SPRING ATTITUDE FESTIVAL torna alle origini e riparte dalla primavera: la XV edizione si terrà il 29 e 30 maggio 2026 a Roma.
Dopo un’edizione 2025 da record, con 18.000 presenze e un rinnovato slancio progettuale che ha confermato Spring Attitude come uno degli appuntamenti più importanti per la musica contemporanea in Italia, il festival annuncia le date della sua XV edizione: 29 e 30 maggio 2026. Un ritorno attesissimo, che segna un passaggio simbolico e identitario: Spring Attitude torna in primavera. Una scelta naturale, quasi inevitabile, che riconnette il festival alle proprie radici e alla propria vocazione originale: essere un luogo di rinascita, di scoperta, di nuovi inizi. La stagione perfetta per un festival che da sempre intercetta il futuro e lo porta nel presente.
Una nuova edizione che continua un percorso di crescita e trasformazione, consolidato nella sorprendente traiettoria del 2025, in cui Spring Attitude ha mostrato la propria capacità di evolversi e di immaginare esperienze sempre più immersive, attraversando elettronica, alt-pop, indie, psichedelia e nuove estetiche, e ampliando il proprio pubblico con una proposta trasversale.
I primi nomi della lineup 2026, così come la location del festival, saranno svelati nei prossimi mesi, seguendo il percorso curatoriale che ha reso Spring Attitude un punto di riferimento: artisti con visioni forti, capaci di ridefinire il suono contemporaneo e creare esperienze dal vivo che uniscono comunità, linguaggi e generazioni.
A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini. Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.
ECO D’ACQUA “Il ritmo vitale del mondo”, secondo Vincenzo Frisina
Ieri giovedì 27 novembrela presentazione della mostra
Celebrare l’acqua non solo come elemento naturale, ma come battito pulsante che segna il ritmo del nostro pianeta. Da difendere. È questo l’obiettivo della mostra di Vincenzo FRISINA, artista italiano di origini siciliane che attualmente vive e lavora a Roma, dopo aver esposto in diverse città italiane e all’estero, tra cui Giappone, Australia e Svizzera.
Venti opere a raccontare “la forma dell’acqua”, per dirla con Luigi Camilleri, lungo tutto il suo ciclo vita. L’acqua scorga, scorre, riflette, evapora e rigenera. L’acqua suona, è vibrazione, risonanza, “eco” come recita il titolo del progetto. L’acqua è, soprattutto, simbolo di nascita, di rinascita, di connessione tra tutti gli esseri viventi e delle sfide ambientali che abbiamo di fronte.
La mostra invita a riscoprire e a riflettere sul valore dell’acqua come bene comune: imprescindibile, fonte di vita, data per scontata e invece da difendere, non sprecare, preservare. Responsabilmente. Con impegno.
E l’Arte, linguaggio universale, assume a sua volta responsabilmente questa funzione di sentinella, per guidarci verso una dimensione più ecologica e rispettosa del pianeta, mostrandoci, come nel caso delle opere di FRISINA, la forza fluida e generativa dell’elemento così come la sua fragilità, da valorizzare e proteggere oggi e per le generazioni future
L’ Eco d’Acqua di Frisina è quindi un richiamo incessante a proteggerla, a prendersene cura, a riconoscere la sua bellezza e la sua presenza insostituibile nella natura e nella cultura umana.
Solo quattro giorni a Roma per la mostra, dalla Presentazione di giovedì 27 novembre a domenica 30 novembre, presso Spazio d’Arte, in Via Giuseppe Cerbara 44/46, sempre dalle 15.00 alle 21.00.
Una visione suggestiva e simbolica
La produzione artistica di Frisina spazia tra pittura, scultura e mosaico, con una predilezione per l’acrilico su tela – come nel caso delle opere qui esposte – e materiali naturali come legno e ceramica. Batticuore, Propagazione, Abissi, Guardiani, Ombre, Quantico, Isola, Finestra, Meduse, Sole Mare, Profondità Marine, Colori acquatici, Lupo, Ipotalamo, Isola Capri, Grotta Azzurra, Sottosopra, Macro Micro Acqua, No Acqua No Vita, Umana fragilità, Onde: titoli che a volte spiegano letteralmente l’opera, altre solo alludono alle tante vite dell’acqua. Blu, ma non solo sulle tele, per una produzione che va dal 2015 ad oggi. Tra le influenze, Frisina si dichiara debitore soprattutto a tre artisti, tutti conosciuti in Australia: John Howley, Asher Bilu e David Bradtke. Il primo, anche musicista, per il suo contributo all’arte fantastica e il suo interesse verso il racconto della civiltà contemporanea e della sua transizione verso una società tecnologicamente controllata. Bilu per le sue pitture, sculture e installazioni di arte astratta, nel segno della luce, della musica e della cosmologia. Bradtke per le sue immagini surreali, anche per lui derivanti da impressioni raccolte lungo una lunga abitudine al viaggio. Come nel caso di Frisina.
Vincenzo Frisina – Profilo
Nasce a Castiglione di Sicilia (Catania). Si diploma a Roma all’Accademia di Arti Ornamentali di San Giacomo, sviluppando un grande interesse per la storia dell’arte nel suo complesso. Approfondisce il concetto di “azione artistica” studiando pittura, fotografia mosaico e poesia. Lo spiega lui stesso: “Penso che l’esplorazione critica e tecnica del mondo naturale, insieme alla sensibilità, come l’archetipo dell’immaginazione, possa produrre una realtà che di per sé è unica e senza tempo. All’interno di ciò che chiamiamo il nostro mondo terreno, coesistono diversi livelli di percezione e comprensione di questa realtà, mondi diversi per i quali sento il costante bisogno di esprimermi e di evidenziarne le barriere reali e talvolta contraddittorie che sono poste in essere come un confine“. Per informazioni sui suoi lavori e mostre, qui il suo sito ufficiale: www.vincenzofrisina.it.
