Si rinnova il tradizionale appuntamento al Palazzo Vescovile di Portogruaro

Nel 2025 il Distretto Turistico Venezia Orientale rinnova il tradizionale appuntamento con le grandi mostre al Palazzo Vescovile di Portogruaro, presentando 13 dicembre 2025 – 12 aprile 2026 l’esposizione dal titolo “Artisti alle Biennali 1900-1960”.


ARTISTI ALLE BIENNALI 1900-1960
Dialoghi e silenzi nella pittura tra Ottocento e Novecento

13 dicembre 2025 – 12 aprile 2026
Portogruaro (VE), Palazzo Vescovile
Via del Seminario, 19

La Biennale di Venezia rappresenta, dal 1895, una delle più alte espressioni dell’arte internazionale, nata sull’esempio dei grandi Salons francesi dell’Ottocento. Grazie alle intuizioni di Nino Barbantini, direttore del Museo di Ca’ Pesaro, Venezia inaugura una stagione artistica di straordinaria rilevanza, diventando punto di riferimento e vetrina dell’innovazione a livello nazionale e internazionale.

La mostra, curata da Stefano Cecchetto, in collaborazione con il Comitato scientifico composto dal Presidente Giorgio Baldo, da Virginia Baradel, Stefano Demarco e Pierpaola Mayer, intende quindi ripercorrere i primi cinquant’anni della Biennale attraverso alcuni protagonisti che, con la loro opera, hanno contribuito a segnare un percorso di rinnovamento delle arti figurative. In questo arco di tempo si sviluppano i movimenti d’avanguardia, dal Fronte Nuovo delle Arti allo Spazialismo, fino alla memorabile edizione del 1948 che, dopo la pausa dovuta al secondo conflitto mondiale, segna la rinascita della manifestazione e resta tutt’oggi un capitolo imprescindibile della storia dell’arte.

Divisa in stanze tematiche, l’esposizione allestita al Palazzo Vescovile mette in evidenza affinità e differenze tra i diversi linguaggi pittorici che, tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, hanno aperto la strada a nuove discipline e restituito a Venezia e al Veneto il ruolo storico di crocevia internazionale dell’arte.
Il percorso, composto da circa un centinaio di opere, è diviso in tre sezioni: la prima dal titolo Emblemi dal Nuovo Vedutismo (Venezia e la Scuola di Burano 1900-1920), dopo l’eredità di Canaletto e Guardi, il paesaggio veneziano si rinnova tra Ottocento e Novecento con maestri come Ciardi, Tito, Nono, Milesi e Fragiacomo. L’intuizione di Nino Barbantini a Ca’ Pesaro apre poi la strada alla Scuola di Burano, con protagonisti come Rossi, Moggioli e Semeghini, portando Venezia verso una stagione di profonda innovazione artistica; la seconda Le Biennali dagli anni Venti agli anni Quaranta – La grande svolta, dentro un rinnovato linguaggio pittorico, gli artisti si confrontano con le grandi avanguardie internazionali. Grazie allo sguardo critico di Margherita Sarfatti nasce un gruppo di pittori e scultori che anticipano il loro tempo, aprendo la strada a un profondo rinnovamento culturale. Tra loro: Emma e Beppe Ciardi, Felice Casorati, Filippo de Pisis, Guido Cadorin, Zoran Music, Mario Sironi, Felice Carena; la terza All’insegna delle avanguardie, 1940-1950 Nel secondo dopoguerra, gli artisti esplorano nuove frontiere del linguaggio pittorico, tra astrattismo, informale e spazialismo, alla ricerca di una dimensione “altra” dell’arte. Nascono i primi movimenti d’avanguardia, dal Fronte Nuovo delle Arti allo Spazialismo, mentre la Biennale del 1948, dopo la pausa del conflitto mondiale, segna una tappa storica per l’arte italiana. Tra i protagonisti: Afro, Tancredi, Armando Pizzinato, Guidi, Emilio Vedova, Massimo Campigli, Giorgio de Chirico e Giuseppe Santomaso.


NOTIZIE UTILI

Orari
dal martedì al giovedì dalle ore 14:30 alle ore 18:30 venerdì dalle ore 14:30 alle ore 19:30
sabato, domenica e festivi dalle 10:00 alle 19:00 Natale, 1° gennaio chiuso
lunedì chiuso
Su prenotazione sono possibili aperture straordinarie anche al mattino, in altri orari e nella giornata di chiusura del lunedì

Biglietto d’ingresso
intero € 10,00 adulti
ridotto € 8,00 studenti universitari fino a 26 anni, over 65, cittadini residenti nel Comune di Portogruaro, soci FAI, clienti Italo presentando biglietto del treno per raggiungere Portogruaro
studenti e scolaresche € 5,00
omaggio minori fino a 5 anni, disabili + n.1 accompagnatore, minori con handicap L.104/92
Prevendita biglietti su VivaTicket

Visite guidate
Per gruppi e scolaresche su prenotazione tel. 0421 564136 | info@palazzovescovile.it

Info e prenotazioni Contatti
Distretto Turistico Venezia Orientale | dr.ssa Pierpaola Mayer tel. 342 8084363 direttore@veneziaorientaledistrettoturistico.it

Catalogo
Edizioni My Monkey

Comitato scientifico
Presidente: Giorgio Baldo Virginia Baradel
Stefano Cecchetto Stefano Demarco Pierpaola Mayer

Ufficio stampa
StudioBegnini | info@studiobegnini.it
Roberto Begnini con Federica Artusi e Carmen Vicinanza
Da Studio Begnini <info@studiobegnini.it> 

L’Orchestra Sinfonica di Matera presenta “Orienti – Matera 2019 incontra GO!2025”

L’ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA e FADIESIS ACCORDION FESTIVAL IN:
ORIENTI – MATERA 2019 INCONTRA GO!2025

L’Orchestra Sinfonica di Matera presenta Orienti – Matera 2019 incontra GO!2025, un concerto fuori programma della Stagione Concertistica 2025, realizzato in collaborazione con il Fadiesis Accordion Festival e proposto a ingresso libero alla città di Matera. L’iniziativa arricchisce ulteriormente l’offerta musicale dell’Orchestra, confermando la sua vocazione alla cooperazione artistica e culturale con realtà nazionali di prestigio.

