Simone Rutigliano, Zahara, 2025Simone Rutigliano, Taranta, olio e acrilico su tela, 2025Simone Rutigliano, Ventre, olio su tela, 200x250cm, 2025
Simone RUTIGLIANO GREMBO a cura di Quadro Zero 25 ottobre – 23 novembre 2025 Inaugurazione 25 ottobre ore 18 MA Project / Via Pellas 37 Perugia
Con il sostegno di: No Title Gallery – We Art Open
Dal 25 ottobre al 23 novembre 2025, il MA Project di Perugia – artist-run space votato alla sperimentazione – presenta Grembo, mostra personale di Simone Rutigliano (Lecce, 2002), a cura di Quadro Zero.
L’esposizione nasce come riconoscimento del premio espositivo dell’ottava edizione di We Art Open,concorso internazionale promosso annualmente a Venezia da No Title Gallery. La più recente indagine pittorica di Rutigliano si sviluppa su un confine vibrante tra corpo, spazio ed energia. Dopo una fase segnata da composizioni dense e stratificate, l’artista approda a un linguaggio di libera espressività, in cui gesto e colore agiscono come forze vitali e primarie.
Sulla tela, queste energie generano forme in continua metamorfosi, in un ritmo visivo che alterna abbandono e rigenerazione.
Fulcro della sua poetica resta l’eco di una ritualità arcaica: la trance collettiva del tarantismo e della pizzica, che riverbera nelle opere come battito ancestrale e abbandono mistico. La pittura si fa così “Grembo” – spazio di trasformazione, accoglienza e rinascita– dove figure e presenze emergono e si dissolvono in un flusso visionario e ininterrotto.
Con la sua vocazione sperimentale, il MA Project offre il contesto ideale per questa nuova tappa del percorso dell’artista: un luogo in cui la pittura non si limita a rappresentare, ma diventa esperienza sensoriale e rituale, capace di coinvolgere corpo e sguardo in un unico atto di presenza.
Simone Rutigliano – Profilo
Simone Rutigliano
Simone Rutigliano nasce a Lecce nel 2002. Dopo il diploma presso il Liceo Artistico “Ciardo-Pellegrino”, si trasferisce a Venezia, dove frequenta il corso di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti, all’interno dell’Atelier F dei docenti Carlo Di Raco e Martino Scavezzon. La sua ricerca pittorica si fonda su un dialogo costante tra gesto, immaginazione e memoria visiva. Le opere nascono da una rielaborazione intuitiva di fotografie, dall’immaginazione, da una gestualità liberatoria per l’artista, in un processo che alterna spontaneità, urgenza emotiva e controllo della materia pittorica. L’immagine emerge per gradi, come rivelazione di questo processo interiore che si serve dei colori, delle forme, delle pennellate, dei soggetti per venire alla luce. Nonostante la giovane età, Rutigliano ha già maturato un percorso espositivo significativo. Nel 2024 ha presentato la mostra personale JABAL presso la A+B Gallery diBrescia e ha partecipato a collettive tra cui MOOD alla Plain Gallery di Milano e la quinta edizione di Artefici del nostro tempo a Forte Marghera, Mestre. Nel 2023 è stato selezionato per esposizioni come il Premio Combat Prize al Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno, Hôtel-Dieu presso la A plus A Gallery di Venezia e Extra Ordinario IV al Padiglione Antares di VEGA, Venezia. Nel 2025 ha inoltre preso parte alle collettive New Art Frontiers presso Altro Mondo Creative Space di Manila e Aldilà Sarà presso la galleria Marignana Arte a Venezia ed è stato finalista al We Art Open 8, aggiudicandosi il premio espositivo di MA Project, a cura di Quadro Zero.
GREMBO 25 ottobre – 23 novembre 2025 A cura di Quadro Zero Dove MA Project / Via Pellas 37 Perugia (PG)
Inaugurazione 25 ottobre ore 18
Orari Di Visita Dal Lun-Ven su appuntamento Sab-dom dalle 18:00 alle 20
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Opening CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea, Foligno, 2025
FOLIGNO E SPOLETO INSIEME PER LA CAPITALE ITALIANA DELL’ARTE CONTEMPORANEA 2027
Le città di Foligno e Spoleto hanno presentato ufficialmente le linee guida del dossier “Foligno–Spoleto in Contemporanea”, con cui lo scorso giugno si sono candidate in maniera congiunta al titolo di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2027, bando promosso dal Dipartimento per le Attività Culturali del Ministero della Cultura (DiAC). Dopo aver superato la prima selezione, le due città umbre sono ora finaliste e parteciperanno all’audizione di fronte alla giuria il prossimo 16 ottobre a Palazzo Poli, Roma.
Il legame tra Foligno e Spoleto, e tra le due città e il mondo dell’arte contemporanea, affonda nel cuore del Novecento e da lì è proseguito senza sosta fino ai giorni nostri, rinnovandosi oggi con la prestigiosa candidatura, caratterizzata da un filo rosso che unisce passato, presente e futuro delle rispettive comunità.
Erano gli anni Cinquanta quando Leoncillo Leonardi e il Gruppo di Spoleto si affermavano sulla scena artistica, contribuendo inoltre ad animare il Premio Spoleto, che ha visto vincitori autori del calibro di Pino Pascali e Mario Ceroli. Nel 1962, lo storico dell’arte Giovanni Carandente promosse la mostra Sculture nella Città, trasformando Spoleto in un museo a cielo aperto con la partecipazione di autori come Alexander Calder, Lucio Fontana, Henry Moore, Beverly Pepper, David Smith, Pietro Consagra e molti altri, di cui ancora oggi è in parte possibile ammirare le opere. A queste si aggiungono i lavori di Sol Lewitt, giunto a Spoleto negli anni Settanta ed affettivamente legato alla città umbra, tanto da renderla una “seconda casa”.
Negli stessi anni, a Foligno, trovava terreno fertile la ricerca di una figura visionaria per il design italiano, Dino Gavina, e nascevano iniziative destinate alla storia come la mostra Lo spazio dell’immagine, che nel 1967 vide a Palazzo Trinci il coinvolgimento di alcuni dei più significativi artisti del XX secolo come Lucio Fontana, Getulio Alviani, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Mario Ceroli, Luciano Fabro, Tano Festa, Piero Gilardi, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto e Paolo Scheggi. Negli anni 2000, tale eredità è confluita poi nelle due istituzioni museali delle città: il CIAC – Centro Italiano Arte Contemporanea a Foligno e Palazzo Collicola a Spoleto, dotati di collezioni di primo piano nel panorama nazionale e capaci di ospitare oggi mostre d’arte contemporanea, incontri, performance, convegni e laboratori. Della rilevanza delle esperienze passate rimane poi traccia nelle due opere monumentali diventate simboli dei luoghi che le accolgono: il Teodelapio di Alexander Calder, posto di fronte alla stazione ferroviaria di Spoleto, e la Calamita Cosmica di Gino De Dominicis, conservata nella ex Chiesa della SS. Annunziata a Foligno.
Sol LeWitt, Bands of color, n. 951, 2000
LE LINEE GUIDA
Su questa tradizione artistica, oltre che sulla prossimità geografica e culturale, le due città fondano oggi il dossier di candidatura a Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2027, volto a costruire un sistema culturale integrato che valorizzi accessibilità, partecipazione, emersione dei talenti, sviluppo delle competenze diffuse. Queste le linee guida del progetto, il quale intende portare l’arte fuori dai luoghi istituzionali, avvicinare nuovi pubblici, rafforzare il legame tra cultura e mondo produttivo e favorire l’incontro tra le persone e i linguaggi contemporanei.
