CASTELLO DI RIVOLI | Artissima: acquisite 10 opere d’arte di 6 artisti

LE NUOVE ACQUISIZIONI DELLA
FONDAZIONE ARTE CRT
AD ARTISSIMA 2025

 
Acquisite 10 opere d’arte di 6 artisti a favore del
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

Con il budget più alto degli ultimi tredici anni, anche quest’anno la Fondazione Arte CRT, ente art oriented di Fondazione CRT che quest’anno celebra il suo 25simo anniversario, ha confermato di credere alle proposte delle gallerie presenti ad Artissima acquisendo, nel corso dell’edizione 2025, 26 nuove opere realizzate da 11 artiste e artisti, destinandole come sempre alla fruizione pubblica; importanti lavori di John Giorno, Cian Dayrit, Majd Abdel Hamid, John Menick, Felix Shumba Valentina Furian confluiranno nella collezione permanente del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, mentre le opere di David Schutter, Simon Callery, Alessandro Pessoli, Marco Cingolani e Franciszka and Stefan Themerson saranno rese disponibili per le sale della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

Da venticinque anni la Fondazione Arte CRT è tra i partner principali di Artissima, la fiera internazionale d’arte contemporanea di Torino, che sostiene attraverso diversi contributi, in particolare con la campagna di acquisizioni. Una collaborazione che nasce dalla convinzione che Artissima rappresenti per la città un’occasione unica per consolidare e proiettare il proprio ruolo sulla scena artistica internazionale.

In occasione del suo 25° anniversario, la Fondazione Arte CRT rinnova e rafforza questo impegno, aumentando ulteriormente lo storico fondo destinato alle acquisizioni da 280.000 euro dello scorso anno a 300.000 euro. Si tratta del budget più alto degli ultimi tredici anni, a conferma della volontà della Fondazione di continuare a investire nella valorizzazione dell’arte contemporanea e nel patrimonio culturale condiviso di Torino e del suo territorio.

“La Fondazione Arte CRT, che opera per conto della Fondazione CRT, rinnova con convinzione il proprio impegno nei confronti di Artissima, la principale fiera d’arte contemporanea in Italia e una delle più riconosciute a livello internazionale” commenta Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione Arte CRT. “In occasione del nostro 25° anniversario, abbiamo voluto rafforzare ulteriormente questo legame, incrementando il fondo acquisizioni a 300.000 euro — lo stanziamento più consistente degli ultimi anni — per sostenere in modo concreto il lavoro delle gallerie e degli artisti presenti in fiera. Attraverso le acquisizioni effettuate anche grazie al prezioso supporto del nostro Comitato scientifico, le opere entreranno a far parte delle collezioni della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, andando ad arricchire due patrimoni pubblici di straordinario valore e contribuendo a rafforzare il ruolo di Torino come capitale dell’arte contemporanea.”

La Fondazione sostiene le gallerie e le artiste e gli artisti presenti in fiera attraverso l’acquisizione di opere, alimentando così una estesa collezione di lavori di arte contemporanea, oggi tra le più prestigiose: oltre 950 opere che spaziano dalla pittura alla scultura, dal video alla fotografia, dalle grandi installazioni agli NFT, realizzate da circa 380 artisti – per un investimento complessivo di oltre 42 milioni di euro. A conferma della mission della Fondazione, le opere che entrano a far parte della propria collezione vengono immediatamente rese disponibili alla collettività e ai due Musei per le rispettive attività espositive e per i prestiti ad altre istituzioni, consentendo a Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e a GAM  Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea un continuo aggiornamento delle proprie esposizioni e un dialogo costante con i principali attori della scena artistica internazionale.

Come consuetudine degli ultimi anni, era presente ad Artissima per il secondo anno il Comitato Scientifico della Fondazione Arte CRT, rappresentato quest’anno da Hans Ulrich Obrist (Direttore artistico Serpentine Galleries, Londra), Susanne Pfeffer (Direttrice Museum MMK für Moderne Kunst, Francoforte), e Vicente Todolì (Direttore artistico Fondazione Pirelli HangarBicocca, Milano); Manuel Segade Lodeiro (Direttore Museo Nacional de Arte Reina Sofía, Madrid) e Suhanya Raffel (Direttrice Museum M Plus, Hong Kong) hanno contributo da remoto.

Da sempre organo consultivo della Fondazione in materia di acquisizioni, il Comitato ha partecipato alla scelta delle acquisizioni in fiera, in sinergia con i Direttori e i Capo curatori del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, e selezionando opere che valorizzeranno ulteriormente il patrimonio artistico di entrambi i musei, centri di eccellenza piemontese e punti cardine nell’avvicinare all’arte un pubblico esteso ed eterogeneo, a livello locale, nazionale e internazionale. 

In merito alle acquisizioni il Comitato Scientifico della Fondazione Arte CRT ha dichiarato:
Un momento molto speciale a Torino, città d’arte che Artissima anima insieme alle mostre delle diverse istituzioni culturali del territorio. Quest’anno molte di esse festeggiano anniversari importanti — tra cui la Fondazione Arte CRT, che celebra i suoi 25 anni. 
Un momento dinamico, perché – per parafrasare Italo Calvino – a Torino si riesce a scrivere, perché qui passato e futuro convivono nel presente con una forza che altrove è più rara. Questo si percepisce ancor di più ad Artissima, attraverso le sezioni curate, dove artisti e gallerie pionieri ribadiscono questa attitudine: in un’epoca in cui circola molta informazione ma anche molta amnesia, è necessario ‘protestare contro l’ovvio’.

Per questa ragione Artissima presenta opere di artisti pionieri, talvolta dimenticati, che meritano di essere riscoperti e riletti. Come affermava Erwin Panofsky, ‘il futuro si inventa talvolta con frammenti del passato’. Da qui nasce l’esigenza di custodire la memoria e, al tempo stesso, sostenere gli artisti emergenti: perché la storia passata è anche l’anticipazione del futuro.
È impressionante vedere a Torino il numero di direttori, curatori e professionisti del mondo dell’arte che si incontrano in questi giorni.
Torino vale sempre un viaggio. E come diceva Alighiero Boetti, ‘l’arte porta il sole e la luce a Torino’.”

