SANTACHIARA presenta “MINIMARKET”. Un’azione di guerrilla artistica in un vero bangala market

Il nuovo album del cantautore SANTACHIARA è concept che oscilla tra riflessione sociale e ricerca sonora. L’album dal titolo “Minimarket” sarà pubblicato dalla Suonivisioni/Believe il 13 febbraio 2026 – in formato vinile e digital – ed è sostenuto da SIAE con il progetto “Per chi crea”. 

SANTACHIARA PRESENTA “MINIMARKET”
LA MUSICA COME LAYOUT DEGLI SCAFFALI
DAL 13 FEBBRAIO IN VINILE E DIGITAL
Un’azione di guerrilla artistica in un vero market anticipa l’uscita del disco

Santachiara con “Minimarket” trasforma l’esperienza quotidiana in arte totale trasformando il suo album in più di un semplice disco, si tratta di un progetto concettuale che parte da una riflessione critica sull’iper-mercificazione della vita e della musica contemporanea, per trasformarla in un gesto poetico e partecipativo. 

Il cuore del progetto batte in un luogo preciso: il piccolo negozio sotto casa. È lì che Santachiara, in un’azione di guerrilla artistica documentata, ha sostituito prodotti di brand famosi con creazioni “fake” dedicate a ciascuno degli undici brani dell’album. Il giorno 13 febbraio a mezzanotte in un bengala market di Napoli, che il pubblico scoprirà solo seguendo l’artista attraverso i suoi social net, SANTACHIARA presenta l’album con un mini live.

Ho voluto usare le stesse regole imposte dal mercato per ingaggiare il pubblico, ma spostando tutto in uno spazio più umano, il minimarket appunto, che con la sua diversità di prodotti riflette perfettamente la varietà di suoni e generi che compongono questo disco“, spiega l’artista, al secolo Luigi Picone.

Il disco di 11 brani raccoglie un sound intimo, dove l’artista si mette a nudo e racconta se stesso. Anche quando non parla di sé racconta storie uniche: Piccoli fragilissimi film. E’ la storia urbana che si fonde con la vita vissuta in prima persona.

Il sound di “Minimarket” è un viaggio eclettico e coerente, costruito insieme a una folta squadra di musicisti: alla produzione artistica e al mixing c’è Stefano Juno Bruno (RIVA), che ha anche suonato basso e sequenze. Alla batteria Mirko Di Donna, alle chitarre Emmanuel Di Donna, Luca Notaro, Luigi Scialdone (Tropico/Fitness Forever), e Francesco Lettieri al pianoforte.
Il mastering è firmato da Giovanni Roma (aka blob).

L’album, anticipato dai singoli “Non li vedi mai“, “Addio Settembre” e “Non mi invitare“, promette di essere un lavoro maturo e stratificato.

Questo disco è la fotografia sonora ed emotiva degli ultimi due anni, un periodo di cambiamenti profondi e crescita personale“, racconta Santachiara. “Ma è anche uno sguardo sul mondo che ci circonda, sul paradosso di un’epoca in cui tutto, persino un’emozione o un brano musicale, deve essere ‘impacchettato’ per essere venduto. ‘Minimarket’ è la mia risposta: accetto il gioco, ma lo sposto in un terreno più autentico, dove la connessione con le persone può avvenire in modo sorprendente e diretto.”

Il progetto si inserisce in un percorso artistico che vede Santachiara costantemente in dialogo con il suo pubblico, come dimostrato il tour di undici date in cui ha condiviso in anteprima il mood dei nuovi brani, confermando la musica dal vivo come suo strumento primario di ricerca e condivisione.

“MINIMARKET” – TRACKLIST
1. Cane e coda
2. Non li vedi mai*
3. Non mi invitare*
4. Imprevisto
5. Nessuno
6. Quattromura
7. Staresopra
8. Addio settembre*
9. Pupazzi
10. Ruggine
11. Flixbus
* singoli
Art Direction, Communication&Graphic Design: Michele Ciro Franzese “Rosso” @rosso_mf
Fotografie: Maddalena Mone
Stylist: Mesaki Francesco Saverio
Associate Graphic Design: Alessio Marra, Michela Marcello
Video: Michele Pesce @welikethefish

Links 
https://www.instagram.com/solosantachiara/
https://www.tiktok.com/@sssantachiara
https://www.facebook.com/solosantachiara
@santachiara6496

Luigi Picone, in arte SANTACHIARA, nasce ad Alberobello nel 1998. Cresce viaggiando con i genitori artisti di strada, assorbendo stimoli culturali vari. Trascorre l’adolescenza a Spoleto e si trasferisce poi a Napoli nel quartiere Santa Chiara, da cui prende il nome d’arte.
Appassionato di rock e rap fin da giovane, amplia presto i suoi orizzonti musicali spaziando dal cantautorato ala, techno, classica e urban. Studia pianoforte e chitarra e inizia a sperimentare mischiando generi diversi con arrangiamenti casalinghi autocostruiti. Il suo stile fonde generi musicali senza confini precisi, utilizzandoli come base per testi ricchi di citazioni colte (filosofia, psicologia) e riferimenti alla vita universitaria napoletana, con una voce dalla timbrica distintiva. La sua musica è un intreccio di pop moderno, sonorità elettroniche e malinconia cantautorale, dove la produzione ricercata e liriche introspettive creano un universo riconoscibile. La laurea in Psicologia traspare in testi che scavano con acume nelle dinamiche relazionali e nei turbamenti generazionali. Il nuovo album “Minimarket” è un’ulteriore evoluzione, promettendo di consolidare la sua posizione tra le voci più interessanti e autentiche del nuovo pop italiano indipendente, in bilico tra narrazione quotidiana e profondità concettuale.


Ufficio stampa per Suonivisioni records
Hungry Promotion
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Da giulio di donna <feedback@hungrypromotion.it>

ARTonWORLD presenta il nuovo Numero 25 – febbraio 2026

SFOGLIA E LEGGI
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ArtonWorld.com Magazine – Numero 25 il primo volume del nuovo anno tra grandi maestri, ricerca scientifica, mercato dell’arte ed editoria 4.0

ArtonWorld presenta il Numero 25, primo volume del nuovo anno, un’edizione che segna una tappa fondamentale nel percorso evolutivo del magazine, confermando il ruolo di piattaforma editoriale internazionale, multimediale e interattiva.

In copertina l’artista di La Spezia (Italia), Pietro Bellani, figura di grande rilievo nel panorama artistico italiano, che ha frequentato i maestri e i galleristi degli anni Sessanta, attraversando stagioni fondamentali della storia dell’arte contemporanea. Un racconto intenso che unisce memoria storica, esperienza diretta e visione artistica.

Tra i contenuti più originali del numero, spiccano due esperienze performative dedicate all'”Uovo Cosmico“, opera unica e simbolica, interpretata come metafora universale di nascita, energia e trasformazione, capace di dialogare con linguaggi artistici e concettuali profondamente contemporanei.

Grande attenzione è riservata anche al dialogo tra arte e scienza, con un contributo di particolare interesse della neurologa Maria Ernesta Leone, che offre una lettura innovativa e stimolante sui processi cognitivi, la percezione e le connessioni tra mente, creatività e linguaggi visivi.

