Galleria Leòn celebra il primo anniversario con la mostra collettiva CORPUS

Galleria Leòn celebra il primo anniversario con la mostra collettiva
 
CORPUS
A cura di Leonardo Iuffrida

OPENING: venerdì 5 dicembre 2025 ore 18.00
5 dicembre 2025 – 24 gennaio 2026
Galleria Leòn, Via Galliera 42/A – 40121 Bologna

In occasione del suo primo anniversario, dal 5 dicembre 2025 al 24 gennaio 2026Galleria Leòn presenta “Corpus“, una mostra collettiva curata da Leonardo Iuffrida – fondatore e direttore della galleria – che riunisce 5 artisti, le cui opere sono state esposte nel corso del primo anno di attività dello spazio.
In un’epoca dominata da selfie, social media e ostentazione dell’io, il corpo è divenuto uno strumento privilegiato nella costruzione dell’identità individuale e collettiva. La galleria ha posto questo tema al centro della sua ricerca, con l’obiettivo di diventare un luogo di riflessione e confronto.

A partire da venerdì 5 dicembre, questo spazio ospiterà “Corpus“, un’indagine visiva che riunisce Camilla Di Bella Vecchi, Marco Gualdoni, Lulù Withheld, Ettore Moni e Serafino, ciascuno con una visione distintiva, accomunati dalla capacità di esplorare le modalità con cui il corpo si fa specchio della nostra contemporaneità. Le loro traiettorie si intrecciano in una narrazione che offre mondi ideali, reale contatto e atti di resistenza nel buio oscurantista del presente.

NUDITÀ COME MISTERO E UTOPIA
Camilla Di Bella Vecchi & Marco Gualdoni

Ciò che viene offerto dai due artisti è un mondo utopico, immaginifico e pieno di mistero, che solo un mezzo come la fotografia può rendere credibile. Uno sguardo sul corpo privo di nostalgia, che si fa ponte di memoria verso il futuro. La visione fotografica di Camilla Di Bella Vecchi e Marco Gualdoni attinge all’immaginario della pittura fiamminga, in cui l’uso di una luce epidermica e analitica era simbolo di progresso, equità e sapere. Una luce che, scivolando su ogni più piccolo dettaglio del reale, eliminava gerarchie tra le cose e suscitava sete di conoscenza.

NUDITÀ COME RIAPPROPRIAZIONE DI SÉ, OLTRE LE BARRIERE DIGITALI
Lulù Withheld

La realtà e i nostri corpi sono ogni giorno esperiti attraverso uno schermo tecnologico che espone e dà visibilità, promette protezione e connessione, ma invece isola, filtra e crea visioni anestetizzate. In un pulviscolo di pixel, i corpi fotografati da Withheld recuperano la loro fisicità e materialità perduta, con l’intento di abbattere le barriere e ritrovare un reale contatto con sé stessi e gli altri.

NUDITÀ COME LEGAME COMUNITARIO E ATTO DI RESISTENZA
Ettore Moni

I ritratti fotografici realizzati da Ettore Moni trasformano l’osservazione in un’esperienza vissuta sulla propria pelle. Un’esplorazione di identità libere, outsider e non conformiste con cui ritrovare, attraverso la loro nudità, il coraggio di essere sé stessi e il senso profondo di una comune appartenenza. Ogni scatto permette di rispecchiarsi nell’altro, ampliare i nostri orizzonti e trovare legami condivisi.

NUDITÀ COME FIORITURA EMOTIVA
Serafino

Francesco Esposito, in arte Serafino, si ispira alla natura per ripensare le relazioni, l’amore e l’ordine sociale. Fotografa corpi, abbracci e connessioni umane, affiancandoli a scatti di elementi naturali. L’invito è a ridefinire i legami sentimentali ed affettivi non solo come una strada a senso unico, ma come una rete infinita di possibilità.


GALLERIA LEÒN

Nel suo primo anno di vita, Galleria Leòn si è distinta a Bologna come uno spazio innovativo e plurifunzionale. Il suo carattere aperto e il suo stampo internazionale hanno contribuito a generare una forte risonanza in città, sostenuta da una programmazione attenta tanto alla pluralità dei linguaggi quanto ai temi che attraversano l’immaginario contemporaneo. In particolare, la galleria dedica un’attenzione privilegiata alla fotografia e alle pratiche artistiche che utilizzano il corpo come principale strumento di espressione e comunicazione.

Fin dall’ingresso, Galleria Leòn si presenta come un luogo articolato in due anime: una sezione che comprende un archivio fotografico composto da un’accurata selezione di scatti vernacolari (fotografie trouvè di autori anonimi) dall’Ottocento a oggi, insieme a foto vintage di grandi autori americani di nudo maschile e cultura queer, tra cui Bob Mizer (1922-1992) e Bruce of Los Angeles (1909-1974); e una seconda sezione dedicata a mostre temporanee, con esposizioni di opere e artisti emergenti.

BIOGRAFIA

LEONARDO IUFFRIDA – FONDATORE E DIRETTORE DELLA GALLERIA LEÒN

Leonardo Iuffrida: storico dell’arte e autore de “Il nudo maschile nella fotografia e nella moda”, edito da Odoya. Laureato al DAMS di Bologna, ha studiato curatela presso la Fondazione Fotografia Modena (oggi Fondazione Modena Arti Visive) e Art & Business presso il Sotheby’s Institute of Art di Londra. I suoi saggi su arte e moda sono stati pubblicati da Skira, Bononia University Press, Silvana Editoriale Brill Academic Publishers. Ha collaborato con GQ, Exibart, Artribune e Fondazione Pitti Discovery. Presso Senape Vivaio Urbano ha curato le mostre: “Stefano Questorio – Beyond Transparencies”, “Roberto Dapoto – Pittura da Fotografia”, “Matteo Piacenti – Nel giardino dei corpi svelati”, e “Tom of Finland and the Golden of Physique Photography”.


INFORMAZIONI UTILI
 
TITOLO: “Corpus” a cura di Leonardo Iuffrida
DOVE: Via Galliera 42/A, 40121, Bologna – Italia
OPENING: venerdì 5 dicembre 2025 ore 18.00
DATE DI APERTURA: dal 5 dicembre 2025 al 24 gennaio 2026
ORARI: da martedì a sabato 10 – 12.30 / 16 – 19.30
lunedì 8 dicembre: 16 – 19.30
domenica 7, 14, 21 dicembre: 16 – 19.30
 
INGRESSO GRATUITO
 
CONTATTI GALLERIA LEÒN:
MAIL: info@gallerialeon.com
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/galleria.leon/
 
CONTATTI LEONARDO IUFFRIDA:
FACEBOOK: https://www.facebook.com/leonardo.iuffrida.1?locale=it_IT
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/leonardo_iuff/
LINKEDIN: https://www.linkedin.com/in/leonardo-iuffrida-8592294b/
 
UFFICIO STAMPA
CULTURALIA DI NORMA WALTMANN
 
051 6569105 – 392 2527126                    
info@culturaliart.com
www.culturaliart.com
Da CULTURALIA <info@culturaliart.com> 

Trieste promuove il ruolo educativo del cibo come strumento di identità e coesione

Settimana della Cucina Italiana nel Mondo
L’Università Popolare di Trieste promuove il ruolo del cibo come strumento di identità e coesione.

Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha presentato a Villa Madama la decima edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, dedicata quest’anno al rapporto fra cucina, salute, cultura e innovazione.

Alla prestigiosa iniziativa ha preso parte anche il Presidente dell’Università Popolare di Trieste, Edvino Jerian, invitato dal Vicepresidente Tajani e dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. L’evento, riservato a un numero selezionato di rappresentanti del mondo istituzionale, politico e produttivo, ha posto al centro l’importanza strategica dell’export agroalimentare italiano e il ruolo crescente della cucina come strumento di promozione culturale e diplomatica.

Nel suo intervento, il Ministro Tajani ha evidenziato come “con oltre undicimila iniziative in più di 100 Paesi realizzate dalla nostra rete estera in questi anni, la Settimana della Cucina Italiana rappresenti un efficace strumento di soft power e un tassello fondamentale della diplomazia della crescita”. Ha inoltre ricordato che l’export agroalimentare italiano è in costante aumento da tre anni e ha raggiunto nel 2024 il valore record di 67,5 miliardi di euro, con una crescita dell’8,3% rispetto al 2023, pari a quasi l’11% del totale delle esportazioni nazionali.

In questo contesto, è stato ribadito il ruolo dell’Università Popolare di Trieste, che da oltre vent’anni opera come partner delle Ambasciate e dei Consolati italiani in Croazia, Slovenia, Montenegro e Serbia per l’organizzazione delle Settimane della Cucina Italiana nel Mondo, così come delle Settimane della Lingua Italiana. Un impegno costante che contribuisce a rafforzare la presenza culturale italiana nei Balcani e a promuovere, attraverso la cucina e la lingua, un dialogo interculturale duraturo e virtuoso.

“L’Università Popolare di Trieste” – sottolinea il Presidente Edvino Jerian al suo rientro dalla presentazione a Roma – “grazie alla sua esperienza nella diffusione culturale e nella collaborazione con l’Unione Italiana e le Comunità Italiane all’estero, contribuisce anche a mettere in evidenza la ricchezza delle tradizioni territoriali e il ruolo educativo del cibo come strumento di identità e coesione”.


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it
Da Federica Zar <zar@apscom.it>

Bologna: iniziative ed eventi per la Giornata internazionale delle persone con disabilità

Giornata internazionale delle persone con disabilità: le iniziative ed eventi nei musei e luoghi della cultura di Bologna e della Città metropolitana dal 29 novembre al 14 dicembre 2025

Il 3 dicembre è la Giornata internazionale delle persone con disabilità, istituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite nel 1981 con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul perseguire gli obiettivi di benessere, inclusione e difesa dei diritti dei cittadini disabili rispetto ai principi di uguaglianza e partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società.

Condividendo l’obiettivo di potenziare l’accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva al patrimonio culturale per i pubblici con disabilità e fragilità diverse, per il secondo anno consecutivo musei e luoghi della cultura di Bologna e area metropolitana aderiscono alla ricorrenza con una progettualità e una comunicazione condivise, con il coordinamento del Settore Musei Civici del Comune di Bologna e della Città metropolitana di Bologna.

La fruizione ampliata dei contenuti culturali, anche in una prospettiva di sostenibilità sociale, può e deve diventare sempre di più uno strumento fondamentale per eliminare tutti gli ostacoli che limitano il rispetto dei diritti imprescindibili della persona, non solo in occasione di questa giornata ma tutto l’anno, in linea con una politica di inclusione e apertura a tutti i tipi di pubblico.

Per rafforzare simbolicamente l’impegno ad assicurare ogni giorno le migliori condizione di accesso al patrimonio museale, la programmazione per la Giornata internazionale delle persone con disabilità viene estesa al periodo dal 29 novembre al 14 dicembre 2025, con 31 attività – tra visite guidate tattili, visite guidate in LIS (Lingua dei Segni), concerti, laboratori, letture, attività di espressione motoria e degustazioni – pensate per valorizzare l’incontro e la partecipazione tra persone – tra concerti, incontri, laboratori sensoriali e visite guidate – promosse da 17 realtà in 11 comuni del territorio metropolitano (Anzola dell’Emilia, Baricella, Bentivoglio, Bologna, Dozza, Galliera, Imola, Pianoro, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro di Savena, Sant’Agata Bolognese). 

Il programma completo degli appuntamenti è disponibile sul sito web della Città metropolitana di Bologna: 
www.cittametropolitana.bo.it/cultura/giornata_disabilita_2025.

Le istituzioni e le sedi aderenti a Bologna:
• La Quadreria di ASP Città di Bologna, Palazzo Rossi Poggi Marsili
• Museo d’Arte Lercaro
• Palazzo Magnani – UniCredit Art Collection
• Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna 
• Settore Musei Civici Bologna (Museo Civico ArcheologicoMuseo Civico MedievaleMuseo per la Memoria di UsticaMuseo del Patrimonio IndustrialeMuseo civico del Risorgimento)
• Sistema Museale di Ateneo – Università di Bologna (Collezione di Zoologia)

Le istituzioni e le sedi aderenti nell’area metropolitana di Bologna:
• Fondazione Bruto e Poerio Carpigiani (Carpigiani Gelato Museum), Anzola dell’Emilia
• Centro Culturale “Il Bargello”, Baricella
• Istituzione Villa Smeraldi – Museo della Civiltà Contadina, Bentivoglio (Loc. San Marino)
• Fondazione Dozza Città d’Arte (Museo della Rocca), Dozza
• Biblioteca Comunale “Giovanna Zangrandi”, Galliera (Loc. San Venanzio)
• Imola Musei (Palazzo Tozzoni), Imola
• Museo dei Botroidi di Luigi Fantini, Pianoro
• Museo di Arti e Mestieri “Pietro Lazzarini”, Pianoro
• Laboratorio dell’Insetto, San Giovanni in Persiceto
• Museo della Preistoria “Luigi Donini”, San Lazzaro di Savena
• Museo Automobili Lamborghini, Sant’Agata Bolognese.