Le opere acquisite a favore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

“La poesia come spazio di continua elaborazione creativa (John Giorno); l’utopia della iper-tecnologia e il suo fallimento (John Menick); la tensione tra visione, controllo e vulnerabilità (Valentina Furian); la linea e il colore come strumenti per elaborare la perdita e il lutto (Majd Abdel Hamid); il riferimento alla cartografia per affrontare il trauma dell’eredità coloniale (Cian Dayrit); l’invenzione di tecniche come forma di resistenza alle politiche estrattiviste (Felix Shumba).
Questa selezione per il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea raccoglie artiste e artisti le cui opere affrontano la complessità del presente e la fragilità della condizione umana. Sono lavori dai forti connotati politici e sociali ma capaci di mantenere una dimensione poetica, con pratiche che sanno accogliere gesti lenti dove la creatività individuale diventa spazio di libertà e resistenza” ha dichiarato il Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea Francesco Manacorda.

Majd Abdel Hamid
Muscle Memory III, 2022
Video HD a singolo canale, colore
18′ 47”
Ed. 3/3 + 2 PA
P420
 
Majd Abdel Hamid
Muscle Memory Composition, 2022
Filo di cotone su tessuto
40.5 x 38.5 cm
P420
 
Majd Abdel Hamid
Muscle Memory Composition 6, 2022
Filo di cotone su tessuto
28.5 x 26.5 cm
P420 
 
Cian Dayrit
Natural Histories of Struggle: For Land, 2021
Oggetti, ricami, immagini e stampe digitali su tessuto (collaborazione con RJ Fernandez ed Henricus)
125 x 185 cm
Nome
 
Cian Dayrit
Valley of Dispossession, 2021
Oggetti e ricami su tessuto (collaborazione con Henry Caceres)
198 x 165 cm
Nome
 
John Giorno
DIAL-A-POEM Push Button Edition, 1968-2019
Telefono e computer con 282 poesie registrate di 132 poeti
12.7 x 27.9 x 27.3 cm
Ed. 9/20 + 5 PA
Thomas Brambilla
 
Valentina Furian
Eclissi, 2024
Video due canali, muto, colore
1′
Ed. 2 di 3 + 1 PA
Courtesy UNA e l’artista
 
John Menick
Telharmonium, 2025
Video 4K generativo, partitura audio generativa, software personalizzato, algoritmo economico, computer hardware
Ed. di 5 + 2 PA
Matta
 
Felix Shumba
Oracle 1-5, 2024
Carboncino su carta
72 x 70 cm ciascuno
Galleria Fonti
 
Felix Shumba
Familiar Fruit A third of dawn Along, a certain line come a 4th of a teeth length of light and with a lemon, 2024
Carboncino su carta
72 x 70 cm circa
Galleria Fonti

Castello di Rivoli
Piazza Mafalda di Savoia
10098 Rivoli – Torino
Info: +39 0119565222
come arrivare

Le attività del Castello di Rivoli sono realizzate primariamente grazie al contributo della Regione Piemonte.
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Ufficio Stampa Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Manuela Vasco | press@castellodirivoli.org | tel. 011.9565209
 
PCM Studio di Paola C. Manfredi
Via Farini, 71 | 20159 Milano | www.paolamanfredi.com
Francesca Ceriani | francesca@paolamanfredi.com | T. +39 340 9182004
Federica Farci | federica@paolamanfredi.com | T. +39 342 0515787


Da Press Office <press@castellodirivoli.org>

Cento (Ferrara): annunciati i 6 libri finalisti del Premio Letteratura Ragazzi

Annunciati i libri finalisti della 47° edizione
del Premio Letteratura Ragazzi di Cento
e le date del prossimo Festival

Arrivano puntuali come ogni anno le terzine finaliste della 47° edizione del Premio Letteratura Ragazzi di Cento.
Dopo tre mesi di lettura, si è riunita nei giorni scorsi la Giuria Tecnica presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Cento. Giuria che ha avuto il compito di valutare ben 198 libri di 66 case editrici e, dopo un lungo confronto, ha selezionato due terne finaliste: una destinata agli alunni delle classi III, IV e V della scuola primaria e l’altra agli studenti delle scuole secondarie di I grado, oltre al Premio Poesia “Gianni Cerioli“, sei Libri Segnalati e due Menzioni speciali.

I numeri della 47° edizione confermano la tendenza degli ultimi anni: sempre più case editrici partecipano al Bando con più titoli, presentando le loro migliori produzioni e una partecipazione in costante crescita rispetto delle scuole che si iscrivono alla Giuria Popolare. Tutto ciò non fa che confermare la stima e la fiducia delle case editrici e degli insegnanti nei confronti dell’impegno e del lavoro svolto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cento – unico Ente promotore del Premio.

La Giuria Tecnica, formata da educatori, autori, giornalisti, pedagogisti, librai e professionisti di grande prestigio nel campo della letteratura per ragazzi, ha valutato con grande professionalità tutti i libri, senza filtri o esclusioni, garantendo così una selezione autentica e di grande qualità. Di seguito i componenti della Giuria Tecnica:

  • Severino Colombo, scrittore e giornalista del Corriere della Sera;
  • Nicoletta Gramantieri, scrittrice e responsabile della Biblioteca Salaborsa ragazzi di Bologna;
  • Sabrina Maria Fava, Professoressa di storia della pedagogia e di letteratura per l’infanzia all’Università Cattolica di Milano;
  • Luigi Dal Cin, scrittore, attore e docente a contratto all’Università di Ferrara;
  • Silvana Sola, Giannino Stoppani-Accademia Drosselmeier, docente all’Università di Urbino;
  • Cosimo di Bari, Professore Associato di pedagogia all’Università di Firenze;
  • Anita Gramigna, Professoressa di letteratura per l’infanzia all’Università di Ferrara.

Di seguito i libri selezionati per le due terne finaliste, la menzione speciale della casa editrice e le opere segnalate:

Lo scheletro nell’armadio di LILIJA BERZINSKA, Traduzione di Rita Tura e Margherita CarbonaroIllustrazioni di Anna VaivareIperborea edizioni;

Lo spacciatore di noci di VALENTINA MISGUR Bompiani edizioni;

Io, me e le mie avventure. Diario di una fuga di CHARLY DELWART traduzione di Francesca Novajra illustrazioni di Ronan Badel, La Nuova Frontiera Junior edizioni.

Felice abbastanza di KARI STAI traduzione di Maria Valeria D’Avino illustrazioni di Kari Stai, Camelozampa edizioni;

Brock. La paura del tasso di ANTHONY MCGOWAN traduzione di Mara Pace Rizzoli edizioni;

Il leggendario tesoro di Hell Gate di DAVIDE MOROSINOTTO illustrazioni di Arianna Operamolla Mondadori edizioni.