Il Numero 25 accoglie inoltre importanti Partner,  gallerie internazionali, protagoniste di mostre di alto livello:

– Ilana Lilienthal Gallery, con una mostra di grande spessore curatoriale;

– Medina Castelli e James Art Design Castelli, realtà dinamiche e attente alle nuove tendenze del mercato;

– Marian Goodman Gallery, con una mostra di straordinaria qualità che conferma il ruolo centrale della galleria nel sistema dell’arte globale.

Arricchisce l’edizione un’intervista esclusiva a Claudio PagliaraDirettore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, che riflette sul valore della cultura italiana nel mondo, sul dialogo internazionale e sulle nuove strategie di promozione culturale.

ArtonWorld si conferma oggi come editoria 4.0, con risultati concreti e misurabili: oltre 500.000 visualizzazioni a settimana testimoniano una crescita costante e una grande evoluzione editoriale, basata su contenuti multimediali, interattivi e su una diffusione globale attraverso i canali digitali.

Gli artisti presenti nel numero sono numerosi, provenienti da diverse aree geografiche e portatori di esperienze, linguaggi e visioni differenti, a dimostrazione della vocazione internazionale e inclusiva del magazine.

Tra gli appuntamenti imperdibili raccontati in questo numero, Arte Fiera Bologna si conferma come evento sempre accattivante e centrale per il mercato dell’arte, punto di riferimento per collezionisti, galleristi e operatori del settore.

Il Numero 25 di ArtonWorld invita i lettori a scoprire tutte le novità di un’edizione ricca di contenuti, visioni e prospettive, che racconta l’arte contemporanea come esperienza viva, multidisciplinare e in continua trasformazione.

Continua la campagna abbonamenti alla rivista cartaceaPer info inviare una mail a info@artonworld.com


PRESS RELEASE  ArtonWorld Magazine – Issue 25The first volume of the new year between great masters, scientific research, the art market and publishing 4.0

ArtonWorld presents Issue 25the first volume of the new year, an edition that marks a milestone in the magazine’s evolution, confirming its role as an international, multimedia and interactive publishing platform.

On the cover is Pietro Bellani, an artist from La Spezia (Italy) and a prominent figure on the Italian art scene, who frequented the masters and gallery owners of the 1960s, experiencing fundamental periods in the history of contemporary art. An intense story that combines historical memory, direct experience and artistic vision.

Among the most original contents of the issue are two performance experiences dedicated to the “Cosmic Egg“, a unique and symbolic work interpreted as a universal metaphor for birth, energy and transformation, capable of dialoguing with deeply contemporary artistic and conceptual languages.

Great attention is also paid to the dialogue between art and science, with a particularly interesting contribution from neurologist Maria Ernesta Leone, who offers an innovative and stimulating interpretation of cognitive processes, perception and the connections between mind, creativity and visual languages.

Issue 25 also welcomes important international gallery partners, protagonists of high-level exhibitions:

– Ilana Lilienthal Gallery, with an exhibition of great curatorial depth;

– Medina Castelli and James Art Design Castelli, dynamic realities attentive to new market trends;

– Marian Goodman Gallery, with an exhibition of extraordinary quality that confirms the gallery’s central role in the global art system.

The edition is enriched by an exclusive interview with Claudio PagliaraDirector of the Italian Cultural Institute in New York, who reflects on the value of Italian culture in the world, international dialogue and new strategies for cultural promotion.

ArtonWorld is now confirmed as a 4.0 publisher, with concrete and measurable results: over 500,000 views per week testify to constant growth and a major editorial evolution, based on multimedia and interactive content and global distribution through digital channels.

The issue features numerous artists from different geographical areas, each with their own experiences, languages and visions, demonstrating the magazine’s international and inclusive vocation.

Among the unmissable events covered in this issue, Arte Fiera Bologna confirms its status as an ever-captivating and central event for the art market, a reference point for collectors, gallery owners and operators in the sector.

Issue 25 of ArtonWorld invites readers to discover all the latest news in an edition rich in content, visions and perspectives, which presents contemporary art as a living, multidisciplinary and constantly evolving experience.

The subscription campaign for the print magazine continues.
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CULTURALIA DI NORMA WALTMANN
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Si è chiusa a Roma la conferenza internazionale SIpEIA 2026 “ETICHE PER L’IA”

Contribuire alla costruzione di un’IA responsabile e al servizio della persona: è stato questo il tema principale della conferenza internazionale “Etiche per l’IA: sfide, opportunità e prospettive umano-centriche”,organizzata da SIpEIA (Società Italiana per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale) e conclusasi ieri a Roma dopo due intense giornate in cui sono stati affrontati i problemi etici connessi allo sviluppo dell’IA, tra aspetti normativi, sociali e di policy. 

Importante il contributo delle nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori, fondamentali nel guidare il necessario cambiamento culturale e digitale. La conferenza, tra sessioni plenarie e sessioni parallele di approfondimento, ha dimostrato come sia importante unire rigore scientifico e multidisciplinarità, intorno a temi come epistemologia e affidabilità, responsabilità e cura, creatività e immaginario, società e democrazia, educazione e sostenibilità, diritto e governance. Ed è stato veicolato un messaggio chiaro: l’IA deve essere guidata da persone competenti, critiche e consapevoli.

Governare le tecnologie e l’IA secondo un modello strategico di integrazione 
tra ricerca, creatività, visione industriale e, soprattutto, responsabilità sociale.
 
“Etiche per l’IA”: chiuso alla Sapienza il Convegno internazionale SIpEIA 2026

I lavori sono stati aperti dalla Sapienza con Matilde MASTRANGELO, che ha ribadito come l’Intelligenza Artificiale non rappresenti più un ambito distante o specialistico, ma una presenza quotidiana nelle nostre vite sociali, istituzionali e culturali. L’IA incide su informazione, decisioni, lavoro, educazione e pratiche democratiche. Per questo, le sue implicazioni etiche non possono essere considerate marginali: riguardano direttamente le forme di vita che stiamo costruendo insieme. A seguire, l’intervento di Tiziana CATARCI, presidente di SIpEIA, fondata nel 2020 durante la pandemia, che è stata la prima associazione scientifica italiana centrata sui problemi etici sollevati dall’IA. Catarci ha ricordato che la mission dell’Associazione – la promozione dell’uso dell’IA per il bene comune e il progresso sociale, contro ogni concentrazione di potere e nuove forme di esclusione – è piuttosto una sfida collettiva che riguarda tutti. “I nuovi sistemi di IA non sono solo un’evoluzione tecnica, ma un cambiamento che investe il modo stesso in cui pensiamo il rapporto tra tecnologia, conoscenza e società“. 

Scendendo nel concreto di una buona applicazione dell’IA, Sanmay DAS (Virginia Tech) ha proposto una riflessione chiave sull’uso dell’Intelligenza Artificiale come strumento di misurazione nei sistemi umani e sociali. La domanda centrale qui non è solo come misuriamo, ma che cosa scegliamo di misurare. L’IA viene usata anche per l’ottimizzazione delle risorse e per l’analisi di preferenze e incentivi, ad esempio nei sistemi di welfare. Ma, come ha ricordato Das, non esistono soluzioni tecniche “magiche”: alla base c’è sempre una scelta umana e politica sugli obiettivi sociali. L’IA può aiutarci a chiarire questi obiettivi, se sappiamo usarla nel modo giusto.

