100 opere prestate eccezionalmente dal Munch Museum di Oslo per la più importante mostra dedicata al genio di Edvard Munch. Palazzo Reale e Arthemisia rendono omaggio a uno dei più importanti artisti del Novecento, che ha saputo interpretare il tormento e l’inquietudine dell’essere umano. L’ampia retrospettiva racconterà l’intero percorso umano e artistico di Munch, esponendo opere tra le più note e iconiche della storia dell’arte.
DA SETTEMBRE “MUNCH. Il grido interiore”
Il 14 SETTEMBRE 2024 SI APRONO LE PORTE DI UNA DELLE MOSTRE PIÙ ATTESE DELL’ANNO: EDVARD MUNCH TORNA A MILANO DOPO 40 ANNI, CON UNA GRANDE RETROSPETTIVA
MUNCH. Il grido interiore 14 settembre 2024 – 26 gennaio 2025 Palazzo Reale, Milano
Dopo 40 anni dall’ultima mostra a Milano, Edvard Munch (Norvegia, 1863 -1944) viene celebrato con una grande retrospettiva, promossa da Comune di Milano – Cultura, con il patrocinio della Reale Ambasciata di Norvegia a Roma, e prodotta da Palazzo Reale e Arthemisia, in collaborazione con il Museo MUNCH di Oslo. Protagonista indiscusso nella storia dell’arte moderna, Munch è considerato un precursore dell’Espressionismo e uno dei più grandi esponenti simbolisti dell’Ottocento, nonché l’interprete per antonomasia delle più profonde inquietudini dell’animo umano.
La vita di Munch è stata segnata da grandi dolori che lo hanno trascinato ai limiti della follia: la perdita prematura della madre e della sorella, la tragica morte del padre, la tormentata relazione con la fidanzata Tulla Larsen. Tutto ha contribuito a formare la poetica di Munch, che riuscirà a esprimere, grazie a un eccezionale talento, il suo grido interiore trasformandolo in opere d’arte. I suoi volti senza sguardo, i paesaggi stralunati, l’uso potente del colore riescono a raggiungere ogni essere umano, trasformando le sue opere in messaggi universali, il malessere esistenziale che affligge ogni essere umano. È questo che ha determinato la grandezza di Munch, rendendolo uno degli artisti più iconici del Novecento.
La mostra, curata da Patricia G. Berman, una delle più grandi studiose al mondo di Munch, racconterà tutto l’universo dell’artista, il suo percorso umano e la sua produzione, e lo farà attraverso 100 opere, tra cui una delle versioni litografiche custodite a Oslo de L’Urlo (1895), ma anche La morte di Marat (1907), Notte stellata (1922–19249), Le ragazze sul ponte (1927), Malinconia (1900–1901) e Danza sulla spiaggia (1904).
Ad arricchire la mostra milanese, è previsto un ricco palinsesto di eventi che coinvolgerà diverse realtà culturali della città e che andrà ad approfondire la figura dell’artista ed espandere i temi delle sue opere esplorando diversi linguaggi, dal cinema all’architettura, dalla musica alla letteratura e molto altro. Il programma sarà pubblicato prossimamente sui canali di comunicazioni dei partner coinvolti.
La mostra avrà una seconda tappa a Roma, a Palazzo Bonaparte, dal 18 febbraio al 2 giugno 2025.
L’ARTISTA
Edvard Munch è uno degli artisti che ha saputo meglio interpretare sentimenti, passioni e inquietudini della sua anima, comunicandoli in maniera potente e tragica. Plasmato inizialmente dal naturalista norvegese Per Lasseu Krohg, col quale iniziò la carriera pittorica nel 1880, si spostò a Parigi per la prima volta nel 1885 e qui subì le influenze impressioniste e postimpressioniste che gli suggerirono un uso del colore più intimo, drammatico ma soprattutto un approccio psicologico.
Munch fu per tutta la sua vita condizionato dalla sofferenza e dalla mancanza che conobbe già da bambino, quando subì la perdita scioccante della madre e della sorella, malate di tubercolosi.
A Berlino contribuì alla formazione della Secessione Berlinese e nel 1892 si tenne la sua prima personale, che non solo non fu apprezzata, ma fu anche reputata scandalosa: da quel momento Munch ha incarnato la figura dell’artista eversivo e maledetto.
Una vita precaria e vissuta “sull’orlo di un precipizio” che lo portò all’alcolismo e a una crisi psicologica, fino al ricovero in alcune case di cura tra il 1908 e il 1909. Scegliendo l’isolamento, si spostò quindi nella sua proprietà di Ekely a Oslo fino alla sua morte nel 1944, dopo un mese dal suo ottantesimo compleanno.
Il 26° Suq Festival – Teatro del Dialogo si svolgerà dal 13 al 23 giugno 2024 al Porto Antico di Genova, in Piazza delle feste, all’Isola delle Chiatte e nella Casa del Rider. 11 giorni di programma ricco e vario, diretto da Carla Peirolero e prodotto da Suq Genova Festival e Teatro, che conta oltre 60 eventi, 100 protagonisti, 35 paesi rappresentati attraverso le arti performative, la letteratura, l’artigianato, le cucine, con al centro una rassegna teatrale con 9 titoli di cui 2 prime nazionali.
Uno spettacolo al Suq festival – foto Max Valle
26° SUQ FESTIVAL Teatro del dialogo Porto Antico di Genova – Piazza delle Feste
Altri luoghi del Festival: Isola delle Chiatte, Casa dei Riders – Centro Storico
Dal 14 al 23 giugno 2024 con una anteprima teatrale il 13 giugno
Teatro, musica, incontri, workshop, bazar dei popoli, cucine dal mondo, buone pratiche di EcoSuq
#suqfest24 #plasticfree
Focus: la pace con la prima nazionale di Salam/Shalom, la cultura del cibo con spettacoli e altre iniziative, i diritti e il rispetto delle diversità (si parte con Princesa di Vladimir Luxuria), il ricordo del Ruanda a 30 anni dal genocidio. Festival interculturale e intergenerazionale, in questa edizione sarà emblematico l’incontro al Suq con la rappresentante dell’associazione svizzera Anziane per il clima e Fridays for future.
Piazza delle Feste
Sostenuto dal Ministero della Cultura vanta da 11 anni il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, confermato per questa edizione così come il Patrocinio dell’UNESCO Commissione Nazionale Italiana. Multisensoriale e partecipato, festival di teatro e spazio scenico esteso, dove “confondersi con gli altri” è “fare umanità” (cit. Marco Aime), questo il tratto distintivo della sua qualità artistica e di un sempre innovativo e qualificato processo di lavoro, riconosciuto come best practice per il dialogo tra culture dalla Commissione Europea. Alla coerente ricerca artistica sui temi della migrazione e dell’intercultura si combina una grande popolarità confermata dalle presenze eccezionali: 75.000 nel 2023. Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito a parte gli spettacoli teatrali.