Come d’estate il temporale di CARLO MARCONI illustrazioni di Serena ViolaLapis edizioni

Colla e io di MATHIS illustrazioni di Tiziana Romanin traduzione di Livia RocchiPension Lepic edizioni; 

Stella di GERDA DENDOOVEN traduzione di Olga AmaglianiCamelozampa edizioni;

Tessa presidente di SUSANNA MATTIANGELI illustrazioni di KanjanoIl Castoro edizioni;

GESSO di ANNA WOLTZ traduzione di Anna Patrucco Becchi, Beisler edizioni;

Oceano di GIONATA BERNASCONI illustrazioni di Marco SomàEinaudi Ragazzi edizioni;

La prima volta di ogni cosa di DAN SANTAT traduzione di Laura TenoriniIl Castoro edizioni;

Cromosomi di FABIAN NEGRIN illustrazioni di Kalina Muhovaedizionicorsare; 

Punto e a capo di OLIVER JEFFERS, Zoolibri edizioni;

Entro Natale, le classi selezionate per la Giuria Popolare – numero che quest’anno in poco più di un mese ha visto il superamento di 12.040 ragazzi iscritti di oltre 612 classi provenienti da tutte le regioni di Italia, e da alcune scuole all’estero (Svizzera, Parigi e Croazia) spingendo gli organizzatori a chiudere le iscrizioni con largo anticipo – riceveranno gratuitamente e direttamente a scuola i libri finalisti, inviati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cento.

I ragazzi avranno quattro mesi di tempo per leggere i libri in classe, guidati dai loro insegnanti; al termine, ogni ragazzo potrà esprimere la propria preferenza. I voti raccolti saranno inviati on-line da ogni classe, tramite il portale web dedicato al Premio, e andranno a decretare così la classifica finale, che verrà svelata durante la giornata della cerimonia di premiazione che si svolgerà al termine del FESTIVAL del Premio Letteratura Ragazzile cui date sono state rese note proprio oggi: dal 5 al 9 maggio 2026 a Cento FE.

Maggiori informazioni su www.premioletteraturaragazzi.it.


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TITOLO: Annunciati i libri finalisti della 47° edizione del Premio Letteratura Ragazzi di CentoDOVE: Cento (FE)
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“L’Europa che vorremmo”: se ne ragiona all’Università insieme all’Anpi di Messina

L’Europa ha preso una brutta piega: si è messa sulla strada del riarmo, delle tormentate diseguaglianze, traviata da crescenti nazionalismi. Eppure i giovani mostrano di avere le idee chiare su come dovrebbe essere l’Unione europea: istruzione, protezione dell’ambiente, uguaglianza di diritti e opportunità per tutti i cittadiniinclusioneprogresso esalute delle persone. Eppure il Manifesto di Ventotene, che al confino nel 1941 scrissero gli antifascisti Spinelli, Rossi e Colorni, immaginando una unitaria federazione europea, parlava di pace e libertà.

Riprendendo le ispirazioni dei lontani fondatori e cercando di rispondere alle aspirazioni delle presenti generazioni, l’Anpi di Messina propone una Giornata di studi sulla storia e i destini dell’Europa Unita nell’Ottantesimo della Liberazione, dal titolo “L’Europa che vorremmo”. Il 14 novembre 2025, l’Associazione messinese dei partigiani lo dedica alla discussione sui temi europei, con la collaborazione dell’Ateneo cittadino, dell’Associazione culturale ARB e della Regione siciliana.


Il 14 novembre, nell’Aula magna dell’Università (piazza Pugliatti) si comincia alle 9.

Dopo i saluti istituzionali della Rettrice Giovanna Spatari e del presidente provinciale dell’Anpi Giuseppe Martino, assumerà la presidenza dei lavori il prof. Antonio Saitta.

Seguiranno gli interventi del prof. Umberto Gentiloni, storico, Dal Manifesto di Ventotene al Trattato di Roma; del prof. Santi Fedele, storico, La Conferenza di Messina; della prof.ssa Giulia Vassallo, storica, Il Manifesto di Ventotene: nuove fonti dʹarchivio. Concluderà la sessione mattutina il prof. Gaetano Silvestri, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, con la relazione Dall’Europa dell’autorità all’Europa dei Valori: rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza.

Sempre nella stessa Aula magna universitaria, alle ore 16, riprenderanno gli interventi nella sessione presieduta dalla prof.ssa Lidia Lo Schiavo, sociologa. Il primo a prendere la parola sarà Raniero La Valle, saggista e politico, il quale si occuperà di Riparare l’Europa, salvare il mondo. Seguiranno il prof. Enzo Mingione, sociologo, Lavoro: la grande trasformazione. L’impatto sociale del cambiamento del lavoro; la prof.ssa Lina Panella, giurista, Diritti umani e legalità internazionale; la dott.ssa Giordana Restifo, operatrice culturale, Generazione Erasmus; il prof. Michele Sabatino, Movimento Federalista Europeo, L’Europa al bivio: unità o disgregazione?.

Ultimo intervento della Giornata di studi sarà quello di Vincenzo Calò, dell’Anpi nazionale, su L’Europa che vorremmo, una visione per il futuro.

Al termine dell’incontro l’Anpi di Messina sottoporrà all’attenzione dei partecipanti un documento su “L’Europa a cui aspiriamo: una prospettiva per il domani”.


Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia
Comitato provinciale di Messina
comunicato stampa – 11 novembre 2025
Da Salvatore Drago <redazione.soldo@gmail.com>

Max Ferrigno. BadGirls – Dal 28 novembre, Feat. House Torino

Da sinistra in alto in senso orario: JULIA 2024 acrylic on canvas 35×45
BELLONA -2022, acrylic on canvas, 125×180
FUCK, BABY! #02-2023, acrylic on canvas -118×41
ROSALIA – 2024, acrylic on canvas, 200X140 ph sinatra
ROSALIA -2024-25 – acrilico su tel 190X240
SINIBALDI #02 – 2024, acrylic on canvas, 60×80 ph di giugno

MAX FERRIGNO
 
BadGirls
 
Una mostra non curata da Laura Milani
 
Opening 27 novembre, 2025 dalle 19.30 alle 21:00
La mostra sarà aperta dal 28 novembre 2025
al 3 febbraio 2026
 
Feat.House
Via Giacosa, 15
10125 – Torino
28 novembre, 2025 – 3 febbraio, 2026

Ferrigno porta in scena un universo popolato da donne ribelli e potenti, eroine contemporanee che incarnano libertà, resistenza e autodeterminazione.