Tre, in particolare, le parole chiave:
Tempo: il passato, il presente e il futuro non sono momenti separati, ma dialoghi che si arricchiscono reciprocamente.
Spazio: dai centri storici alle periferie, fino ai paesaggi quotidiani. In questi luoghi la cultura diventa occasione di incontro, cura e rigenerazione.
Relazioni: tra le due città Foligno e Spoleto, tra istituzioni, artisti, imprese e pubblici, per attivare connessioni durature e generare innovazione culturale e sociale.
Se ulteriori specifiche saranno oggetto di presentazione e valutazione nel corso dell’audizione a Roma del 16 ottobre 2025, Spoleto e Foligno anticipano però le linee guida e la struttura del progetto, che si articolerà in tre tipologie di iniziative:
Iniziative FARO: gli interventi di maggiore visibilità e impatto simbolico, quali grandi mostre, premi, interventi artistici storici reinterpretati in chiave contemporanea, interventi di arte pubblica, rilettura e “apertura” di straordinari materiali d’archivio.
Progetti DIDATTICI, di FORMAZIONE e PARTECIPAZIONE: le azioni dedicate alla formazione e all’attivazione del pubblico attraverso laboratori, incontri, programmi formativi e percorsi di partecipazione che promuovono l’accessibilità a nuove forme di dialogo tra arte, comunità e territori.
Creazione di una RETE DEL CONTEMPORANEO legata al territorio: l’insieme di interventi orientati alla mappatura, alla connessione e alla promozione delle realtà legate al contemporaneo nel territorio, favorendo la collaborazione tra enti pubblici, privati e produttivi, stimolando l’innovazione digitale, la costruzione di archivi e piattaforme condivise, e rafforzando l’attrattività culturale dell’Umbria anche oltre il 2027.
Nello specifico, l’ultimo punto sottolinea il modello di Capitale diffusa che Foligno e Spoleto intendono perseguire, estendendo la cooperazione a un territorio più ampio, lungo l’asse della Flaminia e oltre, fino a diventare occasione di valorizzazione per l’intera regione Umbria.
Ambizione racchiusa anche nel logo di “Foligno-Spoleto in Contemporanea”, realizzato da Due Studio, studio grafico attivo in Umbria, in cui le iniziali delle due città, F e S, racchiuse in una struttura geometrica rigorosa, si intrecciano dando vita a un segno unico, dinamico e simmetrico. Il disegno in bianco e nero, costruito su logiche optical e di contrasto, richiama la ricerca percettiva e modulare di Sol LeWitt, figura cardine della scena artistica internazionale, ma con un forte legame con questo territorio, nel quale ha disseminato diversi interventi.
L’effetto che si genera è illusorio, con le linee sembrano sovrapporsi, avanzare o arretrare, ma in realtà convivono sullo stesso piano visivo. Una caratteristica percettiva che diventa metafora della collaborazione tra le due città: entità autonome e complementari, che si incontrano senza gerarchie, in un equilibrio fatto di reciprocità e tensione creativa.
Vicepresidente e assessore alla cultura della Regione Umbria, Tommaso Bori
“Le nostre due città con grande impegno hanno promosso una candidatura che la Regione ha sposato fin dall’inizio e che ha voluto fortemente sostenere. Crediamo e vogliamo un’Umbria che punta sulla crescita e sulla visibilità anche attraverso la cultura come elemento che qualifica il nostro territorio. La candidatura attraverso un progetto congiunto tra Foligno e Spoleto si basa su una storia di straordinaria rilevanza nel panorama dell’arte contemporanea italiana. Negli ultimi settant’anni, le due città sono state autentici laboratori di innovazione e sperimentazione. L’impegno congiunto delle istituzioni comunali e regionale mira a rafforzare ulteriormente questo posizionamento, creando un polo d’eccellenza che possa contribuire in modo significativo alla valorizzazione dell’arte contemporanea in Italia e all’estero“.
Il sindaco di Spoleto Andrea Sisti
“Spoleto e Foligno sono due città importanti dell’Umbria che hanno deciso di mettere in connessione un patrimonio culturale di grande valore, legato all’arte contemporanea, ponendosi l’obiettivo di valorizzarlo. Ci siamo uniti da subito lungo una direttrice storica che è la Flaminia. L’impostazione del dossier, che è già un progetto molto operativo, punta a fare dei nostri territori dei centri di ricerca sull’economia legata all’arte contemporanea“.
L’assessore alla cultura di Foligno, Alessandra Leoni
“Abbiamo subito creduto nell’unione dei due Comuni che hanno grandi potenzialità artistiche nell’ambito della contemporaneità. Si guarda, però, oltre la candidatura, grazie alla promozione e partecipazione di progetti da parte di associazioni e fondazioni bancarie“.
Il direttore dei Musei Civici di Spoleto, Saverio Verini
“Vogliamo non solo dare vita ad un progetto inclusivo e virtuoso, capace di coinvolgere le due città e di estendersi potenzialmente ai territori limitrofi e all’intera Regione, ma intendiamo valorizzare le energie già presenti e costruire una rete ampia e partecipata, in grado di coinvolgere musei, fondazioni, artisti, scuole, università, centri di ricerca e formazione, associazioni, imprese culturali e tessuto imprenditoriale, ma soprattutto cittadini, insieme ovviamente a visitatori e turisti”.
Emanuele De Donno, per la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno
“L’attività del contemporaneo, al di là del progetto in essere, è già innestato nel territorio. Il bando del ministero costituisce uno stimolo per proseguire in questa direzione e diventa un’occasione per le istituzioni per promuoverle, a prescindere dal risultato finale“.
Monica Sassi, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno
“Il nostro ruolo si declina in tre impegni precisi: fare sistema, ossia creare sinergia tra le energie migliori delle due città. Secondo, vogliamo investire sul futuro, sul capitale umano, cercando di attrarre i giovani talenti affinché nelle nostre città possano vivere e creare. Terzo, costruire un’eredità per innescare un processo innovativo e duraturo. Siamo consapevoli che investire in cultura è un veicolo di sviluppo importante, perché genera un doppio ritorno, sia economico che sociale“.
Paolo Feliziani, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto
“Nei nostri programmi è tradizione che l’arte e la cultura abbiano lo spazio maggiore, ossia che ad essi sia riservata una quota significativa delle nostre erogazioni distribuite tra i vari settori di intervento. Non solo per il Festival dei Due Mondi, il Teatro Lirico Sperimentale, le Istituzioni ed Associazioni autorevoli e prestigiose, quali ad esempio il Centro Studi sull’Alto Medioevo o l’Accademia degli Ottusi, ma anche perché abbiamo a Palazzo Collicola una importante Galleria di arte contemporanea brillantemente diretta da Saverio Verini. Se nei nostri territori oggi abbiamo un patrimonio artistico di grande valore, è perché nel tempo c’è stata sempre una grande attenzione alla contemporaneità dell’arte”.
