Pellegrinaggio visivo nel Mediterraneo dei monoteismi: Cristianesimo, Ebraismo e Islam

Al di là dei confini. Luoghi sacri condivisi
Mostra fotografica a cura di Dionigi Albera e Manoël Pénicaud

11 settembre – 19 ottobre 2025
Collezioni Comunali d’Arte
Palazzo d’Accursio | Piazza Maggiore 6, Bologna 
www.museibologna.it/collezionicomunali

Inaugurazione 
Mercoledì 10 settembre 2025 ore 17.30
Palazzo d’Accursio | Cappella Farnese e Collezioni Comunali d’Arte 
Piazza Maggiore 6, Bologna

Dall’11 settembre al 19 ottobre 2025 le Collezioni Comunali d’Artedi Bologna sono liete di accogliere la mostra fotografica Al di là dei confini. Luoghi sacri condivisi, a cura di Dionigi Albera e Manoël Pénicaud.
L’esposizione propone un pellegrinaggio visivo da uno spazio sacro all’altro attraverso un Mediterraneo plurale, crocevia dei grandi monoteismi: Cristianesimo, Ebraismo e Islam. Luoghi nei quali la concentrazione di differenti popolazioni, credenze e pratiche non sempre si traduce in scontro ma in occasione di scambio e convivenza.

Dal 2015 ad oggi la mostra ha toccato diverse città nel mondo, tra le quali si ricordano Marsiglia, Tunisi, Marrakech, Salonicco, New York, Parigi, Istanbul e Ankara.
Nella tappa a Bologna il progetto espositivo è promosso da Comune di Bologna | Settore Musei Civici | Musei Civici d’Arte AnticaAlma Mater Studiorum – Università di Bologna | Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture ModerneCentro dipartimentale di ricerca sull’utopia, EUTERPE: European Literatures and Gender from a Transnational Perspective. Tra i promotori, inoltre, Fondazione Biblioteca del Mulino e Il Mulino, che organizzano la mostra con la partnership di Due TorriIllumiaPrometeia Associazione e UniCredit, e con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.

Il progetto espositivo, allestito nelle sale 23, 24 e 25 delle Collezioni Comunali d’Arte, situate al secondo piano di Palazzo d’Accursio, è visitabile con ingresso gratuito.
L’inaugurazione si svolge mercoledì 10 settembre 2025 alle ore 17.30.

Durante il periodo di apertura, un ciclo di incontri con esperti autorevoli approfondirà i temi al centro dell’esposizione in occasione della XV edizione delle Serate nel Chiostro, in programma nel chiostro di San Domenico e nell’Oratorio di San Filippo Neri.
In occasione delle Giornate Europee del Patrimoniosabato 27 settembre 2025 la mostra osserverà un orario di apertura straordinario dalle ore 10.00 alle 22.00 (ultimo ingresso alle ore 21.30), con una visita guidata alle ore 19.00. La partecipazione è gratuita fino a esaurimento posti disponibili, non è richiesta la prenotazione.

La mostra Al di là dei confini. Luoghi sacri condivisi è accompagnata da un catalogo pubblicato da Edimill, contenente le riproduzioni a colori di tutte le fotografie esposte e con testi introduttivi di Silvia Battistini, Rita Monticelli, Dionigi Albera e Manoël Pénicaud.

L’esposizione a Bologna farà idealmente da staffetta con una nuova configurazione del progetto Luoghi sacri condivisi, promossa dall’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede, a cura di Dionigi Albera, Raphaël Bories e Manoël Pénicaud, annunciata a Roma, presso la sede di Villa Medici, dal 9 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026 nell’ambito delle manifestazioni culturali per il Giubileo 2025.

Le ragioni della mostra
Frutto di un approfondito programma di ricerche condotte in una prospettiva di antropologia comparativa, la mostra si propone di combattere una lettura riduttiva della religione e, più in generale, dell’alterità nelle società contemporanee, soffermandosi sul fenomeno della frequentazione degli stessi santuari euro-mediterranei da parte di fedeli di religioni diverse.

In un panorama sempre più dominato dalla paura verso culture e tradizioni di fede religiosa diverse dalle proprie, le fotografie esposte, tutte realizzate da Manoël Pénicaud, rivelano uno sguardo differente e ricco di sfumature sulle interazioni interreligiose che si svolgono nel bacino del Mediterraneo. Al di là delle distinzioni teologiche e dei conflitti, le immagini invitano i visitatori a fare un passo di lato rispetto agli stereotipi per scoprire un dialogo che trova fondamento nelle origini e nelle ragioni della comunanza di questi spazi, dove si dispiega l’ospitalità dell'”Altro” alla ricerca del sacro.

Nel senso comune, un santuario sembra poter essere abitato solo da una religione. Tuttavia, non è raro che i fedeli oltrepassino temporaneamente i confini religiosi per andare a pregare nel luogo dell’Altro. Senza desiderio di conversione, sono spesso alla ricerca di una grazia (guarigione, protezione, salvezza, parto, matrimonio, felicità, ecc.) che chiedono a figure sante comuni (Abramo, Elia, Maria, San Giorgio, i Sette Dormienti, ecc.). Meno conosciuto in Occidente, questo fenomeno è molto più frequente sulle sponde meridionali e orientali del Mediterraneo, segnate dall’impronta dell’Impero Ottomano, dove si intrecciano i molteplici rami dei monoteismi.

Il percorso espositivo
Il percorso espositivo si compone di 45 fotografie e si articola in quattro parti distinte: Palinsesti di pietraCostruttori di paceMaria cristiana, Maria musulmanaSulle orme dei santi.

I. Palinsesti di pietra
Nel corso della storia il Mediterraneo è stato caratterizzato da una forte commistione di fedi diverse. Inoltre, varie ondate di espansione territoriale hanno spesso modificato la geografia religiosa di molte aree. In numerosi casi, questo processo ha comportato il trasferimento di luoghi sacri da un gruppo all’altro. Gli spazi fisici degli edifici sono stati così contrassegnati da una nuova serie di simboli e significati.
A volte, queste appropriazioni non hanno prodotto un cambiamento integrale. La natura graduale e spesso incompleta della trasformazione ha reso alcuni spazi sacri riconfigurati simili agli antichi palinsesti, manoscritti il cui testo originario era raschiato per sostituirlo con un altro, senza che la nuova scrittura cancellasse completamente gli strati precedenti. Inoltre, la presenza di tracce tangibili di un altro culto e può anche incoraggiare la frequentazione interreligiosa del sito.
Gli ultimi decenni hanno visto l’ascesa del dialogo interreligioso, che ha catalizzato la creazione intenzionale di luoghi di culto multiconfessionali in contesti diversi, tra cui figurano vari punti di transito, come aeroporti, scuole e ospedali. Tali iniziative si sono avvalse della collaborazione di architetti e artisti nella progettazione e nella decorazione delle nuove strutture.

II. Costruttori di pace
Nella vasta e multiforme storia della regione mediterranea, le relazioni tra i diversi gruppi religiosi sono state significativamente influenzate e facilitate da una serie di personaggi di spicco. Un’ampia gamma di individui, tra cui pellegrini, viaggiatori, artisti, mistici, studiosi e guaritori, emergono via via come intermediari fondamentali, fungendo sia da testimoni sia da partecipanti agli scambi interreligiosi che hanno caratterizzato quest’area.
L’epoca contemporanea ha visto l’emergere di nuove modalità nel campo della mediazione. Questa sezione è strutturata attorno ad alcuni ritratti di persone che, negli ultimi anni, hanno sapientemente attraversato vari ambiti culturali e spirituali. Spesso questi individui sono attivamente e pragmaticamente impegnati nella realizzazione di iniziative di scambio e dialogo interreligioso, e alcuni arrivano persino a creare ambienti multireligiosi completamente nuovi che servono a colmare le distanze e a promuovere la comprensione e la cooperazione tra i diversi gruppi.

III. Maria cristiana, Maria musulmana
Maria è una figura centrale sia per i cristiani che per i musulmani. Per i primi è la madre del Figlio di Dio, per i secondi quella del profeta Gesù. Citata più frequentemente nel Corano che in tutto il Nuovo Testamento (34 occorrenze contro 19), è protagonista di due sure del testo sacro dell’Islam ed è l’unica figura femminile che vi è designata con il proprio nome, mentre tutte le altre donne sono semplicemente indicate come figlia, moglie, madre o sorella di un uomo il cui nome è menzionato.
Il suo abbandono alla volontà divina, la sua modestia e la sua pietà ne fanno un esempio per i credenti. Il Corano presenta insomma Maria come un modello di fiducia in Dio e un segno per l’umanità intera. Nelle sue pagine sono evocati anche alcuni elementi tipici della tradizione cristiana: la nascita di Maria, la sua presentazione al Tempio, l’Annunciazione, la concezione verginale e la Natività di Gesù. I riferimenti a Maria nel Corano sono stati poi ampliati dalla tradizione islamica: negli hadith (detti del Profeta), nei commentari e nella letteratura mistica.
Inoltre, importanti segni di devozione si sono affermati nelle pratiche dei musulmani, che spesso hanno pregato e pregano la Madonna nei santuari cristiani. Nel corso dei secoli, hanno così preso forma centinaia di luoghi sacri condivisi, sotto il manto di Maria.

