Le nuove borse d’artista di Italia Pazza: quando l’arte diventa un gesto quotidiano

“ITALIA PAZZA”: si è concluso il progetto per sostenere l’arte contemporanea. Tre residenze d’artista, una visione dell’arte sperimentale e radicata nel quotidiano, un evento finale in dialogo con la città di Milano.

Arte da indossare: le borse limited edition di Italia Pazza a sostegno di progetti culturali 

Dopo mesi di lavoro, confronto e sperimentazione, Italia Pazza è arrivato al suo momento conclusivo, con un evento di restituzione alla città che riunisce gli artisti vincitori della Open Call e altri creativi selezionati tra le numerose candidature arrivate da tutta Italia. 

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Fondazione Italia Patria della Bellezza, il branding atelier Robilant, Casa degli Artisti e Spaghetti Boost, con l’obiettivo di riportare l’arte al centro del discorso pubblico attraverso un oggetto quotidiano: una borsa trasformata in opera d’arte, una “canvas à porter” che diventa simbolo e spazio di ricerca.

Fin dalla sua ideazione, Italia Pazza si è presentato come un esperimento culturale capace di intrecciare mondi differenti, tra arte contemporanea, design, comunicazione e branding, attorno a un tema che appartiene profondamente all’immaginario del Paese: la bellezza italiana, intesa non come rassicurante elemento estetico codificato, ma come energia creativa, come immaginazione che diventa forma, come gesto un po’ folle che sa guardare oltre i tracciati più comuni. 

Al centro del progetto, un invito rivolto ad artisti e designer con il compito di reinventare la borsa come oggetto d’affezione, talismano, diario portatile, superficie narrativa. Un punto di partenza che ha dato origine a un percorso fatto di residenze artistiche, open studio, contaminazioni, incontri e dialoghi tra artisti, creativi, professionisti della comunicazione, aziende, realtà culturali.

Tra quanti hanno risposto alla Open Call, sono stati individuati tre progetti ritenuti particolarmente significativi, ai quali sono state assegnate tre residenze di quaranta giorni, ospitate rispettivamente da Robilant, Spaghetti Hub e Casa degli Artisti. I tre artisti selezionati – Mariangela Bombardieri, Sara Ricciardi e Mattia Sugamiele – hanno lavorato sviluppando interpretazioni differenti e profondamente personali del tema proposto. Le residenze sono così diventate luoghi di ascolto e sperimentazione, laboratori aperti in cui il processo creativo si è intrecciato con la vita quotidiana delle realtà ospitanti, coinvolgendo una dimensione artigianale e produttiva, la ricerca iconografica, l’osservazione dei gesti e lo studio delle narrazioni.

Nel progetto CABALA-BAG, Mariangela Bombardieri ha riletto la tradizione scaramantica trasformando la borsa in uno strumento onirico. Ispirata alla smorfia e alle cabale regionali legate all’interpretazione dei sogni, la sua borsa diventa un amuleto contemporaneo, una sorta di dispositivo poetico capace di riunire desideri, paure e simboli condivisi. Il folklore, anziché essere relegato a un orizzonte nostalgico, si trasforma in strumento di relazione con il presente, con quella dimensione superstiziosa che continua a vivere nei gesti quotidiani più comuni.

Nel suo progetto Italocosmica, Sara Ricciardi reinterpreta le antiche cosmatesche medievali – complessi mosaici geometrici che adornavano pavimenti e arredi liturgici con alto valore simbolico – trasformandole in un percorso infografico digitale attraverso il tessuto economico e umano dell’Italia contemporanea. In un itinerario lisergico di emoji, gli ideogrammi della nostra epoca diventano le tessere musive di una narrazione visiva accelerata che racconta la complessità delle filiere e il valore aggiunto che esse producono, restituendo l’immagine plurale di un Paese fatto di competenze, relazioni e creatività. 

