Mostra Yugo Logo al Cavò in occasione del Trieste Film Festival

Yugo Logo è il progetto di Ognjen Ranković e Antonio Karača e negli anni ha raccolto oltre 600 loghi di un paese che non c’è più, la Jugoslavia. 

Yugo Logo
diOgnjen Ranković e Antonio Karača
Progetto a cura di Cizerouno in occasione della 37esima edizione del Trieste Film Festival
Dal 14 gennaio al 21 febbraio 2026

Cavò, via San Rocco 1a, Trieste

Negli ultimi anni Yugo Logo ha fatto tappa in Croazia, Macedonia del Nord, Bosnia ed Erzegovina e Montenegro, con la volontà di celebrare la memoria e recuperare questo patrimonio – una volta comune – di design, innovazione e creatività spesso con altissimi standard.

Per questa tappa a Trieste, curata da Cizerouno, la prima fuori dai territori dell’ex Repubblica Federativa, oltre a una selezione dei più iconici marchi “made in Yu” per il Cavò sono stati pensati anche tre focus. Il primo sul turismo con marchi di alberghi, agenzie turistiche e il riconoscibile marchio JAT della compagnia aerea jugoslava. Il secondo sul mondo del teatro e del cinema dove compaiono anche alcuni marchi di case di produzione e studi cinematografici che sono stati spesso presenti con i loro film nei vari programmi del Trieste Film Festival. Il terzo focus raccoglie esempi grafici e creativi di alcune designer jugoslave. Al Cavò sarà possibile vedere anche un montaggio di alcuni spot televisivi che vennero trasmessi tra gli anni 60 e 80.

Dopo Ponterosso Memorie e Dive Divne Divine, anche con Yugo Logo Cizerouno ricrea in questo particolare allestimento al Cavò “un dispositivo per la memoria” che coinvolgerà diversi pubblici. Dagli appassionati di grafica e design, a chi è cresciuto circondato da questi loghi a chi magari ne ha memoria avendoli visti durante le vacanze o in occasione di qualche “salto in Jugo” magari alla domenica.

L’inaugurazione della mostra, realizzata in occasione della 37esima edizione del Trieste Film Festival, avverrà mercoledì 14 gennaio alle ore 18.30 al Cavò di Via San Rocco 1a e rimarrà visitabile fino al 21 febbraio 2026 da giovedì a sabato dalle 17.30 alle 19.30.
La mostra sarà aperta anche tutti i giorni del festival dalle 17.30 alle 19.30 tranne la domenica.

Sabato 17 gennaio 2026 alle ore 17 il Knulp in via Madonna del Mare ospiterà Conversation on Yugo Logo. Saranno presenti i creatori del progetto Ognjen Ranković e Antonio Karača che dialogheranno con Nuša Hauser, ricercatrice e curatrice e Massimiliano Schiozzi, presidente di Cizerouno, sulla nascita e l’evoluzione di Yugo Logo tra curiosità, difficoltà e scoperte fatte negli ultimi anni di ricerche. Una conversazione a più voci tra design, memoria e cultura immateriale. Seguirà una visita guidata alla mostra al Cavò.

Per informazioni si consiglia di scrivere a: eventi@cizerouno.it


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Roma: A-Head Project e Galileo Editore presentano la mostra “PERIPEZIA” di Maria Soria

Dal 7 al 18 febbraio 2026 la Sacripante Art Gallery di Roma ospita Peripezia, mostra personale di Maria Soria, promossa da A-HEAD Project di Angelo Azzurro Onlus, in collaborazione con Galileo Editore.

A-Head Project e Galileo Editore presentano la mostra
“PERIPEZIA” di Maria Soria

Un attraversamento psichico tra arte, esclusione, identità e fragilità mentale

7 – 18 febbraio 2026
Sacripante Art Gallery – Via Panisperna 59,Roma
Opening 7 febbraio ore 18:00

La mostra nasce dall’incontro tra A-HEAD Project e Galileo Editore, sviluppatosi a partire da un dialogo condiviso su tematiche sociali e personali di forte rilevanza contemporanea. In particolare, alcune pubblicazioni del catalogo di Galileo Editore si sono rivelate strumenti sensibili ed efficaci per affrontare, attraverso il linguaggio dell’illustrazione e della narrazione visiva, questioni legate alla salute mentale e all’esperienza individuale, come la depressione, la diversità, la dislessia e altre forme di fragilità emotiva e cognitiva.

All’interno di questo percorso comune, Peripezia rappresenta l’avvio di un ciclo di mostre che accompagneranno le presentazioni dei libri nati da questa collaborazione, dando vita a un dialogo continuo tra spazio espositivo, editoria illustrata e riflessione sociale. Le mostre diventano così un’estensione visiva del libro: luoghi di approfondimento, confronto e incontro tra pubblico, autori e tematiche.

L’esposizione presenta una selezione di illustrazioni realizzate da Maria Soria per l’albo illustrato Peripezia, proposte in formato ampliato rispetto alla pubblicazione editoriale. Le opere, stampate su carta fine art, saranno disponibili per l’acquisto durante il periodo della mostra in tiratura limitata, rivolgendosi direttamente alla Sacripante Art Gallery.

