Bologna: Intelligenza Artificiale Intelligenza Creativa. Artiste in dialogo con la tecnologia

Nell’ambito di un percorso formativo di educazione all’immagine, trenta studentesse del Liceo Artistico “Francesco Arcangeli” di Bologna reinterpretano le collezioni del Museo del Patrimonio Industriale con opere artistiche e fotografiche, esplorando il rapporto tra creatività umana e intelligenza artificiale, un tema di fondamentale importanza per capire il mondo in cui viviamo.

Settore Musei Civici Bologna | Museo del Patrimonio Industriale

Intelligenza Artificiale Intelligenza Creativa. Trenta giovani artiste in dialogo con la tecnologia
A cura di Virginia Farina e Simone Martinetto

7 febbraio – 1 marzo 2026
Museo del Patrimonio Industriale
Via della Beverara 123, Bologna
www.museibologna.it/patrimonioindustriale

Mostra ideata da Comune di Bologna | Settore Musei Civici | Museo del Patrimonio Industriale
In collaborazione con Liceo Artistico “Francesco Arcangeli”, Bologna
Nell’ambito di ART CITY Bologna 2026

Apertura sabato 7 febbraio 2026 ore 14.00

Dal 7 febbraio al 1 marzo 2026 il Museo del Patrimonio Industriale del Settore Musei Civici del Comune di Bologna è lieto di presentare la mostra Intelligenza Artificiale Intelligenza Creativa. Trenta giovani artiste in dialogo con latecnologia, a cura di Virginia Farina Simone Martinetto, nata da una collaborazione con il Liceo Artistico “Francesco Arcangeli”di Bologna.
Il progetto è nato attorno ad un interrogativo: “che cosa resta del processo creativo e della capacità tutta umana di immaginare e reinventare la realtà di fronte alla potenza generativa dell’Intelligenza Artificiale?”.

La mostra, aperta da sabato 7 febbraio 2026 alle ore 14.00, rientra nel programma istituzionale di ART CITY Bologna 2026, il palinsesto di mostre, eventi e iniziative promosso dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere in occasione di Arte Fiera

Il progetto trae origine da un innovativo percorso didattico e artistico che ha visto trenta studentesse del Liceo Artistico “Francesco Arcangeli” di Bologna confrontarsi con le potenzialità e i limiti delle nuove tecnologie. Coordinate dal fotografo Simone Martinetto, le giovani autrici hanno esplorato le collezioni del Museo del Patrimonio Industriale per indagare la complessa relazione che intercorre tra l’automatismo dell’algoritmo e la profondità del gesto creativo umano.
In un’epoca dominata da sintesi digitali generate tramite semplici prompt – spesso indistinguibili dal lavoro dell’uomo – il confine tra realtà e finzione si fa sempre più sottile e ambiguo. Le giovani artiste hanno accettato la sfida di instaurare un dialogo con la macchina, reinterpretando le collezioni museali in chiave inedita.

L’approccio è stato sperimentale: le studentesse hanno tradotto i temi cardine del Museo – dal patrimonio industriale alla tecnologia, dal lavoro all’innovazione – in parole chiave per il software Midjourney, programma di intelligenza artificiale che crea immagini a partire da descrizioni testuali. Questi output digitali non costituiscono però il traguardo finale, bensì un “contrappunto” visivo: è da questo confronto dialettico che sono scaturite le opere fotografiche e artistiche presenti in mostra, capaci di riappropriarsi della centralità del gesto creativo attraverso l’esperienza e l’intuizione umana.
Il risultato è un dialogo visivo che supera la pura sensazione estetica per interrogarsi sul significato insostituibile della creatività. Se da un lato l’Intelligenza Artificiale eccelle nell’analisi sistematica e nella rapidità, dall’altro manca di intuizione e costruzione di senso, spesso generando stereotipi basati su modelli statistici. La mostra evidenzia come la creatività umana – fatta di esperienza, cultura, empatia e imperfezione – rimanga unica. L’IA viene qui riletta non come antagonista, ma come uno strumento che, se gestito con consapevolezza, può supportare l’immaginazione.

Il progetto sottolinea anche l’importanza di educare alla creatività in un mondo tecnologico. Il percorso evidenzia che la creatività non è solo intuizione o esclusiva prerogativa dell’ambito artistico, ma è una competenza che richiede impegno, gestione dell’errore e confronto critico. Le studentesse si sono messe in gioco con passione, trasformando idee ed emozioni in immagini, in un’operazione che pone in dialogo scuola e museo, arte e scienza, manualità e tecnica.

Sono esposte in museo le trenta fotografie scattate e rielaborate dalle giovani artiste in risposta alle immagini realizzate dall’IA, insieme ai loro appunti e agli schizzi realizzati durante la visita alle collezioni. Vengono proiettati, inoltre, i loro lavori atema tecnologia e un filmato che racconta la sperimentazione e il processo didattico-creativo di questo progetto.

Sabato 7 e 14 febbraio 2026 dalle ore 14.00 alle 18.00 sono previste attività di mediazione culturale. Gli operatori del Museo del Patrimonio Industriale – riconoscibili dalla spilletta con il simbolo “Chiedimi” – accolgono i visitatori negli spazi della mostra Intelligenza Artificiale Intelligenza Creativa. Trenta giovani artiste in dialogo con la tecnologia. L’attività prevede la visione del filmato di backstage e delle fotografie realizzate dalle giovani artiste, spesso accompagnate tra brevi testi che restituiscono la loro visione sul tema. Così si sviluppa una riflessione originale sulla relazione uomo-macchina e sul ruolo della creatività come elemento fondante non solo della cultura artistica o umanistica, ma anche di quella tecnico-scientifica.  