Si ricorda, inoltre, che nelle sedi dei Musei Civici di Bologna l’ingresso è gratuito per le persone con disabilità e possessori di Carta Europea della Disabilità e un accompagnatore.

Informazioni
Città metropolitana di Bologna
www.cittametropolitana.bo.it
Facebook: Città metropolitana di Bologna
Instagram: @bolognametropolitana
X: CittametroBologna

Settore Musei Civici Bologna
www.museibologna.it
Facebook: Musei Civici Bologna
Instagram: @bolognamusei
YouTube @museicivicibologna


Ufficio stampa

Città metropolitana di Bologna
e-mail stampa@cittametropolitana.bo.it
Tel. +39 051 6598340

Settore Musei Civici Bologna
e-mail UfficioStampaBolognaMusei@comune.bologna.it
Silvia Tonelli – Tel. +39 051 2193469 e-mail silvia.tonelli@comune.bologna.it
Elisabetta Severino – Tel. +39 051 6496628 e-mail elisabetta.severino@comune.bologna.it
Da Ufficiostampabolognamusei Ufficiostampabolognamusei <ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it>

Inaugurata a Roma “Visioni Daciche”: il dialogo millenario tra Italia e Romania

Inaugurata a Roma “Visioni Daciche”: il dialogo millenario tra Italia e Romania rivive nello sguardo contemporaneo della Gen Z.

Si è aperta ufficialmente presso Villa Altieri (Viale Manzoni 47, Roma) la mostra “Visioni Daciche”, momento finale di un percorso formativo d’eccellenza che ha visto protagonisti gli studenti del Liceo Artistico “Giulio Carlo Argan” di Roma. 
Il progetto celebra il profondo legame storico tra Roma e la Dacia (oggi Romania), ripercorrendo la vicenda comune tra italiani e gli attuali romeni, partendo dalle tracce dell’antico popolo europeo nei monumenti della Capitale: la Colonna Traiana, l’Arco di Costantino e i Mercati di Traiano.

Promosso dall’Associazione italo-romena Spirit Românesc, Visioni Daciche è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in occasione del Giubileo 2025 in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e il partenariato del Liceo Argan.

“Visioni Daciche nasce come un incontro tra memoria e creatività, tra Roma e la Dacia, tra passato e futuro” ha dichiarato Dana Ioana Mihalache, Presidente di Spirit Românesc e ideatrice del progetto. “Un dialogo aperto tra culture che condividono le stesse radici e la stessa storia: quella europea. Abbiamo voluto restituire visibilità a un patrimonio che ci unisce da secoli, ma che spesso è rimasto silenzioso: le rappresentazioni dei Daci scolpite nei monumenti della Roma imperiale. Lo abbiamo fatto affidandone il racconto all’espressione artistica dei giovani studenti”.

La mostra – visitabile gratuitamente fino a venerdì 5 novembre – è il frutto di un laboratorio intensivo che ha integrato lezioni di storia dell’arte, fotografia, fotogrammetria e storytelling. Guidati dal curatore e docente di fotografia Daniele Coralli, gli studenti hanno visitato l’Arco di Costantino, la Colonna Traiano e i Mercati di Traiano realizzando le fotografie, i disegni e i testi che compongono la mostra a Villa Altieri. 

“L’obiettivo principale – ha spiegato Daniele Coralli – è stato quello di far vivere agli studenti un processo di scoperta. L’approccio scelto si basa sull’idea che la fotografia, soprattutto in ambito educativo, non sia solo rappresentazione ma atto di conoscenza. Il risultato è un percorso che mette i ragazzi al centro e li invita a osservare il mondo con occhi nuovi”. 

All’inaugurazione della mostra era presente anche Federico Rocca, Consigliere di Roma Capitale: “Progetti come questo – ha detto Rocca – dimostrano la forza delle politiche culturali quando si traducono in azioni partecipate, capaci di unire scuole, associazioni, istituzioni e comunità. Sostenere iniziative come Visioni Daciche significa dare voce ai giovani, offrire loro l’opportunità di incontrare la storia nei luoghi in cui è nata, di reinterpretarla attraverso l’arte e di restituirla alla città con sensibilità contemporanea”.

Visioni Daciche è patrocinato da Ambasciata di Romania in Italia, Istituto Culturale Romeno, Accademia di Romania a Roma e Roma Città Metropolitana.


Informazioni di contatto
Alessandro Maola
0687778605
info@alessandromaola.it
Da Alessandro Maola <alessandromaola@onclusivenews.com>

Fino all’8 dicembre a Spoleto la IV Rassegna Biennale di Fiber Art

La Biennale di Fiber Art, giunta alla sua quarta edizione, torna a Spoleto dal 15 novembre all’8  dicembre 2025 nel Complesso monumentale di S. Nicolò e nella Biblioteca G. Carandente a Palazzo Collicola. 

RASSEGNA BIENNALE DI FIBER ART – SPOLETO 2025
IV EDIZIONE

15 novembre 2025 – 8 dicembre 2025

A cura di Maria Giuseppina Caldarola
In collaborazione con Elena Armellini e Patrizia Bisonni

Inaugurazione sabato 15 novembre 2025 ore 11.00
Complesso monumentale S. Nicolò – Spoleto 

Inaugurazione sabato 15 novembre 2025 ore 15.30
Palazzo Collicola, Biblioteca Carandente – Spoleto


Performance L’uomo che cammina di Antonella Mosca
da S. Nicolò a Palazzo Collicola ore 14.30

Promossa e organizzata dall’Associazione Officina d’Arte e Tessuti di Spoleto, da un’idea di M. Giuseppina Caldarola e Pierfrancesco Caprio, la manifestazione si avvale del patrocinio della Regione Umbria e del Comune di Spoleto. Il tema fondante della Biennale è l’Arte che si confronta nel/con il sociale, in particolare, nel bando per le Accademie, con l’Ambiente e la sua Tutela, in tal modo ricalcando il precedente riferimento alla Strategia ONU per lo Sviluppo sostenibile – Agenda 2030

Alla quarta edizione della Biennale sono stati invitati gli artisti Mariacristina Bettini, Salvatore Giunta, Andrea Guerra, Anett Jakubrik-Cifra, Giancarlo Lepore, Manuela Marchesan, Lisa Martignoni, Virginia Ryan; Fabrizio Felici e Martina Carcangiu del Progetto Mustras; Renza Moreale, Laura Piovesan e Maddalena Valerio dell’Associazione DARS (Donne, Arte, Ricerca, Sperimentazione) di Udine.

È stata ripresa la ricognizione sulla Fiber art nei Paesi U.E., che nel 2018 aveva riguardato la Lituania, ospitando un focus sull’Ungheria: in mostra gli arazzi e le opere delle fiber artiste Eleonóra Pasqualetti, Katalin Zelenák, Lívia Pápai, Noémi Benedek, Edit Balogh.