L’evento, in programma venerdì 12 dicembre alle ore 20.00 presso il Santuario San Francesco da Paola, rappresenta il secondo appuntamento di un progetto che quest’anno ha preso avvio a Gorizia con la prima esecuzione assoluta dell’intero programma.

L’8 dicembre, infatti, nel prestigioso Salone d’onore Carlo X del Grand Hotel Entourage – già Palazzo Strassoldo – si è registrato il tutto esaurito per il concerto inaugurale, accolto con grande favore dal pubblico friulano. Sul palco, Gianni Fassetta alla fisarmonica insieme al Quintetto d’Archi friulani e lucani, formazione nata dalla collaborazione artistica tra l’Orchestra Sinfonica di Matera e l’Ensemble d’Archi Fadiesis. Il successo dell’esecuzione goriziana ha confermato il valore del progetto e introduce il pubblico materano all’ultimo appuntamento del Fadiesis Accordion Festival 2025.

Orienti rinnova un percorso ormai consolidato: il concerto sancisce un incontro culturale e musicale tra due “Orienti”. Da un lato l’oriente romano-mitteleuropeo-balcanico del Friuli Venezia Giulia; dall’altro l’oriente greco-romano-bizantino della Basilicata. Il dialogo tra queste identità musicali rappresenta un ponte simbolico tra territori e tradizioni, in una collaborazione iniziata nel 2012 con il gemellaggio tra Pordenone e Matera promosso dal Fadiesis Accordion Festival e oggi ampliata a Gorizia e Nova Gorica.

L’evento riunisce così tre poli culturali: Matera Capitale Europea della Cultura 2019, Nova Gorica–Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025 e Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027. Un intreccio che valorizza le potenzialità di cooperazione artistica a livello nazionale ed europeo.

Il programma della serata offre un percorso di brani originali composti per fisarmonica e archi, culminando nell’esecuzione del Divertimento mediterraneo op. 83 del Maestro Paolo Pessina, dedicato al Fadiesis Accordion Festival e presentato in prima assoluta proprio nell’edizione 2025.

Interpreti:
Gianni Fassetta, fisarmonica
Quintetto d’Archi friulani e lucani
L’Orchestra Sinfonica di Matera incontra l’Ensemble d’Archi Fadiesis
 
Informazioni:
L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
 
Per maggiori informazioni:
www.accordionfestival.fadiesis.org
 

Informazioni sulla Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera:

La Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera organizza e promuove le attività dell’Orchestra Sinfonica di Matera. Partecipata da Comune di MateraProvincia di Matera e Conservatorio Egidio Romualdo Duni di Matera che ne sostengono le attività.

A queste istituzioni si aggiungono: il Ministero della Cultura che ha ammesso l’Orchestra al percorso per il riconoscimento quale ICO Istituzione Concertistica Orchestrale e la sostiene attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus), e la Regione Basilicata, che la sostiene con fondi regionali.

La stagione concertistica autunno inverno 2025, con la direzione artistica del Maestro Saverio Vizziello, è stata realizzata in collaborazione con Festival Duni

Informazioni sul Fadiesis Accordion Festival:

Fondato e diretto dal Maestro Gianni Fassetta, il Fadiesis Accordion Festival è una delle rassegne italiane più significative dedicate alla fisarmonica, con sedi storiche a Pordenone e Matera. Il Festival si distingue per l’attenzione alla valorizzazione dello strumento in contesti colti e cameristici, promuovendo nuove composizioni, prime esecuzioni, collaborazioni interregionali e progetti di respiro europeo. Nel corso degli anni il festival ha consolidato un ponte culturale stabile tra Friuli Venezia Giulia e Basilicata, ampliato dal 2022 con la partecipazione di Gorizia e Nova Gorica. Orienti rappresenta uno dei progetti più emblematici di questa visione, in cui la fisarmonica diventa simbolo di dialogo tra tradizioni, linguaggi e territori.


Sissi Ruggi
addetto stampa
dell’Orchestra Sinfonica di Matera – OSM
e-mail ufficiostampa@orchestrasinfonicamatera.it
Da sissi ruggi <ufficiostampa@sissiruggi.com> 

A Modica 96 artisti e un’esposizione collettiva per un messaggio comune

Il 13 dicembre, dalle ore 19, l’Hemingway, realtà sociale e culturale del centro storico di Modica, allarga metaforicamente la sua saletta interna per fare spazio a “Stop the drops”, una mostra collettiva nata da un’idea di Andrea Iran, fotografo e curatore, realizzata in collaborazione con la ONG CISS | Cooperazione Internazionale Sud Sud.

A Modica la mostra “Stop the drops” una collettiva di 96 artisti con 96 opere in favore di Gaza.

