Apre al pubblico la prima Casermetta di Forte Marghera

Due edifici ottocenteschi gemelli, affacciati sulla darsena di Forte Marghera, a bordo dell’isola del Ridotto incastonata tra terra e laguna, uno gli spazi più suggestivi del complesso fortificato, restaurato e restituito alla collettività: per la prima volta nella loro lunga vicenda storica, il pubblico potrà accedere alla Casermetta Est di Forte Marghera, conosciute anche come Casermette napoleoniche. Una struttura monumentale, progettata sotto il dominio francese, protagonista di un articolato intervento di recupero conservativo realizzato dal Comune di Venezia e affidato dall’amministrazione Fondazione Musei Civici di Venezia, che lo ha trasformato in un nuovo luogo di aggregazione e spazio dedicato alla cultura contemporanea, con un’attenzione particolare alla valorizzazione dei giovani autori.  

Apre al pubblico la prima Casermetta di Forte Marghera: un nuovo spazio per la cultura, l’arte contemporanea e i giovani autori, tra i nuovi progetti di MUVE a Mestre

L’apertura al pubblico della Casermetta Est di Forte Marghera rappresenta un altro passo significativo del grande lavoro che l’Amministrazione sta portando avanti per restituire tra Venezia e Mestre spazi di qualità alla cittadinanza. In questi anni abbiamo creduto con forza nella possibilità di rigenerare luoghi che erano abbandonati, chiusi o inutilizzati, trasformandoli in punti vivi della città, capaci di accogliere persone, idee e nuove opportunità. Per questo desidero ringraziare tutte le maestranze, la direzione lavori, operai, tecnici e dirigenti che hanno operato per arrivare a questo importante risultato. Forte Marghera è uno degli esempi più chiari di questo impegno: molte delle sue strutture versavano in stato di degrado e oggi sono spazi restaurati, frequentati, vissuti. L’Emeroteca dell’Arte, che ha già compiuto un primo anno ricco di attività, eventi e mostre con la partecipazione dei giovani artisti residenti, ne è una dimostrazione concreta e visibile a tutti. E non ci fermiamo qui: il Palaplip saranno ulteriori luoghi restituiti alla comunità, in un percorso continuo di valorizzazione e innovazione urbana. Il Centro Candiani, a breve, aprirà come la futura casa della contemporaneità, con mostre e una collezione di arte contemporanea permanente di altissimo prestigio. L’obiettivo è chiaro: creare una città più vivibile, attrattiva e dinamica, dove cultura, creatività e socialità possano crescere insieme. La riapertura della Casermetta Est non è solo un intervento di restauro, ma un investimento nella vita della città, un segnale di fiducia verso il futuro e un invito a tutti i cittadini a tornare a vivere spazi che appartengono alla nostra storia. Negli oltre 30 milioni di euro investiti per Forte Marghera, sono già in corso i lavori per la Casermetta ovest e per completare la bonifica dei suoli. Ricco sarà anche il programma delle attività del 2026.

Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia

L’apertura di un nuovo spazio segna un nuovo traguardo nel percorso che la Fondazione Musei Civici sta portando avanti per valorizzare il contemporaneo e sostenere il lavoro dei giovani artisti. Grazie alla collaborazione con il Comune di Venezia, questo edificio ottocentesco, straordinario dal punto di vista storico e architettonico, diventa ora uno spazio aperto alla creatività, alla ricerca e alla produzione culturale. La Casermetta ospiterà le collettive degli artisti in residenza e le mostre del concorso Artefici del nostro Tempo, offrendo alle nuove generazioni un luogo dedicato dove sperimentare, confrontarsi e crescere. Si aggiunge così a una rete in espansione che comprende l’Emeroteca dell’Arte a Mestre e i musei del Moderno e del Contemporaneo a Venezia, rafforzando il ruolo di MUVE come piattaforma attiva di dialogo tra linguaggi artistici, territorio e comunità. Questo nuovo spazio racconta una storia importante: quella di un patrimonio che rinasce grazie alla cura, alla visione e alla sinergia tra istituzioni. Ed è anche un atto di fiducia verso il potenziale creativo dei giovani, che saranno i protagonisti delle attività e dei progetti che prenderanno vita qui. La Casermetta sarà un luogo aperto, accessibile, dinamico: un invito a scoprire, partecipare e condividere l’energia della cultura contemporanea

Mariacristina Gribaudi, Presidente Fondazione Musei Civici di Venezia

L’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Venezia, Francesca Zaccariotto, ritiene che la consegna oggi alla città della Casermetta Napoleonica Est rappresenta un nuovo e importante passo nella valorizzazione e rigenerazione di Forte Marghera, una realtà straordinaria che negli anni si è consolidata come luogo di attrazione, cultura, eventi e storia. Continua l’Assessore Zaccariotto: l’intervento sulla Casermetta Est, con un investimento di 4,7 milioni di euro, ha permesso di riportare l’edificio alla sua bellezza originaria grazie a un restauro attento e rispettoso. L’edificio unisce memoria, tutela e nuove funzioni, diventando finalmente uno spazio vivo e accessibile a tutti. Il proseguimento dei restauri degli edifici all’interno del Forte rappresenta un passo fondamentale nel percorso di rigenerazione di Forte Marghera. Con questa apertura, la città guadagna nuovi spazi per la creatività, la socialità e la partecipazione, confermando l’impegno dell’Amministrazione comunale nel valorizzare i luoghi storici e nel costruirne il futuro – conclude l’Assessore Zaccariotto

Un nuovo polo culturale per giovani artisti e autori

Con la riapertura della Casermetta Fondazione Musei Civici avvia un nuovo capitolo nella valorizzazione nel lavoro di ricerca dei linguaggi artistici contemporanei concentrandosi, in particolare, su artisti emergenti. Un luogo che ampliala rete dedicata all’attualità, in stretta connessione con l’indagine che MUVE conduce nei musei del Moderno e del Contemporaneo a Venezia e, soprattutto, con la produzione artistica nel pieno centro di Mestre, all’Emeroteca dell’Arte. Il nuovo spazio a Forte Marghera ospiterà, infatti, le collettive di fine residenza degli artisti che ogni anno, per il secondo anno, lavorano, vivono, rigenerano il polo dedicato alla creazione e creatività, riaperto nel 2024. Inoltre, diventerà lo spazio dedicato alle mostre annuali del concorso Artefici del nostro Tempo, che raccoglie opere di giovani creativi selezionati attraverso il bando internazionale promosso dal Comune di Venezia. La Casermetta diventa così un punto di riferimento per la nuova scena artistica veneziana, uno spazio aperto, dinamico e accessibile, pensato per ospitare mostre, incontri, laboratori e momenti di confronto tra artisti, pubblico e comunità.  Un nuovo luogo per la cittàAffacciata sulla baia di Forte Marghera, la Casermetta Est riacquista oggi una funzione pubblica e culturale, contribuendo alla rinascita di uno dei complessi storici più significativi della città.Grazie al restauro e alla gestione della Fondazione Musei Civici, questo edificio ottocentesco diventa un luogo dove tradizione e contemporaneità si incontrano, offrendo alla cittadinanza e ai visitatori nuovi spazi di cultura, creatività e partecipazione.

