“I COLORI DELL’ANTICO SCAVO” – all’antica cava romana laboratorio per artisti

I COLORI DELL’ANTICO SCAVO”
SABATO 8 E DOMENICA 9 NOVEMBRE 2025 SI APRONO LE PORTE DELL’ANTICA CAVA ROMANA IVERE3 AGLI 
ARTISTI E ALLA PITTURA

Nell’ambito del Progetto “CAVE 2 / La vita sociale delle pietre“, il Comune di Duino Aurisina-Devin Nabrežina, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per la promozione del patrimonio geologico e della geodiversità (L.R. 15/2016), in collaborazione con l’associazione CASA C.A.V.E., la Jus Comunella Nabresina Gemeinde e la Portopiccolo Art Gallery, apre le porte del Bacino marmifero IVERE 3 per due giorni di pittura EN PLAIN AIR. 

Con il laboratorio “I COLORI DELL’ANTICO SCAVO”, la cava dismessa oggi convertita a contenitore culturale sarà aperta agli artisti e pittori interessati che potranno raggiungerla con cavalletti, colori, tele e altri materiali artistici personali, per vivere un’esperienza unica in un luogo di grande bellezza naturalistica e di interesse storico e sociale.

Il progetto è aperto a tutti coloro che desiderano vivere un’esperienza creativa, di collaborazione, incontro, conoscenza e contatto sensibile con il territorio.  Per i creativi meno esperti nell’arte della pittura e per chi lo desidera, saranno messi a disposizione i materiali necessari. Ad affiancarli, come interpreti di percorso, saranno l’artista visiva Fabiola Faidiga e la scenografa Madia Cotimbo.

L’esperienza è gratuita, per informazioni e prenotazione obbligatoria, scrivere whatsapp a 3334344188, oppure via email casacave.art@gmail.com

Inizia il suo percorso con la Scuola di Figura del Museo Revoltella di Trieste con il maestro Nino Perizi. La sua ricerca si muove verso diverse aree espressive, indagando in particolare i rapporti umani e sociali in un’ottica sperimentale. Fa parte del “Gruppo78-Ts” e partecipa a mostre curate dalla critica Maria Campitelli. Ha all’attivo esposizioni in Italia e all’estero (Biennale Diffusa F.V.G./Biennale Arte Venezia, Ponte Internazionale Italia-Messico, progetto “Circus Meme”/Isola di Brioni-Croazia). Negli ultimi anni ha costituito l’associazione culturale CASA C.A.V.E.,ideato la rassegna “L’Energia dei Luoghi”, alla ricerca di connessioni fra arte, scienza e territorio. Fa parte del Comitato scientifico per “KAMEN – Museo Diffuso delle cave e della pietra di Aurisina”, nell’ambito dello sviluppo culturale e territoriale del Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrežina

Si occupa di lavorazioni artistiche ed artigianali come scenografa, attrezzista teatrale ed artista visiva. Formatasi come scenografa all’Accademia di Belle Arti di Urbino, ha collaborato con altri artisti visivi e con progetti laboratoriali finalizzati ad allestimenti teatrali e museali spesso per la realizzazione di attrezzeria o sculture in vari materiali.

Utilizza nel suo lavoro artistico svariati tipi di carta e oggetti di scarto per creare sculture, diorami, collage, pupazzi e marionette. Ama il teatro di figura ed il teatro d’ombra ed è in particolar modo affascinata dalla fiaba. Per anni ha collaborato con imprese liriche che le hanno dato modo di conoscere ed appassionarsi all’opera del bel canto. Sperimentare nuovi materiali e progetti rappresenta per lei sempre una sfida avvincente.


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it
Da Federica Zar <zar@apscom.it> 

Alla Querini Stampalia: John Baldessari, il catalogo è questo

L’arte di John Baldessari in un catalogo unico 
 
Fondazione Querini Stampalia

La più completa monografia dedicata a John Baldessari mai pubblicata in Italia: No Stone Unturned. Conceptual Photography, curata da Cristiana Collu per Allemandi Editore, offre una lettura approfondita dell’opera dell’artista che ha ridefinito il linguaggio dell’arte concettuale e accompagna la mostra omonima aperta al pubblico fino al prossimo 23 novembre 2025 alla Fondazione Querini Stampalia.

Attraverso immagini, testi critici, materiali d’archivio e contributi inediti, il catalogo si propone come un dialogo esteso con il lavoro di Baldessari, che ha saputo mettere in discussione i confini tra immagine e linguaggio, tra arte e quotidianità, esplorando con ironia e radicalità territori sempre nuovi e inattesi.

Il volume No Stone Unturned. Conceptual Photography è un vero e proprio viaggio nell’universo rivoluzionario di John Baldessari. Pensato come la più ampia documentazione sull’opera di Baldessari mai pubblicata in Italia, il volume permette di approfondire il momento decisivo alla fine degli anni Sessanta, quando la fotografia divenne il fulcro della sua pratica concettuale. Ricco di illustrazioni, raccoglie opere iconiche come Commissioned Paintings (1969), Cremation Project (1970), Police Drawing (1971) e I will not make any more boring art (1971), accanto a intere serie come la Kissing Series, la Embed Series, la Binary Code Series e la complessità allegorica di Blasted Allegories. Ogni pagina testimonia la capacità dell’artista di interrogare i limiti tra linguaggio e immagine, autorialità e interpretazione, ironia e critica.

A Brief History of John Baldessari, 2012. 5:54 minutes, Courtesy of Henry Joost & Ariel Schulman / Supermarché.
Ph. Adriano Mura

I saggi critici offrono non solo interpretazioni puntuali delle opere, ma anche nuove prospettive sul ruolo della fotografia, del montaggio e del testo nella sua pratica, rivelando l’impatto decisivo che Baldessari ha esercitato su generazioni di artisti e sull’arte contemporanea. Il volume è arricchito da rare fotografie d’archivio, materiali inediti e un apparato scientifico accurato, risultando al tempo stesso un’opera di consultazione autorevole e un libro di grande fascino visivo. È una monografia indispensabile per storici dell’arte, studenti, collezionisti e per chiunque ami avvicinarsi a un pensiero artistico che ha cambiato il nostro modo di vedere le immagini.

Il volume, in inglese e italiano, edito da Allemandi (2025), presenta un testo introduttivo di Cristiana Collu e saggi di Saretto Cincinelli, Hal Foster, Elio Grazioli, Giovanni Menna, Gerardo Mosquera. 

Immagine coordinata e progetto grafico a cura di Designwork per Fondazione Querini Stampalia.