È poi proseguita la collaborazione con le istituzioni dell’Alta Formazione artistica, attraverso la pubblicazione del bando 2025. Al bando hanno aderito circa cento allievi e allieve di 14 Accademie che saranno presenti a S. Nicolò accanto ad alcune loro docenti. Infine, come ormai d’abitudine, una selezione dei Libri d’Artista provenienti dalla Biennale di Udine saranno visibili presso l’anticamera della Biblioteca G. Carandente a Palazzo Collicola.

Anche le partnership si sono ampliate. Sono costantemente presenti le storiche “Le Arti tessili” di Maniago (UD) e la manifestazione “Feltrosa”, l’Associazione DARS di Udine organizzatrice della Biennale del Libro d’Artista, di cui una selezione 2024 è presente in mostra, nonché il Progetto Mustras approdata nella penultima edizione. Il Maglificio Galassia di Ponte S. Giovanni (PG) (marchio Pashmere) ha continuato a fornire scarti di lavorazione per gli allievi delle accademie. A queste si sono affiancate due nuove associazioni: il Filo Rosso APS di Spoleto, che condivide con l’associazione organizzatrice l’interesse in ambito educativo, con particolare coinvolgimento dei giovani della scuola secondaria e il Parco Culturale ecclesiale “Terre di Pietra e d’Acqua”, Spoleto/Norcia, che fra le molte attività promuove i Cammini storici, prettamente legati all’areale d’interesse, in un approccio che lega insieme molte tematiche. 

Una di queste, che l’Officina ha voluto condividere, è la pratica della Transumanza, evocata a partire dall’uso di fibre animali (la lana, in particolare) che i fiberartisti utilizzano spesso nella realizzazione delle loro opere. Pratica dichiarata dall’UNESCO nel 2023 Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Non a caso il testo in Catalogo a cura della Presidente del Parco ecclesiale, Anna Rita Cosso, è intitolato Una terra, crocevia di cammini: la Via della Spina, itinerario di transumanza e di pellegrinaggio”. Oltre al cammino, tra gli eventi collaterali viene proposta una esibizione di poesia estemporanea in ottava rima, nota almeno dal Trecento, anch’essa appartenente al patrimonio culturale tradizionale, legata al mondo pastorale. Sarà una performance in cui il pubblico potrà interagire con i poeti e si svolgerà nella sede principale della Biennale (S: Nicolò) poiché l’ispirazione verrà tratta dalle opere in mostra.

Infine, una novità della IV edizione è costituita dall’ospitare a S. Nicolò un’artigiana tessile, per testimoniare che anche questo aspetto è parte del patrimonio culturale della zona. Si tratta di Anna Tosti, che ha puntato sull’innovazione per implementare un progetto creativo di abbigliamento e maglieria nato nel 2024, che fa di un indissolubile legame con il mondo dell’Arte e dell’artigianato la sua originale cifra, unita ad un’estrema attenzione alla sostenibilità per i filati e i tessuti utilizzati, provenienti da stock e scarti aziendali altrimenti destinati al macero e per la produzione di soli pezzi unici made to order interamente realizzati a mano. 

L’Officina d’Arte e Tessuti prosegue dunque il suo cammino di ricerca in campo artistico, sia nel settore delle Arti visive, sia in quello della Musica moderna, con un’attenzione specifica al Patrimonio culturale territoriale, dando spazio di volta in volta ad aspetti peculiari di tale Patrimonio. La Biennale di Fiber art come “piattaforma di impegno sociale e di produzione collaborativa”. 


Contatti
Associazione Officina d’Arte e Tessuti
officinadartetessuti21
http://www.officinadartetessuti.com

Comunicazione e ufficio stampa
Roberta Melasecca –
Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.com
info@melaseccapressoffice.it
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it> 

Roma: Tavola Rotonda alla Sala Conferenze “Esperienza Europa – 19 dicembre 2025

Tavola Rotonda “Confine e Frontiera
Venerdì 19 dicembre, ore 15:00 – 19:00
Sala delle Conferenze “Esperienza Europa – David Sassoli”
Piazza Venezia, 6 – Roma
RSVP info@vision-gt.eu – entro il 17 dicembre 

La rivista Geopolitica presenta il numero monografico “Confine e Frontiera. Geopolitica, diritto e relazioni internazionali” (Callive Edizioni, 2025), a cura di Federico Bordonaro e Tiberio Graziani. Il volume affronta i temi del confine e della frontiera nella loro evoluzione storica e concettuale, esaminandone le implicazioni nelle dinamiche geopolitiche e giuridiche contemporanee. Dalla dimensione terrestre e marittima fino allo spazio extra-atmosferico e digitale, la riflessione si estende alle nuove frontiere della competizione globale, dove la sovranità, la sicurezza e l’innovazione tecnologica si intrecciano in scenari di crescente complessità.

In un’epoca di transizione verso un sistema mondiale policentrico, il numero propone una riflessione critica sul ruolo dei confini — fisici, culturali e simbolici — nella ridefinizione degli equilibri globali e sul posto dell’Europa come attore che cerca di riaffermare la propria identità geopolitica tra nuovi poli di potere e sfide globali condivise.

La tavola rotonda – moderata da Tiziana Di Simone (Caffè Europa Radio Rai 1) – offrirà un momento di confronto tra studiosi ed esperti di geopolitica, diritto e scienze sociali, per discutere le nuove forme di permeabilità, cooperazione e competizione che attraversano i confini del mondo contemporaneo: dal cyberspazio ai mari, dallo spazio orbitale alle soglie del Mediterraneo.

Interverranno, tra gli altri: Giuseppe Anzera (Sapienza Università di Roma), Maria Paradiso (Università degli Studi di Napoli “Federico II”), Alessandro Ricci (Università degli Studi di Bergamo) Tiberio Graziani (Geopolitica, Vision & Global Trends)

L’incontro intende contribuire al dibattito sulla collocazione geopolitica e strategica dell’Europa in un contesto globale sempre più interdipendente e competitivo, dove le frontiere — materiali e immateriali — tornano a essere spazi di confronto, di mediazione e di creazione di nuove sfere di influenza.


Tavola Rotonda “Confine e Frontiera”

www.vision-gt.eu

www.geopoliticarivista.it


Da tibgraziani@gmail.com

Venezia: “Ecologia dell’Immaginario” di Silvia Stocchetto

Opening della mostra
Ecologia dell’Immaginario 
di Silvia Stocchetto

 
Sabato 29 Novembre, a partire dalle ore 18:30
M.A.C.Lab – MULTIMEDIAL LABORATORY ART CONSERVATION
FONDAMENTA DELLA MISERICORDIA CANNAREGIO, 2589 – 30121- VENEZIA.