IV. Sulle orme dei santi
Sebbene possiedano dottrine distinte, le tre religioni manifestano anche una serie di somiglianze, interconnessioni e sovrapposizioni. Personaggi biblici di spicco, tra cui re, patriarchi e profeti, hanno un’importanza centrale nell’insieme delle fedi monoteistiche. La loro presenza si riverbera in santuari che attirano devoti provenienti da diversi contesti religiosi. Le autorità spesso aspirano a controllare questi luoghi sacri, dotati di una notevole importanza simbolica. Tali ambizioni possono creare un clima di tensione, la cui gravità dipende in gran parte dal panorama politico. Nel Medio Oriente alcuni santuari sono diventati focolai di conflitto a causa delle tensioni israelo-palestinesi, mentre altri, meno rilevanti, continuano a permettere una presenza condivisa più informale e pacifica.
Diversi rami del cristianesimo hanno formalmente riconosciuto la venerazione dei santi, mentre le confessioni protestanti in genere ripudiano questa pratica. Sia l’Islam che l’Ebraismo criticano o disapprovano spesso il ruolo di questi intermediari, poiché la loro influenza rischia di allontanare i fedeli dalla devozione esclusiva a Dio. Nonostante l’opposizione di diverse autorità religiose nel corso dei secoli, questa forma di venerazione ha sempre goduto di una notevole popolarità tra i semplici credenti. A volte è stata fatta completamente propria da vari gruppi minoritari e persino esaltata da alcuni ordini mistici.
Ovunque, i santi sono riconosciuti per la loro capacità di rispondere alle speranze e ai bisogni collettivi, tra cui la guarigione, la fecondità, la gioia, l’amore, la protezione e la liberazione dalle forze negative. Il loro potere spesso trascende i confini delle diverse affiliazioni religiose.

I curatori
Dionigi Albera
Di nazionalità italiana e francese, Dionigi Albera è antropologo e direttore emerito di ricerca presso il Centro nazionale francese per la ricerca scientifica (CNRS) e membro di IDEAS – Institut d’ethnologie et d’anthropologie sociale – Aix-Marseille Université alla Maison Méditerranéenne des Sciences de l’Homme di Aix-en-Provence.
È uno specialista riconosciuto del mondo mediterraneo, al quale ha dedicato molti lavori, con un’attenzione particolare alle migrazioni e ai fenomeni religiosi. È autore di numerosi saggi e articoli pubblicati in varie lingue e curatore di mostre, tra le quali Luoghi Sacri Condivisi. Il suo ultimo lavoro si concentra su un caso emblematico di questo fenomeno: Lampedusa. Une histoire méditerranéenne (Seuil, 2023; traduzione italiana Lampedusa. Una storia mediterranea, Carocci, 2025).

Manoël Pénicaud
Manoël Pénicaud è antropologo e ricercatore del Centro nazionale francese per la ricerca scientifica (CNRS) e membro del Centre Jacques Berque di Rabat (Marocco). Il suo lavoro si concentra sui pellegrinaggi e sulle relazioni interreligiose nell’area euromediterranea.
Condivide la curatela della mostra Luoghi sacri condivisi con Dionigi Albera fin dalla prima edizione nel 2015, al Centre Jacques-Berque di Rabat (Marocco).
Documentarista e fotografo, è anche l’autore delle fotografie esposte in mostra.

Le iniziative correlate
In occasione della XV edizione delle Serate nel Chiostro dedicata ai Luoghi sacri condivisi Il Mulino e il Centro San Domenico organizzano un ciclo di incontri per approfondire i temi connessi alla mostra.
Le conferenze, in programma nel Chiostro di San Domenico, in Piazza San Domenico 13 a Bologna, saranno introdotte e moderate da Rita Monticelli, docente dell’
Università di Bologna, 
direttrice del Centro dipartimentale di ricerca sull’utopia e consigliera comunale delegata del Sindaco per i diritti umani e il dialogo interreligioso.

Martedì 9 settembre 2025 ore 21.00
Luoghi sacri condivisi
Incontro con Dionigi Albera (co-curatore della mostra Luoghi sacri condivisi) e Franco Cardini (storico)

Martedì 16 settembre 2025 ore 21.00
Spazi con-sacrati: teologia e arte al confine tra le fedi
Incontro con Claudio Monge (frate dell’Ordine dei Frati Predicatori Domenicani e direttore del Centro Studi DoSt-I Dominican Study Institute di Istanbul) e Silvia Pedone (storica dell’arte bizantina)

Mercoledì 24 settembre ore 21.00
Diaspore e incontri nel Mediterraneo
Incontro con Anna Foa (storica) e Berardino Cocchianella (dottore di ricerca in diritto ecclesiastico e canonico).

Ingresso libero.
I posti sono limitati e la prenotazione è consigliata scrivendo a centrosandomenicobo@gmail.com oppure info@ilmulino.it.

In caso di maltempo gli incontri si terranno nella Sala Bolognini del Centro San Domenico.

Per informazioni: www.ilmulino.it | www.centrosandomenico.it.

Le Serate nel Chiostro sono una rassegna realizzata da Il Mulino in collaborazione con il Centro San Domenico, con il contributo di Coop Alleanza 3.0Due TorriFondazione Cassa di Risparmio in BolognaIllumiaFondazione MASTPrometeia Associazione e UniCredit, nell’ambito del Patto per la Lettura del Comune di Bologna. Si ringrazia il Museo d’Arte Lercaro.

Inoltre, nell’ambito della nuova 
stagione settembre-dicembre 2025 del 
LabOratorio di San Filippo Neri di Bologna
, lo spazio di via Alessandro Manzoni 5 della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna gestito da Mismaondamercoledì 17 settembre 2025 alle ore 20.30 Dionigi Albera dialogherà con Vito Mancuso, teologo laico, filosofo e direttore del Laboratorio di Etica, Bologna, nell’incontro dal titolo Fede accanto a fede: eterotopie del sacro.

Ingresso libero.
Per informazioni: oratoriosanfilipponeri@mismaonda.eu | www.oratoriosanfilipponeri.com

Mostra fotografica
Al di là dei confini. Luoghi sacri condivisi

A cura di
Dionigi Albera e Manoël Pénicaud

Promossa da
Comune di Bologna | Settore Musei Civici | Musei Civici d’Arte Antica
Alma Mater Studiorum – Università di Bologna | Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne
Centro dipartimentale di ricerca sull’utopia
EUTERPE: European Literatures and Gender from a Transnational Perspective
Fondazione Biblioteca del Mulino
Il Mulino

Periodo
11 settembre – 19 ottobre 2025

Inaugurazione
Mercoledì 10 settembre 2025 ore 17.30

Sede
Collezioni Comunali d’Arte
Palazzo d’Accursio | Piazza Maggiore 6, Bologna

Orari di apertura
Martedì, giovedì 14.00 – 19.00
Mercoledì, venerdì 10.00 – 19.00
Sabato, domenica e festivi 10.00 – 18.30
Chiuso lunedì non festivi
27 settembre 2025 (Giornate Europee del Patrimonio) 10.00 – 22.00
4 ottobre 2025 (San Petronio) 10.00 – 18.30
La biglietteria chiude 30 minuti prima.

Ingresso
Gratuito (valido per le sale 23, 24 e 25 del museo)

Informazioni
Collezioni Comunali d’Arte
Palazzo d’Accursio | Piazza Maggiore 6 | 40121 Bologna
Tel. +39 051 2193998
museiarteantica@comune.bologna.it
www.museibologna.it/arteantica
Facebook: Musei Civici d’Arte Antica
Instagram: @museiarteanticabologna
TikTok: @museiarteanticabologna
X: @MuseiCiviciBolo

Settore Musei Civici Bologna
www.museibologna.it
Facebook: Musei Civici Bologna
Instagram: @bolognamusei
YouTube: @museicivicibologna

Ufficio Stampa Settore Musei Civici Bologna
Silvia Tonelli – Elisabetta Severino
Tel. +39 051 2193469 / +39 051 6496658
ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it
silvia.tonelli@comune.bologna.it
elisabetta.severino@comune.bologna.it
Da Ufficiostampabolognamusei Ufficiostampabolognamusei <ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it>

Trieste estate: gli eventi in programma da giovedì 11 a domenica 14 settembre

Necrologio allegretto
TRIESTE ESTATE: GLI ULTIMI EVENTI DELLA RASSEGNA ORGANIZZATA DAL COMUNE DI TRIESTE

Gli eventi in programma da giovedì 11 a domenica 14 settembre

Ultimi appuntamenti della rassegna Trieste Estate organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, con la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia e dell’Assessorato alle Politiche del Territorio, il supporto di PromoTurismoFVG e la collaborazione del Trieste Convention & Visitors Bureau.