Lo spazio Feat. House in via Giacosa, 15 a Torino ospita la nuova mostra personale di Max Ferrigno(Casale Monferrato, 1977) BadGirls, non curata da Laura Milani. 

L’immaginario dell’artista piemontese, che vive da anni a Palermo, mette al centro della scena (e visivamente della tela) la figura femminile: l’omaggio totalizzante della sua pittura è nei confronti di un archetipo di donna contemporaneo che va ben oltre i confini del consentito. Ferrigno porta in scena un universo popolato da donne tatuate, ribelli, armate: sono guerriere contemporanee, donne che scelgono di difendersi autonomamente, di andare oltre le difficoltà, affermando il proprio valore.

I loro corpi, segnati dal tatuaggio, raccontano storie di libertà, resistenza e indipendenza, mentre le pose e le espressioni evocano una femminilità che è andata oltre la paura a favore dell’azione e del cambiamento, in un’esplosione di colori violenti, acidi, saturi, talvolta discordi e discrepanti, in grado di ipnotizzare e destabilizzare lo spettatore.

Laura Milani (torinese) visionaria imprenditrice e manager culturale, è la non curatrice della mostra di Max Ferrigno, con il fine di affermare che la cura non ha bisogno di un titolo, perché è un gesto silenzioso, un atto continuo di attenzione, responsabilità e vulnerabilità. È un modo di stare nel mondo, non una funzione nel sistema.

Delle BadGirls Milani racconta: “Max Ferrigno mette al centro della scena la figura femminile – rappresentandola attraverso un archetipo della donna contemporanea il cui corpo racconta storie di coraggio, libertà e indipendenza. Le sue opere fissano sulla tela gli istanti in cui le donne prendono decisioni importanti, gli attimi precisi in cui cambiano il corso della propria esistenza attraverso una scelta”.

L’immaginario cinematografico di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez attraversa le tele di Ferrigno: le sue eroine sembrano uscire direttamente da un film pulp, sospese tra ironia e dramma, tra gioco e sfida, tra realtà e sogno. Le reminiscenze di viaggio sudamericane prendono vita nel ciclo di ritratti Sinibaldi, dove l’iconografia è un ribaltamento dell’immagine religiosa convenzionale, in un sincretismo che ricorda la figura della Santa Muerte e la donna botticelliana.

Attraverso questa mostra personale, Max Ferrigno invita il pubblico a immergersi in un mondo dove il fumetto incontra il cinema, e dove la pittura restituisce alle donne il ruolo di protagoniste assolute, forti e inarrestabili.Feat House è la casa del Venture Building, un Social Business Club, un luogo in cui la cultura si apre al mondo e dove persone di valore, da ogni contesto, si incontrano per costruire qualcosa di nuovo e audace. Al loro fianco, come cofounding partner, la Fondazione Compagnia di San Paolo.


Informazioni mostra
Max Ferrigno – BadGirls
Opening 27 novembre, 2025 6-9 PM
28 novembre, 2025 – 3 febbraio, 2026
Feat. House – Via Giacosa, 15 – 10125 – Torino
Orari: 19:30 – 21:00
Ingresso: gratuito su invito o accredito www.feat.house

Per informazioni:
Raffaella De Chirico Arte Contemporanea e Art Advisoring
Via Monte di Pietà, 1A – 20121 – Milano
pressoffice.raffaelladechirico@gmail.com
info@dechiricogalleriadarte.it
Da Alessio Morganti <alessio.mrg@hotmail.it> 

“La Quinta Stagione – IV Edizione” | Collettiva d’arte contemporanea a Genova

LA QUINTA STAGIONE – IV Edizione
Collettiva d’Arte Contemporanea
a cura di Benedetta Spagnuolo

16 – 21 Novembre 2025
Opening: Sabato 15 Novembre ore 17:30
Live sound performance: ore 18:00 – Marco Nocentini, “Eteria, una stagione dove il tempo è suono

Complesso Monumentale di Santa Maria di CastelloSala Espositiva La Cisterna
Via Santa Maria di Castello, 27 – Genova (IT)

Orari di apertura:
Tutti i giorni ore 17:00 – 19:30
Mattina su appuntamento – Ingresso libero

Sabato 15 novembre alle ore 17:30 inaugura la quarta edizione della collettiva d’arte contemporanea La Quinta Stagione, ospitata nella suggestiva sala espositiva La Cisterna, situata sotto il terzo chiostro del Complesso monumentale di Santa Maria di Castello a Genova— un luogo di straordinario fascino storico risalente al IX secolo.

La sala, insieme al sottoporticato, si trasforma per l’occasione in un contenitore di arte e linguaggi contemporanei, dove il dialogo tra passato e presente si rinnova attraverso le diverse forme espressive dell’arte multimediale.

L’evento è curato da Benedetta Spagnuolo e organizzato da ARTISTI ITALIANI – arti visive e promozione, con il patrocinio della Regione Liguria e del Comune di Genova.

La mostra internazionale, aperta al pubblico tutti i giorni dalle 17:00 alle 19:30 fino al 21 novembre, presenta opere di artisti contemporanei provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi — tra cui Austria, Lituania, Spagna, Taiwan e Olanda — molti dei quali espongono per la prima volta a Genova.

In occasione del vernissage è prevista una live sound performance di Marco Nocentini, dal titolo “Eteria, una stagione dove il tempo è suono”, un intervento sonoro pensato per dialogare con l’atmosfera della mostra, dove fotografie, pitture, installazioni, illustrazioni, grafiche e video offrono una visione ampia e stimolante della creatività artistica contemporanea internazionale.

Un dialogo tra epoche e linguaggi che si alimenta della tensione tra memoria e contemporaneità, dove l’arte diventa strumento di rilettura critica del presente.

L’arte non si arrende all’emergenza mondiale (guerra e cambiamento climatico), anzi scatena in realtà nuove idee e suggestioni. Per questo cambiamento bisogna pensare anche a una nuova rinascita e così la curatrice Benedetta Spagnuolo ha ideato per il suo progetto espositivo una tematica e un titolo che emanano esattamente il senso di ripresa e di rifioritura: La Quinta Stagione.

La Quinta Stagione nasce dall’esigenza, prima del curatore e poi dell’artista, di creare un mondo utopico “non fatto” di stagioni, “non composto” da tempo, “non gestito” dallo spazio; un mondo personale, un periodo ipotetico nel quale non esiste né il freddo né il caldo, dove non c’è temperatura né tempo.

Questa Quinta Stagione cancella le stagioni dell’anno e della vita e i periodi che non ci fanno sentire parte integrante del mondo; nasce come desiderio di creare dentro di noi una presunta vita sospesa da giudizi e fatta solo d’istinto e gioia di vivere.

