Ingressi record per “Gesti Scolpiti” di Jago al Parco Archeologico di Taormina

RECORD STORICO DI INGRESSI PER LA MOSTRA
 
“GESTI SCOLPITI”
di JAGO
 
Parco Archeologico di Taormina

Fino al 3 maggio 2026
Teatro Antico di Taormina – Parco Archeologico di Naxos Taormina

Riscuote un successo senza precedenti l’apertura della grande mostra “Gesti Scolpiti” dello scultore Jago, inaugurata il 3 settembre 2025 all’interno dello scenario unico del Teatro Antico di Taormina. L’interesse, la curiosità e l’apprezzamento del pubblico si sono tradotti in numeri da record: nella sola giornata di domenica 07 settembre si sono registrati 5.700 ingressi; nello stesso mese del 2024 la media degli ingressi giornalieri si attestava tra i 3.500 e i 4.500. Un risultato che rappresenta un primato storico per il Parco Archeologico di Taormina e che non ha intenzione di arrestarsi. Una testimonianza della straordinaria capacità dell’arte contemporanea di dialogare con il patrimonio millenario del territorio.

La mostra, che coniuga la potenza evocativa delle sculture di Jago con la suggestione del contesto archeologico, si conferma già nelle sue prime giornate come uno degli eventi culturali più rilevanti dell’anno in Sicilia e nel panorama nazionale.

In merito a questo straordinario risultato, l’architetto Orazio Micali, Direttore del Parco Archeologico di Naxos Taormina, ha dichiarato: “Il nostro tempo, compresso tra estremi che disorientano e sottraggono equilibrio all’esistere, trova nell’arte rifugio e consolazione. L’anima di ciascuno, senza differenza alcuna, vive vibrazioni ed emozioni senza barriere e ideologie, ricercando nell’opera d’arte ciò che unisce anziché dividere. Le presenze, numerose come non mai, sono testimonianza silenziosa ma determinata del valore primario e irrinunciabile della cultura come motore universale perché destinata all’eternità

Un segnale forte e promettente per il futuro del Parco Archeologico, che si afferma sempre più come centro propulsore di cultura e attrattività turistica, capace di offrire esperienze uniche che uniscono arte, storia e bellezza. Iniziative simili, in cui l’arte contemporanea s’inserisce con rispetto e forza espressiva in contesti archeologici unici, sono state realizzate in altri importanti siti italiani, contribuendo a valorizzare il patrimonio attraverso linguaggi attuali. Tuttavia, per la Sicilia si tratta di un risultato senza precedenti: i numeri registrati a Taormina non trovano paragoni in altre iniziative simili sull’isola e segnano una svolta storica per il modo in cui l’arte può dialogare con il passato, intercettando pubblici ampi e trasversali.

Nel contesto emblematico di Taormina, crocevia di civiltà̀ e teatro di memorie antiche, vengono messe in dialogo quattro opere di Jago: Impronta Animale (2012), Memoria (2015), Prigione (2016) e David (2024, bronzo). Qui, le suggestive sculture si inseriscono come gesti scolpiti nel tempo, testimoni di una continua necessità espressiva che attraversa epoche e linguaggi. 

Le prime tre sculture, scolpite in marmo statuario, ruotano attorno al tema della mano: simbolo di contatto, creazione, affermazione personale. È attraverso la mano che l’essere umano lascia un segno, affonda nella materia, costruisce memoria. Non solo strumento, ma autoritratto: presenza viva che attraversa il tempo.

In Impronta Animale, la mano si fa reperto: un segno primordiale che richiama le pitture rupestri, rievocando un contatto ancestrale con la terra e con la nostra storia profonda. Memoria, presenta un’impronta di mano scavata nella pietra. L’opera riflette sulla memoria e sull’eredità, rendendo tangibile la traccia della presenza umana come simbolo di permanenza e ricordo.

In Prigione, l’immagine scolpita, avvolta nelle pieghe del marmo, sembra voler emergere da una prigione di pietra. I contorni della figura umana sono appena delineati, mentre le membra si estendono con un forte senso di tensione. Il gesto è tutto: urgenza di esistenza, simbolo della lotta per liberarsi da ciò che costringe.


INFO UTILI:
TITOLO: “GESTI SCOLPITI”
QUANDO: Fino al 3 maggio 2026
DOVE: Teatro Antico di Taormina – Parco Archeologico di Naxos Taormina
ORARI: dal lunedì alla domenica, orari variabili e visionabili
al link: https://aditusculture.com/esperienze/taormina/musei-parchi-archeologici/teatro-antico-di-taormina
BIGLIETTI: intero 16 € – ridotto 9€ (per specifiche su riduzioni e gratuità): https://aditusculture.com/esperienze/taormina/musei-parchi-archeologici/teatro-antico-di-taormina
 
CONTATTI UFFICIO STAMPA JAGO:
Marilena D’Asdiamarilena.dasdia@mncomm.it
Viviana Pepeviviana.pepe@mncomm.it
Giulia Tucci –  giulia.tucci@mncomm.it
 
UFFICIO STAMPA MOSTRA
CULTURALIA DI NORMA WALTMANN
Tel +39 051 6569105
info@culturaliart.com
www.culturaliart.com
Da CULTURALIA <info@culturaliart.com> 

Roma, Show room mirror: Francesco Campese “Geometrie dell’altrove”

Francesco Campese
Geometrie dell’altrove


17 ottobre 2025- 7 gennaio 2026

Show room mirror. via Famagosta 33, Roma
Opening 16 Ottobre ore 18:00

Nel dialogo tra arte e architettura, tra immaginazione e materia, si apre la nuova personale di Francesco Campese, artista campano che da anni indaga la dimensione metafisica dello spazio e della forma. Ospitata negli ambienti dello Studio mirror. in occasione di Art Week Roma e a cura di Matteo Chincarini, la mostra si inserisce in un contesto in cui il progetto architettonico e il pensiero artistico si rispecchiano, si contaminano, si amplificano.

Le opere di Campese dischiudono paesaggi sospesi, in bilico tra sogno e memoria, in cui il vuoto si fa presenza, e l’assenza dell’uomo diventa un invito a varcare soglie interiori. Le sue architetture oniriche, silenziose e irreali, sembrano provenire da un tempo altro, remoto e futuro insieme, e si innestano in scenari che richiamano tanto i fondali teatrali quanto le rovine di civiltà dimenticate.

In questi universi pittorici, la forma si fa sospensione: non poggia, galleggia. Il colore è scomposto in velature leggere, che restituiscono una luminosità nebbiosa, quasi divina, creando atmosfere cariche di attesa e mistero. La luce non è mero effetto ottico, ma sostanza drammaturgica: incide, svela, anima. Così, il paesaggio circostante non è sfondo ma corpo vivo, testimone silente di un racconto interrotto.

La pittura di Campese, profondamente consapevole delle lezioni dei Maestri del passato, si inoltra oltre la rappresentazione del reale per indagare forme archetipiche: monoliti, portali, strutture ciclopiche che evocano luoghi sacri, soglie di passaggio verso dimensioni più intime, più alte. Una ricerca del “divino”, come l’artista stesso afferma, che prende forma attraverso costruzioni senza tempo, mai concluse, che esistono al confine tra terra e cielo, tra idea e materia.

All’interno dello spazio mirror. queste opere non trovano solo una cornice, ma un contraltare concettuale. Le superfici razionali, la pulizia formale e la sensibilità progettuale dello studio permettono al lavoro di Campese di instaurare una relazione profonda con l’architettura, evidenziando la tensione comune tra struttura e visione, tra progetto e sogno.

Il vuoto architettonico dello studio accoglie il vuoto immaginato delle sue tele, generando uno scambio percettivo e sensoriale tra realtà costruita e realtà dipinta.

Geometrie dell’altrove” è dunque un invito a rallentare lo sguardo, a lasciarsi attrarre da queste geometrie dell’altrove, da questi mondi silenziosi che, pur nella loro immobilità apparente, parlano di movimento interiore.

È una mostra che riflette sul nostro modo di abitare lo spazio, e su come l’arte possa essere non solo rappresentazione ma visione progettuale del possibile. Una pittura che non si accontenta di essere guardata: chiede di essere attraversata. Come un edificio immaginario. Come un sogno che prende forma.