Giovedì 11 settembre, al Teatro Verdi, alle 18.00 (ingresso libero), alla Sala Victor de Sabata del Teatro, “Note d’artista: incontro con gli autori“. A seguire, alle 19.30 (a pagamento), nell’ambito del Festival di Trieste – Il Faro della Musica ideato dalla Società dei Concerti di Trieste, si tiene il concerto con Vadym Kholodenko al pianoforte, Hartmut Haenchen alla direzione e l’Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste. In programma tutto Brahms.
Al Giardino del Museo Sartorio, alle 21.00 (a pagamento), viene proposto un concerto del gruppo musicale “Flores del Sur“, che esplora e propone musiche tradizionali dell’America Latina, inclusi stili coinvolgenti poco conosciuti in Europa. Ispirato da generi come la musica criolla del Perù, il joropo venezuelano, il son cubano e la cumbia colombiana, il gruppo è composto da musicisti di diverse estrazioni e nazionalità: Juan Vladilo (piano, cuatro, chitarra, voce), Edoardo Fajardo (clarinetto e sassofono), Peter Díaz Castillo (cajón, bongoes, charango, voce), Zinajda Kodrič (flauto, ottavino, flauto basso, voce), Marta Mattotti (voce e percussioni) e Saverio Gaglianese (basso acustico). A cura dell’Associazione Internazionale Festival dell’Operetta FVG.

La sezione “Nuovi Orizzonti” del Festival Il Faro della Musica torna in scena venerdì 12 settembre, alle 20.30 (a pagamento), al Giardino del Museo Sartorio, con un’esibizione di Kety Fusco all’arpa elettronica. La musicista è nota per aver portato alla ribalta il suono trasfigurato dello strumento, avventurandosi ben oltre la sua dimensione tradizionale. La giovane regina dell’arpa elettronica, Kety Fusco è l’artista emergente tra le più originali e interessanti del panorama svizzero ed europeo di oggi. L’arpista ticinese ha recentemente accompagnato Joan Thiele e Frah Quintale nella serata dedicata alle cover durante l’ultima edizione di Sanremo.
Il fine settimana si apre sabato 13 settembre, alle 20.30 (a pagamento) con “Vivaldi e Goldoni a Venezia” alla Sala Lelio Luttazzi Magazzino 26 del Porto Vecchio-Porto Vivo, uno spettacolo proposto dal Festival di Trieste – Il Faro della Musica, che vede Lorenzo Acquaviva voce recitante, il M° Marco Seco al clavicembalo e il Quartetto New Era.

Un omaggio a Elsa Fonda recentemente scomparsa, un connubio affascinante tra musica e parola che affiancherà a Vivaldi un altro genio del Settecento veneziano: Carlo Goldoni, l’illustre drammaturgo.
Al Giardino del Museo Sartorio, alle 21.00 (a pagamento) concerto nel verde “Necrologio allegretto andante per la morte dell’ippocastano Saverio” in memoria di un albero monumentale del giardino di Piazza Hortis, testimone della storia di un’oasi botanica creata e conservata in accordo con le tendenze urbanistiche del Borgo Giuseppino, un equilibrio voluto dall’imperatore Giuseppe figlio di Maria Teresa d’Austria tra la nuova urbanizzazione e l’habitat verde naturale preesistente. A cura dell’Associazione Volontariato Trieste Solidale.

La rassegna Trieste Estate chiude il sipario domenica 14 settembre al Teatro Verdi: alle 18.00 (ingresso libero), alla Sala Victor de Sabata del Teatro, “Note d’artista: incontro con gli autori“; alle 19.30 (a pagamento), Jan Lisiecki al pianoforte e Luka Hauser alla direzione guidano l’Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste in un programma con tre capolavori di Ludwig van Beethoven: Ouverture da Coriolan-musiche di scena, il Concerto n. 5 “Imperatore”, un’opera grandiosa che mette in relazione solista e orchestra in un dialogo vibrante e coinvolgente, e la magistrale Sinfonia n. 5.

In caso di maltempo o di allerta meteo dichiarata, gli eventi saranno annullati, spostati in altre sedi o posticipati: si consiglia di verificare le informazioni, sempre aggiornate, sui canali social e digitali del Comune di Trieste.


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it
Da Federica Zar <zar@apscom.it>

Prosegue con successo il tour alla scoperta delle più prestigiose location di Fiumicino  

Domenica 14 settembre 2025
Castello di Torre in Pietra, Via di Torre in Pietra, 247 Fiumicino (RM)
dalle ore 18:00

Torna, domenica 14 settembre alle ore 18:00, “Scrittoridabere e Musicadassaggiare”un percorso di letteratura, musica ed eccellenze enogastronomiche che approda nell’antica cantina del Castello di Torre in Pietra, Piazza Torre in Pietra 247, nel comune di Fiumicino.
L’iniziativa è realizzata dal MIC– Music International Compound, presidente Daniela Brancati, direttore Artistico Carlo Capria e coordinamento Loredana Gelli. L’associazione, molto attiva nell’utilizzo originale e inclusivo della musica nei vari ambiti della creatività umana, prosegue con successo il suo tour alla scoperta delle ville, degli antichi castelli e delle più prestigiose location di Fiumicino.  

Il progetto è finanziato dalla Regione Lazio e si svolge in collaborazione con il Comune di Fiumicino, le Pro Loco, le associazioni sociali, i produttori e le aziende del territorio.

Simbolo visivo della iniziativa è il bellissimo acquarello realizzato dal giornalista e vignettista Franco Bevilacqua che reinterpreta, con i suoi tratti suggestivi, la magica atmosfera di questo luogo.

Una dimora storica che riserva sorprese affascinanti. il Castello di Torre in Pietra, circondato dai boschi della campagna romana, custodisce pregiate sale affrescate da Pier Leone Ghezzi chiamato dai principi Falconieri, la famiglia più ricca della Roma barocca, a decorare il piano nobile mentre, nel salone principale, sono i fasti della famiglia e la visita al castello del Papa Benedetto XIII a incantare il visitatore. Nella prima metà dell’Ottocento i Falconieri si estinguono e Torre in Pietra conosce un’epoca di abbandono fino a quando nel 1926 diviene proprietà del Senatore Luigi Albertini. Luigi Albertini, costretto a lasciare il Corriere della Sera perché in conflitto con il fascismo, investe gran parte della liquidazione della sua quota di proprietà del quotidiano milanese nell’acquisto della tenuta di Torre in Pietra e nella sua trasformazione in azienda agricola modello. Il risanamento della zona, inizialmente paludosa, malarica e pressoché abbandonata richiede notevoli investimenti dando dimora e occupazione a centinaia di salariati provenienti soprattutto dalle zone depresse della Lombardia e del Veneto. La moderna Torre in Pietra si specializza soprattutto per l’allevamento di bovine da latte. Albertini provvede anche a costruire nuovi centri agricoli e a restaurare il castello, chiamando i maggiori architetti dell’epoca come Pier Luigi Nervi e Michele Busiri Vici, facendo dell’antico borgo di Torre in Pietra la sede di abitazioni per i dipendenti, di attività produttive (la cantina e la stalla) e di servizio all’azienda (officina, selleria, falegnameria). La Cantina, in particolare, è stata realizzata nel 1635 scavando nella collina di tufo retrostante il Castello. Negli stessi locali si utilizzano serbatoi di acciaio per le fermentazioni, vasche in cemento per l’affinamento sulle fecce  fini e carati in legno per l’affinamento dei vini più importanti.

Il format Scrittoridabere e Musicadassaggiare, collaudato nel 2006 nella Corte del Castello Aldobrandesco di Arcidosso a Grosseto, è ideato dalla giornalista e scrittrice Daniela Brancati a cui è affidato il compito di intrecciare i linguaggi della musica e della letteratura, anche quella più curiosa e insolita. Alle ore 18:00, con le incursioni musicali del duo Sunday Domenica Di Sanzo e Paolo Arcuri, Daniela guiderà il pubblico nella scoperta dei temi legati ai libri degli autori protagonisti della serata: Simonetta Bisi, autrice del saggio ‘L’eclissi del pensiero critico ’ Bordeaux Editore; Franco Cardini con il suo ultimo lavoro  ‘I confini della storia’ edito da Laterza; Elysa Fazzino che ha scritto “Videogioco” inserito nell’antologia M25, Racconti da un altro domani sul tema ‘viaggio in metropolitana’, edizioni Prova d’Autore e Giulio Tremonti con ‘Guerra o Pace’ il suo ultimo saggio scritto per Solferino Editore.

Simonetta Bisi ha svolto l’intera carriera accademica presso la Sapienza Università di Roma, nella Facoltà di Scienze Statistiche, come professore associato. È stata anche docente di Sociologia presso l’Università Lumsa. La sua produzione scientifica ha spaziato tra criminologia, giovani, genere e potere, attraverso articoli, monografie e curatele. Ha redatto testi per la rivista statunitense Business Week e collaborato con istituzioni scientifiche come la Fondazione Cesar (gruppo Unipol) e la Fondazione San Pio V. Attualmente scrive articoli per alcuni blog ed è redattrice per La critica sociologica. Il suo ultimo libro, Eclissi del pensiero critico, è un viaggio lucido e appassionato nelle contraddizioni del nostro presente. Un intreccio di pensieri e visioni, tra filosofia e attualità, sociologia e immaginari digitali, che interroga con sguardo nuovo parole che credevamo familiari: democrazia, libertà, identità, tecnologia.