IL TEATRO
Aprirà il 26° Suq Festival, il 13 giugno, a Piazza delle Feste (a bazar ancora chiuso) la rappresentazione Princesa, nell’interpretazione di Vladimir Luxuria per la regia di Fabrizio Coniglio. “Princesa” è una delle canzoni più famose di De Andrè (di cui ricorrono i 25 anni dalla morte) ma pochi conoscono la storia di emarginazione di quel ragazzino che si sente sbagliato e sin da piccolo vuole diventare donna. La sua storia rivive in scena in una interpretazione che ha suscitato il plauso di pubblico e critica. Seguiranno spettacoli di grande impatto, improntati all’impegno civile, etico, ambientale con affermati e premiati interpreti e giovani rivelazioni. Con una drammaturgia contemporanea di livello europeo Il colore X di Animanera (il 18 giugno), darà voce a tre interpreti dal background migratorio che ci metteranno di fronte ai limiti insiti in ciascuno di noi rispetto ai pregiudizi razziali. Quanto mai attuale, e per certi versi un messaggio di speranza, è lo spettacolo Salam/Shalom, del CSS Teatro Stabile Venezia Giulia, (il 20 giugno, giornata internazionale del rifugiato) in prima nazionale al Suq, dove il dialogo tra due padri, uno israeliano e l’altro palestinese, colpiti entrambi dal peggiore dei lutti, tocca alti livelli di tensione ed emozione sino alla commozione di vederli, uniti, diventare combattenti per la pace.
In prima nazionale sarà anche la nuova produzione della Compagnia del Suq, LE VOCI DEL SUQ ((il 22 e 23 giugno) narrazione, musica, danza a partire dal libro edito da Altreconomia, con vari ospiti oltre agli artisti del Suq. Il Festival, che da sempre ha dato spazio e attenzione alla cultura del cibo, metterà nel menù tre spettacoli intorno a questo tema: Kebab, (il 21 giugno) ospitato allaCasa del Ridernel Centro Storico di Genova, performance interattiva con Leonardo Tomasi, un giovane e premiato interprete, dove centrale è la figura del rider, mediatore di inedite connessioni fra persone e ordinazioni, case e ristoranti; E riapparvero gli animali, (il 19 giugno)sul testo omonimo di Catherine Zambon, ci proietta in un futuro a tratti distopico e preoccupante, ma come sempre il Teatro delle Ariette, con Paola Berselli e Stefano Pasquini trova il modo di regalare momenti di leggerezza e convivialità, con spunti autobiografici e i tortelli condivisi a fine spettacolo; Carne della Compagnia Frosini / Timpano (il 17 giugno) è il dialogo comico, a tratti surreale, tra una vegana irriducibile e un altrettanto irremovibile carnivoro; per bambini e famiglie, arriva The Gipsy Marionettist (il 16 pomeriggio e il 17 mattina) di Rasid Nikolic, giovane artista nato in Bosnia, di origini rom, che propone un teatro di figura potente, con marionette scolpite a mano e mosse con straordinaria maestria. Nicolic sarà anche protagonista dello spettacolo ROM VS TUTTI (il 16, h.21.30) dove in chiave ironica si smontano alcuni pregiudizi e si racconta la cultura romanì. Da citare, inoltre, l’incontro A teatro nessuno è straniero (il 16, h.17) con gli interventi di Mimma Gallina, Oliviero Ponte di Pino, Giulia Tollis, oltre gli studenti e studentesse della Scuola di Comunità Sant’Egidio.
Biglietti teatro (unici eventi a pagamento) € 10, ridotto €7; spettacoli matinée e Rom VS Tutti € 4; Princesa € 15/ rid.12. Previsti biglietti sospesi per cittadini in difficoltà.
LA MUSICA
Nutrita l’offerta musicale, a cominciare dal concerto Hysterrae, (il 14 giugno) sound dall’Iran, Salento e Campania che incontra la dub e la dance elettronica, a cui seguono Andrea Satta (il 15 giugno) voce e leader dei Tête de Boische presenta al Suq il suo ultimo album, il primo da solista, Niente di nuovo tranne te e il duo Chantal e Mabel, (il 19 giugno), giovani rappresentanti della musica afro urban Italy. Non mancherà un tributo all’indimenticata Roberta Alloisio con il concerto Storie di donna (il 21 giugno, Giornata internazionale della musica)curato dal fratello Gian Piero Alloisio.
Chef kumalč
LIBRI, WORKSHOP, INCONTRI, DANZE, SHOWCOOKING
I pomeriggi del Suq sono all’insegna dei laboratori per l’infanzia, di danze e canti proposti dalle comunità e associazioni del territorio, degli incontri e delle presentazioni di libri. Tra questi, appena usciti, si segnalano I sovrani del cibo (Altreconomia) con l’autore Duccio Facchini (il 15 giugno) inchiesta sulle filiere industriali, il ruolo della distribuzione e del green whashing a fronte di più equi e solidali comportamenti; La famiglia. Una storia ruandese (edizioni e/o) di Pietro Veronese (il 22 giugno), a 30 anni dal genocidio del Ruanda, Viaggio nei costumi sessuali – 85 paesi tra diritti e divieti, trasgressioni e curiosità (Erga Edizioni) libro polisensoriale a cura di Pietro Tarallo (il 23), giornalista, scrittore e viaggiatore instancabile. Immancabile l’appuntamento con gli showcooking di Chef Kumalé, alle ore 19, questo il programma: – 21 giugno No Tabuleiro da bahiana: viaggio nella cucina afro-brasiliana di Dona Flor; – 22 giugno Soul Food viaggio nella cucina afro-americana di New Orleans; – 23 giugno Tra food porn & ricette Immorali: viaggio nella cucina Afro-disiaca.
ecosuq – buone pratiche per l’ambiente IN UN FESTIVAL #PLASTICFREE
Ospite speciale del 2024 sarà Norma Barghetsi Horisberger in rappresentanza dell’Associazione ANZIANE PER IL CLIMA che hanno visto la causa contro la Svizzera, il loro paese, presso la Corte Europea per i dirittidell’uomo, per inadempienza rispetto alla crisi climatica. È stata la prima decisione della Corte sugli obblighi di diritti umani degli Stati nel contesto del cambiamento climatico, una pietra miliare in materia di diritti umani e giustizia climatica.
Tra i primi Festival in Italia a porre in primo piano le tematiche ambientali, con una specifica attenzione sulle connessioni tra migrazione e climate change, il Suq dedica ogni giorno alcune attività a promuovere la sostenibilità ambientale e i Goals dell’Agenda 2030 dell’ONU. Su questi obiettivi, novità del 2024 è una più significativa collaborazione con l’Università di Genovaper workshop e talk rivolti a diversi target di pubblico.
Angolo del mercato al Suq festival
IL BAZAR DEI POPOLI CON 40 BOTTEGHE TRA CUI 13 CUCINE DAL MONDO
Suq è una parola araba che significa mercato, quindi luogo di convergenza e di scambio; per conoscere gli altri è indispensabile conoscere la loro cultura, le loro tradizioni, assaggiare cibi diversi, condividere emozioni intorno a un tavolo. Questa l’idea che ha ispirato Valentina Arcuri e Carla Peirolero nel dare vita al Suq Festival, con la scenografia teatrale, firmata da Luca Antonucci, che riproduce un grande bazar dei popoli, con al centro il palcoscenico per gli spettacoli e tutto intorno spazi per artigianato dal mondo, cucine etniche, progetti solidali. Vera calamita e attrazione del Festival è l’offerta dei tanti cibi da gustare, nell’edizione 2024 sono 13 le cucine: senegalese, indiana, keniota, peruviana, messicana, persiana, vegana, siriana, araba, nordeuropea, mediorientale, sud est asiatica, tunisina.
Melina Cavallaro Uff. stampa & Promozione FREE TRADE Roma Valerio De Luca resp. addetto stampa Via Piave 74 – 00198 Roma – www.freetrade.it Skypecavallaro.melina
Michele Coppola e Nicoletta Rossotti – The Met – New York 25 05 2024
Ridefinire gli orizzonti dell’Accademico moderno, aderente ai dettami all’Accademia Internazionale Medicea: è l’esigenza cui risponde Michele Coppola, Artista e Rettore dell’Accademia Internazionale Medicea di Firenze con il Codex FLORENTIAE 2023, edito da Gino Giammarino, che sarà presentato da Nicoletta Rossotti, storica dell’arte, curatrice d’arte e Coordinatrice Nazionale dell’Accademia Medicea di Firenze, con un contributo sul Codex da parte del critico cinematografico Armando Lostaglio, a Napoli il prossimo 7 giugno ,nel corso dell’inaugurazione della mostra “Codex FLORENTIAE 2023”.
