Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria: “FULVIO ROITER. Umbria, una storia d’amore”

L’esposizione presenta 27 fotografie tratte dal reportage realizzato nel 1954 da Fulvio Roiter sugli itinerari percorsi da san Francesco.
L’iniziativa inaugura Camera Oscura. La Galleria Nazionale dell’Umbria per la fotografia, un progetto a cura di Marina Bon Valsassina e Costanza Neve, ospitato in uno spazio dedicato, allestito lungo il percorso espositivo permanente della Galleria Nazionale dell’Umbria.

MUSEI NAZIONALI DI PERUGIA – DIREZIONE REGIONALE MUSEI DELL’UMBRIA
GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA
 
DAL 29 MAGGIO AL 13 OTTOBRE 2024
 
FULVIO ROITER
UMBRIA, UNA STORIA D’AMORE

a cura di Alessandra Mauro

Dal 29 maggio al 13 ottobre 2024, la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, in uno spazio dedicato alla fotografia, allestito all’interno del percorso espositivo del museo perugino, ospita la mostra Umbria, una storia d’amore. Fulvio Roiter.
La rassegna, curata da Alessandra Mauro, che inaugura il progetto Camera Oscura. La Galleria Nazionale dell’Umbria per la fotografia, a cura di Marina Bon Valsassina e Costanza Neve, presenta 27 immagini tratte dalla campagna fotografica che Fulvio Roiter realizzò nel 1955 su incarico della casa editrice svizzera Guilde du Livre, per illustrare i Fioretti di San Francesco.

Con i suoi scatti, Roiter intraprende un viaggio lungo gli itinerari francescani attraverso l’Umbria rurale e appenninica più remota, tramandando il ricordo di un mondo cristallizzato per secoli, che nel giro di pochi decenni subirà le trasformazioni dovute a una modernità pervasiva che ne ha modificato molti caratteri e reso flebile la memoria.

L’obiettivo di Roiter coglie vicoli in cui si incontrano volti di bambini sorpresi a giocare con le ceste di vimini o intenti a portare dai campi il peso di una sacca piena di frutta e verdura, paesaggi innevati solcati dal passo lento dei muli o dal segno commovente di piccole croci sbilenche in ferro battuto, borghi deserti perché di giorno tutti gli abitanti sono impegnati a coltivare la terra e accudire gli animali.

Le immagini restituiscono l’atmosfera di una vita lenta, in cui le architetture si innestano perfettamente con il paesaggio e le persone sembrano convivere in armonia con la natura.

La mostra è arricchita da un video che propone tutte le immagini del reportage, pubblicate nel volume Ombrie terre de Saint François (1955) e una biografia ragionata dell’artista.

Catalogo Silvana Editoriale.

La mostra è realizzata con il supporto de L’orologio società cooperativa – Business Unit Sistema Museo.

“Il titolo della rassegna, Camera Oscura, ci è stato suggerito dallo spazio della Exhibition box, il quale assomiglia a uno scrigno avvolto da luci soffuse e da ombre dominanti: è lo spazio perfetto per esporre, a cadenza semestrale, i grandi maestri della fotografia. Ci è sembrato doveroso iniziate con un omaggio al territorio, raccontato dallo sguardo innamorato di Fulvio Roiter, il quale indaga non i luoghi più conosciuti e rappresentativi, ma quell’Umbria che non ti aspetti e che ‘sbuca’ improvvisamente, con un portato tradizionale e culturale che ha un sapore mitico e archetipico”, dichiara Costantino D’Orazio, direttore dei Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei Umbria.

“A molti anni di distanza dalla sua realizzazione, l’Umbria di Fulvio Roiter resta un lavoro straordinario. Il racconto appassionato di un territorio appena scoperto e subito amato, l’omaggio a un testo antico e attuale e, insieme, la prova di quel che un autore può realizzare quando il suo sguardo è allenato, la mente pronta, i sensi all’erta” chiosa la curatrice Alessandra Mauro.

“Le esposizioni che si avvicenderanno, nel loro insieme hanno lo scopo di sottolineare attraverso le immagini fotografiche il filo rosso che lega l’arte del passato al nostro presente in una continuità di linguaggi e tecniche diverse, che aiuteranno il visitatore a percepire l’eterna contemporaneità dell’arte: è dunque sembrato naturale dedicare lo spazio della già Exhibition box, che evoca per le sue stesse caratteristiche architettoniche la camera oscura, ossia un luogo in cui la luce si concentra su immagini raccolte dalla realtà, lasciando in penombra il resto dell’ambiente. In questo senso, per fare comprendere appieno il senso di questi “inserti” fotografici lungo il percorso di visita, si è pensato a delle esposizioni tematiche che declinino in chiave contemporanea alcuni ‘generi’ del passato, come i ritratti, i paesaggi, le architetture, le scene di genere ma anche creazioni astratte e quant’altro possa richiamare un collegamento tra la pittura antica e la fotografia contemporanea” – concludono le curatrici della rassegna, Marina Bon Valsassina e Costanza Neve.

Radio Monte Carlo è la radio ufficiale della mostra.

