Al via la stagione estiva dell’ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA

Mercoledì 31 luglio con inizio alle 21:00 a Montalbano Jonico la prima delle dieci “Serenate d’amore”. La formazione d’archi sarà diretta dal Maestro Pietro Mianiti. In programma musiche di Benjamin Britten, Edvard Grieg e di Ottorino Respighi. Voce recitante Romina Presicci.

Il concerto del 5 agosto a Le Monacelle a Matera è dedicato alla memoria di Pino Sigillino.

La stagione estiva dell’Orchestra Sinfonica di Matera (Osm) proseguirà fino al 21 agosto, con due produzioni e 15 concerti a: Bernalda, Colobraro, Grassano, Marconia, Matera, Miglionico, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Pomarico, Rotondella, Salandra e Tricarico.

La stagione concertistica estiva 2024 dell’Orchestra Sinfonica di Matera (Osm) si apre con omaggio al territorio lucano. Dei quindici appuntamenti che la compongono, in calendario dal 31 luglio al 21 agosto in tredici Comuni della provincia di Matera, ben dieci sono delle Serenate d’amore. Ulteriori cinque concerti sono dedicati ai cantautori della scuola genovese o scuola storica della canzone d’autore italiana.

Il primo appuntamento con i concerti dell’Orchestra Sinfonica di Matera si terrà mercoledì 31 luglio nei Giardini di Palazzo Rondinelli a Montalbano Jonico. Con inizio alle ore 21:00.

L’Orchestra con una formazione di soli archi: violini, viole. violoncelli e contrabbassi eseguirà il concerto Serenate d’amore per orchestra d’archi.

I 20 musicisti, diretti dal Maestro Pietro Mianiti, si esibiranno in un programma di respiro colto, europeo e capace di trasmettere al pubblico il sentimento d’amore promesso dal titolo e magistralmente trasposto in sinfonie e suite da autori del calibro di Benjamin Britten, Edvard Grieg e Ottorino Respighi. I brani musicali saranno intervallati dalla lettura di alcune poesie, scelte e interpretate dalla giovane attrice e drammaturga materana Romina Presicci, che hanno come tema centrale l’amore.

“L’Orchestra Sinfonica di Matera torna a incontrare il territorio e il pubblico e dedica loro una serenata d’amore – afferma il direttore artistico della formazione orchestrale Saverio Vizziello – la stagione estiva 2024 ci porterà, dopo il concerto del 31 luglio a Montalbano, il 1° agosto al castello del Malconsiglio a Miglionico; il 2 agosto in piazza della Repubblica a Rotondella; il 3 agosto in largo Convento a Colobraro; nella corte di Palazzo Marchesale a Pomarico domenica 4 agosto; l’Abbazia di San Michele Arcangelo a Montescaglioso ospiterà il concerto del 6 agosto; mercoledì 7 agosto saremo in piazza San Rocco a Salandra, sabato 17 agosto in piazza Montegrappa al borgo La Martella per concludere domenica 18 agosto nel piazzale del Castello Normanno a Tricarico. Tutti i concerti inizieranno sempre alle ore 21:00. Abbiamo voluto dedicare il concerto Serenate d’amore per orchestra d’archi in programma a Le Monacelle lunedì 5 agosto alla memoria di Pino Sigillino, figura di rilievo nella comunità materana e che ha contribuito ad avvicinare alla cultura sportiva tanti giovani. Solo per questa data è previsto un ingresso di € 5,00, i biglietti si possono acquistare in prevendita alla Cartoleria Montemurro in via delle Beccherie a Matera. D’eccellenza – prosegue Vizziello – il programma musicale, dalla Simple Symphony, op. 4 del compositore inglese Benjamin Britten, alla Suite Holberg op. 40 di Edvard Grieg, più grande compositore norvegese, alle Antiche danze ed arie per liuto, terza suite Trascrizione libera per orchestra d’archi di Ottorino Respighi, una partitura emblematica di una delle principali tendenze della musica italiana del Novecento, quella alla riscoperta della secolare tradizione strumentale italiana. Ancora una volta la nostra Orchestra sarà diretta da un Maestro dall’indiscussa professionalità: Pietro Mianiti, direttore dell’Orchestra dell’Accademia della Scala di Milano”.

“La scelta di intitolare Serenate d’amore la prima delle due produzioni della stagione estiva 2024 dell’Orchestra Sinfonica di Matera – spiegala presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera, Gianna Racamato – nasce essenzialmente dal forte desiderio di dedicare, rinnovando con la musica di qualità la “promessa d’amore” che da sempre la OSM ha dichiarato all’intero territorio della splendida provincia materana. Con questa produzione accompagneremo il pubblico in un viaggio attraverso le diverse sfumature dell’amore, da quello dolceamaro per il territorio a quello romantico per l’amante, per poi passare alle note nostalgiche di un amore perduto e finire con un trionfo dell’amore per se stessi. Ad agosto, inoltre, la nostra Orchestra si esibiràin una seconda produzione intitolata De André e i cantautori genovesi: una notte di musica d’autore. L’organico strumentale, diretto dal Maestro Vito Andrea Morra, accompagnerà la voce di Mario Rosini sulle note di alcune delle più celebri canzoni di Fabrizio De André, Luigi Tenco, Bruno Lauzi e Gino Paoli. Gli appuntamenti per questo concerto sono: mercoledì 14 agosto in piazza Purgatorio a Grassano, venerdì 16 in piazza della Liberazione a Pomarico, lunedì 19 in piazza San Bernardino a Bernalda, mercoledì 20 in piazza Elettra a Marconia e, ultima data, giovedì 21 agosto al Castello del Malconsiglio a Miglionico. Anche per questi concerti l’orario d’inizio è alle ore 21:00″.

Calendario SERENATE D’AMORE per orchestra d’archi:

·      Mercoledì 31 luglio ore 21:00 – Giardini di Palazzo Rondinelli – Montalbano Jonico
SERENATE D’AMORE per orchestra d’archi
Musiche: Simple Symphony, op. 4 di Benjamin Britten; Suite Holberg op. 40 di Edvard Grieg; Antiche danze ed arie per liuto, terza suite Trascrizione libera per orchestra d’archi di Ottorino Respighi.
Voce recitante: Romina Presicci
ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA
Direttore: Pietro Mianiti
 
·      Giovedì 1 agosto ore 21:00  – Castello del Malconsiglio – Miglionico
SERENATE D’AMORE per orchestra d’archi
Musiche: Simple Symphony, op. 4 di Benjamin Britten; Suite Holberg op. 40 di Edvard Grieg; Antiche danze ed arie per liuto, terza suite Trascrizione libera per orchestra d’archi di Ottorino Respighi.
Voce recitante: Romina Presicci
ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA
Direttore: Pietro Mianiti
 
·      Venerdì 2 agosto ore 21:00 – piazza della Repubblica– Rotondella
SERENATE D’AMORE per orchestra d’archi
Musiche: Simple Symphony, op. 4 di Benjamin Britten; Suite Holberg op. 40 di Edvard Grieg; Antiche danze ed arie per liuto, terza suite Trascrizione libera per orchestra d’archi di Ottorino Respighi.
Voce recitante: Romina Presicci
ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA
Direttore: Pietro Mianiti
 
