Mostra nell’ambito della Settimana della Salute Mentale

Avere Vent’anni: ritratto autoritratto
Una mostra di Enzo Sbarra

Inaugurazione venerdì 19  settembre 2025 alle 18.30 allo Spazio Gerra di Reggio Emilia

Nell’ambito della settimana della Salute Mentale 2025, promossa dal Dipartimento ad attività integrata Salute Mentale e Dipendenze Patologiche Reggio Emilia dell’Azienda USL IRCCS, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia e il coinvolgimento dell’Associazione Sostegno&Zucchero  verrà inaugurata all’interno di Spazio Gerra di Reggio Emilia, venerdì 19 settembre alle ore 18.30, la mostra “Avere vent’anni: ritratto autoritratto” del maestro Enzo Sbarra (Napoli, 1953). 

Il progetto nasce all’interno del Dipartimento di Salute Mentale di Reggio Emilia quando gli operatori impegnati nel servizio hanno osservato come negli ultimi anni il disagio giovanile fosse in forte crescita e come risultasse urgente testimoniare tale fenomeno, unitamente a una narrazione significativa di questa generazione. L’azienda AUSL si è dunque coraggiosamente aperta allo sguardo di un artista, capace di vivere per diversi mesi a contatto con la complessità del disagio giovanile, instaurando a sua volta un rapporto stretto e inedito con i protagonisti di queste opere, permettendo la creazione di questa straordinaria serie di venti ritratti. La peculiare capacità di Enzo Sbarra di modularsi alla realtà osservata e amata ha reso possibile non solo di fare emergere quanto solitamente è nascosto, ma anche di creare un dispositivo dove l’immagine fotografica diventa specchio all’interno del quale ognuno di noi può riflettersi. Il dato significativo è che sono proprio i volti di questi soggetti a rivelare in modo inequivocabile una realtà troppe volte dimenticata o negletta.

Il progetto è ulteriormente arricchito dai testi che ogni protagonista ha fornito di sé, accompagnando, e per certi versi amplificando, le immagini di Enzo Sbarra. Questo aspetto di scambio e intersecazione con l’altro è una caratteristica fondante dell’operare dell’artista nel corso di cinquant’anni di lavoro.

La mostra è stata precedentemente presentata nel Circuito OFF del festival Fotografia Europea tenutasi lo scorso aprile a Reggio Emilia.

All’inaugurazione della mostra saranno presenti oltre all’artista, l’Assessore alla Cultura di Reggio Emilia Marco Mietto, la Dottoressa Francesca Fontana (Psichiatra, Direttore Dipartimento ad attività integrata Salute Mentale e Dipendenze Patologiche Area Reggio, DAISMDP, AUSL-IRCCS di Reggio Emilia) Marco Curti (Presidente Associazione Sostegno&Zucchero) Maria Palladino e Sonia Leurini (ideatrici del progetto) e Marcello Tedesco (curatore della mostra).

Enzo Sbarra si forma negli anni Settanta a Napoli, dove in un clima fortemente vitale e cosmopolita stringe molteplici rapporti e amicizie, in particolare con il controverso e geniale artista americano Vincent D’Arista. In quegli anni collabora assiduamente con lo Studio Morra documentando mostre e performance leggendarie degli artisti Marina Abramović, Hermann Nitsch, Gina Pane e Urs Lüthi. Dopo queste importanti esperienze vive e lavora in Brasile e Francia, passando in seguito un lungo periodo a New York dove approfondisce la sua ricerca sulla ritrattistica.

Negli anni Ottanta collabora con la prestigiosa agenzia fotografica Grazia Neri. Successivamente si trasferisce stabilmente a Milano dove apre il suo studio lavorando principalmente per l’editoria: Rizzoli, Condé Nast, Capital, etc.

La sua ricerca artistica da più di cinquant’anni è focalizzata sul ritratto e la concettualizzazione del rapporto tra autore e soggetti fotografati.


Volgere lo sguardo verso l’altro: il ritratto nell’opera di Enzo Sbarra

Capita di frequente che il tema utilizzato da un’artista sia in realtà solo un pretesto per un’indagine più ampia, che travalica il tema stesso. Si potrebbe dire che questo sia solo un mezzo per compiere un viaggio esplorativo alla ricerca di qualcosa di nuovo. Esiste quindi una grande differenza tra un’esperienza estetica fine a sé stessa, che reitera il già noto, e un’altra che provi ad abbracciare la complessità e le contraddizioni della vita. Come è noto la differenza tra significativo e trascurabile sta nei dettagli.

In questa serie inedita di fotografie Enzo Sbarra (Napoli, 1953) ritorna al tema del ritratto con una semplicità e una radicalità che solo un maestro può permettersi. Sbarra ha compiuto un lungo ed esteso viaggio, sia in senso metaforico che reale, per rendersi capace di realizzare qualcosa che oggi appare molto raro: vedere l’altro.

Non semplicemente nel guardarlo o osservarlo, che equivale sostanzialmente a proiettare sé stessi nell’altro, colonizzandolo e dunque negandolo, bensì proprio nel vederlo. Vedere può essere concepito da un lato come l’atto di portare un dato esterno nel proprio interno, ma allo stesso tempo presuppone il movimento inverso, ovvero lasciare che qualcosa dal proprio interno esca all’esterno. Potremmo dire che in questa misteriosa azione avvenga l’unificazione tra soggetto che guarda e oggetto guardato. L’esercizio magistrale di questo delicato ritmo vitale, contrario a ogni unidirezionalità e violenza, è quello che presuppone questa serie di ritratti. 

Enzo Sbarra ha coltivato la visione attraverso un lento e solitario lavoro che parte dagli anni settanta in una città come Napoli, crogiolo incandescente di fantasia e contraddizioni, dove il convenzionale è naturalmente trasceso da un popolo che ha eletto lo straordinario, l’incongruo, l’inconcepibile come linguaggio quotidiano. Dove le polarità di bene e male, giusto e sbagliato, accettabile e inaccettabile, vengono continuamente fuse, assunte e abbandonate senza soluzione di continuità e senza apparente finalità. L’immersione in questa atmosfera vertiginosa e labirintica, dove si impara necessariamente, a proprio rischio e pericolo, a relazionarsi con il caos e le sue oscillazioni, ritengo abbiano sviluppato nell’artista una capacità non ordinaria di accogliere e manifestare queste poderose forze.

Inoltre Sbarra proprio in quei turbolenti anni napoletani ha frequentato e collaborato con gli artisti più significativi a livello internazionale in circolazione, ricevendo un impulso molto importante verso l’elaborazione della sua arte. Incominciando a mettere a fuoco dove e come porsi nella multiformità della vita culturale, cosa coltivare e cosa lasciare andare, sempre con il coraggio e l’ironia che lo contraddistinguono. 

Ed è così che oggi noi possiamo specchiarci davanti a questi incantevoli volti, che l’artista in un’osmosi perfetta con i suoi soggetti lascia affiorare da un fondo tenebroso, lumeggiando i giovani tratti con una luce adamantina da primo giorno della creazione, realizzando un incredibile dispositivo atto alla visione. Lui ha volto lo sguardo verso questi Dei umani che a loro volta hanno guardato lui e infine noi. Grazie alla sobria potenza di queste immagini, possiamo vedere noi stessi, fino a comprendere che tra noi, i soggetti e il fotografo non c’è alcun grado di separazione, siamo la stessa identica cosa. Questa magia, questo benefico incantesimo, emana a noi da questa mostra.


Avere Vent’anni: ritratto autoritratto
Una mostra di Enzo Sbarra
A cura di Marcello Tedesco

Organizzata dal Dipartimento ad attività integrata Salute Mentale e Dipendenze Patologiche Area Reggio
Con il Patrocinio del Comune di Reggio Emilia e dell’Associazione Sostegno&Zucchero.
Inaugurazione venerdì 19 settembre ore 18.30
Dal 19 al 28 settembre 2025.

Aperto dal venerdì alla domenica dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle 15:00 alle 19:30
Infrasettimanale su appuntamento.
+39 0522 456786
stefania.carretti@comune.re.it
Piazza XXV Aprile 2, Reggio Emilia.

