Milano, Galleria Raffaella De Chirico: “Sentimi” note finali sulla personale di Luigi Stoisa

Sentimi: note finali sulla personale di Luigi Stoisa
alla Galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea
 
Mostra: 3 dicembre 2025 – 31 gennaio 2026
Milano, Via Monte di Pietà 1A

Si conclude il 31 gennaio Sentimi, la mostra personale di Luigi Stoisa ospitata negli spazi della Galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea di Milano. L’esposizione ha offerto al pubblico un’occasione di rilettura approfondita di una fase cruciale della ricerca dell’artista torinese, mettendo in dialogo opere storiche e nuclei emblematici della sua produzione.

Attivo dalla metà degli anni Ottanta, Stoisa fonda il proprio lavoro sul tema della trasformazione della materia, intesa come processo fisico, emotivo e temporale. In Sentimi il catrame emerge come elemento centrale della sua poetica: una sostanza viva, instabile, capace di assorbire e restituire tensioni, memoria e mutamento. Materia che non si limita a rivestire la superficie, ma che genera forma, spazio e linguaggio.

Il percorso espositivo ha riunito dipinti degli esordi, caratterizzati da superfici dense e vibranti, accompagnati da titoli di forte carica evocativa che aprono a una dimensione narrativa e sensibile. Il fulcro della mostra è stato dedicato alle opere in catrame della fine degli anni Ottanta, tra cui Ti sento lontana e Ti amavo tanto, lavori in cui la materia assume una presenza quasi corporea, reagendo e respirando nel dialogo con olio e carboncino. La prevalenza del nero è attraversata da minime accensioni cromatiche, che introducono una tensione visiva e simbolica legata ai temi della relazione, della distanza e dell’ascolto.

Nel corso dell’esposizione, Sentimi si è affermata come una chiave di lettura essenziale per comprendere l’evoluzione del linguaggio di Stoisa: una pittura che progressivamente si fa scultura, che abbandona la bidimensionalità per farsi profondità, campo di immersione nella materia. La scomparsa dell’immagine figurativa apre a una figurazione solo apparentemente astratta, generata dall’ingresso diretto nella sostanza e dal suo continuo mutamento cromatico.

Come sottolinea Luigi Stoisa:
«In quel periodo, in quella fase, guardavo fuori e mi guardavo dentro. Quello a cui miravo era far capire che la materia comanda rispetto all’operato dell’uomo. In questo caso l’uomo è piccolo, la materia più forte.»

La mostra si conclude come un’esperienza di ascolto e di immersione, in cui il tempo, il silenzio e la densità materica hanno guidato lo sguardo del visitatore, restituendo alla pittura una dimensione primaria e sensibile.

Raffaella De Chirico dichiara:
«Sentimi è stata una mostra capace di restituire alla materia la sua forza originaria e il suo potere evocativo. Il lavoro di Luigi Stoisa ha trasformato lo spazio della galleria in un luogo di esperienza profonda, dove il mutamento diventa linguaggio e la pittura si fa corpo, memoria e presenza. Questo percorso ha confermato la solidità e l’attualità della sua ricerca, rafforzando il desiderio della galleria di continuare a lavorare con l’artista su progetti strutturati, pensati per contesti nazionali e internazionali, in un dialogo che guarda con convinzione al futuro.»

LUIGI STOISA (Selvaggio di Giaveno, Torino, 1958) vive e lavora a Selvaggio di Giaveno (Torino). Inizia la sua attività artistica alla fine degli anni Settanta durante gli studi all’Accademia di Belle Arti di Torino, dove si diploma in Pittura. La sua ricerca si consolida negli anni Ottanta e si concentra sul tema del mutamento della materia, capace di trasformare forme e significati nel tempo. Il catrame, al centro del suo lavoro, diventa simbolo di metamorfosi continua.

Affascinato dai processi di trasformazione, Stoisa attraversa differenti linguaggi: dalla pittura alla scultura in terracotta e bronzo, dalle installazioni polimateriche al disegno, che considera l’origine di ogni idea. Debutta nel 1984 con una personale alla Galleria Tucci Russo di Torino, presentando Narciso, un’installazione realizzata con catrame e pittura, imponendosi da subito come una delle voci più originali della scena postmoderna italiana.


Per informazioni e materiali stampa:
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