Crediti

Ideazione e progettazione
Annalisa Bugini, Virginia Farina, Maura Grandi, Simone Martinetto, Miriam Masini, Alessio Zoeddu

Referente didattico
Simone Martinetto

Allieve del Liceo Artistico “Francesco Arcangeli”, Bologna
Amira Bedri, Alice Bencivenni, Chiara Bertozzi, Margherita Bozzoli, Brunelli, Calico, Cati, Emma Cavara, Eleonora Cocchi, Aina Corsini, Chiara Cruciano, Margherita Curti, Eleonora Desiderio, Shpresa Dervishi, Bianca di Francia, Sofia Di Giovanni, Giada Ferrara, Laura Garcea, Cecilia Grandi, Marta Guiduzzi, Mei Ling Hu, Federica Maurizzi, Sofia Murabito, Gaia Neretti, Francesca Peirano, Sara Rappini, Sara Sacco, Sara Stecchetti, Sara Valentino, Eleonora Urbani

Coordinamento
Monica Avellino (docente Discipline Pittoriche)
Con la collaborazione di Sara Spazzini (segreteria Dipartimento indirizzo Figurativo Pittura), Vittoria Gabriella Salamone (responsabile Laboratorio di Incisione, indirizzo Figurativo Plastico Pittorico), Margherita Gobbi (dirigente scolastica)

Documentazione
Arianna Minelli (fotografie)
Leonardo Peruzzi con la collaborazione di Alessandro Calcagnini (video)

Museo del Patrimonio Industriale
Collocato nella suggestiva sede di una fornace da laterizi del XIX secolo, il Museo del Patrimonio Industriale studia e racconta la storia economico produttiva di Bologna e del suo territorio dal tardo Medioevo ai giorni nostri.
Il percorso espositivo si apre con la ricostruzione dell’organizzazione produttiva dell’antica “Città dell’acqua e della seta” che ha visto Bologna – tra i secoli XV e XVIII – esportare filati e veli di seta in tutto il mondo occidentale, grazie alla capacità di governare un complesso sistema idraulico artificiale. Questa supremazia produttiva entra in crisi alla fine del secolo XVIII quando la Rivoluzione Industriale costringe ad aggiornare saperi e organizzazione del lavoro.
La città è costretta a riprogettare il proprio futuro, puntando sulla formazione tecnica come elemento strategico di rinnovamento: nel corso del XIX secolo si afferma, così, l’Istituto Tecnico Aldini Valeriani. Da questa scelta, oltre che dall’esistenza di fattori economici, organizzativi, logistici e amministrativi favorevoli, scaturisce la ripresa produttiva della città nella seconda metà dell’Ottocento che porterà un secolo dopo all’affermazione dell’attuale distretto produttivo. Bologna si configura oggi come un centro all’avanguardia nel campo dell’automazione industriale. La ricchezza e la complessità del distretto viene ricostruita attraverso le sue principali articolazioni produttive: le macchine da pasta, la motoristica e la meccanica.
Il Museo collabora costantemente con aziende, enti e istituzioni per promuovere una riflessione sulla trasformazione industriale avvenuta nel territorio bolognese; attiva mostre, iniziative e progetti sulla memoria del lavoro e promuove la valorizzazione della cultura tecnica attraverso laboratori, visite guidate ed esperienze di carattere tecnologico e digitale.


Mostra
Intelligenza Artificiale Intelligenza Creativa. Trenta giovani artiste in dialogo con la tecnologia

A cura di
Virginia Farina e Simone Martinetto

Sede
Museo del Patrimonio Industriale
Via della Beverara 123, Bologna

Periodo di apertura
7 febbraio – 1 marzo 2026

Apertura
Sabato 7 febbraio 2026 ore 14.00

Orari di apertura
Giovedì, venerdì ore 9.00 – 13.00
Sabato, domenica, festivi ore 10.00 – 18.30
Chiuso lunedì, martedì, mercoledì

Ingresso
Intero € 5 | ridotto € 3 | ridotto speciale giovani tra 19 e 25 anni € 2 | gratuito possessori Card Cultura
In occasione di ART CITY Bologna (5 – 8 febbraio 2026) gratuito possessori qualunque tipologia di biglietto Arte Fiera

Informazioni
Museo del Patrimonio Industriale
Via della Beverara 123 | 40131 Bologna
Tel. +39 051 6356611
museopat@comune.bologna.it
www.museibologna.it/patrimonioindustriale
Facebook: Museo del Patrimonio Industriale
Instagram: @museopat
YouTube: Museo del Patrimonio Industriale

Settore Musei Civici Bologna
www.museibologna.it
Facebook: Musei Civici Bologna
Instagram: @bolognamusei

Elisabetta Severino | Tel. +39 051 6496658 | E. elisabetta.severino@comune.bologna.it
Silvia Tonelli | Tel. +39 051 2193469 | E. silvia.tonelli@comune.bologna.it
Da Ufficiostampabolognamusei Ufficiostampabolognamusei <ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it>

Giornata Mondiale contro le Mutilazioni Genitali: il contributo del progetto “Women in love”

In occasione della Giornata Internazionale Contro le Mutilazioni Genitali Femminili (6 febbraio), sancita dalle Nazioni Unite per contrastare questo crimine contro l’umanità, si terrà l’incontro voluto da Simona Baldassarre (Assessore Cultura, Pari Opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia, Regione Lazio) e organizzato dall’Associazione di promozione sociale A.N.G.E.L.S aps chedal 2008 si occupa di diritti e cure mediche di donne e bambini/e.

In occasione della Giornata Mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili sancita dalle Nazioni Unite,
prosegue il progetto artistico-culturale-umanitario di sensibilizzazione “Women in love” di Benedetta Paravia

Evento di anticipazione fissato presso We Gil – Spazio Culturale della Regione Lazio in Roma
giovedì 5 Febbraio ore 11 – (Largo Ascianghi, 5 Roma Trastevere) ingresso libero.

Durante l’incontro si parlerà del progetto “Women in love” di Benedetta Paravia che sensibilizza l’opinione pubblica per contribuire a porre fine a questa violenza perpetrata nel mondo su bambine e giovani donne e, in clandestinità, anche in Italia, nonostante il divieto costituzionale e di una legge.

Per continuare a dare voce alle vittime, le quali spesso restano mute, l’artista filantropa Paravia ha scelto di ritrarre il linguaggio trionfante della natura: l’estasi orgasmica femminile contro il crimine aberrante della violenza che toglie dignità alle donne. Ecco dunque realizzata la terza serie di Women in Love: dopo “Forza della Natura” e “Icone di Luce” è la volta di “Suoni d’Amore”.

Queste opere di video art rappresentano quindi la tempra della donna che alcune “culture” temono, tanto da volerla recidere e tagliare fisicamente.

Grazie alla vendita delle video opere NFT e al supporto di raccolta fondi della associazione, A.N.G.E.L.S. aps assiste gratuitamente le vittime di questo crimine, restituendo loro la dignità attraverso un percorso con psicologi specializzati e interventi chirurgici di ricostruzione, ad opera della Prof.ssa Aurora Almadori.