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Monitorare la parità attraverso i dati L’Index Women in Digital 2025 svela il percorso digitale delle donne in Europa
Come si muovono oggi le donne nel panorama digitale europeo? A rispondere è il nuovo Women in Digital (WiD) Index 2025, sviluppato dall’iniziativa Connecting Women in Digital, che racconta – attraverso dati comparabili e aggiornati – il percorso delle donne dall’istruzione STEM –Science (Scienza), Technology (Tecnologia), Engineering (Ingegneria) e Mathematics (Matematica) iniziale fino ai ruoli di leadership nei settori tecnologici. L’indice analizza tutti i Paesi dell’Unione Europea e un gruppo di nazioni di riferimento extra-UE, tra cui Regno Unito, Stati Uniti, Brasile e India.
Presentato ufficialmente durante il Women in Digital Summit, tenutosi a Bruxelles, lo studio offre una fotografia chiara e basata sui dati di come le donne entrano, avanzano, rimangono o abbandonano le carriere digitali, evidenziando le barriere che ancora limitano la loro piena partecipazione.
Un indice trasparente per guidare politiche e interventi
L’Index WiD nasce con l’obiettivo di fornire un quadro comparabile, solido e facilmente utilizzabile da decisori politici, istituzioni educative e stakeholder del settore per progettare azioni più efficaci a sostegno della parità di genere nel digitale. L’indice si basa su una metodologia trasparente che standardizza i dati su una scala da 0 a 100 attraverso la normalizzazione min-max e cinque pilastri ponderati a seconda del loro peso nel percorso professionale: STEM – istruzione iniziale e competenze di base ICT – istruzione e formazione specializzate Digitale – partecipazione e permanenza nei lavori digitali Leadership – rappresentanza delle donne in ruoli senior Ambiente favorevole – condizioni strutturali e sociali
Le analisi si basano su fonti quali PISA, Eurostat, statistiche nazionali e sul nuovo Women in Digital Survey, che ha raccolto le risposte di oltre 4.400 professioniste ICT in Europa.
Risultati preliminari: progressi reali, ma ostacoli persistenti
I primi dati del sondaggio mettono in luce sia miglioramenti significativi sia sfide profonde ancora irrisolte: 66% delle donne afferma che gli stereotipi di genere continuano a influenzare il loro coinvolgimento nei settori ICT. 47% dichiara di dover lavorare più duramente dei colleghi uomini per dimostrare la propria competenza. 62% osserva che le donne occupano meno di un quarto delle posizioni dirigenziali nelle loro organizzazioni.
L’Index 2025 evidenzia squilibri lungo tutto il percorso digitale: nonostante la crescente presenza femminile negli studi STEM e ICT, la transizione verso ruoli lavorativi e posizioni di leadership nel digitale rimane limitata. In molti Paesi, infatti, le donne rappresentano meno del 25% dei ruoli digitali di alto livello, nonostante l’elevata partecipazione ai percorsi formativi. Le cause includono barriere alla progressione di carriera, mancanza di visibilità di role model e scarse opportunità di leadership su misura nei settori tecnologici.
La situazione in Italia
Gap persistenti nelle competenze STEM, soprattutto in matematica. Crescita nella formazione ICT, ma ancora distante dalla parità. Occupazione ICT limitata, con un gender pay gap marcato. Leadership femminile ancora bassa e ostacolata da barriere strutturali. L’ambiente abilitante varia ampiamente tra Paesi: forte impatto su competenze e occupazione.
“Serve una rete più forte tra industria, politica e accademia”
Durante il Summit, Liubba El Hadi Hamed di Bluspecs, coordinatrice di Connecting Women in Digital, ha evidenziato l’importanza di un’azione coordinata. “Durante i panel abbiamo visto quanto sia essenziale costruire una forte rete che colleghi industria, politici e mondo accademico. I rappresentanti degli Stati membri hanno sottolineato la necessità di una collaborazione tra pubblico e privato, e abbiamo sentito quanto sia ancora difficile per l’istruzione formale adattare i programmi di studio alle esigenze del mercato, soprattutto per le donne. Iniziative come Girls Go STEAM, che offre corsi di fisica dei semiconduttori o di programmazione alle ragazze tra i 14 e i 19 anni, forniscono le partnership necessarie per sostenere questo cambiamento e aiutare le giovani a sviluppare la fiducia indispensabile per intraprendere carriere nelle STEM e nelle ICT. Il Summit esiste proprio per riunire questi soggetti, risultati e progetti, per ampliarli e creare il cambiamento sistemico di cui ragazze e donne hanno più che mai bisogno.”
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Il teatro viaggia sui binari della storia con le performance immersive sulla Ferrovia dei Templi
Nell’ambito di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 proseguono gli appuntamenti del Treno Storico sulla Ferrovia dei Templi, dopo il tutto esaurito registrato nelle corse del 9 e 16 novembre. Dal 13 al 21 dicembre il viaggio in treno diventa esperienza teatrale immersiva grazie al progetto di “Teatro in movimento” ideato e realizzato da Savatteri Produzioni in collaborazione con l’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana, Fondazione FS Italiane e FS Treni Turistici Italiani.