FRANCESCO CAMPESE “Geometrie dell’altrove”
Show room mirror. Via Famagosta 33, Roma hello@mirror.onl info@chincarinieventi.it
+39 (0) 651 382 96
Ingresso gratuito tutti i giorni dalle 10.30 alle 19.00 Inaugurazione giovedì 16 ottobre alle ore 18.00
Da Simona Pandolfi <pandolfisimona.sp@gmail.com>

Trieste: Teatri del suono®/ Aperture: Suoni. Voci. Visioni. Idee. Il festival in città.

Teatri del suono®/ Aperture. Festival di musica e culture contemporanee
Suoni. Voci. Visioni. Idee. Il festival in città. Trieste 17 – 26 ottobre 2025
Un progetto di cantierezero / music. art. knowledge. collettivo per la nuova musica – Trieste

Prosegue a Trieste dal 17 al 26 ottobre, con l’evento “Il festival in città”, la sesta edizione di “Teatri del Suono” festivaltransdisciplinare che esplora le molteplici relazioni della musica – colta, d’arte e di ricerca, in tutte le forme ibridate ed eclettiche della contemporaneità – con le arti e il pensiero, attraverso proposte originali, di alto profilo artistico, dal format innovativo e inclusivo, aperte al dialogo generazionale.
Nato dal lavoro di collettivo cantierezero in collaborazione con istituzioni e realtà culturali del territorio e internazionali, Teatri del suono è un luogo dove rappresentare la conoscenza, testimoniando la profonda influenza tra gli spazi della perfomance artistica e quelli del sapere. Un palcoscenico in cui mettere in scena la meravigliosa varietà delle arti e del pensiero umano, in cui la musica è al centro di un percorso alternativo e curioso, che si apre per sua natura al dialogo transdisciplinare, proponendosi come luogo anchefisico di scambio e condivisione.

Con una programmazione intensa e fuori dagli schemi, fatta di rare esperienze di ascolto ed eventi sinestetici fuori da ogni consuetudine, tra concerti, performance, installazioni, visioni, talk, workshop, momenti di dialogo e approfondimento per il pubblico, la nuova edizione – Aperture – è concepita come una mappa risonante e pensante che attraversa i labili confini tra spazio, tempo, discipline e culture, iniziando nuove vie, collaborando, accogliendo, sperimentando, affrontando in modo originale e coinvolgente temi e interrogativi del nostro presente. Uno spazio di ascolto e riflessione, per aprire la mente e il cuore, fare parte di una comunità che si confronta con il presente, ripensandolo.

“Lo spazio e il suo rapporto con il suono sono il cuore pulsante della nuova edizione del festival. La scelta di coinvolgere luoghi simbolici della città, non destinati abitualmente alla pratica musicale, ma di grande suggestione e in risonanza con le atmosfere e i contenuti proposti” – spiega la curatrice del Festival, Stefania Amisano – “riflette l’idea di apertura alla base di tutta la programmazione: aprire spazi alla musica e alle idee che da essa scaturiscono, aprirsi a nuove collaborazioni, ampliare la partecipazione del pubblico, ispirandolo, attraverso un’alchimia di reciproca valorizzazione tra contenuti artistici, idee e patrimonio urbano, pensando la città come un laboratorio di ascolto diffuso. Un cartellone con artisti di grande rilievo e un’apertura internazionale, coinvolgente e curioso, che attraversa dieci giorni e vari luoghi simbolici – librerie, basiliche, auditorium, gallerie – proponendo al pubblico un viaggio sinestetico ed eclettico, alla scoperta di nuove, in-audite esperienze di partecipazione e ascolto”

Come di consueto, i contenuti performativi sono accompagnati da una cornice di incontri informali con il pubblico – SALON –  spazio  dedicato alla riflessione e all’approfondimento delle tematiche trattate a partire dai contenuti musicali e artistici, con la partecipazione degli artisti e degli ospiti del festival. I talk – curati da collettivo cantierezero in collaborazione con il filosofo Giovanni Leghissa (Università di Torino) e la rivista online di filosofia contemporanea Philosophy Kitchen – vedonoquest’anno la partecipazionedi Alessio Bortot, architettoprofessore di Disegno all’Università di Trieste, con interventi dedicati al rapporto tra spazio, suono, rappresentazione e percezione.

Per la sezione VISIONI, accanto agli eventi musicali e performativi, è possibile scoprire le incursioni visive dedicate alla fantascienza a cura di Trieste Science + Fiction Festival durante gli eventi in programma domenica 19 (Casa della Musica) e domenica 26 ottobre (Galleria Planetario).

Il festival dedica una serie di eventi a Luciano Berio, nel centenario della nascita, e ad Anthony Braxton (Trio ASK): due musicisti trans idiomatici, che in forme e culture diverse, si sono coraggiosamente aperti alla contaminazione e all’interazione tra pratiche e discipline differenti.

Il programma di “Teatri del Suono / Aperture”- Il festival in città.

Venerdì 17 ottobre, alle ore 18.30, alla Libreria Antiquaria Umberto Saba (via S. Nicolò 30b) apertura dell’allestimento installativo di A-ronne diLuciano Berio, realizzato dell’artista visiva Annalisa Metus e a cura di collettivo cantierezero, in collaborazione con Libreria Saba, Dipartimento di Musica e Nuove Tecnologie Conservatorio Tartini Trieste, che resterà visitabile fino al 25 ottobre (in orario di apertura della libreria).

Sabato 18 ottobrealle 20.30 nella suggestiva cornice della Basilica di San Silvestro (piazza San Silvestro 1) il festival propone il primo degli appuntamenti musicali con il concerto di Cantando Admont, attualmente uno dei più importanti ensemble vocali della scena contemporanea internazionale, con un affascinante programma, aperto alla continuità tra passato e presente – tema caro al festival –  che include opere di Orlando Lasso, Younghi Pagh-Paan, Klaus Lang, Tomás Luis de Victoria, Roman Haubenstock-Ramati e una prima esecuzione italiana di Annette Schmucki. Con il sostegno del Forum austriaco di cultura – Milano.
Cantando Admont è anche impegnato – dal 15 al 17 ottobre – in un workshop per gli studenti del Conservatorio Tartini, realizzato in collaborazione con il festival.

Domenica 19 ottobre all’Auditorium della Casa della Musica (via dei Capitelli 3) il festival propone una giornata dedicata alla musica e alle arti elettroniche, inaugurando il progetto Archeologia del contemporaneo, un nuovo percorso dedicato alla musica elettronica, al repertorio elettroacustico e sua prassi interpretativa, curato da cantierezero in collaborazione con il Dipartimento di Musica e Nuove Tecnologie / Conservatorio Tartini – Trieste e la casa editrice/discografica Die Schachtel, da vent’anni specializzata nella musica d’avanguardia ed elettronica, sound art, musica di ricerca ed altre forme di composizione sperimentale e impegnata nel mantenere viva l’esperienza sensoriale e materiale della musica, in opposizione all’immaterialità del consumo veloce e superficiale.
Dalle 11.00 alle 13.00 dopo le incursioni visive a cura di Trieste Science + Fiction Festival (VISIONI), è possibile incontrare Bruno Stucchi – Art director e Designer di Die Schachtel – chepropone una conversazione-ascolto dedicata alla storia della musica elettronica, tra opere colte e sperimentali. L’incontro è anche l’occasione per la presentazione l’ultima uscita del catalogo di Die Schachtel, Satyricon79un inedito di Demetrio Stratos del 1979 per lo spettacolo omonimo al Teatro dell’Elfo di Milano, con la regia di Gabriele Salvatores.
Dalle 16.00 alle 18.30, sempre alla Casa della Musica, Andrej Kobal – performer, sound designer, sviluppatore di strumenti digitali per la pratica musicale – conduce un laboratorio esperienziale didattico per ragazzi a partire dai 12 anni, dedicato all’uso creativo delle nuove tecnologie applicate alla musica che tra gioco e scoperta conduce i partecipanti a un uso diverso e più consapevole della tecnologia che quotidianamente ci circonda.