Una struttura bellica che rinasce nel segno dell’arte

Progettata originariamente dai francesi come struttura militare “a prova di bomba”, la Casermetta Est  rappresenta, insieme alla struttura gemella, l’elemento più emblematico del patrimonio monumentale ottocentesco del Forte. Per questo motivo è stata oggetto di studio e indagine preventiva, con l’opportunità unica di studiare da vicino, oltre ai fabbricati, anche il progetto napoleonico. 

L’intervento rappresenta il più recente tassello del vasto programma di riqualificazione di Forte Marghera, che negli ultimi anni ha interessato numerosi edifici storici del compendio. In particolare, le due Casermette napoleoniche, rappresentano oltre 2.500 mq di superficie complessiva destinata ad attività culturale ed espositive. La casermetta est è stata sottoposta a un rigoroso restauro grazie a un investimento di 4,7 milioni di euro.  La direzione lavori è stata seguita dall’arch. Riccardo Cianchetti, il RUP è stato l’ing. Andrea Ruggero, che si sono sempre coordinati con la Direzione Lavori Pubblici del Comune di Venezia e la direzione di MUVE.

GRANDA. Gli artisti degli Atelier 2024–2025 

La mostra GRANDA approda nel nuovo spazio espositivo delle Casermette di Forte Marghera in un allestimento rinnovato, concepito per abbracciare e riunire nei particolari ambienti storici tutti e 27 gli artisti delle residenze di Bevilacqua La Masa e Fondazione MUVE per nell’anno 2024–2025. Uniti in una nuova prospettiva, partecipi dell’azione rigenerativa di spazi restituiti alla collettività, GRANDA torna a raccontarsi in una collettiva di ampio respiro che valorizza la pluralità dei linguaggi dell’arte contemporanea, attraversando pratiche, generazioni e sensibilità diverse. Non ultimo, rappresenta una nuova occasione per restituire la ricchezza delle ricerche sviluppate nei quindici atelier storici atelier veneziani e nei tredici studi dell’Emeroteca dell’Arte di Mestre. 

Ad accompagnare le opere, il catalogo della mostra che raccoglie le immagini del primo allestimento a Venezia, realizzato nelle sedi di Fondazione Bevilacqua La Masa in sinergia con la Fondazione Musei Civici di Venezia, tra la Galleria di San Marco e Palazzetto Tito, degli atelier e delle opere esposte, accompagnate da testi critici e materiali di approfondimento. Le fotografie, realizzate da Giacomo Bianco e Nico Covre, si uniscono al progetto grafico dello studio b.r.u.n.o di Venezia, dando vita a un volume che riflette l’identità visiva della residenza.


CONTATTI PER LA STAMPA 

Fondazione Musei Civici di Venezia
Chiara Vedovetto
con Alessandra Abbate 
press@fmcvenezia.it 

In collaborazione con 
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo 
Roberta Barbaro roberta@studioesseci.net 
Simone Raddi simone@studioesseci.net 
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

Una nuova opera di Cerrini acquisita dalla Fondazione Perugia

Il patrimonio d’arte di Fondazione Perugia è notevolmente cresciuto in questi ultimi anni grazie sia ad una attenta politica di acquisizioni di opere di interesse territoriale che compaiono sul mercato antiquariale, ma anche perché la medesima Fondazione è risultata destinataria di importanti donazioni che testimoniano l’affidabilità, e soprattutto il prestigio e l’autorevolezza, della Istituzione umbra.

Recenti acquisizioni di Fondazione Perugia

Tra le più recenti e rilevanti tra le donazioni pervenute a Fondazione Perugia la cosiddetta Casa di Massimo Caggiano decisa nel ’22 dal celebre designer e collezionista romano. Sono opere d’arte e arredi di design che oggi si possono ammirare all’ultimo piano di Palazzo Baldeschi al Corso, allestiti a ricostruire altrettanti ambienti della casa romana del collezionista. Si tratta di oltre 100 tra dipinti, sculture, foto d’autore, mobili, arredi ed oggetti di design. A guidare alla scoperta di queste meraviglie è,  tramite una app, lo stesso collezionista e donatore.

Tra le più importanti precedenti donazioni va ricordata quella del professor  Alessandro Marabottini, fiorentino, illustre docente di storia dell’arte all’Ateneo di Perugia. Sono oltre 700 pezzi, tra dipinti e preziosi arredi, riposizionati nel Palazzo perugino a ricostruire quasi fedelmente gli ambienti e l’atmosfera della  dimora nobiliare abitata dai Marabottini in Firenze.

Il Museo ospita la prestigiosa Raccolta di Maioliche Rinascimentali della Fondazione Perugia. Composta da circa centocinquanta pezzi, questa collezione permanente è unica al mondo per qualità e rarità delle opere che la compongono. Questi materiali sono frutto di diverse acquisizioni,  la più recente tra esse, la raffinata maiolica policroma “Piatto  da parata con la raffigurazione dell’Eroismo di Muzio Scevola“, della Manifattura di Deruta, 1560 ca.

Il primo nucleo di questa ragguardevole collezione è frutto di alcune acquisizioni mirate, effettuate dalla Fondazione nel corso degli anni, tra le quali meritano di essere segnalate sei splendide coppe in maiolica a lustro realizzate a Gubbio dalla bottega di Mastro Giorgio.  

Un’ulteriore acquisizione riguarda il dipinto della Madonna con bambino un Angelo e tra i Cherubini di Gian Domenico Cerrini (Perugia 1609 – Roma 168). Anche questa acquisizione ha dato il via, come è nella prassi di Fondazione Perugia, a studi di approfondimento davvero importanti.

Di grandissimo rilievo la più recente tra le acquisizioni di Fondazione Perugia:  due tavolette peruginesche, un dittico di assoluto interesse, oggetto di un’approfondita indagine scientifica e di ricerche condotte dal professor Mancini e dalla dottoressa Garibaldi già direttrice delle gallerie nazionali dell’Umbria

Non solo opere d’arte  di arti applicate: l’intese di Fondazione Perugia si focalizza anche sulle testimonianze della storia del territorio. Rientra in questo fondamentale filone l’acquisto, nel 2024 a Parigi,   di  ciò che rimane della cosiddetta “Collezione Albertini”,  1470 pergamene risalenti al medioevo documenti un tempo patrimonio dell’archivio storico giudiziario di Perugia e purtroppo dispensi nel 1853 per ragioni di spazio. Queste pergamene saranno oggetto di una grande mostra nel capoluogo umbro.


