ROSSO Cielo e Terra – Mostra personale di GIANNI MANTOVANI

SABATO 14 settembre 2024 alle ore 17,30 presso  la Galleria Comunale di Faenza (RA) il Voltone della Molinella in Piazza del Popolo, si inaugura “ROSSO Cielo e Terra”, una personale di Gianni Mantovani che rimarrà allestita fino al 29 settembre e sarà aperta al pubblico dal giovedì alla domenica nelle ore 10:00-12:00 e 17:00 -19:00.

La mostra è patrocinata dal Comune di Faenza, e dalle Associazioni LEGAMBIENTE Lamone, FAI,  WWF, Associazione Artistica Francesco Francia (Bologna), Guardie Ecologiche Volontarie di Faenza e Romagna Faentina.

All’inaugurazione interverranno il Sindaco Massimo Isola ed i Presidenti delle Associazioni.

Chiudere gli occhi e amare la luce,
cm 70×50

La mostra di Gianni Mantovani, con note critiche di  Pietro Lenzini  “Incandescenze“, vede esposte opere pittoriche ispirate ai temi ambientali a testimonianza della sensibilità verso la Natura dell’artista modenese. Paesaggi, fiori e natura vengono rappresentati attraverso forme primarie ed essenziali che si nutrono di memorie e di una visione sognante.

Il motivo caratterizzante delle opere in mostra è il paesaggio dal colore rosso, che testimonia la sensibilità dell’artista verso il surriscaldamento globale del pianeta ed i preoccupanti e sempre più accelerati cambiamenti climatici.

I titoli scelti da Gianni Mantovani per alcune delle opere in mostra (Anche le stelle si amanoIl credere ci fa vivere meglioSiamo luce dell’albaMeravigliato dalla bellezza del creatoGiocare fra le nuvoleOrizzonti sospesiGuardo il creato e vedo il sorriso di DioLa grande bellezza della naturaIl sole ci parla in silenzio) riguardano i sentimenti della vita, i sogni e una visione fiduciosa e speranzosa del creato.

Gianni Mantovani nasce a Concordia (Mo), dove tuttora risiede.
Studia all’Istituto d’Arte di Modena e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Bologna. A diciassette anni vince il concorso indetto tra gli studenti delle Accademie d’Arte Italiane tenuto presso il Palazzo dei Musei di Modena e successivamente partecipa, in rappresentanza dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, alla “Terza Mostra di Incisione” presso il Gabinetto Nazionale delle Stampe a Roma.
Nel 1974 inizia a insegnare Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico di Bologna.
Verso la metà degli anni ’80 la sua ricerca artistica si orienta sul versante astratto in sintonia con il critico Giorgio Cortenova che teorizza l’”Astrazione arcaica”, presentandolo alla Pinacoteca di Macerata e alla Galleria Civica di Vicenza.
In quel periodo espone le sue opere improntate ad un’ astrazione che diventa sempre più lirica, a Modena, Firenze, Verona, Roma, Pavia, Sofia (Bulgaria).
Nel 1991 è vincitore del concorso nazionale per l’insegnamento di “Pittura” nelle Accademie d’Arte italiane in cui i titoli artistici sono fondamentali per l’assegnazione del punteggio.
Dal 1994 è docente di ruolo di “Pittura” e in seguito di “Disegno” presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e per vari anni è segretario dell’Istituto di Pittura.
L’Università di Bologna gli offre contratti per tenere lezioni ai corsi di specializzazione SISS dei futuri insegnanti di Educazione Artistica e Discipline Pittoriche.
Gli anni ’90 vedono Mantovani appassionarsi all’Arte Tribale, ed in modo particolare a quella africana. Opere di Arte Africana della sua collezione sono state esposte a Parigi, Genova e Milano, e pubblicate su libri e riviste in Francia, Inghilterra, Belgio e Usa.
Questo interesse contribuisce in modo significativo ad accelerare una svolta creativa che era già nell’aria in cui le nuove opere pittoriche si caricano di immagini semplici e fantastiche. Paesaggi, fiori e natura vengono rappresentati attraverso forme primarie ed essenziali nutrendosi di memorie e di una visione sognante.
Vengono realizzate mostre in spazi pubblici e privati: Galleria Romberg di Latina, Fiera d’arte di Roma “Riparte”, Galleria Mazzocchi di Parma, Istituto di Cultura “Casa Cini” di Ferrara, Istituto di Cultura Italiano di Berlino, Galleria Comunale di Angoulême (Francia), Galleria dell’Università di Parenzo (Croazia), Castello dei Pico di Mirandola, Museo Civico di Castelfranco Emilia, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Galleria Unimediamodern di Genova. Mantovani sempre di più affronta le tematiche ambientali e sente l’urgenza di affrontare tutti assieme i problemi legati ai cambiamenti climatici e al surriscaldamento del pianeta.

Tra gli altri hanno dedicato scritti e note critiche:
Renato Barilli, Mario Bertoni, Luigina Bortolatto, Maria Campitelli, Toti Carpentieri, Renata Casarin, Giorgio Celli, Claudio Cerritelli, Vittoria Coen, Diego Collovini, Giorgio Cortenova, Enrico Crispolti, Roberto Daolio, Gianfranco Ferlisi, Michele Fuoco, Armando Ginesi, Antonio E. M. Giordano, Walter Guadagnini, Massimo Mussini, Filiberto Menna, Nicola Micieli, Luigi Meneghelli, Marco Meneguzzo, Sandro Parmiggiani, Marilena Pasquali, Concetto Pozzati, Giuliano Serafini, Sandro Ricaldone, Matteo Vanzan.


All’insegna del rosso, intenso, assoluto, i dipinti di Gianni Mantovani ricreano paesaggi mentali di una natura artificiosa, ripensata sul dettaglio lineare, ondeggiante tra i profili collinari punteggiati da alberi ritagliati sullo spazio omogeneo del fondo.

Le essenziali notazioni ambientali, ridotte come l’arabesco di un tessuto, non descrivono che una cifra, il ricordo di una cosa veduta, come nella mente incontaminata di un fanciullo, ma quella apparente ingenuità è il frutto di una lunga elaborazione, il risultato della semplificazione di ogni descrittiva memoria del paesaggio.

Ci sono, indubbiamente dei rimandi a certi stilemi della transavanguardia, sopratutto nella felicità cromatica o nel segno dai contorni, delicatamente molli, tondeggianti delle colline e delle nuvole.

È la coscienza di una natura perduta e incandescente, anche al riferimento del mutarsi climatico e al surriscaldamento del pianeta e alle sue conseguenze, espresse dal colore rosso vivo.

Ma vi ravviso, nel lavoro di Mantovani, una nota poetica densa di spiritualità come simboleggiata dal colore rosso fuoco dello spazio che è espressione forte dello spirito.


Da Gianni Mantovani gianni_mantovani@alice.it 

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Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
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Fossombrone (Pesaro e Urbino): Casa degli Artisti di Sant’Anna del Furlo

Il 7 settembre 2024 alle ore 15.30 prende il via la XV edizione della Land Art al Furlo, all’interno degli eventi di “Pesaro 24” Capitale della Cultura, che si articolerà in un serie di iniziative fino al 15 settembre 2024, mentre il Parco di Sculture rimarrà aperto tutto l’anno a ingresso libero. 

XV EDIZIONE LAND ART AL FURLO
Si chiude Il CAMMINO DI SANT’ANNA con le 100 opere

Con Pesaro 24 e l’ultimo anno del Concorso della Land Art
il Parco Sculture si rinnova


Inaugurazione 7 settembre 2024 ore 15.30

Casa degli Artisti di Sant’Anna del Furlo
Via Sant’Anna del Furlo – Fossombrone (PU)
7-15 settembre 2024

Quest’anno si chiude l’anello nel bosco del Cammino di Sant’Anna: un’opera collettiva durata cinque anni costituita da 100 lavori artistici – mosaici, pitture, foto, graffiti, ceramiche – creati su pedane lunghe 2 metri posate a terra, su un antico tratturo. Una sorprendente Street Art che si snoda nel bosco, alle pendici del Monte Paganuccio: è il Cammino più corto ed emozionante del mondo, 200 metri, un omaggio alla natura e allo stupore, anche botanico, perché si svolge in un paesaggio di rilevante biodiversità ricco di piante autoctone, dalla quercia al leccio dall’acero al frassino, tra ginestre, ellebori, orchidee selvatiche. La Natura e la Cultura camminano insieme.

Questa quindicesima edizione della Land Art al Furlo è anche l’ultima del Concorso annuale di Land Art: dal 2025 saranno chiamati, su scelta del curatore Andrea Baffoni, gli artisti che proporranno solo opere scultoree.

Gli artisti che chiuderanno questa opera collettiva sonoL’Associazione culturale Scultura di Riccione, Margherita Burcini, Bernardo Bandinelli, Angelamaria Calderoni – ScuolaMosaico San Lorenzo Roma, Alessandra Chicarella, Alberta Hilde Corsucci, Ornella Cosenza, Gabriele Diversi, Chiara Di Salvo – Antonella Gerbi, Leonarda Faggi, Grazia Focanti – Carlo Iacomucci, Lucia Ghionna, Luiz Macedo, Roberto Malini -Dario Picciau, Doriana Napoli – Maria Valerio, Donatella Nicolardi, Mauro Paolini, Sisto Righi, Carla Sello, Andrea Starinieri, Walter Zuccarini.

Le InstallazioniPippo Cosenza, Maria Stefania Fuso, Veronica Zonzini. È sempre visibile l’installazione-poema di Sisto Righi.

PROGRAMMA

INAUGURAZIONE 7 settembre 2024 ore 15.30
Il curatore Andrea Baffoni guiderà il pubblico in una visita a tutte le opere del Cammino: sarà anche l’occasione per delineare un breve bilancio dei 15 anni di attività della Casa degli Artisti.
Inaugurazione del murale mosaicato, a intera parete, da Michele Picone e Katia Grasso, a ricordo dei 15 anni di attività artistica. 
Mostra della Collezione della Casa degli Artisti, nella Galleria Elettra.
Conversazione con Elvio Moretti e Andreina De Tomassi per la presentazione del Grande Catalogo dei 15 anni della Land Art e tutti i cinque cataloghi del “Cammino”. Interverranno Andrea Baffoni e Antonio Sorace.
Ore 19.00
Concerto in anteprima esclusiva del terzo album del gruppo Arbitri Elegantiae dal titolo Per tutte le altre destinazioni. La band senigalliese (Lorenzo Franceschini, Silvia Falcinelli, Marco Giulianelli, Federico Messersì Giovanni Frulla, Gabriele Ciceroni, Enrico Segoni) presenta un travolgente viaggio musicale, contaminato da influenze che spaziano dal cantautorato al blues, dal folk al rock, fino ad abbracciare alcune sonorità della musica etnica.
Gran Buffet:  menù onnivori, vegetariani, vegani…
FINISSAGE 15 settembre ore 16.30 
Per conoscere Gianni Toti. È l’iniziativa sposata dalla Casa degli Artisti per onorare il centenario dalla nascita di Gianni Toti: Multiverso Toti 1924 – 2024. Uomo di tutte le scritture, inventore della “Poetronica”, partigiano, poeta, giornalista, scrittore: oggi la Biblioteca Totiana di Alatri (FR), diretta da Tarcisio Tarquini, conserva tutto il patrimonio di Toti scrittore e autore audiovisivo (www.bibliotecatotiana.it).
Conversazione. Intervengono: Pia Abelli Toti, Sandra Lischi, Silvia Moretti e il poeta performer Giovanni Fontana.
Proiezioni. Acà Nada: video di 27′. Sempre dalla parte degli sfruttati, Toti racconta l’indignazione dei “selvaggi” alla vista dei conquistatori spagnoli e lo scorno dei “ladri di materie prime” che non trovarono l’oro e dissero sprezzantemente: “Qui niente”.
Planetoti –notes: stralci dal video di Sandra Lischi per raccontare e ascoltare Gianni Toti.
Gran Buffet: vari menù.

INFO
Casa degli Artisti
Sant’Anna del Furlo, 30
61034 Fossombrone (PU)
www.landartalfurlo.it
Presidente  Antonio Sorace:  antonio.sorace@libero.it
Curatore    Andrea Baffoni: andrea.ba76@gmail.com
Cataloghi   Elvio Moretti:  elvio.moretti@uniurb.it
Ricerche   Andreina De Tomassi: andreadetomassi@gmail.com – 342 3738 966

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca
Melasecca PressOffice – Interno 14 next – blowart
tel 349 494 5612 – roberta.melasecca@gmail.com
Cartella stampa su www.melaseccapressoffice.it

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La Dichiarazione di Roma sulla Responsabilità della Comunicazione Green nelle Relazioni Pubbliche

Il World Innovation and Change Management Institute (WICMI) ha avviato la stesura de La Dichiarazione di Roma sulla Responsabilità della Comunicazione Green nelle Relazioni Pubbliche.