All’incontro si discuterà con personalità del mondo istituzionale, culturale, giuridico, sociale di questo crimine. Interverranno oltre a Simona Baldassarre (Assessore Cultura, Pari Opportunità),  il Sen. Maurizio Gasparri (Capogruppo Senatori Forza Italia – Senato della Repubblica), l’On. Federico Mollicone (Presidente Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione – Camera dei Deputati), la Sen. Cinzia Pellegrino (Membro Commissione Straordinaria per la Tutela e la Promozione dei Diritti Umani – Senato della Repubblica), la Prof.ssa Anita Cadavid (Direttrice – Istituto di Studi Superiori sulla Donna), la Prof.ssa Paola Balducci (Avvocato e Docente di Procedura Penale – LUISS), Giorgio Amendola (C.E.O. Imago Casting e co-produttore di “Suoni d’Amore” di WIL). A moderare sarà Benedetta Paravia, Creatrice del progetto.

Le stime nel mondo: Secondo le stime più recenti disponibili a livello nazionale, aggiornate al 2025 e confermate nel 2026, in Italia tra il 15% e il 24% delle bambine e ragazze minorenni provenienti da Paesi in cui si praticano le MGF risulta potenzialmente a rischio, su una popolazione stimata di oltre 76.000 minori.

Sono quasi 300 milioni le donne nel mondo che convivono con una delle mutilazioni esistenti e quattro milioni le bambine che ogni anno rischiano di subirne una.

Nel Lazio vivono oltre 54.000 persone provenienti da questi Paesi, con una concentrazione significativa nell’area metropolitana di Roma, rendendo la Regione uno dei territori prioritari per interventi di prevenzione strutturata e precoce. Legge 9 gennaio 2006, n. 7 — “Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile”-

Il ruolo diA.N.G.E.L.S. Associazione del progetto Women in Love (www.womeninlove.it) in questo contesto, assume un valore strategico l’azione guidata da Paravia (@benedettaparavia), da anni impegnata a livello nazionale e internazionale nella lotta contro alcuni crimini e diritti umani. Attraverso l’arte restituisce dignità alle donne mutilate e opera su più livelli: intercettazione delle famiglie e delle ragazze già vittime di MGF, spesso escluse dai circuiti sanitari tradizionali; supporto psicologico e preparazione alla chirurgia; sensibilizzazione culturale e sociale, attraverso conferenze e linguaggio artistico, per rompere il silenzio e il tabù; collaborazione con istituzioni, ASL e ospedali, favorendo una rete di fiducia tra comunità, operatori sanitari e territorio.

Il progetto contro il crimine delle MGF già patrocinato dal Ministero della Cultura e dalla Città di Venezia, è stato premiato presso la Camera dei Lords a Londra (2022) con il trofeo Orion Star come miglior progetto per l’empowerment femminile. Presentato ed esposto per la prima volta a palazzo Bembo nel Dicembre dello stesso anno, alla presenza della Giunta comunale di Venezia.


Melina Cavallaro – Uff. stampa & Promozione FREE TRADE Roma
Da melina cavallaro free trade <melina@freetrade.it

Sapienza Università di Roma: ETICHE PER L’IA

Il Convegno SIpEIA 2026 “Etiche per l’IA: sfide, opportunità e prospettive umano-centriche” si terrà lunedì 2 e martedì 3 febbraio 2026 a Roma, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza (Piazzale Aldo Moro, 5).  L’incontro, con il Patrocinio di AIxIA – Associazione Italiana per Intelligenza Artificiale, è promosso dall’Associazione SIpEIA guidata da Tiziana Catarci, che dal 2020 si confronta con i problemi etici legati allo sviluppo dell’IA, concentrandosi in particolare sugli aspetti normativi e sociali e sulle policy. Per iscrizioniIscrizione Convegno SIpEIA.

Opportunità dell’Intelligenza Artificiale in una prospettiva umano-centrica:
al via lunedì a Roma il Convegno internazionale SIpEIA 2026
 
Alla Sapienza Università di Roma il confronto su Etiche per l’IA

L’Intelligenza Artificiale sta cambiando il modo in cui prendiamo decisioni, ci informiamo e partecipiamo alla vita collettiva. L’appuntamento internazionale affronterà diverse questioni, alcune davvero cruciali nel dibattito pubblico. Tre i fronti su cui si gioca la possibilità concreta di costruire sistemi di IA che possano rafforzare, anziché indebolire, la nostra capacità di partecipare, decidere insieme e mantenere vivo il respiro democratico delle nostre società.

Una prima questione riguarda chi controlla davvero l’IAOggi i sistemi più potenti sono nelle mani di poche grandi aziende e di alcuni Stati, creando uno squilibrio che rischia di concentrare il potere decisionale lontano dai cittadiniUn’alternativa ci sarebbe, quella di immaginare regole condivise dove le comunità locali, le istituzioni pubbliche e la società civile abbiano voce in capitolo su come questi strumenti vengono progettati e utilizzati. L’idea è semplice quanto rivoluzionariarendere la governance dell’IA un processo aperto, dove le scelte tecniche non siano imposte dall’alto ma negoziate democraticamente, tenendo conto dei bisogni reali delle persone e dei territori. Si tratta dunque di riscoprire e rivalutare il ruolo delle persone nell’IA, per parafrasare il titolo del keynote speech che il prof. Daniel Innerarity (AI and Democracy Chair – EUI) terrà in apertura della seconda giornata del Convegno.

La seconda questione tocca il cuore della nostra vita in società: come si formano l’opinione pubblica e il dibattito collettivo. I social media e i motori di ricerca basati sull’IA non si limitano a mostrarci contenuti, ma decidono quali notizie vediamo, quali voci ascoltiamo, quali temi entrano nell’agenda pubblica. Questo crea “bolle informative” dove il dibattito si impoverisce. Eppure, l’IA potrebbe fare l’opposto: aiutarci a scoprire prospettive diverse, rendere visibili voci marginalizzate, ampliare anziché restringere lo spazio del confronto. Serve però che questi sistemi siano trasparenti e che mantengano uno spazio per il dissenso e la pluralità.

Una terza questione, non meno importante, riguarda la nostra autonomia di pensiero. Quando chiediamo consiglio a un sistema di IA su questioni morali, quando accettiamo senza verificare le informazioni che ci fornisce, quando lasciamo che algoritmi decidano cosa è vero o giusto, rischiamo di delegare la nostra capacità criticaIl punto non è rifiutare questi strumenti, ma progettarli (e utilizzarli) in modo che ci aiutino a pensare meglio, non al posto nostro. Un’IA che ammette i propri limiti, che ci invita a verificare, che preserva il diritto al dubbio e alla riflessione personale può diventare un’alleata preziosa per cittadini consapevoli.

