FOLK SONGS l’orchestra sinfonica di Matera omaggia Berio e la musica popolare

“FOLK SONGS”: L’ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA
OMAGGIA BERIO E LE RADICI DELLA MUSICA POPOLARE

Giovedì 6 novembre 2025, all’Auditorium “Raffaele Gervasio” di Matera, l’Orchestra Sinfonica di Matera – diretta dal Maestro Pasquale Corrado – rende omaggio a Luciano Berio nel centenario della sua nascita, con un concerto dedicato al dialogo tra tradizione popolare e linguaggio contemporaneo.
Protagonista della serata sarà il mezzosoprano Antonella Rondinone, voce duttile e intensa, in un viaggio musicale che unisce culture e sensibilità diverse attraverso le celebri Folk Songs del compositore italiano.
Ingresso ore 20:00 – inizio ore 20:30. Info e biglietti su 
orchestrasinfonicamatera.it

Un evento speciale per ricordare uno dei protagonisti più innovativi della musica del Novecento: Luciano Berio, di cui nel 2025 ricorrono i cento anni dalla nascita.
L’Orchestra Sinfonica di Matera, sotto la direzione del Maestro Pasquale Corrado, interpreterà il concerto Luciano Berio a 100 anni dalla nascita: dalle radici al folklore, esplorando il tema della musica popolare come fonte di ispirazione per i compositori del Novecento in un percorso che va dal lirismo inglese di Ralph Vaughan Williams alla fantasia fiabesca di Edvard Grieg, fino alle invenzioni vocali e strumentali dello straordinario ciclo vocale Folk Songs di Luciano Berio.

Al centro della serata, le Folk Songs – una raccolta di canti provenienti da tutto il mondo, dal Nord Europa al Mediterraneo, dagli Stati Uniti all’Azerbaijan – riletti da Berio con una scrittura raffinata e moderna.
A interpretarle sarà il mezzosoprano Antonella Rondinone, artista lucana dalla carriera internazionale, che restituirà al pubblico la potenza emotiva e la ricchezza espressiva di un ciclo che ha fatto la storia della musica del Novecento.

Completano il programma la Fantasia on Greensleeves e la English Folk Song Suite di Vaughan Williams, omaggi alla tradizione britannica, e la Peer Gynt Suite n. 1 di Edvard Grieg, con i suoi celebri quadri musicali – da Morning Mood a In the Hall of the Mountain King – intrisi di suggestione e poesia nordica.

“Nel centenario della nascita di Luciano Berio, vogliamo rendere omaggio a un artista che ha saputo trasformare le radici popolari in linguaggio universale – afferma il direttore artistico Saverio Vizziello. – Questo concerto, che accosta Grieg, Vaughan Williams e le straordinarie Folk Songs di Berio interpretate da Antonella Rondinone sotto la direzione di Pasquale Corrado, ci ricorda che la musica è un ponte tra culture e tempi diversi: nasce dalle tradizioni, ma vive e cresce nel dialogo.”

Il concerto “Luciano Berio – Folk Songs” è uno degli appuntamenti della Quarta Stagione Concertistica Autunno–Inverno 2025 dell’Orchestra Sinfonica di Matera, che continua il suo percorso di valorizzazione del grande repertorio sinfonico e delle esperienze musicali contemporanee.

I concerti della rassegna autunno – inverno si svolgono a Matera all’Auditorium “Raffaele Gervasio”, con ingresso alle ore 20:00 e inizio alle 20:30. Iniziata il 21 settembre, la Quarta Stagione Concertistica Autunno–Inverno dell’Orchestra Sinfonica di Matera proseguirà fino al 30 dicembre 2025.

I singoli biglietti dei concerti della Quarta Stagione Concertistica Autunno–Inverno dell’Orchestra Sinfonica di Matera, si possono acquistare Online su TicketSms https://www.ticketsms.it/collection/Stagione-Concertistica-2025-Orchestra-Sinfonica-Matera e di persona al botteghino prima dell’inizio dello spettacolo.

Pasquale Corrado – direttore
Originario di Venosa, è direttore, compositore e produttore artistico. Diplomato in Pianoforte, Direzione di Coro, Composizione e Direzione d’Orchestra al Conservatorio “Verdi” di Milano, ha proseguito la formazione all’IRCAM di Parigi e all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dove ha ricevuto il Premio Petrassi 2011. Ha diretto importanti orchestre in Italia e all’estero, collaborando con la Biennale di Venezia, la RAI, la Fondazione Santa Cecilia e Radio France. È anche autore e arrangiatore per produzioni discografiche e televisive internazionali.

Antonella Rondinone – mezzosoprano
Nata a Matera, diplomata al Conservatorio “E.R. Duni”, ha interpretato oltre trenta ruoli operistici nei maggiori teatri italiani ed esteri – tra cui il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro Comunale di Bologna e il Théâtre des Champs-Élysées di Parigi. Artista versatile, unisce talento vocale e presenza scenica, ed è attiva anche come autrice e regista di spettacoli musicali.


Sissi Ruggi
addetto stampa
dell’Orchestra Sinfonica di Matera – OSM
e-mail ufficiostampa@orchestrasinfonicamatera.it
Da sissi ruggi <ufficiostampa@sissiruggi.com>

Passariano di Codroipo (Udine): La mostra “CONFINI” a Villa Manin è già un successo

CONFINI DA GAUGUIN A HOPPER
Canto con variazioni
Passariano di Codroipo (Udine), Villa Manin, Esedra di levante
11 ottobre 2025 – 12 aprile 2026 

Mostra ideata e curata da Marco Goldin, promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia
e da ERPAC FVG all’interno del programma di “GO! 2025&Friends” per celebrare Nova Gorica – Gorizia Capitale europea della Cultura
 
Organizzazione di
ERPAC FVG – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia e Linea d’ombra

Già 12.952 visitatori per CONFINI a Villa Manin nei primi 20 giorni di apertura. I capolavori catturano un pubblico molto interessato

Era stata annunciata come una mostra unica, di respiro internazionale CONFINI DA GAUGUIN A HOPPER a Villa Manin (Passariano di Codroipo), per quei 130 capolavori di grandi artisti dell’Ottocento e del Novecento e provenienti dai più importanti musei europei e americani e così sta avvenendo. Il pubblico sta rispondendo in maniera entusiastica come all’evento da non perdere. 

