Borgo Incoronata, Foggia: fino al 31 agosto “Rossi Cardinali” di Francesco Petrone

Da venerdì 14 giugno fino al 31 agosto 2024, presso la sede dell’Azienda Borgo Turrito a Borgo Incoronata (Foggia), sarà possibile ammirare l’installazione Rossi Cardinali di Francesco Petrone. 
Accompagnata da un testo critico di Chiara Guidoni, l’opera, ideata e creata per il viale alberato dell’azienda, si muove su una riflessione parallela fra il simbolo e la natura, creando un meccanismo ossimorico che l’artista abbraccia frequentemente nella sua poetica e nella sua produzione: un viale di alberi di ulivo tempestato da una miriade di uccelli cardinali in cera rossa.

Francesco Petrone
 
Rossi Cardinali, l’installazione tra gli ulivi di Borgo Turrito


Dal 14 giugno al 31 agosto 2024

Borgo Incoronata – Foggia

La genesi dell’opera sarebbe quindi da ricercare in un doppio binario, che da un lato analizza la figura dell’uccello cardinale, in particolare modo nella sua valenza simbolica e cromatica, e dall’altro, attraverso l’utilizzo di un materiale come la cera, abbraccia una riflessione più ampia sul rapporto dell’uomo con le forze naturali. 

Gli uccelli rappresentano il rapporto fra la terra e il cielo, fra ciò che è terreno e ciò che è divino: una creatura capace di abitare entrambe queste sfere e di esserne perciò messaggero. Il rosso è invece il colore che allude alla passione e al sangue, colore vivo e vivificante, ma contemporaneamente foriero di una sfera sensibile profonda e umana. Anche l’ulivo, per cui l’istallazione è stata pensata, ha un significato che spazia dal mito alla tradizione cristiana: albero caro ad Atena che lo donò al popolo ateniese, ma anche il simbolo degli ultimi momenti prima della passione di Cristo. La cera, invece, materiale morbido e plasmabile, allude alla possibilità di mutamento, di trasformazione, in particolare, in questo senso, una trasformazione collegata ad agenti naturali. 

L’installazione inaugurerà la stagione estiva, contraddistinta in questi ultimi anni da temperature alte, siccità, o fenomeni atmosferici potenti e incontrollati: l’azione umana, che l’artista rappresenta attraverso la sua azione e creazione, sottostà inevitabilmente a quella della natura, che ha tentato in passato di plasmare, ma che, sempre più palesemente, lo consuma, pagando il dazio di maltrattamento perpetrato per secoli. 

Come scrive Chiara Guidoni nel testo di presentazione: «Francesco Petrone riflette su un cardine, un cardinale, che apparentemente non ha centro, ha anzi il potere di cucire la terra al cielo con il suo andamento. Un cardinale che, parafrasando Platone, con la forza della sua ala “tende per sua natura a portare in alto ciò che è pesante, sollevandolo dove abita la stirpe degli dei”. Cardinali appollaiati, che dalla loro solitudine sono tornati stormo, a riposo, a guidare la strada degli spettatori in un viale di alberi sacri a molti: pagani, profani e cristiani. L’artista sceglie quindi questa casa per le sue sculture, a fornire loro un’aura di pace e prosperità, ad augurar loro una vittoria che non cinga solo il loro capo di ulivo, ma il loro essere e i loro significati».

Francesco Petrone (Foggia, 1978) vive e lavora a Roma. Si laurea con lode presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia; ha lavorato come scenografo per il teatro e il cinema ed è docente presso il Liceo Artistico Argan di Roma. La sua pratica è incentrata su un’analisi del contesto contemporaneo attraverso l’uso della scultura non come fine ma come mezzo di indagine. L’interesse si situa sul simbolo, che riporta attraverso l’uso di materiali industriali e freddi, quali cemento armato e ferro, ma anche quotidiani e caldi, quali legno, pane, ghiaccio, muffe e muschi. Artista votato alla circolarità, riconosce la coincidenza dei concetti di inizio e di fine, se ne fa messaggero, attraverso forme, idee e materiali. Il suo campo di indagine comprende anche una pratica più effimera, legata alla trasparenza e all’inafferrabilità, avvicinandosi al concetto di tempo, che egli riflette nel vetro, in un gesto che è lo specchio del suo processo di indagine artistica verso l’essenza. Fra le mostre si segnalano: Station to Station (Reggio Calabria, 2021), Biennale d’Arte di Viterbo (Celleno), Lazzaro Art doesn’t sleep (New York, Milano, Roma, Palermo, Istanbul), Ingombri/Altro altrove, MAAM – Macro Asilo(Roma), Atelier d’Artista – MACRO Asilo (Roma), Art Room 72 (Shangai), Apulia Land Art (Alberobello (BA)), Collezionisti&Collezioni, MARCA (Catanzaro), ARTSIDERS, Galleria Nazionale dell’Umbria (Perugia), Mosche nello stomaco, MAAM (Roma).


Meglio il volo dell’uccello che passa e non lascia traccia, del passaggio dell’animale, che resta segnato per terra.
L’uccello passa ed è dimenticato, e così dev’essere.
L’animale, dove non è più, e perciò non serve a niente, rivela di esserci stato, e ciò non serve a niente.
Il ricordo è un tradimento alla natura, perché la natura di ieri non è natura.
Ciò che è stato non è niente, e ricordare è non vedere.
Passa uccello, passa e insegnami a passare!

Alberto Caeiro (eteronimo di Fernando Pessoa), Il guardiano di greggi, XLIII,1011-1912

Succede a volte di non accorgersi del nostro incedere. Succede perché scambiamo le cose della vita per la vita stessa: il tempo, sempre sulla nostra bocca e sui nostri piedi, si trova troppo lontano dal cuore. 

I nostri passi segnano la nostra strada, vediamo dove eravamo e ci portano dove saremo: interi, assoluti, ma probabilmente disgregati, spesso senza simili, incediamo. Andiamo tanto avanti da non esser più una parte ma l’unica parte, il soggetto che compie, lascia la traccia del suo andare, a volte per inconsapevolezza, a volte per vanità.

“Meglio il volo d’uccello che passa e non lascia traccia”: un inno all’impermanenza? Forse un inno alla realtà che sta nel presente, un invito a non fare dei ricordi dei vuoti simulacri. 

