Pisa, Museo della Grafica: inaugurazione della mostra “Muselmann”

In occasione del Giorno della Memoria, il Museo della Grafica (Comune di Pisa, Università di Pisa) è lieto di invitarvi all’inaugurazione della mostra 

Maggiori informazioni: 

Museo della Grafica – Lungarno Galilei, 9 – Pisa
Tel. 050/2216060 (62-67-59-70)
E-mail: museodellagrafica@adm.unipi.it
www.museodellagrafica.sma.unipi.it
www.facebook.com/museodellagrafica
www.instagram.com/museodellagrafica


Si invita a prendere visione dell’informativa segnalando che durante l’evento saranno effettuate riprese foto e video. Con la partecipazione all’evento si intende prestato il consenso al trattamento della propria immagine che potrà essere pubblicata su siti web, canali social media e altre piattaforme pubbliche del Sistema Museale di Ateneo e dell’Università di Pisa.


Da museodellagrafica1@listgateway.unipi.it 

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Il Sincrotrone di Francesco Guadagnuolo come Nuova Soglia del Transrealismo

Pavia, 2026. Al CNAO (Centro Nazionale Adroterapia Oncologica), nelle sale della Mostra dedicata ai suoi cicli pittorici sul cinema e sulla musica, aperta fino al 12 febbraio 2026, il Maestro Francesco Guadagnuolo presenta un’opera inattesa, diversa, quasi un varco aperto verso una nuova luce, un altro linguaggio: “Sincrotrone: l’arte come accelerazione di speranza”. Un titolo che sembra già raccontare una storia, ma è solo l’inizio.

Per i 25 anni del CNAO di Pavia, Francesco Guadagnuolo ha dedicato un’opera d’arte: l’energia invisibile diventa arte

Nel panorama dell’arte contemporanea, Il Sincrotrone di Francesco Guadagnuolo non si presenta come un semplice oggetto estetico, ma come un acceleratore epistemico: un luogo in cui l’arte non rappresenta più il reale, ma lo trasforma, lo traduce e lo trascende. Il riferimento al sincrotrone – macchina fisica che accelera particelle fino a far emergere nuove forme di materia – diventa metafora di un’arte che non si limita a mostrare il mondo, ma lo ricostruisce in un nuovo regime ontologico.

Quest’operazione è profondamente diversa da ciò che poteva immaginare. Se per lui l’arte era destinata a perdere centralità nella rivelazione del vero, Guadagnuolo sembra suggerire che l’arte possa tornare ad essere un luogo di produzione del vero, ma in una forma radicalmente diversa: non più sensibile, non più simbolica, non più idealizzante, bensì transreale.

La tesi hegeliana della “morte dell’arte” è stata spesso fraintesa come profezia di un declino. In realtà, Hegel descriveva un superamento storico, non un annientamento. L’arte, secondo lui:

  • aveva esaurito la sua funzione come massima forma di verità;
  • non poteva più competere con la concettualità della filosofia;
  • sarebbe sopravvissuta, ma in forma “non assoluta”.

Il Novecento ha confermato questa intuizione: l’arte si è fatta autoriflessiva, concettuale, spesso anti-estetica. Ma ciò che Hegel non poteva prevedere è l’avvento di un’arte che non si limita a riflettere sulla propria fine, bensì la attraversa per generare un nuovo paradigma.

Il Transrealismo di Guadagnuolo non è un movimento estetico, ma un metodo di pensiero. Si fonda su tre assi:

> Intersezione tra reale e iperreale

L’opera non rappresenta il mondo, ma lo ricodifica attraverso linguaggi scientifici, tecnologici e metafisici.

> Espansione dell’immagine oltre la percezione

L’immagine non è più un’apparenza sensibile, ma un campo di forze, un luogo di collisione tra visibile e invisibile.

> Produzione di senso oltre la filosofia

Qui avviene il vero scarto rispetto a Hegel: l’arte non cede il passo alla filosofia, ma si pone accanto ad essa come forma autonoma di conoscenza, capace di generare concetti attraverso immagini.

In questo senso, il Transrealismo è una post-filosofia visiva.

L’opera di Guadagnuolo può essere letta come un gesto teorico: non accetta la morte dell’arte come destino, ma la assume come materiale di lavoro.

L’arte non muore: cambia stato

Come la materia nel sincrotrone, l’arte viene accelerata fino a raggiungere un nuovo livello energetico. Non è più rappresentazione, ma trasmutazione.

L’arte non è più subordinata alla filosofia

Se Hegel vedeva nella filosofia la forma più alta dello spirito, Guadagnuolo mostra che l’arte può produrre forme di verità che la filosofia non può generare: verità visive, percettive, interdisciplinari, che emergono dall’incrocio tra scienza, metafisica e immaginazione.

L’opera diventa un laboratorio ontologico

Il Sincrotrone non è un quadro, né una scultura, né un’installazione nel senso tradizionale. È un dispositivo di pensiero, un luogo in cui l’arte si reinventa come pratica cognitiva.

Arthur Danto aveva interpretato la fine dell’arte come l’inizio dell’“età post-storica”, in cui tutto è possibile ma nulla è necessario. Guadagnuolo, invece, propone un nuovo necessario: l’arte deve diventare transdisciplinare, transreale, transcognitiva.

Non è più la fine della storia dell’arte, ma l’inizio di una nuova genealogia del visibile.

Se Hegel aveva decretato la fine dell’arte come forma privilegiata del vero, Guadagnuolo mostra che l’arte può rinascere proprio là dove sembrava destinata a dissolversi.

Il Transrealismo non è un ritorno al passato, né una fuga nel futuro: è un nuovo regime dell’immagine, in cui l’arte diventa:

  • laboratorio di conoscenza
  • acceleratore di realtà
  • ponte tra scienza e metafisica
  • luogo in cui il visibile e l’invisibile si incontrano.