In 20 giorni esatti di apertura, sono stati 12.952 i visitatori che hanno visitato la mostra allestita negli spazi appena restaurati dell’Esedra di levante del magnifico complesso dogale. Di questi il 39 % avendo prenotato l’ingresso mentre il 61 % senza una prenotazione.

Domenica 2 novembre è stata la giornata di maggior afflusso di questi primi 20 giorni di apertura con ben 2060 ingressi e la necessità di tenere aperta la mostra un’ora in più per accontentare il maggior numero di persone che pazientemente si sono messe in coda per circa un’ora di attesa.

Oltre che dall’Italia con 62 province diverse, le prenotazioni sono arrivate anche da Stati esteri, soprattutto dalle vicine Slovenia, Croazia, Austria e Germania.

Molti sono i segnali importanti del gradimento del pubblico della mostra, innanzitutto l’eccezionale numero di cataloghi venduti: al bookshop ne è disponibile una versione grande e una versione media, in 20 giorni in totale sono state vendute 2000 copie, il che significa una vendita ogni 6,5 persone entrate, una percentuale davvero alta e difficilmente riscontrabile in altre mostre in Italia.

Per quanto riguarda l’esperienza di visita, è da notare che addirittura, una persona su tre sceglie di noleggiare l’audioguida (non compresa nel prezzo del biglietto), che è poi il racconto “personale” della mostra fatto dal curatore Marco Goldin – e da lui registrata –  il quale così commenta questi primi risultati: “Al di là della felicità per numeri subito molto importanti, e ancor di più trattandosi di una sede assai decentrata rispetto ai normali flussi com’è Villa Manin, quello che mi preme sottolineare è il gradimento del pubblico verso il progetto espositivo, e per il numero di capolavori che sono compresi nella mostra, provenienti da decine di musei di tutto il mondo. Il segno che le persone sanno perfettamente riconoscere la qualità e la preziosità di un lavoro durato anni e che ha infine riunito, nella rinnovata Esedra di levante, oltre cento dipinti a rappresentare l’idea del confine in pittura tra Ottocento e Novecento.”

Sottolineano questi primi successi anche gli amministratori che la mostra l’hanno fortemente voluta: Massimiliano Fedriga, Presidente Regione Friuli Venezia Giulia: “Il successo di pubblico della mostra ‘Confini da Gauguin a Hopper’ è un risultato che ci riempie di orgoglio e che conferma il ruolo centrale della cultura per il nostro territorio. Aver superato il traguardo degli oltre 12.000 ingressi in così poco tempo testimonia non solo la straordinaria qualità dell’esposizione, ma anche la capacità della nostra regione e di Villa Manin di attrarre eventi di respiro internazionale. Questa mostra, che incarna perfettamente il tema della nostra cultura di frontiera, dimostra che il ‘confine’ non è un limite, ma una straordinaria opportunità di dialogo e crescita. Stiamo trasformando il Friuli Venezia Giulia in un polo d’arte riconosciuto a livello europeo, e il caloroso riscontro dei visitatori è la migliore ricompensa per questo impegno.”

“Siamo estremamente soddisfatti dell’affluenza di pubblico registrata finora per la mostra ‘Confini da Gauguin a Hopper’. Il traguardo dei 12.952 visitatori in così poco tempo conferma la qualità eccelsa dell’esposizione e l’enorme interesse che l’arte di questo livello suscita. Un successo che premia gli sforzi della Regione e di Erpac FVG, dimostrando una volta di più come la cultura sia un motore straordinario per il nostro territorio. La mostra non è solo una produzione artistica di risonanza internazionale, ma anche un potente veicolo di promozione della nostra Regione. Un risultato che ci spinge a investire ancora di più in iniziative di questo calibro.” Mario Anzil, vicepresidente e assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

È motivo di grande soddisfazione la straordinaria risposta di pubblico che sta tributando il successo della mostra “Confini da Gauguin a Hopper” a Villa Manin. I numeri registrati finora testimoniano come la Regione Friuli Venezia Giulia e Erpac FVG siano stati capaci di proporre un evento di respiro internazionale e di altissimo livello culturale.

Questa affluenza massiccia non è solo un dato statistico positivo, ma il segno tangibile della grande risonanza emotiva e intellettuale che il tema del “confine” – inteso non come limite geografico, ma come soglia interiore, artistica e umana – ha saputo generare nel visitatore.

La mostra, curata magistralmente da Marco Goldin e promossa in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito di “GO!2025&Friends”, si conferma un pilastro del nostro impegno per la valorizzazione del patrimonio e per la promozione di una cultura di frontiera che sia opportunità di dialogo e riflessione, proiettando Villa Manin e l’intera regione verso il futuro. Concludo manifestando tutto il mio orgoglio per essere alla guida di una struttura – Erpac FVG – che sa porsi come interlocutore dei più importanti musei al mondo e che ha la capacità organizzativa di tradurre in realtà un progetto così ambizioso. Grazie anche alla Regione Friuli Venezia Giulia, che ha investito risorse che ora genereranno un volano con un moltiplicatore significativo per l’economia regionale. Lydia Alessia-Vernì, direttrice generale di ERPAC FVG, Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia.