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Inaugurata la prima collezione permanente nei Centri di Salute Mentale con A-Head Project e 3500cm²
Al Centro di Salute Mentale di Vetralla, si è tenuta l’inaugurazione del progetto 3500cm², curato da Lorenzo Benedetti in collaborazione con A-Head Project di Angelo Azzurro Onlus, con il sostegno della presidente dott.ssa Stefania Calapai e del dott. Francesco Cro, responsabile della struttura.
Francesco Cro Direttore CSM Vetralla
L’arte contemporanea è entrata concretamente nei luoghi della cura, trasformandoli in spazi di incontro, inclusione e bellezza. L’iniziativa segna l’avvio della collezione permanente di opere di 3500cm² nei Centri di Salute Mentale del Lazio, che si diffonderà progressivamente in tutta Italia, creando un modello innovativo che unisce arte, salute e partecipazione sociale.
Stefania Calapai, Ra di Martino, Lorenzo Benedetti
“Oggi vediamo realizzarsi un sogno che unisce arte e salute mentale in un percorso di bellezza condivisa,” ha dichiarato la dott.ssa Stefania Calapai, presidente di Angelo Azzurro Onlus. “La collaborazione con artisti e curatori come Lorenzo Benedetti ci permette di restituire valore alla creatività come forma di cura, trasformando gli spazi della terapia in luoghi vivi, accoglienti e umani.”
Poster Ra di Martino
La collezione comprende opere di Nicole Werner, Vladimir Radunsky, Sarina Scheidegger, Giulio Paolini, John Armleder, Carla Accardi, Ciprian Muresan e Hans Schabus, artisti che con i loro linguaggi e visioni contribuiscono a creare un dialogo vitale tra arte contemporanea e cura.
“Portare l’arte contemporanea nei Centri di Salute Mentale significa ridefinire i confini dello spazio espositivo,” ha spiegato Lorenzo Benedetti, curatore di 3500cm². “Con 3500 centimetri quadrati, ogni artista racconta una visione che diventa parte del quotidiano, generando bellezza e riflessione dove più servono: nei luoghi della fragilità e dell’incontro.”
Inaugurazione A-Head e 3500cm2 al CSM di Vetralla
Durante l’evento è stato distribuito il nuovo poster di Rä di Martino, Kant Can’t (2025, #109 3500cm²), donato dall’artista ad A-Head Project. L’opera inaugura simbolicamente un nuovo capitolo del progetto, ponendo al centro il dialogo tra linguaggio artistico, percezione e salute mentale.
“Questo progetto dimostra come la cura possa uscire dagli schemi tradizionali e accogliere l’arte come risorsa terapeutica,” ha commentato il dott. Francesco Cro, responsabile del CSM di Vetralla. “Il contatto quotidiano con le opere stimola nei pazienti una forma di benessere diversa, più intima, legata alla scoperta e alla bellezza.”
Giulio Paolini (Genova,1940)
Nel corso degli anni, A-Head Project ha costruito un percorso di cooperazione tra arte contemporanea e psichiatria, promuovendo la lotta allo stigma e valorizzando la capacità dell’arte di stimolare riflessione, connessione e consapevolezza.
Le prossime tappe del progetto prevedono l’installazione permanente di 30 poster d’artista in altre strutture del Lazio e la distribuzione libera delle opere al pubblico, creando una rete di spazi di bellezza condivisa all’interno del sistema sanitario.
3500 cm² è un progetto ideato e curato da Lorenzo Benedetti, dedicato alla diffusione dell’arte contemporanea attraverso il formato del manifesto. Ogni artista dispone di 3500 centimetri quadrati (50×70 cm) per creare un’opera pensata per lo spazio pubblico, distribuita gratuitamente per rendere l’arte accessibile, inclusiva e democratica. Nato a Roma nel 2004 all’interno di BlueRoom – Rialto Sant’Ambrogio, il progetto utilizza il manifesto come spazio espositivo diffuso, trasformando la città in una piattaforma d’arte contemporanea. Nel tempo si è esteso a livello internazionale — da Ljubljana a Berlino, Parigi e altre città — collaborando con istituzioni, musei e biennali che ne hanno riconosciuto l’approccio innovativo. Oggi 3500 cm² continua a evolversi portando l’arte in contesti non convenzionali, come spazi pubblici e luoghi della cura, per creare momenti di incontro, riflessione e benessere visivo. Questa espansione rafforza la sua missione originaria: superare i confini del museo tradizionale e trasformare l’arte in una presenza quotidiana. Il progetto si configura così come un museo diffuso, in cui i poster diventano parte integrante dell’ambiente urbano, creando un dialogo continuo tra opera, pubblico e territorio. Ogni luogo può diventare uno spazio espositivo e ogni passante, un visitatore.
Rä di Martino – Profilo
Rä di Martino (Roma) ha studiato a Londra, conseguendo un MFA alla Slade School of Art, e ha proseguito la sua ricerca tra New York e l’Italia. La sua pratica indaga il passare del tempo e il divario tra narrazioni epiche e vissuto personale, combinando pathos e distacco attraverso film, video e fotografia.Ha esposto e presentato le sue opere in importanti istituzioni e festival internazionali, tra cui MoMA PS1, Tate Modern, Palazzo Grassi – Punta della Dogana, Museion, Manifesta e la Biennale di Busan.Nel 2014 ha presentato il documentario The Show MAS Go On alla Mostra del Cinema di Venezia, vincendo il Premio Gillo Pontecorvo, il Premio SIAE e un Nastro d’Argento. Il suo lungometraggio Controfigura (2018), premiato con l’Eurimages Lab Award, è stato anch’esso presentato a Venezia.Tra i progetti successivi: Afterall (premiato con l’Italian Council Award, 2018–19), l’installazione L’eccezione al Museo del Novecento di Firenze (Premio Lio Capital), e il documentario sperimentale Fuori dai teatri (2021). Nel 2022 ha realizzato mostre personali al Forte Belvedere di Firenze e alla Torre Matta di Otranto, con un nuovo lavoro dedicato a Carmelo Bene. Nel 2023 vince il PAC, Piano per l’Arte Contemporanea, per una nuova mostra Kant Can’t presentata al Polo Museale di Potenza e nel 2025 alla Fondazione Giuliani di Roma.
Il progetto A-HEAD nasce nel 2017 per volere della famiglia Calapai per la lotta allo stigma dei disturbi mentali e dalla collaborazione tra l’Associazione Angelo Azzurro ONLUS ed artisti e dj di respiro internazionale: infatti con il progetto A-HEAD Angelo Azzurro, curato da Piero Gagliardi dal 2017 dino al 2022, mira a sviluppare un percorso conoscitivo delle malattie mentali attraverso l’arte, sostenendo in maniera attiva l’arte contemporanea e gli artisti che collaborano ai vari laboratori che da anni l’associazione svolge accanto alle attività di psicoterapia più tradizionali. Data la natura benefica del progetto, con A-HEAD la cultura, nell’accezione più ampia del termine, diviene un motore generatore di sanità, nella misura in cui i ricavati sono devoluti a favore di progetti riabilitativi della Onlus Angelo Azzurro, legati alla creatività, intesa come caratteristica prettamente umana, fondamentale per lo sviluppo di una sana interiorità. Lo scopo globale del progetto è quello di aiutare i giovani che hanno attraversato un periodo di difficoltà a reintegrarsi a pieno nella società, attraverso lo sviluppo di nuove capacità lavorative e creative.