La mostra No Stone Unturned. Conceptual Photography dedicata a John Baldessari è un’occasione unica per rileggere l’artista californiano attraverso oltre settanta opere, la maggior parte mai esposte prima. Un progetto che ha messo al centro l’esplorazione del medium fotografico smontando le convenzioni narrative e formali: uno strumento capace di indagare la realtà in modo inaspettato e sorprendente.  La mostra rappresenta un vero e proprio manifesto del nuovo corso della Fondazione. Non si tratta solo di un’esposizione, ma di un viaggio nel cuore dell’arte contemporanea che incarna la visione innovativa della Querini Stampalia. Baldessari guida il pubblico attraverso un universo fatto di ironia, rigore e creatività disarmante, incarnando l’idea di meraviglia come metodo e atto rivoluzionario. La sua opera non si limita a stupire, ma interroga, sfida e trasforma, rispecchiando pienamente l’impegno della Fondazione a rinnovare lo sguardo, aprirsi all’inaspettato e utilizzare l’arte come leva di conoscenza e cambiamento.


Fondazione Querini Stampalia
Castello 5252 – 30122 Venezia
+ 39 041 2711411
fondazione@querinistampalia.org
querinistampalia.org
 
Contatti per la stampa
Fondazione Querini Stampalia
Sara Bossi
+39 041 2711441
s.bossi@querinistampalia.org
 
Studio ESSECI
di Sergio Campagnolo s.a.s.
Simone Raddi
simone@studioesseci.net
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

A Parma la mostra “Poesia per immagini. Bavagnoli ritrae Bertolucci”

Riallestita presso la sede di Fondazione Bernardo Bertolucci la mostra “Poesia per immagini. Bavagnoli ritrae Bertolucci”
 
Dopo il successo dell’esposizione realizzata nell’abitazione del poeta a Casarola, in occasione dei 25 anni dalla morte, la mostra viene riproposta a Parma dal 5 novembre al 20 dicembre

In occasione del 25° anniversario della scomparsa del poeta Attilio Bertolucci (14 giungo 2000), Fondazione Cariparma, in partnership con Fondazione Bernardo Bertolucci e con la produzione esecutiva di Solares Fondazione delle Arti, lo scorso 29 giugno ha inaugurata a Casarola (Monchio delle Corti) la mostra Poesia per immagini, Bavagnoli ritrae Bertolucci. Visto il grande successo di pubblico, la mostra verrà ora riproposta a Parma, presso la sede di Fondazione Bernardo Bertolucci, in piazzale della Pace 1, dal 5 novembre al 20 dicembre 2025.

Un ritratto fotografico che racconta il poeta nella casa di famiglia, rifugio durante lunghi periodi di vacanza e luogo d’ispirazione della sua opera. Ma anche punto di ritrovo per intellettuali e artisti, fra cui l’amico fotografo Carlo Bavagnoli che nelle immagini esposte ritrae Bertolucci nella sua quotidianità, anche insieme all’amata moglie Ninetta. Bavagnoli ci restituisce, con l’eleganza delle sue fotografie, momenti intimi e spontanei e, come afferma nell’introduzione alla mostra Gabriella Palli Baroni, studiosa della poesia di Bertolucci, “Ci rende partecipi dell’armonia esistente tra natura e vita, restituendoci l’emozione dei volti e la loro verità umana con tagli rigorosi e liricità contenuta, ma evidente, sì che appare perfetta la consonanza tra la poesia della parola e la poesia delle immagini”.

Le immagini di Bavagnoli sono accompagnate da poesie di Bertolucci dedicate a Casarola, al paesaggio appenninico, in un percorso ideale che unisce interno ed esterno in un indissolubile intreccio poetico.

“Questa mostra è un piccolo gioiello che fa rivivere l’atmosfera della casa e ci ricorda l’importanza del circolo culturale che Attilio Bertolucci amava creare a Casarola. Rileggere le sue liriche accostate alle fotografie di Bavagnoli ci regala l’illusione di sentire riecheggiare la sua “voce da calabrone” fra i grandi muri di pietra della casa, riempiendo il vuoto della sua assenza di una presenza poetica senza tempo”, afferma Valentina Ricciardelli, Presidente della Fondazione Bernardo Bertolucci.

“Nata all’interno del progetto di valorizzazione delle nostre Collezioni d’arte, e nello specifico il fondo archivio Bavagnoli, siamo felici e orgogliosi che il pubblico abbia risposto con entusiasmo e grande partecipazione all’allestimento della mostra a Casorola, – afferma Franco Magnani, Presidente di Fondazione Cariparma, che prosegue – Con il riallestimento a Parma, la quarantina di scatti accompagnati dai versi del poeta, che hanno segnato il percorso di mostra all’interno della sua abitazione nel paese appenninico, saranno ora fruibili ad un pubblico ancora più ampio; un’occasione preziosa per far conoscere questo racconto per immagini, che ricorda il grande poeta, ritratto nella sua quotidianità dallo sguardo attento dell’amico Bavagnoli”.

La mostra Poesia per immagini, Bavagnoli ritrae Bertolucci sarà visitabile gratuitamente su appuntamento dal 5 novembre al 20 dicembre 2025 con i seguenti orari: dal martedì al venerdì dalle 12.30 alle 14.30, il sabato dalle 10.30 alle 12.30. Chiuso la domenica e il lunedì. Per informazioni: fondazionebbertolucci@gmail.com


Francesca Costi 
Area Comunicazione
Da Comunicazione FCRPR <comunicazione@Fondazionecrp.it>

Alla Pilotta di Parma la mostra “BELLA FIGURA. Pittura italiana d’oggi” 

  • 44 dipinti, realizzati da 18 artisti italiani, chiamati a interpretare con la loro visione la tradizione che lega la rappresentazione dell’uomo e la storia dell’arte italiana.
  • Quattro sezioni – Il Moderno, L’Eterno, Il Ritratto, L’Arte Sacra – offrono uno sguardo sul contemporaneo, recuperando suggestioni e modelli antichi.
  • Il progetto si inserisce nel programma di nuove acquisizioni della Pilotta, con l’ingresso in collezione di alcune delle opere esposte in mostra.
PARMA
COMPLESSO MONUMENTALE DELLA PILOTTA

VOLTONI DEL GUAZZATOIO

BELLA FIGURA Pittura italiana d’oggi
A cura di Camillo Langone

10 ottobre – 30 novembre 2025

Dal 10 ottobre al 30 novembre 2025, il Complesso monumentale della Pilotta di Parma ospita la mostra Bella figura. Pittura italiana d’oggi, a cura di Camillo Langone, promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e dal Complesso monumentale della Pilotta. L’esposizione, allestita negli spazi rinascimentali dei Voltoni del Guazzatoio e accessibile liberamente al pubblico, presenta 44 dipinti figurativi di artisti contemporanei, e intende testimoniare la vitalità della pittura d’oggi e riafferma la centralità della figura umana nella tradizione e nell’attualità dell’arte italiana. Adriano Annino, Chiara Baima Poma, Chiara Calore, Omar Galliani, Daniele Galliano, Giovanni Gasparro, Ester Grossi, Giuliano Guatta, Miriana Lallo, Giulia Mangoni, Fulvia Mendini, Rocco Normanno, Rodolfo Papa, Mauro Reggio, Enrico Robusti, Lorenzo Tonda, Nicola Verlato, Daniele Vezzani propongono una personale visione della “Bella Figura”, intesa come sintesi di armonia, ordine e proporzione che – in varie forme tutte volte alla rappresentazione umana – ha caratterizzato la cultura italiana dal Rinascimento a oggi, innescando un vivo dialogo tra passato e presente.