Franco Cardini è professore emerito nell’Istituto di Scienze Umane e Sociali/SNS, Directeur d’Études nell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, Fellow della Harvard University e membro del consiglio scientifico della Scuola Superiore di Scienze Storiche dell’Università degli Studi di San Marino. Tra le sue pubblicazioni per Laterza: Europa e Islam. Storia di un malintesoIl Turco a Vienna. Storia del grande assedio del 1683L’ipocrisia dell’Occidente. Il Califfo, il terrore e la storiaLa Congiura. Potere e vendetta nella Firenze dei Medici(con Barbara Frale);L’avventura di un povero cavaliere del Cristo. Frate Francesco, Dante, madonna Povertà. IL suo ultimo lavoro  I confini della storia (intervista dello storico e giornalista Sergio Valzania) scopriamo le tante dimensioni della storia e la memoria ingannatrice, la crisi del luminoso mondo medievale e l’ingresso in una modernità senza limiti, gli intrecci tra Oriente e Occidente, il legame con Firenze e tante altre città del mondo, i maestri e i compagni di strada, la politica tra nuove e vecchie identità, la tensione tra fede e ricerca della verità: muovendosi ai confini della storia, Franco Cardini rimette in questione molte convinzioni diffuse sul passato e sul presente.

Elysa Fazzino ha lavorato come giornalista a Washington, Bruxelles e Roma, occupandosi di politica estera, economia e cronaca per quotidiani, agenzie, radio e per l’informazione online. Dopo gli inizi a Il Corriere di Pavia e a Radio Londra della BBC, ha scritto per Il Secolo XIX, Italia Oggi, L’Indipendente, Il Sole 24 Ore. Ha pubblicato uno studio sulla stampa britannica nel saggio Cultura e politica nell’esperienza di Aldo Moro (Giuffrè, 1982). È autrice di Washington dal Cielo (White Star, 2003). Il suo primo romanzo Le tre amiche (Il Seme Bianco, 2018) ha vinto il 1° premio ex aequo Narrativa dell’edizione 2018 del Premio di scrittura femminile “Il Paese delle Donne” e “Donna e Poesia” e nel 2019 è stato riedito da Emersioni con il nuovo titolo Sotto il corniolo. Il suo racconto Videogioco, uno dei 25 inseriti nella raccolta ‘M25, Racconti da un altro domani’, trae spunto dal Subway Surfers, il videogioco con cui il protagonista del libro, un infermiere, si carica di adrenalina sulla metro A di Roma nel tragitto per arrivare all’ospedale dove lavora. Una mattina interviene in una rissa e si ritrova a inseguire l’aggressore. Corre e sfreccia per tunnel e binari come Jake, lo street artist del videogioco, con la differenza che la sua corsa finirà.

Giulio Tremonti, oltre a essere Presidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati, è membro del Parlamento italiano dal 1994, è stato Ministro delle Finanze, Ministro dell’Economia e delle Finanze, Vicepresidente della Camera dei Deputati, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri. Dal 1984 pubblica i suoi articoli sul Corriere della Sera. È condirettore della “Rivista di diritto finanziario e scienza delle finanze”. Avvocato patrocinante in Corte di Cassazione, è senior partner dello Studio legale Tremonti Romagnoli Piccardi e Associati. Nel suo libro “Guerra o Pace” l’autore, con una spiazzante lettura politica ed economica, spiega quanto sia unico il momento che stiamo attraversando e illustra con lucidità la posta in gioco per l’Occidente e per l’Europa. Nel Cinquecento si verificarono quattro eventi rivoluzionari: la scoperta dell’America; l’invenzione della stampa; l’invasione musulmana ai confini d’Europa e il primo disordine finanziario globale. L’asse geopolitico dell’Europa si spostò dall’area mediterranea a quella atlantica. Era il Mundus furiosus, come fu definito. Dopo aver voluto e fatto la globalizzazione, oggi troppi dei nostri «statisti» attoniti si muovono su questo scenario come «turisti della storia».

L’incontro con gli autori prosegue con Quattro passi fra i ricordi di Fregene”,
uno spazio dedicato al luogo più amato dai registi e dagli scrittori del quale ci parlerà, tra aneddoti e storia, Dario Salvatori.

Alle ore 19:00  riflettori puntati sui protagonisti del gusto che presenteranno i prodotti che saranno degustati in questa serata: l’Azienda Agricola Biologica Caramadre che fornirà  il melone gialletto e le materie prime di una supergustosa insalata biologica autunnale; Biolà, marchio della Eredi di Giovanni Brandizzi, società agricola che da oltre tre generazioni produce latte e formaggi rigorosamente biologici che proporrà agli ospiti una selezione dei suoi formaggi stagionati come il cacio crudo e freschi come la ricotta e la mozzarella. Perfetti gli abbinamenti della Cantina del Castello di Torre in Pietra che ci farà degustare lo Spumante Rosato Brut, il Vermentino IGT Lazio 2024 e il Roma Rosso Doc 2023. E, per gli amanti della birra, le degustazioni artigianali dei mastri birrai del Birrificio Agricolo Podere 676 e del Birrificio Primo. Non mancherà il croccante pane locale e l’olio prodotto dall’Azienda Agricola Pagliaccetto, mentre l’Azienda agricola Fratelli Schiavetti, da cui provengono le mandorle in degustazione, fornirà i cocomeri e i meloni bio che saranno utilizzati dal Bar Pasticceria Pontoni per produrre squisiti gelati alla frutta tra i quali anche quello a base di limone, zenzero, menta romana mantecati con acqua di mare e un nuovissimo gusto alle carote di Maccarese e timo limonato. Imperdibili anche i gelati alla crema, ricotta e fiordilatte che i maestri gelatai Stefano Pontoni e Franca Bugi realizzano in modo totalmente artigianale e con addensanti naturali come la farina di carrube.Tutte eccellenze imprenditoriali che hanno alle spalle una grande storia sul territorio e che sapranno aggiungere alla stupenda location e allo spessore dell’intrattenimento la piacevolezza dei sapori della campagna romana.

Programma:
Ore 18:00 Daniela Brancati dialoga con gli autori Simonetta Bisi, Franco Cardini, Elysa Fazzino e Giulio Tremonti
Intermezzi musicali a cura del duo Sunday Domenica Di Sanzo e Paolo Arcuri
Ore 18:50 Quattro passi tra i ricordi di Fregene con Dario Salvatori
Ore 19:00 I produttori si raccontanoDegustazione prodotti tipicia cura delle Aziende del Biodistretto Etrusco Romano ( Cantina del Castello di Torre in Pietra, Azienda Agricola Biologica Caramadre, Biolà, Birrificio Podere 676) e Azienda Fratelli Schiavetti, Birrificio Primo e Bar Pasticceria Pontoni.

NOTIZIE UTILI
Evento: Scrittoridabere e Musicadassaggiare
Dove
: Castello di Torre in Pietra,
Via di Torre in Pietra, 247 – Torre in Pietra, Fiumicino (RM)
Quando: Domenica 14 settembre  2025
Orario: dalleore 18:00
Evento gratuito fino ad esaurimento posti, previa prenotazione alla mail
infoscrittoridabere@gmail.com
Da Loredana Gelli <gelliloredana@gmail.com>

Continua la mostra Jorge R. Pombo – Giudizio Universale alla Fabbrica del Vapore

Jorge R. Pombo
GIUDIZIO UNIVERSALE


a cura di Vera Agosti e Matteo Pacini

nello spazio Cattedrale in Fabbrica del Vapore, con il sostegno di ARTantide Gallery
in coproduzione con il Comune di Milano

Fino al 18 settembre 2025, lo spazio Cattedrale in Fabbrica del Vapore a Milano ospita Jorge R. Pombo – Giudizio Universale  , un progetto pittorico monumentale che unisce arte, memoria collettiva e riflessione sociale. La mostra, curata da Vera Agosti e Matteo Pacini, è prodotta dal Comune di Milano e promossa da EBLand Srl con il Movimento Arte Etica. L’esposizione è stata resa possibile grazie al contributo di ARTantide Gallery di Paolo Mozzo.

In un luogo simbolo della storia produttiva e culturale milanese — un tempo sede della celebre Carminati & Toselli, oggi spazio di creatività e dialogo — il progetto di Pombo trova la sua collocazione ideale: una grande fabbrica nella Fabbrica.

L’artista catalano, noto per il suo linguaggio della “dissolvenza” e per il dialogo costante con i grandi Maestri del Rinascimento, propone una rilettura radicale e coinvolgente del Giudizio Universale michelangiolesco. Un’opera che si dissolve e si ricompone sotto gli occhi dello spettatore, trasformandosi in un’esperienza immersiva e partecipativa. Nel suo linguaggio contemporaneo si avverte inoltre l’influenza dell’Action Painting, che contribuisce a restituire alla pittura un senso di fisicità e movimento, capace di entrare in tensione con il linguaggio classico rinascimentale. “Se dovessi riassumere in una sola idea il motivo per cui ho voluto dipingere una variazione della Cappella Sistina nel 2025, parlerei del mio desiderio di portare la pittura su un piano traboccante, colmo di movimento”, afferma Pombo.