Originario di Meolo (Venezia), Fulvio Roiter (1° novembre 1926 − 18 aprile 2016) si diploma come perito chimico esaudendo il desiderio dei genitori, ma comincia presto a nutrire un interesse per la fotografia. Al 1948 risale l’incontro con Paolo Monti, segretario del Circolo fotografico “La Gondola” di Venezia, che guarda a fotografi quali Otto Steinert, Robert Doisneau, Henri Cartier-Bresson e Werner Bischof come fonti di ispirazione estetica. Nel 1953, Roiter parte per il primo reportage in Sicilia, guidato dai consigli di Monti. Alcune immagini usciranno nel volume Les petits des hommes (1953) pubblicato dalla casa editrice svizzera Guilde du Livre, fondata e diretta da Albert Mermoud. La rivista svizzera “Camera” pubblica tutto il lavoro siciliano nel 1954. Nello stesso anno, Roiter pubblica il suo primo libro, Venise à fleur d’eau (Guilde du Livre, 1954). L’anno seguente, Mermoud commissiona a Roiter il volume Ombrie. Terre de Saint-François. Nel 1956 il successo del volume vale a Roiter il prestigioso Prix Nadar. Dal 1957 Roiter viaggia per il mondo, anche quello meno conosciuto (Brasile, Persia, Turchia, Messico, Costa d’Avorio), ma anche in Europa. Un viaggio in Belgio nel 1959 gli cambia la vita: è lì che incontra la sua futura moglie, la fotogiornalista Louise “Lou” Embo. Nonostante i frequenti spostamenti all’estero, Venezia resta al centro del suo interesse e continua a essere per lui un’incessante fonte di ispirazione. L’attrazione costante di Roiter per la città lagunare culmina nella pubblicazione di Essere Venezia (Udine, 1977). Dopo questo grande successo editoriale (700.000 copie vendute), Roiter abbandona la fotografia in bianco e nero per passare al colore. Nell’arco della sua carriera realizza oltre 70 volumi. Famoso per la sua attenzione al dettaglio durante tutte le fasi di produzione, nel 1981 Roiter decide di fondare una casa editrice, la Dagor Books. Fulvio Roiter si è spento a Venezia il 18 aprile 2016 all’età di 89 anni dopo una lunga malattia. Alla sua morte, la famiglia ha ereditato decine di migliaia di fotografie e diapositive, la maggior parte delle quali ancora inedite.


UMBRIA, UNA STORIA D’AMORE. FULVIO ROITER
Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria (corso Pietro Vannucci, 19)
29 maggio – 13 ottobre 2024
 
GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA
Perugia, corso Pietro Vannucci, 19
Informazioni: T +39 075 58668436; gan-umb@cultura.gov.it
Sito internet: www.gallerianazionaledellumbria.it

Ufficio Promozione e Comunicazione Musei nazionali di Perugia-Direzione regionale Musei nazionali Umbria
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Ufficio stampa Musei nazionali di Perugia-Direzione regionale Musei nazionali Umbria
CLP Relazioni Pubbliche
Clara Cervia | clara.cervia@clp1968.it | www.clp1968.it
T +39 02 36755700
 

Un successo l’iniziativa FERPI dedicata alla Comunicazione Responsabile.

Un successo l’iniziativa FERPI dedicata alla Comunicazione Responsabile.

Tenutosi presso il Laboratorio Aperto, all’interno dei Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia e nell’ambito di Fotografia Europea 2024, ha visto la partecipazione di numerosi professionisti della comunicazione, giornalisti, studenti e rappresentanti di aziende e istituzioni e riunito esperti del settore per discutere l’importanza di una comunicazione responsabile e autentica, particolarmente rilevante in un’epoca caratterizzata dalla rapida evoluzione tecnologica e dalle sfide globali legate alla sostenibilità.

Un successo l’iniziativa FERPI dedicata alla Comunicazione Responsabile.
 
A raccontarlo “il primo comunicato stampa scritto da un’Intelligenza Artificiale”, o forse no?
Meglio controllare…

Dopo i saluti istituzionali di Filippo Nani, di Davide Zanichelli, Direttore della Fondazione Palazzo Magnani, promotrice di Fotografia Europea insieme al Comune di Reggio Emilia, e del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna Silvestro Ramunno, Fabio Lalli, fondatore e partner di IQUII e CEO di ICONICO, ha offerto una prospettiva innovativa sul ruolo della tecnologia nella comunicazione. “Abbiamo vissuto tanti cambiamenti tecnologici, che hanno plasmato la nostra comunicazione. Oggi stiamo vivendo un momento di convergenza tecnologica che include l’intelligenza artificiale. Questa non è solo una tecnologia abilitante, ma anche un contenuto esplosivo, è conversazione, infrastruttura. Sta trasformando i processi di comunicazione e produzione di contenuti. Dovremo diventare interpreti dei nuovi cambiamenti, perché non saremo superati da una tecnologia, ma da chi saprà utilizzarla meglio di noi“.

Combattere la disinformazione, l’information disorder, il pregiudizio e il negazionismo climatico abbracciando una narrazione autentica, diventando interpreti dei nuovi cambiamenti tecnologici e assumendosi la responsabilità di quello che si scrive e di quello che si condivide: sono gli obiettivi emersi dall’incontro Comunicazione Responsabile. Il senso delle parole e delle immagini al tempo dell’intelligenza artificiale. Sostenibilità ed emergenza climatica, una narrazione autentica“, organizzato dalla Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (FERPI) e moderato dal suo Presidente Filippo Nani.

L’importanza di combattere la disinformazione a partire da un glossario di parole chiave, tra cui contraddizioni, negazionismo, paradosso ed empatia è stata sottolineata da Sergio Vazzoler, coordinatore della Commissione Comunicazione Responsabile di FERPI: “L’ultimo indice del Global Risk Report 2024 pone la disinformazione e la propaganda tra le maggiori minacce a breve termine. La nostra call to action per aggiungere la comunicazione responsabile come 18° obiettivo di sviluppo sostenibile mira a contrastare queste minacce e a sostenere gli altri 17 obiettivi. Per vincere le sfide della crisi climatica, della transizione ecologica e dello sviluppo sostenibile non c’è altro modo che investire nella comunicazione trasparente, autentica, coraggiosa e, appunto, responsabile”.

Ad aprire la tavola rotonda Silvestro Ramunno, che ha sottolineato la necessitàdella comunicazione responsabile per i giornalisti e i comunicatori. “Comunicare in modo responsabile significa assumersi la responsabilità di ciò che si scrive. L’informazione di qualità è una condizione necessaria, anche se non sufficiente a volte purtroppo per la sostenibilità economia dei media. Questo evento rappresenta un’opportunità per rilanciare la collaborazione tra giornalisti e professionisti delle relazioni pubbliche, nonostante le differenze che ci separano“.