La parola “cardinale” viene da “cardine”, l’elemento che resta fermo mentre il resto ruota, il punto di partenza e di ritorno di un movimento. Centro, ma anche cerniera, il raccordo necessario affinché dal fulcro non ci si allontani troppo. 

Francesco Petrone riflette su un cardine, un cardinale, che apparentemente non ha centro, ha anzi il potere di cucire la terra al cielo con il suo andamento. Un cardinale che, parafrasando Platone, con la forza della sua ala “tende per sua natura a portare in alto ciò che è pesante, sollevandolo dove abita la stirpe degli dei”. Cardinali appollaiati, che dalla loro solitudine sono tornati stormo, a riposo, a guidare la strada degli spettatori in un viale di alberi sacri a molti: pagani, profani e cristiani. L’artista sceglie quindi questa casa per le sue sculture, a fornire loro un’aura di pace e prosperità, ad augurar loro una vittoria che non cinga solo il loro capo di ulivo, ma il loro essere e i loro significati.

L’artista fa inoltre ritorno ad un tradizione antichissima, anch’essa mediata nel culto cristiano da resistenze pagane, quella della scultura votiva in cera: materiale naturale e di facile reperibilità anche in tempi antichissimi, che ha dato forma alle anime degli antenati, dei Lari e dei Santi e conservato auspici di fedi diverse, dai geni familiari di greci e romani, fino agli ex voto di piccole maestranze cattoliche. Si può affermare che la cera fosse la materia delle genti, andando in soccorso di tutti coloro che non si potevano arrischiare verso legno, metallo o pietra: ha custodito i cuori dei popoli, nelle epoche, nobile non per ceto, ma per messaggio. È stata lì a proteggere anime, corpi e speranze, una custode mite e leggera, materiale non freddo e perciò incline ad allearsi col fuoco, che la plasma e di cui a volte diventa la casa.  

In quest’opera, con le fiamme il legame è duplice: questi cardinali sono rossi sia per operazione mimetica, intesa nel suo senso più filosofico, sia per allusione simbolica. Colore vitale e spesso sacro il rosso è il buon auspicio, ma anche la passione, è l’amore ma anche il sangue del sacrificio. Parallelismo necessario diventa quindi quello con la fase alchemica della rubedo, il compimento del processo di trasformazione della materia, ma anche, simbolicamente, l’alba. L’alchimia nei secoli, da falsa scienza, è diventata significato simbolico e psicologico, compiendo un percorso, in cui, attraverso cambiamenti, addizioni, sottrazioni, ebollizioni e evaporazioni, si giunge al nuovo giorno, risorti anche se laici con un nuovo essere e una nuova coscienza, preziosa come l’oro che si ricercava in tempi ormai passati.

L’artista racconta questo passaggio dell’uomo, moderno, ma forse antico, in cui l’incedere si mescola troppo spesso con l’incidere, con l’avere un’incidenza, in cui il senso profondo potrebbe essere quello di vivere del raccordo che esiste appunto fra la terra e il cielo, fra la sfera terrestre e quella celeste, di farlo con la vitalità e la leggerezza, ricordandoci dei sacrifici da pagare per l’integrità di questo nostro andare e essere messaggeri e non solo spettatori della fine e dell’inizio.


INFO
 
Francesco Petrone
Rossi Cardinali
Testo critico di Chiara Guidoni
 
Inaugurazione 14 giugno 2024 dalle ore 20.00 – ingresso libero
Consigliata la prenotazione su https://eventi.borgoturrito.it/evento/rossi-cardinali

Fino al 31 agosto 2024
Orari
: dal lunedì al sabato 8:30-13:00 / 16:00-20:00; domenica 8:30-13:00

Borgo Turrito
Borgo Incoronata – Foggia
info@borgoturrito.it
tel 0881810141
www.borgoturrito.it
 
Ufficio stampa
Roberta Melasecca_Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it
tel. 3494945612
cartella stampa su www.melaseccapressoffice.it

Pubblicato il 4 giugno 2004

Spazio Carme Brescia: Contaminazioni e Final Critics due esempi legati all’arte e alla ricerca

Inaugura venerdì 21 giugno p.v. alle ore 18.00 l’evento dedicato alla presentazione di due pratiche di successo che hanno caratterizzato l’Anno Accademico 2023/2024 dell’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia.

Nella sede dell’Associazione Carme, situata nell’ex Chiesa Santi Filippo e Giacomo nel cuore della città di Brescia, verrà presentato il progetto scientifico Contaminazioni e gli esiti artistici del Final Critics legato alla didattica degli studenti del biennio di Arti Visive Contemporanee; due esempi concreti di attività legate all’arte e alla ricerca.

ACCADEMIA SANTAGIULIA: ARTE E RICERCA
Mostra organizzata dall’Accademia SantaGiulia di Brescia.

L’inaugurazione avrà luogo venerdì 21 giugno 2024 alle ore 18.00.
 
La mostra, ospitata nella sede dell’Associazione Carme, situata nell’ex Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo nel cuore di Brescia, presenterà il progetto scientifico “Contaminazioni” e gli esiti artistici del Final Critics, attività didattica degli studenti del biennio di Arti Visive Contemporanee. Questi due progetti rappresentano esempi concreti di come l’arte e la ricerca possano integrarsi e interagire.

Contaminazioni è un progetto nato dalla collaborazione tra l’Università degli Studi di Brescia e l’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia nel 2023, in concomitanza con Bergamo e Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023. Lo scambio di visioni tra scienze biologiche e discipline artistiche ha visto gli studenti di UNIBS lavorare su biomateriali utilizzando microrganismi come funghi e scarti organici agro-industriali e urbani forniti da A2A, promuovendo la sostenibilità e il recupero dei rifiuti urbani. Successivamente, gli studenti dell’Accademia SantaGiulia hanno utilizzato questi biomateriali per creare opere d’arte innovative. Il carattere multidisciplinare del progetto che si muove tra arte e scienza, intende sperimentare nuove metodologie artistiche rispondendo alle esigenze dell’economia circolare e della transizione ecologica.

Il progetto sarà accompagnato da una pubblicazione scientifica, redatta in collaborazione tra l’Università degli Studi di Brescia e l’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia. Il gruppo di ricerca dell’Accademia SantaGiulia è coordinato dal Prof. Marco La Rosa, coadiuvato e supportato dai docenti Elena Rogna e Mario Branca, e da Anna Cancarini, Duccio Guarneri, Martina Oldani, Giovanni Rossi e Alessandra Viola, studenti ed ex studenti dell’Accademia.