In questo senso, Il Sincrotrone non è solo un’opera: è la prova che la “morte dell’arte” può essere superata non con la nostalgia, ma con l’innovazione radicale.


Da artescienza2018@libero.it i

Genova: Rassegna internazionale “Segrete. Tracce di Memoria” mette in mostra “Contro l’ombra”

Casa del Mutilato di Genova – Fondazione A.N.M.I.G. comunica la propria adesione per il 2026, in qualità di ente culturale selezionato, alla prestigiosa rassegna internazionale “Segrete. Tracce di Memoria” — che giunge alla sua sua XVIII edizione — attraverso la produzione di “Contro l’ombra. A te che guardi”, personale di Matteo Pulvirenti. La mostra, visitabile dal 23 gennaio al 27 febbraio 2026 nei regolari orari d’apertura del museo, sostenuta da Guido Vinacci (Presidente, Fondazione A.N.M.I.G. – Genova) e a cura di Matteo Lenuzza (Direttore Culturale, Fondazione A.N.M.I.G. – Liguria), prosegue il dialogo tra la Collezione Permanente conservata in struttura e proposte contemporanee capaci di relazionare la memoria storica della quale l’ente si fa promotore e l’attualità.

Casa del Mutilato di Genova – Fondazione A.N.M.I.G.

23 gennaio – 27 febbraio 2026

Contro l’ombra. A te che guardi. Matteo Pulvirenti.

Segrete. Tracce di Memoria. XVIII Edizione

Il senso di colpa e il senso d’impotenza di fronte a una Storia che si evolve drammaticamente e inesorabilmente sono protagoniste in un’installazione che vuole agire fisicamente sulla percezione della posizione — come spettatore o spettatrice, come persona — di chi la osserva. La cronaca quotidiana presenta una stagione senza fine di egoismi e sottrazioni, in grado di mettere in discussione i valori e l’eredità di un passato che – se nel tempo si allontana – nelle immagini ritorna per ferocia. I simboli, i modelli e le lezioni paiono svanire bruscamente, sovrastati da un presente sordo che getta un’ombra crescente sopra un orizzonte che dovrebbe fondarsi sul dialogo e l’incontro. A 80 anni esatti dall’espressione democratica rappresentata dalla nascita della Repubblica Italiana, il pubblico in visita sarà coinvolto in un progetto necessariamente crudo – in quanto espressione contemporanea dei tempi – ma desideroso, per contrasto, di sostenere l’insostituibile eredità umana della quale la Memoria è (e deve essere) più che mai una luce contro le oscurità dell’oggi.

“Contro l’ombra. A te che guardi”, personale di Matteo Pulvirenti, inaugura il 2026 di Casa del Mutilato di Genova, un anno che sarà improntato alla trasmissione delle missioni che storicamente contraddistinguono l’ente, fin dalla sua nascita: pacifismo, inclusività e rispetto dei diritti. Moniti per la quotidianità che in questa stagione saranno approfonditi attraverso la produzione di mostre, esposizioni e percorsi tematici (tutti dalla fruizione gratuita) che non celeranno sensazioni umanissime ma spesso taciute, come lo stesso senso di impotenza; turbamento che non deve tradire la bontà dell’impegno profondo verso partecipazione e solidarietà, pregi che divengono un’urgenza.


Contro l’ombra. A te che guardi.
Matteo Pulvirenti
A cura di Matteo Lenuzza

Segrete. Tracce di Memoria. XVIII Edizione

Casa del Mutilato di Genova Fondazione A.N.M.I.G.
Corso Aurelio Saffi, 1
Presidente A.N.M.I.G. – Liguria: Agostino Pendola
 Presidente A.N.M.I.G. – Genova: Guido Vinacci
 Direttore Culturale A.N.M.I.G. Liguria: Matteo Lenuzza
Progetto Grafico A.N.M.I.G. – Genova: Cruo Studio

Orari
Inaugurazione: 23 gennaio 2026 (18:00-19:30) 

Mostra: 23 gennaio – 27 febbraio 2026
nei regolari orari d’apertura della sede (dal martedì al venerdì, 9:30-12) o su prenotazione previa mail

Ingresso libero

Informazioni
segreteria@anmigliguria.com @casadelmutilato

Da Matteo Lenuzza <lenuzzamatteo@gmail.com> 

SPRING ATTITUDE FESTIVAL torna a La Nuvola: annunciati i primi nomi della XV edizione

Dopo aver annunciato il ritorno alle sue date naturali nel cuore della primavera romana, 29 e 30 maggio, Spring Attitude Festival svela i primi nomi della line-up 2026 e conferma La Nuvola come venue della XV edizione, rinnovando la co- produzione con EUR SpA. Una scelta che dà continuità a un percorso inaugurato nel 2025, forte di una prima collaborazione che ha visto 18.000 persone trasformare per la prima volta l’iconico spazio dell’EUR, progettato da Massimiliano e Doriana Fuksas, in un grande palcoscenico dedicato alla musica contemporanea.


SPRING ATTITUDE FESTIVAL 2026: la primavera torna a La Nuvola. Annunciati i primi nomi della XV edizione.
29 – 30 maggio 2026 ROMA – EUR, La Nuvola
In line-up: NU GENEA live band
¥ØU$UK€ ¥UK1MAT$U
ALTEA – MIND ENTERPRISES live
OKGIORGIO – TONY PITONY live full band & more TBA…

Con il ritorno in primavera, Spring Attitude torna a essere ospitato nel periodo in cui il festival è nato, recuperando una collocazione temporale che ne ha accompagnato le prime edizioni. Questa XV edizione prosegue il percorso di crescita costruito negli anni, rafforzando una proposta musicale trasversale e riconoscibile. In questo contesto, La Nuvola dell’EUR si conferma luogo di sperimentazione, uno spazio che permette al festival di sviluppare nuove forme di fruizione dal vivo e di approfondire il dialogo tra musica, architettura e città, anche grazie alla collaborazione con EUR SpA.