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JAGO al Teatro Antico di Taormina si autocensura

“GESTI SCOLPITI”
di JAGO
Parco Archeologico di Taormina
Fino al 3 maggio 2026
Teatro Antico di Taormina – Parco Archeologico di Naxos Taormina

Prosegue con successo “Gesti Scolpiti“, la grande mostra personale dello scultore Jago, allestita presso la suggestiva location offerta dal Teatro Antico di Taormina fino al 3 maggio 2026.

L’esposizione, organizzata da Aditus e Civita Sicilia, in collaborazione con BAM, mette in dialogo quattro opere di Jago — Impronta Animale (2012), Memoria (2015), Prigione (2016) e David (2024, bronzo) — in un contesto come quello di Taormina, crocevia di civiltà̀ e teatro di memorie antiche. le opere di Jago si inseriscono come gesti scolpiti nel tempo, testimoni di una continua necessità espressiva che attraversa epoche e linguaggi.  

Le prime tre sculture, scolpite in marmo statuario, ruotano attorno al tema della mano: simbolo di contatto, creazione, affermazione personale. È attraverso la mano che l’essere umano lascia un segno, affonda nella materia, costruisce memoria. Non solo strumento, ma autoritratto: presenza viva che attraversa il tempo.

In Impronta Animale, la mano si fa reperto: un segno primordiale che richiama le pitture rupestri, rievocando un contatto ancestrale con la terra e con la nostra storia profonda. Memoria, presenta un’impronta di mano scavata nella pietra. L’opera riflette sulla memoria e sull’eredità, rendendo tangibile la traccia della presenza umana come simbolo di permanenza e ricordo. In Prigione, l’immagine scolpita, avvolta nelle pieghe del marmo, sembra voler emergere da una prigione di pietra. I contorni della figura umana sono appena delineati, mentre le membra si estendono con un forte senso di tensione. Il gesto è tutto: urgenza di esistenza, simbolo della lotta per liberarsi da ciò che costringe.     

La quarta scultura è quella della David, realizzata in bronzo e alta 181 cm. L’opera è approdata simbolicamente nello splendido teatro affacciato sul mare e, ad oggi, è esposta sulla sommità delle tribune del Teatro Antico, dopo aver compiuto il giro del mondo a bordo della nave Amerigo Vespucci. L’imponente opera in bronzo porta con sé il peso di una narrazione epica e contemporanea, reinterpretando in chiave moderna il mito di David e Golia per raccontare una storia diversa, ma sempre pregna di coraggio e rivalsa. L’iconografia è riconoscibile nella postura fiera della figura femminile (che richiama il celebre David di Michelangelo), nella fionda e nella pietra che stringe tra le mani — elementi che tornano come segni ricorrenti negli ultimi capolavori dell’artista. Il progetto della David nasce nel 2021 con un primo bozzetto in argilla realizzato a mano. Da quell’immagine iniziale sono nate diverse versioni in argilla e gesso, fino ad arrivare al modello attuale, tradotto in bronzo attraverso l’antica tecnica della fusione a cera persa. La versione definitiva, scolpita in marmo di Carrara e alta oltre 4 metri, rappresenterà la pietra miliare del percorso artistico di Jago, impegnandolo in una vera e propria impresa.

Durante l’inaugurazione della mostra – avvenuta il 4 settembre 2025 – di fronte oltre mille spettatori, l’artista ha compiuto un gesto destinato a far discutere. Armato di nastro adesivo, Jago ha coperto le nudità e la bocca della sua David in segno di protesta contro l’ennesima censura da parte di Meta, che ha oscurato i contenuti social legati all’opera equiparandoli a immagini pornografiche. L’azione ha inizialmente sorpreso i presenti – alcuni dei quali lo hanno scambiato per un vandalo – salvo poi suscitare applausi una volta chiarita l’identità dell’artista e il significato della provocazione.

Io non accetto che l’AI decida cosa censurare e cosa no. Per questo motivo ho deciso di autocensurarmi“, ha dichiarato Jago.

Attualmente la scultura si presenta ancora con il nastro adesivo; sarà a discrezione dell’artista decidere quando riportare l’opera al suo aspetto originale.


INFO UTILI:
TITOLO: “GESTI SCOLPITI”
QUANDO: Fino al 3 maggio 2026
DOVE: Teatro Antico di Taormina – Parco Archeologico di Naxos Taormina
ORARI: dal lunedì alla domenica, orari variabili e visionabili al link: https://aditusculture.com/esperienze/taormina/musei-parchi-archeologici/teatro-antico-di-taormina
BIGLIETTI: intero 16 € – ridotto 9€ (per specifiche su riduzioni e gratuità): https://aditusculture.com/esperienze/taormina/musei-parchi-archeologici/teatro-antico-di-taormina
 
CONTATTI UFFICIO STAMPA JAGO:
Marilena D’Asdia – marilena.dasdia@mncomm.it 
Viviana Pepe – viviana.pepe@mncomm.it 
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Alla Fondazione Giorgio de Marchis L‘Aquila

LA VITA NOTTURNA DELLE FARFALLE
Francesca Chiola e Davide Mariani
A cura di Maurizio Coccia

Inaugurazione 19 settembre 2025 ore 18.00
Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre
Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila
Fino all’11 ottobre 2025

Il giorno 19 settembre 2025 alle ore 18.00, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre ospita, presso la propria sede al primo piano di Palazzo Cappa Cappelli, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti de L’Aquila, la mostra La vita notturna delle farfalle, a cura di Maurizio Coccia con le opere di Francesca Chiola e Davide Mariani, studenti del Biennio Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti de L’Aquila.

L’esposizione rappresenta il momento conclusivo del corso biennale: una tesi di laurea in forma di mostra ospitata in un spazio espositivo esterno al recinto rassicurante dell’Accademia, evidenziando, così, il carattere sperimentale del sistema didattico e i profondi rapporti territoriali delle istituzioni culturali della città. Infatti la Fondazione Giorgio de Marchis e l’Accademia di Belle Arti de L’Aquila sono legate da un particolare rapporto di collaborazione che ha l’obiettivo di promuovere la ricerca artistica degli studenti ed ampliare la vocazione nel settore della formazione di entrambi gli istituti. 

Il progetto installativo site specific La vita notturna delle farfalle permette l’immersione all’interno di uno spazio ideale, realizzato attraverso una mappatura antropologica ed emozionale. 

Francesca Chiola. Quando il teatro è pieno, la musica finisce. L’artista cattura, classifica ed elenca i tecnicismi della voce estrapolati da trasmissioni di programmi televisivi che ospitano il canto come forma di intrattenimento: i diversi criteri, secondo i quali le trasmissioni vengono raccolte, sottolineano l’offerta variegata alla quale è possibile attingere se si vuole cantare. Nell’opera video la voce, trasmessa corporalmente, si spoglia del suono sociale per farsi veste del pensiero. Partendo da spunti autobiografici, Francesca Chiola tenta di rispondere a ciò che le offre il mondo dello spettacolo intonando suoni e parole che riconoscono la voce non solo come oggetto di seduzione ma come vero e proprio strumento identitario autoportante. L’intera installazione si caratterizza mediante un incessante dialogo tra funzione rivelatrice delle carte e funzione disegnatrice dello strumento voce.

Davide Mariani. Caso mai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte. L’installazione multimediale riflette sull’abitare e sull’identità in chiave autobiografica: il lavoro è costituito da una mappa urbana, disegnata su tela, realizzata a partire da fotografie di capelli digitalizzati, su cui poggiano mattoni avvolti in tela-jeans, cuciti a mano, mentre un collage di immagini di particolari di una valigia, a sua volta digitalizzata, va a formare una quinta di scena. Nel video, invece, l’artista, poi, sovrappone la “vestizione” dei mattoni alla loro disposizione nello spazio, evocando un corpo architettonico in trasformazione e rappresentando l’instabilità dell’abitare, tra costruzione e ricostruzione continua dell’identità in luoghi sempre nuovi. Ogni opera elabora una dimensione ideale nella quale abitare significa appartenere: la mappa (capelli e i mattoni) e gli edifici compongono il corpo autobiografico di una città; il collage ricrea paesaggi mobili da un oggetto simbolico, la valigia, oggetto-feticcio, rappresenta l’identità che ci portiamo dietro. 

