Venezia: “Ecologia dell’Immaginario” di Silvia Stocchetto

Opening della mostra
Ecologia dell’Immaginario 
di Silvia Stocchetto

 
Sabato 29 Novembre, a partire dalle ore 18:30
M.A.C.Lab – MULTIMEDIAL LABORATORY ART CONSERVATION
FONDAMENTA DELLA MISERICORDIA CANNAREGIO, 2589 – 30121- VENEZIA.

ECOLOGIA DELL’IMMAGINARIO,
TRA SCIENZE AMBIENTALI E PAESAGGI ONIRICI

  • Dopo il successo delle mostre dedicate a Vincenzo Eulisse e Gilberto Visintin, l’accogliente spazio M.A.C. Lab, Multimedial Laboratory Art Conservation strategicamente ubicato presso Fondamenta della Misericordia, ospita una terza esposizione dedicata a una giovane artista.

Dal 29 novembre al 20 ottobre la mostra “Ecologia dell’immaginario” di Silvia Stocchetto prenderà forma negli spazi di M.A.C. Lab, Multimedial Laboratory Art Conservation. In questo momento storico in cui l’antropocentrismo nelle sue forma più esasperate sta distruggendo l’ambiente che ci ospita, l’arte racconta ampiamente e in modi diversi il rapporto con la natura. Come scrive il curatore Stefano Cecchetto, Silvia Stocchetto invita lo spettatore a immergersi in un percorso originale: << Attraverso un personale linguaggio pittorico, le indulgenti metafore di un universo visivo, mitologico e classicheggiante che induce, tra scienza, natura e biologia, alla rivelazione di un mondo visibile e invisibile nello stesso tempo>>.

L’artista, vincitrice del Premio Mestre di Pittura nel 2024, la cui opera figura tra le recenti acquisizioni della collezione permanente del Museo Ca’ Pesaro, sviluppa una poetica che nasce dall’incontro tra prospettiva analitica e sguardo onirico.

L’artista, infatti vanta una formazione in Scienze Biologiche, arricchita da un dottorato in Biochimica e Biofisica che condiziona fortemente il suo sguardo.

La natura, ibridata da una visione immaginifica, diviene oggetto privilegiato delle sue opere e luogo di sperimentazione ed evoluzione dell’universo pittorico di Stocchetto.

Ad aprire il percorso espositivo, Gru coronata (2016), è un’opera in cui viene definita una grammatica visuale che diverrà tratto distintivo della sua produzione. Natura e figure animali si stagliano su un panorama che suggerisce un aspetto fantastico.

A seguire Evolution 2 (2018) definisce la fase che anticipa la comparsa degli Idoli, il paesaggio è caotico, vivo, vibrante, come la lussureggiante vegetazione che contrasta per vividezza gli ocra dello sfondo.

In Idolo (2018) prende piede una figurazione che è dominata da animali ancestrali, che abitano fuori dal tempo, trascendendo la materia.

Austeri, occupano un ambiente dalla maggiore tensione astratta e dai colori più saturati.

Infine, Idolo X (2021) in cui è evidente l’approdo verso una matrice surrealista e i confini tra umano e animale si fanno labili in un antropomorfismo enigmatico che trova soluzione nell’ibridazione dei corpi congiunti a strumenti musicali, oggetti artificiali e inserti naturali.
Continua Stefano Cecchetto “In questo procedere, l’artista rompe gli schemi predefiniti della composizione, sia sul piano iconografico che su quello stilistico. Le immagini dei suoi Idoli, diversamente dal surrealismo onirico e visionario di Max Ernst, rintracciano le ambientazioni di un classicismo ‘botanico’ che sembra provenire dal mondo parallelo dell’infanzia, per un incrocio tra vita remota e vita presente.”

Silvia Stocchetto nasce nel 1969 a Venezia. Dopo una carriera scientifica (laurea in Scienze Biologiche, dottorato in Biochimica e Biofisica, periodo di ricerca all’Università), nel 2008 si diploma al Liceo Artistico serale e nel 2013 si laurea in pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Durante i suoi studi artistici trae particolare stimolo dall’insegnamento di pittura del prof. Carlo Maschietto.

Dal 2014 partecipa a numerose esposizioni sia in Italia che all’estero. In particolare, si ricordano le mostre dei finalisti del Premio Mestre di Pittura di 4 edizioni, con la vincita del Premio Menzione Speciale nel 2018 e del primo premio nel 2024, con conseguente acquisizione dell’opera premiata da parte della Galleria Internazionale d’Arte moderna Ca’ Pesaro.


TITOLO: ECOLOGIA DELL’IMMAGINARIO
LUOGO: di M.A.C. Lab, Multimedial Laboratory Art Conservation
Fondamenta della Misericordia – Cannaregio 2589 VENEZIA

DATE: DAL 29.11 AL 20.12. 2025
APERTURA: mercoledì, giovedì, venerdì, sabato
ORARIO: ore 16.00 – 20.00
INGRESSO: gratuito

PER INFORMAZIONI: Studio associato Davide Federici – Ufficio stampa e comunicazione             
info@davidefederici.it |www.davidefederici.it 
Da Davide Federici – Ufficio stampa <info@davidefederici.it> 

Bach, 2 violoncelli piccoli, 4 mani 9 corde: Mario Brunello in duo con Mauro Valli.

Mario Brunello in duo con Mauro Valli
Asolo Musica Veneto Musica
Auditorium “Lo Squero” Fondazione Giorgio Cini
Venezia – Isola di San Giorgio
22 marzo – 6 dicembre 2025
X Edizione

Torna la Stagione dei concerti di Asolo Musica Veneto Musica all’Auditorium Lo Squero, nell’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. 12 appuntamenti dal 22 marzo al 6 dicembre 2025, con la direzione artistica di Federico Pupo, articolano il programma della nuova rassegna che anche quest’anno offre uno straordinario percorso nel mondo dei suoni, con grandi artisti impegnati in progetti singolari e gioielli da riscoprire.

Prende il via sabato 22 marzo la decima stagione concertistica promossa da Asolo Musica Veneto Musica nell’incantevole cornice dell’Auditorium Lo Squero, realizzato da Fondazione Giorgio Cini sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. 12 concerti tutti di sabato pomeriggio, con la direzione artistica di Federico Pupo, scandiscono fino al 6 dicembre il variegato cartellone 2025, in un ventaglio di mondi espressivi affidati a solisti ed ensemble della scena nazionale e internazionale. Una rassegna, inserita nel palinsesto de “Le Città in Festa”, che diventa crocevia artistico di progetti e repertori per un intenso viaggio in musica tra molteplici mondi sonori, pronti a invadere di note la sala de Lo Squero con vista straordinaria sulla laguna di Venezia.