I primi artisti annunciati restituiscono con chiarezza la direzione della XV edizione. A guidare questo primo annuncio sono i Nu Genea, che arrivano a Spring Attitude con la loro live band, portando sul palco un suono che nasce a Napoli e si espande lungo le rotte del Mediterraneo. Disco, funk, elettronica, dub e tradizione si fondono in una ricerca che guarda al passato per costruire un immaginario contemporaneo, dando vita a concerti che sono vere e proprie celebrazioni collettive. Accanto a loro, tra gli headliner del festival, una figura di culto della club culture internazionale come ¥ØU$UK€ ¥UK1MAT$U, dj giapponese che porta a Roma una visione radicale del djing. I suoi set attraversano generi ed epoche con una libertà assoluta, trasformando la pista in un’esperienza ipnotica e imprevedibile.

La lineup si arricchisce inoltre di nuove voci della scena italiana, come Altea, artista proveniente dal collettivo dei Thru Collected, fresca di uscita del suo primo EP con Sugar, capace di fondere alt-pop, R&B ed elettronica in una scrittura che trasforma fragilità ed esperienze vissute in canzoni intime e dirette. La dimensione più esplicitamente dance del festival prende forma invece con il live di Mind Enterprises, progetto che ha saputo intercettare e reinterpretare l’eredità dell’Italo Disco. Tra groove irresistibili, ironia e un’estetica fortemente riconoscibile, il duo è diventato col tempo un fenomeno internazionale, capace di infiammare club e festival con set travolgenti.

A rappresentare la nuova generazione di producer elettronici italiani c’è okgiorgio, reduce da un anno di palchi sold out e festival italiani ed europei. Il suo live, costruito sulla relazione diretta con il pubblico, alterna momenti di grande energia a passaggi più intimi e narrativi. Un progetto che mette al centro la condivisione e una “good vibe” sempre diversa, ma profondamente riconoscibile. Chiude questo primo annuncio Tony Pitony, performer e musicista che, con la sua band, porta sul palco un funk dissacrante e teatrale, in cui ironia e attitudine provocatoria trasformano ogni live in un’esperienza fuori dagli schemi.

A commento del rinnovo della co-produzione, Claudio Carserà, Amministratore Delegato di EUR SpA, dichiara: “Abbiamo rinnovato la co-produzione tra EUR SpA e Spring Attitude perché crediamo che sia un festival che sposi al meglio l’identità che vogliamo dare all’EUR come polo culturale di respiro internazionale, che sappia sperimentare linguaggi e forme nuove dello stare insieme”. A queste parole fanno eco quelle di Leonardo Scuderi, co- fondatore e General Manager di Spring Attitude, che aggiunge: “Spring Attitude torna per il secondo anno consecutivo a La Nuvola, grazie soprattutto alla visione e lungimiranza di questa governance. Una venue che si è rivelata perfetta per la narrazione che avevamo in mente: un dialogo continuo tra artisti, pubblico, nuove scoperte musicali e generazioni diverse”.

Nei prossimi mesi verranno annunciati gli altri nomi in lineup, dando forma a un programma che riflette lo spirito di Spring Attitude: aperto, in movimento e proiettato in avanti, come l’aria di primavera che torna a scorrere intorno al festival, nella sua città.


CONTATTI:
www.springattitude.it
www.instagram.com/springattitudefestival
www.facebook.com/springattitude

UFFICIO STAMPA:
FAM – Strategie di comunicazione per la cultura
info@fampress.it
Roberta Marà / Marcello Farno
Da FAM Press <info@fampress.it>

Roma: Talk#5 – Fabrizio Cicero in dialogo con Marta Silvi e Pietro Gaglianò

Sabato 17 gennaio, alle ore 17.30, in occasione della conclusione di Questa non è una luminaria, Piano Terra presenta Talk#5, un dialogo tra l’artista Fabrizio Cicero, il critico d’arte, educatore e curatore indipendente Pietro Gaglianò e la storica dell’arte, docente e curatrice Marta Silvi.

Talk#5
con la partecipazione di:
Fabrizio Cicero, Pietro Gaglianò, Marta Silvi
 
Sabato 17 gennaio 2026
ore 17.30 – 18.30
 
Piano Terra – Piazza Grecia, 18 – 00196 Roma

L’incontro nasce come momento di confronto e approfondimento sui temi e sulle pratiche che hanno attraversato il progetto espositivo e didattico, realizzato nell’ambito di Project Window, il programma di mostre visibili 24 ore su 24 dalla vetrina di Piano Terra, pensato per mettere in dialogo arte e città in una fruizione quotidiana e diffusa.

Il talk si configura come uno spazio di dialogo aperto attorno alla libertà dell’intuizione intesa come motore del processo artistico e curatoriale, esplorandone il potenziale generativo e la capacità di dare forma a immagini non lineari, aperte e in continua trasformazione. Attraverso il confronto tra artista e curatori, l’incontro offrirà una riflessione su come l’intuizione possa sottrarsi a logiche precostituite, generando forme visive capaci di attraversare ambiti simbolici, culturali e percettivi differenti.

Al centro della discussione sarà anche la trasversalità delle immagini, intese come dispositivi in grado di migrare tra linguaggi, contesti e immaginari collettivi. A partire dall’esperienza espositiva e didattica sviluppata con Piano Terra — in cui l’artista, attraverso una serie di sculture luminose e dispositivi ottici, ha utilizzato la luce come materia espressiva e linguaggio relazionale — il dialogo affronterà il rapporto tra opera, spazio urbano e pubblico, soffermandosi su come l’installazione attivi nuove modalità di fruizione, riflessione e partecipazione nello spazio della vetrina.