L’antica linea ferroviaria inaugurata nel 1874 e riattivata nel 2014 collega Agrigento Bassa a Porto Empedocle, attraversando la Valle dei Templi, uno dei paesaggi più iconici al mondo. A bordo delle carrozze storiche “Terrazzini” degli anni ’30, il pubblico è guidato da undici performer in un racconto che intreccia teatro, letteratura, musica e memoria. Prendono vita gli scrittori Pirandello, Camilleri e Sciascia, ma anche figure meno conosciute oggi, come la cantante Lina Termini, un’agrigentina celebre in Italia negli anni ’30, che incise brani come “Ma l’amore no” e “Lili Marlene”.
Un attore interpreta Pirandello
La drammaturgia accompagna i passeggeri lungo l’intera tratta ferroviaria con tre momenti performativi che dialogano con i luoghi: l‘accoglienza alla stazione di Agrigento Centrale, una seconda performance immersa nel paesaggio archeologico nei pressi del Tempio di Vulcano e la conclusione nella stazione di Porto Empedocle Centrale, la Vigata di Andrea Camilleri. Ogni carrozza diventa un set d’epoca, con oggetti, voci e musiche che riportano nel 1934, anno del Nobel a Luigi Pirandello, per poi condurre fino agli anni ’90 di Camilleri, offrendo un percorso narrativo che rende il patrimonio materiale e immateriale del territorio parte integrante dell’esperienza.
Turisti partecipi delleperformance immersive
Le prossime corse sono programmate sabato 13 e domenica 21 dicembre 2025, con partenze da Agrigento Centrale alle ore 10:00 e alle 15:00. Il biglietto ha un costo di 8 euro, ridotto a 4 euro per i ragazzi dai 4 ai 12 anni non compiuti; i bambini sotto i 4 anni viaggiano gratuitamente. La tariffa si riferisce alle due tratte di andata e ritorno. I biglietti per il treno del 13 dicembre saranno disponibili dal 29 novembre su tutti i canali Trenitalia: sul sito www.trenitalia.com, nelle biglietterie e self-service di stazione e presso le agenzie di viaggio abilitate. I biglietti relativi all’ultimo viaggio di domenica 21 dicembre saranno disponibili nei primi giorni di dicembre. Ulteriori informazioni e dettagli sulle singole corse sono disponibili al link:
Per assistenza è possibile contattare la Fondazione FS all’indirizzo trenistorici@fondazionefs.it o al numero 335 6854091.Il progetto valorizza uno dei paesaggi culturali più importanti della Sicilia e offre un’esperienza unica, capace di unire il fascino del viaggio su un treno d’epoca alla forza evocativa del teatro immersivo, restituendo la memoria e la contemporaneità del territorio agrigentino.
Melina Cavallaro Uff. stampa & Promozione FREE TRADE Roma Valerio de Luca – resp. addetto stampa
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TORNA TIA PALOMBA: FUORI IL NUOVO ALBUM ‘TALES OF AN OLD SCARECROW’
Cambio di pelle per il songwriter milanese che con ‘Tales Of An Old Scarecrow’ si avvicina a sonorità country, perfetta colonna sonora alle nuove intime ed intense storie che compongono questa nuova opera discografica
Tia Palomba, noto songwriter dallo spirito roots rock milanese, da venerdì 21 novembre sul mercato discografico e sui principali store digitali con ‘Tales Of An Old Scarecrow’, album della svolta sonora e della maturità artistica. Un cambiamento che si può percepire già dal primo ascolto dove – a differenza dei precedenti album – il suono prende una direzione più country che folk e dove, soprattutto, possiamo constatare come il modo di scrivere del cantautore sia ancora più intimo ed intenso. Tre anni di gestazione per queste storie che Tia Palomba ci vuole raccontare, storie di vita vissuta dove la tristezza stava prendendo il sopravvento e che nel tempo hanno variato verso atmosfere più grottesche. Nate per chitarra e voce emulando artisti che hanno lasciato il segno nell’anima di Tia – come Benjamin Dakota Rogers, Benjamin Todd e tanti tra i mostri sacri del folk statunitense – sulle quali successivamente è stato costruito un tappeto sonoro fatto principalmente di strumenti acustici.
‘TALES OF AN OLD SCARECROW’: L’ALBUM
Le 12 tracce dell’album sono il frutto di un lungo percorso di scrittura e composizione.
Tre anni a sedimentare nella mente dell’artista, fino a quando sono diventate realtà e impresse definitivamente su nastro per formare questa terza opera discografica a firma Tia Palomba.
Preceduto dalla recente ripubblicazione dell’album d’esordio ‘The Endless Journey’, ma rivisto con una nuova veste sonora grazie all’ottimo lavoro di mastering curato da Davide Colombo, ‘Tales Of An Old Scarecrow‘ è il risultato di una intensa ed intima rilettura della propria vita, dopo 35 anni di km percorsi con una chitarra sulle spalle.
Con questo album Tia vuole dare un senso ad una carriera onesta e sincera, che non guarda in faccia al business, e ci mostra la concreta essenza della sua musica.
‘Tales Of An Old Scarecrow‘ è anche la fine del percorso con i Lazy Folks che proseguiranno per la propria strada, mentre il “loner” Tia Palomba si incamminerà verso quei sentieri musicali a lui particolarmente congeniali.
‘Tales Of An Old Scarecrow‘ è il risultato di una rinnovata collaborazione con Tommee Pastori per quanto riguarda la stesura di alcuni testi, mentre i sempre presenti Luca Angeleri (Hammond e piano) e Adriano Mestroni (slide guitar, banjo, mandolino ed armonica) vengono coadiuvati dalla “new entry” Elisabeth Antonaglia al violino e ai cori con special guest di gran livello, come Paul Privitera alla batteria e Chris Horses alla chitarra elettrica nel brano ‘Memory Lane’ a supporto di Tia che suona tutte le chitarre acustiche, contrabbasso e armonica.