“’Bella figura. Pittura italiana d’oggi’ è una dichiarazione d’amore rivolta alla bellezza, alla sua verità eterna e alla sua contemporaneità vivente. La cosa che colpisce, in particolare, è l’italianità e la varietà intergenerazionale degli autori. Si tratta di uno sguardo coraggioso e nobile rivolto al presente, perché la bellezza o è perenne, e dunque attuale, o non è; ma è anche uno sguardo rivolto al futuro, perché persuaso dalla speranza che la bellezza sappia ancora ispirare le nuove generazioni, e manifestarsi in ogni tempo e in ogni crocevia della storia” è quanto afferma il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

I pittori qui presentati – dichiara Angelo Piero Cappello, Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura recuperano con forza e originalità la tradizione figurativa, interrogandosi su come rappresentare l’essere umano nel nostro tempo. Le loro opere dialogano con la lunga storia della ritrattistica italiana, reinventandone i codici e aggiornandone i linguaggi, in un continuo equilibrio tra forma e visione”.

I quadri presentati sono tutti recenti, parecchi sono recentissimi e alcuni sono addirittura realizzati ad hoc – spiega il curatore Camillo Langone, entrando nel merito della mostra. Avvicinandosi si può sentire il soffio dello Spirito del Tempo. L’elenco degli artisti invitati, tutti italiani ovviamente viventi e operanti, è stilato per offrire, pur senza bilancino, una varietà di generazioni, sessi, stili. Siccome, e in mostra lo si mostra, si può fare bella figura in svariati modi, dai più realistici ai più geometrici”.

La mostra invita ad aprire gli occhi, sentire volumi, colori e linee e ragionare sulle frontiere del figurativo antropocentrico nazionale: tradizione di cui la Pilotta offre fondamentali testimonianze passate, in un abecedario di forme che spaziano da Antelami a Bocchi, attraverso l’eternità del Correggio”, sottolinea Stefano L’Occaso, Direttore del Complesso monumentale della Pilotta.

Il percorso espositivo si articola in due sezioni principali, il Moderno e l’Eterno, a cui si aggiungono due nuclei tematici, Ritratto e Arte Sacra. Il Moderno riunisce le opere che guardano al documento, alle icone odierne, quei dipinti che in futuro, nei musei del XXII secolo, rappresenteranno il nostro tempo. L’Eterno quelle che fanno riferimento al classicismo, al mito, alla religione, agli archetipi. Il Ritratto raccoglie i lavori per eccellenza espressione dell’uomo, quelli che ne riproducono e interpretano aspetto e individualità, posizionandolo al centro dell’opera e dunque del suo mondo. L’Arte Sacra rappresenta invece le nuove declinazioni della pittura religiosa, nel difficile, ma possibile, equilibrio fra ricerca artistica ed esigenze devozionali.

I dipinti, tutti di recente esecuzione e alcuni realizzati appositamente per l’esposizione, si radicano nella tradizione classica e cristiana, ma si propongono al tempo stesso come piena espressione della contemporaneità, nei soggetti, nei temi e nelle tecniche che riflettono la sensibilità odierna.

Il progetto espositivo rientra nel programma di nuove acquisizioni della Pilotta, che rinnova la propria tradizione collezionista – avviata con i Farnese – attraverso l’ingresso nelle proprie collezioni di alcune delle opere presentate in mostra.

Accompagna la mostra un catalogo edito da Grafiche Step. Media partner Sky Arte.


Dal catalogo della mostra “Bella figura. Pittura italiana d’oggi”. Edizioni Grafiche Step

Nel fitto calendario di eventi che interessano il mondo dell’arte in Italia, la mostra che questo catalogo presenta si è distinta, e di gran lunga, per originalità. Bella figura. Pittura italiana d’oggi è infatti una dichiarazione d’amore rivolta alla bellezza, alla sua verità eterna e alla sua contemporaneità vivente.
Il merito è anzitutto del curatore, Camillo Langone, intelletto indomito e volutamente inattuale, ostinato cercatore di armonie vive e proporzioni incarnate, umane e dunque divine. La mostra, ospitata a Parma nel Complesso monumentale della Pilotta, ha innanzi tutto delimitato il suo angolo di osservazione alla pittura, forma d’arte privilegiata per la sua stabilità nel tempo, per l’immediatezza e l’universalità del suo linguaggio, per la permanenza materiale e analogica delle sue espressioni, sempre godibili e intelligibili, anche e ancor di più nell’era digitale.

Nella scelta per così dire monoideistica di una esposizione dedicata alla pittura figurativa, altrettanto notevoli sono stati i criteri di selezione delle opere: in primis, l’italianità e la varietà intergenerazionale degli autori.
Si tratta di uno sguardo coraggioso rivolto al presente, perché la bellezza o è perenne, e dunque attuale, o non è; ma è anche uno sguardo rivolto al futuro, perché persuaso dalla confidenza che la bellezza sappia ancora ispirare le nuove generazioni e manifestarsi in ogni tempo e in ogni crocevia della storia.

Non stupisce, pertanto, che l’articolazione della mostra sia incentrata sul doppio binario dell’“Eterno” e del “Moderno”, in un dualismo che richiama la tradizione classica e l’umanesimo, la religione e la storia, l’ordine naturale e l’Oltremondo, in una sintesi di testimonianze e epifanie.

La mostra ha poi voluto dare ulteriore concretezza alle proprie premesse teoriche ed estetiche, riservando due sezioni speciali al “Ritratto” e all’“Arte Sacra”, ancora una volta nella convinzione che il “secolo breve” della decostruzione non abbia affondato le aspirazioni al bello, secondo un ordine che vede nell’uomo, anche nel suo corpo e nel suo volto, la propria dignità e la propria vocazione alla trascendenza.