INFO UTILI:
 
ORARIO MOSTRA
da martedì a domenica: ore 9.30 – 18.00
chiuso il lunedì e il 24 dicembre
(vendita dei biglietti sospesa 75 minuti prima della chiusura della mostra)
 
SERVIZIO PRENOTAZIONI E INFORMAZIONI
(dal lunedì al venerdì: ore 9-13)
TEL 0422 429999
biglietto@lineadombra.it
www.lineadombra.it
 
BIGLIETTI
Intero € 15
Ridotto € 11 oltre i 65 anni, titolari di Disability Card, FVG Card, Touring Club, FAI
Ridotto € 8
 
UFFICIO STAMPA
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
Tel. +39 049 663499
Ref. Roberta Barbaro; roberta@studioesseci.net
www.studioesseci.net
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

Roma, PROSA contemporanea: Emanuele Parmegiani – Bianco su nero

EMANUELE PARMEGIANI
BIANCO SU NERO

A cura di Alberto Dambruoso
Con un testo di Ludovica Palmieri

Inaugurazione 5 novembre 2025 ore 18.30

PROSA_contemporanea
Via Marin Sanudo 24 – Roma

Fino al 29 novembre 2025

Mercoledì 5 novembre 2025 alle ore 18.30, PROSA_contemporanea presenta la mostra personale Bianco su nero di Emanuele Parmegiani a cura di Alberto Dambruoso e con un testo critico di Ludovica Palmieri: in esposizione tre grandi tele dove l’attenzione è concentrata solo sul segno che dà vita alle opere. 

Come scrive Alberto Dambruoso nel testo di presentazione: «Quello di Parmegiani è un segno aperto, che tende a costruire le immagini attraverso un movimento a spirale che imprime un senso di forte dinamismo a tutta la superficie. Tutte le immagini prendono vita da questo segno nervoso ed incerto ma di grande forza espressiva. Da tre grandi tele nere simili a delle lavagne, emergono dal fondo grazie ad un segno steso sulla superficie con uno smalto bianco che ricorda il segno lasciato sulla lavagna dal gessetto, alcuni strani personaggi. Una figura seduta e colta di profilo ha in mano una pistola; in un’altra tela compare una coppia che sembra in procinto di scambiarsi la mano; nell’ultima opera realizzata con il “bianco su nero” si scorge uno strano animale che ricorda vagamente nelle fattezze uno struzzo. Sono queste, presenti in mostra, delle opere fuoriuscite dal suo inconscio o dallo stato ipnagogico, a volte popolato da mostri inquietanti ma spesso anche da personaggi buffi e divertenti.»

«C’è un nero che non è assenza, ma spazio potenziale.», scrive Ludovica Palmieri nel testo critico, «Le tele di Emanuele Parmegiani nascono da lì. Superfici scure che evocano lavagne, territori aperti alla possibilità, dove il bianco del segno diventa gesto rivelatore, traccia di un pensiero che si manifesta nell’atto stesso del fare. Bianco su nero, come gessetto che incide, graffia e riscrive, Parmegiani lavora guidato da un’urgenza visiva che non ammette esitazioni. Ogni tratto è un’impronta dell’inconscio, una scia emotiva che affiora tra il mostruoso, il grottesco e l’ironico, tra la spontaneità e la progettualità, tra la necessità di esprimersi e la consapevolezza del rischio che ogni atto creativo comporta. […] In Bianco su nero l’artista rinuncia al colore per tornare all’essenza della pittura: gesto, linea, secondo un ritmo interiore che prende corpo sulla superficie. Le sue tele sono una sorta di lavagne mentali, territori sospesi in cui la mano agisce come un sismografo dell’inconscio, tracciando percorsi che diventano rivelazioni. Non c’è distinzione tra disegno e pittura: le opere vivono in una dimensione intermedia, in cui il segno diventa immagine e l’immagine si dissolve di nuovo nel segno. Tutto si gioca nella vibrazione tra bianco e nero, nella dialettica essenziale tra luce e ombra, presenza e assenza, controllo e abbandono. Parmegiani costruisce così un linguaggio fatto di tensioni e di pause, di apparizioni improvvise e di vuoti che respirano. […] Bianco su nero è dunque una riflessione sulla pittura come atto originario, come necessità più che come scelta estetica. La superficie nera, densa e silenziosa, accoglie il bianco come un atto di rivelazione, un gesto di emersione, quasi una scrittura istintiva che affiora dal buio.»

Emanuele Parmegiani nasce a Roma nel 1974, dove vive e lavora. Dopo gli studi classici si iscrive alla Facoltà di Sociologia e Scienze della Comunicazione, dove orienta la sua ricerca sulla sperimentazione cinematografica, e in particolare sul cortometraggio come forma di comunicazione della propria arte. Ideatore e autore di sceneggiature per il cinema e per il teatro, ha approfondito anche lo studio della recitazione come sintesi di molte forme d’arte, alternando lunghi periodi alla fotografia e alla pittura. Dal 2010 si dedica esclusivamente alla pittura, esponendo in diverse mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero. Hanno scritto di lui: Lina Calenne, Alberto Dambruoso, Valeria Lupi, Paola Valori. Tra le principali esposizioni: 2011, Animals, curata dallo staff della rivista Exibart, Galleria dei Serpenti – Roma; 2016, L’utopia della mente stellare a cura di Alberto Dambruoso e Lina Calenne, Micro arti visive – Roma; 2018, Metropolitania, a cura di Alberto Dambruoso e Lina Calenne, Micro arti visive – Roma. Tra il 2020 e il 2021 espone permanentemente nello spazio Tibaldi Arte come unico artista; nel 2021 presenta la mostra personale Dopo tutto, Palazzo Velli Expo – Roma, a cura di Alberto Dambruoso; nel 2025 ritorna con la personale I’m back a cura di Alberto Dambruoso al Museo Fondazione Venanzo Crocetti di Roma.


PROSA_contemporanea è un progetto di PROSA_studiolab ideato da Valeria Palermo, Amelia Roccatelli e Stefano Salvi. Nato dal recupero di una ex pasticceria, PROSA ospita uno studio di architettura, un luogo di lavoro condiviso, uno spazio espositivo con l’intenzione di aprirsi alla ricerca contemporanea sul confine tra arte e design.


Ho scritto diverse volte negli ultimi anni sulle opere di Emanuele Parmegiani. Potrei aver già detto tutto e invece scopro, con piacere, che ogni volta c’è sempre qualcosa di nuovo da riferire sulla sua ricerca. 

L’occasione questa volta mi è offerta dalla sua mostra personale da Prosa contemporanea dove ho selezionato una serie di lavori realizzati di recente insieme ad altri della stessa tipologia eseguiti qualche anno fa.  

Ho appositamente scelto delle opere dove non fosse presente il colore, per  concentrare l’attenzione solamente sul segno che dà vita a queste opere, in modo da evidenziarne le caratteristiche e le qualità. 