L’inaugurazione si terrà sabato 7 febbraio 2026. Nel corso della serata è prevista anche la presentazione del libro Peripezia, con un dialogo tra Stefania Calapai, presidente di A-HEAD Project, e l’autrice e illustratrice Maria Soria, che aprirà ufficialmente il percorso espositivo. Percorso che sarà itinerante e vedrà l’ingresso in diverse scuole ed in centri di salute mentale per adolescenti.

Da sempre Angelo Azzurro Onlus con il Progetto A-Head mette insieme arte e psichiatria, in una sinergia che porta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della salute mentale, combattendo così lo stigma che ancora oggi ne deriva.

Inoltre i percorsi avviati fino ad oggi hanno visto concretamente l’ingresso dell’arte e degli artisti nei luoghi della cura, quindi non solo una sensibilizzazione sociale, ma un vero e proprio approccio concreto alla dinamica della salute mentale.

Maria Soria nasce a Paola (CS) nel 1997. Sin da piccola coltiva una profonda passione per il disegno e l’arte. Dopo il Liceo Classico, durante il quale sviluppa un forte interesse per la storia dell’arte, intraprende un percorso creativo da autodidatta, traducendo in chiave pittorica e illustrativa suggestioni e riflessioni personali. Successivamente si iscrive all’Accademia di Belle Arti, frequentando il corso di Illustrazione. In breve tempo partecipa a mostre e residenze artistiche e conduce laboratori creativi rivolti a bambini e adolescenti. Dal 2022 collabora con la casa editrice Galileo Editore.


ABSTRACT DEL LIBRO 

Peripezia è un albo illustrato di Maria Soria, edito da Galileo Editore, che racconta il viaggio interiore di una bambina esclusa dalla propria comunità. Fin dall’inizio, il suo percorso è segnato da un profondo senso di estraneità e incomprensione, che la spinge a compiere un atto di ribellione. Tuttavia, questa scelta non conduce a una trasformazione positiva o a un riscatto, ma apre la strada a un cammino solitario e complesso.

Il viaggio della protagonista non prevede ricompense né accettazione, ma si configura come una riflessione dolorosa sulla diversità e sul peso dell’isolamento. A differenza delle tradizionali storie di formazione, Peripezia sovverte lo schema del Viaggio dell’eroe: non vi sono mentori né alleati, né un ritorno alla normalità. La narrazione si sviluppa in una dimensione sospesa e universale, in cui tempo e spazio si dilatano, e il percorso non conduce a una risoluzione definitiva, ma a un processo emotivo tortuoso e autodistruttivo.

Dal punto di vista grafico, il libro si distingue per l’uso di due registri visivi alternati: uno stile più descrittivo e realistico, che rappresenta la realtà esterna, e una grafica più astratta e stilizzata, che dà forma al mondo interiore della protagonista. Questa alternanza immerge il lettore in un’atmosfera instabile e mutevole, enfatizzando il conflitto tra percezione soggettiva e realtà oggettiva.

Peripezia è un’opera che sfida le convenzioni narrative e invita a una lettura attenta e partecipata. Il racconto si chiude su una nota sospesa, lasciando spazio alla riflessione personale e interrogando il lettore sul significato della diversità e sulle conseguenze dell’esclusione.


Sacripante Art Gallery è uno spazio polifunzionale nel cuore del rione Monti, nato all’interno di un ex convento settecentesco in Via Panisperna 59, dove storia e contemporaneità si intrecciano in modo scenografico.

La galleria, gestita da Carlotta Cerulli e Wilma Silvestri, unisce arte, moda e mixology: tra muri di pietra e vecchi intonaci si alternano mostre, performance, talk e degustazioni, mentre un raffinato cocktail bar e una boutique di abbigliamento artigianale completano l’esperienza Il progetto A-HEAD nasce nel 2017 per volere della famiglia Calapai per la lotta allo stigma dei disturbi mentali e dalla collaborazione tra l’Associazione Angelo Azzurro ONLUS ed artisti internazionali: infatti con il progetto A-HEAD Angelo Azzurro, curato da Piero Gagliardi dal 2017 fino al 2022, mira a sviluppare un percorso conoscitivo delle malattie mentali attraverso l’arte, sostenendo in maniera attiva l’arte contemporanea e gli artisti che collaborano ai vari laboratori che da anni l’associazione svolge accanto alle attività di psicoterapia più tradizionali. Data la natura benefica del progetto, con A-HEAD la cultura, nell’accezione più ampia del termine, diviene un motore generatore di sanità, nella misura in cui i ricavati sono devoluti a favore di progetti riabilitativi della Onlus Angelo Azzurro, legati alla creatività, intesa come caratteristica prettamente umana, fondamentale per lo sviluppo di una sana interiorità. Lo scopo globale del progetto è quello di aiutare i giovani che hanno attraversato un periodo di difficoltà a reintegrarsi a pieno nella società, attraverso lo sviluppo di nuove capacità lavorative e creative.


