La decima edizione della rassegna “L’Energia dei Luoghi – Festival del Vento e della Pietra 2024” inizia con un’anteprima nata dall’incontro sinergico con altri due importanti momenti dell’estate a Duino Aurisina: il Festival Internazionale delle Arti DNA del Comune di Duino Aurisina /Devin Nabrežina e la Festa di San Rocco.
ANTEPRIMA DELLA RASSEGNA “L’ENERGIA DEI LUOGHI – FESTIVAL DEL VENTO E DELLA PIETRA / Polifonia carsica” Domenica 18 agosto
Domenica 18 agosto 2024, in collaborazione con ZaTroCaRaMa, Jus Comunella Nabresina Gemeinde, CASA C.A.V.E., SKD Igo Gruden-Aurisina e le Associazioni Locali per San Rocco, sono proposti due eventi di grande interesse naturalistico e artistico:
Alle ore 16.30, con ritrovo al Piazzale Cava Romana – Aurisina Cave, è in programma un itinerario con veduta panoramica dei due magnifici bacini marmiferi (Ivere 1 e 2), organizzato nell’ambito del progetto del Museo diffuso Kamen / La via della pietra n. 1. Prenotazione obbligatoria all’itinerario: info@estplore.it / tel. 340 7634805 (Sara).
Segue, alle ore 18.00, al Bacino IVERE3 – Aurisina Cave, lo spettacolo “CLAP CLAP”, scritto e interpretato dall’attore e regista Giulio Settimo e dal batterista, performer e body percussionist Anselmo Luisi.
Dedicato ad adulti e bambini, CLAP CLAP si ispira al suono di due mani che giocano, che si danno il cinque, che applaudono, e si trasforma in un divertente spettacolo musicale: mani e corpo possono produrre ritmo e fare musica e CLAP CLAP è un crescendo sino a diventare un concerto di body percussion. Alla fine i due performer guidano il pubblico a scoprire singolari potenzialità musicali.
Dopo questa coinvolgente anteprima, la rassegna “L’Energia dei Luoghi – Festival del Vento e della Pietra” continuerà in settembre, mantenendo il format vincente di questi ultimi quattro anni, che propone un concept identificativo con i luoghi carsici di riferimento. La rassegna, infatti, dal Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrežina, si estenderà verso il “mondo transfrontaliero” dando impulso allo spirito di cooperazione, alla ricerca artistica più attuale, all’ipotesi di un turismo interessato e consapevole dei territori di riferimento.
In occasione della presentazione del programma della rassegna (a inizio settembre) saranno illustrati il concept di quest’anno “Polifonia carsica” – ideato da Fabiola Faidiga e Maddalena Giuffrida, che sarà perseguito attraverso alcune importanti proposte transfrontaliere – e i temi trattati, intesi come significativi catalizzatori di identità e sviluppo in un’ottica poetica e di incontro fra i popoli.
Media Relations Aps comunicazione Federica Zar zar@apscom.it
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La mostra Il Cinquecento a Ferrara. Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso costituisce la seconda tappa di una più ampia e ambiziosa indagine del tessuto culturale e artistico intitolata Rinascimento a Ferrara. 1471-1598 da Borso ad Alfonso II d’Este, vale a dire la stagione compresa tra l’elevazione della città a ducato e il suo passaggio dalla dinastia estense al diretto controllo dello Stato Pontificio.
IL CINQUECENTO A FERRARA Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso Ferrara, Palazzo dei Diamanti 12 ottobre 2024 – 16 febbraio 2025
Naturale prosecuzione di Rinascimento a Ferrara. Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa (Palazzo dei Diamanti, 18 febbraio – 19 giugno 2023), l’esposizione racconta le vicende della pittura del primo Cinquecento a Ferrara, dagli anni del passaggio di consegne da Ercole I d’Este al figlio Alfonso (1505) fino alla morte di quest’ultimo (1534), committente raffinato e di grandi ambizioni, capace di rinnovare gli spazi privati della corte come quelli pubblici della città. La scomparsa della generazione di Cosmè Tura, Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti aveva lasciato Ferrara alle prese con la difficile sfida di un ricambio artistico di alto livello. Nel 1496 la scelta di ingaggiare Boccaccio Boccaccino indica la volontà di adottare un linguaggio più moderno, addolcito e morbido. All’inizio del nuovo secolo si sviluppa così una nuova scuola, meno endemica e più aperta agli scambi con altri centri, che ha come protagonistiLudovico Mazzolino, Giovan Battista Benvenuti detto Ortolano, Benvenuto Tisi detto Garofalo e Giovanni Luteri detto Dosso.
Mentre Garofalo e Dosso sono noti al pubblico, e il loro percorso è stato approfondito in maniera organica in diverse occasioni, per Mazzolino e Ortolano si tratta di un debutto assoluto, e quanto mai necessario per illustrare compiutamente e comprendere meglio il variegato panorama della pittura ferrarese dei primi decenni del XVI secolo.
Nati a Ferrara negli stessi anni, i due maestri percorrono strade piuttosto diverse: Ludovico Mazzolino (c. 1480 – c. 1528), formatosi sui modelli di Ercole de’ Roberti e del primo Lorenzo Costa, orienta il suo linguaggio in senso anticlassico, guardando alla pittura e alle incisioni tedesche, da Martin Schongauer ad Albrecht Dürer. Nonostante dimostri di conoscere Boccaccino e la pittura veneziana, come anche Raffaello e la cultura antica, la sua arte è sempre animata da accenti visionari e da una vitalità rumorosa che lo pone a buon diritto tra gli “eccentrici” attivi nell’Italia settentrionale. Si specializza in quadri d’impeccabile fattura destinati al collezionismo privato raffiguranti scene gremite di personaggi dai tratti fisionomici caricati, quasi grotteschi, del tutto insofferenti agli ideali di grazia ed equilibrio predicati da Perugino e dai suoi seguaci.
L’estro bizzarro di Mazzolino spicca con evidenza ancora maggiore quando lo si confronta con l’atteggiamento di Giovan Battista Benvenuti detto Ortolano (c. 1480/85 – c. 1530), caratterizzato invece da un naturalismo convinto e sincero. Dopo l’esordio influenzato dai modi dolci di Boccaccino, Costa e Francesco Francia, Ortolano si orienta dapprima verso la cultura veneziana di Giorgione per poi avvicinarsi alle novità proposte da Raffaello. Accanto alle grandi pale d’altare eseguite nel terzo decennio, veri e propri capolavori connotati da un «classicismo […] naturalizzato per via del lume illusionistico» (Longhi), produce numerosi quadri destinati alla devozione privata, dove l’ispirazione raffaellesca si accende di suggestioni venete, evidenti soprattutto nella resa del paesaggio. Impossibile non rimanere incantati dalla spontaneità con cui l’artista si approccia alla realtà: una luce chiara isola i personaggi e indugia silenziosa sugli oggetti; nella (apparente) semplicità delle composizioni si avverte il senso dell’arcano.
Tra i riferimenti di Ortolano figura certamente Benvenuto Tisi detto Garofalo (1481 – 1559). Formatosi presso Domenico Panetti e Boccaccino, dimostra fin da giovane una grande intelligenza figurativa, che gli consente di misurarsi tempestivamente con tutte le novità che andavano affiorando nei maggiori centri della penisola. Durante il primo decennio del Cinquecento si accosta alla pittura veneziana e a Giorgione, per poi spostare il baricentro dei propri interessi verso l’Italia centrale. Nel corso della sua lunga carriera, Garofalo è il principale interprete e divulgatore ferrarese dello stile di Raffaello, di cui comprende perfettamente la portata e di cui segue lo svolgimento con attenta diligenza. Le sue pale d’altare, dalla maniera pacata ed elegante, popolano le chiese cittadine, mentre i preziosi dipinti da cavalletto sono presenti in gran numero nelle collezioni private.
