Le Ciminiere: dopo l’incendio gli architetti di Catania chiamano a raccolta la città

Le Ciminiere di Catania non c’è più, le foto scattate dal drone documentano il disastro
“Rethinking Le Ciminiere”: dalla ferita alla rinascita condivisa. Gli architetti chiamano a raccolta la città

«Le Ciminiere di Catania sono bruciate due volte: una nelle fiamme dell’11 novembre, l’altra negli occhi di chi, in quelle architetture, riconosceva un pezzo della propria identità». Così il presidente dell’Ordine degli Architetti di Catania Alessandro Amaro, commenta il vasto incendio che ha distrutto il teatro. «Per la comunità degli architetti, degli addetti ai lavori e di tutti coloro che alle Ciminiere hanno studiato, lavorato, vissuto eventi culturali, è un colpo profondo – continua Amaro – il centro fieristico e museale di viale Africa è, a pieno titolo, uno dei più importanti interventi di recupero e rifunzionalizzazione dell’archeologia industriale in Sicilia: nato sulle vestigia delle ex raffinerie di zolfo ottocentesche, trasformato in polo polifunzionale, spazio espositivo, sede di musei, luogo di memoria e di produzione culturale.

Al centro di questa storia c’è la figura dell’architetto Giacomo Leone, “padre” delle Ciminiere, che ha saputo fare di un relitto industriale una cattedrale laica del riscatto urbano: un ponte tra le zolfare dell’entroterra e una città che guardava al mare, allo sviluppo, al futuro. È lui ad aver immaginato un complesso aperto, permeabile: un sistema di spazi in cui il cittadino potesse camminare liberamente tra pietra lavica e mattoni, tra torri che svettano come segni verticali nel paesaggio e padiglioni che ospitano fiere, festival, mostre, musei. Il “cutilisci” – quel grande volume teatrale pensato come un sasso levigato dal mare, appoggiato con naturalezza nello skyline della città – era il cuore simbolico di questa visione: un luogo per lo spettacolo e l’aggregazione, dove architettura e ingegneria dialogano con la luce del Mediterraneo, con il vento, con il volo dei gabbiani. Da oggi quello stesso cuore è ferito, annerito, ma non muto.

Il dolore dell’architetto, oggi, è il dolore di una comunità intera. È la consapevolezza che è bruciato un pezzo di memoria condivisa: le Ciminiere come “dorsale della cultura”, come soglia tra città storica e città contemporanea. Ma la storia recente dell’architettura – da Notre Dame alla Fenice – ci insegna che gli incendi, per quanto devastanti, possono diventare soglie di trasformazione. Il rogo di Notre Dame, nel 2019, ha generato un intenso dibattito internazionale sulla ricostruzione, sulla responsabilità verso il patrimonio e sul rapporto tra conservazione, innovazione, sostenibilità. Da quella ferita è nato anche il concorso “Rethinking Notre Dame“, che ha invitato progettisti e studenti da tutto il mondo a immaginare scenari diversi. Perché conservare non significa semplicemente “rifare com’era e dov’era”, ma restituire senso ai valori spaziali e simbolici originari; sostenere significa usare tecnologie, materiali e strategie compatibili con le urgenze ambientali; installare significa aprire a nuovi usi, linguaggi, pratiche culturali che rendano vivo – e non solo “restaurato” – un luogo.

È a partire da queste tre parole – conservazione, sostenibilità, installazione – che oggi possiamo e dobbiamo ragionare su “Rethinking Le Ciminiere“. Non solo riparare il danno, ma trasformare questa emergenza in un’occasione collettiva per ripensare il ruolo del complesso nella vita urbana: la sua accessibilità, i suoi usi, la sua relazione con il sistema della mobilità pubblica, con il waterfront, con i poli culturali della città. In questa prospettiva si colloca l’iniziativa dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Catania che, su impulso del presidente Amaro, ha indetto una riunione aperta alla città per martedì 18 novembre, a partire dalle ore 16 (Largo Paisiello 5). Un momento di ascolto e confronto che vuole tenere insieme il dolore e il progetto: raccogliere il punto di vista dei professionisti e degli operatori culturali, ma anche quello dei cittadini, di chi alle Ciminiere ha legato momenti di vita personale, lavoro, studio, svago. L’idea è che la ricostruzione non possa essere solo un fatto tecnico o amministrativo, ma un processo pubblico, trasparente, partecipato. Come è accaduto per Notre Dame o per la Fenice, la forza di un simbolo architettonico sta nella sua capacità di generare appartenenza: un teatro, un complesso fieristico, un ex stabilimento industriale rigenerato sono “patrimonio” proprio perché raccontano, in forma costruita, la storia di una comunità e le sue aspirazioni future.


I PRESS, Sala Stampa e Comunicazione
CATANIA – Via Perugia 1, 95129
tel/fax 095 505133
www.i-press.it | www.i-pressnews.it 
staff@i-press.it 
Fb | Tw | Ln | Inst | Yt
Da I Press <ipress@onclusivenews.com>

Aurisina (Trieste): “Ti racconto i miti” incontro per ragazzi dai 9 ai 13 anni

Comune di Duino Aurisina – Città che Legge
  “ALGY – ALLA SCOPERTA DELLA PIETRA CARSICA”, 
ULTIMO APPUNTAMENTO DEL CICLO “LA PIETRA PARLANTE”
DEDICATO ALLA PROMOZIONE DELLA LETTURA.
 
SABATO 22 NOVEMBRE, AL CIRCOLO CULTURALE GRUDEN DI AURISINA
“TI RACCONTO I MITI”: LA MAGIA DELLE STORIE 
CHE UNISCONO CULTURE E GENERAZIONI”
 
Incontro per ragazze e ragazzi dai 9 ai 13 anni – ingresso aperto a tutti

Aurisina (TS) – La lettura come strumento di scoperta del territorio e di costruzione dell’identità: è con questo spirito che il Comune di Duino Aurisina, riconosciuto “Città che legge” dal Centro per il libro e la letturadel Ministero della Cultura, in collaborazione con i partner Casa C.A.V.E., Gruppo Ermada Flavio Vidonis e Lions Club Duino Aurisina, prosegue il progetto “Algy – Alla scoperta della pietra carsica” con il secondo dei due appuntamenti speciali dedicati ai più giovani.

“La Pietra parlante” è un ciclo di incontri realizzato grazie alla collaborazione delle varie associazioni del territorio, che si propone di promuovere la lettura, valorizzare la ricchezza linguistica e culturale del Carso attraverso la narrazione orale e il dialogo interculturale. Dopo “Ti racconto le fiabe” l’incontro di ottobre per bambini dai 6 ai 9 anni, il secondo appuntamento è in programma sabato 22 novembre dalle ore 15.00 presso il Circolo Culturale Igo Gruden di Aurisina, (dedicato ai ragazzi dai 9 ai 13 anni) e propone un viaggio affascinante tra miti, leggende e tradizioni del territorio carsico e non solo.

Alle ore 15.00 Roberta Schembri (docente e narratrice) ci farà scoprire il mito di Perseo e Medusa. Storie di pietrificazioni magiche, eroi coraggiosi e piante curative capaci di spezzare incantesimi! Alle 16.30 i miti del Carso saranno narrati in sloveno dalla straordinaria e appassionata voce di Kristina Mihelj (drammaturga e interprete). Gli incontri sono aperti non solo ai ragazzi ma anche a tutti coloro che amano i racconti e la lettura condivisa.

Il progetto è realizzato anche grazie alla collaborazione di: SKD Igo Gruden, Associazione Genitori I.C. Rilke APS, Associazione genitori scuola elementare Virgil Šček di Aurisina, Associazione genitori degli alunni della scuola elementare, Josip Jurčič di Duino.

PROGRAMMA > SABATO 22 NOVEMBRE Ingresso libero  
Circolo Culturale Sloveno Igo Gruden – Aurisina/Nabrežina n. 89

Per ragazzi dai 9 ai 13 anni (aperto a tutti gli amanti delle storie)

Ti racconto i miti
Ore 15.00 – Letture in italiano con Roberta Schembri (docente e narratrice) 
Ore 16.30 – Letture in sloveno con Kristina Mihelj (drammaturga e interprete)

Kristina Mihelj è di casa nel mondo del teatro. Ha studiato drammaturgia e in seguito anche dizione presso l’Accademia per la radio, il teatro, il cinema e la televisione di Lubiana. Si occupa di pedagogia teatrale, drammaturgia e regia. Insegna recitazione e dizione al liceo artistico di Nova Gorica, indirizzo teatro e cinema. Si esibisce in programmi per bambini, ad esempio al castello di Rihemberk, dove partecipa anche a programmi per adulti con interpretazioni recitate del patrimonio culturale.