Tra i temi cruciali anche quello dell’uso dell’IA quando non è necessario o appropriato. La diffusione della Generative AI in ambito lavorativo, educativo e giuridico mostra come spesso l’adozione sia guidata da conformismo tecnologico più che da bisogni reali. Senza formazione adeguata, questi strumenti possono ridurre l’autonomia cognitiva e impoverire le competenze critiche. Usare l’IA “perché si può” non coincide con usarla “perché si deve”. Ripensare l’innovazione significa quindi anche riconoscere il valore del non-uso.

Ad animare il confronto nelle due giornate romane alcuni tra i massimi esperti della materia. Tra i keynote speaker confermati, infatti, troviamo: Sanmay Das (Virginia Tech), Daniel Innerarity (AI and Democracy Chair – EUI), Monsignor Vincenzo Paglia (Presidente Emerito della Pontificia Accademia per la Vita), Francesca Rossi (IBM Fellow and Global Leader for Responsible AI and Governance) e Mariarosaria Taddeo (Oxford Internet Institute,University of Oxford).


Media Duemila |Media partner dell’evento
Dott.ssa Sara Aquilani Redazione Media Duemila
e-mail: redazione@mediaduemila.com 
Da Osservatorio TuttiMedia <nostalgiadifuturo.tuttimedia@gmail.com>

Milano, Galleria Raffaella De Chirico: “Sentimi” note finali sulla personale di Luigi Stoisa

Sentimi: note finali sulla personale di Luigi Stoisa
alla Galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea
 
Mostra: 3 dicembre 2025 – 31 gennaio 2026
Milano, Via Monte di Pietà 1A

Si conclude il 31 gennaio Sentimi, la mostra personale di Luigi Stoisa ospitata negli spazi della Galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea di Milano. L’esposizione ha offerto al pubblico un’occasione di rilettura approfondita di una fase cruciale della ricerca dell’artista torinese, mettendo in dialogo opere storiche e nuclei emblematici della sua produzione.

Attivo dalla metà degli anni Ottanta, Stoisa fonda il proprio lavoro sul tema della trasformazione della materia, intesa come processo fisico, emotivo e temporale. In Sentimi il catrame emerge come elemento centrale della sua poetica: una sostanza viva, instabile, capace di assorbire e restituire tensioni, memoria e mutamento. Materia che non si limita a rivestire la superficie, ma che genera forma, spazio e linguaggio.

Il percorso espositivo ha riunito dipinti degli esordi, caratterizzati da superfici dense e vibranti, accompagnati da titoli di forte carica evocativa che aprono a una dimensione narrativa e sensibile. Il fulcro della mostra è stato dedicato alle opere in catrame della fine degli anni Ottanta, tra cui Ti sento lontana e Ti amavo tanto, lavori in cui la materia assume una presenza quasi corporea, reagendo e respirando nel dialogo con olio e carboncino. La prevalenza del nero è attraversata da minime accensioni cromatiche, che introducono una tensione visiva e simbolica legata ai temi della relazione, della distanza e dell’ascolto.

Nel corso dell’esposizione, Sentimi si è affermata come una chiave di lettura essenziale per comprendere l’evoluzione del linguaggio di Stoisa: una pittura che progressivamente si fa scultura, che abbandona la bidimensionalità per farsi profondità, campo di immersione nella materia. La scomparsa dell’immagine figurativa apre a una figurazione solo apparentemente astratta, generata dall’ingresso diretto nella sostanza e dal suo continuo mutamento cromatico.

Come sottolinea Luigi Stoisa:
«In quel periodo, in quella fase, guardavo fuori e mi guardavo dentro. Quello a cui miravo era far capire che la materia comanda rispetto all’operato dell’uomo. In questo caso l’uomo è piccolo, la materia più forte.»

La mostra si conclude come un’esperienza di ascolto e di immersione, in cui il tempo, il silenzio e la densità materica hanno guidato lo sguardo del visitatore, restituendo alla pittura una dimensione primaria e sensibile.

Raffaella De Chirico dichiara:
«Sentimi è stata una mostra capace di restituire alla materia la sua forza originaria e il suo potere evocativo. Il lavoro di Luigi Stoisa ha trasformato lo spazio della galleria in un luogo di esperienza profonda, dove il mutamento diventa linguaggio e la pittura si fa corpo, memoria e presenza. Questo percorso ha confermato la solidità e l’attualità della sua ricerca, rafforzando il desiderio della galleria di continuare a lavorare con l’artista su progetti strutturati, pensati per contesti nazionali e internazionali, in un dialogo che guarda con convinzione al futuro.»

LUIGI STOISA (Selvaggio di Giaveno, Torino, 1958) vive e lavora a Selvaggio di Giaveno (Torino). Inizia la sua attività artistica alla fine degli anni Settanta durante gli studi all’Accademia di Belle Arti di Torino, dove si diploma in Pittura. La sua ricerca si consolida negli anni Ottanta e si concentra sul tema del mutamento della materia, capace di trasformare forme e significati nel tempo. Il catrame, al centro del suo lavoro, diventa simbolo di metamorfosi continua.

Affascinato dai processi di trasformazione, Stoisa attraversa differenti linguaggi: dalla pittura alla scultura in terracotta e bronzo, dalle installazioni polimateriche al disegno, che considera l’origine di ogni idea. Debutta nel 1984 con una personale alla Galleria Tucci Russo di Torino, presentando Narciso, un’installazione realizzata con catrame e pittura, imponendosi da subito come una delle voci più originali della scena postmoderna italiana.


Per informazioni e materiali stampa:
Raffaella De Chirico Arte Contemporanea e Art Advisoring
Via Monte di Pietà, 1A – 20121 – Milano
pressoffice.raffaelladechirico@gmail.com
info@dechiricogalleriadarte.it
 
Elena Bettarini Gallery Assistant
bettarinielena@gmail.com
 
Alessio Morganti Press Office
Alessio.mrg@hotmail.it
alessiomorganti@pecgiornalisti.it
Da Alessio Morganti <alessio.mrg@hotmail.it>

Samothrace: tecnologia, patrimonio culturale e sviluppo sostenibile

Samothrace presenta l’evento “From Past to Future: Cultural Heritage Powered by Technology”, in programma il 29 e 30 gennaio 2026 presso Palazzo Vermexio a Siracusa, dedicato all’innovazione tecnologica applicata alla tutela, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale. L’iniziativa rappresenta l’evento conclusivo del Pillar Cultural Heritage dell’ecosistema Samothrace, che ha individuato nel patrimonio culturale uno degli ambiti strategici di intervento, con l’obiettivo di sviluppare materiali, dispositivi e protocolli avanzati per applicazioni nei settori dei beni culturali e del turismo sostenibile.