È evidente come nella storia dell’arte, e certamente nella pittura figurativa, la rappresentazione del volto umano, maschile e femminile, abbia conosciuto una alternanza di fasi, dal realismo all’idealizzazione, dalla stilizzazione alla deformazione dei tratti, tanto nel mondo antico come nella modernità. Ma in un tempo contrassegnato dalle grandi trasformazioni tecnologiche, e da ricorrenti tentazioni anti-umaniste, la riscoperta della centralità dell’uomo e del suo volto costituisce una riflessione necessaria e urgente, alla quale Bella figura della Pilotta ha contribuito con chiarezza di intenti e ricchezza di sfumature.


BELLA FIGURA. Pittura italiana d’oggi
A cura di Camillo Langone
Parma, Complesso monumentale della Pilotta
10 ottobre – 30 novembre 2025
 
Ingresso gratuito
 
Complesso monumentale della Pilotta
Piazza della Pilotta, 15 | Parma
Complessopilotta.it
cm-pil@cultura.gov.it
 
FB Complesso della Pilotta
IG pilottaparma
 
Orari:
Dal martedì alla domenica
9.00 – 19.00 (ultimo ingresso alle ore 18.00)
Lunedì chiuso
 
Biglietti:
Intero: 18 €
Ridotto Gruppi: 14 € (gruppi di adulti 10-30px)
Ridotto dai 18 ai 25 anni: 2 €
 
Il biglietto è comprensivo della visita dei musei del Complesso monumentale della Pilotta (Museo Archeologico, Teatro Farnese, Galleria Nazionale, Biblioteca Palatina e Museo Bodoni).
 
Ingresso gratuito alla mostra “Bella figura. Pittura italiana d’oggi”
 
Ufficio stampa
Anna Defrancesco comunicazione
annadefrancesco.com
press@annadefrancesco.com | M +39 352 0080279
Anna Defrancesco ad@annadefrancesco.com
Chiara Tavasci chiara@annadefrancesco.com
Da Anna Defrancesco comunicazione <press@annadefrancesco.com>

Quel che rimane dell’umano al tempo dell’Intelligenza Artificiale

Mostra Collettiva
Intelligenza della mano
A cura di Ida Mitrano e Rita Pedonesi

Inaugurazione 8 novembre 2025 ore 18.30
Museo Civico “U. Mastroianni” – Marino (RM)
Fino al 26 novembre 2025

Sabato 8 novembre alle ore 18.30, presso il Museo Civico “U. Mastroianni” di Marino (RM), si inaugura la mostra Intelligenza della mano con la presentazione del libro, edito da Bordeaux, Quel che rimane dell’umano al tempo dell’Intelligenza Artificiale, che prende il nome dal progetto promosso dall’Associazione culturale in tempo, a cura di Ida Mitrano e Rita Pedonesi. L’evento ha il Patrocinio del Comune di Marino e il sostegno della Fondazione Franz Ludwig Catel. Oltre ai saluti istituzionali del Sindaco Stefano Cecchi e dell’Assessore alla Cultura Pamela Muccini, intervengono il direttore del Museo Alessandro Bedetti, le curatrici del progetto, Giulio Latini, regista e docente universitario di audiovisivi digitali, che ha curato il ciclo di incontri sull’IA e Carmela Morabito, docente universitaria di Storia della Psicologia e delle Neuroscienze cognitive.

Quel che rimane dell’umano al tempo dell’Intelligenza Artificiale è un progetto dedicato al fondatore dell’Associazione in tempo Ennio Calabria, a più di un anno dalla sua scomparsa, che nasce dalla necessità di proporre una riflessione multidisciplinare sulle diverse problematiche e conseguenze che lo sviluppo dell’IA produce nell’esistenza psicosociale e umana, costituendosi sempre più come Altro Artificiale.



Iniziato con un ciclo di incontri, il percorso ha visto la partecipazione di studiosi, specialisti, ricercatori di varie discipline, umanistiche e scientifiche, dell’Università degli Studi di Tor Vergata di Roma, dell’Università Statale di Milano, del Centro di Ricerca E.T.h.O.S. – Università degli studi di Verona, dell’Accademia di Musica “L. Refice” di Frosinone e dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Gli incontri hanno dato luogo a un volume che raccoglie i saggi di coloro che sono intervenuti e le riflessioni di esponenti e artisti della stessa Associazione. Il libro si chiude documentando l’attuale mostra itinerante Intelligenza della mano, a cui hanno aderito numerosi artisti – pittori, scultori e fotografi – i quali condividono il pensiero che l’arte è espressione di unicità e verità dell’umano e, come tale, salvaguardia stessa dell’identità della specie. In tal senso, le opere esposte intendono testimoniare il valore del mistero dell’interiorità che si manifesta nel processo creativo e psicofisico dell’essere, in cui la mano sente e pensa. Come affermava Calabria, l’esclusione dell’interiorità ha aperto all’IA, mentre l’arte è connettore del mistero che vuole continuare a vivere come moltiplicatore di vita in un mondo che non ha più tempo, né senso. La progressiva penetrazione di sistemi e procedure di IA impongono di domandarsi, come sottolinea Giulio Latini, se ci si trovi ancora all’interno di una processualità creativa antropocentrica che conosciamo fin dai tempi paleolitici delle mani impresse nelle grotte di Lascaux o, diversamente, si è in presenza di una cesura che costringe a riformulare radicalmente nozioni estetiche, oltre che etiche o giuridiche. Ma è davvero possibile liquidare attraverso la performatività estrema di dati calcolabili e riconfigurabili in artefatti “artistici” l’articolata sfera del sensibile umano, il corpo emozionale, la protensione immaginativa, la tensione tra percezione e memoria, l’elaborazione simbolica tra costruzionisemantiche e sintattiche che costitutivamente attengono all’esperienza artistica? In gioco non è più solamente il destino dell’arte e dell’artista.

Nell’introduzione I. Mitrano e R. Pedonesi scrivono: «Più che chiederci come superare i limiti dell’umano, dobbiamo chiederci cos’è che ci caratterizza, ci distingue come umani, ci rende unici. Più che sentirci sollevati o invasi – dipende da quale punto di vista si osserva la questione – dall’incredibile capacità di risposte che l’IA riesce a dare in vari ambiti creativi, dobbiamo sottolineare e affermare con forza l’unicità dei processi creativi dell’essere. 
Per queste ragioni l’intero progetto è espressione del senso e dell’urgenza di una continua e intensa riflessione che caratterizza da sempre l’Associazione sui mutamenti irreversibili del nostro tempo».  