Analogamente alla ricerca scientifica, la formula del Final Critics rappresenta un elemento essenziale per l’ente formativo bresciano. Giovedì 20 giugno, gli studenti del biennio di Arti Visive Contemporanee hanno avuto l’opportunità di incontrare e presentare a tre ospiti d’eccezione, selezionati dalla rete di contatti dell’Accademia nel mondo dell’economia dell’arte, una selezione delle opere più rappresentative del loro percorso. Gli illustri ospiti di questa edizione sono stati il gallerista Federico Rui, il collezionista Andrea Boghi e la curatrice Ilaria Bignotti, offrendo così ai giovani artisti una rara occasione di dialogo e confronto, essenziale per la crescita e maturazione del loro linguaggio artistico, e consentendo loro di ricevere un feedback immediato e costruttivo. A completare tutto, l’ospitalità e la collaborazione intrapresa con l’Associazione Culturale Carme, che dal 2017 lavora e ricerca artisti locali e internazionali, puntando a definire le nuove estetiche e tendenze nell’arte contemporanea attraverso diversi tipi di media, e che accoglierà nei suoi spazi i lavori degli studenti.

La mostra inaugurerà al pubblico venerdì 21 giugno 2024 dalle ore 18.00 alle ore 21.00 e sarà visitabile sabato 22 e domenica 23 giugno 2024 dalle ore 15.00 alle ore 22.00.


Valeria Magnoli
Ufficio stampa
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COOPERATIVA SOCIALE ONLUS

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Roma: “La migliore scienza per un vino sostenibile” al Consiglio Naz. delle Ricerche

Oggi, Venerdì 21 giugno 2024, alle ore 17.30 il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ARTOV), Via del Fosso del Cavaliere 100 a Roma, in collaborazione con Vino Sapiens, organizza l’incontro: “La migliore scienza per un vino sostenibile”. Relazioni della Prof.ssa Gabriella De Lorenzis, Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali – Università degli Studi di Milano, del Prof. Corrado Di Natale – Dipartimento di Ingegneria Elettronica Università di Roma Tor Vergata, e della dott.ssa Costantina Vocino – Vino Sapiens.

Conferenza organizzata in collaborazione con Vino Sapiens per un confronto 
sullo stato attuale di scienza, tecnologia e comunicazione del vino. 

Scienza, tecnologia e comunicazione si incontrano per una riflessione sul presente e sul futuro del Vino italiano. La conferenza di domani vedrà un confronto a partire dai tre tre ambiti di competenza dei relatori: Gabriella De Lorenzis, professore associato in Arboricoltura generale e Coltivazioni Arboree presso il Dipartimento di Scienze Agrarie ed Ambientali dell’Università di Milano “Nuovi orizzonti per una difesa sostenibile della vite dalle malattie fungine“; Corrado Di Natale, professore ordinario di Elettronica presso l’Università di Roma Tor Vergata e direttore del Centro Indiperdimentale di Volatilomica ‘A. D’Amico’ “La volatilomica del vino: una metolodogia per l’analisi della qualità del vino“; Costantina Vocino, co-founder di VINO SAPIENS “L’assaggio consapevole: il vino è, prima di tutto, relazione“.

Gabriella De Lorenzis, “la produttività della vite è fortemente influenzata, in termini sia quantitativi sia qualitativi, dall’incidenza di fitopatie causate da fitoplasmi, funghi, batteri e virus. Attualmente, il controllo di queste malattie dipende strettamente dall’impiego di prodotti fitosanitari ad attività fungicida, il cui utilizzo è regolamentato dalla Direttiva 2009/128/CE. La forte incidenza di queste malattie, le limitazioni sull’utilizzo dei prodotti fitosanitari e la resistenza ai fungicidi hanno spinto la comunità scientifica a ricercare soluzioni alternative e di supporto all’utilizzo di questi prodotti“. È probabile che la Professoressa relazionerà sulle possibili soluzioni alternative tra cui l’uso dei composti organici volatili (VOC) e l’utilizzo esogeno di double-stranded RNA (dsRNA) spiegandone i meccanismi. “L’adozione di queste pratiche alternative per il controllo delle malattie, ci proiettano verso una viticoltura sostenibile, più rispettosa dell’ambiente e dell’uomo. L’ottimizzazione delle molecole di dsRNA e l’identificazione di geni nuovi geni bersaglio sono alla base dei programmi di ricerca svolti dal Dipartimento di Scienze Agrarie ed Ambientali dell’Università degli Studi di Milano. Queste attività rientrano nei progetti di ricerca Grape4vine (Grape for vine: recycling grape wastes to protect grapevine from fungal pathogens) e SMARTBERRY (Smart Biotechnology for Sustainable Berry Cultivation).

Corrado Di Natale: “Poiché gli odori sono miscele di composti chimici, il riconoscimento avviene attraverso lattivazione di diverse combinazioni di recettori, connessi alla mucosa della narice attraverso una proteina transmembrana che blocca la molecola della sostanza volatile permettendo al recettore di scatenare il segnale che viene letto dal cervello come odore. Noi siamo quindi abituati a pensare agli odori in termini di sensazione fisica evocativa. Il naso artificiale invece considera gli odori strettamente dal punto di vista della struttura molecolare e delle proprietà chimiche». “Nel naso elettronico – anticipa il professore – le molecole odorose che si staccano dal «rumore di fondo» dellaria sono catturate da un sensore chimico che le aggancia, pesate su una microbilancia al quarzo piezoelettrico che trasforma la modificazione chimica della superficie segnale elettrico, raccolto e processato da un computer.  Il riconoscimento avviene per confronto con un database di odori noti”. Viene da chiedersi se le sue applicazioni preparino tempi duri per sommelier e mastri profumieri, Ma il Professore rassicura che “la raffinatezza dei nasi umani è per ora inarrivabile, anche perché non sono ancora chiari neppure i meccanismi dellolfatto, con il naso artificiale si simulano solo alcune funzioni, ma il naso elettronico può essere utilissimo in campo industriale e sanitario e per scopi investigativi o di identificazione personale”.