·      Sabato 3 agosto ore 21:00 – largo Convento – Colobraro
SERENATE D’AMORE per orchestra d’archi
Musiche: Simple Symphony, op. 4 di Benjamin Britten; Suite Holberg op. 40 di Edvard Grieg; Antiche danze ed arie per liuto, terza suite Trascrizione libera per orchestra d’archi di Ottorino Respighi.
Voce recitante: Romina Presicci
ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA
Direttore: Pietro Mianiti

·      Domenica 4 agosto ore 21:00 – Corte Palazzo Marchesale – Pomarico
SERENATE D’AMORE per orchestra d’archi
Musiche: Simple Symphony, op. 4 di Benjamin Britten; Suite Holberg op. 40 di Edvard Grieg; Antiche danze ed arie per liuto, terza suite Trascrizione libera per orchestra d’archi di Ottorino Respighi.
Voce recitante: Romina Presicci
ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA
Direttore: Pietro Mianiti

·      Lunedì 5 agosto ore 21:00 – Le Monacelle – Matera (*)
Concerto dedicato alla memoria di Pino Sigillino
SERENATE D’AMORE per orchestra d’archi
Musiche: Simple Symphony, op. 4 di Benjamin Britten; Suite Holberg op. 40 di Edvard Grieg; Antiche danze ed arie per liuto, terza suite Trascrizione libera per orchestra d’archi di Ottorino Respighi.
Voce recitante: Romina Presicci
ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA
Direttore: Pietro Mianiti
(*) Ingresso € 5,00 – prevendita: cartolibreria Montemurro via delle Beccherie – Matera

·      Martedì 6 agosto ore 21:00 – Abbazia San Michele Arcangelo – Montescaglioso
SERENATE D’AMORE per orchestra d’archi
Musiche: Simple Symphony, op. 4 di Benjamin Britten; Suite Holberg op. 40 di Edvard Grieg; Antiche danze ed arie per liuto, terza suite Trascrizione libera per orchestra d’archi di Ottorino Respighi.
Voce recitante: Romina Presicci
ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA
Direttore: Pietro Mianiti

·      Mercoledì 7 agosto ore 21:00 – piazza San Rocco – Salandra
SERENATE D’AMORE per orchestra d’archi
Musiche: Simple Symphony, op. 4 di Benjamin Britten; Suite Holberg op. 40 di Edvard Grieg; Antiche danze ed arie per liuto, terza suite Trascrizione libera per orchestra d’archi di Ottorino Respighi.
Voce recitante: Romina Presicci
ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA
Direttore: Pietro Mianiti
 
·      Sabato 17 agosto ore 21:00 – piazza Montegrappa Borgo La Martella – Matera
SERENATE D’AMORE per orchestra d’archi
Musiche: Simple Symphony, op. 4 di Benjamin Britten; Suite Holberg op. 40 di Edvard Grieg; Antiche danze ed arie per liuto, terza suite Trascrizione libera per orchestra d’archi di Ottorino Respighi.
Voce recitante: Romina Presicci
ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA
Direttore: Pietro Mianiti

·      Domenica 18 agosto ore 21:00 – piazzale Castello Normanno – Tricarico
SERENATE D’AMORE per orchestra d’archi
Musiche: Simple Symphony, op. 4 di Benjamin Britten; Suite Holberg op. 40 di Edvard Grieg; Antiche danze ed arie per liuto, terza suite Trascrizione libera per orchestra d’archi di Ottorino Respighi.
Voce recitante: Romina Presicci
ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA
Direttore: Pietro Mianiti

Informazioni:

La Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera è partecipata da Comune di MateraProvincia di Matera e Conservatorio Egidio Romualdo Duni di Matera che ne sostengono le attività.

A queste istituzioni si aggiungono: il Ministero della Cultura che ha ammesso l’Orchestra al percorso per il riconoscimento quale ICO Istituzione Concertistica Orchestrale e la sostiene attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus), e la Regione Basilicata, che la sostiene con fondi regionali.

La stagione concertistica estiva 2024 si svolge in collaborazione con i Comuni di: Bernalda, Colobraro, Grassano, Marconia, Matera, Miglionico, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Pomarico, Rotondella, Salandra e Tricarico.


Sissi Ruggi
addetto stampa
della Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera – FOSM
tel +39.333.474.2509
e-mail: ufficiostampa@orchestrasinfonicamatera.it
            ufficiostampa@sissiruggi.com

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Il Museo Civico Medievale di Bologna partecipa alla mostra in Cina “Viaggio di conoscenze”

Opere importanti del Museo Civico Medievale di Bologna dell’Area Arte Antica del Settore Musei Civici Bologna sono esposte a Pechino nella mostra Viaggio di conoscenze: “Il Milione” di Marco Polo e la sua eredità fra oriente e occidente per celebrare Marco Polo a 700 anni dalla morte.

Il Museo Civico Medievale di Bologna partecipa alla mostra in Cina “Viaggio di conoscenze: “Il Milione” di Marco Polo e la sua eredità fra oriente e occidente” per celebrare Marco Polo a 700 anni dalla morte

Grazie a un importante progetto di cooperazione e diplomazia culturale tra Italia e Cina, il Museo Civico Medievale dell‘Area Arte Antica del Settore Musei Civici Bologna partecipa alla mostra Viaggio di conoscenze: “Il Milione” di Marco Polo e la sua eredità fra oriente e occidente, il principale evento in Cina delle celebrazioni per i 700 anni dalla scomparsa di Marco Polo, organizzato e promosso dall’Ambasciata d’Italia a Pechino, dall’Istituto Italiano di Cultura di Pechino e dalla rete diplomatica in Cina e coordinato dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, con il diretto sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero della Cultura italiani e del Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica Popolare Cinese.
La mostra celebra inoltre il 20esimo anniversario del Partenariato Strategico Cina-Italia.

Sono sette le opere provenienti dal Museo Civico Medievale di Bologna. Si tratta dei due busti in pietra che raffigurano San Domenico e San Francesco, scolpiti nel 1390 da artisti della bottega di Jacobello (Venezia, ca. 1350 – 1409) e Pier Paolo Delle Masegne (Venezia, 1386 – 1403), che un tempo occupavano gli oculi della facciata del Palazzo della Mercanzia, parte del gruppo scultoreo di sette elementi che rappresentano la Giustizia e i Santi Patroni di Bologna; uno stelo di fontana in marmo realizzata nel XII secolo per la Basilica patriarcale di San Domenico di Bologna, in cui sono custodite le spoglie mortali dell’omonimo santo; due preziosi codici miniati e due piatti di manifattura cinese risalenti al periodo Yuan (XVIII – XIV sec.), provenienti dalla pregiata collezione ceramica raccolta dal marchese Ferdinando Cospi nel XVII secolo.

Curato e coordinato da Giorgia Cestaro, Giovanna Fazzuoli e Guicciardo Sassoli de’ Bianchi Strozzi, con la curatela scientifica di Eugenio Burgio, Antonio Montefusco e Andrea Nanetti, il progetto espositivo si inaugura ufficialmente oggi, 29 luglio 2024, (con apertura al pubblico dal 26 luglio) al China World Art Museum di Pechino, dove resterà visibile fino al 24 novembre 2024, per poi essere allestito in altre sedi museali in Cina.  
Conosciuto anche come Millennium Museum, il China World Art Museum rappresenta la prima istituzione culturale cinese senza scopo di lucro con vocazione artistica internazionale, fondata con lo scopo di raccogliere collezioni d’arte internazionali di rilievo e con l’intenzione di fungere da piattaforma espositiva di cooperazione internazionale. Il museo, nel salone d’onore, presenta un bassorilievo circolare che narra la millenaria storia cinese; tra i personaggi rappresentati spiccano come unici caratteri occidentali citati nella storia cinese, due italiani: Marco Polo e Matteo Ricci.

