‘Non Ti Ricordi Più’, il nuovo singolo dei Ridillo in collaborazione con il poeta Guido Catalano

RIDILLO feat. GUIDO CATALANO ‘NON TI RICORDI PIÚ’, IL NUOVO SINGOLO È UNA ‘POESIA DI FINE RAPPORTO’

Da venerdì 24 gennaio è disponibile in rotazione radiofonica e in tutti i digital stores ‘Non Ti Ricordi Più’, il nuovo singolo dei Ridillo in collaborazione con il poeta Guido Catalano, che unisce musica e irriverente poesia in un brano funk italiano, diretto e pieno di energia. Il brano anticipa l’uscita di uno speciale Ep dal titolo ‘Poesie Orecchiabili’ dove al suo interno saranno comprese altre poesie musicate di Aldo Palazzeschi, Charles Bukowski e Freak Antoni.

Alla richiesta del significato del nuovo singolo Daniele Bengi Benati passa la palla a Guido Catalano«La poesia in questione rientra nella categoria delle ‘Poesie di Fine Rapporto’ (d’ora in poi: PFR). Le PFR sono poesie d’amore che affrontano la fine e non l’inizio. 
Dunque bisogna stare attenti a non utilizzarle per corteggiare la persona che ti piace. Non funzionerebbe. 
Utilissime invece per velocizzare la triste, deprimente e faticosa fase di chiusura di una storia d’amore. 
Ho scritto molte PFR, non perché io abbia avuto molte storie, ma perché ogni volta che una ragazza mi molla, mi si scatena l’ispirazione. 
Devo dunque molto alle donne che mi hanno fatto soffrire come una bestia. Grazie ragazze!».
«Il videoclip è stato realizzato da Roberto Baldassari riprendendo una videocall che rappresenta le infinite telefonate di lavoro o di piacere che ormai fanno parte del nostro quotidiano.» dice Daniele Bengi Benati, cantante e chitarrista dei Ridillo.

I Ridillo nascono nel 1991 tra Reggio Emilia e Mantova. 
Nel 1992 vincono il secondo premio dello ”Yamaha Music Quest’ concorso internazionale che si svolge in Giappone
Nel 1994 vincono il primo ‘trofeo Rox Bar’ di Videomusic condotto da Red Ronnie. 
Nel giugno del 1996 pubblicano il loro primo album dal titolo ‘Ridillo’, la somma di tutte le esperienze precedenti, la comunicazione, il senso dell’ironia, il ritmo e quel gusto della melodia per cui sono immediatamente riconoscibili. 
Tra i singoli estratti ‘Mondonuovo‘ col quale partecipano a ‘Un Disco Per l’Estate‘ condotto da Fiorello. 
Seguono altri nove album tutti fedeli al suono Funk & Soul all’italiana, compreso un doppio ‘Live at the Blue Note’, registrato nel famoso locale di Milano. 
I Ridillo hanno un grande potere: fanno stare bene. Davvero. 
Nessuno al mondo come i Ridillo è in grado di generare una simile carica di energia positiva attraverso la musica.

Guido Catalano nasce a Torino nel 1971. È ancora vivo. 
Ha pubblicato 8 libri di poesie, 4 romanzi e una raccolta di fiabe per le case editrici Rizzoli e Feltrinelli. 
Da molti anni si esibisce in spettacolari reading di poesia, da solo o accompagnato da musicisti e cantautori. 
È anche autore di un podcast dal titolo ‘Amare Male’, prodotto da Chora Media.


Webwww.ridillo.it – www.guidocatalano.it
Instagramwww.instagram.com/ridillo_ancora – www.instagram.com/catalanoguido
Wikipediahttps://it.wikipedia.org/wiki/Ridillo – https://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Catalano
Spotifiyhttps://open.spotify.com


Ufficio Stampa A-Z Press
info@a-zpress.com

Palazzo Reale, Milano: “MUNCH. Il grido interiore” chiude a oltre 275mila visitatori

Si è conclusa ieri la grande retrospettiva dedicata ad Edvard Munch organizzata da Palazzo Reale di Milano e Arthemisia con la collaborazione del Munch Museum di Oslo.

Il successo è andato ben oltre le aspettative: sono stati infatti 276.805 i visitatori che hanno visitato la mostra e sono accorsi per partecipare creando lunghe file, una sorta di installazione artistica urbana, fotografata e ripresa dai media di tutto il mondo.

“MUNCH. Il grido interiore”

Chiude a oltre 275mila visitatori la grande retrospettiva con la quale Palazzo Reale di Milano e Arthemisia hanno reso omaggio a uno dei più grandi artisti del Novecento.

La mostra, con i 100 capolavori provenienti dal Museo MUNCH di Oslo, era stata annunciata come “la mostra dell’anno” sia per l’eccezionalità dei prestiti che per l’attesa del pubblico per uno degli artisti più amati e meno rappresentati nelle mostre (l’ultima a Milano risaliva a 40 anni fa), è ha confermato l’aspettativa.

La mostra “Munch. Il grido interiore” sale in vetta alla classifica delle mostre più visitate a Palazzo Reale di Milano negli ultimi anni, ponendosi al primo posto.

Una mostra anche molto partecipata emotivamente, come testimoniano le migliaia di condivisioni e contenuti postati sui social networks fin dal primo giorno, accanto alle centinaia di articoli cartacei e web.

Grande successo anche per i tantissimi eventi collaterali che hanno coinvolto diverse realtà culturali della città e che, durante l’apertura della mostra, hanno accompagnato il pubblico alla scoperta di Munch come uomo e artista.

“Siamo orgogliosi di aver riportato a Milano un grande protagonista dell’arte moderna come Edvard Munch, che con il suo linguaggio universale continua a emozionare e parlare a tutte e tutti, oltre ogni barriera temporale e culturale. ‘Munch. Il grido interiore’ è la mostra più visitata a Palazzo Reale negli ultimi sei anni: ha rappresentato non solo un evento culturale di altissimo livello, ma anche un momento di condivisione per la nostra città, come dimostra l’entusiasmo del pubblico. Milano si conferma ancora una volta una capitale culturale di riferimento, capace di attirare l’interesse internazionale e proporre progetti unici”
, ha detto l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.

“Per noi di Arthemisia – dichiara Iole Siena, Presidente di Arthemisia – è davvero un grande orgoglio aver potuto scrivere una pagina importante nella storia culturale di Milano e di Palazzo Reale. Questa mostra sarà ricordata nel tempo, sia per i contenuti ineccepibili, sia per l’affetto dimostrato dal pubblico. Le lunghe code sono state sotto gli occhi di tutti per diversi mesi, a testimoniare l’interesse e l’entusiasmo delle persone.  Per noi è stata una ulteriore prova che il “format Arthemisia”, che unisce il rigore scientifico ad una divulgazione didattica ed emotiva, è quello giusto.”