In un periodo difficile come quello che stiamo vivendo, la nostra urgenza è proprio di fuggire al di là di questo lasso di tempo per poterci rifugiare “oltre” e avvicinarci sempre di più a una dimensione personale e utopica. Si crea così un nuovo assetto politico, sociale o religioso che non trova riscontro nella realtà ma che viene proposto come modello ideale; ecco perché nasce La Quinta Stagione, per un sano ed intimo benessere individuale.

L’artista espone dunque una vera e propria rinascita di se stesso, circondato da elementi non solo naturali ma anche surreali; ciò che conta è che sia parte integrante di questo mondo ipotizzato, che esso sia fatto di elementi reali o immaginari.

Siamo abituati a considerare le stagioni secondo la loro classica suddivisione astronomica, cioè come l’intervallo di tempo che passa tra un equinozio e un solstizio, e si distinguono quindi quattro stagioni: primavera, estate, autunno e inverno. Dobbiamo pensare invece alla Quinta Stagione come a un periodo in fase a-temporale, la cui durata è del tutto soggettiva.

Molti hanno citato il concetto di quinta stagione: lo ha fatto, per esempio, la cantautrice Cristina Donà nel suo quinto album del 2007; e lo hanno fatto i registi Peter Brosens e Jessica Woodworth nel 2012, con il loro omonimo film in lingua originale, La Cinquième Saison.

Nel caso di Cristina Donà, l’idea dell’album viene dalla medicina tradizionale cinese, secondo la quale la quinta stagione è il periodo intermedio tra le stagioni: un momento di passaggio durante il quale corpo e spirito si preparano al cambiamento. È intorno al concetto di “preparazione” all’eventualità di dover affrontare un momento duro che ruotano i brani della cantautrice.

Il film La Cinquième Saison, invece, tratta di una misteriosa calamità che colpisce un remoto villaggio belga nelle Ardenne: è sempre inverno, la primavera si rifiuta di arrivare, gli alberi cominciano a cadere, la terra diventa arida e le provviste scarseggiano. Il ciclo della natura è sconvolto, la natura prende il sopravvento provocando l’implosione della piccola comunità.

In questo film si percepisce il lato oscuro e oscurato della relazione dell’uomo con la natura durante le quattro stagioni e la quinta stagione è rappresentata in questo caso dal periodo in cui la natura, se pur immobile, riprende il comando.  In entrambi i casi, la quinta stagione è intesa come intervallo volto a finire, nel quale il tempo e lo spazio esistono concretamente; esattamente il contrario rispetto al nostro caso.

La “nostra” Quinta Stagione è soltanto nostra e singolare, percepita solo attraverso gli occhi e ingoiata in un vortice interiore; in questo caso l’artista ha il coraggio di mostrare e rappresentare il “non concreto”.

È una sfida tra il mondo tangibile e il mondo interiore, dal quale ciò che emerge è solamente la nostra…. Quinta Stagione.
Benedetta Spagnuolo

Artisti:
Ivana Babic, Biagio Battaglia, Monica Biamonte, Calabrese/Smeraldo, Patrizia Cavagnaro, Clag!, Raffaele Costosi, Pietro Michele D’Aietti, Elisa Vittoria Ferrati, Flobi, Ella Gabi, Duccio Guarneri, Kanter Eginhartz, Lottevont, Tommaso Maestrini, Stefania Moretti, Monica Mura, Valerio Murri, Ramutė Paulikaitė, Claudi Piripippi, Polyni, Monica Rapetti, Raz, Safu, Silvia Sasso.
 
Fotografie e riprese video: © Francesco Arena, 2025
Cover photo: © instagram.com/ellie_laverne_
Ufficio stampa: ARTISTI ITALIANI – arti visive e promozione
 
Approfondimenti: artistiitaliani.wixsite.com/artistiitaliani/laquintastagione4

ORGANIZZAZIONE:
ARTISTI ITALIANI – ARTI VISIVE E PROMOZIONE

Fondata nel 2016 da Benedetta Spagnuolo, l’associazione culturale no-profit ARTISTI ITALIANI – arti visive e promozione nasce dall’esperienza di una pagina social del 2010. Oggi l’associazione promuove le arti visive contemporanee, gestendo comunicazione digitale, eventi e progetti curatoriali, e supporta artisti italiani e internazionali con un servizio integrato di gestione e promozione, accompagnandoli in ogni fase della carriera e offrendo visibilità, networking e strumenti professionali per inserirsi nel mercato globale dell’arte.

artistiitaliani.official@gmail.com
artistiitaliani.eu
facebook.com/artisti.italiani
instagram.com/artistiitaliani.avp
x.com/artisti_ita

CURATORE:
BENEDETTA SPAGNUOLO | CRITIC – ART CURATOR

Benedetta Spagnuolo, laureata all’Accademia di Belle Arti di Catania, lavora come curatrice e critica indipendente, collaborando con artisti italiani e internazionali e con Juliet Art Magazine, dove firma testi critici e recensioni su mostre e progetti contemporanei. Intende la curatela come un atto di mediazione tra artista e pubblico, volto a creare spazi di riflessione e dialogo. Con l’associazione culturale ARTISTI ITALIANI – arti visive e promozione promuove nuove voci del contemporaneo, valorizzando la contaminazione tra linguaggi e discipline. Il suo lavoro sostiene la crescita degli artisti e rafforza il dialogo con il pubblico, rendendo l’arte un’esperienza condivisa e attuale.

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Benedetta Spagnuolo
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Cineteca Milano e Casa degli Artisti: Gino Lucente – DUéL

Sabato 15 novembre, Cineteca Milano e Casa degli Artisti: Gino Lucente – DUéL | Evento di chiusura del festival Piccolo Grande Cinema

DUéL
Gino Lucente feat Cineteca Milano
Sabato 15 novembre 2025, ore 22.30
Cinema Arlecchino, Milano

Con DUéL, Gino Lucente porta al Cinema Arlecchino una visione intensamente contemporanea della paranoia, del conflitto interiore e della perdita di controllo che attraversano l’immaginario del Novecento cinematografico. La videoinstallazione, che verrà presentata in occasione della serata di chiusura del festival Piccolo Grande Cinema, nasce dalla collaborazione tra Cineteca Milano e Casa degli Artisti, dove l’artista è attualmente in residenza.