La partecipazione a tutti gli eventi del 19 ottobre è gratuita, non richiede competenze specifiche ed è aperta a chiunque sia interessato a scoprire o approfondire le tematiche presentate. Per partecipare al Laboratorio didattico è necessario iscriversi presso Casa della Musica/Scuola 55 o inviando una mail a info@tetridelsuonofestival.eu

Giovedì 23 ottobre, alle 20.30 il festival ritorna nella splendida cornice della Basilica di San Silvestro, con un evento speciale che vede il Trio di Parma confrontarsi con un’opera di grande complessità e una figura iconica dell’avanguardia del secondo Novecento – il Trio di Morton Feldman –  riletta attraverso la rigorosa arte interpretativa e la profondità che caratterizzano le performance di questo straordinario ensemble cameristico. Un’esperienza unica e imperdibile.
Posti limitati, è consigliata la prenotazione (info@teatridelsuonofestival.eu)
 
Tra ascolti acusmatici e nuova musica da camera, prime assolute e nazionali, nuove modalità performative,elettronica e strumenti classici, il festival si trasferisce nella Sala Luttazzi del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste con due appuntamenti per il fine settimana.
Venerdì 24 ottobre, alle ore 20.30 collettivo cantierezero (Stefania Amisano e Claudio Cristani – pianoforte; Tiziana Bertonicini – violino; Clémence Martel – voce; Zinajda Kodrič – flauti; Alessandro Ratoci – elettronica) e Megafauna – formato da Wietse Voermans (saxofono baritono), Alessio Bruno (contrabbasso) e Marko Jugovic (percussioni) – danno vita a un programma che apre la tradizionale forma classica del concerto trasformandola in un organismo vivente e risonante. Tra opere colte e sperimentali dell’avanguardia del secondo Novecento, partiture grafiche, musica intuitiva, improvvisazioni e contaminazioni tra musica colta e jazz contemporaneo, il programma – con opere di Luciano Berio, Mauro Lanza, Tom Johnson, Wolfgang Rihm, Haubenstock-Ramati, Karlheinz Stockhausen – sperimenta nuove possibilità di fruizione e ascolto, attraverso la compenetrazione tra generi e pratiche differenti della musica d’arte. Con un omaggio a Luciano Berio, nel centenario della nascita,alla sua visione della musica e al ruolo della parola come elemento ritmico e sonoro che apre ed estende gli spazi della percezione.
 
Sabato 25 ottobre la Sala Luttazzi ospita due imperdibili appuntamenti dedicati alla musica del nostro tempo, pensati come due parti di un’unica esperienza sonora e sensoriale.
La serata si apre alle 20.30 con il concerto di Ensemble for New Music Tallin, una delle formazioni più importanti nella scena musicale internazionale, specializzata nel repertorio contemporaneo, che propone un incontro con le voci più nuove del nostro presente con prime esecuzioni italiane, tra microtonalità, elettronica, sperimentazione e nuove pratiche performative. In programma opere di Jeffrey Arlo Brown, Justé Janulytė, Pascal Criton,Arash Yazdani,Tatjana Kozlova-Johannes.
Alle 22.00il Trio ASK – Giampaolo Antongirolami e Michele Selva, saxofoni, Giorgio Klauer, elettronica, composizione – presenta un programma che gioca sul concetto di apertura, creando un’avventura sonora passando per nuove scritture e partiture “aperte” – dagli stupendi fogli-voliera di Sylvano Bussotti all’estemporaneo tecnologico e al gesto sonoro scaturito dal materiale elettroacusitico di Giorgio Klauer a Dmitri Kourliandski – in un programma che omaggia Anthony Braxton (grande compositore e polistrumentista di cui quest’anno ricorrono gli 80 anni), passando per nuove scritture e partiture “aperte” che trasformano l’esecuzione in gesto creativo.
Gli eventi nella Sala Luttazzi del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste sono inseriti nella rassegna “Una Luce sempre accesa”, promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle politiche della cultura e del turismo.

“Il festival in città”si conclude domenica 26 ottobre alla Galleria Planetario (via Fabio Filzi 4 – primo piano), a partire dalle 17.00, con un’immersione multimediale tra suoni, visioni e arti visive, dedicata alla performance Space Is Only Noise un progetto multimediale tra strumenti acustici, elettronica e visuals in un’esperienza che cancella i confini tra tempo, spazio e percezione. Il lavoro vede protagonisti il fisarmonicista Carlo Sampaolesi, quattro importanti giovani compositori italiani – Maurizio Azzan, Giulia Lorusso, Carlo Elia Praderio e Tommaso Settimi – e l’artista visivo Matteo Castiglioni.
Un evento in collaborazione con Galleria Planetario-Trieste, Science + Fiction Festival / La Cappella Underground, Dipartimento di Musica e Nuove Tecnologie Conservatorio Tartini – Trieste. 
Posti limitati, è consigliata la prenotazione (info@teatridelsuonofestival.eu)
 
Durante le giornate del festival, in collaborazione con Casa della musica – Scuola 55, saranno fruibili contributi e contenuti multimediali dedicati all’opera di Luciano Berio e al suo impegno straordinario come appassionato divulgatore (ingresso libero negli orari di apertura di Casa della Musica e durante gli eventi del festival).
 
Oltre all’allestimento installativo di A_ronne di Luciano Berio alla LIbreria Saba, viene riproposta l’installazione sonora Quartet di collettivo cantierezero: opera site specific per gli spazi naturali di Contovello, ora collocata nelle architetture romaniche della Basilica di S. Silvestro restituendo una diversa percezione dello spazio sonoro.

Il festival, a ingresso gratuito, è reso possibile dal contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, delle Fondazioni K.F. Casali / Le Fondazioni Casali, con il sostegno della ZKB Trieste e Gorizia, del Forum austriaco di cultura-Milano e la collaborazione del Comune di Trieste, del Conservatorio Tartini e di numerosi partner culturali.

Programma dettagliato e informazioniwww.teatridelsuonofestival.eu

INFORMAZIONI
Festival Teatri del suono
https://www.teatridelsuonofestival.eu 
info@teatridelsuonofestival.eu
 
CONTATTI
Associazione cantierezero / music. art. knowledge – Trieste (I)
www.cantierezero.org/
info@cantierezero.org
Stefania Amisano /
direzione artistica Festival Teatri del suono
direzione@teatridelsuonofestival.eu
 
Media relations
Aps comunicazione 040410910 | Federica Zar  zar@apscom.it
Da Federica Zar <zar@apscom.it>

Gli appuntamenti della Fondazione Giorgio de Marchis: opere di Chiola & Mariani

La vita notturna delle farfalle
Francesca Chiola e Davide Mariani

A cura di Maurizio Coccia

Finissage 11 ottobre 2025 ore 18.00

Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre
Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila

Sabato 11 ottobre 2025 alle ore 18.00 la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti de L’Aquila, conclude il progetto La vita notturna delle farfalle a cura di Maurizio Coccia con le opere di Francesca Chiola e Davide Mariani.
L’esposizione rappresenta il momento conclusivo del corso biennale di Arti Visive: una tesi di laurea in forma di mostra ospitata in un spazio espositivo esterno al recinto rassicurante dell’Accademia, evidenziando, così, il carattere sperimentale del sistema didattico e i profondi rapporti territoriali delle istituzioni culturali della città. Infatti la Fondazione Giorgio de Marchis e l’Accademia di Belle Arti de L’Aquila sono legate da un particolare rapporto di collaborazione che ha l’obiettivo di promuovere la ricerca artistica degli studenti ed ampliare la vocazione nel settore della formazione di entrambi gli istituti.

Il progetto installativo site specific La vita notturna delle farfalle permette l’immersione all’interno di uno spazio ideale, realizzato attraverso una mappatura antropologica ed emozionale.

Francesca Chiola. Quando il teatro è pieno, la musica finisce. L’artista cattura, classifica ed elenca i tecnicismi della voce estrapolati da trasmissioni di programmi televisivi che ospitano il canto come forma di intrattenimento: i diversi criteri, secondo i quali le trasmissioni vengono raccolte, sottolineano l’offerta variegata alla quale è possibile attingere se si vuole cantare. Nell’opera video la voce, trasmessa corporalmente, si spoglia del suono sociale per farsi veste del pensiero. Partendo da spunti autobiografici, Francesca Chiola tenta di rispondere a ciò che le offre il mondo dello spettacolo intonando suoni e parole che riconoscono la voce non solo come oggetto di seduzione ma come vero e proprio strumento identitario autoportante. L’intera installazione si caratterizza mediante un incessante dialogo tra funzione rivelatrice delle carte e funzione disegnatrice dello strumento voce.