Il Corso biennale di II livello in Arti Visive proposto da ABAQ è unico nel suo genere: nessuna altra accademia italiana, infatti, affronta in maniera così coerente le innovazioni, le tensioni e tutta l’energia dell’arte contemporanea mediante le attività didattiche. Il tipo di formazione avuta da Francesca Chiola e Davide Mariani ha mirato ad arricchire il loro bagaglio di esperienze mediante il confronto diretto con i temi, i linguaggi e i protagonisti del panorama internazionale dell’arte contemporanea. Percorsi individuali e tutoraggio sono stati i tratti distintivi di questa inedita pedagogia artistica: interdisciplinari, multiculturali e trasversali rispetto ai saperi necessari per affrontare consapevolmente le sfide del mondo di oggi, propongono nuovi modelli cognitivi ma anche un modo per affrontare interrogativi etici, sociali, economici, filosofici. Particolare cura è data al settore della comunicazione, analogica, multimediale, virtuale, nonché a tutti i campi applicativi della più nuova e sperimentale ricerca visuale, fino a quello che è il vero valore aggiunto del Biennio, ossia la tesi in forma di mostra ospitata in un spazio espositivo esterno. 

Il progetto, visitabile fino all’11 ottobre 2025, è un pre-evento SHARPER – Notte Europea dei Ricercatori 2025 finanziato dalla Commissione Europea (GA 101162370 ) – www.sharper-night.itn del 26 settembre 2025, e partecipa alla XXI Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI del 4 ottobre 2025, con visite guidate mattutine e pomeridiane, alla presenza degli artisti e del curatore. 

Francesca Chiola. Nata a Pescara nel 1999, ha conseguito il Diploma presso il Liceo Artistico Misticoni di Pescara. Ha conseguito studi musicali presso la scuola civica di Montesilvano con il soprano Nicoletta Renzulli partecipando a diversi concorsi. Dal 2017 al 2020 ha cantato presso cori del territorio abruzzese. Ha conseguito la laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. Successivamente, ha frequentato il corso di Arti Visive presso l’accademia medesima.  Ha partecipato a mostre collettive: StraperetanaUltramoderne, a cura di Paola Capata e Delfo Durante, Pereto (AQ), 2023; Chiave umbra. Sconfinamenti in natura, a cura di Maurizio Coccia e Mara Predicatori, Trevi, Castiglion del lago, Campello sul Clitunno (PG) 2024; HOW I MET YOUR LOUNDRY, Dodici intermezzi performativi e una festa, a cura di Maurizio Coccia in collaborazione con Celeste, LAVAPIU, Teramo (TE) 2024; Estetica del trauma, a cura di Monica Biancardi presso Palazzetto dei Nobili (AQ), 2024; ha partecipato alle scuole estive Resistenze (2022), Memoria e progetto (2023) e Come un’interpretazione (2024) presso il Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi a Città Sant’Angelo (PE). Ha partecipato a performance collettive: Performative 03. L’Oltrefesta, di John Cascone e Jacopo Natoli in collaborazione con Elena Bellantoni, David Zerbib e gli studenti dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e dell’ESAAA – École Supérieure d’Art Annecy-Alpes, MAXXI l’Aquila (AQ), 2023; Performative 04, Collezione impermanente di Lucia Bricco e Myriam Laplante in collaborazione con Elena Bellantoni e David Zerbib e gli studenti dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e dell’ESAAA – École Supérieure d’Art Annecy-Alpes, MAXXI L’Aquila (AQ), 2024. 

Davide Mariani. Nato a Cagliari il 3/10/1998, nel 2022 si diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari. Operatore culturale presso l’Associazione culturale SUONA di Serrenti. Il suo lavoro si avvale di molteplici approcci, tra cui il disegno, fotografia, installazione, video e la performance per indagare i concetti sulla perdita e lo sradicamento, l’abitare e il rapporto con lo spazio e sul camminare come pratica estetica. Ha partecipato a varie residenze d’artista tra cui il Contemporary Festival di Arte e Avanguardia VIII Edizione, ideata da Roberto Follesa e curata da Maurizio Coccia presso lo spazio pubblico di Donori (Cagliari – IT) nel 2023; Trameuropee, interscambio tra Italia e Macedonia del Nord a cura dell’associazione Ottovolante Sulcis col patrocinio di MAECI (IT – MK) a Skopje in Macedonia del Nord nel 2022 e due Summer School presso il Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi a Città Sant’Angelo (Pescara): Memoria e Progetto (2023) e Come un’interpretazione (2024) curate da Maurizio Coccia e Enzo De Leonibus; ha partecipato alla performance collettiva Collezione Impermanente di Lucia Bricco e Myriam Laplante in collaborazione con Elena Bellantoni e David Zerbib in occasione della quarta edizione del festival Performative04 presso il Maxxi L’Aquila 2024. Tra le mostre che ha partecipato: Fino a nuove disposizioni, a cura di Celeste, Lavanderia LAVAPIU – Teramo 2025; #Chiaveumbra 2024 Sconfinamenti in Natura, sperimentazioni artistiche nel paesaggio olivato umbro, a cura di Maurizio Coccia e Mara Predicatori 2024; Straperetana Supernaturale, a cura di Paola Capata e Annalisa Inzana, Palazzo Iannucci -Pereto (L’Aquila) 2024; A/R Cagliari – Skopje a cura di Chiara Caredda e Gordana Velkov, Museo della Città di Skopje – Skopje – Macedonia del Nord 2023; Maps, a cura di Giannella Demuro, Museo di Arte ambientale Organica – Spazio CEDAP – Tempio Pausania 2023; Donori Endurance, a cura di Maurizio Coccia e Mario Consiglio, Palazzo Lucarini Contemporary – Trevi (Perugia) 2023. 

Maurizio Coccia. Laurea in Pedagogia – indirizzo in Storia dell’Arte –  presso l’Università di Parma. Dal 2003 al 2006 è stato Direttore del Trevi Flash Art Museum. Ora è Direttore del Centro per l’Arte Contemporanea Palazzo Lucarini di Trevi. È critico e curatore indipendente; consulente di numerose istituzioni per l’arte pubblica, l’architettura, la didattica museale. Fa parte del Comitato Direttivo della rivista Parol – Quaderni d’arte e di epistemologia. Per Aracne Editore ha pubblicato Una rivoluzione non richiesta (2014) e Cesare Cesariano. Ricomposizione di un problema critico (2015), per Castelvecchi Il leone imbrigliato. Artisti Istituzioni Pubblico (2019). Suoi testi sono pubblicati in volumi miscellanei editi da Gangemi, Gli Ori, Postmedia Books e altri. Nel 2016 ha fatto parte del Comitato Scientifico che ha curato il Padiglione Italia per la Biennale di Architettura a Venezia. Insegna Storia dell’Arte Contemporanea e Storia e Metodologia della Critica d’Arte all’Accademia di Belle Arti de L’Aquila e, a contratto, Storia e Metodologia della Critica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Perugia.

La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre viene istituita a L’Aquila nel 2004 allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell’arte. Manifesti, locandine, inviti e brossure sono solo alcuni esempi delle tipologie documentarie che caratterizzano l’archivio composto da quasi 200.000 pezzi. Cataloghi di mostre, monografie e saggi, che popolano la biblioteca, contribuiscono a restituire l’immagine di un periodo denso di cambiamenti non solo a livello sociale ma anche storico-artistico, quale gli anni Sessanta e Settanta in Europa. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti.


INFO

La vita notturna delle farfalle
Francesca Chiola e Davide Mariani

A cura di Maurizio Coccia
Inaugurazione 19 settembre 2025 ore 18.00
Fino all’11 ottobre 2025 – Orari: giovedì 11.00 – 13.00 / 17.00 – 19.30; venerdì e sabato 17.00 – 19.30; domenica 11.00-13.00 / 17.00 -19.30 – Ingresso libero

Sharper – La Notte Europea dei Ricercatori
26 settembre 2025
Visite guidate dalle 10 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00

XXI Giornata del Contemporaneo
4 ottobre 2025
Visite guidate dalle 10 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00

Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre
www.fondazionedemarchis.itfondazione.demarchis@gmail.com

Contatti
Diana Di Berardino
/ Barbara Olivieri
Valentina Equizi Graphic designer e social media manager
valentina.equizi88@gmail.com

Ufficio stampa 
Roberta Melasecca_Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>

Vincenzo Eulisse, artista eclettico dal forte senso civico

Il 26 ottobre di un anno fa la morte di Vincenzo Eulisse sanciva la scomparsa di un pezzo di Venezia. Ora una mostra monografica presso il Multimedial Laboratory art Conservation, Fondamenta della Misericordia Cannaregio, 2589 – 30121 Venezia, curata da Stefano Cecchetto, lo vuole ricordare in tutta la sua vitalità, artistica ma anche politica, sociale e solidaristica.

