Nel silenzio, l’anima: Sara Morante porta in scena Eleonora Duse


Un monologo tra memoria e identità per raccontare il ritorno della grande attrice sulle scene. Un viaggio teatrale intimo e stratificato nella vita di Eleonora Duse. Sara Morante ne restituisce la complessità umana e artistica, tra frammenti biografici, tensione emotiva e riflessione sul mestiere dell’attore.


Venerdì 17 aprile 2026, alle ore 18.00, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre dell’Aquila ospita Eleonora Duse: nel silenzio, l’anima, monologo scritto, diretto e interpretato da Sara Morante . Un lavoro che si inserisce nel solco della ricerca teatrale contemporanea, interrogando la memoria scenica e l’identità dell’interprete attraverso una delle figure più emblematiche del teatro moderno.

Lo spettacolo si concentra su un momento preciso e simbolico: la sera del 5 maggio 1921, quando Eleonora Duse torna sul palcoscenico dopo oltre un decennio di assenza. È un ritorno carico di tensione e consapevolezza, che Morante trasforma in un dispositivo narrativo introspettivo. La Duse evocata in scena non è solo la “Divina”, ma una donna che ripercorre la propria esistenza, sospesa tra infanzia e maturità, tra vocazione artistica e fragilità personale.

Il monologo si sviluppa come un flusso di coscienza che intreccia arte, dolore e desiderio di vita. Le parole – anche quelle di Gabriele d’Annunzio – diventano materia viva per esplorare una personalità complessa, attraversata da contraddizioni e tensioni irrisolte. Ne emerge un ritratto mobile, mai definitivo, che rivendica il diritto all’impermanenza e al mistero, tanto per l’artista quanto per l’essere umano.

A sottolineare la qualità del lavoro è anche il contributo critico di Anna Sica, docente di Discipline dello spettacolo all’Università di Palermo, che evidenzia come Morante abbia costruito una drammaturgia a partire da materiali eterogenei – lettere, documenti, suggestioni biografiche – lavorati con precisione quasi artigianale. Il risultato è un’opera che si muove sul confine tra verità e rappresentazione, tra documento e invenzione scenica.

La figura di Eleonora Duse, nata nel 1858 e scomparsa nel 1924, continua a esercitare una forte attrazione sull’immaginario artistico internazionale. Attrice rivoluzionaria, capace di ridefinire i codici della recitazione, la Duse ha lasciato un’eredità che travalica epoche e confini. Il suo teatro, essenziale e profondamente emotivo, ha segnato l’inizio di una modernità interpretativa ancora oggi riconosciuta.

Il progetto di Sara Morante si inserisce in questa eredità, proponendo una rilettura personale e rigorosa. Aquilana di origine e berlinese d’adozione, l’artista ha intrapreso il percorso teatrale dopo una formazione giuridica e un’esperienza nel volontariato internazionale, avvicinandosi alla scena in seguito al terremoto del 2009. La sua formazione include esperienze con l’Actors Studio di New York e collaborazioni con la Deutsche Film- und Fernsehakademie Berlin.

Da anni Morante dedica il proprio lavoro alla figura della Duse, sviluppando studi e performance presentati in contesti accademici e culturali internazionali. Questo monologo rappresenta una sintesi matura di tale ricerca, capace di coniugare rigore filologico e tensione poetica.

La sede dell’evento, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, conferma la propria vocazione alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. Nata nel 2004, custodisce un vasto archivio documentario e una biblioteca specializzata, promuovendo attività espositive e progettuali che dialogano con la contemporaneità.

L’ingresso è libero, a sottolineare la volontà di rendere accessibile un’esperienza teatrale che si propone non solo come spettacolo, ma come occasione di riflessione sul senso stesso dell’arte e della presenza scenica.

Eleonora Duse, nata a Vigevano il 3 ottobre 1858 e morta a Pittsburgh il 21 aprile 1924, è stata la più celebrata attrice italiana della storia e nel mondo. La sua recitazione raffinata, innovativa e geniale ha segnato una svolta rivoluzionaria nell’arte e viene considerata la prima recitazione moderna. Nelle sue tournée Eleonora Duse affascinò il pubblico e la critica teatrale dell’Europa, del Nord e del Sud America, pur recitando esclusivamente in italiano. Anton Čechov affermò che gli era sembrato di capire ogni parola nel vederla recitare nonostante non conoscesse la lingua. Nel gennaio 1909 Eleonora Duse lasciò le scene, per ritornarvi nel maggio del 1921, a Torino, in un’Italia appena uscita dalla guerra. Costretta a imbarcarsi in un’ennesima, serrata tournée negli Stati Uniti, si ammalò e morì a Pittsburgh nel 1924. Riposa ad Asolo, secondo il suo desiderio. I più profondi legami sentimentali di Eleonora Duse furono al contempo connubi intellettuale-artistici: da quello con Arrigo Boito, rimasto a lungo segreto, a quello recentemente emerso con il pittore Aleksandr Volkov, al celeberrimo legame con Gabriele d’Annunzio. Da più di un secolo la figura di Eleonora Duse continua a ispirare generazioni di artisti di ogni percorso, al di là di ogni confine geografico: è il potere affascinante e persistente di quello che Hugo von Hofmannstahl definì come “il mistero della sua irripetibile arte”.

Sara Morante è aquilana di nascita e berlinese di adozione. Dopo una formazione giuridica e diversi anni di esperienza nel settore del volontariato internazionale, a seguito del terremoto dell’Aquila del 2009 si è avvicinata alla recitazione, intraprendendo un nuovo cammino artistico. Si è formata sotto la supervisione di Cathy Haase dell’Actors Studio di New York e Mike Bernardin a Berlino. Ha collaborato per diversi anni con gli studenti della Accademia Tedesca del Cinema e della Televisione di Berlino (DFFB). Da tempo è dedita alla ricerca e allo studio della figura di Eleonora Duse, da cui sono nati lavori che ha interpretato presso l’Università degli Studi di Palermo, presso gallerie private a Torino, Berlino, in Abruzzo e per il Lycée International de St. Germain-en-Laye, Parigi. Ha collaborato con la Prof.ssa Anna Sica alla pubblicazione di D’amore e d’arteLe lettere a Eleonora Duse di Aleksandr Volkov, Mimesis 2021, curando la revisione dell’epistolario in lingua francese e contribuendo alla ricerca documentaria.


La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre viene istituita a L’Aquila nel 2004 allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell’arte. Manifesti, locandine, inviti e brossure sono solo alcuni esempi delle tipologie documentarie che caratterizzano l’archivio composto da quasi 200.000 pezzi. Cataloghi di mostre, monografie e saggi, che popolano la biblioteca, contribuiscono a restituire l’immagine di un periodo denso di cambiamenti non solo a livello sociale ma anche storico-artistico, quale gli anni Sessanta e Settanta in Europa. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti.


Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>
Articolo redazionale

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