La Dichiarazione sarà ufficialmente presentata e firmata a Roma il 20 febbraio 2025, durante la conferenza PR ROMAN FORUM “Green Communications, Green Responsibility, ESG, Sustainable Heritage”. L’iniziativa ha ottenuto il sostegno della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (FERPI), dell’Associazione Internazionale per le Relazioni Pubbliche (IPRA) e dell’International Communications Consultancy Organisation (ICCO). 

L’adozione degli standard ESG (Environmental, Social, Governance) a livello globale rappresenta sia un’opportunità che una sfida per il settore delle relazioni pubbliche. Le linee guida e le raccomandazioni della Dichiarazione, riconoscendo il ruolo chiave delle relazioni pubbliche nella comunicazione delle sfide del cambiamento climatico e della transizione verso un’economia green, sottolineeranno anche la responsabilità nella comunicazione ambientale. 

Il Comitato Consultivo responsabile della redazione della Dichiarazione è presieduto da Richard Linning, presidente del WICMI (Regno Unito). I membri del comitato includono: – Ajit Pathak, presidente nazionale della Public Relations Society of India (India) – Sergio Vazzoler, coordinatore della Commissione per la “comunicazione responsabile” presso la FERPI (Italia) – Jacqueline Purcell, membro dell’IPRA (Regno Unito) – Daniel Silberhorn, membro del Consiglio Direttivo dell’IPRA (Germania) – Aslihan Güven, direttore marketing e comunicazioni presso l’aeroporto internazionale di Istanbul Sabiha Gokcen (Turchia) – Mary Beth West, strategy per le relazioni pubbliche (Stati Uniti) – Massimo Castellano, responsabile delle relazioni istituzionali presso Blue Planet Economy (Italia) – Andras Sztaniszlav, CEO dell’ICCO (Ungheria) – Dana Oancea, presidente del Forum per le Comunicazioni Internazionali (Romania) – Sukhjit Grewal, direttore della formazione professionale e delle iscrizioni presso il Chartered Institute of Public Relations (CIPR) (Regno Unito)

Condividiamo il dovere di prenderci cura del pianeta Terra, ma come professionisti delle relazioni pubbliche abbiamo una responsabilità particolare nella comunicazione che ci unisce nelle nostre azioni comuni per preservare il pianeta. Adottando la Dichiarazione confermeremo l’accettazione di questa responsabilità,” ha dichiarato Richard Linning al termine della prima riunione del comitato. Le attività operative sono condotte dall’agenzia Apriori World che, con il patrocinio della FERPI, organizza la conferenza PR ROMAN FORUM “Green Communications, Green Responsibility, ESG, Sustainable Heritage”. 

Tra i partecipanti confermati vi sono: John Shield, direttore delle comunicazioni della BBC (Regno Unito) – Carlos Chaguaceda Alvarez, capo delle comunicazioni del Museo del Prado (Spagna) – Dan Phelan, direttore delle comunicazioni del Museo di Storia Naturale (Regno Unito) – Kadri Afacan, direttore del PR digitale e della pubblicità presso la Turkish Radio and Television Corporation (TRT) (Turchia) – Edhem Fočo, direttore generale della rete Al Jazeera (Bosnia ed Erzegovina).

Si prevede che la Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO) presenti il progetto “Agriculture Heritage” alla conferenza, che sarà articolata in tre sessioni tematiche: “Comunicazione verde, responsabilità verde,” “Patrimonio sostenibile” e “Responsabilità dei media nella comunicazione verde.”

Tutte le strade portano a Roma,” ha sottolineato Danijel Koletić, presidente del comitato organizzatore. “Sono orgoglioso di avere l’opportunità di parlare a Roma della responsabilità della comunicazione ambientale, così come delle possibilità di prospettive comuni all’interno di questo contesto sfidante.” 

Per la FERPI il PR ROMAN FORUM rappresenta una straordinaria occasione per declinare il tema trasversale della comunicazione responsabile in chiave green: “Con la diffusione delle pratiche ESG – ha dichiarato Sergio Vazzoler, coordinatore della commissione comunicazione responsabile (18° Goal Agenda 2030) di FERPI – il ruolo della comunicazione responsabile assume un valore strategico per coinvolgere attivamente gli stakeholder delle organizzazioni nell’affrontare la sfida climatica e i suoi impatti ambientali e sociali su economia e persone. Una sfida su cui FERPI è da tempo impegnata con diverse iniziative, con partner strategici come Global Alliance, RAI per la Sostenibilità – ESG, ASViS ed ECOMONDO”.


FERPI

Dal 1970 è l’associazione che rappresenta in Italia i professionisti delle Relazioni Pubbliche e della Comunicazione. I soci FERPI operano come liberi professionisti, dirigenti, funzionari, dipendenti e collaboratori di aziende, enti pubblici, Enti del Terzo Settore, docenti universitari. Partecipano alla vita di FERPI anche studenti e neolaureati.


Media Relations FERPI
Diana Daneluz
Mail: mediarelationferpi@gmail.com

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Bologna: le sedi e le mostre aperte giovedì 15 agosto 2024

In occasione di Ferragostoper la prima volta i Musei Civici di Bologna saranno aperti per l’intera giornata con orario uniforme e continuato dalle 10.00 alle 19.00.
Un’occasione speciale per accogliere durante la festività che segna il culmine della stagione estiva sia chi rimarrà in città per viverne appieno l’offerta culturale sia i turisti di prossimità e quelli internazionali che visiteranno Bologna per scoprirne il ricco patrimonio storico-artistico.
Le sedi museali visitabili giovedì 15 agosto 2024 saranno: Museo Civico Archeologico, Museo Civico Medievale, Collezioni Comunali d’Arte, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Museo Morandi, Casa Morandi, Museo per la Memoria di Ustica, Museo internazionale biblioteca della musica.
Aperto dalle ore 8.00 alle 18.00 anche il Cimitero Monumentale della Certosa, il più grande museo a cielo aperto della città, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO nell’ambito del progetto “Portici di Bologna”.
Rimarranno chiusi, per la consueta pausa estiva, il Museo del Patrimonio Industriale e il Museo civico del Risorgimento.

Dichiara Eva Degl’Innocenti, direttrice Settore Musei Civici Bologna: “Siamo molto felici che i nostri Musei Civici di Bologna siano per la prima volta aperti per l’intera giornata di Ferragosto con orario uniforme e continuato: per noi è molto importante poter contribuire all’offerta culturale e di accoglienza della città per la cittadinanza e i turisti”.

Orari di apertura giovedì 15 agosto 2024
Museo Civico Archeologico (via dell’Archiginnasio 2) ore 10.00-19.00
Museo Civico Medievale (via Alessandro Manzoni 4) ore 10.00-19.00
Collezioni Comunali d’Arte (Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore 6) ore 10.00-19.00
Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini (Strada Maggiore 44) ore 10.00-19.00
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (via Don Giovanni Minzoni 14) ore 10.00-19.00
Museo Morandi (via Don Giovanni Minzoni 14) ore 10.00-19.00
Museo internazionale e biblioteca della musica (Strada Maggiore 34) ore 10.00-19.00

Per maggiori informazioni si invita a consultare il sito web www.museibologna.it.

Le mostre temporanee
Accanto alle collezioni permanenti che raccontano l’intera storia dell’area metropolitana bolognese, dai primi insediamenti preistorici fino alle dinamiche artistiche, economiche, scientifiche e produttive della società contemporanea, ricca e variegata è la proposta delle mostre temporanee in corso nel periodo estivo, in grado di attirare l’interesse di pubblici eterogenei.
Le iniziative espositive fanno parte di Bologna Estate 2024, il cartellone di attività promosso da Comune di Bologna e Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena. 

Museo Civico Archeologico | Via dell’Archiginnasio 2

Atrio
Il Medagliere si rivela. Le due torri nelle medaglie e nelle monete del Museo Civico Archeologico di Bologna
A cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini
Periodo di apertura: fino al 26 agosto 2024
Orari di apertura: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica 10.00-19.00; chiuso martedì non festivi
Ingresso: gratuito
Telefono: +39 051 2757211
Sito web: www.museibologna/archeologico

Giuseppe Romagnoli (Bologna, 1872 – Roma, 1966)
Medaglia in bronzo della Cassa di Risparmio di Bologna, 1927
Bologna, Museo Civico Archeologico, inv. 880Il Museo Civico Archeologico dedica una piccola esposizione di medaglie e di monete legate alla raffigurazione iconografica dei due monumenti simbolo della città felsinea, la Torre degli Asinelli e la Torre Garisenda, nell’ambito del progetto Il Medagliere si rivela volto a far conoscere al grande pubblico la ricchissima raccolta numismatica del museo.
L’approccio tematico si propone di valorizzare non solo il patrimonio del museo ma desidera anche proporre un focus sulla storia locale attraverso la fortuna che l’immagine delle due torri ha conosciuto nella produzione numismatica attraverso 25 esemplari tra monete, conii e medaglie, che coprono un arco temporale compreso tra XV e XXI secolo.
Asinelli e Garisenda sono le torri più celebri di Bologna, da molti secoli simbolo identificativo della città per i suoi abitanti e per i viaggiatori, e oggi per i numerosi turisti che la visitano. Inizialmente tuttavia, quelle che oggi sono gli edifici iconici dello skyline bolognese, si trovavano in un tessuto urbano caratterizzato dalla presenza di oltre 100 torri, oggi in amplissima parte scomparse o celate, tra i palazzi del centro storico.
Nonostante la loro fama, poco si conosce delle ragioni e del contesto che portarono alla costruzione della Asinelli e della Garisenda, avvenuta tra la fine dell’XI e il XII secolo. La loro rappresentazione fa la prima comparsa nella monetazione locale agli inizi del XV secolo, in relazione con una delle fasi più significative dell’affermazione del Comune e dello spirito civico. A caratterizzarne l’immagine è la forte inclinazione della Garisenda rispetto alla torre degli Asinelli, pendenza che le arti figurative non hanno mancato di esasperare per rendere univoca l’identificazione, arrivando a trasformare l’immagine della diade in una vera e propria icona.

Sala Mostre
I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer
A cura di Alessandro d’Onofrio, Alexander Höbel, Gregorio Sorgonà, Carlo De Maria
Periodo di apertura: fino al 25 agosto 2024
Orari di apertura: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica 10.00-19.00; chiuso martedì non festivi
Ingresso: gratuito
Telefono: +39 051 2757211
Sito web: mostra.enricoberlinguer.org

Museo Civico Medievale | Via Alessandro Manzoni 4
Conoscenza e Libertà. Arte Islamica al Museo Civico Medievale di Bologna
A cura di Anna Contadini
Periodo di apertura: fino al 15 settembre 2024
Orari di apertura: martedì, giovedì 10.00-14.00; mercoledì, venerdì 14.00-19.00; sabato, domenica, festivi 10.00-19.00; chiuso lunedì non festivi
Ingresso con biglietto museo: intero € 6 | ridotto € 4 | ridotto speciale giovani 19-25 anni € 2 | gratuito possessori Card Cultura
Telefono: +39 051 2193916 / 2193930
Sito web: www.museibologna.it/medievale

L’esposizione Conoscenza e Libertà. Arte Islamica al Museo Civico Medievale di Bologna, nata da un progetto di ricerca scientifica tra Musei Civici d’Arte Antica di Bologna e SOAS University of London, intende valorizzare la collezione di materiali islamici, rari e di
altissima qualità, appartenenti al patrimonio del Museo Civico Medievale di Bologna e promuovere la riscoperta di vicende e percorsi che, da secoli, costituiscono una parte significativa della storia culturale della città e non solo, per superare pregiudizi e stereotipi.
Attraverso la lente della decolonizzazione, la mostra intende contribuire a trasformare gli approcci ereditati sulla ricezione della creatività artistica musulmana e favorirne una più corretta comprensione, rivelando l’importantissima influenza che le culture materiali di produzione islamica hanno svolto sull’arte e sul pensiero occidentali. In Italia l’incontro tra Oriente e Occidente è stato caratterizzato dallo scambio, dall’adozione e dall’adeguamento – nelle tecniche, nei motivi e nei modelli – dei principali linguaggi con cui si è espressa nei secoli la cultura artistica islamica: dalla scrittura, iconografia principale e distintiva, ai filoni decorativi dell’ornato geometrico e dell’arabesco.
Realizzati in materiali diversi, i 38 manufatti esposti – tra metalli, ceramiche, maioliche, vetri e manoscritti – provengono da un’ampia fascia geografica del mondo islamico che si estende dall’Iraq fino a Turchia, Siria, Egitto e Spagna, e coprono un ampio arco cronologico, dall’inizio del XIII al XVIII secolo, rappresentando la produzione artistica delle dinastie Abbaside, Zangide, Ayyubide, Mamelucca e Ottomana.
La mostra è realizzata in collaborazione con Museo di Palazzo Poggi – Sistema Museale di Ateneo | Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, e Dipartimento di Storia Culture e Civiltà | Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