Davide Mariani. Caso mai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte. L’installazione multimediale riflette sull’abitare e sull’identità in chiave autobiografica: il lavoro è costituito da una mappa urbana, disegnata su tela, realizzata a partire da fotografie di capelli digitalizzati, su cui poggiano mattoni avvolti in tela-jeans, cuciti a mano, mentre un collage di immagini di particolari di una valigia, a sua volta digitalizzata, va a formare una quinta di scena. Nel video, invece, l’artista, poi, sovrappone la “vestizione” dei mattoni alla loro disposizione nello spazio, evocando un corpo architettonico in trasformazione e rappresentando l’instabilità dell’abitare, tra costruzione e ricostruzione continua dell’identità in luoghi sempre nuovi. Ogni opera elabora una dimensione ideale nella quale abitare significa appartenere: la mappa (capelli e i mattoni) e gli edifici compongono il corpo autobiografico di una città; il collage ricrea paesaggi mobili da un oggetto simbolico, la valigia, oggetto-feticcio, rappresenta l’identità che ci portiamo dietro.

Il progetto è un pre-evento SHARPER – Notte Europea dei Ricercatori 2025 finanziato dalla Commissione Europea (GA 101162370 ) – www.sharper-night.it ed ha partecipato alla XXI Giornata del Contemporaneo con visite guidate mattutine e pomeridiane, alla presenza degli artisti e del curatore.

Francesca Chiola. Nata a Pescara nel 1999, ha conseguito il Diploma presso il Liceo Artistico Misticoni di Pescara. Ha conseguito studi musicali presso la scuola civica di Montesilvano con il soprano Nicoletta Renzulli partecipando a diversi concorsi. Dal 2017 al 2020 ha cantato presso cori del territorio abruzzese. Ha conseguito la laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. Successivamente, ha frequentato il corso di Arti Visive presso l’accademia medesima.  Ha partecipato a mostre collettive: Straperetana, Ultramoderne, a cura di Paola Capata e Delfo Durante, Pereto (AQ), 2023; Chiave umbra. Sconfinamenti in natura, a cura di Maurizio Coccia e Mara Predicatori, Trevi, Castiglion del lago, Campello sul Clitunno (PG) 2024; HOW I MET YOUR LOUNDRY, Dodici intermezzi performativi e una festa, a cura di Maurizio Coccia in collaborazione con Celeste, LAVAPIU, Teramo (TE) 2024; Estetica del trauma, a cura di Monica Biancardi presso Palazzetto dei Nobili (AQ), 2024; ha partecipato alle scuole estive Resistenze (2022), Memoria e progetto (2023) e Come un’interpretazione (2024) presso il Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi a Città Sant’Angelo (PE). Ha partecipato a performance collettive: Performative 03. L’Oltrefesta, di John Cascone e Jacopo Natoli in collaborazione con Elena Bellantoni, David Zerbib e gli studenti dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e dell’ESAAA – École Supérieure d’Art Annecy-Alpes, MAXXI l’Aquila (AQ), 2023; Performative 04, Collezione impermanente di Lucia Bricco e Myriam Laplante in collaborazione con Elena Bellantoni e David Zerbib e gli studenti dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e dell’ESAAA – École Supérieure d’Art Annecy-Alpes, MAXXI L’Aquila (AQ), 2024.

Davide Mariani. Nato a Cagliari il 3/10/1998, nel 2022 si diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari. Operatore culturale presso l’Associazione culturale SUONA di Serrenti. Il suo lavoro si avvale di molteplici approcci, tra cui il disegno, fotografia, installazione, video e la performance per indagare i concetti sulla perdita e lo sradicamento, l’abitare e il rapporto con lo spazio e sul camminare come pratica estetica. Ha partecipato a varie residenze d’artista tra cui il Contemporary Festival di Arte e Avanguardia VIII Edizione, ideata da Roberto Follesa e curata da Maurizio Coccia presso lo spazio pubblico di Donori (Cagliari – IT) nel 2023; Trameuropee, interscambio tra Italia e Macedonia del Nord a cura dell’associazione Ottovolante Sulcis col patrocinio di MAECI (IT – MK) a Skopje in Macedonia del Nord nel 2022 e due Summer School presso il Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi a Città Sant’Angelo (Pescara): Memoria e Progetto (2023) e Come un’interpretazione (2024) curate da Maurizio Coccia e Enzo De Leonibus; ha partecipato alla performance collettiva Collezione Impermanente di Lucia Bricco e Myriam Laplante in collaborazione con Elena Bellantoni e David Zerbib in occasione della quarta edizione del festival Performative04 presso il Maxxi L’Aquila 2024. Tra le mostre che ha partecipato: Fino a nuove disposizioni, a cura di Celeste, Lavanderia LAVAPIU – Teramo 2025; #Chiaveumbra 2024 Sconfinamenti in Natura, sperimentazioni artistiche nel paesaggio olivato umbro, a cura di Maurizio Coccia e Mara Predicatori 2024; Straperetana Supernaturale, a cura di Paola Capata e Annalisa Inzana, Palazzo Iannucci -Pereto (L’Aquila) 2024; A/R Cagliari – Skopje a cura di Chiara Caredda e Gordana Velkov, Museo della Città di Skopje – Skopje – Macedonia del Nord 2023; Maps, a cura di Giannella Demuro, Museo di Arte ambientale Organica – Spazio CEDAP – Tempio Pausania 2023; Donori Endurance, a cura di Maurizio Coccia e Mario Consiglio, Palazzo Lucarini Contemporary – Trevi (Perugia) 2023.

Maurizio Coccia. Laurea in Pedagogia – indirizzo in Storia dell’Arte –  presso l’Università di Parma. Dal 2003 al 2006 è stato Direttore del Trevi Flash Art Museum. Ora è Direttore del Centro per l’Arte Contemporanea Palazzo Lucarini di Trevi. È critico e curatore indipendente; consulente di numerose istituzioni per l’arte pubblica, l’architettura, la didattica museale. Fa parte del Comitato Direttivo della rivista Parol – Quaderni d’arte e di epistemologia. Per Aracne Editore ha pubblicato Una rivoluzione non richiesta (2014) e Cesare Cesariano. Ricomposizione di un problema critico (2015), per Castelvecchi Il leone imbrigliato. Artisti Istituzioni Pubblico (2019). Suoi testi sono pubblicati in volumi miscellanei editi da Gangemi, Gli Ori, Postmedia Books e altri. Nel 2016 ha fatto parte del Comitato Scientifico che ha curato il Padiglione Italia per la Biennale di Architettura a Venezia. Insegna Storia dell’Arte Contemporanea e Storia e Metodologia della Critica d’Arte all’Accademia di Belle Arti de L’Aquila e, a contratto, Storia e Metodologia della Critica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Perugia.


La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre viene istituita a L’Aquila nel 2004 allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell’arte. Manifesti, locandine, inviti e brossure sono solo alcuni esempi delle tipologie documentarie che caratterizzano l’archivio composto da quasi 200.000 pezzi. Cataloghi di mostre, monografie e saggi, che popolano la biblioteca, contribuiscono a restituire l’immagine di un periodo denso di cambiamenti non solo a livello sociale ma anche storico-artistico, quale gli anni Sessanta e Settanta in Europa. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti.


La vita notturna delle farfalle
Francesca Chiola e Davide Mariani

A cura di Maurizio Coccia
Fino all’11 ottobre 2025
Orari
: giovedì 11.00 – 13.00 / 17.00 – 19.30; venerdì e sabato 17.00 – 19.30; domenica 11.00-13.00 / 17.00 -19.30 – Ingresso libero
 
Finissage
11 ottobre 2025 ore 18.00

Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre
www.fondazionedemarchis.itfondazione.demarchis@gmail.com
 
Contatti
Diana Di Berardino
tel. 338458 1985 / Barbara Olivieri tel. 3498832591
Valentina Equizi Graphic designer e social media manager
valentina.equizi88@gmail.com
 
Ufficio stampa
Roberta Melasecca_Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it> 

Gli appuntamenti della Fondazione Giorgio de Marchis: YAMANBA

Presentazione libro
YAMANBA. Donne ribelli del Giappone
di Rossella Marangoni

 
10 ottobre 2025 ore 17.30

Associazione Donatella Tellini / Biblioteca delle Donne
Via Angelo Colagrande 2 A/B – L’Aquila

Venerdì 10 ottobre 2025 alle ore 17.30 l’Associazione “Donatella Tellini” / Biblioteca delle Donne, in collaborazione con la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, è lieta di presentare, nei propri spazi in Via Angelo Colagrande a L’Aquila, il libro Yamanba. Donne ribelli del Giappone di Rossella Marangoni (Mimesis Edizioni). Dialogherà con l’autrice Barbara Olivieri_Fondazione Giorgio de Marchis.