ECOLOGIA DELL’IMMAGINARIO,
TRA SCIENZE AMBIENTALI E PAESAGGI ONIRICI

  • Dopo il successo delle mostre dedicate a Vincenzo Eulisse e Gilberto Visintin, l’accogliente spazio M.A.C. Lab, Multimedial Laboratory Art Conservation strategicamente ubicato presso Fondamenta della Misericordia, ospita una terza esposizione dedicata a una giovane artista.

Dal 29 novembre al 20 ottobre la mostra “Ecologia dell’immaginario” di Silvia Stocchetto prenderà forma negli spazi di M.A.C. Lab, Multimedial Laboratory Art Conservation. In questo momento storico in cui l’antropocentrismo nelle sue forma più esasperate sta distruggendo l’ambiente che ci ospita, l’arte racconta ampiamente e in modi diversi il rapporto con la natura. Come scrive il curatore Stefano Cecchetto, Silvia Stocchetto invita lo spettatore a immergersi in un percorso originale: << Attraverso un personale linguaggio pittorico, le indulgenti metafore di un universo visivo, mitologico e classicheggiante che induce, tra scienza, natura e biologia, alla rivelazione di un mondo visibile e invisibile nello stesso tempo>>.

L’artista, vincitrice del Premio Mestre di Pittura nel 2024, la cui opera figura tra le recenti acquisizioni della collezione permanente del Museo Ca’ Pesaro, sviluppa una poetica che nasce dall’incontro tra prospettiva analitica e sguardo onirico.

L’artista, infatti vanta una formazione in Scienze Biologiche, arricchita da un dottorato in Biochimica e Biofisica che condiziona fortemente il suo sguardo.

La natura, ibridata da una visione immaginifica, diviene oggetto privilegiato delle sue opere e luogo di sperimentazione ed evoluzione dell’universo pittorico di Stocchetto.

Ad aprire il percorso espositivo, Gru coronata (2016), è un’opera in cui viene definita una grammatica visuale che diverrà tratto distintivo della sua produzione. Natura e figure animali si stagliano su un panorama che suggerisce un aspetto fantastico.

A seguire Evolution 2 (2018) definisce la fase che anticipa la comparsa degli Idoli, il paesaggio è caotico, vivo, vibrante, come la lussureggiante vegetazione che contrasta per vividezza gli ocra dello sfondo.

In Idolo (2018) prende piede una figurazione che è dominata da animali ancestrali, che abitano fuori dal tempo, trascendendo la materia.

Austeri, occupano un ambiente dalla maggiore tensione astratta e dai colori più saturati.

Infine, Idolo X (2021) in cui è evidente l’approdo verso una matrice surrealista e i confini tra umano e animale si fanno labili in un antropomorfismo enigmatico che trova soluzione nell’ibridazione dei corpi congiunti a strumenti musicali, oggetti artificiali e inserti naturali.
Continua Stefano Cecchetto “In questo procedere, l’artista rompe gli schemi predefiniti della composizione, sia sul piano iconografico che su quello stilistico. Le immagini dei suoi Idoli, diversamente dal surrealismo onirico e visionario di Max Ernst, rintracciano le ambientazioni di un classicismo ‘botanico’ che sembra provenire dal mondo parallelo dell’infanzia, per un incrocio tra vita remota e vita presente.”

Silvia Stocchetto nasce nel 1969 a Venezia. Dopo una carriera scientifica (laurea in Scienze Biologiche, dottorato in Biochimica e Biofisica, periodo di ricerca all’Università), nel 2008 si diploma al Liceo Artistico serale e nel 2013 si laurea in pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Durante i suoi studi artistici trae particolare stimolo dall’insegnamento di pittura del prof. Carlo Maschietto.

Dal 2014 partecipa a numerose esposizioni sia in Italia che all’estero. In particolare, si ricordano le mostre dei finalisti del Premio Mestre di Pittura di 4 edizioni, con la vincita del Premio Menzione Speciale nel 2018 e del primo premio nel 2024, con conseguente acquisizione dell’opera premiata da parte della Galleria Internazionale d’Arte moderna Ca’ Pesaro.


TITOLO: ECOLOGIA DELL’IMMAGINARIO
LUOGO: di M.A.C. Lab, Multimedial Laboratory Art Conservation
Fondamenta della Misericordia – Cannaregio 2589 VENEZIA

DATE: DAL 29.11 AL 20.12. 2025
APERTURA: mercoledì, giovedì, venerdì, sabato
ORARIO: ore 16.00 – 20.00
INGRESSO: gratuito

PER INFORMAZIONI: Studio associato Davide Federici – Ufficio stampa e comunicazione             
info@davidefederici.it |www.davidefederici.it 
Da Davide Federici – Ufficio stampa <info@davidefederici.it> 

Bach, 2 violoncelli piccoli, 4 mani 9 corde: Mario Brunello in duo con Mauro Valli.

Mario Brunello in duo con Mauro Valli
Asolo Musica Veneto Musica
Auditorium “Lo Squero” Fondazione Giorgio Cini
Venezia – Isola di San Giorgio
22 marzo – 6 dicembre 2025
X Edizione

Torna la Stagione dei concerti di Asolo Musica Veneto Musica all’Auditorium Lo Squero, nell’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. 12 appuntamenti dal 22 marzo al 6 dicembre 2025, con la direzione artistica di Federico Pupo, articolano il programma della nuova rassegna che anche quest’anno offre uno straordinario percorso nel mondo dei suoni, con grandi artisti impegnati in progetti singolari e gioielli da riscoprire.

Prende il via sabato 22 marzo la decima stagione concertistica promossa da Asolo Musica Veneto Musica nell’incantevole cornice dell’Auditorium Lo Squero, realizzato da Fondazione Giorgio Cini sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. 12 concerti tutti di sabato pomeriggio, con la direzione artistica di Federico Pupo, scandiscono fino al 6 dicembre il variegato cartellone 2025, in un ventaglio di mondi espressivi affidati a solisti ed ensemble della scena nazionale e internazionale. Una rassegna, inserita nel palinsesto de “Le Città in Festa”, che diventa crocevia artistico di progetti e repertori per un intenso viaggio in musica tra molteplici mondi sonori, pronti a invadere di note la sala de Lo Squero con vista straordinaria sulla laguna di Venezia.

“Insieme alla Fondazione Giorgio Cini, – dichiara Maurizio Jacobi, Presidente Asolo Musica – ringraziamo il pubblico che ci ha finora gratificato con una costante ed entusiasta presenza: abbiamo fiducia che lo sarà ancora nel 2025, perché crediamo che il programma, vario e importante per gli Autori e gli Artisti, lo meriti.”