L’album è stato registrato in parte nell’Home Recording Studio di Tia Palomba e il restante presso il Trai Studio di Inzago da Fabio Intraina che ha curato sia il mix che il mastering finale.
Molto bella e curata, come al solito, la grafica che anche per questo album è stata realizzata dall’illustratore Omar Fusillo.
‘NEW ERA’ IL VIDEO
Con “New Era” Tia Palomba vuole lanciare un preciso messaggio sull’attuale situazione politico-sociale e anche sulla pericolosità dell’Intelligenza Artificiale (IA) nel mondo dell’arte, ma non solo.
Realizzando, assieme a Simon Adler di Antiorario Agency, questo videoclip l’artista ci vuole comunicare – in modo molto chiaro e esplicitamente riportato nel finale – che se la tecnologia ci aiuta a migliorare la nostra vita, allora è buona cosa, ma se viene utilizzata per sostituire le persone, allora stiamo andando nella direzione sbagliata.
Un dispaccio che conferma la profondità di questo artista che utilizza la musica per veicolare pensieri e non solo note.
CHI È TIA PALOMBA
Tia Palomba è da anni uno degli artisti di spicco del sempre vasto panorama roots, blues e folk nazionale, noto per il suo caratteristico modo di comporre i testi delle proprie canzoni.
Attivo da oltre 30 anni con centinaia di concerti – sia in territorio nazionale che all’estero – Tia Palomba non ha mai voluto fare compromessi, mettendo l’onestà intellettuale della sua musica in primo piano, anche correndo il rischio di rimanere nell’ombra.
Nato come bassista, strumento al quale rimane profondamente legato, ama esibirsi anche accompagnato dalla sua inseparabile chitarra acustica e dall’armonica, con le quali si accompagna sia nelle esibizioni in solitaria che nelle varie formule che ama proporre durante i suoi spettacoli.
Tra i suoi progetti figura la formazione The Lazy Folks, nata durante il lookdown del 2020 con i quali ha pubblicato il concept album ‘Campfire Stories’ nel 2022.
Nel 2025 rimette in commercio il suo album di debutto, ‘The Endless Journey’, rivisto con una nuova veste sonora e grafica e – finalmente – definisce e conclude le registrazioni del nuovo album ‘Tales Of An Old Scarecrow‘, ultimo capitolo prima di una pausa riflessiva che vedrà Tia impegnato in veste solista e minimale.
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Gli studenti a Nostalgia di Futuro 2025 – Foto Vincenzo Di Cillo
“La modernità non è rincorrere il nuovo, ma saperlo interpretare”
Si è chiusa a Milano “Nostalgia di Futuro”. Tutti i Premiati dell’edizione 2025 e qualche pillola sul domani. Con una direzione precisa: informazione bene comune
Si è chiusa la XVIIma edizione di “Nostalgia di Futuro“, organizzata dall’Osservatorio TuttiMedia presso la sede di Mediaset a Cologno Monzese. Il Premio, occasione di vivace confronto sulla frontiera più recente della relazione tra tecnologia e comunicazione: una equilibrata convivenza tra “parola” ed “algoritmo”. Nell’interpretazione di questa relazione, alcune parole-chiave emerse dal confronto: “curiosità”, “responsabilità” e “coraggio”. E una direzione, quella da ultimo suggerita dall’Europa: “informazione bene comune”. Il tutto nell’ottica di un dialogo, al di là delle posizioni apocalittiche o integrate, entrambe presenti nel dibattito, nei confronti della inedita accelerazione tecnologica e della possibilità di regolarla, preservare la privacy, salvaguardare pluralismo e democrazia e in definitiva libertà e dignità delle persone.
Panel – Nostalgia di Futuro 2025 – 25 novembre 2025. Foto Vincenzo Di Cillo
Hanno partecipato all’evento, moderato da Leonardo Panetta (giornalista Mediaset a Bruxelles): Alberto Barachini (Sottosegretario Editoria); Laura Aria (Commissario Agcom); Guido Scorza (Componente del Garante per la protezione dei dati personali); Daniele Manca (Direttore Scuola di Giornalismo IULM); Mauro Crippa (Direttore Generale dell’informazione Mediaset); Carlo Corazza (Capo Ufficio del Parlamento europeo in Italia) e Mattia Tarelli (Government Affairs and Public Policy Manager Google). Conclude Derrick de Kerckhove (Direttore scientifico dell’Osservatorio TuttiMedia).E tanti giovani studenti, protagonisti del domani dell’informazione e della comunicazione.
A fare gli onori di casa Gina Nieri (CDA Mediaset), che si è detta orgogliosa con Mediaset di ospitare la XVII edizione di “Nostalgia di Futuro” come appuntamento annuale che invita ad interrogarsi sul rapporto tra innovazione e responsabilità, tra linguaggio, informazione e tecnologia: “Oggi viviamo un passaggio decisivo:l’IA entra nei processi comunicativi con una velocità senza precedenti, genera contenuti, li filtra e seleziona, influenza informazione e dibattito pubblico. Di fronte a questa accelerazione servono conoscenza e regole. L’informazione di qualità nasce dal lavoro umano, dalla verifica e responsabilità editoriale, dalla capacità critica. Nulla di tutto questo può essere delegato interamente a sistemi automatizzati spesso opachi”.