Il viaggiatore e mercante veneziano Marco Polo (Venezia, 1254 – 1324) e la sua straordinaria opera Il Milione sono un esempio universalmente riconosciuto di una fase significativa di contatti globali tra Oriente e Occidente, che si sono sviluppati in ambiti cruciali come il commercio e la cultura. Questa diffusione di merci, idee, informazioni e conoscenze ha portato in Europa a una più profonda comprensione e consapevolezza di regni lontani, in particolare della Cina.
La mostra – articolata in sei sezioni principali, in cui sono presentati 135 pezzitra opere d’arte, cimeli storici e documenti, provenienti da importanti istituzioni italiane e cinesi – intende accompagnare il visitatore in un cammino ideale lungo il tragitto percorso da Marco Polo nel suo viaggio, fondendo in un unico itinerario la dimensione dell’immaginario, che si ispira alle pagine del libro, alla realtà storica e geografica delle rotte commerciali battute dal mercante veneziano.

A conclusione della mostra fisica, un capitolo finale permette ai visitatori di vivere un’esperienza immersiva in realtà aumentata, con una narrazione virtuale e multidisciplinare. Questa esperienza, facilitata da dispositivi indossabili. Questa esperienza, facilitata da dispositivi indossabili, permette al pubblico di intraprendere in prima persona il viaggio de Il Milione lungo la Via della Seta a fianco di Marco Polo, da Venezia fino all’Impero cinese di Kublai Khan. “Marco Polo VR” è un progetto cinematografico in Virtual Reality 3D realizzato da Way Experience.

Eva Degl’Innocenti
, direttrice Settore Musei Civici Bologna, commenta: La mostra è il frutto di un importante progetto di cooperazione e diplomazia culturale tra Italia e Cina. Siamo molto felici che i nostri Musei Civici, ed in particolare il nostro Museo Civico Medievale, siano tra i protagonisti di questo processo di creazione di nuovi ponti tra culture, popoli e paesi, nell’eredità di Marco Polo e Matteo Ricci“.

Aggiunge Silvia Battistini, direttrice Musei Civici d’Arte Antica: “La selezione di sculture e manoscritti miniati raccontano l’importanza di due grandi ordini religiosi nati e affermatisi nel XIII secolo: i Francescani e i Domenicani. Entrambi gli ordini rivestirono una grande importanza nella storia di Bologna, in quanto i primi vi costruirono la seconda chiesa monumentale dedicata al santo, dopo quella di Assisi, e i secondi edificarono un tempio meta di pellegrinaggi, in quanto vi è sepolto san Domenico. i frati mendicanti e i frati predicatori furono strettamente legati anche allo Studio cittadino, formandosi per poter affrontare al meglio una vita di predicazione e evangelizzazione. Proprio per la diffusione del cattolicesimo nel Medio e Estremo oriente furono inviati dai pontefici ad operare lungo la rotta esplorata da Marco Polo. Pertanto non solo i mercanti, ma anche i religiosi divennero veicolo di conoscenze e di cultura, contribuendo anche alla diffusione di oggetti d’uso e di beni preziosi tra i due continenti. Gli oggetti provenienti dalla Cina divennero presto in Europa oggetti molto ambìti dai collezionisti, come i piatti in ceramica rivestiti di vernice traslucida verde chiara”.

Le opere prestate dai Musei Civici d’Arte Antica di Bologna nel dettaglio:

Miniatore bolognese, (Bologna, seconda metà del XIII secolo)
Antifonario del tempo
Manoscritto in pergamena con miniature
Provenienza: Bologna, Convento di Sant’Agnese
Bologna, Museo Civico Medievale, inv. Ms. 513

Neri da Rimini (ca. 1270 – 1330), miniatore; Fra Bonfantino da Bologna (sec. XIII-XIV), copista
Antifonario del tempo, 1314
Manoscritto in pergamena con miniature
Provenienza: Rimini, Chiesa di San Francesco
Bologna, Museo Civico Medievale, inv. Ms. 540

Anonimo scultore toscano
Stelo di fontana con quattro teste di putto, sec. XIII (terzo quarto)
Marmo di Carrara, cm 55,5 (a) x 15 (d)
Provenienza: Bologna, Basilica Patriarcale di San Domenico
Bologna, Museo Civico Medievale, inv. 1641

Ambito veneziano di Jacobello e Pierpaolo Dalle Masegne (documentati tra 1383 e 1409)
San Domenico, 1391
Pietra calcarea, cm 91 x 56 x 31
Provenienza: Bologna, Loggia del Palazzo della Mercanzia, Gruppo della Giustizia con sei Santi protettori di Bologna
Proprietà Camera di Commercio di Bologna, in deposito presso Museo Civico Medievale di Bologna

Ambito veneziano di Jacobello e Pierpaolo Dalle Masegne (documentati tra 1383 e 1409)
San Francesco, 1391
Pietra calcarea, cm 91 x 53 x 28
Provenienza: Bologna, Loggia del Palazzo della Mercanzia, Gruppo della Giustizia con sei Santi protettori di Bologna
Proprietà Camera di Commercio di Bologna, in deposito presso Museo Civico Medievale di Bologna

Manifattura cinese
Bacile, sec. XIV
Gres rivestito di celadon verde oliva, cm 8,5 (a) x 35,6 (d)
Bologna, Museo Civico Medievale, inv. 1238

Manifattura cinese
Piatto, sec. XIV
Gres rivestito di celadon verde oliva, cm 25,4 (d base) x 45,3 (d apertura)
Bologna, Museo Civico Medievale, inv. 1239

Informazioni
Museo Civico Medievale
Via Alessandro Manzoni 4 | 40121 Bologna
Tel. +39 051 2193916 / 2193930
museiarteantica@comune.bologna.it
www.museibologna.it/medievale
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X: @MuseiCiviciBolo

Settore Musei Civici Bologna
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Ufficio Stampa / Press Office Settore Musei Civici Bologna
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Elisabetta Severino – Silvia Tonelli
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Conferenza a Tuscania: Storie e leggende dei Santi Martiri

Lo storico Giuseppe Giontella conduce il pubblico in un affascinante viaggio alla riscoperta dei Santi Martiri protettori della Città di Tuscania che hanno ispirato le opere di David Booker esposte a Palazzo Fani nella mostra MARTYRES.

Sabato 3 agosto alle ore 18.30, nella stupenda cornice di Palazzo Fani a Tuscania, un evento imperdibile per gli appassionati di storia e arte; nell’ambito delle iniziative collaterali alla mostra “MARTYRES, opere di David Booker”, il professor Giuseppe Giontella, eminente paleografo e profondo conoscitore della Tuscia, terrà una conferenza dal titolo “I Santi Martiri Secondiano, Veriano e Marcelliano tra storia e leggenda”.