Costantina Vocino. “Se parliamo di comunicazione, dobbiamo tener presente che il vino non è solo una questione di prodotto, prima ancora esso è relazione. Poiché nasce in un territorio specifico, da un’annata unica e irripetibile, e attraverso la mano sapiente di uomini e donne che decidono di volta in volta gli interventi che ritengono più adatti in base alla loro personalissima sensibilità. Relazione che – ricorda Costantina Vocino – continua ancora dopo l’imbottigliamento, attraverso l’incontro fra le unicità psico-fisiche e  culturali del degustatore  e il calice, una relazione che progressivamente si fa sempre più profonda. Dagli elementi visivi come il colore, la consistenza, le tracce lasciate sulle pareti del calice, all’analisi olfattiva che svela molto del percorso evolutivo di un vino, a quella gustativa, epilogo di un racconto e che permette anche di verificare la narrazione veicolata dagli altri sensi“. 

L’intervento sarà completato dall’assaggio relazionale di tre etichette emblematiche dell’unione di tradizione e innovazione: “Trentesimo Pure Love”, [il coronamento di un sogno d’amore] spumante metodo charmat rosé da varietà resistenti, prodotto dall’azienda agricola Ca’ da Roman; “Limine”, [il tema del confine] vino bianco di grande struttura  da varietà resistenti, prodotto dalla azienda agricola Terre di Ger; “Pre British”, [il passato che sostiene il presente e rilancia il futuro] vino bianco in stile ossidativo da metodo Perpetuo, prodotto da Francesco Intorcia Heritage.

Per partecipare: info@vinosapiens.it


Comunicazione
VINO SAPIENS
Diana Daneluz
e-mail: dianadaneluz410@gmail.com

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna: Robert Kuśmirowski. P E R S O [A] N O M A L I A

In occasione del 44°anniversario della strage di Ustica, il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici Bologna ospita dal 21 giugno al 29 settembre 2024, nello spazio della Sala delle Ciminiere, la mostra Robert Kuśmirowski. P E R S O [A] N O M A L I A, a cura di Lorenzo Balbi e Marinella Paderni.

La personale dell’artista polacco, realizzata con il contributo dell’Istituto Polacco di Roma, del Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica Polacca e dell’Adam Mickiewicz Institute e con il supporto di Foksal Gallery Foundation, fa eco al tragico evento del 27 giugno 1980 affidando al linguaggio del contemporaneo una riflessione sulla memoria collettiva in un particolare momento di ripiegamento della storia su se stessa. Nel titolo dell’esposizione, P E R S O [A] N O M A L I A, si rintracciano i temi dello smarrimento e della perdita accentuati nella loro gravità dall’anomalia dell’epoca che stiamo vivendo. 

Settore Musei Civici Bologna | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
 
Robert Kuśmirowski. P E R S O [A] N O M A L I A

A cura di Lorenzo Balbi e Marinella Paderni con l’assistenza curatoriale di Sabrina Samorì

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Sala delle Ciminiere

21 giugno – 29 settembre 2024

Sul filo di questa evocazione, Kuśmirowski esplora la complessità del ricordo e dell’oblio attraverso grandi installazioni, ideate per la Sala delle Ciminiere del MAMbo, in cui si combinano elementi visivi, sonori e sensoriali. La serie di ambienti, di diversa natura e per la maggior parte inediti, dialogano tra loro creando un ponte tra passato e presente che genera nello spazio museale un’atmosfera sospesa ed enigmatica. 

Le installazioni sono state costruite manualmente dall’artista utilizzando elementi e arredi in parte provenienti dal suo archivio e in parte scelti presso Freak Andò Antiquariato Modernariato Design, partner tecnico della mostra.

Un lungo lavoro di ricerca ha preceduto la selezione degli oggetti, trasformati in simboli carichi di significato. Assemblati in situ in ambientazioni rammemoranti ed elusive, ricordano reticolati archivistici segreti nell’opera inedita Portier, un ufficio dell’aviazione civile tedesca degli anni Trenta in Luft Hansa, un antico cinematografo in DUSTribute o una scatola delle meraviglie nell’installazione Cosmorama, qui ripresentata dopo la sua prima esposizione italiana del 2010.

Visitando la mostra il pubblico penetra in un limbo senza tempo dove la fusione tra memoria collettiva e intima immaginazione porta a una sospensione spazio-temporale che si fa portavoce delle complesse dinamiche tra vita, storia, potere e verità.  

L’arte di Robert Kuśmirowski si distingue per la sua singolarità nell’esplorare il potenziale non completamente liberato o espresso degli oggetti che abitano le nostre vite, restituendo loro la possibilità di rilasciare quell’eccedenza di senso che l’assuefazione, l’incuria e la denutrizione intellettuale delle persone non ha del tutto sottratto loro. Si tratta di oggetti che hanno perduto la loro posizione nella storia, che sono scivolati in non-luoghi sfumati tra la dimenticanza e l’oblio, spesso relegati in soffitte, depositi, mangiati dalla polvere e dal tempo.

Sono cose che sembrano contare ormai poco o nulla nella scala valoriale di una società che predilige la novità e la compiacenza tecnica, se non fosse per il loro coefficiente di ricordo o perché emanano un effluvio di passato. Possono essere effetti della memoria collettiva e frammenti di storie personali come arredi domestici, libri, articoli professionali e strumenti di vario genere, componenti industriali prodotti in serie o pezzi unici, costruiti artigianalmente quando ancora il pensiero tecnico-scientifico non riduceva la comprensione della cosa. Scomparsi dalla nostra visuale, sono diventati oggetti ovvi, logorati dall’abitudine e dallo sguardo oggettivizzante. Dietro a questa apparente banalità si cela il reale con il suo vuoto di relazioni e il disegno storico delle forze produttive e sociali che hanno contribuito alla loro reificazione in prodotti con una data di scadenza. Ma è proprio questa loro ovvietà a diventare il soggetto di un processo culturale di riabilitazione, poiché il senso degli eventi importanti della vita rimane sempre attaccato alle cose. 

Robert Kuśmirowski lo sa bene, la sua storia umana e artistica è stata animata dal rapporto con gli oggetti: ha imparato a conoscerli da vicino, a studiarli, a costruirli e ricostruirli meticolosamente trasformando la sua energia fisica in grande sapienza manuale. Un’esperienza che si è tramutata artisticamente nella fabbricazione di ambienti e spazi che appaiono come repliche perfette di luoghi e oggetti del passato. Una fedeltà visiva tesa a ricontestualizzare la loro posizione nella memoria collettiva, liberandoli dal riduttivismo, e a riattivare la nostra coscienza della storia. Nella ricostruzione minuziosa di immagini e di luoghi esistiti in un lungo periodo storico particolarmente sentito nella Polonia (e nell’Europa) pre e postcomunista, lo spettatore può osservare se stesso riflesso in un racconto della storia in cui la presenza di qualche indizio fittizio tradisce volutamente la simulazione. Un’azione continua di costruzione, distruzione e ricostruzione che permette all’artista di creare delle soglie temporali.