Ufficio Stampa e Comunicazione di Fondazione Perugia
Francesca Duranti
Area Comunicazione
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Etna: la Chiesa di Acireale rinasce dopo il sisma

A Pennisi, frazione dell’area etnea segnata dal terremoto di Santo Stefano 2018, la Chiesa Santa Maria del Carmelo è tornata a mostrarsi alla comunità con un volto rinnovato. Lunedì 15 dicembre l’edificio è stato riaperto al culto dopo un importante intervento di ristrutturazione, consolidamento e restauro che ha ricomposto le ferite, rilanciando il ruolo di riferimento spirituale e sociale per l’intera comunità.

ETNA, LA CHIESA S. MARIA DEL CARMELO TORNA A VIVERE

RESTAURO ESEMPLARE CHE RICUCE LE FERITE DEL SISMA E RACCONTA 125 ANNI DI STORIA

Il cantiere, avviato nel febbraio 2024 e concluso a fine novembre 2025, ha rappresentato uno dei progetti più significativi della ricostruzione post-sisma nell’area etnea: un investimento di 2,38 milioni di euro, finanziato dal Commissario Straordinario per la Ricostruzione Area Etnea, con la Curia Diocesana di Acireale come committente, Sicef in qualità di progettista, Sincol come impresa esecutrice (Rosario Arcidiacono Rup e Gioele Farruggia alla direzione dei lavori).

Il sisma del 26 dicembre 2018 aveva colpito duramente l’edificio: crollo della torre campanaria, sfondamento di parte della copertura, lesioni diffuse sulle murature, danni al salone parrocchiale e alle volte decorate. Il progetto ha affrontato queste criticità con una strategia integrata: dal punto di vista strutturale, l’obiettivo è stato quello di migliorare la risposta sismica, riducendo le vulnerabilità storiche e garantendo una maggiore sicurezza per i fedeli, ripensando il sistema nel suo complesso alla luce delle più avanzate norme tecniche per il patrimonio culturale. Gli interventi di consolidamento hanno messo in sicurezza le parti decorate, le volte in canne e gesso, gli apparati plastici e pittorici che caratterizzano l’unica navata della chiesa, preservando gli elementi identitari dell’edificio. Il restauro ha riguardato la facciata in stile romanico con archi a tutto sesto, il pronao, il rosone centrale, gli stucchi, gli interni e gli apparati artistici che nei decenni hanno reso S. Maria del Carmelo un luogo riconoscibile per il territorio. «Uno degli aspetti più significativi dell’intervento – sottolinea l’ing. Salvo Sinatra della Sincol –  è la scelta di non limitarsi a “ricostruire com’era e dov’era”, ma di reinterpretare in chiave contemporanea le parti crollate, rendendo leggibile la memoria del sisma e del processo di rinascita». La reintegrazione volumetrica della torre campanaria e della sacrestia è stata progettata come un gesto di cura verso la memoria collettiva, utilizzando accanto ai materiali tradizionali anche acciaio e lamiera microforata: un linguaggio architettonico che distingue il nuovo dall’antico, mettendoli però in dialogo armonico. In questo modo, la chiesa diventa manifesto concreto della ricostruzione.

Santa Maria del Carmelo nasce nel 1897 dalla volontà della famiglia D’Agata e dalla richiesta profonda degli abitanti di Pennisi di avere un luogo di culto: una chiesa “di tutti”, che nel tempo è diventata anche centro di aggregazione. Nel corso del Novecento ha affrontato più volte prove difficili – dai terremoti degli anni ’80 agli interventi di messa in sicurezza degli anni ’90 – fino al sisma del 2018, che ne ha messo a rischio la stessa esistenza. La riapertura assume quindi un significato doppiamente simbolico: chiude il ciclo del cantiere e celebra i 125 anni dell’apertura al culto della chiesa, unendo nella stessa giornata memoria storica e futuro, devozione popolare e competenza tecnica, fede e responsabilità verso il patrimonio culturale.


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Roma: “Lenin in Campo Boario”. Mostra della collezione Umberto Fantina/Antonio Del Guercio

Venerdì 19 e sabato 20 dicembre 2025, negli spazi di Studio Campo Boario, sarà in mostra una preziosa collezione di opere d’arte, raccolta nel corso del tempo da Umberto Fantina – collezionista, scenografo e attore -, incrementata con il contributo del critico e storico dell’arte Antonio Del Guercio, e che comprende opere di di alcuni dei maggiori esponenti delle arti figurative italiane del secondo Novecento: Giorgio De Chirico, Renato Guttuso, Carlo Levi, Emilio Vedova, Franco Angeli e Gianni Novak. In esposizione anche una celebre opera del 1971 di Fernando De Filippi (Lenin) e un lavoro del 1966 di Giangiacomo Spadari. 

Lenin in Campo Boario
Materiali d’arte e di guerriglia

Venerdì 19 dicembre 2025 ore 17:00 – 20:00
Sabato 20 dicembre 2025 ore 10:00 – 13:00

Studio Campo Boario
Viale del Campo Boario 4/A – Roma

La mostra si articola in due sezioni: nella sala centrale una selezione di dipinti allestiti secondo l’impostazione dell’antica quadreria seicentesca, rivisitata in chiave contemporanea; nella sala adiacente una ricca raccolta grafica, comprendente disegni, acqueforti, litografie e manifesti, molti dei quali corredati da firme, dediche e annotazioni originali degli artisti.

Pur nella sostanziale eterogeneità linguistica e formale, alcune delle opere esposte rivelano una comune componente ideologica e politica, rievocando la vivace temperie artistica e culturale dell’Italia degli anni Sessanta e Settanta. È proprio a partire da questo periodo – tanto florido quanto incerto per la cultura figurativa italiana – che critici, artisti, intellettuali e militanti di sinistra ricercarono nell’arte, e in particolare nella pittura, un mezzo privilegiato per approntare una propria lotta di impegno, conoscenza e interpretazione di una realtà inquieta ma in fermento, segnata da contraddizioni profonde. Nel tentativo di attuare una nuova conquista del reale, molti di questi artisti, con il sostegno critico di figure come Del Guercio, ampliarono i confini della propria ricerca, raggiungendo risultati espressivi di altissimo livello. Antonio Del Guercio (Parigi, 1923 – Roma, 2018), infatti, è stato professore universitario e figura chiave della critica italiana ed internazionale, riconosciuto come uno dei massimi esperti dell’Ottocento francese. 