Parallelamente a Garofalo si muove Giovanni Luteri detto Dosso (c. 1486 – 1542), uno degli artisti di punta della corte di Ferrara sotto i governi di Alfonso I e di Ercole II. Nato nel piccolo ducato di Mirandola, esordisce a Mantova e nel 1513 si trasferisce a Ferrara dove lavora (proprio insieme a Garofalo) al celebre polittico Costabili nella chiesa di Sant’Andrea (oggi alla Pinacoteca Nazionale). Durante la giovinezza la sua pittura risente dell’influenza di Giorgione e Tiziano, dai quali trae una magnifica profondità di colore e una luce tutta veneziana. All’epoca della sua prima opera sicuramente datata, la spettacolare Madonna col Bambino in gloria e santi per il duomo di Modena (1521), è già avvenuto un contatto con Michelangelo e la cultura romana: da qui in poi Dosso sviluppa uno stile personale, colto e divertito, grazie anche a una particolare sintonia con Alfonso I. Se Garofalo monopolizza le commissioni ecclesiastiche, Dosso è padrone del campo delle imprese ducali, in cui affronta temi allegorici e mitologici, desunti spesso dall’Ariosto.
La scena della pittura cittadina non sarebbe infine completa senza le opere di Domenico Panetti, Boccaccio Boccaccino, Lazzaro Grimaldi, Niccolò Pisano, il Maestro dei Dodici Apostoli: grazie al contributo di questi maestri, presenti assieme ad altri (Fra’ Bartolomeo, Romanino, Amico Aspertini, Albrecht Dürer) nel percorso espositivo, che avrà una naturale estensione nelle sale della Pinacoteca Nazionale al piano nobile di Palazzo dei Diamanti, la mostra accompagnerà il visitatore attraverso una stagione incredibilmente ricca, dove l’antico e il moderno, il sacro e il profano, la storia e la fiaba si fondono in un mondo figurativo che può definirsi, in una parola, ferrarese.
Studio-Esseci-2025
IL CINQUECENTO A FERRARA Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso Ferrara, Palazzo dei Diamanti 12 ottobre 2024 – 16 febbraio 2025
Mostra a cura di Vittorio Sgarbi e Michele Danieli con la direzione di Pietro Di Natale
Organizzata da Fondazione Ferrara Arte e Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara
in collaborazione con Direzione Generale Musei e Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura
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La 33ma edizione della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze si prepara ad accogliere a Palazzo Corsini 80 gallerie con 14 nuove prestigiose partecipazioni internazionali.
780 saranno gli ospiti che giungeranno da tutto il mondo per l’esclusiva cena di Gala – già sold-out – del 26 settembre a Palazzo Corsini la cui “regia” è affidata a Gucci Osteria da Massimo Bottura, altrettanto esclusiva sarà la cena in programma il 27 settembre che si terrà nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio per l’evento charity a favore della Fondazione Andrea Bocelli. Una serata unica per quanti vorranno assistere alla performance canora del maestro Bocelli e partecipare all’asta di beneficienza a sostegno dei progetti nazionali e internazionali della Fondazione stessa. Accanto a BIAF per l’edizione 2024, come main sponsor, c’è GUCCI.
BIAF Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze La grande mostra dell’Arte Italiana Firenze, Palazzo Corsini 28 settembre – 6 ottobre 2024
Gallerie di antica tradizione come Colnaghi, fondata addirittura nel Settecento, Agnews, londinese è del 1817, la galleria Enrico Frascione – la cui famiglia si occupa di dipinti antichi dalla fine dell’800 e vanta la partecipazione alla Biennale di Firenze dalla prima edizione nel 1959 – e ancora Botticelli Antichità, inaugurata proprio nel 1959, Bacarelli e Longari.
La maggior parte delle gallerie che esporranno alla BIAF, ha all’attivo in media dai 30 ai 50 anni di esperienza come Sarti, Tornabuoni, Lampronti, Piva, Sperone & Westwater, Dickinson il cui fondatore Simon Dickinson in passato ha scoperto opere di Botticelli, Tiziano e Rubens, tra i molti.
Tutte queste gallerie, piccole o grandi che siano, hanno contributo a formare il gusto dei collezionisti internazionali e hanno venduto – e tuttora vendono – capolavori ai musei più importanti al mondo.
Dietro a ogni pezzo esposto vi sono, quasi sempre, anni di nuovi studi e ricerche, restauri ed expertise per offrire al mercato opere inedite, rare e nelle condizioni ottimali di conservazione, criterio fondamentale soprattutto nel settore dell’antico, naturalmente.
Non fanno eccezione a questi elevati standard le Gallerie di recente fondazione o dirette da giovani galleristi, che porteranno a palazzo Corsini nuove scoperte e rarità. Tornano a Firenze Caretto & Occhinegro e Romano Fine Arts ed entra per la prima volta Flavio Gianassi con sede a Londra, che esporrà un’accurata selezione di dipinti e sculture italiane dal XIV al XVII secolo tra i quali una grande croce dipinta di Giovanni da Rimini e tre piccoli tondi di Bicci di Lorenzo. Prima partecipazione anche per altre due gallerie estere molto prestigiose: Lullo Pampoulides (Londra) e Rob Smeets (Ginevra).
Su tutte, sia che trattino l’antico che il contemporaneo, vigilerà il Comitato di Vetting composto da 55 esperti dei vari settori (dipinti, sculture, ceramiche, arredi, disegni, argenti). Un pool di studiosi chiamato a verificare ogni singolo oggetto prima che le porte di Palazzo Corsini aprano ufficialmente.
Un primo sguardo alle opere che saranno proposte nella prossima edizione ci conferma che, ancora una volta, la BIAF sarà la “più importante mostra dell’arte Italiana al mondo”, come afferma Fabrizio Moretti, Segretario Generale della manifestazione.
Botticelli Antichità proporrà una testa del vescovo Andrea de’ Mozzi (1296-1300 ca.), attribuita a un collaboratore di Arnolfo di Cambio, frammento del monumento funebre conservato nella chiesa ormai distrutta di San Gregorio della Pace, oggi inglobata nel Museo Bardini. Questa opera, oltre ad aver fatto parte della collezione Bardini per decenni, raffigura un personaggio importante per lo sviluppo artistico della Firenze del Duecento. Il vescovo Andrea de’ Mozzi ha firmato il contratto con Arnolfo di Cambio per la facciata del Duomo e ha promosso la realizzazione di Santa Croce e dell’Ospedale di Santa Maria Nuova.
Maurizio Canesso, che festeggia i 30 anni di attività, propone al mercato italiano una Madonna col Bambinodi Bronzino (1525-1526), una tavola di uno dei maggiori protagonisti della pittura fiorentina, autore rarissimo e sempre amato dal grande collezionismo. La tavola è una straordinaria testimonianza di un cruciale momento della carriera del Bronzino: la lezione del Pontormo è ancora vivida ma già si intravedono i caratteri della pittura cristallina e pura così tipica della maturità del pittore.
Tra i protagonisti dello stand di Carlo Orsi vi sarà una Madonna con il Bambino e Santa Maria Maddalena di Tiziano Vecellio. Questo olio su tela, databile tra il 1555 e il 1560, è stato riconosciuto come un autentico capolavoro del maestro veneziano da illustri esperti d’arte, tra cui Federico Zeri. La maestria dell’esecuzione e l’ottimo stato di conservazione la rendono qualitativamente superiore persino alle versioni con medesimo soggetto conservate in alcuni dei musei più prestigiosi al mondo (Museo di Capodimonte, Galleria degli Uffizi, Hermitage di San Pietroburgo).
Altomani & Sons segnala una recente scoperta: un Ritratto della granduchessa Vittoria Della Rovere, dipinto dall’artista marchigiana Camilla Guerrieri (Fossombrone, 1628 – Pesaro, 1690). Questo capolavoro, all’interno della sua cornice originale, celebra la prima emancipazione femminile, unendo un ritratto femminile, un’artista donna e una mecenate di spicco.