Collezioni Comunali d’Arte, Palazzo d’Accursio | Piazza Maggiore 6
Ludovico e Annibale Carracci. Storie antiche per due camini bolognesi nella collezione Michelangelo Poletti

A cura di Angelo Mazza
Periodo di apertura: fino al 22 settembre 2024
Orari di apertura: martedì, giovedì 14.00-19.00; mercoledì, venerdì 10.00-19.00; sabato, domenica, festivi 10.00-18.30; chiuso lunedì non festivi
Ingresso con biglietto museo: intero € 6 | ridotto € 4 | ridotto speciale giovani 19-25 anni € 2 | gratuito possessori Card Cultura
Telefono: +39 051 2193998
Sito web: www.museibologna.it/collezionicomunali

Nucleo centrale del progetto espositivo Ludovico e Annibale Carracci. Storie antiche per due camini bolognesi nella collezione Michelangelo Poletti, allestito nella Sala Urbana delle Collezioni Comunali d’Arte, sono due affreschi raffiguranti Alessandro Magno e Taide incendiano Persepoli, di Ludovico Carracci (Bologna, 1555 – 1619), e Morte di Didone, di Annibale Carracci (Bologna, 1560 – Roma, 1609), che furono eseguiti intorno al 1592 per due camini di Palazzo Lucchini, in Piazza Calderini a Bologna, poi passato alle famiglie Angelelli, Zambeccari e infine Francia Comi.
L’affresco di Annibale Carracci non è mai stato esposto in pubblico, mentre quello di Ludovico Carracci ha fatto apparizione un’unica volta, nel 1993, nella mostra monografica sull’artista curata da Andrea Emiliani e allestita tra il Museo Civico Archeologico e la Pinacoteca nazionale di Bologna.
Dichiarati opere di eccezionale valore storico e artistico, gli affreschi sono stati aggiudicati in asta nel 2022 dall’imprenditore Michelangelo Poletti, la cui collezione specializzata nella pittura bolognese ed emiliana tra Cinque e Settecento arreda il castello di San Martino in Soverzano nel Comune di Minerbio.
Grazie alla generosità dell’attuale proprietario, queste straordinarie testimonianze della civiltà artistica bolognese vengono presentate al pubblico dopo il lungo intervento conservativo eseguito tra il 2023 e il 2024 da Giovanni Giannelli del Laboratorio di Restauro Ottorino Nonfarmale che le ha restituite a condizioni ottimali di leggibilità.
Accanto agli affreschi sono esposte due incisioni ad acquaforte di Carlo Antonio Pisarri (Bologna, 1706 – 1790) tratte da essi, concesse in prestito dalle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, e alcuni dipinti dei celeberrimi cugini e delle loro botteghe, realizzati per contesti diversi e su vari supporti, conservati alle Collezioni Comunali d’Arte.

Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini | Strada Maggiore 44
Mrs Thomas Gainsborough in visita a Bologna dalla collezione Rau per l’UNICEF

A cura di Mark Gregory D’Apuzzo e Ilaria Negretti
Periodo di apertura: fino al 6 ottobre 2024
Orari di apertura: martedì, mercoledì, giovedì 10.00-15.00; venerdì 14.00-18.00; sabato, domenica, festivi 10.00-18.30; chiuso lunedì non festivi
Ingresso: gratuito
Telefono: +39 051 236708
Sito web: www.museibologna.it/daviabargellini

I Musei Civici d’Arte Antica di Bologna presentano un nuovo focus monografico incentrato su un’unica opera di un altro dei massimi protagonisti della pittura europea del Settecento con il dipinto Portrait of Mrs Gainsborough (Ritratto della signora Gainsborough) eseguito da Thomas Gainsborough (Sudbury, 1727 – Londra, 1788).
L’opera proviene dall’Arp Museum Bahnhof Rolandseck di Remagen, in Germania, dove è conservata in prestito a lungo termine come parte della collezione di Gustav Rau, medico e filantropo che nell’arco di 40 anni ha raccolto una delle più belle e importanti collezioni d’arte private, nota a livello mondiale
L’eccezionale opportunità espositiva si inserisce nell’ambito della rassegna Ospiti promossa fin dal 1996 dai Musei Civici d’Arte Antica di Bologna come attività di valorizzazione del patrimonio e sviluppo delle relazioni scientifiche con istituzioni museali italiane e internazionali, attraverso lo scambio di opere attivato in occasione di prestiti per esposizioni temporanee.
L’iniziativa offre l’occasione per ammirare lo straordinario virtuosismo di Thomas Gainsborough, celebre per i raffinati paesaggi naturalistici e i numerosi ritratti ufficiali di esponenti dell’alta borghesia e aristocrazia britanniche, attraverso una raffigurazione della moglie Margaret Burr (Sudbury, 1728 ca. – Londra, 1798). Eseguito intorno al 1777, il dipinto esemplifica la capacità dell’artista di restituire con fare improvvisatorio e sorprendente immediatezza la fisionomia dei suoi ‘modelli’, rendendoli quanto mai naturali e spontanei.
Un affine spirito di naturalezza si coglie nel ritratto di Johann Christian Bach realizzato dallo stesso Gainsborough intorno al 1775-1776 e conservato a Bologna, presso il Museo internazionale e biblioteca della musica, di cui una seconda versione si trova alla National Portrait Gallery di Londra.

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Via Don Giovanni Minzoni 14
Orari di apertura: martedì, mercoledì 14.00-19.00; giovedì 14.00-20.00; venerdì, sabato, domenica, festivi 10.00-19.00; chiuso lunedì non festivi
Telefono: +39 051 6496611
Sito web: www.museibologna.it/mambo

Sala delle Ciminiere
Robert Kuśmirowski. P E R S O [A] N O M A L I A

A cura di Lorenzo Balbi e Marinella Paderni con l’assistenza curatoriale di Sabrina Samorì
Periodo di apertura: fino al 29 settembre 2024
Ingresso: intero € 6 | ridotto € 4

Promossa dal MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna in occasione del 44°anniversario della strage di Ustica, la mostra Robert Kuśmirowski. P E R S O [A] N O M A L I A fa eco al tragico evento del 27 giugno 1980 affidando al linguaggio del contemporaneo una riflessione sulla memoria collettiva in un particolare momento di ripiegamento della storia su se stessa.
Sul filo di questa evocazione, l’artista polacco esplora la complessità del ricordo e dell’oblio attraverso grandi installazioni, ideate per la Sala delle Ciminiere del MAMbo, in cui si combinano elementi visivi, sonori e sensoriali. La serie di ambienti, di diversa natura e per la maggior parte inediti, dialogano tra loro creando un ponte tra passato e presente che genera nello spazio museale un’atmosfera sospesa ed enigmatica.
Le installazioni sono state costruite manualmente dall’artista utilizzando elementi e arredi in parte provenienti dal suo archivio e in parte scelti presso Freak Andò Antiquariato Modernariato Design, partner tecnico della mostra. Un lungo lavoro di ricerca ha preceduto la selezione degli oggetti, trasformati in simboli carichi di significato.
L’arte di Robert Kuśmirowski si distingue per la sua singolarità nell’esplorare il potenziale non completamente liberato o espresso degli oggetti che abitano le nostre vite, restituendo loro la possibilità di rilasciare quell’eccedenza di senso che l’assuefazione, l’incuria e la denutrizione intellettuale delle persone non ha del tutto sottratto loro.
La mostra è realizzata con il contributo di Istituto Polacco di Roma, Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica Polacca e Adam Mickiewicz Institute, con il supporto di Foksal Gallery Foundation.

Project Room
UNA RICERCA POLIVALENTE. ESPERIENZE DAL CENTRO VIDEO ARTE DI FERRARA

A cura di Chiara Vorrasi e Uliana Zanetti
Periodo di apertura: fino al 13 ottobre 2024
Ingresso con biglietto museo: intero € 6 | ridotto € 4 | ridotto speciale € 2 giovani 19-25 anni | gratuito possessori Card Cultura

Il progetto, realizzato attraverso una collaborazione tra il museo bolognese e le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara e curato da Chiara Vorrasi, conservatrice responsabile delle Gallerie ferraresi, e Uliana Zanetti, responsabile del patrimonio del MAMbo, intende celebrare le attività, a circa cinquant’anni dalla fondazione e a trenta dalla chiusura, del Centro Video Arte di Ferrara, unica istituzione artistica espressamente dedicata in Italia alla produzione di video-tape.
Ideato da Lola Bonora nel 1973, e da lei stessa guidato per l’intero corso della sua durata, il Centro Video Arte diviene sin dal suo esordio parte integrante della Galleria Civica d’Arte Moderna di Ferrara diretta da Franco Farina. Avvalendosi del supporto tecnico di Carlo Ansaloni e Giovanni Grandi, il Centro esplora ogni possibilità di applicazione del video in ambito artistico, spaziando dalla video-documentazione alla produzione di video-opere, dall’impiego del video-tape in chiave didattica alla sua sperimentazione in interventi di carattere sociale.
In relazione alle profonde trasformazioni in corso all’epoca, tanto sul piano politico-amministrativo quanto su quello artistico, il Centro declina le potenzialità produttive e comunicative dei nuovi mezzi tecnologici non solo agendo sul versante dell’informazione e della divulgazione, ma anche incentivando lo sviluppo di nuove forme d’arte e di pratiche inedite di coinvolgimento e partecipazione.
L’esposizione offre alcuni importanti saggi di due particolari percorsi operativi che hanno maggiormente caratterizzato il Centro Video Arte di Ferrara: la video-registrazione di performance da un lato e la video-scultura dall’altro.

Reception, foyer, mezzanino e primo piano
FRONTIERA 40 Italian Style Writing 1984-2024
A cura di Fabiola Naldi
Periodo di apertura: fino al 1 settembre 2024
Ingresso con biglietto museo: intero € 6 | ridotto € 4 | ridotto speciale € 2 giovani 19-25 anni | gratuito possessori Card Cultura

FRONTIERA 40 Italian Style Writing 1984-2024 nasce dalla lunga ricerca condotta dalla curatrice Fabiola Naldi intorno al percorso intellettuale di Francesca Alinovi (Parma, 1948 – Bologna, 1983), ricercatrice, critica militante e attenta studiosa dei fenomeni creativi più sperimentali emersi negli anni Settanta e Ottanta, la cui breve e originale parabola ha lasciato un segno incancellabile nella critica d’arte della seconda metà del Novecento.
L’intento è, in particolare, ricordare il quarantesimo anniversario di Arte di frontiera. New York Graffiti, mostra ideata da un progetto di Francesca Alinovi la quale fu in grado di riconoscere nell’originaria forza spontanea dei writers, osteggiata dai promotori del decoro d’ordinanza delle città occidentali, una carica vitalistica mai riscontrata in altri movimenti.
FRONTIERA 40 Italian Style Writing 1984-2024 si interroga sull’eredità storica e critica che quella iniziativa, seminale nel contaminare sistema dell’arte ufficiale e realtà urbana del Writing, ha avuto fino ai nostri giorni, riprendendo gli appunti, le suggestioni e la documentazione dei viaggi americani di Francesca Alinovi.
La mostra al MAMbo si focalizza sul lavoro di 181 tra le migliori rappresentanze italiane dello Style Writing che, partendo dall’arte di frontiera, quella che secondo Alinovi si poneva “entro uno spazio intermedio tra cultura e natura, massa ed élite, bianco e nero, aggressività e ironia, immondizie e raffinatezze squisite”, si spingono verso nuove possibilità di espressione che contemplino la pittura ambientale come un nuovo orizzonte, suggestione peraltro elaborata dalla stessa Alinovi.
Le opere esposte sono perlopiù realizzate su carta, nelle sue infinite variabili, ma anche su tessuti e supporti di altro genere sui quali si è intervenuti con grafite, pennarelli, marker, colori acrilici e talvolta attraverso l’utilizzo di tecniche miste proto o pseudo collage che hanno dato origine a nuovi vocabolari stilistici.
I lavori sono inseriti in 11 teche, dislocate in diversi spazi del MAMbo (reception, foyer, mezzanino e primo piano), che forniscono al pubblico una nuova e inedita chiave di lettura di un movimento a cui la critica d’arte non ha rivolto la giusta attenzione.
Un flyer esplicativo e una mappa esemplificativa, utili, partendo dal 1984 e dalla mostra Arte di frontiera. New York Graffiti, ad approfondire il progetto e necessari per lo storytelling del fenomeno dei writers nella sua evoluzione, sono consultabili sul sito web interamente dedicato al progetto frontiera40.com, nel quale è inoltre possibile trovare dei testi di Francesca Alinovi e di Fabiola Naldi.