Il problema delle fake news al centro dell’intervento di Michelangelo Coltelli, fondatore del progetto BUTAC (Bufale un tanto al chilo): “Le fake news esistono da sempre e servono a scopi precisi, non sono necessariamente legate alle ultime tecnologie. Il termine ‘fake news’ non rende giustizia all’impatto di questo problema, che rappresenta un vero e proprio disturbo dell’informazione. Dobbiamo essere responsabili nel valutare e condividere le informazioni, affinare lo spirito critico valorizzando uno slow journalism di qualità“.

Focus sul negazionismo climatico per Barbara Orsi, presidente di Generation Carbon e curatrice di Carbon Almanac. “Esiste un nuovo tipo di negazionismo che mira a ritardare l’azione climatica. La narrazione autentica è fondamentale per combattere la disinformazione e per promuovere la consapevolezza sui temi ambientali fin dalla giovane età“.

Chiara Landi, Global Digital Marketing Manager e fondatrice di Social Women Talk, ha discusso l’influenza dei bias dell’intelligenza artificiale. “L’IA riflette i pregiudizi della nostra società. È fondamentale, pertanto, fare attenzione a ciò che pubblichiamo online, pure nei blog minori, per rappresentare anche le minoranze senza alimentare i bias di tools online, che imparano anche dal web”.

La giornata organizzata da Ferpi è poi proseguita con un ‘aperitivo non finito’ predisposto da Pause Atelier dei Sapori, introdotto da Paola Cavazzoni, pedagogista della Fondazione Reggio Children e Amministratore Delegato di Pause, che ha illustrato la proposta di rigenerazione e di sostenibilità, e si è conclusa con una visita guidata alle mostre di Fotografia Europea presenti ai Chiostri di San Pietro.

L’evento è stato reso possibile grazie alla collaborazione con Fotografia Europea e al contributo degli sponsor Chiesi Italia, Oryoki, Coop Alleanza 3.0 e degli sponsor tecnici Pause Atelier dei Sapori ed Essent’ial.

FERPI ringrazia tutti i partecipanti e sostenitori per il loro contributo, e invita a continuare a promuovere una comunicazione responsabile e autentica per affrontare insieme le sfide globali. E perché non farlo con il supporto dell’IA? Come nel caso di questo comunicato stampa.  O forse no? Meglio controllare…

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FERPI

Dal 1970 è l’associazione che rappresenta in Italia i professionisti delle Relazioni Pubbliche e della Comunicazione. I soci FERPI operano come liberi professionisti, dirigenti, funzionari, dipendenti e collaboratori di aziende, enti pubblici, Enti del Terzo Settore, docenti universitari. Partecipano alla vita di FERPI anche studenti e neolaureati.


Media Relations FERPI
Diana Daneluz
Mail: mediarelationferpi@gmail.com

ARCHIVIFUTURI Festival degli Archivi del Contemporaneo terza edizione

Un programma lungo un intero mese, ricco di mostre, spettacoli dal vivo, laboratori e attività, aperture straordinarie di archivi d’artista, diffuso tra la provincia di Varese, i Laghi e l’Alto milanese.

La manifestazione, organizzata dalla Rete Archivi del Contemporaneo, di cui è capofila il MA*GA di Gallarate, col sostegno di Fondazione Cariplo, coinvolge 19 tra musei, archivi e case museo, dove scoprire l’arte italiana dal secondo dopoguerra a oggi.

Partecipano alla iniziativa:

Museo MA*GA (Gallarate), Museo Bodini (Gemonio), Il Borgo di Lucio Fontana (Comabbio), Museo MIDeC (Cerro di Laveno Mombello), Fondazione Sangregorio (Sesto Calende), Casa Testori (Novate Milanese), Atelier Vittore Frattini (Varese), Archivio Missoni (Sumirago), Fondazione Morandini (Varese), Museo Pagani (Castellanza), Fondazione Angelo Bozzola (Galliate), Casa studio Enrico Baj (Vergiate), Museo Volandia (Somma Lombardo), Chiostro di Voltorre (Gavirate), Civico Museo Parisi Valle (Maccagno con Pino e Veddasca), [MAP] Museo Arte Plastica (Castiglione Olona), Museo Butti (Viggiù), Fondazione Museo Agusta (Cascina Costa di Samarate) Studio Mario da Corgeno (Corgeno di Vergiate).

7 GIUGNO – 7 LUGLIO 2024
 
ARCHIVIFUTURI
Festival degli Archivi del Contemporaneo
terza edizione

Dopo il successo delle prime due edizioni, dal 7 giugno al 7 luglio 2024 si rinnova il consueto appuntamento con ARCHIVIFUTURI. Festival degli Archivi del Contemporaneo, in un territorio compreso tra l’alto milanese e la provincia di Varese, fino ai laghi e il confine svizzero.
Una occasione unica per scoprire il patrimonio culturale del XX e XXI secolo sviluppato in un’ampia area geografica eletta da importanti artisti contemporanei quale luogo privilegiato per la ricerca, la produzione artistica e caratterizzata dalla presenza di musei, fondazioni, case museo e archivi a loro dedicati.

ARCHIVIFUTURI, organizzata dalla Rete Archivi del Contemporaneo, di cui è capofila il MA*GA di Gallarate, è sostenuta da Fondazione Cariplo nell’ambito di Emblematici Provinciali – progetto Switch on. Live arts and community festival con il supporto di Fondazione Comunitaria del Varesotto.

Con l’obiettivo strategico di consolidare e proiettare nel futuro la rete Archivi Del Contemporaneo, anche in questa terza edizione del Festival sono stati coinvolti nuovi enti che si fanno promotori dei valori di integrazione e cooperazione tra istituzioni, arricchimento culturale e valorizzazione territoriale, mirando ad inserirsi stabilmente come partner del network.