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D O N N E Pluri-personale di Giancarlino Benedetti Corcos, Fausto Delle Chiaie e Giuseppe Fulcheri Inaugurazione lunedì 20 ottobre 2025 ore 18.00-21.00 | Galleria Pian de’ Giullari
Lunedì 20 ottobre alle 18.00 inaugurazione ad ingresso libero.
A seguire nella settimana altri eventi dedicati al lavoro di ciascuno degli Artisti.
Donne. Amate, desiderate, stimate, ma anche temute, vengono ritratte da tre artisti diversissimi fra loro, ma uniti da una visione gentile del mondo e di chi lo abita. Nella mostra curata da Andrea Bottai, che sarà inaugurata lunedì 20 ottobre alle 18.00 alla Galleria Pian de’ Giullari in via dei Cappellari 49, troveremo le “Donne a colori” di Giancarlino Benedetti Corcos accanto alle “Ragazze in gamba” di Fausto Delle Chiaie e alle “Muse nella Notte” di Giuseppe Fulcheri.
Gli artisti offrono una successione di sfumature del mondo femminile che l’immaginario maschile è portato ad indagare nella ricerca di una complementarità di cui non può fare a meno.
Da sempre l’arte ha privilegiato il soggetto femminile, al centro infatti delle opere più famose: l’Annunciazione del Beato Angelico, la Gioconda di Leonardo Da Vinci, la Marilyn Monroe di Andy Warhol…
La donna come riferimento insostituibile nella realtà di ogni uomo spinge l’artista a misurarsi prima con la rappresentazione simbolica di questa importante relazione che di volta in volta ingaggia le donne come sorelle, amiche, amanti, guide, fonti di ispirazione o passione, porti sicuri e molto altro, in una relazione che sempre aspira, o dovrebbe aspirare, alla reciprocità di rispetto e amore.
Titolo: DONNE a cura di Andrea Bottai Dal 20 al 25 ottobre ore 11-19 nell’ambito della Rome Art Week Luogo: Galleria Pian de’ Giullari, Via dei Cappellari 49, Roma
Inaugurazione: lunedì 20 ottobre dalle 18.00 alle 21.00 Tre singoli eventi durante la mostra saranno dedicati a ciascun Artista: Fausto Delle Chiaie | mercoledì 22 ottobre ore 18.00-21.00 Giuseppe Fulcheri | giovedì 23 ottobre ore 18.00-21.00 Giancarlino Benedetti Corcos e Finissage della Mostra | sabato 25 ottobre ore 18.00-21.00 Info: Pian de’ Giullari T. + 39 366 3988603 | andreabottairoma@gmail.com
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Fu perseguitato prima dal fascismo e poi dall’oblio, eppure Agostino Buda, messinese, era stato tra i fondatori del Partito d’Azione, molto attivo nell’antifascismo italiano, nella Resistenza e nella scrittura della Costituzione. Nato a Messina nel 1913, fu molto operoso nella trama antifascista, dal 1936 fino al dopoguerra, fra Bologna, Ferrara e Milano, dove morì nel 1985, dimenticato da tutti.
A far rivivere la figura di Agostino Buda ci hanno pensato l’Anpi cittadina e la Società messinese di storia patria: se ne parlerà lunedì 20 ottobre, a partire dalle ore 17, nell’Aula Cannizzaro del Rettorato dell’Università. Apriranno l’incontro il prof. Salvatore Bottari, presidente della Società messinese di storia patria, e il prof. Giuseppe Martino, presidente dell’Anpi provinciale. Interverranno poi il noto storico Santi Fedele, valido studioso dei gruppi liberalsocialisti cui apparteneva Buda, e il prof. Dino Calderone, che di recente si è molto dedicato alle ricerche sull’antifascista messinese, spingendo verso una storiografia più attenta alla figura di Agostino Buda, finora piuttosto trascurata. Eppure Buda non solo ebbe contatti con Aldo Capitini, Giorgio Bassani, Norberto Bobbio e Ugo La Malfa, ma lavorò alacremente nel collegamento del movimento antifascista italiano, in maniera intelligente e decisa, “meritandosi” la persecuzione e il carcere del regime mussoliniano.
Immediatamente dopo la fine della guerra, si ritrova il Buda difensore del primo obiettore di coscienza italiano, Pietro Pinna, andato sotto processo a Torino per la sua scelta pacifista e nonviolenta.
Concluderà i lavori dell’incontro Giuseppe Restifo dell’Anpi provinciale di Messina.
Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia Comitato provinciale di Messina comunicato stampa – 18 ottobre 2025
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Dal 18 al 26 ottobre 2025 Firenze – Fortezza da Basso Il programma degli appuntamenti della XV Florence Biennale
Domani 18 ottobre inaugura la XV edizione della Florence Biennale, in programma fino al 26 ottobre 2025 presso la suggestiva Fortezza da Basso, cuore della città di Firenze. Attraverso il tema centrale “The Sublime Essence of Light and Darkness. Concepts of Dualism and Unity in Contemporary Art and Design”, questa edizione si propone come un’esplorazione dell’eterno connubio tra luce e oscurità. La Florence Biennale è sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e si avvale del Patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Firenze.
Su 11.000 metri quadrati, oltre 550 artisti e designer provenienti da oltre 85 Paesi e 5 continenti – selezionati con cura per garantire una straordinaria varietà di stili – presenteranno più di 1.500 opere direttamente agli operatori culturali e al grande pubblico.