Orgoglio anche nelle parole di apertura di Maria Pia Rossignaud (Vicepresidente Osservatorio TuttiMedia): Il prossimo anno, infatti, il 2026, vedrà i 30 anni dell’Osservatorio: “Trent’anni di analisi e anticipazioni, grazie ai suoi soci che vogliono capire cosa serve alle aziende per crescere“. Doveroso il ricordo del suo fondatore, Giovanni Giovannini, storico presidente FIEG, che ha traghettato l’Osservatorio fino al 2008. “Dal 2009, quando “Nostalgia di Futuro” viene presentata al pubblico, sono passati 17 anni, anni in cui siamo orgogliosamente fieri di aver continuato la battaglia culturale di Giovannini, cercando una mediazione fra ciò che siamo e ciò che saremo come fruitori di informazione. In tre decennidiverse le trasformazioni epocali”.
Il Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, Franco Siddi sottolinea: “Oggi dobbiamo combattere la povertà culturale perché se ieri infine siamo riusciti ad evitare che la differenza fra chi sa e chi non sa divenisse un uno scoglio insuperabile, oggi dobbiamo chiedere a tecnologi, scienziati, giornalisti, politici di concentrarsi, affinché si ritrovi un equilibrio soddisfacente per tutti”. Conclude Derrick de Kerckhove che invita a pensare all’algoritmo che, come nuovo media, non invita a riflettere perché usa il linguaggio come modello e questo toglie potere alle parole. L’editore è e deve ribadire il suo ruolo di mediatore fra le realtà”.
Panel – Nostalgia di Futuro 2025 – 25 novembre 2025. Foto Vincenzo Di Cillo
Tutti i premiati dell’edizione 2025 di “Nostalgia di Futuro”
La cerimonia di premiazione ha concluso la diciassettesima edizione di Nostalgia di Futuro, il Premio che valorizza persone ed enti in grado di interpretare il cambiamento senza subirlo, ricorda Giovanni Giovannini, giornalista, scrittore, editore, le cui convinzioni e le cui anticipazioni sui tempi sono riportate nelle motivazioni integrali dei premi presenti sul sito di Media Duemila. Sono quattordici i Premi “Nostalgia di Futuro 2025” assegnati. Mette conto citarli, nell’ordine con il quale hanno ricevuto la targa, per dare rilievo all’impegno dei premiati nei diversi ambiti del riconoscimento,
Ad Alberto BARACHINI (Sottosegretario editoria) è andato il Premio per la sezione “Innovazione – editoria – informazione e futuro“.
Per la sezione “Innovazione e Comunicazione“, il Premio è stato conferito a Laura ARIA (Commissario Agcom).
Per “Innovazione consapevole – dialogo e progresso” ha ricevuto il Premio NDF 2025 Raffaele PASTORE (Direttore generale UPA.
Ha consegnato personalmente Maria Pia Rossignaud la targa a Guido SCORZA (Componente Garante Privacy), per la sezione “Innovazione – Tutela e diritti” del Premio.
Daniele MANCA (Direttore Scuola di Giornalismo IULM) ha ritirato il Premio NDF 2025 per la sezione “Informazione di qualità“, insieme ai giovani della Scuola di giornalismo.
Premio NDF 2025 per “Educazione e libertà di stampa” a Carlo CORAZZA (Direttore Ufficio del Parlamento europeo in Italia).
Per la sezione “Informazione e Sud” il Premio NDF 2025 è andato a Lino MORGANTE (Presidente e direttore editoriale di Società Editrice Sud Gazzetta del Sud Giornale di Sicilia).
Per “Innovazione nel giornalismo” il Premio NDF 2025 è stato assegnato a Gianni RIOTTA (Direttore scuola di giornalismo LUISS).
Nostalgia di Futuro ha premiato anche l'”Editoria pioneristica“, in questa edizione con il riconoscimento conferito ad Andrea COLAMEDICI (professore IULM).
Premio NDF 2025 per l'”Innovazione concreta” ad Annalisa MUCCIOLI (Responsabile Research & Technological Innovation di Eni).
Per la sezione “Leadership e Innovazione“, premiata Marianna GHIRLANDA (Presidente IAA Italy Chapter).
“Creatività che ispira” quella di Dina PIPONSKI (Responsabile Young Professional di IAA Italy Chapter), anche lei tra i premiati. A Chiara ALBANESE (Italy bureau chief di Bloomberg) è andato il Premio NDF 2025 per il “Giornalismo“.
Premiato infine Antonio PALMIERI (Presidente Fondazione Pensiero Solido) per la sezione “Innovazione nella comunicazione” del Premio Nostalgia di Futuro 2025.
Informazioni Media Duemila |Osservatorio TuttiMedia Dott.ssa Sara Aquilani Redazione Media Duemila e-mail: redazione@mediaduemila.com
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GABRIELE ESPOSITO ANNUNCIA IL MINI TOUR TEATRALE CAMPANO DAL TITOLO “PE’ SEMPE” Il nuovo singolo “Chella Llà” supera i 4 milioni di streaming. Un secondo inedito in arrivo a breve per anticipare il nuovo EP del 2026
Gabriele Esposito, il giovane cantautore napoletano che continua a conquistare il pubblico con il suo sound unico, è pronto a vivere un nuovo capitolo della sua carriera: il mini tour teatrale “Pe’ Sempe“. Un progetto intimo e potente, che porterà la sua musica in alcuni dei teatri della Campania, a partire da un già Sold Out al Teatro Sannazaro di Napoli il 28 novembre prossimo.
Il mini tour, che si snoda tra l’inverno 2025 e 2026, è accompagnato dal lancio del nuovo singolo “Chella Llà“, un brano che ha già dimostrato di toccare il cuore del pubblico, superando in poche settimane la soglia dei 4 milioni di streaming complessivi sulle piattaforme digitali.