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e Museo Morandi | Via Don Giovanni Minzoni 14
TRAMANDO. Francesco Arcangeli tra la Pinacoteca nazionale e la Galleria d’Arte Moderna di Bologna
A cura di Lorenza Selleri e Uliana Zanetti
Periodo di apertura: fino al 6 gennaio 2025
Orari di apertura: martedì, mercoledì 14.00-19.00; giovedì 14.00-20.00; venerdì, sabato, domenica, festivi 10.00-19.00; chiuso lunedì non festivi
Ingresso con biglietto museo: intero € 6 | ridotto € 4 | ridotto speciale € 2 giovani 19-25 anni | gratuito possessori Card Cultura
Telefono: +39 051 6496611
Siti web: www.museibologna.it/mambo | www.museibologna/morandi

Nell’ambito del progetto Tramando. Francesco Arcangeli tra la Pinacoteca nazionale e la Galleria d’Arte Moderna di Bologna, con il quale la Pinacoteca nazionale di Bologna, il Museo Morandi e il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna rendono omaggio a Francesco Arcangeli (Bologna, 1915 – 1974) nel cinquantesimo anniversario della morte, le tre sedi museali presentano un progetto espositivo condiviso che, declinato in tre itinerari, propone una lettura di parte del loro patrimonio attraverso le parole del grande storico e critico d’arte.
Si tratta di un viaggio nelle tre collezioni che interessa opere e artisti amati e studiati dal critico e che riflette la sua idea di continuità tra l’arte del passato e quella del presente. Ad accompagnare i visitatori sono speciali didascalie con brani tratti da suoi testi accostati alle opere selezionate.
Il termine Tramando, che dà il nome all’intero progetto e alla mostra diffusa fra i tre musei, è una parola chiave della visione critica di Arcangeli. Tramando è per lui un filo nascosto di pensiero, di una inconscia affinità di visione del mondo, che lega artisti diversi nel tempo e nello spazio e permette di ritrovare denominatori comuni. È la tradizione nella quale si è nati e si cammina e che lasceremo alle generazioni che seguiranno.
Questo è il filo conduttore dei tre itinerari nelle sedi museali bolognesi con le quali Arcangeli ebbe modo di lavorare. Egli fu infatti al fianco di Cesare Gnudi e Andrea Emiliani negli anni della loro direzione della Pinacoteca e fu direttore della Galleria Comunale d’Arte Moderna – oggi MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna – dal 1958 al 1968.
Al Museo Morandi sei dipinti e quattordici acqueforti della collezione sono accompagnati da commenti e interpretazioni tratti dalla monografia dedicata all’artista bolognese, Giorgio Morandi (1964), e dal testo Natura ed espressione nell’arte bolognese-emiliana
(1970). La selezione dei testi intende avvicinare il pubblico all’altissima qualità letteraria della prosa di Francesco Arcangeli, magistrale interprete dell’opera morandiana.
All’interno delle collezioni del MAMbo, invece, i visitatori possono leggere, accanto a tre opere, scelte tra le tante acquisite da Francesco Arcangeli per la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna negli anni della sua direzione, alcuni suoi brani tratti da presentazioni e saggi.

Museo internazionale e biblioteca della musica | Strada Maggiore 34
Wandrè La chitarra del futuro
A cura di Marco Ballestri
Con la collaborazione di Oderso Rubini e I Partigiani di Wandré (Paolo Battaglia, Gianfranco Borghi, Luca e Loris Buffagni, Riccardo Cogliati, Mirco Ghirardini, Giorgio Menozzi, Johnny Sacco, Adelmo Sassi)
Periodo di apertura: fino all’8 settembre 2024
Orari di apertura: martedì, mercoledì, giovedì 11.00-13.30 / 14.30-18.30; venerdì 10.00-13.30 / 14.30 – 19.00; sabato, domenica, festivi 10.00-19.00; chiuso lunedì non festivi
Ingresso: gratuito
Telefono: +39 051 2757711
Sito web: www.museibologna.it/musica

Il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna dedica una mostra alla figura leggendaria di Antonio “Wandrè” Pioli (Cavriago, 1926 – 2004), fondatore negli anni Cinquanta della prima fabbrica di chitarre elettriche in Italia e inventore di alcuni dei modelli più innovativi e sperimentali nella storia mondiale di questo strumento, vere e proprie opere d’arte pop intrise di futurismo, surrealismo, metafisica e astrattismo, ancora oggi tra le più ricercate dai collezionisti di ogni paese.
Wandrè è un marchio italiano noto per la sua eccentricità e sperimentalità, all’avanguardia negli anni ’60, grazie al genio di Antonio Vandrè Pioli, conosciuto come Wandrè: artista, imprenditore, partigiano, artigiano e soprattutto uno dei liutai più innovativi del secolo scorso. Le chitarre Wandrè, definite “sculture sonore”, viaggiano per il mondo come creature uniche, distanti dai modelli convenzionali dell’epoca, portando con sé una visione unica.
Il progetto espositivo Wandrè La chitarra del futuro presenta oltre 50 pezzi tra chitarre, bassi e contrabbassi, ognuna con la sua storia e con la sua personalità unica: pezzi iconici e irripetibili per forma, colore, tecnica e materiali utilizzati. Il percorso, contestualizzato con altre opere dell’artista realizzate dal 1970 alla fine degli anni ’90, esprime molto bene il carattere di Wandrè: pop e al contempo psichedelico, dieci anni prima della psichedelia.
Il percorso di visita si completa con il documentario Wandrè. Utopia elettrica (2024/23’30”), un progetto di Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura e Paesaggio realizzato da 3D Produzioni.
La mostra è realizzata in collaborazione con Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura e Paesaggio, con la sponsorship tecnica di Assimusica Cremona, e si inserisce nelle iniziative organizzate per celebrare il ventesimo anniversario del Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna.


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Cittadella Jazz giunge alla IV edizione e cresce passo dopo passo

Un festival che cresce, un passo alla volta: Cittadella Jazz giunge alla quarta edizione, allargando la tipologia dei suoi contenuti artistici. Dal 30 agosto all’1 settembre si svolgerà l’immancabile maratona concertistica, con 5 concerti e 6 parate musicali nell’arco di tre giornate.

Comune di Cittadella
Associazione Culturale Miles
 
4° Edizione
30 agosto – 1° settembre 2024
Cittadella (PD)

Il cast artistico è 100% made in Italy, ma molti degli artisti che arriveranno nella cittadina in provincia di Padova godono di fama internazionale. Jazzisti pluripremiati come Mauro Ottolini, Gianluca Petrella, Rosario Giuliani si alterneranno o anche si esibiranno assieme a grandi nomi del cantautorato nazionale (Francesco Baccini) e del crossover tra i generi (Dirotta su Cuba). La maggior parte degli appuntamenti sarà a ingresso gratuito.

Dall’1 agosto all’1 settembre il Palazzo Pretorio di Cittadella ospiterà una mostra fotografica di Roberto Cifarelli: la ricchezza dei suoi contenuti visivi preparerà l’atmosfera jazzistica in attesa del weekend concertistico di fine agosto.

Questa edizione si segnala inoltre per il nuovo gemellaggio organizzativo con la struttura del Padova Jazz Festival: una sinergia tra i principali operatori in ambito jazzistico del territorio per continuare a crescere insieme.

Cittadella Jazz, con la direzione artistica di Valerio Galla e Andrea Bertollo, è organizzato dall’Associazione Culturale Miles, con il contributo del comune di Cittadella e la collaborazione di Pro Cittadella.

Il concerto inaugurale di Cittadella Jazz 2024 basta da solo a conferire un tono distintivo al festival: venerdì 30 agosto alla Jazz Arena Campo della Marta il celebre cantautore genovese Francesco Baccini e l’Orchestra Ottovolante guidata da Mauro Ottolini si uniranno per rivisitare i successi di Baccini e altri classici della scuola cantautorale genovese e del pop italiano che più ha flirtato con il jazz (Buscaglione, Carosone, Modugno, Gorni Kramer, Trio Lescano…). Queste celeberrime canzoni assumeranno una nuova veste orchestrale, con tinte latineggianti e jazzate, in uno spettacolo che fin’ora ha avuto solo una precedente realizzazione.

Sabato 31 agosto, sempre alla Jazz Arena Campo della Marta, i riflettori saranno puntati sul batterista Maxx Furian, il cui trio assieme al tastierista Leo Dalla Cort e al bassista Federico Malaman sarà per l’occasione rinforzato dalla presenza di Rosario Giuliani, uno dei sassofonisti più rappresentativi del jazz italiano. Il progetto “Back Home” è un appagante ritorno al passato come solo un artista dalla lunga esperienza può concedersi. Del resto Maxx Furian in quasi quarant’anni di carriera ha vissuto e interpretato ai massimi livelli molti generi musicali. E ora si concede il piacere di ripescare composizioni che lo riportano alla sua giovinezza.

Durante la giornata la MagicaBoola Brass Band animerà l’intero centro di Cittadella con tre distinti concerti itineranti, tutti eseguiti con tanto di coreografie. MagicaBoola è una moderna street band composta da fiati e ritmica le cui esibizioni in parata aggiornano l’eredità stilistica delle antiche marching band di New Orleans, con un repertorio sensibile al rinnovamento dei linguaggi musicali (jazz, blues, etnica, hip hop, funk, canzone popolare).

Domenica 1 settembre le storiche mura di Cittadella saranno un contenitore straripante di musica per tutta la giornata. Momento culminante sarà il concerto conclusivo del festival alla Jazz Arena Campo della Marta con i Dirotta su Cuba. Massima espressione del musica funky made in Italy, la band celebra con un nuovo tour il trentennale del suo primo singolo, “Gelosia”: pubblicato nel 1994 riscosse un successo clamoroso e inaspettato, che consacrò la cantante Simona Bencini e soci nel panorama dell’acid jazz, un genere capace di attirare le platee popolari e di stuzzicare i più esigenti amanti del jazz.

A rinforzare la programmazione, e il lustro jazzistico del festival, nel pomeriggio arriva (in Piazza Pierobon) anche la Cosmic Renaissance del trombonista Gianluca Petrella: un quintetto che si riallaccia alla musica ‘interstellare’ di Sun Ra per dare vita a forme sonore visionarie e in perenne mutazione, nelle quali convivono jazz spirituale, ispirazione afro-futurista e sperimentazione elettronica.

Ma la musica si accende sin dalla mattina, con il trio del cantante vicentino Alan Bedin che al Teatro Sociale rivisita in chiave jazzistica le canzoni di Luigi Tenco, intervallate da brani di altri campioni della canzone sia genovese che nazionale.

La giornata domenicale sarà inoltre scandita da altri tre concerti in parata itinerante nel centro cittadino della MagicaBoola Brass Band.

Novità di questa edizione di Cittadella Jazz è l’apertura verso altre espressioni artistiche che si confrontano con la musica jazz. Ed ecco servita la mostra fotografica “4/4 in Jazz”: esposizione di 300 scatti opera di Roberto Cifarelli, uno dei più noti fotografi di jazz italiani, capace con la forza ed eloquenza delle sue immagini di imporsi anche a livello internazionale. La mostra, allestita al Palazzo Pretorio e visitabile dall’1 agosto all’1 settembre, offrirà un assaggio in anteprima delle emozioni del festival.

Cifarelli, classe 1964, ha compiuto tutto il percorso che separa gli scatti del dilettante di gusto da quelli del professionista senza che venissero mai meno la passione per la musica e il rispetto per i musicisti. Lo stretto rapporto di amicizia che lo lega agli artisti è anche il segreto dell’immediatezza delle sue foto, che al di fuori di ogni ricerca formalistica cercano soprattutto di far emergere non tanto il fotografo quanto il musicista e la sua peculiare gestualità. Collabora da anni sia in Italia che all’estero con le principali riviste di settore (Musica Jazz, Amadeus, Jazzit, DowBeat…) e le più importanti etichette discografiche (Blue Note, ECM, CAM, Abeat…), con ormai ben più di 300 copertine pubblicate tra riviste, dischi, libri. Oltre 100 sono le mostre che gli sono state dedicate in tutta Europa.