La Galleria Caretto & Occhinegro presenterà un raro “Paesaggio Notturno con Storie di Cerere” di Jan Brueghel I, detto dei Velluti. L’artista trascorse un fondamentale periodo di viaggio e studio nella Penisola, da Milano fino a Roma, dove la sua fama lo rese uno dei più celebrati pittori fiamminghi. Nell’opera le figure sono le protagoniste di un mito classico incentrato su Cerere e sono realizzate dall’importante pittore Frans Francken II, mentre il paesaggio è di mano del Brueghel.
Colnaghi ha scelto un’opera dell’artista Giovanna Garzoni (Ascoli Piceno, 1600 – Roma, 1670) Natura morta con fiori in un vaso di vetro, 1640-1650 circa (tempera su pergamena con tracce di matita nera). La bella miniatura, originariamente montata su una lastra di rame, recentemente restaurata è in ottime condizioni. Giovanna Garzoni può probabilmente essere considerata la più grande miniaturista del XVII secolo in Italia. Nata nelle Marche da una famiglia di artisti e artigiani veneziani, si formò a Venezia presso Palma Il Giovane e Tiberio Tinelli, che divenne suo marito.
Da Orsini Arte e Libri, un’opera unica nel suo genere, su pergamena, considerata la nobile antenata della carta, legata strettamente alla storia della famiglia proprietaria della splendida residenza che ospita la Biennale dal 1997, rappresenta l’elemento più curioso e insolito dello stand. Si tratta di una coppia di miniature dell’artista veneziano Antonio David raffiguranti i ritratti di papa Clemente XII (Lorenzo Corsini, 1652-1740) e del nipote cardinale Neri Maria Corsini (1685-1770), entrambe ricavate su un grande foglio di pergamena finemente e fittamente intagliato.
Alla Firenze di Cosimo III de’ Medici e di Giovanni Battista Foggini, ci introducono le proposte della Galleria di Alessandra di Castro: un rarissimo set di otto candelieri di bronzo dorato – lucido e opaco – dal disegno e dalle forme geniali, realizzato nei primi anni del Settecento, e una tela di Volterrano che, dipinta magistralmente con una tecnica compendiaria, sfrutta tutte le potenzialità espressive del non-finito per evocare la figura di Onfale, eroina del mito che riuscì a sottomettere Ercole rendendolo schiavo.
Da Robilant+Voena, un’opera eccezionale: un maestoso dipinto di Andrea Appiani, il Ritratto di Achille Fontanelli (1813). Questo quadro è probabilmente l’ultimo capolavoro ritrattistico dell’artista, poiché nell’aprile dello stesso anno Appiani fu colpito da un ictus che lo rese incapace di dipingere per gli ultimi anni della sua vita. Il protagonista, Achille Fontanelli (1775-1838), fu un comandante militare delle forze napoleoniche in Italia e nel 1802 fu aiutante di campo di Napoleone.
La Galleria Tettamanti porterà, di Eliseo Sala un Ritratto del Rustem Bey, Giovanni Timoteo Calosso, olio su tela, del 1854. Noto come Rustem Bey, titolo ricevuto durante il suo servizio alla Sublime Porta presso il Sultano dell’Impero ottomano Mahmud II (1785- 1839), Calosso è celebrato per essere l’autore delle “Mémoires d’un vieux soldat”, considerate fra le più attendibili e autorevoli testimonianze sulle Campagne napoleoniche in Europa.
Da Società di Belle Arti sarà in evidenza un’opera di Vittorio Corcos del 1900, è un ritratto ricco di fascino di Anna Belimbau, moglie dell’amico Adolfo Belimbau. Al centro di un interno estremamente scenografico, identificabile in uno degli ambienti della loro abitazione fiorentina, possiamo vedere la sua figura slanciata, avvolta in una elegante redingote. È datato 1900 anche il busto in cera e gesso Antioco di Medardo Rosso, che sarà possibile ammirare alla Galleria Gomiero.
Antonacci Lapiccirella punta su un pastello divisionista di Umberto Boccioni (Ritratto di giovane, 1905 circa). Questo raro pastello divisionista è una finestra sul periodo pre-futurista dell’artista, un tuffo nella mente creativa di Boccioni, giovane genio in fermento che stava per rivoluzionare il mondo dell’arte con il suo spirito innovatore.
La Richard Saltoun Gallery si presenta per la prima volta a BIAF e lo farà con uno stand dedicato a tre artiste italiane: l’innovativa minimalista Bice Lazzari (1900-1981), la pionieristica ceramista Franca Maranò (1920-2015) e la rinomata scultrice e pittrice Antonietta Raphaël (1895-1975). Tutti e tre le artiste hanno avuto un ruolo determinante nella formazione dell’arte italiana del dopoguerra e, in anni recenti, sono state protagoniste di importanti mostre personali istituzionali.
Per il Novecento sono annunciate anche opere di Le Corbusier da Tornabuoni Arte, Alberto Savinio da Sperone Westwater con un “Notturno” del 1950, un De Chirico del 1933 da Farsetti intitolato Le figlie di Minosse (Scena antica in rosa e azzurro II).
Anteprima stampa: giovedì 26 settembre Anteprima collezionisti su invito: venerdì 27 settembre
La Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze è uno dei più importanti eventi dedicati all’arte italiana del panorama internazionale, con oltre 25.000 visitatori per l’edizione del 2022 e un ricco programma culturale e di premi coinvolge l’intera città, alimenta un ingente indotto di cui beneficiano numerose realtà del territorio.
MEMBRI COMITATO DIRETTIVO Sara Funaro – Presidente Riccardo Bacarelli – Firenze – Vice Presidente Enrico Frascione – Firenze – Vice Presidente Fabrizio Moretti – Firenze – Segretario Generale Massimo Bartolozzi – Firenze Bruno Botticelli – Firenze Alessandra di Castro – Roma Fabrizio Guidi Bruscoli – Firenze Carlo Orsi – Milano Luigi Salvadori – Firenze Furio Velona – Firenze
Con il Patrocinio di: Regione Toscana, Comune di Firenze, Città Metropolitana di Firenze
Realizzato con il contributo di: Fondazione CR Firenze eCamera di Commercio di Firenze Main Sponsor: GUCCI Sponsor: ARTE GENERALI, Sotheby’s International Realty, International Motors, Fratelli Piccini, Hotel Savoy
Partners: Fán Huā Chinese Film Festival, ESE European School of Economy
Media partners: Apollo, Artedossier, Artribune, Artslife, The Burlington Magazine, exibart, Finestre sull’Arte, Tendencias del Mercado
HANNO DETTO
“La 33esima edizione della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze – ha detto la sindaca Sara Funaro – ci offre ancora una volta l’opportunità di immergerci nella bellezza e nella ricchezza dell’arte, grazie alla presenza di 80 gallerie provenienti da tutto il mondo. Un appuntamento che rappresenta ormai un punto di riferimento fondamentale per il collezionismo internazionale e un’occasione imperdibile per tutti gli appassionati d’arte di ammirare da vicino opere rare e preziose. Un ringraziamento particolare va agli organizzatori, alle gallerie partecipanti e a tutti coloro che contribuiscono a rendere la Biennale un evento di successo e in costante crescita”.
“Questa 33esima edizione è la testimonianza del grande lavoro svolto negli ultimi anni da Fabrizio Moretti – ha detto il presidente Eugenio Giani – che oggi offre a Firenze, alla Toscana e al mondo una Biennale internazionale dell’Antiquariato di altissima qualità grazie alla presenza di antiquari di notevole livello e a pezzi unici ed eccezionali, degni di stare in un museo. Siamo pertanto felici di presentare un evento tanto prestigioso, che con la sua presenza e le sue opere contribuisce ad arricchire la città e la regione di una vetrina tanto importante e autorevole per la nostra arte”.