Angelo Azzurro ONLUS
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tel. 3386757976
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Ufficio Stampa A-Head Project Angelo Azzurro Onlus
Alessio Morganti
alessio.mrg@hotmail.it
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Ritorna il tour Barriera Stories in occasione del Trieste Film Festival

Domenica 18 gennaio 2026 in occasione del Trieste Film Festival ritorna il tour Barriera Stories guidato da Francesca Pitacco a cura di Cizerouno

La storia multiculturale e il ricco patrimonio umano di Trieste tra tradizioni, trasformazioni e storie di integrazione danno vita al tour Barriera Storiesdomenica 18 gennaio 2026 alle ore 11.00, un percorso urbano ideato da Cizerouno e guidato da  Francesca Pitacco per raccontare le storie e l’identità del quartiere di Barriera Vecchia, in un edizione speciale in occasione del 37esimo 
Trieste Film Festival (durata di circa 80 minuti, costo di 15€ a persona ed è richiesta la prenotazione inviando una mail a eventi@cizerouno.it).


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VETTE. Storie di sport e montagne – Negli splendidi spazi di Palazzo Besta a Teglio

La Direzione regionale Musei nazionali Lombardia (Ministero della Cultura) è lieta di presentare VETTE. Storie di sport e montagne, una mostra promossa con il sostegno di Regione Lombardia e realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino e la Direzione regionale Musei nazionali Veneto – Museo Nazionale Collezione Salce. L’iniziativa rientra nel programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, confermando la vitalità dello sguardo culturale anche nelle celebrazioni olimpiche.

VETTE.
Storie di sport e montagne
Palazzo Besta Teglio (SO)
28 gennaio – 30 agosto 2026

Mostra a cura di Rosario Maria Anzalone e Silvia Anna Biagi, da un’idea  di Sergio Campagnolo

L’esposizione sarà allestita negli splendidi spazi rinascimentali di Palazzo Besta a Teglio, nel cuore della Valtellina, e sarà visitabile dal 28 gennaio al 30 agosto 2026, con anteprima per la stampa il 27 gennaio. Il percorso espositivo, articolato tra gli ambienti interni ed esterni del palazzo, vuole indagare il rapporto tra paesaggio alpino, sport invernali e tradizioni culturali.

«Siamo felici di poter ospitare a Palazzo Besta un progetto così ampio e condiviso e profondamente grati del sostegno istituzionale che lo ha reso possibile, a partire da Regione Lombardia, dalla Direzione regionale Musei nazionali Veneto, dal Museo Nazionale della Montagna di Torino e dalla Fondazione Milano Cortina», dichiara Rosario Maria Anzalone, Direttore regionale Musei nazionali Lombardia e co-curatore della mostra. «Un’iniziativa che mostra, qualora ce ne fosse bisogno, che i musei sono luoghi vivi, capaci di accogliere temi apparentemente lontani dalla loro matrice storico-artistica e di dialogare con pubblici diversi, ampliando la propria capacità di interpretare il presenteLa montagna e lo sport sono temi che mi appassionano e che consideriamo fondamentali per raccontare la storia del nostro territorio, la sua identità e la sua capacità di guardare al futuro con consapevolezza e responsabilità».

«Questa mostra», commenta Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia, «rappresenta un tassello prezioso dell’Olimpiade Culturale perché unisce identità forti della Lombardia: la montagna, la cultura e lo sport. Portare un progetto di questa entità a Palazzo Besta significa dare valore ai territori, alle comunità alpine e alla loro storia. È un racconto che parla di radici, sfide e cambiamenti, ma soprattutto di una montagna che continua a essere un patrimonio culturale vivo. La collaborazione con il Veneto e con il Museo della Montagna di Torino dimostra, ancora una volta, che quando le istituzioni lavorano insieme possono costruire percorsi culturali solidi, riconoscibili e capaci di parlare al pubblico di oggi».

L’iniziativa configura altresì una stretta sinergia tra la Direzione regionale Musei nazionali Lombardia e l’omologo istituto del Veneto. In dialogo con la mostra di Teglio, apre infatti il 20 novembre 2025 al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso la grande esposizione Un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce, dedicata alla nascita dell’immaginario invernale tra manifesti storici, grafica pubblicitaria, fotografie e materiali d’epoca.

Le due sedi – Palazzo Besta e Collezione Salce – formano così un unico racconto in due capitoli, che unisce idealmente Veneto e Lombardia in un progetto che spazia dalle prime pioneristiche esperienze all’affermarsi del turismo sportivo, attraverso i cambiamenti nella vita quotidiana e l’impatto profondo sul paesaggio montano.

Palazzo Besta: un percorso che intreccia sport, identità e paesaggio

Curata da Rosario Maria Anzalone e Silvia Anna Biagi, a partire da un’idea di Sergio Campagnolo, la mostra VETTEStorie di sport e montagne è pensata come un grande viaggio nella storia degli sport invernali e delle profonde trasformazioni che la loro diffusione ha comportato nell’immaginario e nello stile di vita delle valli alpine.

Un racconto che, in perfetta sintonia con il carattere rinascimentale di Palazzo Besta, intreccia memoria, simboli e identità culturale, ma anche sfide e prospettive per il futuro.
Il percorso espositivo si raccoglie intorno a tre grandi nuclei tematici, concepiti come punti di vista di una stessa narrazione.