Samothrace a Siracusa: sintesi tra tecnologia, patrimonio culturale e sviluppo sostenibile

A Palazzo Vermexio due giorni di confronto tra ricerca, istituzioni e imprese

Durante le due giornate saranno presentati i risultati delle attività di ricerca e sviluppo condotte da università, centri di ricerca, imprese e partner pubblici e privati. Le tecnologie affrontate spaziano dalla digitalizzazione 3D, alla realtà virtuale e aumentata, dall’intelligenza artificiale alla sensoristica avanzata per il monitoraggio ambientale e strutturale, fino a sistemi innovativi per la diagnostica non invasiva e l’accessibilità inclusiva.

Il programma prevede pitch talk, presentazioni orali, sessioni demo e momenti di networking, oltre a due tavole rotonde istituzionali, dedicate al dialogo tra tecnologia, patrimonio culturale e sviluppo sostenibile.

La prima tavola rotonda, “Technology and Heritage for a Sustainable Future”, in programma il 29 gennaio, sarà moderata dalla giornalista Chiara Borzì (Italpress) e vedrà la partecipazione di Dario Cartabellotta, dirigente Generale del Dipartimento delle Attività Produttive della Regione Siciliana; Luca Grasso, responsabile del Polo Tattile Multimediale di Catania; Bernadette Lo Bianco, presidente dell’Associazione Sicilia Turismo per TuttiFrancesco Mannino, presidente di Officine Culturali – Cooperativa SocialeFabrizio Mutarelli, Comandante dei Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Siracusa.

La seconda tavola rotonda, “Institutions at the Crossroads of Tradition and Technology”, prevista per il 30 gennaio, sarà moderata dalla giornalista Isabella Di Bartolo (La Repubblica) e coinvolgerà Felice Crescente, direttore del Parco Archeologico di Selinunte; Michelangelo Gruttadauria, presidente del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Palermo – Heritage; Roberto La Rocca, Soprintendenza del Mare; Antonino Lutri, Soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa; Federica Santagati, Delegata SIMUA dell’Università di Catania; Fabrizio Sudano, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

L’evento si inserisce nel percorso di Samothrace volto a favorire l’integrazione tra scienze umane, scienze esatte e tecnologie, secondo un approccio di living lab orientato al trasferimento tecnologico e alla valorizzazione dei risultati verso il mercato e la società.

La partecipazione è aperta a istituzioni, aziende, professionisti del settore dei beni culturali, ricercatori e stakeholder interessati ai temi dell’innovazione applicata al patrimonio culturale.


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Una residenza nel cuore delle Dolomiti – Scadenza del concorso 21 marzo 2026

Il Comune di San Pietro di Cadore (BL), in partenariato con l’Associazione Clematis Cultura, promuove la I edizione del Concorso Fotografico e Residenza Artistica “SCENARI. Volti e luoghi della Natura”, con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze del territorio e mettere in risalto il patrimonio naturale, artistico e culturale delle sue frazioni: San Pietro, Costalta, Valle, Presenaio, Mare e Val Visdende.

CONCORSO FOTOGRAFICO
SCENARI. Volti e luoghi della Natura
Residenza artistica, Mostre e Premi acquisizione
rivolti a professionisti, emergenti e studenti accademie

 
Scadenza partecipazione 21 marzo 2026

La partecipazione al concorso, che prevede una residenza artistica, mostre collettive e un premio acquisizione, è gratuitaIl concorso è aperto a fotografi/artisti/autori over 35, fotografi/artisti/autori under 35 e studenti under 35 iscritti ai corsi di diploma di secondo livello delle Accademie di Belle Arti, ISIA, IED o altre scuole di alta formazione riconosciute. 

La Commissione selezionerà su base curriculare e artistica due fotografi/artisti/autori over 35 e un fotografo/artista/autore/studente under 35, i quali parteciperanno dal 23 al 26 giugno 2026 alla residenza artistica a San Pietro di Cadore. L’esperienza immersiva produrrà un confronto autentico con persone e luoghi, tra memorie, tradizioni e atmosfere del paesaggio dolomitico naturale e antropizzato, che verrà restituito dai partecipanti attraverso un corpus di 6-8 fotografie originali, che coglieranno aspetti poetici e vibranti, corrispondenti al tema del concorso.

La Commissione è composta da Angela Madesani – storica dell’arte e curatrice indipendente, Presidente di commissione; Marco Ceraglia – fotografo artista; Paolo Dell’Elce – fotografo e teorico di linguaggi visivi; un rappresentante del Museo DART Casa Falconieri di Dolianova Cagliari – Centro Ricerca e Sperimentazione (Dario Piludu direttore artistico / Gabriella Locci artista); due rappresentanti istituzionali (il Sindaco di San Pietro di Cadore o suo/a delegato/a; il Presidente dell’Associazione Clematis Cultura o suo/a delegato/a). 

Le fotografie, realizzate a seguito della residenza e stampate a cura dell’organizzazione, verranno esposte dall’1 al 31 agosto 2026 nella mostra collettiva allestita a Villa Poli De Pol, elegante edificio ottocentesco in stile veneziano, oggi sede del Municipio di San Pietro di Cadore e snodo della vita culturale del territorio. La mostra verrà ospitata nel 2026 anche nelle sale del Museo DART – Casa Falconieri di Dolianova (Cagliari), centro d’arte contemporanea e di ricerca visiva che promuove in Sardegna la sperimentazione tra linguaggi artistici, tecnologie e nuovi media, in dialogo con artisti e istituzioni nazionali e internazionali. 

Il concorso prevede, inoltre, l’attribuzione di un premio di 1.000,00 euro a ciascun vincitore e l’acquisizione nella collezione del Comune di San Pietro di Cadore delle fotografie vincitrici, che andranno a costituire il nucleo originario di una raccolta dedicata al rapporto tra arte, natura e territorio. Oltre al premio, per i tre vincitori saranno a carico del Comune di San Pietro di Cadore le spese di vitto ed alloggio sia per il periodo di residenza artistica che per le giornate della premiazione, oltre che il ristoro delle spese di viaggio. Verranno garantiti, inoltre, durante la residenza artistica, gli spostamenti con mezzi comunali per le trasferte sul territorio dei finalisti per la realizzazione del progetto fotografico. 