A NAPOLI LA PRESENTAZIONE DEL “Codex FLORENTIAE 2023” di Michele Coppola
Il 7 giugno nell’ambito dell’inaugurazione dell’omonima mostra personale dell’Artista
La personale di Michele Coppola è curata dalla stessa Nicoletta Rossotti, autrice anche di un intervento critico sull’artista. La mostra sarà visitabile per tre giorni ed ospiterà al suo interno anche un’opera di Lorenzo Garcia e una di Maurizio Saletti. La scelta di Napoli per la presentazione del CODEX FLORENTIAE presso “PROSPERITY APS in via Santa Lucia 110 ,alle ore 17.30, è un espresso omaggio del Maestro Michele Coppola alla città partenopea. Come artista, Coppola, è protagonista attivo del panorama artistico contemporaneo, con la partecipazione ad importanti eventi espositivi e culturali, tra cui quello recente del 25 maggio a New York di presentazione dell’Atlante dell’Arte Contemporanea 2024 edito da Giunti Editore al The Met (Metropolitan Museum of Art).
Testo “aperto”, il fine ultimo del CODEX FLORENTIAE è che esso possa circolare e venire discusso dagli accademici di tutto il mondo, e i proventi ricavati dalla sua distribuzione restare nei diversi Paesi, a sostegno di progetti in favore dell’infanzia. Lo statuto dell’Accademia identifica nel mito il riferimento culturale e Coppola si è confrontato con esso anche nei suoi dipinti, andando a ritroso nella cultura greca, etrusca, egizia fino ad arrivare a quella assiro-babilonese, ugaritica ed accadica. Il CODEX FLORENTIAE 2023 nasce da una trama di carattere filosofico-intellettuale, che si intreccia con l’evoluzione e la storia dell’uomo. L’opera segue ed illustra personaggi, miti, dei ed idee, nel tempo immortalate nella loro essenza più forte. Il Codex, tradotto anche in lingua inglese, è stato scritto da Michele Coppola insieme a due scienziati dell’ESA (European Space Agency), il Prof. Francisco-Javier Benedicto Ruiz ed il Prof. Daniele Sampieri, che hanno integrato il testo con la ricerca spaziale, il metodo scientifico e l’amore per la conoscenza. Nel Codex traspare anche un inconfutabile amore verso la maieutica socratica ad accomunare gli autori.
Commenta così il Michele Coppola: “Si tratta di un testo ancora in fieri, mi sono già confrontato per un successivo CODEX, per creare quel parallelismo necessario tra la conoscenza che da esso si trae verso la nuova Fisica quantistica che ha decretato la fine della vecchia Fisica… In pratica si mette in opera la ricerca, consci che i dati attuali potranno cambiare. In base alle nuove conoscenze, una nuova architettura conoscitiva influenzerà il mondo dei SOFOS e delle idee (iperuranio) per approdare ad una nuova sintesi del tempo attraverso l’arte. Occorre tenere conto che ci sono due distinti valori fondamentali alla base del Codex: i contenuti del libro a più voci che interconnettono i saperi e le finalità che la sua distribuzione vuole raggiungere”. E ha poi precisato: ”Si è creata una piccola task force con a capo la Dottoressa Ottaviana Giagnoli, Presidente della Deputazione dell’Aquila e Vicepresidente dell’Accademia per l’Italia centrale, che ha già iniziato i primi incontri con esponenti del mondo della cultura nazionale e non, e che ha il preciso mandato di promuovere a livello diplomatico-scientifico il CODEX a favore dell’infanzia. Secondo un concetto di Picasso: ‘L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita quotidiana’. L’auspicio dell’Accademia Medicea è quello di creare le condizioni per un mondo migliore, nelle finalità culturali più evolute”.
La mostra, con il supporto organizzativo della Dott.ssa Ada Ferrandes, ha il sostegno della stessa Accademia Internazionale Medicea, di Performativa Academy (Ceo Ludovica Rossotti) e del partner tecnico, Jallinus Cocktail Bistrò.
All’interno del progetto Opera Unica* di Angelo Gallo promosso da A-HEAD Project di Angelo Azzurro ONLUS, si è svolta venerdì 31 maggio 2024 la Tavola rotonda OPEN MIND_Da Foucault a Basaglia il ruolo dell’arte contemporanea nell’impegno sociale, a cura di Lorenzo Benedetti, con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale, primo appuntamento per approfondire la figura e il ruolo di Franco Basaglia a 100 anni della nascita.
OPEN MIND – ph Pietro Bongiovanni
OPEN MIND Da Foucault a Basaglia il ruolo dell’arte contemporanea nell’impegno sociale
A-Head Project
A Villa Altieri la Tavola rotonda OPEN MIND approfondisce il ruolo dell’arte nell’impegno sociale. Primo appuntamento sulla figura di Franco Basaglia
Davanti ad una sala attenta ed interessata, si sono confrontati Giuseppe Capparelli – curatore e storico dell’arte, Fabio De Chirico– direttore Servizio II Arte contemporanea Direzione Generale Creatività Contemporanea Ministero della Cultura, Domenico Mangano – artista.L’incontro è stato moderatoda Lorenzo Benedetti – curatore e storico dell’arte.
Al centro della tavola rotonda il ruolo e l’influenza delle idee di Foucault e di Basaglia nella cultura contemporanea, un’analisi approfondita del contesto dell’arte contemporanea impegnata socialmente: molte opere d’arte contemporanea, infatti, si ispirano direttamente alle teorie di Foucault e di Basaglia, mettendo in discussione le norme sociali e le istituzioni che influenzano la percezione e il trattamento delle persone con disturbi mentali.
OPEN MIND – ph Pietro Bongiovanni
Come dichiara lo storico dell’arte Lorenzo Benedetti, curatore della tavola rotonda: «Come si possono trovare nuove modalità di confronto e di ricerca combinando gli spazi eterotopici di Foucault con le ricerche di Basaglia? Arte contemporanea e psichiatria trovano punti di convergenza nelle esplorazioni di nuove piattaforme sociali e culturali. La mostra Open Mind (Gesloten Circuits) del 1989, curata da Jan Hoet a Gent, in Belgio, è stata un evento significativo nel panorama artistico europeo. Jan Hoet, noto per il suo approccio innovativo e provocatorio, ha trasformato questa mostra in un’esperienza unica, fondendo arte, filosofia e società. La mostra, che si è svolta nel Museum van Hedendaagse Kunst, ha rappresentato una riflessione critica sulla società contemporanea. Il titolo Open Mind suggeriva un’apertura mentale necessaria per comprendere le dinamiche complesse e interconnesse della modernità, mentre Gesloten Circuits (Circuiti Chiusi) indicava i limiti e le barriere esistenti. La mostra ha incluso opere di numerosi artisti internazionali, tra cui Bruce Nauman, Joseph Beuys, Richard Serra e Mario Merz. Le opere spaziavano da installazioni, sculture e performance a lavori più tradizionali come pitture e disegni. Questo mix eterogeneo di media sottolineava la diversità dei linguaggi artistici contemporanei e la loro capacità di comunicare idee complesse. Questa mostra è fondamentale non solo per il rapporto tra arte e psichiatria, ma anche per l’analisi degli schemi sociali aperti al confronto e alla discussione. Saranno fondamentali per l’apertura di un nuovo museo per l’arte contemporanea a Gent. Open Mind è stata realizzata tre anni dopo la celebre mostra Chambres d’Amis del 1986: curata da Jan Hoet a Gent, in Belgio, è considerata una delle esposizioni più innovative e influenti del tardo XX secolo. L’idea rivoluzionaria di Jan Hoet era quella di spostare l’arte dai tradizionali spazi museali e galleristici alle case private dei cittadini di Gent. Il progetto coinvolse più di 50 artisti internazionali, invitati a creare opere specifiche per gli interni delle abitazioni. L’obiettivo era di integrare l’arte nella vita quotidiana e di abbattere le barriere tra l’arte e il pubblico. Gli artisti partecipanti comprendevano nomi di grande rilievo come Daniel Buren, Niek Kemps, Joseph Kosuth e Richard Long. Ogni opera era unica e pensata per dialogare con l’ambiente domestico e i suoi abitanti. Portare l’arte nelle case degli abitanti di Gent segue il percorso tracciato dal padre di Jan Hoet, lo psichiatra e neurologo Joseph Hoet, che negli anni sessanta portava i pazienti nelle case delle persone, anticipando le ricerche di Basaglia».