Sfumando i confini tra verità e messa in scena, l’artista polacco ri-costruisce il presente attraverso l’impronta del passato impressa dagli eventi. Un’operazione di disvelamento dell’autenticità delle cose mediante la loro esperienza nello spazio e nel tempo dell’arte, la quale consente agli oggetti la libertà dell’immaginazione e la possibilità di esprimere l’eco di qualcosa che non è stato pienamente vissuto o che si è lasciato altrove.

La realizzazione delle opere di Robert Kuśmirowski è stata possibile anche grazie alla collaborazione con il Settore Biblioteche e Welfare culturale del Comune di Bologna. Le biblioteche Salaborsa, Jorge Luis Borges, Casa di Khaoula, Corticella – Luigi Fabbri, Orlando Pezzoli, Scandellara – Mirella Bartolotti e Luigi Spina hanno infatti messo a disposizione oltre duemila libri destinati allo scarto (definitivamente deteriorati e non recuperabili, obsoleti, superati, di cui almeno una copia sia comunque presente e disponibile in deposito). 

Robert Kuśmirowski è nato nel 1973 a Łódź, in Polonia; vive e lavora a Lublino. 

Dal 1998 al 2003 studia presso l’Istituto di Belle Arti dell’Università Marie Curie-Skłodowska di Lublino dove si diploma nello studio di scultura di Sławomir Andrzej Mieleszka. Dopo aver vinto una borsa di studio, tra il 2002 e il 2003 studia presso l’Università Rennes II, Haute Bretagne, in Francia. Dal 2007 inizia a insegnare presso il Dipartimento di Arte dell’Università Marie Curie-Skłodowska di Lublino; tra il 2013 e il 2014 insegna presso l’Accademia Internazionale Estiva di Belle Arti di Salisburgo.

Kuśmirowski ha tenuto la sua prima mostra personale mentre era ancora studente, alla Galeria Biała di Lublino nel 2002, dove ha costruito una replica della vecchia stazione ferroviaria, che è poi stata presentata in varie versioni in occasione di diverse mostre. 

Ha partecipato a mostre personali e collettive in numerosi musei e istituzioni pubbliche e private tra cui: Kunstraum, Dornbirn (2022); ŻAK | BRANICKA, Berlino (2017); Kunzhaus, Troy Hill Art Houses, Pittsburgh (2016); Manifesta 9, Genk (2012); Biennale de Lyon, Lione (2011); Galleria Civica di Trento, Trento (2010); Fondazione Morra Greco, Napoli (2010); Nottingham Contemporary, Nottingham (2010); Palais de Tokyo, Parigi (2009); Hamburger Bahnof, Berlino (2009); Barbican Centre, Londra (2009); New Museum, New York (2008); 4° Berlin Biennale, Berlino (2006); Hamburger Kunstverein, Amburgo (2006); Migros Museum für Gegenwartskunst, Zurigo (2006); Van Abbemuseum, Eindhoven (2005); Zachęta National Gallery of Art, Varsavia (2005); Centre of Contemporary Art, Varsavia (2004). 

Le sue opere sono state incluse in collezioni private e museali come Fondazione Collezione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Zachęta National Gallery of Art, Varsavia; Migros Museum für Gegenwartskunst, Zurigo.


Realizzata nel 2017 per la Galleria Żak / Branicka di Berlino con il titolo Lindenstr 35, l’artista riallestisce qui l’opera con un nuovo titolo in relazione al 44° anniversario della strage di Ustica e delle tensioni bellicose che l’hanno riguardata. 

Nel 1932 il luogo era l’ubicazione esatta dell’ufficio voli della compagnia aerea Luft Hansa (allora scritta separatamente e unita nel 1933 dal Nazismo), mentre nel 2017 Lindenstr. 35 era la sede della galleria dove l’opera fu concepita e presentata.

Robert Kuśmirowski dice dell’opera: «Se l’idea originaria era quella di ricostruire l’atmosfera e tutte le attrezzature (con biglietti fatti a mano, francobolli, pubblicità, loghi, stampe di giornali e manifesti realizzati per quegli anni), presentarlo tra le mura del MAMbo ci trasporta mentalmente nell’aria tempestosa, nonostante l’arredamento ben organizzato e l’attrezzatura affascinante».Una ricostruzione meticolosa che riporta lo spettatore nel passato e che parla della memoria attiva e variabile dei luoghi, ieri simbolo della forza e del potere di un totalitarismo, oggi restituito a noi grazie all’azione e alla poesia dell’arte.


Mostra
Robert Kuśmirowski. P E R S O [A] N O M A L I A

A cura di

Lorenzo Balbi e Marinella Paderni

Promossa da
Settore Musei Civici Bologna | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna

Sede
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Giovanni Don Minzoni 14, Bologna

Periodo di apertura
21 giugno – 29 settembre 2024

Inaugurazione
Giovedì 20 giugno 2024 h 18.00

Orari di apertura
Martedì e mercoledì h 14.00 – 19.00
Giovedì h 14.00 – 20.00
Venerdì, sabato, domenica e festivi h 10.00 – 19.00
Chiuso lunedì non festivi

Ingresso
Intero € 6 | ridotto € 4 | possessori Card Cultura € 4

Informazioni 
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Minzoni 14 | 40121 Bologna 
Tel. +39 051 6496611
www.museibologna.it/mambo
info@mambo-bologna.org
Facebook: MAMboMuseoArteModernaBologna
Instagram: @mambobologna
X: @MAMboBologna
YouTube: MAMbo channel

Settore Musei Civici Bologna

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Ufficio stampa Settore Musei Civici Bologna

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Elisabetta Severino – Tel. +39 051 6496658 e-mail elisabetta.severino@comune.bologna.it
Silvia Tonelli – Tel +39 051 2193469 e-mail silvia.tonelli@comune.bologna.it

* A Spilimbergo il Tour de France di Robert Capa e altri fotografi della Magnum

Tour de France di Robert Capa e altri fotografi della Magnum, questo il titolo della grande mostra, organizzata dal Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia con Suazes e Magnum Photos, nella sede di Palazzo Tadea a Spilimbergo dal 6 luglio al 29 settembre 2024 in collaborazione con la Regione FVG, Comune di Spilimbergo, con il sostegno della Fondazione Friuli e il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine.