Cifarelli coltiva diversi progetti visivi, dei quali ben quattro saranno rappresentati nella mostra di Cittadella. “The Black Square” comprende ritratti di musicisti che escono dal profondo nero, senza strumento, senza luogo; solo il loro sguardo, dal quale ognuno può leggere una storia, quella che vuole. “Double Improvisation” è una ricerca sulle doppie e triple esposizioni; fotografie mosse eseguite rigorosamente in macchina senza post produzione: un modo per interpretare l’improvvisazione della musica con il movimento e la sovrapposizione di colori. “The Street of Jazz” coglie alcuni dei più grandi musicisti della scena jazz internazionale quando, a fine concerto, riposti gli strumenti e lontano dai riflettori e dallo sguardo degli spettatori, spariscono nella notte. Sguardi adrenalinici o assonnati, valige e custodie di strumenti; il palco è ora la città, con i suoi marciapiedi deserti. Le immagini della serie “High Key on Jazz” sono realizzate con la tecnica dell’high-key, con la luce che invade le superfici e i contrasti ridotti al minimo. I soggetti di Roberto Cifarelli sono avvolti da una luminosità innaturale che trasmette sensazioni di pace e di misticismo.

PROGRAMMA
 
Venerdì 30 agosto
Jazz Arena Campo della Marta, ore 21:30
FRANCESCO BACCINI & MAURO OTTOLINI
ORCHESTRA OTTOVOLANTE
Francesco Baccini (pianoforte, voce), Mauro Ottolini (trombone),
Andrea Lagi (tromba), Paolo Malacarne (tromba),
Matteo Del Miglio (trombone basso), Emiliano Vernizzi (sax alto),
Stefano Menato (sax tenore), Corrado Terzi (sax baritono),
Oscar Marchioni (tastiere), Marco Bianchi (chitarra), Giulio Corini (contrabbasso), Luca Colussi (batteria), Valerio Galla (percussioni)
in caso di maltempo il concerto si terrà al Teatro Sociale
 
Sabato 31 agosto
Jazz Arena Campo della Marta, ore 21:30
Furian, Dalla Cort, Malaman Trio featuring Rosario Giuliani
“Back Home”
Maxx Furian (batteria), Rosario Giuliani (sax alto),
Leo Dalla Cort (pianoforte, tastiere), Federico Malaman (basso elettrico)
in caso di maltempo il concerto si terrà al Teatro Sociale
 
itinerante per il centro di Cittadella (3 spettacoli giornalieri)
MAGICABOOLA BRASS BAND
Alessandro Riccucci, Renzo Telloli (sax alto),
Sigi Beare, Francesco Felici, Elena Zappolini (sax tenore),
Filippo Ghezzi, Pietro Petri, Michele Santinelli (sax baritono),
Andrea Lagi, Giulio Mari, Luca Carducci, Matilde Gori (tromba),
Leonardo Ricci, Manuel Signorini (sousafono),
Francesco Dell’Omo, Riccardo Focacci, Francesco Giomi, Olivier Mannari (percussioni)
 
Domenica 1 settembre
Teatro Sociale, ore 11
Alan Bedin
“T&nCó – Pensando a Tenco e ai suoi contemporanei”
Alan Bedin (voce), Marco Ponchiroli (pianoforte), Gigi Sella (sax, flauti)
 
Piazza Pierobon, ore 18
GIANLUCA PETRELLA COSMIC RENAISSANCE
Gianluca Petrella (trombone, effetti), Mirco Rubegni (tromba, effetti),
Riccardo Di Vinci (basso elettrico), Federico Scettri (batteria),
Simone Padovani (percussioni)
in caso di maltempo il concerto si terrà al Teatro Sociale (ore 16)
 
Jazz Arena Campo della Marta, ore 21:30
DIROTTA SU CUBA
“Gelosia 30th Bday – Let’s Celebrate Tour”
Simona Bencini (voce), Luca Iaboni (tromba), Donato Sensini (sax, flauto),
Stefano Profazi (chitarra), Emiliano Pari (tastiere),
Patrizio Sacco (basso), Vincenzo Protano (batteria)
in caso di maltempo il concerto si terrà al Teatro Sociale
 
itinerante per il centro di Cittadella (3 spettacoli giornalieri)
MAGICABOOLA BRASS BAND
Alessandro Riccucci, Renzo Telloli (sax alto),
Sigi Beare, Francesco Felici, Elena Zappolini (sax tenore),
Filippo Ghezzi, Pietro Petri, Michele Santinelli (sax baritono),
Andrea Lagi, Giulio Mari, Luca Carducci, Matilde Gori (tromba),
Leonardo Ricci, Manuel Signorini (sousafono),
Francesco Dell’Omo, Riccardo Focacci, Francesco Giomi, Olivier Mannari (percussioni)
 
ALTRI EVENTI
da giovedì 1 agosto a domenica 1 settembre
Palazzo Pretorio
4/4 IN JAZZ
chiaro, scuro, mosso, in strada
Mostra fotografica di Roberto Cifarelli

Informazioni:
Cittadella Jazz: email: cittadellajazz@gmail.com
www.facebook.com/cittadellajazzfestival
 
Biglietti:
tutti i concerti sono gratuiti tranne quelli di:
Francesco Baccini & Mauro Ottolini (30 agosto): posto unico 15 euro + d.p.
Dirotta su Cuba (1 settembre): posto unico 15 euro + d.p.
 
Mostra Roberto Cifarelli:
Ingresso gratuito nelle giornate di sabato e domenica (dalle ore 11 alle 13) e nei giorni dal 26 agosto all’1 settembre (dalle ore 18 alle 20).
Nelle altre giornate è possibile prenotare presso lo IAT la visita guidata a pagamento ai monumenti di Cittadella, comprensiva di palazzo Pretorio e della mostra.
 
Prevendite:
www.ticketmaster.it
 
Direzione artistica: Valerio Galla e Andrea Bertollo
 
Ufficio Stampa: Daniele Cecchini
cell. 348 2350217
e-mail: dancecchini@hotmail.com

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Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.

Venezia: Fugu Project presenta “Stato d’imprevisto”

Giovedì 29 agosto 2024 inaugura alle ore 18:00 la mostra STATO D’IMPREVISTO con le opere di Valerio D’Angelo, Antonio Della Guardia, Daniele Di Girolamo, Greta Maria Gerosa, Mozzarella Light e Wang Yuxiang nei tre piani della Scoletta di San Giovanni Battista in Bragora nel Campo Bandiera e Moro a Venezia.
Durante l’inaugurazione si terrà la performance Lime di Di Girolamo alle ore 19:30.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 11:00 alle 19:00 fino al 13 settembre 2024.
Nel mese di agosto gli artisti si alternano nell’allestimento andando a comporre progressivamente l’esposizione. Chiunque passa per il Campo e trova la porta aperta è invitato a entrare nel Palazzo per assistere alla fase di work in progress, interamente aperta al pubblico.
Il progetto è ideato e realizzato da Flaminia Ciuferri e Niccolò Giacomazzi, in collaborazione con Culturit Venezia, VBRA venezia e Fondazione Pepe.

FUGU PROJECT PRESENTA
STATO D’IMPREVISTO

L’inaugurazione della mostra STATO D’IMPREVISTO si terrà giovedì 29 agosto 2024 presso la Scoletta di San Giovanni Battista in Bragora a Venezia.

In STATO D’IMPREVISTO sono esposte le opere di sei artisti under 35 che, partendo da più regioni italiane, stanno emergendo nel panorama nazionale e internazionale. Le loro ricerche sono connesse da una prima fase di analisi della realtà e attenta individuazione dei pilastri che la costituiscono. È da questo punto di partenza comune che ognuno di loro declina gli sconfinamenti che sovvertono l’incedere predeterminato di tematiche come esistenza, vissuto, relazione, gesto e identità. Per questa ragione, la mostra indaga il concetto d’imprevisto con l’intento di offrire uno sguardo su atteggiamenti artistici di reazione rispetto alla rottura di ordini prestabiliti, lasciando spazio a tutte le possibilità inattese che ne derivano. La chiave di lettura delle opere è legata all’immaginare inediti percorsi di conoscenza articolati all’interno di dinamiche relazionali e di costruzione dell’identità.

La mostra si apre con le installazioni di Antonio Della Guardia e Greta Maria Gerosa in cui l’immaginazione è in grado sia di sovvertire i simboli di potere che innescare una deviazione di significato, attuando un ribaltamento di ciò che di consuetudine ci si aspetterebbe dal mondo reale. Al primo piano del Palazzo, l’imprevedibilità dell’incontro e dell’entrare in contatto con l’inesplorato caratterizzano le opere di Daniele Di Girolamo e Wang Yuxiang. Concludono al secondo e terzo livello le installazioni di Valerio D’Angelo e Mozzarella Light che, analizzando la storia e la struttura del luogo che li ospita, lavorano sul ripensamento dell’identità e sul rendere manifesta un’imprevedibilità latente e potenziale di un elemento reale.

Gli organizzatori Flaminia Ciuferri e Niccolò Giacomazzi, co-fondatori di FUGU PROJECT, hanno invitato gli artisti sopra menzionati a ragionare sull’imprevisto e ad esplorarne le varie declinazioni, poiché oggi più che mai è necessario accogliere l’inaspettato come strumento per riflettere criticamente sul nostro tempo.

All’opening verrà realizzata la performance Lime di Di Girolamo che consiste in un viaggio sonoro ininterrotto tra musica ambient e sperimentale. I campionamenti, modificati e raccolti durante i viaggi dell’artista, includono registrazioni sul campo di alcune proteste, collaborazioni con artisti durante una residenza a Parigi, suoni dell’energia idroelettrica canadese e molti altri. Durante il periodo di esposizione, VBRA venezia organizzerà un evento musicale abbracciando il concept stesso della mostra. A conclusione verrà presentato il catalogo disegnato da DITO Studio con approfondimenti sul tema a partire dalle opere presentate e dall’esperienza vissuta nell’isola di Venezia.

Valerio D’Angelo (Roma, 1993) si è formato nel campo del restauro, specializzandosi in tecniche decorative barocche come la doratura in foglia d’oro e la laccatura, presso il laboratorio Nazzareno Fontana Restauri di Roma. Inizia la sua pratica artistica nel 2021, esprimendosi principalmente attraverso la scultura, l’installazione site-specific e la sperimentazione materica. Elemento fondamentale della sua ultima ricerca diventa la luce, le proiezioni che ne derivano e il suo aggettivo materico. L’artista si concentra in particolare sulla dimensione dello spazio, inteso sia in forma architettonica che scientifica. Il lessico delle installazioni si allinea all’immaginario fantascientifico, ispirandosi alla narrativa distopica post-apocalittica, dove la percezione di ogni cosa è capovolta e la linearità della nostra esistenza è spezzata.

La ricerca di Antonio Della Guardia (Salerno,1990) si focalizza da anni sui condizionamenti imposti dal lavoro contemporaneo sul corpo, sui processi cognitivi e sulle sfere più intime della vita privata. Una ricerca mirata a rilevare i segni ed elaborare allo stesso tempo forme e processi immaginativi di contrasto. Il suo lavoro è stato presentato in diverse istituzioni sia italiane che estere, tra cui: MEC (Córdoba Argentina), MAXXI (Roma), MUNTREF (Buenos Aires), Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Roma), MACRO (Roma), Triennale (Milano), Centrul De Interés (Cluj-Napoca), Fondazione Pastificio Cerere (Roma), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino), Fondazione Izolyatsia (Kiev), Fondazione Morra Greco (Napoli), Fondazione Antonio Ratti (Como), La Caja (Caracas), Ambasciata d’Italia (Berna), Istituto Italiano di Cultura (Cracovia e Varsavia).

Greta Maria Gerosa (Lecco, 1997) vive e lavora a Venezia, dove è parte dell’artist-run space zolforosso. Nel 2022 si è laureata in Arti Visive e Studi Curatoriali presso la NABA di Milano, dopo aver conseguito il Diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. È stata finalista della Collettiva Giovani Artisti in Fondazione Bevilacqua La Masa (2020 e 2023) e ha presentato la mostra personale Estetiche del Controllo presso Terzospazio (2023). Ha presentato il video IS IT A BIRD, WATCHING? nella mostra Ballad of species a The Others Fair (2023) e presso PACTA dei Teatri Salone, Abbiategrasso, in occasione della rassegna Abbiatissima a cura di Alessia Baranello con Massimo Bartolini, Riccardo Benassi e Luca Trevisani (2022). È residente a Dolomiti Contemporanee e partecipa a TROMAMOTEL, Openstudio di Progettoborca, a cura di Gianluca D’Incà Levis (2023).

Mozzarella Light è il duo artistico composto da Giulia Ciappi (Poggibonsi, 1997) e Marco Frassinelli (Roma, 1992). Si formano nelle Accademie di Belle Arti di Firenze e di Roma, dove conseguono il diploma di Scultura, e presso la Universidad del País Vasco di Bilbao in Spagna, facendo workshop e residenze negli USA, in Grecia ed in Israele. Il nome scelto per designare il sodalizio artistico punta sullo spaesamento e su un’apparente anti-artisticità. La luce è l’elemento essenziale del loro linguaggio espressivo. Tra le esposizioni più recenti si menzionano: Onironautico, Contemporary Cluster, Roma (2024); Puramente immaginabile, Supernova, Roma (2023); Cassandra, Spazio Volta, Bergamo (2023); SUB, progetto squatting, Ciao, Roma (2023); Margine dentato, Spazio Artiglieria, Firenze (2022); Domovoi, Casa Vuota, Roma (2022).