L’incontro rappresenta inoltre un’occasione per ripercorrere il processo di ideazione e sviluppo del progetto, mettendo in evidenza le scelte formali e concettuali che hanno guidato l’intervento e interrogandosi sul ruolo dell’arte contemporanea nella costruzione di immaginari condivisi.

Particolare attenzione sarà dedicata al laboratorio didattico, che ha accompagnato il progetto fin dalle sue fasi iniziali, configurandosi come elemento centrale sia nel processo di ideazione dell’opera sia nella sua realizzazione. Il laboratorio ha rappresentato uno spazio di sperimentazione condivisa, in cui intuizione, confronto e pratica hanno contribuito a definire l’immaginario del progetto, rafforzandone la dimensione collettiva e relazionale.

In questo senso, l’incontro si configura come un momento di restituzione critica e di apertura, in continuità con lo spirito di Project Window, che promuove una relazione diretta, accessibile e quotidiana tra arte e città.


Talk#5: sabato 17 gennaio 2026 – ore 17.30/18.30
Indirizzo: Piano Terra | Piazza Grecia, 18 – Roma
Contatti: info@pianoterrastudio.it | +39 375 8429844
Da Piano Terra <info@pianoterrastudio.it>

Le Cerimonie Olipiche di Marco Balich protagoniste al Salce

L’attesa mostra olimpica annunciata al Museo Nazionale Collezione Salce si arricchisce di una sezione davvero spettacolare. Lo annuncia la direttrice Elisabetta Pasqualin, curatrice della mostra “Un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce”, che aprirà i battenti il prossimo 21 novembre. La mostra sarà allestita in entrambe le sedi del Salce, al Santa Margherita e al San Gaetano.

UN MAGICO INVERNO.
Bianche emozioni dalla Collezione Salce
Treviso, Museo Nazionale Collezione Salce
21 novembre 2025 – 29 marzo 2026

Mostra a cura di Elisabetta Pasqualin, da un concept di Sergio Campagnolo.

La novità, decisamente rilevante, è che alla mostra trevigiana ha accettato di dare un apporto anche Marco Balich, il veneziano “re” delle cerimonie olimpiche, e non solo. Alle sue creazioni per le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali sarà riservata una sezione, che la direttrice non esita a definire come “spettacolare”, dove il pubblico potrà ammirare grandi immagini delle cerimonie olimpiche la cui ideazione e regia sono state affidate al grande maestro creativo veneziano. Rivedremo così le affascinanti cerimonie di Sochi nel 2014 e di Bejing nel 2022. Complessivamente Balich e la sua squadra composta da otre 250 tecnici, hanno firmato 16 cerimonie olimpiche e paralimpiche, oltre ai Mondiali di calcio nel Qatar e a molte altre realizzazioni, dallo spettacolo multimediale soldout da due anni Viva Vivaldi all’ideazione dell’Albero della Vita per Expo Milano 2015. Nulla in mostra anticiperà ciò che Balich sta progettando per l’apertura di Milano Cortina 2026, che resterà top secret sino alla serata inaugurale.

“La cifra su cui punta Marco Balich, sottolinea la curatrice Elisabetta Pasqualin, è quella della emozione, linguaggio che riesce a parlare a tutti coloro che seguono le cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi, un pubblico che supera i 2 miliardi di persone”.


Info:
Direzione regionale Musei nazionali Veneto
Museo nazionale Collezione Salce
drm-ven.collezionesalce@cultura.gov.it
 
Ufficio Promozione e Comunicazione:
drm-ven.comunicazione@cultura.gov.it
Tel 041 2967611
 
In collaborazione con:
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499
direzione@studioesseci.net
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

ART CITY Bologna 2026: Sergia Avveduti. Ombra Custode

Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna sono lieti di accogliere nelle sale del Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia BargelliniOmbra Custode, mostra personale di Sergia Avveduti (Lugo, 1965), a cura di Elena Forin, realizzata in collaborazione con AF Gallery (Bologna). Visitabile dal 15 gennaio al 1 marzo 2026, il progetto espositivo rientra nel programma istituzionale di ART CITY Bologna 2026 (5 – 8 febbraio), il palinsesto di mostre, eventi e iniziative promosso dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere in occasione di Arte Fiera
L‘inaugurazione è prevista per mercoledì 14 gennaio 2026 alle ore 17.00.

Settore Musei Civici Bologna | Musei Civici d’Arte Antica

Sergia Avveduti
Ombra Custode

A cura di Elena Forin


15 gennaio – 1 marzo 2026
Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini
Strada Maggiore 44, Bologna

Mostra promossa da Comune di Bologna | Settore Musei Civici | Musei Civici d’Arte Antica
In collaborazione con AF Gallery
Nell’ambito di ART CITY Bologna 2026

Inaugurazione mercoledì 14 gennaio 2026 ore 17.00

Attraverso un folto nucleo di opere, molte delle quali inedite, costituito da sculture, installazioni, stampe digitali fotografiche e su seta, Sergia Avveduti pone in connessione l’attività di tutela e conservazione svolta dall’istituzione museale e la funzione sociale di protezione ed educazione assolta dalle Opere Pie e dai “Conservatori per cittelle” accomunate da fragilità e una precaria condizione economica, istituiti a Bologna tra XVI e XVII secolo. Un’attività, questa, svolta in maniera attiva e positiva, ma anche con una forma di sobrietà e discrezione, quasi nell’ombra.