La mostra è stata promossa da Comune di Milano – Cultura con il patrocinio del Ministero della Cultura e della Reale Ambasciata di Norvegia a Roma,prodotta da Palazzo Reale e Arthemisia in collaborazione con il Museo MUNCH di Oslo e curata da Patricia G. Berman in collaborazione con Costantino D’Orazio.
La mostra ha visto come sponsor Statkraft e Generali Valore Culturaspecial partnerRicolamedia partnerUrban Visionmobility partnerFrecciarossa Treno Ufficiale e radio partnerDimensione Suono Soft.

Dall’11 febbraio 2025 la mostra sarà visitabile a Roma, a Palazzo Bonaparte.


Ufficio Stampa Arthemisia
Salvatore Macaluso | sam@arthemisia.it
press@arthemisia.it | T. +39 06 69380306 | T. +39 06 87153272 – int. 332

Ufficio Stampa Comune di Milano
Elena Conenna
Comunicazione.UfficioStampa@comune.milano.it

Relazioni esterne Arthemisia
Camilla Talfani | ct@arthemisia.it

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna: MORBID Valeria Magli

Dal 29 gennaio all’11 maggio 2025 il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici Bologna presenta MORBID, una mostra di Valeria Magli, curata da Caterina Molteni, che rientra nel programma istituzionale di ART CITY Bologna 2025 realizzato in occasione di Arte Fiera. 

Settore Musei Civici Bologna | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna 

Valeria Magli
MORBID
A cura di Caterina Molteni


29 gennaio – 11 maggio 2025
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Project Room
Via Don Giovanni Minzoni 14, Bologna
   
 
www.museibologna.it/mambo

Conferenza stampa
Lunedì 27 gennaio 2025 h 11.00

Inaugurazione
Martedì 28 gennaio 2025 h 18.00 – 20.00

MORBID è l’aggettivo scelto da Valeria Magli come titolo di un suo lavoro per descrivere la figura femminile. “Morbido” per assonanza in italiano, “morboso” per significato in traduzione dal tedesco, il termine cattura le caratteristiche contraddittorie attribuite alla donna nel corso dei secoli, in contrapposizione alla figura integra e “rigida” dell’uomo (associato, con ironia, dall’autrice a una banana).

Prendendo spunto da questa immagine sinuosa e delicata, ma al tempo stesso capace di generare forze maniacali e ossessive, MORBID esplora la ricerca artistica della danzatrice e coreografa Valeria Magli (Bologna, 1952. Vive e lavora a Milano), concentrando l’attenzione sul lavoro di ridefinizione della donna e del femminile promosso dall’autrice nel corso della sua carriera e restituito in mostra in un percorso cronologico e tematico dagli anni Settanta ai primi anni Duemila.

Centrale nella ricerca di Valeria Magli è la riflessione sulla femminilità nelle sue personificazioni. La signorina Richmond, Le Milleuna, Banana morbid, Banana lumière e Pupilla sono alcune delle protagoniste che si raccontano in mostra grazie a materiali d’archivio, costumi e oggetti di scena, fotografie e documentazioni video dell’epoca.

Attraverso una grammatica corporea che fa proprie le arti della danza classica, del tip-tap e della ginnastica artistica, Magli delinea una danza anti-spettacolare ma al tempo stesso seducente e ironica. Mentre oltreoceano danzatori e danzatrici sfidano la società dello spettacolo portando il gesto quotidiano sul palco in una ricerca minimale del movimento, Magli sperimenta i linguaggi dell’intrattenimento portandoli al limite. I linguaggi del cabaret, della clownerie, della music-hall e del tip tap, vengono reinventati come strumenti critici, capaci di interrogare e sovvertire le convenzioni della rappresentazione.

Nella sua polisemia il titolo MORBID rimanda allo stesso tempo al dialogo costante di Magli con la poesia e le arti visive. Dalla fine degli anni Settanta, l’autrice intesse relazioni con figure prominenti della neoavanguardia letteraria, come Arrigo Lora Totino e Nanni Balestrini, rispondendo nel mondo della danza a quella visione della parola che si impone come fenomeno aperto e fisico. Di fronte a una visione “totale” della poesia, Magli opera un passaggio ulteriore, svincolando la parola dalla pagina scritta e mettendo in scena un dialogo propulsivo tra voce, corpo e movimento.

L’azione “liberatoria” che la nuova poesia opera nei confronti di una tradizione letteraria ed estetica figlia dell’idealismo crociano e di categorie morali e politiche stagnanti, viene assunta dall’autrice in chiave femminista creando un linguaggio che libera il corpo femminile e si oppone all’immaginario di donna-oggetto perpetuato dai media. Nella produzione dell’autrice, il corpo si rende “autonomo dalla parola (come la donna dall’uomo) per poter interagire con essa in un rapporto che non sia quello ormai logoro che conosciamo” (V. Magli, 1977).

La poesia ballerina, anche titolo della prima rassegna antologica del 1981, sintetizza la sua ricerca, evidenziando da un lato la coesistenza di linguaggi e la sperimentazione intermediale tipiche delle arti e della danza degli anni Settanta, dall’altro il percorso unico dell’autrice nel rinnovare il legame tra danza e poesia.

La storia artistica di Valeria Magli è costellata di importanti collaborazioni con poeti e poete della neoavanguardia letteraria italiana, musicisti come John Cage, Walter Marchetti e Demetrio Stratos, artisti come Gianfranco Baruchello, Piero Fogliati e Gianni Toti, l’artista e stilista Cinzia Ruggeri, il regista Lorenzo Vitalone, il filosofo Pierre Klossowski, il coreografo Merce Cunningham e il teorico del mimo Étienne Decroux. Le sue opere sono state presentate presso Galleria d’Arte Moderna di Bologna, Musée Matisse, Nizza, Centre Georges Pompidou, Parigi, Hunter College Theater, New York, Cìrculo des Bellas Artes, Madrid, Théatre du Rond-Point, Parigi, Piccolo Teatro, Milano, Festival dei Due Mondi, Spoleto, Esposizione internazionale d’arte di Venezia.