Per un mese intero, il Festival propone un ricco calendario di mostre, laboratori e attività per i ragazzi e per le famiglie, visite agli studi d’artista, spettacoli teatrali e concerti, ospitato da importanti istituzioni del territorio, come il Museo MA*GA (Gallarate), il Museo Bodini (Gemonio), Il Borgo di Lucio Fontana (Comabbio), Museo MIDeC (Cerro di Laveno Mombello), Fondazione Sangregorio (Sesto Calende), Casa Testori (Novate Milanese), Atelier Vittore Frattini (Varese), Archivio Missoni (Sumirago), Fondazione Morandini (Varese), Museo Pagani (Castellanza), Fondazione Angelo Bozzola (Galliate), Casa studio Enrico Baj (Vergiate), Museo Volandia (Somma Lombardo), Chiostro di Voltorre (Gavirate), Civico Museo Parisi Valle (Maccagno con Pino e Veddasca), [MAP] Museo Arte Plastica (Castiglione Olona), Museo Butti (Viggiù), Fondazione Museo Agusta (Cascina Costa di Samarate), Studio Mario da Corgeno (Corgeno di Vergiate).

Nella giornata inaugurale di venerdì 7 giugno, il MA*GA di Gallarate accoglie quattro appuntamenti a ingresso gratuito: la Masterclass “A ritmo di telaio”, inserita nel programma di INTRECCI#3 alla scoperta della tessitura e dello stile Missoni (ore 16.00); la presentazione degli “Atti del Corso di Alta Formazione per gli Archivi del Contemporaneo”, esito dell’azione 2021 della rete Archivi del Contemporaneo (ore 18.00); la visita guidata alle mostre in corso, con particolare attenzione alle rassegne Vittorio Tavernari. Vorrei scolpire l’universo, dedicata alla recente acquisizione dell’Archivio Tavernari da parte del MA*GA, e FASHION ILLUSTRATION, a cura dell’Archivio Missoni e allestita nella Sala Arazzi Ottavio Missoni (ore 19.00); il dj-set Prospettive Musicali Live, a cura di Gigi Longo conduttore della storica trasmissione di Radio Popolare (dalle ore 20.00).

Sabato 8 giugno torna il tour di ARCHIVIFUTURI, un itinerario organizzato in bus alla scoperta di tre luoghi dell’arte inediti per il Festival: il Museo Parisi Valle di Maccagno, lo Studio di Mario da Corgeno e la Casa Studio Enrico Baj di Vergiate.

Partenza dal MA*GA alle ore 9.30; rientro ore 19.00. Costo partecipazione € 10.00 (gratuito fino a 10 anni); prenotazioni a biglietteria@museomaga.it

Molto interessanti sono anche le proposte didattiche, studiate per bambini, adulti e famiglie. Tra queste, Storie e manifatture. Visite a merenda (per bambini dai 5 ai 10 anni; Cerro di Laveno Mombello, Museo MIDeC, sabato 15 giugno, ore 16.30), Ombraluce, dedicata allo scultore Vittorio Tavernari e al suo archivio (per famiglie e bambini dai 6 ai 10 anni; Gallarate, Museo MA*GA, domenica 16 giugno, ore 15.30), il workshop di ceramica per adulti con la partecipazione di Sara Dalla Costa (Cerro di Laveno Mombello, Museo MIDeC, venerdì 21 giugno e venerdì 5 luglio, ore 14.30).

Le sedi degli enti coinvolti si trasformeranno in palcoscenici pronti ad accogliere musica, teatro, e molto altro ancora, come il concerto del Duo Iberico (Giacomo Arfacchia e Nicolas Bourdoncle), che propone un’interpretazione di brani di compositori contemporanei, dalla metà del Novecento ai giorni nostri (Gallarate, Museo MA*GA, sabato 22 giugno, ore 21.00), quello di Cesare Picco, pianista, improvvisatore e compositore che presenta il suo album Sky Tales (Cerro di Laveno Mombello, Museo MIDeC, sabato 15 giugno, ore 17.00), la passeggiata musicale tra le opere d’arte della Fondazione Sangregorio di Sesto Calende accompagnata da brani eseguiti con l’arpa celtica, la fisarmonica e il flauto traverso (giovedì 20 giugno, ore 19.00); ancora, lo spettacolo teatrale Di Franca in Franca… la comicità è donna che propone un viaggio nel mondo di Franca Rame e Franca Valeri (Cerro di Laveno Mombello, Museo MIDeC, domenica 23 giugno, ore 21.00), l’esibizione dell’ensemble jazz italiano We Kids Quintet (Gemonio, Museo Floriano Bodini, mercoledì 3 luglio, ore 21.00).

In concomitanza con gli appuntamenti di ARCHIVIFUTURI, al MA*GA tornano le consuete serate in musica di Estate all’HIC, la rassegna estiva promossa da Città di Gallarate che quest’anno propone un programma eclettico: la celebrazione dei 50 anni di attività della Treves Blues Band (venerdì 14 giugno, ore 21.00; ingresso € 15,00 acquisto su Ticketone.it), il concerto lirico sinfonico Progetto Verdi, con l’Orchestra Filarmonica Europea di Gallarate e la Corale Lirica Ambrosiana, diretto dal M° Marcello Pennuto (sabato 6 luglio, ore 21.00; ingresso €10,00/€6,00 fino a 21 anni, acquisto in loco), e lo spettacolo Un pianista sull’oceano con Lorenzo Bovitutti e il Quintetto Placard dell’Accademia del Teatro alla Scala di Milano (sabato 13 luglio, ore 21.00; ingresso €10,00/€6,00 fino a 21 anni, acquisto in loco).

Per il programma dettagliato di ARCHIVIFUTURI e le informazioni: museomaga.it


Il Festival ARCHIVIFUTURI è stato inaugurato nel 2022 come una delle azioni del progetto ARCHIVI DEL CONTEMPORANEO. LOMBARDIA TERRA D’ARTISTI, il cui studio di fattibilità era stato sostenuto nel 2018 da Fondazione Cariplo ed è stato premiato e finanziato tra i vincitori del bando di Regione Lombardia PIC – Piani Integrati della Cultura. Con la creazione del network ARCHIVI DEL CONTEMPORANEO. LOMBARDIA TERRE D’ARTISTI (2021-2022), sono state poste le basi di una collaborazione sinergica tra enti volta a collegare le istituzioni museali e culturali già attive sul territorio dell’alto milanese e della provincia di Varese con gli Archivi d’artista, le case museo, gli studi ancora visitabili, svolgendo un’azione strategica di promozione mediante un’attività di valorizzazione a beneficio del territorio dal punto di vista sociale, ambientale, turistico e anche economico.