Mercoledì 17 settembre alle ore 19,00 inaugura la mostra “Eulisse, pittore per attitudine” presso il Multimedial Laboratory art Conservation, Fondamenta della Misericordia Cannaregio, 2589 – 30121 Venezia, curata da Stefano Cecchetto. 
La retrospettiva rappresenterà un’occasione per riportare l’artista all’attenzione della città che ha assistito e accolto la sua maturazione, ospitandone i capolavori attraverso l’esposizione di quadri e sculture prevalentemente degli anni ’70.

Nato a Venezia nel 1936, Vincenzo Eulisse si afferma nel panorama artistico, realizzando la sua prima personale nel 1958 presso la Fondazione Bevilacqua la Masa. Sviluppa ed esercita le sue capacità al fianco di Emilio Vedova, nelle vesti di suo assistente presso la Sommer Kunstakademie di Salisburgo. Partecipa, inoltre, attivamente ai dibattiti culturali veneziani, interloquendo con l’artista Vittorio Basaglia, Ivone Cesco Chinello, Girolamo Momi Federici, ex partigiani poi parlamentari del Partito comunista che in quel periodo dirigevano il Partito portandolo a primo partito in Città e al compositore e musicista Luigi Nono.

Affermatosi come artista eclettico dal forte senso civico, partecipa diverse volte alla Biennale di Venezia. Nel 1986, realizza per il Padiglione del Sudafrica quella che è, senza alcun dubbio, la sua installazione più provocatoria in una macelleria dismessa per destare l’attenzione sulle conseguenze dell’apartheid.

A partire dal 1978 è docente presso la prestigiosa Accademia di Belle Arti di Urbino, dove concluderà la sua carriera accademica dopo ben 25 anni.

La Mostra di “Cencio”, come veniva chiamato da tutti, rientra in un progetto che parte da una sede di qualità: il Multimedial Laboratory Art Conservation in Fondamenta della Misericordia (Cannaregio 2589 – 30121 Venezia). Adriano Cincotto è l’artigiano restauratore, che dal 1997 lavora prevalentemente nei musei, nelle chiese e nei palazzi a Venezia, che riapre i battenti della sede espositiva. Il Multimedial Laboratory Art Conservation è uno spazio affacciato in maniera virtuosa e senza alcun ingombro antistante che ne impedisca la visibilità sulla Fondamenta della Misericordia dove da anni ha preso piede la movida cittadina. Fin dal 2017 all’interno della sede, storico e affascinante laboratorio, la preziosa sala affacciata sulla Fondamenta è  gestita da Adriano, artista egli stesso e operatore culturale, con una modalità  innovativa: rispetto all’andamento generale la scelta di artisti, artigiani, per Mostre personali o collettive, non è data dalle possibilità economiche di rispondere ad offerte in alcuni casi spropositate, ma dalla qualità della proposta dell’artista o degli artisti e dalle tematiche trattate e dall’impegno sociale dei progetti presentati. Si tratta certamente di un piccolo cambiamento di rotta, che può avere un’ottima risonanza con il supporto di altre Istituzioni che lavorano in questo senso, rispetto ad una Città, soprattutto nel Centro storico, che sta diventando sempre di più un contesto ospitante o una vetrina di grandi eventi.

Figlio delle avanguardie, espressionista nello sguardo, concilia astrattismo e realismo in un pendolo che aziona il meccanismo della figurazione. Le sue opere, infatti, utilizzano l’astrazione come frattura, che, in una resa cromatica talvolta cupa, talvolta vibrante, si riconcilia con tematiche quanto più reali. L’irrefrenabile slancio pittorico conduce alla trasfigurazione di un sentire primigenio operando contemporaneamente una denuncia della crisi dell’uomo della seconda metà del 900. La molteplicità di influssi converge nel gesto creativo di Eulisse e proprio in questa sua attitudine poliedrica, risiede il fil rouge della sua produzione e di questa mostra.

Dalle rappresentazioni con maggiore attinenza al reale, come “Uomo e toro” alle più visionarie che approfondiscono l’ibridazione dell’umano con le recenti scoperte tecniche – ne “L’uomo macchina” -, dalla risemantizzazione dei miti classici alla messa in opera di trame estese e complesse nel ciclo “Memorie”, i suoi soggetti sono segnati da un clima onirico e irreale divenendo “artefici muti, inaspettati e crudeli di una conversazione silenziosa” — scrive il curatore, Stefano Cecchetto che insieme al giornalista e comunicatore Davide Federici sta lavorando per dare nuovo vigore al Progetto di Adriano –.

Un progetto che traspone la memoria in chiave contemporanea, per raccontarci quanto gli artisti veneziani abbiano plasmato la cultura e la cittadinanza locale e come continuino a farlo, grazie al medium artistico che risuona alla collettività fuori dalle logiche del tempo.


MORE INFO
Artista: Vincenzo Eulisse 
Curatela: Stefano Cecchetto
Conferenza stampa: 17/09 ore 11:30
Giorni di apertura: Mercoledì – Sabato 
Orari: 16.00 – 20.00
La mostra rimarrà aperta da 18/09 al 27/09
Ingresso gratuito

Studio associato Davide Federici – Ufficio stampa e comunicazione
info@davidefederici.it |www.davidefederici.it
Da Davide Federici – Ufficio stampa <info@davidefederici.it> 

A Passariano di Codroipo lo spazio espositivo del compendio monumentale di Villa Manin

Inaugurata l’Esedra di Levante di Villa Manin.
Diventerà uno spazio espositivo di livello internazionale

Un centro espositivo all’avanguardia, dotato della migliore tecnologia e in linea con i più elevati standard di sicurezza, pronto ad accogliere e ospitare le opere d’arte più preziose al mondo, come avverrà dal prossimo 11 ottobre al 12 aprile 2026 con Confini da Gauguin a Hopper, una tra le più grandi mostre mai realizzate nella nostra regione.

È l’Esedra di Levante, il nuovo spazio espositivo del compendio monumentale di Villa Manin di Passariano di Codroipo, presentata oggi alla stampa e alle autorità regionali dal vicepresidente e assessore regionale alla Cultura e allo Sport, Mario Anzil, e dall’assessore regionale al patrimonio, demanio, servizi generali e sistemi informativi, Sebastiano Callari.

Rimasta inutilizzata per molti anni, ora l’Esedra di Levante è stata riprogettata e recuperata, rendendola uno spazio attivo, vivo e dinamico, un centro culturale pronto ad accogliere manifestazioni artistiche di livello internazionale e turisti provenienti da tutto il mondo.

Come ha spiegato il Vicepresidente e Assessore regionale alla cultura e allo sport, Mario Anzil: «Questi spazi dalle potenzialità straordinarie vengono inaugurati a esattamente un mese dall’apertura di una delle più grandi mostre che il Friuli Venezia Giulia ospiterà, Confini da Gauguin e Hopper, con opere di livello internazionale, provenienti da ben 43 musei di tutto il mondo. Dopo il fallimento del primo tentativo di restauro, avvenuto negli anni Novanta, questa è anche una rivincita della Pubblica amministrazione, perché oggi restituiamo alla comunità uno spazio che necessitava di una vera rinascita e che è stato ripensato per diventare un baluardo della programmazione culturale regionale. Grazie a questo recupero l’Esedra di Levante sarà ora un luogo a misura di grandi progetti internazionali: spazi, impianti e standard museali idonei ad accogliere capolavori in arrivo da istituzioni prestigiose e ad aprire il nostro territorio a un dialogo sempre più europeo. Un investimento duraturo per i nostri artisti, le scuole, le imprese culturali e per un pubblico che chiede qualità».

Il vicegovernatore ha osservato anche che «Questo restauro ha riportato alla luce la storia della Villa Manin e gli echi delle vite di chi vi è passato, tra cui anche alcuni messaggi dei servizi segreti della Repubblica di Venezia. Oggi abbiamo scritto un nuovo capitolo di quella storia che sono certo si arricchirà con molte interessanti pagine”.