La storia delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali

Dalla prima Olimpiade di Chamonix 1924 a Milano Cortina 2026, la sezione raccoglie cimeli, manifesti, torce olimpiche, attrezzature storiche, fotografie e documenti provenienti da importanti istituzioni nazionali e internazionali. In particolare un ruolo fondamentale in questa sezione lo svolgono i prestiti provenienti dalle collezioni del Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino dedicati all’edizione delle Olimpiadi di Torino 2006. Accanto alle figure simboliche dei Giochi, emerge la storia delle comunità ospitanti e dei valori che hanno segnato un secolo di sport invernale moderno.

Uno sguardo al femminile

In sintonia con la storia del Palazzo e della famiglia Besta, nella quale le donne hanno giocato ruoli decisiviil percorso espositivo darà spazio ai volti e alle vittorie delle più celebri atlete olimpiche e paralimpiche, storie di coraggio, talento e sfide che hanno ridefinito il ruolo delle donne nello sport e nella società. Ma non solo: accanto a cimeli e medaglie saranno esposti oggetti quotidiani e strumenti del lavoro femminile del secolo passato, in un confronto che vuole mettere in risalto, senza cedere a stucchevoli nostalgie né a ciechi ed eccessivi entusiasmi, il radicale cambiamento di prospettive e abitudini avvenuto nelle valli alpine negli ultimi 60 anni.

Lo sport e la montagna: tra grandi trasformazioni e incerte prospettive

La nascita e l’affermarsi degli sport invernali segnano anche il passaggio da una montagna contadina a una montagna moderna, turistica e sportiva. Attraverso materiali fotografici, oggetti etnografici e testimonianze locali, la sezione restituisce la metamorfosi della Valtellina e delle Alpi: dai paesaggi incontaminati alle infrastrutture sciistiche, offrendo spunti di riflessione e analisi anche sulla relazione tra uomo e ambiente, tra sviluppo e sostenibilità.

Il percorso si chiude nel giardino di Palazzo Besta, icasticamente affacciato sulle Alpi Orobie, con una installazione site-specific a cura di Michele Tavola, realizzata dagli artisti radicati in Valtellina e affermati a livello nazionale Luca Conca e Vincenzo Martegani, che esporranno dittici di fotografie e dipinti in dialogo fra loro.

Oltre al percorso espositivo, VETTE prevede un ricco public program: incontri con atleti olimpici e paralimpici, studiosi, giornalisti e scrittori di montagna; laboratori e attività per scuole e famiglie; visite guidate e talk dedicati a sostenibilità, trasformazioni alpine e futuro degli sport invernali.

Il progetto è sostenuto da un’articolata collaborazione che coinvolge:
Regione Lombardia
Direzione regionale Musei nazionali Lombardia
Direzione regionale Musei nazionali Veneto – Museo Nazionale Collezione Salce
Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino
Fondazione Milano Cortina 2026
Comitato Olimpico Internazionale
 
Una rete che valorizza la dimensione interregionale del progetto e ne rafforza il ruolo all’interno delle iniziative culturali collegate ai Giochi olimpici. La mostra, inoltre, attiva un’importante rete territoriale grazie alla collaborazione con enti locali, associazioni e istituti culturali valtellinesi, contribuendo alla costruzione di una eredità culturale duratura per la valle.

La Direzione regionale Musei nazionali Lombardia coordina e promuove 13 musei e parchi archeologici statali della regione. Ha il compito di assicurare l’attuazione del servizio pubblico di fruizione e valorizzazione di musei, monumenti e aree archeologiche, garantendo livelli di qualità uniformi. In collaborazione con le Soprintendenze e gli enti territoriali e locali promuove l’ampliamento delle collezioni museali, l’organizzazione di mostre temporanee e le attività di catalogazione, studio, restauro, oltre che la comunicazione e la valorizzazione del patrimonio culturale regionale. Attraverso la definizione di strategie e obiettivi comuni viene promossa la collaborazione con altri istituti culturali della regione per la creazione di percorsi culturali e turistici e per l’innovazione didattica e tecnologica. Lavora per incentivare la partecipazione attiva degli utenti e la massima accessibilità ai musei che custodiscono il patrimonio archeologico, artistico e storico della Lombardia.


Direzione regionale Musei Nazionali Lombardia
https://museilombardia.cultura.gov.it/
drm-lom@cultura.gov.it
 
Ufficio Stampa DRMN-LOM
Studio Giornaliste Associate BonnePresse
Carlotta Dazzi |  +39 347 12 99 381 | carlotta.dazzi@bonnepresse.it
Gaia Grassi | +39 339 56 53 179 |  gaia.grassi@bonnepresse.it
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In collaborazione con
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
tel. 049663499
Referente Elisabetta Rosa: elisabetta@studioesseci.net
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

Pisa, Museo della Grafica: inaugurazione della mostra “Muselmann”

In occasione del Giorno della Memoria, il Museo della Grafica (Comune di Pisa, Università di Pisa) è lieto di invitarvi all’inaugurazione della mostra 

Maggiori informazioni: 

Museo della Grafica – Lungarno Galilei, 9 – Pisa
Tel. 050/2216060 (62-67-59-70)
E-mail: museodellagrafica@adm.unipi.it
www.museodellagrafica.sma.unipi.it
www.facebook.com/museodellagrafica
www.instagram.com/museodellagrafica


Si invita a prendere visione dell’informativa segnalando che durante l’evento saranno effettuate riprese foto e video. Con la partecipazione all’evento si intende prestato il consenso al trattamento della propria immagine che potrà essere pubblicata su siti web, canali social media e altre piattaforme pubbliche del Sistema Museale di Ateneo e dell’Università di Pisa.