Un progetto pensato non solo come esposizione artistica, ma come azione solidale concreta: l’intero ricavato sarà infatti destinato a sostenere una ONG siciliana che da quarant’anni opera in Palestina e continua oggi, in condizioni tutt’altro che facili, a restare accanto alla popolazione civile.

La mostra è resa possibile grazie al supporto di diverse realtà del territorio: Modicaltra, Bedda Ciao, Palestina Viva, Assemblea No Guerre e Collettivo Ocra, in collaborazione con Hemingway, che donerà parte del ricavato della serata alla CISS. La mostra apre il 13 dicembre e termina l’11 gennaio, verrà inoltre replicata anche in altre città, nel corso dei prossimi mesi, con lo stesso intento.

Un’esposizione collettiva per un messaggio comune

96 artisti hanno scelto di aderire al progetto, donando opere del proprio repertorio, alcune anche inedite e a tema, accettando un tetto massimo di vendita di 250 euro (anche nei casi in cui l’opera valga più di quella cifra), per rendere l’arte davvero accessibile e mettere al centro il valore dell’iniziativa.

La saletta dell’Hemingway, raccolta e intima, diventerà così un mosaico eterogeneo di linguaggi visivi: una pluralità di voci artistiche.
«Il messaggio è proprio questo – afferma Andrea Iran – unire le forze, essere insieme, trovare nell’insieme la potenza della presenza e dell’azione».

L’iniziativa nasce infatti con un obiettivo preciso: non perdere l’attenzione sulla Palestina, mantenersi vigili e dare forza a quel movimento di partecipazione che nei mesi scorsi ha portato migliaia di persone nelle piazze, con il proprio corpo, prendendo posizione di chiara distanza dal genocidio ancora in corso.

Il sostegno al CISS: l’arte come denuncia e responsabilità civile

“Tenere alta l’attenzione sulla questione palestinese e sulla popolazione civile, ancora oggi in una condizione drammatica e disumana, è fondamentale – riflettono i referenti della ONG CISS – l’arte non è solo evasione, è strumento di denuncia, e in questo caso diventa il modo più potente per continuare la nostra lotta e dare voce al popolo palestinese.”

Il CISS, fin dai primi giorni dell’escalation in corso, ha attivato una complessa risposta umanitaria attraverso la campagna X Gaza Posso!, che ha permesso di inviare aiuti e beni di prima necessità, collaborando con organismi come AOI e CGIL.

Le attività sostenute dalla raccolta fondi includono il primo soccorso psicologico e supporto continuativo ai minori sfollati; la distribuzione di kit psicosociali per attività ricreative e terapeutiche; le iniziative di sensibilizzazione sui rischi legati ai dispositivi bellici inesplosi; la distribuzione di pasti caldi, beni essenziali e sostegno alimentare; la messa in sicurezza del patrimonio culturale, compresi i manoscritti mamelucchi recuperati dalle macerie a Gaza City;

l’allestimento di Temporary Learning Spaces, le tende scolastiche che permettono ai bambini di continuare a studiare; le attività dei Clown Doctor negli ospedali da campo.

“Con X Gaza Posso! abbiamo fatto tanto – proseguono i referenti della ONG – ma non è mai abbastanza. Restiamo al fianco della popolazione ogni giorno, grazie anche al contributo di iniziative come questa mostra.”

L’ingresso alla mostra è libero, gratuito e aperto a chiunque voglia visitarla e sostenerla.

È possibile farsi già un’idea delle opere esposte, con i dettagli sugli autori e sulle autrici, nonché sui futuri aggiornamenti, sulla pagina dedicata: www.theernestconnection.com


Da Roberta Guarnera <robertagartwork@gmail.com>

Il Natale si accende al MAR: la poesia luminosa di Chagall protagonista delle feste

CHAGALL IN MOSAICO
Dal progetto all’opera
MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna
18 ottobre 2025 – 18 gennaio 2026

Al MAR di Ravenna il Natale ha i colori intensi e le visioni sospese di Marc Chagall. La mostra Chagall in mosaico. Dal progetto all’opera, aperta fino al 18 gennaio 2026, entra nel vivo delle festività offrendo ai visitatori un percorso ricco, emozionante e sorprendente, dedicato al rapporto fra il grande artista e la tecnica musiva. Un capitolo poco conosciuto, ma fondamentale, della sua lunga storia creativa.
L’esposizione è l’evento con cui si inaugura la IX Biennale di Mosaico Contemporaneo di Ravenna, che fino al 18 gennaio torna a Ravenna, mostre e installazioni diffusi in tutta la città. Un appuntamento unico nel suo genere, dedicato a un linguaggio artistico millenario, capace di rinnovarsi e dialogare con la contemporaneità. La Biennale è promossa, organizzata e sostenuta dal Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura e Mosaico e Turismo, grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna, di Marcegaglia e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Il ritorno alle origini: quando Chagall incontrò Ravenna

Tutto parte da un incontro: quello del 1954, quando Chagall arriva a Ravenna e rimane affascinato dal mistero e dalla luce dei mosaici bizantini. È l’inizio di un dialogo che durerà oltre trent’anni e che la mostra racconta con un taglio inedito e approfondito.

Ad aprire il percorso è Le Coq bleu, il primo mosaico realizzato per la città. Per la prima volta a Ravenna, il pubblico può vederlo nelle due versioni musive, affiancate al bozzetto originale: un confronto che permette di capire come l’immaginario dell’artista sia stato tradotto nella materia viva delle tessere dai mosaicisti ravennati.