Per chi fosse interessato, le opere della collezione sono disponibili per la vendita. La mostra è curata da Pamina D’Alessandris, con la collaborazione di Alberto D’Amico_Studio Campo Boario. Presenta le opere Massimiliano Padovan Di Benedetto – Kou Gallery.


INFO

Lenin in Campo Boario
Materiali d’arte e di guerriglia

Venerdì 19 dicembre 2025 ore 17:00 – 20:00
Sabato 20 dicembre 2025 ore 10:00 – 13:00

Studio Campo Boario
Viale del Campo Boario 4/A – Roma

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.com
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>

A Trieste le attività 2026 di “TRartHUB” nuovo spazio dedicato alla cultura contemporanea

È annunciata per gennaio ’26 l’inaugurazione di TRartHUB, un nuovo spazio nel cuore di Trieste interamente dedicato alla Cultura Contemporanea. Nella città della sperimentazione e della ricerca, TrartHub è un modello culturale all’avanguardia che intreccia creatività, innovazione e inclusione sociale, che restituisce alla città che è per eccellenza crocevia di culture, un luogo di dialogo e incontro aperto a tutti.

TRartHUB
Arte, ricerca e sostenibilità
 
A Trieste, un nuovo ecosistema culturale
dedicato all’arte contemporanea.
 
Presentate le attività del 2026

TRartHUB nasce da un’idea di trart, società cooperativa di servizi culturali attiva da oltre vent’anni nella promozione e valorizzazione dell’arte attraverso mostre, editoria e formazione, il progetto è reso possibile dal contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, attraverso il bando “Contenitori culturali Creativi triennio 2025-2027” e troverà spazio in un palazzo storico del borgo Franceschino, al n. 33 di viale XX Settembre.

Arte, ricerca e sostenibilità sono le linee che guidano la programmazione di questo nuovo spazio situato negli ultimi due piani del palazzo storico per una superficie totale di oltre 400 metri quadrati, pensata come un salotto creativo dove la cultura diventa motore di sviluppo e coesione.

“Fondato su tre pilastri di sostenibilità integrata – ambientale, sociale ed economica -, TRartHUB si articola in due anime complementari, spiegano Federica Luser, Claudia Cervo, che ne sono ideatrici: TRartHUB. CREO dedicato alla formazione, alla progettazione e alla produzione artistica e TRartHUB. LIVE, dedicato all’ospitalità, alle residenze d’artista e al turismo culturale. Insieme, rappresentano le due dimensioni di un’unica visione: costruire un luogo dove l’arte non solo si espone, ma si vive, si condivide e si sperimenta”.

TRartHUB. CREO è lo spazio destinato alla formazione e alla creazione artistica, un laboratorio permanente dove arti visive, fotografia, teatro e nuovi linguaggi digitali

dialogano in modo fluido. Distribuito su due livelli, ospita atelier d’artista modulari, una camera oscura per la fotografia analogica collegata a postazioni digitali e software AI, spazi per masterclass, conferenze e mostre, oltre a una biblioteca specializzata e a un archivio delle arti visive del XX e XXI secolo.

Ogni ambiente è progettato secondo principi di architettura sostenibile e flessibilità, con materiali naturali e tecnologia integrata. Lo spazio si propone come un punto d’incontro tra artisti, professionisti e cittadini, favorendo la sperimentazione e la crescita culturale condivisa.
Residenze d’artista, laboratori, call internazionali e simposi renderanno TRartHUB. CREO un riferimento per la cultura contemporanea del Friuli Venezia Giulia, con una particolare attenzione all’inclusione sociale e alla partecipazione attiva delle comunità.

Il quarto piano del palazzo ospita TRartHUB. LIVE, la sezione dedicata all’ospitalità e alle residenze artistiche.

Quattro appartamenti accoglienti e sostenibili, arredati con materiali naturali e dotati delle migliori tecnologie digitali, accolgono artisti in residenza, viaggiatori culturali e nomadi digitali.
Due volte l’anno, questi spazi diventano il cuore pulsante dei programmi di residenza, dove artisti, curatori e studiosi convivono e lavorano insieme, trasformando l’esperienza del soggiorno in un momento di scambio creativo e di confronto internazionale.

Nei periodi liberi, TRartHUB. LIVE apre invece al turismo culturale consapevole, offrendo la possibilità di partecipare ai laboratori, assistere ai processi creativi e vivere Trieste da protagonisti, in un ambiente che unisce comfort, responsabilità ambientale e senso di comunità.

Con la sua doppia anima, TRartHUB si propone come un laboratorio aperto sul futuro. Dichiarazione della Regione potrebbe implementare queste frasi “un ecosistema culturale dove l’arte incontra la vita quotidiana e la sostenibilità diventa pratica concreta. Un luogo dove Trieste dialoga con il mondo, e dove la cultura torna a essere — come un tempo — il cuore pulsante della comunità”.

Le attività del 2026. Un anno di residenze, formazione e inclusione: atelier d’artista; laboratori di fotografia, incisione, pittura, tessili e teatrali; workshop e masterclass; dialoghi e conferenze; mostre pubblicazioni, archivi e digitalizzazione.


Contatti:
trart
viale XX Settembre, 33 – 34126 Trieste
edizioni.trart@gmail.com     www.trart.it
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

Gambettola (FC): in Romagna la stamperia Pascucci celebra 200 anni di attività

Un simbolo della Romagna. Ci sono simboli che raccontano un popolo meglio di mille parole. In Romagna, in tutte le case si trova un grembiule da cucina, una tovaglia, uno telo, uno strofinaccio, una tenda stampati a mano dalla Stamperia Pascucci, non sono solo oggetti: è memoria, identità, appartenenza, cultura popolare diffusa.

200 ANNI PORTATI BENE 1826-2026
SIMBOLO DI ROMAGNA E CULTURA POPOLARE DIFFUSA
DA SETTE GENERAZIONI E DA DUE SECOLI LA FAMIGLIA PASCUCCI DI GAMBETTOLA (FC)
SI PASSA IL TESTIMONE DELL’ARTE ARTIGIANA DELLE STAMPE A MANO SU TESSUTO

Da ottobre 2025 a dicembre 2026

UN ANNO DI FESTEGGIAMENTI PER ONORARE L’IMPORTANTE TRAGUARDO

Mostre, incontri, eventi unici, presentazioni, dibattiti, spettacoli, laboratori, visite guidate, nuovi libri e un grande evento estivo per celebrare le arti
Scrittori, critici d’arte, attori, filosofi, musicisti insieme per onorare l’Antica Bottega Pascucci.