Nel 2003 esce per Charta la monografia Valeria Magli, mentre nel 2021 Valeria Magli o la poesia ballerina, saggio di Silvia Garzarella, edizioni Mimesis.
MORBID è frutto del progetto di ricerca di Caterina Molteni, From Poetry to Performance and Vice Versa: When Body and Language Become Political. A comparative study of Valeria Magli, Yvonne Rainer, Cecilia Vicuña sostenuto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della cultura nell’ambito del programma Italian Council (13


Mostra
MORBID
Di
Valeria Magli

A cura di
Caterina Molteni

Promossa da
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici Bologna

Sede
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Giovanni Don Minzoni 14, Bologna

Periodo di apertura
29 gennaio – 11 maggio 2025

Inaugurazione
Martedì 28 gennaio 2025 h 18.00 – 20.00

Orari di apertura
Martedì e mercoledì h 14.00 -19.00
Giovedì h 14.00 – 20.00
Venerdì, sabato, domenica e festivi h 10.00 – 19.00
Chiuso lunedì non festivi

Orari di apertura durante ART CITY Bologna 2025
Giovedì 6 febbraio 2025 h 10.00 – 20.00 
Venerdì 7 febbraio 2025 h 10.00 – 20.00
Sabato 8 febbraio 2025 h 10.00 – 23.00
Domenica 9 febbraio 2025 h 10.00 – 20.00 

Ingresso
Intero € 6 | ridotto € 4 | possessori Card Cultura € 4 

Ingresso durante ART CITY Bologna (dal 6 al 9 febbraio 2025)
Gratuito

Informazioni 
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Minzoni 14 | 40121 Bologna 
Tel. +39 051 6496611
www.museibologna.it/mambo
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Settore Musei Civici Bologna

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Ufficio stampa Settore Musei Civici Bologna

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Museo Civico Bologna, Bologna: Il Medagliere si rivela con Guglielmo Marconi

Nello scorso anno ha preso avvio lo svolgimento delle manifestazioni organizzate sotto l’egida del Comitato nazionale per il 150° anniversario dalla nascita di Guglielmo Marconi per valorizzare la figura di Guglielmo Marconi (Bologna, 1874 – Roma, 1937) durante il triennio 2024-2026.

In occasione di questa importante ricorrenza il Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici Bologna dedica allo scienziato – padre del wireless e della radio, premio Nobel per la Fisica nel 1909 – il quinto appuntamento espositivo della rassegna Il Medagliere si rivela, volta a far conoscere al grande pubblico la ricchissima raccolta numismatica conservata nelle proprie collezioni, presentando una vetrina che raccoglie una decina di beni numismatici consacrati a questo italiano tra i più illustri, in Italia e all’estero.

La mostra Il Medagliere si rivela. Guglielmo Marconi nelle collezioni numismatiche del Museo Civico Archeologico di Bologna, a cura di Paola Giovetti Laura Marchesini, è liberamente fruibile nell’atrio del museo dal 16 gennaio al 2 marzo 2025.

Settore Musei Civici Bologna | Museo Civico Archeologico

Il Medagliere si rivela

Guglielmo Marconi nelle collezioni numismatiche del Museo Civico Archeologico di Bologna
A cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini

16 gennaio – 2 marzo 2025 
Museo Civico Archeologico
Via dell’Archiginnasio, 2 Bologna
www.museibologna.it/archeologico

Mostra promossa da Settore Musei Civici Bologna 
Nell’ambito delle Celebrazioni del 150° anniversario dalla nascita di Guglielmo Marconi

L’esposizione si ricollega idealmente alla sezione intitolata Ruolo della radio nella esplorazione e scienza polare visibile all’interno della mostra Artico. Viaggio interattivo al Polo Nord, ideata e curata dal Consiglio nazionale delle Ricerche, che si svolge in contemporanea, dal 16 gennaio al 2 marzo 2025, nella Sala Mostre dello stesso Museo Civico Archeologico di Bologna.

La medaglia più antica tra quelle esposte risale al 1903 ed è stata ideata dallo scultore bolognese Arturo Colombarini (Bologna, 1871 – ivi, 1940) e conferita dalla città di Bologna a Guglielmo Marconi.
Di particolare pregio artistico è il ritratto al dritto di Marconi, di tre quarti, mentre sul rovescio compare un genio che stringe il nastro della stazione ricevente con macchina decodificatrice Morse, usata dallo scienziato durante gli esperimenti sulla telegrafia senza fili.

Nel 1974, per il centenario dalla nascita di Marconi, diverse istituzioni hanno voluto tributargli omaggio attraverso la numismatica. Tra queste, la Fondazione Guglielmo Marconi emise una medaglia in argento riutilizzando il conio dell’esemplare voluto nel 1926 dalla città di Bologna, dalla Regia Università e dalla Regia Scuola d’Ingegneria, consegnata a Marconi come onorificenza.

Nel medesimo anno anche la Zecca di Stato decise di emettere ben due monete celebrative: una moneta da 100 lire in acciaio, con il volto di Marconi al dritto e al rovescio un’antenna trasmittente per segnali in onde medie da lui inventata. Di questa moneta furono immessi in circolazione ben 50 milioni di esemplari.
La seconda fu realizzata in argento, con il valore di 500 lire, e fu la prima emissione della Zecca italiana ideata esclusivamente per l’ambito del collezionismo numismatico e quindi non destinata alla circolazione ordinaria. Al dritto è raffigurato lo scienziato ritratto di profilo; al rovescio le onde, che si propagano a cerchi concentrici sovrastando la penisola italiana, a simboleggiare la possibilità di comunicare a distanza grazie alla radio.

A partire dal 1990 la Zecca diede corso ad una banconota da 2000 lire dedicata a Guglielmo Marconi. Ancora una volta al ritratto, al dritto, si accompagna al rovescio la raffigurazione di alcuni strumenti che utilizzò per i suoi studi e le sue ricerche.

La medaglia più recente, esposta in vetrina, è stata commissionata nel 2024 dal Lions Club Bologna Guglielmo Marconi allo scultore Marco Marchesini (Bologna, 1942), con il patrocinio della Fondazione Guglielmo Marconi.
I Lions Club Bologna Guglielmo Marconi hanno una lunga tradizione nella celebrazione dello scienziato bolognese di cui portano il nome. A loro si deve anche la commissione, nel 1980, della statua dello scienziato realizzata sempre dal Maestro Marchesini, donata all’Aeroporto “Guglielmo Marconi” di Bologna e attualmente esposta nell’atrio.
Grazie alla generosità del Lions Club Bologna Guglielmo Marconi la medaglia realizzata nel 2024 è entrata a far parte della collezione numismatica del museo.
A questo prezioso dono se ne affianca un altro altrettanto importante: Marco Marchesini ha infatti deciso di cedere i prototipi in terracotta da lui realizzati per la creazione della medaglia commissionata dal Lions Club Bologna Guglielmo Marconi nel 2024.
Si tratta di due opere molto importanti non solo per l’alto valore artistico ma anche perché testimoniano la fase creativa della realizzazione dell’arte medaglistica contemporanea.

Queste recenti acquisizioni seguono il donativo che il Maestro fece nel 2022 di alcune sue medaglie realizzate per la città di Bologna e dimostrano l’affetto, l’attenzione e la generosità che i bolognesi hanno per il Medagliere del Museo Civico Archeologico di Bologna che, grazie a queste donazioni, arricchisce e aggiorna il suo patrimonio.