Press
Pamela Calligaris
Pamelacalligaris@yunica.it
Da Ufficio Stampa > Pamela Calligaris <pamelacalligaris@yunica.it>

TEMPESTA Gallery, Milano: “Pain of Pleasure”, mostra collettiva

Pain of Pleasure
Christa Joo Hyun D’Angelo, Mads Hyldgaard Nielsen, Sally von Rosen
A cura di Domenico de Chirico
Opening: giovedì 27 novembre 2025, ore 18.00
28 novembre 2025 – 6 febbraio 2026
Tempesta Gallery, Foro Buonaparte 68, Milano

Tempesta Gallery presenta Pain of Pleasure, mostra collettiva a cura di Domenico de Chirico che unisce le opere di Christa Joo Hyun D’Angelo, Mads Hyldgaard Nielsen e Sally von Rosen.

La mostra nasce dal paradosso insito nel piacere, inteso non come semplice esperienza gratificante ma come forza ambivalente, capace di generare e distruggere, di unire estasi e sofferenza. Seguendo la logica della jouissance lacaniana — un godimento eccessivo e spesso doloroso — Pain of Pleasure esplora ciò che accade quando il desiderio oltrepassa i confini del simbolico per diventare corpo, materia e perdita.

Come scrive Domenico de Chirico nel testo critico, «Pain of Pleasure non offre catarsi, ma esperienza liminale. Non invita a scegliere tra dolore e piacere, ma a sostare nella loro co-appartenenza, in quel punto in cui l’uno si trasforma nell’altro.»

Nel video The Death Drive – A Love Story, Christa Joo Hyun D’Angelo intreccia cinema, cultura pop e autobiografia per indagare il trauma e la deriva del sentimento amoroso come forma di dominio. Le sue immagini mettono in scena la violenza non come evento, ma come grammatica affettiva, nutrita della stessa ferita da cui nasce l’amore.

Le pitture di Mads Hyldgaard Nielsen, dal respiro barocco e visionario, evocano esplosioni di luce e materia, corpi in tensione che incarnano il confine tra estasi e dolore. Nei suoi lavori, la pittura diventa un’esperienza sensoriale pura, un campo di forze dove l’energia si manifesta e si consuma.

Le sculture di Sally von Rosen, ibride e metamorfiche, uniscono dimensione organica e artificiale, recuperando la vitalità intrinseca della materia. Il corpo, frammentato e in trasformazione, si fa terreno di desiderio e resistenza, evocando la teoria del vital materialism di Jane Bennett e la tradizione del femminismo performativo.

Tra linguaggi differenti — video, pittura e scultura — Pain of Pleasure compone una riflessione sul desiderio come conoscenza incarnata, sulla vulnerabilità come forma di presenza e sulla sensibilità come atto politico.
In un’epoca segnata dall’anestesia affettiva e dalla virtualizzazione dei corpi, la mostra invita a ripensare il piacere e il dolore come esperienze vitali, complementari, irriducibili.


Tempesta Gallery
Foro Buonaparte 68, Milano
info@tempestagallery.com | www.tempestagallery.com
Orari: mar–ven 15.00–19.00
Da TEMPESTA Gallery | PRESS <press@tempestagallery.com>

Milano: Dialoghi Italia–India – Le residenze artistiche di novembre a Casa degli Artisti

Traces of Milan: A Minimalist Exploration

Vipul Prajapati in residenza a Casa degli Artisti: 
minimalismo, memoria e materia nello scambio tra Ahmedabad e Milano

21 ottobre – 25 novembre 2025

Open Studio giovedì 20 novembre, h. 18,00 – 21,00

Con la sua indagine tra memoria, spazio e forma, Vipul Prajapati offre una lettura poetica e critica di Milano che emerge non come sfondo ma come soggetto vivo, capace di raccontare sé stesso attraverso le sue tracce.

La residenza si inserisce nel programma di scambio Italia-India, ideato da Caterina Corni e Giulia Restifo, in partnership con That’s Contemporary e TAF The Arts Family London, e sostenuto dal Consolato Generale d’Italia a Mumbai e dal Consolato Generale dell’India a Milano. Il progetto mira a costruire un dialogo paritario tra due contesti artistici differenti, mettendo in relazione linguaggi, materiali e processi.

La collaborazione tra Casa degli Artisti di Milano e la 079 Stories Art Gallery, avviata con la mostra Jyot di Roberto Rup Paolini ad Ahmedabad alla fine dell’estate scorsa, prosegue in Italia con la residenza di Vipul Prajapati, uno tra i più significativi artisti della scena indiana contemporanea. Dal 21 ottobre al 25 novembre 2025 prossimo, Prajapati è ospite dell’Atelier di Casa degli Artisti, dove sviluppa il progetto Traces of Milan: A Minimalist Exploration, una ricerca che intreccia il minimalismo come linguaggio universale capace di unire culture e geografie, la memoria dei materiali e la stratificazione urbana della città. Le sue opere diventano ponti visivi tra India e Italia, tra architettura e spiritualità, tra memoria e rigenerazione.

Nato ad Ahmedabad, Vipul Prajapati ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il National Lalit Kala Akademi Award, il Pollock-Krasner Award e l’Arte Laguna Prize.

La sua pratica si fonda sull’uso di materiali residuali – grafite, carbone, oggetti trovati, frammenti industriali – che l’artista sottrae all’oblio per trasformarli in narrazione visiva. Il gesto del raccogliere e del rigenerare diventa in Prajapati un atto estetico e politico: dare nuova forma alla materia equivale a dare continuità alla memoria.

Attraverso il progetto Traces of Milan, l’artista intende esplorare l’anima della città di Milano, dal punto di vista architettonico e simbolico. Ed è proprio dal simbolo che nasce il nucleo dell’opera che sarà realizzata durante la residenza: la cupola come archetipo.

La cupola, elemento ricorrente tanto nell’architettura italiana quanto in quella indiana (lo stupa), diventa per Vipul un ponte tra due culture e un segno universale che collega la dimensione terrena e quella celeste: forma che racchiude e protegge, che richiama il cosmo e allo stesso tempo il costruire umano – due mondi, un unico mondo – uniti sotto una stessa volta che simboleggia l’idea di totalità e di armonia universale.

Durante la residenza, l’artista alterna momenti di lavoro in studio a esplorazioni urbane, raccogliendo segni, residui, materiali e immagini dal tessuto della città.

Il mio obiettivo – afferma Prajapati – è quello di inserire una prospettiva indiana nella cultura materiale milanese, trasformando i suoi resti in opere essenziali che parlano di resilienza e di esperienza condivisa.” Le opere realizzate nascono come impronte visive, testimonianze minime e stratificate della relazione tra individuo e spazio urbano. Traces of Milan propone così una riflessione sul tempo, sull’equilibrio e sulla rigenerazione, restituendo Milano come una città palinsesto: un luogo che conserva, assorbe e trasforma la propria memoria materiale.

Vipul Prajapati (Ahmedabad, India) proviene da una famiglia di agricoltori con una lunga tradizione artistica. Fin da giovane coltiva una profonda passione per l’arte, che lo porta a formarsi in pittura presso la Sheth C. N. College of Fine Arts di Ahmedabad. Il suo talento si afferma precocemente: nel 2005 vince il suo primo State Lalit Kala Award, seguito dalle selezioni nazionali nel 2008 e 2009. Nel 2016 ottiene due importanti riconoscimenti internazionali – il National Lalit Kala Akademi Award e il prestigioso Pollock-Krasner Award – che ne consolidano la presenza nel panorama dell’arte contemporanea. Nel 2021 riceve anche l’Arte Laguna Prize a Venezia. La pratica di Prajapati si fonda su una costante tensione tra rigore formale e ricerca sperimentale, in cui materiali come grafite, carbone e oggetti trovati assumono una valenza narrativa e simbolica. L’artista è noto per la sua capacità di combinare linguaggio manuale e tecnologie contemporanee, dando vita a opere che riflettono sull’idea di memoria, resilienza e trasformazione. Affascinato da temi legati al viaggio, alla costruzione e al lavoro umano – dalle navi e dai cantieri ai paesaggi industriali – Prajapati elabora una poetica che trasforma la materia in traccia e la forma in testimonianza.