La mostra accompagna il visitatore dentro il metodo creativo dell’artista, mostrando come bozzetti, gouaches e studi preparatori si trasformino in grandi mosaici monumentali. È un viaggio che attraversa il mondo e che testimonia la centralità di Ravenna nella storia del mosaico del Novecento.

Il percorso porta dalle opere francesi come Les Amoureux e Le Prophète Élie alla ricostruzione immersiva di Le Cour Chagall, fino ai grandi progetti internazionali: il Mur des Lamentations per la Knesset di Gerusalemme, Les Quatre Saisons a Chicago, l’Orphée per la National Gallery di Washington, Le Message d’Ulysse per l’Università di Nizza.

Accanto alle opere, emerge il ruolo cruciale dei mosaicisti ravennati – Romolo Papa, Antonio Rocchi e soprattutto Lino Melano, compagno di lavoro dell’artista per oltre vent’anni – veri interpreti del suo linguaggio poetico attraverso la materia.

Un capolavoro che torna alla luce: Le Grand Soleil

Fra i momenti più attesi della mostra c’è Le Grand Soleil, un grande mosaico privato donato da Chagall alla moglie Valentina e rimasto per decenni lontano dai riflettori. Restaurato per l’occasione, il lavoro arriva per la prima volta in Italia, offrendo una rara occasione per ammirare una delle opere più intime e simboliche dell’artista.

La mostra offre anche l’opportunità di presentare un catalogo d’eccezione, edito da Silvana Editoriale. Una pubblicazione completa sull’argomento, un volume riccamente illustrato, destinato a diventare un imprescindibile punto di riferimento scientifico e divulgativo per studiosi, appassionati e professionisti del settore.

IL PROGRAMMA DELLE FESTIVITÀ: ORARI E ATTIVITÀ

Per venire incontro al pubblico durante le feste, il MAR amplia gli orari di visita.
Aperture speciali
6 dicembre 20259.00 -22.00
8 dicembre 2025 – 10.00–19.00
26 dicembre 2025 – 10.00–19.00
1 gennaio 2026 – 10.00–19.00
6 gennaio 2026 – 10.00–19.00
5 gennaio 2026 – apertura straordinaria 9.00–18.00
Unica chiusura: 25 dicembre 2025
 
Orari ordinari: martedì–sabato 9.00–18.00; domenica e festivi 10.00–19.00; lunedì chiuso.
(La biglietteria chiude 30 minuti prima.)
 
Visite guidate e proposte per le famiglie
 
Ogni sabato e domenica alle 16.30 si tengono visite guidate pensate per approfondire l’intero percorso espositivo, dal primo mosaico alle grandi committenze internazionali.
 
Per i più piccoli (5–11 anni), il MAR propone visite animate con laboratorio, che trasformano la visita in un’esperienza creativa e partecipata: un modo coinvolgente per scoprire Chagall attraverso il gioco e il colore.
 
A partire dal 6 dicembre, i visitatori che compileranno il questionario di gradimento riceveranno in omaggio un catalogo d’arte.
 
Le altre proposte del MAR
Durante il periodo natalizio, il pubblico può inoltre visitare:
Spazio Neutro – Jonathan VanDyke
Nell’Eternità del provvisorio
, un progetto che reinterpreta l’idea di mosaico attraverso trame di tessuto dipinto, cucito e ricamato, in un ambiente che invita alla partecipazione diretta del visitatore.
 
(T)Essere – Lisa Martignoni
L’opera collocata nel quadriportico, realizzata nell’ambito dei progetti GAeM e GA/ER, frutto di una residenza d’artista che mette in dialogo tradizione musiva e linguaggi contemporanei.

MostraChagall in mosaico. Dal progetto all’opera
Sede: MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna
Enti organizzatori: Comune di Ravenna, MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna, Musée national Marc Chagall di Nizza
Periodo: 18 ottobre 2025 – 18 gennaio 2026
Curatori: Anne Dopffér, Gregory Couderc, Giorgia Salerno e Daniele Torcellini
Inaugurazione: 17 ottobre ore 18.00
 
Orari:  martedì – sabato  9.00 -18.00
domenica e festivi 10.00 – 19.00, chiuso lunedì
la biglietteria chiude mezz’ora prima
 
 
Mar – Ufficio relazioni esterne e promozione
Francesca Boschetti – Daniele Carnoli
tel 0544 482775 | 482487
ufficio.stampa@museocitta.ra.it
www.mar.ra.it 
 
Ufficio Stampa: Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
Tel +39 049 663499
Ref. Roberta Barbaro – roberta@studioesseci.net
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

Torino, Feat.House: “BadGirls”, la nuova mostra personale di Max Ferrigno

Feat.House ha inaugurato con grande partecipazione BadGirls, la nuova mostra personale di Max Ferrigno, non curata da Laura Milani. L’opening, che si è svolto negli spazi di via Giacosa 15 a Torino, ha visto un pubblico ampio e trasversale – professionisti del settore culturale, collezionisti, appassionati e membri della community di Feat. House – confermando l’interesse crescente verso la ricerca dell’artista.

MAX FERRIGNO
 
BadGirls
 
Una mostra non curata da Laura Milani
Feat.House
Via Giacosa, 15
10125 – Torino
28 novembre, 2025 – 3 febbraio, 2026

L’immaginario di Ferrigno, piemontese di origine e da anni residente a Palermo, torna a Torino con una serie di opere che mettono al centro assoluto la figura femminile. Le BadGirls sono donne tatuate, ribelli, autonome: figure che oltrepassano i confini del consentito per affermare la propria forza, la propria identità e il proprio diritto all’azione. Nei loro corpi segnati dal tatuaggio – simboli di libertà, resistenza e indipendenza – si concentrano narrazioni fatte di scelte, coraggio e trasformazione. Le tele esplodono in colori acidi, saturi, spesso discordanti, capaci di ipnotizzare e destabilizzare lo spettatore.