“Insieme alla Fondazione Giorgio Cini, – dichiara Maurizio Jacobi, Presidente Asolo Musica – ringraziamo il pubblico che ci ha finora gratificato con una costante ed entusiasta presenza: abbiamo fiducia che lo sarà ancora nel 2025, perché crediamo che il programma, vario e importante per gli Autori e gli Artisti, lo meriti.”

“E’ un cartellone che conferma la volontà di Asolo Musica di proseguire un percorso, assieme a Fondazione Giorgio Cini, di assoluta qualità per un pubblico esigente appassionato della musica da camera – sottolinea Federico Pupo Direttore di Asolo Musica – in una magnifica ed unica cornice qual è l’Auditorium Lo Squero.”

Ad inaugurare il cartellone, sabato 22 marzo, è il celebre violista Bruno Giuranna con il Quartetto di Venezia, formato da Andrea Vio e Alberto Battiston al violino, Mario Paladin alla viola e Angelo Zanin al violoncello. Dopo l’esplorazione del mondo beethoveniano con l’esecuzione integrale, negli anni passati, dei quartetti di Beethoven, il Quartetto si addentra ora con Bruno Giuranna nella profondità delle partiture di W.A. Mozart, con il progetto di esecuzione integrale in due tappe dei sei quintetti mozartiani. Un’immersione nella produzione del genio di Salisburgo che proseguirà sabato 21 giugno, con l’esecuzione di tre quintetti per concerto.

La stagione prosegue sabato 5 aprile con il concerto intitolato Beethoven 198. Protagonisti sono Mauro Loguercio, violino, ed Emanuela Piemonti al pianoforte, impegnati nel progetto di incisione dell’integrale sinfonica di Beethoven nella trascrizione per violino e pianoforte di Hans Sitt (1850-1922), importante violinista ceco attivo anche come didatta e compositore. Nel concerto in agenda eseguiranno la Sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68, detta Pastorale e la Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93, offrendo al pubblico un sorprendente cambio di prospettiva nell’ascolto di celebri composizioni.

Dal mondo beethoveniano si passa sabato 10 maggio ad un omaggio a Georges Bizet a centocinquant’anni dalla morte. Il concerto, realizzato in coproduzione con Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française e in collaborazione con l’Académie de l’Opéra national de Paris, vede in scena Sima Ouahman, soprano, Amandine Portelli, mezzosoprano, Bergsvein Toverud, tenore, Clemens Frank, baritono,  Robin Le Bervet e Moeka Ueno al pianoforte, con un programma che accompagna in un panorama creativo denso di storie e linguaggi artistici, con brani di musica vocale da camera del compositore francese insieme a un’antologia di pagine di suoi contemporanei quali Jules Massenet, Charles Gounod e Camille Saint-Saëns.

L’appuntamento successivo, sabato 24 maggio, vede il ritorno a Lo Squero, in un concerto in collaborazione con Antiruggine, di Mario Brunello. Con consueto raffinato virtuosismo e in un’ampia rete di trame espressive, Mario Brunello offrirà un raccolto recital solistico, accostando a pagine dell’amato Bach la Suite per violoncello solo del talentuoso violoncellista e compositore spagnolo Gaspar Cassadó e la Sonata per violoncello solo op. 25 n. 3 di Paul Hindemith.

La musica di Bach torna sul leggio del concerto di sabato 12 luglio che vede protagonista l’acclamato vincitore del prestigioso Premio Paganini 2023: il violinista Simon Zhu, giovane stella del concertismo internazionale, con un impaginato che oltre a due pagine del genio di Eisenach, la Partita n. 1 in si minore per violino solo BWV 1002 e la Partita n. 3 in mi maggiore per violino solo BWV 1006, prevede una selezione dai 24 Capricci per violino solo op. 1 di Niccolò Paganini, opera annoverata tra i capisaldi della letteratura musicale.

La prima parte della stagione si conclude sabato 26 luglio con un’incursione nel mondo del jazz attraverso l’esibizione di Enrico Pieranunzi al pianoforte, musicista tra i più versatili della scena musicale europea, nella cui particolarissima avventura sonora jazz e classica convivono fin dall’inizio uno a fianco all’altra. Nel concerto intitolato Piano Solo. Unlimited, in collaborazione con Sile Jazz, lo straordinario pianista guida il pubblico nella sua intensa e personalissima esperienza artistica, attraverso una singolare scaletta che spazia da Gershwin a Scarlatti, da una pagina blues a un proprio brano che racconta una storia tutta sua.

Dopo la pausa estiva, la programmazione riprende sabato 6 settembre con l’esibizione del Quartetto di Cremona, formazione che fin dalla propria fondazione nel 2000 si è affermata come una delle realtà cameristiche più interessanti a livello internazionale. Il Quartetto, formato da Cristiano Gualco al violino, Paolo Andreoli al violino e viola, Simone Gramaglia alla viola, viola tenore e al flauto dolce e Giovanni Scaglione al violoncello, con il principale intento di offrire un’interpretazione fedele alla partitura originale si cimenterà nell’esecuzione con sette strumenti de L’Arte della Fuga BWV 1080 di Bach, uno dei vertici più alti della polifonia contrappuntistica nella storia della musica.

Dalle note bachiane si passa sabato 4 ottobre a quelle vivaldiane, proposte da L’Arte dell’Arco con Federico Guglielmo al violino. L’Ensemble, specializzato nell’esecuzione filologica su strumenti antichi e impegnato da oltre trent’anni in un’intensa attività musicologica, concertistica e discografica, eseguirà Le Quattro Stagioni di Vivaldi, offrendo l’occasione di ritrovare i numerosi spunti e le intense emozioni che l’opera del Prete Rosso risveglia ad ogni nuovo ascolto.

L’altro appuntamento del mese è sabato 11 ottobre e vede nuovamente protagonista il Quartetto di Venezia con un programma diversificato e di intensa ricercatezza. Sul leggio, oltre al Quartetto per archi in fa maggiore op. 77 n. 2 di Franz Joseph Haydn e al Quartetto per archi n. 14 in re minore D. 810 “La morte e la fanciulla” di Franz Schubert, anche il brano dedicato al Quartetto Nebbia lagunare, movimento unico per quartetto d’archi del compositore e pianista americano, classe 1951, Curt Cacioppo.

Si prosegue sabato 29 novembre con il ritorno, nel concerto realizzato in collaborazione con Antiruggine, di Mario Brunello in duo con il violoncellista Mauro Valli, che da oltre trent’anni si dedica prevalentemente alla musica antica eseguita su strumenti storici, collaborando con molti fra i più importanti specialisti al mondo. Con un programma interamente dedicato a Johann Sebastian Bach, Mario Brunello al violoncello piccolo a 4 corde e Mauro Valli al violoncello piccolo a 5 corde accompagneranno in territori di somma sapienza creativa, con momenti di intensa profondità esecutiva. In scaletta pagine di Bach nella trascrizione di Gustav Leonhardt per cembalo, eseguite nella versione per due violoncelli piccoli, e in chiusura, sempre nella versione per due violoncelli piccoli, la Toccata e fuga in re minore BWV 565.