Da museodellagrafica1@listgateway.unipi.it 

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Il Sincrotrone di Francesco Guadagnuolo come Nuova Soglia del Transrealismo

Pavia, 2026. Al CNAO (Centro Nazionale Adroterapia Oncologica), nelle sale della Mostra dedicata ai suoi cicli pittorici sul cinema e sulla musica, aperta fino al 12 febbraio 2026, il Maestro Francesco Guadagnuolo presenta un’opera inattesa, diversa, quasi un varco aperto verso una nuova luce, un altro linguaggio: “Sincrotrone: l’arte come accelerazione di speranza”. Un titolo che sembra già raccontare una storia, ma è solo l’inizio.

Per i 25 anni del CNAO di Pavia, Francesco Guadagnuolo ha dedicato un’opera d’arte: l’energia invisibile diventa arte

Nel panorama dell’arte contemporanea, Il Sincrotrone di Francesco Guadagnuolo non si presenta come un semplice oggetto estetico, ma come un acceleratore epistemico: un luogo in cui l’arte non rappresenta più il reale, ma lo trasforma, lo traduce e lo trascende. Il riferimento al sincrotrone – macchina fisica che accelera particelle fino a far emergere nuove forme di materia – diventa metafora di un’arte che non si limita a mostrare il mondo, ma lo ricostruisce in un nuovo regime ontologico.

Quest’operazione è profondamente diversa da ciò che poteva immaginare. Se per lui l’arte era destinata a perdere centralità nella rivelazione del vero, Guadagnuolo sembra suggerire che l’arte possa tornare ad essere un luogo di produzione del vero, ma in una forma radicalmente diversa: non più sensibile, non più simbolica, non più idealizzante, bensì transreale.

La tesi hegeliana della “morte dell’arte” è stata spesso fraintesa come profezia di un declino. In realtà, Hegel descriveva un superamento storico, non un annientamento. L’arte, secondo lui:

  • aveva esaurito la sua funzione come massima forma di verità;
  • non poteva più competere con la concettualità della filosofia;
  • sarebbe sopravvissuta, ma in forma “non assoluta”.

Il Novecento ha confermato questa intuizione: l’arte si è fatta autoriflessiva, concettuale, spesso anti-estetica. Ma ciò che Hegel non poteva prevedere è l’avvento di un’arte che non si limita a riflettere sulla propria fine, bensì la attraversa per generare un nuovo paradigma.

Il Transrealismo di Guadagnuolo non è un movimento estetico, ma un metodo di pensiero. Si fonda su tre assi:

> Intersezione tra reale e iperreale

L’opera non rappresenta il mondo, ma lo ricodifica attraverso linguaggi scientifici, tecnologici e metafisici.

> Espansione dell’immagine oltre la percezione

L’immagine non è più un’apparenza sensibile, ma un campo di forze, un luogo di collisione tra visibile e invisibile.

> Produzione di senso oltre la filosofia

Qui avviene il vero scarto rispetto a Hegel: l’arte non cede il passo alla filosofia, ma si pone accanto ad essa come forma autonoma di conoscenza, capace di generare concetti attraverso immagini.

In questo senso, il Transrealismo è una post-filosofia visiva.

L’opera di Guadagnuolo può essere letta come un gesto teorico: non accetta la morte dell’arte come destino, ma la assume come materiale di lavoro.

L’arte non muore: cambia stato

Come la materia nel sincrotrone, l’arte viene accelerata fino a raggiungere un nuovo livello energetico. Non è più rappresentazione, ma trasmutazione.

L’arte non è più subordinata alla filosofia

Se Hegel vedeva nella filosofia la forma più alta dello spirito, Guadagnuolo mostra che l’arte può produrre forme di verità che la filosofia non può generare: verità visive, percettive, interdisciplinari, che emergono dall’incrocio tra scienza, metafisica e immaginazione.

L’opera diventa un laboratorio ontologico

Il Sincrotrone non è un quadro, né una scultura, né un’installazione nel senso tradizionale. È un dispositivo di pensiero, un luogo in cui l’arte si reinventa come pratica cognitiva.

Arthur Danto aveva interpretato la fine dell’arte come l’inizio dell’“età post-storica”, in cui tutto è possibile ma nulla è necessario. Guadagnuolo, invece, propone un nuovo necessario: l’arte deve diventare transdisciplinare, transreale, transcognitiva.

Non è più la fine della storia dell’arte, ma l’inizio di una nuova genealogia del visibile.

Se Hegel aveva decretato la fine dell’arte come forma privilegiata del vero, Guadagnuolo mostra che l’arte può rinascere proprio là dove sembrava destinata a dissolversi.