OPEN MIND – ph Pietro Bongiovanni
Nel corso della Tavola Rotonda è stato presentato il documentario When the whistle glares di Domenico Mangano & Marieke van Rooy, progetto ambientato nella clinica Capriles, un istituto psichiatrico a Willemstad, nell’isola di Curaçao: per quattro mesi due artisti si sono immersi nella vita della clinica e creato una sorta di performance collettiva dove, insieme a pazienti e studenti, hanno applicato un esperimento di ‘diluizione’ ovvero immaginare la clinica come un villaggio ‘normale’ includendo incontri e attività che fanno riferimento alla vita di tutti i giorni fuori dall’ospedale.
La Onlus Angelo Azzurro con il progetto A-Head dimostra il suo impegno in questo binomio arte e psichiatria, per la lotta allo stigma della malattia mentale in un percorso sinergico con l’arte contemporanea. Infatti come ha dichiarato Stefania Calapai, presidentessa di Angelo Azzurro: «Il nostro contributo in quanto associazione sociosanitaria è trasmettere la cultura e l’impegno sociale per vincere la lotta allo stigma della malattia mentale. Il connubio tra arte e psichiatria che la Onlus Angelo Azzurro col progetto A-Head porta avanti da anni mette l’accento sull’importanza del ruolo dell’arte nel sociale. All’interno del progetto Opera Unica* di Angelo Gallo, abbiamo organizzato questa tavola rotonda che vede al centro l’influenza delle idee di Foucault e di Basaglia nella cultura contemporanea. Estremamente importante per noi è il sostegno delle istituzioni e per questo ringraziamo la Consigliera alle Parti Opportunità di Città Metropolitana di Roma Capitale Tiziana Biolghini, in un rapporto di fiducia e stima reciproca portiamo avanti importanti battaglie che non nascono oggi, ma che devono perseverare e rendendo onore, in questo caso, all’impegno del dottor Franco Basaglia in occasione dei 100 anni dalla sua nascita. Infine ringrazio il Dottor Lorenzo Benedetti, il Dottor Fabio De Chirico e il Dottor Giuseppe Capparelli per l’importante contributo allo sviluppo del progetto ed il sostegno che da anni danno alla Onlus».
L’8 giugno 2024 dei svolgerà il secondo appuntamento, sempre a Villa Altieri: il Convegno Cura della libertà e libertà della cura. La sfida di Franco Basaglia a 100 anni dalla nascita a cura di Stefania Calapai e Francesco Cro.
INFO
A-Head Project – Opera Unica* di Angelo Gallo – Promossa da A-Head – Angelo Azzurro Onlus Con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale A cura di Simona Spinella – Testi critici di Simona Spinella e Giuseppe Capparelli
Fino al 27 giugno 2024 – Villa Altieri – Città Metropolitana di Roma Capitale Viale Manzoni 47 – RomaOrari: dal lunedì al giovedì ore: 9.00-19.00; venerdì 9.00-17.00
Il prossimo 6 giugno, l’artista JISBAR inaugurerà una nuova fase della sua carriera artistica con la mostra « PODIUM », che avrà luogo a partire dalle 18:00 presso OA Fine Art, situata in 15 Rue de Miromesnil, 75008 Parigi. Questa esposizione presenterà diciassette opere inedite che riflettono la nuova direzione artistica di JISBAR e segnano un importante traguardo nella sua carriera.
JISBAR rivela la sua nuova onda con la mostra «PODIUM» a Parigi Primo lavoro della nuova direzione artistica rivelato sui social media: «Silver Wave» RSVP Parigi: 6 giugno 2024 – OA Fine Art, 15 rue de Miromesnil, 75008 Parigi.
L’opera di punta di questa collezione, intitolata « Silver Wave », è stata rivelata per la prima volta su Instagram dell’artista. Realizzata con una combinazione di tecniche che includono acrilico, vernice spray, olio, pastello, aerografo e matita su carta, « Silver Wave » misura un’impressionante dimensione di 120 x 120 cm. Questo pezzo illustra perfettamente la maturità e la profondità artistiche che JISBAR desidera condividere con il suo pubblico.
Oltre alle diciassette opere principali, JISBAR presenterà anche una serie esclusiva e limitata di dieci creazioni completamente originali e personalizzate su carta. Queste edizioni speciali non sono riproduzioni delle opere esposte, ma pezzi unici, offrendo ai collezionisti un’opportunità eccezionale di acquisire un frammento molto personale di questa nuova era artistica.
« Ogni opera di « PODIUM » rappresenta un capitolo della mia evoluzione, un dialogo continuo con le forme, le texture e i colori che definiscono il mondo contemporaneo”, afferma JISBAR. « Con « Silver Wave » e le altre opere, invito gli spettatori a sperimentare una nuova ondata di creatività che trascende le convenzioni tradizionali dell’arte ». Informazioni pratiche: : Data: 6 giugno 2024, a partire dalle 18:00. Indirizzo: OA Fine Art – 15 rue de Miromesnil 75008 Parigi.
Riguardo a JISBAR
Nato nel 1989, questo artista francese di pop-street sta ridefinendo la scena artistica con la sua unica miscela di arte classica e moderne influenze di pop e street art. Attivo tra Parigi e Lisbona, l’opera di JISBAR è una ricca tappezzeria di riferimenti culturali e innovazione artistica. Per maggiori informazioni, visita https://www.jisbar-art.com/.
Da giovedì 13 giugno 2024, la Basile Contemporary diRoma – diretta da Rosa Basile – ospiterà la mostra personale “6_24” della nota scultrice Roberta Morzetti, un percorso che indaga l’attuale stato dell’essere con l’obiettivo di far riflettere lo spettatore sulla moderna sovrapposizione del virtuale sul reale. Curata da Marco Giammetta con Rosa Basile e arricchita da un testo storico critico di Silvano Manganaro, l’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 13 luglio 2024.