La ricerca di Mattia Sugamiele si muove invece sul filo tra reale e nuovi immaginari possibili. Ripensando il souvenir italiano come oggetto identitario, l’artista ha ricomposto e ibridato forme, memorie e tecniche, portando l’oggetto turistico fuori dal suo contesto commerciale per restituirgli un nuovo significato. Nella sua borsa, il souvenir diventa strumento di racconto che fluttua, in equilibrio tra tradizione e innovazione. È un invito a considerare la bellezza italiana non come un’eredità immobile, ma come qualcosa da abitare, trasformare, una memoria collettiva da custodire senza timori reverenziali.

Le opere realizzate durante le residenze confluiranno in una speciale edizione limitata e numerata, composta da cinquanta esemplari unici touchée per ciascun artista e da una successiva tiratura serigrafica (1/300) destinata a sostenere le attività della Fondazione Italia Patria della Bellezza.

La serata conclusiva è stata un’occasione per entrare nel vivo dei processi creativi e scoprire da vicino gli oggetti, i prototipi e i materiali che hanno accompagnato gli artisti nel loro percorso. Pensato come un momento aperto e partecipato, lo showcase ha inteso restituire alla città non solo le opere finite, ma anche l’atmosfera di ricerca, dialogo e curiosità che ha caratterizzato l’intero progetto, offrendo uno sguardo più ampio sulla varietà di interpretazioni e linguaggi che il tema ha generato.

L’evento, che ha coinvolto anche alcuni altri artisti che hanno partecipato alla call, è nato dalla collaborazione tra GeeUp e Newd, fondate da Rachele Sensi e Amos Vespero, che propongono un nuovo modo di vivere l’arte dal vivo: installazioni, performance e musica in un’esperienza multisensoriale. Sul palco Assurditè con Gregorio Carlino e il DJ set di Stereoliez, fondatore di SKORPIOKLUB, hanno trasformato lo spazio in un racconto visivo unico, con una scenografia immersiva.

Il progetto Italia Pazza è nato e si è sviluppato come un’iniziativa coraggiosa e condivisa, capace di porre in dialogo mondi diversi attraverso un’idea ampia e universale di bellezza, tra forza creativa, immaginazione, etica: una bellezza che non tranquillizza ma smuove, non decora ma interroga, non si chiude sul passato ma continua a trasformarsi. 

«Con CABALA-BAG ho voluto creare un portafortuna diverso, un oggetto che lega culture regionali lontane e desideri che accomunano le persone. La tradizione della cabala del lotto e delle smorfie è un linguaggio che attraversa l’Italia da nord a sud, fatto di sogni, superstizioni, simboli. La mia borsa prova a restituire questa memoria condivisa trasformandola in un gesto rituale, un invito a usare l’immaginazione come strumento di protezione per dare forma ai nostri sogni.»

«Il patrimonio industriale e umano delle piccole e medie imprese rinnova ogni giorno l’Italia, generando innovazione, occupazione e identità territoriale. Il progetto mostra non solo chi contribuisce concretamente all’economia, ma anche come la filiera produttiva stessa possa trasformarsi in opera. L’intelligenza artificiale, in questo contesto, non è un surrogato dell’umano ma uno strumento strategico e collaborativo di co-creazione: pur immersa nelle criticità e nelle necessità di tutela dei dati, esplora connessioni inattese, suggerisce forme nuove e amplia la narrazione alle potenzialità trasformative dei settori produttivi.»

«Ho scelto di partire dal souvenir perché è un oggetto spesso sottovalutato, ma in realtà ricchissimo di memoria e di narrazioni. Mi piace pensarlo come una piccola scultura popolare, un frammento identitario che tutti conosciamo. Nel mio lavoro cerco di trasformarlo in qualcosa che non sia solo ricordo, ma slancio: un invito a riscoprire la bellezza italiana non come immagine da conservare, ma come materia viva da reinventare.»


Contatti per la stampa:

Anna Nosari
press@annanosari.com

Federica Camilla Quaglia
fcquaglia@gmail.com
Da Ufficio Stampa Fondazione IPdB – Anna Nosari <info@annanosari.com>

About the author: Experiences