L’esposizione composta da oltre 80 immagini dei maestri della celebre agenzia fotografica Magnum, esplorano la dimensione umana di questa pratica sportiva che fa del ciclismo uno degli sport più popolari e amati. Raccontando le epopee dei campioni e delle grandi manifestazioni internazionali, Tour de France in primis, ma anche la quotidiana, straordinaria umanità di campioni e del grande pubblico che ai bordi delle strade e al traguardo li sostiene, immedesimandosi con loro e con il loro impegno.

Scegliere la sensibilità degli autori di questa agenzia permette di andare oltre alle gesta sportive, e porre l’attenzione sulle alchimie del ciclismo, l’unico sport, come ripeteva Gianni Mura, dove “chi fugge non è un vigliacco”.


Per informazioni: www.craf-fvg.it
 
Ufficio stampa
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
tel. 049663499
rif. Simone Raddi simone@studioesseci.net
www.studioesseci.net

“Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine” (Einaudi) di Mario Avagliano e Marco Palmieri

Si tratta di Santo Morgano, bracciante agricolo di 23 anni, nato a Militello Rosmarino da Antonio, anche lui agricoltore; e Giovanni Rampulla, tenente colonnello, nato a Patti il 16 giugno 1894 (trascorre la giovinezza nella vicina Oliveri). Morirono per l’Italia libera.

Dei due, e delle altre 333 vittime della strage nazi-fascista, parla il corposo libro “Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine” (Einaudi) di Mario Avagliano e Marco Palmieri che, dopo aver girato l’Italia e aver raggiunto in poche settimane la seconda edizione, ora sbarca in Sicilia, dove il tour della memoria del coautore Mario Avagliano tocca fra l’altro Milazzo e Messina, su iniziativa dell’Anpi messinese. Il 21 giugno, la presentazione del libro avverrà alle ore 18.30, alla Villa Vaccarino, con Antonio Nunzio Isgrò e Fabio Milazzo. Mentre a Messina l’incontro è fissato per il 22 giugno, alle ore 18.30, al Feltrinelli Point di via Ghibellina. Discuteranno con l’autore Antonio Baglio, docente di Storia contemporanea all’Università, e Giuseppe Restifo, ricercatore indipendente.

Santo Morgano e Giovanni Rampulla sono due dei 16 siciliani che il 24 marzo 1944 vengono trucidati alle Fosse Ardeatine, la più grave strage compiuta dai tedeschi e dai fascisti in un’area metropolitana e, oggi, eccidio simbolo della Resistenza.

Nella cava di pozzolana alle porte di Roma, all’inizio della drammatica primavera del 1944 vengono uccisi 335 uomini, freddati con un colpo di pistola a bruciapelo alla testa. Le vittime delle Fosse Ardeatine – in proporzione di dieci a uno, più 5 per errore, come rappresaglia per l’attacco partigiano del giorno precedente in via Rasella costato la vita a 33 soldati delle forze d’occupazione – sono per oltre due terzi prigionieri politici, appartenenti a tutte le forze antifasciste. Gli altri martiri, non politici, aggiunti per ottenere il numero stabilito, sono ebrei destinati alla deportazione, alcune persone rastrellate in via Rasella subito dopo l’attacco partigiano ma del tutto estranee ai fatti e alcuni detenuti comuni per motivi di pubblica sicurezza.

Fino ad oggi, però, eccetto alcuni nomi noti, delle vittime delle Fosse Ardeatine si conosceva assai poco. Le loro storie individuali col passare del tempo sono state dimenticate, perdute o in qualche caso mai ben conosciute a fondo (tre di loro sono ancora ignoti) e ora, grazie a questo libro, vengono finalmente ricostruite una per una, testimoniando l’apporto del Meridione e in particolare della Sicilia alla lotta resistenziale.


Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia
Comitato provinciale di Messina
comunicato stampa 20 giugno 2024

Gianluca Vacchi al Base Club Experience – In Baia di Sistiana (Duino Aurisina. Trieste) 

Imprenditore, star dei social media, dj e produttore, Gianluca Vacchi è l’atteso ospite del Base Club Experience in Baia di Sistiana (Duino Aurisina, Trieste) sabato 22 giugno.
Un “intrattenitore globale”- come si descrive – Gianluca Vacchi ha iniziato a lavorare nell’azienda di famiglia a 25 anni e, dopo 20 anni nel mondo degli affari, ha deciso di cambiare, essendo più interessato a tutto ciò che muoveva la sua curiosità.

Gianluca Vacchi al Base Club Experience
In Baia di Sistiana (Duino Aurisina, Trieste)
sabato 22 giugno

il noto imprenditore, star dei social media, dj e produttore

Il suo atteggiamento positivo e il suo carisma naturale lo hanno reso una forza enorme sui social media, con milioni di follower. Collaborando con Spinnin’ Records, la più grande etichetta di musica dance del mondo, ha rilasciato “Trump-It” e “Viento”, mostrando grande capacità nello scegliere i collaboratori giusti e nel creare brani memorabili. Il suo talento emerge già nei primi due singoli, l’incarnazione musicale della sua personalità.
La sua residenza estiva al prestigioso Amnesia di Ibiza nel 2018 lo ha reso parte dell’illustre storia dell’isola: con spettacoli dal vivo, gli eventi erano ricchi di produzioni spettacolari, ballerini, momenti pirotecnici e altro ancora. La sua carriera da dj si è poi sviluppata rapidamente, con eventi ovunque, dall’Amsterdam Dance Event a Dubai, e tour in Sud America e in Europa.
Al Base Club Experience proporrà una performance energica e il suo carisma unico (dj set dalle 23.00 alle 04.00, per prenotazione: Fabio 335 128 7724).


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it

Fiumicino (RM), Borghetto dei Pescatori: Passoscuro Art Festival 2024

Il giorno 22 giugno 2024, dalle 10.00 alle 22.00, presso il Borghetto dei Pescatori, si svolgerà la seconda edizione di Passoscuro Art Festival, a cura dell’Associazione L’Isola delle Correnti, dal tema Il mio paese è il mondo intero.
Durante la giornata si alterneranno e si susseguiranno una molteplicità di iniziative culturali, continuando così l’azione di riqualificazione urbana e sociale, attraverso l’arte e la promozione della cultura, che l’associazione porta avanti già da alcuni anni. 