Il Transrealismo non è un ritorno al passato, né una fuga nel futuro: è un nuovo regime dell’immagine, in cui l’arte diventa:

  • laboratorio di conoscenza
  • acceleratore di realtà
  • ponte tra scienza e metafisica
  • luogo in cui il visibile e l’invisibile si incontrano.

In questo senso, Il Sincrotrone non è solo un’opera: è la prova che la “morte dell’arte” può essere superata non con la nostalgia, ma con l’innovazione radicale.


Da artescienza2018@libero.it i

Genova: Rassegna internazionale “Segrete. Tracce di Memoria” mette in mostra “Contro l’ombra”

Casa del Mutilato di Genova – Fondazione A.N.M.I.G. comunica la propria adesione per il 2026, in qualità di ente culturale selezionato, alla prestigiosa rassegna internazionale “Segrete. Tracce di Memoria” — che giunge alla sua sua XVIII edizione — attraverso la produzione di “Contro l’ombra. A te che guardi”, personale di Matteo Pulvirenti. La mostra, visitabile dal 23 gennaio al 27 febbraio 2026 nei regolari orari d’apertura del museo, sostenuta da Guido Vinacci (Presidente, Fondazione A.N.M.I.G. – Genova) e a cura di Matteo Lenuzza (Direttore Culturale, Fondazione A.N.M.I.G. – Liguria), prosegue il dialogo tra la Collezione Permanente conservata in struttura e proposte contemporanee capaci di relazionare la memoria storica della quale l’ente si fa promotore e l’attualità.

Casa del Mutilato di Genova – Fondazione A.N.M.I.G.

23 gennaio – 27 febbraio 2026

Contro l’ombra. A te che guardi. Matteo Pulvirenti.

Segrete. Tracce di Memoria. XVIII Edizione

Il senso di colpa e il senso d’impotenza di fronte a una Storia che si evolve drammaticamente e inesorabilmente sono protagoniste in un’installazione che vuole agire fisicamente sulla percezione della posizione — come spettatore o spettatrice, come persona — di chi la osserva. La cronaca quotidiana presenta una stagione senza fine di egoismi e sottrazioni, in grado di mettere in discussione i valori e l’eredità di un passato che – se nel tempo si allontana – nelle immagini ritorna per ferocia. I simboli, i modelli e le lezioni paiono svanire bruscamente, sovrastati da un presente sordo che getta un’ombra crescente sopra un orizzonte che dovrebbe fondarsi sul dialogo e l’incontro. A 80 anni esatti dall’espressione democratica rappresentata dalla nascita della Repubblica Italiana, il pubblico in visita sarà coinvolto in un progetto necessariamente crudo – in quanto espressione contemporanea dei tempi – ma desideroso, per contrasto, di sostenere l’insostituibile eredità umana della quale la Memoria è (e deve essere) più che mai una luce contro le oscurità dell’oggi.

“Contro l’ombra. A te che guardi”, personale di Matteo Pulvirenti, inaugura il 2026 di Casa del Mutilato di Genova, un anno che sarà improntato alla trasmissione delle missioni che storicamente contraddistinguono l’ente, fin dalla sua nascita: pacifismo, inclusività e rispetto dei diritti. Moniti per la quotidianità che in questa stagione saranno approfonditi attraverso la produzione di mostre, esposizioni e percorsi tematici (tutti dalla fruizione gratuita) che non celeranno sensazioni umanissime ma spesso taciute, come lo stesso senso di impotenza; turbamento che non deve tradire la bontà dell’impegno profondo verso partecipazione e solidarietà, pregi che divengono un’urgenza.


Contro l’ombra. A te che guardi.
Matteo Pulvirenti
A cura di Matteo Lenuzza

Segrete. Tracce di Memoria. XVIII Edizione

Casa del Mutilato di Genova Fondazione A.N.M.I.G.
Corso Aurelio Saffi, 1
Presidente A.N.M.I.G. – Liguria: Agostino Pendola
 Presidente A.N.M.I.G. – Genova: Guido Vinacci
 Direttore Culturale A.N.M.I.G. Liguria: Matteo Lenuzza
Progetto Grafico A.N.M.I.G. – Genova: Cruo Studio

Orari
Inaugurazione: 23 gennaio 2026 (18:00-19:30) 

Mostra: 23 gennaio – 27 febbraio 2026
nei regolari orari d’apertura della sede (dal martedì al venerdì, 9:30-12) o su prenotazione previa mail

Ingresso libero

Informazioni
segreteria@anmigliguria.com @casadelmutilato

Da Matteo Lenuzza <lenuzzamatteo@gmail.com> 

SPRING ATTITUDE FESTIVAL torna a La Nuvola: annunciati i primi nomi della XV edizione

Dopo aver annunciato il ritorno alle sue date naturali nel cuore della primavera romana, 29 e 30 maggio, Spring Attitude Festival svela i primi nomi della line-up 2026 e conferma La Nuvola come venue della XV edizione, rinnovando la co- produzione con EUR SpA. Una scelta che dà continuità a un percorso inaugurato nel 2025, forte di una prima collaborazione che ha visto 18.000 persone trasformare per la prima volta l’iconico spazio dell’EUR, progettato da Massimiliano e Doriana Fuksas, in un grande palcoscenico dedicato alla musica contemporanea.