Quello di Parmegiani è infatti un segno aperto, che tende a costruire le immagini attraverso un movimento a spirale che imprime un senso di forte dinamismo a tutta la superficie. Tutte le immagini prendono vita da questo segno nervoso ed incerto ma di grande forza espressiva.

Da tre grandi tele nere simili a delle lavagne, emergono dal fondo grazie ad un segno steso sulla superficie con uno smalto bianco che ricorda il segno lasciato sulla lavagna dal gessetto, alcuni strani personaggi. Una figura seduta e colta di profilo ha in mano una pistola; in un’altra tela compare una coppia che sembra in procinto di scambiarsi la mano; nell’ultima opera realizzata con il “bianco su nero” si scorge uno strano animale che ricorda vagamente nelle fattezze uno struzzo. 

La scelta di far scaturire dal fondo nero queste immagini mi fa tornare alla memoria quegli schizzi che si facevano a scuola sulla lavagna durante gli intervalli tra una lezione ed un’altra. In qualche misura queste opere ci riportano a quelle forme di arte spontanea come quelle dei bambini, concepite al di fuori di qualsiasi preoccupazione estetica e morale.  E sono convinto che la loro grande energia con la quale si impongono allo spettatore nasca proprio da questa spontaneità del segno. Parmegiani non è un artista costruito e ciò che realizza artisticamente è solamente il frutto della sua mente visionaria. Sono queste, presenti in mostra, delle opere fuoriuscite dal suo inconscio o dallo stato ipnagogico, a volte popolato da mostri inquietanti ma spesso anche da personaggi buffi e divertenti come ad esempio il disegno ad inchiostro dal titolo Lady che rappresenta una donna strampalata che sembra slanciata in una corsa.  Certo, questi personaggi un po’ ricordano alcune figure che popolano i dipinti “surrealisti” di Picasso oppure nel segno fanno tornare alla mente Haring e i suoi omuncoli: anche Basquiat perché no, come in tanti hanno già avuto modo di osservare. Ma se pure sono presenti questi riferimenti va detto che Parmegiani non ha copiato questi artisti. Tutt’al più  si può essere avvicinato allo stile dell’uno o dell’altro, ne ha magari tratto ispirazione,  ma alla fine la cifra stilistica delle sue opere è senza alcun dubbio tutta sua.  Ed è tutta sua anche perché Parmegiani come già detto, non è un artista che studia la mossa giusta per guadagnare approvazioni ed inviti a mostre o a fiere. E’ un artista che si esprime a prescindere da tutto e da tutti per una sua inderogabile necessità interiore. Produce, produce e produce senza che per forza ci sia un fine se non quello di sentirsi bene al termine di una giornata passata a studio a disegnare o a colorare delle tele o delle carte.  A mio avviso, le opere di Parmegiani sarebbero piaciute moltissimo al grande maestro dell’informale Jean Dubuffet propugnatore dell’Art Brut che in italiano si può tradurre come arte irregolare.  Dubuffet speficicò cosa intendesse per Art Brut con queste parole: “Quei lavori creati dalla solitudine e da impulsi creativi puri ed autentici – dove le preoccupazioni della concorrenza, l’acclamazione e la promozione sociale non interferiscono – sono, proprio a causa di questo, più preziosi delle produzioni dei professionisti”.

Ecco in un mondo dell’arte dominato oramai solo dagli interessi economici e dove tutto è già deciso in partenza (destino dell’artista, quotazioni, collezionisti, editoria, ecc) mi sembra che le opere autentiche di Parmegiani possano riportare l’attenzione al fare artistico puro, alla sua condizione primigenia. 

Credo proprio che ne abbiamo bisogno.


INFO 
EMANUELE PARMEGIANI
BIANCO SU NERO
A cura di Alberto Dambruoso
Con un testo di Ludovica Palmieri

Inaugurazione 5 novembre 2025 ore 18.30
Fino al 29 novembre 2025
Orari: dal martedì al venerdì 16.00 – 19.00; sabato su appuntamento. Ingresso libero. 

PROSA_contemporanea
Via Marin Sanudo 24 – Roma
prosa.studiolab@gmail.com
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Ufficio Stampa
Roberta Melasecca Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.com
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it> 

Casa del Mutilato di Genova: Mostra “Antonio Giuseppe Santagata. Mare forte”

Casa del Mutilato di Genova – Fondazione A.N.M.I.G.
Antonio Giuseppe Santagata.
Mare forte.
7 novembre – 21 novembre 2025

A decenni di distanza dall’ultima mostra dedicata alle atmosfere marittime lungamente interrogate dall’artista, Casa del Mutilato di Genova – Fondazione A.N.M.I.G. presenta la propria nuova produzione “Antonio Giuseppe Santagata. Mare forte” — un progetto che si pone come seconda tappa all’interno del percorso di valorizzazione della produzione pittorica meno nota di uno dei protagonisti culturali della prima metà del Novecento italiano che (ancora oggi) lega indissolubilmente il proprio nome e la propria storia alla testimonianza della guerra. Se lo scorso anno l’ente ha scelto di approfondire l’intensa spiritualità espressa dal pittore, questo nuovo appuntamento pone al centro una percezione personalissima del Mar Ligure. Figure, imbarcazioni e calamità naturali dialogano e insieme esplicitano una narrazione indomita delle acque che avvolgono i differenti paesi che si allungano sulle coste della regione. Attesa, apprensione, speranza e paura sono i quattro sentimenti che contraddistinguono le scene proposte. Sensazioni che contraddistinguono un presente, il nostro, fatto di velocità e all’interno del quale si può avvertire un costante senso di impotenza.

