“La Quinta Stagione – IV Edizione” | Collettiva d’arte contemporanea a Genova

LA QUINTA STAGIONE – IV Edizione
Collettiva d’Arte Contemporanea
a cura di Benedetta Spagnuolo

16 – 21 Novembre 2025
Opening: Sabato 15 Novembre ore 17:30
Live sound performance: ore 18:00 – Marco Nocentini, “Eteria, una stagione dove il tempo è suono

Complesso Monumentale di Santa Maria di CastelloSala Espositiva La Cisterna
Via Santa Maria di Castello, 27 – Genova (IT)

Orari di apertura:
Tutti i giorni ore 17:00 – 19:30
Mattina su appuntamento – Ingresso libero

Sabato 15 novembre alle ore 17:30 inaugura la quarta edizione della collettiva d’arte contemporanea La Quinta Stagione, ospitata nella suggestiva sala espositiva La Cisterna, situata sotto il terzo chiostro del Complesso monumentale di Santa Maria di Castello a Genova— un luogo di straordinario fascino storico risalente al IX secolo.

La sala, insieme al sottoporticato, si trasforma per l’occasione in un contenitore di arte e linguaggi contemporanei, dove il dialogo tra passato e presente si rinnova attraverso le diverse forme espressive dell’arte multimediale.

L’evento è curato da Benedetta Spagnuolo e organizzato da ARTISTI ITALIANI – arti visive e promozione, con il patrocinio della Regione Liguria e del Comune di Genova.

La mostra internazionale, aperta al pubblico tutti i giorni dalle 17:00 alle 19:30 fino al 21 novembre, presenta opere di artisti contemporanei provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi — tra cui Austria, Lituania, Spagna, Taiwan e Olanda — molti dei quali espongono per la prima volta a Genova.

In occasione del vernissage è prevista una live sound performance di Marco Nocentini, dal titolo “Eteria, una stagione dove il tempo è suono”, un intervento sonoro pensato per dialogare con l’atmosfera della mostra, dove fotografie, pitture, installazioni, illustrazioni, grafiche e video offrono una visione ampia e stimolante della creatività artistica contemporanea internazionale.

Un dialogo tra epoche e linguaggi che si alimenta della tensione tra memoria e contemporaneità, dove l’arte diventa strumento di rilettura critica del presente.

L’arte non si arrende all’emergenza mondiale (guerra e cambiamento climatico), anzi scatena in realtà nuove idee e suggestioni. Per questo cambiamento bisogna pensare anche a una nuova rinascita e così la curatrice Benedetta Spagnuolo ha ideato per il suo progetto espositivo una tematica e un titolo che emanano esattamente il senso di ripresa e di rifioritura: La Quinta Stagione.

La Quinta Stagione nasce dall’esigenza, prima del curatore e poi dell’artista, di creare un mondo utopico “non fatto” di stagioni, “non composto” da tempo, “non gestito” dallo spazio; un mondo personale, un periodo ipotetico nel quale non esiste né il freddo né il caldo, dove non c’è temperatura né tempo.

Questa Quinta Stagione cancella le stagioni dell’anno e della vita e i periodi che non ci fanno sentire parte integrante del mondo; nasce come desiderio di creare dentro di noi una presunta vita sospesa da giudizi e fatta solo d’istinto e gioia di vivere.

In un periodo difficile come quello che stiamo vivendo, la nostra urgenza è proprio di fuggire al di là di questo lasso di tempo per poterci rifugiare “oltre” e avvicinarci sempre di più a una dimensione personale e utopica. Si crea così un nuovo assetto politico, sociale o religioso che non trova riscontro nella realtà ma che viene proposto come modello ideale; ecco perché nasce La Quinta Stagione, per un sano ed intimo benessere individuale.

L’artista espone dunque una vera e propria rinascita di se stesso, circondato da elementi non solo naturali ma anche surreali; ciò che conta è che sia parte integrante di questo mondo ipotizzato, che esso sia fatto di elementi reali o immaginari.

Siamo abituati a considerare le stagioni secondo la loro classica suddivisione astronomica, cioè come l’intervallo di tempo che passa tra un equinozio e un solstizio, e si distinguono quindi quattro stagioni: primavera, estate, autunno e inverno. Dobbiamo pensare invece alla Quinta Stagione come a un periodo in fase a-temporale, la cui durata è del tutto soggettiva.

Molti hanno citato il concetto di quinta stagione: lo ha fatto, per esempio, la cantautrice Cristina Donà nel suo quinto album del 2007; e lo hanno fatto i registi Peter Brosens e Jessica Woodworth nel 2012, con il loro omonimo film in lingua originale, La Cinquième Saison.

Nel caso di Cristina Donà, l’idea dell’album viene dalla medicina tradizionale cinese, secondo la quale la quinta stagione è il periodo intermedio tra le stagioni: un momento di passaggio durante il quale corpo e spirito si preparano al cambiamento. È intorno al concetto di “preparazione” all’eventualità di dover affrontare un momento duro che ruotano i brani della cantautrice.

Il film La Cinquième Saison, invece, tratta di una misteriosa calamità che colpisce un remoto villaggio belga nelle Ardenne: è sempre inverno, la primavera si rifiuta di arrivare, gli alberi cominciano a cadere, la terra diventa arida e le provviste scarseggiano. Il ciclo della natura è sconvolto, la natura prende il sopravvento provocando l’implosione della piccola comunità.

In questo film si percepisce il lato oscuro e oscurato della relazione dell’uomo con la natura durante le quattro stagioni e la quinta stagione è rappresentata in questo caso dal periodo in cui la natura, se pur immobile, riprende il comando.  In entrambi i casi, la quinta stagione è intesa come intervallo volto a finire, nel quale il tempo e lo spazio esistono concretamente; esattamente il contrario rispetto al nostro caso.

La “nostra” Quinta Stagione è soltanto nostra e singolare, percepita solo attraverso gli occhi e ingoiata in un vortice interiore; in questo caso l’artista ha il coraggio di mostrare e rappresentare il “non concreto”.