L’ispirazione per l’artista nasce dalla presenza nelle eterogenee collezioni permanenti del Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, situato al piano terra di Palazzo Davia Bargellini ancora oggi di proprietà della Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini, di alcuni esemplari delle straordinarie opere ricamate prodotte dalle fanciulle ospiti del Conservatorio delle Putte di Santa Marta, il più antico istituto di educazione femminile esistente a Bologna, fondato nel 1505 da Carlo Duosi per fanciulle orfane appartenenti a buone famiglie cadute in disgrazia come emanazione dell’Opera Pia dei Poveri Vergognosi.
L’istituzione educativa assistenziale del Conservatorio accoglieva giovani donne a rischio, le putte, che vivevano isolate dal mondo esterno e venivano educate all’arte del ricamo: un’attività che univa formazione, disciplina e creatività, trasformando il lavoro manuale in un gesto di cura, emancipazione e trasmissione culturale.
Durante la loro permanenza, le putte non avevano contatti con il mondo esterno, vivendo in un ambiente protetto ma isolato, che le avviava a vari mestieri. Tra questi, il ricamo, spesso realizzato con filati di seta a “punto pittura”, rappresentava un vero e proprio strumento di sostentamento e di autonomia futura. Le loro opere – copie di stampe o di dipinti celebri – erano infatti richieste per rivestire tessili d’arredo o per essere esposte come “quadri di seta”, contribuendo a garantire una dote o un supporto materiale per il loro futuro.

Punteggiando lo spazio e le collezioni con le sue opere, l’artista vuole quindi rievocare queste anonime pittrici dell’ago mettendo in luce il legame tra protezioneformazione e creatività artigianale nel contesto bolognese, e restituire dignità e memoria a queste donne a partire da quel concetto di cura che ha attraversato il tempo permettendo oggi al pubblico di visitare la raccolta Davia Bargellini.
La mostra inoltre crea un dialogo ideale tra il patrimonio storico di dipinti, arazzi oggetti antichi, e quello evocato dai lavori di Sergia Avveduti, che alludono al passato e all’universo della citazione.

Nata a Lugo (RA) nel 1965, vive e lavora a Bologna.
Alla pratica artistica affianca la docenza all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove insegna Disegno per la scultura, Fenomenologia del corpo per il I° anno del Biennio di Scultura e Tecniche e tecnologie delle arti visive per il  I° anno del Biennio di Pittura.
L’artista rivolge la sua attenzione principalmente allo sterminato archivio d’immagini offerte dalla Storia dell’Arte dandone una interpretazione differente. L’attrattiva verso il sapere umano identificato con l’Arte e l’Architettura crea mondi connessi ad un immaginario personale e all’ idea di viaggio. Fotografie, video, installazioni, sculture e disegni sono i linguaggi privilegiati, attraversati da una leggera vena narrativa che indaga il paesaggio e la misteriosa soggettività con cui viene percepito. Oltre ad essere un ricorrente topos iconografico lo spazio è quindi cruciale per raccontare lo scarto tra la realtà di un luogo e il modo in cui questo viene restituito.
Tra le mostre collettive più significative a cui ha partecipato si segnalano: Exit. Nuove geografie della creatività italiana (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, 2002-2003); Nuovo spazio Italiano (Galleria Civica di Trento, 2002-2003); XV Quadriennale nazionale d’arte di Roma (Palazzo delle Esposizioni, Roma, 2008); Quali cose siamo. III Triennale Design Museum (Triennale di Milano, 2010).
Ha esposto in spazi pubblici e privati, tra i quali: Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna (Bologna); Palazzo Ducale (Mantova); Padiglione de l’Esprit Nouveau (Bologna); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino); Triennale di Milano (Milano); Palazzo delle Papesse (Siena); MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (Bologna); Museo di Palazzo Poggi (Bologna); Fondazione Teseco (Pisa); Palazzo delle Albere (Trento); Palazzo dell’Arengario (Milano); Pinacoteca nazionale di Bologna (Bologna); Atelier des Artistes (Marsiglia); Le Botanique (Bruxelles); Palazzo delle Esposizioni (Roma); Palazzo Kapetan Misino Zdanj (Belgrado); Casabianca (Zola Predosa, BO); Cabinet (Milano); Antonio Colombo Arte Contemporanea (Milano); Agenzia 04 (Bologna); Neon>FDV (Milano); Galleria Spazio A (Pistoia); Galleria Neon (Bologna); AF Gallery (Bologna); Galleria Vannucci (Pistoia).
sergiaavveduti.it

Nata a Bassano del Grappa (VI) nel 1979, vive a Parma.
Si è laureata al DAMS di Bologna con una tesi su Conrad Marca-Relli e sull’autonomia del linguaggio americano da quello europeo, svolta in collaborazione con l’Archivio dell’artista. 
La sua ricerca unisce l’interesse per i più recenti sviluppi artistici – installazione, video, performance, pratiche sociali, collaborative, time based e site specific- e le loro radici storiche degli anni ’60 e ’70.
È curatrice indipendente, membro della piattaforma curatoriale LaRete ArtProjects, dell’associazione internazionale dei curatori di arte contemporanea IKT, e di RAAN (Ricerca Arte Ambiente Natura) Unipr. 
Dal 2023 è  docente del workshop di Storia dell’arte contemporanea e di Comunicazione e media contemporanei per le industrie creative dell’Università di Parma e, dal 2025, insegna Museologia del contemporaneo all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia. 
Tra il 2009 e il 2012 è stata curatrice al MACRO – Museo di Arte Contemporanea di Roma, sotto la direzione di Luca Massimo Barbero, con cui ha lavorato anche alla Galleria d’Arte Moderna “Achille Forti” di Verona tra il 2013 e il 2014.
Nel 2021 ha vinto il PAC – Piano Arte Contemporanea della Direzione Generale Creatività Contemporanea (DGCC) del Ministero della Cultura con Remoto, un progetto di Giorgio Andreotta Calò per il giardino del Museo di Castelvecchio e i Musei Civici di Verona. 
Nel 2023 e 2024 ha ricoperto il ruolo di curatrice del progetto Panorama della Quadriennale di Roma, e dal 2025 cura il programma di residenze Nucrè in Puglia, a Ceglie Messapica. 
È socia fondatrice di ACollection, e dal 2025 presiede il Comitato Scientifico dell’Archivio Piero Fogliati ETS. 
È autrice di saggi, articoli e pubblicazioni.
Ha ideato e curato mostre, produzioni, progetti e talk in varie istituzioni in Italia e all’estero, tra cui MACRO – Museo di Arte Contemporanea di Roma (Roma), Musei Civici di Verona (Verona), Musei Civici di Bassano del Grappa (Bassano del Grappa), Collezione Salenbauch (Göppingen), Triennale di Milano (Milano), Musei Civici di Modena (Modena), Elgiz Collection (Istanbul), Kunsthalle Osnabrück (Osnabrück), Łaźnia Center for Contemporary Art (Gdańsk) e Art Miami (Miami).
Dal 2020 al 2024 ha collaborato con ArtVerona, di cui nel 2024 è stata Vicedirettrice.