In esposizione opere di: Anna Addamiano, Patrizia Borrelli, Valeria Cademartori, Ennio Calabria, Antonella Catini, Stefano Ciotti, Giovambattista Cuocolo, Alessandro D’Ercole, Maurizio Diana, Franco Ferrari, Antonio Bernardo Fraddosio, Carlo Frisardi, Simonetta Gagliano, Giuseppe Indaimo, Ernesto Lamagna, Giulio Latini, Ana Maria Laurent, Massimo Luccioli, Danilo Maestosi, Giuseppe Modica, Alfio Mongelli, Mario Moretti, Lina Passalacqua, Alessandra Pedonesi, Angela Pedonesi, Stefano Piali, Marilisa Pizzorno, Nino Pollini, Elio Rizzo, Nicola Santarelli, Duccio Tringali.



Associazione culturale in tempo. Nasce a Roma nel 2009 per avviare un confronto interdisciplinare – come recita il Manifesto fondativo – sui grandi mutamenti socioculturali della nostra epoca. Tra i suoi fondatori figurano artisti ed esponenti del mondo dell’arte e di altri ambiti disciplinari, tra cui l’artista Ennio Calabria, Presidente onorario, recentemente scomparso. L’Associazione promuove dibattiti e incontri con figure autorevoli della cultura, dell’arte, della società e con i giovani, da cui sono nati i Quaderni, alcune significative mostre e il progetto Adamo e la nuvola. Nato nel 2017 il Manifesto per l’arte. Pittura e scultura ha ottenuto numerose adesioni ed è stato presentato a Roma (Plus Arte Puls, MLAC – Museo Laboratorio Arte Contemporanea – Università di Roma La Sapienza, MACRO Asilo), a Milano (Spazio Tadini) e a Varsavia (PROM Kultury Saska Kępa). Ha fatto seguito nel 2021/2022 il ciclo di incontri Arte salvaguardia dell’umano; nel 2022/2023 il progetto IO SIAMO. Necessità di un’esperienza, frutto di un percorso di identificazione dei processi creativi con gli artisti e le loro opere, conclusosi con una mostra (Roma, Plus Arte Puls, novembre 2023); nell’autunno 2024/2025 Quel che rimane dell’umano al tempo dell’Intelligenza Artificiale, progetto che si è aperto con il ciclo di incontri multidisciplinari e a conclusione l’omonimo libro e all’attuale mostra Intelligenza della mano.


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“Catania Continua”: il dossier si racconta alla città

Capitale Italiana della Cultura 2028
Giovedì 6 novembre, ore 17.00, a Palazzo della Cultura prima condivisione del programma ufficiale: un evento del Comune di Catania con PTS e Melting Pro

Catania è la Norma di Vincenzo Bellini e l’avanguardia di Franco Battiato e Carmen Consoli; la grande letteratura, da Verga e De Roberto a Brancati e Goliarda Sapienza. Catania è il vulcano attivo più alto al mondo e i neutrini pieni di energia in fondo al mar Jonio. Catania è l’Università fondata nel 1434 e una concentrazione unica di istituti di ricerca scientifica. È il barocco di via Crociferi, la città sotterranea e la città dei chioschi, riunita dalla “A” di Agata, la Patrona celebrata con la festa terza al mondo per numero di partecipanti. È un hub logistico di connessioni via terra, mare, aria nel cuore del Mediterraneo e un distretto industriale ad alta innovazione. La provincia conta 780 imprese culturali attive, pronte a realizzare ponti innovativi tra lingue, religioni, arti.

Ma Catania è frenata da gap infrastrutturali e sociali che da tempo pesano sulle scelte delle nuove generazioni. Rischia di diventare solo un luogo di nascita, di transito, di memoria. Oltre al patrimonio ereditato, custodisce potenzialità celate. La comunità sente il bisogno di sviluppo, la città con la partecipazione di tutti può crescere: guardando in alto e in profondità; guardando oltremare; guardando dentro se stessa, connettendo geografie urbane diverse, centrali e periferiche, in un unico disegno di rigenerazione. Sono questi i tre sguardi di “Catania Continua”, le grandi ispirazioni del programma culturale della candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028, fulcro del dossier consegnato dal Comune di Catania al Ministero della Cultura lo scorso 25 settembre.



A questa nuova e intraprendente “città della cultura”, al centinaio di soggetti che ha partecipato all’elaborazione del programma, è dedicato l’incontro di giovedì 6 novembre a Palazzo della Cultura, ore 17, con il racconto del progetto e la condivisione dei suoi principi fondamentali. Catania, infatti, vuole diventare Capitale Italiana della Cultura 2028, per iniziativa del Comune affiancato da PTS, società di consulenza direzionale con esperienza nelle strategie di sviluppo culturale, e da Melting Pro, specializzata in progettazione e partecipazione culturale.

Inclusione, innovazione, sostenibilità e rigenerazione urbana sono stati i princìpi guida che hanno orientato la composizione delle proposte in un programma organico, raccolte dopo la plenaria cittadina del 23 luglio e la Call for Ideas attivata dal 16 luglio al 4 agosto. Il contenuto del programma è emerso dai confronti collettivi, istituzionali e dai partenariati strategici, con il 70% delle proposte scaturito da questo importante itinerario di partecipazione e coprogettazione.

L’incontro, aperto a tutta la cittadinanza, sarà avviato dal sindaco di Enrico Trantino, introdotto dal direttore Cultura del Comune Paolo Di Caro e condotto dai rappresentanti di PTS e Melting Pro.


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Il futuro per un’informazione tra uomo e macchina: verso un nuovo linguaggio?

Futuro dell’informazione e interazione tra l’uomo e la macchina nel plasmare un nuovo linguaggio comunicativo al centro della XVII edizione di “Nostalgia di Futuro”, in programma a Milano il 25 novembre dalle ore 10,00 alle 13,30 presso la sede di Mediaset (Viale Europa 48, Cologno Monzese).