L’ultimo appuntamento della stagione è sabato 6 dicembre. Protagonista dell’evento conclusivo è il Quartetto di Venezia con un originale percorso d’ascolto che apre ad un ammaliante intreccio di mondi e narrazioni in musica, dal mondo di Bach (Passacaglia e fuga in do minore, trascrizione di J. Jorgensen) e Robert Schumann (Quartetto per archi n. 3 in la maggiore, op. 41 n. 3) alla tensione dell’espressione novecentesca con il Quartetto per archi n. 5 in si bemolle maggiore, op. 27 (1945) del compositore sovietico, di origine ebraico-polacca, Mieczyslaw Weinberg.

La X Stagione dei Concerti 2025 è organizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, dalla Regione Veneto e da Bellussi Spumanti, CentroMarca Banca, Hausbrandt, Massignani & C., Zanta pianoforti.  Tutti i concerti avranno inizio alle 16.30
Per i biglietti: www.boxol.it/auditoriumlosquero
Con biglietto integrato il pubblico avrà la possibilità di visitare la Fondazione Cini, il Labirinto Borges, il Bosco con le Vatican Chapels e il Teatro Verde.


AUDITORIUM lo Squero Fondazione Giorgio Cini – Isola di San Giorgio Maggiore – Venezia
Stagione concertistica 2025
 
Tutti i concerti avranno inizio alle 16.30
Per i biglietti: www.boxol.it/auditoriumlosquero
Con biglietto integrato il pubblico avrà la possibilità di visitare la Fondazione Cini, il Labirinto Borges, il Bosco con le Vatican Chapels e il Teatro Verde.
 
Info Asolo Musica 
0423 950150 – 392 4519244
info@asolomusica.com 
www.asolomusica.com
 
Fondazione Giorgio Cini
www.cini.it

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Da Studio Pierrepi <canella@studiopierrepi.it>

A Matera un appuntamento unico che vede protagonista Giovanni Sollima

SOLLIMA. BEETHOVEN”:
L’ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA TRA MEMORIA, VIRTUOSISMO E LA TRAVOLGENTE ENERGIA DI BEETHOVEN

Domenica 30 novembre 2025, all’Auditorium “Raffaele Gervasio” di Matera, l’Orchestra Sinfonica di Matera presenta “Sollima. Beethoven”, un appuntamento unico che vede protagonista Giovanni Sollima, violoncellista di fama internazionale e, per l’occasione, anche direttore d’orchestra.
Ingresso ore 20:00 – inizio ore 20:30. Info e biglietti su orchestrasinfonicamatera.it

Un viaggio musicale che attraversa memoria familiare, energia creativa e il dialogo tra linguaggi: sul podio e al violoncello, Giovanni Sollima. Uno dei più straordinari violoncellisti della scena internazionale, Sollima guiderà l’Orchestra Sinfonica di Matera in un programma che unisce la poesia cameristica del padre Eliodoro Sollima, la forza visionaria delle sue composizioni e la brillante incisività della Sinfonia n. 8 di Ludwig van Beethoven.

Artista capace di infrangere i confini tra generi e linguaggi, Sollima è celebre per un virtuosismo spettacolare e per un approccio interpretativo che combina tecnica prodigiosa, espressività magnetica e una naturale inclinazione alla sperimentazione. Le sue esecuzioni sono celebri per la fisicità con cui fa “respirare” il suono, trasformando il violoncello in un vero corpo narrante. La presenza di Sollima come solista e direttore rende questo concerto un’occasione rara, in cui si intrecciano tradizione, memoria personale e nuove esplorazioni musicali.

Al centro del programma risuonano due pagine del padre Eliodoro Sollima, tra i protagonisti della scuola compositiva italiana del Novecento, con l’esecuzione di Aria (1945), un brano di raffinata cantabilità, sospeso tra lirismo mediterraneo e un’intensa malinconia, e Nenia e Recitativo, dialogo intimo tra violoncello e orchestra in cui la linea solistica emerge come voce umana, fragile e intensa.
Sono lavori che Giovanni Sollima restituisce non solo con sensibilità artistica, ma come autentico omaggio alla sua storia familiare e musicale. Ai brani paterni si affiancano due sue composizioni: Hell I, tratto dal ciclo Songs from The Divine Comedy, una pagina di grande energia e invenzione timbrica, ispirata all’universo dantesco e caratterizzata da ritmi pulsanti e atmosfere quasi cinematografiche; Fecit Neap 17…, dove la musica diventa materia viva, capace di fondere evocazioni barocche, stilemi contemporanei e gestualità virtuosistica in un’unica, sorprendente trama sonora.

A completare la serata, la Sinfonia n. 8 in Fa Maggiore op. 93 di Beethoven, spesso definita la più “sorridente” tra le sue sinfonie. Un capolavoro che sprigiona buonumore, leggerezza e vitalità ritmica, con scambi rapidi, invenzioni brillanti e un’energia contagiosa che si concentra in quattro movimenti.
«È la musica come corpo vivo: vibra, sorprende, emoziona» – ricorda Sollima. Una definizione che racchiude perfettamente l’essenza di questo concerto: un percorso sonoro che celebra la memoria, accende l’immaginazione e rinnova l’inesauribile potenza della musica dal vivo.

Il concerto “Sollima. Beethoven” è parte della Quarta Stagione Concertistica Autunno–Inverno 2025 dell’Orchestra Sinfonica di Matera, che proseguirà fino al 30 dicembre con un ricco calendario dedicato al grande repertorio sinfonico e alla musica contemporanea.
I concerti si svolgono all’Auditorium “Raffaele Gervasio”, con ingresso alle ore 20:00.

I singoli biglietti dei concerti della Quarta Stagione Concertistica Autunno–Inverno dell’Orchestra Sinfonica di Matera, si possono acquistare Online su TicketSms https://www.ticketsms.it/collection/Stagione-Concertistica-2025-Orchestra-Sinfonica-Matera e di persona al botteghino prima dell’inizio dello spettacolo.

Violoncellista di fama internazionale e compositore italiano più eseguito nel mondo, Giovanni Sollima collabora con interpreti e orchestre tra le più prestigiose: Riccardo Muti, Yo-Yo Ma, Viktoria Mullova, Yuri Bashmet, la Chicago Symphony Orchestra, la Royal Concertgebouw Orchestra, la Berlin Konzerthausorchester e molte altre. Artista poliedrico, firma musiche per cinema, teatro e danza, collaborando con Peter Greenaway, John Turturro, Bob Wilson, Marco Tullio Giordana, Carlos Saura. Si è esibito nelle sale più importanti del mondo – dalla Carnegie Hall alla Scala, dalla Wigmore Hall alla Suntory Hall – ed è docente presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, della quale è Accademico. Sperimentatore instancabile, utilizza strumenti antichi, elettrici e perfino un violoncello di ghiaccio, esplorando nuovi linguaggi e nuove forme di espressione musicale. Suona un violoncello Francesco Ruggieri (Cremona, 1679).