“Questa edizione si preannuncia come una delle più belle sotto la mia gestione. – dichiara Fabrizio Moretti Segretario generale BIAF -. Abbiamo i migliori mercanti del mondo che verranno ad esporre i loro capolavori a Palazzo Corsini. Come sempre, la Biennale diventerà un museo in vendita. Ringrazio i membri del comitato, e la segreteria per aver reso questo evento possibile, che rimane una delle fiere mercato più importanti al mondo.”
ORARI E BIGLIETTI Orari: tutti i giorni dalle ore 10,30 alle ore 20,00. Biglietti: € 15,00 Intero; €10,00 ridotto Biglietteria online su Ticketone
PRENOTAZIONI La prenotazione è obbligatoria solo per i gruppi 055 282635 – info@biennaleantiquariato.it
Italia: Studio ESSECI – Sergio Campagnolo www.studioesseci.net Tel. 049 663499; rif. Roberta Barbaro; roberta@studioesseci.net
Toscana: Ester di Leo Tel. 055 223907 – 348 3366205; esterdileo@studioesterdileo.it
Estero Matthew Brown Tel. +44 (0)7989 446557; matthew@sam-talbot.com
Francia Gaëlle de Bernède – GB Communication Tel. + 33 (0)1 75 4346 80; contact@gbcom.media
Social Media Manager – Matteo Mizzoni
A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini. Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.
Sono passati 38 anni dalla calda mattina del 16 agosto del 1986 quando Carlo Riccardi avvolgeva incravattando l’obelisco di Piazza del Popolo, L’inatteso Happening destò stupore tra romani e turisti, increduli e incuriositi dall’accorrere di molti vigili urbani che circondarono l’obelisco e l’artista Carlo Riccardi mentre svolgeva la sua performance artistica.
Incravattando l’obelisco di Piazza del Popolo con una MaxiTela dipinta, l’artista intendeva sensibilizzare l’opinione pubblica e i media sullo stato dei monumenti italiani e spingere le istituzioni a valorizzazione e tutelare l’immenso patrimonio artistico del Bel Paese.
Ferragosto 1986 Carlo Riccardi incravattava l’Obelisco di Piazza del Popolo nel 2016 lanciò l’idea delle Olimpiadi della Cultura
Nessun artista aveva mai realizzato un’esposizione del genere. Riccardi, precursore della Street Art con le sue enormi opere creò il movimento “Art on the way” portando in giro le sue MaxiTele dalle piazze delle città alle periferie e nei piccoli e grandi paesi. Le MaxiTele mobili di Riccardi avevano un forte impatto visivo sul pubblico e il pregio di non occupare stabilmente le superfici esterne degli edifici, dei veri blitz artistici che inaspettatamente apparivano e sparivano lasciando immutato il contesto dei luoghi interessati dall’ evento.
2016 maxitela
Carlo Riccardi, è nato ad Olevano Romano il 3 ottobre del 1926, oltre a dipingere dal 1950 è uno dei primi fotografi Italiani ad aver creato un’archivio di oltre tre milioni di immagini che raccontano la storia del nostro paese.
Negli anni 70 Riccardi inizia a portare in giro in Italia ed all’estero le sue MaxiTele. Tra le tante opere realizzate: La maxi tela a Piazza delle Signoria a Firenze, la MaxiTela realizzata per Giovanni Paolo II e srotolata nella sala Nervi in Vaticano, quella al Chiostro di S. Domenico a Siena, quella al Teatro Impero di Terracina, l’esposizione alla Galleria Raphael in Romerplatx Rathaus a Francoforte. Altre performance a Barcellona e Basilea. Nell’estate del 1987 svolge esposizioni con varie MaxiTele a Roma presso San Pietro, Castel Sant’Angelo, Piazza Navona, presso la Basilica di San Pietro, sotto l’obelisco del Foro Italico, e sulla spiaggia di Ostia.
Molto particolare fu l’esposizione subacquea nel mare di Ponza, al meeting di Rimini, e durante l’expo di Milano. Riccardi è stato inoltre protagonista di un’iniziativa straordinaria realizzata con il patrocinio della Regione Lazio: percorse 5000 chilometri per “incravattare” e “fasciare” con maxi tele lunghe sino a 300 metri, scorci di paesi, paesaggi e monumenti italiani.
Nel 2016 per festeggiare il 30° anniversario dalla prima esposizione, insieme a 50 artisti ed amici tornò ad esporre in Piazza del Popolo una MaxiTela dal titolo “Diamoci una mano” per attirare l’attenzione sull’importanza della cultura e dell’ Arte come mezzo di unione tra i popoli. Lanciando l’ Idea delle Olimpiadi della Cultura
Giovanni Paolo II benedice la Maxitela in Vaticano 2016-08-05 alle 14.09.36
Tra le sue mostre più rappresentative la celebre “Art Obama”, curata e organizzata dall’Istituto Quinta Dimensione: sessanta dipinti dedicati al presidente americano Barack Obama. Le opere, di particolare originalità, sono state realizzate sulla base delle prime pagine dei maggiori quotidiani nazionali e internazionali – dal Corriere della Sera al New York Times – che in occasione delle elezioni presidenziali diedero il benvenuto all’uomo del “Yes, We Can”.
Negli anni 70 diede vita al movimento Quinta Dimensione che portò alla realizzazione del Manifesto pittorico della Quinta dimensione, firmato da oltre 60 artisti italiani e stranieri, tra i quali Pericle Fazzini, Sante Monachesi, Emilio Greco, Umberto Mastroianni, Luigi Montanarini, Franco Gentilini, Sandro Trotti, Gianni Testa, Alessandro Piccinini, Pierre Carnac, Suriano, Aldo Riso, 7 David, Michele De Meo, Niki Berlinguer, Remo Brindisi e molti altri.
Nel Manifesto Carlo Riccardi aveva dipinto il simbolo della Quinta Dimensione (un cerchio con due parallele) con la pittura fluorescente, oggi dopo oltre 50 anni dalla sua creazione il simbolo della Quinta Dimensione è ancora visibile al buio.
Il Manifesto aveva come messaggio “Riportare l’Uomo al centro”, cioè riportare nel mondo artistico e del lavoro l’attenzione all’essere umano, un manifesto cosmopolita per la contaminazione positiva, nel rispetto dei valori e dei costumi dei popoli del mondo, fondendoli per dare vita a nuove visioni artistiche e sociali: Nel manifesto sono elencate tre le componenti principali:
l’Antropocentrista per riportare l’umanità al centro del suo ambiente, La Cibernetica per rendere l’utile operato delle macchine più in sintonia con l’essere umano La Astrale per una visione dell’essere umano oltre la fisicità.
Negli anni 70 Pierre Carnac, scrittore, antropologo e storiografo di Salvador Dalí, ha dichiarato in proposito: “Nel 4000 un solo quadro ricorderà il nostro tempo, il cerchio luminoso di Carlo Riccardi”. Carlo Riccardi e morto il 13 dicembre 2022 i funerali si sono svolti nella Chiesa degli artisti a Roma in Piazza del Popolo
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Le più belle canzoni di Fabrizio De André, Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Gino Paoli, Umberto Bindi, Paolo Conte e Ivano Fossati in programma dal 14 al 21 agosto a Grassano, Pomarico, Bernalda, Marconia e Miglionico.Direzione e arrangiamenti del Maestro Vito Andrea Morra per cinque concerti che esalteranno l’Orchestra e la voce di Mario Rosini.