Le candidature dovranno essere inviate entro le ore 18.00 del 21 marzo 2026 all’indirizzo mail: concorsoscenari.sanpietro@cmcs.it

Il bando è pubblicato anche sul sito del Comune di San Pietro di Cadore e sul sito di Clematis Cultura. 
www.comune.sanpietrodicadore.bl.it 
www.clematiscultura.it


INFO

Concorso Fotografico
SCENARI. Volti e luoghi della Natura
I edizione
Residenza artistica, mostre e premio acquisizione
dedicati a professionisti, emergenti e studenti accademie


Scadenza partecipazione 21 marzo 2026

Comune di San Pietro di Cadore
www.comune.sanpietrodicadore.bl.it 

Clematis Cultura
info@clematiscultura.it
www.clematiscultura.it

Segreteria Concorso
concorsoscenari.sanpietro@cmcs.it

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca
Melasecca PressOffice – blowart

roberta.melasecca@gmail.com
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>

Bipielle Arte, Lodi: “Fatum Futura”, mostra antologica di Simona Uberto

Contaminazioni 2008 Installazione misure variabili h cm 40 – Benni Giorgio benni.foto@tiscali.it

La Fondazione Banca Popolare di Lodi dedica a Simona Uberto, nella sala espositiva Bipielle Arte, l’antologica Fatum Futura, che ripercorre trent’anni di ricerca tra fotografia, installazione e paesaggi visionari. In mostra circa cinquanta opere, dagli scatti urbani degli esordi ai miraggi della serie Fata Morgana, un percorso che indaga il confine tra realtà e immaginazione, facendo del titolo – tra destino e futuro – la chiave di lettura della poetica dell’artista.

Simona Uberto
FATUM FUTURA
Mostra antologica 1996–2026

a cura di
Maria Laura Gelmini

Bipielle Arte
28 febbraio – 22 marzo 2026
Inaugurazione: venerdì 27 febbraio ore 17,30

Fatum Futura, l’ampia mostra antologica a cura di Maria Laura Gelmini dedicata a Simona Uberto (Savona, 1965), che apre il 27 febbraio prossimo negli spazi della Bipielle Arte, la sala espositiva della Fondazione Banca Popolare di Lodi, diretta da Paola Negrini, offre una panoramica ampia e coerente su trent’anni di ricerca dell’artista, docente di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dagli anni Novanta a oggi, riunendo circa cinquanta opere tra fotografia, installazione, collage, scultura e interventi ambientali.

Il titolo nasce da un’intuizione dell’artista e condensa il nucleo poetico del progetto: una riflessione sulla tensione tra ciò che ci precede e ciò che ci attende, tra destino e possibilità, tra predeterminazione e sguardo verso il futuro. “Fatum, dal latinofari’, significa ciò che è già stato pronunciato, la parola-oracolo che diventa destino – spiega Uberto mentre Futura indica il tempo a venire, ciò che ancora non è. È uno spazio di domande, sospeso tra ciò che è stato detto e ciò che stiamo ancora costruendo.” 

Questa dialettica tra origine e avvenire attraversa tutta la sua opera: un lavoro che parte sempre dal reale – uno scatto fotografico, un frammento urbano, un paesaggio – e si trasforma in visione, in racconto, in miraggio.

Fin dagli anni Novanta, Simona Uberto si muove lungo una linea sottile che separa – e unisce – documentazione e immaginazione. I primi cicli dedicati alla vita urbana (tra cui Interferenze, Aggregazioni, Appartenenze, Incontri) raccontano la quotidianità come insieme di micronarrazioni: passanti colti in spazi pubblici, movimenti minimi che diventano ritmo visivo, geometrie che imprigionano istanti sospesi. Non semplici fotografie, ma “cornici temporali” che rendono la città un teatro di azioni inconsapevoli. 

Negli ultimi anni la sua ricerca si è spinta oltre la dimensione urbana, aprendo a un nuovo territorio: il paesaggio come miraggio, luogo mentale, proiezione. Da questo slittamento nasce la serie Fata Morgana: immagini che oscillano tra realtà e illusione, tra visibile e visionario. L’artista seziona lo scatto, lo ingrandisce, lo ribalta, lo frammenta e lo ricompone, invertendo prospettive e logiche consuete. Cielo che diventa terra, acqua che diventa cielo, skyline che si capovolgono: la percezione vacilla, ma è in questo spaesamento che si annida il senso profondo della sua opera. Un principio che vale per tutta la produzione dell’artista: dalla silhouette ritagliata alla composizione paesaggistica, l’immagine non riproduce, reinventa. Ed è anche evidente che, come ha dichiarato Simona Bartolena in un saggio a lei dedicato, le opere di Uberto “non sono paesaggi ma miraggi. Ci traggono in inganno come il fenomeno della Fata Morgana: luoghi fantastici, mutevoli, destabilizzanti, che rivelano la precarietà delle nostre certezze visive.” L’effetto è quello che René Magritte definiva “l’attimo di panico”: il momento in cui lo spettatore comprende che la realtà rappresentata non coincide con la realtà percepita.

Il processo creativo di Simona Uberto è insieme meditativo e rigoroso. L’artista parte da uno scatto fotografico, “come se percorresse una stradina che diventa sentiero”: entra nell’immagine, la esplora, ne studia la struttura interna, fino a perderne ogni riferimento. Solo allora la ricompone in una nuova forma, che non appartiene più al reale ma a un altrove sospeso tra memoria e invenzione. In Fatum Futura, questo metodo si amplifica: l’immagine diventa segno, il paesaggio diventa linguaggio, il miraggio si fa forma. Come osserva la curatrice: “Benché la conoscenza della prassi esecutiva di un artista, pur aggiungendo nuove chiavi di lettura, non sia indispensabile ai fini della fruizione, nel caso di Uberto, conoscere il procedimento può fare la differenza. La leggerezza che promana dalle opere di Uberto è il risultato di un lavoro minuzioso; vi confluiscono aspetti tecnologici e artigianali”.

L’artista costruisce le sue opere con un equilibrio tra matematica e poesia, tra controllo e abbandono. Ed è proprio in questo spostamento – dal reale alla sua traduzione poetica – che si radica la forza della sua opera.

Allestita negli spazi della Bipielle Arte – all’interno del Centro Direzionale progettato da Renzo Piano – la mostra si presenta come un percorso attraverso tre decenni di lavoro: dalle prime serie fotografiche dedicate ai flussi urbani alle installazioni che interrogano la percezione dello spazio, fino ai più recenti paesaggi destrutturati e alle visioni di Fata Morgana, dove la natura si fa enigma e rivelazione.