25 NOVEMBRE 2025: torna a Milano “Nostalgia di Futuro”
Nuova edizione per l’evento annuale di Media Duemila|Osservatorio TuttiMedia
sui grandi temi della contemporaneità
 
Mediaset – Cologno Monzese (MI)

Il dibattito sul tema sarà moderato da Leonardo Panetta (giornalista Mediaset a Bruxelles) e aperto da a Gina Nieri (CDA Mediaset) e Franco Siddi (Presidente TuttiMedia). Vi parteciperanno esperti rappresentanti delle istituzioni, del mondo editoriale, della privacy e delle nuove tecnologie. A confrontarsi sui dilemmi e le opportunità dell’era digitale saranno infatti, insieme a Mauro Crippa (Direttore Generale dell’informazione Mediaset): Laura Aria (Commissario Agcom),  Alberto Barachini (Sottosegretario Editoria), Paolo Benanti (Commissione Intelligenza Artificiale), Carlo Corazza (Capo Ufficio del Parlamento europeo in Italia),  Derrick de Kerckhove (direttore scientifico Osservatorio TuttiMedia), Daniele Manca (Direttore Scuola di Giornalismo IULM),   Guido Scorza (Garante Privacy), e Mattia Tarelli (Government Affairs and Public Policy Manager Google). A fare il punto Maria Pia Rossignaud (Vicepresidente TuttiMedia). Un confronto, come si vede, che si prepara ad includere voci diverse, tra cui non mancheranno, quelle dei giovani, protagonisti del mondo di domani.

Le Premiazioni

La mattinata di studi culminerà con la consueta Cerimonia di premiazione del Premio “Nostalgia di Futuro” 2025, il riconoscimento destinato ogni anno a chi si impegna attivamente per contribuire a una transizione digitale guidata dalla conoscenza e dalla consapevolezza e non dalla mera velocità del cambiamento. Come diceva Giovanni Giovannini, storico giornalista, scrittore, editore, cui il Premio si ispira, “Il giornalismo deve essere un esploratore del futuro, non un nostalgico del passato”. Un’esortazione perfetta per affrontare le sfide dell’AI in un’ottica di rinnovamento e responsabilità.

L’appuntamento rappresenterà, inoltre, un importante momento di condivisione e networking per i rappresentanti della politica, del giornalismo e delle istituzioni presenti.

Per assicurarsi la partecipazione all’evento, è opportuno registrarsi entro e non oltre il 20 novembre, al seguente link.


Informazioni e accrediti-stampa:
Media Duemila |Osservatorio TuttiMedia
Dott. Sara Aquilani
Redazione Media Duemila
e-mail: redazione@mediaduemila.com
Da Diana Daneluz <dianadaneluz410@gmail.com>

Prospettive per un turismo culturale sostenibile: Il patrimonio delle comunità linguistiche

Progetto PRIMIS PLUS
CONVEGNO
“Prospettive per un turismo culturale sostenibile:
il patrimonio delle comunità linguistiche”

L’evento finale transfrontaliero del progetto Primis Plus, finanziato dal Programma europeo Interreg Italia-Slovenija, si terrà a Trieste, giovedì 6 novembre 2025, presso l’NH Hotel (Corso Cavour 7), dalle 08.45 alle 13.00. A fare gli onori di casa sarà il Vicepresidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Assessore regionale alla cultura e allo sport, Mario Anzil.

In programma un convegno dal titolo “Prospettive per un turismo culturale sostenibile: il patrimonio delle comunità linguistiche”, con l’approfondimento delle principali tematiche del progetto Primis Plus, che ha come scopo la tutela della cultura delle minoranze linguistiche presenti nel territorio veneto, friulano e sloveno, in particolare attraverso la valorizzazione delle testimonianze culturali.

Sono previsti quattro momenti di confronto e dialogo dedicati alla “Cultura del plurilinguismo al centro del turismo: i risultati del progetto Primis Plus”, alle “Prospettive di promozione della cultura delle lingue minoritarie a livello europeo”, alla “Valorizzazione dalla cultura del plurilinguismo e impatto sui territori e sul turismo”, e al “Futuro della cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Slovenia”.

Tra i numerosi relatori, il Direttore centrale cultura e sport della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Anna del Bianco, il Presidente dell’Unione Italiana (Lead Partner del progetto), Maurizio Tremul, il Direttore Cooperazione internazionale della Regione Veneto, Luigi Zanin, e il Direttore della Società Filologica Friulana, Feliciano Medeot. Oltre ai numerosi esperti, da rilevare la presenza della divulgatrice linguistica e nota influencer Veronica Repetti, e del noto esperto internazionale Johan Häggman dell’Unione Federale delle Nazionalità Europee (FUEN).

IL PROGRAMMA
 
CONVEGNO
Prospettive per un turismo culturale sostenibile:
il patrimonio delle comunità linguistiche
8:30
Registrazione dei partecipanti
8:45
Saluti di benvenuto
Mario Anzil – Vicepresidente Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Assessore regionale alla cultura e allo sport
Asta Vrečko – Ministro della cultura sloveno TBC
Matej Arčon – Ministro per i rapporti tra la Repubblica di Slovenia e la comunità nazionale autoctona slovena nei paesi confinanti e tra la Slovenia e gli Sloveni nel mondo TBC
9:00
LA CULTURA DEL PLURILINGUISMO AL CENTRO DEL TURISMO: I RISULTATI DEL PROGETTO PRIMIS PLUS
La strategia transfrontaliera per un turismo sostenibile
Maurizio Tremul – Unione Italiana (LP)
Lara Sorgo – Istituto di Studi Etnici di Lubiana
Il sostegno ai progetti del territorio: i Bandi in Friuli Venezia Giulia e in Veneto

Luigi Zanin – Regione Veneto
Anna Del Bianco – Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Nuovi Point of Interest della cultura friulana, la piattaforma multimediale
Feliciano Medeot – Società Filologica Friulana  
Ivo Corva – ATS Projekt
10:30
PROSPETTIVE DI PROMOZIONE DELLA CULTURA DELLE LINGUE MINORITARIE A LIVELLO EUROPEO
Ilaria Fiorentini – Professoressa Associata presso Università di Pavia
Johan Häggman – Unione Federale delle Nazionalità Europee (FUEN)
Veronica Repetti – Divulgatrice linguistica
11:15
Coffee break
11:30
VALORIZZAZIONE DELLA CULTURA DEL PLURILINGUISMO E IMPATTO SUI TERRITORI E SUL TURISMO
Paul Videsott – Filologo e Professore presso Libera Università di Bolzano
Bojan Brezigar – Giornalista e politologo
Luka Juri – Professore presso l’Università Euromediterranea di Pirano (Slovenia)
12:15
INTERREG ITALIA-SLOVENIJA: IL FUTURO DELLA COOPERAZIONE TRANSFRONTALIERA
Laura Comelli – Autorità di Gestione, Programma Interreg Italia-Slovenija
12:30
Conferenza stampa
13:00
Light lunch

Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it
Da Federica Zar <zar@apscom.it>

Il Padova Jazz Festival 2025 è una kermesse che racconta molte storie

Il Padova Jazz Festival 2025 è una kermesse che racconta molte storie: quelle della black music portata ai massimi livelli del virtuosismo fusion (Stanley Clarke), della tradizione che si rinnova (Cécile McLorin Salvant), dell’impegno sociale tradotto in futurismo sonoro (Camilla George); quelle della musica cubana, coi migliori esponenti della sua scuola pianistica (Roberto Fonseca e Alfredo Rodriguez); quelle del jazz italiano, in un caleidoscopio di idiomi stilistici e commistioni internazionali (Roberto Gatto, Max Ionata, Matteo Paggi…); quelle della più creativa scena statunitense (Uri Caine).