“Raccontare il percorso che porta alla realizzazione dei miei lavori è sempre motivo di confronto – dichiara Max Ferrigno – e quello intercorso nella serata di ieri è stato particolarmente stimolante, percepire il desiderio di conoscere ciò che è alla base della mia narrazione mi rende felice e mi permette di rendere ancora più limpido il mio messaggio”.

La mostra è non curata da Laura Milani, visionaria imprenditrice e manager culturale torinese. La sua scelta intende affermare che la cura non necessita di un titolo formale: è un gesto quotidiano di attenzione, responsabilità e vulnerabilità, un modo di stare nel mondo più che una funzione all’interno del sistema dell’arte.

Delle BadGirls, Milani afferma: “Le donne di Max Ferrigno hanno fatto riflettere il pubblico su come i momenti di svolta nella vita siano in realtà attimi in cui il coraggio si fa strada e riempie lo sguardo di una nuova luce. Un tema quantomai attuale che ricorda come gli ossimori coraggio – paura, forza – fragilità siano i veri nodi dell’esistenza di ognuno di noi e di come una scelta possa mutare il corso dell’esistenza”.

L’energia cinematografica di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez attraversa l’intero progetto espositivo: le eroine di Ferrigno sembrano emergere da un film pulp, sospese tra ironia e dramma, tra gioco e sfida. A questa dimensione si aggiunge, come matrice fondamentale, anche Nikita di Luc Besson, le cui atmosfere contribuiscono a definire il carattere determinato e al tempo stesso fragile delle protagoniste. Allo stesso tempo, le suggestioni sudamericane – maturate dall’artista in diversi viaggi – affiorano nel ciclo Sinibaldi, dove la rappresentazione sacra viene ribaltata in un sincretismo che richiama tanto la Santa Muerte quanto una nuova, combattiva reinterpretazione della donna botticelliana.

Con BadGirls, Ferrigno invita il pubblico a entrare in un universo dove fumetto, cinema e iconografie contemporanee convergono per restituire alle donne un ruolo di protagoniste assolute: forti, consapevoli, inarrestabili.

Significativa è stata anche la risposta del collezionismo torinese, da sempre colto e orientato alla ricerca, che ha accolto in modo straordinario una proposta artistica tanto intensa quanto impegnata.

Feat. House si conferma luogo di sperimentazione culturale e di incontro tra mondi diversi: un Social Business Club e la casa del Venture Building, dove creatività e impresa convivono per generare progetti nuovi e audaci. Feat. House opera in collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo, co-founding partner.


Informazioni mostra
Max Ferrigno – BadGirls
28 novembre 2025 – 3 febbraio 2026
Feat. House, Via Giacosa 15, Torino
Visita previo contatto a:
lauramilani.pers@gmail.com
info@dechiricogalleriadarte.it
Per informazioni e materiali stampa:
Raffaella De Chirico Arte Contemporanea e Art Advisoring
Via Monte di Pietà, 1A – 20121 – Milano
pressoffice.raffaelladechirico@gmail.com
info@dechiricogalleriadarte.it
Da Alessio Morganti <alessio.mrg@hotmail.it>

Alessandro D’Aquila e Matteo Mauro. Tra segno e silenzio. Alla Fondazione Zetti di Parma

Alessandro D’Aquila e Matteo Mauro. Tra segno e silenzio. Alla Fondazione Zetti di Parma.

Testo Critico di Flaminio Gualdoni

Il lavoro di Alessandro D’Aquila e di Matteo Mauro non presenta, in epidermide, punti di contatto. Assume una prospettiva fruttuosa se invece si fa riferimento al contesto di pensiero che genera entrambi: assumere un codice formale fortemente connotato, talmente consueto da aver perso in sé ogni possibilità significativa, e riabitarlo con interventi devianti, che schiudano invece forti possibilità di senso.

Nel caso di D’Aquila è una sorta di distillazione del puro vedere, del puro riconoscere tipico dell’oftalmoscopio, che qui viene abilitato a farsi luogo di frammenti poetici altri e alti, da Catullo a Emily Dickinson, per cui i suoi lightbox perdono le pur evidenti fattezze funzionali e si fanno irruzioni lievi ma potenti di un altro sentire, di una vista mentalmente acuminata.

Matteo Mauro lavora invece sulle strutture dinamiche del segno nel suo farsi forma decifrabile: è una soluzione, la sua, molto prossima al grado zero dell’immagine, che non solo pone in scacco l’aspettativa di riconoscimento dello spettatore ma si insinua svelando appena i suoi meccanismi sorgivi: i quali portano in se stessi, in realtà, il proprio destino tutto e chiedono a chi si faccia pubblico una consonanza tra concettuale e puramente emotiva.

Le opere di entrambi sono, in ogni caso, esperienze ben più complesse di quanto l’ovvietà del meccanismo messo in campo nell’enunciazione renda attive: qui è necessaria una partecipazione piena, consapevole, affilata da parte di chi si scelga il ruolo di colui che guarda.


Mostra bipersonale promossa dalla Galleria Monopoli
presso la Fondazione Italo Zetti di Parma, via Girolamo Cantelli 7.
 
Apertura dal 7 Dicembre al 7 Febbraio, ingresso gratuito.