SPRING ATTITUDE FESTIVAL 2026: la primavera torna a La Nuvola. Annunciati i primi nomi della XV edizione.
29 – 30 maggio 2026 ROMA – EUR, La Nuvola
In line-up: NU GENEA live band
¥ØU$UK€ ¥UK1MAT$U
ALTEA – MIND ENTERPRISES live
OKGIORGIO – TONY PITONY live full band & more TBA…

Con il ritorno in primavera, Spring Attitude torna a essere ospitato nel periodo in cui il festival è nato, recuperando una collocazione temporale che ne ha accompagnato le prime edizioni. Questa XV edizione prosegue il percorso di crescita costruito negli anni, rafforzando una proposta musicale trasversale e riconoscibile. In questo contesto, La Nuvola dell’EUR si conferma luogo di sperimentazione, uno spazio che permette al festival di sviluppare nuove forme di fruizione dal vivo e di approfondire il dialogo tra musica, architettura e città, anche grazie alla collaborazione con EUR SpA.

I primi artisti annunciati restituiscono con chiarezza la direzione della XV edizione. A guidare questo primo annuncio sono i Nu Genea, che arrivano a Spring Attitude con la loro live band, portando sul palco un suono che nasce a Napoli e si espande lungo le rotte del Mediterraneo. Disco, funk, elettronica, dub e tradizione si fondono in una ricerca che guarda al passato per costruire un immaginario contemporaneo, dando vita a concerti che sono vere e proprie celebrazioni collettive. Accanto a loro, tra gli headliner del festival, una figura di culto della club culture internazionale come ¥ØU$UK€ ¥UK1MAT$U, dj giapponese che porta a Roma una visione radicale del djing. I suoi set attraversano generi ed epoche con una libertà assoluta, trasformando la pista in un’esperienza ipnotica e imprevedibile.

La lineup si arricchisce inoltre di nuove voci della scena italiana, come Altea, artista proveniente dal collettivo dei Thru Collected, fresca di uscita del suo primo EP con Sugar, capace di fondere alt-pop, R&B ed elettronica in una scrittura che trasforma fragilità ed esperienze vissute in canzoni intime e dirette. La dimensione più esplicitamente dance del festival prende forma invece con il live di Mind Enterprises, progetto che ha saputo intercettare e reinterpretare l’eredità dell’Italo Disco. Tra groove irresistibili, ironia e un’estetica fortemente riconoscibile, il duo è diventato col tempo un fenomeno internazionale, capace di infiammare club e festival con set travolgenti.

A rappresentare la nuova generazione di producer elettronici italiani c’è okgiorgio, reduce da un anno di palchi sold out e festival italiani ed europei. Il suo live, costruito sulla relazione diretta con il pubblico, alterna momenti di grande energia a passaggi più intimi e narrativi. Un progetto che mette al centro la condivisione e una “good vibe” sempre diversa, ma profondamente riconoscibile. Chiude questo primo annuncio Tony Pitony, performer e musicista che, con la sua band, porta sul palco un funk dissacrante e teatrale, in cui ironia e attitudine provocatoria trasformano ogni live in un’esperienza fuori dagli schemi.

A commento del rinnovo della co-produzione, Claudio Carserà, Amministratore Delegato di EUR SpA, dichiara: “Abbiamo rinnovato la co-produzione tra EUR SpA e Spring Attitude perché crediamo che sia un festival che sposi al meglio l’identità che vogliamo dare all’EUR come polo culturale di respiro internazionale, che sappia sperimentare linguaggi e forme nuove dello stare insieme”. A queste parole fanno eco quelle di Leonardo Scuderi, co- fondatore e General Manager di Spring Attitude, che aggiunge: “Spring Attitude torna per il secondo anno consecutivo a La Nuvola, grazie soprattutto alla visione e lungimiranza di questa governance. Una venue che si è rivelata perfetta per la narrazione che avevamo in mente: un dialogo continuo tra artisti, pubblico, nuove scoperte musicali e generazioni diverse”.

Nei prossimi mesi verranno annunciati gli altri nomi in lineup, dando forma a un programma che riflette lo spirito di Spring Attitude: aperto, in movimento e proiettato in avanti, come l’aria di primavera che torna a scorrere intorno al festival, nella sua città.


CONTATTI:
www.springattitude.it
www.instagram.com/springattitudefestival
www.facebook.com/springattitude

UFFICIO STAMPA:
FAM – Strategie di comunicazione per la cultura
info@fampress.it
Roberta Marà / Marcello Farno
Da FAM Press <info@fampress.it>

Roma: Talk#5 – Fabrizio Cicero in dialogo con Marta Silvi e Pietro Gaglianò

Sabato 17 gennaio, alle ore 17.30, in occasione della conclusione di Questa non è una luminaria, Piano Terra presenta Talk#5, un dialogo tra l’artista Fabrizio Cicero, il critico d’arte, educatore e curatore indipendente Pietro Gaglianò e la storica dell’arte, docente e curatrice Marta Silvi.