Mostra 
Sergia Avveduti
Ombra Custode

A cura di
Elena Forin

Promossa da
Comune di Bologna | Settore Musei Civici | Musei Civici d’Arte Antica

Sede
Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini
Strada Maggiore 44, Bologna

Periodo di apertura
15 gennaio – 1 marzo 2026

Inaugurazione
Mercoledì 14 gennaio 2026 ore 17.00 – 19.00

Orari di apertura
Martedì, mercoledì, giovedì 10.00 – 15.00
Venerdì 14.00 – 18.00
Sabato, domenica, festivi 10.00 – 18.30
Chiuso lunedì non festivi
Sabato 7 febbraio 2026 (ART CITY Bologna White Night) 10.00 – 22.00, ultimo ingresso ore 21.30

Ingresso
Gratuito

Informazioni
Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini
Strada Maggiore 44 | 40125 Bologna
Tel. +39 051 236708 
museiarteantica@comune.bologna.it
www.museibologna.it/daviabargellini
Facebook: Musei Civici d’Arte Antica
Instagram: @museiarteanticabologna

Settore Musei Civici Bologna
www.museibologna.it
Facebook: Musei Civici Bologna
Instagram: @bolognamusei
YouTube: @museicivicibologna

Settore Musei Civici Bologna
Ufficio Stampa / Press Office 
ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it
Elisabetta Severino | Tel. +39 051 6496658 | E. elisabetta.severino@comune.bologna.it
Silvia Tonelli | Tel. +39 051 2193469 | E. silvia.tonelli@comune.bologna.it
Da Ufficiostampabolognamusei Ufficiostampabolognamusei <ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it> 

Agrigento conclude l’anno di Capitale Italiana della Cultura 2025

Agrigento conclude l’anno di Capitale Italiana della Cultura 2025 con oltre 1.100 eventi, mostre, incontri e progetti. Sabato 10/01 la cerimonia conclusiva al Teatro Pirandello e la consegna del titolo alla Città dell’Aquila, Capitale Cultura 2026.

Agrigento
Capitale Cultura 2025  

Sabato 10 gennaio la cerimonia conclusiva al Teatro Pirandello e la consegna del titolo che va alla Città dell’Aquila, Capitale Cultura 2026

Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 ha dato vita a una delle esperienze culturali più vaste e articolate mai realizzate sul territorio. Nel corso del 2025, nell’ambito della celebrazione di Agrigento Capitale Italiana della Cultura, sono stati complessivamente 1.110 gli eventi, che hanno spaziato dalle attività collaterali ai 44 progetti del dossier, fino a manifestazioni di prestigio con la partecipazione di personalità illustri che hanno scelto Agrigento come meta proprio in quanto Capitale della Cultura.

La presenza culturale è stata costante e capillare: oltre 60 mostre ed esposizioni e una particolare attenzione alla promozione della lettura, con più di 30 presentazioni di libri. Artisti, istituzioni culturali, fondazioni e realtà di primo piano hanno scelto la città come sede privilegiata di eventi di carattere nazionale e internazionale, contribuendo a rafforzarne il profilo culturale e la capacità di attrazione.

Tra gli eventi di maggiore rilievo si segnalano l’apertura del nuovo museo nascita di Metaphorà e del Museo di Città, luogo pensato come ponte tra passato e presente, capace di raccontare la storia di Agrigento, dalla Magna Grecia ai giorni nostri, attraverso percorsi multimediali che intrecciano luoghi e figure emblematiche del territorio. Di particolare interesse è anche il Museo del Corallo Nocito di Sciacca, dedicato alla storia e alla tradizione artigiana legata al celebre corallo rosso.

La Valle dei Templi, patrimonio UNESCO, insieme al centro storico, alle tradizioni popolari e alla ricchezza paesaggistica e culturale del territorio, hanno costituito il palcoscenico naturale per un vasto programma di iniziative. Gli eventi hanno avuto l’obiettivo di valorizzare l’identità culturale agrigentina, promuovere il dialogo tra tradizione e innovazione, coinvolgere la comunità locale e attrarre visitatori da tutta Italia e dal mondo. Dai concerti di artisti di fama nazionale e internazionale agli spettacoli teatrali, dalle mostre d’arte alle conferenze accademiche, dalle manifestazioni folkloristiche ai festival letterari, ogni iniziativa ha contribuito a rendere Agrigento un punto di riferimento nel panorama culturale nazionale e internazionale.

In tale contesto, sabato 10 gennaio, alle ore 18, al Teatro Pirandello si terrà la cerimonia ufficiale che celebrerà la conclusione dell’anno di Capitale Italiana della Cultura 2025, dove Agrigento cederà il testimone a L’Aquila, Capitale Italiana della Cultura 2026, alla presenza del Sindaco Pierluigi Biondi, nel segno della continuità e del dialogo tra i territori.