La conferenza, che si svolgerà nella suggestiva Sala dei Martiri e delle Sculture, offrirà al pubblico l’opportunità di approfondire la figura dei tre santi protettori di Tuscania, intrecciando rigorosi studi storici con le più affascinanti leggende tramandate nel tempo. Il professor Giontella, grazie alla sua vasta erudizione, guiderà il pubblico alla riscoperta delle vicende che hanno segnato la storia spirituale e culturale del territorio.

L’incontro si inserisce nel ricco programma di iniziative collaterali al progetto “MARTYRES”. L’evento, organizzato dall’A.C.T.A.S. Associazione Culturale Turismo Arte e Spettacolo di Tuscania, rappresenta un’occasione unica per comprendere meglio il contesto storico e culturale in cui sono nate le opere di David Booker nell’intento di indurre a riflettere sul significato profondo della figura del martire e sulla sua attualità.

La partecipazione alla conferenza, è gratuita. Al termine della conferenza, sarà offerta una visita guidata della mostra MARTYRES, per meglio comprendere l’interpretazione contemporanea del tema dei Santi Martiri proposta dall’artista David Booker in questa originale mostra.

Non perdere l’opportunità di partecipare a questo interessante appuntamento e di arricchire la tua conoscenza della storia e dell’arte della Tuscia.

La conferenza è alle 18.30 di sabato 3 agosto 2024, nella Sala dei Martiri e delle Sculture, Palazzo Fani, Via della Libertà 24 Tuscania (VT), con ingresso gratuito.Il relatore è il professor Giuseppe Giontella, storico, paleografo, scrittore, narratore, latinista, insegnante e divulgatore, tra i più grandi conoscitori della storia di Tuscania e della Tuscia.


Ufficio stampa:
prof.ssa Valeria Giovagnoli  valeria.giovagnoli@gmail.com

Per maggiori informazioni, e aggiornamenti visitare il sito web www.davidbookersculptor.eu  o
https://www.actas-tuscania.it/
oppure contattare la segreteria organizzativa all’indirizzo email actastuscania@libero.it

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* Uzbekistan a Ca’ Foscari, la mostra rivelazione della stagione veneziana

A scorrere i pareri che i visitatori – e fra essi una sequenza davvero impressionate di “eminenze” del sistema mondiale dell’arte – hanno voluto lasciare a Ca’ Foscari Esposizioni sui registri di visita a “Uzbekistan. L’Avanguardia nel deserto. La forma e il simbolo”, c’è da rimanere colpiti.
Colpiti dall’entusiasmo, misto a stupore, che viene espresso intorno a questa magica mostra. Da più d’uno, e le firme in calce ai giudizi  sono di quelle che “pesano”, si giunge a indicare questa come la vera scoperta culturale della stagione d’arte veneziana 2024.

Giudizi che lusingano, certo, Giuseppe Barbieri e Silvia Burini, direttori del Centro Studi sull’Arte Russa dell’Università Ca’ Foscari e curatori della mostra. Ma che, soprattutto, confermano l’urgenza di focalizzare ulteriormente l’attenzione del mondo occidentale dell’arte verso l’area ex sovietica, i cui fermenti e le cui peculiari vicende artistiche, continuano, tranne poche eccezioni, a essere marginalizzati se non del tutto ignoti, o ignorati.

UZBEKISTAN: l’Avanguardia nel deserto
La Forma e il Simbolo
Venezia, Ca’ Foscari Esposizioni
17 aprile – 8 settembre 2024

Progetto espositivo a cura di Silvia Burini e Giuseppe Barbieri

A Venezia il pubblico ha l’opportunità di conoscere, e ammirare, opere mai prima esposte in Occidente in modo organico e ampio. Capolavori di artisti ben noti come Kandinskij accanto a opere non meno potenti di interpreti almeno in Occidente sconosciuti, in un armonico, naturale intreccio tra arte e arti applicate.

«Per poter offrire ai visitatori due percorsi paralleli così organicamente strutturati, siamo ricorsi – affermano i Curatori  – sia alle raccolte del Museo Nazionale di Tashkent (dove già all’inizio degli anni ’20 erano presenti importanti capolavori dell’Avanguardia russa), ad attestare l’anticipata ricezione in loco di una matrice modernista, sia a quelle del Museo di Nukus, che fa emergere, con totale evidenza, la trasformazione di quella matrice in un linguaggio di enorme originalità, multietnico e interdisciplinare».

«Per non banalizzare un percorso storico-artistico così ricco, si sono resi necessari criteri espositivi esigenti, innovativi e, in una certa misura, anche coraggiosi. Con l’obiettivo di contaminare nel percorso le personalità degli artisti, i loro percorsi, le relazioni inestricabili con il patrimonio delle arti applicate».

«Giungendo anche ad affacciare alcune ipotesi praticabili per l’aggiornamento di almeno alcune situazioni museali in Uzbekistan, un Paese che sta significativamente investendo sulle infrastrutture espositive ma che dovrebbe, e certamente potrà, prevedere anche un progressivo adeguamento nelle strategie di display. Un’attività di ricerca, da qualche tempo in atto in Uzbekistan, che sta restituendo al mondo una pagina palpitante della storia dell’arte del Novecento, quella di cui la mostra di Ca’ Foscari offre oggi una affascinante anticipazione».


Ufficio Stampa
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
tel. 049.66.34.99
Referente Simone Raddi: simone@studioesseci.net                    

Università Ca’ Foscari Venezia
Ufficio Comunicazione e Promozione di Ateneo
Settore Relazioni con i media
Federica Ferrarin Tel 366 6297904 – 335 5472229
Enrico Costa: Tel. 337 1050858
Paola Vescovi (Direttrice): Tel. 366 6279602 – 339 1744126
Email: comunica@unive.it
Le news di Ca’ Foscari: news.unive.it

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MIF di Muravera – DOMUS ARDET. Mostra personale di Ak2deru

Il Museo dell’Imprenditoria Femminile di Muravera è lieto di annunciare la mostra personale “Domus Ardet” di Ak2deru. L’esposizione sarà visitabile dal 1 agosto al 15 ottobre 2024 e promette di offrire un’esperienza immersiva unica, che esplora le profondità dell’essenza umana. La mostra trasporta i visitatori in un mondo simbolico, immersivo, dove il senso della ritualità è esplorato attraverso gli elementi del fuoco, del segno-materia e della voce.

MIF – Museo dell’Imprenditoria Femminile di Muravera

DOMUS ARDET
Mostra personale di Ak2deru

A cura di Telemaco Rendine e Valentina Ferrari
col contributo critico di Ruggero Barberi, Matteo Di Cintio e Miriam Pinocchio
in collaborazione con Nuar Gallery
 
Dal 1 agosto al 15 ottobre 2024

Come ha dichiarato il critico Matteo Di Cintio, “Ak2deru mette in scena un gioco di forze e rimandi simbolici che disvelano l’ancestralità di un rito”. Nell’opera dell’artista sardo, il senso della ritualità è ripiegato nell’incontro fra l’essere umano e il proprio resto antico.

Il fuoco – elemento centrale della mostra e simbolo di trasformazione della materia nei suoi cicli di creazione e distruzione continua, da sempre al centro della ricerca dell’artista – viene esplorato nella sua compagine di cenere, carbone e combustione. 