L’esposizione Il Medagliere si rivela. Guglielmo Marconi nelle collezioni numismatiche del Museo Civico Archeologico di Bologna rientra nel più ampio progetto scientifico-culturale ed educativo, a cura del Settore Musei Civici Bologna, dedicato a Guglielmo Marconi per le celebrazioni del 150° anniversario della sua nascita, con il patrocinio del Comitato nazionale per le celebrazioni.
Fra le iniziative già realizzate si ricordano l’app VisitAR Bologna, la narrazione musicale Sintonizzati sull’universo e la mostra All’ascolto del mondo al Museo internazionale e biblioteca della Musica, il progetto sperimentale per le scuole Cronache marconiane a cura del Museo del Patrimonio Industriale, con la collaborazione del Museo Marconi della Fondazione Guglielmo Marconi. È inoltre prevista la realizzazione di un’opera d’arte contemporanea come installazione fissa a valorizzare la casa natale di Marconi, con la curatela del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna.


Informazioni
Museo Civico Archeologico
Via dell’Archiginnasio 2 | 40124 Bologna
Tel. +39 051 2757211
www.museibologna.it/archeologico
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Orari di apertura
Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì 9.00 – 18.00
Sabato, domenica, festivi 10.00 – 19.00
Chiuso martedì non festivi

Settore Musei Civici Bologna
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Padova, Ospedale Universitario: “Progetto Vulcano”, ideato dall’artista Beatrice Zagato

Può la creatività aiutare a stare meglio? Diventare una scintilla per accendere la forza interiore, alimentare la speranza e abbattere le barriere dell’isolamento? Da questa riflessione nasce il “Progetto Vulcano“, ideato dall’artista Beatrice Zagato in stretta collaborazione con l’Ospedale Universitario di Padova che ospiterà le attività nei suoi spazi coinvolgendo il proprio personale. I pazienti e gli operatori sanitari sono invitati ad intraprendere un percorso artistico inedito, dove l’espressione creativa diventa il motore di connessione e umanizzazione della cura dei pazienti.

PROGETTO VULCANO: LA FORZA DELLA CREATIVITÀ NEL CUORE DELL’OSPEDALE UNIVERSITARIO DI PADOVA

Vulcano – spiega Beatrice Zagato – “rappresenta l’energia e la vitalità che ognuno di noi possiede, anche nei momenti di difficoltà più intensi. È la forza che ci spinge a trasformare la fragilità in determinazione, ed è ciò cui mira tale progetto. La creatività, con il suo linguaggio universale di luce e colore, ci aiuta a far emergere questo potenziale.”

Per i prossimi tre mesi a partire dal 2 febbraio, l’Ospedale di Padova metterà a disposizione un’intera area trasformata in uno spazio creativo, dove i pazienti di medio-lunga degenza potranno sperimentare disegno, pittura e altre forme di espressione artistica. Uno spazio che non sarà solo luogo di produzione, ma anche di dialogo e incontro, aperto a chiunque voglia partecipare: dai degenti agli accompagnatori, fino agli operatori sanitari.

I lavori prodotti saranno progressivamente esposti nello stesso spazio, creando un percorso visivo che documenterà l’evoluzione del progetto. L’obiettivo è stimolare un senso di comunità e speranza, rendendo il tempo trascorso in ospedale un tempo ricco di significato.

Il progetto culminerà nella creazione di un’opera da parte dell’artista, ispirata ai disegni e ai messaggi dei pazienti, che rimarrà esposta permanentemente all’interno dell’ospedale, come simbolo di forza, speranza e continuità. Parallelamente, sarà realizzato un video racconto dei tre mesi, documentando i momenti più significativi e dando voce ai pazienti e ai partecipanti, portando così il messaggio di “Vulcano” anche oltre i confini dell’ospedale.

La carriera dell’artista Beatrice Zagato, si distingue da sempre per un approccio capace di unire arte, ricerca sociale e diritto, utilizzando la creatività come strumento per promuovere bellezza e dialogo. Le sue opere e i suoi progetti, infatti, esposti in Italia e all’estero, si concentrano sul potere della luce e del colore come fonti di energia e vitalità.

Progetto Vulcano” non mira tanto a portare l’arte in ospedale, ma cerca di generare nuove connessioni tra le persone, esplorando il potenziale trasformativo della creativitàLa creatività funziona come un seme – spiega Giuseppe Dal Ben, Direttore AOUP – si espande, creando legami sociali e stimolando nuove prospettive. Ciò che auspichiamo è verificare se l’arte e la creatività possano arricchire l’esperienza umana anche nei momenti più complessi, offrendo uno strumento di forza per riconnettersi con sé stessi e con gli altri.”

Il progetto Vulcano è reso possibile dal generoso supporto di: Bottega SpA; GB Termae Hotels; Undici HP srl; Alì supermercati; Xylem Service Italia s.r.l.; Cefim srl; Longwave s.p.a.; Guidolin Giuseppe – Eco. G. s.r.l.; Dr. Giovanni La Scala Studio Dentistico; donazione privata in memoria di Vittore Pagan.

Sponsor tecnico: SFP Studio legale associato


Per informazioni:
www.beatricezagato.com
 
Ufficio Stampa
Studio ESSECI
Ref. Roberta Barbaro
roberta@studioesseci.net

Il nuovo corso della Fondazione Sassi di Matera – I progetti futuri

Nella sala conferenze della Fondazione Sassi di Matera, si è svolta la conferenza di inizio anno, un momento cruciale per tracciare il futuro dell’ente e presentare le nuove linee programmatiche. All’incontro erano presenti la Presidente Maria Giovanna Salerno, la vicepresidente Sissi Ruggi e la neo direttrice Patrizia Minardi. L’occasione è stata scelta non solo per illustrare i progetti futuri, ma anche per celebrare il restauro funzionale della sala conferenze e annunciare l’intitolazione della stessa a Mario Salerno, fondatore della Fondazione Sassi.

La Fondazione Sassi presenta il piano di rilancio:
cultura, identità e innovazione
al centro del nuovo corso

“Abbiamo scelto il 17 gennaio, una data simbolicamente rilevante –  ha dichiarato la Presidente Maria Giovanna Salerno – È bello e significativo per la famiglia di Mario Salerno che la Fondazione annunci la propria ripartenza in questo giorno in cui il suo Fondatore e primo Presidente avrebbe compiuto 85 anni. Mario Salerno, che nel 1990 fondò questa istituzione con l’ambizione di trasformare Matera in un laboratorio di nuovi modelli di sviluppo per il Sud Italia e per il Sud del mondo. Già allora intravide il destino straordinario di questa città, prima che fosse riconosciuta come patrimonio Unesco e Capitale Europea della Cultura. Matera è oggi il fulcro di scelte culturali, ambientali e urbane capaci di influenzare positivamente il nostro futuro collettivo. Con l’intitolazione della sala conferenze a Mario Salerno, vogliamo rendere omaggio alla sua visione, inaugurando una nuova fase di sviluppo per la Fondazione. Voglio oggi ringraziare la Dott.ssa Minardi per aver accettato, con entusiasmo e tenacia, l’invito da parte dei componenti del CdA a rilanciare le attività della Fondazione perché ritorni ad essere protagonista del panorama culturale, italiano ed internazionale, in continuità con l’opera svolta per più 20 anni da Mario Salerno. Un incarico, quello di direttrice della Fondazione Sassi, che Patrizia Minardi ha assunto a titolo gratuito”.