Particolarmente soddisfatto l’assessore regionale al Patrimonio, Sebastiano Callari, i cui uffici hanno curato l’intervento. «Oggi consegniamo alla comunità un’opera che sarà in grado di ospitare grandi eventi e che valorizza ulteriormente una meraviglia come Villa Manin, troppo a lungo dimenticata. Sono molto orgoglioso di questo intervento perché, anche se i vincoli architettonici lo hanno reso più complesso e impegnativo, è stato completato in tempi record: dall’avvio dei lavori, a marzo 2024, alla loro conclusione, è passato soltanto un anno e mezzo. Tutto ciò che era stato previsto inizialmente, comprese le risorse stanziate, è stato completamente rivisto per allestire spazi in linea con le più rigorose richieste in materia di climatizzazione degli ambienti e di sicurezza, attraverso sistemi all’avanguardia degni dei più importanti musei mondiali. Un’operazione del valore finale di oltre 7,4 milioni di euro, interamente gestita dalla Direzione Patrimonio, che mette ora a disposizione del panorama culturale e di conseguenza dei cittadini del Friuli Venezia Giulia uno spazio unico nel suo genere».

Callari ha quindi rimarcato che «L’opera di ristrutturazione è stata realizzata da aziende del territorio, le quali hanno dimostrato non solo straordinarie capacità tecniche e maestranze di altissimo livello, ma anche una passione e una dedizione encomiabili. A loro, come a tutti coloro che sono stati coinvolti dal progetto, va un ringraziamento sincero, perché sono la dimostrazione concreta che il sistema Friuli Venezia Giulia quando si mette in moto funziona alla grande».


Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia
Direzione Generale
Struttura stabile per il coordinamento della comunicazione e della programmazione
Palazzo Alvarez, via Diaz 5, 34170 Gorizia
 
Stefano Caso
Coordinatore di Struttura
+39 0481 385278
E stefano.caso@regione.fvg.itcomunicazione.erpac@regione.fvg.it
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net> 

L’Orchestra torna all’Auditorium Raffaele Gervasio di Matera

OSM – PRESENTATA LA QUARTA STAGIONE AUTUNNO – INVERNO DELL’ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA

Dopo un’estate intensa, dedicata ad Astor Piazzolla e ospitata in numerosi comuni della provincia, l’Orchestra torna nella sua casa naturale, l’Auditorium Raffaele Gervasio di Matera, con un cartellone che accompagnerà il pubblico dal 14 settembre al 30 dicembre 2025. In programma ci sono dieci serate di grande musica, pensate come un percorso unitario che ha un filo rosso chiaro e riconoscibile: “la musica linguaggio universale”, capace di unire epoche, stili e culture diverse, con solisti di fama e un programma che unisce repertorio classico, anniversari e incursioni nel contemporaneo.

È stata presentata oggi nella Sala Nelson Mandela del Comune di Matera la Quarta Stagione Autunno–Inverno dell’Orchestra Sinfonica di Matera, alla presenza del sindaco Antonio Nicoletti, dell’assessore alla Cultura Simona Orsi. A illustrare la stagione concertistica 2025 sono stati la presidente Gianna Racamato, il direttore artistico Saverio Vizziello dell’Orchestra Sinfonica di Matera. Il presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, assente per motivi istituzionali ha inviato un messaggio letto dalla presidente Racamato.

La stagione prenderà il via domenica 14 settembre, ingresso alle ore 20:00, con un concerto che è già dichiarazione d’intenti: dare spazio alle nuove generazioni, valorizzare il talento e costruire il futuro della musica.

Sul palco, il violinista Simone Spadino e il direttore Giulio D’Orazio, entrambi giovani promesse della scena musicale italiana, guideranno l’Orchestra in un programma che va dall’energia creativa di Beethoven (l’Ouverture Le creature di Prometeo), al lirismo romantico del Concerto per violino di Bruch, fino alla gioia luminosa della Sinfonia Haffner di Mozart. Un concerto aperto a tutta la città, fuori abbonamento e a ingresso libero.

Dal concerto inaugurale – domenica 21 settembre, con Donato Renzetti e la Sinfonia “Dal Nuovo Mondo” di Dvořák, al ritorno di Alexander Lonquich in veste di pianista e direttore mozartiano, passando per le celebrazioni dei 150 anni della Carmen, gli omaggi alla musica francese con il Festival Duni e il centenario di Luciano Berio, fino al virtuosismo di Giovanni Sollima e al gran finale con Giovanni Andrea Zanon (Premio Paganini 2025): il programma disegna un percorso musicale che attraversa culture e linguaggi, dal cuore dell’Europa alla Spagna, fino alle sonorità popolari rivisitate dal Novecento.

Non mancheranno i Concerti per le scuole, con Il Carnevale degli animali di Saint-Saëns, pensati per avvicinare i più piccoli al mondo dell’orchestra.

«La nuova stagione sinfonica – ha sottolineato la presidente Gianna Racamato – rappresenta per l’Orchestra Sinfonica di Matera un momento di continuità e, allo stesso tempo, di rinnovato slancio. Abbiamo pensato a una programmazione che renda la musica sinfonica accessibile a tutti, con un’attenzione particolare ai giovani e agli studenti, che sono il futuro della nostra comunità culturale. Ogni concerto è un dialogo con il territorio e un ponte verso l’Europa».

Il direttore artistico Saverio Vizziello ha aggiunto: «Il filo rosso che unisce i concerti di quest’anno è la musica come linguaggio universale. Dalla potenza beethoveniana all’intimismo di Bruch, dall’esuberanza di Bizet al folklore reinventato da Berio, fino alle suggestioni spagnole e slave di De Falla, Rimskij-Korsakov e Smetana: ogni serata ci parla della capacità della musica di oltrepassare i confini e di mettere in dialogo culture e generazioni. È un invito a guardare la stagione non come una serie di eventi isolati, ma come un unico grande racconto sinfonico».

Il cartellone sinfonico autunno–inverno è ricco di eventi ed è accompagnato da una vantaggiosa campagna abbonamenti riservata al pubblico e agli studenti: che dal 10 settembre possono acquistare l’abbonamento per 9 concerti euro 70, ridotto studenti euro 35.

Gli abbonamenti possono essere acquistati anche on line, accedendo al link:
https://www.ticketsms.it/collection/Stagione-Concertistica-2025-Orchestra-Sinfonica-Matera

I 9 concerti della rassegna autunno – inverno si svolgeranno a Matera dal 21 settembre al 30 dicembre 2025 all’Auditorium “Raffaele Gervasio”, con ingresso alle ore 20:00 e inizio alle 20:30.
Maggiori dettagli sono presenti sul sito: https://www.orchestrasinfonicamatera.it/abbonamenti-stagione-invernale-2025/

Informazioni sulla Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera

La Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera organizza e promuove le attività dell’Orchestra Sinfonica di Matera. Partecipata da Comune di MateraProvincia di Matera e Conservatorio Egidio Romualdo Duni di Matera che ne sostengono le attività.

A queste istituzioni si aggiungono: il Ministero della Cultura che ha ammesso l’Orchestra al percorso per il riconoscimento quale ICO Istituzione Concertistica Orchestrale e la sostiene attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus), e la Regione Basilicata, che la sostiene con fondi regionali.

La stagione concertistica autunno inverno 2025, con la direzione artistica del Maestro Saverio Vizziello, è stata realizzata in collaborazione con Festival Duni. 


Sissi Ruggi
addetto stampa
dell’Orchestra Sinfonica di Matera – OSM
e-mail ufficiostampa@orchestrasinfonicamatera.it
Da sissi ruggi <ufficiostampa@sissiruggi.com> 

A Milano una serie di eventi dedicati a Lucio Battisti il grande cantautore reatino

QUEL GRAN GENIO: AL VIA LA TERZA EDIZIONE DELLA MANIFESTAZIONE DEDICATA A LUCIO BATTISTI 

Anticipato dall’anteprima concerto “Emozioni” del 14 settembre con Gianmarco Carroccia e Mogol, dal 26 al 29 settembre Milano ospiterà una serie di eventi dedicati al grande cantautore reatino.

Quel Gran Genio” torna a Milano con questa terza edizione – dopo i successi degli anni precedenti – per continuare l’opera di valorizzare la figura di Lucio Battisti, uno dei principali esponenti della musica italiana del Novecento.