Parallelamente, Casa degli Artisti ospita tredici artisti dall’India in residenza fino al 24 novembre, nell’ambito del progetto “Working on INDIA. Of Glimmers and Getaways”, realizzato in collaborazione con il PAC Milano.
Si tratta della fase preparatoria della grande mostra India. Di bagliori e fughe, curata da Raqs Media Collective e Ferran Barenblit, che aprirà al PAC il 25 novembre.
Gli artisti stanno lavorando a Milano a nuove opere site-specific, in dialogo con il territorio e la comunità artistica locale.

Due prospettive diverse ma complementari su un dialogo sempre più vivo tra Italia e India.


Casa degli Artisti
Via Tommaso da Cazzaniga, angolo Corso Garibaldi, 89, Milano
info@casadegliartisti.org

Ufficio Stampa Casa degli Artisti
Emanuela Filippi | Eventi e Comunicazione
+39 392 3796688
emanuela.filippi@casadegliartisti.org
Da Ufficio Stampa Casa degli Artisti | Emanuela Filippi <emanuela.filippi@casadegliartisti.org>

Pisa, Museo della grafica: inaugurazione della mostra “Omaggio a Paolo Ciampini”

Il Museo della Grafica (Comune di Pisa, Università di Pisa) è lieto di invitarvi all’inaugurazione della mostra 

Venerdì 21 novembre 2025, ore 12:00

Museo della Grafica – Palazzo Lanfranchi (Lungarno G. Galilei, 9 – Pisa)

Attraverso una selezione di ritratti all’acquaforte, il Museo intende ricordare e celebrare la figura di un artista che, mantenendo salda la propria identità toscana, ha conseguito risultati che gli sono valsi prestigiosi riconoscimenti a livello internazionale, trovando nella pratica dell’incisione all’acquaforte la propria più intima dimensione creativa e raggiungendo una padronanza espressiva straordinaria soprattutto nel genere del ritratto, declinato in tavole di grande formato.

Maggiori informazioni: 

Museo della Grafica – Lungarno Galilei, 9 – Pisa
Tel. 050/2216060 (62-67-59-70)
E-mail: museodellagrafica@adm.unipi.it
www.museodellagrafica.sma.unipi.it
www.facebook.com/museodellagrafica
www.instagram.com/museodellagrafica


Si invita a prendere visione dell’informativa segnalando che durante l’evento saranno effettuate riprese foto e video. Con la partecipazione all’evento si intende prestato il consenso al trattamento della propria immagine che potrà essere pubblicata su siti web, canali social media e altre piattaforme pubbliche del Sistema Museale di Ateneo e dell’Università di Pisa.


Da museodellagrafica1@listgateway.unipi.it 

A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.

TEFAF annuncia la prestigiosa lista delle gallerie per Maastricht 2026

TEFAF (The European Fine Art Foundation) ha annunciato la lista delle gallerie internazionali, compresi i partecipanti a Focus e Showcase, e il tema dell’annuale TEFAF Summit, sostenuto dal Global Lead Partner di TEFAF Maastricht, AXA XL, in collaborazione con la Commissione olandese per l’UNESCO.

L’edizione 2026 di TEFAF Maastricht tornerà al Maastricht Exhibition & Conference Centre (MECC) dal 14 al 19 marzo 2026 (Preview il 12 e 13 marzo solo su invito).

TEFAF Maastricht 2026
Paesi Bassi, Maastricht Exhibition & Conference Centre (MECC)
14 – 19 marzo 2026

Universalmente riconosciuta come la fiera più importante al mondo per l’arte, l’antiquariato e il design, TEFAF Maastricht riunisce 7.000 anni di storia dell’arte, dall’antichità al contemporaneo. Quest’anno accoglie 276 mercanti e gallerie provenienti da 24 paesi dei 5 continenti. La fiera non ha eguali nella presentazione di opere di altissimo valore storico artistico, rigorosamente selezionate. È una meta imprescindibile per le Istituzioni di tutto il mondo, per i collezionisti e per tutti gli operatori  del più ampio mercato internazionale dell’arte.

Will Korner, responsabile delle fiere: “Siamo felici di poter dare il benvenuto, il prossimo marzo, alla comunità TEFAF,  nel cuore del mondo dell’arte. Tra le gallerie selezionate figurano molti “storici pilastri” che nel corso degli anni, grazie alla loro partecipazione, hanno contribuito a costruire le nostre fiere e al tempo stesso è entusiasmante accogliere nuove gallerie provenienti da paesi lontani come il Messico, il Giappone e gli Stati Uniti. L’edizione 2026 vedrà anche l’ampliamento delle sezioni Dipinti, Opere su carta, Moderno e contemporaneo e Design. Siamo contenti anche che i nostri visitatori, nella prossima edizione, possano apprezzare maggiormente la fotografia storica e contemporanea come mezzo espressivo, grazie alla partecipazione delle più importanti gallerie di questo settore. TEFAF Focus amplierà ancora una volta i confini degli artisti famosi e meno conosciuti, sostenendo al contempo la prossima generazione di mercanti attraverso Showcase, una parte fondamentale della missione di TEFAF. C’è molto da aspettarsi dall’edizione 2026 di TEFAF Maastricht”.

Fiera principale

260 mercanti leader in tutte le espressioni artistiche provenienti da tutto il mondo esporranno nelle otto sezioni della Fiera principale: Dipinti, Opere su carta, Antiquariato, Arte antica, Gioielli, Arte moderna e contemporanea, Design e Arte africana e oceanica. 22 gallerie parteciperanno alla Fiera principale per la prima volta, mentre diverse altre torneranno.

Focus

Lanciata per la prima volta nel 2024, Focus mette in dialogo artisti pionieristici di vari mezzi espressivi e periodi. Questa sezione si inserisce nella tradizione curatoriale che TEFAF ha costruito nel corso di molti anni: dimostrarare la competenza dei mercanti nell’approfondire i nomi famosi della storia dell’arte ma anche quelli che, per qualche ragione, nel corso degli anni sono stati trascurati.

I partecipanti al Focus 2026 sono: Galerie Thomas Schulte (Germania), che presenta le opere del fotografo Robert Mapplethorpe; TAFETA (Regno Unito), che presenta le opere della ceramista nigeriana Ladi Kwali, attualmente protagonista della grande mostra sul Modernismo nigeriano alla Tate Modern; Demisch Danant (Stati Uniti), che presenta le opere del realista francese Antoine Vollon; Galerie Van den Bruinhorst (Paesi Bassi), che presenta le opere del designer di mobili e architetto olandese Gerrit Rietveld; Ceysson & Bénétière (Francia, Lussemburgo, Giappone), che presenta le opere di Patrick Saytour, uno dei membri fondatori del movimento Supports-Surfaces; Alexis Lartigue (Francia), che presenta le opere di Sam Francis, pittore e incisore americano; e Galerie Maria Wettergren (Francia), che presenta le opere di Margrethe Odgaard, designer tessile e di colori danese.

Showcase

Dal 2008, TEFAF sostiene le giovani gallerie  emergenti attraverso l’iniziativa Showcase. Nel 2026, questa dinamica sezione ospiterà nove gallerie, riflettendo la stessa ampiezza di competenze e visione artistica che caratterizza la fiera di Maastricht nel suo complesso, dall’arte rinascimentale e dai dipinti dei maestri olandesi del passato, al minimalismo del XX secolo e al design messicano del XXI secolo.

Sono state selezionate le seguenti gallerie: AGO Projects (Messico); Erik Bijzet Sculpture and Works of Art (Paesi Bassi); Galerie Boquet (Francia); Dries Criel (Belgio); DEVALS (Francia); Van Herck – Eykelberg (Belgio); Roberti Fine Art (Regno Unito); Torres Nieto Fine Arts (Germania); e Trias Art Experts (Germania).

Questa edizione segna anche il terzo anno del J.P. Morgan Private Bank Showcase Prize, che premia un partecipante eccezionale per il suo talento e il suo contributo, celebrando i mercanti emergenti all’interno della comunità TEFAF.

TEFAF Summit

TEFAF è orgogliosa di ospitare il terzo TEFAF Summit a TEFAF Maastricht il 16 marzo, in collaborazione con la Commissione olandese per l’UNESCO. Questo forum esplorerà il tema “Oltre l’impatto economico – Ripensare la cultura nelle politiche pubbliche” e vedrà la partecipazione di oltre 30 leader di pensiero, tra cui esperti internazionali e consulenti politici provenienti dal settore artistico pubblico e privato.