Sissi Ruggi
addetto stampa
dell’Orchestra Sinfonica di Matera – OSM
e-mail ufficiostampa@orchestrasinfonicamatera.it
Da sissi ruggi <ufficiostampa@sissiruggi.com>

Roma, Galleria Zema – “Soglie del visibile”: Gaia Adducchio, Luisa Briganti, Simona Caprioli

Soglie del visibile / Thresholds of the Visible
Gaia Adducchio · Luisa Briganti · Simona Caprioli
A cura di Emanuela Zamparelli
 
Inaugurazione 29 novembre 2025 ore 16.30
 
Galleria Zema
Via Giulia 201 – Roma
 
Fino al 10 gennaio 2026

Il giorno 29 novembre 2025 alle ore 16.30, la Galleria Zema presenta la mostra Soglie del visibile / Thresholds of the Visible con le opere fotografiche di Gaia Adducchio, Luisa Briganti, Simona Caprioli, a cura di Emanuela Zamparelli: tre ricerche che – scrive la curatrice – condividono una stessa tensione, riconnettere l’immagine al corpo, alla materia e al tempo, restituendo alla fotografia la sua essenza più profonda – quella di essere atto percettivo, forma di contatto, esperienza sensibile del mondo.

«C’è un punto fragile e luminoso in cui la fotografia smette di essere mera rappresentazione e diventa esperienza. È in questo spazio interiore che si incontrano i percorsi di Gaia Adducchio, Luisa Briganti e Simona Caprioli: tre sguardi che, attraverso linguaggi differenti, esplorano la possibilità di rendere visibile la propria visione e di restituire al corpo e alla materia la loro voce silenziosa. Le loro opere non descrivono il mondo: lo attraversano con sensibilità. Ogni immagine è una soglia in cui la realtà si trasforma in percezione, il corpo in linguaggio, la luce in materia viva. È in questa partecipazione profonda che si collocano i loro sguardi, nella capacità di far emergere ciò che vibra sotto la superficie, di toccare attraverso lo sguardo.

Nelle polaroid di Gaia Adducchio, la fotografia si libera dalla rappresentazione e diventa gesto, colore, respiro. L’emulsione si muove come sostanza organica, generando forme che sembrano affiorare da una memoria ancestrale. È un atto di fiducia nella materia e nel suo potere trasformativo.

Le immagini di Luisa Briganti sono attraversate dal ritmo del corpo. La danza infrange la staticità e apre un varco nel tempo. Il desiderio si fa movimento, la pelle diventa linguaggio. Nei suoi scatti, la fotografia non congela: prolunga, trattiene, fa vibrare l’attimo fino a renderlo eterno.

Con Simona Caprioli, lo sguardo si fa passo lento e contemplazione. Le sue immagini in bianco e nero si muovono tra luce e ombra, presenza e dissolvenza. È un cammino visivo che esplora la soglia tra reale e immaginato, tra spazio e memoria, fino a trasformare il paesaggio in eco interiore.»
(dal testo critico di Emanuela Zamparelli)

Gaia Adducchio è nata nel 1979 a Roma, dove vive e lavora. Dopo aver studiato regia alla Scuola Nazionale di Cinema di Praga (FAMU) e aver conseguito premi e finanziamenti per lavori di finzione e documentaristici, dal 2015 si dedica alla fotografia, vincendo una residenza artistica presso il prestigioso CSF Adams di Roma dove realizza il suo primo progetto fotografico analogico, Ritratti di famiglia, che debutta al Prague Photo 2016. Da allora i suoi lavori, caratterizzati dalla continua sperimentazione tecnica e poetica, sono coinvolti in numerose mostre personali e collettive e riscuotono notevole apprezzamento a livello nazionale e internazionale. Da aprile 2023 è Membre Sociétaire de la Société du Salon d’Automne di Parigi.

Luisa Briganti è fotografa, curatrice e direttrice didattica del Centro Sperimentale di Fotografia Adams (CSF Adams); opera nel campo della fotografia da oltre trent’anni. Ha esposto in Italia e all’estero; tra le principali esposizioni: la mostra Assolo metropolitano (Università di Pechino, 2004) e I luoghi della memoria – omaggio a Pier Paolo Pasolini (Festival Internazionale di Fotografia di Roma, 2006). Ha curato per dieci anni cascinafarsettiArt – fotografia e non solo e, dal 2016, collabora con il festival Prague Photo. Nel 2019 ha presentato la prima personale internazionale presso la Ph21 Gallery di Budapest. È stata photo editor per reWriter (2021–2024) e tra gli ideatori di Cosmo Photo Fest (2023).

Simona Caprioli, classe 1984, pugliese di origine, si trasferisce a Torino per studiare Economia Aziendale. Si appassiona alla fotografa in età già adulta e frequenta una scuola di fotografia, il centro sperimentale di fotografia con sede a Roma dal 2019 al 2022. Inizia ad esporre in Italia e successivamente in Europa. Lavora con diverse gallerie. I suoi lavori sono esposti nella Galleria “Ira Leonis”, ad Arles, in Francia, che vanta tra gli altri, prestigiose opere di Nan Goldin, Sarah Moon e Man Ray.


Galleria Zema. Fondata a Roma il 6 marzo del 2025 da Emanuela Zamparelli, la Galleria ZEMA è uno spazio indipendente dedicato esclusivamente all’esposizione e promozione dei lavori di artiste donne, e in particolare della fotografia contemporanea femminile. La galleria rappresenta fotografe italiane e internazionali, accomunate da uno sguardo autonomo, critico e consapevole sul presente, e diverso da altri sguardi. Attraverso un programma espositivo che intreccia ricerca artistica, impegno sociale e riflessione culturale, la galleria si propone come luogo di visibilità e ascolto, dove il corpo, l’identità, la memoria e il conflitto diventano temi da indagare per dare nuova forma e contenuto al vissuto e alla memoria, alla ribellione e all’intimità. ZEMA non è solo una galleria, ma un progetto curatoriale, uno spazio vivo in cui la fotografia si fa linguaggio, relazione e resistenza.


Soglie del visibile / Thresholds of the Visible
Gaia Adducchio · Luisa Briganti · Simona Caprioli
A cura di Emanuela Zamparelli
 
Inaugurazione 29 novembre 2025 ore 16.30
 
Galleria Zema
Via Giulia 201 – Roma
 
Fino al 10 gennaio 2026
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>

Roma: SPRING ATTITUDE FESTIVAL torna alle origini e riparte dalla primavera

SPRING ATTITUDE FESTIVAL torna alle origini e riparte dalla primavera: la XV edizione si terrà il 29 e 30 maggio 2026 a Roma.