È una sfida tra il mondo tangibile e il mondo interiore, dal quale ciò che emerge è solamente la nostra…. Quinta Stagione.
Benedetta Spagnuolo

Artisti:
Ivana Babic, Biagio Battaglia, Monica Biamonte, Calabrese/Smeraldo, Patrizia Cavagnaro, Clag!, Raffaele Costosi, Pietro Michele D’Aietti, Elisa Vittoria Ferrati, Flobi, Ella Gabi, Duccio Guarneri, Kanter Eginhartz, Lottevont, Tommaso Maestrini, Stefania Moretti, Monica Mura, Valerio Murri, Ramutė Paulikaitė, Claudi Piripippi, Polyni, Monica Rapetti, Raz, Safu, Silvia Sasso.
 
Fotografie e riprese video: © Francesco Arena, 2025
Cover photo: © instagram.com/ellie_laverne_
Ufficio stampa: ARTISTI ITALIANI – arti visive e promozione
 
Approfondimenti: artistiitaliani.wixsite.com/artistiitaliani/laquintastagione4

ORGANIZZAZIONE:
ARTISTI ITALIANI – ARTI VISIVE E PROMOZIONE

Fondata nel 2016 da Benedetta Spagnuolo, l’associazione culturale no-profit ARTISTI ITALIANI – arti visive e promozione nasce dall’esperienza di una pagina social del 2010. Oggi l’associazione promuove le arti visive contemporanee, gestendo comunicazione digitale, eventi e progetti curatoriali, e supporta artisti italiani e internazionali con un servizio integrato di gestione e promozione, accompagnandoli in ogni fase della carriera e offrendo visibilità, networking e strumenti professionali per inserirsi nel mercato globale dell’arte.

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CURATORE:
BENEDETTA SPAGNUOLO | CRITIC – ART CURATOR

Benedetta Spagnuolo, laureata all’Accademia di Belle Arti di Catania, lavora come curatrice e critica indipendente, collaborando con artisti italiani e internazionali e con Juliet Art Magazine, dove firma testi critici e recensioni su mostre e progetti contemporanei. Intende la curatela come un atto di mediazione tra artista e pubblico, volto a creare spazi di riflessione e dialogo. Con l’associazione culturale ARTISTI ITALIANI – arti visive e promozione promuove nuove voci del contemporaneo, valorizzando la contaminazione tra linguaggi e discipline. Il suo lavoro sostiene la crescita degli artisti e rafforza il dialogo con il pubblico, rendendo l’arte un’esperienza condivisa e attuale.

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Benedetta Spagnuolo
Critic – Art Curator 
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Cineteca Milano e Casa degli Artisti: Gino Lucente – DUéL

Sabato 15 novembre, Cineteca Milano e Casa degli Artisti: Gino Lucente – DUéL | Evento di chiusura del festival Piccolo Grande Cinema

DUéL
Gino Lucente feat Cineteca Milano
Sabato 15 novembre 2025, ore 22.30
Cinema Arlecchino, Milano

Con DUéL, Gino Lucente porta al Cinema Arlecchino una visione intensamente contemporanea della paranoia, del conflitto interiore e della perdita di controllo che attraversano l’immaginario del Novecento cinematografico. La videoinstallazione, che verrà presentata in occasione della serata di chiusura del festival Piccolo Grande Cinema, nasce dalla collaborazione tra Cineteca Milano e Casa degli Artisti, dove l’artista è attualmente in residenza.

Gino Lucente – musicista, compositore e artista visivo – intreccia in DUéL frammenti di due capolavori distanti nel tempo ma concettualmente affini: Él di Luis Buñuel (1953) e Duel di Steven Spielberg. Nel montaggio in loop di tredici minuti, accompagnato da una composizione sonora originale, le due pellicole si rifrangono una nell’altra, generando una tensione psicologica che trasforma lo schermo in specchio dell’inconscio.L’artista lavora sul confine tra immagine e suono, cinema e performance, costruendo un’esperienza immersiva dove la paura diventa linguaggio e il delirio visivo si traduce in ritmo. Il “duello” del titolo non è solo tra i protagonisti dei due film, ma tra la realtà e la sua proiezione mentale, tra l’uomo e il proprio doppio. Così Matteo Pavesi, direttore della Cineteca di Milano, nel descrivere il nuovo lavoro di Lucente e la loro collaudata collaborazione:La video installazione DuéL nasce da una chiacchierata tra me e Gino Lucente sulle reciproche passioni cinematografiche. Ciò che ne è scaturito, grazie al suo talento, è un curiosissimo prodotto artistico, capace di ispirare. L’intreccio dei titoli dei due memorabili film (Duel e Él che sono diventati DUéL) è solo la miccia di un montaggio esplosivo in cui ossessioni, gelosia e pulsioni di morte si intrecciano. L’esito di questa operazione, condotta brillantemente dall’artista, è un doppio sogno/incubo cinematografico, in cui Spielberg sogna Buñuel e viceversa, e lo spettatore assiste incantato.”

La collaborazione tra Cineteca Milano e Casa degli Artisti con Gino Lucente, coordinata da Lorenzo Vatalaro, ha già dato vita, nel corso dell’ultimo anno, a un percorso condiviso di ricerca: dopo l’esperienza di Sagra, il film collage che unisce le capacità visive e musicali di Lucente in una visione estremamente lucida e tagliente, su invito di Matteo Pavesi l’artista ha quindi composto e interpretato dal vivo le colonne sonore originali per due proiezioni speciali – Il carretto fantasma di Victor Sjöström e The Lodger: A Story of the London Fog di Alfred Hitchcock – nell’ambito della rassegna collegata alla mostra Marcello Dudovich Unfinished-Cinema 1915-1933 al MIC – Museo Interattivo del Cinema e, infine, ha curato l’accompagnamento musicale del film Aelita di Jakov Aleksandrovic Protazanov.

Con DUéL, questa collaborazione si rinnova e si espande, trasformandosi in un progetto audiovisivo autonomo e immersivo che chiude idealmente il cerchio tra cinema, arte visiva e performance sonora.

La serata-evento – accompagnata da un DJ set firmato dallo stesso Lucente che estende nel suono le atmosfere e le pulsazioni della videoinstallazione – chiude il festival con un gesto di ibridazione tra arte contemporanea, cinema e musica elettronica.