Il TEFAF Summit funge da piattaforma per discussioni e collaborazioni significative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere soluzioni concrete. Per ulteriori informazioni, iscriviti alla newsletter TEFAF su TEFAF.com.

Il TEFAF Summit è sostenuto dal partner globale principale di TEFAF Maastricht, AXA XL.

ELENCO DEGLI ESPOSITORI DEL TEFAF MAASTRICHT 2026 – FIERA PRINCIPALE
*il grassetto indica le gallerie nuove al TEFAF Maastricht 2026
 
 
A Lighthouse called Kanata (Giappone)
Aardewerk (Paesi Bassi)
Adam Williams (Stati Uniti)
Adrian Alan (Regno Unito)
Adrian Sassoon Limited (Regno Unito)
Agnews (Regno Unito)
Agnews Works on Paper (Belgio)
Aicon (Stati Uniti)
Alessandra di Castro (Italia)
Alon Zakaim Fine Art (Regno Unito)
Altomani & Sons (Italia)
Ambroise Duchemin & Associés (Francia)
Åmells Fine Arts Dealer (Svezia)
Amir Mohtashemi Ltd (Regno Unito)
Antoine Tarantino (Francia)
Antonacci Lapiccirella Fine Art (Italia)
Applicat-Prazan (Francia)
Aronson Antiquairs (Paesi Bassi)
Artimo Fine Arts (Belgio)
Artur Ramon Art (Spagna)
Axel Vervoordt Art & Antiques (Belgio)
Bailly Gallery (Svizzera, Francia)
Beck & Eggeling International Fine Art (Germania)
Ben Brown Fine Arts (Regno Unito)
Ben Hunter (Regno Unito)
Benappi Fine Art (Regno Unito)
Benjamin Peronnet Fine Art (Francia)
Berardi Galleria d’Arte (Italia)
Bernard de Grunne (Belgio)
Bernat Galeria d’Art (Spagna)
Bijl-Van Urk BV (Paesi Bassi)
Booij-Arts (Paesi Bassi)
Borzo Gallery (Paesi Bassi)
Bottegantica Srl (Italia)
Bowman Sculpture (Regno Unito)
Brimo de Laroussilhe (Francia)
Brun Fine Art (Italia)
Buccellati (Italia)
Buchmann Galerie (Germania)
BURZIO. (Regno Unito)
E. Franke Antiquitäten GmbH (Germania)
Cahn (Svizzera)
Camille Leprince (Francia)
Cardi Gallery (Italia, Regno Unito)
Caretto & Occhinegro (Italia)
Carolle Thibaut-Pomerantz (Stati Uniti, Francia)
Caterina Tognon (Italia)
Caylus Anticuario (Spagna)
Charles Beddington Ltd (Regno Unito)
Charles Ede (Regno Unito)
Christopher Bishop Fine Art (Stati Uniti)
Colnaghi (Regno Unito, Stati Uniti, Spagna)
Colnaghi Elliott Master Drawings (Regno Unito)
Connaught Brown (Regno Unito)
Cora Sheibani Ltd (Regno Unito)
Cybele (Francia)
D’Lan Contemporary (Australia, Stati Uniti)
Daniel Crouch Rare Books (Regno Unito)
David Aaron (Regno Unito)
David Gill Gallery (Regno Unito)
David Lévy & Associés (Belgio)
David Tunick (Stati Uniti)
Day & Faber (Regno Unito)
De Jonckheere (Svizzera)
DE LA MANO Old Masters (Spagna)
De Wit Fine Tapestries (Belgio)
Deborah Elvira (Spagna)
Desmet Fine Art (Belgio)
Dickinson (Regno Unito)
Didier (Regno Unito, Belgio)
Didier Aaron (Francia)
Dr. Jörn Günther Rare Books (Svizzera)
Edouard Simoens (Belgio)
Elfriede Langeloh (Germania)
Emanuel von Baeyer (Regno Unito)
Endlich Antiquairs (Paesi Bassi)
Epoque Fine Jewels (Belgio)
Fernando Jorge (Regno Unito, Brasile)
Flavio Gianassi Fine Art (Regno Unito)
FLORE (Belgio)
Fondantico di Tiziana Sassoli (Italia)
Forms (Hong Kong, Svizzera)
Frides Laméris Glass and Antiques (Paesi Bassi)
Friedman Benda (Stati Uniti)
Galerie Alexis Pentcheff (France)
Galerie Ary Jan (Francia)
Galerie Boulakia (Regno Unito)
Galerie Canesso (Francia, Italia)
Galerie Chenel (Francia)
Galerie de la Presidence (Francia)
Galerie Delalande (Francia)
Galerie Eric Coatalem (Francia)
Galerie Florence de Voldère (Francia)
Galerie G. Sarti (Francia)
Galerie Henze & Ketterer (Svizzera)
Galerie Karsten Greve (Svizzera, Francia, Germania)
Galerie Kevorkian (Francia)
Galerie Léage (Francia)
Galerie Lefebvre (Francia, Stati Uniti)
Galerie Lelong (Francia, Stati Uniti)
Galerie Louis & Sack (Francia)
Galerie Lucas Ratton (Francia)
Galerie Ludorff (Germania)
Galerie Malaquais (Francia)
Galerie Marcelpoil (Francia)
Galerie Marcilhac (Francia)
Galerie Michel Descours (Francia)
Galerie Nathalie Obadia (Francia, Belgio)
Galerie Neuse (Germania)
Galerie Nicholas Bourriaud (Francia)
Galerie Nicolas Fournery (Francia)
Galerie Perrin (Francia)
Galerie Ron Mandos (Netherlands)
Galerie Sismann (Francia)
Galerie Terrades (Francia)
Galerie von Vertes (Svizzera)
Galerie Zlotowski (Francia)
Galleri K (Norvegia)
Galleria 19C (Stati Uniti)
Galleria Carlo Virgilio & Co. (Italia)
Galleria Continua (Italia, Cina, Francia, Cuba, Brasile)
Galleria d’Arte Maggiore g.a.m. (Italia, Francia)
Galleria Rossella Colombari (Italia)
Galleria Sofie Van de Velde (Belgio)
Gisèle Croës (Belgio)
GRIMM (Paesi Bassi, Regno Unito, Stati Uniti)
Grusenmeyer-Woliner (Belgio)
Haboldt & Co. (Paesi Bassi, Stati Uniti, Francia)
Helga Matzke European Silver (Germania)
Hemmerle (Germania)
Hidde van Seggelen (Germania)
Ippodo Gallery (Japan, United States)
Jaime Eguiguren Art & Antiques (Argentina)
James Butterwick (Regno Unito)
Jaski (Paesi Bassi)
Jean-François Heim (Svizzera)
John Szoke Gallery (United States
Joost van den Bergh (Regno Unito)
Jorge Welsh Works of Art (Regno Unito, Portogallo)
Kent Antiques (Regno Unito)
Ketabi Bourdet (Francia)
Koetser Gallery (Svizzera)
Kollenburg Antiquairs (Paesi Bassi)
Koopman Rare Art (Regno Unito)
Kugel (Francia)
Kunstgalerij Albricht (Paesi Bassi)
Kunsthandel Bies (Paesi Bassi)
Kunsthandel P. de Boer (Paesi Bassi)
Kunsthandel Peter Mühlbauer (Germania)
Kunsthandel S. Mehringer (Germania)
Kunsthandlung Helmut H. Rumbler (Germania)
Kunstkammer Georg Laue (Germania)
Lancz Gallery (Belgio)
Landau Fine Art (Canada, Svizzera)
Larkin Erdmann (Svizzera)
Lebreton (Monaco)
Les Enluminures (Francia, Stati Uniti)
Librairie Camille Sourget (Francia)
Lowell Libson & Jonny Yarker Ltd (Regno Unito)
Lullo | Pampoulides (Regno Unito)
Lyndsey Ingram (Regno Unito)
M.S. Rau (Stati Uniti)
Macconnal-Mason Gallery (Regno Unito)
Marc Heiremans (Belgio)
Margot McKinney (Australia, Stati Uniti)
Marianne Boesky Gallery (Stati Uniti)
Marjan Sterk Fine Art Jewellery (Paesi Bassi)
Maruani Mercier (Belgio)
Matthiesen Gallery (Regno Unito)
Mayoral (Spagna, Francia)
Mennour (Francia)
Mentink & Roest (Paesi Bassi)
Michael Hoppen Gallery (Regno Unito)
Michele Beiny (Stati Uniti)
ML Fine Art (Italia)
Morentz (Paesi Bassi)
Nicholas Hall (Stati Uniti)
Nicolaas Teeuwisse (Germania)
Nies Oriental Art (Belgio)
Osart Gallery (Italia)
Osborne Samuel Gallery (Regno Unito)
Oscar Graf (Francia)
Otto Jakob (Germania)
PAB / Aguiar-Branco (Francia, Portogallo)
Patrick & Ondine Mestdagh (Belgio)
Patrick Bourne & Co. (Regno Unito)
Patrick Heide Contemporary Art (Regno Unito, Belgio)
Paul Coulon (Regno Unito)
Paul Ruitenbeek Chinese Art (Paesi Bassi)
Pavec (Francia)
Pelgrims de Bigard (Belgio)
Peter Finer (Regno Unito)
Peter Harrington (Regno Unito, Stati Uniti)
Piano Nobile (Regno Unito)
Pierre Marie Giraud (Belgio)
Plektron Fine Arts AG (Svizzera)
Porcini (Italia)
Prahlad Bubbar (Regno Unito)
Proyectos Monclova Gallery (Messico)
Rafael Valls (Regno Unito)
René Boivin (Francia)
Richard Green (Regno Unito)
Richard Saltoun Ltd. (Regno Unito, Italia, Stati Uniti)
Rob Smeets Gallery (Svizzera)
Robilant+Voena (Regno Unito, Italia, Stati Uniti)
Rolleston (Regno Unito)
Rosenberg Gallery (Stati Uniti)
Rudigier Fine Art (Regno Unito)
Salamon (Italia)
Salomon Lilian (Paesi Bassi)
Sam Fogg Ltd (Regno Unito)
SANTI (Regno Unito)
São Roque (Portogallo)
Sarah Myerscough Gallery (Regno Unito)
Schönewald Fine Arts (Germania)
Senger Bamberg Kunsthandel (Germania)
Serge Schoffel – Art Premier (Belgio)
Shibunkaku (Giappone)
SJ Phillips (Regno Unito)
Skarstedt (Stati Uniti, Regno Unito, Francia)
Stair Sainty Gallery (Regno Unito)
Steinitz (Francia)
Stéphane Clavreuil Rare Books (Regno Unito)
Stephen Ongpin Fine Art (Regno Unito)
Stoppenbach & Delestre (Regno Unito, Francia)
Stuart Lochhead Limited (Regno Unito)
Talabardon & Gautier (Francia)
Tanakaya (Francia)
Tenzing Asian Art (Stati Uniti)
The Maas Gallery (Regno Unito)
The Mayor Gallery Ltd (Regno Unito)
The Page Gallery (Corea del Sud)
The Weiss Gallery (Regno Unito)
Thomas Coulborn & Sons (Regno Unito)
Thomas Deprez Fine Arts (Belgio)
Thomas Gibson Fine Art Ltd (Regno Unito)
Tomasso (Regno Unito)
Tornabuoni Art (Italia, Francia, Svizzera)
Tóth – Ikonen (Paesi Bassi)
Trinity Fine Art Ltd (Regno Unito)
Univers du Bronze (Francia)
Utermann (Germania)
Van Cleef & Arpels (Francia)
Van de Weghe (Stati Uniti)
Van der Meij Fine Arts (Paesi Bassi)
Vanderven Oriental Art (Paesi Bassi)
Véronique Bamps (Monaco)
VKD Jewels (Paesi Bassi, Italia)
W&K – Wienerroither & Kohlbacher (Austria, Stati Uniti)
Waddington Custot (Regno Unito, Francia, Emirati Arabi Uniti)
Walter Padovani (Italia)
Wartski (Regno Unito)
White Cube (Regno Unito)
Wildenstein & Co. Inc (Stati Uniti)
William Weston Gallery (Regno Unito)
Willoughby Gerrish (Regno Unito)
Xavier Eeckhout (Francia)
Yann Ferrandin (Francia)
Yares Art Projects (Stati Uniti)
Zebregs&Röell Fine Art and Antiques (Paesi Bassi)
 