La ricerca di Wang Yuxiang (Anhui CN, 1997) si concentra sulla fusione della cultura mediterranea con quella orientale d’origine: tempo, storia, memoria sono i leitmotiv concettuali che guidano il suo lavoro. L’artista prende le distanze dal luogo in cui interviene per analizzarne le particolarità, restituendole attraverso un’architettura visiva site-specific. Influenzato dal decostruzionismo, avvia una ricerca e uno studio preliminare sul contesto per intervenire su di esso in un secondo momento. La sua formazione, iniziata nella sua città natale e implementata durante i suoi soggiorni e lunghi viaggi, gli permette di coniugare la sua ricerca con una considerazione della diversità culturale e del centrismo occidentale nel contesto della globalizzazione. Nel 2023 ha vinto il Premio Insulare in occasione di The Others Fair e il premio miglior artista emergente in occasione della fiera Arte in Nuvola di Roma.


STATO D’IMPREVISTO
Artisti 
Valerio D’Angelo, Antonio Della Guardia, Daniele Di Girolamo, 
Greta Maria Gerosa, Mozzarella Light, Wang Yuxiang
Progetto di
Flaminia Ciuferri e Niccolò Giacomazzi
Inaugurazione e Date
Giovedì 29.08.2024 H18 – 21 + performance Lime di Di Girolamo H19:30
30.08 – 13.09.2024 / tutti i giorni H11 – 19
Ingresso libero
Luogo e Indirizzo 
Scoletta di San Giovanni Battista in Bragora 
Campo Bandiera e Moro 3811 B, Venezia
Progetto grafico
DITO Studio
In collaborazione con
Culturit Venezia, VBRA venezia, Fondazione Pepe
Contatti 
associazionefugu@gmail.com / @fugu_project

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Bologna: Nuovo Forno del Pane Outdoor Edition 2024 – Si conclude l’esperienza

Nuovo Forno del Pane Outdoor Edition 2024. Si conclude dopo tre mesi di studio, ricerca, sviluppo di progetti e relazioni con il territorio l’esperienza delle artiste e degli artisti in residenza nei sei Distretti culturali della Città metropolitana di Bologna.
A documentarne i momenti più significativi, una pubblicazione e un video trailer.

Nuovo Forno del Pane Outdoor Edition 2024 | Si conclude l’esperienza delle artiste e degli artisti in residenza nei sei Distretti culturali della Città metropolitana di Bologna

Dopo tre mesi di studio, incontri, ricerca, progettazione, costruzione di relazioni nel gruppo e con il territorio, grazie a una significativa e attiva collaborazione dei Distretti culturali della Città metropolitana, e un Public Program in cui artiste e artisti hanno proposto incontri, laboratori e momenti di confronto aperti al pubblico, giunge a conclusione con il mese di luglio 2024 il progetto di residenza della seconda edizione del NuovoForno del Pane Outdoor Edition.

Nato dall’innovativa esperienza del Nuovo Forno del Pane, promossa nel 2020 dal MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna per supportare la comunità artistica durante l’emergenza Covid-19 offrendo loro uno spazio di ricerca e produzione, il Nuovo Forno del Pane Outdoor Edition su iniziativa della Città metropolitana di Bologna e del Comune di Bologna, e fortemente voluto da Elena Di Gioia, dal 2023 è diventato un’azione permanente della politica culturale metropolitana che mira al sostegno della produzione artistica, favorendo la formazione di comunità creative diffuse nel territorio metropolitano.

Nuovo Forno del Pane Outdoor Edition 2024 è a cura di Lorenzo Balbi, Caterina Molteni e Sabrina Samorì, coordinato da Giulia Pezzoli con la collaborazione di Cristina Ropa e Giovanna Trombetti e con l’assistenza alla curatela e alla comunicazione di Margherita Falqui.

Per le Amministrazioni comunale e metropolitana tra le soddisfazioni più importanti di questi anni c’è l’aver reso il territorio metropolitano una diffusa e allargata città artistica e culturale, grazie a uno straordinario lavoro di collaborazione e condivisione con i Distretti culturali. Aver voluto supportare la seconda edizione del Nuovo Forno del Pane Outdoor Edition manifesta pienamente la volontà di radicare la linea di sostegno alla nuova creatività e ai linguaggi del contemporaneo, rendendo la Città metropolitana un ampio atelier artistico a cielo aperto dove i luoghi di eccellenza – scelti appositamente per questa seconda edizione – hanno accolto, connesso e sostenuto l’espressività artistica di sei giovani artiste e artisti, confermando che il sistema culturale comunale e metropolitano hanno la capacità di mettere a frutto progetti strategici e culturali di grande valore anche su un territorio vasto e diversificato. Le Amministrazioni ringraziano dunque tutti coloro che hanno collaborato al progetto e che hanno accolto anche quest’anno la grande sfida di realizzarlo attraverso un’edizione che brilla per peculiarità e progettualità artistiche che ci guideranno in futuri scenari dove l’arte, le comunità e le diverse generazioni potranno continuare a scrivere insieme nuove narrazioni culturali. 

Per Giovanna Trombetti, dirigente Area Sviluppo Economico della Città metropolitana di Bologna: “Questa nuova seconda edizione del Nuovo Forno del Pane Outdoor Edition 2024 ci ha visto impegnati come Città metropolitana nella sfida di far emergere nuovi luoghi di residenza e di creare uno scambio proficuo tra loro, gli artisti/e e il territorio, un percorso fatto di dialoghi, progettualità, connessioni non solo a livello artistico ma anche umano davvero importate. Il risultato è stato oltre ogni aspettativa. Si sono creati intrecci di saperi e vissuti molto significativi di cui siamo orgogliosi, intrecci che hanno spaziato in vari ambiti disciplinari dove l’arte ha potuto manifestarsi con estrema libertà e forza espressiva. Il lavoro sinergico e costante con MAMbo e i Distretti culturali, così come con l’agenzia ABSOLUT eventi&comunicazione che ha seguito tutta la progettualità, è stato fondamentale e ringrazio davvero tanto tutti gli operatori e le operatrici che hanno speso energie e forze per realizzare un’edizione così speciale e indimenticabile”.

Eva Degl’Innocenti, direttrice del Settore Musei Civici Bologna, aggiunge: “Nuovo Forno del Pane Outdoor Edition 2024 ha costituito un esempio perfetto di progettualità condivisa e un ulteriore importante passo verso la creazione e il perfezionamento del sistema museale metropolitano, coinvolgendo istituzioni locali e realtà associative e confermando la forte identità artistico-culturale e creativa di un’area geografica ricca di tradizione, storia e natura. Il progetto outdoor ha inoltre permesso di alimentare di nuova linfa e nuovi indirizzi le ricerche artistiche più contemporanee”.

Lorenzo Balbi, direttore MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e co-curatore del progetto, conclude: “La seconda edizione dell’Outdoor Edition del Nuovo Forno del Pane si è posto in continuità con la prima edizione rinnovando la possibilità di creare una rete in grado di valorizzare le ricerche artistiche più contemporanee e divenire il connettore tra diverse realtà già attive sul territorio metropolitano e le artiste e gli artisti che operano in Italia. Il museo in questo modo si è configurato non solo come istituzione capace di captare artisti e artiste interessati a vivere un’esperienza formativa e di produzione ma anche di valorizzare e connettere gli spazi di produzione culturale attivi nel proprio territorio“.

Una pubblicazione finale in lingua italiana e inglese, curata da Caterina Molteni con progetto grafico di Giulio Ferrarella (al mare.Studio) e fotografie di Valentina Cafarotti e Federico Landi (Migliorare con l’età), documenta i tanti momenti vissuti da artiste e artisti nelle residenze. Nel volume viene dedicata un’intera sezione alle attività di autoformazione e all’esplorazione delle eccellenze e delle specificità dei distretti della Città metropolitana di Bologna concretizzatasi attraverso le visite guidate all’Oasi WWF e al Santuario della Beata Vergine della Consolazione di Montovolo, alla Stazione Astronomica di Loiano e alla scoperta delle opere disseminate per il borgo di Tolè. Artiste e artisti hanno inoltre aperto un confronto diretto con associazioni, professionisti e istituzioni quotidianamente attivi in queste aree attraverso conversazioni e laboratori, come l’incontro con il Gruppo della Stadura e il laboratorio di panificazione presso l’Istituzione Villa Smeraldi Museo della Civiltà contadina o la sessione di lettura dedicata al linguaggio presso il Museo Giuseppe Scarabelli di Imola.

Il libro si apre con i testi istituzionali di Elena Di Gioia, Giovanna Trombetti, Eva Degl’Innocenti e l’introduzione di Lorenzo Balbi. Seguono i saggi di Caterina Molteni e Giulia Pezzoli e le sezioni dedicate alle esperienze e alle attività di autoformazione di artiste e artisti nei luoghi che hanno vissuto e imparato a conoscere in questi mesi, tra aprile e luglio 2024: Andrea Di Lorenzo (Varese, 1994), in residenza presso il Distretto culturale Montagna, Grizzana Morandi; Adele Dipasquale (Torino, 1994), in residenza presso il Distretto culturale Imolese, Imola; Letizia Lucchetti (Ancona, 1999), in residenza presso il Distretto culturale Reno Lavino Samoggia, Madonna di Rodiano, Valsamoggia; Marco Mandorlini (Pontedera, 1998), in residenza presso il Distretto culturale Pianura Est, San Marino di Bentivoglio; Gianlorenzo Nardi (Giulianova, 1995), in residenza presso il Distretto culturale Savena-Idice, Loiano; Gaetano Palermo (Catania, 1998), presso il Distretto culturale Pianura Ovest, Calderara di Reno.
La pubblicazione è disponibile per il pubblico presso il bookshop del MAMbo.

Un video trailer realizzato da Valentina Cafarotti e Federico Landi (Migliorare con l’età) raccoglie e rende visibile in versione condensata situazioni e interazioni che hanno coinvolto le due artiste e i quattro artisti in momenti diversi della residenza. Il video trailer è pubblicato sul canale YouTube MAMbo channel e sul sito web del Nuovo Forno del Pane.

Prima dell’inizio del periodo di permanenza, ai 6 vincitrici e vincitori è stata offerta l’opportunità di conoscere i servizi e le vocazioni del territorio e dei sei Distretti culturali grazie a un accompagnamento mirato realizzato in collaborazione con Bolognafor Talent, il servizio della Città metropolitana di Bologna e del Comune di Bologna dedicato allo sviluppo di progetti per l’attrazione e la valorizzazione dei talenti.

Successivamente, artiste e artisti, lavorando sia in autonomia che confrontandosi con curatrici e curatori del progetto, hanno portato avanti per tre mesi ricerche e attività sul territorio, relazionandosi con luoghi e persone e raccogliendo spunti per progetti che potranno dare luogo a nuovi lavori futuri.

In questi mesi artiste e artisti hanno inoltre realizzato un Public Program concepito come un laboratorio di autoformazione aperto al pubblico che ha messo al centro il loro punto di vista rispetto a tematiche rilevanti del contemporaneo.

Il primo degli eventi, proposto da Letizia Lucchetti lo scorso 11 giugno, ha portato la Scuola di Santa Rosa nella sezione “Figurabilità. Pittura a Roma negli anni Sessanta” del MAMbo imbastendo una lezione aperta di disegno con i fondatori del progetto Luigi Presicce Francesco Lauretta; il secondo appuntamento, programmato il 30 giugno e proposto da Gianlorenzo Nardi, ha visto l’architetto e professore associato presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre e co-fondatore di Stalker / Osservatorio Nomade, Francesco Careri, condurre il pubblico in un’esplorazione urbana lungo il tratto di strada che collega il MAMbo alle aree più interne del quartiere Navile, passando per sottopassi e luoghi marginali della città; il terzo evento proposto da Andrea Di Lorenzo è stato un laboratorio di fitoalimurgia con la contadina e studiosa Annalisa Malerba, che ha avuto luogo lo scorso 12 luglio ai Fienili del Campiario, a Grizzana Morandi; la quarta iniziativa si è svolta il 13 luglio e ha visto il curatore e ricercatore Daniel Blanga Gubbay confrontarsi con Gaetano Palermo sulle loro aree comuni di indagine artistica; il quinto appuntamento ha coinvolto Adele Dipasquale che, il 16 luglio, ha presentato presso Le Serre dei Giardini Margherita, il lungometraggio Lose Voice Toolkit da lei diretto discutendone successivamente con la scrittrice e artista Allison Grimaldi Donahue; il sesto e ultimo evento, proposto da Marco Mandorlini presso il Istituzione Villa Smeraldi Museo della Civiltà contadina a San Marino di Bentivoglio, ha coinvolto lo scorso 17 luglio un gruppo di persone nel workshop Tempo di una civiltà condotto dall’artista e contadino Luca Boffi (Alberonero).