Il percorso espositivo è pensato come un attraversamento: il visitatore attraversa opere che aprono varchi, sconfinamenti. Ogni lavoro mette in discussione la stabilità dell’immagine, invitando a ripensare la relazione tra ciò che vediamo e ciò che crediamo di vedere.

Accompagna la mostra il catalogo Fatum Futura, pubblicato da Vanillaedizioni, che contiene i testi critici di Maria Laura Gelmini, Simona Bartolena e Giorgio Bonomi e un ampio apparato iconografico.

Crediti
La mostra è realizzata grazie alla collaborazione di:
Gruppo Scuola Galileo, Milano “Scuola professionale di lingua italiana”
Galleria Melesi, che segue il lavoro di Simona Uberto dal 2002
Associazione Culturale Rivoliduepuntozero, presieduta da Nicoletta Castellaneta
Gli Eroici Furori, diretta da Silvia Agliotti


Informazioni
Bipielle Arte
Via Polenghi Lombardo-Spazio Tiziano Zalli, Lodi
Orari: gio-ven 16:00–19:00; sab-dom 10:00-13:00 e 16:00-19:00 (ingresso libero)

Ufficio stampa
Emanuela Filippi | Eventi e Comunicazione
press.eventiecomunicazione@gmail.com
Da Emanuela Filippi / Eventi e Comunicazione <press.eventiecomunicazione@gmail.com>

Mamababa presenta ‘Blues Hotel’, un concept album tra blues, teatro e umanità sospese

Vite che si incrociano, si consumano e si riflettono l’una nell’altra come in un albergo di passaggio: Blues Hotel è il nuovo album di MamaBaba, in uscita venerdì 23 gennaio su tutte le piattaforme digitali e in vinile, un concept che affonda le radici nel blues e nella tradizione cantautorale italiana per raccontare, senza filtri, un’umanità fragile e autentica.

MAMABABA PRESENTA ‘BLUES HOTEL’, UN CONCEPT ALBUM TRA BLUES, TEATRO E UMANITÀ SOSPESE

Venerdì 23 Gennaio è uscito su tutte le piattaforme digitali e in vinile ‘Blues Hotel’, il nuovo album di MamaBaba, artista e cantante e tra le più autorevoli del panorama musicale italiano, distribuito da Ingrooves (Virgin Music Group), prodotto da Lotus Music Production e promosso dall’ufficio stampa A-Z Press.

Blues Hotel è un concept album in cui le storie si muovono come una bobina magnetica: avanti e indietro nel tempo, tra rimandi, echi e vite che si sfiorano e si intrecciano come in uno spettacolo teatrale.

I protagonisti di Blues Hotel – nel solco della grande tradizione narrativa cara a Fabrizio De André – non esistono mai in modo isolato, ma si riflettono l’uno nell’altro, consciamente o inconsciamente. 

Sono figure tormentate e disilluse, talvolta opportuniste o strumentalizzate, alla costante ricerca di attenzioni, segnate da curiosità e mistero, ma anche da una forte determinazione. Un affresco di un’umanità fragile e autentica, raccontata senza filtri, che prende forma traccia dopo traccia.

Musicalmente, il disco affonda le radici negli stilemi del blues e nella cultura afroamericana, aprendosi a suggestioni soul e in una dimensione di pop “colto”. La scrittura in lingua italiana rende l’opera immediata e accessibile, permettendo a un pubblico ampio di coglierne ogni sfumatura narrativa ed emotiva.

Blues Hotel è un viaggio sonoro e umanoda ascoltare come si leggerebbe un romanzo.

Blues Hotel’ è un concept album popolato da personaggi simbolici che si muovono all’interno di un albergo-mondo, metafora delle vite che si incrociano e si consumano.

Il Gatto funge da guida silenziosa, una sorta di Virgilio che introduce l’ascoltatore all’interno dell’hotel. La Prostituta (Ehi) è una figura disillusa e predatoria, capace di sfruttare gli uomini senza legami emotivi, ma segnata dalla paura dell’invecchiamento e dell’oblio. L’Uomo d’Affari, ritratto ironico del successo metropolitano, inizia a scorgere il vuoto dietro l’apparenza del denaro e dei doveri che lo soffocano.

Accanto a loro, il Barista osserva tutto senza giudicare, entrando e uscendo dalle stanze come un fantasma consapevole. Il Barbone rappresenta l’approdo finale: l’abbandono delle ambizioni mondane e la lucida osservazione di un’umanità che si crede potente, ma è solo di passaggio.

Dietro Il Portiere si nasconde il vero padrone dell’hotel, figura cinica che accetta il denaro senza fare domande. Le stanze diventano così metafora della vita, regolata da un’unica legge: non lasciare tracce, o il prezzo da pagare aumenterà.

L’album si chiude con Blues Hotel, bonus track e brano da cui ha preso forma l’intero progetto, qui riarrangiato per creare un’atmosfera più intima e vissuta.

MamaBaba è un’artista poliedrica dal repertorio che spazia dal pop al blues e al jazz, sostenuto da una voce potente e graffiante.

Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerosi concorsi musicali, ottenendo diversi riconoscimenti, e nel 2025 partecipa a The Voice Senior su Rai 1.

Nel 2023 pubblica il suo primo inedito, ‘Blues Hotel’, realizzato in collaborazione con il produttore musicale Piermatteo Carattoni, seguito da ‘A Blues Story’.

Da questo progetto nasce uno spettacolo teatrale-musicale: un recital contro il femminicidio, che unisce musica e impegno sociale.

Nel 2024 esce l’album ‘Sguardo ad Oriente’, con il quale esplora e promuove un nuovo universo sonoro avvicinandosi al pop cinese. 


Instagram: www.instagram.com/mamababa_official
Facebook: www.facebook.com/MamaBaba.artist
YouTube: www.youtube.com/@MamaBabaBlues
Spotify: https://open.spotify.com/
Email: info@lotusmusicproduction.it


Ufficio Stampa A-Z Press
info@a-zpress.com
Da A-Z Press <info@a-zpress.com>

Mostra collettiva agli Eroici Furori – Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026

In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026 abbiamo il piacere di presentare a Gli Eroici Furori ON EDGE, una mostra collettiva a cura di Silvia Agliotti e Paola Martino. In questa occasione Gli Eroici Furori diventano uno spazio in cui lo sport viene sottratto alla retorica dell’evento per essere osservato da vicino, nella sua dimensione più esposta.