Cineteca Milano e Casa degli Artisti confermano il proprio impegno nel sostenere percorsi di ricerca e sperimentazione che mettono in dialogo linguaggi e istituzioni, offrendo agli artisti uno spazio per attraversare liberamente i confini tra arti visive, performative e cinematografiche.

Gino Lucente (Torre De’ Passeri, 1970) è artista visivo e musicista sperimentale che esplora da sempre il dialogo fra suono, immagine e gesto performativo, muovendosi con naturalezza tra linguaggi e media diversi. Fondatore del gruppo art/rock King Tongue, sviluppa una ricerca che intreccia arte contemporanea e scena musicale. Nel 2024/2025 è artista in residenza alla Casa degli Artisti di Milano con il progetto “La Follia e le Montagne di,” curato da Lorenzo Vatalaro, che unisce paesaggio sonoro, video e installazione, e collabora con Cineteca Milano per progetti di sperimentazione audiovisiva dal vivo. Vive e lavora a Milano.


DUéL – Gino Lucente feat Cineteca Milano
Evento di chiusura del festival Piccolo Grande Cinema
Cinema Arlecchino, Via San Pietro all’Orto 9, Milano
Sabato 15 novembre 2025, ore 22.30
Video + DJ set live di Gino Lucente
Con il sostegno di Casa degli Artisti e Cineteca Milano

Ufficio Stampa Casa degli Artisti
Emanuela Filippi | Eventi e Comunicazione
emanuela.filippi@casadegliartisti.org
Da Ufficio Stampa Casa degli Artisti | Emanuela Filippi <emanuela.filippi@casadegliartisti.org>

Roma: “Questa non è una luminaria”. Una installazione di Fabrizio Cicero

L’evento è stato riprogrammato per giovedì 27 novembre alle 18:30. Come da programma, l’appuntamento espositivo sarà preceduto da un workshop, condotto dall’artista, dalle 14:00 alle 18:00, dedicato alla realizzazione di una piccola scultura luminosa.

Piano Terra presenta il quinto appuntamento di Project Window, la vetrina viene affidata a Fabrizio Cicero con Questa non è una luminaria.

Sabato 15 novembre, alle ore 18.30, Piano Terra presenta Questa non è una luminaria, il nuovo intervento espositivo di Fabrizio Cicero, un’installazione site-specific che indaga il rapporto tra luce, spazio e percezione collettiva.

Questa non è una luminaria inaugura un nuovo ciclo di interventi dedicati alla luce come materia espressiva e simbolica, nell’ambito di Project Window, il programma di mostre visibili 24 ore su 24 dalla vetrina di Piano Terra, pensato per mettere in dialogo arte e città in una fruizione quotidiana e diffusa.

Attraverso una serie di sculture luminose e dispositivi ottici, l’artista trasforma la vetrina di Piano Terra in un paesaggio di riflessi e bagliori effimeri, dove la luce smette di essere semplice decorazione per farsi linguaggio.

L’opera gioca con l’ambiguità del titolo – questa non è una luminaria – negando ironicamente la sua stessa apparenza per invitare a una riflessione più profonda sul significato di luce, festa e comunità.

Il progetto nasce come una riscrittura poetica dell’immaginario popolare delle luminarie, elementi che, pur radicati nella tradizione, qui si emancipano dalla funzione ornamentale per assumere un valore simbolico e relazionale.

Nella vetrina di Piano Terra, le forme luminose non disegnano soltanto figure ma costruiscono relazioni: tra i materiali, tra chi guarda e chi attraversa la piazza, tra l’idea di luce e quella di presenza, in una tensione continua tra apparenza e realtà.

A precedere l’inaugurazione dell’installazione, sabato 15 novembre, dalle 14.00 alle 18.00, si terrà un workshop condotto dall’artista durante il quale i partecipanti potranno progettare e realizzare una propria scultura luminosa, utilizzando materiali semplici e tecniche accessibili.

Gli elementi realizzati verranno accesi al termine del laboratorio per continuare il percorso luminoso all’interno dello spazio di Piano Terra. L’attività, oltre a voler essere un momento di incontro e di condivisione creativa, rappresenta un’estensione partecipata del lavoro espositivo dell’artista.


Opening: sabato 15 novembre 2025, ore 18.30 – 21.00
Questa non è una luminaria: 16 novembre 2025 – 17 gennaio 2026
Workshop: sabato 15 novembre 2025, ore 14.00 – 18.00
Contributo: € 50,00 materiali inclusi. Adatto a tutti (età minima consigliata dagli 8 anni)
Orari di apertura: visibile h24 dall’esterno
Indirizzo: Piano Terra | Piazza Grecia, 18 – Roma
Contatti: info@pianoterrastudio.it

Ufficio stampa: Manuela Ruggeri
Da Piano Terra <info@pianoterrastudio.it>

Castelvecchio: Crescere libere e liberi – diritti e futuro per bambine e bambini 

Stimolare il dialogo intergenerazionale e rafforzare il ruolo della cultura, dell’educazione e delle relazioni come strumenti di protezione e crescita e creare un ponte narrativo, educativo e culturale tra infanzia e parità di genere, ricordando che prevenire la violenza significa promuovere i diritti sin dall’infanzia. Sono gli obiettivi dell’associazione culturale Percorsi Coerenti che riunirà le due ricorrenze di novembre in un’unica iniziativa dedicata a cultura, educazione e diritti. 

Crescere libere e liberi: diritti e futuro per bambine e bambini

Cultura, Educazione e Diritti nell’evento di Percorsi Coerenti

 
Il 10 novembre a Castelvecchio (Verona)

In occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (20 novembre) e della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne (25 novembre), l’associazione culturale Percorsi Coerenti “Coltiviamo relazioni, costruiamo futuro” promuove e organizza infatti l’evento Crescere libere e liberi: diritti e futuro per bambine e bambini, in programma lunedì 10 novembre dalle 15.30 alle 17.30 nella Sala Rossa del Circolo Ufficiali di Castelvecchio (Verona).

L’evento ideato e organizzato da Percorsi Coerenti è sostenuto da UNICEF Italia, UNICEF Verona e Provincia, e Rotary Club Verona Garda International ed è inserito nel programma di iniziative promosso dal Comune di Verona in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, 25 novembre 2025.