E QUELLA VOLTA CHE LUCIO DALLA DISSE CHE VOLEVA LE TOVAGLIE PASCUCCI PERCHE’ IL LORO SEGNO È UNICO

Fondata nel 1826, la Stamperia Pascucci di via Verdi è ancora oggi la stessa bottega che dalle origini non ha mai interrotto la sua attività. È guidata da Riccardo e Giuseppe Pascucci con i figli Matteo e Veronica, settima generazione della famiglia.

A consolidare il marchio è stata la civiltà contadina che, alla fine dell’Ottocento, durante fiere ed esposizioni, usava coprire il dorso dei buoi con coperte stampate a mano. Questo gesto conferiva solennità alle sfilate e metteva in risalto l’abilità artigianale locale. Anche le tende ombreggianti utilizzate sulle spiagge hanno contribuito, nel tempo, a esaltare il marchio della Romagna

Entrare nell’Antica Bottega di Gambettola significa varcare la soglia di un museo vivente: al centro domina l’antico mangano di legno del 1826, mentre sugli scaffali si conservano oltre seimila stampi incisi a mano, in tanti anni di storia, che già da soli sono autentiche opere d’arte, mentre maestri artigiani lavorano senza fretta creando opere uniche. Più che una bottega un atelier artistico.  

La tecnica è quella tradizionale della stampa xilografica: matrici di pero intagliate a mano (oggi da Giuseppe Pascucci), impregnate di pasta colorante a base di ossido di ferro, vengono battute con un mazzuolo su tessuti naturali come lino e canapa. Il celebre colore ruggine resta il marchio di fabbrica della Stamperia, oggi affiancato da nuove tonalità in dialogo con il gusto contemporaneo.

Il gesto dell’artigiano, però, è sempre lo stesso da due secoli: intingere lo stampo, batterlo sul tessuto, imprimere il motivo. Un rito antico che, ogni volta, genera l’emozione di un’opera nuova.

Nel 2026 la Stamperia Pascucci festeggerà i suoi 200 anni di attività, affermandosi come la più antica testimone dell’arte della stampa su tessuto. Da sette generazioni la famiglia custodisce e rinnova questo sapere artigiano, creando manufatti che spaziano dai tessili per la casa e l’arredamento alla biancheria, dalle coperte agli accessori per la moda: un grande sodalizio tra arte e artigianato. pezzi unici ed eccellenze del Made in Italy.

Arte e collaborazioni

Dagli anni Duemila, la Stamperia Pascucci ha intrapreso un percorso capace di colmare il divario tra artigianato e arte, invitando numerosi artisti e amici a donare i propri disegni da trasformare in opere tessili. Il primo è stato Tonino Guerra, che ha scelto la Bottega di Gambettola per valorizzare la sua poesia attraverso la stampa: le sue farfalle e le sue donnine sono diventate segni distintivi sia suoi che della produzione Pascucci. Tra i frequentatori illustri anche il premio Nobel Dario Fo, affascinato dalla carta macchiata di colore su cui realizzava i suoi schizzi; Tinin Mantegazza, giornalista e creatore del celebre pupazzo Dodò de L’Albero Azzurro, che ha affidato le sue inconfondibili illustrazioni di animali e aforismi, trasformati in cuscini, tovaglie e arazzi; il pedagogo cesenate Gianfranco Zavalloni, con le sue luminose e solari illustrazioni; e l’architetto Ilario Fioravanti, che più volte ha tratto ispirazione dagli stampati di Casa Pascucci. Grazie a queste collaborazioni, i manufatti della Stamperia si sono trasformati in preziosi arazzi, oggi richiesti e apprezzati in esposizioni in diverse città del mondo

Amici e personalità celebri

La storica Bottega di Via Verdi ha ospitato nel tempo tante figure di rilievo tra le quali il cantautore Lucio Dalla (che ha frequentato la bottega per 25 anni) che ordinava l tovaglie, tende, cuscini, per le sue case e la sua barca perché diceva che il segno della stamperia Pascucci era unico  e che condivideva il loro stile di essere artigiani; il premio Oscar Roberto Benigni, mentre proprio quest’anno nella visita ufficiale in Italia dei reali inglesi, sua Maestà la Regina Camilla ha ricevuto in dono (apprezzandolo) una tovaglia stampata a ruggine.

Negli anni anche collaborazioni con case di moda importanti come Fendi che ha realizzato delle borse con le stampe originali portando il nome della stamperia in tutto il mondo.

Queste le dichiarazioni della Famiglia Pascucci: «Per noi stampare a mano non è solo un mestiere, ma un gesto che abbiamo visto ripetersi in famiglia per generazioni, un modo per raccontare la Romagna a ogni colpo di mazzuolo. Festeggiare 200 anni non significa fermarsi: è solo una tappa di un viaggio che continua. Abbiamo deciso di vivere questo anniversario come un anno di festa, per condividere il nostro lavoro di artigiani- artisti, dove tradizione e cultura si incontrano, ma soprattutto per trasmettere il nostro modo di intendere il tempo e le relazioni umane.»

EVENTI NEL 2026

Un anno intero di iniziative dunque: incontri, laboratori, presentazioni di libri, visite guidate, spettacoli, nuovi lavori editoriali dedicato all’identità romagnola, veglie, sorprese culturali e tante mostre sia a Gambettola che in tutta l’Emilia-Romagna

Ogni incontro racconterà non solo la bellezza delle tele stampate, ma anche il valore di un mestiere antico che ha saputo dare forma e colore alla Romagna e che ne ha decorato artisticamente la vita quotidiana.

Le celebrazioni ufficiali, inizieranno a dicembre 2025 con una mostra diffusa a cielo aperto, un unicum nel panorama italiano, dove le porte d’ingresso delle case del centro storico di Gambettola saranno addobbate con tende stampate a mano a tema natalizio; un colpo d’occhio sorprendente, di grande bellezza cromatica e poetica. 

Le Mostre saranno il fil rouge dei festeggiamenti e dopo la mostra natalizia sarà la volta di quella preziosa e storica delle “Coperte da buoi”, inaugurazione il 17 gennaio – Sala Fellini a Gambettola- in occasione della Festa di Sant’Antonio, con materiale fotografico d’epoca, arazzi, coperte e attrezzi d’epoca per un tuffo nelle radici romagnole del mondo contadino. A maggio sempre a Gambettola “I colori che ridono” opere d’arte e dediche intitolate alla Stamperia. In estate le mostre saranno varie ed itineranti, una speciale mostra presso i locali della Regione Emilia-Romagna le famose Tende al mare a Cesenatico, un allestimento speciale per il festival musicale Borgo Sonoro nelle Terre del Rubicone, Una mostra a Riolo Terme mentre a Brisighella una suggestiva esposizione di madonne realizzate da artisti romagnoli sarà realizzato anche un allestimento nella prestigiosa Biblioteca Malatestiana di Cesena.