Gino Lucente – musicista, compositore e artista visivo – intreccia in DUéL frammenti di due capolavori distanti nel tempo ma concettualmente affini: Él di Luis Buñuel (1953) e Duel di Steven Spielberg. Nel montaggio in loop di tredici minuti, accompagnato da una composizione sonora originale, le due pellicole si rifrangono una nell’altra, generando una tensione psicologica che trasforma lo schermo in specchio dell’inconscio.L’artista lavora sul confine tra immagine e suono, cinema e performance, costruendo un’esperienza immersiva dove la paura diventa linguaggio e il delirio visivo si traduce in ritmo. Il “duello” del titolo non è solo tra i protagonisti dei due film, ma tra la realtà e la sua proiezione mentale, tra l’uomo e il proprio doppio. Così Matteo Pavesi, direttore della Cineteca di Milano, nel descrivere il nuovo lavoro di Lucente e la loro collaudata collaborazione:La video installazione DuéL nasce da una chiacchierata tra me e Gino Lucente sulle reciproche passioni cinematografiche. Ciò che ne è scaturito, grazie al suo talento, è un curiosissimo prodotto artistico, capace di ispirare. L’intreccio dei titoli dei due memorabili film (Duel e Él che sono diventati DUéL) è solo la miccia di un montaggio esplosivo in cui ossessioni, gelosia e pulsioni di morte si intrecciano. L’esito di questa operazione, condotta brillantemente dall’artista, è un doppio sogno/incubo cinematografico, in cui Spielberg sogna Buñuel e viceversa, e lo spettatore assiste incantato.”

La collaborazione tra Cineteca Milano e Casa degli Artisti con Gino Lucente, coordinata da Lorenzo Vatalaro, ha già dato vita, nel corso dell’ultimo anno, a un percorso condiviso di ricerca: dopo l’esperienza di Sagra, il film collage che unisce le capacità visive e musicali di Lucente in una visione estremamente lucida e tagliente, su invito di Matteo Pavesi l’artista ha quindi composto e interpretato dal vivo le colonne sonore originali per due proiezioni speciali – Il carretto fantasma di Victor Sjöström e The Lodger: A Story of the London Fog di Alfred Hitchcock – nell’ambito della rassegna collegata alla mostra Marcello Dudovich Unfinished-Cinema 1915-1933 al MIC – Museo Interattivo del Cinema e, infine, ha curato l’accompagnamento musicale del film Aelita di Jakov Aleksandrovic Protazanov.

Con DUéL, questa collaborazione si rinnova e si espande, trasformandosi in un progetto audiovisivo autonomo e immersivo che chiude idealmente il cerchio tra cinema, arte visiva e performance sonora.

La serata-evento – accompagnata da un DJ set firmato dallo stesso Lucente che estende nel suono le atmosfere e le pulsazioni della videoinstallazione – chiude il festival con un gesto di ibridazione tra arte contemporanea, cinema e musica elettronica.

Cineteca Milano e Casa degli Artisti confermano il proprio impegno nel sostenere percorsi di ricerca e sperimentazione che mettono in dialogo linguaggi e istituzioni, offrendo agli artisti uno spazio per attraversare liberamente i confini tra arti visive, performative e cinematografiche.

Gino Lucente (Torre De’ Passeri, 1970) è artista visivo e musicista sperimentale che esplora da sempre il dialogo fra suono, immagine e gesto performativo, muovendosi con naturalezza tra linguaggi e media diversi. Fondatore del gruppo art/rock King Tongue, sviluppa una ricerca che intreccia arte contemporanea e scena musicale. Nel 2024/2025 è artista in residenza alla Casa degli Artisti di Milano con il progetto “La Follia e le Montagne di,” curato da Lorenzo Vatalaro, che unisce paesaggio sonoro, video e installazione, e collabora con Cineteca Milano per progetti di sperimentazione audiovisiva dal vivo. Vive e lavora a Milano.


DUéL – Gino Lucente feat Cineteca Milano
Evento di chiusura del festival Piccolo Grande Cinema
Cinema Arlecchino, Via San Pietro all’Orto 9, Milano
Sabato 15 novembre 2025, ore 22.30
Video + DJ set live di Gino Lucente
Con il sostegno di Casa degli Artisti e Cineteca Milano

Ufficio Stampa Casa degli Artisti
Emanuela Filippi | Eventi e Comunicazione
emanuela.filippi@casadegliartisti.org
Da Ufficio Stampa Casa degli Artisti | Emanuela Filippi <emanuela.filippi@casadegliartisti.org>

Roma: “Questa non è una luminaria”. Una installazione di Fabrizio Cicero

L’evento è stato riprogrammato per giovedì 27 novembre alle 18:30. Come da programma, l’appuntamento espositivo sarà preceduto da un workshop, condotto dall’artista, dalle 14:00 alle 18:00, dedicato alla realizzazione di una piccola scultura luminosa.

Piano Terra presenta il quinto appuntamento di Project Window, la vetrina viene affidata a Fabrizio Cicero con Questa non è una luminaria.

Sabato 15 novembre, alle ore 18.30, Piano Terra presenta Questa non è una luminaria, il nuovo intervento espositivo di Fabrizio Cicero, un’installazione site-specific che indaga il rapporto tra luce, spazio e percezione collettiva.

Questa non è una luminaria inaugura un nuovo ciclo di interventi dedicati alla luce come materia espressiva e simbolica, nell’ambito di Project Window, il programma di mostre visibili 24 ore su 24 dalla vetrina di Piano Terra, pensato per mettere in dialogo arte e città in una fruizione quotidiana e diffusa.

Attraverso una serie di sculture luminose e dispositivi ottici, l’artista trasforma la vetrina di Piano Terra in un paesaggio di riflessi e bagliori effimeri, dove la luce smette di essere semplice decorazione per farsi linguaggio.

L’opera gioca con l’ambiguità del titolo – questa non è una luminaria – negando ironicamente la sua stessa apparenza per invitare a una riflessione più profonda sul significato di luce, festa e comunità.

Il progetto nasce come una riscrittura poetica dell’immaginario popolare delle luminarie, elementi che, pur radicati nella tradizione, qui si emancipano dalla funzione ornamentale per assumere un valore simbolico e relazionale.

Nella vetrina di Piano Terra, le forme luminose non disegnano soltanto figure ma costruiscono relazioni: tra i materiali, tra chi guarda e chi attraversa la piazza, tra l’idea di luce e quella di presenza, in una tensione continua tra apparenza e realtà.

A precedere l’inaugurazione dell’installazione, sabato 15 novembre, dalle 14.00 alle 18.00, si terrà un workshop condotto dall’artista durante il quale i partecipanti potranno progettare e realizzare una propria scultura luminosa, utilizzando materiali semplici e tecniche accessibili.