Dopo un’edizione 2025 da record, con 18.000 presenze e un rinnovato slancio progettuale che ha confermato Spring Attitude come uno degli appuntamenti più importanti per la musica contemporanea in Italia, il festival annuncia le date della sua XV edizione: 29 e 30 maggio 2026.
Un ritorno attesissimo, che segna un passaggio simbolico e identitario: Spring Attitude torna in primavera. Una scelta naturale, quasi inevitabile, che riconnette il festival alle proprie radici e alla propria vocazione originale: essere un luogo di rinascita, di scoperta, di nuovi inizi. La stagione perfetta per un festival che da sempre intercetta il futuro e lo porta nel presente.

Una nuova edizione che continua un percorso di crescita e trasformazione, consolidato nella sorprendente traiettoria del 2025, in cui Spring Attitude ha mostrato la propria capacità di evolversi e di immaginare esperienze sempre più immersive, attraversando elettronica, alt-pop, indie, psichedelia e nuove estetiche, e ampliando il proprio pubblico con una proposta trasversale.

I primi nomi della lineup 2026, così come la location del festival, saranno svelati nei prossimi mesi, seguendo il percorso curatoriale che ha reso Spring Attitude un punto di riferimento: artisti con visioni forti, capaci di ridefinire il suono contemporaneo e creare esperienze dal vivo che uniscono comunità, linguaggi e generazioni.


CONTATTI:
www.springattitude.it
www.instagram.com/springattitudefestival
www.facebook.com/springattitude 
 
UFFICIO STAMPA:
FAM – Strategie di comunicazione per la cultura
info@fampress.it 
Roberta Marà / Marcello Farno
Da FAM Press <info@fampress.it>

Roma: “ECO D’ACQUA. Il ritmo vitale del mondo”. Personale di Vincenzo FRISINA

ECO D’ACQUA
“Il ritmo vitale del mondo”, secondo Vincenzo Frisina 

Ieri giovedì 27 novembre la presentazione della mostra  

Celebrare l’acqua non solo come elemento naturale, ma come battito pulsante che segna il ritmo del nostro pianeta. Da difendere. È questo l’obiettivo della mostra di Vincenzo FRISINA, artista italiano di origini siciliane che attualmente vive e lavora a Roma, dopo aver esposto in diverse città italiane e all’estero, tra cui Giappone, Australia e Svizzera. 

Venti opere a raccontare “la forma dell’acqua”, per dirla con Luigi Camilleri, lungo tutto il suo ciclo vita. L’acqua scorga, scorre, riflette, evapora e rigenera. L’acqua suona, è vibrazione, risonanza, “eco” come recita il titolo del progetto. L’acqua è, soprattutto, simbolo di nascita, di rinascita, di connessione tra tutti gli esseri viventi e delle sfide ambientali che abbiamo di fronte.

La mostra invita a riscoprire e a riflettere sul valore dell’acqua come bene comune: imprescindibile, fonte di vita, data per scontata e invece da difendere, non sprecare, preservare. Responsabilmente. Con impegno.

E l’Arte, linguaggio universale, assume a sua volta responsabilmente questa funzione di sentinella, per guidarci verso una dimensione più ecologica e rispettosa del pianeta, mostrandoci, come nel caso delle opere di FRISINA, la forza fluida e generativa dell’elemento così come la sua fragilità, da valorizzare e proteggere oggi e per le generazioni future

L’ Eco d’Acqua di Frisina è quindi un richiamo incessante a proteggerla, a prendersene cura, a riconoscere la sua bellezza e la sua presenza insostituibile nella natura e nella cultura umana.

Solo quattro giorni a Roma per la mostra, dalla Presentazione di giovedì 27 novembre a domenica 30 novembre, presso Spazio d’Arte, in Via Giuseppe Cerbara 44/46, sempre dalle 15.00 alle 21.00.

Una visione suggestiva e simbolica

La produzione artistica di Frisina spazia tra pittura, scultura e mosaico, con una predilezione per l’acrilico su tela – come nel caso delle opere qui esposte – e materiali naturali come legno e ceramica. Batticuore, Propagazione, Abissi, Guardiani, Ombre, Quantico, Isola, Finestra, Meduse, Sole Mare, Profondità Marine, Colori acquatici, Lupo, Ipotalamo, Isola Capri, Grotta Azzurra, Sottosopra, Macro Micro Acqua, No Acqua No Vita, Umana fragilità, Onde: titoli che a volte spiegano letteralmente l’opera, altre solo alludono alle tante vite dell’acqua. Blu, ma non solo sulle tele, per una produzione che va dal 2015 ad oggi. Tra le influenze, Frisina si dichiara debitore soprattutto a tre artisti, tutti conosciuti in Australia: John Howley, Asher Bilu e David Bradtke. Il primo, anche musicista, per il suo contributo all’arte fantastica e il suo interesse verso il racconto della civiltà contemporanea e della sua transizione verso una società tecnologicamente controllata. Bilu per le sue pitture, sculture e installazioni di arte astratta, nel segno della luce, della musica e della cosmologia. Bradtke per le sue immagini surreali, anche per lui derivanti da impressioni raccolte lungo una lunga abitudine al viaggio. Come nel caso di Frisina. 

Nasce a Castiglione di Sicilia (Catania). Si diploma a Roma all’Accademia di Arti Ornamentali di San Giacomo, sviluppando un grande interesse per la storia dell’arte nel suo complesso. Approfondisce il concetto di “azione artistica” studiando pittura, fotografia mosaico e poesia. Lo spiega lui stesso: “Penso che l’esplorazione critica e tecnica del mondo naturale, insieme alla sensibilità, come l’archetipo dell’immaginazione, possa produrre una realtà che di per sé è unica e senza tempo. All’interno di ciò che chiamiamo il nostro mondo terreno, coesistono diversi livelli di percezione e comprensione di questa realtà, mondi diversi per i quali sento il costante bisogno di esprimermi e di evidenziarne le barriere reali e talvolta contraddittorie che sono poste in essere come un confine“. Per informazioni sui suoi lavori e mostre, qui il suo sito ufficiale: www.vincenzofrisina.it


Ufficio stampa
Diana Daneluz
e-mail: dianadaneluz410@gmail.com
Da Diana Daneluz <dianadaneluz410@gmail.com>

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Monitorare la parità
attraverso i dati
L’Index Women in Digital 2025 svela il percorso digitale delle donne in Europa

Come si muovono oggi le donne nel panorama digitale europeo? A rispondere è il nuovo Women in Digital (WiD) Index 2025, sviluppato dall’iniziativa Connecting Women in Digital, che racconta – attraverso dati comparabili e aggiornati – il percorso delle donne dall’istruzione STEM –Science (Scienza), Technology (Tecnologia), Engineering (Ingegneria) e Mathematics (Matematica) ­ iniziale fino ai ruoli di leadership nei settori tecnologici. L’indice analizza tutti i Paesi dell’Unione Europea e un gruppo di nazioni di riferimento extra-UE, tra cui Regno Unito, Stati Uniti, Brasile e India.