E il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, afferma: “Con oltre 1.100 eventi, mostre, incontri e progetti, Agrigento ha dimostrato di esserci, di saper accogliere e produrre cultura, valorizzando il suo straordinario patrimonio identitario.

L’anno di Capitale Italiana della Cultura 2025 ha posto le fondamenta per progettare il futuro culturale del nostro territorio. Il fermento culturale vissuto non si esaurisce con la fine dell’anno: tanti altri eventi, attività e iniziative continueranno a rafforzare il percorso intrapreso.”


Melina Cavallaro –  
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Trent’anni di Linea d’ombra, grande successo delle mostre in corso

2026, Linea d’ombra compie trent’anni. Fondata nell’autunno del 1996 dallo storico dell’arte Marco Goldin, Linea d’ombra è presto diventata la società italiana di organizzazione di grandi mostre internazionali che ha creato nuove e inedite prospettive nel settore. Svincolando tra l’altro l’arte dalla sola adesione degli esperti, ha richiamato nelle sue esposizioni, da allora, quasi 12 milioni di visitatori.

TRENT’ANNI DI LINEA D’OMBRA.
Grande successo delle mostre di Villa Manin e di Treviso durante le festività

E questo 2026 per Linea d’ombra è cominciato nel migliore dei modi. Due le grandi mostre aperte, organizzate dalla società trevigiana e curate entrambe da Marco Goldin. A Passariano di Codroipo (Udine), fino al 12 aprile, Confini da Gauguin a Hopper. Canto con variazioni, mentre a Treviso, fino al 10 maggio, Da Picasso a Van Gogh. Capolavori dal Toledo Museum of Art.

Numeri molto significativi quelli delle Festività – i dodici giorni tra il 26 dicembre e il 6 gennaio – con quasi 40.000 visitatori complessivi nelle due sedi, con lunghe code per accedere in entrambi i luoghi. Per la precisione, 16.016 a Villa Manin e 21.352 a Treviso, con una media di ingressi, durante il periodo festivo, rispettivamente di 1335 persone a Villa Manin e 1780 a Treviso.

Le due esposizioni hanno preso il via a cinque settimane di distanza l’una dall’altra, per cui il totale al 6 gennaio è di 52.405 visitatori a Villa Manin in 78 giorni di apertura (media giornaliera 672), mentre a Treviso, sempre al 6 gennaio, il dato è di 50.147 visitatori in 46 giorni di apertura (media giornaliera 1090). La mostra di Villa Manin toccherà l’esatta metà la prossima domenica, 11 gennaio.

Ci sono alcuni dati – difficile non definirli clamorosi – che indicano il gradimento assoluto del pubblico verso queste due esposizioni, e sono quelli dei cataloghi venduti e ancor di più delle audioguide noleggiate, dati riferiti sempre ai soli dodici giorni delle Festività. Considerando ancora una volta l’insieme delle due mostre, nei dodici giorni festivi sono stati venduti oltre 2000 cataloghi, veri e propri libri, sia nella versione più ampia sia in quella ridotta. A questo dato già di per sé eclatante si associa l’altro, ancor più incisivo, a certificare la volontà del pubblico di svolgere una visita informata alle mostre: addirittura oltre 10.000 in dodici giorni le audioguide noleggiate, opzionali e dunque non comprese nel prezzo del biglietto d’ingresso. Audioguide scritte e registrate da Marco Goldin, autore anche dei due cataloghi.

Un’ultima nota la merita il film Gli ultimi giorni di Van Gogh, scritto e diretto sempre dal curatore della mostra, che si vede nella piccola sala cinema alla conclusione del percorso di Da Picasso a Van Gogh nel Museo Santa Caterina a Treviso. Un’adesione generale e commossa del pubblico, che alla fine della visione esce emozionato e partecipe. Questo ha spinto nuovamente in alto le vendite del libro di Goldin, Gli ultimi giorni di Van Gogh. Il diario ritrovato (Solferino), che in alcuni giorni al bookshop ha superato addirittura come dato perfino il catalogo della mostra. Si tratta del libro da cui era nato l’omonimo e fortunato spettacolo teatrale del 2022 e i cui testi sono stati adesso riproposti nel film.

Commenta Marco Goldin: “Sono molto felice che l’anno del trentennale di Linea d’ombra si sia aperto in questo modo, con lunghe code e tanta gente nelle due mostre. Ma soprattutto sono estremamente lieto del gradimento che esse stanno riscuotendo presso un pubblico così vasto, proveniente da tutta Italia e anche da molte nazioni estere. Un pubblico che ha il desiderio vero di approfondire e che non si accontenta dei nomi più famosi, e invece desidera conoscere anche gli autori meno noti ma spesso di somma bellezza. È il motivo per cui ho cominciato a fare questo lavoro ormai così tanti anni fa e per cui ancora oggi penso valga la pena di impegnarsi.”

Prosegue Goldin: “Sento il desiderio di ringraziare profondamente il Presidente e il Vice presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga e Mario Anzil, perché mi hanno dato fiducia su un progetto come quello della mostra Confini da Gauguin a Hopper che tre anni fa, quando l’avevo loro proposto, poteva sembrare un azzardo tanta era la sua complessità realizzativa e curatoriale. Unito tutto ciò al fatto che il restauro dell’Esedra di levante di Villa Manin è stato portato a termine in tempi record ma ugualmente con qualità. Non è quindi il mio un ringraziamento di facciata ma di vera sostanza per la fiducia accordatami, diventata adesso felicità per i risultati che si stanno conseguendo, portando il luogo Villa Manin al centro dei percorsi culturali della regione.