L’esposizione, sostenuta dalla Presidenza di Casa del Mutilato di Genova – Fondazione A.N.M.I.G. Liguria (Guido Vinacci) e a cura di Matteo Lenuzza (Direttore Culturale di Casa del Mutilato di Genova – Fondazione A.N.M.I.G. Liguria), sarà visitabile dal 7 al 21 novembre 2025 all’interno della sede istituzionale di Corso Aurelio Saffi – 1. Realizzata in collaborazione con Lorenzo Santagata (Collezione Santagata), rientra nell’orizzonte di eventi organizzati in scia alla data del 4 novembre: sia Giorno dell’Unità Nazionale, sia Purple Tuesday. Se la prima commemorazione intercetta l’impegno di Santagata come soldato prima e come testimone poi, la seconda ricorrenza lo coinvolge come mutilato di guerra. Dal 2018, infatti, il primo martedì di novembre di ogni anno testimonia — come giornata internazionale — la necessità di migliorare l’accessibilità nelle città, al fine di coinvolgere l’intera cittadinanza all’interno di iniziative culturali (e non). Storicamente impegnata per l’inclusività, anche dal punto di vista architettonico, la Fondazione aderisce a questa significativa ricorrenza attraverso la mostra “Antonio Giuseppe Santagata. Mare forte”, sottolineando la piena accessibilità dei propri spazi espositivi.


La struttura

Casa del Mutilato di Genova, inaugurata nel 1938, è un’opera architettonica di Eugenio Fuselli – protagonista nella definizione dell’immagine della città di Genova venutasi a formare nel corso del Novecento.

Fin dalla propria inaugurazione l’edificio ha accolto gli invalidi di guerra impegnandosi nella delicata missione di reinserire socialmente i reduci del conflitto, prima di tutto dal punto di vista professionale. Ciò è stato possibile attraverso l’A.N.M.I.G. – oggi Fondazione – che si è resa protagonista di questa fondamentale operazione di inclusione

Casa del Mutilato di Genova è oggi impegnata culturalmente nella trasmissione della Memoria e nella declinazione nell’attualità di questa e dei valori storici dell’ente: accessibilità, pacifismo, inclusività e salvaguardia dei diritti. Un impegno condotto attraverso l’importante patrimonio d’arte moderna e contemporanea conservato in sede; dal 2022 allestito nelle sale dell’ente grazie alle importanti operazioni di restauro degli ambienti interni sostenute dalla Presidenza di A.N.M.I.G. (sezione di Genova) Guido Vinacci – su progetto di Matteo Lenuzza (Curatore del Museo). Mostre, esposizioni, eventi, progetti didattico-sociali e proposte di visita sono solo alcune delle attività promosse dall’istituzione.

Area Monumentale

Incorniciata dalla luminosissima facciata dell’edificio (restaurata nel 2022) progettato da Eugenio Fuselli, in bande bianche e nero-rosse (per ricordare le iconiche geometrie dei palazzi storici genovesi e tramandare il sacrificio dei soldati della prima guerra mondiale), è esterna la prima parte di collezione di Casa del Mutilato di Genova. Sempre visitabile, a qualsiasi ora del giorno, è comodamente raggiungibile distando pochi minuti dal centro. 


I Mutilati di Eugenio Baroni, a sinistra dell’ingresso, sono posizionati sopra il Sacrario. Un’opera unica, essendo la sola sezione visibile dell’articolato Complesso al Fante progettato dallo scultore – fortemente osteggiato dal regime fascista per questo soggetto. Il dolore e l’incertezza sono infatti protagoniste in una drammatica composizione distante dalle ferree indicazioni propagandistiche dell’epoca.


A protezione dell’ingresso svetta Vittoria Vigilante di Guido Galletti. Di quest’opera dell’artista nato a Londra è interessante notare le divergenze tra la versione definitiva e quella proposta inizialmente. Ciò è possibile visionando il disegno originale di Fuselli – parte del patrimonio A.N.M.I.G. esposto nelle sale interne.


Il Bassorilievo di Guido Micheletti sovrasta l’ingresso all’edificio. In questa scena i soldati sono posizionati in modo da esaltare lo stemma, tutt’oggi in uso, dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, al centro della rappresentazione. A sinistra è invece presente San Giorgio nell’attimo in cui trafigge il drago, icona parte da secoli dell’immaginario culturale genovese.

Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea

Casa del Mutilato di Genova è sempre gratuitamente aperta per tutti e tutte. La Collezione d’arte moderna e contemporanea conservata in struttura è dal 2022 accessibile nella sua totalità grazie alle operazioni di riallestimento. 


Al pianoterra, nella prima sezione, è possibile ammirare il ritratto Carlo Delcroix e i bozzetti Assalto e Ritorno di Antonio Giuseppe Santagata – artista centrale nel primo dopoguerra, oltre che la struggente raffigurazione Soldato cieco che ascolta le memorie di Eugenio Baroni. La seconda area, intervallata da Allegoria di Ubaldo Gargani, è composta da Giovanna d’Arco di Adrienne Etienne Gaudez (del quale in Francia si annoverano lavori al Petit Palais di Parigi), Enrico Caviglia di Augusto Rivalta (altro maestro della scultura monumentalista), Balilla di Vincenzo Giani, Vedova con figlia di Mario Roncallo e Vittoria di Raffaele Collina. Proseguendo, sulla destra, è possibile ammirare due toccanti rappresentazioni di Alessandro Berretti (grafico pubblicitario per Pirelli e Rinascente, catturato e successivamente imprigionato nel 1943): Pensieri lontani e Versavia-Berlino.Percorrendo il corridoio in senso opposto, sarà possibile in conclusione scorgere anche due tra le note Scene di Resistenza di Attilio Mangini – biennalista nel 1950.