Le sedi del Festival

Museo MA*GA, Archivio Missoni, Casa Testori, Fondazione Morandini, Fondazione Sangregorio, Il Borgo di Lucio Fontana, Museo Floriano Bodini, Museo MIDeC, Atelier Vittore Frattini, Casa Studio Enrico Baj, Chiostro di Voltorre, Civico Museo Parisi Valle, Fondazione Angelo Bozzola, Fondazione Museo Agusta, [MAP] Museo Arte Plastica, Museo Butti, Museo Pagani, Museo Volandia, Studio Mario da Corgeno.

Partner di progetto

Museo MA*GA, Museo Civico Floriano Bodini, il Borgo di Lucio Fontana, Associazione Archivio Franco Fossa, MIDeC, Premio Gallarate, Fondazione Sangregorio, Associazione Giovanni Testori, Associazione Archivio Silvio Zanella e Lilliana Bianchi, Associazione Festival Comicità Luino, Associazione Area 101, Associazione Musicale G. Rossini ETS


FESTIVAL ARCHIVIFUTURI
7 giugno – 7 luglio 2024
 
Programma su museomaga.it
 
Informazioni
museomaga.it
archividelcontemporaneo@museomaga.it
T +39 0331 706033
#archivifuturi
 
Ufficio stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Clara Cervia | T +39 02 36755700
clara.cervia@clp1968.it | www.clp1968.it
 

A Carbognano (Viterbo), la prima edizione di Tracce sparse a Carbognano

Il 15 e 16 giugno 2024 apre a Carbognano, borgo in provincia di Viterbo, la prima edizione di Tracce sparse a Carbognano, da un’idea di Daniela Perego, a cura di Paolo Angelosanto, MicroMuseo di Arte Contemporanea della Tuscia, Daniela Perego e Sculture in Campo – Parco di Scultura Contemporanea, con il patrocinio del Comune di Carbognano e della Pro Loco di Carbognano.

Il progetto verrà presentato il 15 giugno 2024 alle ore 12.00 presso la Chiesa di Santa Maria, alla presenza delle istituzioni, dei curatori – Paolo Angelosanto, Antonio Arevalo, Lucilla Catania e Daniela Perego – e degli artisti coinvolti.

TRACCE SPARSE A CARBOGNANO 2024
I edizione

A cura di
Paolo Angelosanto, MicroMuseo di Arte Contemporanea della Tuscia
Daniela Perego, Sculture in Campo – Parco di Scultura Contemporanea

15 – 16 giugno 2024 dalle 12.00 alle 21.00
Sedi varie – Carbognano (VT)

Presentazione 15 giugno 2024 ore 12.00
Chiesa di Santa Maria – Carbognano 

Tracce sparse a Carbognano è una mostra itinerantenel centro storico che si snoda in un percorso di opere d’arte realizzate da giovani artisti emergenti operanti nella zona del viterbese, in modo da coinvolgere la comunità locale nell’accoglienza e nel dialogo con l’arte e gli artisti. Nei giorni di inaugurazione sarà possibile percorrere le strade di Carbognano ed incontrare gli interventi di Diletta Amori, Brigdorius, Amedeo Desideri, Eirene, Gabriele Massei, Vanessa Serrano.

Inoltre per questa prima edizione, il giorno di inaugurazione del 15 giugno verrà presentato un grande murales ad opera di Stefania Fabrizi, che approfondirà il tema della violenza di genere.

Il borgo di Carbognano si conferma, così, centro di produzione del contemporaneo, ripercorrendo e continuando una storia pluridecennale, incentrata sulla promozione e la diffusione delle nuove ricerche artistiche, che ha avuto inizio nel 2002 con il progetto Centro per l’Arte Contemporanea di Carbognano, nato da un’idea dell’artista Anna Ajò e che ha coinvolto numerosi artisti di nazionalità e specificità espressive differenti. Con Tracce sparse, come con i progetti che lo hanno preceduto, l’arte contemporanea dialoga, dunque, con la storia e l’architettura: dal Castello Farnese, dimora di Giulia Farnese, personalità di spicco del rinascimento di cui quest’anno ricorre il cinquecentenario della morte, alle numerose chiese cinque e seicentesche, ai vicoli del borgo di origine etrusche.

Le opere rimarranno visibili a Carbognano per un anno intero, fino alla presentazione dell’edizione successiva.


INFO
Tracce sparse a Carbognano 2024
I edizione
A cura di
Paolo Angelosanto, MicroMuseo di Arte Contemporanea della Tuscia, Daniela Perego e Sculture in Campo – Parco di Scultura Contemporanea
Con il patrocinio e il contributo del Comune di Carbognano e della Pro Loco di Carbognano
Artisti: Diletta Amori, Brigdorius, Amedeo Desideri, Eirene, Gabriele Massei, Vanessa Serrano
Con la partecipazione di Stefania Fabrizi

15 – 16 giugno 2024 dalle 12.00 alle 21.00
Sedi varie – Carbognano (VT)


Contatti
Daniela Perego
info@danielaperego.com
www.danielaperego.com

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca Melasecca PressOffice – Interno 14 next – blowart
roberta.melasecca@gmail.com

* Save The Date: torna la manifestazione “VERDE GRAZZANO”

Torna Verde Grazzano, la manifestazione dedicata al verde e alla creatività che si svolge nel bellissimo parco del castello di Grazzano Visconti.
Ispirata dalla natura, è il nuovo punto di riferimento per gli appassionati del verde, del vivere all’aria aperta e del giardinaggio.
Verde Grazzano è tutto questo: espositori provenienti da tutta Italia, laboratori coinvolgenti e approfondimenti a tema verde ma anche l’occasione per visitare uno dei borghi più belli dell’Emilia Romagna.