Oltre alle importanti mostre anche incontri, presentazioni, spettacoli, veglie. Gli appuntamenti saranno a cadenza mensile, e porteranno a Gambettola artisti studiosi scrittori e giornalisti per approfondire di volta in volta i valori e i temi legati alla secolare esperienza della Bottega Pascucci ad iniziare dall’attore e scrittore Roberto Mercadini, anch’esso amico della bottega che il 15 gennaio che presenterà il nuovo lavoro editoriale di Chiara Pascucci dedicato alla storia della bottega. Altri importanti protagonisti, lo storico dell’arte e pittore cesenate Massimo Pulini, il giornalista e scrittore Salvatore Giannella che a fine 2026 presenterà il suo ultimo libro sia descrittivo che fotografico sul valore sociale della stamperia. Inoltre, aperture straordinarie e visite guidate in collaborazione con il FAI, spettacoli teatrali e burattini, veglie e cantastorie.

Il primo agosto (data che riconduce al 1826) in collaborazione con l’amministrazione comunale di Gambettola e la Regione Emilia Romagna un grande evento culturale e ricreativo che raccoglierà il favore di grandi e piccini.  

Gli appuntamenti si svolgeranno nei teatri e nelle sale principali del Comune di Gambettola ma anche in tante Città e luoghi simbolo della Romagna come la prestigiosa Biblioteca Malatestiana di Cesena, Cesenatico, Casola Valsenio, Roncofreddo, Brisighella.
Il programma sarà pubblicato passo dopo passo sul sito e sui canali social della Stamperia.

Gli eventi sono sostenuti e patrocinati dall’Amministrazione Comunale di Gambettola, dalla Regione Emilia-Romagna e supportati dalle associazioni del territorio.


Ufficio Stampa
 
CRISTINA MINOTTI 
cristinaminotti.asanisimasa@gmail.com
Da cristina minotti <cristinaminotti.asanisimasa@gmail.com>

Varcare la Frontiera di Cizerouno arriva ad Agrigento con il Tolerance Poster Show

Nell’ambito di Agrigento 2025 capitale italiana della cultura e grazie alla collaborazione con l’associazione Cizerouno di Trieste debutta ad Agrigento il Tolerance Poster Show, iniziativa internazionale concepita dal designer Mirko Ilić e dalla Tolerance Project inc. di New York che ha già attraversato oltre 40 paesi con più di 200 esposizioni.

Installazione
Varcare la Frontiera di Cizerouno arriva ad Agrigento
Tolerance Poster Show fa tappa in Sicilia
Da martedì 9 a mercoledì 31 dicembre 2025
Piazza Pirro Marconi, Agrigento

Dal 9 dicembre 2025 in piazza Pirro Marconi sono esposti stendardi monumentali che riproducono alcuni dei manifesti realizzati da graphic designer di tutto il mondo.
Ogni autore è stato invitato a interpretare la parola tolleranza nella propria lingua d’origine dando vita a un’esplorazione visiva e multilingue che declina, attraverso forme e colori, il significato profondo della coesistenza, dell’empatia e della dignità condivisa. Le creatività arrivano da Sud Africa, Gran Bretagna, Spagna, Stati Uniti, Francia, Serbia, Croazia, Brasile, Ucraina e altri paesi.

Il progetto, coordinato da Massimiliano Schiozzi e Vincenzo Luongo, mette in rete più realtà geograficamente distanti – Agrigento, Trieste, Lampedusa, Gorizia – ma accomunate da simili dinamiche di frontiera: luoghi in cui storia, cultura e migrazione si intrecciano e generano nuove forme di convivenza. La presentazione ufficiale al pubblico avverrà domenica 14 dicembre nell’ambito di una serie di eventi diffusi in città.

Il Tolerance Poster Show torna in Sicilia dopo l’anteprima lampedusana realizzata nell’estate 2025 e fortemente voluta e sostenuta dal Parco Archeologico e  Paesaggistico della Valle dei Templi di  Agrigento.
A Trieste, invece, nell’ambito della dodicesima edizione del festival Varcare la Frontiera organizzato da Cizerouno realizzato grazie al sostegno della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, il progetto si è sviluppato in coorganizzazione con il Comune di Trieste e nel cuore del quartiere più multietnico della città, Barriera Vecchia.

Infine, anche Gorizia è tappa del progetto, creando così una connessione culturale di ampio respiro tra GO! 2025 – Nova Gorica – Gorizia, capitale europea della cultura 2025 e Agrigento 2025 capitale italiana della cultura. Il Tolerance Poster Show in ogni luogo che lo ospita assume un aspetto diverso, dall’installazione diffusa a pubbliche affissioni, da bandiere a stendardi monumentali. Ad Agrigento fino al 31 dicembre 2025 saranno visibili 4 stendardi per un totale di 256 metri quadrati di creatività che celebrano la tolleranza.


associazione culturale
cavò
via san rocco 1/a
cavana
34121 Trieste

www.cizerouno.it
#varcarelafrontiera
#cavanastories

#cavò
Da info <info@cizerouno.it> 

RACCONTI AL FEMMINILE – Quattro serate di musica dedicate alla creatività delle donne

Dal 26 al 29 dicembre 2025, il suggestivo Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova a Napoli ospita la terza edizione di “Racconti al Femminile”, la rassegna musicale gratuita che esplora e celebra i nuovi linguaggi sonori plasmati dalle donne. Un evento promosso e finanziato dal Comune di Napoli, inserito nel ricco cartellone di “Natale a Napoli”, e rivolto a tutta la cittadinanza e ai turisti in un momento magico come quello delle festività natalizie.

“RACCONTI AL FEMMINILE”

Quattro serate di musica gratuita dedicate alla creatività delle donne: protagoniste Beth Orton, Ada Montellanico, Ginevra Di Marco, Indra Rios-Moore

Dopo il successo delle precedenti edizioni, che hanno visto alternarsi sul palco artiste del calibro di Nada, Cristina Donà, Amalia Grè, Rita Marcotulli, Lina Sastri, Patrizia Laquidara, Ebbanesis, Fatoumata Diawara, Wallis Bird, Andrea Motis e Marina Rei; “Racconti al Femminile” consolida la sua missione: dare voce a storie, emozioni e messaggi di resistenza e bellezza attraverso l’arte delle donne, intrecciando la potenza della parola con l’universalità della melodia. 