Il videoclip – diretto da Andrea Matacena & Vincenzo “Neviconz” Succoia – è liberamente ispirato al film “Totó, Peppino e la… malafemmina”, 1956. Cast: Gabriele Esposito, Noemi Sales, Biagio Manna, Claudia Napolitano, Giuseppe Liguori, Gennaro Scarpato, Angela Palumbo, Riccardo Varrengia e Danilo Coppola.
“Chella Llà” è solo il primo assaggio di ciò che verrà: nelle prossime settimane, infatti, è atteso un secondo singolo che anticiperà l’uscita di un nuovo EP, previsto per il prossimo anno. Il disco, che seguirà “Via Scarlatti” (2022) e “accurdammece vol.1” (2024), sarà ancora una volta prodotto dalla label romana Asino Dischi.
Il tour prenderà il via ufficialmente giovedì 28 novembre con un attesissimo concerto nel prestigioso Teatro Sannazaro di Napoli, inserito cartellone della rassegna “I colori della musica”. La serata, che inizierà alle ore 21:00, è già Sold Out, a testimonianza del forte legame tra l’artista e la sua città. Sul palco, Esposito ripercorrerà i successi della sua discografia e regalerà al pubblico delle anticipazioni sui nuovi inediti.
Il viaggio di “Pe’ Sempe” continuerà poi: venerdì 13 dicembre 2025 al Teatro Sala Roma di Nocera Inferiore (Salerno) e sabato 14 febbraio 2026 al Teatro Lendi di Sant’Arpino (Caserta), per una speciale data in occasione di San Valentino. Il calendario degli appuntamenti è in aggironamento.
In occasione dell’annuncio del tour, Gabriele Esposito ha condiviso una riflessione sul significato di “Pè Sempe – Note di un amore che resta”: “Questo mio primo tour teatrale rappresenta la volontà di far entrare le persone ancora di più in ciò che è il motore e il sentimento del mio fare musica. Sarà un viaggio dentro ciò che non finisce mai: l’amore, la musica e i legami che restano anche quando la vita cambia forma.”
NOTE BIOGRAFICHE
Gabriele Esposito
Considerato una delle voci più promettenti e rappresentative della nuova scena musicale napoletana e italiana, Gabriele Esposito ha saputo conquistare il pubblico unendo la tradizione della sua città con un sound moderno e internazionale. Molto apprezzato dalla GenZ, il suo sound mescola pop, indie e le sonorità tradizionali napoletane, dando vita al sound “new-politan” che sta emergendo con forza. Dopo l’esperienza a XFactor10 e la pubblicazione di EP di successo, la sua scrittura autentica continua a parlare d’amore, speranza e vita vissuta, conquistando il cuore di milioni di persone.
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Fino al 26 novembre 2025 Museo Civico “U. Mastroianni” – Marino (RM)
Dal 2 dicembre a Plus Arte Puls – Roma
Dall’8 al 26 novembre 2025, presso il Museo Civico “U. Mastroianni” di Marino (RM), è in esposizione la mostra Intelligenza della mano con il volume, edito da Bordeaux, Quel che rimane dell’umano al tempo dell’Intelligenza Artificiale,che prende il nome dal progettopromosso dall’Associazione culturale in tempo, a cura di IdaMitrano e Rita Pedonesi. L’evento ha ilPatrocinio del Comune di Marino e il sostegno della Fondazione Franz Ludwig Catel. Oltre ai saluti istituzionali del Sindaco StefanoCecchi e dell’Assessore alla Cultura PamelaMuccini, sono intervenuti il direttore del Museo AlessandroBedetti, le curatrici del progetto, Giulio Latini,regista e docenteuniversitariodi audiovisivi digitali, che ha curato il ciclo di incontri sull’IA e Carmela Morabito, docente universitaria di Storia della Psicologia e delle Neuroscienze cognitive.
In copertina del Libro: Ennio Calabria, Arcaica navigazione, 2003 acrilico su tela, cm.120×120
Quel che rimane dell’umano al tempo dell’Intelligenza Artificiale è un progetto dedicato al fondatore dell’Associazione in tempoEnnio Calabria, a più di un anno dalla sua scomparsa, che nasce dalla necessità di proporre una riflessione multidisciplinare sulle diverse problematiche e conseguenze che lo sviluppo dell’IA produce nell’esistenza psicosociale e umana, costituendosi sempre più come Altro Artificiale.
Iniziato con un ciclo di incontri, il percorso ha visto la partecipazione di studiosi, specialisti, ricercatori di varie discipline, umanistiche e scientifiche, dell’Università degli Studi di Tor Vergata di Roma, Rossana Buono, Roberta Cristofari, Mattia della Rocca e il Gruppo PAD, Carmela Morabito, Alessandro Martorana; dell’Università Statale di Milano, Enrico Campo; del Centro di Ricerca E.T.h.O.S. – Università degli studi di Verona, Dimana Orlinova Anastassova; del Conservatorio di Musica “L. Refice” di Frosinone, Alessandro Cipriani; dell’Accademia di Belle Arti di Roma, già docente, Giuseppe Modica.
Gli incontri hanno dato luogo a un volume che raccoglie i saggi di coloro che sono intervenuti e le riflessioni di esponenti e artisti della stessa Associazione.