La combustione caratterizza il corpo delle opere esposte, realizzate su vari materiali: carte, tele, sughero, legno, cuoio e pelli riciclate, in varianti di lavori contrapposti che vanno dal macro al micro.

Il segno è presente in ogni lavoro esposto, in un’opera pittorica definita dallo stesso artista “monosemica” – dal greco mónos “uno solo” sèma “segno”-  fondando le sue radici nella ripetizione di un segno unico, un segmento di una porzione d’infinito, un archetipo che riverbera e satura l’intera superficie.

Pezzo centrale del percorso espositivo l’opera di video arte “Domus ardet” – da cui il titolo della mostra – L’opera immersiva, accompagnata dal suono di due cori microtonali, presenta immagini di esplosioni vulcaniche e colate laviche che si deformano per creare figure animalesche e antropomorfe. Questo elemento onirico, inserito in un contesto installativo che avvolge lo spettatore, induce quest’ultimo a confrontarsi con una percezione estraniante e intensa del fuoco come forza interiore.

La dimensione sonora dell’opera di Ak2deru, formatosi nella composizione musicale con Gian Paolo Chiti e Alvin Curran, è rappresentata inoltre dalle tracce audio Codex 121101 e Codex 229002. Questi suoni espansi, attraverso tecniche di emissione vocale non convenzionale,  creano un madrigale primitivo di voci, un contrappunto ancestrale che rimanda a una ritualità primigenia, ampliando lo spazio espositivo attraverso vibrazioni immanenti.

Ak2deru (nome d’arte di Francesco Careddu) Tempio Pausania,  1975. Vive e lavora a Roma. Ha studiato al Liceo Artistico di Tempio Pausania e dal 1998 al 2008 composizione musicale con Gian Paolo Chiti e Alvin Curran. Fondatore dell’associazione culturale Dal Suono Sommerso, attiva dal 2007 al 2012 nel panorama della musica contemporanea. Dal 2008 al 2015 è assistente compositore di Alvin Curran.

Tra le mostre personali più recenti: Dimora (Prima Linea Studio, Roma 2023) – Li molti e molti (HyunnArt Studio, Roma 2023) – Autumna (Villa Carpegna, Roma 2023 ) – Aestas on boat (Festival Bookolica, La Maddalena 2022) – Ashes to Funky (Spazio Arte SU Gallery, Roma 2019)

Tra le principali mostre museali: Le Décathlon d’Apollon (Château de Montsoreau – Musée d’art contemporain, Montsoreau, Val de Loire  2024) – Mis/understanding Water Ink (H. Ken-Shen Art Museum, Penghu, Taiwan 2022) – Le altre opere, artisti che collezionano artisti (Galleria d’Arte Moderna, Roma 2021) – Le altre opere, artisti che collezionano artisti (Museo Carlo Bilotti, Roma 2020) – Asyndeton, Equinozio d’Autunno Castello di Rivara (Museo d’arte contemporanea, Rivara 2016).


Informazioni:
La mostra sarà aperta dal 1 agosto 2024 al 15 ottobre 2024 presso il Museo dell’Imprenditoria Femminile di Muravera. L’inaugurazione – con ingresso gratuito – avverrà il 1 agosto dalle ore 18:00, con la presenza dell’artista. Per ulteriori informazioni e dettagli, si prega di contattare il Museo dell’Imprenditoria Femminile di Muravera.
 
MIF Museo dell’Imprenditoria femminile Donna Francesca Sanna Sulis
Via Guglielmo Marconi 99 Muravera (CA)
Inaugurazione giovedì 1° agosto dalle 18 alle 21 – ingresso gratuito
La mostra è visitabile dal 1° agosto al 15 ottobre
Dal 2 agosto ingresso € 5. Under 18 e over 70 ingresso gratuito
Giorni e orari di apertura: dal mercoledì al sabato 10 – 13 / 16 – 19 – domenica 16 – 19
Altri orari su appuntamento 

Info e contatti:
Telemaco Rendine, Direzione MIF Muravera
E-mail: relazioni@fondazioneferaxi.it

A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
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CANOTTAGGIO E PARAROWING. Per la sesta volta sul Danubio

Partiti! Il Circolo Canottieri 3 Ponti di Roma, atlete e atleti Master dell’Associazione, atlete e atleti diversamente abili italiani, austriaci e tedeschi, con i loro accompagnatori, la Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale, i tecnici italiani ed austriaci dello staff, coraggio e fiducia, sono gli elementi di una formula vincente che si replica anche in questa estate 2024.

CANOTTAGGIO E PARAROWING. Per la sesta volta sul Danubio, con il sostegno della Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale, la regata inclusiva del CC3Ponti di Roma 2024

Da venerdì 26 luglio, barche in acqua per le sei tappe in sei giorni della “DISCESA A REMI DEL DANUBIO DA SCHLÖGEN A VIENNA”, con partenza da Schlögen per toccare poi uno via l’altro i traguardi di Linz, Grein, Melk, Dürnstein, Tülln e infine Vienna. Un tratto complessivamente lungo 254 chilometri, da percorrere vogando. Un’impresa, perché di questo si tratta, già nota al mondo del Canottaggio, che in questa sesta edizione sarà connotata da una crescita dell’internazionalità della partecipazione degli atleti con disabilità – tra loro non vedenti, ipovedenti e un’atleta che ha perso l’uso delle gambe – che andranno a comporre con gli altri i 4 equipaggi in barche da 8 con.

La presidente della Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale, la Prof.ssa Alessandra Taccone, ha sposato quest’anno con entusiasmo e generosità il progetto di Riccardo Dezi e Giulia Benigni, tecnici federali di canottaggio di lunga esperienza e vertici del CC3Ponti, associazione affiliata alla Federazione Italiana Canottaggio, che a suo tempo convinsero della bontà dell’impresa il Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele. Fin dall’inizio infatti la Fondazione ha offerto il suo appoggio, consentendo la complessa e articolata organizzazione che la peculiarità degli equipaggi impone e rendendo di fatto possibile, e anno dopo anno migliorabile, la manifestazione sportiva.

Che non è solo una manifestazione sportiva, ma un esempio concreto di come l’inclusività – se praticata quotidianamente durante gli allenamenti in acqua e a terra, condivisa e resa più “visibile” da imprese come questa – sia possibile e doverosa e consenta allo sport di mettere in campo i suoi valori più alti. Il canottaggio, in particolare, ponendo fisicamente tutti nella stessa barca al di là delle differenze fisiche, rende di fatto quelle differenze e quegli eventuali limiti giocoforza superabili, nell’accettazione e nel sostegno reciproco del ricercato assieme.  E infatti crescono in Italia i numeri di questo sport che la Federazione Italiana Canottaggio – FIC esprime ad oggi in 55.000 tesserati per il canottaggio e in 1.000 per il pararowing.