OSM orchestrasinfonicamatera – foto di Sissi Ruggi – Matera 6 luglio 2023
L’ORCHESTRA SINFONICA DI MATERAPROSEGUE IL TOUR DELLA PROVINCIACON UN OMAGGIO A DE ANDRE’ E AI CANTAUTORI DELLA SCUOLA GENOVESE
Le piazze di Grassano, Pomarico, Bernalda e Marconia e il Castello del Malconsiglio di Miglionico saranno le cornici degli appuntamenti d’agosto, dal 14 al 21, dell’Orchestra Sinfonica di Matera (Osm) che in grande formazione e diretta dal Maestro Vito Andrea Morra eseguirà una serie di concerti dedicati a Fabrizio De André e ai cantautori della scuola genovese.
In programma le più belle e note fra le canzoni dei cantautori che hanno rivoluzionato la musica leggera italiana. A interpretare successi senza tempo come Il cielo in una stanza di Gino Paoli, Vedrai, vedrai di Luigi Tenco, Il nostro concerto di Umberto Bindi e Ritornerai di Bruno Lauzi, la voce di Mario Rosini.
“La stagione concertistica estiva 2024 dell’Osm prosegue con la produzione De André e i cantautori genovesi: una notte di musica d’autore. Cinque concerti che vedono la nostra Orchestra, impegnata con un grande organico, nell’esecuzione di brani di celebri autori fra cui Ivano Fossati e Paolo Conte – afferma il direttore artistico della formazione orchestrale Saverio Vizziello – il Maestro Morra ha curato gli arrangiamenti di queste canzoni per esaltare il ruolo dell’organico strumentale e la bella voce di Mario Rosini”.
Gli appuntamenti dei concerti intitolati De André e i cantautori genovesi: una notte di musica d’autore si terranno: mercoledì 14 agosto in piazza Purgatorio a Grassano, venerdì 16 in piazza della Liberazione a Pomarico, lunedì 19 in piazza San Bernardino a Bernalda, mercoledì 20 in piazza Elettra a Marconia e, ultima data, giovedì 21 agosto al Castello del Malconsiglio a Miglionico. L’orario d’inizio dei concerti è alle ore 21:00.
“L’Orchestra Sinfonica di Matera sarà impegnata con altre due date, il 17 agosto in piazza Montegrappa a Borgo La Martella a Matera e il 18 agosto nel piazzale del Castello Normanno a Tricarico con la formazione di soli archi: violini, viole. violoncelli e contrabbassi nel concerto Serenate d’amore per orchestra d’archi – ricordala presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera, Gianna Racamato – un concerto che è stato molto apprezzato dal pubblico che ha avuto modo di ascoltarlo nelle prime 8 date del tour nella provincia di Matera. Brani di elevata difficoltà esecutiva che i 20 archi della nostra Orchestra hanno interpretato con bravura sotto l’accorta e magistrale direzione del Maestro Pietro Mianiti”.
Calendario appuntamenti fino al 21 agosto: · Mercoledì 14 agosto ore 21:00 – piazza Purgatorio – Grassano DE ANDRÉ E I CANTAUTORI GENOVESI: UNA NOTTE DI MUSICA D’AUTORE Musiche di: Fabrizio De André; Luigi Tenco; Bruno Lauzi; Gino Paoli; Umberto Bindi; Paolo Conte; Ivano Fossati Voce: Mario Rosini ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA Direttore: Vito Andrea Morra Repliche De André: · Venerdì 16 agosto ore 21:00 – piazza della Liberazione – Pomarico DE ANDRÉ E I CANTAUTORI GENOVESI: UNA NOTTE DI MUSICA D’AUTORE
Repliche Serenate d’amore: · Sabato 17 agosto ore 21:00 – La Martella – Matera SERENATE D’AMORE per orchestra d’archi Musiche:Simple Symphony, op. 4 di Benjamin Britten; Suite Holberg op. 40 di Edvard Grieg; Antiche danze ed arie per liuto, terza suite Trascrizione libera per orchestra d’archi di Ottorino Respighi. Voce recitante: Romina Presicci ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA Direttore: Pietro Mianiti · Domenica 18 agosto ore 21:00 – Piazzale Castello Normanno – Tricarico SERENATE D’AMORE per orchestra d’archi
Repliche De André: · Lunedì 19 agosto ore 21:00 – piazza San Bernardino – Bernalda DE ANDRÉ E I CANTAUTORI GENOVESI: UNA NOTTE DI MUSICA D’AUTORE · Mercoledì 20 agosto ore 21:00 – piazza Elettra – Marconia DE ANDRÉ E I CANTAUTORI GENOVESI: UNA NOTTE DI MUSICA D’AUTORE · Giovedì 21 agosto ore 21:00 – Castello del Malconsiglio – Miglionico DE ANDRÉ E I CANTAUTORI GENOVESI: UNA NOTTE DI MUSICA D’AUTORE
La Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera è partecipata da Comune di Matera, Provincia di Matera e Conservatorio Egidio Romualdo Duni di Matera che ne sostengono le attività.
A queste istituzioni si aggiungono: il Ministero della Cultura che ha ammesso l’Orchestra al percorso per il riconoscimento quale ICO Istituzione Concertistica Orchestrale e la sostiene attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus), e la Regione Basilicata, che la sostiene con fondi regionali.
La stagione concertistica estiva 2024 si svolge in collaborazione con i Comuni di: Bernalda, Colobraro, Grassano, Marconia, Matera, Miglionico, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Pomarico, Rotondella, Salandra e Tricarico.
A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini. Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.
Dal 28 settembre al 26 gennaio, a Palazzo Roverella di Rovigo viene proposta la più importante mostra monografica italiana su Henri Cartier-Bresson, incentrata sul lungo rapporto tra il maestro francese e il nostro paese. La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, è realizzata in collaborazione con la Fondation Henri Cartier-Bresson di Parigi e la Fondazione CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino, con la curatela di Clément Chéroux, e Walter Guadagnini, direttori delle rispettive Fondazioni.
HENRI CARTIER-BRESSON e l’Italia Rovigo, Palazzo Roverella 28 Settembre 2024 – 26 gennaio 2025
Mostra a cura di Clément Chéroux e Walter Guadagnini
Per la prima volta viene documentato in maniera esaustiva e approfondita il rapporto tra colui che è stato definito “l’occhio del secolo” e l’Italia. Attraverso circa 200 fotografie e numerosi documenti – giornali, riviste, volumi, lettere -, la mostra ripercorre le tappe di un rapporto iniziato prestissimo, già negli anni Trenta, e proseguito sino al momento in cui Cartier-Bresson ha abbandonato la fotografia, negli anni Settanta.
Scandita cronologicamente, la mostra inizia con il primo viaggio italiano avvenuto all’inizio degli anni Trenta da un giovanissimo Cartier-Bresson (nato nel 1908), che aveva appena abbandonato definitivamente la pittura per la fotografia, in compagnia dell’amico André Pieyre de Mandiargues, giovane poeta e scrittore, e della sua compagna, la pittrice Leonor Fini. Da questo viaggio di piacere, il fotografo scatta alcune delle sue immagini più famose, tutte presenti nella sezione di apertura della mostra.
Il secondo viaggio, non meno significativo, avviene all’inizio degli anni Cinquanta e tocca l’Abruzzo e la Lucania, allora terre di grande interesse culturale, sociologico e per l’appunto fotografico, emblema di quel Sud in cui si affrontavano tradizione e modernità, povertà e cambiamenti sociali. Figura centrale nella costruzione dell’immagine del Sud e in particolare di queste regioni è lo scrittore e pittore Carlo Levi, riferimento fondamentale per i tanti fotografi, italiani e stranieri, che si muovono tra Matera e i paesi del territorio, tra cui Scanno nei pressi di L’Aquila, divenuta celebre proprio grazie agli scatti di Cartier-Bresson e più tardi di Giacomelli. Particolarmente interessanti, anche dal punto di vista storico, sono le immagini della distribuzione delle terre, un momento cruciale nella storia recente del Paese.