 PARTECIPANTI ALLA SEZIONE FOCUS:
Alexis Lartigue (Francia)
Ceysson & Bénétière (Francia, Lussemburgo, Giappone)
Demisch Danant (Stati Uniti)
Galerie Maria Wettergren (Francia)
Galerie Thomas Schulte (Germania)
Galerie Van den Bruinhorst (Paesi Bassi)
TAFETA (Regno Unito)
 
PARTECIPANTI ALLA SEZIONE SHOWCASE:
AGO Projects (Messico)
DEVALS (Francia)
Dries Criel (Belgio)
Erik Bijzet Sculpture and Works of Art (Paesi Bassi)
Galerie Boquet (Francia)
Roberti Fine Art (Regno Unito)
Torres Nieto Fine Art (Germania)
Trias Art Experts (Germania)
Van Herck – Eykelberg (Belgio)

INFORMAZIONI SU TEFAF  

TEFAF è una fondazione senza scopo di lucro che promuove la competenza, l’eccellenza e la diversità nella comunità artistica globale. Ciò è dimostrato dagli espositori selezionati per le sue due fiere, che si svolgono ogni anno a Maastricht e New York. TEFAF è una guida esperta per collezionisti privati e istituzionali, fonte di ispirazione per gli amanti dell’arte e gli acquirenti di tutto il mondo.

INFORMAZIONI SU TEFAF MAASTRICHT  

TEFAF Maastricht è ampiamente considerata la fiera più importante al mondo per l’arte, l’antiquariato e il design, che copre 7.000 anni di storia dell’arte, dall’antichità al contemporaneo. Con oltre 270 prestigiosi mercanti provenienti da circa 24 paesi, TEFAF Maastricht è una vetrina per le opere d’arte più raffinate attualmente sul mercato. Oltre alle aree tradizionali dedicate ai dipinti dei maestri antichi, all’antiquariato e alle antichità classiche, che coprono circa la metà della fiera, è possibile trovare anche arte moderna e contemporanea, fotografia, gioielli, design del XX secolo e opere su carta.  

INFORMAZIONI SU AXA XL

AXA XL Insurance è la divisione P&C (Property & Casualty) e rischi speciali di AXA, nota per la sua capacità di risolvere anche i rischi più complessi. AXA XL offre soluzioni e servizi assicurativi tradizionali e innovativi in oltre 200 paesi e territori.

Nell’ambito della sua offerta di rischi speciali, AXA XL protegge una vasta gamma di oggetti, tra cui opere d’arte, antichità, gioielli, orologi, auto d’epoca, pietre preziose grezze e tagliate e lingotti, di età compresa tra migliaia di anni e poche settimane.

Negli ultimi 50 anni e anche in futuro, AXA XL, uno dei principali assicuratori mondiali di opere d’arte e oggetti di valore, ha ridefinito e continuerà a ridefinire il modo in cui serve e assiste i suoi clienti collezionisti, musei, aziende, gallerie, conservatori e artisti in Europa, Regno Unito, Americhe, Asia e regione del Pacifico, con una sincera attenzione al modo in cui vengono assicurati gli oggetti di valore e protetto il patrimonio culturale.  


CONTATTI STAMPA  
 
GLOBALE                                                        
Responsabile della comunicazione  
Magda Grigorian | magda.grigorian@tefaf.com
 
Coordinatrice PR
Mirthe Sportel | mirthe.sportel@tefaf.com
 
BELGIO / LUSSEMBURGO  
Charlotte De Bruijn |charlotte@covered-agency.com
 
FRANCIA / MONACO / SVIZZERA
Gaëlle de Bernède | contact@gbcom.media
 
GERMANIA / AUSTRIA / SVIZZERA
Britta Fischer |bfpr@brittafischer-pr.com
 
ITALIA
Studio ESSECI
Roberta Barbaro | roberta@studioesseci.net
 
PAESI BASSI  
Noepy Testa | noepy@entesta.nl
Heidi Vandamme |info@bureauheidivandamme.nl
 
SPAGNA  
Julián Hernández Miranda | julian.hdez58@gmail.com  
Héctor San José | hectorsanjose@live.com  
 
REGNO UNITO  
Cultural Communications |tefaf@culturalcomms.co.uk
 
Stati Uniti  
Sharp Think | tefaf@sharpthink.com
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

MOLO22, Pescara – LIBERTICIDIO: Joseph De Felici e Ferdinando Gatta

Sabato 22 novembre 2025 alle ore 18.00, inaugura presso gli spazi di MOLO22, al Porto turistico di Pescara, la mostra Liberticidio di Joseph De Felici e Ferdinando Gatta, a cura di Nadia Di Bernardo e Francesca Perti: un progetto che indaga attraverso il medium della fotografia il concetto complesso della libertà.

