Nuova inaugurazione a Roma a Bibliothe – Il Nettare dell’Immortalità

In quel luogo insolito nel cuore di Roma che è Bibliothe (Via Celsa 4/5, nei pressi di Piazza del Gesù) verrà esposta al pubblico da lunedì 17 novembre a martedì 2 dicembre “Il nettare dell’immortalità“, grande disegno a pastelli ad olio (700 cm x 290 cm) di Enzo BARCHI. 

Roma, Bibliothe | 17 novembre – 2 dicembre 2025 
INAUGURAZIONE Lunedì 17 novembre ore 19.00

L’esposizione – che sarà inaugurata lunedì 17 dicembre alle ore 19.00 – rientra nel “Progetto Movimenti in Arte”, promosso dall’Associazione Commercianti Cola di Rienzo, con il contributo del Comune di Roma e in collaborazione con Zétema. Visitabile tutti i giorni dalle 11.00 alle 23.00.

La tela esposta, lunga sette metri, ospita 24 figure che chiedono con insistenza e umiltà il nettare dell’immortalità alla venticinquesima figura, che rappresenta l’Anima Suprema Sri Vishnu / Krishna nella sua forma umana femminile di Mohini Murthi, detentrice del nettare. Durante il periodo dell’esposizione l’artista, ove ispirato, includerà altre figure nel quadro, a reclamare il nettare. 

Un po’ di tradizione Indo – Vedica

Così recita il testo di A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada “Srimad Bhagavatam”, canto 8, capitolo 12: “Mohini Devi, quella donna, avvolta in un sari magnifico, entrò nell’arena con passo lentissimo, rallentata dai suoi ampi e morbidi fianchi. Le cavigliere tintinnavano mentre avanzava; i suoi occhi, irrequieti per l’orgoglio della giovinezza, brillavano. Il seno, simile a brocche colme d’acqua, e le cosce, robuste come proboscidi di elefanti, accompagnavano l’immagine della figura che portava in mano un vaso d’acqua. Il naso aggraziato, le guance rotonde e le orecchie ornate da pendenti d’oro rendevano il suo volto particolarmente bello. Mentre si muoveva, il bordo del sari sul petto si spostava leggermente. Quando dèi e demoni scorsero quelle sue caratteristiche affascinanti, e il suo sorriso appena accennato rivolto verso di loro, rimasero completamente incantati dalla forma di Mohinī-mūrti”.  E ancora, al capitolo 12: “L’incarnazione di Mohinī-mūrti confonde il Signore Śivan seguito egli espresse il suo desiderio. La Persona Suprema è infinitamente benevola con i suoi devoti e, per soddisfare quello di Śiva, espanse la propria energia e si manifestò come una donna di straordinaria bellezza e fascino. Alla vista di quella forma, persino Śiva ne fu rapito. Ma più tardi, grazie alla misericordia del Signore, riuscì a riprendere il controllo. Questo episodio mostra come, per il potere dell’energia esterna del Signore, ogni essere vivente possa essere affascinato dalla forma femminile nel mondo materiale; e come, allo stesso tempo, solo per grazia della Persona Suprema sia possibile superare l’influsso di māyā. Śiva, il più elevato dei devoti, ne diede prova: dapprima rapito, poi in grado di dominarsi grazie alla benevolenza divina. È dichiarato infatti che solo un devoto puro può sottrarsi al fascino di māyā; altrimenti, una volta catturato dal suo aspetto ingannevole, l’essere vivente non può liberarsene da solo”- E sul desiderio di Siva i versi dal 12 al 17: “O mio Signore, ho contemplato tutte le incarnazioni da Te manifestate tramite le Tue qualità trascendentali, e ora che sei apparso come una splendida giovane donna, desidero vedere questa Tua forma / O mio Signore, siamo venuti con il desiderio di osservare quella Tua forma che mostrasti ai demoni per incantarli completamente e permettere così ai deva di bere il nettare. Sono molto ansioso di contemplarla- / Śukadeva Gosvāmī disse: Quando il Signore Viṣṇu fu così pregato da Śiva, che portava con sé il tridente, sorrise con gravità e gli rispose. / La Persona Suprema disse: Quando i demoni si impadronirono della brocca del nettare, Io assunsi l’aspetto di una donna bellissima per confonderli, ingannandoli apertamente, e per agire così a favore degli dèi. / O migliore tra gli dèi, ora ti mostrerò la Mia forma tanto apprezzata da coloro che sono dominati dal desiderio. Poiché vuoi vederla, la rivelerò davanti a te. / Śukadeva Gosvāmī proseguì: Dopo aver parlato così, il Signore Viṣṇu scomparve all’istante, e Śiva rimase sul posto insieme a Umā, cercando il Signore tutt’intorno con gli occhi in continuo movimento.

Artista romano, pittore e scultore, la sua ricerca artistica si configura sull’individuazione della forma spirituale della Realtà: trasporre nell’opera uno stato lieve di trascendenza che traluce dai moti dell’animo. Anima di Bibliothe Art Gallery, luogo in bilico tra crocevia di pensiero trascendente e galleria d’arte, sala da the e offerta di una mescola di pietanze ayurvediche e vegetariane, amena stazione di posta per viaggiatori fisici e del pensiero.


Ufficio stampa
Diana Daneluz
e-mail: dianadaneluz410@gmail.com
Da Diana Daneluz <dianadaneluz410@gmail.com>

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