Nell’immaginario comune la figura della donna giapponese è ancora legata a quella della geisha. Eppure, nel corso della storia nipponica, le donne hanno dato prova di coraggio, resilienza e determinazione. Come la yamanba, la vecchia strega di montagna antropofaga, archetipo del male, sono state demonizzate, percepite come un Altro minaccioso. Ridotte al silenzio per secoli, hanno però ritrovato la voce ed elaborato strategie per sottrarsi al modello imposto di una femminilità sottomessa, docile, remissiva. Questo libro va alla scoperta degli indizi di ribellione e delle istanze di libertà nei comportamenti, nei miti, nella scrittura delle donne giapponesi che hanno fatto della loro mostruosità un gesto consapevole di rivolta: yamanba per sempre.

Rossella Marangoni, laureata in Lingua e letteratura giapponese, tiene conferenze e corsi di cultura nipponica presso varie istituzioni italiane e svizzere. Membro dell’Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi, è fondatrice della rivista “AsiaTeatro”. Ha curato esposizioni e festival sul Giappone, Paese nel quale ha compiuto numerosi viaggi. È autrice di svariati saggi e libri.

La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre viene istituita a L’Aquila nel 2004 allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell’arte. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti.

La Biblioteca delle Donne nasce nel 1981 all’interno del consultorio AIED. Nel 2012 è entrata a far parte della rete nazionale SBN. Nel 2014 il Centro Antiviolenza e la Biblioteca delle Donne si sono riunite, dandosi il nome “Donatella Tellini”, nel segno di un vivido riconoscimento ad una donna straordinaria quale Donatella Tellini, animatrice per decenni di instancabili lotte per la libertà delle donne.”La Biblioteca delle donne è uno spazio dove si raccolgono, catalogano e promuovono scritti di donne in vari ambiti del sapere. È luogo di studio ed elaborazione di pensiero politico femminista.


Biblioteca delle Donne
bibliotecadonne.melusine @gmail.com https://donatellatellini.it/
Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre
www.fondazionedemarchis.it fondazione.demarchis@gmail.com
 
Ufficio stampa
Roberta Melasecca_Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>

OSM – l’Orchestra Sinfonica di Matera celebra i 150 anni di Carmen

L’ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA
CELEBRA I 150 ANNI DI “CARMEN”
 
Venerdì 10 ottobre 2025 all’Auditorium “Raffaele Gervasio” di Matera il pubblico potrà rivivere le pagine immortali di Bizet attraverso un percorso che intreccia musica e parola, in un’inedita dimensione concertante e narrativa.
Ingresso ore 20:00 – inizio ore 20:30.
Info e biglietti su orchestrasinfonicamatera.it

Una serata che promette emozione, intensità e fascino senza tempo: l’Orchestra Sinfonica di Matera celebra il 150° anniversario di Carmen, l’opera che più di ogni altra ha incarnato la sensualità e il dramma del teatro musicale.
Venerdì 10 ottobre, all’Auditorium “Raffaele Gervasio” di Matera, la musica di Georges Bizet rivivrà in un concerto che intreccia le celebri pagine orchestrali e vocali a una narrazione appassionata, per raccontare al pubblico l’eterna storia della seducente gitana e della sua tragica libertà.

A dirigere l’Orchestra Sinfonica di Matera sarà il Maestro Daniele Agiman, interprete di grande esperienza e sensibilità, capace di restituire il colore e l’energia di una partitura che continua a incantare platee di tutto il mondo.
Accanto a lui, il mezzosoprano Gianna Racamato, tra le voci più raffinate della scena lirica italiana, e il tenore Ugo Tarquini, interprete intenso e lirico, daranno vita alle atmosfere incandescenti della partitura bizetiana. A intrecciare il racconto, la voce profonda e carismatica dell’attore Domenico Fortunato, che guiderà il pubblico in un viaggio narrativo dentro la leggenda di Carmen.

“A centocinquant’anni dal debutto, Carmen ci parla ancora di libertà e passione – commenta il direttore artistico della Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera, Saverio Vizziello –. Il suo linguaggio immediato e sensuale, la modernità teatrale e la forza dei personaggi continuano a renderla attuale. Questo concerto vuole essere un omaggio a un capolavoro che ha cambiato il corso dell’opera”.

Il concerto “Carmen 150” è parte della Quarta Stagione Concertistica Autunno–Inverno 2025 dell’Orchestra Sinfonica di Matera, che prosegue il suo dialogo tra grande repertorio e nuove esperienze artistiche.

I singoli biglietti dei concerti della Quarta Stagione Concertistica Autunno–Inverno dell’Orchestra Sinfonica di Matera, si possono acquistare Online su TicketSms https://www.ticketsms.it/collection/Stagione-Concertistica-2025-Orchestra-Sinfonica-Matera e di persona al botteghino prima dell’inizio dello spettacolo.

I 9 concerti della rassegna autunno – inverno si svolgono a Matera all’Auditorium “Raffaele Gervasio”, con ingresso alle ore 20:00 e inizio alle 20:30. Iniziata il 21 settembre, la Quarta Stagione Concertistica Autunno–Inverno dell’Orchestra Sinfonica di Matera proseguirà fino al 30 dicembre 2025.

Gianna Racamato – mezzosoprano
Artista lucana dalla carriera internazionale, si è esibita in teatri e festival prestigiosi interpretando ruoli di riferimento nel repertorio verdiano e verista. La sua voce calda e il fraseggio raffinato le hanno valso il plauso di pubblico e critica. È presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera.

Ugo Tarquini – tenore
Vincitore di numerosi concorsi lirici, ha calcato i palcoscenici di importanti teatri italiani ed europei, distinguendosi in ruoli del repertorio belcantistico e verista. Apprezzato per il timbro luminoso e la forza interpretativa, porta a Carmen il lirismo e il tormento di Don José.

Domenico Fortunato – voce recitante
Attore, regista e sceneggiatore, volto noto di cinema e televisione, porta in scena il lato più intimo e drammatico dei personaggi. La sua voce narrante accompagna il pubblico nel cuore della vicenda di Carmen, restituendone le emozioni con intensità teatrale.

Daniele Agiman – direttore
Tra i direttori d’orchestra italiani più versatili, ha guidato importanti compagini sinfoniche e teatrali in Europa, Asia e America. Il suo repertorio spazia dal barocco al contemporaneo, con un’attenzione particolare per l’opera italiana e francese. È apprezzato per la chiarezza interpretativa e il dialogo vivo con le orchestre e il pubblico.


Sissi Ruggi
addetto stampa
dell’Orchestra Sinfonica di Matera – OSM
e-mail ufficiostampa@orchestrasinfonicamatera.it
Da sissi ruggi <ufficiostampa@sissiruggi.com> 

Pisa: Museo della Grafica: mostra e convegno “RPBW Renzo Piano Building Workshop”



il Museo della Grafica (Comune di Pisa, Università di Pisa) è lieto di invitarvi: 

Sabato 11 ottobre 2025

Museo della Grafica – Palazzo Lanfranchi (Lungarno G. Galilei, 9 – Pisa)

ore 16:00 | Apertura al pubblico della mostra Progetto speciale Palazzo Lanfranchi con Mostra RPBW Renzo Piano Building Workshop

ore 17:00 | Paesaggi della conoscenza: sette campus universitari | Convegno “RPBW Renzo Piano Building Workshop”

Maggiori informazioni: 

Museo della Grafica – Lungarno Galilei, 9 – Pisa
Tel. 050/2216060 (62-67-59-70)
E-mail: museodellagrafica@adm.unipi.it
www.museodellagrafica.sma.unipi.it
www.facebook.com/museodellagrafica
www.instagram.com/museodellagrafica


Si invita a prendere visione dell’informativa segnalando che durante l’evento saranno effettuate riprese foto e video. Con la partecipazione all’evento si intende prestato il consenso al trattamento della propria immagine che potrà essere pubblicata su siti web, canali social media e altre piattaforme pubbliche del Sistema Museale di Ateneo e dell’Università di Pisa.