Con un parterre di relatori di alto profilo, a confrontarsi sul tema saranno: Daniela Ballarini, professionista della comunicazione e relazioni pubbliche, fondatrice e Presidente di Percorsi Coerenti “Coltiviamo Relazioni, Costruiamo Futuro”, consulente per la leadership e l’empowerment Femminile; Norberto Cursi, Presidente del Comitato UNICEF Verona e ProvinciaAndrea Iacomini, giornalista, Portavoce UNICEF Italia, voce autorevole nella tutela dei diritti dei bambini; Simona Gaudi, PhD Istituto Superiore di Sanità, che presenterà il progetto EpiWeat, (Epigenetics for Women Assessment Tool) strumento che consente la valutazione dell’esposizione alla violenza permettendo un’analisi completa dei sintomi psicologici, dei fattori protettivi e dei bisogni terapeutici, combinando l’applicazione di molteplici strumenti di valutazione, in un unico quadro e prevedendo una presa in carico con follow-up programmati, già attivo nei P.S. di 5 regioni;  Moyra Girelli, Formatrice e Coach Strategica, socia di Percorsi Coerenti, con un contributo esperienziale dedicato alla libertà delle bambine e dei bambini.

Il ruolo di Percorsi Coerenti

Nata come community digitale e oggi realtà culturale attiva sul territorio, Percorsi Coerenti, con la presidenza di Daniela Ballarini, promuove una visione di sostenibilità sociale fondata sulla collaborazione tra persone, istituzioni e associazioni. L’associazione si impegna nel creare spazi di confronto dove la cultura diventa strumento di crescita, prevenzione e consapevolezza collettiva.


Ufficio Stampa Percorsi Coerenti
Diana Daneluz
Info e accrediti: eventi@percorsicoerenti.it
Da Diana Daneluz <dianadaneluz410@gmail.com>

Catania, candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028, parla a tutta la città

La candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028 parla a tutta la città

Raccontata la visione per il futuro culturale del territorio: al centro il Piano Partecipato e 45 milioni di euro già stanziati per le “strutture della cultura”

È online il dossier di Catania candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028: consultabile sul sito www.cataniacontinua2028.it. È stato presentato ieri – mercoledì 6 novembre – a Palazzo della Cultura durante l’incontro che ha visto la presenza del sindaco della città etnea Enrico Trantino. A illustrare gli asset progettuali: il direttore della Cultura Paolo Di Caro, il direttore delle Politiche Comunitarie Fabio FinocchiaroPaolo Dalla Sega e Giorgia Laudati di PTS, Francesca Nigro di Melting Pro e Maria Elena Nicotra di Industria 01.

Quest’azione di trasparenza e ownership condivisa – non obbligatoria per le città candidate – è un atto voluto dal Comune di Catania affiancato in questo percorso da PTS, società di consulenza direzionale con esperienza nelle strategie di sviluppo culturale, e da Melting Pro, specializzata in progettazione e partecipazione culturale. Il dossier “Catania Continua” è un bene comune, patrimonio di idee, sintesi della vision dei cittadini oggi protagonisti della cultura etnea, accanto ai partner istituzionali e alle realtà imprenditoriali partecipanti all’ambizioso percorso di crescita e cambiamento in atto.

«La cultura è l’ingrediente principale per comprendere il valore della bellezza – ha spiegato il sindaco Enrico Trantino – nel dossier pubblicato abbiamo integrato le migliori energie per guardare all’opportunità offerta da questa candidatura con spirito propositivo e coniugare il prezioso patrimonio ereditato dal passato con le capacità che determineranno il futuro della cultura nel nostro territorio».

«L’Amministrazione comunale ha compiuto una scelta di trasparenza: la pubblicazione del dossier della candidatura fonda le basi di una nuova prospettiva per Catania – spiega il direttore della Cultura del Comune etneo Paolo Di Caro – L’obiettivo è diventare Capitale Italiana della Cultura 2028, ma il dossier va oltre la candidatura e la prospettiva temporale del 2028, perché sceglie di capitalizzare le reti e i processi nel Piano Partecipato della Cultura e di rinsaldare il patto tra istituzioni, operatori, università, imprese culturali e comunità cittadina. Insieme orienteremo ogni scelta, definendo una strategia di lungo periodo che guarda al 2038».

«Con questa candidatura riconnettiamo il rapporto tra imprese e cultura, i quartieri della città, le sue diverse generazioni – ha affermato Paolo Dalla Sega di PTS – nel dossier abbiamo incluso le proposte più coerenti alle linee-guida indicate dal ministero della Cultura, ma la prospettiva più interessante sarà il biennio di capacity building 2026-2027, verso la Capitale, e insieme il Piano Partecipato della Cultura 2038: due percorsi aperti a tutte le realtà culturali che hanno partecipato a questo cammino di candidatura, non solo quelle già incluse nel dossier».

Dopo gli approfondimenti sui contenuti del dossier a cura di Giorgia Laudati di PTS e Francesca Nigro di Melting Pro, il direttore delle Politiche Comunitarie Fabio Finocchiaro ha presentato le fonti di finanziamento già intercettate dal Comune di Catania – complessivamente 45 milioni di euro – destinate alle “strutture della cultura” che cambieranno il volto alla città. Maria Elena Nicotra di Industria 01 ha infine presentato l’identità visiva e il logo progettato per la candidatura di Catania a Capitale Italiana della Cultura 2028, che evoca la natura dinamica e in continua trasformazione di Catania.

Entro il 18 dicembre il ministero della Cultura renderà note le 10 città della short list che potranno accedere alla fase di audizione. Se Catania sarà nominata Capitale, sarà avviato un intenso lavoro di governance partecipata e capacity building per preparare operatori, istituzioni e associazioni con laboratori, mentoring, sessioni partecipate e di peer learning che trasformeranno la ricchezza di idee in un progetto culturale unitario.

Scarica il dossier su www.cataniacontinua2028.it


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Alla Galleria Vik di Milano la mostra ‘Mémoires’ di Massimo Boffa

MASSIMO BOFFA – Mémoires

Galleria Vik Milano
A cura di Alessandro Riva 

La Galleria Vik Milano presenta Mémoires, la nuova personale di Massimo Boffa, a cura di Alessandro Riva, dal 16 ottobre al 16 novembre 2025. La mostra raccoglie una ventina di opere recenti, tutte di piccolo e medio formato, realizzate negli ultimi anni e rappresentative della sua fase più attuale.