A prendere parte alla sesta edizione della “Discesa” come membri dello staff, oltre a Dezi e Benigni, Antonio Schettino e Catalin Blaj. Tra gli atleti diversamente abili che andranno ad affiancare a bordo la compagine Master del CC3Ponti, ci sono Nathalie Podda e Gerarld Ziniel con i loro accompagnatori dal Donauhort Ruderverein di Vienna, Ramona Gelber dalla Germania, Marco Carapacchio e Daniela De Blasis, timoniera, dal Pararowing del circolo romano. L’arrivo a Vienna sancirà, se tutto andrà come deve andare, l’esito positivo della sfida che anche quest’anno queste atlete e questi atleti hanno voluto affrontare, e che si sostanzia non solo dell’eterogeneità degli equipaggi, ma anche della difficoltà di navigazione di un grande fiume come il Danubio, per dimostrare, una volta di più, la forza del loro assieme. Che si è costruito nel tempo certamente, negli allenamenti quotidiani, ma che poi nella “Discesa a remi del Danubio” si riveste, edizione dopo edizione, di quel qualcosa in più che tutte le sfide portano con sé.


Ufficio stampa
CC3Ponti
e-mail: dianadaneluz410@gmail.com

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Correggio 500, da settembre a Parma

Correggio 500 anni dopo. Parma celebra Antonio Allegri, conosciuto come il Correggio, nella ricorrenza del mezzo millennio dalla conclusione della più impegnativa tra le sue imprese d’artista: il ciclo di affreschi della grande cupola della basilica di San Giovanni, nell’omonimo monastero benedettino nel cuore della città.

Lo fa calando gli affreschi dal cielo della cupola per disporli al contatto con il visitatore, garantendo la visione di stupefacenti particolari e di minute soluzioni artistiche che la cupola dal vero non può offrire.

Invitandolo, poi, a vivere un altro dei capolavori assoluti di Correggio, la celebre Camera della Badessa nel Monastero di San Paolo con la novità di  un’esperienza immersiva che consente di conoscere la storia del monastero e la genesi ed i significati degli affreschi del Correggio.

CORREGGIO 500
Parma, 9 settembre – 31 gennaio 2025

Progetto promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pama in collaborazione con il Monastero Benedettino di San Giovanni in Parma.

Due le sostanziali novità di Correggio 500. La prima è rappresentata dalla grandiosa installazione “Il Cielo per un istante in terra“, generata dal progetto fotografico di Lucio Rossi. Che, all’interno del monumentale Refettorio del monastero di San Giovanni consente al visitatore di porsi vis a vis con le immagini della cupola del Correggio, conducendolo a scoprire ciò che da terra si perde nella spettacolare scenografia illusoria dell’insieme della cupola. Ammirando particolari e finezze che l’artista qui ha profuso nonostante sapesse che l’occhio dei fedeli non avrebbe mai potuto apprezzarle appieno. Non solo: di una porzione della cupola possono avere visione solo i monaci, perché rivolta verso al coro a loro riservato, opposto alla navata. Ed è la parte dedicata alla salita di San Giovanni, modello e monito per i monaci.

Lucio Rossi ha realizzato il perfetto fotopiano dell’intera cupola, riproposto nell’installazione. A precedere le emozionanti immagini di Rossi è una sezione introduttiva di approfondimento storico e artistico, l’ingresso nell”installazione si inserisce nella più ampia opportunità di scoprire uno dei più importanti monumenti di Parma, il Monastero di San Giovanni con i suoi tre grandiosi chiostri e la Biblioteca monastica che conserva tesori unici al mondo.

Da un monastero maschile, ancora attivo, ad uno femminile, ormai musealizzato: il Monastero di San Paolo, con la celebre Camera della Badessa, altro magnifico lascito del Correggio ed espressione tra le più affascinanti del Rinascimento maturo.

Correggio500 offrirà la realtà aumentata di “Hortus Conclusus 2.0: storia e sviluppo del Monastero di San Paolo“. Un’esperienza immersiva, un coinvolgente viaggio nel tempo che partendo dalla Parma di epoca romana arriverà al nascere del monastero, al suo sviluppo, alla commissione al Correggio per la decorazione pittorica. Il dialogo tra la Badessa e l’Artista introduce alle scelte dei temi evocati nella Camera. Attraverso un visore VR MetaQuest il visitatore potrà immergersi e muoversi all’interno dei paesaggi antichi, scoprirne gli sviluppi e vedere le connessioni fra i due monasteri dove l’opera del Correggio diventa protagonista. La tecnologia immersiva grazie alla realtà virtuale permetterà, con gli appositi joystick, di navigare all’interno dei particolari dell’affresco scoprendo dettagli e caratteristiche altrimenti invisibili. Al progetto collaborano ArcheoVea Impresa Culturale, Publics.icc e l’Università di Parma attraverso il programma SFERA (Spazi e Forme dell’Emilia Romagna Antica).

Le figure dell’Allegri dai “contorni graziosi e grassi con qualche idea di chiaroscuro” saranno interpretate, avvicinate, ravvivate dal primo progetto multimediale dedicato al pittore e legate attraverso la storia del tempo e della città. Correggio500 mostrerà la raffinata bellezza che vive a Parma da 500 anni.

“Correggio500 si muove tra due e più luoghi d’arte e di storia separati da appena 500 passi. La mano di un artista, tra i maggiori del Rinascimento italiano, tesse un filo tra particolari ambienti monastici, che, attraverso i secoli, hanno saputo custodire e tramandare un gusto, un genio, una storia che identifica Parma come città d’arte, di grandi capolavori e di grande bellezza” sottolinea Il Vice Sindaco e Assessore a Cultura e Turismo Lorenzo Lavagetto “La connessione tra questi 500 anni non poteva che essere la prima iniziativa multimediale dedicata al pittore di Parma. Correggio 500 offre uno sguardo profondo alla sua epoca di attività e una divulgazione suggestiva grazie alle nuove tecnologie. Il nostro obiettivo è di consentire a tutti, con percorsi totalmente accessibili e tecnologie all’avanguardia, consentire di ammirare informati. Attraversare Parma, tornare nel suo 1500 sarà un piacere estetico, ma certo anche un’incantevole occasione di conoscenza”.  

L’obiettivo che si pone l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Parma che con il prezioso ed indispensabile sostegno di Fondazione Cariparma e della Regione Emilia Romagna, la generosa ospitalità della Comunità dell’Abbazia Benedettina di San Giovanni Evangelista, le prodigiose immagini di Lucio Rossi promuoverà un suggestivo e coinvolgente percorso divulgativo dal prossimo autunno e fino ai primi mesi del 2025 condiviso dal Monastero di San Giovanni e dalla Camera di San Paolo in collaborazione con la Direzione Regionale del Demanio e la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Parma e Piacenza.

Se, dopo aver così riscoperto i due cicli affrescati, il visitatore fosse interessato a conoscere anche il Correggio pittore di pale d’altare o di altri soggetti, alla Pilotta può ammirare queste opere nella sezione che la Pinacoteca riserva all’artista. Il tutto in una città, Parma, dove storia e arte offrono con generosità testimonianze di altissimo interesse.

Parma da 500 anni.