“E’ un cartellone che conferma la volontà di Asolo Musica di proseguire un percorso, assieme a Fondazione Giorgio Cini, di assoluta qualità per un pubblico esigente appassionato della musica da camera – sottolinea Federico Pupo Direttore di Asolo Musica – in una magnifica ed unica cornice qual è l’Auditorium Lo Squero.”

Ad inaugurare il cartellone, sabato 22 marzo, è il celebre violista Bruno Giuranna con il Quartetto di Venezia, formato da Andrea Vio e Alberto Battiston al violino, Mario Paladin alla viola e Angelo Zanin al violoncello. Dopo l’esplorazione del mondo beethoveniano con l’esecuzione integrale, negli anni passati, dei quartetti di Beethoven, il Quartetto si addentra ora con Bruno Giuranna nella profondità delle partiture di W.A. Mozart, con il progetto di esecuzione integrale in due tappe dei sei quintetti mozartiani. Un’immersione nella produzione del genio di Salisburgo che proseguirà sabato 21 giugno, con l’esecuzione di tre quintetti per concerto.

La stagione prosegue sabato 5 aprile con il concerto intitolato Beethoven 198. Protagonisti sono Mauro Loguercio, violino, ed Emanuela Piemonti al pianoforte, impegnati nel progetto di incisione dell’integrale sinfonica di Beethoven nella trascrizione per violino e pianoforte di Hans Sitt (1850-1922), importante violinista ceco attivo anche come didatta e compositore. Nel concerto in agenda eseguiranno la Sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68, detta Pastorale e la Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93, offrendo al pubblico un sorprendente cambio di prospettiva nell’ascolto di celebri composizioni.

Dal mondo beethoveniano si passa sabato 10 maggio ad un omaggio a Georges Bizet a centocinquant’anni dalla morte. Il concerto, realizzato in coproduzione con Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française e in collaborazione con l’Académie de l’Opéra national de Paris, vede in scena Sima Ouahman, soprano, Amandine Portelli, mezzosoprano, Bergsvein Toverud, tenore, Clemens Frank, baritono,  Robin Le Bervet e Moeka Ueno al pianoforte, con un programma che accompagna in un panorama creativo denso di storie e linguaggi artistici, con brani di musica vocale da camera del compositore francese insieme a un’antologia di pagine di suoi contemporanei quali Jules Massenet, Charles Gounod e Camille Saint-Saëns.

L’appuntamento successivo, sabato 24 maggio, vede il ritorno a Lo Squero, in un concerto in collaborazione con Antiruggine, di Mario Brunello. Con consueto raffinato virtuosismo e in un’ampia rete di trame espressive, Mario Brunello offrirà un raccolto recital solistico, accostando a pagine dell’amato Bach la Suite per violoncello solo del talentuoso violoncellista e compositore spagnolo Gaspar Cassadó e la Sonata per violoncello solo op. 25 n. 3 di Paul Hindemith.

La musica di Bach torna sul leggio del concerto di sabato 12 luglio che vede protagonista l’acclamato vincitore del prestigioso Premio Paganini 2023: il violinista Simon Zhu, giovane stella del concertismo internazionale, con un impaginato che oltre a due pagine del genio di Eisenach, la Partita n. 1 in si minore per violino solo BWV 1002 e la Partita n. 3 in mi maggiore per violino solo BWV 1006, prevede una selezione dai 24 Capricci per violino solo op. 1 di Niccolò Paganini, opera annoverata tra i capisaldi della letteratura musicale.

La prima parte della stagione si conclude sabato 26 luglio con un’incursione nel mondo del jazz attraverso l’esibizione di Enrico Pieranunzi al pianoforte, musicista tra i più versatili della scena musicale europea, nella cui particolarissima avventura sonora jazz e classica convivono fin dall’inizio uno a fianco all’altra. Nel concerto intitolato Piano Solo. Unlimited, in collaborazione con Sile Jazz, lo straordinario pianista guida il pubblico nella sua intensa e personalissima esperienza artistica, attraverso una singolare scaletta che spazia da Gershwin a Scarlatti, da una pagina blues a un proprio brano che racconta una storia tutta sua.

Dopo la pausa estiva, la programmazione riprende sabato 6 settembre con l’esibizione del Quartetto di Cremona, formazione che fin dalla propria fondazione nel 2000 si è affermata come una delle realtà cameristiche più interessanti a livello internazionale. Il Quartetto, formato da Cristiano Gualco al violino, Paolo Andreoli al violino e viola, Simone Gramaglia alla viola, viola tenore e al flauto dolce e Giovanni Scaglione al violoncello, con il principale intento di offrire un’interpretazione fedele alla partitura originale si cimenterà nell’esecuzione con sette strumenti de L’Arte della Fuga BWV 1080 di Bach, uno dei vertici più alti della polifonia contrappuntistica nella storia della musica.

Dalle note bachiane si passa sabato 4 ottobre a quelle vivaldiane, proposte da L’Arte dell’Arco con Federico Guglielmo al violino. L’Ensemble, specializzato nell’esecuzione filologica su strumenti antichi e impegnato da oltre trent’anni in un’intensa attività musicologica, concertistica e discografica, eseguirà Le Quattro Stagioni di Vivaldi, offrendo l’occasione di ritrovare i numerosi spunti e le intense emozioni che l’opera del Prete Rosso risveglia ad ogni nuovo ascolto.

L’altro appuntamento del mese è sabato 11 ottobre e vede nuovamente protagonista il Quartetto di Venezia con un programma diversificato e di intensa ricercatezza. Sul leggio, oltre al Quartetto per archi in fa maggiore op. 77 n. 2 di Franz Joseph Haydn e al Quartetto per archi n. 14 in re minore D. 810 “La morte e la fanciulla” di Franz Schubert, anche il brano dedicato al Quartetto Nebbia lagunare, movimento unico per quartetto d’archi del compositore e pianista americano, classe 1951, Curt Cacioppo.

Si prosegue sabato 29 novembre con il ritorno, nel concerto realizzato in collaborazione con Antiruggine, di Mario Brunello in duo con il violoncellista Mauro Valli, che da oltre trent’anni si dedica prevalentemente alla musica antica eseguita su strumenti storici, collaborando con molti fra i più importanti specialisti al mondo. Con un programma interamente dedicato a Johann Sebastian Bach, Mario Brunello al violoncello piccolo a 4 corde e Mauro Valli al violoncello piccolo a 5 corde accompagneranno in territori di somma sapienza creativa, con momenti di intensa profondità esecutiva. In scaletta pagine di Bach nella trascrizione di Gustav Leonhardt per cembalo, eseguite nella versione per due violoncelli piccoli, e in chiusura, sempre nella versione per due violoncelli piccoli, la Toccata e fuga in re minore BWV 565.