Alessandro Maola
0687778605
info@alessandromaola.it
Da Alessandro Maola <alessandromaola@onclusivenews.com>

“Grand Tour” di Adriano Pompa omaggia la Giornata contro la violenza sulle donne

Battaglia aerea
Galleria Vik Milano presenta Grand Tour, la nuova mostra personale di Adriano Pompa, a cura di Alessandro Riva, dal 25 novembre 2025 al 15 gennaio 2026.

Il progetto si configura come un viaggio ideale ispirato al mito del Grand Tour, non come rievocazione storica ma come visione distopica e onirica, in cui l’artista – figlio d’arte, cresciuto nella bottega del padre Gaetano Pompa, pittore e scultore di straordinaria raffinatezza – si immerge nei panni di un viaggiatore del Settecento con lo sguardo, tuttavia, rivolto al presente. L’eredità del padre, maestro di un surrealismo colto e corporeo, vive come eco nel suo lavoro, ma viene trasfigurata in una ricerca autonoma e contemporanea, dove il viaggio diventa esperienza mentale e pittorica: un percorso in cui memoria, tempo e immaginazione si fondono in un linguaggio insieme narrativo e simbolico. Per Vittorio Sgarbi, la pittura di Pompa è “necessaria, inevitabile, un vizio e un premio insieme”, formata da “quadri che appaiono inquieti, come animati da una incertezza del destino”. Pompa appartiene infatti a quella schiera di artisti che vivono la pittura come una missione conoscitiva, un esercizio di visione capace di trasformare la memoria in materia, l’immaginazione in forma.

«Mi sono immaginato pittore settecentesco e contemporaneo al contempo», scrive Pompa, «ho voluto mantenere un fil rouge con un oro trasbordante, simbolo non di lusso o opulenza ma di operosità e umoralità, di luce riflessa e mutevole secondo il clima, l’umore e le atmosfere». Ne nasce una wunderkammer di invenzioni astratte e figurative, in un equilibrio poetico tra realtà e immaginazione, tra mito e sogno. Le opere dialogano con gli spazi eclettici di fine Ottocento della Galleria Vik Milano, con i loro stucchi e specchi, tessendo un legame sottile fra memoria e invenzione, storia e visione contemporanea.

«Nelle tele, nelle sculture e nelle tavole di Adriano Pompa», scrive il curatore della mostra Alessandro Riva, «convivono cavalieri, dame, draghi, pesci volanti, leoni, rinoceronti, serpenti, alberi dalle foglie d’oro, uova giganti, conchiglie, città murate: apparizioni sospese tra realtà e immaginazione, tra mito e sogno, come epifanie misteriose di un Grand Tour immaginario, echi di epoche lontane e di territori che, come le architetture, le abitudini, i costumi delle città invisibili narrate da Marco Polo all’imperatore Kublai Khan nel romanzo di Italo Calvino, esistono solo finché qualcuno continua a dipingerle o a raccontarle».

Elemento cardine dell’esposizione è l’oro, inteso non come emblema di lusso o fasto, ma come simbolo di operosità e vibrazione emotiva, di luce riflessa e cangiante, capace di adattarsi ai mutamenti atmosferici e interiori. In questa narrazione simbolica, l’oro diventa il filo conduttore che unisce epoche e sensibilità diverse, fondendo memoria storica e tensione moderna.

Come ha scritto Fabrizio Dentice, «Pompa è un pittore dell’immaginario, o per dir meglio dell’immaginazione. Una facoltà, questa, che guarda in su e in avanti, nella possibilità dell’impossibile. Ma il pittore si guarda anche dentro, dove prolificano oscure mitologie, parla lo spirito del padre illustre, Gaetano, che gli fu maestro amato, e passa un vento che viene dai boschi della materna Germania». Mondi interiori e simbolici emergono così come in un sogno lucido, popolati da creature mitiche e animali fantastici che sembrano usciti da un antico bestiario medievale, ma trasfigurati in chiave moderna e surreale, sospesi tra malinconia e meraviglia.

Grand Tour è così un viaggio poetico e visionario, ma anche un itinerario immaginario nei paesaggi italiani ed europei, reinventati dalla sensibilità di Pompa. Un percorso in cui la pittura si fa mappa interiore e diario di viaggio, dove l’oro, la luce e il segno si trasformano in un racconto di movimento, memoria e metamorfosi.

 Pubblicato il 24 Novembre 13:01


Sede: Galleria Vik Milano, Via Silvio Pellico 8, Milano
Periodo di apertura: 25 novembre 2025 al 15 gennaio 2026
Orari di visita: tutti i giorni, dalle 10.00 alle 19.00

UFFICIO STAMPA
Paola Martino
paolamartinoufficiostampa@gmail.com
+39 02 36595379
Viale Coni Zugna 7, Milano
Da Paola Martino ufficio stampa <paolamartinoufficiostampa@gmail.com>

ARTonWORLD presenta il nuovo numero “Numero 24” della sua rivista d’arte


SFOGLIA E LEGGI

ArtonWorld.com Magazine – Numero 24
L’arte come comunicazione universale: nasce un nuovo capitolo della nostra missione