LIBERTICIDIO
Joseph De Felici  Ferdinando Gatta
 
A cura di Nadia Di Bernardo e Francesca Perti
 
Inaugurazione 22 novembre 2025 ore 18.00
 
MOLO22
 
Porto turistico
Lungomare Papa Giovanni XXIII – Pescara
 
Fino all’11 dicembre 2025

«La mostra LIBERTÀ nasce dell’interazione di De Felici e Gatta», scrive Francesca Perti, «che diventano un unico corpo e un’unica voce, attraverso fotografie in bianco e nero, che sembrano irradiare scariche elettriche ad alta tensione, non freddamente impersonali, ma impregnate della sensibilità degli artisti: vibrano di un fremito interno e colpiscono direttamente al cuore.Fotografie che non danno scampo e che ci costringono ad immergerci nel profondo, ci assorbono all’interno del loro centro gravitazionale, ci inchiodano spalle al muro, costretti  a ripensare in modo nuovo alla parola libertà e al suo contrario. I due fotografi ci fanno riflettere sulla necessità di denunciare le menzogne che ci vengono raccontate, spesso con l’accondiscendenza dei mass media, che ci impediscono di vedere la realtà così come è, creando una forma di illusione collettiva. […] Nell’opera di De Felici e Gatta la fotografia diventa un mezzo di espressione personale e di ricerca critica, in grado di esplorare le diverse sfaccettature della libertà  ma anche le sue contraddizioni. Già dai titoli delle loro opere, TORTURE, DNA RICODIFICATO, MODIFICAZIONE CEREBRALE, i due fotografi affrontano temi spinosi e controversi, sempre in un continuo dialogo tra di loro, un dialogo che diventa fare artistico e poetico.»

Mentre Nadia Di Bernardo nella sua presentazione sottolinea: «Non si fanno illusioni, Joseph De Felici e Ferdinando Gatta, sulla destinazione del pensiero libero, riflessione che li accomuna e che urlano attraverso le inquadrature dei loro obiettivi fotografici, trasponendo attraverso stili sia pur diversi ma compenetranti, la propria visione. Negli scatti apparentemente manca o si riduce l’elemento umano, che si esplicita invece nelle forme, convertite in barriere appositamente progettate per manipolare, distorcere, modificare e omologare il pensiero collettivo, in nome di un ordine contenitore dei diritti umani, strumenti pensati e manipolati per limitare gli individui stessi. […] Inquietanti costruzioni prive di finestre, dove non filtra luce dall’esterno e diventano cieche prigioni fisiche e dell’anima. E ancora, mani tese in le cui forme perdono sostanza, quasi evaporando, in immagini distopiche di individui deprivati di qualsiasi altro pensiero, se non quello della immediata sopravvivenza. Esperimenti di mutagenesi, in nome del progresso e della scienza, manipolazioni destinate a influenzare le masse, manipolazioni perpetuate con la complicità delle lobby. Ed ecco che allora tutto ciò diventa tortura, deprivazione dello spazio vitale, limitazione e mortalità delle libertà individuali, crimini diffusi sia fisici che morali, dei liberticidi.

Joseph De Felici vive a Frascati e lavora in Italia e all’estero. Inizia il suo percorso artistico girando cortometraggi e scattando fotografie sperimentali e, dalla metà degli anni novanta, reportage fotografici in Marocco, Turchia, India, Nepal, Birmania, Thailandia. Nel 1999, dopo un rientro in Italia, decide di stabilirsi negli Stati Uniti lavorando come fotografo freelance a New York fino al 2002, esponendo in spazi underground della scena artistica newyorkese. Dal 2008 ha ricominciato a viaggiare in Oriente, vivendo per lunghi periodi soprattutto nel Sud-est asiatico, continuando la sua personale ricerca fotografica.

Ferdinando Gatta (Marino, RM, 1965) lavora dal 1985 nel campo della fotografia formandosi in camera oscura, praticando sviluppo e stampa prima di avviare nel 1991 lo studio fotografico “Obiettivo Immagine” e dal 2009 di “T.T.L. ass. fotografica”. Esperto di didattica legata alla fotografia analogica, ha esposto in Italia e all’estero. Dal 2004, come unico titolare dello studio, organizza anche corsi di fotografia.



INFO
 
LIBERTICIDIO
Joseph De Felici  Ferdinando Gatta
A cura di Nadia Di Bernardo e Francesca Perti
 
Inaugurazione 22 novembre 2025 ore 18.00
Fino all’11 dicembre 2025
Orari: da lunedì a sabato 16.30 – 18.30; domenica su appuntamento: tel 329 368 8028 / 3204169827
 
MOLO22
Direzione artistica: KK
Porto turistico
Lungomare Papa Giovanni XXIII – Pescara
 
Ufficio Stampa
Roberta Melasecca Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.com
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it> 

125° Anniversario di attività dell’Università Popolare di Trieste – Le celebrazioni

Credit foto UPT | F. Somma – Da sinistra:
Conclusione di una conferenza dell’Università del Popolo nella Sala della Borsa (1900)
Gita a Roma organizzata dall’Università Popolare Triestina dal 9 al 16 luglio 1910
Le Comunità italiane

125° Anniversario di attività dell’Università Popolare di Trieste
Il Presidente Jerian: «Cultura, formazione e dialogo restano i cardini del nostro impegno per Trieste e a favore dell’Unione Italiana e delle Comunità Italiane nei Paesi dell’Adriatico orientale»

Trieste ospiterà – venerdì 21 novembre – una duplice cerimonia per celebrare i 125 anni di attività dell’Università Popolare di Trieste e i 60 anni di sostegno alle Comunità italiane dei Paesi dell’Adriatico orientale: due traguardi che raccontano una storia di cultura, identità e impegno civile. La prima, nella Sala del Consiglio comunale, intende sottolineare il valore dell’Ente morale per la città e il territorio in cui è nata nel 1899. La seconda, nel Ridotto del Teatro Verdi, sarà dedicata alla lunga collaborazione con l’Unione Italiana e, più in generale, con le Comunità italiane autoctone in Slovenia, Croazia e Montenegro.
Alle celebrazioni è stata conferita la “Medaglia del Presidente della Repubblica” e assicurato il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione CRTrieste. L’evento è promosso con la coorganizzazione e il patrocinio del Comune di Trieste e con la collaborazione per lo spettacolo teatrale del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia “Il Rossetti“.

Fondata il 16 dicembre 1899, quando Trieste era ancora parte dell’Impero austro-ungarico, l’UPT ha avviato l’attività all’inizio del 1900 e attraversato guerre, crisi e profondi mutamenti sociali, rinnovandosi senza mai tradire la propria missione: diffondere la conoscenza e sostenere la crescita della comunità locale.
«Siamo nati per rendere la cultura accessibile a tutti, e dopo 125 anni la nostra missione non è cambiata — afferma il Presidente dell’Ente Morale, Edvino Jerian, illustrando il programma della cerimonia, condiviso con il Vicepresidente Paolo Rovis, Consigliere designato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. – La cultura resta il filo rosso che unisce la nostra storia: sa adattarsi ai tempi, custodendo la memoria e guardando al futuro».Sessant’anni fa, su incarico del Ministero degli Affari Esteri e successivamente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’Ente ha assunto anche il compito di mantenere vive le radici linguistiche e culturali degli italiani autoctoni dell’Adriatico orientale. «Da allora — prosegue Jerian — l’UPT è diventata un ponte che unisce l’Italia alle Comunità italiane di Croazia, Slovenia, Montenegro e Serbia lavorando al fianco dell’Unione Italiana per promuovere istruzione, formazione e cultura».
Radicata nella storia e nello spirito di Trieste, l’UPT guarda oggi al futuro con lo stesso impegno civile che la caratterizza da oltre un secolo. «Cultura e corretta informazione — sottolinea Jerian, ricordando che nel 2017 all’Università Popolare di Trieste è stata conferita la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica Italiana per la scuola, la cultura e l’arte — non devono essere privilegio di pochi, ma patrimonio condiviso: strumenti essenziali di uguaglianza e crescita sociale».
L’Ente proseguirà il proprio percorso favorendo la formazione e la crescita culturale a Trieste e sostenendo scuole, media e istituzioni della Comunità Nazionale Italiana nei Paesi dell’Adriatico orientale, per garantire continuità, qualità e identità.
«Conservare e tramandare la nostra cultura — conclude il Presidente Jerian — non significa chiudersi nel passato, ma costruire il futuro su fondamenta solide: un domani di dialogo, conoscenza e rispetto reciproco, nel segno della cultura italiana e dell’Europa dei popoli».