Storie che si ascolteranno dal vivo dal 6 al 23 novembre sugli innumerevoli palcoscenici del festival: location di importanza storica e architettonica come il Teatro Verdi, la Sala dei Giganti al Liviano, il Caffè Pedrocchi, il Centro Culturale Altinate/San Gaetano e la Nuova Sant’Agnese (Fondazione Peruzzo) oltre alle aule dell’Università degli Studi di Padova.

Il Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, in collaborazione con l’Amministrazione comunale e l’Amministrazione regionale, con il contributo di Bosco Costruzioni e di Volksbank e con il sostegno del Ministero della Cultura.

Black Music Matters

Per le tre serate al Teatro Verdi, il palcoscenico più prestigioso del Padova Jazz Festival, sono attesi tre artisti capaci di coniugare in maniere personali il vocabolario musicale afro-americano.

Con Stanley Clarke (20 novembre) la black music è pura joie de vivre: l’inarrestabile progressione cinetica e i virtuosismi da bass hero hanno fatto di Clarke la prima super star jazzistica del basso elettrico, il primo solista di questo strumento a raggiungere vendite da disco d’oro. Tutto ciò a partire dagli anni euforici della fusion jazz-rock, genere del quale è stato uno dei pionieri oltre che delle figure più idolatrate. Genere che è ancora oggi il fondamento del suo fare musica.

La sassofonista Camilla George (21 novembre) è una innovatrice visionaria: la sua musica è una miscela ipnotizzante di afrofuturismo e jazz, un veicolo per messaggi culturalmente impegnati. Camilla esibisce con fermezza, determinazione e chiarezza la sua identità nigeriana, usando la musica per riflettere sulla storia e la cultura africane.

Cécile McLorin Salvant (22 novembre) è una delle punte di diamante della nuova generazione di eroine del canto jazz profondamente legate alla matrice afroamericana. Nella sua personale visione della black music, jazz, vaudeville, blues e folk sono strettamente interconnessi. I temi affrontati nelle canzoni, spesso ripescate da repertori dimenticati, sono ‘forti’ e permettono alla sua voce di esibire tutta la sua intensità interpretativa.

Cuba a Padova

La settimana centrale del Padova Jazz Festival 2025 sarà fortemente caratterizzata dal tono dei due concerti ospitati nella monumentale Sala dei Giganti. In rapida successione si ascolteranno due pianisti cubani che hanno portato il latin jazz a livelli interpretativi e tecnici inimmaginabili. Senza mezzi termini e giri di parole, sono i pianisti di maggior rilievo della loro generazione per quanto riguarda il latin jazz.

A fargli da mentore è stato addirittura Quincy Jones. E chi lo ha ascoltato non lesina complimenti: trascinante, carismatico, funambolico. Parliamo di Alfredo Rodriguez, che tra esibizioni in trio e collaborazioni con superstar jazzistiche ha messo in chiaro il suo portentoso stile pianistico: un’intensa fusione di spirito e tecnica sia cubana che jazz. Sarà a Padova il 13 novembre, in trio.

Roberto Fonseca ha fatto ‘palestra’ nel Buena Vista Social Club, dove era la forza giovane alle spalle dei titanici senior della musica cubana. Nelle sue produzioni da leader gioca a sovrapporre ritmi afro-cubani, jazz e suoni delle metropoli occidentali. A Padova si esibirà in quartetto, il 14 novembre.

Cambio di scenario e anche di musica il 15: nell’Aula Rostagni del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università degli Studi di Padova si esibirà il giovanissimo trombonista Matteo Paggi, in quintetto. Matteo è l’emblema del nuovo jazz italiano: quest’anno ha vinto il premio Top Jazz come miglior “Nuovo Talento”, brillando contemporaneamente anche di luce riflessa, dato che è solista al fianco di Enrico Rava nei Fearless Five, premiati sia come miglior “Formazione dell’anno” che per il miglior “Disco dell’anno”. Con la sua band crea una cornice jazz che accoglie influenze dal rock e la musica melodica, producendo risultati di notevole drammaturgia sonora e ritmica.

Tradizione & modernità

La prima settimana del Padova Jazz Festival 2025 si svolgerà sul palco dell’Auditorium Centro Culturale Altinate / San Gaetano, dove transiteranno gruppi nella cui musica scorre il fervore della più solida tradizione jazzistica e contemporaneamente brillano lampi di modernità.

L’inaugurazione del festival sarà affidata, il 6 novembre, al trio del pianista Uri Caine, figura di massimo rilievo della musica creativa statunitense. Ma Caine si è fatto ascoltare anche in situazioni in the tradition e il trio con Mark Helias e Ben Perowsky lo vede appunto a cavallo tra queste tendenze, con la sua propulsione jazz solidamente ancorata alla lezione post-bop eppure caratterizzata da uno slancio ritmico e un’impronta sonora che rivelano il maestro del modernismo.

Arriveranno poi due eroi del jazz italiano. Il 7 toccherà a Roberto Gatto, le cui indiscutibili doti tecniche lo hanno reso l’esempio più rappresentativo della batteria jazz nazionale. Con il suo New Quartet, Gatto mette perfettamente a fuoco una visione elastica e aperta del jazz, rispettosa delle radici e contemporaneamente attenta all’innovazione.

L’8 si ascolterà Max Ionata, sassofonista di riferimento della scena jazz italiana, tenorista dalla voce ‘grossa’, potente e fluida, saldamente incorniciata nella tradizione afroamericana e comunque ben ambientata nella contemporaneità jazzistica. Sostenuta dall’impeto ritmico degli Hammond Groovers, la musica si allaccia saldamente alle storiche e seducenti sonorità dell’hard bop con organo, proponendo soluzioni estetiche che coniugano freschezza e tradizione.

Matinée domenicali

Ognuna delle tre settimane del Padova Jazz Festival culmina nel live della domenica mattina, sempre alla Sala Rossini del Caffè Pedrocchi. Concerti che usano il jazz come trampolino per tuffarsi altrove.

Il 9 novembre si ascolterà un duo acustico dalla strumentazione particolarmente popolare (chitarra, fisarmonica e voci): Roberto Taufic e Fausto Beccalossi restituiscono, con forza, personalità e con il piglio elegante del jazz, le vibrazioni delle culture musicali dei loro luoghi di origine: Brasile e Italia.

