
Dalle scelte “eretiche” di Saddam Hussein e Gheddafi fino alle strategie monetarie di Venezuela e Iran, la geopolitica mostra come il vero potere non risieda nelle valute, ma nella capacità di controllare e scambiare energia. Dollaro, euro, yuan sono strumenti; la posta in gioco reale resta la materia prima che muove economie, alleanze e conflitti. In un mondo che si avvia verso un equilibrio multipolare, la moneta ultima continua a essere l’energia.

| Non è il dollaro, non è l’oro: la moneta del mondo si chiama energia di Paolo Pantani Vicepresidente del Centro Studi Regione Mezzogiorno Mediterraneo EU-MED |
Sono eventi storici. Saddam Hussein, l’ex dittatore iracheno, aveva deciso di vendere il petrolio in euro invece che in dollari statunitensi, una mossa che aveva irritato gli Stati Uniti . E Muammar Al-Queddafi, l’ex leader libico, aveva proposto l’idea di creare una moneta africana, il dinaro oro, per le transazioni petrolifere e commerciali, bypassando il dollaro.
Entrambi questi leader hanno pagato un prezzo alto per le loro scelte “sovversive”.
Le informazioni sulla vendita di petrolio del Venezuela in yuan
Il Venezuela ha effettivamente aumentato le sue esportazioni di petrolio verso la Cina, accettando pagamenti in yuan per bypassare le sanzioni statunitensi.
Nel 2023, il Venezuela ha venduto circa 30-40% del suo petrolio alla Cina, in cambio di aiuti economici e tecnici. La Cina è diventata uno dei principali partner commerciali del Venezuela, e il paese sudamericano ha utilizzato il yuan per pagare le importazioni cinesi e ridurre la sua dipendenza dal dollaro statunitense.
Malgrado la invasione, tuttavia, è importante che queste cose si sappiano, è l’energia, non l’oro, non il dollaro, non lo yuan, non l’euro, la moneta che tiene valore di uso e di scambio è LA ENERGIA.
Anche l’Iran vende il suo petrolio principalmente in dollari statunitensi (USD), come la maggior parte dei paesi esportatori di petrolio. Tuttavia, l’Iran ha cercato di ridurre la sua dipendenza dal dollaro e ha iniziato a utilizzare altre valute, come l’euro e il yuan cinese, per le sue transazioni petrolifere.
La moneta ufficiale dell’Iran è il rial iraniano (IRR), ma a causa delle sanzioni economiche e della instabilità economica, il dollaro statunitense è ampiamente utilizzato nel paese, soprattutto per le transazioni internazionali.
È importante notare che l’Iran ha anche cercato di promuovere l’uso della sua moneta digitale, il rial digitale, per le transazioni interne.
Ecco perché sarà la prossima vittima sacrificale della prossima invasione delle potenze decadute pseudo-OCCIDENTALI.
L’unità di misura dell’energia più comunemente utilizzata in economia internazionale è il barile di petrolio equivalente (BOE, dall’inglese Barrel of Oil Equivalent) o, più spesso, la tonnellata di petrolio equivalente (TOE, dall’inglese Tonne of Oil Equivalent).
Tuttavia, la misura più utilizzata per le statistiche energetiche internazionali è il miliardo di barili di petrolio equivalente (Gbep) o il milione di tonnellate di petrolio equivalente (Mtep).
Ma se stiamo parlando di energia elettrica, l’unità di misura più comune è il wattora (Wh) o i suoi multipli, come il kilowattora (kWh) o il megawattora (MWh). In generale, l’unità di misura dell’energia più utilizzata a livello internazionale è il joule (J), ma è più comune utilizzare unità più pratiche come quelle sopra menzionate.
Come facciamo a utilizzare il joule come unità di moneta e come la si può contenere, fisicamente, per la scambiabilità? Utilizzare il joule come unità di moneta sarebbe un’idea interessante, ma non proprio pratica.
Il joule è un’unità di misura dell’energia, non una forma di valuta.
Tuttavia, se volessimo creare una valuta basata sull’energia, potremmo pensare a un sistema che rappresenti l’energia in una forma scambiabile. Ecco alcune idee:
1. Crediti energetici: potremmo creare crediti energetici che rappresentano una certa quantità di energia (ad esempio, 1 kWh). Questi crediti potrebbero essere scambiati tra persone o aziende.
2. Token energetici: potremmo utilizzare tecnologie blockchain per creare token che rappresentano energia. Questi token potrebbero essere scambiati su piattaforme digitali.
3. Batterie: potremmo utilizzare batterie come forma di contenitore di energia. Ad esempio, una batteria potrebbe essere caricata con energia e poi scambiata con altri.
Tuttavia, ci sono molti problemi da risolvere, come:
– Come garantire la sicurezza e la stabilità dell’energia contenuta?
– Come standardizzare la quantità di energia rappresentata da ogni unità?
– Come gestire la conversione tra diverse forme di energia (ad esempio, elettricità, calore, movimento)?
Insomma, utilizzare il joule come unità di moneta è un’idea interessante, ma richiede ancora molto lavoro per essere realizzata.
Nel frattempo, usiamo la nostra presenza multimillenaria euro-mediterranea verso un nuovo orizzonte di senso, multipolare, si riaprino le relazioni italo-iraniane,come ai tempi, tanto decantati solo a parole di Enrico Mattei, un precursore delle politiche antipredatorie e pacifiche.
L’ Iran è l’unico superstite, per il Momento, delle follie turbo- colonialiste-militariste americane: Saddam Hussein, Muammar Al-Quaddafi, Nicolas Maduro.
| Da Paolo Pantani – Experiences Consulente culturale da Napoli |
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