Il capoluogo lombardo ospiterà questa quattro giorni di musica suonata e parlata dal 26 al 29 settembre con una serie di eventi pensati per celebrare l’opera e il genio creativo di uno dei cantautori ancor oggi maggiormente amati, ripercorrendo tutta la sua lunga carriera artistica, dagli esordi negli anni Sessanta, alla collaborazione con Mogol fino a quelle successive con la moglie (Velezia) e con il poeta Pasquale Panella.

Quel Gran Genio” è una manifestazione ideata e organizzata da Francesco Paracchini, che ne cura anche la direzione artistica in collaborazione con L’Isola che non c’era, realtà milanese che dal 1996 si occupa di promuovere la musica italiani e i suoi artisti emergenti.

La grande novità di questa terza edizione del festival è l’anteprima che si terrà il giorno 14 settembre nel grande spazio antistante il Mulino di Anzano del Parco, che fu la storica sede dell’allora avveniristica etichetta Numero Uno fondata proprio dalla coppia Battisti-Mogol.

La manifestazione verrà preceduta da una conferenza stampa che si terrà il giorno 9 settembre a Milano nel “Sotto” della Trattoria Arlati, ritrovo storico voluto proprio da Battisti a inizio anni ’70 per accogliere amici e musicisti in serate all’insegna della musica e dei celebri risotti della trattoria.

A gestire il locale furono Mario Lavezzi e Alberto Radius. Dal 2015, proprio grazie a Radius e agli eventi “Che musica a Milano”, si è tornati a fare musica e jam session.

La giornata di apertura – venerdì 26 settembre – tutti a bordo del Tram Storico ATMosfera per un percorso con partenza ed arrivo al Castello Sforzesco per un viaggio lungo il centro di Milano a bordo di uno dei tram simbolo di Milano.

Tre spettacoli di un’ora l’uno allieteranno altrettanti viaggi lungo le rotaie cittadine, accompagnati da live show acustici a bordo, con partenze alle ore 15:00, 16:00 e 17:00 e al costo di € 15,00 a persona.Qui il link per biglietti e altre infoe scrivi una mail a redazione@lisolachenoncera.it per indicare l’orario di preferenza. Alle ore 21:00 presso il Teatro del Buratto andrà in scena lo spettacolo “Battisti e i suoi amici” con protagonista assoluto il bravissimo Carlo Poddighe che ci porterà in un viaggio sonoro tra i brani di Battisti, di Ivan Graziani, dei Formula 3, Enzo Carella oltre ad altri estimatori anglosassoni della musica di Battisti.Acquista il tuo biglietto qui

Sabato 27 settembre si parte con il convegno ad ingresso gratuito “Il Mulino di Anzano del Parco: solo uno studio di registrazione?” dove nella sala grande dello Spazio Washington (via Washington, 83) dalle ore 10:30 alle 13:00 musicisti, giornalisti e produttori ci parleranno delle loro esperienze a contatto con l’etichetta Numero Uno che proprio al Mulino dal 1973 al 1976 ci ha regalato un importante pezzo di storia della musica italiana. Nel pomeriggio, alle ore 18:00 e sempre ad ingresso gratuito, la manifestazione si sposta di poco presso la sede dell’AVI (Associazione Vinile Italiana, in via Washington, 48) per la presentazione – a cura di autori e altri ospiti – delle novità editoriali e discografiche dedicate a Lucio Battisti e uscite negli ultimi 12 mesi.

Assolutamente da non perdere l’appuntamento di domenica 28 settembre alle ore 16:00 presso il Teatro Menotti con lo spettacolo musicale “Ancora Tutti Insieme” ispirato alla celebre trasmissione televisiva del 1971 – grande novità per la RAI di quegli anni – dove Battisti presentò la neonata scuderia Numero Uno e alla quale parteciparono Dik Dik, Formula 3, Bruno Lauzi, Mia Martini, PFM, Adriano Pappalardo, Mario Lavezzi…
Biglietto e prenotazione posti a questo link Nato da un’idea del giornalista Luca Cecchelli e organizzato in collaborazione con il Teatro Menotti, lo spettacolo riproporrà per due ore brani usciti da quella magica serata televisiva grazie al contributo artistico di due eccellenze cittadine, come un gruppo formato da 8 musicisti del CPM Music Institute, la scuola di musica fondata e diretta da Franco Mussida e da 6 attori di STM (Scuola del Teatro Musicale), entrambe realtà AFAM.

L’edizione 2025 di “Quel Gran Genio” si chiude lunedì 29 settembre alle ore 20:00 (Ingresso Gratuito) nella bellissima cornice dello storico Teatro Gerolamo con “Qualcosa che vale“, un concerto dedicato all’album “E già” del 1982, vero spartiacque nell’opera di Lucio Battisti e scritto assieme a Velezia. Sarà il trio di Patrizia Cirulli a riproporci l’album in chiave semi-acustica.

L’edizione 2025 di “Quel Gran Genio” si avvale di un’anteprima speciale particolarmente succosa che si terrà domenica 14 settembre presso il Mulino di Anzano del Parco (CO) con inizio alle ore 16:30. Intitolato “Emozioni” questo evento – realizzato grazie al Patrocinio del Comune di Anzano del Parco e di BBC Brianza e Laghi – vedrà protagonisti da una parte la presenza di Gianmarco Carroccia e di Mogol, dall’altra una location storica per gli appassionati battistiani qual è il Mulino che fu un rifugio, una grande casa dove Mogol e Battisti insieme a tanti altri amici musicisti hanno suonato, convissuto e creato musica e tutto questo tornerà vivo attraverso i ricordi e gli aneddoti di Mogol a cui, per l’occasione, verrà conferita la cittadinanza onoraria del Comune di Alzano del Parco, mentre a fianco del palco sarà esposta un’opera pittorica del creativo Riccardo Gaffuri di metri 2×2 con soggetto a sorpresa.Maggiori info sulla location e biglietti ingresso a questo link


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Quel Gran Genio – Comunicazione social A-Z Press
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Tre mostre d’autore, un concorso internazionale per le scuole e tanto altro

Al via la 21ª edizione di Questa Volta Metti in Scena… HOMO FABER
Tre mostre d’autore, un concorso internazionale per le scuole 
e un ricco programma formativo

La 21ª edizione di Questa Volta Metti in Scena… si apre nel segno della creatività e della contaminazione tra arti e saperi. Il progetto transfrontaliero promosso dall’Associazione cultura Opera Viva, che da oltre vent’anni coniuga arte contemporanea, didattica e valorizzazione del talento giovanile, propone tre mostre d’autore con conferenze e incontri dedicati, un concorso artistico internazionale rivolto agli studenti degli Istituti Scolastici Superiori del Friuli Venezia Giulia ed esteri e una mostra conclusiva dei giovani autori.

“Il filo conduttore è HOMO FABER – L’Arte Ovunque” – sottolinea la Direttrice artistica Lorena Matic – “un percorso che indaga l’uomo come artefice del proprio futuro, capace di superare confini e discipline, trasformando con creatività la realtà che lo circonda. L’HOMO FABER è colui che crea ovunque, in ogni ambito e luogo – culturale, artistico e scientifico – contaminando linguaggi e tendenze. La sua attitudine al fare diventa un ponte tra pensiero, gesto e innovazione” – spiega Lorena Matic.

Il programma
Il progetto Questa Volta Metti in Scena…HOMO FABER si apre a Trieste, giovedì 18 settembre, alle ore 11.00 al Civico Museo Sartorio e alla Biblioteca Statale Stelio Crise, con l’evento “TOUCH” che prevede una conferenza introduttiva alla mostra, con il prof. Mathew Diamond, neuroscienziato della SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, e a seguire – alla Biblioteca Statale Stelio Crise – l’inaugurazione dell’esposizione (visitabile fino al 17 ottobre, con orario dal lunedì al giovedì 8.30-18.30 e il venerdì 8.30-13.30. Organizzata in collaborazione con la SISSA – Area Neuroscienze – la mostra propone una lettura scientifica del tema, per visualizzare attraverso le immagini l’attività cerebrale del tatto. Esperienza sensoriale che interessa una specifica area del cervello, capace di tradurre attraverso specifici codici ciò che tocchiamo. Il tatto si associa al fare/creare con le mani, che nell’arte diventa azione dopo il pensiero, mentre nella scienza, qui contraltare, si versa sul fronte della sensazione. 