Presentato ufficialmente durante il Women in Digital Summit, tenutosi a Bruxelles, lo studio offre una fotografia chiara e basata sui dati di come le donne entrano, avanzano, rimangono o abbandonano le carriere digitali, evidenziando le barriere che ancora limitano la loro piena partecipazione.



Un indice trasparente per guidare politiche e interventi

L’Index WiD nasce con l’obiettivo di fornire un quadro comparabile, solido e facilmente utilizzabile da decisori politici, istituzioni educative e stakeholder del settore per progettare azioni più efficaci a sostegno della parità di genere nel digitale. L’indice si basa su una metodologia trasparente che standardizza i dati su una scala da 0 a 100 attraverso la normalizzazione min-max e cinque pilastri ponderati a seconda del loro peso nel percorso professionale:
STEM – istruzione iniziale e competenze di base
ICT – istruzione e formazione specializzate
Digitale – partecipazione e permanenza nei lavori digitali
Leadership – rappresentanza delle donne in ruoli senior
Ambiente favorevole – condizioni strutturali e sociali

Le analisi si basano su fonti quali PISA, Eurostat, statistiche nazionali e sul nuovo Women in Digital Survey, che ha raccolto le risposte di oltre 4.400 professioniste ICT in Europa.

Risultati preliminari: progressi reali, ma ostacoli persistenti

I primi dati del sondaggio mettono in luce sia miglioramenti significativi sia sfide profonde ancora irrisolte:
66% delle donne afferma che gli stereotipi di genere continuano a influenzare il loro coinvolgimento nei settori ICT.
47% dichiara di dover lavorare più duramente dei colleghi uomini per dimostrare la propria competenza.
62% osserva che le donne occupano meno di un quarto delle posizioni dirigenziali nelle loro organizzazioni.

L’Index 2025 evidenzia squilibri lungo tutto il percorso digitale: nonostante la crescente presenza femminile negli studi STEM e ICT, la transizione verso ruoli lavorativi e posizioni di leadership nel digitale rimane limitata. In molti Paesi, infatti, le donne rappresentano meno del 25% dei ruoli digitali di alto livello, nonostante l’elevata partecipazione ai percorsi formativi. Le cause includono barriere alla progressione di carriera, mancanza di visibilità di role model e scarse opportunità di leadership su misura nei settori tecnologici.

La situazione in Italia

Gap persistenti nelle competenze STEM, soprattutto in matematica.
Crescita nella formazione ICT, ma ancora distante dalla parità.
Occupazione ICT limitata, con un gender pay gap marcato.
Leadership femminile ancora bassa e ostacolata da barriere strutturali.
L’ambiente abilitante varia ampiamente tra Paesi: forte impatto su competenze e occupazione.

Serve una rete più forte tra industria, politica e accademia”

Durante il Summit, Liubba El Hadi Hamed di Bluspecs, coordinatrice di Connecting Women in Digital, ha evidenziato l’importanza di un’azione coordinata. “Durante i panel abbiamo visto quanto sia essenziale costruire una forte rete che colleghi industria, politici e mondo accademico. I rappresentanti degli Stati membri hanno sottolineato la necessità di una collaborazione tra pubblico e privato, e abbiamo sentito quanto sia ancora difficile per l’istruzione formale adattare i programmi di studio alle esigenze del mercato, soprattutto per le donne. Iniziative come Girls Go STEAM, che offre corsi di fisica dei semiconduttori o di programmazione alle ragazze tra i 14 e i 19 anni, forniscono le partnership necessarie per sostenere questo cambiamento e aiutare le giovani a sviluppare la fiducia indispensabile per intraprendere carriere nelle STEM e nelle ICT. Il Summit esiste proprio per riunire questi soggetti, risultati e progetti, per ampliarli e creare il cambiamento sistemico di cui ragazze e donne hanno più che mai bisogno.”

Per consultare i dati: . https://index.widigital.eu/


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it
Da Federica Zar <zar@apscom.it>

Viaggio con Pirandello e Camilleri sul Treno Storico della Ferrovia dei Templi

Il teatro viaggia sui binari della storia con le performance immersive sulla Ferrovia dei Templi  

Nell’ambito di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 proseguono gli appuntamenti del Treno Storico sulla Ferrovia dei Templi, dopo il tutto esaurito registrato nelle corse del 9 e 16 novembre. Dal 13 al 21 dicembre il viaggio in treno diventa esperienza teatrale immersiva grazie al progetto di “Teatro in movimento” ideato e realizzato da Savatteri Produzioni in collaborazione con l’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana, Fondazione FS Italiane e FS Treni Turistici Italiani.

L’antica linea ferroviaria inaugurata nel 1874 e riattivata nel 2014 collega Agrigento Bassa a Porto Empedocle, attraversando la Valle dei Templi, uno dei paesaggi più iconici al mondo. A bordo delle carrozze storiche “Terrazzini” degli anni ’30, il pubblico è guidato da undici performer in un racconto che intreccia teatro, letteratura, musica e memoria. Prendono vita gli scrittori Pirandello, Camilleri e Sciascia, ma anche figure meno conosciute oggi, come la cantante Lina Termini, un’agrigentina celebre in Italia negli anni ’30, che incise brani come “Ma l’amore no” e “Lili Marlene”.

La drammaturgia accompagna i passeggeri lungo l’intera tratta ferroviaria con tre momenti performativi che dialogano con i luoghi: l‘accoglienza alla stazione di Agrigento Centrale, una seconda performance immersa nel paesaggio archeologico nei pressi del Tempio di Vulcano e la conclusione nella stazione di Porto Empedocle Centrale, la Vigata di Andrea Camilleri. Ogni carrozza diventa un set d’epoca, con oggetti, voci e musiche che riportano nel 1934, anno del Nobel a Luigi Pirandello, per poi condurre fino agli anni ’90 di Camilleri, offrendo un percorso narrativo che rende il patrimonio materiale e immateriale del territorio parte integrante dell’esperienza.

Le prossime corse sono programmate sabato 13 e domenica 21 dicembre 2025, con partenze da Agrigento Centrale alle ore 10:00 e alle 15:00. Il biglietto ha un costo di 8 euro, ridotto a 4 euro per i ragazzi dai 4 ai 12 anni non compiuti; i bambini sotto i 4 anni viaggiano gratuitamente. La tariffa si riferisce alle due tratte di andata e ritorno. I biglietti per il treno del 13 dicembre saranno disponibili dal 29 novembre su tutti i canali Trenitalia: sul sito www.trenitalia.com, nelle biglietterie e self-service di stazione e presso le agenzie di viaggio abilitate. I biglietti relativi all’ultimo viaggio di domenica 21 dicembre saranno disponibili nei primi giorni di dicembre. Ulteriori informazioni e dettagli sulle singole corse sono disponibili al link:

Per assistenza è possibile contattare la Fondazione FS all’indirizzo trenistorici@fondazionefs.it o al numero 335 6854091.Il progetto valorizza uno dei paesaggi culturali più importanti della Sicilia e offre un’esperienza unica, capace di unire il fascino del viaggio su un treno d’epoca alla forza evocativa del teatro immersivo, restituendo la memoria e la contemporaneità del territorio agrigentino.