Unico il biglietto di ingresso al San Giovanni e al San Paolo dal 9 settembre al 31 gennaio

Studio-Esseci-2025


Info:  parmawelcome.it
 
Monastero di San Giovanni
ll cielo per un istante in terra

8 settembre – 31 gennaio
Tutti i giorni tranne il martedì 9.30-13 15-18
Visita al monastero, alla biblioteca monumentale, alla mostra e alla basilica.
Durata 1 ora
 
Camera di san Paolo
Lun-ven 9.30-18 orario continuato chiuso il martedì
Sab, dom e festivi 9.30-18.30
Durata 30 minuti
 
Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
Ref. Simone Raddi 049.663499 simone@studioesseci.net

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“ORIZZONTI ESSENZIALI” di Massimo D’Aiuto in mostra a porto Santo Stefano

Sulla splendida terrazza della Fortezza Spagnola viene proposta la Mostra ORIZZONTI ESSENZIALI una personale dell’artista Massimo D’Aiuto già presentata recentemente a Pietrasanta con successo di critica e di pubblico. Quasi trenta sculture prevalentemente in marmo, bronzo, altri materiali lapidei, ceramica e legno: un percorso attraverso opere realizzate prevalentemente nel suo laboratorio di Porto Santo Stefano negli ultimi anni. 

LA MOSTRA  DI SCULTURA “ORIZZONTI ESSENZIALI”
DI MASSIMO D’AIUTO
SI INAUGURERÀ IL 3 AGOSTO NELLA STORICA FORTEZZA SPAGNOLA
DI PORTO SANTO STEFANO

L’esposizione resterà aperta fino a domenica 25 agosto (tutti i giorni 10.30 – 12.30 e 18.30 – 23.30).

Dall’ arcaismo, più evidente nei primi lavori, alle forme che rimbalzano nel contemporaneo; le fattezze di personaggi ancestrali, ai segni scanalati condotti a penetrare il mistero delle pietre, fino all’essenzialità delle forme, D’Aiuto interpreta una linea evolutiva dell’immagine scolpita. L’artista sembra raccontarci il viaggio immaginario dei suoi manufatti, figure e oggetti simbolici che hanno attraversato lo spazio o la storia: sorta di archetipi interplanetari biomorfi. La selezione delle opere vuole proprio percorrere l’iter poetico e formale che ha portato D’Aiuto allo sviluppo di una narrazione che va dalle suggestioni per la scultura moderna a una sintesi formale altamente evocativa. 

Le sculture di Massimo D’Aiuto attraversano il tempo catturando l’essenza dell’umanità, un’opportunità per riflettere sul percorso della nostra specie;   migrazioni, guerre, traguardi della scienza, dell’arte  fino ad arrivare ad un viaggio nel futuro. Un mondo affascinante e coinvolgente dello scultore tra bellezza e potenza.

La mostra, illustrata da catalogo con presentazione di Nicola Nuti, fotografie di Maurizio Riccardi, si inaugura sabato 3 Agosto alle 18.30 (continuando fino alle 22 con una degustazione di vini della Cantina CA’ DI FRARA)


Ufficio Stampa:
Mariangela Donato daiuto.massimo@gmail.com
Sito Web Massimo D’Aiuto
https://www.massimodaiuto.it

Direttore: Maurizio Riccardi

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Parco Gole dell’Alcantara: INFERNO. Debutto per lo spettacolo più visto in Sicilia

È iniziato il conto alla rovescia per Inferno, il lavoro teatrale più visto in Sicilia negli ultimi anni, prodotto da Buongiorno Sicilia con la collaborazione del Parco botanico e geologico delle Gole dell’Alcantara, realizzato anche grazie al contributo della Banca di Credito Cooperativo di Pachino.

Economia: il contributo di BCC Pachino per Inferno, il successo dell’Alcantara

«Riconosciamo il grande valore di questa produzione che sviluppa interesse nel grande pubblico tra le acque della Valle dell’Alcantara – spiega il Presidente Prof. Avv. Concetto Costa – la cultura e il territorio, contemporaneamente valorizzati dal successo di questo importante evento teatrale, ci spingono a credere fortemente nell’Infermo prodotto da Buongiorno Sicilia».

BCC di Pachino presente con 18 filiali sul territorio, è legata allo sviluppo economico del territorio e con le sue partnership contribuisce anche alla promozione culturale e turistica di un’area attrattiva e dalle forti potenzialità. Lo spettacolo diretto da Giovanni Anfuso conta già oltre centomila spettatori dal 2018 a oggi e, ad ogni nuova edizione, riesce a sublimare il fascino dell’Alcantara, immergendo il pubblico nella poesia di Dante tra effetti speciali sempre nuovi, decine di personaggi, inquietanti mostri e suggestivi scenari dell’affascinante discesa dei Dannati.

«Il supporto delle aziende e in particolare degli istituti di credito – ha detto Simone Trischitta, Presidente di Buongiorno Sicilia – è per noi produttori teatrali importante non solo sotto il profilo economico, ma anche e soprattutto perché ci consente di far conoscere un evento unico come il nostro Inferno, lo spettacolo più visto in Sicilia negli ultimi anni, a un pubblico qualificato in territori sempre nuovi».

L’Inferno ha debuttato ieri giovedì 25 luglio e sarà replicato ogni settimana dal giovedì alla domenica fino a settembre, ad eccezione del Ferragosto.


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Milano, Museo Diocesano Carlo Maria Martini: Robert Capa. L’Opera 1932-1954

300 opere compongono la retrospettiva dedicata a uno dei più celebri e audaci fotografi di guerra.

9 sezioni raccontano gli scontri che il fotografo ha testimoniato, dalla Guerra Civile Spagnola (1936–1939) alla Guerra d’Indocina (1946–1954).

Presenti alcuni capolavori assoluti come Morte di un miliziano lealista, fronte di Cordoba, Spagna, inizio settembre 1936 e Truppe americane sbarcano a Omaha Beach, D-Day, Francia, Normandia, 6 giugno 1944.

Sottotraccia, nella trama degli scatti, emergono storie inusuali e personali, che incrociano la sensibilità di Capa a quelli dei soggetti ritratti.

MILANO
MUSEO DIOCESANO CARLO MARIA MARTINI
 
Robert Capa. L’Opera 1932-1954
 
Dal 14 maggio al 13 ottobre 2024
Preview stampa: venerdì 10 maggio 2024 ore 11.30

Dal 14 maggio al 13 ottobre 2024, il Museo Diocesano di Milano presenta Robert Capa. L’Opera 1932-1954, retrospettiva curata da Gabriel Bauret, promossa da Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e prodotta da Silvana Editoriale, realizzata grazie al supporto del main sponsor Dils azienda leader nel Real Estate, che ripercorre le tappe principali della carriera del fotografo di guerra, dagli esordi nel 1932 fino alla morte avvenuta nel 1954 in Indocina per lo scoppio di una mina.

Una mostra composta da 300 opere, selezionate dagli archivi dell’Agenzia Magnum Photos, che vuole rivelare il temperamento e le sfaccettature di un personaggio passionale e sfuggente, insaziabile e forse mai pienamente soddisfatto, che non esitava a rischiare la vita per i suoi reportage. 

Di lui così scrisse Henri Cartier-Bresson: “Per me, Capa indossava l’abito di luce di un grande torero, ma non uccideva; da bravo giocatore, combatteva generosamente per se stesso e per gli altri in un turbine. La sorte ha voluto che fosse colpito all’apice della sua gloria”.