Il progetto proseguirà a Monfalcone, al MuCa Museo della Cantieristica, con l’inaugurazione venerdì 26 settembre, alle ore 11,00 (visitabile fino al 27 ottobre, con orario dal venerdì al lunedì 10.00-18.00), della mostra “BUILDING TO CREATE”: l’arte contemporanea qui si appropria di altri ambiti creativi e diviene eccellenza. Saranno esposte le opere di Matea Benedetti, costumista e stilista slovena, dalle creazioni etico-sostenibile dai grandi valori ambientali: tessuti creati dalla buccia della mela, dalla fibra di foglia dell’ananas, dall’alga marina…; Serena Bellini, artista e designer che dal “frammento” ri-composto crea opere che divengono vestizioni per luoghi da abitare; Luca Angelina, scultore non vedente che plasma visioni sulla precarietà di comunicazione della società moderna; Davide Salucci, regista pluripremiato, che propone un cortometraggio video animato che rivela complicate relazioni tra umani.

L’ultimo appuntamento espositivo è in programma a Gorizia, al Kulturni Dom, giovedì 23 ottobre, con l’inaugurazione alle ore 11.00 (visitabile fino al 7 novembre, con orario dal lunedì al venerdì 9.00-13.00 e 15.00-18.00 e durante le manifestazioni del Teatro) della mostra “PLATFORM” di fotografia d’autore, che mette in scena il rapporto tra uomo e macchina, tra natura e tecnica. Un nucleo storico – allestito in collaborazione con il CRAF Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo con immagini del Fondo Zanussi – e uno contemporaneo – con le opere di Enzo Tedeschi, che declina quel “Ovunque” nel sottotitolo in immagini narrative che raccontano l’HOMO FABER della produzione nell’industria, artigianato e agricoltura, in cui il fare diviene Arte Relazionale, tra realtà e capriccio dell’inconscio.

Il progetto ideato e diretto da Lorena Matic, prodotto da Opera Viva Associazione culturale si realizza con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con il contributo della SISSA, le Fondazioni Casali ETS, l’Unione Italiana, la CAN di Pirano e la ZKB, con la collaborazione del Comune di Trieste, del Comune di Monfalcone, la Biblioteca Statale Stelio Crise, il CRAF e il Kulturni dom di Gorizia.

Per rimanere sempre aggiornati sugli eventi di Opera Viva è possibile iscriversi alla Newsletter sul sito www.assocoperaviva.it


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it
Da Federica Zar <zar@apscom.it>

E… poi a Malta, in Libia, India, Bulgaria, Germania, Inghilterra e Emirati Arabi

Gli Ars Nova Napoli portano in tour il ‘Manifesto Musicale del Mediterraneo Unito‘. Dodici appuntamenti autunnali a Malta, in Libia, India, Bulgaria, Germania, Inghilterra e Emirati Arabi per il “Neapolis 2500 Tour”
L’ensemble napoletano si appresta a coinvolgere nuovamente il pubblico internazionale con il suo folk contemporaneo, ambasciatore di una cultura millenaria che unisce i popoli.

Gli Ars Nova Napoli, una delle band più attive della scena nu-folk italiana, si apprestano a portare la loro energia travolgente e il loro messaggio di unione in un attesissima tournée internazionale – dal titolo Neapolis 2500 Tour – che terminerà a gennaio 2026 per riprendere in primavera.
Il progetto gode del supporto e finanziamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Dopo aver riempito teatri e conquistato festival e rassegne in Italia e all’estero, la band si conferma come uno dei progetti più originali e vitali dell’ampio panorama del folk mediterraneo e della musica popolare tradizionale, pronao a rappresentare l’eccellenza della cultura italiana nel mondo.

Il progetto degli Ars Nova Napoli nasce da un’idea profonda: dimostrare che il Mediterraneo non è un confine, ma un immenso spazio comune, un crogiolo di suoni, lingue e storie intrecciate da millenni.

Il sound del gruppo, formato da Marcello Squillante (voce e fisarmonica), Michelangelo Nusco (violino, tromba e mandolino), Vincenzo Racioppi (mandolino e charango), Gianluca Fusco (chitarra, fisarmonica diatonica e gaita), Antonino Anastasia (tamburi a cornice), Bruno Belardi (contrabbasso); è unico e riconoscibilissimo, un viaggio audace e rispettoso attraverso le tradizioni musicali del Sud Italia, dei Balcani, della Grecia fino al Nord Africa, fuse con un gusto moderno e una potente carica ritmica che le rende immediatamente accessibili a un pubblico globale.

Il loro live show è un’esperienza coinvolgente e trascinante, un vero e proprio rito collettivo di aggregazione. Sul palco, la band – guidata dal carismatico Marcello Squillante – dà vita a un interplay strumentale virtuoso, dove mandolino, organetto, chitarra battente e percussioni dialogano in un’esplosione di armonie e ritmi; tra canti tradizionali e popolari e inediti scritti e pubblicati nell’Ep di debutto autoprodotto (2009) e nei due album “Chi Fatica Se More E Famme (Marechiaro, 2016) e “E Senza Acqua La Terra More” (Apogeo records 2019). Nel 2026 la band pubblicherà il suo terzo e nuovo album.

Gli Ars Nova Napoli vogliono ridare quella funzione sociale intrinseca nella musica tradizionale, cioè quella di riunire le persone e creare comunità, rinnovandola anche con una forma contemporanea e universale, superando barriere linguistiche e culturali. La band è, infatti, nota per la capacità di intrattenere ed emozionare pubblico di ogni età e provenienza.

Questo imminente tour all’estero non è quindi una semplice serie di concerti, ma una vera e propria missione culturale. In un momento storico in cui l’identità di Napoli è al centro di un rinnovato interesse mondiale, in virtù delle celebrazioni per i suoi 2500 anni di storia, gli Ars Nova Napoli – per conto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale diventano ambasciatori di un’eredità ricca e colta, lontana da ogni stereotipo per rappresentano una Napoli cosmopolita, da sempre porta d’Oriente e crocevia di culture, e la raccontano attraverso la lingua universale della musica. Attraverso i concerti e masterclass – presso le sedi degli Istituti Italiani di Cultura e della rete diplomatico-consolare – la band compie un viaggio nella musica napoletana: un racconto in musica che parte dalle sonorità antiche della Tarantella, passa per la raffinata Villanella e per il Secolo d’Oro della canzone classica, per approdare nei ritmi dei club americani del porto dopo la Guerra. Un percorso che svela come Napoli sia sempre stata un crocevia di culture, un laboratorio dove musica colta e popolare si sono fuse, creando un patrimonio unico al mondo. L’intero viaggio diventerà un docufilm: le telecamere di Luca Lanzano (Colibri Film) seguiranno il tour per “Ars Nova – da Napoli al Mondo”. Un’occasione unica per essere parte della storia musicale di Napoli.

Per noi, suonare a Napoli come in Corea, Grecia, Spagna, Germania, Cina o Stati Uniti, significa tessere sempre lo stesso filo“, dichiara Marcello Squillante, voce e anima della band. “Ogni nostra canzone è un porto dove approdano melodie e ritmi di diverse sponde del nostro mare comune. Andare in tour per noi significa celebrare queste connessioni, ricordare a noi stessi e al nostro pubblico che apparteniamo a una stessa, grande famiglia culturale. È un messaggio di gioia, condivisione e fratellanza di cui sentivamo il bisogno di farci portavoce.”

Il “Neapolis 2500 Tour” degli Ars Nova Napoli dopo i recenti live in Corea, Marocco, Kurdistan, Cina, Stati Uniti, Germania, Romania, Spagna, Inghilterra, Portogallo, Belgio, India, Francia, Svizzera, Croazia e Armenia; continua a toccare alcune delle più importanti città per rassegne e festival di world music, confermando il loro status di rara eccellenza napoletana con una solida vocazione internazionale.