Persone
Guido Vinacci | Presidente
Matteo Lenuzza | Direttore Culturale

Cruo Studio | Comunicazione, Grafica
Francesca Papasodaro | Grafica


Antonio Giuseppe Santagata. Mare forte.
A cura di Matteo Lenuzza
Casa del Mutilato di Genova – Fondazione A.N.M.I.G. Corso Aurelio Saffi – 1, Genova (16128)

Presidenza Fondazione A.N.M.I.G. – Liguria: Agostino Pendola

Presidenza Fondazione A.N.M.I.G. – Genova | Casa del Mutilato: Guido Vinacci

Direttore Culturale – Fondazione A.N.M.I.G. Liguria | Casa del Mutilato di Genova: Matteo Lenuzza
Artwork di “Antonio Giuseppe Santagata. Mare forte”: Francesca Papasodaro Progetto grafico di Casa del Mutilato di Genova: Cruo Studio

Orari
Inaugurazione | Venerdì 7 novembre: 18:30-20:00 

7 novembre – 21 novembre
dal martedì al venerdì (9:30-12:00) o su richiesta, per gruppi, previa mail e disponibilità della Fondazione

Biglietti e inaugurazione | Ingresso libero
Informazioni
segreteria@anmigliguria.com @casadelmutilato

010 581416

Si ringrazia:
Lorenzo Santagata – Collezione Santagata

Matteo Lenuzza 
Direttore Culturale 
Casa del Mutilato di Genova | Fondazione A.N.M.I.G. – Liguria 
Da Matteo Lenuzza <lenuzzamatteo@gmail.com> 

Capolavori in arrivo ad AMART Milano – Museo della Permanente

AMART
Milano, Museo della Permanente
5-9 novembre 2025

AMART, la mostra dell’antiquariato organizzata dall’Associazione Antiquari Milanesi e Promo.Ter, si prepara al suo settimo atteso ritorno dal 5 al 9 novembre (con vernice stampa e inaugurazione il 4 novembre) al Museo della Permanente di Milano. L’evento trasformerà il capoluogo lombardo nel crocevia della storia dell’arte, dall’antichità fino ai giorni nostri, mettendo in mostra opere di ogni epoca, dai dipinti degli Antichi Maestri fino a pezzi unici di design. 61 espositori sia italiani che internazionali, tra cui 13 nuovi partecipanti, porteranno ad AMART il meglio delle loro offerte antiquarie: ogni stand rappresenterà un piccolo universo di bellezza, frutto dell’esperienza dei galleristi e della qualità della loro selezione. Di seguito alcuni degli highlight di questa settima edizione.

Altomani & Sons, Milano/Pesaro, esporrà Madonna col Bambino, 1435-1440 circa, bassorilievo in stucco dipinto e dorato di Andrea di Lazzaro Cavalcanti detto il Buggiano (Borgo a Buggiano, 1412 – Firenze, 21 febbraio 1462), figlio adottivo di Filippo Brunelleschi. In una cornice a tabernacolo alta 126 cm, l’opera reca l’iscrizione ‘AVE MARIA GRATIA PLENA DOMINUS ISTE(?)…’ e si presenta in ottimo stato di conservazione. Carlo Orsi, Milano, porterà due riscoperte tempere su tavola di Zanetto Bugatto (Milano, 1440-1476), raffiguranti rispettivamente San Paolo e San Pietro su fondo oro punzonato, appartenenti a un secondo polittico del pittore oltre a quello già noto della Madonna Cagnola. Lorenza Salamon, Milano, esibirà La Vergine sulla proda erbosa, 1503, di Albrecht Dürer (Norimberga, 1471-1528), bulino originale, monogrammato e datato in lastra.

Apolloni, Roma, inaugurerà la mostra Francesco Hayez tra pittura, storia e letteratura. Dipinti e disegni. Allestita in collaborazione con la londinese Laocoon Gallery, includerà l’olio su tela Testa tagliata del Conte di Carmagnola, 1834, in cornice originale. Un’opera di forte potenza drammatica e realismo, in quanto ritrae la testa di un brigante decapitata, probabilmente per mezzo di ghigliottina, dipinta dal vero con velocità e sicurezza. Il blocco di legno su cui giace la testa riporta lo stemma della Repubblica Veneta, mentre il drappo bianco frapposto presenta la scritta ‘Generale Carmagnola Tragedia’ in riferimento all’opera di Manzoni. Tornabuoni Arte, Firenze, esibirà l’olio su tela Il naufragio di Camoens di Mauro Conconi (Milano, 1815-1860). Raffigurante il navigatore e poeta Luís Vaz de Camões, tra i padri della letteratura portoghese, apparteneva già negli anni Sessanta dell’Ottocento alla collezione dell’influente editore e politico milanese Conte Cesare Giulini della Porta. Fu realizzato tra le prime due Guerre d’Indipendenza che portarono all’unificazione d’Italia nel 1861.

Sempre dell’Ottocento è una delle opere proposte da Paolo Antonacci, Roma: Studi di gatti di Ferdinand-Victor-Eugène Delacroix (Charenton-Saint-Maurice, 1798 – Parigi, 1863), penna e inchiostro bruno su carta, timbro d’atelier in basso a sinistra e iscrizione ‘jambe de derrière droite’ in basso a destra. 

Il richiamo di AMART scavalca i confini italiani, come dimostrano i nomi internazionali presenti all’edizione 2025. Tra questi, Lampronti Gallery, Monaco, specializzata in dipinti di vedute, paesaggi e nature morte dei Grandi Maestri del diciottesimo e diciannovesimo secolo, esporrà l’olio su tela Il Canal Grande, veduta da Ca‘ Foscari e il Palazzo Moro Lin, di Bernardo Bellotto (Venezia, 1722 – Varsavia, 1780). M. F. Toninelli Art Moderne, Monte Carlo, porterà invece due opere di André Masson (Balagny-sur-Thérain, 1896 – Parigi, 1987) tra cui La Victime, 1942, gouache e sabbia su legno, proveniente dalla Die Galerie di Francoforte. Callisto Fine Art, Londra, esibirà un porta stendardo dalle fattezze di diavolo, XIX secolo, copia in marmo bianco che sostituì il Diavolino in bronzo realizzato da Giambologna per la cantonata di Palazzo Vecchietti a Firenze, e nelle cui forme è evidente l’influenza delle decorazioni a grottesca che lo scultore fiammingo studiò nella città toscana e a Roma.

Anche gli arredi occuperanno un posto di rilievo all’interno della manifestazione. Galleria Luciano Colantonio, Brescia, presenterà una coppia di lampade da parete di Nino Franchina (Palmanova, 1912 – Roma, 1987) realizzate in tubolari d’argento sbalzati e lavorati con fiamma ossidrica, anni Settanta, firmate e in ottimo stato conservativo. inOpera Italian Arts, Milano, esibirà una coppia di tavoli da gioco con piani reversibili, 1805 circa, di Giuseppe Maggiolini (Parabiago, 1738-1814), caratterizzati da fusti in legno di abete, noce e pioppo intarsiati in noce d’India, mogano, palissandro, bosso, ciliegio, frassino, acero, acero tinto verde e ulteriori legni.

