosione della piccola comunità.

In questo film si percepisce il lato oscuro e oscurato della relazione dell’uomo con la natura durante le quattro stagioni e la quinta stagione è rappresentata in questo caso dal periodo in cui la natura, se pur immobile, riprende il comando.  In entrambi i casi, la quinta stagione è intesa come intervallo volto a finire, nel quale il tempo e lo spazio esistono concretamente; esattamente il contrario rispetto al nostro caso.

La “nostra” Quinta Stagione è soltanto nostra e singolare, percepita solo attraverso gli occhi e ingoiata in un vortice interiore; in questo caso l’artista ha il coraggio di mostrare e rappresentare il “non concreto”.

È una sfida tra il mondo tangibile e il mondo interiore, dal quale ciò che emerge è solamente la nostra…. Quinta Stagione.
Benedetta Spagnuolo

Artisti:
Ivana Babic, Biagio Battaglia, Monica Biamonte, Calabrese/Smeraldo, Patrizia Cavagnaro, Clag!, Raffaele Costosi, Pietro Michele D’Aietti, Elisa Vittoria Ferrati, Flobi, Ella Gabi, Duccio Guarneri, Kanter Eginhartz, Lottevont, Tommaso Maestrini, Stefania Moretti, Monica Mura, Valerio Murri, Ramutė Paulikaitė, Claudi Piripippi, Polyni, Monica Rapetti, Raz, Safu, Silvia Sasso.
 
Fotografie e riprese video: © Francesco Arena, 2025
Cover photo: © instagram.com/ellie_laverne_
Ufficio stampa: ARTISTI ITALIANI – arti visive e promozione
 
Approfondimenti: artistiitaliani.wixsite.com/artistiitaliani/laquintastagione4

ORGANIZZAZIONE:
ARTISTI ITALIANI – ARTI VISIVE E PROMOZIONE

Fondata nel 2016 da Benedetta Spagnuolo, l’associazione culturale no-profit ARTISTI ITALIANI – arti visive e promozione nasce dall’esperienza di una pagina social del 2010. Oggi l’associazione promuove le arti visive contemporanee, gestendo comunicazione digitale, eventi e progetti curatoriali, e supporta artisti italiani e internazionali con un servizio integrato di gestione e promozione, accompagnandoli in ogni fase della carriera e offrendo visibilità, networking e strumenti professionali per inserirsi nel mercato globale dell’arte.

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CURATORE:
BENEDETTA SPAGNUOLO | CRITIC – ART CURATOR

Benedetta Spagnuolo, laureata all’Accademia di Belle Arti di Catania, lavora come curatrice e critica indipendente, collaborando con artisti italiani e internazionali e con Juliet Art Magazine, dove firma testi critici e recensioni su mostre e progetti contemporanei. Intende la curatela come un atto di mediazione tra artista e pubblico, volto a creare spazi di riflessione e dialogo. Con l’associazione culturale ARTISTI ITALIANI – arti visive e promozione promuove nuove voci del contemporaneo, valorizzando la contaminazione tra linguaggi e discipline. Il suo lavoro sostiene la crescita degli artisti e rafforza il dialogo con il pubblico, rendendo l’arte un’esperienza condivisa e attuale.

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Benedetta Spagnuolo
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