Andrea Di Lorenzo parla così della sua esperienza: “Durante la residenza a Grizzana Morandi ho approfondito i processi biologici delle piante spontanee e la loro rappresentazione in decorazioni architettoniche locali. Il confronto con esperti nel settore botanico e studiosi delle tradizioni locali hanno fornito nuovi stimoli e hanno contribuito a rendere la mia indagine più dettagliata e puntuale. Inoltre, il dialogo con gli abitanti mi ha offerto preziose testimonianze sui mutamenti del paesaggio appenninico nell’ultimo secolo. Ho potuto approfondire ulteriormente questa tematica grazie anche alla consultazione di materiale dell’archivio forestale“.

Adele Dipasquale racconta:”La residenza al Nuovo Forno del Pane mi ha permesso di entrare in contatto con la realtà artistica locale, è stato un momento cruciale per iniziare un dialogo con l3 altr3 residenti, il team curatoriale, ma anche con artist3, curator3 e professionist3 che abbiamo incontrato in questi mesi nel territorio. Inoltre la residenza mi ha dato la possibilità di avere il tempo e lo spazio necessari per proseguire la mia attuale ricerca sulla pratica medianica e muovere i primi passi nella scrittura e produzione di un nuovo film“.

Letizia Lucchetti descrive con queste parole il suo periodo di residenza: “Sono arrivata a Casa Vallarmà, nel distretto culturale di Valsamoggia, dopo un lungo mese di pausa dalla pittura. Ricominciare a dipingere dopo una pausa è sempre stato, almeno per me, un momento delicato in cui molte dinamiche vengono messe in discussione. Il Nuovo Forno del Pane mi ha offerto uno spazio e un tempo necessari per affrontare questo momento, dedicandogli tutte le mie energie. Mi ha permesso di vivere a contatto con la natura del bosco e i suoi animali in un preciso momento della mia vita in cui sentivo la necessità della pittura di doversi isolare, per poter essere più sincera possibile con me stessa“.

Marco Mandorlini scrive:”La mia esperienza al Nuovo Forno del Pane si è svolta al Museo della Civiltà Contadina di San Marino di Bentivoglio. Fin dal mio arrivo mi sono sentito come in famiglia e sono riuscito a proseguire nella mia ricerca e ad ampliare le mie conoscenze riguardo la realtà rurale. La residenza mi ha permesso di confrontarmi e di partecipare attivamente con le sue realtà, dandomi l’opportunità di definire l’inizio del progetto da me proposto. Parte del tempo è stata utilizzata per lo sviluppo formativo attraverso l’organizzazione di attività e di laboratori collettivi, creando momenti di condivisione con gli altri partecipanti in residenza“.

Gianlorenzo Nardi spiega: “Presso l’Osservatorio ho avuto modo di confrontare la mia pratica con una dimensione scientifica. Da una parte ho condotto un lavoro di ricerca sull’archivio di lastre fotografiche, dall’altra una serie di passeggiate ed esplorazioni intorno al territorio di Loiano. Questi due aspetti mi hanno dato la possibilità di mettere in relazione la mia ricerca legata al tema del paesaggio all’immaginario evocato dalle osservazioni del cosmo condotte dagli astrofisici. Penso che una consistente parte di lavoro continuerà anche una volta lasciato l’Osservatorio, in una sorta di riverbero dell’esperienza fatta in questo luogo“.

Infine Gaetano Palermo dichiara: Il Nuovo Forno del Pane mi ha permesso di approfondire alcuni aspetti della mia ricerca concettuale e coreografica legata al rapporto tra movimento e stasi, velocità e lentezza, attraverso la lente del wellness e della pratica sportiva. In questa prospettiva centrale è stato l’incontro con la comunità territoriale di Calderara di Reno relativo al laboratorio pubblico di indagine sulla temporalità non lineare dal titolo «Estasi» che ho tenuto, insieme a Michele Petrosino, presso la Casa della Cultura Italo Calvino“.


Informazioni
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Venezia: IL TEMPO RESTA – Personale di Silvio Pasqualini

SILVIO PASQUALINI
Il TEMPO RESTA 

Dal 20 luglio al 29 settembre 2024                 

Spazio Silvio Pasqualini 
Rio di Ca’ Foscari, Dorsoduro 3248 b, Venezia 

IL TEMPO RESTA, la nuova mostra di Silvio Pasqualini. Questa esposizione rappresenta la seconda verifica dell’artista sul concetto di tempo, attraverso una selezione di sei tele realizzate nell’anno corrente. 
Per Pasqualini il tempo resta, è fermo. In arte, tutto è rivolto al Cosmo: ciò che è rimane e si addiziona seguendo parametri spirituali universali senza tempo, intercettabili nello spazio-tempo da realtà dotate delle stesse frequenze e portate avanti all’infinito.

Pasqualini descrive il suo lavoro come un viaggio esplorativo a tutto tondo,percorso di ricerca che si è evoluto nel corso degli anni, stratificandosi e cercando di comprendere i segni e i loro significati. L’artista sottolinea l’importanza dei colori primari, del segno, della materia e del senso di appartenenza a un mestiere antico. Gli ultimi lavori in mostra sono stati infatti realizzati con colori creati artigianalmente, dove prevalgono piani energetici, segno e materia.

“Il Tempo resta” è una metafora che contrasta il tempo convenzionale, basato sulla caducità e sulle convinzioni filosofiche e letterarie romantiche che hanno influenzato il pensiero moderno. La mostra si propone come un’interdizione a questa visione, affermando che la storia è l’addizione di tutto ciò che esiste. Non può esserci un’idea di contemporaneità; ciò che è, rimane depositato nel Cosmo, dove vige l’assoluta atemporalità. Questo materiale spirituale ed energetico può essere intercettato nello spazio-tempo da coloro che sono dotati delle stesse frequenze e portato avanti all’infinito.

Silvio Pasqualini è un artista contemporaneo il cui lavoro esplora temi di tempo, spiritualità e cosmo. La sua arte invita a riflettere sulle convenzioni sociali e filosofiche, proponendo una visione atemporale e universale della realtà. I suoi colori, creati artigianalmente, e il senso di appartenenza a un mestiere antico conferiscono alle sue opere una profondità unica e un legame con la tradizione artistica.

Silvio Pasqualini nasce a Morro d’Alba (AN) nel 1956. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Macerata si trasferisce a Roma dove comincia ad esporre in diverse gallerie e musei per arrivare, a partire dalla fine degli anni ’70, ad esporre in gallerie europee e internazionali. Nel 2000 fonda con gli artisti Berticcioli, Fioramanti e Gasparri il Movimento Artisti Clandestini. Nel 2005, seguendo un coerente percorso etico, artistico e di vita, trasferisce il suo studio a Bassano Romano (VT) e dal 2014 vive e lavora a Venezia. 

Selezione di esposizioni

2018- Castello dei Principi Gallego, S. Agata di Militello
2018- 16°Biennale Architettura, Venezia, Padiglione nazionale Scozia 
2017-“Visioni atemporali”, Writing Shed, Venezia.
2017- “Ombra del Moloch”, Palazzo Zenobio, Venezia.
2017-“Silvio Pasqualini for Sicily”, Farmacia Boccetta, Messina.
2017-“Da Venezia a Palermo”, Galleria Studios, Palermo.2017- 57°Biennale di Venezia- Padiglione nazionale Armenia, Venezia
2017- Cantiere delle Barche 14, Vicenza


MOSTRA
Il TEMPO RESTA 
Di Silvio Pasqualini 
Maggio – Settembre 2024 

DOVE
Spazio Silvio Pasqualini, Rio Ca’ Foscari Dorsoduro 3248/b, Venezia

ORARI DI VISITA
Martedi > Domenica dalle 10.00 alle 18.00 o su appuntamento 
chiamando il n. (39) 3477030568

UFFICIO STAMPA
Cristina Gatti 
press@cristinagatti.it

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* Otto giorni di cinema nel magico scenario del Parco Raggio di Pontenure

Si dà il via, nelle giornate dal 17 al 24 agosto, alla nuova edizione di Concorto Film Festival, il festival internazionale del cortometraggio, riconosciuto come uno tra i più importanti e storici appuntamenti del settore a livello continentale. Per iniziare, diamo i numeri che ritraggono in maniera completa la XXIII edizione del festival: 45 i film nella selezione ufficiale, di cui 22 diretti da registe donne, che competeranno per l’Asino d’Oro, a fronte di 2412 candidature pervenute. Sono 28 i paesi rappresentati e 25 le anteprime nazionali, 92 i film fuori concorso, 3 concerti e 1 sonorizzazione dal vivo.

CONCORTO FILM FESTIVAL
XXIII edizione | 17 – 24 AGOSTO 2024

Presentato il programma della XXIII edizione del Festival:
 otto giorni di cinema internazionale, anteprime ed eventi collaterali da vivere immersi nel magico scenario del Parco Raggio di Pontenure.

Un cartellone ricchissimo spalmato lungo otto giornate, da vivere immersi nel cuore della Via Emilia, nello scenario naturale del Parco Raggio di Pontenure (PC), da sempre casa della manifestazione. Concorto Film Festival si avvia alla sua XXIII edizione con la consapevolezza di rappresentare oggi uno degli scenari più ambiti di quello che è “il cinema che verrà”, un casa che ospita ogni anno produzioni e giovani film-maker provenienti da tutto il mondo, con una lunga lista di lavori legati al mondo della contemporaneità e della ricerca visiva.

“Un viaggio nel mondo contemporaneo, che incrocia il passato e l’incertezza del presente, l’inquietudine dei conflitti, nello spaesamento dei rapporti umani e delle incongruenze sociali. È questo quello che Concorto cerca di intraprendere in ogni edizione: parlare di un mondo frammentato, dove l’essere umano è al centro di storie che sono vettori per affrontare diverse tematiche” – dichiara Simone Bardoni, co-direttore artistico del Festival – “L’obiettivo che ci poniamo è quello di essere un prisma che vuole rappresentare tutte le facce di un mondo che muta. Un tentativo che facciamo con i 45 titoli che presentiamo nella selezione di quest’anno, passando dai più svariati generi, attraverso la creatività che un oggetto come il cortometraggio può portare nel cinema, con la sua freschezza e la sua libertà d’espressione”.

I film in concorso si contenderanno il prestigioso Asino d’Oro, il premio per il miglior film, che verrà assegnato da una giuria internazionale composta da personalità del mondo dell’audiovisivo e delle arti contemporanee: Daniel Vadocky, studioso e operatore del mondo dell’audiovisivo, ha pubblicato articoli sul cinema mondiale e si è occupato della programmazione dell’Art Film Fest per più di dieci anni, attualmente è sales manager della Pluto Film; Lauma Kaudzite, direttrice generale della Short Film Conference, unica organizzazione internazionale che si pone l’obiettivo di unificare le attività relative ai cortometraggi a livello globale; Valentina Furian, artista visiva, vincitrice del New York Prize, si occupa di immagini in movimento e installazioni time-based.

Tra i film in concorso saranno presentati in anteprima italiana ben sette film provenienti dalla selezione ufficiale del Festival di Cannes: “Montsouris Park”, di Guil Sela, vincitore della Semaine de la Critique, un documentario su un’esperienza inaspettata nel Montsouris Park a Parigi;  “Nuestra Sombra”, diretto da Augustina Sánchez Gavier, che racconta di quello che accade ad alcune donne e un bambino lasciati a loro stessi durante un’eclissi solare in una foresta devastata dal disboscamento; “Radikals”, del regista Arvin Belarmino, nel quale si vede cosa accade all’anello debole di uno strano gruppo di ballerini; “Ella Se Queda”, in cui la regista Marinthia Gutiérrez Velazco presenta il personaggio di Laura, che in una notte nel centro di Tijuana aspetta di incontrare il suo destino; “Bad For A Moment”, di Daniel Soares, in cui il proprietario di uno studio di architettura si trova faccia a faccia con il quartiere popolare che la sua azienda sta certificando; “Across The Waters”, diretto da Viv Li, che ci porta nella storia di una ragazza che, in una remota città mineraria in cui l’acqua scarseggia e manca il segnale radio, viene incuriosita da un camionista di passaggio; “Dancing in the corner”, di Jan Bujnowski, che parla della realtà polacca dopo la caduta del comunismo nel 1989, interrogandosi, attraverso la diffusione della televisione a colori, se il mondo sia davvero colorato.