Di AI agentica, opportunità, rischi e responsabilità, ha parlato Francesca ROSSI (IBM): l’AI agentica non si limita a generare risposte, può agire ed eseguire decisioni. Questo porta con sé nuove opportunità, ma anche rischi più elevati: azioni irreversibili, nuove forme di allucinazione, maggiore esposizione a vulnerabilità e disallineamento dei valori non solo nel linguaggio, ma nelle azioni. La sfida centrale diventa così la fiducia, evitando sia l’eccessiva delega sia il rifiuto per paura, garantendo sempre un controllo umano significativo. Il punto chiave è uno: l’AI deve aumentare l’intelligenza umana, non sostituirla. E le aziende hanno una responsabilità diretta nel costruire governance, processi e strumenti per un’AI davvero responsabile.

La seconda giornata ha preso avvio dall’intervento del filosofo Daniel INNERARITY (EUI), su democrazia, governance e impatto politico delle tecnologie e su come le democrazie cambiano nell’era digitale. Lo studioso è profondamente convinto che l’IA non sia solo tecnica o tecnica ed etica, ma una questione profondamente politica. “Un’IA democratica richiede persone presenti nel suo ciclo di vita in grado di interpretare, contestare, decidere”. Per rendere davvero rappresentative le tecnologie contemporanee è necessario che la diversità dei loro rappresentanti sia quanto più possibile simile alla diversità delle società che intendono servire. Solo in questo modo una tecnologia così potente può essere considerata autenticamente pluralista e democratica.

Ciò è reso difficile dalla concentrazione del potere nelle mani di poche piattaforme che limita la varietà delle prospettive e dalla mancanza di diversità nei sistemi di apprendimento. È inoltre necessario evitare una dipendenza esclusiva dall’ingegneria e da modelli stereotipati orientati unicamente alla massimizzazione. C’è poi una questione di valori, di equilibrio e di responsabilità nella costruzione e ricostruzione dei dataset. La carenza di diversità, ad esempio nei dati facciali, ha già prodotto fenomeni di discriminazione e sistemi di riconoscimento incapaci di considerare adeguatamente le differenze locali e globali. Analogamente, si registra una limitata varietà anche nelle modalità di utilizzo dei servizi digitali. Per rappresentare realmente le nostre volontà collettive, la tecnologia deve riflettere la nostra pluralità. La sovranità, infatti, è costituita proprio da coloro che sono diversi: una comunità politica è tale perché fondata sulla diversità. Infine, Innerarity ha invitato caldamente a considerare tali questioni oggetto di decisioni consapevoli, riconoscendo pienamente la loro esistenza e la necessità di affrontarle.

Mariarosaria TADDEO (Oxford University) ha posto l’accento su un aspetto particolare. Anche se con il rapido avanzamento dell’Intelligenza Artificiale, ci troviamo a porci interrogativi urgenti su come questa tecnologia possa essere utilizzata in modo sicuro ed efficace, in nessun ambito tali questioni risultano più complesse che nel settore militare e della difesa. Anche qui l’IA e le capacità di autonomia e apprendimento delle tecnologie di IA pongono sfide etiche nell’ intelligence, nella cyber-warfare, fino ai sistemi d’arma autonomi. Nel suo intervento a SIpEIA, Mariarosaria Taddeo ha ricordato come la digitalizzazione del conflitto sia un processo iniziato decenni fa e oggi arrivato a una fase di piena maturità. Dalla Prima guerra del Golfo in cui l’informazione diventava un asset strategico, agli attacchi cyber all’Estonia nel 2007 che hanno mostrato come le tecnologie digitali possano essere “armate”, fino al riconoscimento del cyberspazio come dominio operativo da parte della NATO: la difesa si è progressivamente trasformata. La guerra in Ucraina segna un’ulteriore accelerazione, con l’intelligenza artificiale sempre più centrale nelle strategie militari. Non è solo una questione tecnologica: questa evoluzione ridefinisce sicurezza, responsabilità ed equilibri globali. Comprenderla è essenziale per governare il futuro.

A chiudere il confronto Mons. Vincenzo PAGLIA (Accademia Pontificia per la Vita). Preoccupato per la direzione antidemocratica, totalizzante, pervasiva e non inclusiva intrapresa dallo sviluppo tecnologico più recente, ha ammonito sul pericolo altrettanto grande dell’inerzia. Bisogna intervenire e in questa direzione sono andate e stanno andando anche le iniziative della Pontificia Accademia della Vita, perché tale sviluppo non avvenga al di fuori di una prospettiva etica, intendendosi l’etica come “visione di un nuovo umanesimo“. E intervenire non dall’alto, ma convincendo ad una auto-regolamentazione chi genera gli algoritmi. Ma le regole, da sole, non bastano. Occorre consapevolezza in tutte le componenti della società civile della necessità di un’attitudine umanistica che accompagni lo sviluppo di questa tecnologia e consapevolmente indirizzi i decisori politici in un’ottica di dignità e bene comune. Serve un quadro giuridico condiviso, che contenga anche regole etiche: purtroppo non è attuabile facilmente nel momento attuale, che vede una politica internazionale per lo più sovranista e dominata decisamente da una cultura della forza. Siamo in un momento delicatissimo, con il tema dell’IA legato a quello delle armi, alla modalità della conquista che è andata a sostituire quella della scoperta, alla mancanza di volontà dei Paesi ad agire insieme in un’ottica di ‘casa comune’ da preservare. L’antidoto potrebbe trovarsi in un’eticità e trasparenza dell’algoritmo, nell’educazione che genera conoscenza – e qui fondamentale il ruolo delle università, “motori di visioni” –, in un ritorno ad una universitas scientiarum. Al posto della eccessiva specializzazione delle discipline, un’alleanza di tutte le scienze anche con le arti, la poesia, con tutto quello che definisce l’umano che sappia guidare la scienza senza rinnegarla. Un’alleanza anche tra gli umani, nel segno del dialogo, contaminandoci, camminando insieme, prendendoci cura gli uni degli altri, consapevoli che nessuno si salva da solo. L’humana communitas è un must, non un’opzione, è la conclusione di Mons. Paglia.


Media Duemila |Media Partner 
Dott.ssa Sara Aquilani 
Redazione Media Duemila
e-mail: redazione@mediaduemila.com
#SIpEIA2026
Da Osservatorio TuttiMedia <nostalgiadifuturo.tuttimedia@gmail.com> 

La morte di Zichichi aggiunge una risonanza culturale decisiva alla mostra di Guadagnuolo

A sinistra: Francesco Guadagnuolo – Il Sincrotrone fenomeno previsto dalle equazioni di Maxwellle
A destra: 5- Francesco Guadagnuolo – Il Sincrotrone tra scienza e natura, con le equazioni di Maxwell,
si fondono con gli alberi, colline e luce solare

Arte e Cura dei Tumori: la mostra di Guadagnuolo al CNAO apre una nuova soglia del Transrealismo
Nel cuore del Sincrotrone di Pavia, l’intervento di Guadagnuolo attiva un nuovo regime di visibilità tra arte e scienza. La morte di Zichichi aggiunge una risonanza culturale decisiva al dialogo tra immagine, fisica e pensiero contemporaneo

La morte di Zichichi aggiunge una risonanza culturale decisiva al dialogo tra immagine, fisica e pensiero contemporaneo

A mostra conclusa, l’esperienza al CNAO (Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica) di Pavia rivela tutta la sua portata: nel luogo in cui la fisica avanzata cura i pazienti, Francesco Guadagnuolo ha trasformato il Sincrotrone in un acceleratore di significati, inaugurando una fase post-classica del Transrealismo.