La cerimonia di intitolazione della sala conferenze si terrà il 14 febbraio 2025, alla presenza di autorità civili, religiose e culturali e alla famiglia Salerno.
“Onorata di essere stata chiamata a far parte di una squadra che ha ritenuto, sin dal 1990, che le politiche di sviluppo della nostra città potessero puntare sul sistema del patrimonio culturale e ambientale, del paesaggio – afferma la direttrice Minardi – Il circuito virtuoso delle attività di formazione, delle residenze internazionali, dell’attrazione di autori e artisti internazionali hanno creato un humus che oggi i turisti chiamano energia, stupore, incredulità, rapimento del cuore! Noi abbiamo il compito di innaffiare questo humus attraverso la costruzione di percorsi di tutela e produttivi che mettono in campo una rete di professionisti della cultura, dell’ambiente e della cura della nostra città. Perché sia esempio mondiale di vivibilità e di lavoro”.

La direttrice Patrizia Minardi ha presentato il piano strategico della Fondazione Sassi, un programma ambizioso e innovativo che mira a consolidare il ruolo dell’ente come hub culturale internazionale. “Il patrimonio lasciatoci da Mario Salerno è vivo e universale,” ha dichiarato la Minardi. “Oggi vogliamo valorizzarlo e attualizzarlo, utilizzando strumenti contemporanei per promuovere la cultura come fattore di coesione e crescita.”

Tra le principali iniziative annunciate:
Sala “Mario Salerno : La sala conferenze, rinnovata e dotata di tecnologie avanzate, ospiterà eventi culturali, conferenze e narrazioni multimediali sulla storia della Fondazione e sulle sue prospettive future.

La Biblioteca della Cura e della Bellezza : Uno spazio dedicato alla ricerca e alla riflessione sul patrimonio culturale e paesaggistico di Matera, con fondi librari donati da studiosi di rilievo, come il Prof. Fanizza e il Prof. Manfredi. La biblioteca sarà un punto di riferimento per università e ricercatori internazionali.

L’Arte delle Radici e dell’Immaginario : Mostre permanenti e temporanee valorizzeranno artisti locali, nazionali e internazionali, esplorando il dialogo tra tradizione e innovazione, con il supporto di tecnologie immersive come il metaverso.
Residenze Artistiche Internazionali : 
Un bando annuale consentirà ad artisti di tutto il mondo di vivere e creare a Matera, arricchendo il panorama culturale cittadino e rafforzando le relazioni internazionali.

Scambi Internazionali sui temi Unesco : Sarà avviato un programma che ospiterà giovani provenienti dall’area mediterranea per lavorare su progetti legati alla tutela, gestione e valorizzazione delle aree patrimonio dell’umanità.

Valorizzazione del ruolo delle donne : La Fondazione dedicherà spazi di confronto e discussione alle professioni femminili nel campo culturale, promuovendo il dialogo tra istituzioni e associazioni locali e internazionali.

Rivista semestrale della Fondazione : Sarà lanciata una pubblicazione che raccoglierà contributi accademici, politici e culturali, con particolare attenzione allo sviluppo territoriale e alle specificità del Sud Italia.

Spin-off residenziali :  La Fondazione promuoverà la nascita di imprese culturali e creative, sostenendo l’occupazione e la crescita del territorio.

I Luoghi delle Arti :  Spettacoli teatrali e musicali saranno ospitati negli spazi della Fondazione, offrendo alla città un’ampia programmazione culturale.

Libri emergenti e rari : Collaborazioni con case editrici locali daranno vita a eventi e presentazioni dedicati agli autori del territorio, promuovendo la letteratura emergente.

Un laboratorio di innovazione e dialogo, è questo il futuro pensato dalla Presidente Salerno per la Fondazione Sassi. La Presidente ha concluso la conferenza stampa sottolineando l’obiettivo principale della Fondazione: “Vogliamo rendere Matera un modello di sviluppo inclusivo e sostenibile, un laboratorio di innovazione e dialogo che coniughi identità e apertura al mondo. La Fondazione Sassi è pronta a raccogliere le sfide del futuro, rafforzando il suo ruolo di motore culturale e di coesione sociale.”


Sissi Ruggi per la Fondazione Sassi
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Da Guttuso a Guadagnuolo e il Transrealismo in Italia di Renato Mammucari

Luca Beatrice, scomparso di recente, è un protagonista della cultura italiana e internazionale. Personalità straordinaria, il suo contributo prezioso al Mondo dell’arte è indimenticabile, ha portato avanti un dialogo dinamico e produttivo nella cultura contemporanea. La sua scomparsa lascia un grande vuoto. Lo ricordiamo con un ritratto realizzato da Francesco Guadagnuolo e un testo di Renato Mammucari pubblicato il 7 luglio 2018 su culturelite.

Ricordo di Luca Beatrice con un ritratto realizzato da Francesco Guadagnuolo e un testo di Renato Mammucari
 
Da Guttuso a Guadagnuolo e il Transrealismo in Italia
di Renato Mammucari

Lo ricordiamo con un ritratto realizzato da Francesco Guadagnuolo e un testo di Renato Mammucari pubblicato il 7 luglio 2018 su culturelite: « […] In un articolo di Luca Beatrice “Guttuso, grande pittore reazionario” pubblicato su Il Giornale del 12 settembre 2010, si domanda se Renato Guttuso avesse dei discendenti “…La verità è che Guttuso è un maestro senza allievi. Non c’è in Italia un altro pittore realista del suo livello e quindi, nonostante il ruolo pubblico di “artista della corte rossa”, non si può non leggerlo come un grande isolato…”.

 Infatti, Guttuso non ha allievi, perché il suo neorealismo ha fatto la sua stagione, ma non per questo l’arte realista non può avere un seguito. Dopo la sua morte si sente in Italia un vuoto, perché nonostante tutto, egli era considerato il caposcuola del realismo italiano. Per questo ci fa capire quanto il realismo è tenuto da conto e di certo importante poiché rappresenta la nostra tradizione e l’identità dell’arte italiana.