Il 16 novembre la cantante italo-francese Sara Longo e il contrabbassista e polistrumentista Alvise Seggi proporranno un intimistico omaggio alla musica dei Beatles, con incursioni anche nei repertori di Carla BleyMercedes SosaeCount Basie: una sorprendente alternanza stilistica, tra blues del Mississippi e swing mediterraneo.

Il trio Accordi Disaccordi (23 novembre) affonda le sue radici nel manouche senza farsi imbrigliare dalla filologia radicale. I chitarristi imbracciano anche strumenti elettrici e fa capolino anche il sintetizzatore: il gipsy jazz si fonde con melodie mediterranee, ritmi latini e l’energia trascinante del rock. Il jazz che fu di Django Reinhardt irrompe così nella modernità, pur conservando chiaramente riconoscibili tutti i suoi tratti originari.

Pomeriggi per orecchie curiose

L’ultimo fine settimana del festival, i grandi live serali al Teatro Verdi saranno preceduti da concerti pomeridiani di notevole varietà stilistica che si terranno nella Nuova Sant’Agnese (Fondazione Peruzzo).

Si inizia il 20 novembre con la cantante Mafalda Minnozzi, che assieme al chitarrista Paul Ricci intonerà un omaggio alla città di Rio de Janeiro. Nelle canzoni di Minnozzi l’eclettico virtuosismo del jazz trova un sapiente equilibrio con la sensibilità cosmopolita della world music e si integra con il melodramma italiano, il cabaret francese e la bossa nova brasiliana.

Il 21 si ascolterà un crossover jazz della più creativa e solida fattura: i Pericopes mescolano sonorità post-rock, prog ed elettronica, lavorando accuratamente sulla scrittura ma anche abbandonandosi a corpo libero all’improvvisazione, nella quale si rivela la provenienza jazzistica dei membri di questo trio. Il loro “Good Morning Tour” sembra un romanzo di fantascienza tradotto in suoni, un’odissea musicale futurista.

“Quietly” è il è il più recente progetto del trio formato dal pianista Antonio Zambrini con il contrabbassista Jesper Bodilsen e il batterista Martin Maretti Andersen. In esso il trio italo-danese crea un suono unico, traboccante di malinconia e nostalgia, dimostrando un senso di unitarietà impressionante (22 novembre).

Jazz anche da vedere

Come sempre, il Padova Jazz Festival è molto attento all’incontro tra il jazz e le altre forme di espressione artistica, soprattutto quelle visive. Al programma concertistico si affiancheranno appuntamenti in cui il jazz si potrà gustare con gli occhi.

L’elemento visivo sarà di particolare rilievo nel concerto multimediale che vedrà coinvolti il pianista Emanuele Sartoris e il fotografo Roberto Cifarelli (12 novembre, Nuova Sant’Agnese – Fondazione Peruzzo).

Le Scuderie di Palazzo Moroni dal 30 ottobre al 30 novembre ospiteranno “Live Jazz”, una mostra antologica del fotografo Michele Giotto, con scatti che coprono ben cinquant’anni di dedizione all’iconografia jazzistica (1975-2025). Una seconda esposizione fotografica sarà allestita nella Sala Verde del Caffè Pedrocchi dal 21 ottobre al 23 novembre, con gli scatti di Giuseppe Cardoni.

Anna Piratti creerà per il festival un happening di arte partecipativa: “Toys?”(dal 5 al 9 novembre, Nuova Sant’Agnese – Fondazione Peruzzo).


Ufficio Stampa Padova Jazz Festival
tel. 051 0418568
e-mail: daniele@musicforward.it
e-mail: dancecchini@hotmail.com
Da Daniele Cecchini <daniele@musicforward.it>

Von Buren Contemporary: “Contrappunto” di Simona Gasperini e Giulio Rigoni

Von Buren Contemporary presenta
 
CONTRAPPUNTO
 
con le opere di
Simona Gasperini
Giulio Rigoni
 
Vernissage
Sabato 8 e domenica 9 novembre 2025
18:00 – 21:30

Testo critico: Anna Gasperini

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren
 
la mostra resterà aperta fino al 27 novembre 2025
orari: lunedì-sabato 11:00-13:30 e 15:30-19:30
 
Von Buren Contemporary
Via Giulia 13, 00186 Roma

Von Buren Contemporary è lieta di presentare Contrappunto, mostra bipersonale che raccoglie i lavori di Simona Gasperini e Giulio Rigoni.

Il titolo si riferisce alla tecnica compositiva musicale che sovrappone linee melodiche diverse fra loro, creando tuttavia un perfetto equilibrio sonoro. In effetti i due artisti presentano molti contrasti, grazie ai quali si valorizzano a vicenda.

Le opere di Simona Gasperini, apparentemente statiche e silenziose, sono immerse in un ambiente celeste, sia dal punto di vista cromatico che emotivo. Si tratta di composizioni create attraverso il collage e la pittura, dall’atmosfera antica e profondamente suggestiva.

I lavori di Giulio Rigoni sono invece popolati da figure in movimento, che suonano e danzano, come se si trovassero in una dimensione atemporale e festosa. La vivacità delle scene è rappresentata anche dalle scelte cromatiche: i colori sono infatti estremamente accesi e vibranti, in perfetta armonia con gli scenari raffigurati.

Sono proprio le differenze a rendere unico l’accostamento delle opere di questi due artisti, dando vita ad un percorso fatto di musica e silenzio, movimento e introspezione, che conduce verso un luogo dove il mondo terreno e quello interiore si fondono, creando una narrazione intimamente poetica.

Simona Gasperini vive e lavora a Roma. Si dedica alla ricerca di una comunicazione intima, di memoria, attraverso antichi libri, vecchie pagine, foto, testi, parole che diventano opera, con una tecnica di incollaggio, interventi grafici, leggibili o convulsivi, e l’uso di inchiostri, pastelli, polveri e colori liberati con la maestria di un tratto evidente.

Giulio Rigoni è nato a Roma nel 1976. Nella ricerca di equilibrio tra estetica classica e modo di concepire le forme in chiave contemporanea, la sua arte si carica di immagini irreali, spesso incantate, sospese in atmosfere che ci suggeriscono tempi lontani, mitici, lasciando allo spettatore il compito di decodificarne il senso secondo una interpretazione personale.


Von Buren Contemporary
Via Giulia 13, Roma 00186
www.vonburencontemporary.com
info@vonburencontemporary.com
@vonburen.contemporary

Ufficio stampa

Alessandra Lenzi
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Da Alessandra lenzi <alessandralenzi.press@gmail.com>