Giornalista e scrittore raffinato, per decenni autore di reportage, corrispondenze e cronache culturali per alcuni tra i più importanti giornali e quotidiani italiani, Boffa si è avvicinato alla pittura solo in seguito, trasformando in immagini i luoghi che hanno accompagnato la sua vita. L’infanzia trascorsa a Mosca, le città adriatiche come Cervia o Cesenatico, i viaggi nel Mediterraneo e i quartieri di Milano riaffiorano sulla tela come geografie sospese, ridotte a forme pure e luminose in quadri spesso di piccole, se non piccolissime, dimensioni, come miniature di un mondo che sembra scomparire già sotto i nostri occhi mentre ancora ne cantiamo le lodi. Come ha osservato Aldo Damioli, pittore milanese e maestro dell’artista, Boffa “trasgredisce quella che è ormai quasi una regola dell’arte contemporanea – fatta di gigantismo e dramma – dipingendo opere di piccola dimensione, soggetti plausibili, tonalità chiare e luminose, volumi solidi senza ambiguità. La chiarezza è intesa come valore primo, quale bisogno reale e salutare per la mente”.

I luoghi che Boffa restituisce nei suoi quadri – le rigorose periferie milanesi, le piazze moscovite innevate, i treni che corrono in mezzo alla campagna, i crocevia solitari e austeri – sono infatti raffigurati con una nitidezza che non è mai fotografica, ma richiama alla mente la limpida sospensione di un sogno mattutino: immagini chiare e luminose, eppure percorse da una sottile aura straniante. “Quello di Boffa diventa così un viaggio in tanti luoghi diversi”, scrive il curatore della mostra, Alessandro Riva, “che diventano però, nella trasfigurazione pittorica, un’unica trama visiva, frutto di una ricostruzione pittorica rigorosa delle architetture realmente esistenti ma, allo stesso tempo, fantastica e straniante. Non è più quel caos urbanistico in cui le case, le strade e i palazzi si sovrappongono l’uno all’altro senza soluzione di continuità e senza ordine apparente, ma un equilibrio di linee e volumi che avvolge lo sguardo in un orizzonte nitido, fatto di calma sospensione del tempo e dello spazio. È l’approccio di un artista che gioca a rimpiattino con la memoria – la sua e la nostra: memoria privata e pubblica, memoria di luoghi visti ma anche memoria di altri quadri, dal Carrà del Ritorno all’ordine alle piazze d’Italia di De Chirico, fino al rigore e alla solidità austera dei primitivi italiani o ai paesaggi delle periferie sironiane”.

I suoi quadri, apparentemente lineari e di immediata lettura, rivelano in realtà una ricerca accurata. In La scuola rossa (2025) l’edificio in mattoni emerge dalla neve, solido e muto, mentre in Prima neve (2025) una periferia moscovita è trasformata in scenario metafisico. In La traversata (2025) e in Verso il Pireo (2020) le navi diventano architetture geometriche sospese sull’Egeo, mentre in Milano Bicocca (2025) i camion immobili si fanno monumenti silenziosi, memori delle atmosfere di molta pittura del Primo Novecento. In Cervia, il porto canale il paesaggio si fa più denso di echi, dove sembra di scorgere in controluce il riflesso delle marine di Carrà, mentre in Panchina nel parco (2013) un dettaglio minimo acquista la forza di un’assenza evocativa, che diventa quasi un incipit di un romanzo dai forti echi romantici e intimisti. È una pittura “scritta col lapis”, per dirla con le parole di Duccio Trombadori, grande critico e storico dell’arte romano, che apprezza e segue il lavoro dell’artista, “che distilla linfa poetica da minime tracce di circostanze ambientali ed esistenziali”.

Pubblicato già il 6 Ottobre 12:30


Sede: Galleria Vik Milano, Via Silvio Pellico 8, Milano
Periodo di apertura: 16 ottobre – 16 novembre 2025
Orari di visita: tutti i giorni, dalle 10.00 alle 19.00

UFFICIO STAMPA
Paola Martino
paolamartinoufficiostampa@gmail.com
+39 02 36595379
Viale Coni Zugna 7, Milano
Da Paola Martino ufficio stampa <paolamartinoufficiostampa@gmail.com> 

Il 22 novembre a Firenze il Premio “LORENZO IL MAGNIFICO” 2025

Torna a Firenze il “Premio Lorenzo il Magnifico”, 
a celebrare il genio e il dialogo culturale 

Sabato 22 novembre 2025, ore 15.00 – Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento

Firenze si prepara ad accogliere una nuova edizione del “Premio Lorenzo il Magnifico“, conferimento d’eccellenza promosso dall’Accademia Internazionale Medicea, in programma sabato 22 novembre 2025 alle ore 15.00 nel monumentale Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Un appuntamento che si rinnova nel segno del prestigio e della continuità con la grande tradizione culturale fiorentina. Nel segno dei Medici e del loro mecenatismo, infatti, il Premio “Lorenzo il Magnifico” continua a rappresentare un faro per la promozione della cultura e dell’arte, riaffermando il ruolo di Firenze come cuore pulsante del Rinascimento contemporaneo. Celebrando artisti contemporanei, riflette l’importanza attuale della città toscana nella storia dell’arte e mira a incoraggiare la rinascita delle arti. 

Sotto la guida di Nicoletta Rossotti, Coordinatrice Nazionale del settore artistico dell’Accademia, saranno premiati artisti che si sono particolarmente distinti nelle esposizioni più recenti dell’Accademia. «Sarà dato il giusto riconoscimento – sottolinea Rossotti – a quelle autrici e a quegli autori che si sono rivelati capaci di riportare alla luce la complessità materica, simbolica e concettuale dell’arte contemporanea, attraverso un dialogo rinnovato tra pittura e scultura». Non sono naturalmente ancora noti i premiati di quest’anno, tra cui comunque figureranno anche registi, giornalisti, comunicatori, per il contributo offerto alla valorizzazione del sacro e della bellezza come linguaggio universale e a testimonianza della stretta connessione tra arte e parola, ispirazione e testimonianza.