“È ancora attuale chiedersi quale sia oggi la posizione delle donne nel campo dell’arte, ovvero quale sia la reale inclusione delle artiste nel sistema arte/mercato italiano? In particolare, la visibilità a loro dedicata è in grado di riflettere un reale cambiamento su quell’ancestrale pregiudizio sufficiente a rendere la disparità di genere un ricordo del passato? Roberta Morzetti è una delle pochissime donne scultrici Italiane completamente dedicata ad un lavoro complesso e fisicamente deteriorante, che lei utilizza come strumento di espressione della contemporaneità e di emancipazione. Il nostro è stato un incontro tra donne, e tra donne abbiamo riflettuto sul rapporto tra essere e apparire, tra il dire ed il fare, tra la bellezza esteriore ed interiore, condividendo una visione unitaria sul senso dell’io.” – Rosa Basile
La Basile Contemporary presenta la mostra “6_24” di Roberta Morzetti
A cura di Marco Giammetta con Rosa Basile UN DIALOGO AL FEMMINILE TRA FORMA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Opening 13 giugno 2024 ore 18.30 Dal 13 giugno al 13 luglio 2024 Basile Contemporary Via di Parione 10, Roma
All’interno della galleria romana verranno esposte 15 opere scultoree che chiamano alla mente forme umane, simboli e immagini, le quali rappresentano un ponte metaforico tra l’io vissuto più profondo e la forza evocativa di una bellezza che non mira ad avere compiacimento, ma a stimolare riflessioni e suggestioni, amplificate da costanti riferimenti mitologici. Roberta Morzetti indaga sul vissuto dell’essere umano, dando vita ad un’esposizione che si presenta come un vero e proprio percorso di consapevolezza alla scoperta della propria bellezza interiore: da qui il titolo “6_24”, con il numero sei che indica l’essere più profondo, da scovare dentro di noi e con il quale connettersi. Esiste uno stretto rapporto tra l’artista e “l’essere” inteso come capacità percettiva del nostro corpo, la cui pelle rappresenta il confine tra il dentro e il fuori: è la pelle a ricevere frequenze e vibrazioni e a comunicare sensazioni che si trasformano in emozioni. Il profondo rapporto con l’interiorità che spinge l’artista a scavare nella propria anima nasconde un importante messaggio contro la superficialità e la ricerca ossessiva della perfezione esteriore, che alimentano la vanità e la fame di consenso, ostacoli alla vera libertà.
FERONIA_24 (2024) Tecnica mista con resine lavorate a fuoco. Mixed technique with fire-worked resins. mc H 1 0 0 x L 9 0 x P 5 0
Il fine principale di Morzetti è quello di portare l’osservatore – con innocente sincerità – a “vedere”, senza filtri, i segni provocati dalle esperienze della vita e riflettere sul valore terapeutico che il dolore può generare, se vissuto come occasione e non come sconfitta. Il lavoro dell’artista che emerge in “6_24” si basa su un continuo confronto tra linguaggi semantici diversi, quello dell’io e quello della comunicazione che, senza mai sovrapporsi, trovano la strada per connettersi e raccontare una storia. Roberta Morzetti spiega: “La scultura è un’attività di confine tra l’io e la metafora e ha il potere di far emergere energie nascoste aggirando le barriere coscienti”.
In questa ricerca di confronto, l’artista apre il dialogo con l’intelligenza artificiale utilizzandone le potenzialità espressive, ma senza mai lasciarla prevaricare. Entrando all’interno della Basile Contemporary, i visitatori avranno l’opportunità di prendere parte ad un percorso in cui reale e virtuale si fondono e si confrontano: la nuova tecnologia muove l’opera nello spazio, la trasforma per darle una lettura alternativa lasciando che l’osservatore possa decidere da che punto di vista guardarla, in modo che l’esperienza rimanga unicamente soggettiva.
A tal proposito, il curatore della mostra Marco Giammetta afferma: “Oggi, tutto o quasi, avviene attraverso la mediazione di tecnologie in grado di veicolare il reale attraverso le immagini. Reale e virtuale perdono il loro rapporto dicotomico e si sovrappongono, generando una terza dimensione che è quella dell’illusorietà. L’essere inteso come dimensione materica e sensoriale, alimentato dall’esperienza e dal vissuto, si trasforma, si muta; tutto è possibile in questa dimensione virtuale ed allora possiamo essere ciò che vogliamo, ciò che non siamo e ciò che non saremo mai.Il virtuale diventa così potentissimo strumento di comunicazione in grado di negare la dimensione reale, confondendola con l’effimero e massificandone l’immagine.Le opere della Morzetti si interrogano sull’attuale stato dell’identità intesa come reale essenza dell’essere, per questo 6_24. È quindi gioco forza aprire, scavare, entrare dentro li corpo per ritrovarsi, per indagare sui reali valori dell’essere riportando l’esistenza al centro dell’io reale. La nostra responsabilità è sentire, valutare e consapevolmente agire.”
PAX_22 (2022) Tecnica mista con resine lavorate a fuoco. Mixed technique with fire-worked resins. cm H 130 x L 150 x P 25
Dalle sculture in mostra emergono le doti compositive dell’artista, così come lamaniacale capacità di modellazione della materia, la minuzia dei particolari e l’uso di elementi organici, dettagli che generano nelle opere un’armonia tra lo stile che esprimono e il patrimonio culturale e morale da cui prendono vita, proveniente dalla tradizione scultorea propria del territorio in cui vive e lavora l’artista. L’uso della fiamma deforma, distorce, plasma le opere, lasciando spazio a quel “dentro” che trasfigura l’immagine e scopre nervature, connessioni che si intrecciano alterando la neutralità del colore bianco, prediletto dalla scultrice. Il colore per Morzetti non è semplicemente una manifestazione fisica della luce che l’osservatore percepisce passivamente dall’esterno, ma è anche e soprattutto un’elaborazione dell’occhio e quindi della mente umana. Una visione goethiana che porta Morzetti a scegliere il bianco, in quanto colore della vita e della rinascita per la cultura occidentale, ma anche colore della morte per la cultura orientale. Un colore che in sé racchiude tutti i colori e che grazie alla sua neutralità rimarca con forza li rapporto tra chiaro e scuro, tra luce ed ombra, caratteristica propria dell’arte scultorea del periodo barocco. Le sue sculture dunque emanano luce, si librano nell’aria e – con il candore del bianco – si raccontano senza nascondere il peso dell’esperienza terrena; sono angeli in terra che hanno combattuto e sofferto e non si piegano all’oblio.
“Nel lavoro di Roberta Morzetti, la materia viene consapevolmente fatta oggetto di una alterazione e, potremmo dire, di un declassamento. Non più l’elemento nobile e prezioso della scultura tradizionale, ma qualcosa legato alla contemporaneità che, però, subisce una metamorfosi, una mutazione: la mutazione della materia che diventa mutazione del corpo […] Proprio come Icaro che, tentando di elevarsi sopra tutti gli altri per raggiungere il sole, scioglie le proprie ali e precipita rovinosamente a terra dando vita allo stesso tempo al suo “capolavoro” (divenendo cioè metafora di ogni spinta verso l’alto, di ogni volontà di elevarsi oltre la propria condizione), così la materia e i corpi della Morzetti, nel loro disfacimento, mirano alla stessa, drammatica, tensione.” – Silvano Manganaro
Roberta Morzetti – Biografia
Roberta Morzetti nasce a Tarquinia nel 1979. Si forma all’Accademia delle Belle Arti “Lorenzo da Viterbo” (ABAV), conseguendo nell’anno 2005 il diploma accademico con lode. Inizia le sue esperienze lavorative nel mondo dellamoda, ideando linee di abbigliamento con materiali riciclati (Leccaletichetta, Cementarmato, Aporie). A Roma, diviene assistente ai costumi di Andrea Viotti nella compagnia di Gabriele Lavia(“Le Nozze di Figaro”, regia di Matteo Tarasco, 2007, Teatro Eliseo; “Misura per Misura”, regia di Gabriele Lavia, 2007, Teatro Argentina), di Laura Costantini (per i musical “A un passo dal sogno”, 2008, “Portamitanterose.it”, 2009, regia di Marco Mattolini, Teatro Brancaccio; per il film “Non c’è due senza te”, regia di Massimo Cappelli, 2015), di Michela Marino (per il cortometraggio “Anni 30”, regia di Luciano Melchionna, 2008). Dal 2012, si dedica all’ideazione e alla realizzazione di sculture di medie e grandi dimensioni, eseguendo calchi direttamente sul proprio corpo, per poi rielaborare, incendiare ed assemblare con altri oggetti i lavori così ottenuti. Nel corso della sua carriera ha partecipato a molte mostre collettive e negli ultimi anni ad alcune personali a Roma Skin_20 e Tuscania Pax_22, ed è stata chiamata a partecipare con le proprie opere ad eventi d’arte come RAW, Arte in Nuvola a Roma e Paratissima a Torino.