Il libro si chiude documentando l’attuale mostra itinerante Intelligenza della mano,a cui hanno aderito numerosi artisti – pittori, scultori e fotografi – i quali condividono il pensiero che l’arte è espressione di unicità e verità dell’umano e, come tale, salvaguardia stessa dell’identità della specie. In tal senso, le opere esposte intendono testimoniare il valore del mistero dell’interiorità che si manifesta nel processo creativo e psicofisico dell’essere, in cui la mano sente e pensa. Come affermava Calabria, l’esclusione dell’interiorità ha aperto all’IA, mentre l’arte è connettore del mistero che vuole continuare a vivere come moltiplicatore di vita in un mondo che non ha più tempo, né senso. La progressiva penetrazione di sistemi e procedure di IA impongono di domandarsi, come sottolinea Giulio Latini, se ci si trovi ancora all’interno di una processualità creativa antropocentrica che conosciamo fin dai tempi paleolitici delle mani impresse nelle grotte di Lascaux o, diversamente, si è in presenza di una cesura che costringe a riformulare radicalmente nozioni estetiche, oltre che etiche o giuridiche. Ma è davvero possibile liquidare attraverso la performatività estrema di dati calcolabili e riconfigurabili in artefatti “artistici” l’articolata sfera del sensibile umano, il corpo emozionale, la protensione immaginativa, la tensione tra percezione e memoria, l’elaborazione simbolica tra costruzionisemantiche e sintattiche che costitutivamente attengono all’esperienza artistica? In gioco non è più solamente il destino dell’arte e dell’artista.
Nell’introduzione Ida Mitrano e Rita Pedonesi scrivono: «Più che chiederci come superare i limiti dell’umano, dobbiamo chiederci cos’è che ci caratterizza, ci distingue come umani, ci rende unici. Più che sentirci sollevati o invasi – dipende da quale punto di vista si osserva la questione – dall’incredibile capacità di risposte che l’IA riesce a dare in vari ambiti creativi, dobbiamo sottolineare e affermare con forza l’unicità dei processi creativi dell’essere. Per queste ragioni l’intero progetto è espressione del senso e dell’urgenza di una continua e intensa riflessione che caratterizza da sempre l’Associazione sui mutamenti irreversibili del nostro tempo».
In esposizione opere di: Anna Addamiano, Patrizia Borrelli, Valeria Cademartori, Ennio Calabria, Antonella Catini, Stefano Ciotti, Giovambattista Cuocolo, Alessandro D’Ercole, Maurizio Diana, Franco Ferrari, Antonio Bernardo Fraddosio, Carlo Frisardi, Simonetta Gagliano, Giuseppe Indaimo, Ernesto Lamagna, Giulio Latini, Ana Maria Laurent, Massimo Luccioli, Danilo Maestosi, Giuseppe Modica, Alfio Mongelli, Mario Moretti, Lina Passalacqua, Alessandra Pedonesi, Angela Pedonesi, Stefano Piali, Marilisa Pizzorno, Nino Pollini, Elio Rizzo, Nicola Santarelli, Duccio Tringali.
Dall’8 al 26 novembre Orari Museo: sabato e domenica ore 10-12,30 / 16-19
Dal 2 dicembre la mostra si sposta a Roma negli spazi di Plus Arte Puls – Viale Mazzini, 1.
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Asolo Musica Veneto Musica Auditorium “Lo Squero” Fondazione Giorgio Cini Venezia – Isola di San Giorgio 22 marzo – 6 dicembre 2025 X Edizione Comunicazione importante Siamo spiacenti di informare che, a causa di un imprevisto, il Quartetto di Venezia non potrà esibirsi nel concerto previsto per il 6 dicembre. Al loro posto, si esibirà il Quartetto Noûs
Ringraziamo il Quartetto Noûs per la disponibilità e vi aspettiamo per una serata di grande musica.
Con il concerto del QuartettoNoûs sabato 6 dicembre si conclude la decima stagione concertistica
organizzata da Asolo Musica Veneto Musica, con la direzione artistica di Federico Pupo,
all’Auditorium Lo Squero, nell’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia.
La stagione concertistica 2025 organizzata da Asolo Musica Veneto Musica all’Auditorium Lo Squero, nell’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, si conclude con il concerto di sabato 6 dicembre 2025 alle 16.30. Protagonista dell’evento conclusivo è il Quartetto Noûs composto dai violinisti Sofia Manvati e Alberto Franchin, Sara Dambruoso alla viola e Riccardo Baldizzi al violoncello, una delle realtà musicali più interessanti della sua generazione, unico quartetto italiano ad aver inciso l’integrale dei quartetti di Dmítrij Sostakovich e ospite di numerose istituzioni e festival nazionali ed internazionali.
Il Quartetto Noûs presenterà un originale percorso d’ascolto che apre ad un ammaliante intreccio di mondi e narrazioni in musica, dal mondo di Silvia Colasanti (1975) con “Due destini”per quartetto d’archi, a Dmítrij Šostakóvič con il Quartetto per archi n. 4 in re maggiore, op. 83 a ricordarci il 50esimo anniversario della sua scomparsa, compositore che ha lasciato un’impronta profonda nella storia del quartetto per archi, per concludere con il Quartetto per archi n. 10 in mi bemolle maggiore, op. 51 di AntonínDvořák.
Apre la serata la musica contemporanea conSilvia Colasanti, classe 1975, considerata la compositrice italiana vivente più affermata sulla scena internazionale. È autrice di una vasta produzione in cui spiccano lavori di notevole importanza e impatto mediatico, e collabora con solisti e direttori di calibro internazionale. La sua poetica è costruita tra gusto “materico” del suono, forte lirismo e ricchezza di registri, come in “Due destini” per quartetto d’archi, composto nel 2017 e dedicato a Ilaria Borletti Buitoni.