La mostra dell’artista siciliano, romano di adozione, al CNAO ha rappresentato un momento di svolta nel dialogo tra arte, scienza e umanità. Il Sincrotrone, cuore tecnologico del centro, non è stato solo un contesto espositivo, ma un dispositivo concettuale da cui far scaturire una nuova visione estetica. In questo scenario, la notizia della morte di Antonino Zichichi, scienziato mondiale, figura centrale della fisica europea e protagonista della stagione più intensa del CERN di Ginevra, introduce una risonanza che non può essere elusa. Zichichi non ha avuto un ruolo diretto nella progettazione del Sincrotrone del CNAO di Pavia, ma la sua visione della fisica come interrogazione dell’invisibile – e non come mera tecnologia – costituisce un riferimento culturale essenziale per comprendere la posta in gioco dell’operazione di Guadagnuolo. L’artista ebbe modo di conoscere lo scienziato Antonino Zichichi, e quell’incontro sembra aver affinato la sua capacità di leggere gli acceleratori non come macchine, ma come agenti ontologici, nodi in cui materia, energia e significato s’intrecciano.

L’opera “Sincrotrone: l’arte come accelerazione di speranza”, presentata per i 25 anni del CNAO, si colloca pienamente dentro la discussione internazionale sulla nuova ontologia dell’immagine. Guadagnuolo non rappresenta il Sincrotrone: lo attiva. Lo sottrae alla sua funzione tecnica e lo reinscrive in un regime di esistenza in cui l’immagine non è più un derivato del reale, ma una sua modulazione energetica. L’acceleratore diventa un operatore estetico, un campo di forze in cui visibile e invisibile non sono categorie opposte, ma stati di una stessa vibrazione.

Il Transrealismo italiano, movimento che Guadagnuolo ha contribuito a delineare assieme al critico d’arte Antonio Gasbarrini negli anni ’90, trova qui una mutazione decisiva.

La fase post-classica inaugurata al CNAO non si limita a superare il reale attraverso simboli o visioni: lo attraversa con gli strumenti concettuali della fisica contemporanea, assumendo concetti come campo, orbita, particella, energia come materiali estetici. L’immagine diventa un fenomeno quantico: non ciò che si vede, ma ciò che accade.

Dopo la chiusura della mostra, l’esperienza vissuta al CNAO ha continuato a risuonare nell’immaginazione di Guadagnuolo, generando un impulso creativo che va oltre la dimensione espositiva. L’incontro con la fisica applicata alla cura, con la potenza silenziosa del Sincrotrone e con l’umanità dei pazienti e dei ricercatori ha aperto nell’artista un nuovo fronte di ricerca, spingendolo a interrogare ciò che normalmente resta fuori dal dominio della percezione. Da questa risonanza è nata l’idea di sviluppare un ciclo di opere in chiave scientifica, un percorso che esplora campi, particelle, orbite, energie e processi invisibili, traducendoli in forme poetiche e visionarie.

Questa nuova produzione non rappresenta un’estensione illustrativa del lavoro precedente, ma un tentativo di costruire un linguaggio capace di tenere insieme rigore concettuale e sensibilità percettiva. Guadagnuolo s’inserisce così nel solco delle pratiche artistiche che, dagli anni Sessanta in poi, hanno interrogato il rapporto tra tecnologia e immagine, ma la sua ricerca assume qui una specificità nuova: la scienza non è più un repertorio iconografico, bensì un territorio ontologico. Le dinamiche subatomiche, i campi di forza e i processi invisibili diventano materiali estetici attivi, elementi che partecipano alla costruzione dell’immagine come fenomeno emergente, come evento più che come rappresentazione. Per la sua originalità e per la forza del messaggio, questo ciclo è destinato a diventare una mostra itinerante, portando in diverse città italiane ed europee la testimonianza di un incontro straordinario tra arte e scienza. Un incontro che non si limita a evocare l’invisibile, ma lo mette in tensione, lo attiva, lo trasforma in un campo di possibilità: un’estensione naturale della fase post-classica del Transrealismo inaugurata al CNAO. 


Da artescienza2018@libero.it

Stefanie Moshammer, a Pordenone il suo nuovo progetto: “Grandmother said it’s okay”

Pordenone si prepara ad accogliere l’opera della fotografa austriaca Stefanie Moshammer (1988), che si inserisce all’interno della rassegna promossa dal Comune e dall’Assessorato alla Cultura di Pordenone, prodotta e organizzata da Suazes con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Sul leggere. Una stagione di mostra fotografiche a Pordenone
Robert Doisneau, Olivia Arthur, Seiichi Furuya e Stefanie Moshammer
 
Stefanie Moshammer
“Grandmother said it’s okay”
 
Pordenone, Museo Civico d’Arte Ricchieri e Mercati Culturali
14 febbraio – 6 aprile 2026

La programmazione, già avviata lo scorso autunno per rendere Pordenone protagonista della scena artistica nazionale, rappresenta un percorso strategico indirizzato al 2027, anno in cui la città sarà Capitale Italiana della Cultura. Il filo conduttore di questa stagione è la parola “leggere”: un termine quanto mai appropriato per Pordenone che, storicamente, funge da cartina di tornasole delle dinamiche economiche e culturali del nostro Paese.
L’esposizione, curata da Marco Minuz e realizzata in collaborazione con Fotohof, rimarrà aperta al pubblico dal 14 febbraio fino al 6 aprile, fa parte di un progetto espositivo diffuso che abiterà gli spazi del Museo Civico d’Arte Ricchieri e i nuovi ambiti dei Mercati Culturali, all’interno della galleria “Die Gelbe Wand”.
 
Il progetto: “Grandmother said it’s okay”
Con il titolo evocativo Grandmother said it’s okay, Stefanie Moshammer presenta un’esplorazione profonda e sfaccettata delle culture della memoria familiare e del valore intrinseco degli oggetti quotidiani. Il progetto non è solo una cronaca visiva, ma una forma poetica e potente di empowerment che permette all’artista di confrontarsi con il proprio passato, mettendolo in discussione e reinterpretandolo attraverso il dialogo con le figure che costituiscono il fondamento della sua storia personale.
Il punto di partenza della ricerca sono le fotografie, i racconti e gli oggetti trovati legati alla vita dei suoi nonni nel Mühlviertel, in Alta Austria. Si tratta di un’esistenza caratterizzata da una semplicità creativa e da un uso estremamente rispettoso e sostenibile delle risorse, valori che Moshammer traduce in un linguaggio visivo contemporaneo.
 