Passoscuro Art Festival 2024 – II edizione

Il mio paese è il mondo intero

A cura dell’Associazione “L’isola delle correnti – APS”

22 giugno 2024 dalle 10.00 alle 23.00
Borghetto dei Pescatori
Passoscuro – Fiumicino (RM)

La presentazione ufficiale è prevista per le ore 10.00 presso l’accesso al mare di Via Tissi; seguirà alle 10.15 la performance musicale di Riccardo Viscardi che eseguirà estratti dalle 6 suite per violoncello solo di J. S. Bach.

Dalle ore 10.30 fino alle 13.30 si continuerà con il Flash mob – Realizzazione di un’opera collettiva “Per un mondo di genti e non di nazioni, per una terra senza confini“, a cura di Felice Del Brocco con la collaborazione di Maurizio Gaudenzi, Thomas Spielmann e del Laboratorio Fotografico di Passoscuro. Durante il flash mob I musici Vagantes (Mimmo Gusman, Mimmo Trimboli), insieme a Sara Corbò Full proporranno diverse esibizioni musicali, mentre una selezione di musica preregistrata sarà a cura di Roberto Biasco

Dalle ore 10.00 alle ore 21.00 il tratto di strada dal n° 108 al n° 170 di via Ghilarza del Borghetto dei Pescatori sarà il teatro della Mostra Per un mondo di genti e non di nazioni, per una terra senza confini a cura di Valentina Fabi e Felice Del Brocco con la collaborazione di Gabriella Gentile e che vedrà la presenza di numerosi artisti che lavorano con diversi media, dalla pittura alla scultura alla fotografia alla ceramica. Alla fine della giornata la giuria tecnica e la giuria popolare sceglieranno l’opera che abbia colto e rappresentato meglio il tema della mostra: al vincitore sarà offerta la possibilità di una personale, nel locale dell’associazione, per una settimana. Gli artisti: Abdurzakova Fatima, Abdurzakova Dalia, Adamo Lucilla, Bonifazi Aurelio, Carpentieri Daniela, Cavino Corinna, Colò Piero, Fabi Valentina (solo flash mob) Fagioli Luisa, Ferreri Rosaria, Gabrielli Gloria, Gaudenzi Maurizio, Medda Nadia (solo flash mob), Laboratorio Fotografico Passoscuro, (Bernassola Martina, Capra Rachele, Del Brocco Felice, Di Fiore Loredana, Farina Angela), Lupino Manuela, Paniccia Graziella, Perletta Alessandra, Portmann Susanne, Sartori Lorenzo, Spielmann Thomas, Testa Laura, Tozzi Quinto, Zubcich Rosalba. 

Inoltre, grazie al progetto di Laura Testa, nel corso del festival e in particolare durante il flash mob ci sarà uno scambio culturale con il Festival artistico dei bambini delle Cicladi – SyrosKIDZ! – The Cyclades Kids Festival – che si tiene ormai da dieci anni nell’isola di Syros grazie all’impegno costante di Christianna Papitsi – Assessore al Turismo del Comune di Syros – Ermoupolis – che sarà presente alla Mostra e alla tavola rotonda su street Art e territorio, portando con sé una serie di opere pittoriche realizzate dai bambini greci delle Cicladi, simbolo di unione tra le genti del Mediterraneo. Sempre nello spazio del flash mob ci sarà l’esposizione dei lavori del laboratorio di disegno per bambini della scuola popolare d’arte di Passoscuro, curato dall’artista Alessandra Cirella. La scuola popolare d’arte è un’iniziativa dell’associazione “l’isola delle correnti – APS”.

Durante la giornata saranno realizzate anche opere dal vivo dagli artisti Devid Biscontini – materiali plastici, Angelo Montesi – metalli vari, Pino Roscigno (GreenPino) – Scritture artistiche murali, Giuliano Salaro – materiali vari. Alle ore 17,00 il Reading Poesie contro la guerra con Cesare Cesarini, attore e cantante. 

Alle ore 18.30 si svolgerà la Tavola rotonda Mi dipingevo le mani e la faccia di blu, Street art e trasformazione urbana a cura di Giuliano Salaro, Fiammetta Nante e Corrado Landi. Interverranno: Livia Chianese, Corrado Landi – Architetti, Christianna Papitsi, assessore al turismo del comune di Syros – Ermoupolis, Giuliano Salaro – Artista restauratore. Lo street artist Pino Roscigno (GreenPino), oltre che intervenire alla tavola rotonda, realizzerà anche un murales nella piazzetta del Borghetto dei Pescatori.

Alle ore 20.15 il Concerto del Quadracoro diretto dal maestro Francesco Giannelli. A chiusura del festival, alle ore 21.30, ballo e Tavolata collettiva come momento d’incontro conviviale a cura di Valentina Fabi e Gabriella Gentile. 


Passoscuro Art Festival 2024 – II edizione
Il mio paese è il mondo intero

A cura dell’Associazione L’Isola delle Correnti: Roberto Biasco, Felice Del Brocco, Valentina Fabi, Gabriella Gentile, Giuliano Salaro, Thomas Spielmann
Organizzazione e logistica: Robero Biasco, Maurizio Gaudenzi, Thomas Spielmann, Gabriella Gentile
Con la collaborazione: Laboratorio Fotografico di Passoscuro,Associazione Chorus Inside Lazio, Quadracoro, Festival artistico dei bambini delle Cicladi
Partner: BBC Roma, Venosta Hotel, Naut in Club, Ferramenta Daniele Marcon, La Lampara, Cavalluccio Marino, Il Pirata
Media partner: associazione culturale blowart
 
22 giugno 2024
Borghetto dei Pescatori
Passoscuro – Fiumicino (RM)
 
L’Isola delle Correnti APS
Via Torralba 16 – Fiumicino (RM)
e-mail: fabi.v@hotmail.it -roberto.biasco@alice.it

Ufficio Stampa
Melasecca PressOffice – Interno 14 next – blowart
Roberta Melasecca
e-mail: roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it

Mima Semec pittrice e cuoca alla Portopiccolo Art Gallery di Sistiana (Duino Aurisina)

Le opere di Mima Semec, pittrice e cuoca talentuosa, saranno esposte alla Portopiccolo Art Gallery di Sistiana (Duino Aurisina) in una mostra d’arte a cura di Eva Comuzzi, che si inaugura sabato 22 giugno, alle ore 19.00, nell’ambito della Sezione Territorio della Portopiccolo Art Gallery diretta dall’Associazione Casa C.A.V.E. Organizzata in collaborazione con il Comune di Duino Aurisina e Portopiccolo stessa, la mostra “Mima Semec. Pittrice e cuoca” sarà visitabile sino al 17 luglio, con orario: venerdì e sabato dalle 17.00 alle 20.00 e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00 o su appuntamento, telefonando a +39 338 6045489.