Nell’alveo di questa edizione 2025 del Premio la novità della nomina di Michele F. Coppola a Presidente dell’Accademia e di Valerio Alecci a Rettore. La cerimonia prevede la consegna dei nuovi Collari Laurenziani e di riconoscimenti accademici a figure che si sono distinte per meriti artistici, intellettuali e civili. «L’Accademia Internazionale Medicea – dichiara il Presidente Michele F. Coppola – si fonda sull’idea di rappresentare efficacemente un ponte culturale tra Paesi e linguaggi diversi, colmando quella ‘denutrizione culturale’ che è pure figlia dei nostri tempi». «Figlia di Firenze, l’Accademia continua a muoversi nel solco del pensiero rinascimentale – aggiunge il Rettore Valerio Alecci – e si afferma oggi come istituzione internazionale impegnata nella divulgazione della cultura filosofica, letteraria, artistica e scientifica».


L’Accademia Internazionale Medicea è un’istituzione culturale senza scopo di lucro che promuove lo studio, il dialogo e la diffusione delle arti, delle scienze e del pensiero umanistico. Ispirata all’eredità della storica Accademia Neoplatonica di Marsilio Ficino oggi è un punto di riferimento per studiosi, artisti e personalità del panorama culturale internazionale. Qui si sintetizza una moderna idea di Rinascimento, tra memoria, visione e costruzione del futuro.Fondata nel 1976, l’Accademia Internazionale Medicea si avvicina al traguardo dei cinquant’anni di attività, che verranno celebrati nel 2026 con un progetto dal titolo “Creatura, Creazione e Creato”, dedicato al dialogo interculturale e alla centralità dell’uomo nel processo creativo.


Ufficio Stampa
Accademia Internazionale Medicea
Diana Daneluz
e-mail: dianadaneluz410@gmail.com
Da Diana Daneluz <dianadaneluz410@gmail.com>

A Trieste PRIMIS PLUS: evento finale transfrontaliero

Primis Plus: I risultati del progetto europeo di valorizzazione della cultura delle comunità linguistiche minoritarie tra Italia e Slovenia

Si avvia alla conclusione PRIMIS PLUS – Storie di multiculturalità: viaggio sensoriale attraverso il prisma delle minoranze, progetto di cooperazione transfrontaliera finanziato dal Programma INTERREG Italia–Slovenia 2021–2027, che mira a rafforzare il ruolo e la visibilità della cultura delle comunità linguistiche dell’area di Programma.

Il progetto, avviato nel settembre 2023 e che terminerà nel mese dicembre 2025, rappresenta l’evoluzione e la capitalizzazione dell’esperienza di successo maturata con il progetto PRIMIS durante la precedente programmazione 2014–2020.

PRIMIS PLUS coinvolge un nuovo partenariato transfrontaliero, composto da: Unione Italiana – Slovenia (Lead Partner), Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Direzione centrale cultura e sport – Italia, Regione del Veneto, Direzione cooperazione internazionale – Italia, Società Filologica Friulana “Graziadio Isaia Ascoli” – Italia, ATS Projekt – Italia, Istituto per gli Studi Etnici – Slovenia.

“Attraverso la cooperazione tra istituzioni, centri di ricerca e comunità locali” – sottolinea il Vicepresidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Assessore regionale alla cultura e allo sport Mario Anzil – “PRIMIS PLUS contribuisce alla valorizzazione della cultura delle comunità linguistiche transfrontaliere tra Italia e Slovenia nei nostri territori, promuovendone la reciproca conoscenza e il rispetto delle diversità come risorsa di sviluppo culturale”.

Bandi per la valorizzazione del patrimonio linguistico e culturale

Tra i principali risultati, spiccano i bandi regionali per la valorizzazione dei luoghi della cultura e della lingua friulana, realizzati congiuntamente in Friuli Venezia Giulia e in Veneto.
In Friuli Venezia Giulia, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la Società Filologica Friulana, hanno promosso un bando che, grazie a un budget complessivo di oltre 245.000 euro tra fondi europei e regionali, ha consentito di finanziare 31 progetti distribuiti su tutto il territorio regionale.

In Veneto, grazie a un bando promosso dalla Regione Veneto, le Amministrazioni locali friulanofone hanno potuto realizzare molteplici iniziative culturali volte a promuovere la lingua e la cultura friulana, sensibilizzando al contempo la popolazione sul valore della diversità linguistica e culturale.

Piattaforma multimediale e nuovi Centri Multimediali

Il progetto ha inoltre previsto l’implementazione della piattaforma multimediale PRIMIS (https://primisproject.regione.veneto.it/home), con l’inserimento di nuovi Point of Interest (POI) e itinerari dedicati alle comunità linguistiche friulana, slovena e italiana dell’area transfrontaliera. I partner hanno contribuito insieme ai contenuti, valorizzando il patrimonio immateriale e i percorsi culturali dei territori.

È stata inoltre avviata la realizzazione di nuovi Centri Multimediali in Friuli Venezia Giulia e in Slovenia a partire dal modello dei precedenti spazi PRIMIS, dedicati a un’esperienza sensoriale e immersiva di conoscenza delle minoranze.

La nuova sala multimediale dell’Istituto per gli Studi Etnici è stata inaugurata il 16 giugno 2025 a Lubiana, mentre il potenziamento del Centro Multimediale di Capodistria presso Palazzo Gravisi Buttorai e le due nuove postazioni multimediali di Udine e Gorizia saranno presentate al pubblico tra novembre e dicembre 2025.

Produzioni culturali e scientifiche

Nell’ambito di PRIMIS PLUS è stato pubblicato, in collaborazione con l’Istituto per gli Studi Etnici, un articolo scientifico dedicato ai paesaggi linguistici urbani di Pirano e Capodistria, per analizzare la visibilità e lo status della lingua italiana nello spazio pubblico.