Sul palco quattro straordinarie artiste di caratura internazionale come l’inglese Beth Orton e il suo sound folk-tronico (26 dicembre), la cantante jazz romana Ada Montellanico (27 dicembre), la toscana Ginevra Di Marco già voce del Consorzio Suonatori Indipendenti (28 dicembre) e la jazzista newyorkese Indra Rios Moore (28 dicembre), che daranno vita a quattro serate di emozioni e storie attraverso il loro sound unico e originale.

Questa terza edizione non è solo un semplice cartellone concertistico, ma un vero e proprio percorso narrativo che esplora le geografie sonore contemporanee con uno sguardo femminile.

La scelta della location, il Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova (Piazza S. Maria La Nova, 44 Napoli), non è casuale. Le sue sale cariche di storia e arte dialogano idealmente con le voci delle artiste, creando un connubio unico tra patrimonio storico e creatività contemporanea.
In un periodo di forte afflusso turistico, la rassegna si propone come un faro di alta qualità culturale, offrendo sia ai napoletani che ai visitatori un’alternativa raffinata e profondamente legata all’identità cittadina, nota in tutto il mondo per la sua vivacità artistica e la sua capacità di accoglienza.

Il palcoscenico di Santa Maria La Nova accoglierà quattro eccezionali artiste di caratura internazionale, ognuna con la sua storia e il suo sound unico, per un viaggio emozionante tra jazz, folk, world music e canzone d’autore. Questa edizione sottolinea l’internazionalità della ricerca artistica femminile, unendo voci dall’Inghilterra, dagli USA e dall’Italia, a testimonianza di un network creativo senza confini.

“Racconti al Femminile” si conferma quindi come un omaggio alla creatività e all’universo artistico femminile, sottolineando l’importanza del ruolo della donna nella musica e nell’arte contemporanea. Ogni performance diventa così un momento di condivisione, empatia e dialogo, che valorizza non solo il patrimonio artistico individuale delle interpreti, ma anche quello collettivo e culturale di Napoli, da sempre crocevia di contaminazioni e rinascita artistica. In un momento storico in cui le istanze di parità sono più che mai centrali, la rassegna offre una testimonianza concreta e vibrante del contributo femminile alla cultura globale.


IL PROGRAMMA

26 DICEMBRE – BETH ORTON
La rassegna si apre con la poetessa del folk elettronico. La voce intensa e ipnotica della britannica Beth Orton, tra chitarre acustiche e tappeti sonori elettronici, creerà un’atmosfera perfetta per immergersi nelle emozioni delle feste. Un sound “folktronico” che ha fatto scuola e che trova a Napoli, città di contrasti e di stratificazioni, un palcoscenico ideale.

27 DICEMBRE – ADA MONTELLANICO
Il jazz più raffinato incontra Napoli con una delle voci più amate e colte della scena italiana. Ada Montellanico porterà in scena un concerto di grande passione, ricerca armonica e pura poesia. Il suo approccio intimo e profondo al jazz rappresenta un ponte tra la tradizione italiana della canzone e il linguaggio universale dell’improvvisazione.

28 DICEMBRE – GINEVRA DI MARCO
Energia e intensità si fondono nel concerto di Ginevra Di Marco, storica voce del Consorzio Suonatori Indipendenti, artista capace di unire la potenza della tradizione popolare con le sonorità della musica contemporanea. La sua è una voce che ha cantato le battaglie e le storie, portando in scena una vitalità rock e un impegno civile che raramente si incontrano.

29 DICEMBRE – INDRA RIOS-MOORE
Gran finale con la vocalist newyorkese Indra Rios-Moore, una forza della natura in grado di fondere jazz, soul e spiritualità in un sound avvolgente e senza confini. La sua voce, calda e potente, è uno strumento di pura emozione, capace di trasportare il pubblico in un viaggio dall’intensità rara. Un’esperienza musicale indimenticabile per chiudere in bellezza la rassegna.


Ufficio stampa
Words for You tommaso.sarasini@wordsforyou.itgiulia.orlando@wordsforyou.it
Hungry Promotion giulio@hungrypromotion.it
Da giulio di donna <feedback@hungrypromotion.it> 

Società Filologica Friulana: Echi della memoria che ancora parla al presente

Due documentari etnografici che esplorano riti, comunità e identità del territorio, attraverso la forza della memoria condivisa: li presenta la Società Filologica Friulana, mercoledì 17 dicembre alle 18.00, a Palazzo Mantica (via Manin 18, Udine) a conclusione delle attività realizzate nell’ambito del progetto PRIMIS PLUS – Storie di multiculturalità: viaggio sensoriale attraverso il prisma delle minoranze, finanziato dal Programma Interreg VI-A Italia–Slovenija 2021–2027 e dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Echi della memoria
Un viaggio nelle tradizioni che ancora parlano al presente.

Prodotti da Marco D’Agostini e Marta Pascolini, i due documentati narrano la “La Passione del Venerdì Santo a Erto” e, in “Lis cidulis“, il lancio notturno delle cidulis da parte dei giovani di Cercivento nell’estate 2024.

Ne “La Passione del Venerdì Santo a Erto” la troupe segue le fasi di allestimento e costruzione dei set che, in un anfiteatro naturale, fanno da sfondo alla narrazione delle ultime ore di Gesù. Le testimonianze degli abitanti accompagnano il processo creativo, svelando il lavoro, le competenze e l’impegno necessari a dar vita a una messa in scena coinvolgente e realistica. Non mancano i momenti dedicati alle prove di recitazione e alla descrizione di un’organizzazione complessa che coinvolge l’intero paese.
l racconto prosegue con la documentazione della processione lungo le vie storiche di Erto: i soldati romani con lance, fiaccole, scudi ed elmi; Gesù con la croce; i due ladroni; numerosi popolani e quindici tamburi che avanzano tra due ali di folla. Nella parte finale si assiste al momento culminante del rito: la scena della crocifissione, ambientata nella zona più alta dell’anfiteatro naturale. La rappresentazione si conclude con l’illuminazione dei crocifissi da una luce rossa, accompagnata dal rullo profondo dei tamburi.

Lis cidulis” documenta la preparazione e il lancio notturno delle rotelle di legno infuocate da parte dei giovani di Cercivento nell’estate 2024. Ispirandosi al filmato di Olivia Pellis del 1973, è stato seguito il rito insieme ai ragazzi del paese, raccogliendo le loro testimonianze sulla tradizione e sulla vita comunitaria. Su un pianoro sopra l’abitato, viene acceso il grande fuoco per la preparazione delle rotelle. Il racconto culmina nel momento del rito, quando viene pronunciata la formula dedicata al primo lancio a San Giovanni. La cidule  viene colpita con una mazza e sfreccia nel cielo in un arco luminoso. Il secondo lancio è dedicato alle autorità religiose, il terzo ai giovani della compagnia; quelli successivi vengono offerti simbolicamente alle coppie del paese. Queste rotelle infuocate disegnano traiettorie simili a stelle cadenti, mentre i ragazzi si alternano nel rito chiamando a gran voce il nome delle giovani e augurando prosperità alle coppie.