ArtonWorld Magazine presenta con orgoglio il Numero 24, un’edizione che rinnova e rafforza la missione della rivista: valorizzare l’arte in tutte le sue forme, promuovere il dialogo tra culture e sostenere un ecosistema creativo sempre più aperto, inclusivo e internazionale. In un contesto in cui la comunicazione digitale evolve rapidamente, ArtonWorld continua a rappresentare un punto di riferimento per artisti, galleristi, istituzioni, fondazioni e appassionati. La nostra attività editoriale e multimediale si distingue per un approccio che coniuga ricerca, divulgazione e innovazione, offrendo ogni giorno contenuti che raggiungono un pubblico globale grazie a strategie di comunicazione mirate e sostenibili. Un ringraziamento ai nostri sostenitoriQuesto nuovo numero è anche l’occasione per esprimere la nostra profonda gratitudine a tutti coloro che rendono possibile il percorso di ArtonWorld. Un grazie speciale va:- ai donatori, che supportano la nostra crescita culturale ed editoriale;- agli abbonati, che credono nel nostro progetto e ne seguono con fedeltà ogni evoluzione;- ai galleristi e alle gallerie, che scelgono di accogliere ArtonWorld Magazine nelle proprie sale, condividendo il nostro impegno nel diffondere la conoscenza dell’arte contemporanea e delle sue molteplici espressioni;- alle fondazioni e alle istituzioni culturali, che collaborano con noi per costruire una narrazione dell’arte al tempo presente, rispettosa del passato e orientata al futuro. Un numero ricco di contenuti e nuove prospettiveIl n. 24 presenta approfondimenti, interviste, reportage internazionali e focus speciali dedicati alle tendenze artistiche emergenti. L’obiettivo è continuare a offrire una piattaforma autorevole che racconti l’arte non solo come espressione estetica, ma come strumento di pensiero, partecipazione e innovazione socialeArtonWorld: una comunità che cresceOgni pagina di questa edizione testimonia la forza della nostra rete e la vitalità del confronto creativo. ArtonWorld Magazine continua così a essere una voce indipendente, capace di promuovere l’arte in dialogo costante con la società, la tecnologia e l’economia culturale contemporanea. https://www.flipsnack.com/artonworld/artonworld-n24 


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Fellini Museum – Palazzo del Fulgor – Rimini “BLU STREGATO” personale di Mattia Barbalaco

Luoghi dell’Anima Film Festival in collaborazione conil Fellini Museum presenta
 
BLU STREGATO
 
la mostra personale di
Mattia Barbalaco

Testo critico di Massimo Pulini

la mostra resterà aperta fino al 6 gennaio 2026

Fellini Museum – Palazzo del Fulgor
Piazzetta San Martino | Rimini 47921

BLU STREGATO riunisce un’ampia selezione di opere di Mattia Barbalaco, fornendo una panoramica del lavoro del giovane artista che va dal periodo più recente ai dipinti delle sue prime mostre.

Il linguaggio di Barbalaco è intenso ed enigmatico, ricco di simboli capaci di trasformare situazioni apparentemente ordinarie in scenari occulti e inquietanti. L’uso delle luci e dei colori, con una predominanza delle tinte fredde, e del blu in particolare, amplifica l’atmosfera quasi stregata che avvolge le figure, immerse in un’imperscrutabile solitudine.

Le opere, ricche di suggestioni teatrali, sono in parte influenzate dalla precedente attività di burattinaio dell’artista. È inoltre presente un forte legame con la psicoanalisi e con il mondo dell’inconscio, che crea interferenze costanti nelle scene rappresentate, materializzandosi in elementi surreali, i quali interrompono il filo logico delle raffigurazioni.

Le tele sono caratterizzate da un ricercato ed originale equilibrio compositivo, unito ad una rappresentazione realistica e armoniosa dei soggetti, che si scontra con scelte stilistiche contemporanee come le inquadrature ravvicinate e i toni antinaturalistici.

Le opere di Barbalaco sono espressione di un’indagine individuale e universale al tempo stesso, che mira a scardinare i confini tra inconscio e mondo visibile, dando vita ad una dimensione onirica e profondamente poetica.

Mattia Barbalaco nasce a Vibo Valentia nel 1999. Nel 2018 si trasferisce a Roma, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti e consegue il diploma di Pittura. Nonostante la giovane età, Barbalaco vanta un’abilità tecnica e una capacità visionaria che ha già attirato l’attenzione di gallerie e collezionisti d’arte internazionali.


Ufficio stampa

Alessandra Lenzi
alessandralenzi.press@gmail.com
Da Alessandra lenzi <alessandralenzi.press@gmail.com>

Venezia, BLUE GALLERY: Simone Meneghello incontra Borges

MENEGHELLO INCONTRA BORGES
Personale di Simone Meneghello
a cura e testo critico di Alberto Dambruoso

09.12.25 > 11.01..2026 

Inaugurazione 09 dicembre 2025 h.18

Blue Gallery 
Sestiere Dorsoduro 3061, Venezia

Alla Blue Gallery gli eventi non si programmano: accadono. Nascono da conversazioni leggere ma dense, dall’andirivieni quotidiano, nella vivace zona di Dorsoduro a Venezia, dall’ascolto fertile che maturano i progetti come semi. È in questo terreno, vivo e non artificiale, che Simone Meneghello incontra Borges. Non una citazione, non un omaggio illustrativo, ma uno scambio: un attraversamento.
Un incontro che avviene fisicamente nello spazio della galleria e poeticamente  nell’opera, come se la letteratura si fosse fermata qui, pronta a trasformarsi in materia, oggetto, corpo. Meneghello lavora da anni sul limite. Sul confine tra parola e silenzio, tra senso e opacità. Le sue opere non comunicano un contenuto: custodiscono una presenza. Sono libri riscritti, sovrapposti, saturati fino a diventare superfici compatte, nere, inaggirabili. Sono scatole che contengono nulla pur contenendo tutto, boccette che archiviano poesie frante come messaggi lanciati al mare; sono enciclopedie che hanno perso la possibilità della lettura ma hanno guadagnato densità, peso, esistenza.