Divenuto ormai una leggenda vivente della fotografia, Cartier-Bresson ritorna a più riprese in Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta realizzando servizi per le grandi riviste illustrate dell’epoca, tra cui “Holiday” e “Harper’s Bazaar”, dedicati soprattutto a Roma, Napoli, Venezia, le grandi città che suscitano l’interesse dei lettori stranieri, e a Ischia e alla Sardegna, tappe che permettono al fotografo di esercitare il suo sguardo sugli usi e i costumi del paese e dei suoi abitanti. In particolare, i diversi scatti realizzati a Roma restituiscono appieno il clima di quegli anni e la specificità di un paese non ancora omologato alla dominante cultura proveniente da oltreoceano. Alcune di queste immagini confluiscono non a caso in uno dei libri più noti del fotografo, “Les Européens” (1955), nel quale si racconta la nuova Europa che è ormai in pieno sviluppo dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale.
La mostra ha i suoi ultimi sviluppi e la sua chiusura con le immagini dei primi anni Settanta dedicate ancora a Matera, un vero e proprio ritorno sui luoghi frequentati vent’anni prima, in cui è facile leggere continuità e discontinuità del tempo, l’avanzare della modernità e la persistenza delle identità locali, e con quelle dedicate al mondo del lavoro industriale, tra Olivetti e Alfa Romeo, che spostano invece l’attenzione specificamente sulle nuove modalità di vita del periodo.
La mostra è composta di opere vintage provenienti dalla Fondation Cartier-Bresson, ed è accompagnata da testi esplicativi in ogni sala e da un catalogo, edito da Dario Cimorelli Editore, che riporta tutte le opere esposte, i saggi dei due curatori e di Carmela Biscaglia, quest’ultimo dedicato alle vicende e ai personaggi che hanno reso unico il rapporto di Cartier-Bresson con la Basilicata.
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Il 14 agosto di ottant’uno anni fa l’esercito tedesco era in ritirata. Dopo lo sbarco alleato in Sicilia del 10 luglio 1943, i tedeschi si andavano ritirando in direzione di Messina, lungo le strade statali 113 e 114, da Palermo e da Catania, saccheggiando e uccidendo civili e carabinieri italiani.
Mercoledì 14 agosto 2024, a ottant’uno anni di distanza, l’Anpi di Messina ricorda due episodi di quella cruenta e brutale ritirata. Alla stessa ora, alle 19, partecipa a due iniziative di commemorazione delle vittime della barbarie nazista.
Il 14 agosto 1943, viene ucciso a Sant’Alessio Siculo il parroco, don Antonio Musumeci, con altri due civili che il parroco aveva provato a difendere perché minacciati dai tedeschi. Anni fa, con una relazione di monsignor Giuseppe Scarcella, si proponeva l’inserimento di don Musumeci nel Martirologio dei Martiri del XX secolo e, se la Congregazione delle Cause dei Santi lo ritenesse opportuno, nel “Martirologio romano”. Un paio di anni fa una petizione di circa 600 cittadini, raccolte dalla sezione locale dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, consegnata al parroco Luciano Zampetti, ha provato a rilanciare questa proposta. Successivamente l’ANPI di Messina, nelle persone del presidente e del suo vice, hanno incontrato il Vescovo ausiliare don Cesare Di Pietro per sostenere l’inizio dell’iter contemplato dalla Chiesa per il processo di beatificazione previsto per i martiri cristiani: successivamente a tale incontro il Vescovo di Messina ha acquisito le 600 firme che erano rimaste sconosciute alla Diocesi per tre anni.
Mercoledì 14 agosto 2024, alle ore 19 durante la celebrazione nella chiesa parrocchiale di S. Maria delle Grazie di S. Alessio Siculo, officiata dal parroco mons. Letterio Maiorana, saranno ricordati il sacrificio e l’opera pastorale di don Antonio Musumeci.
L’ANPI sarà presente con una delegazione del comitato provinciale e della sezione locale della zona jonica.
Le sezioni ANPI messinesi e la CGIL, anche quest’anno, ricordano la strage di Chiusa Gesso (Orto Liuzzo), compiuta dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, il 14 agosto 1943. Le vittime furono cinque carabinieri e un civile. Un altro carabiniere, Santo Graziano, si salvò poiché i tedeschi lo credettero morto.
Vittime: • Antonino Caccetta, 33 anni, carabiniere • Antonino Da Campo, 29 anni, carabiniere • Stefano Giacobbe, 40 anni, civile • Nicola Pino, 33 anni, carabiniere • Tindaro Ricco, 43 anni, carabiniere • Antonio Rizzo, 42 anni, carabiniere.
Per 80 anni questo eccidio è stato cancellato dalla memoria della città di Messina e del Paese; nonostante fosse stata aperta un’inchiesta della magistratura militare, gli assassini non furono mai individuati.
In tempi recenti il ritrovamento delle carte processuali, un articolo sulla rivista dell’Arma dei Carabinieri e vari articoli sulla stampa locale e nazionale hanno fatto riemergere il ricordo di questa strage caduta nel dimenticatoio e rimasta impunita.
L’ANPI e la CGIL avendo tra i loro compiti storici quello di tenere viva la memoria del grande sacrificio di vite umane che ha accompagnato il secondo conflitto mondiale, la caduta della dittatura e la creazione della nostra Democrazia, hanno assunto l’iniziativa di ricordare alla cittadinanza di Messina e al Paese questi tragici avvenimenti con una lapide in cui sono riportati i nomi delle vittime all’interno di un’opera artistica. Detta lapide è stata scoperta in occasione di una rievocazione che si è tenuta un anno fa, a ottanta anni dalla strage.
Mercoledì 14 agosto 2024, alle ore 19, sul sagrato della chiesa della Madonna di Montalto a Orto Liuzzo, si terrà una breve cerimonia commemorativa, per ricordare, assieme ai parenti delle vittime, gli innocenti caduti nell’eccidio. Dopo gli interventi di Giuseppe Martino, presidente provinciale dell’Anpi, di Patrizia Caminiti, presidente della sezione Anpi di Messina, e di Pietro Patti, segretario provinciale della Cgil, si terrà un momento di preghiera a cura della Comunità di S. Egidio.
Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia Comitato provinciale di Messina comunicato stampa – 11 agosto 2024
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Quando contenuto e contenitore rappresentano un connubio perfetto. Accade a Grazzano Visconti dove il borgo medievale e il magnifico parco accolgono, meglio fanno un tutt’uno, Verde Grazzano, settima edizione della raffinata mostra mercato, occasione speciale per chi ama e cerca fiori ma anche emozioni. Verde Grazzano 2024 è in programma dal 27 al 29 settembre.
VERDE GRAZZANO 2024 Parco del Castello di Grazzano Visconti (Pc) 27 – 29 settembre 2024
La nuova, attesa, edizione di Verde Grazzano si avvale della collaborazione del FAI, delegazione di Piacenza, del mensile Gardenia (Cairo Editore) e del supporto di Grandi Giardini Italiani. Tra le affascinanti proposte di Verde Grazzano 2024, l’opportunità di scoprire il Parco con la magistrale guida di Carlo Contesso, celebre garden design, che unendo la conoscenza di studioso dell’evoluzione dei giardini e di uomo che i nuovi giardini li crea, riesce a proporre una lettura inedita di ogni percorso verde.
Va ricordato che il parco del castello di Grazzano Visconti viene ideato e realizzato tra la fine dell’800 e i primi del ‘900 dal Duca Giuseppe Visconti di Modrone (1879-1941) che lo disegna e lo cura in prima persona per farne un luogo di svago dove non è possibile annoiarsi.
Il giardino riflette la personalità poliedrica del Duca: è un luogo eclettico, dove ispirazioni diverse convivono armoniosamente. Le linee razionali del giardino all’italiana e dei viali coesistono con l’atmosfera romantica delle zone a bosco, dei vialetti sinuosi, delle fontane e delle statue in marmo che si lasciano coprire dalla carezza di rampicanti come edera, muschio, splendide ortensie e rose.