Il 2025 è anche il 550° anniversario della nascita di Michelangelo Buonarroti (1475-1564), uno dei maggiori protagonisti del Rinascimento italiano. L’occasione prevede una serie di eventi e manifestazioni – a cui idealmente si ispira anche questa nuova esposizione – che attraverso il linguaggio di Jorge R. Pombo riflette sull’eredità michelangiolesca e sul ruolo della pittura nella contemporaneità.

Le opere in mostra rappresentano circa un sesto della superficie totale prevista a completamento del progetto, che prevede la realizzazione dell’intera Cappella Sistina in scala 1:1: con cinque anni di lavoro previsti. Saranno esposte il Giudizio Universale 180 mq di pittura in un solo quadro e sei variazioni delle pareti laterali, dedicate a tre episodi della vita di Mosè e tre della vita di Gesù Cristo.

Abituato a lavorare in solitudine, per questa impresa l’artista ha scelto di coinvolgere collaboratori in situazioni di esclusione sociale, offrendo loro non solo un’opportunità di lavoro – che è stato regolarmente retribuito -, ma anche uno spazio di riscatto e di espressione personale. Grazie al sostegno della Caritas del Comune di Reggio Emilia prima, e di Firenze ora dopo il suo trasferimento, Pombo ha creato una squadra eterogenea che contribuisce alla realizzazione di quest’opera corale.

Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di  Milano, evidenzia la forza evocativa e la rilevanza attuale del progetto: In un’epoca segnata dallo spaesamento e dall’attesa, dove l’umanità pare assistere stancamente a una realtà in crisi, l’opera di Pombo si impone come necessaria. Le sue grandi tele evocano una carovana in marcia nel deserto: corpi sfocati, volti indistinti, identità sospese. Un’umanità in cammino, fragile eppure ostinata, che richiama con forza le grandi urgenze del nostro presente”.

Maria Fratelli, Dirigente Unità Progetti Speciali e Fabbrica del Vapore, sottolinea il valore simbolico e collettivo dell’opera: “Il peccato dell’umanità è corale, è la colpa collettiva dell’hybris dell’uomo (e qui il maschile — che assorbe in sé privando di volontà il femminile — è usato a proposito) che manca di rispetto al creato, all’armonia del mondo, alla sua femminilità”.

Federica Tognon, Conservatrice di Fabbrica del Vapore, riflette sul significato più umano e sociale del progetto: “Jorge R. Pombo, nella sua versione del Giudizio Universale, rende questo ‘mare di umanità’ protagonista della realizzazione dell’opera. Non più soggetto solamente rappresentato ma soggetto rappresentante, chiamando a collaborare con lui persone con un percorso di vita complesso, altalenante, ai limiti della società, che più di altri hanno conosciuto la bellezza e la povertà dell’anima umana, quella stessa anima che nel biblico giorno del Giudizio verrà sottoposta a processo”.

Vera Agosti, curatrice della mostra, racconta: “Non si dipinge l’emozione per il contenuto dell’immagine, l’emozione sta nella pennellata. La sua è metapittura, una pittura che parla della pittura stessa. All’artista spagnolo interessa la tensione che si crea tra il linguaggio rinascimentale classico e quello contemporaneo, tra la pittura antica e i filtri del passato e le istanze della contemporaneità.

Matteo Pacini, curatore, aggiunge: “Jorge R. Pombo non tenta solo di restituire un nuovo significato alla pittura, ma offre anche uno spunto di riflessione sul valore del lavoro nella società contemporanea, e in questo, Milano, con la sua storia di fabbrica, lavoro e accoglienza, si fa palcoscenico ideale per una riflessione che abbraccia l’arte, la cultura e la condizione umana”.

Durante la mostra, il pubblico potrà vivere un’esperienza immersiva e partecipativa, osservando l’opera anche dall’alto e partecipando a momenti di realizzazione delle parti, secondo uno specifico public program che accompagnerà le prossime tappe del progetto.

Il progetto, promosso da ARTantide Gallery di Paolo Mozzo con il Movimento Arte Etica in collaborazione con il critico e scrittore Sandro Orlandi Stagl, continuerà a crescere e verrà presentato in diverse città, con l’obiettivo di condividere questo messaggio di inclusione, spiritualità e riflessione collettiva con il maggior numero possibile di persone.

Il catalogo presentato in occasione dell’inaugurazione della mostra include, oltre ai contributi istituzionali dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi, di Maria Fratelli, Dirigente Unità Progetti Speciali e Fabbrica del Vapore, di Federica Tognon, Conservatrice della Fabbrica del Vapore, i testi critici dei curatori Vera Agosti e Matteo Pacini ed un contributo del curatore e scrittore Sandro Orlandi Stagl.

Inoltre, chi sceglierà di trascorrere una serata di cinema all’aperto con Arianteo 2025 alla Fabbrica del Vapore avrà anche l’occasione di scoprire la mostra “Jorge R. Pombo – Giudizio Universale” nello Spazio Cattedrale, approfittando di uno sconto speciale sul biglietto d’ingresso presentando il ticket del cinema.

La mostra “Jorge R. Pombo – Giudizio Universale” aderisce anche all’iniziativa Domenica al Museo, proponendo un biglietto ridotto a 3 euro la prima domenica del mese di luglio e agosto.

Pubblicato 22 Luglio 11:50 – integrato 10 Settembre


Titolo: Jorge R. Pombo – Giudizio Universale
Date: 27 giugno – 18 settembre 2025
Sede: Spazio Cattedrale in Fabbrica del Vapore, Milano
A cura di: Vera Agosti e Matteo Pacini
Produzione: Comune di Milano, EBLand Srl – Movimento Arte Etica
Con il contributo di: ARTantide Gallery di Paolo Mozzo
Sponsor: Samsung, AcomeA SGR, Fondazione Meriggio, Progetto CMR, Rossetto vini
Catalogo: Opero Editore
Laboratori creativi | ore 11.00
MICHELANGELO: verso l’infinito e oltre
Un’attività pensata per grandi e piccini: dopo una visita guidata alla mostra di Jorge R. Pombo, si terrà un laboratorio creativo aperto a tutti, in cui sperimentare materiali e tecniche diverse per dare forma alla propria personale reinterpretazione.
Info e prenotazioni:
Max 25 partecipanti a laboratorio.
Prenotazione obbligatoria a: didattica.fabbricadelvapore@comune.milano.it
Orari mostra, prezzi biglietti e dettagli sul public program disponibili al link:
👉 https://share.artshell.eu/it/s/insight/681dfed42785f80eb71060bc

Paola Martino
paolamartinoufficiostampa@gmail.com
+39 02 36595379
Da Paola Martino ufficio stampa <paolamartinoufficiostampa@gmail.com>

In mostra opere, collage interamente dipinti a mano, rielaborano ricordi e immagini del passato

LITURGIA PER CARILLON
Personale di Emanuele SARTORI
a cura di Silvio Pasqualini 
testo critico di Giada Allegro
13 settembre – 12 ottobre 2025
Inaugurazione 13.09 h 18
Blue Gallery-Venezia 
Direttore Silvio Pasqualini
Poster: E. Sartori, Arrivederci Tancredi,
Tecnica mista e collage su tela, 100×120, 2025

La Blue Gallery, galleria indipendente di Venezia, annuncia “Liturgia per carillon” personale di Emanuele Sartori, a cura di Silvio Pasqualini visitabile dal 13 settembre al 12 ottobre. In mostra opere, collage interamente dipinti a mano, rielaborano ricordi d’infanzia e immagini del passato in un percorso tra memoria e immaginazione.

Con Liturgia per carillon, Emanuele Sartori apre le porte a un mondo sospeso tra gioco e malinconia, dove l’infanzia riaffiora in frammenti lucidi e taglienti come vetro. È un carosello fatto di bambole, pupazzi e balocchi segnati dal tempo, custodi di emozioni che oscillano tra tenerezza e inquietudine.

Sartori è un poeta silenzioso che lavora come un artigiano dell’immagine. Nelle sue opere, il ricordo diventa materia concreta: fotografie, oggetti e figure del passato sono prima scelti e ancorati alla tela, poi interamente ridipinti a mano. Una tecnica lenta, quasi rituale, che rifiuta ogni scorciatoia digitale. In un’epoca di esecuzione rapida e automatizzata, il suo gesto manuale è un atto di resistenza, un sabotaggio gentile alla velocità e all’oblio.

La “liturgia” di Sartori è un rito laico che si compie davanti a uno scrigno aperto: dentro, accanto ai ricordi dell’infanzia, si trovano i primi esercizi dell’immaginazione. È un teatro dello stupore e della meraviglia, ma anche della ferita e del segreto. Le tinte pastello possono ingannare: dietro il rosa e l’azzurro, affiora l’amarezza delle mandorle e la fragilità della porcellana. Come scrive Giada Allegro, l’artista è “un chirurgo di infanzia che non concede anestesia”, capace di riportarci a momenti che credevamo sepolti, mettendoci di fronte a un passato che è anche radice del presente.

Vicentino classe 1970, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Sartori costruisce con lentezza chirurgica i suoi collage dipinti. Non si affida alla velocità del digitale: ogni immagine viene recuperata, trasposta e ridipinta a mano, fino a trasformarsi in una “simulazione del reale”, come osserva Pasqualini, un atto che “ribalta i piani della percezione e sposta indietro l’orologio della vita”.