Melina Cavallaro
Uff. stampa & Promozione FREE TRADE Roma
Valerio de Luca –  resp. addetto stampa 
Da melina cavallaro free trade <melina@freetrade.it>

Torna Tia Palomba: fuori il nuovo album ‘Tales Of An Old Scarecrow’

TORNA TIA PALOMBA: FUORI IL NUOVO ALBUM ‘TALES OF AN OLD SCARECROW’

Cambio di pelle per il songwriter milanese che con ‘Tales Of An Old Scarecrow’ si avvicina a sonorità country, perfetta colonna sonora alle nuove intime ed intense storie che compongono questa nuova opera discografica

Tia Palomba, noto songwriter dallo spirito roots rock milanese, da venerdì 21 novembre sul mercato discografico e sui principali store digitali con ‘Tales Of An Old Scarecrow’, album della svolta sonora e della maturità artistica. Un cambiamento che si può percepire già dal primo ascolto dove – a differenza dei precedenti album – il suono prende una direzione più country che folk e dove, soprattutto, possiamo constatare come il modo di scrivere del cantautore sia ancora più intimo ed intenso. Tre anni di gestazione per queste storie che Tia Palomba ci vuole raccontare, storie di vita vissuta dove la tristezza stava prendendo il sopravvento e che nel tempo hanno variato verso atmosfere più grottesche. Nate per chitarra e voce emulando artisti che hanno lasciato il segno nell’anima di Tia – come Benjamin Dakota Rogers, Benjamin Todd e tanti tra i mostri sacri del folk statunitense – sulle quali successivamente è stato costruito un tappeto sonoro fatto principalmente di strumenti acustici.

Le 12 tracce dell’album sono il frutto di un lungo percorso di scrittura e composizione.

Tre anni a sedimentare nella mente dell’artista, fino a quando sono diventate realtà e impresse definitivamente su nastro per formare questa terza opera discografica a firma Tia Palomba.

Preceduto dalla recente ripubblicazione dell’album d’esordio ‘The Endless Journey’, ma rivisto con una nuova veste sonora grazie all’ottimo lavoro di mastering curato da Davide Colombo, ‘Tales Of An Old Scarecrow‘ è il risultato di una intensa ed intima rilettura della propria vita, dopo 35 anni di km percorsi con una chitarra sulle spalle.

Con questo album Tia vuole dare un senso ad una carriera onesta e sincera, che non guarda in faccia al business, e ci mostra la concreta essenza della sua musica.

Tales Of An Old Scarecrow‘ è anche la fine del percorso con i Lazy Folks che proseguiranno per la propria strada, mentre il “loner” Tia Palomba si incamminerà verso quei sentieri musicali a lui particolarmente congeniali.

Tales Of An Old Scarecrow‘ è il risultato di una rinnovata collaborazione con Tommee Pastori per quanto riguarda la stesura di alcuni testi, mentre i sempre presenti Luca Angeleri (Hammond e piano) e Adriano Mestroni (slide guitar, banjo, mandolino ed armonica) vengono coadiuvati dalla “new entry” Elisabeth Antonaglia al violino e ai cori con special guest di gran livello, come Paul Privitera alla batteria e Chris Horses alla chitarra elettrica nel brano ‘Memory Lane’ a supporto di Tia che suona tutte le chitarre acustiche, contrabbasso e armonica.

L’album è stato registrato in parte nell’Home Recording Studio di Tia Palomba e il restante presso il Trai Studio di Inzago da Fabio Intraina che ha curato sia il mix che il mastering finale.

Molto bella e curata, come al solito, la grafica che anche per questo album è stata realizzata dall’illustratore Omar Fusillo.

Con “New Era” Tia Palomba vuole lanciare un preciso messaggio sull’attuale situazione politico-sociale e anche sulla pericolosità dell’Intelligenza Artificiale (IA) nel mondo dell’arte, ma non solo.

Realizzando, assieme a Simon Adler di Antiorario Agency, questo videoclip l’artista ci vuole comunicare – in modo molto chiaro e esplicitamente riportato nel finale – che se la tecnologia ci aiuta a migliorare la nostra vita, allora è buona cosa, ma se viene utilizzata per sostituire le persone, allora stiamo andando nella direzione sbagliata.

Un dispaccio che conferma la profondità di questo artista che utilizza la musica per veicolare pensieri e non solo note.

Tia Palomba è da anni uno degli artisti di spicco del sempre vasto panorama roots, blues e folk nazionale, noto per il suo caratteristico modo di comporre i testi delle proprie canzoni.

Attivo da oltre 30 anni con centinaia di concerti – sia in territorio nazionale che all’estero – Tia Palomba non ha mai voluto fare compromessi, mettendo l’onestà intellettuale della sua musica in primo piano, anche correndo il rischio di rimanere nell’ombra.

Nato come bassista, strumento al quale rimane profondamente legato, ama esibirsi anche accompagnato dalla sua inseparabile chitarra acustica e dall’armonica, con le quali si accompagna sia nelle esibizioni in solitaria che nelle varie formule che ama proporre durante i suoi spettacoli.

Tra i suoi progetti figura la formazione The Lazy Folks, nata durante il lookdown del 2020 con i quali ha pubblicato il concept album ‘Campfire Stories’ nel 2022.

Nel 2025 rimette in commercio il suo album di debutto, ‘The Endless Journey’, rivisto con una nuova veste sonora e grafica e – finalmente – definisce e conclude le registrazioni del nuovo album ‘Tales Of An Old Scarecrow‘, ultimo capitolo prima di una pausa riflessiva che vedrà Tia impegnato in veste solista e minimale.

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Chiusa a Milano NOSTALGIA DI FUTURO. Tutti i Premiati e qualche parola-chiave

“La modernità non è rincorrere il nuovo, ma saperlo interpretare” 

Si è chiusa a Milano “Nostalgia di Futuro”.
Tutti i Premiati dell’edizione 2025 e qualche pillola sul domani.
Con una direzione precisa: informazione bene comune

Si è chiusa la XVIIma edizione di “Nostalgia di Futuro“, organizzata dall’Osservatorio TuttiMedia presso la sede di Mediaset a Cologno Monzese. Il Premio, occasione di vivace confronto sulla frontiera più recente della relazione tra tecnologia e comunicazione: una equilibrata convivenza tra “parola” ed “algoritmo”. Nell’interpretazione di questa relazione, alcune parole-chiave emerse dal confronto: “curiosità”, “responsabilità” e “coraggio”. E una direzione, quella da ultimo suggerita dall’Europa: “informazione bene comune”. Il tutto nell’ottica di un dialogo, al di là delle posizioni apocalittiche o integrate, entrambe presenti nel dibattito, nei confronti della inedita accelerazione tecnologica e della possibilità di regolarla, preservare la privacy, salvaguardare pluralismo e democrazia e in definitiva libertà e dignità delle persone.