Ti aspettiamo a Grazzano Visconti dal 27 al 29 settembre 2024: vieni a scoprire un verde mai visto prima!

Guarda il video!


Ufficio Stampa
STUDIO ESSECI – Sergio Campagnolo
Via San Mattia 16, 35121 Padova
Tel. +39.049.663499
www.studioesseci.net
info@studioesseci.net 

Mostra virtuale “Carlo Levi e Piero Martina artisti torinesi. Itinerario di un’amicizia”

La Fondazione Carlo Levi, all’interno del ciclo delle mostre virtuali dal titolo Intorno al mondo di Carlo Levi, in collaborazione con l’Associazione Archivio Piero Martina, inaugura la mostra virtuale Carlo Levi e Piero Martina artisti torinesi. Itinerario di un’amicizia navigabile dal 1° giugno 2024 sul sito istituzionale della Fondazione nella sezione Mostre Virtuali

La Fondazione Carlo Levi
in collaborazione con l’Associazione Archivio Piero Martina
inaugura la mostra virtuale
Carlo Levi e Piero Martina artisti torinesi. Itinerario di un’amicizia

Sulla sezione 
MOSTRE VIRTUALI 
della Fondazione

L’esposizione affronta per la prima volta il capitolo inedito dell’amicizia e del dialogo a distanza che per tutta la vita legò le figure di due artisti torinesi di rilievo, Carlo Levi e Piero Martina. Il secondo, di dieci anni più giovane del primo, fu incoraggiato e sostenuto da Levi agli inizi della carriera nell’alveo del gruppo dei “Sei di Torino” sulla cui scia si avviano le prime prove pittoriche, manifestamente influenzate dagli impasti lievi e dalle atmosfere intimiste di Paulucci, Menzio e degli altri.

Questa esperienza digitale si propone di presentare la produzione dei due artisti attraverso tematiche ricorrenti per entrambi a partire dall’ambiente familiare e torinese, passando per la rappresentazione dei comuni amici, per arrivare a confrontarsi sulle questioni sociale e le condizioni delle classi più deboli. Il percorso espositivo però non dimentica di raffigurare anche il comune approccio al genere pittorico della natura morta, e le ricerche più personali degli anni Sessanta che hanno portato entrambi in una “sorta di rifugio nell’Eden della natura nel quale si palesano figure di nudi e silhouette di piante, come antiche divinità o inattese apparizioni.”  

Il visitatore all’interno delle varie sale ha la possibilità di avvicinarsi alle opere ed aprire le singole schede che in molti casi sono ricche di approfondimenti legati al soggetto o alla produzione dell’artista. Di fatto per l’occasione sono stati digitalizzati alcuni documenti storici di archivio come cataloghi, lettere e articoli che permettono di comprendere meglio il clima e l’ambiente in cui i due pittori hanno maturato la propria formazione. Inoltre la sequenza delle opere pittoriche è scandita dall’inserimento di fotografie storiche, in molti casi inedite, conservate nei fondi dei due archivi come ad esempio gli scatti di Carlo Mollino.

Il progetto scientifico della mostra è a cura di Daniela Fonti, Antonella Lavorgna e Antonella Martina. Il testo di presentazione è a firma di Daniela Fonti, le schede delle opere di Antonella Lavorgna e Antonella Martina.

Si ringraziano per l’amichevole collaborazione gli eredi di Carlo Levi e di Piero Martina. 

Le attività della Fondazione Carlo Levi sono realizzate grazie al contributo concesso dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della Cultura.


INFO
 
Dal ciclo Intorno al mondo di Carlo Levi mostra virtuale
Carlo Levi e Piero Martina artisti torinesi. Itinerario di un’amicizia
Ciclo mostre a cura di Daniela Fonti e Antonella Lavorgna
Sito istituzionale Mostre Virtuali
 
Fondazione Carlo Levi
carlolevifondazione@gmail.com
www.carlolevifondazione.it
 
Ufficio Stampa
Roberta Melasecca
Melasecca PressOffice – Interno 14 next – blowart
tel 3494945612 – roberta.melasecca@gmail.com
Cartella stampa su www.melaseccapressoffice.it

É online il numero 17 di ArtOnWorld.com, rivista multimediale internazionale

Siamo lieti di annunciare la pubblicazione del numero 17 della rivista multimediale internazionale ArtonWorld.com. Questo nuovo numero è ricco di contenuti esclusivi e approfondimenti dal mondo dell’arte, offrendo ai lettori un panorama completo delle ultime novità e tendenze.

SFOGLIA E LEGGI

In questo numero troverete:
-in copertina una grandiosa opera realizzata da Ilana Lilienthal con un focus sulla sua galleria d’arte nel Tennessee;
-altro protagonista è Preda con le sue opere da scoprire e collezionare;
-news dal Mondo dell’Arte: una panoramica completa degli eventi più importanti, incluse le ultime dai musei e dalle principali manifestazioni artistiche come la Biennale di Venezia e Art Paris;
-Speciale Arte e Pedagogia: un approfondimento dedicato all’intersezione tra arte e educazione, esplorando come l’arte può essere un potente strumento pedagogico.
-Rubrica Libri d’Arte: una selezione delle novità editoriali più rilevanti nel campo dell’arte, con recensioni e approfondimenti sui libri che non possono mancare nella libreria di ogni appassionato;
-focus su Musei e Gallerie Private: le ultime novità dalle attività di musei e gallerie private di fama mondiale, con un’attenzione particolare alla Gagosian e altre istituzioni di prestigio;
-Psicologia dell’Arte con Roberto Anchisi: egli esplora il mondo dell’arte in relazione alle dinamiche psicologiche. In questa edizione ci guida nella comprensione del concetto di libertà attraverso l’arte;
-Area Scientifica con Maria Ernesta Leone: la neurologa Maria Ernesta Leone affronta il delicato tema dello stato vegetativo e delle attività cerebrali correlate, illustrato da un’opera dell’artista Vincenzo Tarantino che interpreta magistralmente la complessa condizione del cervello in tale stato di sofferenza.