Il suo è un ritorno a casa, un viaggio tra ricordi che tutti abbiamo nascosto in una soffitta o in una cantina: “un teatro dello stupore e della meraviglia – continua Pasqualini – che sputa in faccia all’intelligenza artificiale e al post umano”. Così le tinte pastello di Sartori, ingannevoli come un sole di marzo, celano il sapore amaro dei confetti e il sangue che cola dai lineamenti delle bambole. Perché, come nota ancora Allegro, “l’invito a restare dentro i bordi è una disciplina che all’artista non appartiene”.

Con Liturgia per carillon Sartori mette in scena una liturgia poetica, fragile e perturbante, dove il tempo rallenta, il ricordo brucia e l’infanzia ritorna come un rito collettivo da attraversare senza difese. 

Emanuele Sartori è nato a Vicenza nel 1970.
Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1995,nella sezione di pittura.
Vive e lavora a Vicenza, e ha partecipato a varie collettive artistiche e personali nazionali.

INSTAGRAM @emanuelesartori_

ALCUNE ESPOSIZIONI  

2024 – “Diari Celesti”, Bipersonale con Laura Fortin. Sala della Gran Guardia, Padova. Curatori Enrica Feltracco e Massimiliano Sabbion
2024 – Dire, fare…Baciare-Mostra collettiva. 06 aprile-05 maggio 2024, Villa Farsetti, via Roma, 1 SantaMaria di Sala (VE). Curatori; Enrica Feltracco e Massimiliano Sabbion.
2024 – 26 Artisti per 26 Poete – Esposizione di Arte Contemporanea. 11-26 maggio Palazzo Beltramini,Piazza Gabriele D’Annunzio 1, Asolo (TV). Curatrice Valeria Bertesina.
2023 – “Un peso senza nome”, Spazio espositivo Der Ruf, Vicenza – Curatori Giusto Pilan,Vanni Cantà e Giovanna Grossato
2022 – “Un bacio ancora – L’arte contemporanea racconta” Mostra collettiva. 29 gennaio -13 marzo Asolo(TV) Museo Civico. Curatori Enrica Feltracco e Massimiliano Sabbion
2023 – Messe, Contemporary Art Experience – Mostra collettiva, Bassano del Grappa, Chiesa di San Giovanni, Vicenza. Curatori Gruppo Dif.fusione 88.

Premi 

2015 – “Celeste Prize” – 7th edition, EX-BAZZI, Milano, curator Koyo Kouoh. 2°classificato
2016 – “Celeste Prize”, 8th edition Bargehouse,OXO Tower Gallery, London. Curated Ellen Blumenstein. Finalista


BLUE GALLERY

Minuscola, orgogliosamente indipendente è situata tra Campo Santa Margherita e il Ponte dei Pugni a Venezia, si impegna a promuovere artisti basandosi esclusivamente sull’apprezzamento artistico e sul rispetto personale, respingendo le pratiche espositive convenzionali. Il direttore Silvio Pasqualini, Maestro d’arte e pittore, intende creare un cenacolo artistico ideale e reale, dove gli artisti possano esprimersi liberamente. Il  blu avio, colore distintivo di questo spazio, ispira sensazioni di benessere e creatività, come trovarsi tra cielo e mare

INSTAGRAM @bluegalleryvenice 


ORARI DI VISITA
Orari apertura mostra: 10-13 / 15 – 19
Per appuntamento: 347 70 30 568
Blue Gallery, Rio terà Canal –  S. Margherita, Dorsoduro 3061, Venezia

OPENING 
13 settembre 2025 ore 18

Contatti Stampa
CRISTINA GATTI PRESS & PR | press@cristinagatti.it
Da Cristina Gatti – Press & P.R. – Venezia <press@cristinagatti.it>

In Occitania, patrimonio e creazione contemporanea dialogano intensamente

20 SETTEMBRE • 30 OTTOBRE 2025
FLOW 1ª EDIZIONE

The Eyes, produttore culturale ed editore indipendente, lancia dal 20 settembre al 30 ottobre 2025 la prima edizione di FLOW, un percorso artistico dedicato alla fotografia e alle arti visive, presentato in siti emblematici del patrimonio culturale della regione francese dell’Occitania.Il programma esplora importanti questioni sociali e ambientali attraverso le prospettive di artisti impegnati. Mette in luce il nostro rapporto con gli esseri viventi, la memoria dei luoghi, le identità multiple, le migrazioni, le lotte sociali, il mare e la terra. FLOW afferma una cittadinanza artistica, ecologica e umana che attraversa territori e narrazioni.

ARTISTI IN EVIDENZA:
Samuel Bollendorff (France)Fred Boissonnas (Switzerland)Oleñka Carrasco (Venezuela)Nicolas Floc’h (France)Ryan Hopkinson (UK)Anne Immelé (France)Chiara Indelicato (Italy)Laure Winants (Belgium)Juliette-Andrea Elie (France)

SEDI ESPOSITIVE
Per questa prima edizione, FLOW distribuisce le sue mostre in quattro luoghi emblematici dell’Occitania, dove patrimonio e creazione contemporanea dialogano intensamente:Museo della Laguna di Thau (Bouzigues), Castello di Laurens (Agde), Cattedrale di Maguelone (Villeneuve-lès-Maguelone), Cappella di Nazareth (Montpellier)

20TH SEPTEMBER • 30TH OCTOBER 2025
FLOW 1ST EDITION

The Eyes, a cultural producer and independent publisher, is launching from 20th September to 30th October 2025, the first edition of FLOW, an artistic journey dedicated to photography and visual arts, presented in iconic heritage sites in the Occitanie region of France.

The program explores major social and environmental issues through the perspectives of committed artists. It highlights our relationship with living beings, the memory of places, multiple identities, migrations, social struggles, the sea, and the earth. FLOW asserts an artistic, ecological, and human citizenship that crosses territories and narratives.

FEATURED ARTISTS:
Samuel Bollendorff (France)Fred Boissonnas (Switzerland)Oleñka Carrasco (Venezuela)Nicolas Floc’h (France)Ryan Hopkinson (UK)Anne Immelé (France)Chiara Indelicato (Italy)Laure Winants (Belgium)Juliette-Andrea Elie (France)

EXHIBITION VENUES 
Per questa prima edizione, FLOW distribuisce le sue mostre in quattro luoghi emblematici dell’Occitania, dove patrimonio e creazione contemporanea dialogano intensamente:Museo della Laguna di Thau (Bouzigues), Castello di Laurens (Agde), Cattedrale di Maguelone (Villeneuve-lès-Maguelone), Cappella di Nazareth (Montpellier)


contatto stampa: Nathalie Dran 
nathalie.dran@wanadoo.fr
Da Nathalie Dran RP <nathalierp@nathalierp.com>

A Pisa, nel Museo della grafica: in occasione della Settimana Europea della Mobilità

In occasione della Settimana Europea della Mobilità e in collaborazione con FIAB_Pisa, il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi (Comune di Pisa, Università di Pisa) organizza un’attività per famiglie da svolgersi in autonomia nelle sale del museo:  GIRO-VAGANDO PER IL MUSEO!  Attività per famiglie (Età: 6-11 anni) Sabato 20 settembre 2025, dalle ore 15 alle ore 20Museo della Grafica – Palazzo Lanfranchi (Lungarno G. Galilei, 9 – Pisa)

All’arrivo al museo, sarà consegnata alle famiglie una piccola guida da compilare in autonomia che permetterà, attraverso divertenti giochi e quiz, di scoprire segreti e curiosità sulla bicicletta, iconico mezzo di trasporto, protagonista della mostra “Passa il Giro. Immagini e racconti di biciclette”. 

Maggiori informazioni: 

Museo della Grafica – Lungarno Galilei, 9 – Pisa
Tel. 050/2216060 (62-67-59-70)
E-mail: museodellagrafica@adm.unipi.it
www.museodellagrafica.sma.unipi.it
www.facebook.com/museodellagrafica
www.instagram.com/museodellagrafica


Si invita a prendere visione dell’informativa segnalando che durante l’evento saranno effettuate riprese foto e video. Con la partecipazione all’evento si intende prestato il consenso al trattamento della propria immagine che potrà essere pubblicata su siti web, canali social media e altre piattaforme pubbliche del Sistema Museale di Ateneo e dell’Università di Pisa.


Da museodellagrafica1@listgateway.unipi.it 

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Continua “Travelogues – Diari di viaggio” – Testo critico di Alessandro Riva

TRAVELOGUES – Diari di viaggio
Galleria Vik Milano
A cura di Alessandro Riva

Continua fino al 30 settembre alla Galleria Vik Milano la mostra collettiva “Travelogues – Diari di viaggio”, a cura di Alessandro Riva.

Un percorso espositivo che riunisce dodici artisti italiani tra i più rappresentativi della scena figurativa contemporanea — da Massimiliano Alioto a Bernardo Siciliano, da Velasco Vitali a Marco Petrus, passando per Luca PignatelliAndrea Zucchi e molti altri — proponendo una riflessione attuale sul viaggio, sul paesaggio e sulla loro evoluzione nel nostro tempo.