Nel parco di oltre 120.000 mq vivono essenze autoctone della zona di Grazzano – come farnie, olmi, pioppi neri, noccioli, aceri campestri, ciliegi, carpini e frassini – insieme a esemplari di origine esotica come cedri, cipressi d’America e diverse distese di bambù. La scelta delle piante da parte del Duca voleva ottenere un effetto architettonico che rendesse il giardino attraente durante tutto l’anno: ecco allora tanti sempreverdi, come cipressi, pini, lecci, tassi e arbusti di mirto e bosso. Tra i fiori dominano le ortensie, dai colori accesi e dal profumo delicato.
Spiccano alcuni esemplari ultrasecolari tra cui: un platano di oltre 150 anni, simbolo di Verde Grazzano, che vanta il primato di essere la pianta più vecchia del parco, un tiglio di oltre 80 anni e uno splendido gruppo di cedri del Libano.
Ma ad essere proposta da Verde Grazzano 2024 non è “solo” l’opportunità di regalarsi una visita guidata da Carlo Contesso. Nelle giornate di sabato e domenica, infatti, gli organizzatori propongono anche delle passeggiate “Oltre la siepe“, alla ricerca di “Misteri e simbologia tra i viali del parco del castello“. Dagli inquietanti scheletri di corvi e cornacchie affissi sul portone di ingresso del castello, la passeggiata per il parco svelerà i simboli del giardino all’ italiana e di quello all’inglese. Cosa rappresentava il giardino nei secoli passati? Protagonisti del percorso saranno l’acqua e le fontane, le statue e la mitologia, il labirinto e le sue sfaccettature. Un percorso che vuole dare voce a leggende, significati nascosti e misteri dei giardini.
Per chi non ama i misteri, l’alternativa è pronta: una passeggiata dove “I fiori e gli alberi si raccontano”. II parco è il linguaggio della natura. Passeggiandovi viene da chiedersi: che storie cela una rosa? Quali segreti custodisce un pioppo? Questo percorso, che ha inizio nel roseto del parco, ti condurrà alla scoperta del significato e dei miti che la natura porta con sé da secoli. Approfondirai il legame con l’alchimia e l’astrologia, due grandi alleati e nemici di fiori e alberi, i quali sveleranno storie e segreti, mettendo in luce verità e menzogne tramandate nel corso della storia.
Main partner: Allianz S.p.A. In collaborazione con FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – Delegazione di Piacenza Con il supporto di Grandi Giardini Italiani
Ufficio Stampa: Studio ESSECI Sergio Campagnolo +39 049 663499 Ref. Roberta Barbaro – roberta@studioesseci.net
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Durante la Milano Fashion Week 2024, la Galleria Gli Eroici Furori presenta la fotografa bolognese Anna Caterina Masotti con la mostra “A Single Moment”, in programma dal 18 settembre al 2 ottobre.
In fondo c’è la luce – Anna Caterina Masotti
In occasione della Milano Fashion Week 2024 Anna Caterina Masotti presenta la mostra fotografica
A SINGLE MOMENT L’Immortalità dell’Attimo nella Natura e nell’Umanità Il filo che ricama gli Attimi della Vita A cura di Alessia Locatelli
Opening: 18 settembre 2024 ore 18.00 – 21.00 Dal 19 settembre al 2 ottobre 2024
Galleria Gli Eroici Furori Via Melzo 30, Milano
La fotografa – nipote di Ada Masotti, fondatrice di una nota casa di moda del bolognese – compie un percorso che partendo dalla sua crescita all’interno della casa di alta moda paterna, la conduce verso un progressivo dialogo che lega creatività ed arte inserendo, all’interno delle sue stampe fotografiche, l’artigianalità di ricami fatti a mano che le rendono opere uniche. Infatti, Anna eredita dalla nonna Ada la passione per il ricamo insieme alla capacità innata della cura dei dettagli e dalla mamma Olga l’amore per la fotografia, combinandoli con estro nelle sue opere. Anna Caterina Masotti afferma: “L’immagine è come una stampa, un ricamo, un fiore cresciuto nella stoffa”.
Da qui prende vita “A Single Moment”, un percorso immersivo, a cura di Alessia Locatelli in collaborazione con l’art manager Laura Frasca, che unisce estetica e poetica, legame che si ritrova nell’allestimento all’interno della Galleria dove il visitatore potrà da subito ammirare due grandi immagini stampate su chiffon ed impreziosite con fili di lurex, insieme ad una ventina di opere fotografiche in copia unica stampate su carta naturale e ricamate a mano.
Allium, ottobre 2023, Bologna 1 (particolare) – Anna Caterina Masotti
Come scrive, la curatrice della mostra Alessia Locatelli:“Lo stesso connubio tra estetica e poetica delle fotografie si rigenera nell’allestimento che ricrea ambienti intimi, uterini, dentro cui danzano la vita della quotidianità i suoi affetti, i suoi spazi ed i paesaggi a lei cari. Stampe di grande formato si alternano ad altre in dimensione minore, intime nell’approccio visivo oltre che nel soggetto rappresentato. Un percorso sia materico che visivo, che mira ad aprire un dialogo con l’esperienza del fruitore stesso, condividendo – dal buio verso la luce – il momento dello scambio e dell’intimità che racchiude tutta l’umanità di unsentimento collettivo“.
La luce gioca un ruolo centrale nelle fotografie di Anna Caterina filtrando negli interni e creando pattern e contrasti, riflettendosi nell’acqua e delineando delicati ornamenti floreali sui muri da lei immortalati. Le illusioni visive tipiche delle creazioni della fotografa bolognese vengono intensificate dai ricami, i quali aiutano l’osservatore a focalizzare l’attenzione sul punto di luce dello scatto, rendendo il risultato finale ancor più raffinato e attrattivo.
Attraverso un linguaggio trasversale – stampa su chiffon, fineart e le installazioni – Anna Caterina Masotti offre al visitatore la possibilità di prendere parte ad un viaggio affascinante, intimo ed emozionale immergendosi nella poetica della fotografia e l’estetica della moda. Questi elementi che si amalgamano tra loro sottolineano la versatilità della visione artistica della Masotti e la sua capacità di dialogare con gli spazi della galleria in modo dinamico, non perdendo il concetto del la mostra “A Single Moment”, che immortala il qui e ora rendendolo eterno.
Anna Caterina Masotti: biografia
Anna Caterina Masotti
Anna Caterina Masotti nasce negli anni ’70 a Bologna, dove attualmente vive. Dall’età di 10 anni inizia ad appassionarsi di fotografia: passione trasmessa dalla madre Olga, stilista innovativa che amava fotografare, nel tempo libero, fiori e paesaggi. Terminati gli studi a 22 anni entra subito nella house agency di famiglia dove si occupa di comunicazione. Nel 2004 ritira assieme al padre Alberto il premio La Kore, Oscar della Moda. Qualche tempo dopo, riceve un importante riconoscimento per il suo ruolo di giovane dirigente di una azienda italiana di eccellenza e viene invitata al Quirinale dal Presidente della Repubblica per parlare ad una platea di studenti. Successivamente viene nominata Direttore della Comunicazione del Gruppo, gestendo personalmente tutti i servizi fotografici e gli eventi nel mondo. Nel 2010, le viene diagnosticato un problema agli occhi per il quale ha dovuto subire diversi interventi chirurgici. Da quel giorno i suoi sensi si modificano e la sua vita ha un inaspettato cambio di percorso. È da questo momento che fotografare diventa una priorità, attraverso una nuova visione che la porta ad esplorare modalità alternative di percezione della luce.