Tante altre sorprese vi aspettano nelle pagine di ArtonWorld.com, pronte ad accompagnarvi per tutta l’estate.
Non perdete l’occasione di esplorare il nuovo numero di ArtonWorld.com e di immergervi in un viaggio affascinante attraverso il mondo dell’arte contemporanea.

Per ulteriori informazioni visitate il nostro sito web http://www.artonworld.com

Issue 17 of  ArtonWorld.com is Now Online

We are pleased to announce the publication of issue 17 of the international multimedia magazine ArtonWorld.com. This new issue is packed with exclusive content and in-depth insights from the art world, offering readers a comprehensive overview of the latest news and trends. In this issue, you will find:-on the cover, a magnificent work by Ilana Lilienthal, with a focus on her art gallery in Tennessee;-another featured artist is Preda, whose works are ready to be discovered and collected;Art World News: a comprehensive overview of the most important events, including the latest from museums and major art events such as the Venice Biennale and Art Paris;-Special Feature on Art and Pedagogy: An in-depth look at the intersection between art and education, exploring how art can be a powerful pedagogical tool;-Art Books Column: a selection of the most relevant new releases in the field of art, with reviews and insights on books that every art lover should have in their library;-focus on Museums and Private Galleries: the latest updates from the activities of world-renowned museums and private galleries, with a special focus on Gagosian and other prestigious institutions;-Psychology of Art with Roberto Anchisi: he explores the world of art in relation to psychological dynamics. In this edition, he guides us in understanding the concept of freedom through art;-Scientific Area with Maria Ernesta Leone: Neurologist Maria Ernesta Leone tackles the delicate subject of the vegetative state and related brain activities, illustrated by a work by artist Vincenzo Tarantino who masterfully interprets the complex condition of the brain in such a state of suffering. Many other surprises await you in the pages of ArtonWorld.com, ready to accompany you throughout the summer. Don’t miss the opportunity to explore the new issue of ArtonWorld.com and immerse yourself in a fascinating journey through the world of contemporary art. For more information visit our website http://www.artonworld.com


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Fuori ‘THE SOOT SONGS’ di DANIELE PERRINO, un’antologia musicale sulle storie di dannazione

FUORI ‘THE SOOT SONGS’ DI DANIELE PERRINO,  UN’ANTOLOGIA MUSICALE DEDICATA ALLE STORIE DI DANNAZIONE

Da venerdì 7 giugno è disponibile in tutti i digital stores ‘The Soot Songs’, il nuovo album di Daniele Perrino. Il nuovo capitolo discografico dalle tinte blues, nu soul e noir jazz è pubblicato dall’etichetta Blue Mama Records, distribuito da The Orchard / Sony e supportato dall’ufficio stampa A-Z Press.

‘The Soot Songs’ è un album intriso di blues e di atmosfere noir, interamente composto ed eseguito da Daniele Perrino. I brani che lo compongono evocano i toni malinconici di Leonard Cohen e l’ambiguità narrativa di Tom Waits trascinando l’ascoltatore in un mondo oscuro e sicuramente accattivante. 

Le melodie inquietanti e i testi evocativi dipingono immagini di strade deserte, bar fumosi e bukowskiane storie di dannazione

Con una miscela unica di nostalgia e disillusione ‘The Soot Songs” cattura e racconta l’essenza dell’esperienza umana in tutta la sua complessità e crudezza.

È direttamente l’autore Daniele Perrino a descriverlo con le seguenti parole: «Il nome ‘The Soot Songs’ parla del bruciore nelle nostre anime. L’incendio che ne risulta crea una fuliggine metaforica che in parte si deposita e in parte aleggia. Di cosa abbiamo più bisogno? Cosa si è stabilizzato o la nostra libertà? Forse dipendono l’uno dall’altro».

Daniele Perrino

Daniele Perrino è nato a Vicenza nel 1983 e il suo percorso musicale abbraccia fin da subito diverse collaborazioni e progetti.

Nel 2011 è presente nell’album ‘Due’ di Mario Biondi, come paroliere e compositore del brano ‘Lullaby’, registrato in duetto e unendosi come ospite al suo tour 2012 nei più prestigiosi teatri italiani.

Passando al rock alternativo, Perrino si unisce alla band ‘Virgo‘ con la quale nel 2013-2014, pubblica due album ottenendo riconoscimenti come il premio ‘Marte Live 2014’ al M.E.I. di Faenza. Nel 2015 forma il duo ‘Ground Poppy Honey Milk’ e nel 2016 pubblica l’album di debutto ‘Nowhere Now Here’.

Da qui ricevono l’invito al Clubhouse Studio di New York per la produzione di Yaron Fuchs, con il contributo di importanti musicisti come il batterista Nir Z, del sound engineer Neil Dorfsman e di Emily Lazar per il mastering.

Nel 2018, Perrino ha co-fondato i ‘Biopsy O Boutique’ con i quali pubblica due Ep. Nel 2020, ha intrapreso la sua avventura da solista con ‘The Soot Songs’, che ha interamente composto ed eseguito. 

La versatile carriera di Perrino mette in mostra la sua abilità attraverso i generi, dalle ballate piene di sentimento al blues più scuro grintoso.

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Ufficio Stampa A-Z Press
info@a-zpress.com

Conegliano (Treviso) – L’Egitto, le mummie e l’aldilà a Palazzo Sarcinelli

Faraoni, piramidi, sontuosi corredi tombali mummie che si risvegliano, misteri … l’eterno, esotico fascino dell’antico Egitto, così come diffuso da infiniti film e racconti. 
La mostra indaga l’inizio del viaggio verso l’immortalità, le pratiche di imbalsamazione, la funzione dei corredi che accompagnavano il defunto verso i Campi di Iaru, poi conosciuti come Campi Elisi e, volendo, il Paradiso.