Una narrazione tra documento e messa in scena
A distanza di anni, l’artista ricostruisce questi ricordi davanti alla sua macchina fotografica, creando un complesso intreccio di metafore visive. Il lavoro della Moshammer si distingue per la capacità di combinare l’approccio documentaristico con la fotografia messa in scena: gli oggetti d’uso comune vengono assemblati in modi nuovi e sorprendenti, trasformando il quotidiano in straordinario.
Attraverso questa ricerca visiva di tracce, il colore e le somiglianze anatomiche fungono da collante narrativo, mentre il suo linguaggio — sensibile e acuto al tempo stesso — gioca con le aspettative del fruitore e sovverte i cliché consolidati. Il risultato è un’opera che riflette sui temi della vecchiaia, dei rituali quotidiani e della transitorietà della vita.
 
Riflessioni sul tempo e sulla sostenibilità
L’esposizione invita il visitatore a una riflessione più ampia sulla cultura materiale e sul cambiamento: cosa perdura nel tempo e come si trasforma il nostro rapporto con le cose? Con un mix di umorismo stravagante e osservazione intima, Moshammer evoca una speciale vicinanza alla casa e alle storie dei suoi nonni, trasformando il ricordo stesso in un vero e proprio atto artistico.
Grandmother said it’s okay diventa così un invito universale a riflettere sulla visibilità, sulla cura e sulla bellezza che si nasconde nelle pieghe della quotidianità.

Stefanie Moshammer è un’artista il cui lavoro spazia dalla fotografia alle immagini in movimento, dalle installazioni ai testi. La sua formazione comprende studi in design tessile a Vienna, seguiti da una laurea in Graphic Design & Photography a Linz e specializzazioni in Advanced Visual Storytelling in Danimarca.
Autrice di sei volumi monografici (tra cui Vegas and SheLand of Black Milk e i recenti lavori per Louis Vuitton Fashion Eye), Moshammer fonde costantemente l’esperienza personale con l’osservazione sociale. La sua pratica esplora come gli spazi sociali plasmino il comportamento e la memoria, affrontando con ironia e precisione temi quali le tradizioni generazionali e i cambiamenti ambientali.


Ufficio Stampa: Studio ESSECI Comunicazione
Simone Raddi, simone@studioesseci.net  tel. 049 663499 
www.studioesseci.net
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net> 

GM Production: “QUINN” selezionato alla 42ma edizione dell’European Film Festival di Lille

GM Production, Casa di produzione indipendente e Divisione Cinema di Gruppo Matches, è felice di annunciare un primo traguardo per “Quinn” di Gianluca Mangiasciutti e Stefano Usberghi. “Quinn” è stato infatti selezionato da un festival prestigioso, l’European Film Festival” di Lille, tra i più antichi e importanti festival di cortometraggi in Francia, giunto quest’anno alla sua quarantaduesima edizione, e verrà proiettato all’interno della Selezione Ufficiale della kermesse che si svolgerà dal 6 all’11 marzo 2026.

“Quinn” selezionato alla 42ma edizione dell'”European Film Festival” di Lille:  inizia il viaggio di GM Production 

Un’Anteprima Internazionale prestigiosissima per uno dei primi lavori realizzati da GM Production, opera breve (distribuita da Sayonara film) che mette al centro della storia un giovane alla ricerca della propria identità sessuale, che dopo aver subito un brutale pestaggio decide di mettersi sulle tracce del proprio aggressore. Ad interpretare Quinn, due giovani promesse del nostro cinema, Costantino Seghi e Filippo De Carli, alle prese con due ruoli complessi, interpretati magistralmente.

 “Aver dato il la a GM Production con questo cortometraggio – spiega Andrea Cicini, CEO di Gruppo Matches – su un tema estremamente attuale e sentito, quello della privazione della libertà, attraverso lo svolgersi di una storia particolarmente originale, è un grande motivo d’orgoglio per Gruppo Matches e per GM Production“.

Non potevamo ambire ad un’Anteprima internazionale di maggior respiro, come l’European Film Festival di Lille“, ha commentato Cristina Borsatti, Responsabile di GM Production. “Ringraziamo questo magnifico festival per la Selezione Ufficiale, primo passo di una giovane casa di produzione che ha puntato tutto sul valore delle emozioni, sul coraggio e la sensibilità di affrontare temi capaci di far riflettere sul nostro presente e sulla competenza di un team giovane, talentuoso e motivato“.

Appuntamento, dunque, a Lille, dal 6 all’11 marzo, dove l’opera firmata dai registi Gianluca Mangiasciutti Stefano Usberghi, avrà l’opportunità di essere visionata nel corso di quattro proiezioni.

L’attività di GM Production è solo alle battute iniziali, ma è già iniziato anche il viaggio di una seconda opera, “Puca” di Sara Scalera,  realizzata in pellicola, prodotta dalla giovane casa di produzione capitolina e distribuita da Allegorie Distribution

L’obiettivo è quello di allargare il campo d’azione di Gruppo Matches, gruppo leader nel settore della comunicazione e dello storytelling marketing, che opera tra l’Italia e la Cina e che del linguaggio visivo ha già fatto un punto di forza per raccontare brand ed eventi. “Nel mondo cinematografico e televisivo, in tutte le sue forme, siamo entrati con coraggio e sensibilità, con lo scopo di raccontare storie capaci di emozionare, ma anche di stimolare il pensiero”, chiosa il CEO Andrea Cicini”. “E – aggiunge – GM Production rappresenta un ulteriore elemento di stimolo alla fantasia, al sogno, allo sviluppo dei talenti interni e soprattutto sarà una porta aperta per i nuovi sceneggiatori e registi che vogliano sognare con noi”.


Gruppo Matches – Fondata nel 2019 a Roma, con sedi ad Aosta, Cagliari, Roma, Treviso, 北京 Beijing e Hong Kong. Una vocazione internazionale nata dall’esperienza maturata all’estero da Andrea Cicini: oltre 13 anni in CINA nella comunicazione, strategia marketing e coordinamento dei grandi eventi internazionali quali Olimpiadi Pechino 2008, Casa Italia Paralimpiadi 2008, Shanghai Expo2021, Super Coppa, F1, Moda, Cinema ed altro. Una collaborazione che tuttora continua, da ultimo con l’accordo per la comunicazione stretto con l’Ente del Turismo Cinese in Italia. Tra i suoi asset: creatività per lo sviluppo di campagne Atl-Btl, Graphic e Web Design, Social Media, organizzazione di Eventi, Produzione Audiovisiva come casa cinematografica indipendente e Management Sportivo (ANDY DIAZ, ALESSIA SCORTECHINI, JACOPO LUCHINI). Per ulteriori informazioni sull’Agenzia e su GM Production


Comunicazione Gruppo Matches

Diana Daneluz
Media / Press Office 
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Lungomare Duca degli Abruzzi, 84 – Roma 
Aosta – Cagliari – Roma – Treviso | 北京 Beijing – Hong Kong
Da Media Gruppo Matches <media@gruppomatches.com> 
Da Cristina Borsatti <crisborsatti@gmail.com> 

Inaugurata “Peripezia”: A-HEAD Project, Galileo Editore e Maria Soria dialogano tramite l’arte su depressione, diversità e fragilità mentale

È stata inaugurata sabato 7 febbraio 2026, presso la Sacripante Art Gallery di Roma, la mostra personale Peripezia di Maria Soria, promossa da A-HEAD Project di Angelo Azzurro Onlus, in collaborazione con Galileo Editore. La mostra è attualmente in corso e visitabile fino al 18 febbraio 2026.