Tra gli ospiti più attesi spiccano 2 protagonisti assoluti della creatività contemporanea: Tim Burton, regista e artista statunitense, e Patricia Urquiola, architetto, designer e art director dell’azienda Cassina. Per l’occasione, Tim Burton presenterà l‘inedita mostra personale “Tim Burton: Light and Darkness”, curata da lui insieme alla Florence Biennale. Inoltre, il giorno martedì 21 ottobre alle ore 17.00, presso l’area teatro della Florence Biennale (Padiglione Spadolini, Fortezza da Basso, Firenze), Tim Burton riceverà il Premio “Lorenzo il Magnifico” alla Carriera, in riconoscimento del suo eccezionale contributo all’arte visiva. La cerimonia di premiazione si svolgerà alla presenza dell’artista, nell’ambito di un evento speciale. Patricia Urquiola – alla quale il giorno giovedì 23 ottobre alle ore 17.00, sempre presso l’area teatro della Florence Biennale verrà invece conferito il Premio Internazionale “Leonardo da Vinci” alla Carriera (Design) – porterà la sua mostra inedita “Transitions“, un’installazione che riflette il cuore del suo metodo progettuale. La cerimonia di premiazione si svolgerà alla presenza della designer, nell’ambito di un evento speciale che includerà un dialogo aperto con il pubblico tra Patricia Urquiola e Silvia Robertazzi, critica del design e Direttrice della rivista internazionale Marie Claire Maison (Media Partner della manifestazione). Il calendario degli eventi dell’edizione 2025 della Biennale si preannuncia ricco e articolato, con una grande varietà di appuntamenti collaterali. La programmazione include la partecipazione di 7 Guests of Honour internazionali, figure di riferimento nel mondo dell’arte, del design e della cultura visiva, quali la jewellery designer cilena Nicole Albagli Iruretagoyena, il fotografo svedese Gabriel Isak, l’artista italiano Andrea Prandi, la scultrice britannica Emily Young, la pittrice, scultrice e designer giapponese Liku Maria Takahashi, l’artista cinese Chao Ge e Gregorio Luke. Vi sarà, inoltre, lo svolgimento di vari Progetti Speciali, quali:la mostra fotografica collettiva “Art Comes Before“, in collaborazione con Lory Digital Fine Art, incentrata sulle opere del compianto fotografo fiorentino Manfredo Pinzauti, presentate insieme a quelle di altri autori emergenti.SlowTile by Made in Sipario.Tra i progetti speciali figurano anche quelli in chiave Educational, sviluppati in collaborazione con vari enti ed istituti formativi, pubblici e privati: Liceo Artistico di Porta Romana, Pneuma Art Foundation, Università di Pisa, Università di Siena, LABA. In particolare, il Campus di Arezzo di UNISI presenta la mostra “Florent in Auro. Gioielli per la Rosa D’Oro di Pio II” a cura del Prof. Paolo Torriti, ideata nell’ambito del Master Executive del Gioiello.Mostra collettiva di design “Trame” a cura di Silvia Fanticelli.Il progetto di economia circolare presentato da Revet, R3Direct e WASP.Il progetto internazionale “Archibiofoam“, che coinvolge Università di Aalto (Juha Koivisto), Università di Milano (Stefano Zapperi), Università di Stoccarda (Achim Menges), Woamy (Luisa Jannuzzi) e Cornell University (Tiffany Cheng).La mostra “Tuscany Means Design” di ADI – Associazione per il Disegno Industriale. A cura di Perla Gianni.Le anteprime cinematografiche nazionali saranno “Die Höhenluft – Für alle und keinen” (L’aria pura di montagna – Per tutti e per nessuno) di Mika’Ela Fisher (Germania); il cortometraggio “Milk Teeth – Essere bambine in Afghanistan” di Amin Meerzad (Afghanistan), nato da un’idea del regista e autore Giuseppe Carrieri e di Alessandra Mastronardi; il corto “Tango en penumbras” (Tango in penombra) di Teresa Mular (Argentina); il film-documentario “The Sacred Art Movement” di Olusola Otori (Nigeria); il documentario “Near Light” di Niccolò Salvato (Italy/UK) e il corto in stop motion “Playing God” di Matteo Buriani (Italia/Francia). Inoltre, verranno consegnati 3 Premi “in memoriam”: con il primo, la Florence Biennale onora la memoria del pittore, scultore, smaltatore e ceramista Oliviero Leonardi (1921 – 2019), conferendo il Premio “Lorenzo il Magnifico” del Presidente in memoriam all’omonima associazione, che ne coltiva lo studio e ne promuove l’opera; con il secondo, la Florence Biennale rende omaggio a Marcelo Mayorga assegnandogli il Premio “Lorenzo il Magnifico” del Presidente alla carriera “In Memoriam” e allestendo una mostra a lui dedicata. Infine, la commemorazione di Mario Pachioli, artista di respiro internazionale e membro della Giuria internazionale della manifestazione, a cui Florence Biennale tributa il Premio “Lorenzo il Magnifico”, da lui stesso creato, in riconoscimento delle straordinarie capacità creative, formative e umane che lo hanno reso un grande scultore e un maestro di indiscusso valore. L’edizione 2025 sarà arricchita da workshop, talk e live performance, tra cui si nomina la performance “Omaggio a John Cage” dell’artista multimediale e compositore Sergio Maltagliati, un omaggio al maestro del silenzio e della libertà creativa, che esplora i temi dell’ascolto, dell’azione e della partecipazione collettiva, intrecciando memoria storica e linguaggi digitali contemporanei. In area workshop sono previsti i laboratori esperienziali su luce e ombra (per bambini) curati da Laura Izzi in collaborazione con Chiara Nannini e Lara Negri, e il workshop, per tutte le età, di Liku Maria Takahashi: “Se il gabbiano di Jonathan Livingston fosse un uccello migratore“, con cui l’artista giapponese, creatrice del metodo “Maris”, che rende l’arte accessibile anche ai non vedenti, offre un’esperienza tattile e simbolica per esplorare insieme luce, oscurità, unità e resilienza. Tra i talk di questa edizione figurano quelli tenuti da Gregorio Luke, ex direttore del Museo d’Arte Latinoamericana di Los Angeles e membro storico della Giuria internazionale della biennale che, nel XX anniversario della sua collaborazione con Florence Biennale offre al pubblico della mostra due lectures che si collegano al tema di questa edizione. Il primo è previsto per il giorno mercoledì 22 ottobre alle ore 18.00 e sarà dedicato a Rembrandt, pittore e incisore olandese, maestro del chiaroscuro; il secondo, invece, è programmato per sabato 25 ottobre alle ore 17.00 e sarà incentrato su David Alfaro Siqueiros, rivoluzionario nella vita e innovatore nell’arte. Momento di grande prestigio sarà quello che vedrà la partecipazione di Alejandra Castro Rioseco, importante collezionista d’arte nonché fondatrice e direttrice di MIA Art Collection, che condividerà invece riflessioni personali e scoperte maturate in una vita dedicata all’incontro con le opere di artiste donne, con lo speech “Women Artists Between Light and Darkness”. La XV Florence Biennale sarà segnata anche da “Design Days” a cura di Gabriele Goretti, un appuntamento di due giornate dedicate al dialogo tra creatività e manifattura, con la partecipazione di designer di fama nazionale e internazionale che hanno collaborato con aziende simbolo dell’eccellenza produttiva italiana. In più, per la prima volta nella storia della Florence Biennale, verrà attivato 1 contest grazie alla collaborazione con LOQI, che realizzerà la shopper in edizione limitata della mostra. LOQI assegnerà un premio speciale ad un artista: il vincitore avrà l’opportunità di creare una propria shopper, che verrà poi venduta nel circuito museale di LOQI. Mercoledì 22 ottobre alle ore 12.30 coronerà questa edizione della Biennale la presentazione del catalogo della mostra (Editoriale Giorgio Mondadori), a cura di Giovanni Cordoni e Jacopo Celona, insieme a Carlo Motta, responsabile del settore libri di Editoriale Giorgio Mondadori. La manifestazione si concluderà domenica 26 ottobre con 2 appuntamenti speciali: – alle ore 15.00, la Cerimonia di premiazione degli artisti e designer partecipanti, che si terrà nell’area teatro del Padiglione Spadolini alla Fortezza da Basso;- alle ore 17.30, il Finissage ufficiale, sempre presso l’area teatro del Padiglione Spadolini.
INFORMAZIONI UTILI EVENTO: XV FLORENCE BIENNALE APERTURA AL PUBBLICO: Dal 18 al 26 ottobre 2025
ORARI: sabato 18 dalle 14.00 alle 20.00 domenica 26 dalle 10.00 alle 19.00 tutti gli altri giorni dalle 10.00 alle 20.00 Lunedì 20 chiuso DOVE: Fortezza da Basso – Firenze INGRESSO: biglietto intero € 14, ridotto € 9 (altre opzioni sul sito) ACQUISTO BIGLIETTI SU VIVATICKET.COM INGRESSO GRATUITO RISERVATO AI GIORNALISTI PREVIA PRESENTAZIONE DEL TESSERINO O RICHIESTA DI ACCREDITO ALL’UFFICIO STAMPA CULTURALIA
CATALOGO REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON EDITORIALE GIORGIO MONDADORI
PARTNER CULTURALE L’Hotel Savoy, Rocco Forte Hotel’s in Florence partecipa in veste di partner culturale della XV edizione della Florence Biennale a conferma del legame con la scena culturale del capoluogo fiorentino. Per l’occasione, l’indirizzo fiorentino Hotel Savoy, Rocco Forte Hotel’s in Florence ospiterà la festa di apertura ufficiale della Biennale, trasformando il dehors affacciato su Piazza della Repubblica, il Ristorante Irene e il recentemente inaugurato Bar Artemisia in luoghi di incontro tra artisti, curatori, stampa internazionale e invitati cosmopoliti.