Parallelamente, è stato pubblicato il volume collettaneo “Cuncuardia – Lungo il Lemene tra Iulia Concordia e Portogruaro / Ob bregovih Lemene med Iulio Concordio in Portogruarom”, che approfondisce la storia e le tradizioni della comunità friulanofona nel territorio tra Friuli e Veneto, crocevia di culture e identità condivise. Il volume raccoglie 55 contributi di significativo valore scientifico che toccano diversi aspetti della cultura del territorio portogruarese. In quest’area resta ancora presente, anche se seriamente minacciata, l’uso della lingua friulana. Infatti, questo territorio fu per gran parte del medioevo sotto la giurisdizione del Patriarcato di Aquileia e, anche dopo la conquista da parte della Repubblica veneta, in diverse aree si continuò a parlare prevalentemente friulano.


Da Federica Zar <zar@apscom.it>

Roma, Rosso20sette: “Geography of scrips” mostra a cura di Edoardo Marcenaro

Geography of scrips
a cura e con un testo di Edoardo Marcenaro
 
Artisti: Alex Senna, Lula Goce, Iena Cruz, Laika, Marco Rèa, Jana & Js, Rnst,
Koz Dos, Daniele Tozzi, Pixel Pancho, Tabby, Vera Bugatti, Samina
 
Opening sabato 8 novembre 2025 ore 18.00

Rosso20sette arte contemporanea
Via del Sudario 39 – Roma

Fino al 24 dicembre 2025

Sabato 8 novembre 2025 alle ore 18.00, Rosso20sette arte contemporanea presenta Geography of scrips, a cura e con un testo di Edoardo Marcenaro. In mostra le opere di Alex Senna, Lula Goce, Iena Cruz, Laika, Marco Rèa, Jana & Js, Rnst, Koz Dos, Daniele Tozzi, Pixel Pancho, Tabby, Vera Bugatti, Samina: quattordici street artist raccontano l’odierno scenario internazionale, dalla situazione finanziaria a quella geopolitica, attraverso una serie di opere su scrip e carte geografiche. 

Come scrive il curatore Edoardo Marcenaro: « Laika denuncia la speculazione dei grandi azionisti a danno dei piccoli investitori, ci ricorda che il capitalismo per sopravvivere ha bisogno della guerra e fa sciogliere i ghiacci sulla mappa degli Stati Uniti, il cui Presidente si mangia in un boccone la Groenlandia. Per Daniele Tozzi “i titoli bancari, certificati di possesso di azioni bancarie diventano il supporto delle azioni che compiamo tutti i giorni, azioni lodevoli e giuste contrapposte alle azioni bancarie simbolo del capitalismo sfrenato”. Marco Rea interpreta il pensiero di un immigrato in mezzo al mare, in quel momento fonte di un grande pericolo ma al contempo di una grande speranza. Vera Bugatti realizza un’opera sulla mappa e tre sui certificati azionari, ispirate alle parole che trova sui vari scrip per giocare sul parallelismo tra l’azione – titolo di credito e l’ azione – atto umano. Samina ci presenta la sua opera laddove lo scrip – un tempo segni di potere economico – grazie all’intervento dell’artista con collage e stencil diventa uno strumento per mettere in discussione l’idea di tempo, valore e verità, per rappresentare cosa scompare e cosa resiste con lo scorrere del tempo. I lavori di KOZ DOS cercano di esprimere la preoccupazione di come il commercio e il denaro ci hanno portato a essere dipendenti da cose futili e sempre più effimere e veloci, senza considerare il danno che stiamo arrecando a noi stessi, al nostro ambiente, ai nostri animali, alla nostra madre terra. Iena Cruz richiama quanto riportavano le prime banconote americane, un invito al rispetto, non all’indifferenza che oggi ritorna come monito tra confini, filo spinato e silenzi spezzati. rsnt sottolinea come i suoi stencil sullo scrip “restituiscono al pezzo di carta straccia la sua nobiltà essendo diventata opera d’arte e in quanto tale eterna”. Alex Senna porta su scrip e carta geografica la sua “linea essenziale e la sua sensibilità emotiva, tradotte in sempre nuove forme e contesti, confermando la forza narrativa e universale della sua poetica”. La sensazione di nostalgia e melancolia contraddistingue l’opera del duo Jana & JS ispirata dalla realtà urbana e dalle persone che ci vivono, con una serie di ritratti che si fondono con il dettaglio di architettura mettendo in discussione il posto dell’essere umano nelle città moderne. E Lula Goce con i suoi stencil rinnova il suo invito a guardarsi sempre intorno negli spazi urbani del proprio quartiere, dove lei potrebbe avere dipinto un muro che lascerà un segno indelebile nello spazio e nella mente di tutti noi. Tabby riproduce sugli scrip alcuni dei suoi murales realizzati in giro per il mondo per denunciare lo strapotere economico. E infine Pixel Pancho utilizza la denominazione sociale che trova sugli scrip per trasformarla in parole evocative come “slavery” o “raper”, con tanto di catene dorate che circondano robot fatti di monete.

Dalle bitcoin alle stablecoin, nuovo strumento finanziario emesso dal Governo degli Stati Uniti per sanare il debito americano. Ma il modello globale, almeno per il momento, resta quello della c.d. VUCA economy, caratterizzata da Vulnerability, Uncertainty, Complexity, Ambiguity, di cui gli scrip sono stati vittima sacrificale, riscattata dalla mostra di Rosso20Sette Arte Contemporanea “Geography of Scrips” dove la street art diventa scrip art».


INFO

Geography of scrips
a cura e con un testo di Edoardo Marcenaro
Artisti: Alex Senna, Lula Goce, Iena Cruz, Laika, Marco Rèa, Jana & Js, Rnst, Koz Dos, Daniele Tozzi, Pixel Pancho, Tabby, Vera Bugatti, Samina
 
Opening sabato 8 novembre 2025 ore 18.00
Fino al 24 dicembre 2025
Orari: dal martedì al sabato 11.00-19.00
Rosso20sette arte contemporanea
Via del Sudario 39 – Roma
info@rosso27.com
tel.06 64761113
www.rosso27.com

Ufficio stampa
Roberta Melasecca
Melasecca PressOffice – Interno 14 next – blowart
roberta.melasecca@gmail.com
www.melaseccapressoffice.it
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>