Programma delle celebrazioni

125° Anniversario di attività dell’Università Popolare di Trieste
21 novembre 2025
 – Trieste, Sala del Consiglio Comunale

10:30 Proiezione del video 1899: nasce l’Università Popolare di Trieste

10:45 Interventi istituzionali
11:15 Prolusione del prof. Stefano PilottoL’Università Popolare di Trieste: una lunga storia di cultura italiana
12:00 Proiezione video commemorativo 125 anni di attività per la cultura italiana

12:15 Edvino Jerian, presidente UPT Presente e futuro dell’Ente

12:45 Presentazione dell’Albo dei Benemeriti della Cultura Popolare di Trieste e consegna attestati
13:00 conclusioni del rappresentante del Governo

Sessant’anni di collaborazione con l’Unione Italiana e le Comunità Italiane in Slovenia, Croazia e Montenegro
Trieste, Sala del Ridotto del Teatro Comunale Giuseppe Verdi

15:30 Proiezione del video Università Popolare di Trieste: cerniera di italianità

15:45 Saluti delle rappresentanze delle Comunità Italiane e del mondo dell’Esodo
16:15 Lectio magistralis prof. Egidio Ivetic L’Università Popolare di Trieste per la conservazione della memoria e la valorizzazione della cultura italiana

17:00 interventi delle autorità politiche istituzionali
17:45 Edvino Jerian, presidente UPT Il ruolo di ponte culturale dell’Università Popolare di Trieste

19:45 Conclusioni del rappresentante del Governo

20:30 Spettacolo teatrale al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia “il Rossetti” Aggiungi un posto a tavola

Una storia di cultura e di identità
L’Università Popolare di Trieste (UPT) nasce il 16 dicembre 1899 come istituzione laica e democratica volta a diffondere la conoscenza e l’istruzione tra tutte le classi sociali. Fin dalle origini, l’Ente si propone di rendere la cultura accessibile a tutti, promuovendo la crescita personale e civile attraverso la formazione continua, le conferenze pubbliche, i corsi e le attività artistiche.
Per tutto il Novecento, l’UPT attraversa con tenacia periodi di grandi trasformazioni storiche e politiche: dall’epoca asburgica all’annessione all’Italia, dalle due guerre mondiali alla complessa stagione del dopoguerra. In ogni fase, riesce a rinnovarsi senza tradire la propria missione originaria, divenendo un punto di riferimento stabile per la vita culturale della città e dell’intero territorio giuliano.
A partire dal 1965, su incarico del Ministero degli Affari Esteri e, in seguito, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’UPT amplia la propria azione oltreconfine, assumendo il compito di sostenere le Comunità Italiane dell’ex Jugoslavia nella tutela della lingua, della cultura e dell’identità nazionale.
Dopo più 50 anni di collaborazione consolidata con tutte le sigle dei soggetti rappresentativi il Mondo dell’Esodo in Italia, dal 2017 l’Ente UPT è firmataria delle convenzioni annuali assieme a Federesuli per l’erogazione e la rendicontazione delle annualità della Legge del  16 marzo 2001, n. 72, recante “Interventi a tutela del patrimonio storico e culturale delle comunità degli esuli italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia”, e successive modificazioni del Ministero della Cultura di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

L’UPT a Trieste: una cultura diffusa e popolare
L’Università Popolare di Trieste è profondamente radicata nel tessuto cittadino. Nata per offrire a tutti i cittadini opportunità di apprendimento, è oggi una presenza riconosciuta e autorevole nel panorama culturale locale. Con le sue attività, corsi, conferenze e iniziative, l’UPT contribuisce da oltre un secolo a diffondere una cultura accessibile e partecipata, che unisce generazioni e competenze. La cultura rappresenta il “filo rosso” che lega i 125 anni di storia dell’Ente: un patrimonio fatto di lingua, tradizioni e identità, ma anche di apertura, curiosità e innovazione, con una particolare attenzione alle nuove tecnologie. Oggi l’Ente è chiamato a parlare alle nuove generazioni, invitandole a conoscere le proprie radici non per nostalgia, ma per sviluppare consapevolezza, pensiero autonomo e senso di appartenenza.

Sessant’anni di collaborazione con l’Unione Italiana e le Comunità Italiane in Slovenia, Croazia e Montenegro
Dal 1965, l’Università Popolare di Trieste è protagonista di una collaborazione unica nel suo genere con le Comunità degli Italiani in Slovenia, Croazia, Montenegro e Serbia. In stretta sinergia con l’Unione Italiana e con il Ministero degli Affari Esteri e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’Ente sostiene in quei Paesi la tutela e la promozione della lingua e della cultura italiana attraverso un’ampia rete di progetti e attività.
Le azioni dell’UPT comprendono borse di studio, corsi di formazione e di aggiornamento per insegnanti, fornitura di libri di testo agli alunni delle scuole italiane, iniziative culturali e formative rivolte a studenti, docenti, operatori culturali e associati alle sedi comunitarie. Un’attenzione particolare è rivolta anche ai mezzi d’informazione in lingua italiana, come l’Edit di Fiume e RTV Capodistria, presìdi di identità culturale.
La sfida del futuro sarà quella di unire la tutela della memoria storica con le esigenze delle nuove generazioni, sfruttando i nuovi linguaggi digitali senza rinunciare alla verità dei fatti.


Aps comunicazione Snc di Aldo Poduie e Federica Zar viale Miramare, 17 • 34135 Trieste Tel. e Fax +39 040 410.910 zar@apscom.it
Da Federica Zar <zar@apscom.it>

A Bolzano: “Artifices, i creatori dell’arte” dal Museo Nazionale Romano 

Artifices: i creatori dell’arte“, al Centro Trevi-TreviLab di Bolzano dal 21 novembre 2025 al 12 aprile 2026, racconta lo straordinario processo che trasforma l’artigiano in artista e il frutto del suo lavoro in arte.  La mostra rivela anche il senso e il valore delle “copie”, opere che richiedono finezza esecutiva e abilità artistica non inferiori alla creazione originale dalla quale derivano e si evolvono.

ARTIFICES.
I creatori dell’arte
Bolzano, Centro Trevi-TreviLab
21 novembre 2025 –12 aprile 2026

RSVP
Elisabetta Rosa
elisabetta@studioesseci.net

Mostra organizzata dall’Ufficio Cultura della Provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige in collaborazione e a cura del Museo Nazionale Romano di Roma.

I reperti concessi alla mostra bolzanina dal Museo Nazionale Romano diretto da Federica Rinaldi documentano il livello raggiunto dalle botteghe romane dall’epoca repubblicana al tramonto dell’Impero. Opere, capolavori, realizzati da artigiani-artisti per una clientela “alta”, estremamente esigente, raffinata e con ampia possibilità di spesa. Persone che cercavano il meglio e lo trovavano proprio in questi atelier specializzati, dove si sapevano riprodurre, o riproporre, con assoluta maestria, modelli, greci, ma non solo: opere richieste per arredare domus e ville dell’alta aristocrazia imperiale o luoghi di funzione pubblica.

Per trasmettere ai visitatori la sensazione e l’atmosfera suscitati da una delle tante eleganti residenze del mondo romano, la mostra propone, negli spazi seminterrati del Trevi-TreviLab, un eccezionale nucleo di sculture, tutte provenienti dalla Villa tardo repubblicana di Fianello Sabino.

Un altro focus non meno interessante (e originale) è quello che la mostra riserva   ai recenti rinvenimenti negli scavi della Crypta Balbi, nel cuore della Roma antica, là dove, ancora in età tarda, erano attive officine specializzate in produzioni sia di uso quotidiano, sia di maggior pregio come dimostra la presenza di scarti di zanne di elefante, materiale raro e di difficile reperimento.