L’ultimo appuntamento della stagione è sabato 6 dicembre. Protagonista dell’evento conclusivo è il Quartetto di Venezia con un originale percorso d’ascolto che apre ad un ammaliante intreccio di mondi e narrazioni in musica, dal mondo di Bach (Passacaglia e fuga in do minore, trascrizione di J. Jorgensen) e Robert Schumann (Quartetto per archi n. 3 in la maggiore, op. 41 n. 3) alla tensione dell’espressione novecentesca con il Quartetto per archi n. 5 in si bemolle maggiore, op. 27 (1945) del compositore sovietico, di origine ebraico-polacca, Mieczyslaw Weinberg.

La X Stagione dei Concerti 2025 è organizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, dalla Regione Veneto e da Bellussi Spumanti, CentroMarca Banca, Hausbrandt, Massignani & C., Zanta pianoforti.  Tutti i concerti avranno inizio alle 16.30
Per i biglietti: www.boxol.it/auditoriumlosquero
Con biglietto integrato il pubblico avrà la possibilità di visitare la Fondazione Cini, il Labirinto Borges, il Bosco con le Vatican Chapels e il Teatro Verde.


AUDITORIUM lo Squero Fondazione Giorgio Cini – Isola di San Giorgio Maggiore – Venezia
Stagione concertistica 2025
 
Tutti i concerti avranno inizio alle 16.30
Per i biglietti: www.boxol.it/auditoriumlosquero
Con biglietto integrato il pubblico avrà la possibilità di visitare la Fondazione Cini, il Labirinto Borges, il Bosco con le Vatican Chapels e il Teatro Verde.
 
Info Asolo Musica 
0423 950150 – 392 4519244
info@asolomusica.com 
www.asolomusica.com
 
Fondazione Giorgio Cini
www.cini.it

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Da Studio Pierrepi <canella@studiopierrepi.it>

A Matera un appuntamento unico che vede protagonista Giovanni Sollima

SOLLIMA. BEETHOVEN”:
L’ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA TRA MEMORIA, VIRTUOSISMO E LA TRAVOLGENTE ENERGIA DI BEETHOVEN

Domenica 30 novembre 2025, all’Auditorium “Raffaele Gervasio” di Matera, l’Orchestra Sinfonica di Matera presenta “Sollima. Beethoven”, un appuntamento unico che vede protagonista Giovanni Sollima, violoncellista di fama internazionale e, per l’occasione, anche direttore d’orchestra.
Ingresso ore 20:00 – inizio ore 20:30. Info e biglietti su orchestrasinfonicamatera.it

Un viaggio musicale che attraversa memoria familiare, energia creativa e il dialogo tra linguaggi: sul podio e al violoncello, Giovanni Sollima. Uno dei più straordinari violoncellisti della scena internazionale, Sollima guiderà l’Orchestra Sinfonica di Matera in un programma che unisce la poesia cameristica del padre Eliodoro Sollima, la forza visionaria delle sue composizioni e la brillante incisività della Sinfonia n. 8 di Ludwig van Beethoven.

Artista capace di infrangere i confini tra generi e linguaggi, Sollima è celebre per un virtuosismo spettacolare e per un approccio interpretativo che combina tecnica prodigiosa, espressività magnetica e una naturale inclinazione alla sperimentazione. Le sue esecuzioni sono celebri per la fisicità con cui fa “respirare” il suono, trasformando il violoncello in un vero corpo narrante. La presenza di Sollima come solista e direttore rende questo concerto un’occasione rara, in cui si intrecciano tradizione, memoria personale e nuove esplorazioni musicali.

Al centro del programma risuonano due pagine del padre Eliodoro Sollima, tra i protagonisti della scuola compositiva italiana del Novecento, con l’esecuzione di Aria (1945), un brano di raffinata cantabilità, sospeso tra lirismo mediterraneo e un’intensa malinconia, e Nenia e Recitativo, dialogo intimo tra violoncello e orchestra in cui la linea solistica emerge come voce umana, fragile e intensa.
Sono lavori che Giovanni Sollima restituisce non solo con sensibilità artistica, ma come autentico omaggio alla sua storia familiare e musicale. Ai brani paterni si affiancano due sue composizioni: Hell I, tratto dal ciclo Songs from The Divine Comedy, una pagina di grande energia e invenzione timbrica, ispirata all’universo dantesco e caratterizzata da ritmi pulsanti e atmosfere quasi cinematografiche; Fecit Neap 17…, dove la musica diventa materia viva, capace di fondere evocazioni barocche, stilemi contemporanei e gestualità virtuosistica in un’unica, sorprendente trama sonora.

A completare la serata, la Sinfonia n. 8 in Fa Maggiore op. 93 di Beethoven, spesso definita la più “sorridente” tra le sue sinfonie. Un capolavoro che sprigiona buonumore, leggerezza e vitalità ritmica, con scambi rapidi, invenzioni brillanti e un’energia contagiosa che si concentra in quattro movimenti.
«È la musica come corpo vivo: vibra, sorprende, emoziona» – ricorda Sollima. Una definizione che racchiude perfettamente l’essenza di questo concerto: un percorso sonoro che celebra la memoria, accende l’immaginazione e rinnova l’inesauribile potenza della musica dal vivo.

Il concerto “Sollima. Beethoven” è parte della Quarta Stagione Concertistica Autunno–Inverno 2025 dell’Orchestra Sinfonica di Matera, che proseguirà fino al 30 dicembre con un ricco calendario dedicato al grande repertorio sinfonico e alla musica contemporanea.
I concerti si svolgono all’Auditorium “Raffaele Gervasio”, con ingresso alle ore 20:00.

I singoli biglietti dei concerti della Quarta Stagione Concertistica Autunno–Inverno dell’Orchestra Sinfonica di Matera, si possono acquistare Online su TicketSms https://www.ticketsms.it/collection/Stagione-Concertistica-2025-Orchestra-Sinfonica-Matera e di persona al botteghino prima dell’inizio dello spettacolo.

Violoncellista di fama internazionale e compositore italiano più eseguito nel mondo, Giovanni Sollima collabora con interpreti e orchestre tra le più prestigiose: Riccardo Muti, Yo-Yo Ma, Viktoria Mullova, Yuri Bashmet, la Chicago Symphony Orchestra, la Royal Concertgebouw Orchestra, la Berlin Konzerthausorchester e molte altre. Artista poliedrico, firma musiche per cinema, teatro e danza, collaborando con Peter Greenaway, John Turturro, Bob Wilson, Marco Tullio Giordana, Carlos Saura. Si è esibito nelle sale più importanti del mondo – dalla Carnegie Hall alla Scala, dalla Wigmore Hall alla Suntory Hall – ed è docente presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, della quale è Accademico. Sperimentatore instancabile, utilizza strumenti antichi, elettrici e perfino un violoncello di ghiaccio, esplorando nuovi linguaggi e nuove forme di espressione musicale. Suona un violoncello Francesco Ruggieri (Cremona, 1679).