MIMA SEMEC
PITTRICE E CUOCA 
Mostra d’arte a cura di Eva Comuzzi
 
Inaugurazione SABATO, 22 GIUGNO 2024ore 19.00

“Mima Semec, conosciuta anche come cuoca” – anticipa Eva Comuzzi – “si è nutrita e ci ha nutrito soprattutto di fiori. E continua a farlo con amore e costanza, dal momento che anche la sua trattoria e la sua casa sono stati trasformati in un giardino. Un giardino selvaggio dove specie diverse si avvinghiano, si mescolano, si espandono libere, nel tentativo di ridare bellezza e purificazione alla terra. Il suo è un contatto inscindibile con le radici e la memoria. Con quel profondo e quel genuino che hanno a che fare con l’infanzia, con il naïf, con lo stupore. È proprio lì che cerca, così come faceva Ana Mendieta con le sue Siluetas, quel legame sradicato con la Madre Terra”.

“Spesso sul retro di questi dipinti” – spiega la curatrice – “Mima annota dei pensieri. Pensieri in libertà dove non si cura della forma con cui essi vengono espressi, ma punta alla sostanza. Sono riflessioni che hanno a che fare con lo sfruttamento, le guerre, l’extraterrestre, ovvero con quel qualcosa o qualcuno che non appartiene più a questo mondo, che ha perso umanità e compassione. E allora lei con nuovi passi cerca di delineare nuovi territori, di mapparli, come si vede nei suoi ultimi lavori che, a loro volta richiamano l’intervento di tracciamento della pavimentazione di casa. E dove il colore, simbolo di gioia, bellezza, passione, energia è protagonista indiscusso”.


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it

BRUM Messina: “Musicoterapia tra neuroscienze ed approccio filosofico”

Venerdì 21 giugno 2024, alle ore 18, presso la Sala Lettura della Biblioteca Regionale Universitaria “Giacomo Longo” di Messina, si svolgerà la Giornata di Studi intitolata “Musicoterapia tra neuroscienze ed approccio filosofico”, un percorso di riflessione sulla tematica per far conoscere e approfondire l’incisiva valenza della musica come terapia di supporto a svariate patologie del corpo e della mente.

Biblioteca Regionale Universitaria “Giacomo Longo” di Messina

Musicoterapia tra neuroscienze ed approccio filosofico

Giornata di Studi in Sala Lettura
Venerdì 21 giugno 2024, ore18
(Messina – Via Primo Settembre 117 – Palazzo Arcivescovile)

Il momento culturale, che trae origine da un’intuizione progettuale del Dott. Giovanni Albano, è stato propugnato dall’Associazione Nazionale del Fante, Sezione di Messina, dall’Associazione Musicale “Vincenzo Bellini” di Messina e dall’Associazione “AvantGarde Music School”, e si aprirà con i Saluti Istituzionali e l’Introduzione della Direttrice, Avv. Tommasa Siragusa che fungerà poi da Coordinatrice. Seguiranno i Saluti del Prof. Domenico Venuti, Presidente Assofante, Sezione Messina; interverranno, quindi, gli esperti Relatori: la Prof.ssa Gabriella Bertuccini, Docente di Scienze umane e Filosofia presso il Liceo “Emilio Ainis” di Messina, il Dott. Giovanni Albano, Primario del Pronto Soccorso di Lipari(Messina), il Prof. Giuseppe Ramires, Docente e Presidente dell’Associazione Musicale “Vincenzo Bellini” di Messina, e la Dott.ssa Rosalba Lazzarotto, Psicoterapeuta, Musicista e Presidente dell’ “AvantGarde”.

L’iniziativa si innesta nell’ambito della “Festa della Musica”, la “Giornata mondiale della Musica” che, ideata nel 1982 dal Ministero della Cultura francese e accolta dall’Unione Europea nel 1985, si celebra ogni anno il 21 giugno e, in particolare in Italia sotto l’egida del Ministero dei Beni Culturali. In questa data si svolgono manifestazioni che abbracciano tutti i generi musicali, coinvolgendo, a vari livelli, non solamente i Paesi europei, ma tutti gli angoli del Pianeta.

“Il potere unico della musica di migliorare l’umore e alleviare lo stress, illuminando la fantasia e fornendo così l’occasione di esprimere emotivamente i propri sentimenti”, sarà dunque oggetto di approfondimento nel momento convegnistico organizzato dalla Biblioteca per coinvolgere gli utenti abituali e occasionali. Il viaggio emozionale nel mondo terapeutico dell’ “Arte dei Suoni” alla ricerca del benessere psicofisico che la Musica riesce a trasmettere, ad ampio spettro, ad ogni essere vivente, e all’uomo in particolare, sarà così esaminato da diverse angolazioni (filosofico, medico, psicanalitico). I paradigmi della scienza e della filosofia saranno “binari guida” per giungere ad un’interpretazione non riduttiva della musica come esclusiva esperienza emozionale, ma costruzione di una via di conoscenza raziocinante imprescindibile per l’essere umano, per “incontrare” e “ritrovare” se stessi,anche nella dimensione ontologica, con focus sull’aspetto della cura che il praticare e l’ascoltare suoni e melodie è capace di ingenerare.

Nell’approntare il materiale promo pubblicitario è stata scelta un’immagine significativa della tematica oggetto di trattazione. È stato raffigurato un quadro realizzato dalla Prof.ssa Bertuccini, intitolato “Il sentire”, che rappresenta uno spaccato della società contemporanea nella quale la musica è percepita come corredo alla convivialità.

(a cura di Maria Rita Morgana)


Post dell’evento saranno presenti sulle pagine social della Biblioteca:

Chi non potrà prendere parte all’iniziativa in presenza, potrà scrivere sui social commenti e domande da rivolgere durante la manifestazione.

Nei giorni a seguire sarà disponibile il video sulla pagina Facebook.

Per INFO:
Ufficio Relazioni con il Pubblico
tel.090674564
urpbibliome@regione.sicilia.it