Roberta Morzetti utilizza le sue sculture per raccontare e testimoniare il presente, sperimentando anche altre forme d’arte come nella creazione dei cortometraggi R_Esisto e Cutismea.
INFORMAZIONI UTILI TITOLO MOSTRA: 6_24 DOVE: Basile Contemporary – Galleria d’Arte Contemporanea, via di Parione 10, Roma OPENING: giovedì 13 giugno 2024 ore 18.30 DURATA: 13 giugno – 13 luglio 2024 A CURA DI: Marco Giammetta IN COLLABORAZIONE CON: Rosa Basile TESTO CRITICO: Silvano Manganaro INTERVENTO VISUAL: Lucio Arese INGRESSO GRATUITO ORARI: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 CONTATTI BASILE CONTEMPORARY TEL. Galleria:06 97165279 CELL. Rosa Basile: 340.0001260 SITO: www.basilecontemporary.com MAIL: basilecontemporary@gmail.com FACEBOOK: https://www.facebook.com/basilecontemporary/ INSTAGRAM: https://www.instagram.com/basile_contemporary
F. Nani – Presidente Ferpi sul palco di InspiringPR 2024 Credits foto:Fabrizio Ruzzier
Si festeggiavano 10 anni di Festival oggi alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista a Venezia. E l’atmosfera era infatti quella delle grandi feste: emozione, allegria, calore. E naturalmente pensieri e parole di ispirazione, da riportare a casa e nella propria attività per i tanti presenti alla decima edizione di InspiringPR, Festival italiano delle Relazioni Pubbliche, promosso da FERPI e organizzato da FERPI Triveneto, con la collaborazione di UniFERPI Padova e Gorizia e il Patrocinio di Regione del Veneto, Comune di Venezia-Città di Venezia, Marco Polo 700, Università degli Studi di Padova, Unioncamere del Veneto e Istituto Universitario Salesiano Venezia – IUSVE. Presente per il Comune di Venezia, l’Assessore Paola Mar.
L’InspiringPR Award per la migliore campagna di Relazioni Pubbliche, Primo Premio, è andato al Gruppo Feltrinelli per la campagna LEGGERE INSEGNA A LEGGERE. A Francesca Cristofari il Premio studio “É il digitale, bellezza!”.
“Una scommessa vinta”, questo decennale, per Filippo Nani, Presidente della Federazione, “grazie alla creatività e alla immaginazione dei dieci speaker stavolta coinvolti e all’entusiasmo, che cresce anno dopo anno, del team organizzatore e del pubblico. Come testimonia anche il numero di partner e sostenitori che hanno scelto di accompagnare il Festival in questa edizione. 10 anni di InspiringPR che hanno cementato una comunità di colleghe e colleghi, e non solo, intorno a questo evento di promozione di una crescente cultura delle relazioni pubbliche. Un anniversario, quello di oggi, ma anche un nuovo punto di partenza verso traguardi nuovi della professione, nel segno della condivisione di idee e visioni”.
InspiringPR 2024 | Il team Credits foto:Fabrizio Ruzzier
Tutti i Premi
Due i Premi assegnati nel corso di InspiringPR: l’InspiringPR Award, partner BAT Italia, per la campagna di relazioni pubbliche distintasi per la sua capacità di ispirazione e il Premio di studio “È il digitale, bellezza!”, in memoria di Adriana Ripandelli, organizzato con famiglia e Mindshare Italia, rivolto agli studenti delle università̀ italiane per premiare le più̀ innovative tesi di laurea con focus specifico sulla comunicazione digitale.
Premiazione Gruppo Feltrinelli – InspiringPR Award 2024 Primo premio Credits foto:Fabrizio Ruzzier
Il Primo Premio InspiringPR Award VII EDIZIONE è andatoal Gruppo Feltrinelli per la campagna LEGGERE INSEGNA A LEGGERE, per la capacità di sintesi e coinvolgimento dei destinatari, dimostrando quanto i libri abbiano un forte impatto nella vita delle persone e come possano incidere nel futuro e nelle sorti del mondo, sollecitandole a pensare in autonomia sulle principali sfide attuali.
Il Secondo Premio a Veneto Lavoro – Regione del Veneto per la campagna EQUAMENTE AL LAVORO, per lacapacità di affrontare con creatività un tema molto sentito e dibattuto. Secondo Premio pari merito alla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia Direzione Lavoro, Formazione, Istruzione e Famiglia per la campagna OLTRE I SOLITI CLICHÈ. UNA REGIONE PER I GIOVANI, per la strategia di storytelling anche attraverso giovani testimonial.
Menzione specialeper ADIREILVERO di Pfizer, per aver fornito strumenti e nozioni fondamentali per contrastare il disordine informativo e la misinformazione e favorire una comunicazione responsabile.
Premio di studio ‘E’ il digitale, Bellezza’ 2024 a Francesca Cristofari Credits foto:Fabrizio Ruzzier
Alla Dott.ssa Francesca Cristofari il Premio di studio “È il digitale, bellezza!” IV edizione per la tesi di laurea “Strategie di Digital Marketing nel Settore Lattiero-Caseario. Il Caso Studio Ariete Fattoria Latte Sano”, che analizza in modo approfondito l’impatto del Digital Marketing nel settore ed evidenzia l’importanza cruciale di differenti strumenti digitali per incrementare l’engagement degli utenti, potenziare la visibilità del brand e aumentare le vendite in un contesto sempre più orientato alla connettività digitale.
Premiazione Regione del Veneto – InspiringPR Award 2024 Credits foto:Fabrizio Ruzzier
Un Festival che appartiene anche alla città
Lo ha sottolineato il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, che in un messaggio ha espresso “vicinanza ideale ad un’iniziativa che celebra un traguardo significativo: il suo decimo anniversario. Un decennio di incontri, think tank e visioni, che hanno contribuito ad arricchire di un nuovo paradigma interpretativo il settore delle Relazioni Pubbliche. Il plauso più grande alla Federazione Relazioni Pubbliche Italiana per l’impegno costantemente profuso per arricchire, edizione dopo edizione, questo format. Il lavoro di squadra e le sinergie con il territorio, ci donano non solo un evento, ma una vera e propria piattaforma dove poter coltivare le idee. Non solo quelle correlate alla comprensione del presente, ma soprattutto quelle necessarie per plasmare, sin da ora, un futuro migliore”.
L’edizione 2024
“In un mondo in continua evoluzione, dove le relazioni giocano un ruolo sempre più cruciale nella costruzione di ponti e nel superamento delle sfide, la parola diventa il nostro strumento più potente. E in questa decima edizione di InspiringPR, celebrare il potere delle parole significa guardare con fiducia e determinazione verso un futuro di relazioni autentiche, significative e trasformative”, così la delegata di Ferpi Triveneto, Ada Sinigalia.