Sissi Ruggi
addetto stampa
dell’Orchestra Sinfonica di Matera – OSM
e-mail ufficiostampa@orchestrasinfonicamatera.it
Da sissi ruggi <ufficiostampa@sissiruggi.com>

Roma, Galleria Zema – “Soglie del visibile”: Gaia Adducchio, Luisa Briganti, Simona Caprioli

Soglie del visibile / Thresholds of the Visible
Gaia Adducchio · Luisa Briganti · Simona Caprioli
A cura di Emanuela Zamparelli
 
Inaugurazione 29 novembre 2025 ore 16.30
 
Galleria Zema
Via Giulia 201 – Roma
 
Fino al 10 gennaio 2026

Il giorno 29 novembre 2025 alle ore 16.30, la Galleria Zema presenta la mostra Soglie del visibile / Thresholds of the Visible con le opere fotografiche di Gaia Adducchio, Luisa Briganti, Simona Caprioli, a cura di Emanuela Zamparelli: tre ricerche che – scrive la curatrice – condividono una stessa tensione, riconnettere l’immagine al corpo, alla materia e al tempo, restituendo alla fotografia la sua essenza più profonda – quella di essere atto percettivo, forma di contatto, esperienza sensibile del mondo.

«C’è un punto fragile e luminoso in cui la fotografia smette di essere mera rappresentazione e diventa esperienza. È in questo spazio interiore che si incontrano i percorsi di Gaia Adducchio, Luisa Briganti e Simona Caprioli: tre sguardi che, attraverso linguaggi differenti, esplorano la possibilità di rendere visibile la propria visione e di restituire al corpo e alla materia la loro voce silenziosa. Le loro opere non descrivono il mondo: lo attraversano con sensibilità. Ogni immagine è una soglia in cui la realtà si trasforma in percezione, il corpo in linguaggio, la luce in materia viva. È in questa partecipazione profonda che si collocano i loro sguardi, nella capacità di far emergere ciò che vibra sotto la superficie, di toccare attraverso lo sguardo.

Nelle polaroid di Gaia Adducchio, la fotografia si libera dalla rappresentazione e diventa gesto, colore, respiro. L’emulsione si muove come sostanza organica, generando forme che sembrano affiorare da una memoria ancestrale. È un atto di fiducia nella materia e nel suo potere trasformativo.

Le immagini di Luisa Briganti sono attraversate dal ritmo del corpo. La danza infrange la staticità e apre un varco nel tempo. Il desiderio si fa movimento, la pelle diventa linguaggio. Nei suoi scatti, la fotografia non congela: prolunga, trattiene, fa vibrare l’attimo fino a renderlo eterno.

Con Simona Caprioli, lo sguardo si fa passo lento e contemplazione. Le sue immagini in bianco e nero si muovono tra luce e ombra, presenza e dissolvenza. È un cammino visivo che esplora la soglia tra reale e immaginato, tra spazio e memoria, fino a trasformare il paesaggio in eco interiore.»
(dal testo critico di Emanuela Zamparelli)

Gaia Adducchio è nata nel 1979 a Roma, dove vive e lavora. Dopo aver studiato regia alla Scuola Nazionale di Cinema di Praga (FAMU) e aver conseguito premi e finanziamenti per lavori di finzione e documentaristici, dal 2015 si dedica alla fotografia, vincendo una residenza artistica presso il prestigioso CSF Adams di Roma dove realizza il suo primo progetto fotografico analogico, Ritratti di famiglia, che debutta al Prague Photo 2016. Da allora i suoi lavori, caratterizzati dalla continua sperimentazione tecnica e poetica, sono coinvolti in numerose mostre personali e collettive e riscuotono notevole apprezzamento a livello nazionale e internazionale. Da aprile 2023 è Membre Sociétaire de la Société du Salon d’Automne di Parigi.

Luisa Briganti è fotografa, curatrice e direttrice didattica del Centro Sperimentale di Fotografia Adams (CSF Adams); opera nel campo della fotografia da oltre trent’anni. Ha esposto in Italia e all’estero; tra le principali esposizioni: la mostra Assolo metropolitano (Università di Pechino, 2004) e I luoghi della memoria – omaggio a Pier Paolo Pasolini (Festival Internazionale di Fotografia di Roma, 2006). Ha curato per dieci anni cascinafarsettiArt – fotografia e non solo e, dal 2016, collabora con il festival Prague Photo. Nel 2019 ha presentato la prima personale internazionale presso la Ph21 Gallery di Budapest. È stata photo editor per reWriter (2021–2024) e tra gli ideatori di Cosmo Photo Fest (2023).

Simona Caprioli, classe 1984, pugliese di origine, si trasferisce a Torino per studiare Economia Aziendale. Si appassiona alla fotografa in età già adulta e frequenta una scuola di fotografia, il centro sperimentale di fotografia con sede a Roma dal 2019 al 2022. Inizia ad esporre in Italia e successivamente in Europa. Lavora con diverse gallerie. I suoi lavori sono esposti nella Galleria “Ira Leonis”, ad Arles, in Francia, che vanta tra gli altri, prestigiose opere di Nan Goldin, Sarah Moon e Man Ray.


Galleria Zema. Fondata a Roma il 6 marzo del 2025 da Emanuela Zamparelli, la Galleria ZEMA è uno spazio indipendente dedicato esclusivamente all’esposizione e promozione dei lavori di artiste donne, e in particolare della fotografia contemporanea femminile. La galleria rappresenta fotografe italiane e internazionali, accomunate da uno sguardo autonomo, critico e consapevole sul presente, e diverso da altri sguardi. Attraverso un programma espositivo che intreccia ricerca artistica, impegno sociale e riflessione culturale, la galleria si propone come luogo di visibilità e ascolto, dove il corpo, l’identità, la memoria e il conflitto diventano temi da indagare per dare nuova forma e contenuto al vissuto e alla memoria, alla ribellione e all’intimità. ZEMA non è solo una galleria, ma un progetto curatoriale, uno spazio vivo in cui la fotografia si fa linguaggio, relazione e resistenza.


Soglie del visibile / Thresholds of the Visible
Gaia Adducchio · Luisa Briganti · Simona Caprioli
A cura di Emanuela Zamparelli
 
Inaugurazione 29 novembre 2025 ore 16.30
 
Galleria Zema
Via Giulia 201 – Roma
 
Fino al 10 gennaio 2026
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>