Questo l’imminente tour:
12 settembre Malta, St. George Square – La Valletta
27 settembre Libia, Teatro Romano Leptis Magna – Tripoli
03 ottobre India, Festival Rajasthan Riff – Jodhpur
06 ottobre India, Teatro – Delhi
08 ottobre India, Royal Ppera House – Mumbai
05 novembre Inghilterra, Istituto Italiano di Cultura Londra
10 novembre Bulgaria, Sofia Life Club – Sofia
03 dicembre Germania, Festival di Musica Europea – Colonia
10 dicembre Emirati Arabi, Fridge Jazz – Dubai
12 dicembre Emirati Arabi, Anfiteatro Cultura Foundation – Abu Dhabi
13 dicembre Emirati Arabi, Menar Art Festival – Abu Dhabi
14 dicembre Emirati Arabi, The Island Festival – Sjarjah
(date in continuo aggiornamento)

Gli Ars Nova Napoli sono un collettivo musicale nato a Napoli, dedicato alla rilettura in chiave contemporanea del vasto repertorio della tradizione musicale napoletana e mediterranea. Con un sound che unisce folk, world music e ritmi balcanici, la band ha conquistato un pubblico trasversale grazie a live spettacolari ed energici, diventando un punto di riferimento della nuova scena folk italiana. E proprio nel loro paese che negli anni si sono esibiti nei più importanti festival e rassegne di musica world come Ariano Folk Festival, Sponz festival, Festival Ethnos, Napoli World, La Notte della Tammorra, Carpino folk e tanti altri. La band collabora e ha collaborato con Trio Mandili (ascolta), Bagarija Orkestar (ascolta), Simona Boo (99 Posse/Comoverão/Bimbi di Fumo), Irene Scarpato (Suonno d’Ajere), Daniele Sepe (ascolta) Lavinia Mancusi, i musicisti dell’ Isola di Evia, Carlo Faiello, Gianni Lamagna, Maria Mazzotta.
Ascoltali dal vivo a La Notte della Tammorra.

Guarda gli speciali video realizzati da SENSOR e Blogothèque
Ascoltali su Spotify


Contatti ufficiali
www.arsnovanapoli.it
www.facebook.com/ArsNovaNapoli
www.instagram.com/arsnovanapoli

Ufficio Stampa Ars Nova Napoli
Giulio Di Donna
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Progetto selezionato nell’ambito della residenza multidisciplinare AAA – Atelier Aperti per Artista

Casa degli Artisti
fino al 19 settembre: Alessandro Pongan.
TOTEM – Ex Voto

Resterà aperta fino al 19 settembre negli spazi di Casa degli Artisti a Milano la mostra TOTEM – Ex Voto di Alessandro Pongan, progetto selezionato nell’ambito della residenza multidisciplinare AAA – Atelier Aperti per Artista, promossa da Casa degli Artisti a sostegno della pratica e della ricerca nelle arti contemporanee che si concluderà a fine anno. AAA nasce come un dispositivo flessibile, aperto a diverse forme e fasi del lavoro artistico. È uno spazio che accoglie sia progetti embrionali che necessitano di tempo e risorse per svilupparsi attraverso una fase di ricerca, confronto e sperimentazione, sia progetti di produzione già strutturati che cercano un luogo dove radicarsi, espandersi e trovare piena espressione. L’esposizione, visitabile fino al 19 settembre 2025, offre al pubblico un viaggio nell’immaginario dell’artista, in cui si intrecciano rigore geometrico, spiritualità e sperimentazione tecnologica. È in questo contesto che il lavoro di Pongan ha trovato terreno fertile per articolarsi tra produzione, riflessione e visione, coniugando rigore formale e immaginazione simbolica, tecnologia e spiritualità.

Curata da Susanna Ravelli, la mostra si articola tra sculture, arazzi e installazioni multimediali che danno vita a un alfabeto simbolico originale, sospeso tra il digitale e il fisico, tra la sacralità dei riti antichi e l’urgenza del presente. «La mostra proietta in una dimensione intensamente spazializzata del pensiero e del mondo di Alessandro Pongan. Immaginari totemici, figure votive, espresse nella tensione di una linea di confine tra arte, grafica e design, si animano tra il desiderio di rappresentare un epos contemporaneo folle e poetico e l’adozione di rigorose combinazioni geometriche in un codice sintetico e ideogrammatico», sottolinea la curatrice. Pongan utilizza un alfabeto iconografico di sua invenzione, un dispositivo mistico creato, in un territorio tra ambiente digitale e stato fisico, indagando l’umana ricerca di spiritualità. Le figure messe in scena sono accumulatori di energia in precario equilibrio tra commedia e tragedia della vita, tra sacro e quotidiano, che interpretano una resistenza difficilmente riconosciuta e premiata in una società veloce e spregiudicatamente disattenta all’umana fragilità del vivere.

Il percorso si sviluppa tra il piano terra e l’esterno di Casa degli Artisti, trasformati in uno spazio sospeso tra memoria e visione. Le opere – potenti archetipi formali – nascono da un processo che combina tecniche antiche e contemporanee: dalla tessitura jacquard alla modellazione 3D, fino a installazioni interattive che esplorano il rapporto tra corpo e tecnologia. Il lavoro di Pongan si sviluppa spesso con una chiamata alla collaborazione di altri professionisti e professioniste, coinvolti in un mondo immaginativo ed una coprogettazione che si addentra nella processualità della programmazione digitale e nella realizzazione 3D, nelle finiture artigianali minuziose e nell’hackeraggio della produzione in serie al servizio dell’opera, ma che al contempo esplora altre discipline con l’intervento di musiciste e compositori. Tra i lavori esposti spiccano così Prono Superego, con gli effetti sonori di Marcela Pavia; Brain Drain tales – Dreams trap, video accompagnato dalla composizione musicale di Luca Vasco; e Spectrum – Pronocromografo, dispositivo interattivo ideato con Orf Quarenghi. Immaginari totemici, figure votive, espresse nella tensione di una linea di confine tra arte e design, tra il desiderio di rappresentazione di un epos contemporaneo folle e poetico e la ricerca ossessiva di un rigore formale che nello jacquard trova ragione di intersezione tra arte e tecnologia.

Si può percorrere l’esposizione come l’immersione in una fantasmagoria di ossessioni, ironia, divertissement e riflessioni sul rispetto per la condizione umana, capace di resistenza e di poetiche utopie.

La produzione è a cura di Sinergia Venture Srl, con l’intervento diretto del fondatore e CEO Massimo G. Pozzi Chiesa, che con questo progetto conferma il proprio impegno nella promozione dell’arte contemporanea come spazio di dialogo tra cultura, innovazione e impatto sociale.

Public Program:

Giovedì 11 settembre
Arte e Impresa. Musei d’impresa, mecenatismo e nuovi investitori culturali

Una panoramica sul rapporto arte e impresa e sulle prospettive di relazione tra nuove forme di mecenatismo, valorizzazione dei musei d’impresa come patrimonio di ricerca creativa e occasioni di investimento privato sulle produzioni artistiche.

  • ore 18.30 introduzione alla mostra con Alessandro Pongan, artista
  • ore 18.45 talk. Interverranno:
  • Daniele Fazio, Founder – Ceo Artistinct S.r.L.: “L’importanza delle startUP innovative che supportano il mondo dell’arte creando modelli fruibili sui diversi cluster”
  • Antonio Calabrò, Senior Vicepresidente Cultura del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli, è Presidente di Museimpresa di Assolombarda: “Il modello dei musei d’impresa e l’importanza nel sistema culturale”  
  • Massimo Pozzi Chiesa, EVP del gruppo GC holding e di Italmondo spa, BOD in fondazione Pozzi Chiesa; fondatore e CEO di Sinergie Venture Srl: “L’investimento propulsivo nell’arte e a sostegno degli artisti: il modello della struttura imprenditoria”

modera: Susanna Ravelli, Casa degli Artisti

Giovedì 18 settembre, ore 18.45
Arte: Istruzioni per l’uso / Talk

Il focus della serata è dedicato alle relazioni che intervengono tra l’artista e le diverse organizzazioni che assumono un ruolo chiave di supporto, di promozione, di produzione, esposizione e di diffusione delle opere. 

Introduce Daniele Fazio, Founder – Ceo Artistinct S.r.L.

Intervengono nella conversazione:
Alessandro Pongan, artista
Riccardo Di Santo, giurista esperto di diritto nell’ambito dell’arte, avvocato associato dello studio CBM&Partners 


Casa degli Artisti
Corso Garibaldi 89/A (entrata da via Tommaso da Cazzaniga), Milano
www.casadegliartisti.com     info@casadegliartisti.org

Orari di apertura: da martedì a domenica, ore 12:30-19:00
Ingresso libero

Ufficio Stampa Casa degli Artisti
Emanuela Filippi | Eventi e Comunicazione
emanuela.filippi@casadegliartisti.org
Da Ufficio Stampa Casa degli Artisti | Emanuela Filippi <emanuela.filippi@casadegliartisti.org>