La mostra dell’artista americano riflette sui paradossi del viaggio globale

Una sequenza di oltre trenta dipinti dà forma a un racconto visivo continuo che indaga il turismo contemporaneo. A Ca’ Pesaro, Hernan Bas costruisce un universo ambiguo e teatrale, dove il visitatore diventa insieme osservatore e protagonista di una realtà instabile.


Dal 7 maggio al 30 agosto 2026, le Sale Dom Pérignon di Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia accolgono The Visitors, il nuovo progetto espositivo di Hernan Bas, a cura di Elisabetta Barisoni. La mostra, concepita come un’installazione immersiva, riunisce oltre trenta dipinti realizzati appositamente per gli spazi veneziani, anche durante una residenza dell’artista in laguna.

Il punto di partenza è Venezia stessa, città emblematica delle trasformazioni indotte dal turismo globale. Bas costruisce un corpus di opere incentrato su figure di visitatori – prevalentemente uomini occidentali -collocati in ambienti che oscillano tra realtà e immaginazione. Dai grandi classici del turismo di massa fino alle mete del cosiddetto dark tourism, come Chernobyl o la foresta giapponese di Aokigahara, ogni scena rivela un cortocircuito tra esperienza autentica e consumo superficiale dei luoghi.

Le sue figure abitano uno spazio ambiguo: tra curiosità e appropriazione, tra desiderio di conoscenza e spettacolarizzazione. Spesso colte in pose costruite – mentre fotografano, recitano o simulano identità – incarnano una condizione contemporanea segnata da spaesamento e finzione. In questo senso, Bas prosegue la sua indagine sull’identità, già centrale nella sua produzione, ma qui orientata verso una dimensione collettiva e sociale.

La pittura si struttura come una narrazione continua: inquadrature di matrice fotografica, superfici sature e dettagli simbolici – slogan, accessori, tatuaggi – funzionano come elementi di una moderna vanitas. Ne emerge un affresco critico della mobilità globale, in cui il viaggio si svuota di significato e si trasforma in rituale ripetitivo, talvolta inconsapevole.

Non è assente, tuttavia, una sottile componente empatica. I “visitatori” di Bas, goffi e disorientati, suscitano al contempo ironia e partecipazione, mentre l’artista riflette anche sulla propria esperienza biografica: cresciuto a Miami, città segnata dal turismo, e figlio di immigrati cubani, Bas si riconosce egli stesso in una condizione di perenne transito.

Come sottolinea la curatrice Elisabetta Barisoni, le opere restituiscono una visione paradossale e a tratti grottesca della contemporaneità: ciò che appare come semplice scoperta del mondo si rivela presto una messa in scena, dove i confini tra realtà e rappresentazione si fanno incerti e la memoria stessa vacilla.

Con The Visitors, Bas offre così una riflessione lucida e stratificata sul nostro tempo, trasformando Venezia – città fragile e simbolica – in uno specchio delle contraddizioni del presente.

Hernan Bas (nato a Miami, Florida, nel 1978) vive e lavora a Miami. Tra le sue recenti mostre personali istituzionali figurano: Hernan Bas: The Conceptualists, The Bass Museum of Art, Miami (2023); Hernan Bas: Choose Your Own Adventure, Space K, Seoul; Yuz Museum, West Bund, Shanghai (2021–22); Hernan Bas, Rubell Museum, Miami (2020–22); Hernan Bas: A Brief Intermission, CAC Málaga, Spagna (2018) e Florida Living, SCAD Museum of Art, Savannah (2017).

Il lavoro di Bas è stato inoltre presentato in The Collectors, progetto concepito da Elmgreen & Dragset per i Padiglioni Nordico e Danese in occasione della 53ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia (2009). Le sue opere fanno parte delle collezioni del Brooklyn Museum of Art (New York), Detroit Institute of Arts, Hammer Museum (Los Angeles), Hirshhorn Museum and Sculpture Garden (Washington, DC), Museum of Contemporary Art (Los Angeles), Museum of Contemporary Art (North Miami), Museum of Fine Arts (Boston), Museum of Modern Art (New York), San Francisco Museum of Modern Art e Whitney Museum of American Art (New York), tra gli altri.


Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>
Articolo redazionale

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