Gli elementi realizzati verranno accesi al termine del laboratorio per continuare il percorso luminoso all’interno dello spazio di Piano Terra. L’attività, oltre a voler essere un momento di incontro e di condivisione creativa, rappresenta un’estensione partecipata del lavoro espositivo dell’artista.


Opening: sabato 15 novembre 2025, ore 18.30 – 21.00
Questa non è una luminaria: 16 novembre 2025 – 17 gennaio 2026
Workshop: sabato 15 novembre 2025, ore 14.00 – 18.00
Contributo: € 50,00 materiali inclusi. Adatto a tutti (età minima consigliata dagli 8 anni)
Orari di apertura: visibile h24 dall’esterno
Indirizzo: Piano Terra | Piazza Grecia, 18 – Roma
Contatti: info@pianoterrastudio.it

Ufficio stampa: Manuela Ruggeri
Da Piano Terra <info@pianoterrastudio.it>

Castelvecchio: Crescere libere e liberi – diritti e futuro per bambine e bambini 

Stimolare il dialogo intergenerazionale e rafforzare il ruolo della cultura, dell’educazione e delle relazioni come strumenti di protezione e crescita e creare un ponte narrativo, educativo e culturale tra infanzia e parità di genere, ricordando che prevenire la violenza significa promuovere i diritti sin dall’infanzia. Sono gli obiettivi dell’associazione culturale Percorsi Coerenti che riunirà le due ricorrenze di novembre in un’unica iniziativa dedicata a cultura, educazione e diritti. 

Crescere libere e liberi: diritti e futuro per bambine e bambini

Cultura, Educazione e Diritti nell’evento di Percorsi Coerenti

 
Il 10 novembre a Castelvecchio (Verona)

In occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (20 novembre) e della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne (25 novembre), l’associazione culturale Percorsi Coerenti “Coltiviamo relazioni, costruiamo futuro” promuove e organizza infatti l’evento Crescere libere e liberi: diritti e futuro per bambine e bambini, in programma lunedì 10 novembre dalle 15.30 alle 17.30 nella Sala Rossa del Circolo Ufficiali di Castelvecchio (Verona).

L’evento ideato e organizzato da Percorsi Coerenti è sostenuto da UNICEF Italia, UNICEF Verona e Provincia, e Rotary Club Verona Garda International ed è inserito nel programma di iniziative promosso dal Comune di Verona in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, 25 novembre 2025.



Con un parterre di relatori di alto profilo, a confrontarsi sul tema saranno: Daniela Ballarini, professionista della comunicazione e relazioni pubbliche, fondatrice e Presidente di Percorsi Coerenti “Coltiviamo Relazioni, Costruiamo Futuro”, consulente per la leadership e l’empowerment Femminile; Norberto Cursi, Presidente del Comitato UNICEF Verona e ProvinciaAndrea Iacomini, giornalista, Portavoce UNICEF Italia, voce autorevole nella tutela dei diritti dei bambini; Simona Gaudi, PhD Istituto Superiore di Sanità, che presenterà il progetto EpiWeat, (Epigenetics for Women Assessment Tool) strumento che consente la valutazione dell’esposizione alla violenza permettendo un’analisi completa dei sintomi psicologici, dei fattori protettivi e dei bisogni terapeutici, combinando l’applicazione di molteplici strumenti di valutazione, in un unico quadro e prevedendo una presa in carico con follow-up programmati, già attivo nei P.S. di 5 regioni;  Moyra Girelli, Formatrice e Coach Strategica, socia di Percorsi Coerenti, con un contributo esperienziale dedicato alla libertà delle bambine e dei bambini.

Il ruolo di Percorsi Coerenti

Nata come community digitale e oggi realtà culturale attiva sul territorio, Percorsi Coerenti, con la presidenza di Daniela Ballarini, promuove una visione di sostenibilità sociale fondata sulla collaborazione tra persone, istituzioni e associazioni. L’associazione si impegna nel creare spazi di confronto dove la cultura diventa strumento di crescita, prevenzione e consapevolezza collettiva.


Ufficio Stampa Percorsi Coerenti
Diana Daneluz
Info e accrediti: eventi@percorsicoerenti.it
Da Diana Daneluz <dianadaneluz410@gmail.com>

Catania, candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028, parla a tutta la città

La candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028 parla a tutta la città

Raccontata la visione per il futuro culturale del territorio: al centro il Piano Partecipato e 45 milioni di euro già stanziati per le “strutture della cultura”

È online il dossier di Catania candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028: consultabile sul sito www.cataniacontinua2028.it. È stato presentato ieri – mercoledì 6 novembre – a Palazzo della Cultura durante l’incontro che ha visto la presenza del sindaco della città etnea Enrico Trantino. A illustrare gli asset progettuali: il direttore della Cultura Paolo Di Caro, il direttore delle Politiche Comunitarie Fabio FinocchiaroPaolo Dalla Sega e Giorgia Laudati di PTS, Francesca Nigro di Melting Pro e Maria Elena Nicotra di Industria 01.

Quest’azione di trasparenza e ownership condivisa – non obbligatoria per le città candidate – è un atto voluto dal Comune di Catania affiancato in questo percorso da PTS, società di consulenza direzionale con esperienza nelle strategie di sviluppo culturale, e da Melting Pro, specializzata in progettazione e partecipazione culturale. Il dossier “Catania Continua” è un bene comune, patrimonio di idee, sintesi della vision dei cittadini oggi protagonisti della cultura etnea, accanto ai partner istituzionali e alle realtà imprenditoriali partecipanti all’ambizioso percorso di crescita e cambiamento in atto.

«La cultura è l’ingrediente principale per comprendere il valore della bellezza – ha spiegato il sindaco Enrico Trantino – nel dossier pubblicato abbiamo integrato le migliori energie per guardare all’opportunità offerta da questa candidatura con spirito propositivo e coniugare il prezioso patrimonio ereditato dal passato con le capacità che determineranno il futuro della cultura nel nostro territorio».

«L’Amministrazione comunale ha compiuto una scelta di trasparenza: la pubblicazione del dossier della candidatura fonda le basi di una nuova prospettiva per Catania – spiega il direttore della Cultura del Comune etneo Paolo Di Caro – L’obiettivo è diventare Capitale Italiana della Cultura 2028, ma il dossier va oltre la candidatura e la prospettiva temporale del 2028, perché sceglie di capitalizzare le reti e i processi nel Piano Partecipato della Cultura e di rinsaldare il patto tra istituzioni, operatori, università, imprese culturali e comunità cittadina. Insieme orienteremo ogni scelta, definendo una strategia di lungo periodo che guarda al 2038».