Da Doisneau ad Olivia Arthur, la nuova stagione fotografica a Pordenone

Robert Doisneau: Mademoiselle Anita, Paris 1951
Sul leggere. Una stagione di mostra fotografiche a Pordenone
Robert Doisneau, Olivia Arthur, Seiichi Furuya e Stefanie Moshammer
Pordenone – Galleria H. Bertoia, Museo civico d’Arte Ricchieri, 
Mercati Culturali Pordenone
22 novembre 2025 – 6 aprile 2026

Promosso dal Comune di Pordenone
Prodotte ed organizzate da Suazes

Una nuova stagione di mostre fotografiche per rendere Pordenone protagonista della scena artistica nazionale. Un percorso avviato lo scorso anno ed indirizzato al 2027, quando Pordenone sarà Capitale Italiana della Cultura e che avrà, come filo conduttore, la parola “leggere”, termine più che appropriato per una città come Pordenone che è sempre stata una cartina di tornasole delle dinamiche economiche e culturali italiane. Un programma che ha già avuto un’anteprima con la mostra “Inge Morath. Le mie storie” in corso fino al prossimo 16 novembre, un percorso per svelare nuove parti del suo lavoro.

Un grande progetto culturale che, sviluppato attorno al filo rosso del leggere, vuole offrire dialoghi e corrispondenze fra i grandi maestri della fotografia internazionale e fotografi contemporanei di grandissimo livello. Un programma parte integrante del dossier di Pordenone 2027 e del format “verso capitale italiana della cultura 2027, a testimonianza del carattere pluriennale che anima questo progetto culturale. Un’iniziativa che vuole, riflettendo l’identità e la storia di una città come Pordenone, offrire un grande stagione espositiva protesa ad aprirsi a collaborazioni con importanti istituzioni culturali nazionali ed internazionali. Una stagione di mostre accumunante da una progettualità precisa: leggere presente con l’esperienza del passato per affrontare il futuro.

La prima grande mostra è dedicata al fotografo francese Robert Doisneau (1912 – 1994), in un percorso che vuole ripercorre la sua immensa carriera e la vastità dei temi da lui trattati, ma offrire anche nuovi spaccati sulla sua produzione. Oltre cento fotografie che saranno ospitate all’interno degli spazi espositivi della Galleria Civica Harry Bertoia. Un progetto realizzato grazie all’Atelier Doisneau di Parigi e la collaborazione di Fondazione Artea, curato da Gabriel e Chantal Bauret. Un percorso che partendo dagli anni Trenta descriverà per intero il suo lavoro caratterizzato da uno stile poetico, umano e spesso ironico, capace di cogliere momenti spontanei e autentici nelle strade, nei caffè e nei quartieri popolari della capitale francese. Ma la mostra permetterà anche di conoscere i suoi lavori su commissione per grandi aziende francesi, documentando la vita operaia e i processi industriali; in particolare un nucleo di fotografie provenienti dal reportage realizzato nel 1945 nella manifattura tessile francese di Aubusson, su commissione della rivista Le Point, elemento che permette di creare un collegamento con l’importante storia tessile del pordenonese.

Il progetto prosegue con un’importante sezione dedicata ai grandi protagonisti della fotografia contemporanea internazionale. Sempre in contemporanea, il 22 di novembre, si apre il progetto, realizzato in esclusiva, della fotografa Olivia Arthur (1980). Olivia Arthur è una fotografa inglese nata nel 1980, conosciuta per il suo lavoro documentaristico e per l’approccio intimo e umanista alle storie che racconta. È membro dell’agenzia Magnum Photos dal 2013 e vincitrice dell’Inge Morath Prize nel 2007. La sua fotografia si concentra spesso su temi di identità, cultura e condizione femminile, con una particolare attenzione ai mondi che esistono ai margini della società. Per Pordenone svilupperà due progetti: all’interno dello storico percorso espositivo del Museo Civico d’Arte Ricchieri esporrà il suo lavoro Murmurings of the Skin; un lavoro in cui indaga la relazione con il nostro corpo, con la pelle, le fisicità, ma anche il confine tra umano e macchina-tecnologia, la pelle come luogo di battaglie interiore, di ferite ma che di resistenza. All’interno del nuovo spazio espositivo del nuovo centro culturale di Mercati Culturali Pordenone esporrà un altro percorso espositivo dove verranno esposti i suoi cinque progetti editoriali che in questi anni ha realizzato.

Gli spazi del Museo Civico d’Arte Ricchieri di Pordenone ospiteranno due altri progetti espositivi dedicati alla fotografia contemporanea: il primo, che inaugurerà il 22 novembre e chiuderà a fine gennaio, sarà dedicato al fotografo giapponese Seiichi Furuya (1950). Il suo lavoro fotografico è intimamente legato alla perdita della sua moglie Christine e alla sua memoria. Verrà esposto il progetto Face to Face capitolo conclusivo del suo lavoro sulle Mémoires, che per anni ha cercato, attraverso la fotografia e la cura dell’archivio, di elaborare il lutto, di comprendere la presenza di Christine nella sua vita, ma anche quale sia stato il suo ruolo in quella relazione. In questo ultimo progetto vengono messe a confronto e in dialogo le fotografie scattate da Seiichi Furuya con foto scattate da Christine Gössler.

Questi spazi da febbraio fino al 6 aprile ospiteranno l’opera della fotografa austriaca Stefanie Moshammer (1988). Un lavoro che si svilupperà anche all’interno dei nuovi spazi espositivi di Mercati Culturali Pordenone. Il suo lavoro spesso fonde l’esperienza personale con l’osservazione sociale, esplorando identità, ruoli di genere, memoria e ambiente. La mostra mostrerà un’esplorazione molto personale e allo stesso tempo sfaccettata delle culture della memoria familiare e del valore delle cose quotidiane. Il punto di partenza del lavoro sono fotografie, oggetti trovati e racconti della vita dei suoi nonni nel Mühlviertel, in Alta Austria – una vita caratterizzata da semplicità, creatività e un uso rispettoso delle risorse. Anni dopo, Moshammer ricostruisce questi ricordi davanti alla sua macchina fotografica, creando un intreccio di metafore visive che riflettono la vecchiaia, i rituali quotidiani e la transitorietà della vita.


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Rif. Simone Raddi  simone@studioesseci.net  tel. 049 663499
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