Presentati in concorso, in anteprima italiana, anche quattro film provenienti dal Locarno Film Festival: “Soleil Gris”, di Camille Monnier, corto d’animazione nel quale i protagonisti si ritrovano costretti a gestire l’annuncio di un’apocalisse ecologica;  “Hymn of the Plague”, del regista Ataka51, storia di una band che si ritrova inghiottita in uno studio di registrazione;  “On the impossibility of a homage”, diretto da Xandra Popescu, che racconta della storia di Ion, una rockstar del balletto nella Romania comunista; “400 cassettes”, della regista Thelyia Petraki, che mostra il rapporto tra due ragazzine che si scambiano doni pensando che tutto duri per sempre, scoprendo però che alla fine non è così. Tra i film in concorso si segnala anche “La Voix Des Sirènes”, diretto da Gianluigi Toccafondo, animatore italiano di fama internazionale.

Accanto ai titoli della selezione ufficiale, Concorto presenta anche diversi lavori fuori concorso divisi in sezioni tematiche e con numerosi focus geografici, tematici e di genere. Un focus speciale è quello riservato alla Palestina, con la presentazione di cinque produzioni realizzati da giovani cineasti palestinesi, allo scopo di dar voce ad esistenze vessate da decenni di guerra, apartheid e pulizia etnica, ma anche restituire momenti personali e intimi di vita quotidiana.

Altri focus tematici saranno affrontati da sezioni come: Mnemosyne, dedicata al found footage, la pratica di riutilizzo dei materiali d’archivio, a dimostrazione di come il repertorio di ieri possa continuare parlare all’interno  delle più svariate narrazioni dell’oggi; Mnemosyne/Archivio Aperto, che punta alla riscoperta del patrimonio cinematografico in piccolo formato, delle memorie private e del loro riuso contemporaneo; Lessici Famigliari,nel quale viene analizzata la rappresentazione filmica sia della parentela, che della famiglia intesa come uno spazio affettivo al di là dei legami di sangue; Guilty Pleasures, con opere filmiche che si confrontano attraverso uno sguardo lucido e tagliente sui temi della sessualità; Ubik, sezione dove trovano spazio le opere dal linguaggio più innovativo, in cui il confine tra cinema e video arte si fa sempre più labile; Supernature, con film che analizzano il complicato rapporto di convivenza tra uomo e natura; The World Dance, i cui film esplorano il tema della danza, elemento di spontaneità ed emancipazione, di collettività, aggregazione ed espressione del sé, che vedrà anche la compartecipazione di dAS Festival durante un incontro; Concortissimo, che ha come obiettivo di far provare emozioni ed esperienze di significato con pellicole della durata massima di 7 minuti; Indocili, in collaborazione con Tafano, associazione che organizza l’omonima rassegna al Cinema Beltrade di Milano, e propone una selezione di film indipendenti di registi under-35 di vario genere, tra fiction, animazione e richiami al cinema documentario; Deep Night – The Best Of, storica sezione dedicata al cinema di genere più radicale e fuori dalle righe, presente al Festival sin dagli inizi, che quest’anno proporrà un best of delle migliori pellicole proiettate negli scorsi anni; Cine Underground, sezione curata dall’omonimo festival di Busto Arsizio (VA), dedicata a film indipendenti no-budget; infine The Frame Beyond – VR Showcase, che presenta due opere in realtà virtuale, scelte in collaborazione con il gruppo di ricerca AN-ICON dell’Università Statale di Milano.

Si rinnova anche l’appuntamento con la sezione Concorto Kids, una serie di iniziative, laboratori e proiezioni che il festival rivolge ai bambini della fascia 3-12 anni, proponendo un’idea di “fruizione sana degli schermi”, legandosi ai temi dell’ambiente e della sostenibilità. Il festival conferma anche il suo spazio “Industry Days“, prevedendo panel, laboratori e incontri con festival, registi, operatori del settore e comitati scientifici.

L’edizione 2024 segna il proseguimento della collaborazione tra Concorto Film Festival e Soundtracks – Musica da Film, progetto del Centro Musica del Comune di Modena che ogni anno seleziona 5 musicisti e li coinvolge nella sonorizzazione di pellicole cinematografiche. L’iniziativa è supervisionata da Corrado Nuccini (Giardini di Mirò). Dopo il successo dell’esibizione del 2023, con ospite Karim Qqru (The Zen Circus), sul palco principale del festival, l’ensemble guidato da Roberta Sammarelli, insieme ad altri musicisti, presenta la sonorizzazione di “The Mystic“, film statunitense del 1925 che vede la regia di Tod Browning, un’opera muta drammatica, incentrata su astuti raggiri finanziari che prevedono anche lo svolgimento di una falsa seduta spiritica.

Ad arricchire ulteriormente la programmazione musicale del festival anche i live di: Angelica, che presenterà il suo nuovo disco “Sconosciuti Superstar”, scritto con la partecipazione di Calcutta e Domenico Finizio (Tropea); Ibisco, autore darkwave, postpunk ed elettronico, ed Eugenio Sournia, ex voce della band new wave/indie-rock Siberia.

Come consuetudine, ogni anno la locandina del festival è affidata a un artista differente, proveniente dal mondo dell’illustrazione e/o della street-art. Protagonista dell’edizione 2024 è l’illustratrice torinese Elisa Seitzinger (RAI, BBC, National Geographic, Warner Music Group, Adobe, Spotify, Apple Music, Taschen, Salone Internazionale del Libro, Premio Strega, etc.), che ha reinterpretato secondo il suo stile e la sua sensibilità l’animale simbolo del festival, l’asino che vola. Dalla visione dell’artista ne emerge un asino ieratico, con una codina che ricorda il tira-tende delle nonne, circondato da stelle pirotecniche e da una luna complice silenziosa della sua ascesa. Questo asino alato si libra in una notte d’agosto, rischiarata da Luna e stelle cadenti per esaudire i desideri di chi sogna ad occhi aperti sotto il cielo del Concorto Film festival.


Concorto Film Festival è reso possibile da: Regione Emilia-Romagna e Emilia-Romagna Film
Commission, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Comune di Piacenza, Comune di
Pontenure e Arci. Un sentito grazie va ai nostri sponsor e partner: COOP Alleanza 3.0, Gruppo
Iren, Iren Comitato territoriale di Piacenza, EduIren, Fonte Plose, Città del Sole Piacenza e Cantina Tenuta Pernice, Ik italiana e Eataly.

IL PROGRAMMA completo è disponibile sul sito www.concortofilmfestival.com
Biglietti in vendita sul sito www.eventbrite.it e in cassa all’evento.
17– 24 agosto 2024 | Parco Raggio di Pontenure (PC) – tutte le sere proiezioni dalle 21:00, apertura porte ore 20:00 con area ristorazione.

Il pomeriggio le proiezioni a ingresso gratuito si terranno a Piacenza presso il Salone degli Amici dell’Arte della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza. Nell’eventualità di pioggia le proiezioni serali si spostano nello stesso salone a Piacenza.


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Al porto di Savelletri presentata la nuova opera site-specific dello street-artist spagnolo

Si è conclusa facendo registrare un grande successo di pubblico la IV edizione di PensieriCorrenti Festival, l’appuntamento organizzato da Itriae Culturae, e svoltosi in due dei comuni simbolo della Valle d’Itria, Fasano (BR) e Locorotondo (BA). PensieriCorrenti Festival si conferma un evento dalla forte matrice culturale, che è riuscito a stimolare riflessioni su temi contemporanei attraverso il dialogo, la divulgazione scientifica, l’arte e la musica.

Teo Vàzquez x PensieriCorrenti Festival
 
Si conclude con la presentazione nel porto di Savelletri dell’opera realizzata dallo street-artist spagnolo Teo Vàzquez la IV edizione del Festival che mette in dialogo divulgazione, arte e musica.

“Il Risveglio di Gregor”, liberamente ispirato all’incipit de “La metamorfosi” di Franz Kafka, è il tema che ha caratterizzato questa edizione del Festival: attraverso diversi incontri e momenti, tutti ad ingresso gratuito, che hanno coinvolto studiosi, filosofi, artisti e musicisti, si è così riusciti ad esplorare il concetto di “identità”, approfondendo le trasformazioni individuali e collettive di un mondo in rapido cambiamento. 

L’edizione di quest’anno di PensieriCorrenti è stata coronata dalla presentazione e realizzazione del progetto di residenza di Teo Vàzquez, street-artist spagnolo, che in occasione del Festival ha realizzato per il porto di Savelletri, nel comune di Fasano (BR), l’opera murale “Un gioco di carte”: un murales site-specific, nato anche grazie al contributo del Comune di Fasano, che restituisce una visione identitaria del territorio scaturita da un processo di condivisione con la comunità.

L’opera è ispirata dall’attività che nel tempo è diventata simbolo delle tradizioni del paese. A Savelletri, infatti, è consuetudine ritrovarsi in strada per giocare a carte, un passatempo che aiuta a mantenere viva l’identità della comunità che vive quei luoghi, nonostante i cambiamenti e le metamorfosi del territorio. Il murale, che vede come protagonisti otto anziani giocatori del posto, rappresenta il territorio e i suoi abitanti in maniera autentica e sincera, lontana dai cliché di una narrazione gentrificata dei luoghi e da un turismo che troppo spesso impoverisce chi quei luoghi li vive oltre il consumo mordi e fuggi di una fugace vacanza. Otto guardiani del piccolo porto di Savelletri, guardinghi e scherzosi, non interrompono la propria partita a carte, proprio come fanno ogni giorno, indipendentemente dal mutare degli eventi, mantenendo intatto un rituale di preservazione e mantenimento di un’identità autentica. Una tradizione che aiuta a mantenere salda la storia del paese, da custodi di un passato e di un presente che rivendica il suo diritto a (r)esistere.

““Un gioco di carte” è l’atto di resistenza” – commenta la curatrice del progetto, Laura Tota – “che PensieriCorrenti, attraverso l’arte meravigliosamente umana di Teo, ha innalzato su quel muro assolato e lambito dalle onde del mare per ricordare a tutti noi l’importanza di non dimenticarsi delle proprie radici e di riconoscere nella propria autenticità una fonte inesauribile di orgoglio: non è importante vincere la partita, quanto ricordarsi le sue regole, al di là del mutare del tempo. Nel vederla, tutti ci siamo sentiti parte di un processo di costruzione che è stato realmente condiviso da tutta Savelletri e per questo risultato, auspicato ma per nulla scontato, vogliamo ringraziare ogni singolo cittadino che ha accolto Teo, lo ha supportato e fatto sentire a casa, lontano da casa: questa partita, ora è vostra, solo vostra”.

L’artista Teo Vàzquez aggiunge: “Innanzitutto voglio ringraziare tutta Savelletri per avermi fatto sentire a casa in queste settimane. Vengo da una città costiera nel sud della Spagna chiamata Cadice, dove dalla spiaggia si può vedere il continente africano. Trascorrere questi giorni con i miei amici di Savelletri mi ha ricordato continuamente quanto siamo simili nella nostra cultura. Ospitalità, umorismo, affetto e rispetto ci uniscono. I giochi di carte sono più di un semplice gioco, sono un modo per mantenere viva l’identità di un paese attraverso le generazioni. È fondamentale riconoscere l’importanza di preservare l’identità culturale, poiché la perdita di tradizioni e valori unici può portare alla scomparsa di una parte fondamentale della comunità. Questi giochi di carte non sono solo quindi intrattenimento, ma anche un modo per mantenere viva la storia e l’identità di un paese”.

“PensieriCorrenti, ancora una volta, ha dimostrato di essere un’alternativa valida, sia per accessibilità che per contenuti, alla molteplicità delle proposte che la Puglia vive negli ultimi anni” – commentano da Itriae Culturae – “Non solo è stato possibile riflettere grazie ai vari contenuti proposti tra arte, musica e divulgazione, ma lo sarà ancora nel prossimo futuro, grazia alla traccia che Teo Vazquez ha lasciato sul nostro territorio. Una traccia duratura, ma effimera, da ammirare e allo stesso tempo da preservare: è già storia e poesia la scena dei pescatori che durante l’inaugurazione chiedono come possano prendersi cura dell’opera che li vede ritratti sul molo di Savelletri. PensieriCorrenti non solo ci invita a riscoprire i cambiamenti eternamente presenti nell’esistenza, ma ci invita a ricordare che il cambiamento siamo noi stessi”.

PensieriCorrenti Festival è stato organizzato e promosso dall’associazione Itriae Culturae, grazie al contributo dei comuni di Fasano e Locorotondo, sponsor come l’official partner Weno – Cantina in Valle d’Itria e i supporter come la Banca di Credito Cooperativa di Locorotondo De Carolis Srl, i quali supportano lo sviluppo socio-culturale del territorio, oltre a partner culturali come il Seminario di Storia della Scienza dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro ed associazioni socio-culturali come il Tre ruote ebbro e La casa delle abilità speciali Giovanni Paolo II.


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