Fiore all’occhiello della delegazione del Triveneto, che lo ha ideato, in questa edizione la scelta del format da parte del Comitato scientifico presieduto da Max Bustreo è caduta su 10 parole, 10 concetti da interpretare per altrettanti relatori provenienti da settori e ambiti diversi. Responsabilità, Accoglienza, Intelligenze, Attenzione, Curiosità, Fantasia, Speranza, Prospettiva, Generosità e Autenticità” il fulcro quindi dei 10 speech ascoltati oggi.
Premiazione Regione Friuli-Venezia Giulia – InspiringPR Award 2024 Credits foto:Fabrizio Ruzzier
Responsabilità per Paolo D’Anselmi, insegnante, consulente di management e scrittore. Luca Raffaelli, tra i massimi esperti italiani nel campo dei fumetti e del cinema d’animazione, ha parlato di Fantasia. La Speranza è stata declinata da Matteo Tonoli, ingegnere e sociologo. Generosità nell’intervento di Rosella Scalone, imprenditrice ed esperta di comunicazione digitale e social media. Mapi Danna, scrittrice, TEDx Speaker, autrice Tv, radio e web ha affrontato l’Autenticità. Ad Andreina Contessa, Direttore del Museo Storico e Parco del Castello di Miramare e della Direzione Regionale Musei del Friuli-Venezia Giulia, il termine Curiosità. L’Attenzione con Giulia Galliano Sacchetto, giornalista professionista, appassionata di circo e magia. Le Intelligenze con Luca Vescovi imprenditore settore digitale, la parola Intelligenze. Ha parlato di Accoglienza Paola Zanotto, architetto e urban designer, per Accoglienza mentre Audace Sailing Team, un gruppo di studenti di ingegneria con la passione per la vela ecosostenibile, è intervenuto sulla Prospettiva.
Con il Festival
InspiringPR 2024 è stato realizzato con il contributo del Corporate Partner BAT Italia, dei Supporting Partner AD Dal Pozzo, Canon Medical Group, Centro Marca, Coca-Cola Italia, Gruppo Matches, Ottagono, e del Local Sponsor Biblion Edizioni. Media partner Corriere del Veneto, Corriere Imprese Nordest, Digital Coach, Radio Piterpan, Telpress, Wired. Questi gli Sponsor tecnici: Cantine Vitevis, Caseificio Zanchetta, ConGusto, Damoli Gastronomia, Flamigni, Genuina Hub Company, Illy, Riso Melotti, Unigadget. Tra i Sostenitori: Aps comunicazione, Bi Wise, Pr Consulting, Thanai Communication Advisors.Tutto su InspiringPR sul sito web e sui canali ufficiali Facebook, LinkedIn, Instagram, X e YouTube. E appuntamento a Venezia il prossimo anno.
La Premiazione
Sul palco, insieme a Federica Zar, Consigliera nazionale Ferpi con delega alla Comunicazione, il Primo Premio InspiringPR Award è stato consegnato da Massimiliano Colognesi, Head of external affairs BAT Italia, Filippo Nani e Ada Sinigalia nelle mani di Claudio Calò, Group Chief Marketing Officer Gruppo Feltrinelli.
Il Secondo Premio InspiringPR Award sempre da Massimiliano Colognesi e Ada Sinigalia, a Silvia Cavallarin di Veneto Lavoro ed Erika Faresin e Bijan Tehranian di Arzanà.
Hanno consegnato il Secondo Premio pari merito Massimiliano Colognesi e Ada Sinigalia, nelle mani di Alessia Rosolen, Assessore al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia della Regione Friuli-Venezia Giulia.
A consegnare il Premio Menzione Speciale nelle mani dei responsabili External Communication Pfizer (Carla Capobianco, Cinzia Colazzo, Paola Corti, Daniela Sessa) Massimiliano Colognesi e Massimiliano Bustreo, presidente Comitato Scientifico InspiringPR.
Il Premio studio “E’ il digitale Bellezza!” è stato consegnato a Francesca Cristofari da Roberto Binaghi, Amministratore delegato Mindshare Italia, Ada Sinigalia e, per famiglia di Adriana, da Alessandro e Mariolina Sattanino. Per i Premi si ringrazia Genuina Hub Company.
Il Museo Castello San Materno di Ascona (Svizzera) celebra il suo primo decennale di attività con una mostra dedicata a Karl Hofer (1878-1955), pittore, disegnatore e grafico tedesco, considerato uno dei più prestigiosi artisti figurativi del Novecento che, muovendosi tra Espressionismo e Nuova Oggettività, ha mantenuto per tutta la vita, grazie a un suo stile originale, un approccio estremamente indipendente nei confronti dell’arte.
ASCONA (SVIZZERA) MUSEO CASTELLO SAN MATERNO FONDAZIONE PER LA CULTURA KURT E BARBARA ALTEN 26 MAGGIO – 29 SETTEMBRE 2024
KARL HOFER FIGURE, NATURE MORTE, PAESAGGI
L’esposizione che celebra i primi dieci anni di attività del Museo Castello San Materno presenta una selezione di dipinti e opere su carta di uno dei più prestigiosi artisti figurativi del Novecento.
A cura di Harald Fiebig
La mostra, curata da Harald Fiebig, organizzata e sostenuta dalla Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten di Soletta in collaborazione con il Museo Comunale d’Arte Moderna e il Comune di Ascona, presenta una selezione di 29 opere, tra dipinti e lavori su carta, raramente esposti, provenienti dalla Fondazione Josef Müller presso il Kunstmuseum Solothurn, dalla Sammlung Arthouse, da una raccolta della Germania settentrionale e dalla collezione privata di Frank Brabant a Wiesbaden.
La rassegna ripercorre la varia e sfaccettata ricerca di Karl Hofer che, da una rappresentazione trasognata di figure, passando per le nature morte, arriva a una concreta pittura paesaggistica.
Per documentare l’evoluzione stilistica di Karl Hofer e i suoi temi pittorici essenziali, sono messi a confronto lavori appartenenti a diverse fasi creative.
La vita e l’opera dell’artista tedesco furono intimamente legate alla Svizzera e, in particolare, al Canton Ticino, che divenne uno dei suoi soggetti paesaggistici più frequentati e che saranno oggetto di una apposita sezione al piano superiore del Castello.
Accompagna la mostra un catalogo E.A. Seemann Verlag, a cura di Harald Fiebig e Ilse Ruch per conto della Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten, con testi del curatore e di Doris Hansmann e un ricco corredo iconografico.
Karl Hofer, nato a Karlsruhe nel 1878, si iscrive nel 1897 alla Scuola d’arte del Granducato di Baden nella città natia e prosegue poi gli studi all’Accademia di Belle Arti di Stoccarda. La prima parte della sua carriera risulta caratterizzata dai soggiorni a Roma (1903-1908), dove la sua pittura subisce l’influenza dell’Antichità e del Rinascimento, a Parigi, dove si entusiasma per le opere di Eugène Delacroix e Paul Cézanne (1839-1906) così come per quelle di El Greco e da due lunghi viaggi nel sud dell’India.