«Con questa candidatura riconnettiamo il rapporto tra imprese e cultura, i quartieri della città, le sue diverse generazioni – ha affermato Paolo Dalla Sega di PTS – nel dossier abbiamo incluso le proposte più coerenti alle linee-guida indicate dal ministero della Cultura, ma la prospettiva più interessante sarà il biennio di capacity building 2026-2027, verso la Capitale, e insieme il Piano Partecipato della Cultura 2038: due percorsi aperti a tutte le realtà culturali che hanno partecipato a questo cammino di candidatura, non solo quelle già incluse nel dossier».

Dopo gli approfondimenti sui contenuti del dossier a cura di Giorgia Laudati di PTS e Francesca Nigro di Melting Pro, il direttore delle Politiche Comunitarie Fabio Finocchiaro ha presentato le fonti di finanziamento già intercettate dal Comune di Catania – complessivamente 45 milioni di euro – destinate alle “strutture della cultura” che cambieranno il volto alla città. Maria Elena Nicotra di Industria 01 ha infine presentato l’identità visiva e il logo progettato per la candidatura di Catania a Capitale Italiana della Cultura 2028, che evoca la natura dinamica e in continua trasformazione di Catania.

Entro il 18 dicembre il ministero della Cultura renderà note le 10 città della short list che potranno accedere alla fase di audizione. Se Catania sarà nominata Capitale, sarà avviato un intenso lavoro di governance partecipata e capacity building per preparare operatori, istituzioni e associazioni con laboratori, mentoring, sessioni partecipate e di peer learning che trasformeranno la ricchezza di idee in un progetto culturale unitario.

Scarica il dossier su www.cataniacontinua2028.it


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Alla Galleria Vik di Milano la mostra ‘Mémoires’ di Massimo Boffa

MASSIMO BOFFA – Mémoires

Galleria Vik Milano
A cura di Alessandro Riva 

La Galleria Vik Milano presenta Mémoires, la nuova personale di Massimo Boffa, a cura di Alessandro Riva, dal 16 ottobre al 16 novembre 2025. La mostra raccoglie una ventina di opere recenti, tutte di piccolo e medio formato, realizzate negli ultimi anni e rappresentative della sua fase più attuale.

Giornalista e scrittore raffinato, per decenni autore di reportage, corrispondenze e cronache culturali per alcuni tra i più importanti giornali e quotidiani italiani, Boffa si è avvicinato alla pittura solo in seguito, trasformando in immagini i luoghi che hanno accompagnato la sua vita. L’infanzia trascorsa a Mosca, le città adriatiche come Cervia o Cesenatico, i viaggi nel Mediterraneo e i quartieri di Milano riaffiorano sulla tela come geografie sospese, ridotte a forme pure e luminose in quadri spesso di piccole, se non piccolissime, dimensioni, come miniature di un mondo che sembra scomparire già sotto i nostri occhi mentre ancora ne cantiamo le lodi. Come ha osservato Aldo Damioli, pittore milanese e maestro dell’artista, Boffa “trasgredisce quella che è ormai quasi una regola dell’arte contemporanea – fatta di gigantismo e dramma – dipingendo opere di piccola dimensione, soggetti plausibili, tonalità chiare e luminose, volumi solidi senza ambiguità. La chiarezza è intesa come valore primo, quale bisogno reale e salutare per la mente”.

I luoghi che Boffa restituisce nei suoi quadri – le rigorose periferie milanesi, le piazze moscovite innevate, i treni che corrono in mezzo alla campagna, i crocevia solitari e austeri – sono infatti raffigurati con una nitidezza che non è mai fotografica, ma richiama alla mente la limpida sospensione di un sogno mattutino: immagini chiare e luminose, eppure percorse da una sottile aura straniante. “Quello di Boffa diventa così un viaggio in tanti luoghi diversi”, scrive il curatore della mostra, Alessandro Riva, “che diventano però, nella trasfigurazione pittorica, un’unica trama visiva, frutto di una ricostruzione pittorica rigorosa delle architetture realmente esistenti ma, allo stesso tempo, fantastica e straniante. Non è più quel caos urbanistico in cui le case, le strade e i palazzi si sovrappongono l’uno all’altro senza soluzione di continuità e senza ordine apparente, ma un equilibrio di linee e volumi che avvolge lo sguardo in un orizzonte nitido, fatto di calma sospensione del tempo e dello spazio. È l’approccio di un artista che gioca a rimpiattino con la memoria – la sua e la nostra: memoria privata e pubblica, memoria di luoghi visti ma anche memoria di altri quadri, dal Carrà del Ritorno all’ordine alle piazze d’Italia di De Chirico, fino al rigore e alla solidità austera dei primitivi italiani o ai paesaggi delle periferie sironiane”.

I suoi quadri, apparentemente lineari e di immediata lettura, rivelano in realtà una ricerca accurata. In La scuola rossa (2025) l’edificio in mattoni emerge dalla neve, solido e muto, mentre in Prima neve (2025) una periferia moscovita è trasformata in scenario metafisico. In La traversata (2025) e in Verso il Pireo (2020) le navi diventano architetture geometriche sospese sull’Egeo, mentre in Milano Bicocca (2025) i camion immobili si fanno monumenti silenziosi, memori delle atmosfere di molta pittura del Primo Novecento. In Cervia, il porto canale il paesaggio si fa più denso di echi, dove sembra di scorgere in controluce il riflesso delle marine di Carrà, mentre in Panchina nel parco (2013) un dettaglio minimo acquista la forza di un’assenza evocativa, che diventa quasi un incipit di un romanzo dai forti echi romantici e intimisti. È una pittura “scritta col lapis”, per dirla con le parole di Duccio Trombadori, grande critico e storico dell’arte romano, che apprezza e segue il lavoro dell’artista, “che distilla linfa poetica da minime tracce di circostanze ambientali ed esistenziali”.

Pubblicato già il 6 Ottobre 12:30


Sede: Galleria Vik Milano, Via Silvio Pellico 8, Milano
Periodo di apertura: 16 ottobre – 16 novembre 2025
Orari di visita: tutti i giorni, dalle 10.00 alle 19.00

UFFICIO STAMPA
Paola Martino
paolamartinoufficiostampa@gmail.com
+39 02 36595379
Viale Coni Zugna 7, Milano
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