MEDIA PARTNER Marie Claire Maison – Hearst Italia QN STIR
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17 ottobre – 19 dicembre 2025 Inaugurazione: giovedì 16 ottobre ore 18.30
Dal 17 ottobre al 19 dicembre 2025, la galleria BKV Fine Art di Milano presenta la mostra Bernardo Strozzi – Piero Manzoni. Presenza Assenza, realizzata in collaborazione con la Fondazione Piero Manzoni, che accosta le opere di due grandi maestri dell’arte italiana. Bernardo Strozzi (Genova, 1581 – Venezia, 1644), figura cruciale della pittura del primo Seicento a Genova e Piero Manzoni (Soncino, 1933 – Milano, 1963) artista innovativo nel panorama artistico milanese e internazionale del dopoguerra.
Un accostamento inedito, di una trentina di opere, che mette in relazione due artisti di epoche diverse e in apparenza inconciliabili per intessere un dialogo serrato tra la rigogliosa pittura barocca di Strozzi – la presenza, a cui allude il titolo della mostra – e gli Achromes di Manzoni l’assenza, realizzati in diversi materiali come la tela grinzata, il panno cucito, la fibra di vetro, il polistirolo o il cotone idrofilo, tra pienezza espressiva e grado zero della pittura.
Nati a distanza di quasi quattrocento anni, il primo “da poveri si onorati parenti”, mentre il secondo da famiglia aristocratica, Strozzi e Manzoni sono figure diverse ma accomunate dallo spirito di libertà nella ricerca. Entrambi intraprendono degli studi a cui non saranno mai destinati, Strozzi di Lettere e Manzoni in Giurisprudenza; entrambi sono autodidatti: il genovese frequenta per soli due anni la bottega di un pittore toscano per poi scoprire una vocazione religiosa che lo porta in convento e non gli permette di diventare un “maestro”, mentre il milanese fugge la vita universitaria per frequentare gli studi degli amici pittori legati al movimento nucleare.
Per entrambi l’arte risulta una forza propulsiva intrinseca, che non necessita di basi accademiche per lasciare un’impronta. Il lavoro del pittore genovese prende avvio da echi caravaggeschi. Come vediamo nel Martirio di Sant’Orsola (1618 – 1620 ca.), esposto in mostra, omaggio all’opera di Caravaggio di eguale soggetto, Strozzi si concentra sulla superficie pittorica, tirata come in un effetto di lamine battute, create da pennellate fitte e pastose giustapposte l’una all’altra, dove la luce non entra nel ductus pittorico ma rimbalza sulla materia, come accade per il cappello del carnefice che sta per colpire Sant’Orsola.
La fase veneziana, l’ultima nella carriera di Strozzi, presenta un accentuarsi della libertà di stesura pittorica, evidente soprattutto nelle pennellate bianche dei ritratti, genere in cui è specializzato in questo periodo, come ad esempio nel Ritratto di frate cappuccino (1635 – 1640 ca.). La pennellata veloce e i contorni più sfumati creano una pittura che si sfalda nella luce.
Uso originale dei materiali è anche quello che caratterizza gli Achromes di Manzoni, quadri senza colore, più che bianchi, dove la superficie diventa un’area di libertà tendente all’infinito. E ancora di più, in questa serie di opere è centrale proprio il tema dell’assenza, come scrisse l’artista nel 1960: “Perché invece non vuotare questo recipiente? Perché non liberare questa superficie? Perché non cercare di scoprire il significato illimitato di uno spazio totale, di una luce pura e assoluta? […]la questione per me è dare una superficie integralmente bianca (anzi integralmente incolore, neutra) al di fuori di ogni fenomeno pittorico, di ogni intervento estraneo al valore di superficie: un bianco che non è un paesaggio polare, una materia evocatrice o una bella materia, una sensazione o un simbolo o altro ancora: una superficie bianca che è una superficie bianca e basta“.
A corredo dell’esposizione sarà pubblicato un catalogo con testi di Flaminio Gualdoni, Gaspare Luigi Marcone e Gabriele Reina oltre alla riproduzione di tutte le opere esposte.
La mostra è realizzata in collaborazione con la Fondazione Piero Manzoni, rappresentata da Hauser & Wirth.
Si ringrazia Aon per il supporto.
BKV Fine Art
Nata alla fine del 2023 dall’incontro di Paolo Bonacina, Edoardo Koelliker e Massimo Vecchia e specializzata in dipinti di antichi maestri e artisti italiani e internazionali del XX secolo, la galleria si trova a Milano, a due passi dalla Rotonda della Besana, in uno storico palazzo cittadino d’inizio Novecento. Tre piani signorili avvolti da boiserie e velluti alle pareti, dedicati tanto ai cultori dell’arte antica quanto a quelli dell’arte moderna. Nel maggio 2025 la galleria ha inaugurato una nuova sala pensata per ospitare progetti speciali inediti: mostre di artisti meno noti al grande pubblico, installazioni site-specific, focus tematici e accostamenti trasversali tra le arti, anche di diverse epoche.
Bernardo Strozzi – Piero Manzoni. Presenza Assenza Milano, BKV Fine Art 17 ottobre – 19 dicembre 2025 Inaugurazione: giovedì 16 ottobre ore 18.30
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Nell’ambito della Biennale di Architettura di Pisa 2025, il Museo della Grafica (Comune di Pisa, Università di Pisa) è lieto di invitarvi all’inaugurazione della mostra “L’albero e la città onirica” di Silvia Chiara Lucchesini.
“L’albero e la città onirica” mostra di Silvia Chiara Lucchesini
Sabato 18 ottobre 2025, ore 17:30 Museo della Grafica – Palazzo Lanfranchi (Lungarno G. Galilei, 9 – Pisa)
L’architetta, pittrice e fotografa Silvia Chiara Lucchesini presenta una mostra che unisce acquerelli e fotografie in un racconto poetico sul dialogo tra natura e città. Alberi, paesaggi immaginari, città capovolte e lune diventano simboli di introspezione e rinascita, offrendo una visione affascinante tra natura, surrealismo e percezione.
Si invita a prendere visione dell’informativa segnalando che durante l’evento saranno effettuate riprese foto e video. Con la partecipazione all’evento si intende prestato il consenso al trattamento della propria immagine che potrà essere pubblicata su siti web, canali social media e altre piattaforme pubbliche del Sistema Museale di Ateneo e dell’Università di Pisa.