Al suo ritorno, la famiglia si trasferisce a Berlino. Durante una vacanza nella località balneare francese di Ambleteuse, gli Hofer vengono colti di sorpresa dallo scoppio della Prima guerra mondiale e l’artista, considerato uno straniero nemico, viene internato per tre anni. Rilasciato nel 1917, Hofer si stabilisce in un appartamento con atelier a Zurigo e torna a dedicarsi interamente alla pittura. Matura a questo punto un preciso interesse per l’Espressionismo, anche se in Hofer il colore rimane più legato alla materia. La rappresentazione dell’essere umano, nella sua universalità e sovratemporalità, è tuttora centrale tuttavia l’artista cerca anche nuovi soggetti.
Negli anni venti è all’apice del successo: mostre internazionali, un posto di docente all’Accademia di Belle Arti di Berlino, l’intensa attività nel consiglio direttivo della Secessione di Berlino caratterizzano questi anni. A quel periodo risalgono molte delle sue opere migliori: donne silenziose, assorte, la cui immagine si avvicina al modo di concepire la figura umana della Nuova Oggettività, così come clown e maschere, Arlecchini e Pierrot.
Anche la pittura paesaggistica assume una forte valenza nella sua opera da quando, nel 1918, ha visitato per la prima volta il Ticino, dove dal 1925 trascorre buona parte dei mesi estivi e dove, nel 1931, acquista una casa sul Lago di Lugano. Nel corso del tempo realizza oltre duecento tele di grande formato con paesaggi deserti, privi di figure umane, ma dall’aspetto reale, in cui edifici, strade e ponti alludono a un territorio abitato dall’uomo.
Con la presa del potere da parte dei nazionalsocialisti ha inizio un periodo infausto: nel 1933 Hofer è licenziato dall’Accademia, nel 1937 trecentoundici sue opere vengono confiscate dai musei tedeschi, dipinti, disegni e stampe sono esposti alla mostra sull’Arte degenerata (Entartete Kunst). All’inizio di marzo 1943 il suo atelier viene completamente distrutto da un bombardamento che causa la perdita di oltre centocinquanta dipinti, millecinquecento disegni, vari quaderni di schizzi e di tutti i suoi appunti. In quegli anni dipinge cupe visioni della sua epoca, ma raffigura soprattutto giovani figure femminili, paesaggi e nature morte di fiori e frutta.
Al termine della guerra l’artista diventa una delle figure di spicco della ricostruzione culturale di Berlino. Sebbene non abbandoni la figurazione, la sua pittura evidenzia un marcato cambiamento di stile: il colore diventa più luminoso e acquista maggiore espressività, la forma si allontana sempre più dalla natura. La figura umana – tuttora al centro della sua opera – è investita da una deformazione progressiva, con teste piccole, arti allungati e mani enormi.
Messo in ombra dalle violente controversie pubbliche sul ruolo delle arti figurative nel contesto dell’«astrazione come linguaggio mondiale», il 3 aprile 1955 l’artista muore dopo essere stato colpito da un ictus.
Di Harald Fiebig e altri, a cura di Ilse Ruch. Catalogo, Museo Castello San Materno Ascona 2024.
21 x 25,5 cm, 176 pagine, 60 illustrazioni a colori, copertina rigida
KARL HOFER. Figure, nature morte, paesaggi Ascona, Museo Castello San Materno/Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten (via Losone 10) 26 maggio – 29 settembre 2024
Dal 5 al 14 giugno 2024, il Palazzo di Vetro, Quartier Generale delle Nazioni Unite a New York, ospiterà un’iniziativa espositiva di grande prestigio e significato, che celebra la storia e i valori della Marina Italiana.
Nel luogo istituzionale più rappresentativo al mondo, una mostra celebra la Marina Militare, la sua storia, i suoi valori, i suoi marinai, l’impegno nel sostegno all’agenda 2030 delle Nazioni Unite dedicata allo sviluppo sostenibile. Un posto d’onore sarà riservato alla nave scuola Amerigo Vespucci che, impegnata nel tour mondiale, in quei giorni starà navigando lungo la costa pacifica degli Stati Uniti.
NEW YORK PALAZZO DELLE NAZIONI UNITE DAL 5 AL 14 GIUGNO 2024 OCEAN STORIES The Italian Navy exhibition
La mostra, dal titolo Ocean Stories. The Italian Navy exhibition, che si svolgerà nella settimana in cui ricorre il World Ocean Day (8 giugno), è co-organizzata dalla Marina Militare con la Rappresentanza Permanente d’Italia all’ONU. Il percorso espositivo multimediale e immersivo, sviluppato, prodotto e realizzato da Magister Art, si presenta come un racconto che comunica l‘universo eterogeneo della Marina Militare, per coinvolgere ed emozionare un vasto pubblico di persone di diverse culture, nazioni ed età.
Quattro sono le aree tematiche in cui è suddivisa la rassegna, che si apre con Ocean Planet, nel quale ci si relaziona all’Oceano come unico grande mare e dove si descrive l’impegno della Marina Militare per la sua conoscenza, protezione, preservazione attraverso la dimensione subacquea, la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica. La sezione è caratterizzata da contenuti video-fotografici e infografiche che illustrano gli elementi identificativi dell’Oceano quali le sue dimensioni, il suo volume d’acqua, la sua profondità, la percentuale protetta.
Altri contenuti documenteranno le operazioni e le attività che vedono attivamente coinvolta la Marina Militare nella conoscenza, conservazione, protezione e preservazione dell’Oceano.
Nell’area denominata Tempo, si trova un percorso per immagini dedicato al ritmo dei gesti e delle azioni in mare. Fotografie e filmati mostrano attività e operazioni della Marina Militare, dal fischio del nostromo ai clutter dei radar, dal rumore del vento alla scia di un’imbarcazione sul mare, dal tintinnio della campana allo scricchiolare delle cime, suoni che diventano un metronomo che scandisce la vita a bordo di tutte le navi.
Il cuore della mostra è dedicato alla Nave scuola Amerigo Vespucci, definita dalla portaerei americana USS Independence, in uno storico incontro, come la “nave più bella del mondo”, il cui navigare diventa metafora di un racconto universale: il vascello non è solo ambasciatore dell’Italia nel mondo, ma portatore di valori quali uguaglianza tra i popoli, inclusione, educazione, formazione, solidarietà e accoglienza.
Sarà possibile esplorare virtualmente gli spazi della Nave Scuola Amerigo Vespucci grazie a una riproduzione tridimensionale virtuale realizzata dall’Università degli Studi di Firenze, e contemporaneamente ammirare il suo modellino fisico di quasi 5 metri di lunghezza.
Negli stessi giorni di apertura della mostra, l’Amerigo Vespucci sarà in navigazione lungo la costa pacifica degli Stati Uniti.
L’iniziativa si completa con l’omaggio ai Sailors leading, ovvero al grande equipaggio Marina Militare, alle persone che ne costituiscono l’essenza e ne esaltano l’aspetto umano. Attraverso un mosaico di volti, viene data voce alle diverse professionalità che compongono la Marina Militare, dai professionisti navali agli aviatori, agli ingegneri, dai medici di bordo ai palombari, ai sommergibilisti, agli incursori e ai giovani allievi che hanno appena intrapreso la via del mare.
MAGISTER ART
Magister Art è una PMI innovativa e un’azienda nativa digitale che opera nel settore dell’Industria culturale e creativa per la valorizzazione e promozione degli asset dell’Italia. Realizza progetti di comunicazione culturale integrata e sviluppa soluzioni scalabili, declinabili e itineranti, ponendo al centro una visione del patrimonio italiano come valore nell’innovazione sociale del futuro ed esplorando il potenziale di strumenti tecnologici e digitali per co-creare conoscenza su grande scala.
OCEAN STORIES The Italian Navy exhibition New York, United Nations Headquarters (46th St & 1st Ave) 5-14 giugno 2024
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