“Purificato e Guttuso hanno fortemente creduto al carattere e alla tradizione del realismo, in quanto connessa con le nostre radici culturali. Scomparso Guttuso nel 1987, ci si chiese chi potesse farsi carico della ricerca rivitalizzata del realismo italiano sul finire del ’900. […] All’inizio del 1980, in quanto successore dialettico che si colloca tra Purificato e Guttuso, potremmo classificare il giovane artista Francesco Guadagnuolo, emerso in un momento di disputa fra Ipermanierismo e Transavanguardia. Abile disegnatore, specialista nell’incisione, con un evidente talento pittorico, egli ha cercato di definire e impersonare la continuità della tradizione figurativa italiana. Se Guttuso ha vissuto il periodo drammatico della seconda guerra mondiale (pensiamo a una delle opere più note, la Crocifissione, dichiarata denuncia dei disastri causati dal regime), Guadagnuolo respira gli avvenimenti disastrosi del terrorismo, l’era dell’automatizzazione e dei computer, i rilevanti risultati scientifici e tecnologici che preludono al 2000. La pittura di Guadagnuolo può essere ben considerata una sintesi di tutte le avanguardie del Novecento, sia figurative sia astratte, nel quadro complesso della contemporaneità; una Weltanschauung carica di afflizione ma, insieme, di redenzione. Il filosofo Rosario Assunto ha affermato che l’impulso vitale “è in lui il segno di un’identificazione assoluta della vita e dell’arte”. All’età di trent’anni l’artista realizza una sua Crocifissione, presentata a Roma nel 1988, in una mostra curata dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana “G. Treccani”. L’opera è stata avvertita come una rinnovata realtà artistica del dopo Guttuso. La Crocifissione di Guadagnuolo è concetto trascendentale rispetto all’arco vitale e storico. I mali e i beni della società moderna vi sono identificati nel martirio di Cristo, con riflessi inquietanti e apocalittici. Essa ha rappresentato, per alcuni critici, un’opportunità di analisi e riflessione”. Lo scrive lo storico dell’arte Vinicio Saviantoni in Metamorfosi dell’Iconografia nell’arte di Francesco Guadagnuolo, pag. 37-39 Ed. Angelus Novus e Tra 8 & 9, 2011.

Questo vuoto in Italia lasciato da Renato Guttuso è stato colmato, certamente in modo diverso nel concepire il realismo, da Francesco Guadagnuolo. Infatti, egli non si è limitato ad un realismo fuori del nostro tempo, ma ad un realismo che potesse assimilare e dialogare con le neo-avanguardie e l’arte degli ultimi anni. Per Guadagnuolo è fondamentale la contemporaneità, una contemporaneità che faccia i conti attraverso il suo realismo o meglio alla sua Transrealtà così come ha avuto conferma negli USA, in Italia e in Europa con un’arte quella di Guadagnuolo che trascina tutto, ovvero l’intero scibile umano. Dunque vediamo con piacere nelle sue opere una capacità di erudire e di assorbire teologia, politica, scienza, filosofia letteratura, musica, cinema, teatro, fotografia […]» (Renato Mammucari)


Da critica.artecontemp@libero.it 

L’Aquila: FINISSAGE della mostra di Piotr Hanzelewicz

Ultimi giorni per visitare, presso la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, la mostra Del resto di Piotr Hanzelewicz, a cura di Emiliano Dante, con i testi in catalogo di Emiliano Dante, Michela Becchis e Francesco Avolio, con il patrocinio e il contributo dell’Istituto Polacco a Roma.

Piotr Hanzelewicz
Del resto
A cura di Emiliano Dante
 
Finissage 26 gennaio 2025
ore 11.00-13.00 / 16.30 – 19.00

 
Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre
Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila

I temi della mostra, inaugurata il 13 dicembre, sono stati approfonditi il 17 gennaio con l’incontro con il Professor Francesco Avoliopresso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università de L’Aquila, con la performance “Moneta” di Piotr Hanzelewicz per dispositivo cellulare e il supporto tecnico di Factory Sound e la seconda parte della sonata per violino solo, “Melancholia” di E. Ysaÿe, eseguita dal Mº Andrzej Hanzelewicz.

Il progetto Del resto, infatti, tratta la tematica del “denaro” e delle sue implicazioni, delle congetture che ne nascono intorno, di tutte le possibili declinazioni che esso assume ed ha assunto in passato nelle comunità umane, e costituisce il punto di arrivo del percorso artistico di Piotr Hanzelewicz, che fonde aspetti teorici e estetici, iniziato con la mostra Laborioso laborioso laborioso, presso l’Istituto Polacco di Roma nel 2013.

La mostra, ospitata dalla Fondazione de Marchis, risulta caratterizzata, come afferma Michela Becchis nel testo in catalogo, da “oggetti molto densi e carichi di una profonda riflessione sul senso del denaro e del suo ruolo di regolatore apparente di uno scambio, ma in realtà struttura che conserva la più terribile delle asimmetrie, la più falsa narrazione di un bene di scambio paritario; oggetti non possono essere alienati, sorpassati, disimpegnati dalla loro relazione con coloro che li hanno fatti e messi al centro di quella relazione. Nel paradosso artistico la disuguaglianza, che viene nascosta dal falso legame geometria/status economico, viene lasciata solo apparentemente fuori ma non certo perché venga ignorata, piuttosto perché Hanzelewicz esplicita così il desiderio che chi interloquisce con le sue grandi tele, con la stanza forziere, con la spiazzante vetrata bifronte si impegni con la sua concettuale ossidazione a demolire quell’insensato racconto monolitico e indifferente e agisca uno spazio corrosivo di conoscenza.

Piotr Hanzelewicz (Polonia, 1978) vive in Italia. Ha fatto esperienze diverse fra loro, studi, lavori. Ama il termine cosa/cose. Non ha un approccio scientifico ma si attesta su una curiosità utile a creare collegamenti tra discipline diverse, talvolta lontane fra loro. Questa è la griglia di partenza. Poi c’è tutto il resto, insomma, poi ci sono le cose. Nota curiosa: è nato lo stesso giorno in cui è morto Paolo VI, pertanto non è sbagliato affermare che uno come Piotr Hanzelewicz nasce ogni morte di papa. Tra le principali esposizioni personali: 2011 – “L’inquilino del terzo piano” a cura di Enzo de Leonibus con testi di Teresa Macrì e Marco Patricelli – Museolaboratorio Città S. Angelo (PE); 2013 “Laborioso laborioso laborioso” a cura di Franco Speroni con testi in catalogo di Alberto Abruzzese e Michela Becchis – Istituto Polacco (Roma); 2014 “All’ombra del pavone” a cura di Michela Becchis – Biblioteca del Senato (Roma); 2019 – “One hundred bucks and few cents” a cura di Fabio de Chirico e Giuseppe Capparelli, con testo in catalogo di Edoardo Marcenaro – Galleria Rosso20sette (Roma). 


La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre viene istituita a L’Aquila nel 2004 allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell’arte. Manifesti, locandine, inviti e brossure sono solo alcuni esempi delle tipologie documentarie che caratterizzano l’archivio composto da quasi 200.000 pezzi. Cataloghi di mostre, monografie e saggi, che popolano la biblioteca, contribuiscono a restituire l’immagine di un periodo denso di cambiamenti non solo a livello sociale ma anche storico-artistico, quale gli anni Sessanta e Settanta in Europa. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti.