La proposta espositiva di Mirco Cattai, Milano, includerà l’importante tappeto Ushak Lotto del XVI secolo, raro esemplare in stile anatolico connotato da arabeschi centrali blu disposti a coppie, difficilmente reperibili in mescolanza con quelli gialli.

Un mirabile esempio di artigianato artistico veneziano di metà del XVIII secolo sarà tra i protagonisti dello stand di Piva & C., Milano: un cannocchiale decorato in lacca policroma e arte povera su sfondo rosso, raffigurante paesaggi e figure entro cornici gialle. Lungo 62 cm (chiuso), è dotato di una sezione interna estraibile caratterizzata da una decorazione floreale dentro una grata ornamentale, con applicazioni in ottone. Subert, Milano, esporrà invece una cioccolatiera in porcellana decorata in policromia e oro, 1740 circa, attribuibile con sicurezza alla manifattura sassone di Meissen, come testimonia la marca con le spade incrociate sotto la base. Il motivo floreale del decoro, ispirato alle porcellane giapponesi Imari e Kakiemon, si sviluppò negli anni iniziali della produzione della porcellana europea: Meissen fu una delle prime ad adottare e interpretare tale stile in modo originale. Raffaello Pernici, Rosignano Marittimo (LI), specializzato in ceramiche e porcellane, porterà all’evento la scultura d’arredo Le due tigri, 1929, di Sandro Vacchetti (Carrù, 1889 – Torino, 1976), Manifattura Lenci, già esposta a Palazzo Reale a Milano.

La selezione di Società di Belle Arti, Viareggio/Milano, comprenderà l’olio su tavola Dalie, 1936, di Bruno Croatto (Trieste, 1875 – Roma, 1948), firmato e datato in alto a sinistra ‘Bruno Croatto / Roma 1936’ e ottimamente conservato. L’opera racchiude tutti gli elementi caratteristici dell’ultimo periodo di produzione dell’artista triestino: da una parte una raffigurazione quasi iperrealistica del soggetto, dall’altra un impulso all’astrazione verso uno spazio senza tempo abitato da incanto e perfezione. M45, Milano, esibirà Shoes, 1980, di Andy Warhol (Pittsburgh, 1928 – New York, 1987), serigrafia su carta Arches Aquarelle pressata a freddo, versione unica.

La settima edizione di AMART darà il benvenuto a 13 espositori che prenderanno parte alla manifestazione per la prima volta. Tra questi, Galleria Giampaolo Abbondio, Milano, proporrà un’opera di Marco Paganini, Inside 5, 2014, parte di una serie di contenitori in legno e cartone con all’interno uno spolvero non fissato (qui di un corallo), gli strumenti utilizzati per la sua realizzazione, e un elemento estraneo (qui un uovo) al fine di creare una relazione tra oggetti capace di dar vita a un racconto. Sempre tra i nuovi partecipanti all’evento, lo stand di BKV Fine Art, Milano, presenterà una riunione delle due tele monumentali di Giovan Battista Discepoli (Castagnola, 1595-1654) che adornavano le ante esterne dell’organo della chiesa milanese di Sant’Anna: l’olio su tela della Sacra Famiglia (1647 ca.), notificato dallo Stato italiano come bene di interesse storico per via della sua eccezionale provenienza, sarà accostato alla riproduzione fotografica della tela delle medesime dimensioni (308×149 cm) con il soggetto di SantAnna, conservata attualmente presso la Basilica di San Nazaro in Brolo.

Non solo nuovi arrivi, ma anche graditi e interessanti ritorni alla manifestazione, come Gian Enzo SperoneGilistra Japanese Art, Attilio Cecchetto Antiquario, e Reve Art. Quest’ultima porterà da Bologna il bronzo Urlatrice Rossa, 1945, di Angelo Camillo Maine (Quarto, 1892 – Genova, 1969), proveniente dagli eredi stessi dell’artista.

Per info:  https://www.amart-milano.com/


ORARI:    
Martedì 4 novembre Preview a invito, dalle h. 13.00 alle h. 18.00
Inaugurazione a invito, dalle h. 18.00 alle h. 22.00
Da mercoledì 5 a sabato 8 novembre, dalle h. 11.00 alle h. 20.30; domenica 9 novembre            dalle h. 11.00 alle h. 19.30
 
Biglietto: euro 10; ridotto under 26 e over 70 euro 5;
gratuito Amici del Poldi Pezzoli, Museo Bagatti Valsecchi, FAI, MuseoCity e Soci FIMA
 
Ufficio Stampa
Studio ESSECI
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Rockin’1000 a Milano21 il 23 Novembre, nasce Rock Your Race

Evento di FollowYourPassion, a Milano21 si correrà al ritmo dei Rockin’1000 

Musica e corsa, ritmo e cadenza, adrenalina e passione, due mondi che grazie a Rockin’1000 e Milano21, l’evento running di FollowYourPassion, si uniranno in maniera definitiva e totale. 

Il connubio tra queste due grandi realtà è stato presentato a Milano a De Montel Terme Milano, il più grande parco termale urbano naturale d’Europa che sorge in zona San Siro. 

Domenica 23 novembre 2025 Rockin’1000, in qualità di Official Music Partner, per la prima volta nella storia suonerà in una corsa podistica e lo farà a Milano21 evento da oltre 10mila partecipanti provenienti da tutta Italia e da decine di nazioni del mondo. 

Al ritmo della più grande rock band mondiale quel giorno sarà possibile correre la mezza maratona agonistica da 21,097km o la più semplice 10km anche in versione non competitiva. Un percorso velocissimo, in equilibrio perfetto tra storia e modernità, che passa tra il Duomo, Castello Sforzesco, Parco Sempione, la Darsena e CityLife.