Da museodellagrafica1@listgateway.unipi.it 

A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.

Fiumicino Ultimo appuntamento di “Scrittoridabere e Musicadassaggiare”

Sabato 11 ottobre 2025 alle ore 18:00Scrittoridabere e Musicadassaggiare”, l’appuntamento culturale e musicale alla scoperta delle ville, delle dimore storiche, dei castelli ed eccellenze enogastronomiche di Fiumicino, termina il suo tour nel centro storico, in Via della Torre Clementina 276 nell’ Hotel Tiber.

La manifestazione è ideata dal MIC– Music International Compound, associazione molto attiva nell’utilizzo originale e inclusivo della musica nei vari ambiti della creatività umana: presidente Daniela Brancati, Direttore Artistico Carlo Capria, Organizzazione e Coordinamento Loredana Gelli.

L’evento è organizzato con il contributo della Regione Lazio, il patrocinio del Comune di Fiumicino, la collaborazione delle Pro Loco, delle associazioni sociali, dei produttori e delle aziende locali.



La rassegna ha registrato il tutto esaurito e ha riscosso una grande partecipazione di pubblico e riscontro mediatico.  Un costante e crescente successo che dal 12 aprile a Villa Guglielmi è proseguito il 18 maggio nel Castello di Maccarese, il 14 settembre nella Cantina del Castello di Torre in Pietra e che si ripeterà nel suo ultimo evento sabato 11 ottobre. Sul palco di Scrittoridabere e Musicadassaggiare si sono alternate realtà produttive del territorio, linguaggi musicali e dialoghi letterari anche quelli più curiosi e insoliti, connessi all’unicità del luogo in un percorso tracciato dai sensi.

E, in questa serata, con il mare a fare da sfondo, i presenti potranno ancora lasciarsi trasportare dal profumo dei piatti tipici del litorale con lo stile impeccabile che caratterizza l’accoglienza dell’Hotel Tiber vivendo un’esperienza autentica.

 L’evento è a ingresso gratuito, previa prenotazione alla mail infoscrittoridabere@gmail.com e fino a esaurimento dei posti.

Attorno alla mitica Torre Clementina aleggiano molte storie. Latorre costiera fu eretta a difesa di Fiumicino nel 1773.  Era stata costruita cinquecento metri più a valle rispetto alla torre Alessandrina. Oggi entrambe le torri Alessandrina (1662) e Clementina sono scomparse ma la loro presenza è fortemente radicata nel territorio di Fiumicino. La struttura della Torre Clementina svolgeva anche una funzione pubblica e di controllo sulle merci. L’imponente facciata che guardava verso il paese riportava una grande iscrizione in latino, che attribuiva la torre a Papa Clemente XIV. Il testo diceva: “CLEMENTI XIV P.O.M. Fu distrutta durante la seconda guerra mondiale. Dopo il distacco dal comune di Roma del Municipio XIV nel 1992 la torre è divenuta simbolo di Fiumicino apparendo nello stemma e nel gonfalone comunali. La torre dei piloti, ricostruita nel dopoguerra, ha una vaga somiglianza con quella che fu la Torre Clementina.

Proprio su Via Torre Clementina tra il 1823 e il 1828, per interessamento del tesoriere camerale Belisario Cristaldi, nasceva il borgo marinaro di Fiumicino grazie alla sapienza di uno dei maggiori architetti dell’epoca, Giuseppe Valadier. Il progetto originario è tuttora conservato presso l’Accademia di S. Luca a Roma. Il borgo è caratterizzato da edifici che ben conservano l’aspetto che diede loro Valadier realizzati intorno alla Fossa Traianea, il canale artificiale di Fiumicino che oggi funge da porto per navi e pescherecci, collegato alla creazione dell’antico porto di Traiano con la funzione di dare sfogo alle piene del fiume verso il mare ed evitare così le inondazioni. Valadier fece costruire anche la Chiesa di Santa Maria Porto della Salute dove si ammira il grande affresco dell’abside che raffigura la Madonna ergersi a protezione dei marinai in balia delle onde.

Alle ore 18:00 come di consueto, a intrecciare le connessioni tra letteratura, musica e territorio è Daniela Brancati, giornalista e scrittrice, Presidente del Music International Compound che, tra le incursioni sonore di SundayDomenica di Sanzo & Fabrizio Gallo, guiderà il pubblico nella scoperta dei temi legati ai libri scritti, come sempre, da autorevoli autori:

Alessandro Cecchi Paone I colori della libertà – La mia vita per i diritti di tuttiPiemme edizioni.
Giornalista radiotelevisivo e di carta stampata, divulgatore scientifico- culturale, saggista, docente universitario, esperto di comunicazione e marketing, attivista per i diritti umani e civili. Da 50 anni lavora in TV per RAI, Mediaset, Sky e La 7.In “I colori della libertà – La mia vita per i diritti di tutti”, dopo 50 anni di lavoro divulgativo e di attivismo per un’Italia più libera, aperta e avanzata, Alessandro Cecchi Paone propone ai lettori, per la prima volta, la sua vita in chiave autobiografica. Rivive così gli episodi, gioiosi, dolorosi o grotteschi, che lo hanno spinto a dar voce alle minoranze discriminate, lgbtq+ ma non solo, e alle maggioranze non riconosciute nei propri diritti, come le donne. Tra impegno civile rigoroso, e l’umorismo involontario di tante situazioni imprevedibili, ne esce una proposta culturale e politica trasversale, basata sulla centralità dei corpi, degli affetti, dei bisogni profondi di ogni cittadino. Si tratta di un patrimonio affidato a tutti i liberali e i democratici, siano essi progressisti o conservatori, chiamati a una alleanza civile e laica, finalmente liberata da anatemi, ipocrisie, moralismi autoritari.

Alessandra MorelliVerso un’economia della cura. Arte per restare umani”, Ancora Editore.
Alessandra Morelli ha alle spalle una carriera trentennale come funzionario dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). La sua è una lunga esperienza di lavoro per la protezione e assistenza ai rifugiati, sfollati interni e rimpatriati nelle aree più calde e fragili del mondo, guerre e violenze, fino all’impegno ultimo nel 2021 in Niger operazione complessa nel cuore del Sahel che si confronta duramente con la guerra al terrorismo e il cambiamento climatico.  Alessandra conclude la sua carriera ONU nel 2021, con la scelta di rientrare in Italia e sviluppare un percorso tematico sull’economia della cura perché ‘essere umani’ oggi significa diventare agenti di cambiamento, attori consapevoli e attivi nel plasmare un futuro migliore per noi stessi, per gli altri e per il nostro pianeta. Questo suo nuovo libro, come scrive Luigino Bruni, non è solo un racconto di una testimone dei nostri “tempi moderni”, è anche una riflessione profonda sulle esperienze, proprie e degli altri, fatta in compagnia di filosofi, economisti, teologi, scrittori, e tanta, tanta gente comune. Questa natura ibrida e meticcia è la nota più importante del libro, e la sua bellezza, la sua prospettiva dalla quale guarda al grande tema, a quella cifra squisitamente umana che è la cura.

Giuseppina Torregrossa Corta è la memoria del cuore”, Mondadori Edizioni.
L’autrice è nata a Palermo. Madre di tre figli, vive tra la Sicilia e Roma ha scritto moltissimi libri. In questo suo ultimo lavoro affronta temi legati ai rapporti tra madri e figlie, di come possano essere simbiotici oppure conflittuali e si chiede perché questi sentimenti estremi fioriscono soprattutto tra femmine. Le storie spesso danno risposte più persuasive della psicoanalisi e Giuseppina Torregrossa ne scrive una lunga cent’anni, quella delle donne della famiglia Accoto, una storia magica di silenzi e parole che si tramandano col sangue, generazione dopo generazione. Tutto comincia con Teresa, nata all’inizio del Secolo breve. È intelligente e tenace, ama leggere, si laurea. Proprio alla facoltà di Giurisprudenza incontra il suo futuro marito, Luigi. Cosa custodisce il silenzio di Teresa? Quale mistero? Sarà forse il suo strano dono, “l’occhio pesante”, capace di scrutare nell’animo altrui e di allungarsi sul futuro? Elena, la figlia maggiore di Teresa e protagonista del romanzo, si arrovella in questo cruccio da sempre. Fin da quando, bambina, si struggeva nel desiderio di una parola dolce o una carezza che puntualmente non arrivavano. Con la sua scrittura evocativa e sensuale, illuminata dalla grazia dell’ironia, Giuseppina Torregrossa dà vita a una costellazione di personaggi indimenticabili e compone una genealogia femminile che attraversa un secolo di silenzi, conflitti e rinascite.