Piotr Hanzelewicz 
Del resto
A cura di Emiliano Dante
Testi in catalogo di Emiliano Dante, Michela Becchis, Francesco Avolio
Con il patrocinio e il contributo dell’Istituto Polacco a Roma
Documentazione fotografica: Giorgio Benni
Sponsor tecnico: Factory sound – L’Aquila

Finissage 26 gennaio 2025 ore 11.00-13.00 / 16.30 – 19.00
Orari: giovedì 11.00-13.00 / 16.30 – 19.00; venerdì e sabato 16.30 – 19.00; domenica 11.00-13.00 / 16.30 – 19.00 –  Ingresso libero
Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre
Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila (AQ)
www.fondazionedemarchis.it

Contatti
Diana Di Berardino
Barbara Olivieri
fondazione.demarchis@gmail.com

Ufficio stampa 
Roberta Melasecca_Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.com – info@melaseccapressoffice.it

Milano, Palazzo Reale: Restituite alla comunità oltre 80 opere

Restituite alla comunità oltre 80 opere, tra dipinti, grafica e sculture di artisti quali Giorgio de Chirico, Mario Sironi, Lucio Fontana, Massimo Campigli, Salvador Dalí, Andy Warhol, Mario Schifano, Robert Rauschenberg, Christo e altri, confiscate alla criminalità.

Dopo l’appuntamento milanese, la mostra sarà ospitata dall’8 febbraio al 27 aprile 2025 al Palazzo della Cultura “P. Crupi” a Reggio Calabria.

SalvArti
Dalle confische alle collezioni pubbliche
Palazzo Reale Milano
3 dicembre 2024 – 26 gennaio 2025

Palazzo Reale di Milano ospita una mostra di grande portata culturale e sociale che vuole sottolineare e riaffermare, soprattutto tra le giovani generazioni, il fondamentale valore della legalità.
Dal 3 dicembre 2024 al 26 gennaio 2025, nelle sale di Palazzo Reale sarà allestita SalvArti. Dalle confische alle collezioni pubbliche, un’esposizione che restituisce al pubblico una serie di opere d’arte contemporanea, tra dipinti, grafica e sculture di artisti quali Giorgio de Chirico, Mario Sironi, Lucio Fontana, Massimo Campigli, Salvador Dalí, Andy Warhol, Mario Schifano, Robert Rauschenberg, Christo e altri, provenienti da confische fatte dalla pubblica autorità alla malavita organizzata.

L’esposizione è parte del progetto Arte per la cultura della legalità, a cura della Direzione generale Musei del Ministero della Cultura, dell’Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), del Comune di Milano e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, in collaborazione con il Ministero dell’Interno.

La rassegna milanese è la seconda tappa di un itinerario che si è aperto con una straordinaria anteprima, dal 16 ottobre al 21 novembre 2024 al Museo Hendrick Christian Andersen a Roma, e che si chiuderà al Palazzo della Cultura a Reggio Calabria, dall’8 febbraio al 27 aprile 2025.

Oltre a presentare un patrimonio culturale in buona parte rimasto inaccessibile alla collettività, l’iniziativa mette in risalto il ruolo e l’impegno delle istituzioni coinvolte nel lungo e virtuoso processo che è stato necessario per recuperarle – fra queste, il Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio culturale e la Guardia di Finanza – e per verificarne l’autenticità e l’interesse culturale.

Le oltre 80 opere che compongono il percorso espositivo, ordinato secondo un criterio cronologico e tematico, provengono da due differenti procedimenti. Il primo è scaturito da due indagini incrociate, svolte dal R.O.S. dei Carabinieri e dal Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, per una maxi-frode fiscale legata a una rete internazionale di riciclaggio. Il secondo, è frutto di una confisca a carico di un soggetto, pienamente inserito nel circuito della criminalità organizzata e stabilmente dedito ad attività economiche illecite.

La mostra consente di ripercorrere gli sviluppi dell’arte dalla prima metà del Novecento fino ai primi anni Duemila, in particolare l’evoluzione dei linguaggi espressivi e delle correnti artistiche del tempo. Tra queste, s’incontra il gruppo Novecento con Mario Sironi (Composizione astratta – Scena urbana con carrozza, Moltiplicazione II, prima metà del XX secolo), la Metafisica con autori quali Giorgio de Chirico (Piazza d’Italia, prima metà del XX secolo), e Carlo Carrà (Capanno sulla riva, 1955), la Transavanguardia di Sandro Chia (Ossa fossa cassa, 1990; Cupido, 1996), Enzo Cucchi (Autostrada del Pensiero, 1997), Mimmo Paladino e la Nuova scuola Romana con Bruno Ceccobelli, Piero Pizzi Cannella, Gianni Dessì, Nunzio Di Stefano, insieme a esperienze, quali l’astrattismo geometrico e informale, l’arte murale di Keith Haring (Kh mural, 1989), la land art di Christo e il genere del libro d’artista, come Cantata Bluia Libro dore di Pier Paolo Calzolari.

In mostra anche alcune opere scultoree: accanto al piccolo bronzo di Arnaldo Pomodoro (Disco, 1986/2003), artista di fama internazionale per l’arte monumentale pubblica, vengono proposte sperimentazioni più contemporanee, come i lavori di Michele Savini (Anello, 2008; Coniglio, 2009) realizzati con materiali inusuali come la gomma da masticare.

Dopo le rassegne di Milano e Reggio Calabria, il primo gruppo di lavori, provenienti da una confisca divenuta definitiva nel 2018, sarà consegnato a diversi istituti museali del MiC selezionati dal Direttore generale Musei Massimo Osanna su tutto il territorio nazionale: a Milano (Pinacoteca di Brera – Palazzo Citterio), Roma (Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Museo delle Civiltà e Istituto centrale per la grafica), Napoli (Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento) e Cosenza (Galleria nazionale di Cosenza).

Il secondo gruppo di 22 opere rimarrà a Reggio Calabria, presso il Palazzo della Cultura “P. Crupi”, dove, sin dal 2016, sono permanentemente esposte oltre 100 opere d’arte, tutte facenti parte di una unica confisca effettuata dal Tribunale di Reggio Calabria nel 2015 e affidate dal Segretariato regionale del MiC per la Calabria alla Città Metropolitana.

Accompagna la mostra un catalogo Electa Editore.

Comitato organizzatore: Direzione generale Musei del Ministero della Cultura; ANBSC-Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; Comune di Milano – Direzione Cultura – Area Mostre e Musei Scientifici; Città Metropolitana di Reggio Calabria – Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi”.

Comitato scientifico: Andrea Viliani (direttore del Museo delle Civiltà, Ministero della cultura); Valeria Di Giuseppe Di Paolo (funzionario storico dell’arte della Direzione generale Musei, Ministero della cultura); Domenico Piraina (direttore Cultura e direttore Area Mostre e Musei Scientifici, Comune di Milano); Gianfranco Maraniello (direttore Area Musei d’Arte moderna e contemporanea, Comune di Milano); Domenico Michele Surace (Docente dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria).