Si prosegue con il Quartetto per archi n. 4 in re maggiore, op. 83 di Dmítrij Šostakóvič. Composto nel 1949, il quartetto riflette un clima emotivo intimo e malinconico, segnato da lirismo e ironia. È articolato in quattro movimenti e mostra influenze della musica ebraica, simbolo di resistenza e dolore. L’opera evita toni apertamente drammatici, ma comunica una tensione sottile e profonda, tipica del linguaggio criptico di Šostakóvič durante il periodo della censura sovietica. L’ultimo brano nel programma proposto dal Quartetto Noûs è il Quartetto per archi n. 10 in mi bemolle maggiore, op. 51 di AntonínDvořák. Composto nel 1879, su richiesta del violinista Jean Becker, questo quartetto è conosciuto come il “Quartetto slavo” per il forte richiamo alla musica popolare ceca. I quattro movimenti mescolano eleganza classica e vivacità folklorica, con ritmi di danza (come la dumka e la skocna) e melodie cantabili. L’opera riflette l’identità nazionale di Dvořák in forma cameristica, con equilibrio tra lirismo e vitalità.
La X Stagione dei Concerti 2025 è organizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, dalla Regione Veneto e da Bellussi Spumanti, CentroMarca Banca,Hausbrandt, Massignani & C., Zanta pianoforti.
Profilo
QuartettoNoûs Sofia Manvati, violino Alberto Franchin, violino Sara Dambruoso, viola Riccardo Baldizzi, violoncello
Nel pensiero dell’antica filosofia greca, il Noûs rappresenta la più alta facoltà della mente: intuizione, intelletto, ispirazione. Concetto che permea le esecuzioni del quartetto, caratterizzate da un pensiero chiaro, energia creativa, libertà interpretativa.
Fondato nel 2011, in pochi anni il Quartetto Noûs si è imposto come una delle realtà cameristiche più vitali e innovative della sua generazione, conquistando pubblico e critica grazie a un suono incisivo, una profonda coesione e un approccio sempre creativo e personale al repertorio.
La formazione artistica del quartetto unisce la grande scuola italiana alle migliori tradizioni europee: l’Accademia “Walter Stauffer” di Cremona con il Quartetto di Cremona, la Musik Akademie di Basilea con Rainer Schmidt (Hagen Quartett), l’Escuela Superior de Música “Reina Sofía” di Madrid, l’Accademia Chigiana di Siena con Günter Pichler (Alban Berg Quartett), e la Musikhochschule di Lubecca con Heime Müller (Artemis Quartett).
Nel 2015 riceve il Premio “Piero Farulli” come miglior giovane formazione cameristica nell’ambito del Premio Abbiati della critica musicale italiana. Nello stesso anno il Teatro La Fenice di Venezia assegna al quartetto il Premio “Arthur Rubinstein – Una Vita nella Musica”, riconoscendone la capacità di affrontare con maturità la grande letteratura quartettistica e l’impegno autentico nel dialogo con la musica contemporanea.
La versatilità e l’originalità interpretativa del Quartetto Noûs si riflettono in programmi che spaziano dai classici del repertorio alla musica d’oggi, includendo esperienze performative uniche e collaborazioni in progetti multidisciplinari con compagnie di teatro e danza.
Il quartetto, oltre ad essere regolarmente ospite delle più rinomate stagioni concertistiche italiane, si è esibito in prestigiose sedi internazionali in Germania, Svizzera, Francia, Inghilterra, Spagna, Belgio, Canada, Stati Uniti, Cina, Corea, India, Colombia, e i suoi concerti sono stati trasmessi da emittenti radiofoniche come Radio 3, RSI, Radio Clásica e Venice Classic Radio.
Numerosi gli incontri artistici con musicisti di fama mondiale tra cui Tommaso Lonquich, Andrea Lucchesini, Alain Meunier, Sonig Tchakerian, Boris Petrushansky, Rafael Aguirre, Bruno Canino, Alessandro Taverna, Enrico Bronzi, Roberto Plano.
Collabora con l’etichetta Warner Classics con la quale pubblica nel 2019 un disco contenente opere di Puccini, Boccherini, Verdi e Respighi.
Nel 2020 realizza per Brilliant Classics un progetto discografico interamente dedicato ai quartetti della compositrice italiana Silvia Colasanti.
Nel 2025 per la medesima etichetta completa la prima incisione italiana dell’integrale dei quartetti di Šostakovič oltre ai Due pezzi per ottetto d’archi op.11, in collaborazione con il Quartetto di Cremona, e il quintetto con pianoforte assieme al pianista Roberto Plano.
AUDITORIUM lo SqueroFondazione Giorgio Cini – Isola di San Giorgio Maggiore – Venezia Stagione concertistica 2025 Tutti i concerti avranno inizio alle 16.30 Per i biglietti: www.boxol.it/auditoriumlosquero Con biglietto integrato il pubblico avrà la possibilità di visitare la Fondazione Cini, il Labirinto Borges, il Bosco con le Vatican Chapels e il Teatro Verde.
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Il Museo della Grafica (Comune di Pisa, Università di Pisa) è lieto di invitarvi all’inaugurazione della mostra
“Ewald Frick. Anatomia di una traccia scritturale”
Giovedì 27 novembre, ore 17:30 Museo della Grafica – Palazzo Lanfranchi (Lungarno G. Galilei, 9 – Pisa)
Nella sua affascinante opera l’artista del Liechtenstein Ewald Frick intreccia un dialogo tra testi letti e oggetti da lui rinvenuti nei luoghi più disparati. L’intero processo si svolge all’insegna del gesto poetico impresso a mano libera sul foglio bianco. La mostra realizzata dal Museo della Grafica (Comune di Pisa, Università di Pisa) è curata da Maura Formica e Michael Jakob.
Si invita a prendere visione dell’informativa segnalando che durante l’evento saranno effettuate riprese foto e video. Con la partecipazione all’evento si intende prestato il consenso al trattamento della propria immagine che potrà essere pubblicata su siti web, canali social media e altre piattaforme pubbliche del Sistema Museale di Ateneo e dell’Università di Pisa.
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