EGITTO. Viaggio verso l’immortalità
Conegliano (Tv), Palazzo Sarcinelli
23 ottobre 2024 – 06 aprile 2025

Mostra a cura di Maria Cristina Guidotti. Ideata da Contemporanea Progetti. Organizzata da ARTIKA e CP, in collaborazione con la Città di Conegliano. Museo Prestatore: Museo Archeologico Nazionale di Firenze

“EGITTO. Viaggio verso l’immortalità”, a Palazzo Sarcinelli dal 23 ottobre 2024 al 6 aprile 2025, condurrà il visitatore nella realtà sottesa al fantasmagorico turbinio di leggende sorto intorno ai Faraoni e ai loro altri Dèi; per scoprire, e capire, le credenze ed i riti che accompagnavano la morte nell’Egitto dei Faraoni, riti e credenze così pervasivi da sopravvivere all’occupazione romana. Miti non troppo dissimili da quelli di altre religioni, fatta forse salva una specifica necessità: quella di preservare i corpi per garantirsi la vita eterna.

“EGITTO. Viaggio verso l’immortalità” è una mostra rigorosamente scientifica, a cura di Maria Cristina Guidotti, organizzata da ARTIKA e Contemporanea Progetti, in collaborazione con il Comune di Conegliano. La totalità delle opere esposte proviene dal Museo Egizio di Firenze (Museo Archeologico Nazionale di Firenze), in esclusiva a Conegliano dopo la tappa internazionale in Danimarca.

La mostra indaga l’inizio del viaggio verso l’immortalità, le pratiche di imbalsamazione, la funzione dei corredi che accompagnavano il defunto verso i Campi di Iaru, poi conosciuti come Campi Elisi e, volendo, il Paradiso.

Più di 100 reperti straordinari, compresi alcuni scoperti nel corso della spedizione guidata dal mitico Jean-François Champollion (il decifratore dei geroglifici) e da Ippolito Rosellini (il padre dell’egittologia italiana), racconteranno in 5 tappe il percorso di corpo e anima verso l’eternità.

Gli antichi egizi credevano che la morte non costituisse la fine della vita, ma che questa continuasse sotto un’altra forma. L’anima del defunto però, per continuare a vivere, doveva avere la possibilità di reincarnarsi nel proprio corpo: da ciò derivava la necessità di rendere non deperibile il corpo stesso e quindi la ricerca di metodi sempre più sicuri e perfezionati di imbalsamazione, che venne praticata dagli egiziani fin dalle prime dinastie della loro storia millenaria. Tutti i rituali funebri, perfino i più macabri, non miravano esclusivamente alla preservazione del corpo del defunto, bensì ad assicurare il proseguimento della vita nell’aldilà. Proprio questo è lo spunto principale che viene sviluppato dall’esposizione di Conegliano.

Studio-Esseci-2025


Mostra a cura di
Maria Cristina Guidotti
 
Progetto a cura di
Contemporanea Progetti
 
Organizzata da
ARTIKA di Daniel Buso ed Elena Zannoni
Contemporanea Progetti
 
In collaborazione con
Comune di Conegliano
 
Museo Prestatore
Museo Archeologico Nazionale di Firenze
 
Spazio espositivo
Palazzo Sarcinelli, Via XX Settembre 132, Conegliano
 
Periodo espositivo
dal 23 ottobre 2024 al 06 aprile 2025
 
Per informazioni
+39 351 809 9706
email: mostre@artika.it
website: www.artika.it
 
Ufficio Stampa
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
Tel. 049.663499 roberta@studioesseci.net

Fratta Polesine (Rovigo): Apre oggi Casa Matteotti. Luogo per riflettere sulla democrazia

La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo è l’istituzione che ha fornito lo stimolo – e la maggior parte delle risorse economiche (oltre 1 milione di euro) – per il completo riallestimento del percorso museale e per risolvere alcune criticità conservative che affliggevano la Casa Museo Giacomo Matteotti, Monumento Nazionale. Un intervento realizzato d’intesa con il Comune di Fratta Polesine e l’Accademia dei Concordi di Rovigo, oggi proprietaria dello storico edificio.

Fratta Polesine (Rovigo)
Apertura: 8 giugno 2024

Casa Matteotti. Luogo per riflettere sulla democrazia”. Lo auspica il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
Gilberto Muraro

“Sotto il profilo politico e umano Giacomo Matteotti appartiene all’Italia intera, ma è un vanto soprattutto del Veneto e di Fratta Polesine, dove visse ed è sepolto. Per queste ragioni la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo si è sentita in dovere di sostenere le celebrazioni del Centenario della morte, attuando il completo riallestimento espositivo della Casa Museo e promuovendo a Rovigo una mostra sulla sua vita e, in particolare, sugli anni passati in Polesine”.

“Le celebrazioni del centenario dell’assassinio di Matteotti hanno anche lo scopo di aiutare a riflettere sulle vicende che precedettero l’avvento del regime e che sembrano confermare il detto secondo cui la democrazia raramente è stata uccisa, più spesso si è suicidata”.

Il nuovo percorso e il racconto della vicenda di Matteotti nella sua Casa Museo sono stati affidati allo studio di architettura 120grammi, mentre il ripensamento e l’aggiornamento del percorso narrativo sono a cura di Luca Molinari Studio, team guidato dal prof. Luca Molinari, con la supervisione storica del prof. Giampaolo Romanato, presidente del Comitato Scientifico della Casa Museo.

Dall’8 giugno, giornata di riapertura, ad accogliere i visitatori sarà una Casa Museo integralmente rinnovata, in grado di esprimere una più intensa capacità narrativa: “il luogo ideale per riflettere, a partire dall’esempio di Matteotti, sulla democrazia, sul passato e sul presente del nostro Paese”, chiosa il Presidente Muraro.


Info: www.fondazionecariparo.it
 
Fondazione Cariparo
dott. Roberto Fioretto
Responsabile Ufficio Comunicazione  +39 049 8234834   roberto.fioretto@fondazionecariparo.it
 
Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
+39 049 663499 Ref. Simone Raddi simone@studioesseci.net