The Biggest Rock Band on Earth, è il frutto dell’amore per un’idea folle e di un video virale con 1000 musicisti che suonano all’unisono. L’obiettivo iniziale era convincere i Foo Fighters a suonare a Cesena, in Italia. Ha funzionato, la band ha accettato l’invito e da allora i ROCKIN’1000 sono cresciuti come band e come Community, fino a diventare un’intrepida tribù globale che conta 100.000 appassionati di musica provenienti da tutto il mondo. Oggi i ROCKIN’1000 portano il rock negli stadi di tutto il pianeta, attraverso un’esperienza unica che abbatte la distanza tra musicisti e spettatori, celebrando la Musica come linguaggio universale e scrivendo un nuovo capitolo nella Storia del Rock. 

Così Fabio Zaffagnini, fondatore di Rockin’1000: “Come nella corsa, anche nella musica di Rockin’1000 c’è dedizione, preparazione e soprattutto condivisione. Con Rock Your Race vogliamo portare l’energia della nostra community lungo il percorso della Mezza Maratona di Milano, trasformando ogni chilometro in un momento di incontro, ritmo e inclusione. Crediamo che sport e musica, insieme, siano un potente antidoto alla solitudine e un modo straordinario per unire le persone.”

Benessere, agonismo, uno stile di vita sano, la ricerca del benessere fisico e mentale, amicizia, socialità, solidarietà, musica e tanto divertimento uniti alla forte passione per lo sport: questi i princìpi a cui punta da sempre MG Sport con il circuito FollowYourPassion che in questo 2025 ha fatto gareggiare tra corsa, triathlon, ciclismo e nuoto ben 50mila persone in 17 eventi. 

“Alcune gare raccontano meglio di altre questa crescita – fa sapere Giampiero Schiavo Presidente di MG Sport -. I numeri sono impressionanti, Bergamo21 ha registrato un incremento del +250% dal 2022 al 2025, Monza21 è esplosa, con un incredibile +600% nello stesso periodo, Milano21 ha più che triplicato i suoi numeri, segnando un +233%. Un successo che si riflette anche nella nostra capacità di comunicazione con oltre 3 milioni di persone raggiunte tramite media e stampa, più di 25 milioni di impression digitali e 2,5 milioni di utenti unici e una digital community che supera i 115.000 follower e genera più di 15 milioni di visualizzazioni annue“.

Così Andrea Trabuio Direttore Generale MG Sport: “Un sistema integrato di comunicazione – tra media partnership, digital advertising, social, newsletter e influencer che ci consente di mantenere vivo il dialogo con la nostra community tutto l’anno, e non solo nei mesi vicini agli eventi. La nostra community è internazionale: ad oggi il 25% dei partecipanti è straniero. Ed è una community variegata, con un equilibrio sempre maggiore di genere – oggi il 35% donne e 65% uomini – e con una forte presenza di giovani e adulti attivi”.

Sarà un autunno 2025 di grande intensità, con tre eventi di punta: F1RE Monza21 all’Autodromo Nazionale di Monza il 27 e 28 settembre, PeschieraTRI il 4 e 5 ottobre e infine Milano21 domenica 23 novembre.

Gran finale del circuito FollowYourPassion sarà il 23 novembre con Milano21, migliaia di partecipanti troveranno clima ideale e un che con le sue distanze permette a tutti di partecipare. Mezza maratona 21,097km e la 10km sia in forma competitiva che non competitiva.

Dopo Bergamo21 di febbraio, Monza21 e Milano 21 saranno la seconda e la terza delle Running Series. BPER Banca,  insieme a FollowYourPassion ha studiato una speciale medaglia dedicata a chi parteciperà a tutte e tre le gare. La chiamata a raccolta è dunque per quanti vogliano fare tripletta di partecipazione, potranno ambire ad una speciale medaglia, un premio unico che li inserisce nella speciale community dei runner che hanno completato le Running Series. 

Anche quest’anno MG Sport, con il brand FollowYourPassionsi conferma leader nell’organizzazione di eventi endurance in Italia con gare di corsa, triathlon, ciclismo su strada, mountain biking e nuoto in acque libere ideate per atleti di tutti i livelli. Ben 18 gli eventi inseriti nel calendario 2025.

1 febbraio – Bergamo Urban Night Trail
2 febbraio – Bergamo21
10 aprile – Roma Appia Run
25 aprile ChiaSWIM (Chia Sport Week)
26 aprile – ChiaTRI (Chia Sport Week) evento sospeso
27 aprile – Chia21 (Chia Sport Week)
3 maggio – MilanoTRI
3 maggio – Milano10K
4 maggio – Olbia21
11 maggio – StaiSano! RUN
29 giugno – LovereTRI
12 luglio – Gatorade Race The Bridge
26 luglio – Alta Valtellina Bike Marathon
20 settembre – Treviso Runway Run
27 settembre – F1RE
28 settembre – Monza21
4-5 ottobre – PeschieraTRI 
23 novembre – Milano21

MG Sport, attraverso il brand FollowYourPassion, è uno dei principali organizzatori di eventi endurance in Italia. Con un calendario che spazia dalla corsa al triathlon, dal ciclismo al nuoto in acque libere, ogni anno coinvolge migliaia di atleti, professionisti e amatori, offrendo manifestazioni pensate per ogni livello di preparazione. Ogni evento è costruito per garantire un’esperienza sportiva completa, unendo qualità organizzativa, cura dei dettagli e attenzione alle esigenze dei partecipanti.

L’approccio di MG Sport mette al centro la sicurezza, la valorizzazione del territorio, l’inclusività e la sostenibilità ambientale. Le location selezionate rappresentano un elemento distintivo del circuito, scelte per il loro fascino e per la capacità di offrire contesti spettacolari alle competizioni. Al centro di ogni progetto c’è l’atleta: MG Sport lavora per migliorare costantemente i propri standard organizzativi, con l’obiettivo di offrire un’esperienza di gara all’altezza delle aspettative, in un contesto stimolante, accessibile e coinvolgente. La stagione 2025 prevede tredici eventi in tutta Italia, a conferma dell’impegno dell’azienda nel promuovere una cultura sportiva orientata alla qualità, alla partecipazione e al rispetto dei valori che lo sport rappresenta.


Ufficio Stampa FollowYourPassion
 Cesare Monetti
 cesare.monetti@gmail.com

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