“Peripezia”: A-HEAD Project, Galileo Editore e Maria Soria dialogano tramite l’arte su depressione, diversità e fragilità mentale
 
Un attraversamento psichico tra arte, esclusione, identità e fragilità mentale
 
7 – 18 febbraio 2026
Sacripante Art Gallery – Via Panisperna 59, Roma

L’esposizione nasce dall’incontro tra A-HEAD Project e Galileo Editore, sviluppatosi a partire da un dialogo condiviso su tematiche sociali e personali di forte rilevanza contemporanea. In particolare, alcune pubblicazioni del catalogo di Galileo Editore si sono rivelate strumenti sensibili ed efficaci per affrontare, attraverso il linguaggio dell’illustrazione e della narrazione visiva, questioni legate alla salute mentale e all’esperienza individuale, come la depressione, la diversità, la dislessia e altre forme di fragilità emotiva e cognitiva.

All’interno di questo percorso comune, Peripezia rappresenta l’avvio di un ciclo di mostre che accompagneranno le presentazioni dei libri nati da questa collaborazione, dando vita a un dialogo continuo tra spazio espositivo, editoria illustrata e riflessione sociale. Le mostre diventano così un’estensione visiva del libro: luoghi di approfondimento, confronto e incontro tra pubblico, autori e tematiche.

La mostra presenta una selezione di illustrazioni realizzate da Maria Soria per l’albo illustrato Peripezia, proposte in formato ampliato rispetto alla pubblicazione editoriale. Le opere, stampate su carta fine art, sono disponibili per l’acquisto in tiratura limitata durante il periodo espositivo, rivolgendosi direttamente alla Sacripante Art Gallery.

Nel corso della serata inaugurale si è tenuta anche la presentazione del libro Peripezia, con un dialogo tra Stefania Calapai, presidente di A-HEAD Project, e l’autrice e illustratrice Maria Soria, che ha aperto ufficialmente il percorso espositivo.

«Peripezia nasce da un bisogno personale di dare forma visiva a stati interiori complessi, spesso difficili da nominare. Portare queste immagini nello spazio fisico della mostra significa amplificare quel racconto e condividerlo con il pubblico, creando un luogo di riconoscimento, ascolto e possibilità», ha dichiarato Maria Soria.

Il progetto espositivo proseguirà anche dopo la tappa romana con un percorso itinerante, che vedrà l’ingresso della mostra in scuole e centri di salute mentale per adolescenti, utilizzando l’arte come strumento di dialogo, prevenzione e consapevolezza.

«Con A-HEAD Project mettiamo in relazione arte e psichiatria attraverso azioni concrete. Peripezia è un esempio di come l’arte possa entrare nei luoghi della cura e nella vita delle persone, non solo per sensibilizzare, ma per abbattere realmente lo stigma legato alla salute mentale. Ed è fondamentale per noi che luoghi come il Sacripante Art Gallery ci affianchino per discutere su temi così importanti», ha affermato Stefania Calapai, presidente di Angelo Azzurro Onlus e di A-HEAD Project.

Da sempre Angelo Azzurro Onlus, attraverso il Progetto A-HEAD, unisce arte e salute mentale in una sinergia volta a sensibilizzare l’opinione pubblica e a contrastare lo stigma ancora oggi presente. I percorsi avviati hanno visto concretamente l’ingresso dell’arte e degli artisti nei luoghi della cura, configurandosi come un approccio attivo e partecipato alla dinamica della salute mentale.

ABSTRACT DEL LIBRO 
PERIPEZIA

Peripezia è un albo illustrato di Maria Soria, edito da Galileo Editore, che racconta il viaggio interiore di una bambina esclusa dalla propria comunità. Fin dall’inizio, il suo percorso è segnato da un profondo senso di estraneità e incomprensione, che la spinge a compiere un atto di ribellione. Tuttavia, questa scelta non conduce a una trasformazione positiva o a un riscatto, ma apre la strada a un cammino solitario e complesso.

Il viaggio della protagonista non prevede ricompense né accettazione, ma si configura come una riflessione dolorosa sulla diversità e sul peso dell’isolamento. A differenza delle tradizionali storie di formazione, Peripezia sovverte lo schema del Viaggio dell’eroe: non vi sono mentori né alleati, né un ritorno alla normalità. La narrazione si sviluppa in una dimensione sospesa e universale, in cui tempo e spazio si dilatano, e il percorso non conduce a una risoluzione definitiva, ma a un processo emotivo tortuoso e autodistruttivo.

Dal punto di vista grafico, il libro si distingue per l’uso di due registri visivi alternati: uno stile più descrittivo e realistico, che rappresenta la realtà esterna, e una grafica più astratta e stilizzata, che dà forma al mondo interiore della protagonista. Questa alternanza immerge il lettore in un’atmosfera instabile e mutevole, enfatizzando il conflitto tra percezione soggettiva e realtà oggettiva.

Peripezia è un’opera che sfida le convenzioni narrative e invita a una lettura attenta e partecipata. Il racconto si chiude su una nota sospesa, lasciando spazio alla riflessione personale e interrogando il lettore sul significato della diversità e sulle conseguenze dell’esclusione.

Maria Soria nasce a Paola (CS) nel 1997. Sin da piccola coltiva una profonda passione per il disegno e l’arte. Dopo il Liceo Classico, durante il quale sviluppa un forte interesse per la storia dell’arte, intraprende un percorso creativo da autodidatta, traducendo in chiave pittorica e illustrativa suggestioni e riflessioni personali. Successivamente si iscrive all’Accademia di Belle Arti, frequentando il corso di Illustrazione. In breve tempo partecipa a mostre e residenze artistiche e conduce laboratori creativi rivolti a bambini e adolescenti. Dal 2022 collabora con la casa editrice Galileo Editore.


Sacripante Art Gallery è uno spazio polifunzionale nel cuore del rione Monti, nato all’interno di un ex convento settecentesco in Via Panisperna 59, dove storia e contemporaneità si intrecciano in modo scenografico.
La galleria, gestita da Carlotta Cerulli e Wilma Silvestri, unisce arte, moda e mixology: tra muri di pietra e vecchi intonaci si alternano mostre, performance, talk e degustazioni, mentre un raffinato cocktail bar e una boutique di abbigliamento artigianale completano l’esperienza

Il progetto A-HEAD nasce nel 2017 per volere della famiglia Calapai per la lotta allo stigma dei disturbi mentali e dalla collaborazione tra l’Associazione Angelo Azzurro ONLUS ed artisti internazionali: infatti con il progetto A-HEAD Angelo Azzurro, curato da Piero Gagliardi dal 2017 fino al 2022, mira a sviluppare un percorso conoscitivo delle malattie mentali attraverso l’arte, sostenendo in maniera attiva l’arte contemporanea e gli artisti che collaborano ai vari laboratori che da anni l’associazione svolge accanto alle attività di psicoterapia più tradizionali. Data la natura benefica del progetto, con A-HEAD la cultura, nell’accezione più ampia del termine, diviene un motore generatore di sanità, nella misura in cui i ricavati sono devoluti a favore di progetti riabilitativi della Onlus Angelo Azzurro, legati alla creatività, intesa come caratteristica prettamente umana, fondamentale per lo sviluppo di una sana interiorità. Lo scopo globale del progetto è quello di aiutare i giovani che hanno attraversato un periodo di difficoltà a reintegrarsi a pieno nella società, attraverso lo sviluppo di nuove capacità lavorative e creative.