Tra marine mitologiche, vedute metropolitane, campagne rarefatte e viaggi interiori, Travelogues racconta il paesaggio come luogo simbolico, memoria culturale e spazio mentale, attraverso opere pittoriche, disegni e sculture che dialogano con la stagione estiva e il desiderio diffuso di evasione.

La mostra è visitabile presso Galleria Vik Milano, Via Silvio Pellico 8, a pochi passi dal Duomo.

Pubblicato il 6 Agosto 10:50


Artisti: Massimiliano Alioto, Alessandro Busci, Paolo Cassarà, Aldo Damioli, Giovanni Frangi, Enrico Lombardi, Alessandro Papetti, Marco Petrus, Bernardo Siciliano, Velasco Vitali, Andrea Zucchi

Negli ultimi decenni, il paesaggio – inteso come spazio fisico e culturale dotato di forma, memoria e identità – ha subito una trasformazione profonda, fino quasi a dissolversi. L’urbanizzazione diffusa, la perdita dei confini tra città e campagna, la proliferazione di strutture anonime e funzionali hanno generato un territorio ibrido e indistinto, in cui ogni gerarchia estetica o simbolica sembra venuta meno. A questa mutazione concreta si è affiancata una smaterializzazione percettiva: il paesaggio non è più vissuto come esperienza diretta e continua, ma come flusso frammentato di immagini, mediate da schermi e dispositivi digitali. In un mondo sempre più segnato da iperconnessione, mobilità e replicazione visiva, la relazione fisica ed emotiva con i luoghi si è fatta incerta, intermittente, rarefatta.

In questo contesto, l’arte – e in particolare la pittura – assume un ruolo di resistenza e ricostruzione simbolica. Molti artisti italiani contemporanei partono proprio da questa assenza per ripensare il paesaggio come spazio mentale, affettivo, culturale. Non si tratta più di rappresentare il reale, ma di evocare ciò che è andato perduto: ricostruire una geografia possibile, fatta di sguardi, memorie, stratificazioni.

Travelogues – Diari di viaggio riunisce una dozzina di artisti italiani attivi dagli anni Novanta al primo decennio del Duemila, chiamati a confrontarsi con il paesaggio come “diario di viaggio” contemporaneo. In un’epoca in cui lo sguardo diretto sul mondo tende a rarefarsi – sostituito da flussi digitali e immagini replicate – la pittura torna a proporre un’esperienza del vedere lenta, soggettiva, stratificata. È una ricerca di sguardi nuovi, ma anche un’eco consapevole di quelli antichi: come i viaggiatori del Grand Tour, che attraversavano l’Italia per arricchire il proprio bagaglio culturale e visivo, così questi pittori esplorano i territori del presente per riappropriarsi di una visione critica e affettiva del paesaggio.

Dal rigore geometrico e stilizzato della Milano di Marco Petrus, alle montagne fluide, liquide e sospese, di Velasco Vitali e Alessandro Busci; dalla “supernatura” di Massimiliano Alioto, in cui elementi naturali e artificiali si fondono in una visione organica e straniante, alle grandi capitali del mondo rivisitate con lo sguardo misurato e luminoso da neovedutista di Aldo Damioli, alle campagne e marine rarefatte fino al limite dell’informale di Giovanni Frangi e Alessandro Papetti; dalle campagne metafisiche e arcaiche, intime e primitive, di Enrico Lombardi, alle vedute stranianti, tra modernità e nuovi arcaismi, di Luca Pignatelli, fino alla New York verticale e vertiginosa, vista sempre dall’alto o dal basso, di Bernardo Siciliano, fino ai nuovi esotismi contemporanei di Andrea Zucchi, il paesaggio, per questi artisti, è insieme osservazione e proiezione, geografia e memoria, realtà e costruzione mentale.

Unico scultore in mostra, Paolo Cassarà concentra invece il proprio sguardo non sul paesaggio esteriore, ma su quello interiorizzato nei corpi e negli sguardi delle sue viaggiatrici contemporanee: figure femminili inquiete, frettolose, un po’ nevrotiche, che sembrano attraversare spazi reali e mentali con la stessa tensione discontinua e accelerata che caratterizza il nostro tempo.


Paola Martino
Ufficio Stampa
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+39 02 36595379
Viale Coni Zugna 7, Milano
Da Paola Martino ufficio stampa <paolamartinoufficiostampa@gmail.com>

Un viaggio in India diventa un progetto installativo

«Limiti visibili
immagini finite,
mancanti,
ferite dall’assenza,
che raccontano, arrendevoli, un attimo
uno degli attimi
non l’unico, non una storia finita
ma un attimo accennato, mutevole, fragile e mobile
indefinito
eppure prezioso.»

(Laura Federici)

PROSA_contemporanea 
presenta

LAURA FEDERICI
LIMITI VISIBILI
A cura di Alberto Dambruoso

Inaugurazione 18 settembre 2025 ore 18.00
PROSA_contemporanea
Via Marin Sanudo 24 – Roma
Fino al 25 ottobre 2025
 

PROSA_contemporanea presenta la mostra personale Limiti Visibili di Laura Federici a cura di Alberto Dambruoso, un progetto installativo e pittorico che nasce dalle esperienze vissute durante un viaggio in India. 

Come scrive il curatore, «Laura Federici torna ad esporre a Roma qualche mese dopo la sua ultima personale presso la Sala Santa Rita, presentando in mostra un nuovo ciclo di dipinti che prende le mosse, come era avvenuto anche nel progetto precedente, dal suo ultimo viaggio all’estero. Si tratta ormai di una sua metodologia operativa, divenuta nel corso del tempo una consuetudine, quella cioè di dipingere nuovi cicli pittorici al rientro dai suoi viaggi. Dopo aver dedicato molti anni alla pittura di un paesaggio urbano, soprattuto romano, composto da architetture, tangenziali ma anche di parchi e giardini, l’artista ha rivolto, negli ultimi tempi, i suoi interessi verso la dimensione del viaggio colto nei suoi molteplici aspetti sia di natura fisica sia mentale. 

Le opere che danno vita a questa mostra nascono dal suo ultimo viaggio In India. Il progetto espositivo si compone di otto grandi tele di seta e cotone sulle quali l’artista è intervenuta con inchiostri, pigmenti e colori acrilici. La mostra si presenta fin da subito con un carattere installativo, creando un ambiente colorato di grande impatto visivo. Le pennellate compendiarie, la leggerezza dei tessuti unita alla gamma di colori utilizzati portano il visitatore a vivere una dimensione immersiva tale da fargli credere per un momento di essere proprio in India. Laura Federici ha cercato di restituire per via d’astrazione non solo i colori della natura ma anche gli odori, le voci e le atmosfere in generale che ha visto e sentito  visitato la città di Varanasi. Un punto tra tutti però è quello che l’ha particolarmente interessata ed è anche quello intorno al quale si è sviluppata la mostra: una delle sponde totalmente disabitata del fiume Gange che attraversa la città. E’ proprio qui infatti che l’artista ha avvertito quella che lei stessa ha definito come una magia, un luogo sospeso. Qui ha avuto inizio il suo viaggio e sempre qui si è concluso.»

Laura Federici, artista e architetto, vive e lavora a Roma. Docente allo IED Roma, ha all’attivo numerose personali fra quali: Sala Santa Rita a Roma, Serra espositiva dell’Orto Botanico di Roma, “HOME” Fine Arts Museum HCMC_Vietnam, Galleria Andrè (Roma 2011; 2012; 2016; 2019, 2002, 2022); Gallerie Brieve (Parigi, 2014); Galleria l’Affiche (Milano 2008; 2011, 2023); Galleria Il Segno (Roma, 2007); Galleria Beit Ahmad (Aleppo, Siria, 2003; 2005). Molte le collettive in cui ha esposto, in Italia e all’estero, fra cui FOTOGRAFIA Festival Internazionale di Roma – XV edizione, Roma, il mondo (MACRO Museo d’Arte Contemporanea Roma 2016), Ambasciata Italiana in Vietnam (Casa Italia Hanoi e Fine Arts Museum HCMC, 2018), Istituto Italiano di Cultura di Varsavia (2019), Istituto Italiano di Cultura di Cracovia (2020) Istituto Italiano di Cultura di Belgrado (2022), ARTFEM Women Artists 2 “International Biennial of Macau – “Natura”, Macau (2021). Ha anche partecipato a progetti d’interventi artistici urbani permanenti dell’Amministrazione Capitolina: Street art in biblioteca (Roma, Biblioteca Renato Nicolini a Corviale, 2014) nell’ambito della “Notte delle biblioteche 2014”; Outside/Inside/Out. Arte in Regina Coeli (Roma, Casa Circondariale “Regina Coeli”, 2016), 2020_2022_2023 a seguito di un workshop artistico con i detenuti del carcere giudiziario di Roma Regina Cieli e gli studenti dello IED che ha prodotto tre murales ed un racconto illustrato. Nel 2017 ha partecipato alla I Biennale Karachi Art. All’interno della sua produzione di video, tecnica che spesso riveste un ruolo centrale anche nella sua produzione pittorica, si ricordano in particolare le 12 sequenze animate per Un amore di Gianluca Tavarelli (1999), vincitore del N.I.C.E. Film Festival New York.