La mostra, oltre a riunire e proporre reperti di grande livello e interesse, oltre ad indagare un tema decisamente originale, assume anche un rilievo sociale, meglio di inclusione sociale, e ciò grazie alla collaborazione del Museo Tattile Statale Omero, istituzione marchigiana vocata al rendere fruibile l’arte anche ai non vedenti. Nel foyer del Trevi-TreviLab sarà così possibile ammirare la riproduzione tattile del Discobolo “tipo Lancellotti” proveniente dal Museo Omero di Ancona, calco al vero della scultura custodita presso il Museo Pio Clementino – Musei Vaticani, in un ideale dialogo con la copia più celebre del Discobolo Lancellotti conservata presso la sede di Palazzo Massimo del Museo Nazionale Romano. L’opera sarà il fulcro di un percorso per ipovedenti, rivolto però anche a chi voglia capire come si possa percepire un’opera a occhi chiusi.

Artifices: i creatori dell’arte”, a cura di Carlotta Caruso, Sara Colantonio, Antonella Ferraro, Chiara Giobbe, Agnese Pergola, è il terzo grande appuntamento del ciclo di mostre “Storie dell’arte con i grandi musei” avviato nel 2023 dall’Assessorato alla Cultura italiana della Provincia autonoma di Bolzano. Fa seguito alla mostra “Antichi Egizi: maestri dell’arte” (2023), curata dal Museo Egizio di Torino e alla mostra “Etruschi. Artisti e artigiani” realizzata nel 2024 in collaborazione con il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma. Il progetto ha l’ambizione di accompagnare il pubblico in un viaggio alla scoperta delle civiltà antiche e di raccontare, anno dopo anno, come si è evoluta nel corso dei secoli la figura dell’artista, da artigiano altamente specializzato ad artista socialmente riconosciuto, vero e proprio autore delle proprie creazioni.

“Il Centro Trevi-TreviLab, è uno spazio da anni impegnato nella diffusione di iniziative culturali e dell’arte, guidato dal direttore di ripartizione Antonio Lampis. Un luogo che, come sottolinea Marco Galateo – Vicepresidente della Provincia e Assessore alla Cultura italiana – “si propone di stabilire una solida collaborazione tra il nostro territorio e le grandi istituzioni culturali nazionali per condurre cittadine e cittadini alla scoperta delle antiche e moderne civiltà attraverso l’arte e le grandi istituzioni che la custodiscono”.

“La curatela del Museo Nazionale Romano conferma il ruolo del Museo quale punto di riferimento nello scenario nazionale e internazionale per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico della città di Roma e dell’Italia antica” dichiara Federica Rinaldi, Direttrice del Museo Nazionale Romano. “Le sue collezioni e i suoi depositi, in cui sono conservati milioni di reperti appartenenti a pressoché tutte le classi di materiali, quali statue, mosaici, affreschi, oggetti di vita quotidiana ed epigrafi, testimoniano l’evoluzione storica, artistica e sociale della civiltà romana, offrendo al pubblico un percorso di conoscenza che unisce ricerca scientifica e fruizione culturale”.


INFO UTILI
Trevi – TreviLab
Bolzano, Via Cappuccini, 28
 
Apertura della mostra: dal lunedì al sabato dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00
Ingresso gratuito. A disposizione del pubblico anche l’audioguida gratuita e una mediatrice.
 
centrotrevi@provincia.bz.it  
www.provincia.bz.it/romani
 T 0471 300 980
 
 
Ufficio Stampa nazionale
 
Per MondoMostre
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
Tel +39 049 663499 elisabetta@studioesseci.net
 
Comunicazione in Provincia di Bolzano e Social media
Ilaria Vinante
Tel. +39 338 5969685
vinante.ila@gmail.com
 
Per il Museo Nazionale Romano
Angelina Travaglini
mn-rm.press@cultura.gov.it
https://museonazionaleromano.beniculturali.it
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

TERRY ATKINSON. L’artista è un motore di significati | Venezia, Ca’ Pesaro

La mostra di Ca’ Pesaro, prima personale che un’istituzione italiana dedica a Terry Atkinson (Thurnscoe, 1939) ripercorre oltre cinquant’anni di attività dell’artista inglese, mettendo in dialogo parola, immagine, storia e politica.

TERRY ATKINSON. L’artista è un motore di significati
Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna
Sale Dom Pérignon, II Piano
15 novembre 2025 – 1 marzo 2026

A cura di Elisabetta Barisoni e Elena Forin

L’artista è un motore di significati è il titolo dell’esposizione, a cura di Elisabetta Barisoni e Elena Forin, che presenta un nucleo significativo di opere che attraversano le diverse fasi della ricerca dell’artista, recentemente entrato nelle collezioni della Tate Gallery di Londra. Il percorso nelle Sale Dom Pérignon costruisce una riflessione profonda sul tema centrale della guerra e sul ruolo dell’arte come strumento di conoscenza e presa di posizione. La mostra veneziana esplora proprio questa tensione tra pensiero e visione, tra concetto e immagine, che caratterizza l’intera opera di Atkinson. Le sue opere affrontano le dinamiche del potere e della rappresentazione, collegando i conflitti della storia – come le guerre e i loro linguaggi politici – alle forme espressive dell’arte. Ogni segno, parola o simbolo diventa per l’artista una lente attraverso cui indagare i meccanismi del sapere e della comunicazione. 

Nella prima sala, dominata da una grande pittura su carta dedicata al conflitto del Vietnam, si apre il racconto sull’uso che Atkinson fa della pittura come forma di analisi politica e morale.

Le Goya Series e gli Enola Gay riflettono sulla rappresentazione dei conflitti e sul linguaggio modernista della memoria: Goya è per Atkinson un punto di riferimento critico più che stilistico, mentre i cieli colorati degli Enola Gay celano la sagoma del bombardiere di Hiroshima, evocando il fragile equilibrio tra silenzio e tragedia.

Il ciclo Russel sposta l’attenzione sulla parola come nucleo concettuale dell’opera: termini come I (io) e This (questo) diventano strumenti per interrogare il rapporto tra soggetto, esperienza e storia.

Completano l’esposizione numerosi disegni dagli anni ’60 ai 2020, che documentano l’evoluzione coerente dell’intreccio tra testo e immagine: dai lavori legati ad Art & Language – collettivo di cui è fondatore, nel 1968, insieme a David Bainbridge, Michael Baldwin e Harold Hurrell – fino alle serie più recenti dedicate ai conflitti irlandese e americano. Nel complesso, la mostra conduce lo spettatore al centro del pensiero di Atkinson: un’indagine sulla complessità della storia e sul potere dell’arte di restituire consapevolezza, oltre la superficie delle immagini.

Partendo dal lavoro del gruppo Art & Language, Atkinson ha contribuito a ridefinire il ruolo dell’artista come teorico e interprete critico dei sistemi dell’arte e della cultura. Ne esce nel 1974 per l’emergere di posizioni non coerenti col suo pensiero, che lo portano a percorrere nuovamente il proprio percorso in maniera individuale.

Da allora la sua pratica si orienta verso un’indagine più personale e riflessiva, in cui storia, linguaggio e immagine diventano strumenti per interrogare la società contemporanea. Se il lavoro che ho realizzato negli ultimi 40 anni – afferma infatti Atkinson – ha una caratteristica che lo attraversa, è la preoccupazione di fare una critica dell’arte piuttosto che una sua celebrazione. 

Noto anche come Terry Actor, Terry Mirrors, Terry Dog e Terry Enola Gay, Atkinson ha esposto nei principali musei di tutto il mondo. Tra le occasioni più significative;  Documenta 5 nel 1972 con Art&Language, come artista individuale alla Whitechappel Gallery nel 1983 e alla 41^ Biennale di Venezia nel 1984; nel 1985 è finalista del Turner Prize.



Ca’ Pesaro
Galleria Internazionale d’Arte Moderna
Santa Croce 2076
30135  Venezia
Tel. +39 041 721127
 
CONTATTI PER LA STAMPA
Fondazione Musei Civici di Venezia
Chiara Vedovetto 
con Alessandra Abbate 
press@fmcvenezia.it
www.visitmuve.it/it/ufficio-stampa
 
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
Roberta Barbaro
roberta@studioesseci.net  
Simone Raddi
simone@studioesseci.net
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>