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it
Da Federica Zar <zar@apscom.it>

OSM – “gioielli sinfonici” il nuovo appuntamento con l’orchestra sinfonica di Matera

L’Orchestra Sinfonica di Matera torna protagonista con un nuovo appuntamento della Quarta Stagione Concertistica Autunno–Inverno 2025 dell’istituzione musicale della città di Matera: Gioielli Sinfonici, in programma mercoledì 17 dicembre alle ore 20:30 all’Auditorium Raffaele Gervasio. Un concerto che propone un itinerario raffinato e coinvolgente nel repertorio sinfonico tra Otto e Novecento, affidato alla bacchetta di Pietro Mianiti e impreziosito dalla presenza del contrabbassista Ermanno Calzolari, solista di fama internazionale.

SIBELIUS, ROTA E BIZET PER “GIOIELLI SINFONICI”:
NUOVO APPUNTAMENTO CON L’ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA

Mercoledì 17 dicembre 2025, all’Auditorium “Raffaele Gervasio” di Matera, l’Orchestra Sinfonica di Matera presenta Gioielli Sinfonici, un concerto che attraversa il repertorio sinfonico europeo tra Otto e Novecento. Sul podio il direttore Pietro Mianiti; solista della serata il contrabbassista Ermanno Calzolari.
 Ingresso ore 20:00 – inizio ore 20:30.
Info e biglietti su orchestrasinfonicamatera.it

Il programma si apre con l’Andante festivo di Jean Sibelius, pagina di intensa spiritualità e solenne cantabilità, capace di evocare atmosfere nordiche sospese tra lirismo e contemplazione. Segue il Divertimento concertante per contrabbasso e orchestra di Nino Rota, rarità del repertorio novecentesco che mette in luce, con eleganza e ironia, le potenzialità virtuosistiche ed espressive del contrabbasso, strumento solista non convenzionale ma di grande fascino timbrico.

Protagonista di questa pagina è Ermanno Calzolari, interprete raffinato e musicista di straordinaria esperienza, che ha ricoperto per oltre vent’anni il ruolo di Primo Contrabbasso al Teatro San Carlo di Napoli e collaborato con alcune delle più prestigiose orchestre e solisti del panorama internazionale. Premiato nel 2022 con il riconoscimento alla carriera “Oltre l’orizzonte”, Calzolari affianca all’attività concertistica un intenso impegno didattico presso il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli.

La seconda parte del concerto è dedicata alla Sinfonia in Do maggiore di Georges Bizet, composizione giovanile di sorprendente freschezza e brillantezza, nella quale si riconoscono già la vitalità melodica e l’energia ritmica che renderanno celebre il compositore francese. Un capolavoro di equilibrio formale e slancio espressivo, che conclude la serata con un finale di travolgente vitalità.

Sul podio, Pietro Mianiti, direttore di solida esperienza internazionale, già alla guida di importanti istituzioni orchestrali e teatrali in Europa e nelle Americhe, e collaboratore di lunga data dell’Orchestra Sinfonica di Matera. La sua direzione unisce rigore interpretativo e sensibilità teatrale, qualità che rendono ogni esecuzione viva e comunicativa.

Nata nel 2022, la Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera rappresenta una delle realtà più dinamiche del panorama musicale italiano recente. Sostenuta dagli enti del territorio e riconosciuta dal Ministero della Cultura tra le nuove Istituzioni Concertistiche Orchestrali, l’orchestra si distingue per una programmazione attenta al grande repertorio sinfonico, con particolare attenzione alla musica del Novecento, e per la collaborazione con solisti e direttori di primo piano accanto a giovani talenti emergenti.

Gioielli Sinfonici si preannuncia dunque come una serata di grande musica, capace di coniugare rarità, capolavori e interpreti d’eccezione, confermando il ruolo dell’Orchestra Sinfonica di Matera come punto di riferimento culturale per la città e il territorio.
I concerti si svolgono all’Auditorium “Raffaele Gervasio”, con ingresso alle ore 20:00 e inizio alle ore 20:30.

Programma di sala:
Jean Sibelius            Andante festivo
Nino Rota                  Divertimento concertante per contrabbasso e orchestra
Allegro maestoso – alla marcia allegramente – Andante – Allegro marcato
Georges Bizet           Sinfonia in Do maggiore
Allegro vivo – Adagio – Scherzo: Minuetto – Finale: Allegro

Diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, si è perfezionato con Franco Petracchi presso la Scuola di Musica di Fiesole e l’Accademia “Walter Stauffer” di Cremona. Ha svolto un’intensa attività concertistica in ambito cameristico e solistico, collaborando con musicisti di fama internazionale. È stato Primo Contrabbasso di prestigiose istituzioni orchestrali, tra cui il Teatro San Carlo di Napoli, incarico ricoperto per oltre vent’anni. Attualmente è Primo Contrabbasso dell’Orchestra da Camera Italiana. Docente di Contrabbasso presso il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli, nel 2022 ha ricevuto il premio alla carriera “Oltre l’orizzonte”.

Nato a Parma, ha compiuto gli studi di viola, composizione e direzione d’orchestra. Ha ricoperto incarichi di rilievo in Italia e all’estero, collaborando con importanti teatri, orchestre e istituzioni musicali. È stato Direttore musicale dell’Associazione Prolirica del Perù e ha diretto numerose produzioni operistiche e sinfoniche. Ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano e partecipato a festival di rilievo internazionale. È docente presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano ed è regolarmente invitato a dirigere orchestre in Italia e all’estero.


Fondata nel 2022, la Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera è sostenuta dal Comune e dalla Provincia di Matera e dal Conservatorio “E.R. Duni”. È riconosciuta dal Ministero della Cultura tra le nuove Istituzioni Concertistiche Orchestrali. Sotto la direzione artistica di Saverio Vizziello, svolge un’intensa attività concertistica a Matera e sul territorio regionale, collaborando con solisti e direttori di rilievo internazionale e dedicando particolare attenzione al repertorio sinfonico del Novecento.


Sissi Ruggi
addetto stampa
dell’Orchestra Sinfonica di Matera – OSM
e-mail ufficiostampa@orchestrasinfonicamatera.it
Da Orchestra Sinfonica di Matera <ufficiostampa@orchestrasinfonicamatera.it>