PROSA_contemporanea è un progetto di PROSA_studiolab ideato da Valeria Palermo, Amelia Roccatelli e Stefano Salvi. Nato dal recupero di una ex pasticceria, PROSA ospita uno studio di architettura e luogo di lavoro condiviso; da oggi diventa anche uno spazio espositivo con l’intenzione di aprirsi alla ricerca contemporanea sul confine tra arte e design. La mostra di Laura Federici, LIMITI VISIBILI, inaugura una serie di progetti curati dallo storico dell’arte Alberto Dambruoso.


INFO
Laura Federici
Limiti Visibili

A cura di Alberto Dambruoso
 
Inaugurazione 18 settembre 2025 ore 18.00
Fino al 25 ottobre 2025
Orari: dal martedì al venerdì 16.00 – 19.00; sabato su appuntamento. Ingresso libero.
 
PROSA_contemporanea
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prosa.studiolab@gmail.com
instagram   prosa_studiolabprosa_contemporanea
tel. 338 4858 398
 
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A Trieste, 11 brani disegnano un paesaggio sonoro, mobile, intensamente umano

La compositrice Luisa Antoni presenta a Trieste l’album “Fruscii risuonanti, da Venezia ai Balcani, passando per Cividale, Trieste, l’Istria”
in dialogo con lo storico della musica e drammaturgo Guido Barbieri

Lunedì 8 settembre
, all’Antico Caffè San Marco, con un evento promosso da Triestebookfest 2025 – “L’isola che non c’è”

La compositrice Luisa Antoni presenta a Trieste l’album “Fruscii risuonanti, da Venezia ai Balcani, passando per Cividale, Trieste, l’Istria” dialogando con Guido Barbieri, storico della musica e drammaturgo, per vent’anni critico musicale del quotidiano La Repubblica. L’evento – promosso da Triestebookfest 2025 L’isola che non c’è” – si tiene a Trieste, lunedì 8 settembre, alle 18.30, all’Antico Caffè San Marco, a conclusione di un percorso decennale di registrazioni effettuate tra il 2013 e il 2023 in studi e sale da concerto in Italia e Slovenia (Etichetta / Produzione: EMA Vinci) da poco finalizzate in un disco che intreccia radici e futuro, corpo e sogno, attraverso 11 brani che disegnano un paesaggio sonoro profondo, mobile, intensamente umano.
Luisa Antoni firma un’opera multiforme e poetica, dove ogni composizione si fa nodo di memoria e atto di rinnovamento. Dall’omaggio a Niccolò Castiglioni del brano … un’ape o due… , fino alla riflessione sulla scala istriana in Istrska, il percorso sonoro attraversa canti popolari, figure storiche, testi poetici e suggestioni pittoriche, sempre rielaborati con uno sguardo originale.
“Tra le fonti d’ispirazione” – anticipa Luisa Antoni – “Emily Dickinson, Giuseppe Tartini, Adelaide Ristori, Wislawa Szymborska, melodie bosniache, balcaniche e resistenziali, il canto degli Indiani d’America e le i suoni armonici dell’arpa. Interpreti di altissimo livello  – ricorda la compositrice citando Riccardo Pes, Alessandra Trentin, Tommaso Luison, Margherita Crisetig, Pierluigi Piran, Marko Jugovic, Francesca Cescon, Beatrice Zonta, Duo Sagitta, Ex novo ensemble e FontanaMIX Ensemble – danno voce a una scrittura musicale colta ma comunicativa, densa ma sempre accessibile. Una musica che non descrive, ma interroga. Che non consola, ma illumina. Che non si impone, ma resta. Un album da ascoltare con attenzione, come si sfoglia un diario segreto o una mappa antica tracciata a mano: per ritrovare, nota dopo nota, una parte dimenticata del Sé”.
L’album è liberamente ascoltabile sulle varie piattaforme, ma ne esiste anche una versione audio/video su DVD.

Dopo la maturità classica al Liceo France Prešeren di Trieste si è iscritta all’Università di Trieste laureandosi con una tesi di laurea dal titolo “Musica e filosofia nel ‘900: Pierre Boulez” (relatore Michele Ciliberto). Per la tesi di laurea ha ricevuto il primo premio della fondazione “T. Tončič”. 
Si è diplomata in pianoforte come privatista nel 1989 al Conservatorio di Trieste, dove – due anni dopo – si è iscritta al corso di clavicembalo e successivamente a quello di composizione con F. Nieder per poi traferirsi al Conservatorio di Firenze nella classe di M. Cardi.
Dopo la laurea ha vinto diverse borse di studio in Italia, Slovenia e Danimarca. Nell’estate 1999 ha vinto una borsa di studio della Hong Library del college americano St. Olaf nel Minnesota (USA) che le ha permesso di approfondire la filosofia di Soeren Kierkegaard con particolare riguardo alla concezione della musica del filosofo danese. A settembre dello stesso anno ha discusso la tesi di Master “La via di Ansermet nella fenomenologia della musica contemporanea” alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Lubiana. Nel giugno 2006 ha discusso la tesi di dottorato dal titolo “Antonio Banfi in njegova smer v sodobni glasbeni umetnosti” (“Antonio Banfi e il suo indirizzo nell’estetica musicale contemporanea”) all’Università di Lubiana (relatori Lev Kreft e Giovanni Guanti). Per la tesi di laurea e di Master ha ricevuto il primo premio della fondazione “T. Tončič” (il Presidente della commissione era Pavle Merkù), per il dottorato il premio musicologico “S. Sasso”. La tesi di dottorato è stata pubblicata sia in italiano dalla casa editrice Trauben di Torino che in sloveno dalla casa editrice Mladika.
Dal 1990 in poi ha collaborato con trasmissioni radiofoniche della RAI di Trieste (Struttura di programmazione slovena), con la RTV Slovenija e con la RTV Koper – Capodistria (programmi sloveni e italiani). È stata programmista-regista presso la RAI di Roma, presso il terzo programma radiofonico della RTV di Lubiana ed attualmente è giornalista presso la redazione culturale italiana di RTV Koper-Capodistria, dove cura e conduce il quindicinale televisivo “Quarta di copertina”. 

Per vent’anni critico musicale del quotidiano La Repubblica Guido Barbieri scrive attualmente per pagine culturali de Il Manifesto. Dal 1980 voce “storica” di Radio 3 e docente di Storia della musica nei conservatori italiani, si dedica principalmente, oggi, alla drammaturgica musicale, rivolgendo una particolare attenzione alla musica della realtà e alle scritture biografiche. 
Ha scritto testi, libretti e readings destinati ad alcuni dei maggiori compositori italiani: Ennio Morricone, Adriano Guarnieri, Azio Corghi, Ivan Fedele, Lucia Ronchetti, Silvia Colasanti, Riccardo Nova, Andrea Molino, Fabio Cifariello Ciardi, Fabrizio De Rossi Re, Claudio Rastelli, Mauro Cardi, Luigi Ceccarelli, Paolo Marzocchi, Massimo Marchi, Michele Tadini, Luigi Sammarchi, Carla Magnan, Carla Rebora, Marcello Fera, Gabrio Taglietti, Massimo Pupillo, Orazio Sciortino, Giovanni Bonato e molti altri. 
Ha condiviso il palcoscenico, nel ruolo di voce narrante e recitante, con musicisti come Mario Brunello, Giuliano Carmignola, Andrea Lucchesini, Marco Rizzi, Alessio Allegrini, Luca Franzetti, Francesco Dillon, Gabriele Mirabassi, Michele Marco Rossi, Massimo Mercelli, Laura Catrani, Monica Bacelli, Ramin Bahrami, Maurizio Baglini, Silvia Chiesa, Gabriele Pieranunzi, Francesco Senese, Roberto Prosseda, Federica Lotti, Giuseppe Andaloro, Valentina Coladonato, Manuel Zurria, Oscar Pizzo, Carlo Guaitoli, il Quartetto Prometeo, l’Ensemble Ars Ludi, il quartetto vocale Faraualla, Il Duo Alterno, l’Ensemble Musagète, Frankie Hi-Nrg. 
I suoi testi sono stati messi in scena e interpretati, in diversi teatri italiani e stranieri, da personalità dell’arte e del teatro come Giorgio Barberio Corsetti, Elio De Capitani, Fabio Cherstich, Alessio Pizzech, Cesare Scarton, Carlo Cecchi, Ottavia Piccolo, Iaia Forte, Elena Bucci, Toni Servillo, Maria Paiato, Sonia Bergamasco, Moni Ovadia, Vinicio Marchioni, Gabriella Compagnone, Astra Lanz, Vanessa Beecroft e altri. 
Tuttora scrive saggi e tiene conferenze per le maggiori istituzioni musicali italiane. Ha collaborato come tutor alla Biennale Musica di Venezia ed è stato direttore artistico della stagione “Contemporanea” presso la Fondazione Musica per Roma, della Società Aquilana dei Concerti, del Teatro delle Muse di Ancona e della Società dei Concerti “Guido Michelli” di Ancona.
Attualmente è consulente musicale dell’American Academy in Rome e della Fondazione Merz, nonché consigliere artistico della Fondazione Nazionale Archivio del Diario. È consulente editoriale della rivista “IF. Il racconto dei festival”. Dal gennaio del 2024 è membro della Commissione Musica presso il Ministero della Cultura.


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