Talk#5
con la partecipazione di:
Fabrizio Cicero, Pietro Gaglianò, Marta Silvi
 
Sabato 17 gennaio 2026
ore 17.30 – 18.30
 
Piano Terra – Piazza Grecia, 18 – 00196 Roma

L’incontro nasce come momento di confronto e approfondimento sui temi e sulle pratiche che hanno attraversato il progetto espositivo e didattico, realizzato nell’ambito di Project Window, il programma di mostre visibili 24 ore su 24 dalla vetrina di Piano Terra, pensato per mettere in dialogo arte e città in una fruizione quotidiana e diffusa.

Il talk si configura come uno spazio di dialogo aperto attorno alla libertà dell’intuizione intesa come motore del processo artistico e curatoriale, esplorandone il potenziale generativo e la capacità di dare forma a immagini non lineari, aperte e in continua trasformazione. Attraverso il confronto tra artista e curatori, l’incontro offrirà una riflessione su come l’intuizione possa sottrarsi a logiche precostituite, generando forme visive capaci di attraversare ambiti simbolici, culturali e percettivi differenti.

Al centro della discussione sarà anche la trasversalità delle immagini, intese come dispositivi in grado di migrare tra linguaggi, contesti e immaginari collettivi. A partire dall’esperienza espositiva e didattica sviluppata con Piano Terra — in cui l’artista, attraverso una serie di sculture luminose e dispositivi ottici, ha utilizzato la luce come materia espressiva e linguaggio relazionale — il dialogo affronterà il rapporto tra opera, spazio urbano e pubblico, soffermandosi su come l’installazione attivi nuove modalità di fruizione, riflessione e partecipazione nello spazio della vetrina.

L’incontro rappresenta inoltre un’occasione per ripercorrere il processo di ideazione e sviluppo del progetto, mettendo in evidenza le scelte formali e concettuali che hanno guidato l’intervento e interrogandosi sul ruolo dell’arte contemporanea nella costruzione di immaginari condivisi.

Particolare attenzione sarà dedicata al laboratorio didattico, che ha accompagnato il progetto fin dalle sue fasi iniziali, configurandosi come elemento centrale sia nel processo di ideazione dell’opera sia nella sua realizzazione. Il laboratorio ha rappresentato uno spazio di sperimentazione condivisa, in cui intuizione, confronto e pratica hanno contribuito a definire l’immaginario del progetto, rafforzandone la dimensione collettiva e relazionale.

In questo senso, l’incontro si configura come un momento di restituzione critica e di apertura, in continuità con lo spirito di Project Window, che promuove una relazione diretta, accessibile e quotidiana tra arte e città.


Talk#5: sabato 17 gennaio 2026 – ore 17.30/18.30
Indirizzo: Piano Terra | Piazza Grecia, 18 – Roma
Contatti: info@pianoterrastudio.it | +39 375 8429844
Da Piano Terra <info@pianoterrastudio.it>

Le Cerimonie Olipiche di Marco Balich protagoniste al Salce

L’attesa mostra olimpica annunciata al Museo Nazionale Collezione Salce si arricchisce di una sezione davvero spettacolare. Lo annuncia la direttrice Elisabetta Pasqualin, curatrice della mostra “Un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce”, che aprirà i battenti il prossimo 21 novembre. La mostra sarà allestita in entrambe le sedi del Salce, al Santa Margherita e al San Gaetano.

UN MAGICO INVERNO.
Bianche emozioni dalla Collezione Salce
Treviso, Museo Nazionale Collezione Salce
21 novembre 2025 – 29 marzo 2026

Mostra a cura di Elisabetta Pasqualin, da un concept di Sergio Campagnolo.

La novità, decisamente rilevante, è che alla mostra trevigiana ha accettato di dare un apporto anche Marco Balich, il veneziano “re” delle cerimonie olimpiche, e non solo. Alle sue creazioni per le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali sarà riservata una sezione, che la direttrice non esita a definire come “spettacolare”, dove il pubblico potrà ammirare grandi immagini delle cerimonie olimpiche la cui ideazione e regia sono state affidate al grande maestro creativo veneziano. Rivedremo così le affascinanti cerimonie di Sochi nel 2014 e di Bejing nel 2022. Complessivamente Balich e la sua squadra composta da otre 250 tecnici, hanno firmato 16 cerimonie olimpiche e paralimpiche, oltre ai Mondiali di calcio nel Qatar e a molte altre realizzazioni, dallo spettacolo multimediale soldout da due anni Viva Vivaldi all’ideazione dell’Albero della Vita per Expo Milano 2015. Nulla in mostra anticiperà ciò che Balich sta progettando per l’apertura di Milano Cortina 2026, che resterà top secret sino alla serata inaugurale.

“La cifra su cui punta Marco Balich, sottolinea la curatrice Elisabetta Pasqualin, è quella della emozione, linguaggio che riesce a parlare a tutti coloro che seguono le cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi, un pubblico che supera i 2 miliardi di persone”.


Info:
Direzione regionale Musei nazionali Veneto
Museo nazionale Collezione Salce
drm-ven.collezionesalce@cultura.gov.it
 
Ufficio Promozione e Comunicazione:
drm-ven.comunicazione@cultura.gov.it
Tel 041 2967611
 
In collaborazione con:
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499
direzione@studioesseci.net
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>