Group Show
ON EDGE
 
a cura di Silvia Agliotti e Paola Martino
 
In galleria testo di Paola Martino
3 – 15 Febbraio 2026
Opening: 3 Febbraio ore 18.00
 
Orari: mar/sab 15,30 – 19
mattina su appuntamento

Gli eroici furori
Via Melzo, 30 – Porta Venezia, Milano 

La mostra non racconta le competizioni né celebra le imprese, ma si concentra su ciò che nello sport accade prima e oltre il risultato: il corpo mentre si misura con il limite, il gesto nel momento in cui è ancora instabile, aperto, non risolto. Talvolta il segno ispirato al logo della manifestazione internazionale: ricordiamo che l’intreccio dei cinque cerchi olimpici simboleggia l’unione dei cinque continenti abitati – Africa, Americhe, Asia, Europa, Oceania – e la fratellanza tra gli atleti di tutto il mondo uniti dallo spirito olimpico che risponde a una terra ideale che non ha né confini né discriminazioni. Una terra di pace. L’incontro e la collaborazione tra i popoli.

L’esposizione non separa Olimpiadi e Paralimpiadi, infatti “ciò che accomuna le pratiche sportive è il rapporto con l’ambiente, con il rischio, con il limite. È in questo spazio condiviso che il corpo smette di essere classificabile e diventa esperienza” – scrive Paola Martino nel testo presente in galleria.

In mostra a Gli eroici furori un immaginario di un luogo in cui il movimento non è spettacolarizzato in funzione di un risultato, piuttosto rende manifesta una tensione, un luogo dell’anima che racconta di un corpo quando è messo alla prova, dei segni che lascia e delle derive che restano.

Gli artisti che partecipano alla mostra hanno età e modi espressivi differenti, spaziando dalla pittura alla scultura alla fotografia all’istallazione, anche utilizzando l’AI.

ALESSANDRO BAFFIGI, STEFANO BANFI, PAKI PAOLA BERNARDI, FELIPE CARDENA, PAOLO CASSARÀ, FRANCESCO DE MOLFETTA, PINO DI GENNARO, ELEONORA FEDERICO, SILVIA GAFFURINI, ALESSANDRO GRIMOLDIEU, GABRIELLA KURUVILLA, CRISTIANA PALANDRI, FABRIZIO POZZOLI, TIZIANA PRIORI, SOFIA SAMAR, L. MIKELLE STANDBRIDGE, KAZUTO TAKEGAMI, ROCCO TANICA, SIMONA UBERTO.


GLI EROICI FURORI ARTE CONTEMPORANEA  – VIA MELZO 30 – MILANO
TEL 347 8023868
silvia.agliotti@furori.itwww.furori.it
Da Paola Martino <p.martino66@gmail.com>

Nuovo accordo tra Gruppo Matches e l’Ente del Turismo Cinese in Italia

Il nuovo anno si apre per Gruppo Matches con un’altra, importante, collaborazione, sempre nell’ambito delle relazioni tra l’Italia e la Cina: l’accordo per la gestione della comunicazione dell’Ente del Turismo Cinese in Italia. Con questa partnership l’agenzia consolida il suo ruolo di ponte strategico e culturale tra i due Paesi, facilitando il dialogo e lo scambio turistico tra i due mondi. Gruppo Matches si occuperà di sviluppare la nuova strategia di comunicazione, attraverso la realizzazione di contenuti Social/Digital per i canali Instagram, Facebook, TikTok, YouTube ed X.

Gruppo Matches stringe un accordo per la comunicazione
con l’Ente del Turismo Cinese in Italia e apre una sede a Pechino 

Si consolida il posizionamento dell’agenzia nel mercato cinese

Una collaborazione che mancava

Il 7 gennaio scorso Gruppo Matches, con il suo Ceo Andrea Cicini, ha firmato un accordo annuale per la Comunicazione con l’Ente del Turismo Cinese in Italia. L’obiettivo è promuovere presso i possibili viaggiatori italiani l’immagine della Cina, tra cultura e curiosità, implementando la comunicazione sull'”Impero Celeste” attraverso la diffusione capillare di notizie e contenuti rappresentativi riguardanti la bellezza della Cina in tutti i suoi aspetti. “Parliamo di un Paese ancora poco conosciuto, ricco di cultura e paesaggi magnifici, un’esplosione di colori, sapori e saperi, che pochi conoscono realmente. Dopo tredici anni di vita in Cina, posso confermare che attraversarla oggi è una delle esperienze più straordinarie. Uno spaccato, tra tradizioni millenarie e un futuro prossimo già presente, che ti arricchisce l’anima e ti fa tornare sognatore. Fiero ed onorato che l’Ente del Turismo Cinese in Italia ci abbia scelto per questa nuova grande ed avvincente avventura“, è il commento di Andrea Cicini.

Una nuova sede strategica
Contemporanea all’accordo anche l’apertura di un ufficio dell’agenzia Gruppo Matches a Pechino – che va ad affiancarsi alle attuali sedi di Roma, Aosta, Cagliari, Hong Kong e Treviso –, coordinato come Responsabile da Edoardo Gagliardi, in Cina da circa venti anni con esperienza in produzioni audiovisive e musicali, Digital Marketing & Social Media con Warner Music China, e tanto altro nel mondo dell’industria culturale e della comunicazione. L’obiettivo dell’apertura della nuova sede di Pechino sarà non solo quello di supportare la sede centrale di Gruppo Matches a Roma nella promozione della Cina con una comunicazione d’impatto, ma soprattutto quello di offrire a clienti italiani l’opportunità di aprire e gestire contenuti nei canali social nel mercato cinese, realizzando strategie verticali ad hoc. “Sono molto contento di poter affiancare Andrea Cicini e il team di Gruppo Matches per costruire insieme nuovi canali di dialogo tra la Cina e l’Italia, in entrambe le direzioni. In un mondo sempre più diviso trovare nuove occasioni di comunicazione reale è quanto di più necessario, e una sfida che siamo sicuri porterà valore ai futuri partner di entrambi i Paesi” afferma Edoardo Gagliardi.

L’accordo per la comunicazione avviene a poca distanza da un altro recente accordo di cooperazione tra i due Paesi, favorito a livello strategico da Gruppo Matches, quello tra XINHUA, l’agenzia di stampa nazionale cinese fondata nel 1931 con sede centrale a Pechino, e ITALPRESS, due agenzie egualmente prestigiose a livello internazionale. Andrea Cicini è infatti molto legato alla Cina, Paese dove ha mosso i primi passi professionalmente e con il quale l’agenzia da lui fondata collabora attivamente da anni.


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Diana Daneluz
Media / Press Office   
 
Da Media Gruppo Matches <media@gruppomatches.com>