A seguire, lo spazioQuattro passi fra i ricordi di Fregene. Sarà Francesca Alliata Bronner, giornalista del quotidiano La Repubblica, esperta di viaggi ed enogastronomia, titolare di un blog settimanale su Huffington Post Italia su turismo, food, cultura a parlare di Fregene nello spazio che la manifestazione dedica a questa località del litorale romano.

Ore 19:00 Presentazione e degustazione dei prodotti locali, un momento dove la comunità e gli ospiti potranno essere parte della valorizzazione di questo territorio. In questa serata sarà lo stesso direttore dell’Hotel Tiber Davide Canale a presentare il menù proposto per l’evento e le materie prime utilizzate, tutti prodotti rigorosamente a filiera corta: focaccia sale grosso, rosmarino e olio di Maccarese, focaccia ripiena di broccoletti (Maccarese), pinoli di Fregene e alici di Fiumicino, cubotti di alici fritte, misto di formaggi locali di Palidoro, tacos di verdure, calamarata pecorino e mandorle di Maccarese, torta di carote e mandorle tostate di Maccarese, vino della Cantina SOLIS TERRAE della località Tragliatella.


NOTIZIE UTILI Evento: Scrittoridabere e MusicadassaggiareIngresso gratuito e fino a esaurimento dei posti, previa prenotazione alla mail  infoscrittoridabere@gmail.com

Dove: Hotel Tiber, Via della Torre Clementina 276 – Fiumicino (RM)Quando: Sabato 11 ottobre 2025

Orario: a partire dalle ore 18:00
Programma:
Ore 18:00 Daniela Brancati dialoga congli autori Alessandro Cecchi Paone, Alessandra Morelli e Giuseppina Torregrossa

Intermezzi musicali a cura di Sunday– Domenica di Sanzo & Fabrizio Gallo
Ore 18:50  “Quattro passi fra i ricordi di Fregene” con Francesca Alliata Bronner
Ore 19:00
 Presentazione e degustazione di prodotti tipici a cura dell’Hotel Tiber

Responsabile Comunicazione e Organizzazione Music International Compound 
Loredana Gelli
Da Loredana Gelli <gelliloredana@gmail.com>

Roma: “True to Nature”, collettiva di Anastasia Norenko, Sofia Podestà e Vera Rossi

Von Buren Contemporary presenta
 
TRUE TO NATURE
 
con le opere di
Anastasia Norenko
Sofia Podestà
Vera Rossi
 
Vernissage
Sabato 11 e domenica 12 ottobre 2025
18:00 – 21:30
 
Testo critico: Anna Gasperini

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren
 
la mostra resterà aperta fino al 5 novembre 2025
orari: lunedì-sabato 11:00-13:30 e 15:30-19:30
 
Von Buren Contemporary
Via Giulia 13, 00186 Roma

Von Buren Contemporary è lieta di presentare True to Nature, una mostra collettiva che riunisce i lavori di Anastasia NorenkoSofia Podestà e Vera Rossi, tre artiste legate dall’osservazione e dalla rappresentazione della natura.

True to nature è in questo contesto un titolo emblematico, poiché il suo duplice significato, “fedele alla natura” e “fedele a sé stesso”, rispecchia pienamente l’itinerario intrapreso negli anni dalle artiste in mostra. Tutte e tre, in effetti, lavorano su una serie di soggetti che si ripetono nel tempo, rimanendo, appunto, fedeli a sé stesse e alla natura, che rappresenta per loro una fonte di ispirazione inesauribile.

Sofia Podestà e Vera Rossi si servono dell’obiettivo fotografico per comunicare con gli elementi naturali, mentre Anastasia Norenko dipinge dal vero, concentrandosi sulla riproduzione dei paesaggi en plein air. Centrale in questi lavori non è dunque la natura in sé, quanto il rapporto che viene instaurato con essa.

Gli scenari e i dettagli naturalistici acquisiscono, attraverso i diversi sguardi, accenni e sfumature individuali, divenendo un ponte tra mondo esteriore ed interiore. Le opere sono inoltre accomunate dalla tendenza a concentrarsi per lungo tempo sullo stesso tema, senza mai tuttavia ripetersi, svelando così un legame intenso e profondo con il soggetto.

Anastasia Norenko è una pittrice Ucraina naturalizzata italiana, nata nel 1994. Nel 2024, si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove vive e lavora. Nonostante la giovane età, ha preso parte a numerose mostre sia in Italia che all’estero tra cui la mostra collettiva Chiamata alle arti all’Istituto Culturale Italiano di New York. La sua attività pittorica si è recentemente concentrata sulla secolare pratica della pittura en plein air.

Sofia Podestà, nata a Roma nel 1991, si è laureata in Storia dell’Arte all’Università di Roma Tre. Nel 2019 ha ricevuto il premio Giovani Creativi per essere stata inserita tra i dodici migliori creativi italiani under 30, partecipando poi ad una mostra a Palazzo Massimo a Roma. Le sue fotografie compaiono nella collezione pubblica del Ministero della Cultura e dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.

Vera Rossi è nata a Milano nel 1968. Dal 2017 partecipa annualmente al MIA Photo Fair di Milano e nel 2019, ha esposto al Museo del Paesaggio di Verbania. Nel 2021 alcune sue fotografie vengono esposte nella mostra L’Architetto e la città al Museo Maxxi di Roma. Al suo lavoro sono state dedicate numerose mostre personali e diversi interventi critici, tra cui quelli di Germano Celant, Francesca Alfano Miglietti, Angela Madesani, Chiara Spangaro, Vincenzo Argentieri e Morris Adjmi.


Ufficio stampa
Alessandra Lenzi | alessandralenzi.press@gmail.com
Da Alessandra lenzi <alessandralenzi.press@gmail.com> 

Corpus Imaginum: Simone Mannino incarna l’oscurità di Goya in un ex oratorio del ‘700

Ex Oratorio, Veduta della Mostra Corpus Imaginum di Simone Mannino – Palermo 2025 – Photo R. Puccio
CORPUS IMAGINUM – LE PITTURE NERE ALLA QUINTA DELL’OMBRA
Mostra personale di Simone Mannino

13 settembre – 20 novembre 2025
Atelier Nostra Signora – Ex Oratorio, Vicolo Sant’Orsola 13, Palermo

Palermo inaugura un nuovo centro di produzione e ricerca artistica internazionale con la mostra personale di Simone Mannino, “CORPUS IMAGINUM – Le Pitture Nere alla Quinta dell’Ombra”, pitture e disegni inediti di grande formato che danno vita a un viaggio potente e denso nella pittura come atto spirituale e mitologico.  L’antico ex oratorio della chiesa sconsacrata in Vicolo Sant’Orsola 13, dopo anni di abbandono e importanti interventi di recupero, viene restituita alla città come fucina di arte contemporanea. Dopo una prima apertura parziale a cantiere aperto nel 2019, lo spazio ritorna oggi definitivamente a vivere come luogo di produzione, incontro e trasformazione.

CORPUS IMAGINUM presenta un insieme di grandi tele e disegni inediti, creati in dialogo diretto con l’architettura dello spazio, dove sono state create. Le opere oscillano tra figurazione e astrazione, tra il buio teatrale e una luce sospesa, come presenze che abitano l’oratorio stesso. Ispirate alle Pitture nere di Goya, simbolo di introspezione, oscurità e metamorfosi interiore, le tele di Mannino esplorano temi universali: corpo, martirio, grembo, nascita e trasformazione. «Ogni quadro è una soglia: un grido, un rito, un eco che prende forma. Sono presenze che trattengono il respiro del tempo e chiedono di essere percorse come un paesaggio interiore: lentamente, con ascolto. Questa mostra è un viaggio nel corpo, nelle visioni che si dissolvono e ritornano, nel dialogo tra pittura, spazio e luce.» – racconta l’artista.