 Il critico Dambruoso osserva che «le parole, frantumate o sovrascritte, perdono la loro funzione originaria mostrandosi solo per la loro nuda e scarna presenza». È Meneghello stesso a definire questa pratica come Presenza dell’assenza, e ancora:”Quando il linguaggio si compatta nelle mie opere, quando le lettere si sovrappongono e si perdono nella densità tipografica, accade qualcosa che va oltre la scrittura: il linguaggio mostra se stesso nel momento in cui non può più dire. Le opere sono il varco, la soglia dove la parola smette di essere discorso e diventa presenza».

Dopo Pasolini e Pavese, ora il dialogo si apre con Borges. Il confronto con l’opera letteraria del grande scrittore e poeta argentino, nasce soprattutto intorno al concetto di simultaneità. E’ ancora Meneghello a definire questo punto affermando che: “Nelle mie opere il testo si sottrae alla sequenza lineare e viene restituito come densità simultanea” (In alcune opere la sovrapposizione si sviluppa anche in un solo punto. Un intero testo è presente, stratificato, sovrapposto in un unico punto, come ad esempio nell’opera dal titolo “L’Aleph”). 

Meneghello ha impostato la sua ricerca su questi concetti, declinandola però su un piano visivo: i suoi libri non si leggono ma contengono tutto. Attraversandole non si entra nel significato ma in quello spazio in cui significato e materia coincidono. 

La mostra si compone di due nuclei espositivi, due forme di passaggio:

I. Le opere a parete

Cinque lavori murali — Cosmogonia, Finzioni, L’Aleph, Trittico L’altro, La biblioteca di Babele, Funes, Il giardino dai sentieri che si biforcano.Oggetti che non trasmettono significato, ma lo trattengono.

Sono opere-soglia: blocchi compattati di testo, superfici che non si lasciano leggere ma custodiscono la totalità dei libri da cui provengono. Ogni opera è un frammento di un tutto simultaneo, un punto di densità che nega la sequenza e invita a sostare nel limite del linguaggio. Non tutte le opere sono sovrascritte, alcune sono compattate, destrutturate o velate; tutte, in ogni caso, non possono essere decodificate. 

II. Labirinto di Borges — Sentiero della conoscenza

Il secondo nucleo comprende l’installazione “Labirinto di Borges – Sentiero della conoscenza”; quindici volumi enciclopedici, privi di copertine e monocromi, formano un sentiero che parte dalla parete, attraversa il pavimento e supera la soglia della galleria per continuare idealmente e materialmente sulla strada (oltre il vetro/velo della vetrina). È un gesto che porta l’enciclopedia – simbolo del sapere ordinato e totale – oltre il proprio linguaggio: un attraversamento, un oltrepassamento del limite. «Il vuoto compreso tra un volume e l’altro è un vuoto che è tutto: lo spazio stesso della simultaneità, dove presenza e assenza coincidono», scrive Dambruoso.

Anche nella sua struttura, il sentiero si offre come figura paradossale: sembra un sentiero che conduce, ma pur conducendo, non porta da nessuna parte. Non vi è inizio né fine, né sopra né sotto, né dentro né fuori, né pieno né vuoto: tutto è contemporaneamente presente.

Un percorso che conduce e non conduce: la meta non è l’arrivo, ma il cammino.

Non c’è inizio né fine. Non c’è dualità che resista. Il percorso è luogo di tempo indiviso.

Dambruoso riconosce nella ricerca di Meneghello «una tappa ulteriore verso la dimostrazione della verità dell’opera», in cui l’opera esiste al di là del significato.
Non per dire: per essere. L’artista stesso ribadisce:“L’arte, per come la vivo io, e il mio lavoro non sono mai comunicazione. Attraversare la soglia significa accettare che ogni senso sia già ecceduto, che il linguaggio – nel momento in cui si arresta – riveli la sua appartenenza all’Uno”.

MENEGHELLO INCONTRA BORGES non è una mostra che si guarda. È una mostra che si attraversa.

Simone Meneghello nasce a Milano il 3 Settembre 1973.
Frequenta il liceo artistico I di Brera e si dedica allo studio della scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.
Fin dagli anni novanta le sue opere trovano espressione attraverso varie forme dell’arte visiva alle quali, da sempre, affianca la composizione e la produzione musicale. Vive e lavora a Padova 

WEBSITE www.simonemeneghello 
INSTAGRAM @simonemeneghelloart


BLUE GALLERY

Minuscola e orgogliosamente indipendente è situata tra Campo Santa Margherita e il Ponte dei Pugni a Venezia, si impegna a promuovere artisti basandosi esclusivamente sull’apprezzamento artistico e sul rispetto personale, respingendo le pratiche espositive convenzionali. Il direttore Silvio Pasqualini, Maestro d’arte e pittore, intende creare un cenacolo artistico ideale e reale, dove gli artisti possano esprimersi liberamente. Il  blu avio, colore distintivo di questo spazio, ispira sensazioni di benessere e creatività, come trovarsi tra cielo e mare

INSTAGRAM @bluegalleryvenice 


ORARI DI VISITA

Orari apertura mostra: 10-13 / 15 – 19
Per appuntamento: 347 70 30 568
Blue Gallery, Rio terà Canal –  S. Margherita, Dorsoduro 3061, Venezia

Contatti Stampa
CRISTINA GATTI PRESS & PR
press@cristinagatti.it
Da Cristina Gatti – Press & P.R. – Venezia <press@cristinagatti.it>