Titolo 
SalvArti. Dalle confische alle collezioni pubbliche
 
Comitato scientifico           
Andrea Viliani (direttore del Museo delle Civiltà, Ministero della cultura);
Valeria Di Giuseppe Di Paolo (funzionario storico dell’arte della Direzione generale Musei, Ministero della cultura);
Domenico Piraina (direttore Cultura e direttore Area Mostre e Musei Scientifici, Comune di Milano);
Gianfranco Maraniello (direttore Area Musei d’Arte moderna e contemporanea, Comune di Milano);
Domenico Michele Surace (Docente dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria).
 
Comitato organizzatore:     
Direzione generale Musei del Ministero della Cultura;
 ANBSC-Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata;
Comune di Milano – Direzione Cultura – Area Mostre e Musei Scientifici;
Città Metropolitana di Reggio Calabria – Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi”
 
Sede                                  
Milano, Palazzo Reale Piazza Duomo, 12
 
Date al pubblico                 
3 dicembre 2024 – 26 gennaio 2025
 
Ingresso                             
libero
 
Orario apertura                  
lunedì chiuso
martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica, 10.00 -19.30
giovedì 10.00 – 22.30
 
Catalogo                            
Electa Editore
 
Info al pubblico                  
www.palazzorealemilano.it
 
Uffici stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Marta Pedroli E. marta.pedroli@clp1968.it
T. + 39 02 36755700 | www.clp1968.it
 
Ufficio Stampa Comune di Milano
Elena Conenna | elenamaria.conenna@comune.milano.it

l’Anpi moltiplica i suoi impegni, in occasione della Giornata della Memoria

C’è un emergente criptofascismo planetario e l’Anpi, l’associazione dei partigiani d’Italia, moltiplica i suoi impegni, anche in occasione della Giornata della Memoria.
Fino al 27 gennaio c’è tempo per vedere nell’aula magna del liceo Maurolico una delle collezioni italiane più prestigiose del Circolo Filatelico Peloritano: si tratta di “Hitler, da Braunau a Danzica – Ascesa al potere di un assassino” di Cesare Giorgianni. La collezione di Cesare è dedicata al padre Alfredo, prigioniero in due campi di concentramento nazisti nel Nord della Germania del Terzo Reich. Il collezionista messinese è anche autore del romanzo “Baracche e schiavitù nell’Europa del XX secolo” (Armando Siciliano Editore 2015).

Se ne parlerà, lunedì 27 alle ore 10.30, nella stessa aula magna del liceo, in un incontro con gli studenti che leggeranno e commenteranno alcuni passaggi di questo “diario di guerra” alla presenza di Giuseppe Restifo, già professore ordinario di Storia moderna presso l’Università di Messina, e del prof. Giuseppe Martino, presidente provinciale dell’A.N.P.I. Il tutto sarà accompagnato dalle voci e dalle musiche del “Coro Maurolico”. Il salone ospiterà anche una suggestiva tavola disegnata dell’artista Lelio Bonaccorso per “Jan Karski, l’uomo che scoprì l’Olocausto”.

Il 27 gennaio 2025 alle ore 19 a Spazio Lilla, sede dell’Associazione Culturale ARB insieme all’ANPI sezione di Messina, si potranno ascoltare testimonianze, brani musicali, per poter riflettere sull’Olocausto. 

L’idea di Antonella Vadalà è stata accolta con entusiasmo da alcuni soci e insieme si vuole ricordare quanto è oltremodo attuale per contrastare alcuni orrori passati e presenti.   

Interverranno: Antonella Vadalà, Anna Laganà, Emanuela Messina, Francesca Bonici, Paola Fazio, Rosalba Ristagno, Sonia Tuffoletto, Tatiana Irrera, Peppino Restifo, Pippo Martino, Walter Arena, Davide Liotta (ingresso libero).

Il Liceo “Emilio Ainis” ospita martedì 28 gennaio, ore 9.30, il Giorno della Memoria della Shoah. L’incontro degli studenti è con gli esponenti dell’Anpi messinese Federico Martino, Peppino Restifo, padre Felice Scalia e Aldo Trifiletti.

Lunedì 3 febbraio, alle ore 17, presso il Palazzo della cultura (ex Villa Ragno) di Santa Teresa di Riva, sarà presentato il libro di Guido Lorenzetti, “Guerre, deportazioni, dittature, eroi. Quando l’Europa era la culla dell’inciviltà. 12 storie poco conosciute del nostro recente passato”.

Questo libro, edito da Mimesis nella collana Aned, Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, racconta storie straordinarie, legate soprattutto alla deportazione di milioni di donne e uomini di tutta Europa, strappati alle loro famiglie e alle loro case e mandati a lavorare come schiavi per sostenere lo sforzo bellico nazista. Alle storie di uomini coraggiosi, che sfidarono la morte per informare i governi occidentali di quello che succedeva nei lager, ottenendone un educato disinteresse, si intreccia quella esemplare degli ebrei danesi, che sfuggirono allo sterminio perché i loro concittadini “non si voltarono dall’altra parte” e li salvarono, diversamente da quanto accadde nel resto dell’Europa occupata.

L’autore, Guido Lorenzetti, sarà presente, oltre che a Santa Teresa di Riva, a Barcellona il giorno prima per una analoga iniziativa dell’Anpi locale.

Guido è figlio di Andrea Lorenzetti, vicesegretario del Partito Socialista clandestino durante la Resistenza, che fu arrestato per la sua attività antifascista nel marzo 1944 e deportato a Mauthausen, dove morì. Nel 2014 ha pubblicato i testi delle lettere del padre, uscite clandestinamente dal carcere di San Vittore e dal campo di Fossoli (Modena).

Introdurrà l’incontro Angela Maria Trimarchi, presidente dell’Anpi Messina jonica, recentemente costituitasi tra i soci dei comuni di tutta la riviera jonica messinese.

Questa non è la prima iniziativa pubblica che l’Anpi Messina jonica rivolge soprattutto ai giovani. Già martedì 21, Angela Maria Trimarchi, insieme a Peppino Restifo, ha partecipato a un’assemblea sulla Shoah con quattrocento studenti del Liceo “Caminiti-Trimarchi” di S. Teresa Riva. “Sono passati ottant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale – dichiara la prof.ssa Trimarchi – e molto è stato dimenticato. Dobbiamo alimentare la memoria, soprattutto per le generazioni più giovani, perché quegli avvenimenti non li hanno conosciuti. Con questo tipo di incontri intendiamo farli conoscere”.

Con l’Anpi sono co-organizzatori la Cgil di Messina, lo Spi-Cgil Messina, l’Associazione Amici di Onofrio Zappalà e Unitre di Santa Teresa di Riva. La manifestazione ha il Patrocinio del Comune di Santa Teresa di Riva.

Il libro è già in vendita al Mondadori Point di Furci Siculo e sarà disponibile il giorno della presentazione nel corner della libreria nella Sala del Caminetto del Palazzo della Cultura.


Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia
Comitato provinciale di Messina
comunicato stampa – 25 gennaio 2025