Come devo ugualmente ringraziare il Sindaco di Treviso, Mario Conte, che ha voluto fortemente il ritorno mio e di Linea d’ombra in città, a quasi dieci anni dall’ultima mostra che avevamo organizzato. Anche in questo caso l’apprezzamento del pubblico verso la mostra Da Picasso a Van Gogh è segno di come le persone avessero voglia di tornare a Treviso per scoprire oltre alla grande pittura anche una città accogliente e ricca di iniziative.”

Conclude le sue riflessioni Marco Goldin: “Ritengo questo inizio così positivo di 2026 il miglior viatico per il mio nuovo spettacolo teatrale, a quattro anni di distanza dall’ultimo. Con le musiche originali di Remo Anzovino che le eseguirà al pianoforte, con Daniela Savoldi violoncello e voce e le animazioni di Alessandro Trettenero. Lo spettacolo prenderà il via a metà ottobre, con una settimana di prove generali e la data zero nel bellissimo Teatro Sociale di Mantova, e poi proseguirà per decine di città in tutta Italia, sud e isole compresi. Sarà dedicato a Monet, in occasione del centenario della sua morte, avvenuta il 5 dicembre 1926. Mi fa molto piacere tornare sui palcoscenici italiani a raccontare la più bella pittura, attraverso i colori e la vita di chi quei colori ha sparso sulle tele. Di certo Claude Monet, uno degli artisti più influenti dell’intera storia dell’arte, ha questa identità costruita sui capolavori.”


Ufficio Stampa: Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
tel. +39 049 663499
Ref. Simone Raddi – simone@studioesseci.net
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I vincitori della XV Florence Biennale in mostra all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze

Dal 10 al 29 gennaio 2026, le opere vincitrici della XV edizione della Florence Biennale saranno protagoniste di una mostra ospitata dall’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, confermando e rinnovando una collaborazione di alto profilo avviata nel 2021 tra la Florence Biennale e la più antica accademia artistica al mondo.

I vincitori della XV Florence Biennale in mostra all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze

Opening: sabato 10 gennaio 2026, ore 11.00
Dal 10 al 29 gennaio 2026
Accademia delle Arti del Disegno di FirenzeOpening: sabato 10 gennaio 2026, ore 11.00
Dal 10 al 29 gennaio 2026
Accademia delle Arti del Disegno di Firenze

In continuità con quanto realizzato nelle precedenti edizioni, anche per la XV Florence Biennale i vincitori dei primi premi delle diverse discipline in concorso – dal disegno alla pittura, dalla scultura alla fotografia, dall’arte digitale alla videoarte e al design – saranno riuniti in una mostra allestita presso la Sala delle Esposizioni dell’Accademia delle Arti del Disegno, affacciata su Piazza San Marco e parte del complesso architettonico che ospita anche l’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Questa sinergia rappresenta un’importante occasione di valorizzazione dell’arte e del design contemporaneo, offrendo agli artisti e ai designer premiati nei concorsi per i riconoscimenti “Lorenzo il Magnifico” (arte) e “Leonardo da Vinci” (design) – assegnati dalla Giuria internazionale della Florence Biennale – la possibilità di esporre le proprie opere in una sede di straordinario prestigio storico e culturale.

Gli artisti in mostra sono: Ella Baudinet, Paola de Dominicis, Chen Gang, Jef Horvers, Jiang Miao, Luxarti, Michelle Gialanze, Mister Geez, Maria Pavlovska, Ramona Russu, Mia Segaert, Sue Schroeder, Stephanie Wallendjack, Wang Yiran, Toria Ya Tuo.

Accanto ai vincitori, la mostra vedrà la partecipazione, in qualità di Guests of Honour, di Gabriel Isak, Andrea Prandi, Liku Maria Takahashi ed Emily Young, figure di riferimento nel panorama artistico internazionale contemporaneo.

Per gli artisti e i designer premiati, la mostra rappresenta un riconoscimento del valore del merito contemporaneo e un’opportunità di confronto con una delle istituzioni culturali più autorevoli a livello internazionale. A suggellare l’importanza dell’evento, il catalogo della mostra entrerà a far parte delle pubblicazioni ufficiali dell’Accademia delle Arti del Disegno, diventando testimonianza permanente di questa esperienza e assicurando ai vincitori un posto nella memoria storica dell’istituzione.

ACCADEMIA DELLE ARTI DEL DISEGNO

Fondata nel 1563 da Giorgio Vasari sotto il patrocinio di Cosimo I de’ Medici, l’Accademia delle Arti del Disegno affonda le proprie radici nella Compagnia di San Luca, attiva già dal 1339 e frequentata nel corso dei secoli da protagonisti assoluti della storia dell’arte quali Lorenzo Ghiberti, Donatello, Benozzo Gozzoli, Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti. Esporre in questo contesto significa inserirsi in una tradizione secolare che attraversa oltre sei secoli di storia dell’arte, instaurando un dialogo diretto tra la ricerca contemporanea e le grandi personalità del passato.

Per maggiori informazioni visita il sito https://www.florencebiennale.org/


INFORMAZIONI UTILI
EVENTO: I vincitori della XV Florence Biennale in mostra all’Accademia delle Arti del Disegno
INAUGURAZIONE: sabato 10 gennaio 2026, ore 11.00
DOVE: Accademia delle Arti del Disegno
Sala delle Esposizioni
Via Orsanmichele / Piazza San Marco – Firenze

APERTURA AL PUBBLICO: Dal 10 al 29 gennaio 2026
ORARI:
Da martedì al sabato: 10.00 – 13.00 / 17.00 – 19.00
Domenica: 10.00 – 13.00
Lunedì e festivi: chiuso
 
INGRESSO LIBERO
 
CATALOGO
Il catalogo della mostra entrerà a far parte della collana ufficiale dell’Accademia delle Arti del Disegno ed è pubblicato da Edizioni Polistampa.
 
CONTATTI FLORENCE BIENNALE
EMAIL: media@florencebiennale.org
SITO WEB: https://www.florencebiennale.org/
 
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