Angelo Azzurro ONLUS
infoangeloazzurro@gmail.com
https://associazioneangeloazzurro.it
www.facebook.com/Aheadangeloazzurro
www.instagram.com/angelo_azzurro_onlus

Ufficio Stampa A-Head Project Angelo Azzurro Onlus
Alessio Morganti
alessio.mrg@hotmail.it
Da Alessio Morganti <alessio.mrg@hotmail.it> 

Cine-Teatro Rex di Giarre apre le proprie porte con “Fotografia in scena – Photography on Stage”

Giovedì 12 febbraio 2026, dalle ore 15.00 alle 16.00, presso l’Accademia di Belle Arti di Catania si terrà la presentazione della rassegna “Fotografia in scena – Photography on Stage”.

Interverranno:
Carmelo Nicosia, Coordinatore del Corso di Fotografia;
Alfio Zappalà, Direttore artistico del Cine-Teatro Rex di Giarre;
Carmen Cardillo, Curatrice della rassegna.

Presentazione della rassegna fotografica “Fotografia in scena – Photography on Stage”, che si terrà:
Giovedì 12 febbraio 2026
ore 15.00 – 16.00
Aula 15 – Accademia di Belle Arti di Catania

Il Cine-Teatro Rex di Giarre apre le proprie porte alla fotografia con il progetto “Fotografia in scena – Photography on Stage”, a cura della prof.ssa Carmen Cardillo e patrocinato dall’Accademia di Belle Arti di Catania in collaborazione con l’Associazione Culturale ArchiDrama. L’iniziativa è rivolta agli allievi dell’Accademia e al territorio ionico-etneo, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra istituzioni formative e spazi culturali, promuovendo occasioni di confronto, crescita e condivisione.

La rassegna propone incontri dinamici dedicati alla presentazione di progetti fotografici e al dialogo diretto con il pubblico. Protagonisti saranno giovani fotografi, allievi ed ex allievi dell’Accademia, che avranno l’opportunità di condividere il proprio lavoro e di confrontarsi con studenti, docenti e professionisti del settore. I temi affrontati spaziano dalla città e dal territorio all’identità e alla memoria, fino alle trasformazioni sociali e culturali del presente, con rimandi e suggestioni provenienti anche dal linguaggio cinematografico.

Il progetto si configura come una rassegna culturale e formativa che valorizza la fotografia come linguaggio artistico contemporaneo e come spazio di incontro tra giovani autori, fotografi professionisti, artisti visivi, studiosi e pubblico. Ogni mercoledì il Cine-Teatro Rex si trasformerà in un luogo di narrazione, ascolto e riflessione condivisa.

La rassegna fotografica si svolgerà dal 25 marzo a maggio 2026 presso il Cine-Teatro Rex di Giarre, con incontri in programma il 25 marzo, 1 e 8 aprile, 6 e 13 maggio, dalle 18.00 alle 19.30.


Da Roberta Guarnera <robertagartwork@gmail.com>

Vino e territorio: 41 cantine dalla Sicilia al Wine Paris con l’IRVO

La Sicilia del vino approda a Wine Paris 2026 con una presenza che va oltre la dimensione fieristica e si trasforma in un vero e proprio racconto identitario del territorio, delle sue eccellenze e della sua cultura. Da lunedì 9 all’11 febbraio 2026, presso il Paris Expo Porte de Versailles, l’Isola sarà protagonista con il progetto “Sicilia del Vino. Radici di Futuro”, promosso dall’assessorato regionale all’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana, con il coordinamento dell’IRVO – Istituto Regionale del Vino e dell’Olio.

SICILIA DEL VINO.
RADICI DI FUTURO
AL WINE PARIS L’ISOLA PROTAGONISTA CON 41 CANTINE


Dal 9 all’11 febbraio a Parigi un percorso di eventi, coordinato dall’IRVO, per raccontare identità, territorio e cultura

Una partecipazione in fiera che vedrà la presenza di 41 cantine; un percorso che metterà al centro il vino siciliano come espressione di civiltà, paesaggio e sapere, valorizzando la straordinaria biodiversità vitivinicola dell’Isola e il legame profondo tra produzione, territorio e cultura. Il programma prenderà avvio lunedì 9 febbraio 2026, con un evento esclusivo dedicato all’eccellenza dell’abbinamento, in cui il vino siciliano diventa protagonista di un’esperienza sensoriale completa. Presso il Lycée Hôtelier Guillaume Tirel di Parigi, alle 20.30, una degustazione guidata con abbinamenti cibo-vino racconterà la Sicilia attraverso i suoi sapori, mettendo in dialogo enologia e alta formazione gastronomica internazionale.

Il cuore culturale della presenza siciliana a Wine Paris sarà l’incontro “Vini e Territori: i grandi vitigni autoctoni siciliani”, in programma martedì 10 febbraio 2026, ore 14.00 (room 3, Hall 4, Wine Paris). Un momento di approfondimento dedicato alle varietà che rendono unica la vitivinicoltura dell’Isola, simbolo di identità, resilienza e futuro. A guidare il racconto sarà Gianni Giardina, enologo IRVO, Ambasciatore della Viticoltura Eroica e Benemerito della Vitivinicoltura Italiana, che accompagnerà il pubblico in un viaggio tra storia e interpretazioni contemporanee dei vitigni siciliani, evidenziando il valore della ricerca, della qualità e della sostenibilità.

Tra i protagonisti della presenza siciliana a Wine Paris 2026 ci sarà anche la Federazione delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori di Sicilia, coinvolta dall’IRVO a partecipare all’evento istituzionale in programma martedì 10 febbraio alle 19.30, presso il Consolato Generale d’Italia a Parigi. L’incontro, sul tema “Dove il tempo diventa esperienza. La Sicilia tra vino, territori e civiltà”, sarà dedicato al racconto della Sicilia come destinazione enogastronomica, culturale e storica, e vedrà la partecipazione di circa cinquanta giornalisti francesi specializzati, invitati dall’ENIT. Un evento di grande rilievo istituzionale, alla presenza del Console Generale d’Italia a Parigi, Jacopo Albergoni, vedrà gli interventi dei rappresentanti dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Siciliana e della Federazione delle Strade del Vino che racconterà lo sviluppo di quello che viene ormai definito il “turismo delle esperienze” e che trova radici sull’Etna, a Marsala e nelle Terre d’Occidente, a Mazara, nelle Terre Sicane, nella Val di Noto, nella Valle dei Templi e lungo le Strade del Cerasuolo dal Barocco al Liberty.