INFORMAZIONI UTILI
TITOLO: A Single Moment DI: Anna Caterina Masotti A CURA DI: Alessia Locatelli OPENING: 18 settembre 2024 ore 18,00 DATE: Dal 19 settembre al 2 ottobre 2024 DOVE: Galleria Gli Eroici Furori – Via Melzo 30, Milano ORARI: Da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19; Sabato e mattina su appuntamento INFO: www.furori.it; silvia.agliotti@furori.it Instagram: gli eroici furori Facebook: gli eroici furori – Silvia Agliotti
IN COLLABORAZIONE CON: Laura Frasca Art Manager di Green Whale Space
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Cento anni fa nasceva il Surrealismo; da quel momento la percezione del mondo non sarà più la stessa. “L’immaginazione non è altro che la rivelazione di ciò che siamo, della nostra propria sostanza, che è sogno, purezza, energia, libertà.” scrive André Breton nel Manifeste du Surréalisme, pubblicato il 15 ottobre 1924, segnando ufficialmente l’avvio del movimento.
È così che nella Villa dei Capolavori, sede della Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo presso Parma, a pochi passi dalle sale che ospitano opere capitali di Renoir, Monet, Cézanne, Tiziano, Dürer, Van Dyck, Goya, Canova, Morandi, Burri e molti altri, dal 14 settembre al 15 dicembre 2024 viene celebrata, a un secolo dalla sua origine, una delle avanguardie più determinanti e longeve del XX secolo – il Surrealismo – presentandone anche il complesso rapporto con gli artisti e la scena culturale italiana dalla fine degli anni Venti alla fine degli anni Sessanta.
IL SURREALISMO E L’ITALIA Fondazione Magnani-Rocca Mamiano di Traversetolo – Parma 14 settembre – 15 dicembre 2024
La grande mostra “Il Surrealismo e l’Italia”, curata da Alice Ensabella, Alessandro Nigro, Stefano Roffi, attraverso oltre 150 opere di Salvador Dalí, René Magritte, Max Ernst, Joan Miró, Marcel Duchamp, Man Ray, Yves Tanguy, Giorgio de Chirico e il fratello Alberto Savinio, Enrico Baj, Fabrizio Clerici, Leonor Fini e altri protagonisti di questa corrente immaginifica, testimonia la vastità di mezzi e linguaggi del Surrealismo e ne esplora l’impatto e l’evoluzione nel nostro Paese, offrendo una prospettiva inedita e affascinante su un movimento che ha lasciato un segno indelebile nell’immaginario artistico contemporaneo.
Il percorso espositivo si sviluppa in due grandi capitoli, suddivisi in sezioni tematiche.
Il primo intende presentare il Surrealismo internazionale e il suo arrivo in Italia; mediato in un primo momento dall’opera di de Chirico e Savinio di ritorno da Parigi negli anni Trenta, poi rappresentato attraverso le opere dei maestri del movimento storico, che evidenziano una profonda eterogeneità estetica e formale (arte astratta e figurativa), così come una moltitudine di media utilizzati (pittura, collage, assemblage, fotografia, ready-made, objets trouvés). Qui vengono presentati importanti lavori di Magritte, Dalí, Man Ray, Ernst, Masson, Miró, Tanguy, Duchamp, Matta, Lam, oltre a de Chirico.
Il secondo capitolo individua i protagonisti della scena surrealista italiana, già a partire dagli anni Trenta, al fine di esaminarne le tangenze col gruppo francese, ma anche – e soprattutto – di metterne in luce l’indipendenza e l’originalità. È possibile constatare in Italia il delinearsi di due tendenze principali: da una parte, la nascita di un gruppo che si ispira a pratiche artistiche nuove e che intrattiene rapporti col gruppo francese, come è possibile vedere nelle opere di Sergio Dangelo o di Enrico Baj. Dall’altra, un filone figurativo fantastico, caratterizzato dalla produzione di opere visionarie, a cui appartengono, tra gli altri, Leonor Fini, Fabrizio Clerici, Stanislao Lepri, per cui l’opera di de Chirico e Savinio fu capitale. Questi ultimi attirano la critica internazionale, come dimostra la loro presenza nel numero monografico della rivista americana View, pubblicato nel 1946, intitolato Italian Surrealists.
Un’attenzione particolare viene infine conferita al contesto della diffusione del Surrealismo in Italia, mettendo in luce gli attori e i luoghi che ne sono stati gli artefici, in particolare galleristi (Schwarz, Tazzoli, Cardazzo, Del Corso, Jolas, Sargentini, Brin, etc.) e collezionisti (Guggenheim, Passaré, etc.).
La Fondazione Magnani-Rocca invita così il pubblico a questo affascinante viaggio, scoprendo come il movimento surrealista abbia liberato l’inconscio e trasformato la percezione della realtà, offrendo nuove chiavi di lettura per comprendere l’arte e la vita. Una celebrazione che non è solo un tributo ma una riflessione viva e attuale su come l’automatismo psichico continui a influenzare il nostro presente e, citando ancora una volta Breton, scoprire che “Il meraviglioso è sempre bello, anzi, solo il meraviglioso è bello.”
Mostra e catalogo a cura di Alice Ensabella dell’Université Grenoble Alpes, Alessandro Nigro dell’Università di Firenze, Stefano Roffi direttore scientifico della Fondazione Magnani-Rocca.
Catalogo (Dario Cimorelli Editore) con saggi dei curatori e di Silvana Annicchiarico, Mauro Carrera, Walter Guadagnini, Davide Lacagnina, Eugenia Maria Rossi, Angela Sanna, Ilaria Schiaffini, Alessandra Vaccari.
La Fondazione Magnani-Rocca è una delle più importanti istituzioni artistiche d’Europa. La Villa dei Capolavori, sede della Fondazione a Mamiano di Traversetolo, presso Parma, ospita la collezione d’arte di Luigi Magnani, con opere di Monet, Renoir, Cézanne, Goya, Tiziano, Dürer, de Chirico, Rubens, Van Dyck, Filippo Lippi, Carpaccio, Burri, Tiepolo, Canova e la più significativa raccolta di lavori di Giorgio Morandi.
Immersa nella campagna parmense, la Villa conserva ancora oggi un fascino sontuoso e senza tempo con i suoi arredi di epoca neoclassica e impero, circondata da un grande Parco Romantico con piante esotiche, alberi monumentali e gli splendidi pavoni bianchi e colorati.
IL SURREALISMO E L’ITALIA Fondazione Magnani-Rocca, via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
Dal 14 settembre al 15 dicembre 2024. Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Aperto anche 1° novembre e 8 dicembre. Lunedì chiuso.
Ingresso: € 15 valido anche per le Raccolte permanenti, la mostra focus su Renoir e il Parco romantico – € 13 per gruppi di almeno quindici persone – € 5 per le scuole e sotto i quattordici anni. Il biglietto comprende anche la visita libera agli Armadi segreti della Villa. Per meno di quindici persone non occorre prenotare, i biglietti si acquistano all’arrivo alla Fondazione.
Il sabato ore 16 e la domenica e festivi ore 11.30, 15.30, 16.30, visita alla mostra ‘Il Surrealismo e l’Italia’ e al focus su Renoir con guida specializzata; è possibile prenotare a segreteria@magnanirocca.it , oppure presentarsi all’ingresso del museo fino a esaurimento posti; costo € 20 (ingresso e guida).
Ufficio Stampa: Studio ESSECI Sergio Campagnolo Rif. Simone Raddi simone@studioesseci.net tel. 049 663499. Cartella stampa e immagini: www.studioesseci.net
La mostra è realizzata grazie al contributo di: FONDAZIONE CARIPARMA, CRÉDIT AGRICOLE ITALIA Media partner:Gazzetta di Parma, Kreativehouse. Con la collaborazione di: Angeli Cornici, Bstrò, Cavazzoni Associati, Società per la Mobilità e il Trasporto Pubblico.
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