Hanno partecipato all’evento, moderato da Leonardo Panetta (giornalista Mediaset a Bruxelles): Alberto Barachini (Sottosegretario Editoria); Laura Aria (Commissario Agcom); Guido Scorza (Componente del Garante per la protezione dei dati personali); Daniele Manca (Direttore Scuola di Giornalismo IULM); Mauro Crippa (Direttore Generale dell’informazione Mediaset); Carlo Corazza (Capo Ufficio del Parlamento europeo in Italia) e Mattia Tarelli (Government Affairs and Public Policy Manager Google). Conclude Derrick de Kerckhove (Direttore scientifico dell’Osservatorio TuttiMedia).E tanti giovani studenti, protagonisti del domani dell’informazione e della comunicazione.

A fare gli onori di casa Gina Nieri (CDA Mediaset), che si è detta orgogliosa con Mediaset di ospitare la XVII edizione di “Nostalgia di Futuro” come appuntamento annuale che invita ad interrogarsi sul rapporto tra innovazione e responsabilità, tra linguaggio, informazione e tecnologia: “Oggi viviamo un passaggio decisivo: l’IA entra nei processi comunicativi con una velocità senza precedenti, genera contenuti, li filtra e seleziona, influenza informazione e dibattito pubblico. Di fronte a questa accelerazione servono conoscenza e regole. L’informazione di qualità nasce dal lavoro umano, dalla verifica e responsabilità editoriale, dalla capacità critica. Nulla di tutto questo può essere delegato interamente a sistemi automatizzati spesso opachi”.

Orgoglio anche nelle parole di apertura di Maria Pia Rossignaud (Vicepresidente Osservatorio TuttiMedia): Il prossimo anno, infatti, il 2026, vedrà i 30 anni dell’Osservatorio: “Trent’anni di analisi e anticipazioni, grazie ai suoi soci che vogliono capire cosa serve alle aziende per crescere“. Doveroso il ricordo del suo fondatore, Giovanni Giovannini, storico presidente FIEG, che ha traghettato l’Osservatorio fino al 2008. “Dal 2009, quando “Nostalgia di Futuro” viene presentata al pubblico, sono passati 17 anni, anni in cui siamo orgogliosamente fieri di aver continuato la battaglia culturale di Giovannini, cercando una mediazione fra ciò che siamo e ciò che saremo come fruitori di informazioneIn tre decenni diverse le trasformazioni epocali”.

 Il Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, Franco Siddi sottolinea: “Oggi dobbiamo combattere la povertà culturale perché se ieri infine siamo riusciti ad evitare che la differenza fra chi sa e chi non sa divenisse un uno scoglio insuperabile, oggi dobbiamo chiedere a tecnologi, scienziati, giornalisti, politici di concentrarsi, affinché si ritrovi un equilibrio soddisfacente per tutti”. Conclude Derrick de Kerckhove che invita a pensare all’algoritmo che, come nuovo media, non invita a riflettere perché usa il linguaggio come modello e questo toglie potere alle parole. L’editore è e deve ribadire il suo ruolo di mediatore fra le realtà”.

Tutti i premiati dell’edizione 2025 di “Nostalgia di Futuro”

La cerimonia di premiazione ha concluso la diciassettesima edizione di Nostalgia di Futuro, il Premio che valorizza persone ed enti in grado di interpretare il cambiamento senza subirlo, ricorda Giovanni Giovannini, giornalista, scrittore, editore, le cui convinzioni e le cui anticipazioni sui tempi sono riportate nelle motivazioni integrali dei premi presenti sul sito di Media Duemila. Sono quattordici i Premi “Nostalgia di Futuro 2025” assegnati. Mette conto citarli, nell’ordine con il quale hanno ricevuto la targa, per dare rilievo all’impegno dei premiati nei diversi ambiti del riconoscimento,
 
Ad Alberto BARACHINI (Sottosegretario editoria) è andato il Premio per la sezione “Innovazione – editoria – informazione e futuro“.
 
Per la sezione “Innovazione e Comunicazione“, il Premio è stato conferito a Laura ARIA (Commissario Agcom).
 
Per “Innovazione consapevole – dialogo e progresso” ha ricevuto il Premio NDF 2025 Raffaele PASTORE (Direttore generale UPA.
 
Ha consegnato personalmente Maria Pia Rossignaud la targa a Guido SCORZA (Componente Garante Privacy), per la sezione “Innovazione – Tutela e diritti” del Premio. 
 
Daniele MANCA (Direttore Scuola di Giornalismo IULM) ha ritirato il Premio NDF 2025 per la sezione “Informazione di qualità“, insieme ai giovani della Scuola di giornalismo.
 
Premio NDF 2025 per “Educazione e libertà di stampa” a Carlo CORAZZA (Direttore Ufficio del Parlamento europeo in Italia).
 
Per la sezione “Informazione e Sud” il Premio NDF 2025 è andato a Lino MORGANTE (Presidente e direttore editoriale di Società Editrice Sud Gazzetta del Sud Giornale di Sicilia).
 
Per “Innovazione nel giornalismo” il Premio NDF 2025 è stato assegnato a Gianni RIOTTA (Direttore scuola di giornalismo LUISS). 
 
Nostalgia di Futuro ha premiato anche l'”Editoria pioneristica“, in questa edizione con il riconoscimento conferito ad Andrea COLAMEDICI (professore IULM).
 
Premio NDF 2025 per l'”Innovazione concreta” ad Annalisa MUCCIOLI (Responsabile Research & Technological Innovation di Eni).
 
Per la sezione “Leadership e Innovazione“, premiata Marianna GHIRLANDA (Presidente IAA Italy Chapter).
 
Creatività che ispira” quella di Dina PIPONSKI (Responsabile Young Professional di IAA Italy Chapter), anche lei tra i premiati. 
 
Chiara ALBANESE (Italy bureau chief di Bloomberg) è andato il Premio NDF 2025 per il “Giornalismo“.
 
Premiato infine Antonio PALMIERI (Presidente Fondazione Pensiero Solido) per la sezione “Innovazione nella comunicazione” del Premio Nostalgia di Futuro 2025.

Informazioni
Media Duemila |Osservatorio TuttiMedia
Dott.ssa Sara Aquilani
Redazione Media Duemila
e-mail: redazione@mediaduemila.com
Da Osservatorio TuttiMedia <nostalgiadifuturo.tuttimedia@gmail.com>