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Settore Musei Civici Bologna | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna Kipras Dubauskas. Pirogenia. Folla e demoni A cura di Elisa Del Prete e Andrea Pastore
Kipras Dubauskas. Pirogenia. Folla e demoni,dal 16 ottobre all’11 gennaio 2025 al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna, è la prima esposizione personale dell’artista lituano presso un’istituzione museale italiana, un progetto di NOS Visual Arts Production a cura di Elisa Del Prete e Andrea Pastore.La mostra rientra nel programma
Cultura Lituana in Italia 2025-2026,realizzato dall’Istituto di Cultura Lituano di Roma e dall’Ambasciata della Repubblica di Lituania in Italia, è sostenuta da Lithuanian Council for Culture, è stata resa possibile grazie alla collaborazione di Meno Parkas Gallery, Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia e Canali di Bologna ed è statapensata per gli spazi della Project Room del MAMbo.
Kipras Dubauskas, Firestarter, film still, 2024
«La Project Room del MAMbo è lo spazio che dedichiamo a progetti capaci di interrogare il territorio con sguardi esterni e inediti – dichiara Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo – Con la ricerca di Kipras Dubauskas, la Bologna delle Acque diventa protagonista di una riflessione attuale e necessaria, soprattutto alla luce delle recenti alluvioni che hanno reso ancora più urgente ripensare il nostro rapporto con l’ambiente e con i suoi elementi naturali. La mostra è il risultato di una collaborazione corale con enti e associazioni del territorio e testimonia la vocazione del museo a sostenere la produzione culturale di nuove opere che parlino al presente e ci aiutino a immaginare nuovi futuri».La mostra è costituita da una grande installazione, un diorama immersivo che ruota attorno a Firestarter (2024, 15′), film in 16mm cui l’artista ha lavorato a partire dal 2021 nel corso di una residenza di ricerca a Bologna su invito di NOS e MAMbo.Girato tra Italia e Lituania, il filmè il terzo capitolo di una trilogia nata durante il periodo della pandemia da Covid-19 in cui l’artista ha esplorato la natura e l’estetica del soccorso nella nostra società. Le vie di fuga dell’architettura urbana, come le prospettive dei portici bolognesi e i canali sotterranei, sono per l’artista l’ambientazione di una narrazione tra deriva urbana e rituali salvifici che mette al centro il tema del fuoco. In questa parabola contemporanea, il fuoco, o meglio i fuochi, diventano metafora delle crisi in corso su cui la società moderna dibatte, senza trovare una via salvifica condivisa. Dopo i primi due capitoli della trilogia del “soccorso” dedicati alle vie di fuga di terra e di acqua, Firestarter esplora l’elemento del fuoco proponendo una rivisitazione moderna della storia di Sant’Antonio Abate, una figura, ricorrente nella storia dell’arte, che porta luce, calore e prosperità al genere umano e garantisce salvezza agli animali.
«Pirogenia – osserva la co-curatrice Elisa Del Prete riferendosi al titolo della mostra – è la stirpe che abita oggi il tempo del fuoco, riesumando buone pratiche di antica discendenza, ma al tempo stesso sviluppando adattamento a una condizione di combustione tossica divenuta virale. Lo storico britannico Stephen J. Pyne lo definisce Pirocene, un tempo in cui il possesso del fuoco, originariamente salvifico, così come lo è nella storia di Sant’Antonio, è diventato uno strumento per “cucinare” il pianeta. Kipras Dubauskas denuncia da un lato il divampare senza controllo di fuochi che sono le crisi in atto, non solo ambientali, dall’altro l’assopimento di una stirpe che ha perso punti di riferimento per dare ascolto a chi alza la voce stando dietro una maschera».
Veduta di allestimento / Installation view Kipras Dubauskas. Pirogenia. Folla e demoni, 2025. Foto di Luca Finotello. Courtesy Comune di Bologna | Settore Musei Civici | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
La suggestiva installazione allestita nella Project Room guida il pubblico in un mondo alla deriva. Oggetti di scena, casette, mobili di fortuna, un gabbiotto da cantiere, un camion dei vigili del fuoco dato alle fiamme sono le architetture di una condizione di allerta. Dalla penombra emergono sculture, disegni, collage e piccole opere nascoste di artiste e artisti con cui Kipras Dubauskas collabora, come fossero puntelli rimasti di un’epoca passata. L’arte mostra la sua natura corale quando si sviluppa attraverso una contaminazione di pensiero, di estetica ed esperienza.
Formatosi come scultore, Dubauskas prosegue il suo percorso artistico con la street art e i graffiti alimentandosi del senso di fare collettivo. L’attraversamento di luoghi ai margini, di interstizi urbani, sottosuoli e infrastrutture abbandonate, di ciò che resta nascosto, o meglio di ciò che la società non ama rendere visibile o di cui non vuole occuparsi, nutrono la sua pratica situata. Da qui anche l’utilizzo della pellicola come strumento sulla cui superficie l’immagine può trasformarsi rispetto a quella che percepisce l’occhio, tramite inceppamenti, sovraesposizioni, bruciature e fuori fuoco.
Dubauskas, così come il direttore della fotografia del film Eitvydas Doškus vincitore di numerosi premi di cinematografia, si inserisce in quella scena di artisti e attivisti lituani che attingono a pratiche urbane di riappropriazione dello spazio pubblico e a un filone di autori di “home movies” in pellicola (si pensi alle sperimentazioni di Jonas Mekas) che contribuiscono a rinnovare.
Firestarter prende forma in un lungo processo di esplorazione che dalle zone industriali di Vilnius si spinge a più riprese nelle viscere di Bologna, ma non solo. Al melange filmico l’artista giunge intrecciando al girato originale filmati in stop-motion e materiali d’archivio appartenenti a una collezione di pellicole di esercitazioni di inizio Novecento provenienti dalla stazione londinese dei Vigili del Fuoco di Lambeth.
A Bologna la narrazione si dipana tra gli spazi industriali di DumBO, i lunghi portici di via Saragozza, il quartiere Pilastro e il canale Navile, con un’incursione a Macerata Campania (CE) per la festa tradizionale di Sant’Antonio Abate: «ci siamo trovati nella processione per Sant’Antonio a Macerata – spiega il co-curatore Andrea Pastore – a essere accolti mentre portavamo il profano nel sacro. C’è bisogno di un nuovo collante tra le persone, di una nuova fede che ci veda uniti, santi e demoni, di una visione che ci conduca a far tesoro del fuoco che la Terra ci fornisce come scintilla di vita e non di morte. Il lavoro di Kipras è misterioso, fastidioso e pungente, certamente non esplicito e ammaliante. La sua pratica lenta e meticolosa, talvolta incomprensibile. Eppure le parabole moderne cui dà vita nei suoi film, come nei suoi progetti contestualizzati, diventano preziose metafore della società in cui viviamo».
Veduta di allestimento / Installation view Kipras Dubauskas. Pirogenia. Folla e demoni, 2025. Foto di Luca Finotello. Courtesy Comune di Bologna | Settore Musei Civici | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
La mostra Kipras Dubauskas.Pirogenia. Folla e demoni è frutto di una preziosa e proficua collaborazione con varie realtà del territorio che si è andata articolando durante le fasi di ricerca e produzione del film. In tal senso diventa anche un racconto inedito di Bologna grazie agli sguardi che l’artista ha collezionato, nei suoi quattro anni di frequentazione della città, tessendo una rete di relazioni durante camminate e perlustrazioni, in superficie come nel sottosuolo.
L’esposizione rappresenta l’epilogo di un progetto nato da una collaborazione virtuosa tra NOS e la casa di produzione indipendente lituana Spongė Lab, che ha avuto il supporto del Lithuanian Council for Culture e della Meno Parkas Gallery di Kaunas, ha visto la collaborazione del MAMbo e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e si è avvalso di una fitta rete di partner quali DumBO, Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia e Accademia di Belle Arti di Bologna.