Il titolo “corpo di immagini” indica un insieme organico di opere concepite come presenze vive, capaci di dialogare tra loro e con lo spazio. Ogni tela non è solo rappresentazione, ma soglia: un punto di passaggio tra memoria, mito e esperienza sensibile, dove pittura e architettura si fondono in un unico organismo. Installate in grandi light-box retroilluminati, che evocano le vetrate di una cattedrale gotica, le immagini trasformano lo spazio in un ambiente immersivo. Il percorso del visitatore diventa un rito laico, che attraversa memoria e mito, pittura e architettura, luce e ombra. Ogni opera è una soglia, ogni installazione un respiro che unisce corpo, mito e spazio.

Dietro la mostra c’è l’esperienza e la visione di Simone Mannino (Palermo, 1981), artista visivo, pittore, scultore, scenografo e regista teatrale, attivo tra Italia, Francia e Tunisia. La sua ricerca nasce nel teatro, dove estetica, emozione e concetto si fondono in un linguaggio visionario e radicale, e trova oggi nuova forma nella pittura site-specific di “Corpus Imaginum”. Dal 2011 dirige Atelier Nostra Signora, ensemble multidisciplinare con sedi a Palermo e Istanbul, noto per produzioni che intrecciano arti visive, cinema e teatro. Mannino ha lavorato a progetti internazionali che uniscono mito e contemporaneità, e le sue opere e scenografie sono state esposte e rappresentate in istituzioni e festival in Europa e Nord Africa, ottenendo premi e nomination prestigiose.


L’OMBRA FATTA CARNE: SIMONE MANNINO E L’EREDITÀ DELLE PITTURE NERE DI GOYA

Un viaggio potente e denso nella pittura come atto spirituale e mitologico: la personale ‘Corpus Imaginum – Le pitture nere alla Quinta dell’Ombra’ di Simone Mannino la sede di Atelier Nostra Signora, un nuovo centro di produzione e ricerca artistica fondato dall’artista stesso. L’ex oratorio settecentesco di Sant’Orsola, nel cuore pulsante di Palermo, rinasce attraverso la visione di Mannino, trasformandosi in presidio della cultura contemporanea e in luogo di incontro e trasmutazione. Simone Mannino, artista visivo, scenografo e regista, presenta un corpus di pitture e disegni inediti di grande formato, frutto di un intenso lavoro site-specific e di una profonda immersione nello spazio. Le opere oscillano tra figurazione e astrazione, nutrite da un contrasto viscerale tra il buio del teatro e una luce sospesa, riecheggiando la potenza drammatica di Francisco Goya e delle sue “Pitture Nere”, ma anche de ‘I Capricci’ e de ‘I Disastri della Guerra’.

Le tele non sono semplici rappresentazioni, ma presenze che abitano lo spazio, quasi spiriti imprigionati nel colore. Il segno nervoso e la materia spessa diventano strumenti per affrontare temi universali: corpo e martirio, grembo, nascita e morte. Il corpo umano, nella sua nudità paradigmatica, non è anatomia realistica ma corpo creaturale, soggetto irradiante, spazio in cui mito, memoria e sacro si intrecciano. Un episodio cardine di questo lignaggio visivo è la fuga di Enea da Troia, raffigurata in tre grandi quadri nella sacrestia: un atto di pietas visiva in cui Enea che porta in salvo Anchise diventa un archetipo universale di amore, responsabilità e sopravvivenza, unendo mito classico ed esperienza contemporanea.

Le opere, nate sul posto e legate allo spazio da velate tracce di rosso ancora visibili sul pavimento grezzo di cemento, agiscono come azioni catartiche che fanno risorgere l’ambiente in una dimensione patica, evocando memorie e metamorfosi.

LO SPAZIO E LA LITURGIA: LA TRASMUTAZIONE DELL’ORATORIO

La mostra è inscindibile dal luogo che la ospita. L’ex oratorio, a lungo silente e violato — usato negli ultimi decenni come spazio di abbandono, spaccio e combattimenti clandestini — non è un semplice contenitore, ma il catalizzatore primario del progetto. La sua rinascita, iniziata con fragili respiri nel 2019, si compie con ‘Corpus Imaginum’ in un autentico atto di trasmutazione: Mannino lo ha immaginato come un impianto artistico-architettonico totale dove architettura e pittura coincidono. Le opere sono installate in grandi light-box retroilluminati che evocano le vetrate di una cattedrale gotica: veri e propri dispositivi di luce che trasfigurano lo spazio, trasformandolo in un organismo vivente. La progressione cromatica accompagna il visitatore in un percorso ascensionale: dai lavori iniziali basati sui colori primari, archetipici e originari, fino al verde, colore di rinascita e rigenerazione. Il percorso si configura come una salita interiore: dall’atrio-prologo, si passa alla sacrestia con l’archetipo di Enea, fino al cuore della cappella centrale, dove cinque grandi pale d’altare dipinte dialogano con le pareti nude e i segni del tempo. Qui il nero, cifra dominante, scolpisce la tela e diventa sostanza plastica che plasma lo spazio, mentre la luce dei light-box restituisce un ritmo gotico e ascensionale. Ogni opera è una soglia verso paesaggi metamorfici in cui corpo, animale e ombra coesistono.

In termini alchemici, Mannino compie una Nigredo – il contatto con l’ombra e la ferita dello spazio – per giungere all’Albedo, la luce sospesa che risana e rigenera. L’artista non dipinge sulla storia, ma ne estrae l’essenza più oscura, elevandola. Così l’ex oratorio, da luogo degradato e violato, si trasforma in generatore di senso: un eco che prende forma e restituisce alla comunità un atto di guarigione. Come afferma: «Sono presenze che trattengono il respiro del tempo e chiedono di essere percorse come si attraversa un paesaggio interiore: lentamente, con ascolto».

DIRITTO ALL’IMMAGINE AFFETTIVA: OMAGGIO ALL’AMICO PHILIPPE BERSON, ARTISTA FRANCESCE RECENTEMENTE SCOMPARSO

Il titolo ‘Corpus Imaginum’ (corpo di immagini) è dichiarazione e programma: un corpo di opere che ridà corpo a uno spazio dimenticato e riafferma la centralità del corpo come tema. Mannino costruisce così una sua stirpe visiva, un’eredità di immagini che custodiscono memoria e sopravvivenza, un’indagine sul mito che caratterizza anche le sue opere teatrali (‘Prometheus. Il Canguro Azzurro’; ‘El’). 

In questo contesto, due tele sono dedicate a Philippe Berson, amico fraterno, artista e cofondatore di Atelier Nostra Signora. Non antenato di sangue, ma di spirito e creazione, Berson diventa parte del “corpo” dell’atelier. Nonostante Mannino non abbia esplicitamente richiamato lo ‘Ius Imaginum’ del Diritto Romano — il privilegio patrizio di esporre le imagines (maschere in cera) degli antenati illustri — queste due tele ne richiamano involontariamente la funzione. L’energia del “fratello d’arte” trasforma il dolore della perdita in una presenza tangibile, legittimando l’identità dello spazio e assicurando che la sua energia e il suo genio rimangano parte integrante e fondativa del “corpo” vivo dell’Atelier. È, in quest’ottica, un’interpretazione critica che riconosce nell’opera di Mannino un atto di diritto all’immagine affettiva, non più legato allo status sociale, ma al lignaggio spirituale e artistico.

Con ‘Corpus Imaginum’, Mannino si rivela non solo pittore ma costruttore di luoghi e visioni. L’ex oratorio diventa una cattedrale contemporanea in cui il visitatore non guarda soltanto, ma attraversa e respira l’opera. Qui l’arte non decora, ma guarisce: canalizza e rigenera un’energia torbida, trasfigurandola in nuova forma. Non solo una mostra, ma un atto di resurrezione, una liturgia laica che intreccia arte e architettura, mito, memoria.


CORPUS IMAGINUM – Le pitture nere alla Quinta dell’ombra
Mostra personale di Simone Mannino

13 settembre – 20 novembre 2025
Atelier Nostra Signora – Ex Oratorio, Vicolo Sant’Orsola 13, Palermo

Orari: venerdì–domenica 17:00–20:00; visite guidate su appuntamento (martedì–sabato) 
exoratorio.ns@gmail.com
 
COMUNICAZIONE E UFFICIO STAMPA
Rossella Puccio
rossellapuccio@gmail.com | +39 3755048584
Da Rossella Puccio <rossellapuccio@gmail.com>