La rassegna si svolge cronologicamente fornendo uno sguardo dettagliato sul percorso artistico e professionale di uno dei fotografi più influenti del ventesimo secolo, esplorando i suoi scatti più iconici, e al contempo delineando il metodo di lavoro che Capa utilizzava, dal quale trapela la complicità e l’empatia che il fotografo riservava ai soggetti ritratti, soldati ma anche civili, sui terreni di scontro in cui ha maggiormente operato. Nell’intento del curatore, il progetto vuole porre l’accento sulla dimensione umanista di Robert Capa, sulle altre angolazioni verso cui dirige il suo obiettivo: le popolazioni vittime dei conflitti, i bambini, le donne.

Afferma Gabriel Bauret: “Se le fotografie di guerra plasmano la leggenda di Capa, nei suoi reportage lo vediamo anche guardare la realtà da diversi punti di vista, concentrandosi su quelli che il fotografo Raymond Depardon definiva “tempi deboli”, in contrapposizione ai tempi forti che solitamente mobilitano l’attenzione dei giornalisti e richiedono loro di essere i primi e più vicini”.

Nei “tempi deboli” le storie personali emergono dalla Storia universale, e il singolo si manifesta in tutta la sua umanità.

L’esposizione si articola in 9 sezioni tematicheFotografie degli esordi, 1932–1935; La speranza di una società più giusta, 1936; Spagna: l’impegno civile, 1936–1939; La Cina sotto il fuoco del Giappone, 1938; A fianco dei soldati americani, 1943–1945; Verso una pace ritrovata, 1944–1954; Viaggi a est, 1947–1948; Israele terra promessa, 1948–1950; Ritorno in Asia: una guerra che non è la sua, 1954 – che evocano l’impostazione cronachistica con cui i suoi reportage venivano pubblicati sulla stampa francese e americana dell’epoca.

Lungo il percorso espositivo si trovano dunque immagini drammatiche come Morte di un miliziano lealista, fronte di Cordoba, Spagna, inizio settembre 1936, che per la prima volta, insieme agli scatti di altri fotografi professionisti inviati in prima linea e nelle città bombardate, documenta in senso moderno una guerra; ma anche fotografie che immortalano i momenti di svago del Tour de France, luglio 1939, simbolo di una vita che si sforza di scorrere nonostante lo spettro della battaglia; gli esiti della Seconda Guerra Mondiale emergono in istantanee di morte e resilienza come in Un prete cattolico celebra la messa sulla spiaggia di Omaha, Francia, Normandia, giugno 1944, dove vediamo la liturgia svolgersi in un contesto estremo.

Negli stessi anni, a chilometri di distanza, Capa documenta la risalita dell’Italia da parte degli Alleati e scova dell’inaspettata ironia di un Contadino siciliano che racconta a un ufficiale americano la direzione che avevano preso i tedeschi, vicino a Troina, in Italia, nell’agosto 1943; allo stesso tempo la festante esaltazione dei soldati russi e americani, che si divertono insieme a Berlino celebrando la fine della Guerra (Soldati americani, parte delle forze di occupazione alleate, ad una festa multinazionale, Berlino, Germania, 1945), è solo uno scorcio di pace in un mondo in conflitto; così la silenziosa e anonima sofferenza di Un uomo e una donna trasportano i loro averi in sacchi, Haifa, Israele, 1949 ricorda come ogni giorno il mondo sia solcato da tragedie che l’umanità – ora tanto piccola, ora invincibile – è chiamata ad affrontare.

Molte fotografie rimandano dunque all’uomo più che al fotografo, a Endre Ernő Friedmann (suo nome di battesimo) più che a Robert Capa.

Insieme alle fotografie, sono esposti in mostra una serie di documenti, pubblicazioni, un filmato e una registrazione sonora (l’unica esistente con la voce di Capa) che permettono di dissipare l’aura mitologica da cui è avvolta la sua figura e tracciare i contorni di una vita il cui esito non è sfuggito alla tragedia.

Accompagna la mostra un catalogo edito da Silvana Editoriale, curato dallo stesso Gabriel Bauret, con testi del curatore e di Michel Lefebvre.

Robert Capa nasce a Budapest il 22 ottobre 1913, come Endre Friedmann. Nel 1932, va a Berlino dove viene assunto alla Dephot, una nota agenzia fotografica. Nello stesso anno pubblica il suo primo reportage su Leon Trotskij. Nel 1933, dopo l’ascesa al potere di Hitler, fugge da Berlino alla volta di Parigi, dove incontra André Kertész, David Seymour (o Szymin, alias “Chim”) e Henri Cartier-Bresson. L’anno successivo conosce Gerda Pohorylle (poi Gerda Taro), una rifugiata ebrea tedesca che diventa sua compagna e agente. Nel 1936 documenta l’ascesa al potere del Fronte Popolare e i conseguenti scioperi. Il 18 luglio scoppia la guerra civile spagnola, che segue da reporter. Inizia la collaborazione con la rivista “Life” di New York. Nel 1938 si imbarca per Hong Kong, dove lavora a un documentario sulla resistenza cinese all’invasione giapponese. In ottobre torna in Spagna dove assiste alla partenza delle Brigate Internazionali e alla fine del conflitto. L’anno successivo segue il Tour de France. Allo scoppio della guerra in Europa parte per New York, dove “Life” gli commissiona diversi servizi negli Stati Uniti e in Messico. Nel 1943 segue la campagna degli Alleati in Nordafrica, la liberazione della Sicilia e l’avanzata alleata in Italia. L’anno dopo attende lo sbarco a Londra e fa parte della prima ondata americana che approda su Omaha Beach. Avanza verso Parigi a fianco delle truppe di liberazione ed entra nella capitale con la Seconda divisione corazzata francese. In Belgio, assiste all’offensiva delle Ardenne. Nel 1945 fotografa la liberazione della Germania. Incontra Ingrid Bergman a Parigi, con cui inizia una relazione che durerà due anni. Nel 1947 con Henri Cartier-Bresson, David Seymour (“Chim”), George Rodger e William Vandivert fonda l’agenzia fotografica Magnum, organizzata in forma di cooperativa. Il 14 maggio 1948 è testimone a Tel Aviv della proclamazione dell’indipendenza dello Stato israeliano e della guerra che ne seguirà. Nel 1954 trascorre tre settimane in Giappone e poi parte per l’Indocina dove assiste all’evacuazione dei prigionieri feriti a Diên Biên Phu. Il 25 maggio, mentre entra in un campo per fotografare una pattuglia francese che accompagna un distaccamento tra Nam Dinh e Thai Binh, nel Vietnam del Nord, viene ucciso da una mina antiuomo che gli esplode sotto i piedi.


INFORMAZIONI
Robert Capa. L’Opera 1232-1954
Milano, Museo Diocesano Carlo Maria Martini (piazza Sant’Eustorgio 3)
Dal 14 maggio al 13 ottobre 2024
 
ORARI
martedì – domenica, ore 10.00-18.00
Ultimo ingresso ore 17.30
lunedì chiuso
Dal 21 maggio
Ingresso diurno (martedì – domenica, ore 10.00-18.00) + ingresso serale
Ingresso serale: lunedì / domenica, ore 17.30-22.30 (da Corso di Porta Ticinese, 95)
Ingresso mostra e prima consumazione presso InChiostro Bistrot: 12 €

BIGLIETTI: Intero 9€, ridotto 7€ (valido solo per ingresso diurno)
CONTATTI: T +39 02 89420019; www.chiostrisanteustorgio.it
CATALOGO: Silvana Editoriale
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