La collaborazione con Canali di Bologna – già prezioso alleato nella realizzazione del film – prosegue anche in questa occasione con l’organizzazione di uno speciale tour gratuito in programma giovedì 16 ottobre 2025 con una visita guidata alla mostra alle ore 19.00 che prosegue nei sotterranei del Canale Reno alle ore 20.30. Lo speciale tour, che vedrà la presenza dell’artista e dei curatori della mostra per la parte espositiva e l’accompagnamento di Milena Naldi per Canali di Bologna, ha l’obiettivo di offrire al pubblico un’occasione unica per un attraversamento della città sotterranea che ribalti, ancora una volta, la visione che si ha di essa. Per accedere ai sotterranei del Canale Reno è obbligatorio indossare stivali di gomma o scarpe da trekking alte ed impermeabili ed essere in possesso di una torcia da usare all’occorrenza. Per partecipare al tour, aperto a un numero massimo di 30 visitatori, è obbligatorio prenotare il proprio posto scrivendo un’e-mail a edumuseicivicibologna@comune.bologna.it entro le ore 12.00 di mercoledì 15 ottobre.
Kipras Dubauskas – Profilo
Kipras Dubauskas
Kipras Dubauskas (Vilnius, 1988) vive e lavora a Vilnius, in Lituania.Ha studiato Installazione all’Accademia Reale di Belle Arti (KASK) di Ghent e Scultura all’Accademia di Belle Arti di Vilnius. Recentemente ha realizzato mostre personali presso Meno Parkas Gallery, Kaunas (2024); Contemporary Art Center, Vilnius (2020); POST galerija, Kaunas (2019). Ha preso parte a mostre collettive quali Performing the Fringe presso Pori Art Museum, Pori (2021); Waiting for Another Coming presso Contemporary Art Center, Vilnius e Ujazdowski Castle Centre for Contemporary Art, Varsavia (2018), Some Pieces from a Cracked Sidewalk (through an intent gaze) a Danzica (2017) e ha partecipato alla 12th Baltic Triennale (2015).Nel 2022 con Emergency Break – Main Project di ART CITY Bologna 2022 – NOS presenta un’installazione cinematografica di Dubauskas con i primi due film dedicati al tema del “soccorso” – 36 Chambers (3′, 2019) e Daynighting (9′, 2020) – e inizia la lavorazione di Firestarter (2024, 15′).Tra il 2006 e il 2010 Dubauskas è tra i fondatori del progetto indipendente Artkor Project Space e dal 2018 è parte del Laboratorio di sviluppo e produzione per film analogici Spongė Lab presso il centro multidisciplinare SODAS 2123 di Vilnius. Nel 2012 fonda a Rotterdam insieme all’artista Simon Marie Sarah Bureau of Psychogeography, un’organizzazione immaginaria con la missione di individuare un percorso ai confini della città attraverso le sue aree non sviluppate. Di recente ha intrapreso il nuovo progetto a lungo termine che interessa l'”isola di Blackberry”, pacifica occupazione di un’isola disabitata nel fiume Neris, alla periferia di Vilnius, con l’obiettivo di condurre una ricerca completa sulla biodiversità delle isole e l’avvio di un parco di sculture semi-pubbliche e di un giardino di piante selvatiche. kiprasdubauskas.tumblr.com | spongelab.eu
NOS Visual Arts Production è il direttivo curatoriale dell’Associazione Culturale Nosadella.due, un soggetto inedito che s’innesta in modo atipico nel sistema dell’arte attuale, sposando la concretezza del producer alla sensibilità del curator per realizzare nuove opere artistiche in contesti extra-ordinari, mostre, libri e progetti.
NOS nasce nel 2018 dall’esperienza delle due curatrici Elisa Del Prete e Silvia Litardi a cui si unisce nel 2020 Andrea Pastore, per far emergere e prendersi cura dei numerosi aspetti che rendono possibile la realizzazione di un’opera d’arte, dalla fase di ricerca e progettazione in dialogo con l’artista, alle relazioni umane, culturali e operative che investono la produzione di progetti in contesti specifici, fino alla sua promozione e documentazione.
Mostra Kipras Dubauskas. Pirogenia. Folla e demoni A cura di
Elisa Del Prete e Andrea Pastore Un progetto di NOS Visual Arts Production Promossa da
Comune di Bologna | Settore Musei Civici | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna In collaborazione con
Istituto di Cultura Lituano di Roma Ambasciata della Repubblica di Lituania in Italia
Meno Parkas Gallery Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia Canali di Bologna
Col sostegno di Lithuanian Council for Culture
Sede MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Project Room
Periodo 16 Ottobre 2025 – 11 Gennaio 2026
Orari di apertura Martedì e mercoledì ore 14.00 – 19.00 Giovedì ore 14.00 – 20.00 Venerdì, sabato, domenica e festivi ore 10.00 – 19.00 Chiuso lunedì non festivi Orari di apertura durante le festività Lunedì 8 dicembre 2025 (Immacolata) ore 10.00 – 19.00 Venerdì 26 dicembre 2025 (Santo Stefano) ore 10.00 – 19.00 Martedì 6 gennaio 2026 (Epifania) ore 10.00 – 19.00 Mercoledì 24 dicembre e mercoledì 31 dicembre 2025 ore 10.00 – 14.00 Giovedì 1 gennaio 2026 ore 12.00 – 19.00 Ingresso Intero € 6 | ridotto € 4 | possessori Card Cultura gratuito
Informazioni MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna Via Don Giovanni Minzoni 14 – 40121 Bologna Tel. +39 051 6496611 www.museibologna.it/mambo infoMAMbo@comune.bologna.it Facebook: MAMboMuseoArteModernaBologna Instagram: @mambobologna YouTube: MAMbo channel
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In occasione del Terre di Pisa Food and Wine Festival, il Museo della Grafica (Comune di Pisa, Università di Pisa) è lieto di invitarvi alla presentazione della raccolta di oltre 30.000 etichette di vini nazionali ed esteri donata da Andrea Borghi
Ritratti di vini. La collezione di etichette del Museo della Grafica
Venerdì 17 ottobre, ore 19:00Museo della Grafica – Palazzo Lanfranchi (Lungarno G. Galilei, 9 – Pisa)
A parlarne, oltre al donatore Andrea Borghi, saranno: Michele Conti, Sindaco di Pisa Alessio Cavicchi, Università di Pisa, Direttore scientifico del Contamination Lab Valter Tamburini, Presidente della Camera di Commercio di Pisa Elena Del Rosso, Presidente del Museo della Grafica Alessandro Tosi, Università di Pisa, Direttore del Museo della Grafica Pier Paolo Lorieri, Presidente della Federazione delle Strade del Vino e dei Sapori di
Toscana Caterina De Renzis Sonnino, Proprietaria del Castello Sonnino e Designer di packaging nel settore vitivinicolo
Si invita a prendere visione dell’informativa segnalando che durante l’evento saranno effettuate riprese foto e video. Con la partecipazione all’evento si intende prestato il consenso al trattamento della propria immagine che potrà essere pubblicata su siti web, canali social media e altre piattaforme pubbliche del Sistema Museale di Ateneo e dell’Università di Pisa.
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