La serata si concluderà con “La Sicilia del Gusto – Light Dinner”, accompagnata da una degustazione dei vini delle aziende siciliane presenti nello stand IRVO a Wine Paris, per offrire agli ospiti una lettura contemporanea dell’identità siciliana attraverso il cibo e il vino.

«Con questo programma di eventi – sottolinea il Commissario IRVO Giusy Mistretta – la partecipazione siciliana a Wine Paris 2026 si configura come un percorso narrativo, in cui degustazioni, incontri e momenti istituzionali concorrono a raccontare la Sicilia come terra di eccellenze, competenze e visione. Il vino diventa così strumento di relazione, cultura e rappresentanza, capace di trasmettere il valore di un territorio che fonda il proprio futuro sulla qualità, sull’identità e sulla capacità di fare sistema».

INFORMAZIONI
ORARI DI APERTURA FIERA
Lunedì 9 febbraio 2026: 09.00 – 18.00
Martedì 10 febbraio 2026: 09.00 – 18.00
Mercoledì 11 febbraio 2026: 09.00 – 17.00
Sede: Paris Expo Porte de Versailles
Padiglione 5.2 – Stand B017 | B065 (Sicilia / IRVO)

LE CANTINE PRESENTI A PARIGI
Alessandro di Camporeale • Az. Agr. G. Milazzo srl  • Az Agr. Maddalò Andrea • Az. Agr. Spadafora • Baglio Bonsignore srl  •  Baglio di Pianetto srl  • Baglio Oro  • Brugnano – Contemporary Sicilian Wines  • Cantina Sociale Chitarra soc. coop. agr. • Cantina Colomba Bianca • Cantine Fina  • Cantine Paolini srl  • CARUSO & MININI  • Casa Vinicola Fazio srl  •  Centopassi  • Chiarli Rossi Winery  • COS s.s. • Costantino Fabio Vincenzo  • Cottanera srl  • Cusumano  •  Disisa srl soc. agr. • Emanuele Scammacca del Murgo • Feudo Montoni di Fabio Sireci • Firriato srl  • Francesco Intorcia & Figli snc  • Gambino dei F.lli Raciti s.s. •  Grottafumata srl  • I Custodi delle Vigne dell’Etna  • Iuppa  • Lombardo Vini soc. agr. s.s. • Masseria del Feudo s.a.s. • Morgante • Paolo Maggio  •  Rallo spa soc. agr. •  Soc. Agr. Horus 2 srl  • Tenute Nicosia srl  • Valle dell’Acate  • Vini Vaccaro agr. Srl  •  Vivera  • Vito Giovinco – Giovinco Wines  • Villagrande – Di Marco Nicolosi Asmundo

  • I NUMERI DELL’IRVO

Nel 2025 sono stati 2.897 i certificati di idoneità per vini DOP per un volume totale di 759.115,35 ettolitri; 71 milioni di contrassegni di Stato per i vini DOC Sicilia, 482 mila per la DOCG Cerasuolo di Vittoria e 357 mila per la DOC Pantelleria.

  •  LA FEDERAZIONE DELLE STRADE DEL VINO, DELL’OLIO E DEI SAPORI DI SICILIA
    Vede l’adesione di: la Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna, la Strada del Vino di Marsala Terre d’Occidente, la Strada del Vino di Mazara, la Strada del Vino Terre Sicane, la Strada del Vino Val di Noto, la Strada del Vino della Valle dei Templi e la Strada del Cerasuolo dal Barocco al Liberty.
  • WINE PARIS

L’edizione 2025 del “Wine Paris” ha registrato numeri da record, con 52.622 visitatori e 5.271 espositori internazionali, confermandosi come uno degli eventi più importanti per il mercato globale del vino.


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Milano: nel cuore della Fashion Week 2026 “URBAN TEXTURE”

La centralità di Milano nel contesto europeo è un elemento preferenziale per l’assegnazione di progetti culturali che valorizzano il nostro patrimonio e rafforzano le collaborazioni: Milano ambasciatrice dell’Italia nel mondo.
Questa rete di relazioni si sovrappone all’area urbana ed ha la sua convergenza al centro, patrimonio di storia e fucina di futuro

“URBAN TEXTURE” CONTEMPORARY ART EXHIBITION FASHION WEEK MILAN   CENTRO CULTURALE DI MILANO    JELMONI STUDIO GALLERY 

Nel cuore della Fashion Week 2026, un evento che riconferma il capoluogo lombardo come il cuore pulsante della moda e della creatività internazionale, Urban Texture si propone come un viaggio immersivo nel paesaggio dell’arte contemporanea. Pittura, scultura, installazione e video arte si intrecciano in un dialogo dinamico che riflette le trame, i contrasti e le contaminazioni della dimensione urbana. Non si tratta solo di un’esposizione, ma di un’esperienza sensoriale che esplora la materia viva della città: superfici, ritmi, memorie e trasformazioni.

Le “trame” della città, in un mondo sempre più stratificato e interconnesso, interpretano l’ambiente metropolitano come spazio di continua sovrapposizione tra estetica e quotidianità,

tra architettura e gesto artistico: come un palcoscenico, le location per le sfilate, le gallerie d’arte e i musei di Milano si trasformano e lasciano spazio ai più noti brand del settore intenti a mostrare le loro collezioni in ambienti unici, con l’obiettivo di stupire e ammaliare il pubblico.

In questo contesto le opere selezionate diventano frammenti di un racconto collettivo che abita l’asfalto, si riflette nei vetri, pulsa nei suoni e nei silenzi degli spazi urbani.

Protagoniste di questa manifestazione sono alcune delle zone più iconiche e suggestive della città: il Quadrilatero della Moda, che comprende Via Montenapoleone, Via della Spiga, Corso Venezia, Via Manzoni e il Duomo, è il cuore pulsante della Fashion Week 2026 e di innovative mostre d’arte. Ogni lavoro presentato è un “tessuto” visivo e concettuale che restituisce la complessità del nostro tempo, fatto di contrasti materici, vibrazioni cromatiche, segni grafici e tensioni visive. La contaminazione tra arte, moda e design, tra elementi naturali e costruiti, tra percezione e spazio pubblico, diventa linguaggio comune.

Artisti
Angela Chiti, Alessio Discepoli, Alberto Malossi, Marilena Evangelista, Benedetta Berti, Cinzia Vanin, Manuela Ghidini, Alessandra Dieffe, Stefania Belli, Ignacio Cavero, Ariadna Novicov, Alessandro Pellegrini, Christian Celic – Critra, Pietro Daresta, Rita Lombardi, Elena Zotti, Elisabetta Mariani, Daniela Costi, Monica Capotosti – Le Fuse, Giancarlo Caporali, Umberto Iorio Art & Design, Giovanni Medusei, David Jacobson, Teresa Bellini, Matteo Pizzilli –

Periodo
24 Feb-02 Mar 2026
Vernissage
Martedì 24 Feb 2026 18:00-20:00
Location
Centro Culturale di Milano Jelmoni Studio Gallery

Jelmoni Studio Gallery
Milan, Berlin, London
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https://www.instagram.com/jelmonistudiogallery/
Da Elena Jelmoni <jelmonistudio@gmail.com>